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Motorland – Aragon: 14° appuntamento con il Motomondiale 2016. Programmazione TV.

Aragon

Il 14cesimo atto del Motomondiale 2016 è in programma in Spagna sula del Motoland di Aragon. Una pista fra le più tecniche ed insidiose del calendario, inserita dal 2010 nel programma del campionato iridato, propone l’ennesima sfida per la conquista dei 25 punti che potrebbero essere quelli risolutivi per la rincorsa al titolo iridato in tutte le categorie.

MOTOGPReduci dal sorprendente successo di Dani Pedrosa a Misano,un GP ha avuto degli strascichi polemici per il confronto in conferenza stampa tra Valentino Rossi e Jorge Lorenzo,oggetto della disputa il sorpasso del 46 nei confronti di Jorge nelle prime battute di corsa. Intanto Marc Marquez, a quota 223 punti, precedendo Rossi (180 punti) e Lorenzo (162 punti) ha conservato vantaggio considerevole che a cinque gare dal termine potrebbe risultare decisivo. Ancora non sufficiente per consentirgli di cullarsi sugli allori, tenendo conto che il duo della Yamaha farà di tutto per rendergli difficile la rincorsa alla vittoria anticipata.

MOTO2 – La lotta per il titolo parrebbe ristretta ad un confronto a due fra il francese Johann Zarco (191 punti) e lo spagnolo Alex Rins (191 punti), ma non si può nascondere l’insidia del rimontante svizzero Thomas Luthi (141 punti). Molto attese anche le prove dei nostri ragazzi che sono a ridosso delle prime posizione nella classifica iridata: Franco Morbidelli (6°), Lorenzo Baldassarri (9°) e Simone Corsi (11°).

MOTO3 – Facile prevedere il nome del Campione 2016, sarà certamente il pilota di punta delle KTM, il tedesco Brad Binder forte del punti conquistati fino ad ora, ha portato il suo vantaggio sul secondo, il nostro Enea Bastianini a + 106 punti; ciò non esclude che anche in questa gara più d’uno dei ragazzi italiani possano lottare per il titolo o le posizioni da podio. Nicolò Bulega (4°), Francesco Bagnaia (5°), Fabio DI Giannatonio (7°) e Nicolò Antonelli (10°) non occupano tali posizioni per caso.

La copertura televisiva in Italia sarà gestita, come d’abitudine, dalla reti SKY

PROGRAMMAZIONE SKY SPORT

Venerdì 23 settembre
Ore 09.00 – FP1 Moto3
Ore 09:55 – FP1 MotoGP
Ore 10.55 – FP1 Moto2
Ore 13.10 – FP2 Moto3
Ore 14:15 – FP2 MotoGP
Ore 15.00 – FP2 Moto2

Sabato 24 settembre
Ore 09.00 – FP3 Moto3
Ore 09.55 – FP3 MotoGP
Ore 10.55 – FP3 Moto2
Ore 12:35 – Qualifiche Moto3
Ore 13:30 – FP4 MotoGP,
Ore 14:10 – Qualifiche MotoG
P
Ore 15.05 – Qualifiche Moto 2

Domenica 25 Settembre
Ore 08:30 - Paddock Live
Ore 08:40 - Warm up Moto3, Moto2 e MotoGP
Ore 11:00 - Gara Moto3
Ore 12:20 - Gara Moto2
Ore14:00 - Gara MotoGP

PROGRAMMAZIONE TV8 (digitale terrestre)

Sabato 24 Settembre
Ore 14:30 - Studio MotoGP
Ore 15:35 - Qualifiche (sintesi differita)
Domenica 25 Settembre
Ore 12:30 - Studio MotoGP
Ore 15:00 - Gara Moto3 (differita)
Ore 16:30 - Gara Moto2 (differita)
Ore 17:00 - Gara MotoGP (differita)
Ore 23:15 - Gara MotoGP (Sintesi)

Articoli recenti

Luca Niero: vittima “invisibile” di un incidente capitato sulla pista toscana.

Luca Niero perì il 20 Settembre 1998, un decesso causato per le conseguenze di una caduta alla curva Pelagio, capitata nel 1 ° giro di 5 ° round del Campionato Italiano Superbike sulla pista del Mugello. Dopo la caduta si alzò in piedi incolume, ma fu investito, mentre stava cercando di allontanarsi dalla pista, da due piloti che stavano sopraggiungendo: Mauro Gerbaudo e Roberto Mozzanti.
Niero sostenuta gravi alla testa e lesioni al torace. Un medico e un mezzo di soccorso si precipitò al punto della pista dove è avvenuto l’incidente, e rapidamente ha assistito il pilota, ma è morto mezz’ora dopo. Gerbaudo è rimasto illeso Mazzanti avendo sostenuto una clavicola rotta.  Niero, aveva 32 anni, era un pilota amatoriale iscritto nella classe Superbike, correva in sella ad una Kawasaki privata 750. Per la gara si era qualificato al 20esima posizione. La gara fu fermata e sospesa e la Supersport che seguiva fu annullata 

Gianvanbattista Marcheggiani: “Gìbì” una gran persona e un grande del motogiornalismo del secolo scorso.

Gianbattista Marcheggiani, è scomparso, all’età di 86, nella sua Bologna, Le esequie funebri sono state celebrate il  20 settembre 2011 presso la Parrocchia di San Severino a Bologna. Per lunghi anni, inviato, poi redattore del quotidiano sportivo bolognese “Stadio”, seguiva il motociclismo (velocità); restò fedele alla testata per tutta la sua lunga esperienza professionale, anche dopo che Stadio entrò far parte del gruppo del Corriere dello Sport. Collaborò anche a con diverse riviste del settore moto, e si  occupò, occasionalmente,  anche di sport diversi.  “Gibì”, com’era da tutti conosciuto, era nato a Corinaldo il 25 luglio 1925. Era rimasto molto legato alla sua regione d’origine, aveva casa a Pesaro dove trascorreva i periodi di riposo. Discreto e gentile, attento anche ai dettagli, contribuì alla diffusione ed alla crescita delle passioni per le corse in moto negli anni “ruggenti” del dopoguerra. Collaborò anche con alcune importanti riviste del settore raccontando l’epopea delle corse e di politi che fanno parte degli sport del motore, quelli che il tempo scolorisce, ma non cancella. Fu amico e collaboratore dei più famosi organizzatori di gare di quel tempo. Goffredo Tempesta (Pesaro), Amedeo Ronci (Riccione), Libero Missirini (Rimini), Gino Ricci (Forlì) e Checco Costa Imola). Fu l’amico leale di molti grandi piloti italiani, molto legato a Renzo Pasolini ed a Tarquinio Provini. Di tutti quei campioni, come dei ragazzi che incontrava sulle piste in occasione delle gare minori, ne aveva raccontato l’epopea, gioito dei trionfi e sofferto per le grandi tragedie molto più frequenti a quel tempo.

Riconradarlo mi emoziana: E’ stato un vero amico per me e della Bimota, dei piloti che ne difesero i colori; ebbe molte attenzioni anche per mio figlio Stefano . “Gibì”, con Ezio Pirazzini (l’istrione del gruppo), Lino Pizzo e Alberto Fantini formò un gruppo che amava ritrovarsi anche senza eventi sportivi, ma tutti furono animatori di memorabili serate sulla Riviera Romagnola. Ricordo, ad inizio anni ’90, un fine settimana trascorso a Saint Vincent, per un convegno ed una premiazione della Federazione Motociclistica Italiana, era presente anche la Signora Milena, persone gentile e discreta come il marito. Il viagio di ritorno, fatto insieme fino a Bologna, qualche otra trascorsa chicchiaerando dell’argmomento che più ci era caro: il motociclismo. Fu in quell’occasione che mi confidò che avrebbe voluto concludere la vita senza farsi coinvolgere dalla frenesia che si stava impossessandosi del mondo che tanto amavamo. Lo fece, lentamente si eclissò e visse per la sua famiglia, aveva due figliole Cinzia e Susi; la sua scomparsa non ha avuto l’eco che meritava, ma nel cuore degli amici ha lasciato un ricordo ed un vuoto immenso. Quello che può lasciare una persona per bene ed un amico vero.

Lausitzring: cade Rea vince Sykes, cade Sykes vince Rea, poco cambia in SBK. Nella WSS Sofuoglu verso il titolo, idem Mercato nella Stock 1000.

Reaa J. 1980Sul circuito tedesco è stata disputatoil decimo round dei campionati del mondo Superbike e Supersport. Gare disputate sul tracciato del Lausitzring, impianto prettamente automobilistico con un fondo stradale inaccettabile per un competizione iridata. Ancora un clamoroso flop per quanto riguarda la partecipazione del pubblico, tribune desolatamente pressoché vuote, oramai il percorso iridata appare sempre più come una via crucis per la Superbike. Chi dovrebbe intervenire pare essere assopito in attesa di un miracoloso rilancio che, allo stato, pare più che improbabile.

SUPERBIKE GARA 1 - Chaz Davies (Ducati) è stato il protagonista assoluto. Scattato dalla pole position, il gallese ha da subito preso il comando della corsa e ha dominato in solitaria dando una grande prova di autorevolezza e andando a mettere la sua quinta firma stagionale, con oltre dieci secondi di vantaggio su Tom Sykes. Al secondo posto il portacolori della Kawasaki Tom Sykes davanti al debuttante Nicky Hayden (Honda) a completare il podio. Il colpo di scena della gara è arrivato all’ottavo giro, quando il Campione del mondo in carica Jonathan Rea (Kawasaki) ha perso il controllo della sua, pare un inconveniente meccanico, dopo la caduta e si è rialzato, ma successivamente si è ritirato. Oltre a lui subito dopo è scivolato anche Lorenzo Savadori (Aprilia) mentre era in terza posizione. In quarta posizione Jordi Torres, è stato il miglior pilota BMW, e ha preceduto la MV Agusta di Leon Camier. In settima posizione Davide Giugliano. Alex De Angelis (Aprilia) ha concluso in dodicesima posizione e Luca Scassa in quindicesima. Risultati che confermano Jonathan Rea leader nella classifica mondiale, ma avvicinato Tom Sykes, secondo per soli 26 punti, e la lotta al titolo è così completamente riaperta.

SUPERBIKE GARA 2 Jonathan Rea ha posto rimedio alla sfortunata gara del sabato. A dominare è stata la pioggia che ha imposto più rinvii della partenza e la riduzione dei numeri di giri. Un dominio “imbarazzante” che lo ha visto tagliare il traguardo in controllo con un vantaggio quasi 10 secondi su un grande Alex De Angelis e su Xavi Fores migliore fra i piloti Ducati. Le insidie del tracciato le ha pagate per primo Sykes scivolato prima della fine del primo giro, è tornato in pista ed tagliato il traguardo in dodicesima posizione. Lorenzo Savadori e Davide Giugliano hanno dato l’impressione di poter disputare una lotta tutta italiana per definire le altre due posizioni del podio dietro allo scatenato pilota nord irlandese, prima di finire in terra nella stessa curva. Deludente la prova di Chaz Davies solo sesto, favorito da una unga serie di caduti di piloti più veloci che lo precedevano. Vantaggio per questa eccezionale serie di cadute anche per Sykes. Luca Scassa ha ha concluso in undicesima posizione, Vizziello in tredicesima Non hanno portato a termine la gara, anche Anthony West, Alex Lowes, Jordi Torres, Markus Reiterberger, Saeed Al Sulaiti e Dominic Schmitter. Jonathan Rea dopo il risultato nullo di sabato ha rinforzato la sua leadership con 393 punti, davanti a Sykes 346 punti e Davies con 295, Migliore dei piloti italiani Giugliano (6°) con 195 punti.

SUPERSPORT - Il Campione in carica Kenan Sofuoglu (Kawasaki) ha conquistato la quinta vittoria stagionale nel nono round. Il pilota turco ha ottenuto il terzo successo di fila dominando i 19 giri, davanti alla wildcard Niki Tuuli (Yamaha) e al francese Jules Cluzel (MV Agusta). Nell’ordine delle cose la prestazione del pilota turca, sorprendente invece la prova del finlandese Tuuli, pilota del Kallio Racing Team, capace di restare sempre a ridosso del campione del mondo per tutta la gara. Buona la Jules Cluzel al suo terzo podio stagionale, ha preceduto Patrick Jacobsen (Honda) e Federico Caricasulo (Honda), il migliore fra i molti piloti italiani in gara. Nella top ten anche Lorenzo Zanetti, (MV Agusta); a punti e Baldolini 12°, Badovini 13° e Bassni 15°. Più indietro Rolfo 1(° e Gamarino 19°. Alessandro Zaccone è caduto nel corso del primo giro ed è stato costretto al ritiro, uno stop che incide molto sulla classifica deella FIM Europe Supersport Cup, in Germania il miglior è stato Ilya Mikhalchik in quattordicesima posizione, davanti ad Axel Bassani. Sofuoglu ha aumentato il suo vantaggio in classifica generale salendo a 171 punti , con 3 punti di vantaggio sul suo compagno di squadra Krummenacher, mentre in terza posizione c’è l’americano PJ Jacobsen. Meglio piazzato dei piloti itali e Alex Baldolini 7° con 74 punti; non è una stagione brillante per i nostri piloti.

SUPERSTOCK 1000Leandro Mercado (Ducati) è stato autore di una straordinaria prestazione nella gara vincendo la gara, disputata sul tracciato bagnato, con 21 secondi di vantaggio davanti all’australiano Bryan Staring (Kawasaki). Terzo posto per Riccardo Russo (Yamaha). In avvio ha preso la testa i polemam Toprak Razgatlioglu, ma il suo andare largo lha favorito il passaggio Leandro Mercado, che si è subito trovato bene sulla pista, ha costantemente fatto segnare il giro più veloce e ha spinto fino a stravincere la corsa. Il secondo ed il terzo sono stati autori di una buna gara in rimonta, seguiti da Jeremy Guarnoni (Kawasaki), Kevin Calia (Aprilia) quinto. Luca Salvadori (Yamaha) e il primo tedesco Sebastian Suchet (Yamaha). Luca Vitali (BMW) ha concluso in ottava posizione, davanti a Roberto Tamburini (Aprilia) sempre a disagio sul bagnato). Raffaele De Rosa (BMW) in lotta per il titolo si è trovato in difficoltà e ha concluso la corsa in decima posizione, Fabio Massei (Yamaha). Altri italiani: Mazzina 13°, Andreozzi 14°, Oppedisano 18°. Fuori gara per cadute l’irruento Rinaldi, poi Razgatlioglu, Sandi, Faccani e Mantovani. In classica l’argentino Mercado ha preso decisamente il largo con 102 punti seguito, nell’ordine da De Rosa 88, Calia 77, Rinaldi 53, Tamburini (7°) 40.

Si torna in pista fra due settimane a Magny Cours.

Luigi Galli: pilota della Gareli vittima … della Lesmo.

Luigi Galli, peri 19 settembre 1926 a causa di un incidente capitato nel corso della gara per le 250cc del Gran Premio delle Nazioni, prova del Campionato Italiano Velocità. “Gino” Galli, è stato il pilota ufficiale Garelli si schiantò alla seconda curva di Lesmo, che all’epoca era nota anche come “Curva dei Cervi”. Si trovava sul lato esterno della curva, quando la sua Garelli scivolò e strisciò lungo la recinzione, il pilota cercò di riprendere il controllo della moto, ma ricadde, rimbalzò e fu scaraventato in aria finendo sulla pista alcuni metri avanti. Secondo quanto riferirono testimoni oculari, il suo corpo fu colpito dalle moto dei piloti Miro Maffeis e Attilio Roccatani, che lo seguivano i quali caddero a loro volta. Gravemente feriti, tutti e tre assistiti in pista dal Dr. Borello, prima di essere trasferito all’ospedale Umberto I a Monza. Gino Galli è morto poco dopo il ricovero. Attilio Roccatani ebbe un braccio fratturato, Miro Maffeis si era procurato gravi lesioni al torace tanto da rimanere in condizioni critiche per alcuni giorni. Anche due spettatori, Ezio Porcile e Vincenzo Brini, furono coinvolti nell’incidente, fu necessario portarli in ospedale perché feriti alle gambe. Secondo diverse fonti, il Maffeis piloti e Roccatani sono rimasti feriti in incidenti separati durante l’evento stesso, la dinamica del quell’incidente multiplo non fu mai chiarita.  Dopo l’incidente la gara non fu interrotta e Ugo Prini, con la Moto Guzzi, ne fu il vincitore.

Giuseppe Fagnani: pilota della Scuderia Ferrari, 2° nel Campionato Italiano cl 500cc.

Giuseppe Fagnani, perì il 17 settembre 1933; aveva 39 anni quando incorse in un incidente sul Circuito di Luino, nel corso della gara delle 500cc, lui era in sella ad una Rudge della Scuderia Ferrari dove era entrato nel 1932. vincendo subito Varese-Campo dei Fiori slalom e nel 1933 del Circuito di Modena, 500 cm3 di classe, finendo terzo di classe nel circuito di Torino. Il suo ultimo risultato della stagione è stato il 3 ° posto nel Circuito di Rimini, svoltasi il 6 agosto 1933. A fine stagione si classificò al secondo nel Campionato Italiano Velocità della Classe 500cc , alle spalle del suo compagno di squadra Giordano Aldrighetti.

Lausitzring (D): 10° appuntamento iridato per Superbike e Supersport.

TV-sbkTornano i Campionati del Mondo SPERBIKE E SUPERSPORT e FIM CUP STOCK 1000 dopo la lunga pausa estiva; Il calendario propone il decimo appuntamento con Gran Premio di Germania sul circuitodel Lausitzring: 16/18 Settembre 2016.

SUPERBIKE -la situazione del campionato sembra già delineata con la Kawasaki che domina e con Rea leader della classifica iridata forte di 368 punti per un rassicurante vantaggio di 46 lunghezze sul compagno di squadra Tom Sykes e + 108 su Chaz Davies (Ducati). A tre gare dal termine il tesoretto di Rea dovrebbe garantire al nord irlandese un finale di campionato senza grandi patemi salva la voglia del compagno di squadra di prendersi dellerivincite. L’ultimo weekend agonistico, a Laguna Seca, ha visto di compagni/rivali dividersi le vittorie. In un contesto che ha i contorni delle “verdone” la Ducati, con Davies e Davide Giugliano, proverà a ritagliarsi uno spazio. Attese per registrare eventuali crescite si Yamaha, Aprilia e MV Agusta, sarà agguerrita su una pista di casa la BMW.

SUPERSPORT – Anche nella categoria minore il mondiale è un affare “Kawasaki”, sono quelle affidate al Team italiano del Puccetti Racing. Il pilota turco, pluiridato, Kenan Sofuoglu ha accumulato 146 punti + 40 sul compagno di squadra lo svizzero Krummenacher, più lontano l’americano Jacobsen (Honda) é fermo a 92 punti. Migliore degli italiani )piuttosto numerosi, ma non sempre incisivi, e il romagnolo Caricasulo 7° con 75 punti.

SUPERSTOCK 1000 – Nella Coppa FIM i piloti italiani sono in maggioranza assoluta ed affollano la top ten. Leader è Raffaele De Rosa (BMW) con 82 punti, incalzato dall’argentino Leandro Mercado (Ducati9 con 77 puniti, in corsa per il titolo e in lotta per un posto sul podio altri due ragazzi italiani: Kevin Calia (aprilia) p. 66 e Michael Rinaldi (Ducati) punti 53

Gli orari delle dirette e delle differite in TV per non perdere neanche un attimo di prove libere, qualifiche e gare.

Sabato 17 settembre

MEDIASET Italia 2
8:40  Superbike – Prove Libere 3
9:15-  Supersport – Prove Libere 3
10:15 – Superbike – Qualifiche Superpole
11:30 -  Supersport – Qualifiche
12:30 – Superbike – Gara-1 (partenza ore 13:00)
+Italia 1HD
14:15 – STK1000 – Qualifiche

Eurosport
10:30 – Superbike – Qualifiche Superpole
13:00 – Superbike – Gara-1
+ differita su Eurosport 2)

Domenica 18 settembre

MEDIASET Italia 2
8:55 – Supersport – warm-up
9:25 – Superbike – warm-up
9:50 – STK1000 – Warm Up
11:10 – Supersport – Gara (inizio ore 11:20)
13:00 – Superbike – Gara-2
14:20 – STK1000 – Gara
+ Italia 1-HD0)

Eurosport
7:00 – Superbike – Gara-1 (differita)
12:00 – Superbike – Gara-1 (differita)
13:00 – Superbike – Gara-2
17:00 – Superbike – Gara-2 (differita)

Eurosport 2
15:15 – Superstock – Gara (differita)
15:45 – Superbike – Gara-2 (differita)
20:15 – Superbike – Gara-2 (differita)
00:35 – Superbike – Gara-1 (differita)
01:15: Superbike – Gara-2 (differita)

Alessandro Rambaldi: tradito dal motore sulla pista di Misano.

Alessandro Rambaldi il 13 Settembre 1986 perì, 25enne, sulla pista di Misano Adriatico nel corso della gara della class 250gp del Grand Prix Terme di Riccione. L’incidente avvenne Sabato 12 settembre 1986, Alessandro stava percorrendo il lungo tratto veloce del  “Curvone”, nella parte verso la curva del Tramonto, quando la moto, probabilmente a causa del grippaggio del motore a 2 Tempi, lo sbalzò di sella facendolo cadere violentemente sull’asfalto, ricevette un colpo terribile alla test.a nella parte posteriore del casco, che  gli procurò gravi lesioni al capo. Rambaldi era già in coma quando fu stato trasportato  e ricoverato nell’ospedale Ceccarini di Riccione. Vista la criticità delle condizioni del pilota, la famiglia decise di farlo di trasferire in elicottero all’ospedale Bellaria e da questi  al reparto di terapia intensiva dell’ospedale Sant’Orsola di Bologna. Alessandro è deceduto il giorno seguente, nel corso del mattino di domenica 13 settembre 1986. I suoi genitori autorizzarono l’espianto degli organi per  trapianti medici. La moto con la quale gareggiava, una Yamaha 250gp, Alessandro l’aveva acquistata dall’amico Pierfrancesco Chili. Erano amici, entrambi bolognesi e soci del “Motoclub Ruggeri” di Bologna.

Carlo, Nando e Miro, la saga dei fratelli Maffeis: Carlo perì in gara.

Carlo Maffeis perì il 12 settembre 1921, presso l’ospedale di Brescia a seguito delle ferite riportate in un incidente capitato il 10 settembre sul Circuito della Fascia d’Oro a Montichiari (BS). Aveva 38 anni e stava disputando il Gran Premio del Moto Club d’Italia.

La vita di Carlo s’intrecciò con quelle dei fratelli Nando e Miro, fu molto intensa e  i tre riempirono le cronache motociclistiche con le loro vittorie e per l’attività di costruttori. Carlo godeva di molta considerazione, fu un pioniere del motociclismo italiano. Si distinse anche come pilota d’aereo, con un monoplano Bleriot vinse il Meeting Aereo di Rimini 1911.  E’ stato Campione d’Italia nel 1913 della classe 500cc con una Réve. Ci sono note che gli attribuiscono i titoli del 1914 e 1919, ma non sono citati negli annali della FMI. Carlo aveva vinto la sua prima gara nel 1903, corsa in salita Susa-Moncenesio in sella ad una Sarolea. Corse anche a Brooklands, contro gl’assi inglesi in sella ad una Stanley. Insieme al fratello Miro ha vinto il Raid Nord-Sud 1920 – “Milano-Napoli” – in sella ad una Indian 500cc. Sempre nel 1920, Carlo stabilì un record mondiale di velocità toccando i 125 km/h (circa 77,6 km/h) in sella ad una Bianchi V-Twin 500 cm3, lanciandosi su un tratto di strada rettilineo nei pressi di Gallarate. I fratelli Maffeis avevano fondato anche un’azienda di famiglia, portava il nome il loro nome, una struttura dove Nando, si scrisse, avesse costruito, 1985, la prima bicicletta a motore. Il più grande dei tra fratelli seppe mettere a frutto gli erudimenti di meccanica appresi nella bottega di Luigi Figini, altro pioniere del motociclismo.

I fratelli Maffeis sono stati anche dirigenti della Squadra Corse Bianchi; Casa fondata da Edoardo Bianchi nel 1885. Quando la squadra corse Bianchi, nel 1925, cessò l’attività i fratelli Maffeis diedero promossero un proprio marchio costruendo dei mezzi che utilizzavano motori Sarolea, Minerva, Barscott e Blackburne. Miro, il fratello più giovane e molto bravo (edi immagini:http://www.youtube.com/watch?v=PrlAK2oovPs, già nel 1913 conquistò il primo dei due titoli di Campione d’Italia che avrebbe messo nel suo palmares; s’impose nella Cl. 350cc con una Douglas. Il secondo titolo lo conquistò nel 1925 cl. 250cc in sella ad una moto “Maffeis”. Nel Campionato Italiano fu anche due volte 2°: 1920 cl. 1200, 1921 cl. 1000, sempre con una Indian. I fratelli Maffeis vinsero anche un titolo marche con una loro moto 250cc affidata a Giovanni Gianoglio nel 1924. Miro, che era stato etichettato come “bel Miro”, ebbe una carriera interessante potendo guidare molti tipi di moto: Motosacoche, Douglass, Indian, Harley Davidson, Sarolea, Parvus, Garelli, BSA, Bianchi, Ladetto & Blatto, Gilera e la sua Maffeis costruita dal fratello Nando.  Nel 1920 scomparve Nando Maffeis e fu sospesa l’attività relativa alla fabbrica che produceva le moto Maffeis, Miro trovò impiego alla Bianchi come meccanico preparatore e pilota, poi dal 1933 al 1935 furono prodotte delle moto marcate “Miro Maffeis”, a costruirle fu una società formata da Miro e dai fratelli Aurelio ed Enrico Tornelli. In seguito l’azienda impostò la sua attività sopratutto come struttura commerciale rappresentando in Italia molte marche straniere tra le quali: AJS, Brough, Harley Davidson, James, Moto Rêve, Rex e Sun e agente per la Lombardia della Blackburne.

Ernest Degner: fuggì dalla Germania Est verso la Suzuki.

Ernst Degner, deceduto a 52 anni il 10 settembre 1983 ad Arona, è stato un pilota bravo, ma la sua celebrità la deve più che all’intensa attività di pilota, coronata da un titolo mondiale, la deve  una vicenda di spionaggio industriale.

Fu Campione del Mondo della classe 50cc nel 1962. Prese parte a 57 gran premi, ne vinse 15 e per 36 volte salì sul podio iridato. Degner fu accusato di avere sottratto alla Casa con la quale aveva iniziato la carriera fuggendo dalla Germania Est, con i progetti delle nuove camere di espansione e delle migliorie al disco rotante ideate per la MZ  da Walter Kaaden, del quale Ernest era amico e collaboratore. Degner, nel 1961, fuggì dalla Germania comunista passando dalla Danimarca e si portò appresso la documentazione MZ che, si dice, sia finita in Suzuki, per la quale il pilota tedesco divenne ufficiale nel 1962, gareggiando nelle classi 50 e 125 cc,  fino alla conclusione della carriera. Cessò di gareggiare  nel 1966 a seguito di un grave incidente nel quale incorse gareggiando sulla pista di Suzuka.  Anche la sua morte, come la vita, è stata ammantata da un mistero; fu trovato esanime dal figlio nel suo appartamento, il decesso fu attributo ad overdose di medicinali e calmanti che dei quali faceva uso per combattere la depressione. Molte fonti giornalistiche hanno attribuito la morte ad un intervento dei servizi segreti della Germania Est, che non avrebbero perdonato a Degner “la beffa” della fuga oltre cortina e il trafugamento dei progetti MZ. Era ancora attuale la “cortina di ferro” che divideva rigorosamente l’Occidente dal blocco dei paesi comunisti dell’Est.

Il pilota tedesco fece una visita alla Bimota sul finire degli anni ’80.

Andrea Schiassi: pilota del Challenge Aprilia perito nello schianto contro un’auto.

Andrea Schiassi  è deceduto il 10 settembre 2011. Era stato un buon pilota fra i mille che presero parte al Challenge Aprilia.  La notizia fu divulgata dalle pagine dei media locali. A 26 anni è morto in una notte d’inizio settembre, in sella ad una Ducati, in via C. Colombo è finito contro un’auto che,  proveniente da una strada secondaria, si stava immettendo sulla strada principale in direzione centro città.  Lo scontro fu terrificante, Andrea che è morto all’istante, mentre il proprietario dell’auto è rimasto ferito. Fu identificato attraverso le impronte digitali perché privo di documenti di riconoscimento. Viveva ad Argelato (BO), di professione faceva il meccanico di moto w gestiva un’officina. Gl’agenti della polizia municipale bolognese durante i rilievi scientifici individuarono, vicino alla Ducati coinvolta nell’incidente, una targa che apparteneva però ad una Honda. Gli accertamenti compiuti successivamente dai vigili felsinei, tramite il numero di telaio, consentirono d’accertare che la moto, risultata rubata, era intestata ad un giovane residente nel Veronese. Andrea stava provando la moto, portata in officina da un cliente, ma ed era all’oscuro dei traffici che avevano preceduto la consegna.

Andrea era stato una dei piloti costantemente nella top ten della Challege Aprilia 125 Junior, vinto da Andrea Dovizioso e nel 2001, edizione che vide trionfare Michael Fabrizio davanti a Pirro e al 4° posto il povero Patrik Mingoia (anche lui vittima di un incidente stradale).

Marco Papa: bravo e sfortunato, scomparso a fine carriera, in austrada.

Marco Papa, il 9 settembre 1997, ha perso la vita in un incidente stradale, avvenuto lungo la Milano – Brescia  (A4), all’altezza di  Adro. Nella notte era alla guida della sua auto quando ne perse il controllo e finì fuoristrada, i primi soccorritori lo trovarono disteso sull’erba come addormentato. Aveva compiuto 40 anni e dal 1996 aveva lasciato le gare. Ottimo pilota aveva dovuto spendersi molto per trovare modo di avere una moto, possibilmente competitiva (operazione non sempre riuscita) per praticare lo sport amato. Aveva fatto il suo esordio in pista a diciotto anni con una Kawasaki 500 tre cilindri, assistito da un personaggio umbro dell’epoca, il verace e molto capace “Pinzero”,  com’era chiamato dagl’amici, Marcello Bevilacqua, nella cui officina crebbe Marco, affascinato dai motori.  Le prime vittorie risalgomo al 1978; la prima, sulla pista di Monza nel Campionato Italiano Junior classe 500, in sella ad una Suzuki e la seconda sul tracciato di Vallelunga. 

Nella sua lunga carriera ha utilizzato molte moto; Suzuki, Honda, Yamaha, Paton, Librenti e Cagiva. Esordì nel Motomondiale nel 1980 in sella ad una Yamaha, nella classe 250cc. Nel Motomondiale, quasi sempre da pilota privato, fu presente, anche se solo per poche gare, fino al 1996. Senza  trascurare partecipazioni anche al mondiale Superbike.  Per molti anni fu un protagonista del Campionato Europeo classe 500, ottenne la sua prima vittoria continentale nel 1984, ed il terzo posto nella classifica finale. Miglior piazzamento nol campèionato continentale  nel 1987 con il   secondo-

Una carriera lunga quella di  Marco,  illuminata da due titoli di Campione d’Italia: negli anni 1991 e 1992, nella classe Open Entrambi in sella alle Cagiva 500cc; titoli assegnati in prova unica sulla pista di Vallelunga. Gareggiò anche con le moto del preparatore bolognese Librenti, con il quale condivise dagli anni ’92 al ’95 la sua grande passione, la stessa che avrebbe poi condiviso nel 1966 con Peppino Pattoni, guidando una Paton con la quale partecipò al Gran Premio di San Marino  a Imola. Fu la sua ultima gara apparizione  nel Campionato del Mondo. Il più bel piazzamento nelle corse iridate lo conquistò nel 1990, nel Gran Premio di Jugoslavia sulla pista di Rijeka.  Nella gara delle 500GP arrivò sesto. Superò anche il quattro volte campione del mondo Eddie Lawson,  pilota ufficiale sella alla Yamaha. Chi ha la memoria lunga, lo ricorderà costantemente in lotta, sempre e comunque, con i piloti di metà classifica.  Fu quella la sua migliore stagione iridata conclusa al 14° posto, le ottime prestazioni non passarono inosservate, tanto che a Le Mans gli fu affidata la Honda 4 cilindri ufficiale del Team Rosset.  

Sono state molte le iniziative che si sono succedute per commemorare il pilota perugino, in particolare dai  moto club umbri. 

Il sodalizio  di Perugina ne ha assunto il nome e quello di Spoleto ha organizzato e promosso un  trofeo dedicato, articolato su più classi.

Anche la Sport’s di Alberto Fantini che con Giuseppe Morri organizzava il Challenge Aprilia,  organizzò un trofeo sulla pista di Magione (nella foto il fratello di Marco presente alla premiazione).

 Anche la moglie Ornella ha voluto ricordarlo con un bel libro, molto apprezzato dai suoi tifosi e dagli appassionati.

Rimini: le manifestazioni previste in coincidenza con il GP Riviera di Rimini e San Marino a Misano.

Misano 2016Il Comune di Rimini, che concorre al finanziamento del Gran Premio Riviera di Rimini e San Marino, gara del Monopodiale, ha promosso una serie d’appuntamento tutti d’altissimo livello che permetteranno agli appassionati di appagare la loro passione. Tutti gli eventi proposti si svolgeranno nella centralissima Piazza Cavour.

Dal giorno 3 settembre nel foyer del Teatro Galli torna per il terzo anno consecutivo nella Sala delle Colonne le factory bikes delle squadre ufficiali partecipanti al motomondiale: un’esposizione curata da Aldo Drudi, nella quale si potranno ammirare le tute e i caschi indossati dai campioni.

In contemporanea, nella Sala Ressi del Teatro Galli apertura di Rimini Racing Shot, il contest per raccontare attraverso le immagini oltre 40 anni di storia del circuito “Marco Simoncelli” di Misano Adriatico. E’ questo il tema scelto per l’edizione 2016 del contest fotografico internazionale ideato da Gigi Soldano, uno dei decani della fotografia ‘in pista’, organizzato dal Comune di Rimini in collaborazione con Nikon Italia e Dorna.

All’International Photo Award MotoGp, lanciato in occasione del Gran Premio di Austria di metà agosto, hanno aderito 41 fotografi della MotoGp accreditati Dorna, che hanno inviato ben 131 scatti realizzati sul circuito di Misano Adriatico durante le gare di MotoGP, in qualsiasi anni. Le foto finaliste sono pubblicate sulla pagina facebook.com/riminiracingshot per essere sottoposte al giudizio del pubblico per l’assegnazione di uno speciale premio ‘social’. Anche quest’anno inoltre sarà attribuito un premio speciale alla foto più ‘fortunosa’, quella cioè scattata dal fotografo che si è trovato al posto giusto nel momento giusto.

Oltre alle immagini in gara per aggiudicarsi il prestigioso premio, gli spazi della Sala Ressi ospiteranno anche una personale, un omaggio a un veterano dei circuiti come il fotografo pesarese Fermino Fraternali, il ragazzo che sognava di essere protagonista in pista ma che la sorte ha trasformato, iniziando dai tempi eroici della Mototemporada romagnola, in un professionista stimatissimo della fotografia sportiva. La mostrasarà aperta al pubblico fino al 11 settembre al Teatro Galli di Rimini, mentre la premiazione dei vincitori di Rimini Racing Shot è in programma giovedì 8 settembre negli spazi della mostra.

Dal 03 all’11 Settembre gli eventi attesi c’è un fuori-programma d’eccezione con la presentazione al pubblico in anteprima mondiale della T12, Massimo Tamburini – The Dream, il sogno della moto “ideale” di Massimo Tamburini trasformato oggi in realtà nonostante la sua prematura scomparsa. La Far, Fabbrica Arte Rimini, si apre al mondo dei motori ospitando l’esposizione di 12 capolavori firmati dal riminese Massimo Tamburini, uno dei più apprezzati tecnici e designer di moto al mondo, scomparso nel 2014. Una mostra che sarà resa unica dal disvelamento – 08 Settembre in anteprima mondiale della sua ultima realizzazione, la T12, una moto supersportiva nata per la pista spinta dal motore BMW 1000 derivato dalla SBK.

Sempre giovedì 8, alle ore 11,30 in piazza Cavour, è invece in programma “Vieni oltre nella Rider’s Land”, la Moto GP raccontata con la street art, uno degli eventi  MotoGP in collaborazione con Dorna Sport in cui la passione di questo territorio per i motori raccontata da 6 street artist. Al loro fianco 6 piloti che metteranno la loro firma alle opere che poi verranno messe all’asta attraverso la piattaforma Charity Stars nell’ambito del progetto Kiss Misano. Il ricavato andrà a favore delle popolazioni colpite dal terremoto. Evento in collaborazione con Dorna Sport e Sky Sport.

Sabato 10 settembre due importanti appuntamenti concluderanno, in attesa degli esiti sportivi del Gran Premio di Misano che si correrà domenica 11, la settimana riminese dedicata al mondo dei motori prevede un evento promosso dal Bimota Club Germania che a Rimini celebrerà il 25° anniversario della fondazione. In piazza Cavour saranno schierate le moto dei motociclisti tedeschi insieme a quelle degli amici italiani. Una parata di moto eccezionale, visibili anche i prototipi Bimota TESI che fanno parte della collezione del Museo Nazionale del Motociclo di Rimini. Nel teatro Galli - alle ore 18 –  è previsto il saluto agli ospiti e, accogliendo l’invito del loro Presidente Reinhold Kraft, Giuseppe Morri (socio fondatore della Bimota) porterà la testimonianza diretta dell’iniziativa che, in collaborazione con il giornalistaSaverio Livolsi, ha prodotto il libro “L’era d’oro della Bimota”.

Misano Adriatico: Gran Premio TIM di San Marino e della Riviera di Rimini. Diretta TV

TV-sbkIl Motomondiale approda sulla pista adriatica di Misano per il Gran Premio TIM di San Marino e della Riviera di Rimini, 13° appuntamento stagionale. A sei gare dalla fine del Mondiale Marc Marquez guida la classifica della classe regina a quota 210 punti, seguito da Valentino Rossi con 160, terzo Jorge Lorenzo con 146 punti, la coppia dei piloti Yamaha sa che a Misano potrebbe svanire il sogno iridato se non sapranno sconfiggere nettamente il leader, pilota della Honda. Valentino potrebbe trovare, nel caso ne avesse bisogno, nuovi stimoli respirando l’aria di casa e ne calore calore della stragrande maggioranza del pubblico che assisterà alla gara. Gara speciale per la Ducati, quasi di casa, da recuperare la delusione per la caduta di Iannone a Silverstone. Hanno il potenziale. Andrea Iannone e Andrea Dovizioso, per fare grandi cose finora, ma devono dare continuità a prestazioni vincenti come a Brno. Anche per loro non mancherà il tifo della tribuna rossa e non solo. Sarà molto atteso, dopo la vittoria di Maverick Viñaleas a Silverstone, la prima in carriera nella MotoGP, ci sarà grande curiosità per vedere il giovane talento spagnolo della Suzuki dalla stagione 20127 passerà alla Yamaha, compagno di squadra di Valentino. Per gli sportivi le emozioni potrebbero arrivare dalla pattuglia di piloti che militano nelle altre due categorie. In Moto3 Morbidelli pare pronto per cogliere la prima vittoria. ed al podio punteranno anche Baldassarri e Corsi. In cara anche Mattia Pasini che abita a pochi chilometri dal circuito e Marini in fratello minore di Rossi. In Moto3 facile prevedere che i ragazzi italiani saranno fra i protagonisti principali. Molti di loro abitano nell’area riminese, altri sono marchigiani, tutti casa e sono bravi come stanno dimostrando dall’inizio del campionato. In 6 sono piazzati nella top della classifica iridata: Bagnaia 3°, Bastianini 4°, Bulega 5°, Fenati 5°, ma non dovrebbe essere in gara dopo la rottura con il team Sky, poi Di Giannantonio 7° e Antonelli 9°. Ma nella lotta per il podio potrebbero inserirsi anche Locatelli 11°, Migno 20°, e sopratutto Manzi, 4° a Silverstone dopo una straordinaria rimonta.

Il GP di Misano della sarà trasmesso in diretta su Sky Sport MotoGP HD e nelle fasi salienti delle qualifiche e della gara anche su TV8 per la gioia di tutti i tifosi italiani.

MotoGP Misano 2016: programma e orari

DIRETTA SKY

VENERDI’ 12 SETTEMBRE
9.00: prove libere 1, Moto3
9.55: prove libere 1, MotoGP
10.55: prove libere 1, Moto2
13.10: prove libere 2, Moto3
14.05: prove libere 2, MotoGP
15.05: prove libere 2, Moto2

SABATO 13 SETTEMBRE
9.00: prove libere 3, Moto3
9.55: prove libere 3, MotoGP
10.55: prove libere 3, Moto2
12.35: qualifiche, Moto3
13.30: prove libere 4, MotoGP (replica alle 18.30)
14.10: qualifiche, MotoGP (replica alle 16.05 e alle 19)
15.05: qualifiche, Moto 2
17.15: conferenza stampa

DOMENICA 14 SETTEMBRE
8.40: warm up: Moto 3, Moto 2 e MotoGP
11.00: gara, Moto3 ive
12.20: gara, Moto2
14.00: gara, MotoGP (replica alle 16.15)

DIRETTA CIELO TV  – canale 26 digitale

SABATO 13 SETTEMBRE

12.15: Diretta Qualifiche Moto3, MotoGP e Moto2

DOMENICA 14 SETTEMBRE
11.00: Diretta gara Moto3
12.20: Diretta gara Moto2
14.00: Diretta gara MotoGP

Imola: primo titolo tricolore al termine delle gare 7 e 8.

CIV 2016 - logoRound n° 4 con le due gare del Campionato Italiano sul tracciato dell’Autodromo Dino e Enzo Ferrari. di Imola. Weekend di doppiette, prime vittorie e primi titoli.

PREMOTO3 125 4T – Le gare 7e 8 hanno incoronato Leonardo Taccini campione di categoria. Dopo la conquista della targa tricolore lo scorso anno nella Premoto3 125, ha trionfato anche in questo 2016, nel primo anno di gare nella categoria superiore, dove Taccini è andato sempre a podio, chiudendo i giochi con la doppietta di Imola. Il romano ha trionfato anche oggi, dopo una bella battaglia con Davide Baldini(RMU), conclusa solo nelle battute finali. Primo podio per Matteo Bertè al traguardo, con Taccini che ha approfittato dell’uscita di scena del rivale Riccardo Rossi (RMU ). Taccini è diventato imprendibile a 181 punti, davanti a Rossi (130 p.) e Baldini 3° (114 p.).

PREMOTO 125 2T - E’ stato Elia Bartolini (RMU) a vincere su Matteo Ripamonti (Honda) e Thomas Rossi (RMU ). In classifica generale è sempre in testa Giannini (Honda) con 155 p. seguito da Fusco (RMU ) a 149 p., rispettivamente 4° e 5° oggi in gara, con la terza posizione occupata da Ripamonti (83 p.) seguito a sole 2 lunghezze da Alfano (Honda) in classifica.

SUPERBIKE – Dominio di Michele Pirro. Il pilota Ducati ha trionfato anche oggi, andando a chiudere come meglio non poteva un round di Imola iniziato con la squalifica e terminato con la doppia vittoria. Round nel quale il pilota Ducati gommato Michelin ha messo insieme pole, 2 vittorie e il giro veloce della domenica (1’49.085). Dietro di lui lotta terminata solo al fotofinish tra Matteo Baiocco (Ducati) e Riccardo Russo (Yamaha); 4° posto per Calia (Aprilia) e 5° Ivan Goi (Ducati). La leadership della SBK è nella mani di Baiocco (118 p.) seguito da Calia (99 p.) con Matteo Ferrari (BMW) 8° in gara e terzo nella generale a 89 p. Sesto posto per Pirro (75 p.)

MOTO 3Doppietta anche per Tony Arbolino, in una categoria che cambia ancora il leader in classifica generale. Il pilota su KTM ha chiuso alla grande un weekend che lo ha visto partire dalla pole position e vincere in solitaria anche la gara di domenica. Seconda posizione per il nuovo capoclassifica della Moto3: Manuel Pagliani. L’alfiere della Honda ha migliorato il 4° posto di ieri, conquistando un podio che gli vale la targa leader. Ancora un terzo posto per Kevin Zannoni (Peugeot), scatenato nel finale, dove ha realizzato il nuovo giro record della pista con il tempo di 1’59.043, migliorando il precedente record di Bezzecchi. Alle loro spalle è stata grande bagarre tra Sintoni (Peugeot), Casadei (KTM ) e Spinelli (KTM). Una lotta che si è conclusa all’ultima curva con Sintoni seguito da Casadei e Spinelli. In classifica generale c’è Pagliani al comando con 109 p. seguito a 6 lunghezze da Casadei.Terza posizione per Spinelli (90 p.) con Zannoni 4° (84 p.) e l’infortunato Ieraci (TM) a 81 p. Nella Moto3 standard vittoria di Zanotti davanti a Guzzon e Raimondi. Zanotti che conduce in classifica generale con 151 p. seguito sempre da Guzzon 130 p. e Raimondi 122 p.

SUPERSPORTFiato sospeso perché sono stati in 4 a giocarsi la prima posizione, con un arrivo al fotofinish. A conquistare la vittoria, prima per lui quest’anno, è stato Massimo Roccoli (MV Agusta). Il campione in carica ha avuto la meglio per soli 15 millesimi su Canducci (Kawasaki), con Kevin Manfredi (Suzuki) 3°. Il romagnolo ha centrato un altro podio, riuscendo ad arrivare davanti a Bussolotti (Kawasaki) con con il veterano Stefano Cruciani (Kawasakii) 5° ma più distaccato dai primi. Roccoli che resta leader in classifica generale 8128 punti davanti a Manfredi (105 p.) con Bussolotti 3° (98 p.).

SPORT 4T – Finale entusiasmante ea spuntarla dopo una grande bagarre a 4, conclusa solo nelle ultime tornate, è stato ancora Montella (Yamaha), che ha bissato il successo di ieri. Dietro di lui lo spagnolo Castano Illan (Yamaha), con Grassia 3° e Bastianelli 4° copia Kawasaki. In classifica generale c’è sempre Castano Illan al comando con 132 p. davanti a Montella 113 p. e Segoni (Honda) 6° in gara e a 107 p.

National Trophy 1000- La vittoria è andata a Davide Caselli (BMW) davanti ad Alessio Velini (BMW) con Alessio Terziani (Yamaha) a chiudere il podio. In classifica generale Velini è al comando (120 p.) con Caselli 2° (71 p.) e Tiziano Amicucci (Yamaha) 3° a 65 p.

National Trophy 600 - Mattia Gollini (Yamaha) ha trionfato con Emili Mitja (Honda) dietro di lui e Kevin Chili (Honda) a chiudere il podio. Gollini conduce in classifica generale (119 p.) seguito da Emili Mitja (90 p.) con Brignoli (Rosso e Nero Yamaha) e Bonecchi Borgazzi (Yamaha) entrambi 3° a 60 p.

Il CIV in TV – Per tutti coloro che si fossero persi lo spettacolo, Sky Sport MotoGP HD trasmetterà le gare del CIV di Imola in differita, con il 7° e 8° round in onda rispettivamente martedì 6 e mercoledì 8 settembre dalle 21 in poi.

I protagonisti del CIV si ritroveranno in pista per il gran finale, previsto per i prossimi 8 e 9 ottobre al Mugello

Alessio Perilli: perdere la vita su una pista mitica, travolto da un collega.

Alessio Perilli, pilota romano, è deceduto il 05 settembre 2004 sulla pista di Assen, aveva 21 anni e stava disputanto la  7° gara del Campionato Europeo Superstock 1000 in sella ad una Yamaha R1Era alla sua prioma stagione impostata sull’attività internazionale.  A due giri dal termine della gara, Alessio cadde e restò immobile, disteso a bordo pista accanto alla sua moto. Due piloti che lo seguivano da vicino  riuscirono ad evitarlo, ma ci riuscì Ghisbert Van Ginhoven (Ducati); non poté evitare d travolgere il pilota a terra, cadde anche lui. I soccorsi ed il trasporto con l’elicottero all’ospedale di Assen risultarono inutili. Il pilota romano fu ricordato con grande partecipazione nella gara che si svolse a Vallelunga la domenica successiva, ed in particolare durante la premiazione dei piloti partecipanti alla R6 Cup, che aveva il Alberto Barozzi il responsabile di riferimento.

Silverstone: Belle gare nel motomondiale. Viñales, Luthi e Binder i vincitori.

silverstone-500x335Il GP di Gran Bretagna, disputato sulla pista di Silverstone, è stato risparmiato dalla pioggia in occasione delle gare, ha regalato belle gare, con episodi eclatanti ed alcuni delusi: piloti e case.

MOTOGP – La vittoria è andata Maverick Viñales che riportato Suzuki sul gradino più alto del podio dopo nove anni. La gara del pilota catalano è stata una cavalcata in solitaria fino alla bandiera a scacchi conclusa con oltre tre secondi di vantaggio su Cal Crutchlow (Honda) e e su Valentino Rossi (Yamaha). Marc Marquez (Honda) è rimasto giù dal podio, mentre Jorge Lorenzo ha conquista un modesto ottavo posto. Migliore dei piloti Ducati è stato Andrea Dovizioso, sesto con Andrea Iannone che anche in questa gara è incorso di una scivolata mentre si trovava al secondo posto, ma lontano dal pilota della Suzuki. Paura per Loris Baz, coinvolto in un incidente con Pol Espargaro, alla fine danni fisici non gravi L’incidente ha comportato l’esposizione della bandiera rossa e la ripartenza. Anche in questa gara, bella per la lotta fra 4 piloti per i posti sul podio, si è parlato troppo di gomme. Viñales, che sarà compagno di Valentino in Yamaha la prossima stagione, tagliato il traguardo per primo con un vantaggio di 3.480s su Crutchlow. Rossi è terzo davanti a Marquez e Pedrosa è quarto raccolti in un tempo ristretto. Petrucci ha conquistato un ottimo nono posto alle spalle di Lorenzo. Per Suzuki è stato un giorno storico dopo il podio di Le Mans. L’ultima vittoria della moto di Hamamatsu risale al 2007 firmata da Chris Vermeulen. Bella gara la di Crutchlow dopo la vittoria a Brno è salito sul podio per la terza volta in questa stagione.

MOTO 2 - Thomas Luthi, rientrato dopo l’incidente di Brno ha conquistato la vittoria con una condotta di gara autoritari. Alle sue spalle si piazzato il sempre più bravo Franco Morbidelli che è salito sul podio per l terza volta nella stagione. . Ha preceduto il giapponese Takaaki Nakagami (Honda). Dopo la vittoria in Qatar e il terzo posto in Francia, Luthi torna nelle posizioni che contano sul gradino più alto del podio Era attesa la sfida Lowes – Zarco, il confronto si è concluso in favore del francese che però ha subito una penalità per aver causato la caduta dell’avversario. Alla fine si è registrato il ritorno in classifica iridata di Alex Rins, interprete di una prova sofferta e chiusa al settimo posto. I migliori italiani detto di Morbidelli, sono stati Baldassarri 7°, Corsi 8° e Pasini 9°, un buon tris tricolore. Fuori gara Luca Marini, La classifica iridata della classe intermedia vede sempre al comando sempre Zarco a 181 punti, Rins secondo ma a meno dieci lunghezze mentre Lowes, fuori gara ha subito una pesante una battuta d’arresto nella corsa al titolo fermo a 137 punti.

MOTO 3 – Primo posto per Brad Binder (KTM) , il leader iridato è stato molto autorevole. È il suo quarto successo della stagione e il suo vantaggio in campionato è diventato consistente. Piazza per Francesco Bagnaia (Mahindra) che tagliato il traguardo davanti al secondo pilota della scuderia ufficiale KTM, Bo Bendsneyder, al suo primo podio. Protagonista assoluto della corsa Stefano Manzi, wild card della scuderia Mahindra Raci che dall’ultima fila ha concluso la gara giù dal podio. Una nuovo italiano pronto alla vittoria nella classe leggera? Tutti i ragazzi italiani si sono comportati bene, anche restano sempre davanti alla soglia del primo posto. Bulega 5° dopo una bella rimonta , seguito da Di Giannatonio, e Bastianini. Più indietro Locatelli 14°; fuori dalla zona punti Dalla Porta 18°, Bezzecchi 24°, Petrarca 28° e Migno 29 ripartito dopo la caduta che ha coinvolto Navarro. Una caduta nel giro finale ha tolto dai classificati Antonelli, rimasto con i primi solo per pochi giri: L’impressione è che il ragazzo di Cattolica abbia bisogno di resettare il suo stato psicologico. Ritirato per caduta anche Valtulini. La classifica iridata sempre più dominata da Binder, al comando con 204 punti. Navarro (caduto) è secondo a 118 lunghezze mentre il nuovo miglior terzo è Bagnaia a 110 punti, poi con 102 c’è Bastianini.

Il prossimo weekend il Circus iridato farà tappa a Misano Adriatico.

 

Shoya Tomizawa: venuto da lontano ha chiuso con la vita a Misano Adriatico

Shoya Tomizawa e deceduto il 5 Settembre 2010, sul tracciato del Misano World Circuit, in seguito ad un incidente avvenuto durante il Gran Premio Di San Marino e Riviera di Rimini. Cadde al dodicesimo giro, presso il Curvone, in un tratto del circuito che si percorre in piena accelerazione, ad oltre 230 chilometri orari dopo aver perso aderenza alla ruota posteriore sull’erba sintetica e fu travolto dalle moto di Alex De Angelis e dell’inglese e Scott Ridding. Il referto ufficiale recita che, nonostante i tentativi di rianimazione a bordo pista e il trasferimento presso il centro medico del circuito; in seguito all’ospedale di Riccione dove il pilota è spirato alle ore 14:19.

Una disgrazia che ha alimentato molte polemiche perché la corsa non è stata sospesa, come sarebbe poi accaduto in occasione di altri eventi simili; la gara è stata portata a termine e non è stata interessata la MotoGP che ha concluso il GP “regolarmente”. Hanno destato stupore alcune dichiarazioni tendenti a giustificare il mancato arresto della gara.  Non sarebbe stato dato lo stop perché si sarebbe creata “confusione” portando ancora più scompiglio e avrebbe solo rallentato le operazioni di rianimazione. Di fatto è stata adottato un comportamento che sarebbe poi attuato in occasione di eventi altrettanto tragici.  Shoya Tomizawa riposa nel cimitero giapponese di Ashai.

Non era ancora un campione famoso, era considerato un pilota promettente. Aveva esordito nella 125cc del motomondiale nel 2006 nel GP di casa, esperienza ripetuta nell’anno successivo. Nel 2008 è ancora wild-card con una Honda 250cc e ottiene i primi due punti iridati. Aveva corso molto nelle gare nazionali, i migliori risultati erano stati due 2º posti in 125 nel 2006 e in 250 nel 2008. Nel 2009 fa parte delle entry list mondiale della classe 250 , conclude in 17esima con 32 punti. Nel 2010 è passato alla nuova classe 4T   “Moto2” . Entra nella storia della classe vincendo la prima gara in Qatar, realizza pole position e conquista il secondo posto nel GP spagnolo ed un’altra pole position nel GP della repubblica Ceca. Poi l’appuntamento con il destino in calda domenica di fine estate sull’asfalto del Santamonica.

Arturo Olivari: a 22 anni l’appuntamento con il destino sul Circuito del Liri.

Arturo Olivari perì il 3 Settembre 1939, 22enne pilota molto promettente, perse la vita a seguito dell’incidente capitatogli sul Circuito del Liri, cittadina in provincia di Frosinone; prova valida per il Campionato Italiano di categoria. Pilota con licenza di terza categoria, Arturo aveva debuttato il 13 agosto dello stesso anno nella classe 500cc con una Moto Guzzi Condor, fu uno dei primi ad acquistare quel modello di moto che sarebbe diventata un cult. Nella gara che disputava sul circuito frusinate cadde all’11°, giro mentre era al comando, cercando di evitare un carabiniere che entrato in pista per fermare una bambina, sfuggita alla madre che stava tentando di attraversare la strada. Perso il controllo della moto e non poté evitare il tragico impatto con l’asfalto. Non fu classificato, ma, ironia della sorte, gli fu attribuito il giro più veloce della gara, con una media 89,655 km/h. Era nato a New York il 12 dicembre 1917 da genitori italiani emigranti, era ancora bambino quanto la sua famiglia rientrò in Italia. Da studente, senza trascurare gl’impegni scolastici, si fece contagiare dalla la passione per le motociclette, risale al 1935 l’esordio agonistico in occasione di una gara organizzata in Romagna. Con la Guzzi-Condor aveva conquistato alcuni buoni risultati: secondo a Crema, Ferrara e Pavia; primo assoluto nella Pontedecimo – Giovi ed a Bergamo si aggiudico la gara nel Circuito delle Mura. Purtroppo sette giorni dopo il destino fu implacabile con il grave incidente ad Isola del Liri, nel Trofeo Stellingwerff. Nel 1947 il Moto Club di Rapallo, ha assunto la titolazione di “Moto Club Rapallo Olivari Arturo” in sua memoria. Anche Isola del Liri gli fu titolato il “Dopolavoro Arturo Olivari”.

Franco Tirri: carambola alla “Lesmo” per l’ennesima vittima del tracciato di Monza

Franco Tirri 3 settembre 1961 a Monza ha perso la vita in un incidente accaduto durante la gara della 125Sport del Campionato Italiano Velocità, era inserita del programma del Gran Premio delle Nazioni sull’Autodromo Internazionale di Monza. Durante il 5° giro della gara, i piloti Getullio Morcaccini, Angelo Cozza e Petri sono caduti, coinvolti in un incidente multiplo all’imbocco della prima curva di Lesmo. Franco Tirri, che li seguiva da vicino non ha potuto evitare con la moto di Marcaccini, perse il controllo della sua Ducati e rotolò a terra anche lui. Lo pilota sfortunato di Torrile, fu gettato in aria e ricadde sull’asfalto alcuni metri più avanti.; si procurò gravi ferite al volto e del cranio, alle quali non poté sopravvivere ed è morto durante il trasporto all’ospedale di Monza

Campionato Italiano Velocità (CIV): Decisione in merito a Michele Pirro – squalifica!

CIV 2016 - logoGiudice Sportivo Nazionale. Decisione in merito a Michele Pirro

La Commissione Sportiva Nazionale, a seguito di verifiche tecniche effettuate sulla Ducati di Michele Pirro (CIV SBK – Barni Racing Team), ha richiesto al Giudice Sportivo Nazionale la squalifica del pilota e la revisione delle classifiche CIV SBK 2016 in quanto è stata riscontrata una non conformità della suddetta moto con gli articoli 9.2.1 e 9.2.3 dell’annesso velocità RTSBK 2016, con particolare riferimento alla lavorazione delle sedi valvole del motore.
A seguito di tale non conformità il Giudice Sportivo Nazionale ha deliberato, come da regolamento, l’estromissione del pilota dalla classifica dei round 1,2,3,4,6 del CIV SBK 2016.
Ecco le prime 5 posizioni della nuova classifica CIV SBK:
1 – Matteo Baiocco, 87 p.
2 – Matteo Ferrari, 81 p.
3 – Kevin Calia, 66 p.
4 – Lorenzo Lanzi, 60 p.
5 – Niccolò Canepa, 58 p.

Clicca qui per la senteza del Giudice www.civ.tv

Imola: CIV – Il G.A.S. Racing Team a Imola

Gas Racing Team- logoDopo la pausa di agosto, riprende il Campionato Italiano Velocità. Il prestigioso autodromo di Imola, intitolato alla memoria d Enzo e Dino Ferrari, ospita il settimo e l’ottavo round della serie tricolore. Il G.A.S. Racing Team si presenta con rinnovato entusiasmo e voglia di fare bene. Luigi Morciano e Riccardo Caruso gareggeranno, come sempre, nella classe Supersport 600 su Kawasaki. Entrambi sono in piena crescita. Caruso si trova particolarmente a suo agio sul circuito di Imola. Nei precedenti round, a Misano, ha lottato con primi ma purtroppo non è riuscito a terminare le due gare ed ha quindi una forte sete di riscatto. Morciano ha fatto notevoli progressi, ha raggiunto un ottimo feeling con la squadra ed è pronto a centrare gli obiettivi prefissati ad inizio stagione. Il percorso di crescita dei due piloti procede in stretta collaborazione con Andreani Group.

Siamo pronti per il rush finale – afferma il Team Manager Paolo Meluzzi – Vorremmo concludere la stagione al meglio, anche in prospettiva futura. Per varie vicissitudini, non siamo ancora riusciti a dimostrare appeno le nostre potenzialità. Ci attendono 4 gare nelle quali ci impegneremo al massimo per raccogliere le soddisfazioni che ci meritiamo”.

Orari Supersport: venerdì prove libere dalle 12.55 alle 13.25 e primo turno di qualifiche dalle 17.50 alle 18.15 – sabato secondo turno di qualifiche dalle 10 alle 10.25 e gara-1 alle 15.30 (15 giri) – domenica warm up dalle 10.25 alle 10.40 e gara-2.

Le gare del CIV saranno trasmesse in diretta su SKY Sport MotoGP HD (canale 208) sia al sabato che alla domenica, e in live streaming su Sportube, accessibile anche dal sito civ.tv.

 

Imola: 2 al 4 settembre – Campionato Italiano Velocità Moto (CIV),

CIV 2016 - logoDal 2 al 4 settembre è di scena il Campionato Italiano Velocità Moto (CIV), che è articolato su cinque doppie prove. Imola rappresenta il penultimo appuntamento del calendario e gli appassionati avranno la possibilità di gustarsi come sempre gare avvincenti e spettacolari, con giovani promesse e piloti esperti a darsi battaglia. Il programma infatti, prevede il doppio round stagionale numero 7 e 8, con le gare che probabilmente daranno già importanti indicazioni per le sorti dei titoli italiani delle classi Superbike, SuperSport 600, Moto3, PreMoto3 125 2T e 250 4T e Sport Production 4T.

Biglietti ingresso:
Sabato € 10,00 – Tesserati FMI € 5,00
Domenica € 10,00 – Tesserati FMI € 5,00
Abbonamento 2 giorni € 15,00 – Tesserati FMI € 10,00
Ingresso gratuito fino a 14 anni
Ingresso ridotto per tesserati FMI
Ingresso ridotto per donne da 14 a 18 ann

Le tribune A (via Malsicura) e D (Acque Minerali) saranno aperte gratuitamente nelle giornate di sabato e domenica.

Roberto Tani: “signore” del paddock, vittima di un banale incidente al Mugello.

Roberto Tani, è deceduto il 01 Settembre 2003, il pilota romagnolo aveva 41 anni, era caduto il sabato 30 agosto sul circuito del Mugello nel corso delle qualificazioni del quarto round del Campionato Italiano Velocità (CIV). Un’innocua scivolata, all’altezza della curva Arrabbiata 2, è diventata drammatica perché il pilota che lo seguiva dappresso, lo svizzero Marco Tresoldi, lo ha incolpevolmente travolto. Ricoverato in coma all’Ospedale fiorentino di Careggi, il decorso si è aggravato nella notte tra sabato e domenica quando il cuore si è arrestato due volte, nel pomeriggio del lunedì è spirato. 

Aveva iniziato a gareggiare nella velocità alla fine degli anni ’80 e si era particolarmente distinto nelle categorie riservate alle gare riservate agli scooter. Solo da alcuni anni aveva deciso di passare anche alle “ruote alte” gareggiando nei monomarca Challenge Aprilia (foto su podio al 2° posto), del quale fu protagonista dell’edizione 2000 nella classe 125 Master; in seguito gareggiò con la Honda 125gp. Al Mugello gareggiava come wild-card. Si apprestava ad assumere un ruolo diverso, proprio in occasione della gara del CIV avrebbe la sua nuova squadra che assieme a Davide Capirossi, fratello di Loris, e Franco Brunetti. Un progetto che doveva perseguire l’obiettivo di scoprire e supportare nuovi talenti del motociclismo italiano Nei paddock italiani i piloti lo avevano etichettato come “il nonno”, per la sua grande umanità e passione, molti dei grandi piloti oggi nel mondiale hanno avuto una mano o comunque una parola d’incoraggiamento da questo sfortunato pilota. Era anche un quotato imprenditore, operava nel settore dell’abbigliamento. Molto amato in Romagna, una gran folla prese parte ai funerali nella cittadina di Sogliano al Rubicone, un centinaio i piloti

Indianapolis: Peter Lenz, “morire a 13 anni ….” sulla pista mitica!

Sulla pista di Indianapolis si sta disputando un round del motomondiale, il calendario non fa coincidere le date, si corre il 28 agosto 2010, anticipa di un giorno quel 29, quando sul tracciato americano avvenne un drammatico incidente. Per una tragica fatalità Peter Lenz, un ragazzino americano di 13 anni, perse il controllo della sua moto nel corso di una gara prevista a contorno delle gare del motomondiale. Cadde durante il giro di allineamento e fu investito da un pilota che lo seguiva. Inutile la corsa al vicino Ospedale Metodista, Peter non resse alla gravità delle lesioni interne; e’ deceduto il 29 Agosto 2010.

Il padre del pilota ragazzino fece annunciare la morte del figlio su Facebook: «Peter è morto questa mattina presto quando è stato apparentemente colpito da un altro pilota. È deceduto facendo quello che amava. Il mondo ha perso una delle sue più brillanti luci. Dio benedica Peter e l’altro pilota coinvolto». Sono le parole usate dall’uomo, che si è firmato semplicemente Dad, pubblicate nella pagina personale del figlio. Commovente il messaggio pubblicato dalla sorellina Nicole che ha scritto: “Dio benedica il mio fratellone. Possa riposare in pace per sempre. Mi manchi tantissimo“.

Il tredicenne pilota americano era al comando del trofeo Moriwaki 250 della Federazione Americana. Dopo una settimana il mondo della moto fu poi sconvolto dalla tragedia di Misano Adriatico capitata a Shoya Tomizawa. Auspicabile che il mondo della moto non li dimentichi.

Pole … Pole …

Non da tutti è stato ben compreso il messaggio pubblicato da Michael Lenz, in quelle poche righe non c’è cinismo, ma amore per una passione condivisa con il suo ragazzo. Davanti a tragedie come quella toccata a Peter e Shoya, e prima di lui a migliaia di uomini e qualcuno anche dopo, il mondo dello sport e non solo, si divide, ma rispetto e dovere della memoria dovrebbero andare oltre passioni o pregiudizi. Per i caduti del mondo della moto, cui so di appartenere, per rendere loro onore prendo a prestito poche righe dal libro “Addio Campione” di Ezio Pirazzini. “ Le lame lucenti che sciabolano sull’asfalto hanno il colore fulgente della vita. Il dinamismo più vero, pur nella consapevolezza di cui talvolta, anche spesso, vanno incontro: la fine, l’oblio, il Nulla. I piloti lo sanno, ma sanno anche che può essere una morte diversa. Non sono dei suicidi incoscienti, la loro è soltanto una scelta. Se ritornassero in vita si ripeterebbero: hanno un loro credo che i detrattori non possono capire. Anzi, costoro, si scagliano contro questi cavalieri dell’ideale in nome di una falsa morale che evade perfino il pudore del rispetto.

I ricordi non siano celebrazioni di eroi , ma un riverente omaggio per ragazzi coraggiosi, davvero Campioni per sempre! Indipendentemente dal loro palmares sportivo.

Giuseppe

Campionato Mondiale Endurance (EWC): 8H di Oschersleben , Canepa protagonista.

Canepa NicoloCanepa vince la 8H di Oschersleben ed è secondo nel mondiale EWC

Un solo punto. Questo il divario nella classifica finale del Campionato Mondiale Endurance, tra il Team GMT94 Yamaha di Niccolò Canepa ed il Suzuki Endurance Racing Team al termine di una stagione incredibile, che ha tenuto tutti con il fiato sospeso sino all’ultima bandiera a scacchi, quella della gara che si è disputata ieri ad Oschersleben in Germania e che ha visto la vittoria del Team GMT94 Yamaha, forte del grande contributo di Canepa, al debutto quest’anno nel mondiale Endurance, ma anche al debutto assoluto sulla pista tedesca quest’anno nel mondiale Endurance, ma anche al debutto assoluto sulla pista tedesca. La squadra francese della Yamaha che oltre a Canepa schierava David Checa e Lucas Mahias, ha preso il via nella 8 ore di Oschersleben in seconda posizione, grazie alle ottime prestazioni di tutti i suoi piloti e di Canepa in particolare, subito a proprio agio su di una pista per lui sconosciuta. Da rilevare che la squadra del pilota italiano è stata l’unica tra le prime a non utilizzare gomme tenere da qualifica, in quanto Dunlop (fornitore ufficiale di pneumatici del team GMT94) non ne produce. Il primo a scendere in pista è stato Checa. L’esperto pilota spagnolo ha mantenuto la squadra nelle prime posizione ed ha in seguito lasciato la sua R1 a Canepa. Pur soffrendo a causa di un calo di grip quando la temperatura dell’asfalto ha raggiunto i 52 gradi, Niccolò ha consegnato la moto a Mahias in seconda posizione. In seguito tutti e tre i piloti hanno dato il massimo, così come i tecnici del team nei cambi e nei rifornimenti, tanto che nell’ultima fase della gara il Team GMT94 è passato in testa per poi vincere con 21 secondi di vantaggio sul Team Suzuki Endurance, che però ha mantenuto un punto di vantaggio nella classifica generale e si è così aggiudicato il titolo. Un vero peccato per il team di Canepa, che ha perso il titolo a causa delle ripetute cadute di Rossi nella prima gara di Le Mans e anche a causa dei problemi elettrici che hanno compromesso il risultato di Suzuka. Resta però la soddisfazione di aver condotto una stagione ai vertici ed aver sfiorato il titolo mondiale. Anche in Germania Niccolò Canepa ha dimostrato di essere uno dei top rider del mondiale Endurance, nonostante questa sia stata la sua prima stagione in questo campionato così difficile e competitivo. Secondo nella classifica del mondiale con il proprio team, Canepa è anche al quinto posto della classifica piloti, ad un solo punto dalla seconda posizione.

Niccolò Canepa : “Abbiamo disputato una gara stupenda ed abbiamo vinto così come avevamo fatto a Portimao! Sapevamo che avemmo dovuto fare una sosta in più al box a causa del maggior consumo della nostra moto, e che quindi per vincere avremmo dovuto accumulare almeno 50 secondi di vantaggio sul team Suzuki che ci inseguiva da vicino. Abbiamo dato tutti il massimo ed io nel mio ultimo turno ho recuperato i 10 che mancavano e così abbiamo vinto! Abbiamo perso il mondiale per un solo punto, ma abbiamo vinto 2 gare su 4 e senza i problemi di Rossi a Le Mans ed i problemi tecnici a Suzuka ci saremmo laureati campioni del mondo. Essendo stata la mia prima stagione nel mondiale EWC non posso che essere molto soddisfatto. Non aveva mai corso ad Oschersleben così come non avevo mai visto Suzuka, ma li ho imparati entrambi in fretta. Voglio ringraziare il mio team che è stato davvero grande ed ha fatto un lavoro fantastico, che ci ha permesso di lottare per il titolo sino alla fine. Sono felice e soddisfatto al termine di una stagione bellissima, nella quale ha raccolto tante soddisfazioni ed ho potuto imparare molte cose nuove”.

8h di Oschersleben – Germania – EWC – Risultato finale : 1) GMT94 Yamaha –  2) Suzuki Endurance Racing Team – 3) Team Penz 13.com BMW – 4) Honda Endurance Racing Team

Classifica finale mondiale EWC : 1) Suzuki Endurance Racing Team punti 88 – 2) GMT94 Yamaha punti 87 – 3) Team April Moto Motors Events Suzuki punti 78

Classifica finale piloti mondiale EWC : 1) Mahias punti 123 – 2) Delhalle punti 88 – 3) Masson punti 88 – 4) Philippe punti 88 – 5) Canepa punti 87

 

Giuseppe Pattoni: una vita spesa fra e per le moto.

Giuseppe Pattoni, è deceduto il 29 agosto 1999, per ictus nella sua casa a Milano. Costruttore e scopritore di talenti, uno degli ultimi artigiani erano attivi a fine ‘900 nel modo delle corse in moto. Noto come il costruttore della Paton, cui marchio apparve  nel 1957 quando il signor “Peppino” (come lo chiamavano gli amici) si era messo in proprio dopo aver fatto il meccanico per la Mondial, dando vita alla Paton, attraverso la  società il cui nome derivava dalla “fusione” dei cognomi dei due fondatori Pattoni Tonti. Nel 157, elaborando delle Mondial messe in vendita dalla stessa, dopo la dismissione del suo reparto corse.   Un’operazione che procurò  fama all’iniziativa della Paton, con una dei suoi mezzi il giovane  Mike Hailwood ottenne un importante terminando 7° a Tourist Trophy e conquistando, nel 1958, una  vittoria sul circuito di Silverstone. I seguito fu fatta progettata e fatta esordire una 250 bicilindrica bialbero, una moto che non ebbe successo. Il sodalizio tra Pattoni e Tonti si sciolse nel 1960. Pattoni, uomo tenace per tutta la vita, proseguì da solo, fino a che non arrivò ad aiutarlo il figlio Roberto. Negli anni 60 si  regalò belle soddisfazioni con piazzamenti nelle gare del motomondiale con Alberto Pagani, poi  sesto con l’inglese Fred Stevens e con Angelo Bergamonti  il titolo di Campione d’Italia, superando Giacomo Agostani e la MV Agusta. Un quarto posto nel mondiale con  Bille Nelson ed un  secondo posto anche nel Campionato Italiano con Trabalzini.  La Paton si dimostrò come la più valida delle alternative per i piloti non ufficiali (in pratica tutti, meno Agostini) insieme alla Linto, progettata da Lino Tonti dopo la chiusura della Bianchi. Gli anni settanta  si caratterizzarono da una parabola discendente, pur con lo sprazzo di gloria per la quattro tempi milanese, con il pilota ligure capace di conquistare terzo posto nel Campionato Italiano del 1974 con Armando Torracca.  La stagione seguente  l’ultima per la “ 500 bicilindrica”  affidata al giovane milanese Virginio Ferrari. Nel 1976  Pattoni presentò una nuova moto, la – V90 BM 4 -  spinta da un motore quattro cilindri a V due tempi. I risultati furono però scarsi, tanto da farlo decidere  lasciare le corse. Rientrò nel 1983  proponendo molte versioni della sua 4 cilindri, ma non ottenne grandi risultati, le concorrenza era diventata gigantesca. Continuò ostinatamente a lottare fino a che il destino lo consentì, si fermò solo quando il suo fisico si arrese.

Pattoni ebbe un breve rapporto di collaborazione con Bimota, negli anni ’74/’75, quando il costruttore milanese chiese prima la realizzazione di un telaio per la 500 bicilindrica, ed in seguito per la quattro cilindri. Progetti che non ebbero uno sviluppo favorevole e si esaurirono rapidamente.

Luigi Alberti: perì a Monza preparando il GP delle Nazioni.

Luigi Alberti morì il 26 agosto 1951 mentre stava effettuando prove private con Moto Guzzi 500cc sulla pista di Monza, prima del Gran Premio delle Nazioni in programma il 09 settembre 1951 sulla pista brianzola. Alberti cadde, e non ci furono testimoni per l’incidente, il pilota fu ritrovato dagli uomini del suo team, che non vedendolo arrivare erano andati cercarlo lungo la pista. Lo trovarono a terra fuori pista, fra gli alberi del “Curvane”, ferito gravemente. Morì pilota mentre lo trasportavano all’ospedale di Monza. Nessuno vide l’incidente ed i dubbi relativi alle cause non furono mai fugati. All’epoca correva voce che Luigi Alberti fosse in predicato di essere assunto dalla Benelli, per fare parte della squadra ufficiale in sostituzione di Dario Ambrosini, perito il mese precedente nel corso delle per il Gran Premio di Francia sulla pista di Albi. Alberti era nato a Bologna ed aveva compito 33 anni quando morì, spesso è stato confuso con Raffaele Alberti scomparso quello stesso anno in un incidente a Ferrara. Luigi è stato Campione d’Italia Junior classe 125cc nel 1948.

Pancani Gianfranco: una “voce” amica, riposa nella sua Firenze.

Pancani & Villa 1978Gianfranco Pancani e scomparso il 25 agosto 2011 a Firenze, era nato a Pontremoli, 4 maggio 1926, è stato un giornalista italiano molto vicino al mondo del motociclismo italiano. Giornalista molto apprezzato della sede RAI di Firenze, dall’inizio degli anni sessanta dopo un’esperienza professionale nella carta stampata.

A cavallo degli anni 1970/1980 seguiva la gare del Motomondiale, si portava appresso il “baracchino” per trasmettere e dai paddock, regalava racconti emozionanti con flash a gare in corso e commenti di fine gara da tutti i circuiti.

Fu lui il primo a dare l’annuncio che l BIMOTA con Jon Ekerold aveva conquisto il titolo Mondiale della classe 350 cc nel 1980. Incominciò l’annuncio con un: “ … una Casa italiana riconquista il titolo mondiale marche e individuale piloti, un impresa compiuta dalla piccola Bimota e da Jon Ekerold ….” Il seguito del commento difficile memorizzarlo tanta era l’euforia provata, ci fu spazio per un suono do clacson che hai più sarà apparso un disturbo. Anche dopo tanto tempo grazia Gianfranco (Nella foto del 1978 con Walter Villa) sono state molte le persone che ti hanno voluto bene. R.I.P.

Brno: 1° posto per Crutchlow (Honda) MotoGp, Folger (Kalex) Moto3 e McPhee (Peugeot) Moto3.

Brno.7Altra puntata del “Rischia tutto” iridato: anche Brno il GP della Repubblica Ceca ci ha regalato gare con pista bagnata, offrendo un’altra occasione ai piloti delle retrovie di conquistare le prime vittorie nel festival di cadute e colpi di scena che poco hanno a che fare con lo sport autentico. A completare il caos quando piove ci si mette anche il fattore gomme, si complica il tutto e la sceneggiata è servita.

MOTO GP - Cal Crutchlow, pilota Honda del team italiano LRC di Cecchinello è stato il protagonista di una grande rimonta sotto la pioggia. Semplicemente ha indovinato le gomme, una scelta che avrebbe potuto poteva fallimentare se il tracciato non si fosse parzialmente asciugato con il passare dei giri. Secondo Valentino Rossi (Yamaha) che ha fatto un scelta simile, poi terzo Marc Marquez (Honda) che difeso autorevolmente il primo posto in classifica. A naufragare è stato Jorge Lorenzo (Yamaha) che è parso totale confusione ed ha concluso mestamente la gara con un ritiro dopo il cambio di moto. Disfatta Ducati, dopo che per metà gara i piloti della Casa di Borgo Panigale, ufficiali e privati hanno dominato. Poi le loro gomme sono entrate in crisi e il sogno di un possibile trionfo è svanito, anche se a ridosso del podio che un gran plotone delle “rosse” italiane. Andrea Iannone ha inseguito a lungo la seconda vittoria, tradito dalle gommesi è difeso con ardore e l’ottavo posto non è penalizzante, ma lo premia per il coraggio dimostrato. E’ stato preceduto dai compagni di marca Loris Baz, Hector Barberà, Eugene Laverty e Danilo Petrucci. E’ andata meno bene a Dovizioso che ha visto sgonfiarsi la ruota anteriore, è rientrato al box ma c’è stata confusione nella definizione delle gomme da usare, scelta non indovinata e dopo alcuni giri Andrea è rientrato ancora per il ritiro definitivo. Solo 12° Pedrosa, sempre più nel ruolo di comparsa in questo mondiale. Dopo il decimo GP della stagione la posizione del leader si rafforza: Marquez 197 punti, Rossi p. 144 che sorpassa Lorenzo 138 punti.

MOTO 2Jonas Folger Ha vinto il GP della Repubblica Ceca davanti a Alex Rins e a Sam Lowes, Gara anche questa dove la pioggia è stata decisiva, tanto da riportare a galla anche alcuni piloti che da tempo non comparivano nelle parti alte delle classifiche. Fra i beneficiati dal tracciato bagnato c’è il nostro Mattia Pasini quarto. Per Johann Zarco, leader iridato solo l’undicesimo finale, è stato irriconoscente dato che le condizioni meteo non gli erano totalmente contrarie. Detto di Pasini i piloti italiani un buon ottavo posto per Franco Morbidelli. Per Simone Corsi, scivolato e ripartito è stato c’è stata la punizione con il ride through per guida irresponsabile e alla fine solo un 19° posto. Preceduto da Lorenzo Baldassari 16°, anche condizionato anche dai postumi della caduta in prova (l’ennesima purtroppo…); Luca Marini ritirato dopo una caduta. Zarco resta al comando della classifica iridata con 181 punti, Rins secondo con 162, terzo Lowes con 137. Primo degli italiani sempre Morbidelli 6° con 94 punti.

MOTO 3 – Un debuttante sul podio John Crutchlow, pilota Hondauna vittoria storica, ha preceduto Jorge Martin (Mahindra) anche lui al primo podio iridato. Terzo posto per Fabio Di Giannantonio (Honda) al terzo podio ed in costante crescita in ogni tipo di condizione ambientale. La pista allagata tradisce il leader iridato della classifica Bred Binder (KTM) che cade mentre era al comando e, dopo una grande rimonta dalle ultime posizioni, è costretto al ritiro anche Khairul Idham Pawi (Honda). Hanno mancato il podio Enea Bastianini (Mahindra) e Nicolò Antonelli (Honda) rimasti i piedi del podio. Nicolò Bulega, (9°) si mantiene sempre nella top ten dei protagonisti. Per Andrea Migno (KTM) il 12° posto, ben lontano dal 2° posto in griglia conquistato il sabato. Altri ragazzi italiani all’arrivo Fabio Spinarelli (22°) e al 24° e ultimo c’è Lorenzo Spinarelli, Fuori gara per caduta Andrea Locatelli, Stefano Valtulini e Francesco Bagnaia. Nella classifica iridata poco è cambiato perché è caduto anche Jorge Navarro e romano Romano Fenati,allontano dallo SKY Team per motivi disciplinari dalla sua stessa squadra, non era in gara. Sarà sostituito da Lorenzo Della Porta dalla prossima gara. Il leader della classifica iridata e sempre Binder con 178 punti, Navarro è secondo con 118 punti, Bastianini terzo con 94 punti, scavalca Fenati.

Alano Montanari: un romagnolo Campione d’Italia, perì il 17 agosto, un numero mai voluto sulle sue moto.

Alano Montanari, deceduto il 17 Agosto 1858, è stato uno dei piloti romagnoli “irriducibili”, cesenate, morì 50enne non su una pista, come il suo coraggio e sprezzo porterebbe a credere, ma su un letto d’ospedale. La sua morte fu consona all’eclettico personaggio che aveva speso una vita a cavallo di una moto. Alano, come molti piloti era superstizioso e si guardava bene dal mettere il numero 17 sulla sua moto, avrebbe sempre voluto il 71 perché era l’esatto contrario del numero che lui odiava. Alla fine di luglio del 1958 luglio “cappottò” con l’auto, non investire un’autoambulanza, nella quale fu caricato e portato all’ospedale dove gli fecero un busto di gesso perché si era rotto delle costole. Appena lo dimisero con un punteruolo si tolse il gesso per poter tornare a correre. Lo fece e cadde facendosi male ad una spalla strisciando sull’asfalto ma lui come al solito non ci fece caso. Intanto aveva un grosso foruncolo che si era infettato, gli dava fastidio ma non se ne curò. La sera del 16 Agosto fece una mangiata di pesce con gli amici e ritornò a casa e cominciò a sentirsi male, febbre altissima dolori lancinanti per tutto il corpo lo indussero a farsi portare all’ospedale Bufalini di Cesena, dove per su sfortuna, l’assistenza medica era scarsa a causa del Ferragosto. Non fu mai accertata la causa che aveva scatenato il collasso, si pensò alle costole rotte che potevano aver leso qualcosa nel torace, la caduta in gara che ne era seguita poteva aver acuito la lesione interna. Si arrivò a pensare che potesse aver cenato con pesce avariato, ma i più attribuirono il precipitare del suo stato di salute all’infezione causata dal foruncolo che lui aveva trascurato, che provocò la setticemia, con la concausa dell’incuria all’ospedale. Fatto sta che 17 sera stava molto male, faceva coraggio a chi gli era vicino convinto che se fosse arrivato a mezzanotte … superando la maledizione del 17 se la sarebbe potuto cavare cavo; morì alle 11.30 del 17 Agosto 1958!

Il sua stagione sportiva importante ebbe inizio nel 1951 quando conquistò il 4° posto nel Campionato Italiano della classe 250cc. Inseguì il titolo tricolore fino 1957 quandi diventò Campione d’Italia  della classe 350cc superando Libero Liberati e conquistando le uniche due vittorie parziali sui circuiti di Ravenna e Modena. Prima aveva ottenuto 3 secondi posti, due quarti ed un quinto nella 125cc. L’anno della sua scomparsa – 1958 – si piazzò ancora al posto nella sua 250 e con l’altrettanto sua Moto Guzzi, della quale era stato un collaboratore prezioso per i tecnici e per molti campioni. Nel ciclismo sarebbe stato definito un campione gregario. Nel Motomondiale aveva esordito nel 1950 nella 250cc dove conquistò due podi ed un terzo lo ottenne nella 350cc.

GP Austria: Ducati avanti dopo sei anni con Innone. A Zarco la Moto2 e Mir Moto3.

zeltwegGRAN PREMIO DELL’AUSTRIA – Grande pubblico sulle colline che circondano la pista del tracciato di Zeltweg. Sui tre podi piloti presenti piloti italiani, con Iannone e Dovizioso sui gradini più alti nella classe regina, Morbidelli al secondo posto in Moto2 e Bastianini 3° in Moto3.

MOTO GP – Il fatto più importante del GP d’Austria è stato il trionfo Ducati che dopo sei anni dall’ultima vittoria torna sul gradino più alto del podio con Andrea Iannone. Secondo è il collega di Team Andrea Dovizioso; Valentino Rossi, Movistar Yamaha, è giù dal podio al quarto posto mentre torna a sorridere Lorenzo, terzo e in ripresa. Marc Marquez è costretto ad inseguire e con il quinto posto conquista 11 punti iridati importanti. La gara è vissuta, principalmente sul confronto ravvicinato fra i due piloti Ducati, con le Yamaha che verso metà gara si sono arrese e Rossi si è arreso a Lorenzo, più indietro Marquez, forse penalizzato dai postumi per la caduta in prova. Andrea Iannone ha tagliato il traguardo per primo davanti al compagno di scuderia Andrea Dovizioso cogliendo la sua prima vittoria nella classe regina. Poi la coppia Yamaha con Jorge Lorenzo terzo mentre, Valentino Rossi resta giù dal podio solo quarto, Valentino ha dato la netta sensazione di non essere in grado di superare lo spagnolo. A seguire Marc Marquez (Honda) e Maverik Viñales (Suzuki), settimo Dani Pedrosa. Hanno concluso la loro gara rispettivamente all’undicesimo e al dodicesimo posto Danilo Petrucci e Michele Pirro. Danilo nel post gara è stato penalizzato con l’arretramento di tre posizioni in griglia per guida irresponsabile il prossimo GP. Dunque un giorno storico per Ducati e per i tifosi delle moto di Borgo Panigale non solo torna alla vittoria ma anche per una “doppietta” sopo quella che nel lontano passato -era stata realizzata da Stoner e Capirossi in Australia nel 2007. Dopo il decimo GP della stagione la classifica iridata vede al primo posto sempre Marquez con 181 punti. Lorenzo è secondo a 138 lunghezze iridate e in risalita mentre Rossi è terzo a 124 punti

MOTO 2 – Sfuriata di Franco Morbidelli, ma Johann Zarco è implacabile e si aggiudica la gara con oltre 3 secondi sull’italiano che ho lottato duramente nell’ultimo giro con lo svizzero Luthi che gli ha dovuto dare strada dopo un lungo. Luthi. Terzo Alex Rins con lo stesso vantaggio. Per gli altri piloti italiani buon settimo posto per Lorenzo Baldassarri ottavo, poi Mattia Pasini tredicesimo e Luca Marini diciassettesimo, Simone Corsi è caduto ed è stato costretto al ritiro; senza conseguenze fisiche. Dopo la gara austriaca si è rafforzato il primato di Zarco, il pilota francese è salto a176, Rins rimane secondo a 142 punti con Lowes, a 121 lunghezze. Meglio piazzato fra i piloti italiani è Morbildelli sesto con 86 punti.

MOTO 3 – Il GP d’Austria ha regalato a Joan Mir (KTM) la prima vittoria nel motomondiale, seguito a meno di tre decimi sa Brad Binder (KTM), leader della classe. Terzo Enea Bastianini (Honda). Il riminese ha conquistato il suo secondo podio consecutivo, terzo stagionale. Ha alimentato molti “rumors” l’esclusione di Romano Fenati come provvedimento disciplinare della sua scuderia. Il pilota ascolano, terzo in campionato e portacolori SKY Team VR46, aveva segnato l’undicesimo tempo in qualifica guadagnandosi la quarta fila. Seguono Oetll e Quartararo. Per i piloti italiani buon ottavo posto per Fabio Di Giannantonio (Honda) ed il nono di Davide Bulega (KTM), nella zona punti anche Francesco Bagnaia (Mahindra) 11° e Andrea Locatelli (KTM). Molto indietro, piuttosto deludenti, Nicolò Antonelli (Honda) 18°, Stefano Manzi (Mahindra) 20°, Andrea Migno (KTM); molto indietro a chiudere la lista dei classificati Stefano Valtulini 28°, Fabio Spinarelli 29°, Lorenzo Petrarca 30°. Se nel Team Italia ritengono di avere a disposizione di materiale adeguato (?) ci sarebbe da riflettete molto sulla gestione del progetto.

Bob” McIntyre: un grande pilota, deceduto a 32 anni, cui è mancato il titolo mondiale!

Robert McGregor McIntyre, è deceduto il 15 agosto 1962, era noto nel mondo della moto come “Bob” McIntyre, o semplicemente “Bob Mac”, Si spense nell’Ospedale di Chester, per le ferite che si era procurato nove giorni prima (6 agosto ‘62) cadendo sulla pista dell’Oulton Park; aveva 32 anni. McIntyre stava gareggiando in una manifestazione internazionale valida anche per il campionato britannico, dopo che aveva vinto la gara di delle 250 cc ha preso l’avvio nella gara riservata alla classe 500 cc, in sella ad una Matchless. La gara si stava disputando in condizioni climatiche terribili e Bob, attardato da una brutta partenza, era stato autore di una vigorosa rimonta fino che lo aveva portato in testa, ma poco dopo cadde. Fu scritto a causa di un grippaggio al cambio della sua moto. Trasportato all’Ospedale di Chester non superò i traumi che si era procurato: spirò a “ferragosto”.

La svolta nella carriera di “Bob Mac” aveva iniziato a correre nel 1948, nel 1953 esordì nel motomondiale, ma fu nel 1957 che la sua carriera ebbe una svolta, quando Geoff Duke, infortunato in un incidente inizio ad stagione, suggerì allo staff della Casa italiana di affidare la sua moto a lui per partecipare al Tourist Trophy. Fu una rivelazione perché subito stabili in prova il record sul giro per la categoria Junior, poi si aggiudicò la gara. La premessa del capolavoro che seppe compiere nella gara Senior, dove ha surclassò tutti i suoi rivali conquistando una vittoria leggendaria. In quell’edizione del TT la gara era impostata sulla distanza di otto giri, si celebrava il Golden Jubilee (Giubileo d’oro), il percorso totale da compiere era di 302 miglia, di conseguenza con la necessità di utilizzare serbatoi supplementari per il carburante, “valigie” poste ai lati della carenatura della Galera. Nonostante il carico supplementare di carburante McIntyre superò i 100 km / h per quattro volte nei primi giri, stabilendo un incredibile media record per il tempo: 101,12 km / h. Concluse la gare con una vantaggio di 2 minuti e 20 secondi dopo oltre tre ore di una corsa estenuante.  Aveva superato John Surtess, Campione Del Mondo e stella della MV (i due nella foto). La fortuna aveva dato e la sfortuna prese, perché in un brutto incidente capitato ad Assen fu costretto ad una sosta di due mesi, ma tornò in tempo per conquistare la gara delle 350cc del Gran Premio d’Italia. Concluse la stagione al secondo nel Campionato del Mondo della classe 500 cc, alle spalle del compagno di squadra Libero Liberati. Conquistò anche il terzo nella classe 350. Nel 1958 le Case italiane decisero si sospendere la loro partecipazione al campionato mondiale e Bob si ritrovò come pilota privato. Prima dello stop la Gilera diede al pilota inglese la possibilità di tentare il superamento un record, quello di durata sulla distanza di un’ora e lui lo conquistò, nonostante il tentativo fosse stato effettuato nel mese di novembre sul tracciato di Monza che comprendeva la parabolica. Fece registrare un incredibile (per quei tempi) media di 141 km / h di velocità. McIntyre ha poi corso come pilota privato per due anni, vincendo quasi ovunque nel Regno Unito. Tornando alle gare internazionali nel 1961, quando fu chiamato dall’Honda, che stava facendo i suoi primi tentativi di sfidare i marchi storici europei. McIntyre ha vinse nella North West 200 con una Honda ufficiale. Disputò anche alcuni Grand Prix con Honda e la Bianchi. Nel 1962 ha vinse la sua ultima gara di Campionato del Mondo, in Belgio nella classe 250cc, sul difficile circuito di Spa -Francorchamps.Ha continuato a gareggiare con la sua Honda anche negli eventi locali fino all’incidente fatale Il suo palmares è ricco di vittorie prestigiose, purtroppo mancò la conquista di un titolo iridato.  Gareggiò nelle classi 125 – 250 – 350 e 500, sali in sella a molte moto: AJS – BSA – Norton – Galera – Bianchi – Honda e Metclhess. Ha preso parte a 38 Gran premi  conquistando 5 vittorie, 14 secondi posti e 6 terzi posti; i migliori piazzamenti finali  furono il 2º posto ottenuto nel 1957 nella 350 e 500 (con la Galera) poi  nel 1962 in 250 (con la Honda). E’ stato un grande pilota, era meraviglioso vederlo guidare.

Klaus Klein: vittima di un circuito killer, nel mondiale F1 vinto da Bimota con Ferrari.

Klaus Klein, il 15 agosto 1987, è rimasto vittima di un incidente durante il secondo giro del Grand Prix dell’Ulster a Dundrod (Irlanda del Nord). Il pilota tedesco si è schiantato sul rettifilo d’arrivo a causa aquaplaning ed è morto sul posto. La gara fu interrotta immediatamente, dopo l’incidente. Klein era in gara con una Bimota YB4 R messa a sua disposizione da un imprenditore del settore, il suo compagno di team era il forte Peter Rubatto.  Klein lasciò la moglie e una figlia.

La gara era valida per il Campionato  del Mondo F1 (già TT1), che fu poi conquistato dalla Bimota con Virgino Ferrari e Davide Tardozzi al 4° posto.

Un riferimento particolare, perchè Klaus Klein è uno dei pochi piloti, della folta schiera che hanno fatto grande ed onorato il marchio della Bimota degli hanno che hanno fatto grande il marchio.
L’appuntamento dell’Ulster Grand Prix, era diventato decisivo per i piloti della Bimota Virginio Ferrari e Davide Tardozzi che aveva già disertato il Tourist Trophy all’Isola di Man, considerato troppo pericoloso. Il circuito irlandese, disegnato lungo strade di campagna nei dintorni di Belfast era diventato ancora più pericoloso di quanto non fosse già di suo a causa delle avverse condizioni meteorologiche. Virginio Ferrari aveva preso parte solo ad un turno di prove libere, sufficienti per prendere la decisione di prendere parte alla gara e di rientrare subito in Italia. Davide Tardozzi restò, ma con l’intenzione di prendere meno rischi possibili, Al via della gara compì solo il giro d’allineamento prima di prendere la via dei box; come fecero molti altri piloti. Quando al secondo giro capito la disgrazia costata la vita a Klaus, fu fermata ed annullata la gara, un nullo che avrebbe inciso alla fine sulla classifica per è di tutta evidenza che Dunlop aveva, potenzialmente, a disposizione l’accasione per allungare sui piloti Bimota. Ma la sfida era già andata oltre il ragionevole.

Gianni Leoni: vittima di un “frontale, con Geminiani sul circuito dell’Ulster

PANN_06_APRILIA_GUZZGianni Leoni morì il 15 agosto 1951 a seguito di un incidente verificatosi durante le prove del Gran Premio dell’Ulster sul Circuito Clady (Belfast) nell’Irlanda del Nord, aveva 35 anni. Il pilota comasco fu coinvolto in un incidente che costò la vita anche al compagno di squadra il romagnolo Sante Geminiani: un incidente assurdo. Durante le prove della classe 250cc del GP del’Ulster, cui partecipavano i tre piloti ufficiale della Moto Guzzi: Gianni Leoni, Sante Geminiani ed Enrico Lorenzetti stavano compiendo dei giri per prendere confidenza con la pista, quanto Geminiani e Lorenzetti decisero di fermarsi ai box per sostituire le moto, ma Leoni non se ne avvide. Dopo alcuni chilometri, non vedendo i compagni e temendo fossero incorsi in un incidente, decise di invertire la direzione e ripercorrere un tratto del circuito alla loro ricerca; in una curva cieca si scontrò frontalmente con Geminiani che, nel frattempo, stava tentando di raggiungerlo, il terribile impatto fu letale per entrambi. Leoni aveva iniziato a gareggiare nel 1938, e nell’anno successivo conquistò, in sella alla Benelli 250, molte vittorie e si aggiudicò la 3° Coppa del Duce. Riprese a gareggiare dopo il conflitto bellico, entrando nel motomondiale nel 1949 in due classi. Nella 125, negli anni 49-50-51, in sella alla FB-Mondiale conquistò un 5° e due 2° posti finali. Nella 250, negli anni 49 e 51, in sella alla Moto Guzzi, un 8° ed un 5° posto. Complessivamente partecipò a ) Gran Premi, ne vinse 3 e per 9 volte salì sul podio.  Nel 1950 conquisto anche il titolo di Campione d’Italia 250cc.

Sante Geminiani: un “frontale” con l’amico Leoni cancellò un sogno appena iniziato.

Sante Geminiani morì il 15 agosto 1951, ucciso a seguito di uno scontro frontale in pista con il compagno di squadra Gianni Leoni. Il fatto accadde al Gran Premio dell’Ulster (Clady) vicino a Belfast. Verso le 10.00 AM, i due erano in pista insieme al terzo il compagno di squadra Enrico Lorenzetti, dopo alcuni giri Geminiani e Lorenzetti hanno fatto una breve sosta ai box per scambiare le loro moto, Leoni che aveva continuato, senza accorgersi della loro fermata, solo dopo alcuni chilometri, si accorse che i suoi due compagni mancavano. Leoni, probabilmente preoccupato che i suoi compagni di squadra fossero incorsi in un incidente, decise di invertire la direzione di marcia percorrendo il circuito all’indietro, Geminiani e Lorenzetti aveva lasciato i box e stavano viaggiando con un ritmo elevato nella direzione giusta, quando improvvisamente si trovarono davanti Leoni proveniente dal senso opposto. La collisione è stata inevitabile, Leoni e Geminiani si è schiantarono frontalmente ad una velocità stimata di 100 km / h, Lorenzetti, che distava circa 100 è stato anch’egli coinvolto, ma fu in grado di ridurre la velocità prima di schiantarsi contro i veicoli dei suoi compagni. Entrambi avrebbero sterzato verso il lato destro della pista nel tentativo di evitare la collisione, ma la manovra non riuscì. Sante Geminiani è stato gettato in aria e sbalzato circa 40 metri dal luogo dell’incidente, ed è morto sul colpo, la moto di leoni scivolò per molti metri a lato della strada, Gianni, che si alzò in piedi per un momento, ma subito ricadde, incosciente, su una siepe ed è morto dopo trasporto in un ospedale di Belfast. Enrico Lorenzetti subito solo lievi ferite. Nonostante la morte di due dei suoi piloti ufficiali e un altro ferito, il team di Moto Guzzi non si è ritirato dalla gara e il giorno seguente Bruno Ruffo, pilota della Casa di Mandello del Lario, ha vinto l’Ulster Grand Prix della classe 250 cc. Gianni Leoni, 35 anni d’età, era di Como, era sposato e aveva una figlia. Gianni Leoni non deve essere confuso con Guido Leoni, scomparso quello stesso anno in un incidente a Ferrara.
Sante Geminiani, aveva di 34 anni, romagnolo di Lugo (Ravenna), la regione definita “terra dei motori”, non c’è molto di pubblicato sulla storia di questo pilota,  gareggiava dal 1949 in sella alla Moto Guzzi ufficiale, nel 1950 conquistò il 2° posto nel Campionato Italiano della Classe 500 Sport. Nel  1951 prese al Campionato del Mondo della classe 500, sempre in sella alla Moto Guzzi 500cc, ed ottenne un grande risultato nel Gran Premio del Belgio 1951, sul difficile tracciato di Spa-Francorchamps; salì sul podio con i due piloti ufficiali della Galera: Geoff Duke e Alfredo Milani.

Oscar Bellini: dopo tanta pista ha perso la vita sulle strade del suo Trentino.

Oscar Bellini ha incontrato la morte a 41 anni, nella notte del 14 agosto 2004, mentre in moto stava facendo rientro alla sua casa a Mori  Era un pilota esperto con tanti anni di attività in pista, ciò ha portato a ritenere che l’incidente potesse essere attribuito ad un malore o a qualche imprevisto. Rientrava da un servizio prolungato con gli straordinari, finì contro le rocce all’interno della breve galleria posta sulla salita dopo Torbole, sulla statale di Loppio in direzione Nago; una strada che lui conosceva benissimo, meglio di ogni circuito. Oscar era Assistente Capo del Distaccamento Polizia Stradale di Riva del Garda; un motociclista. Ha vissuto gran parte della sua  vita affascinato dei motori. Iniziò a corre quando aveva 16 anni, in sella ad una Cagiva 125 nel campionato italiano sport production. Da allora è stato un crescendo di risultati: un trofeo Kawasaki 500 , un 2°  posto nel campionato italiano sport production, due vittorie nel trofeo Honda Cb 500 ed una nel trofeo Honda Hornet 600, il prestigioso successo campionato mondiale per polizie, sul tracciato francese di Magny Cours, inserito nel prestigioso Bol d’Or. Bellini ha fatto parte del Gruppo sportivo Fiamme Oro. Fra le moto che guido in pista  ci furono anche le Bimota, con risultati interessanti. Nel 2002 decise di cessare l’attività agonistica, senza per questo lasciare il mondo delle moto, Oscar divenne l’anima, oltre che il gestore, del team «A&B racing 2000». Gli amici lo ricorderanno per la sua bravura e determinazione con la quale svolgeva il suo lavoro. Nel 2002, un quotidiano pubblicò una sua raccomandazione ai motociclisti: “Gareggiare in strada è da conigli, tutti sanno fare i 250 su un viadotto, ne sarebbe capace anche mio figlio di nove anni, però bisogna sapere quando frenare e curvare“. Invece il destino per lui aveva in serbo un triste  epilogo, proprio in sella ad una moto e sulle strade che “sorvegliava”. Lasciò la moglie e due figli.

Bill Lomas: uno dei più bravi piloti inglesi, grande con le moto italiane.

Bill Lomas è deceduto il 14 agosto 2007, a Mansfield aveva 79 anni; il pilota inglese è stato un grande pilota, conquistò due titoli mondiali (1955 e 1956) in sella alla Moto Guzzi nella classe 350c. La sua prima gara la corse nel 1947, quando aveva 19 anni su una Royal Enfield. Nel 1950 esordì nel Mondiale con la Velocette 350, nelle stagioni che seguirono salì in sella alla AJS. La svolta nel 1955, in sella alle moto italiane, nelle 125 e 250 della MV Agusta. Nella mezzo litro sfiorò la conquista del titolo iridato, mancata per una discussa squalifica che gli fu comminata nel Gran Premio di Olanda ad Assen. Motivata da un’irregolarità che sarebbe sta commessa durante una fermata ai box. Bill si classificò al 3° posto pozione conquistata anche nella classe 125.

Sempre nel 1955, in sella alla Moto Guzzi conquistò il titolo iridato della 350, centrando 4 vittorie e due secondi posti bei GP disputati. Titolo che riconfermò nel 1956. Stabilì, sempre con la Guzzi, alcuni record del mondo di velocità con la mitica 8 cilindri della casa di Mandello del Lario. Gareggiò anche con le Guzzi 500 ma non conquisto un Gp, un 3° posto e due 5ç posti nel Tourist Trophy. Lasciò le corse, anche lui vittima del “patto dell’astensione”, a seguito del ritiro della Moto Guzzi, avendo disputato 27 Gran Premi, gareggiando nella classi 125, 250, 350 e 500; vincendo 9 gare e salendo sul podio per 16 volte. Si era ritirato convinto di non poter più trovare da dei mezzi competitivi come quelli che gli metteva a disposizione la fabbrica di Mandello del Lario, si occupò della vendita di motocicli e della gestione di un kartodromo nei pressi della pista di Donington Park

Enzo Ferrari: le “Rosse” nel cuore, con un posticino per le moto seguite in gioventù.

Enzo Anselmo Ferrari è deceduto il 14 Agosto 1988 a Modena, aveva già compiuto 90 anni essendo nato il 18 febbraio 1898.

Data controversa perché il padre Alfredo lo registrò il 20, non avendo potuto farlo prima a causa dell’impraticabilità delle strade per la neve, Dai dati rilevati dall’Osservatorio Geofisico dell’Università  di Modena emegerebbe che in quell’anno non ci sarebbero state nevicate in tutto il mese di febbraio e in quei giorni anzi le temperature erano alquanto miti. Il padre era nativo di Carpi, la madre Adalgisa Bisbini era originaria di Forlì.  Premessa che aiuta ad introdurre alcuni ricordi o notizie a memoria di un grande pioniere del motorismo mondiale; molto ammirato, non altrettanto amato, anche a causa di un carattere piuttosto spigoloso. E’ stato il fondatore delle Casa automobilistica Ferrari, ma anche titolare di un’omonima scuderia motociclistica. In origine si interessò di giornalismo e nel 1914 divenne corrispondente per Modena de La Gazzetta dello Sport.  Arruolato nell’esercito, negli anni conclusivi e più cruenti della Grande Guerra (1917), fu congedato a causa di una pleurite. Prese confidenza con l’automobile sulla Diatto 3 litri di famiglia, preparandosi  per  gli importanti coinvolgimenti che lo avrebbero visto protagonista nel pianeta dei motori.

Negli anni che seguirono alla prima guerra mondiale Enzo Ferrari cercò un lavoro presso la Fiat, ma non fu assunto.   Trovò occupazione in una piccola fabbrica di auto, ricovertita alla fine del conflitto bellico, grazie all’amico Ugo Scocci, un socio dell’azienda. Elaboravano le Alfa Romeo e Ferrari iniziò a correre,  guidando una di quelle auto  nella Targa Florio  capace di conquistare  il secondo posto.  La passione per le automobili lo portò a vendere la casa dove era nato per racimolare i soldi necessari per comperare una macchina da corsa. Si guadagnò la stima di Giorgio Rimini, uno dei principali aiutanti di Nicola Romeo, ed entrò nel giro dell’Alfa.  Nel 1923, in occasione di una gara a Ravenna, la madre di Francesco Baracca, contessa Paolina Biancoli, gli consegnò il simbolo che il leggendario aviatore portava sulla carlinga del suo areo, il cavallino rampante, dicendogli: «Ferrari, metta sulle sue macchine il cavallino rampante del mio figliolo. Le porterà fortuna». Dal 1932 quel simbolo apparve sulla carrozzeria delle vetture  della Scuderia, in seguito sul quelle prodotte da Ferrari.

Enzo Ferrari fu un buon pilota, non un grande, si aggiudicò anche qualche gara di prestigio; alla fine della stagione sportiva del ’24 dovette troncare ogni attività agonistica a causa di un forte esaurimento nervoso che lo costrinse a ritornare a Modena per lunghe cure. Si riprese e dopo 5 anni (nel 1929) quando fu incaricato di fondare una squadra corse collegata all’Alfa Romeo, diventata celebre come Scuderia Ferrari. Oltre alla gestione e dellolo sviluppo delle vetture Alfa, costruì un team con oltre 40 piloti, tra i quali: Antonio Ascari, Giuseppe Campari e Tazio Nuvolari. Cessò di gareggiare quando la Signora Laura Garello diele la luce al  figlio Alfredo (detto Dino) nel 1932 che sarebbe poi morto nel 1956 per distrofia muscolare. In seguito ebbe un altro figlio, nato nel 1944, la madre Lina Lardi.

L’Alfa Romeo fu costretta a ritirarsi dalle corse nel 1933 , l’anno della grande depressione  una congiuntura economica, difficle; rientrò   nel 1937.

Ferrari intanto aveva lasciato  la Casa milanese per fondare l’Auto Avio Costruzioni (AAC) con sede a Modena. Scoppiata la seconda guerra mondiale Ferrari, nel 1943 per paura dei bombardamenti, trasferì l’AAC nel suo nuovo stabilimento di Maranello, dove è poi sempre rimasta e si è consolidata la Ferari. Nel dopoguerra realizzò a “La Scuderia Ferrari”, divisione sportiva della Casa automobilistica Ferrari, formalmente fu costituita nel 1947 la struttura che sarebbe diventata la più nota squadra del mondo automobilistico sportivo.

Ad Enzo Ferrari fu attribuito il soprannome di Drake (Drago), dal nome di un corsaro inglese che si distinse per notevole forza d’animo e sicurezza nei combattimenti; Enzo Ferrari mostrava la stessa determinazione e caparbietà nella gestione dell’azienda e nei rapporti con le persone.

FERRARI COSTRUTTORE DI VETTURE DA CORSA

La prima gara nel campionato mondiale fu disputata il 21 maggio del 1950 sul tracciato di Monaco, la prima vittoria per la Ferrari in F1 la ottenne  nel 1951 con Froilan Gonzales nel Gran Premio di Gran Bretagna. Una vittoria che segnò il declino dell’Alfa Romeo nella F1 e l’avvio dell’ascesa sportiva della Ferrari, alimentando sentimenti contrastanti nell’animo del Drake, fra il vecchio amore “milanese” , al quale doveva la sua fama in campo automobilistico e lla sua nuova “creatura”.

Ebbe a dire “Quando nel 1951 Gonzales su Ferrari, per la prima volta nella storia dei nostri confronti diretti, si lasciò alle spalle la “159″ e l’intera squadra dell’Alfa, io piansi di gioia, ma mescolai alle lacrime d’entusiasmo anche lacrime di dolore, perché quel giorno pensai: “Io ho ucciso mia madre”.

Il primo titolo mondiale di F1 la Ferrari se lo aggiudicò con Alberto Ascari nel 1952.

In seguito si sono succeduti alla guida delle auto costruita a Maranello, grandi campioni, che hanno regalato a Ferrari tante vittorie e titoli iridati

IL PALMARES DI FORMULA 1

La Scuderia Ferrari, è sempre stata protagonista, dal 1950 quando il Campionato del Mondo di Formula 1 ha avuto inizio,

Una lunga, e mai interrotta militanza,  onorata dalla   conquista di: 16 Titoli Mondiali Costruttori, 15 Titolo Mondiali Piloti e conquistando il primo posto in oltre 200 gran prix. Froilan Gonzales, sulla pista di Silverstone, il 14 luglio, vinse il primo Gran Premio con la 375 F1. In seguito si sono arrivati i titoli iridati :  1952 e 1953 - Alberto Ascari;  1956 – Juan Manuel; 1958 – Mike Hawthorn; 1961 – Phil Hill + Coppa Costruttori; 1964 – John Surtees + Coppa Costruttori; 1975 , 1976 e  1977 - Niki Lauda + Coppa Costruttori; 1979 – Jody  Scheckter + Coppa Costruttori; 1982 - Mondiale Costruttori; 1983 - Mondiale Costruttori; 1999 – Mondiale Costruttori; 2000 – 2001 – 2002  – 2003 – 2004  Michael Schumacher + Mondiale Costruttori; 2007 - Kimi Raikkonen;  2008 – Mondiale Costruttori.

CAMPIONATO DEL MONDO SPORT

La Scuderia Ferrari ha dominato il Campionato Mondiale per le Vetture Sport  sin dalla sua istituzione nel 1953, rivaleggiando con i più grandi costruttori del mondo e continuò a gareggiare in questo campionato fino al 1973.  Successivamente per volere di Enzo Ferrari si ritirò per concentrarsi esclusivamente sul Campionato di Formula 1. Innumerevoli le vittorie con Vetture Sport e nella classe Gran Turismo, in totale sono stati conquistati 15 titoli Costruttori, conquistando tante vittorie nella gare che sono delle icone  nella storia del motorismo mondiale:  n°9 24 ore di Le Mans; n°5 l24 Ore di Daytona; n°12 Ore di Sebring; n°2 Carrere Messicane, n°7 Mille Miglia e n°7 Targhe Florio.

I LUTTI  DI ENZO FERRARI E DELLA   SCUDERIA FERRARI

Nel corso della sua vita Ferrari ha vissuto momenti esaltanti ma ha dovuto fare i conti con grandi dolori fin da giovanissimo con la perdita, quanto noi era ancora ventenne, del padre e di un fratello. La scomparsa prematura della moglie ed a seguire la quella del figlio Dino, 24enne, causata dalla distrofica muscolare, un dolore che lo indusse ad amare considerazioni: “mi ha deluso l’impotenza a difendere la vita di mio figlio, che mi è stato strappato, giorno dopo giorno, per 24 anni”.   Soffriva molto ogni volta che un pilota al volante di una sua auto perdeva la vita. Quando nella Mille Miglia del 1957, Alfonso De Portago uscì di strada a Corte Colomba – Cavriana (MN), perse la vita con il co-pilota Nelson, dopo tragico volo che falciò ed uccise 9 spettatori gli furono attribuite responsabilità. Fu scagionato dopo quattro anni (26 luglio 1961) per non aver commesso il fatto, discolpando lui e le sua macchina per la strage. Nel 1958 L’Osservatore Romano lo definì: “un Saturno che divora i propri figli” dopo la morte di Luigi Musso avvenuta a Reims il 6 luglio dello stesso anno. Lutti lo provarono molto, toccandolo nei sentimenti più profondi tanto da commentare : ” al di là dei valori affettivi quando muore un pilota, ritengo un mio imperativo dovere, cercare di sapere se l’incidente è stato causato da ragioni tecniche. Sento profondamente la responsabilità che mi assumo quando affido la mia macchina a un pilota e la considero sicura, nei limiti della perfettibilità umana!. Per tutti Ferrari ha espresse sempre un dolore composto, rifuggendo dalla retorica. Testimonianze ben evidenziate  anche nel libro “Piloti che gente …” 

I piloti più noti sono hanno perso la vita in pista, alla guida delle Ferrari sono stati: Jean Larivière (1951); Charles de Tornaco, Tom Cole (1953); Jeff J. Leadley (1954); Alberto Ascari, Eugenio Castellotti (1955); Alfonso De Portago (1957); Luigi Musso e Peter Collins (1958); Wolfang Von Trips (1961); Lorenzo Bandini, Günther Klass (1967); Ignazio Giunti (1971); Gilles Villenueve (1982); nella foto.

GLI ANNI  CONVISSUTI CON MONTEZEMOLO

Enzo Ferrari è rimasto alla guida dell’azienda fino al termine della sua vita, anche se  ne cedette il controllo economico alla FIAT.

La collaborazione con il grande costruttore torinese portò ai vertici dell’azienda Luca di Montezemolo. Ma il faro restò lui. Un  degli italiani fra i più famosi della storia, diventato popolare pur avendo vissuto larga parte della sua vita piuttosto lontano da ogni palcoscenico sportivo o di ogni altro genere. Sono stati molti i riconoscimenti che gli furono attribuiti. Fu insignito di molti titoli, andava fiero era quello di “ingegnere meccanico”, assegnatogli ad honorem nel 1960 dall’Università di Bologna. Nel 1988 gli fu conferita anche la laurea honoris causa in “Fisica” dall’Università di Modena.  Nel giugno del 1988  a visitare la Ferrari fu Papa Giovanni Paolo II che desiderava incontrare il Drake.  Purtroppo Ferrari, già molto malato,    ebbe solo  una conversazione telefonica, con grande dispiacere di Ferrari che desiderava quell’incontro da tempo; forse memore di vecchie critiche subite dal mondo cattolico. Quando morì la notizia della sua morte, seguendo le sue volontà, fu divulgata solo ad esequie avvenute. Il funerale si svolse in forma strettamente privata, senza corteo e alla presenza dei soli amici e parenti più intimi. Ferrari è stato inumato nel cimitero di San Cataldo (Modena) accanto alla tomba del figlio Dino. Poco meno di un mese dopo, a Mona nel Gran Premio d’Italia Gerard Berger e Miche Albereto conquistarono il primo e secondo posto e dedicarono il successo alla memoria del Drake

Ferrari ha dovuto confrontarsi con molti avverasi, anche lontano dalle piste; ad esempio a Modena dove fu serrato il confronto con Maserati e Stanguellini. Lui era uno che “si era fatto da solo”: non nobile, non ricco, non inserito nelle fasce sociali “alte” della città. Ma neppure un proletario, né era da proletari lo sport automobilistico per cui lui tanto lottò. Fu un uomo capace di muovere il mondo senza che il mondo muovesse un dito per lui. Era poco amato, anche se era impossibile non ammirarlo.

In questa bella fotografia di Ferruccio Testi (Archivio Zagari), si vede Enzo Ferrari nel 1926 in Piazza d’Armi a Modena, mentre assiste alla partenza due giovani motociclisti: Gigi e Jader Ruggeri di 10 e 11 anni, figli del campione motociclistico Amedeo.

FERRARI  “MOTOCICLISTA

Da motociclisti è interessante leggere la vita di Ferrari per la parte che ha vissuto per e con le moto.

Ferrari nel 1926 in Piazza d’Armi a Modena, mentre assiste alla partenza due giovani motociclisti: Gigi e Jader Ruggeri di 10 e 11 anni, figli del campione motociclistico Amedeo

Ferrari non è stato un pilota motociclista, ma ai motoclisti si è interessato negli anni dei suo inizi d’attività nel mondo dei motori.

La Scuderia Ferrari, dal ‘32 al ’34 svolse, in Italia, un’attività agonistica anche in campo motociclistico, utilizzando moto inglesi e piloti italiani. Ferrari era anche un entusiasta possessore di una FN 4 cilindri e di una Handerson 1000 e fu un mentore di piloti motociclisti. La Scuderia del Cavallino rampante debuttò in pista nel 1932 con il pilota bolognese Guglielmo Sandri con la Rudge al Circuito di Modena nel G.P. Primavera. Non era ancora costruttore, ma si era messo in evidenza come organizzatore. Attivare una struttura ad hoc, che meglio definisse le due attività nella Scuderia – auto e moto – fu presa in considerazione da Ferrari. Con il settore moto si perseguì lo scopo di dare possibilità ai piloti motociclisti italiani di contare su un’organizzazione in grado di offrire loro un contratto; mettendogli a disposizione dei mezzi validi e un’adeguata assistenza. La Scuderia disponeva di motociclette inglesi (Norton 350-500 e Rudge 250-350 e 500) e questo creò qualche polemica, Ferrari chiarì che la scelta era da ascrivere alla scarsa disponibilità di materiale nazionale.

In effetti, nei primi anni ’30 le moto straniere – soprattutto quelle inglesi – la facevano da padrone sui circuiti di tutto il mondo. Più probabilmente c’erano che altre ragioni, ad esempio la Rudge fu scelta perché Ferrari aveva già dei contatti con la Rudge-Whitworth, sponsor e fornitrice di ruote a raggi dell’Alfa Romeo, messi gestiti dalla Scuderia Ferrari. Il sogno del Drake di mettere in pista una moto con un motore “suo” con la collaborazione di Guerzoni e dell’ing. Vittorio Bellentani. Ispirandosi alla Norton, portata in officina da Piero Taruffi, l’ing. Bellentani realizzo un nuovo motore ispirandosi a quello della Norton solo riguardo la distribuzione, tutto il resto è frutto di sue intuizioni.

Un nuovo motore monocilindrico di 500cc tecnicamente molto avanzato e con comando a pedale per il cambio. Ma in nuovo progetto non convinse Ferrari ad abbandonare la Rudge e Norton.

La presenza delle moto nella Scuderia Ferrari e ascrivibile molto al fatto che ebbe sempre una predilezione per i piloti provenienti dal motociclismo. Per rafforzare il settore moto creò una struttura indipendente dalle auto,  in grado di garantire funzionalità alla Scuderia. Capo meccanico nominò Arturo Pennacchio e direttore sportivo Renzo Saracco, cugino del futuro costruttore di Maranello.

Nel primo anno di attività furono una ventina le vittorie conquistate con le Rudge, con la Norton e una gara la vinse la Benelli 175cc.. I successi furono di meno nel 1933, conquistati sempre con le Rudge. Il 1934, ultimo anno di attività del settore moto, lo visse con altri successi. I confroni si era fatti molto serrati perchè le altre squadre avevano ingaggiato i piloti di valore. Gli ingaggi, i premi e l’alto costo per mantenere in vita la Scuderia resero insostenibile la gestione economica del settore moto; ne conseguì la decisione di ritirarsi dalle competizioni motociclistiche per concentrarsi esclusivamente su quelle automobilistiche. Il pilota che con Ferrari ha ottenuto più successi è stato Giordano Aldrighetti: sei gare nel ’32, otto nel ’33, anno in cui conquistò anche il titolo di Campione d’Italia nella classe 500cc. Il pilota nato a Milano, cessato il rapporto con la Ferrari passò alla Guzzi, ma sul casco conservò il Cavallino rampante. Gareggiò anche con le auto e, sfortunatamente, incorse in un incidente mortale il 12 agosto 1939 sul Circuito di Pescara, al volante di un’Alfa Romeo ufficiale.

I piloti motociclisti che hanno guidato e vinto, per la Scuderia Ferrari sono stati: Giordano Aldrighetti, Carlo Baschieri, Mario Colabatisti, Mario Ghersi, Giuseppe Fagnani (17.Sep.1933 sul circuito di Luino), Virginio Fieschi, Francesco Lama, Biagio Nazzaro, Aldo Pigorini, Aldo Rebuglio, Guglielmo Sandri, Francesco Severi, Federico Susini, Piero Taruffi e Fausto Toni.

Per semplice curiosità, Enzo Anselmo Ferrari condivide con Morri di Bimota, il giorno della nascita (18 febbraio) ed il suo nome Anselmo è quello del padre del riminese.

Beatrice Bossini: vittima di una pista (Rijeka) dove sono stati numerosi i lutti italiani.

Beatrice Bossini, è deceduta il 12 agosto 2009, sulla pista di Rijeka in Croazia, nel corso di alcuni test d’allenamento.

Aveva 18 anni, toscana di  San Giovanni Valdarno, ha perso la vita in seguito ad una caduta mentre provava la sua moto. In vacanza con i genitori, Beatrice aveva deciso di portare anche la moto per compiere qualche tornata sul circuito croato. Cadde in un tratto veloce all’uscita dell’ultima che immette sul rettilineo d’arrivo, in un punto dove il padre non poteva seguirla con lo sguardo. L’ha vista entrare in quella curva, non l’ha vista uscire. E’ morta così Beatrice, all’istante inseguendo il suo sogno. Aveva incominciato praticando il  minicross, ma a  11 anni  ha iniziato a competere nelle gare di minimoto, classificandosi terza nel Campionato Regionale della Toscana. Poi sono arrivate le gare promozionali nella velocità con le ruote alte, con 125 Sport Production.  In crescita è diventata protagonista dell’attività del Gruppo Motocicliste; nel 2009, aveva programmato di partecipare alle gare del Trofeo Kawasaki e del Campionato Italiano Motocicliste, nell’ultima gara disputata prima dell’impatto fata di Rieka, aveva conquistato il  terzo sulla pista di Magione.

La famiglia si è adoperata per mantenere vivo la giovane figlia, in accordo con la Federazione Motociclistica Italiana è stato istituito il Trofeo Femminile FMI “Beatrice Bossini”.

Patrick Pons: morì travolto dall’amico Rougerie sulla pista di Silverstone.

Patrick Pons ha perso la vita il  12 agosto 1980, sul circuito di Silverstone. Il pilota parigino il cadde nel corso della gara delle 500GP, domenica 10 agosto e fu investito dal concittadino ed amico Michel Ruogerie. Colpito alla testa morì in ospedale due giorni dopo. Ha corso nel motomondiale dal 1973 al 1980, nelle classi 250cc, 350cc e 500cc, conquistando 11 podi in 59 gran premi disputati. Concluse per 3 volte al terzo posto finale del campionato Iridato; una in 250cc e due in 350. Nel 1979 si aggiudicò il Prix F.I.M. 750cc. L’anno successivo alla sua scomparsa, la sorte decise la fine anche per  Rougerie, il pilota /amico che aveva causato involntariamentela sua morte; perì anche lui a seguito di un investimento dopo una caduta, travolto anche lui da un amico sulla pista di Rijeka.

Motomercato: Tornano a flettere le immatricolazioni delle 2 ruote a motore.

logo_ANCMAComunicato ANCMA con la consueta dichiarazione del Presidente.

Le immatricolazioni (moto e scooter over 50cc) arretrano. Le moto restano in territorio positivo, ma flettono gli scooter e i “cinquantini”. Continua l’attenzione di Confindustria Ancma sui temi delle tariffe assicurative, autostradali e sul nuovo Codice della Strada.

Nel mese di luglio le immatricolazioni (due ruote motorizzate con cilindrata superiore a 50cc) segnano un decremento con un totale di 22.368 veicoli e un -7,7% rispetto al luglio 2015. Il comparto degli scooter, numericamente più importante, consuntiva 14.827 pezzi e segna un -11,7%. Le moto realizzano 7.541 unità e un +1,2%. I 50cc subiscono un’inversione di tendenza, con 3.003 registrazioni nel mese di luglio, -14,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Luglio pesa oltre il 13% del totale venduto nell’anno.

“Replicare nel mese gli stessi volumi di un anno fa era piuttosto difficile tenendo conto che ci si confronta con un luglio 2015 che aumentava oltre il 26% e aveva un giorno lavorativo in più. Il settore rimane positivo nel progressivo annuo, nonostante il quadro economico presenti molti elementi di incertezza. La crescita mostra segni di fragilità, torna il segno meno per la produzione industriale e le previsioni di sviluppo si attenuano a causa della Brexit. L’andamento dell’occupazione e dei consumi resta positivo, ma il calo della fiducia si tradurrà in maggiore prudenza nella spesa – dichiara Corrado Capelli, Presidente di Confindustria ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) – Occorre fare tutto il possibile per continuare il percorso virtuoso, riducendo il carico fiscale e, in particolare, il mondo delle 2 ruote si aspetta un miglioramento delle infrastrutture dedicate alla sicurezza. Confindustria Ancma continuerà a lavorare per tutelare gli utenti, attraverso il controllo delle tariffe assicurative che devono allinearsi al resto d’Europa, modificando lo schema del risarcimento diretto. Sollecitiamo inoltre le modifiche al Codice della Strada che prevedono l’opportunità di usare le corsie preferenziali e l’ingresso delle 125 in autostrada. Sempre in tema di autostrade prosegue con successo la campagna “metà ruote metà pedaggio”. Il 60% del parco circolante ha più di 10 anni di vita e gli spazi di crescita per la sostituzione non mancano. Ottime le prospettive di EICMA 2016 con aumento degli espositori e un vivace panorama di novità, che accenderanno la passione dei visitatori e contribuiranno a rilanciare la ripresa del mercato.

Nei primi sette mesi del 2016 il mercato italiano delle due ruote motorizzate sviluppa 138.883 immatricolazioni con un incremento del +11,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Gli scooter hanno raggiunto quota 81.865 unità e segnano un +6,9%, mentre le moto mostrano un andamento ancora più dinamico con 57.017 pezzi, pari al +18,6%. Nello stesso periodo i ciclomotori (moto e scooter 50cc) sono in leggero arretramento con 15.044 registrazioni, pari al -2,5%.
Da gennaio a luglio 2016 in Italia sono state vendute complessivamente 153.927 due ruote a motore (immatricolazioni + 50cc), con un incremento di volumi pari al +9,8% rispetto ai primi 7 mesi dell’anno scorso.

Gli scooter 125cc – che si guidano anche con la patente B per l’auto – si confermano il comparto principale, con 29.386 veicoli e un +10,2% rispetto allo scorso anno. Seguono gli scooter 300-500cc con 26.323 unità e un +5,8%. Più contenuta la crescita dei 150-250cc con 19.159 pezzi e un +3,5%. Buono l’andamento dei maxi-scooter oltre 500cc con 6.997 immatricolazioni e un +6,5% rispetto allo stesso periodo del 2015.

Il settore moto presenta uno scenario sempre con il segno più: si va dal segmento più importante delle moto tra 800 e 1000cc in forte accelerazione con 17.825 unità e un +21,8%. Seguite dalle oltre 1.000cc con 16.386 moto e un +10,1%. Le medie cilindrate, tra 650 e 750cc, hanno venduto 10.005 pezzi pari al +10,8%; mentre i 300-600cc totalizzano 6.884 pezzi pari al +38,9%. Nelle piccole cilindrate i modelli da 150 a 250cc realizzano 1.619 vendite con un aumento del +9%, mentre risulta molto vivace la ripresa delle125cc che con 4.299 moto registrano un incremento pari al +38,5%.

Dall’analisi dei segmenti moto, emerge la leadership delle naked con 20.302 vendite e un +20,7%, seguite dalle enduro stradali con 18.688 pezzi e un significativo +28,4%. Le moto da turismo con 6.680 unità ottengono solo un +2,1%, mentre le custom con 5.357 pezzi crescono di un +12,8%. Qualche decina di unità in meno per le sportive con 3.057 moto e un -1,8%, al contrario delle supermotard che con 2.156 moto accelerano del +39,1%.

Tazio Nuvolari: la leggenda di un pilota temerario, che si congedò dalla vita nel suo letto.

Tazio Giorgio Nuvolari: è deceduto – 11 Agosto 1953 – nella sua Mantova.

Fu un ictus a spegnere la sua vita, una ricaduta di quello  che l’ann precedente  lo aveva parzialmente paralizzato. Tazio aveva sfidato, e si disse anche cercato, la morte portando al limite il rischio estremo. Il destino non gli concesse la morte sul campo, ma lo congedò sul letto di casa. E’ ricordato come il “mantovano volante” e il “Nivola”, ha gareggiato in sella alle moto ed in seguito con le auto come lo avevano battezzato, è stato uno dei piloti più popolari della storia motoristica.  Ai funerali parteciparono decine di miglia di persone, un corteo lungo molti chilometri al seguito della bara, trasportata su un telaio di un’auto, verso il cimitero. Fu sepolto con gli abiti che indossava sempre scaramanticamente in corsa: un maglione giallo, pantaloni azzurri e gilet di pelle marrone; al fianco il suo volante preferito. Sulla tomba di Nuvolari è incisa una frase che sembra quasi volerlo incitare a fare corse anche nell’aldilà: «Correrai ancor più veloce per le vie del cielo». La sua carriera sportiva abbracciò un trentennio dal 1920 al 1950, con l’interruzione di oltre sei anni a causa del secondo conflitto mondiale. Con le motociclette disputò la sua prima gara ufficiale nel 1920, il primo successo a Verona il 20 marzo del 1921. Con le moto ha vinto un titolo di Campione d’Europa della classe 350 nel 1925 con la Bianchi e due titoli Campioni d’Italia 1° Categoria, rispettivamente, nel 1924 con la Norton 500cc e nel 1926 con la Bianchi 350cc. I successi più importanti, le gare che gli hanno procurato una fama che sfida la leggenda sono state quelle conquistate gareggiando con le auto. Non ha vinto titoli iridati perché nella sua epoca non erano assegnati. La sua storia è stata scritta ed interpretata in modi diversi e da tanti che lo hanno voluto ricordate e riproporre all’immaginazione popolare: fu un mito!

János Drapál: pioniere ungherese nel motomondiale; mori a Piešťany su un tracciato improbabile.

János Drapál è deceduto – 11 agosto 1985 – a Piešťany, su un circuito realizzato su una pista d’aeroporto vicino alla  cittadina della Slovacchia. Il pilota ungherese aveva 37 anni quando restò vittima dell’incidente, poteva contare su una lunga militanza, con esperienze complesse, viveva in paese dove imperava la dittatura comunista, disponendo di poche libertà e risorse economiche. In ogni caso gli riuscì d’essere un protagonista, con buona notorietà in tutti i mondiali ed in tutte le classi nelle quali gareggiò. Un percorso iridato iniziato nel 1969, esperienza conclusa nel 1981. Spaziò su molte categorie senza avere mai la possibilità completare una stagione. Si schierò nelle classi: 125cc (MZ, Morbidelli e MBA); 250cc (Yamaha); 350cc (Aermacchi e Yamaha); 500cc (Yamaha). Ha preso il via in 29 Gran Premi, cogliendo 4 vittorie, la prima in 250 nel GP della Cecoslovacchia, Poi tre vittorie ed un 3° posto nella 350cc, Il miglio piazzamento finale è stato un 6° posto nel 1973, classe 350cc. Ha trovato la morte in una gara internazionale, quando già aveva abbandonato il mondiale. Jànos era un pilota molto bravo a guidare veloce sui tracciati veloci, Gli appassionati Romagnoli lo ricordano per grande gara che disputo con Kork Ballington sulla pista di Misano, nella gara prima gara che si disputo in Italia dopo la tragedia di Monza dove perirono Pisolini e Saarinen.

Imola, 09 agosto 2010, l’ultimo saluto per un “cantore” del motociclimo italiamo

Tanti gli amici del motorismo italiano e non, a cominciare dai colleghi del Carlino, il suo giornale, e degli altri quotidiani, televisioni e riviste dove comunque lui, Ezio Pirazzini, era diventato un mito. Il funerale di ‘Pirezio’, il cronista scomparso venerdi mattina a 86 anni. Un ultimo saluto come lui lui avrebbe voluto cosi, avrebbe voluto che fosse. Stamani, pur nel dolore di un’assenza pesante, tutti hanno ricordatoo il sorriso e i mille colori di Pirazzini mentre vicini, o idealmente, si stringeranno alla moglie Alba e alla figlia Gabriella. Le esequie si sono tenute nlla chiesa di Santa Maria dei Servi in piazza Mirri. Pirazzini non ha limitato il suo interesse solo alle auto o moto, ha collaborato con i piu’ importanti quotidiani e settimanali sportivi italiani. Come inviato ha seguito 5 Olimpiadi: Londra 1948, Helsinki 1952, Melbourne 1956, Roma 1960. Era Monaco presente anche a Monaco di Baviera nel 1972, quando i Feddayn attaccarono il Villaggio Olimpico, un eventoche Pirazzini ha raccontato in un libro-reportage. Uno dei tanti che ha scritto. Lo ricordano ancora presente in tantissimi autodromi per seguire migliaia di gare di moto e di auto. Era uno dei giornalisti apprezzati e stimato anche da Enzo Ferrari come dai tanti dei protagonista di oltre mezzo secolo di storia del motori. Il suo interesse per i “fatti” della vita lo ha portato a coltivare molti interessi, anche non sportivi. Ci restano i suoi libri. Li conserveremo con cura perche’ testimonieranno un tempo indimenticabile. Ciao Ezio! La motivazione per l’assegnazione della medaglia d’oro dell’Ordine dei giornalisti dell’Emilia Romagna.

Ezio Pirazzini
E’ nato ad Imola dove ha continuato a vivere sempre, girando il mondo. Prima redattore poi inviato speciale de il Resto del Carlino, ha collaborato con tutti i piu’ importanti quotidiani e settimanali sportivi italiani. Ha seguito, fra l’altro, cinque Olimpiadi dal vivo (Londra 1948, Helsinki 1952, Melbourne 1956, Roma 1960 e Monaco 1972, quella dell’attentato dei Feddayn cui ha dedicato un libro – reportage). Ha intervistato i piu’ noti personaggi e non soltanto sportivi (alle Universiadi di Mosca riusci a conversare con Arafat) gli sono servite per addentrarsi nei piu’ difficili meandri della narrativa. Con i suoi scritti ha inteso anche raccontare una storia di costume attraverso lo sport. Tanti i riconoscimenti, dal Premio USSI a Leader d’Opinione 1973, dal “Severo Boschi” al Due torri d’oro, al “Bancarella sport” come finalista

Enrico Lorenzetti: un grande pilota e collaudatore della Guzzi; iridato nella 250cc.

PANN_20_APRILIA_GUZZEnrico Lorenzetti, scomparso l’8 Agosto 1969, mori a Milano ma è stato sepolto nel Cimitero di Cesena. Maggiore di sei fratelli, rimase orfano di madre in giovanissima età. Trasferitosi con il padre tranviere da Roma a Milano, iniziò a correre in moto nel 1934 con una Simplex 500. La prima vittoria, che lo propose all’attenzione del grande pubblico, fu la Milano – Napoli del 1936, nella categoria Sport classe 250. Negli anni 1937/1938 sali in sella a molte moto: Triumph, Miller, Benelli, Sertum e Taurus dimostrandosi pilota polivalente, in grado di vincere sia in circuito che in salita, ma anche in fuoristrada e nella regolarità.

Nel 1939 la svolta, con il passaggio Lorenzetti alla Moto Guzzi, con il compito di portare al debutto l’Albatros 250 nella Milano –Taranto (ritiro). Poi alla quarto di litro gli fu consentito di affiancare il Condor 500, portando le due moto alla vittoria al circuito di Losanna.

Si aggiudicò il primo titolo di Campione d’Italia di seconda categoria nel 1940, ne avrebbe conquistati altri sei: nella classe 250 negli anni 1948, 1952, 1953, 1955; nella classe 500 nell’anno 1948. Lorenzetti entrò a far parte del team ufficiale Moto Guzzi nel 1948, anno in cui si aggiudicò anche il titolo di Campione d’Europa della classe 500cc. Prese parte alla prima stagione del Motomondiale, iniziata nel 1949, nella classe 250. In seguito avrebbe gareggiato nella competizione iridata anche nelle classi 350cc e 500cc, in totale disputò 28 gran premi, vincendone 7 e salendo per 21 volte sul podio, il tutto spalmato su tutte e tre le classi. Si aggiudicò il titolo di Campione del Mondo nel 1952 nella classe 250cc con l’aggiunta di un 3° posto finale. Avrebbe poi concluso anche con un 2° nella classe 350.

Lorenzetti un  buon pilota, si fece valere anche come collaudatore, forni l’idea per allestire il Gambalunghino 250, nato a seguito di un incidente stradale che aveva rovinato l’Albatros personale del pilota milanese, il quale lo riparò con pezzi del Gambalunga 500. Con il Gambalunghino la Casa di Mandello vinse  tre campionati del mondo (’49,51,’52). Lascio la squadra ufficiale Guzzi e nella stagione 1956 e 1957 ottenendo diversi piazzamenti nel Mondiale e vittorie in gare non iridate. Si ritirò definitivamente dalle corse a fine 1957, condizionato anche dal ritiro con il patto di Guzzi, Galera e FB-Mondial; si dedicò dapprima a una concessionaria Guzzi, per poi aprire un negozio di elettrodomestici e un laboratorio di sviluppo, stampa e sonorizzazione pellicole cinematografiche.

Ezio Pirazzini: nell’anniversario della sua scomparsa, 06 Agosto 2010

Pole … pole …

Ho avuto il piacere di conoscere e di godere della stima di Ezio Pirazzini, giornalista romagnolo, nato a Imola, di cui oggi ricorre  l’anniversario della sua scomparsa: 6 agosto 2010. Abbiamo condiviso un lungo tratto di vita caratterizzato dalla grande vitalità del mondo motoristico mondiale. Ezio e’ stato un grande del giornalismo sportivo, per Il resto del Carlino fu inviato per le moto e la F1; per Motosprint un editorialista con gran seguito. Ha scritto molti libri che testimonieranno nel tempo la sua passione per i motori.  Tutti mi sono cari, su alcuni ci sono le dediche  indimenticabili come sulla prima edizione de  ”I giorni del coraggio”; ha scritto Ezio:  “Al caro Morri “mondiale” di motociclismo e nei sentimenti”.

Si e’ spento lentamente ed e’ forte il rammarico di non aver potuto coltivare sino alla fine una cara amicizia. Grazie Ezio, per sempre, da parte da chi ha avuto il privilegio di conoscerti e si innamorato ed ha  fortificato la passione anche grazie ai tuoi scritti appassionati ed appassionanti. Resti nel nostro cuore e nella mia mente e di tanti che ti hanno voluto bene.

Mi fa piacere  riprodurre una foto Ezio è raffigurato in compagnia di Checco Costa ed Enzo Ferari.

Giuseppe Morri

Per testimoniare l’affetto verso Ezio riporto un testo pubblicato sul sito di TELESANTERNO: Ezio Pirazzini – Il ricordo della figlia Gabriella

Sempre sulla scena, mai dietro le quinte, orgoglioso della sua città, del suo autodromo, del suo lavoro, del suo giornale, della sua Olivetti, dei suoi amici, del suo Checco Costa e del suo Enzo Ferrari, del suo incredibile premio “Ezio Pirazzini da vivo” che i colleghi più cari per anni gli hanno organizzato. “A contatto col mondo intero perché era commesso viaggiatore della carta”, così si definisce in terza persona nel suo unico romanzo, autobiografia celata, ma anche vero pezzo di cronaca d’Italia non solo sportiva, perché insieme ai pionieri delle due ruote, ai campioni della Formula Uno, alle Olimpiadi, ai personaggi, ci sono gli anni da partigiano, i suoi amici, le “olimpiadi” per finta in quella che un tempo in città era il prato della Riva. E proprio nel suo romanzo, che ho riletto in questi giorni, le ultime righe raccontano la sua morte, esattamente come poi è avvenuta. Lui si chiama Omero Sotutto (perché della sua grandeur non solo era consapevole ma ne faceva un vezzo) e scrive cosi: “Avverti anche una mano fredda che gli toccava la fronte. Forse era una ragazza d’Olimpia che lo cingeva con l’alloro. Poi tutto si allontanò in una cortina di polvere, la stanza diventò bianca poi scura: insufficienza cardiaca -senti dire- non c’e’ più nulla da fare… E finalmente si addormentò come sempre aveva desiderato e solo una volta veniva concesso. Neppure si accorse che saliva scale tortuose per andare a ritrovare Danny e gli altri suoi vecchi amici”.
Cosi finisce il libro Dal rombo rosso al settembre nero, cui ha affidato la sua più autentica memoria. E cosi cominciava: “I mondi finiscono e noi con loro, i libri rimangono per poterli descrivere”.Sono grata a tutti coloro che hanno fatto in modo che anche il lasciare questo mondo, sia stato per il mio papà giorno di abbracci e di stima e di ricordi, di rievocazioni col sapore della festa e una non celata goliardia nell’anima, quella che rende vere l’amicizia e la lealtà. Sono grata a tutti coloro che lo hanno ricordato nella professione, raccontato col cuore, descritto con energia vitale. A suo modo ha dato tanto a tanti, e quei tanti oggi sono legati al suo ricordo: questo è il segno di una buona esistenza. In ogni telefonata, in ogni messaggio, in ogni riga c’e’ il Pirezio più vero, quello che è rimasto nel cuore più profondo davvero, quello che ha insegnato il mestiere, che non si prendeva sul serio anche se forse era tra i giornalisti più rigorosi. Per questo, in un mondo di “lupo che mangia lupo” tutti gli hanno voluto bene. Quel bene si è stretto intorno alla mia famiglia, oggi e in questi lunghi giorni. Non sono più gli anni ruggenti in cui ha ruggito mio padre, ma forse sarebbe bello riappropriarsi di quella forza, in cui lo scrivere diventa imperativo, e i fatti verità.”

 

Ezio Pirazzini: il 6 agosto 2010 è deceduto un grande “cronista del motori” del 20° secolo.

Ezio Pirazzini ha lasciato la vita terrena, la sua Imola, nella notte tra il 5 e il 6 agosto 2010. Decano dei giornalisti che s’interessavano al motorismo, aveva compiuto 86 anni e da tempo era malato. La sua è stata una carriera lunga, iniziata nei primi anni 50 da inviato del Il Resto del Carlino. Nutriva una grande passione, personale oltre che professionale, per il modo dei motori, in particolare per le moto. Aveva curato oltre 40 pubblicazioni ed è stato un collaborare di Motosprint per tanti anni. Ha scritto diversi libri, fra i quali: “Antologia del motociclismo”, “I giorni dell’ira e del dolore” (finalista al Bancarella sport), “Storia dei motomondiali”, “Storia della Targa Florio”. Enzo Ferrari gli dedicò un ritratto nel suo libro ‘Il Flobert’ del 1976. Ha seguito anche cinque olimpiadi, fino a quella del ‘72 di Monaco, al termine della quale scrisse un reportage sull’attentato terroristico contro la squadra israeliana. Ezio è il giornalista che, insieme con Lino Pizzo, Giambattista Marcheggiani e Pino Allievi, ha raccontato oltre mezzo secolo di storia del motociclismo italiano e mondiale. Del periodo più “romantico”. Molti piloti o addetti ai lavori, sono stati raccontati e gratificati dai suoi articoli, molti miti sono stati alimentati dal suo modo di raccontare lo sport non ancora preda delle immagini TV. Il motociclismo dei tempi che abbiamo condiviso, offriva due possibilità per vivere le gare: dal vivo a bordo pista o te lo raccontavano giornalisti come Ezio! Aveva inventiva, fantasia e metteva tanta umanità nei suoi racconti, lo faceva per tutti, campioni e non. Anche la Bimota è stata gratificata dalle sue amichevoli attenzioni. Ho avuto il privilegio di essergli amico, mi ha fatto dono di molti dei suoi libri, li conservo nella libreria fra quelli cui ogni tanto è opportuno dare una ripassatina. Ho condiviso con Ezio emozioni grandissime, dopo grandi vittorie o amare sconfitte, ma lui ha sempre saputo valorizzarle entrambe. Le dediche che ha voluto scrivere sui libri che mi ha regalato mi sono molto care, testimoniano stima e affetto. In una calda giornata d’agosto è partito per il viaggio che porta a lidi da noi solo immaginati, confido che ci si possa ritrovare sulle strade di quel mondo, per fare ancora delle lunge chiacchierate, come quelle hanno caratterizzato i nostri rapporti e nelle cene post gara o nei paddock di tutta Europa.

Craig Jones: perì nella “gara della vita”; il ritiro del numero “18″ senza seguito!

Craig Jones, perse la vita il 04 agosto 2004. Morì Royal Hospital dove era stato trasportato dopo l’incidente occorsogli il 03 agosto durante la gara del Campionato del Mondo Supersport sul circuito di Brands Hatch. Perse il controllo della sua moto nella Clark Curve rovinando a terra. Prima fu colpito alla testa dalla sua moto e successivamente dalla moto che lo seguiva, pilotata dall’australiano Andrew Pitt. Spiro’ senza riprendere conoscenza. La gara fu sospesa con la bandiera rossa e la classifica di gara stillata secondo i passaggi del giro precedente a quello durante il quale si era verificato il tragico incidente, ufficializzo’ il piazzamento di Jones al secondo posto. In occasione della gara conclusiva di quel campionato Supersport, disputata sulla nuova pista di Portimao (Portogallo) il 02 novembre 2008, Craig fu commemorato dall’intera famiglia e da molti amici e piloti. Gareggiava con la squadra supportata dall’autodromo portoghese. Con una decisione mai assunta prima di allora fu deciso di “ritirare il numero di gara “18” stabilendo che mai sarebbe stato assegnato ad altro pilota nella categoria Supersport. In realtà il numero “ritirato” fu poi assegnato nel 2010 all’australiano  Aitchison e nel 2012 al ceco Làtr. Forse la famiglia ha chiesto di non procedere?

Wilmer Marsigli: Il fuoco fu fatale dopo la caduta alla 1° variante di Monza

Wilmer Marsigli è deceduto il 2 agosto 1991, a seguito di un terribile incidente verificatori alla prima curva dopo la partenza della classe 250GP del Trofeo Italia Gran Prix, gara che si disputava il 21 luglio 1991 sulla pista dell’Autodromo di Monza. Marsigli cadde, in una carambola che coinvolse altri dieci piloti, l’incidente multiplo si verificò nella chicane in seguito sarebbe stata oggetto di molte modifiche, come la gran parte delle parti dell’impianto ritenute poco sicure. Dopo la collisione con altre moto, il serbatoio della Yamaha di Wilmer si ruppe ed una grande quantità di carburante ed una segnò il percorso della moto ed una buona parte inzuppò l’abbigliamento del pilota. Si sprigionò un incendio che avvolse anche il pilota. Ci volle del tempo per estinguere le fiamme, e il tutto divenne poi oggetto di una lunga disputa legale. Il pilota subì gravi ustioni, esterne ed interne per i fumi respirati, fu portato all’ospedale Niguarda di Milano. Il suo stato di salute apparve critico, i familiari decisero di trasportarlo all’ospedale di Parma. Purtroppo il suo fisico cedette dodici giorni: venerdì, 02 agosto 1991.

All’incidente ed alla morte del pilota,  fecero seguito accese polemiche, furono apportate rigorose modifiche relative alla realizzazione e i controlli relativi ai serbatoi artigianali. Quello di Wilmer era stato realizzato con materiali compositi e senza sistemi di controllo dell’espansione dei liquidi. Ci furono polemiche anche per il foulard che fasciava il collo del pilota, ritenuto facilmente infiammabile. Una parte della stampa mise in discussione entità e capacità dei servizi, di pista per le difficoltà che si erano manifestate nelle operazioni di spegnimento del fuoco. Ne derivò un contenzioso sportivo e legale. Nella prima ho avuto parte sostenendo diversi interventi in veste di membro del Comitato Tecnico FMI, poi nella vertenza legale avendo scritto, per conto di Alberto Fantini, la relazione che il Tribunale di Monza gli aveva richiesto nella veste di perito. Fu una vicenda triste. Wilmer aveva 23 anni quando è deceduto, non era un campione e non vantava un gran palmares, era un buon pilota e la sua fine straziante colpì molto l’opinione pubblica, ma non solo.  Era nato e viveva a Bologna, ma era tesserato con il Moto Club Spoleto. sodalizio che dopo la sua morte, per molti anni, organizzo una manifestazione sul circuito di Magione: il  ”Trofeo Wilmer Marsigli”.

Misano: risultati e classifiche dopo il 5° e 6° ruond.

CIV 2016 - logoCIV Misano 2016 – Si è corso nel weekend in doppio round del campionato italiano velocità 2016. Il 6° round del CIV al Misano World Circuit, Due giornata “arroventate” dal solleone di fine luglio. Programma articolato, come di consueto, su due giornate di gara.

GARA 5 DISPUTATA SABATO 30 LUGLIO

MOTO3 – A vincere è stato Marco Bezzecchi. Il pilota Mahindra è tornato da wild card nel Campionato che lo ha visto trionfare l’anno scorso con l’obiettivo di sviluppare al sua moto. Dietro di lui seconda posizione per il poleman Manuel Pagliani (Honda) che ha avuto la meglio nella battaglia finale per il secondo gradino del podio su Bruno Ieraci. Una caduta ha tolto di gara Mattia Casadei (KTM ); 4° per Kevin Zannoni (Mahindra seguito da Nicholas Spinelli (KTM.

SUPERBIKE – Pole position, vittoria e giro veloce per Michele Pirro (Ducati) … tutto, o quasi, scontato. Dietro di lui dopo una dopo un bella la lotta per la seconda posizione, conclusa solo al fotofinish a favore di Matteo Baiocco (Ducati) ha prevalso su un Riccardo Russo ( Yamaha) apparso in forma nonostante dopo la prolungata assenza per infortunio. Caduta nei primi giri per Kevin Calia (Aprilia) con Ferrari al 10° posto. il 2° posto a Matteo Ferrari (DMR Racing BMW) 10° posto.

SUPERSPORT. Prima vittoria per il romagnolo Michael Canducci (Kawasaki) conquista grazie ad un sorpasso da brividi nel finale su Marco Bussolotti (Kawasaki). Il marchigiano,secondo sotto la bandiera a scacchi è stato poi squalificato squalificato poi per irregolarità tecnica. E’ salito così al 2° posto Kevin Manfredi (Suzuki) e buon 3° Nicola Morrentino (Yamaha). Caduta di Massimo Roccoli (MV Agusta) ripartito e classificato al in 13° posto.

PREMOTO 3 250 4T - Vittoria per Leonardo Taccini (Speed Up), ha ha trionfato a Riccardo Rossi (RMU) e Thomas Brianti.

PREMOTO3 125 2T- Vittoria è andata daRaffaele Fuscodavanti a Matteo Ripamonti (Honda) e Devis Bergamini (Honda ). Ripamonti è stato squalificato nelle verifiche post gara, lasciando la seconda posizione a Bergamini, e Nikolas Marfurt (RMU) e così salito al

SPORT t4T – Vittoria perManuel Bastianelli (Kawasaki) davanti al veterano Lorenzo Lorenzo Segoni (Honda) e ad Alfonso Coppola (Honda).

GARA 6 DOMENICA 31 LUGLIO

MOTO 3 – La vittoria è andata ancora a Marco Bezzeccchi. Il pilota Mahindra, campione in carica si è regalato una ha doppietta, mettendo a buon frutto la presenza come wild card a Misano. Al secondo posto Manuel Pagliani (Honda). Terzo posto per Bruno Ieraci (TM), Ancora un risultato nullo Mattia Casadei (KTM) che è incorso in una scivola, perdendo cosi posizioni nella classica generale. Dopo 6 round leader è Ieraci (81 p.) davanti a Pagliani (76 p.), poi Casadei, (72) alla pari con Spinelli.

SUPERBIKE - Non ce n’è per nessuno in SBK. Michele Pirro (Ducati( fa doppietta anche a Misano, conquistando la 6° vittoria in 6 gare. Gara interrotta al 14° giro per bandiera rossa che al momento vedeva Matteo Baiocco (Ducati) 2° posizione, ancora davanti a Riccardo Russo (Yamaha ). 4° posto per Matteo Ferrari e fine settimana da dimenticare per Kevin Calia (Aprilia) incappato ancora. Forse annichilendo Sacchi che sperava di regalare al team una vittoria. In classifica generale Pirro è leader (150 p.), Baiocco 2° (75 p.) e Ferrari 3° (69 p.)

SUPERSPORT- Vittoria per Marco Bussolotti(Kawasaki)a dispetto della squalifica per irregolarità tecniche che lo aveva penalizzato nella gara del sabato. Ancora sul podio il romagnolo Kevin Manfredi (Suzuki) e 3° Davide Stirpe (MV Agusta) bravo ad opporre resistenza al l campione in carica Massimo Roccoli. Risultato nullo per Cruciani. Per Roccoli un quarto posto utile per riconquistare la testa della classifica (83 p.), seguito da Nicola Morrentino (79 p.) e Stefano Cruciani (70).

PREMOTO3 250 4T Vittoria è andata al fotofinish per Davide Baldini (RMU) che con un gran sorpasso a superato Leonardo Taccini ( Speed Up), poi Riccardo Rossi (RMU) 3°. Taccini allunga in campionato, dove è leader (131 p.) davanti a Rossi (117 p.) e Baldini (83 p.).

PREMOTO 125 2T- Raffaele Fusco (RMU) ha trionfato davanti a Gabriele Giannini (Honda) e Pasquale Alfano (Honda). Nella classifica generale Giannini è leader(133 p.) davanti a Fusco (120 p.) con Bergamini (Honda).

SPORT 4T - Vittoria conquistata da Manuel Bastianelli(Kawasaki), ma davanti alla bandiera a scacchi in prima posizione era transitato Luigi Montella (Yamaha), poi squalificato per irregolarità tecnica. Seconda posizione per lo spagnolo Castan Illan (Yamaha) e Nicola Di Rago (Kawasaki) terzo. In classifica generale torna al comando Lorenzo Segoni (Honda) (97 p.) seguito da Castano Illan (92 p.)e Di Rago a (76 p.).

Bonetti: Campione d’Europa della salita.

Stefano Bonetti 3Oltre a Curinga e Trivella c’è anche Stefano Bonetti. Nel corso della 4° prova dell’Europeo Velocità in Salita dello scorso weekend a Le Petit Abergement, in Francia, insieme ai due campioni c’è stato un altro azzurro a conquistare il titolo: Stefano Bonetti. L’italiano ha ottenuto la vittoria in gara nella classe Superbike, che ha visto mettersi in evidenza anche Giovannoni Marco e Lombardi Daniele rispettivamente quinto e sesto. Bonetti che, grazie alla vittoria, è riuscito ad ottenere il titolo di Campione Europeo sempre nella classe SBK, portando quindi a 3 i titoli italiani nell’Europeo Velocità in Salita 2016. Anche Bonetti si è laureato campione con un round di anticipo, mentre il prossimo appuntamento con l’Europeo Velocità in Salita è fissato in Italia, con la tappa del 20 e 21 agosto ad Isola del Liri in Provincia di Frosinone.

Giuseppe “Pino” Medeot ed Orazio Castagna: vittime di un terribile impatto sul Circuito del Santissimo (Bondeno).

Giuseppe “Pino” Medeot e Orazio Castagna perirono insieme il 30 luglio 1950, durante la corsa delle 500cc sul Circuito del Santissimo a Bondeno (Ferrara). Ad un giro dalla conclusione della gara Orazio Castagna, che era in ultima posizione e rallentò, convinto che la gara fosse finita e si avviò verso i box. I suoi meccanici, intuendo il malinteso, lo invitarono proseguire, compreso il segnale Orazio si spostò al centro della pista, senza avvedersi che stava sopraggiungendo in piena velocità Pino Medeot il quale non poté evitare il terribile impatto. I due piloti perirono all’istante e nello schianto restò ferito anche uno spettatore.
Medeot era nato Mossa, nei pressi di Gorizia, aveva iniziato a correre nel 1947, dopo che entrato nella polizia, riuscendo cosi a mettere insieme i fondi per dedicarsi alle gare. Debuttò sul circuito del Montebello a Trieste, con una Matchless 500cc e fu la prima di una serie di vittorie che proseguirono sui   circuiti stradali di Nort-Est d’Italia: Gradisca Di Isonzo e Montebelluna. Ha guidato moto diverse: Matchless, Rudge, Rumi e una Parilla condivisa con l’amico Gervasio Braidot. L’entusiasmo suscitato e la crescente popolarità conquistata in Friuli Venezia Giulia, indussero Medeot, e Braidot, con amici, a fondare il “Moto Club Mossa – Gorizia. Dopo diversi anni durante i quali poté utilizzare solo moto di seconda mano, nel 1950 Medeot ebbe a disposizione una Gilera Saturno, con la quale vinse a Gradisca di Isonzo, Oderzo e Cologno e molti piazzamenti. Aveva già conquistato l’accesso alle finali nazionali del campionato italiano, s’iscrisse alla gara di Bondeno; non fece una buona partenza, ma recuperò risalendo fino al 4° posto, una serie di combinazioni che al penultimo giro lo condussero all’impatto finale pagato con la vita.

Orazio Castagna, partecipava alla gara di Bondeno in sella ad una Norton, non aveva disputato una gara brillante, ad un giro dalla conclusione si trova in ultima posizione, pensando che la gara fosse finita compì una manovra a rischio perché rallento per avviarsi ai box, poi comprese che la corsa non era finita tentò di rilanciarsi, non intralciò i primi tre, ma non evito di intralciare Medeod e l’impatto fu devastante, determinando la morte per entrambi.

Mario Preta: tradito dalla pioggia sulle strade del Circuito di Sinigallia.

Mario Preta incontrò il suo tragico destino il 30 Luglio 1955, nel corso della 11cesima edizione del Circuito di Senigallia, che si svolgeva su un tracciato stradale di 9,300 km; un evento contrassegnato da una serie di incidenti che ha provocarono la morte di due piloti. Preta era un pilota molto popolare Forlì dove, pescarese di nascita, si era trasferito da bambino, ed in tutta la Romagna, dove gli amici era stato Soprannominato “Gnafin”.  La sua carriera agonista prese avvio gareggiando con gli scooter, in sella ad una Vespa 125. Nel 1953 passò alle ruote alte e vinse tre gare nella sua prima stagione: sui circuiti di Rimini, Lugo e Cesena: gareggiava con una Benelli 125 “Leoncino”, gli fu consentito di esordire nella Milano-Taranto. Corsa che poi vince nel 1954 nella classe 125cc. Nel corso di quella stagione vinse diverse gare, ma a fine stagione lasciò la squadra Benelli per diventare pilota ufficiale della Moto Morini. La Casa bolognese, cercando di contrastare il predominio di FB Mondial e MV Agusta nella classe 175cc, ha presentò nel 1955 un nuovo modello denominato “Rebello”, destinato a sostituire il “Settebello”. Mario Preta fu uno dei piloti fu affidata la nuova moto con la quale vince sui circuiti di Imola, Mugello, Gallarate e Camerino. Rivinse la  Milano-Taranto  nella sua categoria e si classificò al 2° posto generale, media 115,265 km/h sulla sua Moto Morini 175 “Rebello”, dietro al vincitore assoluto, Bruno Francisci  che guidava Gilera 500/4 Gran Premio, ma superò molti concorrenti che guidavano moto da 500 e 250 cm3. L’ultimo fine settimana di luglio del 1955 era in programma una gara internazionale e prova del Campionato Italiano Velocità sul circuito di Sinigallia, il team della Morini si presentò con tre piloti. Sabato, 30 Luglio 1955 la mattina presto, Preta aggirando le regole, decise si testare il tracciato, anche se aperto al traffico e con il fondo bagnato. Durante il primo giro il pilota giunse alla massima velocità sulla collina Scapezzano, e perse il controllo del mezzo  all’imbocco della  curva a gomito, conosciuta come la “Curva dell’Ospedale”, in località La Molinella, due chilometri a ovest di Senigallia. La moto sbandò imboccò una strada laterale finendo contro un muretto prima di scaraventare in aria il pilota, che ricadde con la testa sulla terra, diversi metri più avanti. Fu trasportato all’ospedale di Senigallia, dove spirò poche dopo poche ore per la frattura del  cranio. La tragedia portò la  Moto Morini a ritirare la squadra dalla gara alla quale erano iscritti  anche i  piloti Carlo Furore e Ezio Vezzalini. La tragicità dell’evento fu ampliata  il giorno seguente, quando il pilota belga Marcel Masuy è rimasto ucciso durante la gara riservata ai  sidecar, per le conseguenze di un incedente capitato nello stesso dove si era verificato quello di Mario Preta.

Ghiselli Lorenzo: pilota privato toscano molto popolare.

Lorenzo Ghiselli, pilota trentaduenne senese, è deceduto il 28 luglio 1985 all’Ospedale Rizzoli di Bologna, dopo 106 giorni dall’incidente capitatogli sulla pista di Imola.

Lorenzo si ferì il 13 aprile 1985 cadendo con la sua Suzuki 500cc nel corso di una gara internazionale inserita nel programma della 200 Miglia di Imola.

Cadde nello stesso punto dove due anni prima si era schiantato Guido Paci.

Pilota “privato” gratificò la sua carriera con un titolo di Campione d’Italia della classe 500cc (1984) superando Franco Uncini; per diverse stagioni e’ stato anche un protagonista del motomondiale delle classe regina.

Dopo la sua caduta furono apportate modifiche al circuito introducendo una variante. Ghiselli e’ ricordato, tra l’altro, da Moto Club Firenze e Promoracing con una manifestazione organizzata sulla pista del Mugello.

Misano: Prossimo weekend in pista il G.A.S. Racing Team.

Morciano_pre_MisanoIl Campionato Italiano Velocità approda a Misano, l’autodromo di casa per G.A.S. Racing Team di Rimini. La Romagna, si sa, è la terra dei motori e le gare di Misano hanno sempre un sapore speciale: sono un concentrato di passione dentro e fuori la pista.

Il G.A.S. Racing Team si appresta a questo appuntamento con rinnovata fiducia e con la consapevolezza di poter fare bene con entrambi i piloti, impegnati nella classe Supersport 600 su Kawasaki. Riccardo Caruso vive a Rimini e si trova molto bene sul circuito di Misano. Luigi Morciano (nella foto) che il mese scorso ha partecipato al Round di Misano del Mondiale Supersport in sostituzione di un pilota infortunato e nel CIV  potrà mettere a frutto l’esperienza maturata in quell’occasione. In pista anche Luca Bernetti, presente nel National Trophy. Per i piloti la consueta assistenza tecnica dello staff della Bike Service di Rimini

Il G.A.S. Racing Team invita tutti i suoi amici e supporter a sostenere la squadra in occasione di questo appuntamento, che segna il giro di boa del campionato.

Le  gare del CIV saranno trasmesse in diretta su SKY Sport MotoGP HD (canale 208) sia al sabato che alla domenica, e in live streaming su Sportube, accessibile anche dal sito civ.tv.

Misano: weekend con il Campionato Italiano Velocità (CIV)

Aut_Misano-logoIl CIV arriva al giro di boa. Sul circuito di Misano;il Campionato Italiano Velocità ripartirà questo weekend per i round 5 e 6 dallo spettacolo offerto al Mugello.

MOTO 3, una delle classi più incerte del Campionato, dove gli equilibri possono cambiare di gara in gara. Dal tracciato toscano sono usciti con un sorriso Manuel Pagliani (Honda) e Alessandro Del Bianco (TM) vincitori delle due gare, insieme a Mattia Casadei. Manuelnon era al meglio per un infortunio al braccio sinistro, ma è riuscito ad ottenere due podi che lo portano ad essere leader di classifica con 72 punti, contro i 49 di Ieraci (TM) e i 48 di Spinelli (KTM), entrambi non al meglio al Mugello a differenza di Tommaso Marcon (TM) che ha centrato un doppio podio, e di Simone Mazzola (Kymco), che con il 4° posto del Mugello si attesta ai piedi del podio in classifica generale (42 p.). Misano è pronto ad offrirci un altro weekend di gare spettacolari, dove ci sarà anche il Campione CIV Moto3 2015 Marco Bezzecchi, in pista come wild card.

SUPERBIKE, Pirro so è confermato leader incontrastato. Il pilota Ducati si presenta a Misano a punteggio pieno, con 4 vittorie in 4 gare, in una pista dove lo scorso anno ha già vinto, mancando la doppietta solo per uno sfortunato ritiro. Al Mugello però si sono visti segnali di crescita per alcuni piloti, a partire da Matteo Ferrari (BMW). L’esordiente nel CIV SBK ha ottenuto un podio e un 6° posto, mentre risale la china anche Lanzi, autore di un podio e di un 4° posto. La classifica generale vede quindi Pirro in testa a 100 punti con Kevin Calia (Aprilia) a inseguire (53 p.), seguito da Ferrari (50 p.). Altro pilota in crescita è Matteo Baiocco (Ducati) che riparte dal secondo posto del Mugello. Misano farà registrare il rientro di Riccardo Russo (Yamaha), di nuovo in pista dopo l’incidente dello scorso aprile nel nella FIM CUP STK1000 ad Assen

SUPERSPORT, arriva a Misano dopo aver ritrovato un protagonista: Ilario Dionisi (MV Agusta). Al Mugello ha fatto doppietta, sanlendo al 3° posto nella classifica generale (54 p.). Al comando c’è sempre il Campione in carica, Massimo Roccoli (MV Agusta) con 67 punti, inseguito dalla Kawasaki di Stefano Cruciani, 2° a 60 punti. Ma la lotta per il titolo non è finita qui, attenzione anche a Morrentino (Yamaha) che tallona Dionisi ad un punto di distanza forte dei due secondi posti del Mugello. A Misano poi non mancherà una wild card d’eccezione: Alessandro Tonucci

PREMOTO 3 125 2T,classe dove dominaGabriele Giannini (Honda). Il giovanissimo pilota ha stupito anche al Mugello, portandosi a casa una doppietta che lo ha confermato leader punteggio pieno. Dietro di lui, a 30 lunghezze c’è Raffaele Fusco(RMU), a podio nella gara del sabato. Più lontano (54 punti dalla vetta) Devis Bergamini.

PREMOTO 3 250 4T, bella lotta dove Leonardo Taccini si presenta da leader grazie al 2° posto e alla vittoria del Mugello. A soli 5 punti di distacco c’è di Riccardo Rossi (RMU), a podio in tutte e due le gare sulla pista toscana. La lotta per il titolo sembra affar loro. Vedremo se Davide Baldini (RMU), 3° a 41 punti dal leader, riuscirà a ricucire lo strappo.

SP4T, arriva a Misano in cerca di un vero leader. Con la vittoria nel round 4 lo spagnolo Castano Illan (Yama.ha) ha conquistato la vetta della classifica, riuscendo a scavalcare Lorenzo Segoni (Honda) lo segue da vicino, a sole 6 lunghezze. Dietro di loro, a 12 punti dalla vetta, di Nicola Di Rago (Kawasaki.

TV e BIGLIETTI– Tutte le gare del CIV saranno trasmesse in diretta su SKY Sport MotoGP HD (canale 208) sia al sabato che alla domenica, e in live streaming su Sportube, accessibile anche dal sito civ.tv.

Venerdì 29 luglio: ingresso gratuito
Sabato 30 luglio:Circolare intero Euro 10; Ridotto Euro 8,00 (Tesserati FMI, Romagna Visit Card, Donne, U18) U14: gratuito
Domenica 31 luglio: Circolare intero Euro 15; Ridotto: Euro 10,00 (Tesserati FMI, Romagna Visit Card, Donne, U18) U14: gratuito.

Aldo Pigorini: 2 volte Campione d’Italia che morì cadendo nel Gran Premio di Roma.

Aldo Pigorini il 26 luglio 1937 è deceduto al Policlinico di Roma, Era rimasto gravemente ferito nello schianto nel quale era incorso nella mattinata del 25 luglio, durante il Gran Premio Roma che si svolgeva sul circuito cittadino nei pressi dello stadio della città. Era una figura di spicco nel panorama del motociclismo italiano del tempo, noto anche con il nomignolo “Pigora”, gli era stato affibbiato dagli amici. Il pilota lombardo aveva iniziato a correre in giovane età insieme al concittadino e amico Giordano Aldrighetti. Nel 1929 vinse il Circuito del Monferrato, in sella ad una “Naga & Ray” 350, una moto italiana costruita a Milano da Alessandro Naga e Tullio Ray. Pigorini ha guidato diverse moto: Frera, KTT Velocette, Norton, Rudge, Guzzi e Bianchi 500 cm3, con la quale conquistò la vittoria nella massacrante Raid Nord-Sud, 1380 chilometri, gara flagellata dal maltempo e dalla pioggia. E’ stato un pilota della Scuderia Ferrari moto dal 1932-1934, squadra che in tre anni conquistò, dopo 43 vittorie, dodici 2° posti e cinque 3 °. Team manager era Renzo Saracco Ferrari, nipote di Enzo Ferrari, Arturo Pennacchio era il capo meccanico. Nel 1934 Pigorini vinse nove delle dieci gare disputate  in sella ad una Rudges 350cc del team Ferrari, tra le quali Gran Premio delle Nazioni disputato nell’Autodromo del Littorio a Roma; conquistando il secondo titolo di Campione d’Italia nella classe 350cc. Nel 1935, cessata l’attività della Scuderia Ferrari, passò alla Moto Guzzi, gareggiò nella classe 250 cm3, con la quale conquistò il secondo titolo di Campione d’Italia, vinse il Gran Premio di Tripoli Mellaha.  Si aggiudicò anche la Coppa del Mare, sul famosissimo circuito del Montenero nei pressi di Livorno.  Pigorini vinse con un vantaggio, rispettivamente, 6 e 28 minuti per suoi compagni di squadra Riccardo Brusi e Mario Ghersi. Mettendo dietro anche tutti i piloti in sella alle 350 cm3 e la maggior parte di quelli della classe 500 cm3. Gara rivinta anche nel 1936.Nel 1937 Moto Guzzi presentò il nuovo motore bicilindrico, Pigorini era fra i piloti che lo ebbero a disposizione; nella prima parte della stagione arrivò si classificò al secondo posto nella Milano – Taranto, vinse sul Circuito della Superba di Genova ed  una gara internazionale in Ginevra. A fine luglio fu schierato al via del  Gran Premio Roma, era il leader della classifica tricolore con tre punti di vantaggio. Al via non ebbe una buona partenza, ma in fretta recuperò sul gruppo di testa ed entrò nel vivo della lotta con Guglielmo Sandri per conquistare la testa. Al giro 60 della gara perse il controllo nel tratto veloce della discesa dai Viale Parioli, incorse in un dritto e fu scaraventato dalla sua moto, finendo  pesantemente a terra. Soccorso e trasportato non sopravisse ai traumi e spirò il giorno successivo

Pomposa: CIV Junior, i Campioni d’Italia 2016.

minimotoCIV Junior: Pomposa incorona Boncinelli (MiniGP 50cc) e Lunetta (PreMiniGP 50cc) Campioni italiani 2016

Il Round 4-5 del Campionato Italiano MiniGP disputatosi al Circuito di Pomposa ha insignito del titolo di Campioni italiani 2016 nelle rispettive categorie di appartenenza Matteo Boncinelli (MiniGP 50cc) e Luca Lunetta (PreMiniGP 50cc).

I risultalti conseguiti sul Circuito di Pomposa (FE) hanno incoronato, con un round d’anticipo, i Campioni 2016 nell’ambito del Campionato Italiano MiniGP. In un super-weekend del CIV Junior in abbinamento con il Campionato Italiano Minimoto e con ben due gare in programma tra sabato 23 e domenica 24 luglio, Matteo Boncinelli (MiniGP 50cc) e Luca Lunetta (PreMiniGP 50cc) si sono assicurati i titoli italiani nelle rispettive classi di appartenenza a suggellare una stagione che li ha sempre visti grandi protagonisti nelle due principali categorie formative riservate ai giovani talenti delle ‘ruote alte’.

Campionato Italiano MiniGP 50cc

Il Circuito ‘lungo’ di Pomposa esalta il talento di Matteo Boncinelli, nuovo Campione Italiano MiniGP 50cc succedendo nell’albo d’oro a tanti nomi del motociclismo tricolore oggi protagonisti a livello nazionale ed internazionale. Presentatosi a Pomposa in qualità di capoclassifica di campionato forte delle affermazioni conseguite tra Franciacorta e Magione, l’alfiere RMU Pasini Racing ha iniziato il trionfale weekend assicurandosi l’ennesima pole position sabato in 1’02″488, ma già in Gara 1 ha dovuto sudare le proverbiali sette camicie per fronteggiare gli assalti di Matteo Patacca e Nicola Chiarini. In una corsa tiratissima per tutti e 9 i giri in programma Boncinelli è riuscito a spuntarla soltanto in volata per 162 millesimi su Patacca, 632 a scapito di un Chiarini rivelazione del fine settimana seguito nell’ordine da Gabriele Mastroluca (4°), Mattia Rato (5°) e l’olandese Collin Vejer (6°). L’indomani Gara 2, posticipata per le avverse condizioni meteorologiche e disputatasi in condizioni di pista bagnata, ha visto un ottimo Marco Gaggi assicurarsi la vittoria a precedere Nicola Chiarini e Alberto Surra, ma grazie i 13 punti del quarto posto Matteo Boncinelli, approfittando del concomitante piazzamento del suo più diretto avversario Matteo Patacca (16°), si è laureato Campione Italiano MiniGP 50cc con una gara d’anticipo per i festeggiamenti di tutto il team RMU Pasini Racing.

Campionato Italiano PreMiniGP 50cc

La seconda edizione del Campionato Italiano PreMiniGP 50cc, serie monomarca su base Metrakit MiniGP 50 SP promossa dalla Federazione Motociclistica Italiana per facilitare il passaggio dalle Minimoto alle cosiddette moto a ‘ruote alte’, incorona Luca Lunetta. Il pilota capitolino, classe 2006 laureatosi lo scorso anno Campione Europeo Minimoto Junior A, ha suggellato una stagione da sogno ribadendo sul tracciato ‘lungo’ di Pomposa il suo talento fuori discussione. Autore sabato della pole position con il riferimento cronometrico di 1’06″785, nella prima di due corse in programma Lunetta ha messo a segno la quarta affermazione consecutiva in quattro gare avendo ragione di Guido Fina, 2° a 5″484, con Jacopo Adriano Hosciuc terzo a completare il podio vincendo la volata con Maxwell Toth e Valentin Savary. L’indomani in Gara 2 alla giovane promessa del motociclismo tricolore sono bastati i 20 punti del secondo posto per laurearsi Campione italiano PreMiniGP 50cc con 1 round d’anticipo in una corsa che ha proposto, per la prima volta, sul gradino più alto del podio Maxwell Toth, californiano da un biennio a questa parte presenza fissa della categoria nonché primo americano a conquistare una vittoria nel CIV Junior. Terzo sul traguardo nuovamente Jacopo Adriano Hosciuc a scapito di Guido Fina (4°) e Valentin Savary (5°).

Misano: 4° round della Coppa Italia

Aut_Misano-logoCoppa Italia: i verdetti del 4° Round 2016, a Misano 360 piloti al via

Una piovosa giornata di attività ha caratterizzato il ‘Race Day’ della Coppa Italia al Misano World Circuit con ben 360 piloti che hanno preso parte alle gare del Trofeo Italiano Amatori, RR Cup, Bridgestone Champions Challenge, Michelin Power GP e International Grand Prix 125-250 nel novero dei Trofei Approvati FMI.

Trofeo Italiano Amatori

Sono stati ben 175 i piloti ad aver preso parte al weekend del Trofeo Italiano Amatori a Misano Adriatico, ennesima conferma del successo di uno dei campionati più longevi della Velocità tricolore organizzato dal Moto Club Motolampeggio di Roma e diretto dal promoter Daniele Alessandrini. Nelle cinque gare andate in scena nella giornata odierna, disputatesi prevalentemente in condizioni di scarsa aderenza, si sono affermati nelle rispettive classi di appartenenza Yuri Vacondio (Gara 2 della 1000 Pro), Stefano Jondini (Gara 2 per quanto concerne la 1000 Avanzato), Riccardo Chiesura (Base), mentre tra le 600cc successi di Christian Napoli (600 Pro), Lorenzo Di Ciolo (600 Avanzato) e Raffaele Perrone (600 Base).

RR Cup

Se le qualifiche della RR Cup al Misano World Circuit sono state monopolizzate dalle wild card d’eccezione a cominciare dal gradito ritorno in sella di Riccardo Russo, impegnato in un weekend-test in previsione del rientro nel CIV Superbike di settimana prossima sempre a Misano, la corsa ha riproposto ai vertici gli abituali protagonisti del trofeo. Con le wild card che hanno sportivamente lasciato strada libera ai piloti iscritti a tempo pieno alla RR Cup, sull’asfalto reso insidioso dalla pioggia si è imposto Fabio Marchionni (Yamaha), in trionfo lasciando a 2″ Nicola Campedelli (BMW). Il duello per il terzo gradino del podio con inevitabili ripercussioni per quanto concerne la corsa al titolo ha invece premiato Giampiero

Bridgestone Champions Challenge

Risparmiati dalla pioggia, i 64 piloti al via del Bridgestone Champions Challenge tra le classi 1000 e 600 hanno preso parte alle due gare in programma con qualche verdetto a sorpresa. Nella Bridgestone Champions Challenge 600 si è registrata l’affermazione da indiscusso dominatore di Michael Canducci (Kawasaki), in evidenza da wild card nel CIV Supersport al Mugello e grande protagonista della serie organizzata dalla Idealgomme Racing distanziando Mauro Carzaniga (Honda) e Luciano Leotta (Honda), con quest’ordine a completare un podio senza Lorenzo Cipiciani, uscito di scena nel corso del primo dei dieci giri previsti. Passando alla Bridgestone Champions Challenge 1000 memorabile vittoria di Nicola Del Vecchio, leader incontrastato della contesa ai comandi della Suzuki GSX-R 1000 preparata dal team No Limits, compagine tricolore abitualmente impegnata nel Mondiale Endurance.

Michelin Power G

La Michelin Power GP, anche grazie alla pioggia, ha offero due elettrizzanti gare tra le classi 600 e 1000 nel novero dei trofei legati all’attività sportiva Michelin promossi ed organizzati dalla EMG Eventi e MotoXracing. Nella Michelin Power GP 600 si è assistito al trionfo di Stefano Pedrini, imprendibile sull’asfalto reso insidioso dalla pioggia portando la Kawasaki Ninja ZX-6R preparata da Carraro Engineering sul gradino più alto del podio regolando Luca Del Canuto (Yamaha) ed il poleman Alex Sassaro (Yamaha), terzo e nuovo capoclassifica complice l’uscita di scena di Alessandro Daina (Yamaha). La Michelin Power GP 1000 è stata vissuta sul duello tra il #1 della serie Matteo Milanese (Kawasaki) e lo svizzero Raphael Keller (Yamaha), con quest’ordine all’esposizione della bandiera a scacchi, ma separati da soli 4 millesimi. Sul terzo gradino del podio un veterano della Velocità tricolore come Giovanni Altomonte (Yamaha), vincitore della volata con Marco Guerriero (BMW) pur sempre in grado di conquistare punti preziosi per la classifica di campionato.

International Grand Prix 125-250

L’Awine International Grand Prix riservato alle gloriose 125cc e 250cc 2 tempi da competizione. Nella gara andata in scena nella primissima mattinata il pronostico della vigilia è stato ampiamente confermato con la perentoria affermazione di Jarno Ronzoni (Aprilia), vincitore nell’assoluta e per quanto concerne le 250 GP distanziando Claudio Cipriani (Honda) e lo svizzero Roger Heierli (Honda), terzo a completare il podio davanti al patron del campionato Roberto Marchetti (Aprilia) ed al tedesco Marcel Becker (Yamaha). Nella graduatoria riservata alle 125 GP si è invece imposto Alessandro Pozzo (Honda), passando alle Sport Production successi di Massimiliano Tesori (250 SP) e dello specialista Daniele Scagnetti (125 SP).

Benelli fallita?

Pare impossibile che possa essere accaduto!!!!

Lo scrive la redazione de Il Resto Del Carlino delle Marche.

 

Cerdera Fernando: il pilota argentino morto a 46 anni in una gara di maximoto on una Bimota KB3.

Fernando Cerdera 1Spesso chiamato con il soprannome “Peringa”. Fernando Cerdera è stato uno dei top rider argentini della sua generazione. Già sulle prime fasi della sua carriera, nel 1974, ha vinto il locale 100, 125 e 175 cm3 campionati. Per questi risultati Cerdera stato chiamato San Juan Sportivo dell’anno. La carriera di Cerdera è stata principalmente realizzata nei campionati argentini, ma quando nel 1982 il Campionato del Mondo di 350 è stato portato a Buenos Aires, prese parte a quell’evento concluso con un rispettabile nono posto. I due punti “Peringa” conquistati con quel risultato un risultato del genere sarebbe essere suoi unici sono i solo che segnalano la sua presenza nel Motomondiale
Nel 1990 aderendo ad un invito della FAM (Federación Argentina de Motociclismo) che stava fronteggiano la presenza CAMD (Confederación Argentina de Motociclismo Desportivo), decise di partecipare ad una gara del campionato MAXIMOTO in programma sul circuito di Buenos Aires nel mese di luglio. Cerdera era un pilota che utilizzava una Bimota KB3, aveva 46 anni quando decide di prendere parte a quell’evento la moto prodotta dal marchio italiano e dotata di un motore Kawasaki 1000 cm3. La gara era previsto che si disputasse su un circuito corto con una lunghezza di 2.12 km una di quelle fra le variabili che l’impianto consentiva. Però a causa della perdita di olio nel corso della gara che precedeva quella della Maximoto, gli organizzatori decisero di spostare la gara su un tracciato diverso. Da una pista molto sinuosa a un molto veloce e al fine di consentire ai piloti di abituarsi al nuovo tracciato fu organizzata una breve sessione di prove prima della gara. Al secondo giro Cerdera, che in testa alla gara, è scivolato alla veloce Curva Uno e si è schiantato con violenza contro il guard-rail. E ‘stato immediatamente assistito e trasferito prima alla Mejia Ospedale Ramos, poi all’ospedale tedesco, a Buenos Aires. Ma Domenica 22 luglio 1990, i medici che lo trattavano dato la notizia attesa, che Peringa aveva lasciato questo mondo, il suo corpo non ha potuto sopravvivere all’incidente, era morto. Approssimativamente nello stesso luogo in cui Alberico Passadore e Alberto Beguerie avuto incidenti mortali. Cerdera ha subito una frattura del cranio e non sopravvisse tali lesioni.

Antonelli Andrea: Tragica fatalità sull’inedito tracciato russo del Mosca Raceway.

Bike Service_andrea-antonelli-wss1Andrea Antonelli è deceduto il 21 luglio 2013 mentre, sul Mosca Raceway era in corso l’ottavo round dei Campionati del Mondo 2013 per le classi Superbike e Supersport, sotto l’egida dalla FIM (Federazione Internazionale Motociclistica) . Aveva 25 anni ed ha perso la vita in piovosa domenica mentre si stava svolgendo la prima grande manifestazione motociclistica internazionale ospitata dall’organizzatore della nuova pista russa inaugurata nel 2012.

La gara della Supersport iniziata alle 13.30 locali, stava piovendo, Andrea Antonelli nera protagonista, aveva conquistato il primo posto della seconda fila in griglia con il quarto tempo di qualificazione, in sella alla Kawasaki ZX-6R del Team Go-Eleven affidata alla gestione del Bike Service Racing Team di Rimini. ha iniziato dall’interno della seconda fila. Non era sto un buon avvio quello della moto n° 8 di Andrea e subito al primo giro ha cercato il recupero, ma ha perso il controllo della sua moto mentre già si trovava intorno alla 6 ° o 7 ° posizione. Forse la visibilità era molto precaria sul , lungo il rettilineo più lungo, posto fra le curve numero 14 e 15, del tracciato lungo 3.931 chilometri complessivi. Massimo Roccoli in sella ad una Yamaha R6, ebbe un rallentamento improvviso sul rettifilo, per evitarlo Antonelli sbandò e cadde restando sulla pista. Lo seguiva da vicino Lorenzo Zanetti che lo seguiva da vicino che non ha potuto evitare di investirlo. Anche se la pista in quel punto era allagata dalla poggia, la velocità era molto alta e Zanetti non ha potuto evitare il corpo di Antonelli che nell’impatto a subito gravi lesioni alla testa. Alle ore 14.10 fu dichiarato morto. Il Corpo dello sfortunato pilota fu trasportato a Volokolamsk, Moscow Oblast.

Dopo l’incidente la gara fu stata immediatamente interrotta e la seconda manche della Superbike World Series fu annullata. Andrea fu la prima vita sacrificata sul quel tracciato lontano 100 km da Mosca. Visto in TV e secondo il racconto di testimoni oculari, le circostanze che causarono la morte di Andrea Antonelli apparirono simili a quanto accadde con l’incidente che costò la vita a Marco Simoncelli il 23 ottobre 2011 sulla pista di Sepang.

Il pilota viveva per le corse, “Le moto Sono la mia vita, la mia grande passione. Stare in sella ad unamoto è la mia vita”. Era nato nel 1988, viveva con la sua famiglia a Le Macchie, quartiere di Castiglione del Lago, provincia di Perugia. Aveva gareggiato con successo nella categoria minimoto, poi era passato al Challenge Aprilia dove si era subito messo in luce, era passato nel 2002 alla Coppa Italia 125 SP, poi il ci fuil Campionato Europeo Superstock 600, nel 2007 fece parte del Team Italia, poi nel 2008 passò alla FIM Cup Superstock 1000. Nel 2009 e fino al 2011 gareggiò nella FIM Cup Superstock 1000 ottenendo un 4 ° posto in classifica dell’edizione 2010 e il 6° nel 2011.Nel 2012 Andrea Antonelli decise di gareggiare nel Mondiale Supersport, ottenendo un buon 10 ° finale, stessa categoria anche nel 2013 con il passaggio, dopo l’avvio della stagione, nella squadra del Bike Service Racing Team Yamaha YZF-R6. Collaborazione confermata nel 2013 pur essendo parte del Team Go-Eleven in selle alla Kawasaki. Aveva già ottenuto un 4° posto nella disputata Motorland Aragon, in Spagna, aprile 2013, sentiva di poter fare molto bene nel corso della stagione. Andrea Antonelli viveva con i suoi genitori, la mamma Rossella ed il papà Arnaldo, il suo primo sostenitore e purtroppo presente al box il giorno dell’incidente. Ha lasciato anche il fratello Luca più giovane e la fidanzata Marta.

Il suo ricordo è tenuto vivo dalla famiglia e da un club che ha organizzato una onlus con scopi benefici.

Carlo Fiorentino: la prima vittima dell’Autodromo del Mugello.

Carlo Fiorentino è deceduto sulla pista del Mugello il 20 luglio 1975, mentre disputava la gara valida per la Coupe FIM d’Endurance Europeène, “Premio Nava”, una mille chilometri. Nel corso dell’81esimo giro dei 191 previsti, il 22enne ragazzo originario di Dolo (VE) uscì di pista alla “Arrabbiata 1” finendo, con la sua Moto Guzzi 850cc, dritto contro le barriere di “protezione”: purtroppo si procurò lesioni al torace che lo ha ucciso all’istante. Sulla pista non furono trovati segni di frenata, testimoni oculari affermarono di non aver visto alcun tentativo per impostare la curva o rallentare il mezzo. La causa fu attribuita un possibile colpo di calore. Fiorentino fu la prima vittima del circuito toscano inaugurato nel 1974, realizzato per sostituire il famoso tracciato stradale che si snodava sulle colline alla spalle di Firenze. La pista toscana avrebbe poi vissuto un’altra giornata tragica l’anno successivo, quando nella prima gara iridata che la pista ospitava, persero la vita Paolo Tordi e Otello Buscheri, nel corso di un tragico wee-end che fece registrare oltre 50 cadute. Per una triste casualità, in gara con Carlo c’era anche fratello Mario, chiamato all’ultimo a sostituire la Heltai. Il papà, per ricordare il ragazzo, istituì un Trofeo organizzato per molte stagioni. La gara fu vinta da Virginio Ferrari in coppia con lo spagnolo Grau.

Nella foto l’impianto del Mugello come si presentava.

Edagardo Cecchi: 19enne di Savignano sul Rubicone perìto in gara ha dato il nome ad uno storico Club.

Edgardo Cecchi, perse la vita il  19 luglio 1953, a seguito di una caduta verificatasi nel corso delle prove del 5° Circuito Città di Urbino. Edgardo era  un pilota 19enne che gareggiava con la licenza di 5° categoria.  Correva nella classe 125 con una Benelli “Leoncino”. Quella domenica mattina, sul circuito stradale di Urbino, perse il controllo della moto in curva e si schiantò a terra, gravemente ferito fu portato in ospedale dove spirò per la gravità dei traumi che si era procurato. Non era ancora diventato un Campione, ma era una pilota promettente, amato nella cittadina romagnola dove era nato, Savignano sul Rubiconde,  i concittadini  per onorarlo e ricordarlo, nel 1959, fondarono il Moto Club Edgardo Cecchi. Un sodalizio tuttora in attività che si rende protagonista d’iniziative particolarmente mirate a promuovere la passione per le moto fra i giovanissimi, è fra i leader nazionale deilub che operano per le minimoto.

Bruno Quaglieni: pilota emigrato vittima di un “frontale” sulla pista di Spa-Francorchamps.

Bruno Quaglieni perì il 15 Luglio 1932, è rimasto ucciso nella fase di preparazione per le prove ufficiali del Gran Premio del Belgio, sul circuito di Spa-Francorchamps in programma il 17 luglio. L’incidente avvenne nel tardo pomeriggio, poco meno di un’ora prima dell’inizio delle prove ufficiali. Quaglieni stava provando la sua Moto Guzzi 250cc decise di uscire dal paddock per risalire la collina dell’Eau Rouge, volendo compiere un giro completo. Nello stesso momento il pilota tedesco Robby Jecker stava percorrendo lo stesso tratto di strada tenendo il lato sinistro. Le due moto si è schiantarono in un terribile frontale causando la morte dei due piloti. Quaglieni è morto sul posto, anche se figura nel registrato dell’Archivio della città di Amsterdam come luogo del decesso la località di Beverge, nei pressi di Malmedy, a circa cinque chilometri ad est del circuito. Potrebbe essere conseguente al fatto che i corpi furono rimossi dopo l’incidente. Jecker Aveva subito gravi lesioni interne ed è morto lo stesso giorno presso l’ospedale di Stavelot. Quaglieni viveva ad Amsterdam ed era stato il campione olandese della classe 250cc nel 1930. Nato a Brescia, nel 1900 e si era poi trasferito in Olanda, aveva  sposato una ragazza olandese. Ha vissuto ad Amsterdam ed aveva un figlio e una figlia. Al momento della sua morte era ancora un cittadino italiano.

Sauro Pazzaglia: dal paese di Pascoli un ottimo pilota deceduto per le ferite riportare a Imola

Sauro Pazzaglia, cessò di vivere il 14 luglio 1981, a seguito delle ferite riportate nella caduta nella quale era incorso sabato 11 luglio 1981 sulla pista del “Enzo e Dino Ferrari” di Imola, durante l’ultima sessione di prove libere della classe 250 cm3, in vista del Gran Premio di San Marino del 1981.  Sauro Pazzaglia, 27enne pilota di San Mauro, era caduto subito dopo la curva della Rivazza, dentro la “variante bassa” del circuito di Imola; in un tratto che stava percorrendo a bassa velocità, si pensò che si stesse apprestando a far rientro al box. Cadde “quasi a peso morto” e picchiando sull’asfalto riportò gravi traumi cranici, fu portato subito al centro medico del circuito di Imola, accertata la gravità il dottor Claudio Costa dispose per l’immediato trasporto all’ospedale Bellaria di Bologna, con l’intervento di un elicottero del soccorso. Purtroppo Sauro non riprese conoscenza e spirò tre giorni dopo, alle 05 pm di martedì 14 luglio 1981. Si diffusero voci che avesse perso il controllo del mezzo perché impegnato a slacciarsi il casco, ma i soccorritori trovarono il casco allacciato.
Pazzaglia (nella foto giovannissimo, premiato da Giuseppe Morri), una figura ben nota del motociclismo italiano, aveva iniziato a gareggiare nel 1953 nella classe 50cc, è stato Campione d’Italia Junior nel 1976 della classe 125cc. Nel campionato Italiano Seniores ha ottenuto molti piazzamenti, mai il titolo: 1977 3° cl.125; 1978 3° cl 250; 1979 2° cl. 250 e 4° cl 350; 1980 2° cl. 250; 1981 5° cl. 350. Ha gareggiato diverse moto e classi varie, fra le quali una 250 Bimota YB3 della Di emme; nel 1977 ha esordito nel Motomondiale a Imola nel Gran Premio delle Nazioni in sella ad una Morbidelli 125.  Prese parte in totale a 24 Grand Prix, nelle classi in 125 e 250 cm3 conquistando un podio (3° posto nella 250cc).

Dario Ambrosini: talento romagnolo che ha concluso presto e tragicamente la carriera.

Dario Ambrosini perse la vita il 14 Luglio 1951  durante le prove del Gran Premio di Francia sul circuito di Albì, in sella ad una Benelli 250 ufficiale. Un pilota della terra di Romagna, era nato a Cesena il 7 marzo 1918. La sua carriera prese avvio nel 1939, in sella alla Benelli 250 e si rivelò subito un vincente; l’anno successivo passò alla Moto Guzzi. Purtroppo per Dario, come per altri grandi piloti, la 2° guerra mondiale impedì lo svolgimento di attività sportive. Nel 1947, conquistò il primo titolo di Campione d’Italia nella 250cc e al termine della stagione ritornò alla Benelli. , con la 250 anteguerra aggiornata riuscì a vincere la gara di casa, il circuito di Cesena, il Gran Premio di Svizzera e diverse altre gare nazionali e internazionali. Prese parte, nel 1949, alla prima edizione del neonato Campionato del Mondo, ma le Benelli non si dimostrarono così competitive nei confronti delle Guzzi: Ambrosini riuscì ad aggiudicarsi solo l’ultima gara della stagione, ma era il Gran Premio delle Nazioni a Monza.  Concluse il campionato iridato al secondo.

Conquistò il titolo iridato delle mezzo litro nel 1950, vincendo tre delle quattro gare in programma, fra le quali il Tourist Trophy. Si aggiudicò anche il secondo titolo di Campione d’Italia. Nel campionato del 1952 arrivò alla gara finale con tre risultati nulli, un primo ed un secondo,  la Benelli per quella gara gli aveva preparato una moto rinnovata, in particolare dotata di sospensioni telescopiche. Volevano chiudere con una vittoria, ma al terzo giro delle prove ufficiali, la moto pilota cesenate sbandò, e Ambrosiani finì in un fossato  contro un paletto. Un impatto fatale per il poco più che trentenne dell’alfiere della per il pilota della Casa pescarese. Nella classifica iridata si fermò al 3° posto. Il suo palmares evidenzia i  5 primi posti, gli  8 podi ed i 5 giri veloci. Tre stagioni: Un rotolo, un secondo ed un terzo posto.

Christian Barboni: un incidente stradale con l’auto pose fine alla carriera di un ottimo pilota 23enne.

Christian Barboni è deceduto il 14 Luglio 2004, per le conseguenze letali dell’incidente stradale nel quale  incappò il giovane pilota marchigiano sabato 10 luglio 2004. La mattina di mercoledì alle ore 9 il suo fisico si arrese a 23 anni. Christian lo avevo incontrato nel Challenge Aprilia, ne fu protagonista con molte prestazioni di rilievo. Ricordo il suo attaccamento al numero di gara “44” al quale era molto legato. Ho ritrovato il ragazzo marchigiano anche nel Monomarca R6 della Yamaha, sempre “fedele” al suo numero e capace di fornire ottime prestazioni nel confronto con i migliori della categoria. Il padre, suo grande tifoso, non lo abbandonava mai.

Con Alberto Barozzi decidemmo di non assegnare più R6 il numero “44″ nel Trofeo Yamaha. Così fu fino a che la gestione fu affidata a noi. Un piccolo modo per un ragazzo bravo, strappato alla vita nelle ore del sabato sera, quelle che si sono poi guadagnate la definizione “stragi del sabato sera”. La dedica di Franco Brugnara, vincitore della gara R6 Cup disputata dopo la morte di Christian, per ricordare due amici scomparsi: “E’ veramente dura accettare la perdita di un amico-avversario come Barboni. Sono sceso in pista più determinato delle altre volte, volevo vincere assolutamente anche per dedicarla ad Oscar Bellini, un amico fraterno che non c’è più.”

Claudio Mastellari: perse la vita sullo Schottenring, circuito noto nel Continental Circus come “killer”.

Claudio Mastellari, il 13 luglio 1951, ha perso la vita durante le prove sul circuito Schottenring-Rennen del venerdì precedente la gara. E’ stato un protagonista delle prime stagioni del dopoguerra, in particolare nel Campionato Italiano della classe 250 dove ottenne, sequenza dal 1948 ottimi piazzamenti: 3° – 4° – 3° – 5°. Pilota nato a Roma poi si è trasferito a Milano, al momento del decesso lascio la moglie e due figli. Il circuito su cui perse la vita il pilota italiano aveva un tracciato con una carreggiata stretta. Due giorni dopo, nella gara sidecar dello stesso evento, ha perso la vita Hillebrand Prätorius passeggero di Kurt Fritz; come per Claudio fu vana la corsa verso l’ospedale. Lo Schottenring quando entrò a far parte dei circuiti del Motomondiale, si disputava il GP di Germania, divenne noto come l’impianto “killer” del Continental Circus. Dopo la morte di tre piloti in due anni il circuito fu bandito dalle corse nel 1956.

Bill Ivy: “maledetto” perchè fuori dagli schemi, uno dei grandi del motociclismo mondiale.

Il 12 luglio 1969, morìva Bill Ivy a Hohenstein-Ernstthal, una cittadina della Sassonia, sul tracciato del Sachsenring durante il G.P. della Germania dell’Est.

Il pilota inglese  non aveva ancora trent’anni.

La svolta quando il padre gli regalò una Francis-Barnet  da 1956 con la quale compie fece e  prime esperienze, partecipando alle gare locali di grass-track. Il sogno  che inseguiva erano le gare di velocità, ma rischiò di vederlo svanire quando, nel 1958, si schianta contro un  camion finendo in ospedale per diverse settimane. La carriera motociclistica di Ivy iniziò nel 1959 in sella ad una Itom 50cc conquistando il terzo posto ed il record sul giro, in una gara nazionale. Nel 1960 ancora un pauroso incidente, ascrivibile alla sua guida irruente, rimedia fratture multiple al bacino e alle gambe ed è costretto a letto per diversi mesi. Il suo debutto nel Motomondiale avvenne al Tourist Trophy nel 1962, esperienza ripetuta nella stagione successiva. Cadde ancora nel corso di una gara internazionale sul circuito di Madrid ferendosi nuovamente alle gambe. Nel 1964 Ivy conquistò il titolo britannico della 125, e l’anno successivo quello della 500, in sella a una. Prestazioni che fecero guadagnare l’attenzione di Phil Read  che lo segnalò alla Yamaha. Per conquistare tre anni per conquistare il titolo iridato della classe 125 cc nel 1967. Gareggiò anche nelle classi 250 e 350 in sella alla Casa dei tre Diapason partecipando a 49 Gran Prix, vincendo 21 volte e salendo per 41 volte sul podio.  Il ritiro della Honda alla fine della stagione ’67, di fatto concesse alla via libera alla Yamaha  per vincere i titoli in 125 e 250 nel 1968. Lo staff giapponese decise di “dividere a tavolino” i due mondiali tra Ivy e Read. Ivy ignorò gli ordini di scuderia arrivando a pari punti con Read in 250 al quale fu assegnato il titolo con una delibera presa nel corso del congresso FIM, applicando la discriminante della somma dei tempi dei GP in cui entrambi erano arrivati in fondo. Read vinse per poco più di due minuti.

Ivy, per reazione, annunciò l’abbandono del motociclismo per passare alla guida delle auto, disputò alcune gare in Formula 2  con discreti risultati, prima di tornare alle moto accettando l’offerta della cecoslovacca Jawa  per guidare la Typ 673 350 4 cilindri due tempi nel Motomondiale 1969. La moto della Casa dell’Est Europa si dimostrò veloce, permettendo ad Ivy di ottenere due secondi posti dietro alla MV Agusta,  ma anche fragile di meccanica e propensa al grippaggio. Proprio un grippaggio, durante le prove del sabato  nel Gp della Germania Est  costò la vita ad Ivy: sbalzato contro un muro mentre si stava sistemando il casco, morì in ospedale poche ore dopo l’incidente. Ad inizio stagione a gare della Mototemporada, e anche il quelle occasioni si evidenziarono classe e coraggio del pilota, ma anche la fragilità della moto. Bill Ivy, fu anche definito “pilota maledetto” per la sua vita fuori dagli schemi ordinari e per il suo aspetto trasandato e, forse per il suo coraggio, ma e’ stato un grande pilota ed un grande personaggio che ha onorato il mondo delle corse in moto.

Isacco Mariani: il bicampione d’Italia perse la vita sul “TT del Lario”!

Isacco Mariani sabato 11 luglio 1925 ha perso la vita a seguito di un incidente avvenuto durante le prove del Circuito del Lario della classe 350 cm3, nel piccolo villaggio di Onno, ora chiamato Oliveto Lario, (CO). Partecipava al Trofeo che era una prova di del Campionato Italiano Velocità. Isacco, in sella alla Sunbeam, si schiantò contro Primo Moretti (Moto Guzzi), che stava arrivando in direzione opposta verso i box situati nel villaggio Visino di Valbrona.  All’epoca dei circuiti stradali questo tipo di incidenti è accaduto frequentemente. Dopo lo scontro Mariani è stato trasportato all’ospedale di Asso, dove morì di lesioni interne. Secondo alcune fonti si dice che l’incidente possa essere accaduto venerdì 10 luglio 1925. Fu la 18esima vittima nella di storia della gara. Circuito del Lario era considerato una specie di Tourist Trophy, più breve e più lento del tracciato dell’Isola di Man Mountain Circuit. Organizzato dal 1921 al 1939 sulla distanza di 36 intorno al lago, attraverso i villaggi Visino di Valbrona, Onno, Limonta, Bellagio, Guello, Civenna, Magreglio, Barni, Lasniga e Asso. Isacco Mariani era una figura di spicco nel panorama europeo motociclismo degli anni Venti. Nel 1923 vinse, in sella alla Garelli 350, il Gran Premio di Svizzera e il Gran Premio di Spagna nel 1924. Nell’albo d’oro del Campionato Italiano Isacco compare dal 1923 quando si piazzò secondo nella classe 350cc; piazzamento ripetuto nell’anno successivo (1924). Un anno dopo la sua morte, fu eretto un monumento in bronzo nel villaggio di Onno in memoria di Isacco Mariani.

Castronovo Pasquale: ha condiviso il suo tragico destino con Salvo D’Angelo sulle rampe si Casteltermini.

    v v       D'Angelo Salvatore +  1984  2L’appuntamento con il destino per Pasquale Castronovo ha fissato l’ora fatale intorno alle 12 di domenica 8 Luglio 1984 a Casteltermini. Un impatto frontale con un’altro pilota siciliano, Salvo D’Angelo è stato fatale per entrambi. Stavano provando il percorso, con strada a traffico aperto in vista della gara che sarebbe seguita valida per il Campionato italiano della salita. Non era un pilota famoso Pasquale, lavorava come manovratore a Messina a 32 anni coltivava la sua passione per le corse in moto.

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D’Angelo Salvo: vittima delle corse in salita nella sua Sicilia.

D'Angelo Salvatore +  1984  1Domenica 8 Luglio 1984 ha perso la vita Salvo d’Angelo, pilota siciliano, stava provando il percorso della gara in salita a Casteltermini. La tragedia in una giornata di sole, ci si prepara per disputare una gara del Campionato Italiano della Salita, intorno alle 12 sulla strada con traffico aperto e strutture di protezione già posizionate, ma senza segnalatori, più di un pilota prova il percorso. D’Angelo sale a forte velocità e si trova ad incrociare le sue traiettorie con un’altro pilota corregionale Pasquale Castronovo. Le segnalazioni di alcuni amici non sono viste dai piloti che, disperatamente, cercano di evitare l’impatto, ma il destino si compie su quella strada per i due ragazzi. Salvo. pilota esperto, è stato per una decina d’anni un grande protagonista del motociclismo meridionale ed ha conquistato molti successi importanti, in particolare è stato anche un pilota che il mondo Bimota ricorda con affetto perchè una gran parte delle sue vittorie le ha conquistate in sella alla Bimota SB1 500. Era sposato e lasciò la moglie Giovanna e le giovani figlie Francesca e Vanessa

Renato Galtrucco, Carlo Chionio e Renzo Colombini: tragedia bis a Monza

La domenica, 8 Luglio 1973, alle ore 09,30, il mondo della moto visse un’altra terribile tragedia sulla pista di Monza.
Appena cinquanta giorni dopo il Gran Premio delle Nazioni del 20 maggio 1973, quando Jarno Saarinen e Renzo Pasolini persero la vita a seguito di un pauroso incidente verificatosi nel “curvone”, la pista di Monza fu teatro di un’altra terribile disgrazia.
Renato Galtrucco, Carlo Chionio e Renzo Colombini, tre piloti che partecipano ad gara valida per il Campionato Italiano Juniores 500 cc, rimasero uccisi in un incidente a seguito di altro tragico quanto impensabile incidente, simile a che era capitato a maggio. Si verifico’ a soli 150 metri, dal punto in cui Pasolini, Saarinen, Kanaya, VPalomo, Jansson e molti altri si erano schiantati nel primo giro del Gran Premio delle Nazioni.
Renzo Colombini, livornese, 30anni e impegato in azienda di trasporti, morì all’istante a seguito dell’impatto contro le balle di fieno e il guard-rail.
Renato Galtrucco, 37 anni era un noto commerciante ed un pilota esemplare per stile e correttezza, quasi un’icona delle gare juniores, respirava ancora quando i soccorritori lo raggiunsero sulla pista, ma mori mentre lo trasportavano in un ospedale.
Carlo Chionio, 26 anni, sembrava essere in condizioni migliori, ma un improvviso collasso cardio-circolatorio ne causo’ la morte un’ora e mezza ora dopo l’incidente.
Era amici e gareggiavano per pura passione, nell’incidente fu coinvolto anche Vittorio Altrocchio, che seguiva Colombini 12esimo, urtò le balle di paglia e volo’ oltre le recinzioni e finendo fra gli alberi. Coinvolti anche Gaudenzio Protto (la sua moto fu investita da Galtrucco a sua volta investito da Chionio), cadde anche Giuliano Barzanti, ma ebbe piu’ fortuna dei colleghi. Dopo quella bruttissima giornata la pista di Monza fu esclusa dalle corse in moto per molti anni, riprese l’attivita’ dopo che furono effettuati importanti lavori per elevare gli standard di sicurezza.

Umberto Brighi: la sua vita spense a 31 anni, dopo 49gg dalla caduta a Vallelunga.

 Umberto Brighi, pilota riminese, deceduto il giorno 8 luglio 1985, presso l’Ospedale Maggiore di Bologna; aveva 31 anni. Spirò dopo 49 giorni dall’ incidente capitato sulla pista dell’Autodromo di Vallelunga “Piero Taruffi” (Campagnano di Roma) il 19 maggio 1985, durante la gara del Trofeo Gran Prix, classe 500cc.

Umberto che gareggiava con una 350 cui aveva maggiorato la cilindrata motore portandola a 351cc. Incorse in una paurosa caduta, battendo violentemente il capo si procurò gravi traumi alla testa. Fu trasportato in ospedale a Roma, dopo di versi giorni di coma profondo aveva lasciato sperare in un miglioramento, ma il suo stato restava preoccupante e la famiglia decise per il trasferimento a Bologna. Il subentro di complicazioni di origine infettiva gli furono fatali e la sua vita si è spense ad inizio luglio, senza che il pilota avesse mai ripreso conoscenza.

Brighi aveva lasciato la moglie, Angela, di 25 anni e un figlio, Daniel, di due.

E’ stato uno dei tanti piloti che gareggiavano per il puro piacere di farlo, non coltivava mire particolari. Sopportava sacrifici, era fiero d’aver conquistato nel 1984 il Trofeo Gran Prix 500cc, nel 1985 correva per confermare un vittoria che per lui aveva un grande significato, era un ragazzo molto timido, come tanti, per dare un seguito alla sua passione faceva tanti sacrifici.  Non c’è stato grande clamore per la sua scomparsa, ed a distanza di tempo è molto difficile trovare commemorazioni o riferimenti precisi, anche nella sua città, che per campioi più celebrati ha avuto diverse reazioni, comprensibili perchè  quello di Umberto è il destino triste di tanti per la moto hanno sacrificato il bene più prezioso: la vita!

Dorino Serafini: un “motociclista” pesarese Campione d’Europa e d’Italia negli anni ’30

Dorino Serafini è deceduto nella sua casa di Pesaro il 05 luglio del 2000, dove era nato 90 anni prima.

Nella città dei Benelli fu assunto nella mitica fabbrica pesarese, come operaio-collaudatore, per le doti che messe in mostra alla guida delle moto. Nel 1928 Dorino (Teodoro per gli amici) fece il suo esordio nelle competizioni conquistando le prime vittorie in sella alla Benelli 175cc. Nel 1933 diventò pilota ufficiale della M.M. di Bologna. Nella classe 175cc, con la moto bolognese, divenne l’uomo da battere e conquistando il suo primo titolo di Campione d’Italia. Dotato di temperamento e con grandi mezzi fisici, nel 1935 passò alla classe 500cc con la Bianchi, vincendo subito il prestigioso e durissimo “Circuito del Lario”. Alla fine di quella stagione conquistò un nuovo titolo di Campione d’Italia nella classe 500cc. Nel 1938 ancora un cambio di marca con il passaggio alla Gilera per guidare la potente 4 cilindri con compressore; ottenne un’altra vittoria al Lario. Nel 1939 vinse i G.P. di: Svezia, Germania e Ulster laureandosi Campione Europeo della classe 500; per quei tempi un titolo equivalente dell’attuale mondiale.

Nell’immediato dopoguerra, Dorino, tenttò l’avventura come pilota d’auto. Nel dopoguerra (1947) incappò in un pauroso incidente dovuto alla rottura dello sterzo della sua Maserati; sopravvisse a stento, ma si riprese e verso la fine del ’49, fu chiamato daEnzo Ferrari, in veste di pilota ufficiale per affiancare Villoresi e Ascari. Nel 1950 alla Mille Miglia, Serafini fu 2° assoluto dopo Marzotto. Vinse il giro delle Calabrie e quello della Toscana, sempre con la Ferrari ufficiale. Al G.P. di Monza, durante il 1° Campionato del Mondo di F.1, dovette cedere la sua auto ad Ascari dividendo con lui il secondo posto. Durante la Mille Miglia del 1951, a Martinsicuro in Abruzzo, il cambio della Ferrari non rispose ai comandi, Serafini fu obbligato a frenare in curva perse il controllo della vettura che precipitò in una scarpata. Costretto ad affrontare numerosi interventi chirurgici ed un lunghissimo periodo di riposo che lo portaro all’abbandono dell’attività agonistica. Personaggio molto gioviale resto particolarmente popolare, nella sua regione e Romagna dove, fino agli anni ’90, è stato ospite in quasi tutte le feste.

Renzo Catalucci: ci lasciò il 3 luglio 2009 lo storico Presidente del Gentlemen’s.

Renzo Catalucci, Presidente del Gentlemen’s Motor Club di Roma, ha concluso il suo percorso Venerdì 3 luglio 2009, aveva 78 anni.

Del sodalizio romano ne resse le sorti per oltre 20 anni, era stato nominato Presidente nel 1988, facendolo crescere fino a fare parte dell’elite degli organizzatori dellw corse in pista: italiane ed internazionali.

Aveva incominciato a frequentare l’impianto dell’Autodromo “Piero Taruffi” di Vallelunga facendo il segnalatore in pista; la passione per il mondo motociclistico lo spinse sempre a dare il massimo, e lo fece a che il suo fisico malato non ha preso il sopravento.

Non era un presenzialista, ed alle parole preferiva i fatti, e stato una personata considerata ed amata, capace di essere amico e consigliere per colleghi, piloti ed addetti ai lavori. E’ stato e resta un esempio per tutti, anche se il mondo della moto, in rapida trasformazione, lascia sempre meno spazio per uomini del suo stampo.

Il sito Moto.it ha scritto di lui:

Il Presidente se n’è andato silenzioso e discreto com’era nel suo modo di essere.
Appassionato vero ma anche amministratore oculato, capace di interpretare il tempo in cui si è mosso, lasciando sempre che lo spirito di servizio prevalesse sugli interessi più materiali, riuscendo a preservare un’esperienza unica nel suo genere; lasciando vivo l’esempio di un modo di essere che non è più di questi tempi: quello di un uomo che si sente chiamato ad operare senza interessi personali di sorta, un Galantuomo di cui non solo il nostro mondo avrebbe bisogno. Un Galantuomo che, anche quando il tempo ed i malanni avevano scavato in lui solchi irrimediabili, sentiva la necessità ed il dovere di esserci e di continuare a dare il suo apporto

Ogni appassionato di moto che ha avuta la fortuna ed il picare di incontrarlo non può che sottoscriverle.

Joey Dunlop: ha perso la vita sulle strade di Tallin. E’ stato il piu’ grande pilota sui circuiti stradali.

 Il 2 Luglio del 2000 è deceduto William Joseph “Joey” Dunlop.

Una leggenda del motociclismo mondiale.

Il più grande specialista di gare su percorsi stradali è morto durante una corsa su strada che si svolgeva a Tallin (Estonia) alla guida di una 125gp, mentre era al comando della gara.

Aveva già vinto nelle classi 600 cc e 750 cc. Forse tradito dal tracciato bagnato cadde e fini contro degli alberi, un urto fatale che ne causò la morte istantanea.

Fu un evento che colpì il popolo irlandese e gli appassionati di tutto il mondo.

La televisione dell’Irlanda del Nord trasmise in diretta le esequie ai quali partecipò una grande folla e per l’occasione in Irlanda del Nord fu dichiarato un giorno di pace nazionale e questo fu il primo, e unico, giorno di pace nazionale in un secolo di conflitti.

La sua città natale – Ballymoney – dove venne alla luce il 25 febbraio 1952, gli ha dedicato un parco.

Sul tracciato del mitico Tourist Trophy è stato eretto un monumento per onorarlo e ricordalo negli nni.

Dunlop era molto superstizioso: durante le gare indossava sempre una maglietta rossa e un casco con livrea gialla bordata da filetti neri, divenuto per gli appassionati di motociclismo una sorta di icona.

Joey ha conquistato, complessivamente innumerevoli vittorie: 26 Tourist Trophy, 13 North West, 24 Ulster Gran Prix e 162 vittorie in altre gare su strada.

Dunlop ha vinto 5 Campionati del mondo TT1 (1982-83-84-85-86), il suo ciclo di vittorie fu interrotto da Virginio Ferrari e dalla Bimota che lo ebbero come tenace avversario nel 1987.

Passò il titolo al pilota italiano al termine din una campionato molto combattutto, sopravanzato per soli 3 punti.  Memarabile gara suk tracciato Hockenheimring .

Il mito di questo campione, personaggio fuori del comune come lo sono stati tanti campioni, resterà scolpito nella memoria nel tempo, un mito!

Achille Varzi: 2 titoli italiani in moto poi una lunga carriera in auto. La morte condivisa con Tenni sul tracciato di Bremgarten (CH).

Il 1° luglio del 1948, durante le prove sul Circuito di Berna, sul tracciato del Bremgarten (CH) durante le prove del Gp. Svizzero perse la vita due grandi piloti, campioni alla guida delle moto come delle auto da corsa. Prima  Tenni (in moto) e poche ore dopo Varzi (in auto). 

Ai due campioni fu fatale la stessa curva.

Achille Varzi, lombardo, nato a Galliate al confine con il Piemonte, nipote di un senatore del regno e rampollo di una famiglia d’industriali del settore tessile, iniziò a correre in motocicletta nel 1922.

Nella foto la gara sul Circuito del Tigullio (1922).

 L’anno successivo a quello dell’esordio aggiudicò il titolo di Campione d’Italia Seniores, vincendo numerose gare tra le quali il Circuito del Lario; dopo un’iniziale collaborazione con le Frera, gareggiò in sella alla Garelli nella classe 350, successivamente della Sunbeam 500. Nel Campionato Italiano assoluto si confrontò con Tazio Nuvolari, del quale divenne poi amico per tutta la vita, ma anche avversario irriducibile sui campi di gara. Fu proprio a Mantova, davanti al pubblico amico di “Nivola”, che nel 1929 Varzi lo sconfisse nell’ultima gara del Campionato Italiano di Velocità laureandosi campione assoluto della classe 500.  L’approccio con le quattro ruote avvenne per l’insistenza dell’amico-rivale Nuvolari che, nel 1928 lo convinse ad acquistare insieme una Bugatti per partecipare insieme alle competizioni automobilistiche. La coabitazione sportiva tra i due campioni durò pochi mesi e Varzi si rese autonomo, prima gareggiando al volante di un’Alfa Romeo Usata, poi tornando alla Bugatti. Vinse il GP di Tunisi, Il circuito di Monthlèry, il circuito di Alessandria.  Nel 1934 fu ingaggiato dalla Scuderia Ferrari per guidare un’Alfa Romeo; di quel periodo molti i confronti diretti con Nuvolari. I due diedero vita ad una rivalità seguitissima dal pubblico e fecero scorrere fiumi d’inchiostro sui giornali sportivi di tutto il mondo. Tra gli episodi più noti, quello avvenuto nella ultime battute della Mille Miglia del 1930, quando sul finire della notte Nuvolari raggiunse Varzi e, narra la leggenda, spense i fari dell’auto per avvicinarsi senza essere visto e sorpassarlo prendendolo di sorpresa. Una svolta che incise molto sulla vita di Varzi è rappresentata dal passaggio alla Auto Union ufficiale, un evento vissuto con rabbia dal pubblico italiano. Un attacco di appendicite lo mise in ansia rischiando di rinunciare ad alcune competizioni importanti. Temendo di mettere in crisi il neonato rapporto con l’Auto Union, accettò il consiglio dell’amante Ilse Hubach che suggeriva l’uso della morfina, quale antidolorifico. Nacque per Varzi un forte stato di dipendenza che gli causò notevoli problemi caratteriali e comportamentali, oltre a un netto calo delle prestazioni in gara, che portarono alla rescissione del contratto con l’Auto Union. Data la grande notorietà del personaggio e la clandestinità del rapporto, essendo l’amante sposata con un pilota, la vicenda fu ripresa e abilmente romanzata dai giornali scandalistici dell’epoca. Interrotto il rapporto nel 1938 Varzi iniziò un lungo periodo di disintossicazione in una località sull’Appennino modenese. Si sposò e fece ritorno alle gare nel dopoguerra, al volante dell’Alfetta. Il 1° luglio 1949, durante le prove del Gran Premio di Berna (CH), nella gara riservata alle auto, sotto la pioggia, Varzi perse il controllo della sua macchina e si ribaltò, morendo sul colpo. Un tragico evento verificatosi nella stessa curva in cui poche ore prima era morto, in un altro incidente il motociclista Omobono Tenni.

Omobono Tenni: fu il primo pilota non inglese che trionfò al TT. Per gl’inglesi era “L’Uomo che viene dalla terra dei Cesari”.

Il 1° luglio del 1948, sul tracciato del Bremgarten, Circuito di Berna (CH),  durante le prove del Gp Svizzero, perse la vita uno più  grandi piloti Motociclisti d’Italia.

Omobono Tenni, valtellinese di nascita (Tirano -SO), trevisano d’azione dopo il trasferimento a 15 anni per fare l’apprendista in un negozio di motociclette. A 19 anni aprì il suo negozio di moto e avviandosi alla carriera da motociclista. Vinse la sua prima gara a Postunia il 24 maggio 1814, con una G.D. 125 e da questa data collezionò una serie incredibile di vittorie e record sul giro. Ufficiale Moto Guzzi dal 1933 e la sua prima vittoria con la   Casa di Mandello Lario fu “Trofeo della Velocità” a Roma sul circuito Littorio; poi collezionò vittorie e giri veloci: Verona, Pesaro, Treviso, nel Gran premio d’Italia, Pescara, Circuito della Maddalena, La Milano/Roma/Napoli, Berna e Taranto. Vinse il campionato italiano classe 500 con la Moto Guzzi negli anni 1934 e 1935. Forse la vittoria più bella, quella che gli procuro l’ammirazione più vasta è quella conquista al Tourist Trophy del 1937 in sella alla Moto Guzzi 250; fu il primo pilota non inglese a vincere quella, che all’epoca, era la gara più famosa al Mondo. Era al secondo tentativo e la stampa inglese lo aveva accolto con un titolo molto incisivo: “L’Uomo che viene dalla terra dei Cesari”. Dopo aver preso la testa della corsa, cadde al termine del primo giro, perdendo la prima posizione e 35 secondi. Lanciatosi in una rimonta forsennata, chiudendo il 4º giro con 29’8”, riconquistò il comando, ma al settimo e ultimo giro si dovette fermare per cambiare una candela. Nonostante tutto inflisse più di mezzo minuto al secondo arrivato, il campione inglese Stanley Voods, e quattro minuti e mezzo al terzo. Concluse la gara 3 ore 32minuti primi 6sec alla media di 74 miglia ora (poco più di 120 km/h). Nello stesso anno, conquisto la vittoria nel Gran Premio di Svizzera e il titolo di Campione d’Europa della 250cc.

La seconda guerra mondiale impose a lui, come a tanti assi dello sport italiano, un lunga pausa, riprese l’attività nel vincendo ancora tanto; in particolare riconquistò il titolo di Campione d’Europa della classe 500 nel 1947, sempre in sella alla Moto Guzzi. Titoli importanti perché quelli iridati incominciarono ad essere assegnati nel 1949. Perse la vita il primo giorno di Luglio del 1948, nel corso delle prove Gran Premio di Berna, alla curva Eymatt durante nella stessa curva dove alcune ore dopo avrebbe perso la vita Achille Varzi.

La salma del campione fu trasportata da Berna agli stabilimenti Moto Guzzi di Mandello del Lario dov’era organizzata la veglia funebre. All’alba del 4 Luglio la bara fu trasportata a Treviso da un camion della Moto Guzzi bardato a lutto, seguito dall’alto da aerei dell’Aero Club Treviso che lanciarono fiori per il tragitto da Castelfranco Veneto a Treviso, unitamente alle migliaia di tifosi che lo attesero sul ciglio della strada per l’ultimo omaggio.

La Moto Guzzi gli ha dedicato un monumento che campeggia nel Museo ed una versione speciale della V11 Le Mans, ed è considerato il pilota che più ha dato lustro alla casa di Mandello Lario. Ad Omobono Tenni è  stato intitolato anche lo stadio di calcio del Treviso. Sono gli uomini, i campioni, come Omobono Tenni che hanno contribuito a fare grande lo sport delle corse in moto.

Come molti piloti motoristi del suo tempo sii fece notare anche nelle corse automobilistiche, partecipando a varie competizioni tra le quali la Milla Miglia nel 1936, che vinse nella sua categoria su una Macerati Tipo 4CS 1500, il Gran premio di Montecarlo e il gran premio di Germania sul circuito del Nurburgring, dove riuscì a segnare il miglior tempo sul giro.

D’Esposito Luigi (Gigi): ricordando il manager del Team Gimotors.

Luigi D’Esposito, per tutti gl’amici Gigi, e deceduto il 29 giugno 2010 .

E’ stato,  negli anni 1990/2000,   un pilastro del mondo delle corse in Italia.

Ha organizzato il suo primo team nel 1990 ed a quella stagione risalgono i nostri primi rapporti.

I primi passi li ha mossi portando in pista le moto della Bimota in collaborazione con Silvano Martinotti. Poi divenne un protagonista del rientro nelle corse della MV Agusta.

Qualche giorno prima della sua scomparsa  avevo ricevuto da Silvano un messaggio per conto di  Gigi  perché voleva fare parte anche lui del gruppo facebook  “Bimota old time”. Era stato anche un concessionario della Casa riminese negli anni che sono parte del mito Bimota!

Non ha fatto in tempo a dargli il benvenuto, il male ha vinto sulla sua tempra di lottatore, come aveva vinto quando gli aveva strappato l’adorata Marlisa nel 2007.

Abbiamo discusso o condiviso molte cose, l’ultima iniziativa che abbiamo cercato di realizzare  riguardava la promozione che doveva portare alla fondazione  dell’’Associazione dei Team del CIV.

Già ad inizio 2010 mi era parso molto deluso e stanco. E’ uscito di scena in punta di piedi, ma il suo ricordo resterà vivo fra quanti hanno avuto la possibilità di conoscerlo.

Troppe parole possono diventare inopportune, il dolore consente solo di esprimere il cordoglio e la solidarietà ai familiari.

Un sentimento che  comune fra gli amici del Gruppo Bimota  e di quelle persone con le quali ha condiviso la passione per il marchio dell’azienda: grazie, per sempre, Gigi!

Assen 2016: Perso un po di fascino ma resta un grande evento

assen_nDurante il prossimo settimana ritorna la MotoGP, l’appuntamento è fissato in Olanda, dove domenica 26 giugno andrà in scena la 68esima edizione del Gran Premio di Assen del Motomondiale. Si riparte dallo straordinario successo di Rossi in Catalogna, che ha di fatto rimesso tutto in discussione in ottica mondiale piloti: Marquez, complice la caduta di Lorenzo, è il nuovo leader con 125; seguono Lorenzo a 115 e lo stesso Valentino a 103. Sulla carta la gara dei Paesi Bassi dovrebbe favorire proprio Valentino Rossi, che qui ha trionfato sia in 125 e 250 con l’Aprilia, che nella classe regina, in sella alla Honda. Attesa anche per la Ducati che deve recuperare le disastrose gare dei suoi piloti in Catalogna. Molto attesi anche i ragazzi della Moto 3, pensare a uno o più sul podio è possibile. Più difficile fare previsioni tricolori sulla Moto2, Ma simone Corsi e Lorenzo Baldassari potrebbero stupire.

Misano: WSBK (Rea- Kawasaki, bis) e WSS (Sofuoglu-Kawasaki) come d’abitudine. Stock 1000 Mahias (Yamaha).

superbike-misano-2016Si corso a Misano l’ottavo round dei Mondiali Superbike e Supersport, con risultati scontati con una monotonia che deprime. Prima di parlare dei risultati è opportuno sottolineare che il pubblico a disertato l’impianto adriatico, sabato è stata una desolazione, domenica poco di più. Il “ras” della Dorna Ezpeleta, quanto è stato intervistato, è parso manifestare rabbia e delusione, insofferenza per le domande relative alla necessità di procedere con una revisione completa del progetto: regolamento e format compresi. In proposito non è possibile sottolineare la gestione generale, commenti inclusi, di sapore “goliardico”. Sperabile che la situazioni sia esaminata con attenzione e decisioni conseguenti. Altrimenti dovranno farlo i soggetti che sostengono questa manifestazione, in Romagna a cominciare dagli Enti pubblici.

SUPERBIKE – GARA1 - Esito scontato con la Kawasaki che non ammette intrusioni, una faccenda da regolare fra i due piloti ufficiali. Ha vinto Jonathan Rea, davanti al suo compagno di squadra Tom Sykes. Il Campione del mondo in carica è tornato sul primo gradino del podio con una gara d’attesa il sia al compagno di squadra e lo ha superato nei giri finali con apparente facilità. Alle spalle dei due si è piazzato Michael van der Mark, Honda, Fuori gioco la coppia dei piloti Ducati con Chaz Davies messo fuorigioco da una “toccata” ad inizio gara che lo ha costretto ad una furiosa rincorsa. Fuori pista anche Davide Giugliano come Nicky Hayden. Lorenzo Savadori è incappato in una caduta, scivolando nella ghiaia con la sua Aprilia senza poter tornare in pista a disputare la prima manche di Misano. Gara dignitosa da parte di Niccolò Canepa , sostituto dell’infortunato Sylvain Guintoli (Yamaha) che ha concluso in settima posizione. Ottavio Leon Camier sulla MV Agusta che ha fatto.

SUPERBIKE – GARA2 - Il leader in Campionato ha replica il risultato di gara1 ed ha aumentato il vantaggio al termine di una gara condotta con un ritmo incisivo a ridosso di Tom Sykes per poi lascialo nel finale con una attacco micidiale. Rea ha vinto, e Sykes si è arreso come indicano i tre secondi di svantaggio accumulati in pochi giri, senza nessun accenno di replica al sorpasso. Davide Giugliano ha recuperato dopo la caduta in Gara1 e andando a completare il podio. Al terzo giro si è conclusa la gara di Chaz Davies incappato in una caduta, che ha portato per terra con sé Michael van der Mark che non ha potuto evitare il gallese. Entrambi i piloti hanno ripreso la corsa tentando di recuperare, Ma Davies è dovuto rientrare al box, al contrario l’olandese è ripartito e ha concluso la gara in decima posizione. Quarta posizione Xavi Forés (Ducati) che ha ottenuto la quarta posizione, davanti a Lorenzo Savadori su Aprilia. Ancora un onorevole piazzamento per Canepa (9°). S i rafforza il leader Reja p. 343 nella classifica generale, seguito da Sykes p.277. Davies p244 e Giugliano p. 165.

SUPERSPORT – Il Campione del mondo in carica Kenan Sofuoglu (Kawasaki) ha ottenuto un’altra spettacolare vittoria in davanti a Federico Caricasulo (Honda) e PJ Jacobsen (Honda), dopo aver fatto una lotta a tre fino alla fine. Il poleman Caricasulo è salito sul secondo gradino del podio nel suo primo anno da debuttante, battendo Jacobsen nonostante l’americano abbia maggiormente dominato la gara. Gino Rea, GRT Racing (MV Agusta) , ha concluso in quarta posizione , davanti a Randy Krummenacher (Kawasaki) che ha completato così la top 5. Nel corso del nono giro è uscito di scena il vincitore delle ultime due gare a Misano, Jules Cluzel (MV Agusta) che alla curva sei ha perso ogni possibilità di conquistare il terzo successo consecutivo sulla costa Adriatica, mentre stava recuperando dal piccolo incidente al primo giro.Alessandro Zaccone, leader della Stock 600 europea, dopo una partenza veloce e aggressiva, è stato costretto al ritiro a causa di un problema tecnico. Lorenzo Zanetti (MV Agusta) ha fatto una buona rimonta e ha ottenuto il sesto posto, dopo esser partito dalla sedicesima posizione in griglia. Lo hanno seguito Alex Baldolini e Axel Bassani, pilota meglio piazzato in gara della della FIM Europe Supersport Cup. Nella classifica iridata si rafforza la leadership di Sofuoglu p. 146, seguito da Krummenacher p. 29, Jacobsen p. 92; 6° Caricasulo po. 74.

COPPA FIM STOCK 1000Il leader Raffaele De Rosa (BMW) e Leandro Mercado (Ducati) hanno dato spettacolo fino all’ultimo giro, quando sono caduti entrambi. Nel corso dl giro finale, alla curva del carro a fine le rettifilo i due sono entrati in collisione finendo nella ghiaia e il pilota Yamaha Lucas Mahias ha vinto il cosi la gara, davanti ai due italiani Kevin Calia (Aprilia) e Marco Faccani (Ducati). Indubbiamente de Rosa ha forzato la stacca nel tentativo disperato di superare l’argentino a poche curva dalla fine. Toprak Razgatlioglu (Kawasaki) ha tagliato il traguardo in quarta posizione, ha preceduto Roberto Tamburini (Aprilia) che non replicato al rush finale del turco. Luca Vitali ha concluso sesto davanti a Matteo Ferrari, Jeremy Guarnoni e Andrea Mantovani. Il rookie Michael Ruben Rinaldi, che era stato frenato da un problema tecnico nelle qualifiche, ha portato la sua Ducati dall’ultimo posto della griglia a completare la top ten dopo una “laboriosa” rimonta. Nella classifica generale De rosa resta leader con p. 82, davanti a Mercado p.77, seguiti da Calia p.66 e Rinaldi p.53.

 

Walter Villa: ci lasciò all’inizio dell’estate del 2002. Cedette il suo cuore.

Walter Villa è stato uno dei piloti italiani che hanno vinto di più a livello internazionale, fra i più titolati con 4 titoli di Campione del Mondo.

E’ stato anche un protagonista delle corse nazionali aggiudicandosi 7 titoli di Campione d’Italia.

Nella foto con un amico comune, Michel Rougerie.

E’ deceduto il 20 giugno 2002, per un arresto cardiaco a 59 anni. Ci ha lasciato senza “fare rumore” con la pacatezza con la quale era vissuto.  Gli fu attribuito il sopranome di “reverendo” per la mitezza che palesava, anche se aveva un carattere molto forte, ma anche la capacità di proporre soluzioni di compromesso alle varie dispute che nascevano con gli organizzatori e colleghi.E’ stato un eccellente pilota, ma anche un ottimo tecnico, quando lascio l’impegno agonistico ad alto livello si dedicò alla realizzazione di prototipi fra i quali un monocilindrico con il quale si dilettava di fare agonismo. La sua storia sportiva è un romanzo, molto lungo quanto interessante. Nato nel 1943, iniziò a gareggiare non ancora ventenne, debuttando sulla pista ricavata “dentro” la sua città di Modena, su una piccola pista (in disuso) per i piccoli aerei. Nella sua lunga vita tra corsa gareggiando ha guida molte moto. Morini, Beccaccino, Ducati, MV Agusta, Contesa, le Moto Villa realizzate dal fratello Francesco anche lui ottimo pilota, Benelli, Yamaha, Aermacchi-Harley Davidson, Honda, Kawasaki e Triumph, e Suzuki. A livello mondiale disputò 87 Gran Premi, ne vinse 24, per 36 colte salì su un podio iridato e si aggiudicò 21 pole.

Avendolo conosciuto personalmente, posso dire che ha inciso anche sulla mia vita con l’incarico di fondatore e amministratore della Bimota. Walter, nel 1975, commissionò all’emergente azienda riminese un telaio per il motore Aermacchi HD 250; solo la ciclistica. Ricordo d’averlo portato nel suo garage-officina nella periferia di Modena. Non fece commenti, neppure sul compenso, che mai gli fu chiesto. Un telaio che ha vissuto una storia vincente grazie a Gianfranco Bursi che completò la moto (per conto di Villa) e la portò al successo tanto da conquistare il titolo della 250GP Junior. Walter lamentava delle difficoltà con le ciclistiche ufficiali HD, per tentare di ovviare decise di farsi “prestare” il suo telaio Bimota, per disputare le prove del sabato nel GP delle Nazioni al Mugello. Conquistò la pole e vinse la gara ed a seguire il mondiale. Lo staff della casa di Varese ci commissionò uno stock di ciclistiche per tutte le moto della squadra. Tante le vittorie di quel gruppo, anche se non assegnate ufficialmente anche a Bimota, a causa di un regolamento che sarebbe stato modificato solo qualche anno dopo. Bimota produsse in proprio una serie di circa 30 di moto, gratificata da numerosi titoli italiani.

La storia di Walter è lunga, interessante, semplicemente: indimenticabile!

Patrick Mingoia: 18 Giugno 2007, un protagonista del Challenge Aprilia e Coppa Italia, vittima di un frontale con un auto.

Patrick Mingoia, un protagonista del Challenge Aprilia, è scomparso a 23 anni. Patrick. Pilota bravo ed esuberante, in pista era stato coinvolto in diversi incidenti, anche molto gravi e si era sempre ripreso. E’ deceduto 18 giugno 2007, non sopravisse allo schianto frontale, avvenuto nel pomeriggio sulla strada di Cisano sul Neva, nell’entroterra di Albenga, Patrick in sella ad uno scooter schiantò contro una Panda. Per la cronaca all’altezza di un negozio che si chiamava Euro Bimbo. Trasportato all’Ospedale Santa Corona di Pietra Ligure fu sottoposto ad un delicato intervento chirurgico, nella speranza di poterlo strappare alla morte, ma fu tutto inutile. Spirò nella notte nel reparto di rianimazione. Patrick, viveva a Villanova, ed aveva dato sfogo alla sua passione per le corse supportato padre Calogero, che gestiva il soccorso Europe Assistance di Alberga. Aveva perso la mamma, Ingrid, di origine olandese, e il fratellino Peeter, morti in un incidente stradale avvenuto dieci anni prima sulla strada che collega la frazione Lusignano con Villanova. Era un buon pilota, che forse ha vinto meno di quanto i suoi mezzi gli avrebbero consentito, perché spesso era stato tradito dalla sua irruenza. Nel Challenge Aprilia, e nella Coppa Italia che ha vinto nel 202, si era messo in grande evidenza. Gareggiò, fra i tanti nel Challenge che lo vide protagonista nelle edizioni 200e 2001, con Andra Dovizioso, Luca Scassa, Massimo Roccoli, Michel Fabrizio, Simone Saltarelli, Stefano Bianco, Samuela De Nardi, Michele Pirro, Simone Corsi, Ayrton Badovini, Nico Vivarelli, Tommaso Lorenzetti, Fabrizio Perotti; solo per rammentare chi ha poi scalato le classifiche internazionali. La settimana successiva al tragico evento, Luca Scassa, impegnato nella gara a Misano, vinse partendo dall’ultima fila della griglia (un’incomprensione al cancello ingresso pista) ma portò la sua MV Agusta alla vittoria. Pur nella gioia del successo Luca non dimenticò gl’amici scomparsi: “ …. Finalmente un podio nella Coppa del Mondo, lo dedico a Patrick Mingoia un pilota che è scomparso la settimana scorsa in un incidente stradale, magari mi saluta il mio amico Alessio Perilli…” (Nota: un pilota deceduto ad Assen)

Rievocazione: 25° MOTOGIRO D’ITALIA!

Motogiro d'Italia 25°Parte domenica 18 giugno, da Terni, la venticinquesima Rievocazione Storia del Motogiro d’Italia che dopo aver attraversato tutto il nod-est della penisola, si concluderà ancora nella cittadina umbra il 25 giugno. La manifestazione è organizzata dal Moto Club Terni L. Liberati – P. Pileri ed è realizzata sotto l’egida della Federazione Motociclistica Italiana. L’edizione “SILVER” oltre che per i cinque lustri, verrà ricordata anche perché entra ufficialmente a far parte del calendario internazionale FIM. Proprio per questo gli organizzatori hanno pensato a un percorso lungo e turisticamente molto valido, con tanto di sconfinamento in Slovenia, coniugando come sempre al meglio: sport, passione per le moto e turismo su due ruote. Questa edizione si svolge in memoria di uno dei suoi ideatori: Paolo Rossi, presidente per tanti anni del sodalizio ternano, scomparso lo scorso anno proprio alla vigilia della partenza della gara, per questo assumerà anche la denominazione di “Memorial Paolo Rossi“. Fu proprio Rossi insieme all’ attuale presidente Massimo Mansueti e alla segretaria generale Laura Cosimetti, alla fine degli anni ottanta, ha rispolverare e riportare al successo la gran fondo motociclistica degli anni cinquanta.

La Rievocazione Storica del Motogiro è uno dei maggiori eventi itineranti, riservato alle moto storiche che si svolge al mondo e richiama il Motogiro agonistico che si è svolto dal 1953 al 1957, quando alla gara prendevano parte anche 500 piloti ed era considerato la Mille Miglia delle due ruote, al quale partecipavano in modo ufficiale le più importanti case motociclistiche del tempo.

Ovviamente oggi non si raggiungono più questi numeri di partecipanti, sarebbe oltretutto impossibile gestire eventi di questo tipo con il traffico odierno, ma l’importanza che ha assunto il Motogiro in questi 25 edizioni ha sempre più una valenza internazionale, tanto che ormai i due terzi degli iscritti provengono da altri paesi o meglio da altri continenti. Particolarmente apprezzata la scelta del percorso e del programma 2016 che ha richiamato molti americani, inglesi, olandesi, spagnoli, tedeschi e per la prima volta, anche turchi.

L’edizione di quest’anno, ripropone in gran parte il percorso che fece il Motogiro nel 1955, quando arrivò a Trieste per festeggiare il ritorno all’Italia della città giuliana, anche le tappe richiamano quell’edizione soprattutto per la lunghezza, alcune sfiorano i 400 chilometri per un totale di 1900, per questo gliorganizzatori hanno deciso di dividerlo in sette frazioni, una in più di quelle degli ultimi anni, comprendendone anche una di riposo a Bled in Slovenia.

Il via è fissato a Terni, sede del Moto Club organizzatore, qui sabato 18 giugno si svolgeranno le operazioni preliminari, poi domenica 19 giugno, la partenza della prima tappa che porterà i motociclisti a Ferrara dopo 399 km, il giorno dopo si arriverà a Trieste con un percorso di 366 km e quindi lo sconfinamento in Slovenia a Bled, dove si chiuderà la terza frazione lunga 209 km. Mercoledì 22 si effettuerà una giornata di riposo per poi riprendere il giorno successivo, con partenza ufficiale da Tarvisio e arrivo a Rovigo dopo 341 km, quindi venerdì 24 la carovana giungerà ad Arezzo per la sesta tappa lunga 324 km e infine il balzo finale verso Terni, dove la manifestazione si concluderà nel pomeriggio di sabato 25 giugno. In totale i concorrenti percorreranno circa 1900 km.

Trascorsi ormai quasi sessanta anni dall’ultima edizione del Motogiro agonistico, sono rimasti veramente pochi i piloti ancora in vita, fra questi una citazione la merita sicuramente lo spoletino Remo Venturi, vincitore dell’edizione del 1957 e che ha preso parte alla rievocazione fino due anni fa, in sella alla sua fida MV175 Disco Volante. Ormai giunto quasi alla soglia dei 90 anni non sarà in gara, ma ha assicurato la sua presenza al via della manifestazione. Fra le moto d’epoca presenti, la parte del leone la fanno le storiche case italiane degli anni 50-60 con in testa Ducati, Gilera, MV Agusta, Morini, Benelli e Rumy, molte anche le moto moderne e le “Classiche” anni 70, non mancano poi moto di produzione artigianale o limitata, veri e propri gioielli dal valore inestimabile.

Il Motogiro agonistico si è svolto dal 1953 al 1957, prima che nel 1958 venissero abolite tutte le gare su strade aperte al traffico, dopo la tragedia di De Portago alla 1000 Miglia del ‘57, ma poi alla metà degli anni sessanta venne ripreso con la formula della regolarità e in quella circostanza, nella categoria scooter, vinse Tony Tessier che a distanza di mezzo secolo, torna in gara con la stessa Lambretta Innocenti proprio per festeggiare la ricorrenza.

Come di consueto la Rievocazione Storia del Motogiro si caratterizzerà anche per l’elevato grado di ospitalità riservata ai partecipanti, con hotel di categoria superiore, cene di gala e l’organizzazione di numerosi eventi collaterali in ogni sede di tappa e lungo il percorso.

Tutti i dettagli sul percorso e le info sulla manifestazione sul sito www.motogiroitalia.it

Misano World Circuit: La Romagna riabbraccia il mondiale delle derivate di serie. (TV)

Aut_Misano-logoTornano al Misano World Circuit i mondiali SUPERBIKE & SUPERSPORT, riproponendo (17/19 Giugno 2016) sul circuito romagnolo l’eccezionale accoppiata con la MotoGP che caratterizza solo altri sei circuiti in tutto il mondo. Il campionato delle derivate di serie 2016 si profila emozionante e di grande livello. La Superbike si disputa dal 1988 e Misano è stata sempre stata sede di un Round. Per comprendere l’equilibrio che regna, basta ricordare che nelle ultime edizioni hanno vinto quattro case diverse.

SUPERBIKE - Il Circus delle derivate arriva in Italia confermando la mission: tutti contro Jonathan Rea. Campione del Mondo SBK in carica è fin qui salito sempre sul podio anche se la vittoria manca da Assen; intanto ha accumulato un bel vantaggio nella classifica generale(+56 su Sykes, +62 su Davies)e con il giro di boa ormai alle spalle, si può scommettere che il titolo non dovrebbe più sfuggirgli. Nel 2015 la coppia Kawasaki Sykes – Rea, con il primo che si aggiudicò Gara-1 ed il secondo che vinse Gara-2, mentre nel 2014 Sykes fece sue entrambe le manche. Precedenti che offrono buone ragioni per aspettarsi un Sykes scatenato a Misano in questo weekendrilanciato anche dalla doppietta di Donington. La coppia Ducati arriva dopo due Round complicati, ma anche preceduti però dalluno-due di Imola. Con il ritiro in Gara-1 a Donington ed il quarto posto di Sepang in Gara-2, Davies ha perso puntipreziosi e la rimonta iridata si e fatto piuttosto complicata deve sfruttare al meglio l’occasione casalinga. Davide Giugliano, dopo le difficoltà nelle prime uscite stagionali, a Donington è tornato protagonista, lottando per la vittoria al pari del suo compagno di squadra Davies. La Honda, con Nicky Hayden e Michael Van der Marks piloti da tenere in considerazione, per un discorso-podio in Romagna. Il Team Althea BMW, sul circuito di casa dello sponsor, cercherà di riprendersi dalle difficoltà incontrate a Donington, mentre la MV Agusta e l’Aprilia avranno forti motivazioniper ripetere i buoni risultati conseguiti in terra britannica, rispettivamente con Leon Camier e Lorenzo Savadori, quest’ultimo potrebbe sognare in suo primo podio nella categoria. La Yamaha , anche per contrattempi vari, vedi incidente Sylvain Guintoli, schiera Alex Lowes, il pilota francese è stato fino ad ora molto incostante.

SUPERSPORT - I due piloti Kawasaki di punta, il campione in carica Kenan Sofuoglu ed il debuttante Randy Krummenacher, saranno gli uomini da battere. Sofuoglu è di nuovo in testa e il suo compagno di squadra è il primo sfidante. Nel 2015 Sofuoglu era sul punto di andare a podio, prima di soccombere alla pressione cedendo così la terza posizione. Ciò darà una motivazione in più al turco, il più vincente nella storia della Supersport, su una delle poche piste sulle quali non ha fatto molti punti. Krummenacher, nonostante sia un debuttante nel WSSP, è quello che ha più esperienza sul circuito italiano. L’attuale secondo in classifica ha ottenuto a Misano alcuni dei suoi migliori risultati, un sesto posto da debuttante nel 2007 nella classe 125. Potrebbe essere l’uomo da battere. L’anno scorso a Misano aveva vinto Jules Cluzel (MV Agusta). Prendendo il comando della corsa dalla pole position, il francese veterano della Supersport aveva ottenuto un bel margine su Sofuoglu nella lotta al titolo e aveva dimostrato ancora una volta la sua abilità sulla moto della casa italiana. Cluzel è tornato a lottare e ha già ottenuto una vittoria in questo 2016, ma sente ancora le conseguenze dell’infortunio rimediato lo scorso anno a Jerez e per un completo recupero avrà anche la necessità di cavalcare un mezzo perfetto. PJ Jacobsen (Honda) a Misano, ha già offerto buone prestazioni in passato essendo salito sul podio nelle due ultime gare disputate sulla costa Adriatica. Dopo un inizio positivo ha perso diversi punti in campionato, ora per l’americano, quando inizia la seconda metà della stagione, e solo tempo per il recupero. Il veterano Alex Baldolini, il debuttante Federico Caricasulo e il vincitore di Sepang, Ayrton Badovini, saranno i piloti di casa pronti a a dare il massimo sotto gli occhi del proprio pubblico. Lorenzo Zanetti, il compagno di squadra di Jules Cluzel nel MV Agusta, potrebbe essere un pilota da non sottovalutare, dopo il suo difficile inizio di stagione.

La FIM Europe Supersport Cup vele al primo posto l’italiano , Alessandro Zaccone (Kawasaki), pilota locale molto promettente, dovrà difendere la sua posizione dal rivale e corregionale e compagno di squadra Axel Bassani

FIM CUP SUPERSTOCK 1000 - Il circuito di Misano ha sempre avuto in calendario la gara della FIM Superstock 1000 Cup da quando la categoria è stata inaugurata nel 1999. Solo il leggendario e storico tracciato TT Circuit Assen ha ospitato più gare della STK1000 rispetto a Misano, dove si assisterà al 17esimo fine settimana. A categoria che registra una presenza di piloti italiani vicina al 50% La stagione 2016 presenta una che fortemente disputata la leadership. Fino ad ora sono state disputate quattro gara e quattro piloti diversi hanno conquistato la pole position, Al contrario le vittorie sono state divise tra due: Leandro Mercado e Raffaele de Rosa. L’argentino ha vinto il titolo nel 2014, mentre il secondo è un avversario molto forte e costante che ha accumulato nove podi consecutivi dalla gara a Donington Park disputata a maggio 2015. L’italiano dell’Althea BMW Racing Team ha un vantaggio di cinque punti su Mercado (Ducati), con Michael Ruben Rinaldi (Ducati) a 35 punti dalla testa, in piena lotta con Kevin Calia (Aprilia) per il terzo posto della generale. De Rosa è il pilota più veterano della categoria, e ha 29 anni. A Misano, del numeroso gruppo di piloti italiani, si aggiungono i riminesi Roberto Tamburini (BMW), vice campione 2015 e la wild card Matteo Ferrari (BMW), i romagnoli Maro Faccani e Luca Marconi. Ancora Fabio Marchionni, Riccardo Russo, Fabio Massei, Alessandro Andreozzi

Celeste Cavaciuti: passò dalla moto al sidecar, un incidente lo fermò per sempre.

Celeste Cavaciuti, sabato 13 giugno 1953, mentre alla guida del suo sidecar Norton, è incorso in un incidente durante le prove per il Trofeo Internazionale del Mare, organizzata sul circuito stradale di Lido d’Albaro Busalla (GE). Si stava concludendo il turno di prove libere, Quando Celeste ha perso il controllo del suo sidecar alla curva Punta Vagno, lungo il Corso Italia. Il mezzo si schiantò contro le balle di paglia, proiettando pilota e il suo passeggero (Capodieci) in aria con una ricaduta terrificante sull’asfalto. Furono trasportati all’ospedale San Martino di Genova, Celeste Cavaciuti non superò la crisi ed è morì dopo il ricovero. Aveva 43 anni e lasciò tre figli e la moglie che era fra gli spettatori lungo il percorso.

Celeste Cavaciuti ha corso la sua prima gara nel 1926 sul circuito di Strabella (dove era nato), aveva solo sedici anni e non avrebbe potuto correre, aggirò il divieto mostrando la patente di guida di un amico per sostituire Vittorio Massarini, e vinse quella gara. La prima vittoria importante la conquistò nel 1932, vincendo la Milano-Taranto  nella classe 175 cc in sella ad una CM, moto costruita a Bologna da Mario Cavedagni. Dopo un anno di stop a seguito di un incidente, nel 1936 ha vinse la famosa gara motociclistica Coppa Acerbo a Pescara, in sella ad una Benelli e si aggiudicò il titolo di Campione d’Italia  nella classe 250 cc. Dopo il 1936 Cavaciuti gareggiò solo occasionalmente  per  dedicare le maggiori attenzioni al suo lavoro. Tornò a correre dopo la fine della seconda guerra mondiale, dimostrando di essere ancora uno dei migliori piloti italiani. Nel 1949 debuttò nel Campionato Mondiale con una FB-Mondial, conquistando il terzo posto nel Gran Premio della Svizzera nella a 125 cc sul circuito di  Ginevra, superato solo da Nello Pagani e Renato Magi. Nel 1952, vent’anni dopo il suo primo successo, rivinse la Milano-Taranto Strada, nella classe 250 cc con una Parilla. Nel 1953 passo ai sidecar partecipando al Trofeo Nazionale Sidecar, avendo come come passeggero il suo amico Capodieci. Vinse la prima della stagione a Mestre, ma il destino gli aveva fissato l’appuntamento fatale a metà giugno.

Pirovano Fabrizio: deceduto il 12 giugno 2016, un grande pilota piegato da un male “bastardo”.

Pirovano e Peppino YB4 1987 YB4 1Fabrizio Pirovano  (nella foto insieme al suo amico e tecnico Peppino Russo) è deceduto il 12 giugno 2016, piegato a 56 anni compiuti da poco (nato a Biassono, 01 febbraio 1960), è stato stroncato da un tumore al fegato. Ha lottato con determinazione e voglia di vincere, doti che unite ad un talento puro, lo hanno caratterizzato fin dagli anni ’80 come un riferimento del motociclismo italiano. Ha esordito nel motocross, vincendo nel 1977 il titolo italiano Cadetti nella classe 50, poi nel 1980 è stato vice campione italiano nella 125 junior es. Poi il cambio di specialità, condizionato da per problemi fisici causati dalle frequenti cadute sulle piste da cross tanto da indurlo a passare nella velocità, Subito 1986 gareggia nella storica 24 ore del Bol d’Or sulla pista del Paul Ricard a Le Castellet, in sella ad una Bimota YB4, pilota del team ufficiale Bimota Experience, con un ottimo 7° posto come risultato finale. Dopo un esordio nell’europeo e nel mondiale della classe 250, è nel Superbike Trophy è stato sempre in sella con la Bimota YB4 che ha esordito anche nel mondiale TT1. Prestazioni che lo fatto diventare pilota di riferimento della Yamaha, marca con la quale gareggiato fino al 1993 per passare nel 1984 alla Ducati. Abbandona la Superbike nel 1995 dopo aver disputato 182 Gran Premi, vincendone 10. E’ stato due volte vice-campione del mondo (1988 – 1990), e si è sempre piazzato nella top ten iridata in tutte le stagioni. Nel 1996 è passato nella categoria Supersport, aggiudicandosi subito il Campionato Europeo con la moto della Casa di Borgo Panigale. L’anno successivo e passato nel mondiale della Supersport dove ha concluso la sua carriera nel 2001. Dopo due stagioni in Ducati, passato al team Alstare per gareggiare con le Suzuki. Ha disputato 52 gare, conquistato 6 vittorie ed titolo Mondiale nel 1988. Negli anni 1990 – 1992 – 1993 e 1994 è stato anche Campione d’Italia della Superbike. “Piro” come era conosciuto nel mondo delle corse, era uno specialista dei tracciati bagnati, una dote ereditata dall’attività svolto nel motocross. Appeso il casco al chiodo si reso disponibile per collaborazioni che lo hanno p fatto considerare “professore” a supporto prime dei campioni poi dei giovani centauri.

Da anni stava correndo la sua gara più tosta, contro un male – il “bastardo” come lo chiamava lui – che comunque non gli aveva tolto il sorriso. Il coraggio e la tenacia che lo hanno sempre contraddistinto, il suo ricordo, il ricordo delle sue prestazioni sportive e dell’uomo resteranno vivi nella mente e nel cuore fra quanti hanno avuto il privilegio di conoscerlo e di colore che verranno a conoscenza della sua storia.

Santiago Herrero: il bravo pilota spagnolo figura nella lunga lista delle vittime del TT.

Santiago Herrero  è scomparso il 10 giugno 1970, un decesso  causato  delle ferite riportate a seguito di una caduta capitata al Torist Trophy il giorno 8 giugno.

Il  pilota spagnolo era un generoso, seppe accendere l’entusiasmo del pubblico che frequentava le gare sul mondiali, ma anche degli appassionati  romagoli che gl’anni ’60  si assiepavano sui tracciati stradali della  Motomperada romagnola.
Ha vinto la sua prima gara, quando aveva diciannove anni con una  Derbi 75 cc; è stato un pilota ufficiale della spagnola Ossa nella 250 cc dal 1967 al 1970.

In corsa era un pilota generoso, il suo temperamento , durante la gara del mondiale 250cc al TT, dopo essere caduto una prima volta al 3º giro, ma ripartì. Con una rimonta prodigiosa si riportò sui primi , quando entrando in una curva Milestone perse il controllo della sua moto a causa, si è scritto, del catrame fuso dal caldo, ed è finito a terra coinvolgendo Stan Woods che riportò serie ferite.

Santiago riportò lesioni che apparvero subito gravissime e non gli diedero scampo, spirò due giorni dopo all’ospedale di Douglas.

Per disputare al meglio quella gara Herrero aveva ha trascorso una settimana sull’isola di Man ad inizio gennaio, anche si in condizioni spaventose, tentatò  di imparare al meglio quel circuito che prevede molti tratti di montagna.

Santiago disputò 17 GP, ne vinse 3 e per 11 volte salì sul podio; nel 1969 si classificò al 3° posto della 250 iridata. Nella stagione 1970 era arrivato secondo in OLanda e vunyo in Jugoslavia, al quarto appuntamento l’appuntamento con il destino avverso. E’ stato 2 volte Campione di Spagna della 250cc.

Gilberto Parlotti: sacrificò la vita sulle strade del terribile ed affascinante Tourist Trophy.

Gilberto Parlotti, una delle centinaia di vittime che segnano la storia della corsa che si disputa sull’Isola di Man. Il tragico evento si verificò il 9 giugno 1972, nel corso della gara della classe 125. Gilberto era  in sella ad una Morbidelli.

Giancarlo Morbidelli, l’’industriale pesarese, costruttore che avedato il suo nome alla moto realizzata nella sua fabbrica di macchine per la lavorazione del legno, non era d’accordo, ma il pilota triestino, già vincitore dei GP di Germania e Francia, secondo in Austria e terzo nel nazioni a Imola, decise di andare al TT per difendere in primo posto nella classifica iridata dall’a possibile assalto di Angel Nieto.

La pista che affascinava e affascina ancora molti piloti, a quel tempo inserita nel programma mondiale,  conla morte di  Gilberto conteggiò la 99° vittima, ma dal lunedì scorso nel conteggia 251!

La tragica scomparsa di un fraterno amico, indusse Giacomo Agostini ad assumere la decisione di non prendere più parte al Tourist Trophy per gl’anni a venire, scelta poi osservata fino al termine della carriera.

La presa di posizione del pluri campione del mondo, in polemica anche con la FIM, responsabilizzò i piloti del motomondiale e contribuì all’esclusione dal calendario iridato del circuito che ha alimentato tanti miti e leggende attraverso imprese sportive e tragedie egualmente grandi. Parlotti disputò 19 Gran Premi Mondiali, ne vinse 4 e per 12 volte salì sul podio.

Gilberto Parlotti è stato Campione d’Italia per tre colte, due nella classe 50cc ed una nella 125cc.

Barcellona: Straordinari Rossi (MotoGP), Zarco (Moto2) e Navarro (Moto3).

rossi-barcellona 2016lIl GP di Catalogna, disputato sulla pista del Montmelò, è stato in un’atmosfera mesta causata dalla morte del pilota spagnolo Luisa Salmo, causata da una caduta sabato nel corso delle FP3. Ci sono state anche polemiche da parte del team Yamaha per la modifica apportata al tracciato che ha inciso significativamente sulle valenze tecniche delle gara. Accuse precise verso la Dorna ed il team Honda, in ogni caso la società “proprietaria” del motomondiale ha dato ancora prova di una gestione “familiare” della manifestazione che a gioco lungo non fare bene alla più prestigiosa fra le specialità agonistiche del motociclismo. Tanta gente sugli spalti e tifo da stadio con la tribuna “gialla” in delirio a fine MotoGP.

MOTOGP – Gara perfetta quella di Valentino Rossi con la Yamaha che nell’appuntamento catalano della classe regina ha vinto dando un segnale molto convincente agli avversari. Marc Marquez con la Honda, secondo davanti al compagno di team Dani Pedrosa. Il maiorchino ha gareggiato in scia al pilota italiano ed ha tentato un disperato attacco nel terzultimo giro, ma la replica di Rossi è stata repentina ed imperiosa, tanto che lo spagnolo ha rischiato molto e dopo due errori che avrebbero potuto costagli molto ha preferito accontentarsi. … dei 20 punti del secondo posto. Dani Pedrosa non è mai stato in lotta perla vittoria, ed avrebbe dovuto faticate a difendere il terzi posto se Andrea Iannone non avesse semplificato le cose “investendo” Lorenzo in staccata. Ritiro inevitabile per entrambi. Francamente la manovra del pilota della Ducati è apparsa come una vera e propria asinata, l’ennesima. Era già stato penoso nelle prove ufficiali del sabato quando costantemente ha “marcato” Rossi per succhiare la ruota e fare il tempo. Se non cambia in fretta difficilmente potrà cullare grandi sogni. Lorenzo, incolpevolmente è incorso nel secondo nullo, pareggiando in negativo Valentino, ora la classifica si è compattata fra i tre leader della categoria. Intanto Iannone è stato penalizzato con la partenza dall’ultima posizione in griglia nella prossima gara. Ottima la prestazione di Maverick Viñales del team Suzuki anche se ha rischiato molto tentando prima di restare attaccato a Rossi poi a Pedrosa, rischi forse inutili perché con una condotta più accorta con Dani forse ci sarebbe potuto stare, ma è buono il suo 4° posto. Giornata difficile per Ducati con Andrea Dovizioso che ha deluso ancora, distanziato nettamente da Iannone ha concluso al 7° posto ad oltre 41 secondi da Rossi, quattro secondi più veloce di Danilo Petrucci 9°. Michele Pirro 15° e bene la migliore delle Aprilia con Alvaro Bautista giunto 8°. Sorpasso di Marquez in classifica iridata salito a p. 125, seguito da Lorenzo p. 115 e Rossi p.103. Stretta di mano a fine gara tra il Rossi e Marquez che sono saliti sul podio, una svolta dettata forse dall’emozione per il tragico destino che ha fermato Salom. Tutti i piloti sul podio, come nelle altre categorie, i piloti hanno indossato una maglietta in ricordo di Luis.

MOTO2Johann Zarco ha vinto una gara importante, mettendo in mostra una convincente superiorità nei confronti dello spagnolo Alex Rins, secondo nella gara di casa davanti al giapponese Takaaki Nakagami. Una gara senza forti emozioni, i piloti di testa hanno fatto presto il vuoto, del gruppetto facevano parte anche Simone Corsi e Lorenzo Baldassarri che a causa di un tentativo di sorpasso finito male a urtato e fatto rotolare Simone, costringendolo al ritiro, e lui a riprendere dalla posizioni di coda, ma bravo a risalire fino alla 14esima posizione, ma resta il sapore amaro per l’errore commesso. Alle spalle della coppia di testa è stata interessante la lotta per le posizioni ai piedi del podio conclusa con Syahrin davanti a Luthi, poi Lowes sesto, non eccezionale, ma ha accumulato utili punti iridati. Gara opaca per gli italiani, il primo è stato Franco Morbidelli, undicesimo davanti a Mattia Pasini. Ritirato Luca Marini. Con il risultato catalano cambia per la vetta della classifica mondiale. Al primo posto sale Rins p.11, seguito da Lowes a 108. Zarco risale al terzo posto p.106

MOTO3 – Ai ragazzi della cilindrata “mini” tocca l’apertura del settimo appuntamento del Campionato del Mondo, manifestazione aperta con l’omaggio del motociclismo fa Luis Salom, pilota di ventiquattro anni deceduto dopo una incidente nella FP2 della classe intermedia. In pista la Kalex e la foto del numero 39 circondata dai protagonisti delle tre categorie, dalla scuderia e dai familiari del giovane pilota scomparso. Molte carene, anche quelle della quarto di litro, ospitano tributi a Salom. La sfida della Moto2 è, come sempre, apertissima. Ma alla fine la vittoria, la prima in carriera. Se l’aggiudica lo spagnolo Jorge Navarro con la la Honda davanti al portacolori della KTM Brad Binder. Enea Bastianini (Honda) conquista il terzo posto, con una volata mozzafiato ha preceduto Romano Fenati (KTM). Nel gruppo di testa da segnalare la gara irruente di Pawi Gabriel Rodrigo, con errori che hanno influito sull’andamento della gara. Molte le cadute, ben 12 piloti non hanno portato a termine la gara, fra questi anche Valtulini e Pizzoli. Cadute italiane eccellenti anche quelle di Bagnaia e Antonelli, quest’ultimo mentre era impegnato in una furiosa rimonta (l’ennesima) che lo aveva portato in scia al gruppo di testa. Benissimo Davide Bulega (5°) anche se nei giri finali ha perso il contatto con il quartetto di testa. Conferma della crescita di Fabio Di Giannatonio (9°). A fondo un gruppo italiano: Migno 18° (dopo un percorso a “ritroso) seguito da Locatelli, Antonelli (ripartito dopo la scivolata) infine Spinarelli e Petrarca a chiudere anche l’ordine dei classificati. Leader della classifica Binder p. 127, poi Navarro p. 78 punti. Terzo Fenati p. 67 punti, seguito da Bulega p.45

Il Motomondiale resta nel vecchio continente e tra due settimane andrà in scena il GP d’ Olanda sul circuito di Ass

Carrer Renzo: tragicamente scomparso il 5 giugno 2010 ha una sua storia romantica.

Renzo Carrer nel circuito di TrevisoRenzo Carrer ha perso la vita, il 05 Giugno 2010, il giorno successivo avrebbe compiuto 75 anni. E perito a seguito di un incedente sulla strada del Bondone, che lui conosceva bene anche per averla percorsa, all’inizio della sua carriera di pilota, per la mitica «Trento-Bondone» e tante altre volte in seguito, quel pomeriggio quella stessa strada è stata fatale a Renzo Carrer, che alla guida della sua Honda Vr750 si è scontrato con una macchina all’inizio della salita che porta alla cima del Bondone (Trento); era in compagnia di un gruppo di motociclisti veneti.

Renzo Carrer è stato pilota negli anni ’60/-’70, uno dei tanti “patiti” di corse in moto, prima motocrossista poi nella velocità, senza eccellere particolarmente pur essendo animato da grande passione e … o risorse economiche. Piace ricordare che nel 1974 si propose per acquistare la 250cc di Giuseppe Elementi, che entrato nel Team Bimota aveva messo in vendita la sua vetusta moto.

Fece un affare “Kocis” che spunto un prezzo insperato mentendo a frutto i primi importanti risultati conquistati con la Bimota YB1. Renzo era un giovane che affascinato dai “campioni” e quella moto parve dargli il segno di un mondo che poteva aprirsi anche a lui. In realtà resto un onesto praticante dei paddock italiani, sempre serio, amabile ed appassionato. Apprendere della sua tracica scomparsa, anche se a distanza di anni, addolora

Montmelò: Vittima di un incidente il pilota spagnolo Luis Salom (Moto2)

Salom_Louis__gpOggi un grave incidente ha funestato le prove del Gran Premio in corso sul tracciato del Montmeló a Barcellona. Luis Jaime Salom, pilota spagnolo, è nato Palma di Maiorca il 7 agosto 1991 è deceduto a seguito di un incidente capitato nel corso delle prove della Moto2.

Nella foto un’immagine recente, che lo ritrae il lacrime sul secondo gradino del podio a Losail mentre ringrazia la madre e la famiglia per la vicinanza nei momenti difficili. .

Luis Salom ha debuttato nel mondiale nel 2009 come wild card al Gran Premio di Spagna in sella a una Honda 125cc arrivando alla fine al 23° posto. Poi ha partecipato alle ultime dieci gare della stagione, il suo miglior risultato fu il sesto posto al GP di Gran Bretagna. Nel 2010 è diventato pilota della scuderia Lambretta Reparto Corse, ma nonostante che nel Gran Premio di Spagna abbia primo punto stagionale il team decise di sostituirlo con l’olandese Michael van der Mark. Luis si accasa Nonostante tutto riesce ad accasarsi con il team Stipa Molenaar Racing che lo ingaggia al posto di Quentin Jacquet. Ottiene come miglior risultato un quinto posto in Portogallo e termina la stagione al 12esimo posto con 72 punti. Nel 2011 passa alla squadra RW Racing GP su Aprilia RSA 125. Insieme alla moto italiana Salom raggiunge un sensazionale primo podio al Dutch TT e un secondo posto alla gara di casa terminando ottavo in classifica iridata. Nel 2012 rimane nello stesso team e corre nella nuova classe Moto3 su Kalex KTM. Ottiene le sue prime vittorie a Indianapolis e al MotorLand, quattro secondi posti in Spagna, Gran Bretagna, Repubblica Ceca e a San Marino e due terzi posti in Portogallo e in Germania; conclude la stagione al secondo posto con 214 punti. Nel 2013 passa al team Red Bull KTM Ajo vincendo sette gare: Qatar, Italia, Catalogna, Paesi Bassi, Repubblica Ceca, Gran Bretagna e Malesia, due secondi posti in Spagna e in Germania, tre terzi posti al Gran Premio delle Americhe, in Francia e in Australia. È una delle promesse del motociclismo internazionale con un annata contraddistinta anche da quattro pole position; termina la stagione al terzo posto con 302 punti. Nel 2014 passa in Moto2, alla guida della Kalex del team HP 40. Ottiene un secondo posto in Italia e un terzo posto in Argentina e conclude la stagione all’ottavo posto. Nel 2015 rimane nello stesso team mentre nel nel 2016 passa alla scuderia SAG, sempre con Kalex, arrivando secondo in Qatar. Negli anni vissuti nelle categorie più piccole classe leggera ha sviluppato la caratteristica di pilota incredibilmente aggressivo e spettacolare. Ha conquistato un totale di 22 podi, nove vittorie e quattro pole in classe leggera. Non ha mai sollevato il titolo ma è stato visto come un campione agli occhi di molti e il suo passaggio alla classe intermedia è stato attesissimo. Ci sono voluti solo tre gare per arrivare a primo podio nel Campionato del Mondo Moto2™, terzo in Argentina nel 2014, migliorandosi poi al sesto round con uno splendido secondo posto al Mugello. La sua seconda stagione con il team Pons ha dimostrato di essere più impegnativa conquistando comunque otto top ten e lottando con i piloti di vertice in molte occasioni. Al momento era 10° nella classifica iridata con 37°

Barcellona: 7° appuntamento del Motomondiale.

Logo Motomondiale Il Motomondiale si ritrova per ilGP di Catalogna, settimo appuntamento stagionale da vivere nell’impianto del pista Montmeló. Il 2016 rappresenta il venticinquesimo anno consecutivo che il circuito di Catalogna ospita un GP. La pista di Montmeló è stata inclusa nelle Gran Prix Series nel 1992. Solo altri tre circuiti possono vantare una presenza così duratura nel Campionato del Mondo GP: Jerez de La Frontera, Mugello e Assen. Un titolo,o fra i tanti che compaiono sul sito ufficiale della Moto GP, recita: Barcellona, il ring preferito dai piloti spagnoli. Titolazione infelice , che si presa ad una interpretazione maliziosa …. do le tensioni della del Mugello. Vero è chi gli spagnoli quando gareggiano sull’impianto di Barcellona diventano particolarmente temili. La storia ci racconta che l’ultima volta che non c’è stata almeno una vittoria di un pilota spagnolo risale al 2002. Sarà una sfida Spagna – Resto del Mondo in tutte le classi.

Moto 3 - c’è un dominatore, cresciuto molto nelle ultime gara, Brad Binder, ma la folta pattuglia italiana al momento ha ragazzi che potrebbero fare lo “scherzetto” ai piloti spagnoli, in evidente calo di numero e forse di qualità rispetto a stagioni precedenti. Nella scorsa edizione trionfò Danny Kent davanti ad Enea Bastianini ed Efren Vazquez formare un tris di Honda.

MOTO2- I nostri ragazzi non paiono, salvo exploit di vincere, ma in tre hanno il potenziale per conquistare almeno un posto sul podio.. Per la vittoria favorito è certamente lo spagnolo Rin, ma l’inglese Lowes pare determinato a non perdere terreno nella rincorsa al titolo. La scorsa stagione fu il francese Johann Zarco vincere, davanti ad Alex Rins e Tito Rabat. Nel 2015 vinse Johann Zarco davanti ad Alex Rins e Tito Rabat.

MOTOGP – Nella classe regina i pronostici possono essere sbilanciati, perché contro il trio spagnolo Lorenzo, Marquez e Predrosa. Potrebbe non chance a Valentino Rossi, sulla cui tenacia però si può fare conto, ma potrebbe non bastare.Ancor meno preventivabili le Ducati che le conquistare le posizioni di testa potrebbero doversela vedere anche con le Suzuki, la cui ultima vittoria sulla pista spagnola risale al 2000. Dall’adozione dei motori 4 tempi le marche che hanno vinto : Yamaha otto volte , Honda quattro e Ducati. L’ultimo podio della Casa italiana fu conquistato da Stoner nel 2010. Alla vigilia della gara spagnola Jorge Lorenzo (Yamaha) leader con p. 115, seguito da Marc Marquez (Honda) p.105 eValentino Rossi (Yamaha) p. 78 punti. Nel GP del 2015 la vittoria fu conquista daJorge Lorenzoseguito, 8 decimi, Valentino Rossi. Al terzo posto, staccato di 19 secondi si classificòDani Pedrosa. Quarto giunse Andrea Iannone In qualifica la Suzukiuna imprevista quanto splendida ”doppietta”con Aleix Espargaro primo e Maverick Vinales;Jorge Lorenzocompletò la prima fila.

Orari TV MotoGP Catalunya Barcellona.

Tutte le Prove Libere, Qualifiche e Gare del GP Catalunya di Barcellona sono visibili in diretta e in esclusiva su SKY Sport.

In differita sul canale digitale T8 solo qualifiche e gare.

Venerdì 3 Giugno 2016.

09:00 Moto3 FP1 09:55 MotoGP FP1 10:55 Moto2 FP1

13:10 Moto3 FP2 14:00 MotoGP FP2 15:05 Moto2 FP2

Sabato 4 Giugno 2016.

09:00 Moto3 FP3 09:55 MotoGP FP3 10:55 Moto2 FP3

12:35 Moto3 Qualifiche 13:30 MotoGP FP4 14:10 MotoGP Qualifiche 15:05 Moto2 Qualifiche

Domenica 5 Giugno 2016.

08:40 Warm Up

11:00 Moto3 Gara 12:20 Moto2 Gara 14:00 MotoGP Gara

DIGITALE TERRESTRE TV8 IN DIFFERITA

Sabato 4 Maggio 15:00 Sintesi qualifiche Moto3, Moto2, MotoGP D

omenica 5 Maggio 14:00 Moto3 Gara in differita - 15:20 Moto2 Gara in differita – 17:00 MotoGP Gara in differita

Michel Rougerie: l’amico e il campione indimenticato.

Michel Rougerie! Ogni anno, quando si avvicina il 31 maggio, si fa più intenso che mai il ricordo di un pilota amico. al quale mi sento particolarmente legato e che, tragicamente nel 1981, ho visto morire nella “buca” della pista di Rijeka.

Questo non è un necrologio, ma una testimonianza di stima per una persona che ha attraversato la vita della Bimota (la mia) e del mondo delle corse, con la filosofia espressa nel titolo che sta sulla copertina del libro scritto Philippe Debarle: Rougerie, la vie d’abord.

Mi è caro quel libro per il contenuto e per la dedica del mio amico; poche parole ed una firma per sottolineare la nostra amicizia.

Un omaggio ricevuto al termine di una serata per una cena in casa dei suoi genitori, alla periferia di Parigi, trascorsa anche con la compagnia di Alain Prieur.

Michel è stato un pilota nel mondo delle corse c’è stato con grande dignità, ha vinto e perso mettendo in mostra qualità umane e sportive di prim’ordine.

La sua vita si è spenta nel tardo pomeriggio di un assolata domenica di fine maggio, il circuito croato di Rijeka nel corso del secondo giro del Gran Premio di Jugoslavia. Era partito con il gruppo di testa con una moto di Chevalier dipinta con il giallo della Pernod, cadde e rialzò subito, forse stordito, cercò di allontanarsi dalla pista finendo sulla traiettoria e fu investito in pieno dal compagno di squadra Roger Sibille (nella foto la sua moto dopo l’impatto): colpito al petto e mori all’istante.

Una drammatico evento che ho seguito a distanza di pochi metri e non ho scordato la dinamica di quel fatto, il cupo botto che la concluse. Come non ho dimenticato le lacrime di Jon Ekerold, mentre sconcertato saliva sul gradino più alto del podio quando comprese il dramma che si era consumato mentre lui compiva un capolavoro sportivo. Jon, uno dei piloti in gara con la Bimota, era considerato un duro, ma piangeva e non per i dolori che gli potevano procurare i chiodi che gli “fissavano” entrambe le clavicole.

Rougerie è stato per anni il miglior pilota francese nel Campionato del Mondo, si fece notare con la sua prima grande vittoria nella più famosa gara di 24 ore d’ogni tempo: il “Bol d’Or”. Vittoria che conquistò nel 1969, aveva 19 anni e guidava una Honda 750 con l’amico Fellow Daniel Urdich.

Durante la sua carriera Michel Rougerie è stato sette volte Campione di Francia in 250, 350 e 500; ha vinto tre gran premi mondiali. E’ stato pilota ufficiale dell’Aermacchi Harley-Davidson della classe 250 nell’anno 1975, quando si aggiudicò il Grand Prix di Finlandia (sul terribile tracciato stradale di Imatra) e il Gran Premio della Cecoslovacchia a Brno. Concluse quella stagione al vertice della classifica iridata, ma il regolamento prevedeva lo scarto, per ciascun pilota si conteggiano solo sei punteggi per definire la classifica generale. Una regola che, a dispetto dei punti totali conquistati dai due compagni di squadra (Rougerie 91 e Villa 85) fece assegnare il titolo a Valter.

C’e’ chi ha scritto che Michel è stato il primo pilota francese a vincere il titolo; una forzature? Forse, ma difficile non avere un moto di rammarico.

Nel 1977 con Yamaha-Eleven vinse il Gran Premio di Spagna nella classe 350, a Jarama, Concluse quel campionato del mondo al quarto posto.

Nel 1978 passo alla Diemme di Lugo e decise di utilizzare nuova ciclistica che la Bimota aveva preparato per il motore Yamaha 350. Ottenne risultati splendidi; due volte terzo (al Nurburgring ed a Brno) e per due volte arrivò ai piedi del podio e in tutte le gare di quel campionato si piazzò sempre nella top ten.

Fu importante nel processo di valorizzazione della Bimota YB3, il mezzo che avrebbe sfiorato il Campionato del Mondo nel 1979 e regalato il titolo iridato nel 1980.

Michel Rougerie, nella foto sul circuito di Imatra dove per resistere a Katayama, non esitò a salire sul un marciapiede per “guadagnare qualche metro di pista”, è un Campione che merita d’essere sempre ricordato ogni volta che si scrive la storia sportiva della Casa riminese.

Riprovo ancora la forte emozione di quel tempo, rientrato con la famiglia da Venezia, fui chiamato al telefono da Michel per dirmi, molto semplicemente: ….grazie… avete costruto una grande ciclistica!

La vita di Michel fu segnata da un evento molto triste, capitato a Silverstone nel GP di Gran Bretagna del 12 agosto 1980, durante la gara della classe 500 investi l’amico Patrik Pons causandone la morte. Una spaventosa dinamica che, a meno di un anno, avrebbe causato posto fine anche alla sua vita.

Donington Park: Doppio Sykes (Kawasaki) WSBK; poi Sofuoglu (Kawasaki) WSS e De Rosa (BMW) Stock 1000.

Sykes Donington 2016_0_bigUn fine settimana di sole ed una giornata estiva né stato il regalo del Regno Unito per il GP sul Donington Park per i 7° round mondiale di Superbike e Superstock. Due belle gare ha offerto La SBK, con alcune fasi intense; meno emozioni la Supersport dominata dal solito “turco” campione in carica. Anche nella Stock 1000 riconfermata la netta superiorità, manifesta nelle ultime gare da De Rosa e dalla BMW.

SUPERBIKE GARA 1 - Tom Sykes (Kawasaki) poleman e grande favorito, ha conquistato la settima vittoria consecutiva sul suo tracciato di casa. Davide Giugliano (Ducati) ha ottenuto una bella seconda posizione, davanti al campione in carica Jonathan Rea (Kawasaki) che concluso al terzo posto. Chaz Davies (Ducati) è stato rapido in partenza, ed è rimasto nelle prime posizioni nelle fasi iniziali con Tom Sykes che lo incalzava. Poi il pilota dello Yorkshire ha poi commesso un errore ed è retrocesso in quarta posizione, con le due Ducati che prendevano la testa della corsa inseguiti da Jonathan Rea. Anche il pilota gallese perso presto l’anteriore della sua Ducati, lasciando così il suo compagno italiano la difesa la leadership incalzato da Rea. Il campione del mondo in carica commesso un errore alla curva 12 (problemi con il cambio?) e quando è rientrato in pista accusava cinque secondi di distacco dal gruppo di testa, era stato superato anche da Lorenzo Savadori (Aprilia). Davies intanto era costretto ha dare vita ad una grande rimonta grazie dalle retrovie, ma quando ha raggiunto la top ten è incorso in un altra caduta che lo ha costretto al ritiro. Intanto nelle posizioni davanti Tom Sykes, raggiunto Davide Giugliano, dopo una lotta durata qualche giro, l’inglese si è assicurato la prima posizione. Il sei volte vincitore a Donington Park ha tagliato il traguardo con 2,8 secondi di vantaggio sull’italiano, conquistando la settima vittoria di fila sul tracciato di Derbyshire. Il campione del mondo in carica ha invece completato il podio in terza posizione. Lorenzo Savadori, dopo un’incredibile partenza dalla prima fila con la sua Aprilia, ha mantenuto la quarta posizione fino a quando un errore negli ultimi giri non l’ha portato a lottare con Leon Camier MV Agusta e Nicky Hayden (Honda). Si è dovuto accontentare del sesto posto Alex De Angelis è caduto dopo un contatto con West e Luca Scassa si è ritirato.

SUPERBIKE GARA 2 - La seconda gara ha visto un ottimo inizio dei piloti Kawasaki con Tom Sykes e Jonathan Rea che hanno subito occupato le prime due posizioni, lottando poi per più di venti giri, e alla fine Tom Sykes ha ottenuto un’altra vittoria a Derbyshire. Il campione in carica Jonathan Rea ha tagliato il traguardo in seconda posizione, seguito dal gallese Chaz Davies che ieri era incappato in due scivolate. Sykes è stato il più veloce durante tutto il week end ama in Gara2 ha dovuto lottare duramente con il suo compagno. Rea ha provato a sferrare alcuni attacchi, per prendere il comando della corsa, ma un piccolo errore sul finale ha permesso a Sykes di guadagnare due secondi di vantaggio. Il pilota della Ducati Chaz Davies, è tornato sul terzo gradino podio, dopo una prima manche piuttosto deludente; Andamento per Davide Giugliano che dopo il secondo posto del sabato, ha avuto qualche difficoltà e ha concluso in settima posizione. Lorenzo Savadori è stato autore di un’altra grande prestazione, in sella alla Aprilia del team, partito dalla prima fila ha tagliato il traguardo in quarta posizione, il suo miglior risultato finora, davanti alla MV Agusta di Leon Camier, che davanti al suo pubblico di casa ha portato la marca italiana nella top 5. Con la Nicky Hayden nelle fasi iniziali è rimasto Giugliano e Savadori, ma ha poi avuto un calo di ritmo e sul finale e si è classificato al settimo posto. Il suo compagno di squadra Michael Van Der Mark ha duellato con Josh Brookes (BMW), alla fine ha battuto l’australiano conquistando l’ottavo posto. Al 1%° posto de Angelis e 17° Scassa. Nella classifica generale Rea p. 293, ha concesso un buon recupero a Sykes che lo segue con p. 237, poi Davies p. 231 e Giugliano p. 147. seconda posizione. Sul terzo gradino del podio è salito Nicolò Canepa, pilota del Pata Yamaha, sostituto di Riccardo Russo.

SUPERSPORT - Il pilota più vincente della categoria di tutti i tempi, Kenan Sofuoglu (Kawasaki), ha conquistato un’altra vittoria. Ha così festeggiato nel migliore dei modi il rinnovo del contratto con la squadra che lo dovrebbe accompagnare dopo la conquista (probabilissima) del 5° titolo verso il sesto nella prossima stagione. Il pilota turco ha superato l’americano PJ Jacobsen, che aveva preso la testa della corsa a inizio gara, e poi ha allungato andando a vincere la sua terza gara stagionale. L’americano ha chiuso in seconda posizione, davanti al debuttante compagno di squadra Randy Krummenacher che conclude il podio. La gara ha proposto anche un n bel duello tra piloti britannici alle spalle dietro i primi tre, con Luke Stapleford e Gino Rea che è riuscito a concludere in quarta posizione con la sua MV Agusta. Anche alle loro spalle c’è stata una bella sfida tra gli italiani Ayrton Badovini e Alex Baldolini e a loro si è unito anche il pilota di casa Kyle Smith. Ottava posizione per un nervoso Jules Cluzel (MV Agusta) che ha chiuso davanti a Badovini. Lorenzo Zanetti, dopo un duello con il suo compagno di squadra Cluzel, ha completato la top ten. Il miglior pilota della FIM Europe Supersport Cup è stato Alessandro Zaccone, che sta davvero impressionando in questo suo brillante debutto. Altri italiani all’arrivo: Caricasulo 11°; Rolfo 14°, Bassani 17°; Stirpe 27°. Ritirato Gamarino. Nella classifica generale si allarga il divario fra il leader Sofuoglu p. 121. che precede Krummenacher p. 94 e Jacobsen p. 76

COPPA FIM – STOCK 1000 - La gara della ha visto un paio di incidenti in partenza e nelle fasi iniziali, mentre il poleman Raffaele De Rosa (BMW) ha preso subito il comando della corsa e ha continuato a dominare fino all’esposizione della bandiera a scacchi, conquistando così una vittoria eccezionale in sella alla BMW, con tre secondi di vantaggio su Leandro Mercado (Ducati). L’argentino. dopo aver lottato con il suo compagno di squadra Michael Ruben Rinaldi, ha ottenuto un altro podio e ha portato a casa punti importanti, ma dovendosi accontentare della seconda posizione. Sul terzo gradino del podio è salito Nicolò Canepa, pilota della Yamaha, sostituto d’infortunato Riccardo Russo. L’italiano Kevin Calia ha concluso la gara in quarta posizione, con la sua Aprilia, davanti al compagno di squadra Roberto Tamburini, che ha completato la top five. In seguito però Tamburini è stato retrocesso di due posizioni, in settima piazza, dopo aver compiuto un sorpasso mentre c’erano le bandiere gialle. Rinaldi ha quindi chiuso in quinta posizione. Sesta posizione, invece, per il campione in carica della STK600, Toprak Razgatlioglu. A punti Mantovani 15°; ritirati Faccani, Massei, e Marconi. Nella classifica generale De Rosa è il leader con p. 82 ,seguito da Mercado p.77, Rinaldi p. 47 e Calia p.46.

Il prossimo appuntamento sarà a Misano, dal 17 al 19 giugno.

 

Umberto Masetti: un pilota straordinario ed un personagio incredibile.

Ricorre oggi, 29 maggio 2006 l’anniversario della scomparsa di Umberto Masetti avvenuta nel 2006, aveva compiuto 80 anni.

Umberto e’ stato uno dei campioni più eclettici che il motociclismo italiano.

Estroso sempre, sulle piste come nella vita quotidiana, fino a che gli è stato dote restare fra la gente che lo conosceva anche come il “Bell’Alberto”.

Fu il primo pilota italiano a conquistare, nel 1950, il titolo di Campione del Mondo della 500 gran prix; fece i bis nel 1952 sempre in sella alla Gilera.

Masetti è stato anche il primo pilota divo, amava ed ha avuto successo con il mondo femminile e per le donne fece cose incredibili. Per anni la sua relazione con Moira Orfei fece notizia. Ha avuto la possibilità di guidare moto mitiche come: Benelli, Gilera, Morini, NSU ed MV Agusta.

Quando il suo successo in Europa, ad inizio anni sessanta, si offuscò emigrò in Cile. Rientrò nel motomondiale nella classe 250 con licenza cilena e conquistò due podi con la Morini. In ogni caso seppe diventare una leggenda anche nel Sud America. Rientrato in Italia con una moglie molto giovane, visse la parte finale della sua vita a Maranello.

Avendo avuto il piacere di conoscerlo personalmente e aver trascorso serate in compagnia con Umberto e Tarquinio, il ricordo resta vivo più che mai.

Palazzese Ivan: giovane pilota venezuelano caduto nel motodromo tedesco.

Ivan Palazzese un ragazzo nato in Italia, ad Alba Adriatica, famiglia emigrata in Venezuela dove ha un protagonista del motomondiale.
Il 28 maggio 1989, in sella ad una Aprilia 250 ufficiale, durante il GP di Germania ad Hockeneim incappò in un incidente che, innescato da un grippaggio della moto di Andreas Preining, lo coinvolse insieme all’italiano Fabio Barchina.
Per il 27enne Ivan ci furono le conseguenze piu’ gravi le subì lui, perse tragicamente la vita. Di quella triste vicenda, capitata all’ingresso dell’area indicata come “motodromo”, si ricorda anche il gesto di Virginio Ferrari che non esitò ad accostare subito la moto a bordo pista per correre in soccorso dei piloti a terra.
Nella sua città natale, la cittadinanza tutta ha fatto innalzare un monumento in suo onore di Ivan Palazzese.

Eros Manferdini: vittima di una tragica fatalità sulla pista di Rijeka.

Eros Manferdini, il 27 maggio 1990, è rimasto vittima di un incidente sulla pista croata di Rijeka, prendeva parte al Campionato Europeo della classe 250 gp. Un incidente capitato poco dopo la partenza, innescato dal finlandese Päiväläinen che, finito contro le balle di paglia, le fatte rotolare sulla pista provocando una caduta di gruppo di sette piloti, una carambola che coinvolse anche Manferdini che resto inerte sull’asfalto. Gravemente feriti nell’incidente, le moto e balle di paglia innescarono un incendio.
Tre settimane più tardi, sulla stessa pista, Reinhold Roth, due volte runner-up nel Campionato Mondiale di Motociclismo classe 250 cm3 nel 1987 e nel 1989, rimase gravemente ferito nella gara iridata mentre lottava con Alex Criville.  Roth si tamponò Randy Milner, che stava procedendo ad un ritmo molto lento, pensando che la gara sarebbe stata bandiera rossa a causa della pioggia. Il pilota tedesco rimase senza il supporto dell’ossigeno, subì lesioni cerebrali dalle quali non si ripreso. Milner rimase ferito come Criville coinvolto nell’incidente. Una gara caratterizzata da molti incidenti, su una pista che è stata fatale per tanti piloti, altri piloti finirono a terra fra i quali Alberto Rota, Adrien Morillas e Andrea Borgonovo che seriamente infortunato.

Maugliani Emanuele: pilota protagonista dell’epoea motociclistica nell’Est Europeo comunista.

Il 27 maggio 1973 a Škofja Loka, 24 km da Lubiana, Jugoslavia (oggi Slovenia), il pilota romano Emanuele Mugliani ha persola vita durante la corsa delle 350cc. Era una gara organizzata nel contesto delle celebrazioni del primo millennio di Loka, assistevano otre 30.000 spettatori. Emanuele fini fra il pubblico e furono coinvolti molti spettatori con moti e feriti. Il tragico evento ha causato la fine della manifestazione di Škofja Loka. Mugliani aveva gareggiato alcuni anni nel motomondiale conquistando alcuni piazzamenti interessanti. In seguito era diventato una “cavaliere errante” frequentatore assiduo sulle piste stradali dell’Europa dell’Est. L’incidente capitata a pochi giorni dalla tragedia di Monza contributi ad alimentare le critiche per le gare in moto. (foto relativa ad una partecipazione al circuito di Ospedaletti).

Alberto Ascari: un mito italiano delle corse in auto. Vittima di un incidente a Monza.

Alberto Ascari è deceduto il 26 maggio 1955, a 37 anni, vittima di un incidente sulla pista di Monza mentre provava la Ferrari dell’amico Eugenio Castellotti durante una sessione di prove.

Lo schianto dopo tre giri e la morte fu istantanea.

La dinamica dell’incidente non è mai stata ricostruita, dato che nessuno fu testimone dello schianto.

Quattro giorni prima era stato protagonista di un incidente spettacolare, finendo nelle acque del porto di Montecarlo, durante il GP di Monaco. Uscito praticamente indenne, dopo pochi giorni non poté sfuggire all’appuntamento con il destino. Alberto, figlio Antonio Ascari anch’egli vittima di un incidente mentre stava conducendo il Gran Premio di Francia a Montlehry, aveva incominciato a gareggiare con le moto.

Passò poi alle auto debuttando nella Mille Miglia nel 1940 alla guida della Ferrari T815.

Dopo il conflitto mondiale, riparti con la Maserati.

Con la Ferrari vinse 27 dei 35 GP e conquistò due titoli mondiali.

Imponente la partecipazione al funerale, uno striscione recitava: “Accogli, o Signore, sul traguardo l’anima di Alberto Ascari.”

Mugello: Gran Premio d’Italia, piazzamenti d’onore per i piloti italiani!

Rossi Mugello 2016… fuma la Yamaha di Valentino Rossi!

Il Gran Premio d’Italia sul pista del Mugello era un evento atteso da decine di miglia di spettatori presenti nell’impianto e dai milioni davanti agli schermi TV.

Una giornata do sera con tanti ospiti illustri ed i piloti italiani che si erano preparati invadendo le prime file degli schieramenti nelle tre classi. E’ mancata solo la fortuna, un assenza patita dai nostri piloti,

MOTO3 – Fenati era il poleman e stava conducendo una gara che lasciva intendere reali possibilità di vittoria, anche se il serpentone di 20 piloti ruota su ruota pareva rendere possibili anche esiti imprevedibili. Fermo per un … salto di catena, è stato il tedesco Brad Binder (KTM), ha preso la testa dei giri finali sottraendosi così dal volatone finale per cogliere un’altra vittoria e che rafforza il suo primo posto in classifica. Volatone per i restanti posti sul podio: secondo posto per la “sorpresa” Fabio Di Giannantonio (Honda) e terzo per Francesco Bagnaia (Mahindra)- Buon quarto posto da parte Nicolò Antonelli autore di una bella rimonta dalle posizioni di fondo dello schieramento di partenza. Altri italiani a punti Nicolò Bulega (8°), Andrea Mingo (10°) e Enea Bastianini (12°). Nella classifica generale è primo Binder p. 127, poi lo spagnolo Navarro p. 78, a seguire gli italiani Fenati p. 67, Bulega e Antonelli p.55

MOTO2 – Speranze per un pilota italiano di podio affidate a Lorenzo Baldassarri e Simone Corsi. Alla fine il primo posto, dopo cadute, speronamenti e bandiere rosse, di una gara ridotta a 10 giri, se lo è aggiudicato campione in carica Johann Zarco premiato per 30 centesimi di secondo sul un grande Baldassarri, terzo Nakagami. Ritirati Luca Marini e Mattia Pasini, l’opaco Morbidelli (8°) e dopo troppe vicende sfortunate Corsi (16°). In classifica Lowes ha riconquistato il primo posto p. 98, poi Rins p. 96 e Luthi p.82. Primo italiano Corsi (6°) p.50.

MOTOGP – Rossi senza fortuna. Nel warm-up si era rotto il motore della Yamaha di Lorenzo. Il team non ha letto l’accaduto come un pericolo anche per Valentino. Purtroppo dopo 9 giri di gara quando la coppia italo spagnola era al comando e l’italiano pareva poter superare l’iberico la sua moto di è ammutolita in una nuvola fumo dell’olio bruciato dal suo motore. E’ finito così il sogno della grande marea gialla che colorava la scena sugli spalti dell’autodromo e dei tanti seduti in poltrona davanti alla TV. La gara è stata vinta, grazie anche alla maggiore potenza evidenziata dal motore Yamaha di Lorenzo che ha prevalso su Marquez per soli 19 centesimi di secondo al termine di una volata in rimota nella dirittura finale. Un finale indiscutibilmente bello, ma che non ha emozionato il pubblico in generale, anche se ciò fa storcere il naso a chi si sente sopra le parti, giudice della passioni che non gli appartengono. Sul podio i due spagnoli sono stati fischiato, e cosa potevano aspettarsi …. a tradire lo sport ci avevano già pensato loro nel finale della stagione 2015. Terso posto per un “feroce” Andrea Iannone che ha dato una lezione al confermato Andrea Dovisioso. Piccola rivincita che ci sta. Il romagnolo (6°) è stato sorpassato anche da Dani Pedrosa. Ottimi anche Danilo Petrucci (8°) e Michele Pirro (10°) con le ducati dei team satelliti. Ora per Valentino Rossi si fa molto erto il percorso per una eventuale conquista del 10° titolo iridato. Dovrà recuperare già a Barcellona … dove gli restituiranno (in gran parte) i fischi regalati ieri dai suoi tifosi alla coppia spagnola. In classifica Lorenzo rafforza il primo posto con p.115, incalzato da Marquez p. 105 e Valentino Rossi p.78.

Bicchierini Giovanni: vittima di un incidente sulla pista di Vallelunga

Il 22 maggio 2010, sulla pista di Vallelunga, durante le qualificazioni del Trofeo Città di Otricoli (la gara che si disputa oggi), ha perse la vita Giovanni Bicchierini, 32 anni di Tarquinia.

Il pilota laziale rimase vittima di un incidente dalla dinamica complessa, innescata, da un guasto alla sua moto che alla fine coinvolse sei piloti.
Bicchierini, era sposato e padre di una bambina di poco più di un anno.

Nutriva una grande passione per il motociclismo e partecipava a gare prevalentemente amatoriali.

Renzo Pasolini: Rimini impazzì di dolore in quei giorni.

Il 20 maggio 1973 sulla pista di Monza si concluse la vicenda terrena di Renzo Pasolini.

Perì al via della classe 250cc , nel curvone di Monza, schiantandosi contro le balle di paglia; era in sella alla Harley – Aermacchi.

Sono molte le pagine web attraverso le quali si racconta la vita di in Campione che non e’ adeguatamente raccontato dal suo palmares, perché il suo valore va ben oltre le vittorie che ha conquistato.

Quanto si può leggere su una vecchia pagina gialla di Moto70 (per il trentennale della sua scomparsa) paiono raccontare bene il Campione e l’Uomo a chi non ha potuto conoscerlo.
Accento romagnolo, occhialoni e sguardo da Pierino, Renzo Pasolini è un tipo che suscita simpatia fin dal primo sguardo. E’ simpatico, estroverso, brillante e ama la vita: chiacchierare, raccontare barzellette, bere, fumare, giocare a biliardo, fare tardi la sera e alzarsi il giorno dopo a mezzogiorno. Gareggia in moto non per vincere e basta, ma per il puro piacere di correre. Non è nella sua filosofia risparmiarsi, fare calcoli o cercare di incanalare e gestire il suo straripante talento per costruire passo dopo passo un risultato importante. E’ per questa ragione che gli manca l’acuto nelle classifiche mondiali, ma proprio per questo è naturale che la gente vada matta per lui. Una spaventosa caduta che coinvolge gran parte del gruppo non viene documentata dalle immagini televisive, ma solo da qualche fotografia che non consente di dare una spiegazione soddisfacente del tragico incidente. Jarno muore sul colpo, “Paso” lo segue dopo qualche istante”.
Il destino accomunò di nuovo il pilota finlandese Jarno Saarinen a quello italiano, nel modo più tragico disegno della vita.
L’emozione e il dolore di quell’evento resta vivo in quanti hanno avuto la ventura di viverli. Una folla strabocchevole si schierò lungo i 5 km,  dalla Chiesa della Colonnella dove furono celebrati i riti funebri, fino al cimitero dove in seguito è stato eretto un moumento funebre alla memoria. Lo ricorda anche l’attività di un grande club: Il Nuovo MC Renzo Pasolini Rimini.

Il ricordo di Renzo e Jarno resta vivo piu’ che mai. Indimenticabile “PASO”!

Renzo Pasolini e Jarno Saarinen – 20 maggio 1973 – il tragico incidente

Renzo Pasolini e Jarno Saarinen, sono stati piloti molto amati nel secolo scorso, il loro nome e’ tuttora citato spesso nei discorsi fra appassionati della motovelocità. Domenica 20 maggio 1973, una calda giornata primaverile l’autodromo di Monza ospitava il Gran Premio delle Nazioni, erano le ore 15,31 e appena dopo il via della classe 250, due Campioni imboccarono l’ultima curva della loro vita terrena. Alla “curva grande”, Renzo Pasolini (35 anni) e Jarno Saarinen (28 anni) persero tragicamente la vita. Un groviglio pauroso di uomini e moto, in totale furono 17 piloti coinvolti e feriti lo furono anche Villa, Giansanti, Kanaya, Mortimer, Jansson, Palomo. I finlandese Jarno Saarinen, era l’astro del motociclismo mondiale, a Monza si apprestava a conquistare il titolo mondiale della classe 250 dopo tre vittorie consecutive. Per il riminese era la corsa del riscatto, dopo stagioni sfortunate la Harley Davidson bicilindrica 2T, raffreddata ad acqua, poteva diventare un mezzo capace fargli conquistare i traguardi che aveva dimostrato di valere. Poteva accadere, lo aveva dimostrato durante la mattinata nella 350 rimontando a oltre 200 km/k 10 secondi a Giacomo Agostini, fermato solo da un principio di grippaggio sul finire della gara. Piu’ volte “Paso” aveva dovuto fare i conti con la iella che quel pomeriggio gli tese l’ultimo agguato. Chi seguiva le gare in TV, commentate da Poltronieri, comprese anche da casa dalla cappa di silenzio scesa sui 100mila presenti nel parco della Villa Reali di Monza, vedendo i piloti tornare “contromano” verso la linea di partenza, che si era consumata una grande tragedia. Saarinen era deceduto sul colpo e la notizia fu immediata, Pasolini fu dichiarato gravissimo ma vivo prima di fermare il collegamento. A Rimini quella domenica si giocava una partita di calcio importante, ma quando le radioline diffusero la notizia che il Campione concittadino era deceduto il pubblico ammutoli e i giocatori, ignari di quanto stava accadendo apparvero disorientati. Quel giorno la Juventus vinse il campionato di calcio, ma in una terra dove la squadra torinese conta molti tifosi non ci furono festeggiamenti, c’era posto solo posto per il dolore. Un dolore che la citta’ avrebbe testimoniato nei giorni successivi. Prima d’allora mai tanta gente si era schierata lungo i cinque chilometri che dividono la chiesa della “Colonnella” dal cimitero. Mai piu’ e’ accaduto. Rimini rese onore al suo campione come grande avversario finnico che lo aveva accompagnato nell’ultimo tragico giro di pista. Da allora “Paso” riposa in un piccolo mausoleo di famiglia eretto dalla famiglia in unione con gli amministratori della citta’ ed il Moto Club che porta il suo nome. Onore, perpetuandone la memoria, a due “Cavalieri del Vento”, come sono stati definiti i piloti in una pubblicazione di un club del “La Rumagna de Mutor”!

Jarno Saarinen: perì nel drammatico incidente del GP delle Nazioni a Monza (1973)

20 maggio 1973: Il destino accomunò il pilota finlandese Jarno Saarinen (nella foto con l’isepaeabile Soili) a quello dell’italiano Renzo Pasolini, nel modo più tragico.

Sulla pista di Monza al via del Gran Premio delle Nazioni,classe 250, si compì il destino di due uomini che sono rimasti nel cuore di tanta appassionati di motociclismo. Jarno Saarinen è una leggenda, in tutto il mondo e particolarmente in Italia.

Soprannominato dai suoi connazionali “Paroni” (il barone), il pilota finlandese ha messo in luce il talento dell’autentico fuoriclasse, purtroppo espresso in parte perché la sua fu una purtroppo brevissima carriera stroncata dall’incidente mortale in Brianza.

Nella collisione che coinvolse altre 13 moto sul tracciato monzese non morirono solo i sogni Jarno e di Renzo, ma anche quelli degli appassionati di moto finlandesi e di tutto il mondo. Campioni come loro sono stati e rimangono nel cuore per sempre!

Jack Findlay: un grande pilota con la compagna di una vita..

Il 19 maggio ricorre l’anniversario della scomparsa di Jack Findlay, ci ha lasciati all’età di 72 anni nel 2007, dove viveva nella casa alla periferia di Parigi.

Il bravo pilota, nato e cresciuto in Australia, si trasferì nel 1957 in Europa (abbandonado il lavoro in banca) per diventare uno dei mitici “gitani” del circus iridato; spesso è stato identificato come “veloce Jack”.

Nel 1978, ha lasciato le corse avendo preso il via ad oltre 150 Gran Premi, nel suo palmares un secondo posto nella classe 500 gran prix  ed una vittoria nel Trofeo 750, che in seguito sarebbe viventato campinato del mondo.

Findlay e’ stato un importante collaudatore Michelin,ed  ha ricoperto per alcuni anni un incarico commerciale nello staff Bimota; dal 1992 fino al 2001 è stato direttore delle commissioni tecniche FIM e IRTA.

Un amico ed un campione indimenticabile.

Jack Findlay: un grande pilota, un amico e un collaboratore in Bimota.

Il 19 maggio ricorre l’anniversario della scomparsa di Jack Findlay, ci ha lasciati all’età di 72 anni nel 2007,dove viveva nella casa alla periferia di Parigi.

Il bravo pilota, nato e cresciuto in Australia, si trasferì nel 1957 in Europa (abbandonado il lavoro in banca) per diventare uno dei mitici “gitani” del circus iridato; spesso è stato identificato come “veloce Jack”.

Nel 1978, ha lasciato le corse avendo preso il via ad oltre 150 Gran Premi, nel suo palmares un secondo posto nella classe 500 gran prix  ed una vittoria nel Trofeo 750, che in seguito sarebbe viventato campinato del mondo.

Findlay e’ stato un importante collaudatore Michelin,ed  ha ricoperto per alcuni anni un incarico commerciale nello staff Bimota; dal 1992 fino al 2001 è stato direttore delle commissioni tecniche FIM e IRTA.

Un amico ed un campione indimenticabile.

Gran Premio d’Italia al Mugello in TV (SKY e TV8)

TV-sbkPROGRAMMAZIONE TV PER IL GRAN PREMIO D’ITALIA AL MUGELLOI

Per il Gran Premio d’Italia di motociclismo, in programma durante il week-end 19-22 maggio 2016, è prevista un’ampia copertura da parte di SKY e sul canale free digitale TV8. In occasione di questa gara TV8, la rete ‘in chiaro‘ di Sky (sul canale 8 del Digitale Terrestre), renderà visibili a tutti le vicende del Motomondiale ‘Live’ secondo quando riportato di seguito.

Programmazione Sky
Giovedì 19 Maggio
17:00 Conferenza Stampa Piloti MotoGP
Venerdì 20 Maggio
09:00 Moto3 FP1
09:55 MotoGP FP1
10:55 Moto2 FP1
13:10 Moto3 FP2
14:00 MotoGP FP2
15:05 Moto2 FP2
Sabato 21 Maggio
09:00 Moto3 FP3
09:55 MotoGP FP3
10:55 Moto2 FP3
12:35 Moto3 Qualifiche
13:30 MotoGP FP
14:10 MotoGP Qualifiche
15:05 Moto2 Qualifich
e
Domenica 22 Maggio
08:40 Warm Up Moto3, Moto2 e MotoGP
11:00 Gara Moto3
12:20 Gara Moto2
14:00 Gara MotoGP
15:00 Paddock Live

Programmazione TV8
Sabato 21 Maggio
12:35 Qualifiche Moto
14.10 Qualifiche MotoGP
15:05 Qualifiche Moto2
Domenica 22 Maggio
11:00 Gara Moto3
12:20 Gara Moto2
14:00 Gara MotoGP

Mugello: Gran Premio d’Italia, attesa per gare che potrebbero risultare esaltanti.

Autodromo del MugelloSono già accesi i riflettori del mondo motociclistico sul Gran Premio d’Italia 2016 in programma sulla pista toscana del MUGELLO dal 19 al 22 Maggio. Una pista cresciuta molto dalla sua costruzione avvenuta nel 1972, dopo la cancellazione del circuito stradale del Mugello. Ha vissuto momenti di grande difficoltà, in particolare nel 1976 quando il 16 maggio perirono Otello Buscherini e Paolo tordi e quel giorno furono innumerevoli le cadute. Con l’acquisizione dell’impianto da parte della Ferrari la struttura logistica e lo stato del tracciato sono migliorati tantissimo, tanto da farne uno dei migliori al mondo. Sano tantissimi i piloti che esprimono vivo apprezzamento per il Gran Premio d’Italia e per il Mugello, che considerato l’andamento dei campionati di tutte le categorie rendono elettrizzante l’attesa per il prossimo week-end.

MOTOGP - I piloti protagonisti della categoria arrivano in Toscana dopo un GR di Francia che ha compattato le posizioni dei piloti di testa, o candidati alla conquista del titolo. Marc Marquez, Honda sperava in un all’allungo in classifica iridata. Ma così non è stato, è caduto anche lui come era già capitato ai suoi più diretti avversari Lorenzo e Rossi. E’ risalito in sella ma non ha potuto difendere la leadership, scalzato dal connazionale Jorge Lorenzo (Yamaha) e riavvicinato da Valentino Rossi (Yamaha). Il Campionato del Mondo Moto G si è improvvisamente aperto e il trio di vertice è racchiuso in 12 punti. Arriva il Mugello e sulla pista toscana tutti e tre i piloti possono fare bene. Il lungo rettilineo che arriva alla curva San Donato è qualche cosa che pochi altri tracciati possono eguagliare; tra le colline toscane il giallo popolo VR46 darà una spinta ulteriore al Dottore. Pochi hanno dimenticato il finale della stagione 2015, c’è grande voglia di rivincita, … sperabile non diventi desiderio di regolare conti rimati aperti anche fra tifoserie. Intanto Dani Pedrosa (Honda) pare stia trovando la migliore condizione cercata con una costanza di arrivi a punti tanto da risalire quarto posto iridato. Al Mugello Dani ha sempre regalato belle prestazioni e non sorprenderebbe il vederlo in lotta con i tre leader del mondiale per un posto sul podio. Dopo la debacle francese dei piloti del team Ducati a causa di due cadute è stata definita la composizione della squadra 2017. Ovvia l’attesa del Team per una riscossa avendo l’opportunità di gareggiare sulla “propria pista”. La delusione per i tre nulli accumulati da Andrea Dovizioso è stata mitigata dalla riconferma della Casa di Borgo Panigale in suo favore, certo vorrà ringraziare con una grande prestazione. Ad Andrea Iannone non sono bastate le prestazioni da primattore. Belle gare però non concluse positivamente a causa di inopportune cadute. Carico di rabbia per il “taglio” e con la necessità di convincere il Team Suzuki ad ingaggiarlo per l’anno venturo, prevedibile che darà l’anima. Maverick Viñales elogiato per la costanza e per l’impegno arrivando a regalare alla Suzuki il terzo posto nella gara francese, riportandola sul podio dopo otto anni. Al Mugello potrà riconfermare le sue ottime prestazioni che gli sono valse l’ingaggio nella squadra ufficiale Yamaha, sarà il compagno di Rossi fino al 2018. Molto atteso al Mugello anche Danilo Petrucci, su un tracciato che ama e conosce alla perfezione, se avrà recuperato la piene efficienza fisica, potrà regalare emozioni ai suoi tifosi. Attenzione anche per le due Aprilia in gara, hanno dimostrato che lo sviluppo n corso è costante.

MOTO2 – Dopo un GP di Francia vissuto nel segno dell’incertezza, perché i piloti che risultavano favoriti durante le prove, non hanno ribadito le aspettative in gara. Ne ha tratto giovamento Alex Rins, che ha lasciato la pista transalpina forte del primato nella classifica iridata conquistato con la vittoria in gara. Il pilota di Barcellona ha così superato in classifica mondiale Sam Lowes, che non ha brillato sul tracciato di Le Mans. Ora tutta la concentrazione è rivolta al Mugello dove nessuno dei due ha mai vinto. Lowes, rispetto al rivale, ha fatto però il miglior risultato sulla pista italiana, un quarto posto nel 2015 partendo dalla pole. Johann Zarco l’anno scorso al Gran Premio d’Italia arrivò dietro al vincitore Tito Rabat mentre ha concluso la recente gara di casa con una caduta, perdendo molti punti in classifica iridata. Deve rifarsi sulla pista toscana. Thomas Luthi in Francia è arrivato terzo conquistando la medesima posizione in campionato. Al Mugello coltiverà certo la speranza di risalire fino al secondo posto su una pista dove nelle passate stagioni entrò nella top ten. Grande prova in Francia per Simone Corsi; il pilota italiano ha conquistato il secondo posto e si appresta ad essere uno dei protagonisti della classe. Ora è sesto in classifica, ma sulla pista toscana è già stato protagonista, per quattro volte si è piazzato nella top ten. Molto attese anche le prestazioni di Franco Morbildelli, ha già ha concluso le sue gare, per diverse volte in stagione, in prossimità del podio. Molte le attese per Lorenzo Baldassarri e Luca Marini che stanno dimostrando una buona continuità di risultati. Il Mugello è stato teatro di emozionati duelli nella categoria intermedia, come quello del 2009 tra Mattia Pasini e Marco Simoncelli in 250cc con il primo che ha vinto la gara italiana. Un buon ricordo per Mattia, purtroppo il suo rientro del nella categoria non è stato facile, potrebbe essere per lui un’occasione importante per il rilancio.

MOTO3 – Negli ultimi tre anni sulla pista toscana si sono imposti piloti KTM lasciano ad Honda solo la vittoria nel 2012, anno di debutto della nuova categoria. Brad Binder, pilota KTM, è l’attuale leader della classifica iridata. L’anno scorso al Mugello ha siglato il nuovo record della pista. I probabili avversari più temibili, analizzando anche le prestazioni più recenti e della scorsa stagione sono molti. In particola Jorge Navarro, attualmente al secondo posto del Campionato, che l’anno scorso è arrivato settimo. Lo spagnolo scattava dal diciottesimo posto in griglia di partenza e in gara ottenne il suo miglior risultato fino a quel momento. Ma sono i piloti italiani i più attesi, numerosi e con qualità per essere protagonisti vincenti. A cominciare Romano Fenati, in gara con la KTM dello SKY Team VR46, l’anno scorso è arrivato terzo nella gara di casa a soli 0.127 secondi da Miguel Oliveira, pilota KTM e vincitore del GP, in Francia ha dimostrato di avere grandi potenzialità. Francesco Bagnaia (Mahindra) quarto nella gara una settimana, nella scorsa stagione arrivò quarto a 0.130s dal primo dopo una gara combattuta. Come sempre in questa classe sarà lotta accesa, molto atteso, dopo un grande avvio di stagione, Nicolò Bulega. Il rookie italiano potrebbe sorprenderci anche sulla pista di casa e risalendo ancora sul podio. Nicolò Antonelli, autore di prestazioni contrastanti, spesso condizionate da troppa foga potrebbe offrire una prestazione prestigiosa ed in linea con le sue possibilità. Andrea Locatelli, dopo alcuni risultati importanti è parso in calo, ha l’occasione per smentirci. Dovrebbe rientrare Enea Bastianini per riavviare la sua rincorsa alle prime posizione dell classifica, ora si trova al 10° posto. Andrea Migno, altro pilota italiano presente nella classifica iridata, ma che deve rilanciarsi per confermare un posto nella prossima stagione. A caccia dei primi punti mondiali ci saranno anche Fabio Di Giannatonio, Davide Pizzoli, Fabio Spinarelli, Lorenzo Petrarca, e Stefano Valtulini.

Moto Club Terni: è morto Paolo Rossi il “presidente” di una generazione di motociclisti.

paolo rossi terniTerni 17 maggio 2015. Proprio alla vigilia della partenza della 24a edizione della Rievocazione Storica del Motogiro d’Italia, organizzato dal Moto Club Terni “L. Liberati – P. Pileri” è morto il suo ideatore Paolo Rossi, attualmente presidente onorario del sodalizio ternano. Rossi che aveva 68 anni era da tempo malato ed è mancato questa mattina a mezzogiorno, le esequie si terranno domani lunedì 18 maggio nella chiesa di San Francesco a Stroncone, la sua città natale a pochi chilometri da Terni, alla quale era stato sempre molto legato. Nonostante l’aggravarsi della malattia, fino pochi giorni fa aveva collaborato con la solita verve che lo ha sempre contraddistinto, all’organizzazione di questa edizione della Rievocazione Storica del Motogiro d’Italia che come è noto partirà domani mattina dalla Repubblica San Marino. Paolo lascia la moglie e due figlie, alle quali vanno le sentite condoglianze di tutto il Moto Club con in testa l’amico fraterno e presidente del club ternano Massimo Mansueti e della segretaria Laura Cosimetti che insieme a Paolo idearono nel 1989 la gran fondo delle moto d’epoca. Alle condoglianze per la grave perdita, si associano tutti gli appassionati di moto e le tante persone che in questi anni hanno avuto modo di apprezzare le sua grandi qualità organizzative e umane.

Terni 17 maggio 2015

CIV 2016: I risultati di Vallelunga.

CIV 2016 - logoHa preso avvio sul tracciato “Piero Taruffi” a Vallelunga l’edizione 2016 del Campionato Italiano Velocità (CIV). Il format della manifestazione , che si è svolta dal 13 al 15 maggio u.s., prevedeva, come da regolamento gare il sabato e la domenica. L’evento è stato flagellatodalla pioggia ha condizionato le gare sia sabato che domenica; si sono succeduti temporali che hanno allagato il tracciato costringendo spesso la direzione di gara a ridurre i giri o a fermare le gare con la bandiera rossa. Un evento che nelle classi maggiori ha evidenziato la persistente superiorità dei piloti più esperti, incoraggianti, in previsione futura, i risultati della Moto3.

SUPERBIKE – La start list della classe, composta da piloti del calibro di prestigiosa griglia di partenza, composta da piloti del valore di De Rosa, Canepa, Massei, Calia, Tamburini, Baiocco, Goi e il pilota ufficiale Ducati Pirro è di sicuro rilievo. La gran parte dei piloti è protagonista della FIM CUP Stock 1000. GARA 1 – Michele Pirro, Il campione in carica, con la ducati equipaggiata con gomme Michelin, ha vinto la gara a Kevin Calia con l’Aprilia e a Fabio Massei con la Yamaha, da sottolineare che Fabio sostituisce l’infortunato francese Florian Marinò. Quarto posto per il poleman Raffaele De Rosa con la BMW. GARA 2Pirro si è ripetuto, anche si si è gareggiato sotto una pioggia battente. In pochi giri pilota pugliese ha preso le misure alla pista ed ai suoi avversari ed ha rotto gli indugi distanziando nettamentegli avversari. Al secondo posto ancora Kevin Calia, mentre la terza posizione è stata conquistatada Denni Schiavoni. Quarto posto per Canepa compagno di squadra di Massei e sostituto di Riccardo Russo. Nella classifica generale Pirro è leadercon 50 punti, seguito da Calia p. 40 e Massei p.25

SUPERSPORT - GARA 1 – Pista ai limiti dell’impraticabilità, condizioni che hanno facilitò il compito ai piloti i più esperti, veterani per la categoria, non a caso il primo podio è stato appannaggio di tre ex campioni di categoria. Primo posto per Diego Giugovaz (Honda) Davanti a Massimo Roccoli (MV Agusta) il quale, caduto poco prima dell’esposizione della bandiera rossa, ha potuto ripartire conquistando il secondo posto. Terzo posto per Stefano Cruciani (Kawasaki); a seguire Agostino Santoro (MV Agusta), Riccardo Caruso, Marco Bussolotti e Luigi Morciano tutti su Kawasaki. Una caduta,fra le tante che si sono succedute, ha eliminato il poleman Nocco. GARA 2 Partenza molto ritardata a causa dellapioggia che ha allagato la pista. La vittoria è stata conquistata da Stefano Cruciani davanti a Massimo Roccoli ancora secondo, terzo posto per Alessandro Nocco (Kawasaki). Solo nono il vincitore di gara 1 Diego Giugovaz. Quarto posto per Nicola Morrentino (Yamaha) e Ancora ottime prestazione da parte di Caruso, Manfredi e Morciano classificati nell’ordine. Nella classifica generale Cruciani è leader con 41 punti, seguito da Roccolip. 40 e Giugovazp.25

MOTO 3 – Molti giovani al via, con qualche eccezione di piloti con maggiori esperienza ed in cerca di rilancio. GARA1 - Nicholas Spinelli (KTM). Detentore della pole ha vinto nonostante una scivolata alla quale ha rimediato con un gran ritmo, come dimostra anche il giro record della gara in 2’ 03’’ 290. Secondo posto per Bruno Ieraci (TM) bravo a restare sempre vicino a Spinelli. Terza posizione per Celestino Vietti Ramus(RMU), bravo a non commettere errori pur essendo al debutto in Moto3. Da rilevare la gara di Nepa che, partito dall’ultima fila dello schieramento, è caduto dopo che era risalito al quarto posto, poi è ricaduto al tornantino senza possibilità di riprendere la corsa. Quarto posto per Simone Mazzola (Kimco) e quinto per Mattia Casadei (KTM). GARA2E’ stato Casadei ad aggiudicarsi gara 2. E ancora per Ieraci, come il terzo posto per Vietti Ramus il quale ha preceduto il vincitore della gara di gara 1 Spinelli e Kevin Zannoni (Mahindra). Ancora una gara da dimenticare per il talentuoso Stefano Nepa, costretto al ritiro per un guasto tecnico. Nella classifica generale Ieraci leader con 40 punti, seguito da Spinelli p. 38 e Casadeip.25.

PREMOTO 3 - Una categoria che non ha registrato una elevata partecipazione: 20 piloti nella 125 2T e 7 nella 250 4T. GARA1- Gabriele Giannini (Honda) si è aggiudicato la vittoria nella 125 2T davanti a Raffaele Fusco (RMU) e Alex Scorpaniti (Honda). Nella 250 4T è stato Leonardo Taccini (Speed Up) a primeggiare, davanti a Riccardo Rossi e Davide Baldini entrambi con la RMU. GARA2 – La pista bagnata non ha impedito fare il bis a Giannini sempre davanti a Fusco. Terzo posto per Pasquale Alfano. 250 4T – Ancora gara bagnata e primo posto per Riccardo Rossi che ha dominato la gara, al secondo Manuel Mazzullo (RMU) e terzo il coriaceo Leonardo Taccini. Nella classifica generale Gruppo 125 2T leader è Giannini con punti 50, secondo Fusco p. 40 e Scorpanti p.27. Nel gruppo 250 4T leader è Rossicon 45punti, seguito da Taccini p. 41 e Bonolip.24.

SPORT 4TGARA1Ha vinto lo spagnolo Pedro Castano (Yamaha), arrivato nella SP del CIV dopo un 2015 che lo ha visto gareggiare nel Campionato Spagnolo. Dietro di lui Nicola Di Rago e Lorenzo Luciani entrambi con la (Kawasaki). Luigi Ritucci inizialmente terzo è stato squalificato per irregolarità tecnica. GARA2 – Primo posto per Lorenzo Segoni (Honda)che scivolato in gara1 ha conquistato la sua prima vittoria davanti Nicola Di Rago. Terzo posto conquistato da Alfonzo Coppola (Honda). Nella classifica generale Di Rago è leader con 40 punti, seguito da Castano p.36 e Coppola p.26

YAMAHA R1 CUP - GARA 11° Brignola Norino, 2° Baggi Giovanni, 3° Zappa Andrea. GARA 2 – 1° Mazzina Michael, 2° Brignola Norino, 3° Baggi Giovanni.

NATIONAL TROPHY 600 GARA 1Marco De Luca, 2° Fabio Mottola, 3° Marcello Brignoli. GARA 2 – 1° Mitja Emili, 2° Marco De Luca, 3° Marcello Brignoli.

NATIONAL TROPHY 10001° Alessio Velini, 2° Tiziano Amaducci, 3° Luca Pini.

CIV 2016: Buon esordio per il G.A.S. Racing Team

G.A.S. Racing Team 2016Primo round del Campionato Italiano Velocità (CIV) con due gare disputate sul tracciato di Vallelunga. Le gare si sono svolte sotto un autentico nubifragio ma la squadra riminese, su Kawasaki, ha brillato con entrambi i piloti sia il sabato che la domenica. Risultati in fotocopia nelle 2 gare: Riccardo Caruso si è classificato in entrambe e Luigi Morciano 7°. Il G.A.S. è stato l’unico team che ha piazzato i due piloti nella top ten sia in gara-1 che in gara-2.

Il diciottenne riminese Riccardo Caruso è stato di fatto il pilota rivelazione del week-end. In gara-1 è scattato bene, non ha commesso errori ed ha raggiunto la zona podio, la gara però è stata interrotta con bandiera rossa ed, in base al regolamento, fa fede la classifica del giro precedente. Caruso ha conquistato dunque il 5° posto. Stesso piazzamento in gara-2. Il pilota, cresciuto nel team riminese, era all’esordio assoluto nel CIV ed ha messo a frutto l’esperienza maturata nell’ Europeo. Ora è 4° in classifica generale subito alle spalle di tre piloti molto esperti e plurititolati: Cruciani, Roccoli, Giugovaz (questi ultimi in passato hanno gareggiato e vinto con lo staff riminese).

Molto buoni anche i settimi posti conquistati da Luigi Morciano, al debutto con il G.A.S. Racing Team e su Kawasaki. Nei turni di prova sull’asciutto il pilota di Anzio è stato sempre tra i primi cinque e sul bagnato ha conquistato due bei piazzamenti a ridosso dalla zona podio. Morciano, nonostante i pochi test svolti, ha subito raggiunto ottimo feeling con moto, la squadra ed i tecnici Andreani Group. Ora è 6° in classifica generale a pari punti con il 5° e può guardare dunque con ottimismo al campionato.

Sfortunato il marchigiano Luca Bernetti, impegnato nel National Trophy classe 600. Purtroppo è caduto in gara-1 infortunandosi alla gamba sinistra. Nonostante il dolore ha partecipato stoicamente a gara-2 conquistando il 16esimo posto ad un soffio dalla zona punti.

Riccardo Caruso: “Sono molto contento di questo week-end. Mi sono trovato subito a mio agio nelle condizioni impervie del tracciato. La cosa più difficile era la partenza ma sono riuscito a scattare bene, a non commettere errori ed a conquistare così due risultati importanti sia per me che per il team”.

Paolo Meluzzi, Team Manager: “Sono estremamente soddisfatto dei buoni risultati conquistati da Caruso e Morciano in un week-end difficilissimo con entrambe le gare sotto la pioggia battente. La nostra squadra ha iniziato al meglio il campionato ed ha conquistato punti importanti per la classifica tricolore”.

Sepang: Entusiasmante Badovini (Supersport), Sikes e Hayden in Superbike

Sepang 1015 WSS, il podioIl podio SUPERSPORT di Sepang.

La Malesia, sul circuito di Sepang, ha ospitato i piloti protagonisti dei mondiali SUPERBIKE & SUPERSPORT offrendo condizioni atmosferiche abituali per il luogo, ma molto problematiche per i piloti, prima il gran caldo poi pioggia a catinelle, Indubbiamente il meteo ha avuto un peso rilevante per la definizione dei risultai. In particolare le per le due gare disputate la domenica.

SUPERBIKE – Gara1 La gara del sabato è iniziata con Alex Lowes (Yamaha) che ha fatto un’ottima partenza prendendo la testa della corsa, seguito da Michael Van Der Mark (Honda), prima che la coppia della Kawasaki, Jonathan Rea e Tom Sykes, arrivasse a stare davanti, a partire dal secondo giro. Fin da subito Sykes ha cominciato ad avere margine su Rea, che a sua volta era inseguito da Chaz Davies (Ducati), e il pilota della casa bolognese ha anche stabilito un nuovo record sul giro al secondo passaggio sul traguardo, il suo primo giro veloce. Il dominio di Sykes è così iniziato e l’ha portato direttamente alla vittoria, seguito da Rea Davies. Il gallese è stato il miglior pilota Ducati e ha portato la moto di Borgo Panigale nuovamente sul podio per continuare la sfida al titolo; il suo compagno di squadra Davide Giugliano, che aveva saltato il round dello scorso anno a causa di un infortunio, ha lottato nel secondo gruppo, tagliando il traguardo sesto. Markus Reiterberger è stato un grande protagonista sulla pista di Sepang, con la BMW, e quando era in quarta posizione ha dovuto abbandonare la corsa a causa di un problema meccanico. Anche il suo compagno di squadra Jordi Torres ha avuto un buon passo e ha concluso ai piedi del podio. Alex Lowes, dopo aver perso posizioni nella prima parte della gara, ha messo in scena una rimonta impressionante e ha ottenuto un quinto posto che gli permette di guadagnare un buon bottino per la classifica di campionato. La coppia di Honda, Nicky Hayden e Michael Van Der Mark, ha vissuto due gare diverse: l’americano ha sofferto di più verso la fine, mentre il suo compagno di squadra è riuscito a migliorare proprio in quegli istanti e l’ha superato, terminando così in sesta posizione. Anthony West, sostituto dell’infortunato Sylvain Barrier, ha ottenuto la nona posizione, un risultato incredibile dato che solo ieri, venerdì, era salito in sella per la prima volta sulla Kawasaki. Il pilota MV Agusta, Leon Camier ha sofferto nella prima parte della corsa, ma ha reagito e ha chiuso la top ten. Purtroppo nessuno dei due piloti in sella alla Aprilia, Lorenzo Savadori e Alex De Angelis, hanno a causa di due incidenti diversi. Luca Scassa, sostituto di Fabio Menghi si è piazzato al 13° posto, una gara dignitosa per un pilota al rientro. Meno bene Luca Vitiello (18°) che in prova era incappotta in pauroso incidente con la quasi totale distruzione della moto.

SUPERBIKE – Gara 2 – Domenica a Sepang il sole è stato sostituito da un bell’acquazzone che si è scatenato prima della gara della Supersport a dopo gara Gara della Superbike, patita con ritardo per le pessime condizioni della pista. I piloti della SBK hanno così affrontato una corsa bagnata e la prudenza è stata fondamentale soprattutto nei primi giri, quando Sykes, Rea e Lowes sono stati raggiunti da Nicky Hayden, che partiva dalla seconda fila. L’americano, veterano su questa pista, ma debuttante nel WorldSBK, ha subito iniziato a prendere margine e ha lasciato che alle sue spalle lottassero per le altre due posizioni del podio. Hayden ha dichiarato: “È bello essere qui e aver vinto la gara. Nei primi giri ho provato ad arrivare davanti per avere la pista libera davanti a me, e accumulare un po’ di margine. Non sapevamo come le gomme avrebbero reagito sul bagnato. Quando la pista ha iniziato ad asciugarsi un po’ ero preoccupato, non è stato facile. Sono molto felice del successo. Ringrazio tutto il mio team e i miei tifosi e voglio dedicare la vittoria a mio padre. Mi aveva chiesto di ottenere un podio in questo fine settimana e gli avevo detto che ci avrei provato, ma è andata addirittura meglio, spero si sia divertito”. Dietro di lui, Rea ha vinto la battaglia con Lowes e Sykes e in terza posizione è poi arrivato Davies, fino a quando Davide Giugliano ha cominciato a risalire, ha superato anche il compagno di squadra in Ducati, poi Rea, ed è arrivato a centrare una fantastica seconda posizione. Rea è salito sul terzo gradino del podio e rimane l’unico pilota in griglia a essere stato sul podio in ogni gara. Il pilota di Honda Michael van der Mark, partito dalla decima posizione in griglia, ha concluso la gara in sesta posizione dopo un duello entusiasmante con Alex De Angelis (Aprilia), che ha fatto ottimi progressi dopo il suo infortunio. Tom Sykes, dopo esser partito dalla pole, ha sofferto in queste condizioni e ha tagliato il traguardo solo in ottava posizione. Anthony West, sostituto di Sylvain Barrier, ha dato grande prova delle sue capacità sotto la pioggia e arrivato quinto, regalando al team il miglior risultato del 2016 ed essendo la seconda Kawasaki a tagliare il traguardo in questa domenica. Leon Camier, dopo un’altra top ten in Gara1, ha chiuso in nona posizione e Markus Reiterberger completa la top ten con BMW, dopo che in gara 1 era stato frenato da un problema meccanico. Partito bene è poi retrocesso Savadori giunto 14° molto più indietro del compagno di squadra in Aprilia., Fuori dalla zona punti Vizziello (16°) e Scassa (17°).Leader dell classifica generale si è confermato Rea p. 257, davanti a Davies p. 201, Sykes p. 187, primo italiano Giugliano (5°) p. 118.

SUPERSPORT - Gara dichiarata bagnata e il tracciato fa fatto emergere al meglio gli specialisti. Il padrone di casa Zulfahmi Khairuddin (Kawasaki) sostenuto da molti tifosi. E’ scattato molto bene dalla quinta casella in griglia di partenza e ha dominato la corsa fino all’ultimo giro. All’ultima curva Fahmi è stato battuto da Ayrton Badovini (Honda) per soli 50 millesimi. Gino Rea (MV Agusta), dopo aver mantenuto un buon passo nel week end, ha mantenuto la sua posizione in griglia e ha completato il podio. Al via è stato il britannico Gino Rea a fare la migliore partenza, davanti al campione in carica Kenan Sofuoglu (Kawasaki), mentre il suo compagno di squadra, svizzero Randy Krummenacher, ha perso terreno e al termine del primo giro era decimo. Il nuovo asfalto di Sepang era stato pensato proprio per aiutare i piloti nelle varie condizioni climatiche e si stava asciugando quando, al terzo giro, Khairuddin ha preso il comando della corsa al terzo giro, per la prima volta nel WorldSSP. Il pilota Honda PJ Jacobsen ha ottenuto un altro buon bottino, conquistando la quarta posizione, ed è stato il più veloce tra quelli che si stanno giocando il titolo. Infatti Sofuoglu ha ottenuto un sesto posto e il vincitore ad Assen, Kyle Smith, ha chiuso la top five, dopo aver superato il turco nelle fasi finali. Jules Cluzel, pilota del MV Agusta, condizionata da problemi al cambio, ha terminato la sua gara in settima posizione, davanti a Krummenacher, mentre con il nono tempo ha chiuso Alex Baldolini (MV Agusta) e Federico Caricasulo (Honda) ha completato la top ten. A seguire altri piloti italiani: Gamarino (11°), Rolfo (12°) e Zanetti (13°). Il vincitore ha commentato: “Non ci aspettavamo una corsa così, ma quando abbiamo iniziato la gara in condizioni di bagnato le mie sensazioni in sella alla moto erano buone e ho pensato che avessimo potuto fare bene. Mi aspettavo qualcosa nell’ultima curva e poi ho pensato ad una soluzione. Khairuddin mi ha superato in una curva e ho visto che era andato un po’ largo, quindi ho cercato di chiudere ogni spazio ed è stata una lotta incredibile. È un pilota davvero bravo ed è stata una bella gara”. Leader dell classifica generale si è confermato Sofuoglu p. 96, davanti a Krummenacher p. 79. Cluzel e Smith p. 66, primo italiano Baldolini (7°) p. 51.

Paolo Tordi: pilota romagnolo che utilizzò anche la ciclistica Bimota.

Tordi Paolo YB3 350 1976 01Paolo Tordi: in un caldo pomeriggio del  16 Maggio 1976, il pilota cesenate perdeva la vita sul tracciato dell’Autodromo del Mugello.

Un impianto  molto spartano e con le misure di sicurezza del tempo, il tragico incidente avvenne durante il Gran Premio delle Nazioni, nel corso della gara riservata ai piloti della classe 350cc.

Fu una giornata, con oltre 50 incidenti, tragica per due piloti italiani, fatale per Paolo.

Tordi era un pilota privato, taciturno e molto determinato, meno fortunato del suo valore.

Lo accompagna sempre il padre, dopo l’incidente dedicò la vita per  perpetuare la memoria del figlio, insieme all’omonimo Moto Club cesenate.

Fedele alla Yamaha, aveva utilizzato anche la ciclistica Bimota.

Otello Buscherini: uno dei Campioni che ha corso anche con le Bimota.

Buscherini Otello YB1 250 1976 1Otello Buscherini: 1l 16 maggio 1976 perse la vita in un incidente di gara sul circuito del Mugello a seguito di una caduta durante gara “mondiale” della 250 del Gran Premio delle Nazioni.

Buscherini, un pilota forlivese che caratterizzo le stagioni motocislitiche degli anni ’70 del motociclismo italiano e internazionalle.

Nella foto e’ ritratto con un pilastro dell’industria motociclistica sportiva, Minarelli. Prima del fatale incidente aveva iniziato a gareggiare con le moto della Diemme di Lugo equipaggiate anche con telai Bimota.

Sepang 13/15 Maggio: In Malesia il 6° round per Superbike e Supersport.

TV-sbkSuperbike e Supersport si ritrovano in Malesia dopo il week trascorso a Imola, dove a dominre furono Cvies (ducati) e Sofuoglu (Kawasaki). Un anno fa vinsero Rea in gara 1 e Davies in gara 2, con i due che si alternarono nelle prime posizioni. Il terzo gradino del podio fu conquistato nella prima occasione da Biaggi e nella seconda da Torres. La classifica generale della SBK ha visto il britannico ridurre il gap dal campione del mondo, 186 punti per l’uno e 221 punti per l’altro. Alle loro spalle c’è Sykes con 154 punti, mentre Giugliano si trova addirittura in quinta posizione con 88 punti, persino dietro a Van der Mark (106 punti). Niente male fin qui la stagione di Savadori con l’Aprilia, che si piazza all’ottavo posto con 64 punti. Atteso il rientro di Scassa.

Nella Supersport molto atteso il confronta fra il campione in carica

Possibile seguire le gare in TV con la seguente programmazione:

SABATO 14 MAGGIO 2016
Mediaset (Italia2 e Italia1)
4,40 Superbike – Prove Libere 3 (Italia2)
5,15 Supersport – Prove Libere 3 (Italia2)
7,15 Superbike – Qualifiche Superpole (inizio SP1 alle 7,30; SP2 alle 7,55 Italia2)
8,30 Supersport – Qualifiche (SP1 alle 8,30; SP2 alle 8,55 Italia2)
9,30 Superbike – Gara 1 (partenza ore 10,00 Italia1 e Italia2)
Eurosport
7,30 Superbike – Qualifiche Superpole (Eurosport 1)
8,30 Superbike – Qualifiche Superpole (replica Eurosport 2)
10,00 Superbike – Gara 1 (Eurosport 1)
12,15 Superbike – Gara 1 (replica Eurosport 2)
DOMENICA 15 MAGGIO 2016
Mediaset (Italia2 e Italia1)
4,55 Supersport – Warm Up (inizio ore 5,00 Italia2)
4,25 Superbike – Warm Up (Italia2)
8,10 Supersport – Gara (inizio ore 8,20 Italia2)
9,30 Superbike – Gara 2 (partenza ore 10,00 Italia2 e Italia1)
Eurosport
4,30 Superbike – Gara 1 (replica Eurosport 2)
8,15 Supersport – Gara (inizio ore 8,20 Eurosport1)
10,00 Superbike – Gara 2 (Eurosport1)
11,00 Supersport – Gara (replica Eurosport1)
13,00 Superbike – Gara 2 (replica Eurosport 2
)
17,00 Superbike – Gara 2 (replica Eurosport 2)

 

 

CIV 2016: Il G.A.S. Racing Team in gara con Riccardo Caruso e Luigi Morciano

Gas Racing Team- logoIl G.A.S. Racing Team è pronto per una nuova sfida. Quest’anno parteciperà al Campionato Italiano Velocità classe Supersport ed al National Trophy con una squadra giovane, forte ed affiatata. Il piloti scelti per il 2016 sono Riccardo Caruso e Luigi Morciano per il CIV e Luca Bernetti per il National Trophy. E’ stata rinnovata la collaborazione tra G.A.S. Racing e Bike Service, due realtà riminesi unite dalla stessa passione e dal desiderio di valorizzare i giovani talenti. Dopo due stagioni nel Campionato Europeo, quest’anno il team torna a gareggiare nel Campionato Italiano Velocità classe Supersport 600. Il CIV è, tra i campionati nazionali europei, uno tra i più competitivi ed agguerriti, ideale per lanciare i giovani piloti verso i campionati mondiali. La squadra gareggerà anche quest’anno su Kawasaki. Luigi Morciano ha 22 anni, vive ad Anzio (RM), ed è un pilota già conosciuto dagli appassionati di moto. Nel 2009 ha debuttato nel Mondiale 125 come wild-card ed ha poi corso nella serie iridata fino al 2012. Nel suo palmares ci sono importanti piazzamenti nel Mondiale 125. Ha partecipato anche ad alcune gare del Mondiale Supersport entrando sempre in zona punti. Quest’anno debutta nel CIV Supersport il diciottenne riminese Riccardo Caruso che metterà a frutto l’esperienza maturata nell’ Europeo. Negli ultimi tempi è notevolmente migliorato ed ora può dimostrare le sue vere potenzialità.

Paolo Meluzzi - Team Manager) – Dopo due anni di competizioni internazionali siamo molto contenti di tornare a gareggiare nel CIV , un campionato estremamente competitivo e con un’importante copertura televisiva. La squadra è lieta di rinnovare la fiducia al giovane pilota riminese Riccardo Caruso a cui affiancherà Luigi Morciano formando così una coppia di piloti in grado di lottare per le posizioni di vertice.

Stefano Morri - Bike Service – “Sono molto felice di continuare questa esperienza con il G.A.S. e di gareggiare nel CIV. Il  campionato è difficile ma abbiamo una squadra competitiva e possiamo essere protagonisti ad alti livelli”.

Luigi Morciano - Tra me ed il team è scattato una sorta di colpo di fulmine. Mi sono trovato subito benissimo perché c’è un ambiente fantastico: professionale e familiare nello stesso tempo. Sono molto felice di gareggiare con questa squadra. Il mio obbiettivo è lottare per i vertici in tutte le gare”.

Riccardo Caruso - “Sono contento di continuare con il team G.A.S. nel CIV. Mi sono allenato tantissimo con il mio personal trainer Davide Carli. Sono fiducioso e spero di raggiungere buoni risultati grazie anche all’esperienza e l’affiatamento già raggiunti tra me e la squadra”.

Vallelunga: il prossimo week end prende avvio il CIV 2016. Le gare in Tv su Sky.

CIV 2016 - logoIl CIV 2016 prenderà avvio il prossimo weekend (13/15 Maggio p.v.), il primo round e programmato sulla pista di Vallelunga, come accade da qualche anno, saranno le manche in programma. Si corre sabato e domenica, quelle della domenica si potranno seguire in diretta su SKY MotoGP HD (canale 208).

SUPERBIKELa scorsa stagione a dominare furono Michele Pirro e la Ducati, a sfidare il pilota ufficiale Ducati nel mondiale sarà in primis Matteo Baiocco (Ducati). Sono pronostica fra i protagonisti protagonisti piloti in sella alle Aprilia di Tamburini e Calia, poi BMW dell’esordiente Matteo Ferrari, ancora la Ducati Ivan Goi. Al via anche l’intramontabile Letizia Marchetti, unica donna in griglia e ci Raffaele De Rosa come wild card. Quella dell’Althea è certo in funzione della FIM Cup Stock 1000; ancora ci saranno poi Niccolò Canepa, e Fabio Massei, favorire ulteriore interesse per la classe regina del CIV.

MOTO 3 - C’è curiosità per i nomi nuovi, Celestino Vietti con la RMU, i piloti seguiti dalla FMI Stefano Nepa la Mahindra e il talentuoso Kevin Zannoni. Il primo ha dominato lo scorso anno in Premoto3, gli altri due sono attesi da un doppio impegno nel 2016, al Mondiale Junior Nepa e alla Red Bull Rookies Cup per Zannoni. Anthony Groppi come Bruno Ieraci, a Spinelli, Tonassi Vargas e a Mattia Casadei potrebbero riservare piacevoli sorprese. A completare lo schieramento delle “promesse” ci saranno anche Simone Mazzola con la Kymco, poi ci sarà Manuel Pagliani che torna all’italiano dopo le poco fortunata esperienza mondiali.

SUPERSPORTAl via i grandi veterani con il plurititolato Massimo Roccoli e la MV difendere il suo titolo dall’assalto di Stefano Cruciani su Kawasaki, e da quello di un rientrante Alessandro Nocco, In gara anche “Gigio” Morciano in sella alla Kawasaki del GAS Team e messa a punto dalla Bike Service di Rimini.

SPORT 4T - La categoria ha griglie pienissime, e con l’ingresso di Yamaha ha alzato ulteriormente l’asticella della competizione in una classe che vede al via anche Honda, KTM e Kawasaki. Visto l’alto numero di partecipanti è stata rivista la formula di gara, a partire dalle qualifiche. In ciascun week end ci saranno due turni di prove ufficiali con i primi 21 classificati che accederanno direttamente alle due gare in programma. I restanti piloti si daranno battaglia in una fanalini: i classificati dal 1° al 21° posto in questa corsa andranno a completare, dalla 22° alla 42° casella, lo schieramento di partenza delle due gare in programma valevoli per l’assegnazione del punteggio di campionato.

Ad arricchire i weekend di gara ci saranno poi le sfide del National Trophy 2016 e della rientrante Yamaha R1 CUP

TV e prezzi biglietti– Tutte le classi del CIV vedranno gare trasmesse in diretta, sia al sabato che alla domenica, su SKY MotoGP HD (canale 208) e in live streaming da Sportube, accessibile dal sito civ.tv. Per chi volesse seguire lo spettacolo dal vivo ecco i prezzi: Sabato: 10€ intero – 8€ ridotto donne, under 18, tesserati FMI – Omaggio under 14. Domenica: 15€ intero – 10€ ridotto donne, under 18, tesserati FMI – Omaggio under 14. Gratis tesserati o licenziati Gentlemen’s Motor Club

Libero Borsari: perì a 20 anni, aveva la stoffa del Campione!

Libero Borsari perì – 11 maggio 1952 – durante il GP delle Industrie di Marghera. Aveva incominciato a praticare le corse,  in sella ad una Moto Guzzi 65 cm3, nel 1949 e già nel 1950 vinse la prima gara nella 125 cm3 nel circuito della sua città natale: Finale Emilia. Esordì nel campionato italiano a 19 anni  nel 1951 e subito conquistò il titolo della classe 500 Junior. Vinse le gare sui circuiti di Cattolica, Riccione, Asti, Marina di Massa e Prato, sempre in sella alla sua Moto Guzzi. La FIM, Federazione Italiana Motociclismo lo promosse alla 1° categoria nel 1952 .  Iniziò la stagione in sella alla sua privata “Dondolino” e mostrò subito le sue qualità, gareggiando con piloti del calibro di piloti “Gilera”  Umberto Masetti , Giuseppe Colnago e Nello Pagani Moto (Guzzi). Entusiasmò nel Gran Premio Internazionale di Sanremo sul circuito di Ospedaletti. Vinse Geoff Duke con la  Norton 500, e sul podio salirono Nello Pagani e Libero Borsari, classificati nell’ordine. Ancora qualche buon piazzamento poi l’appuntamento fatale sul circuito stradale di Marghera (Venezia). Domenica, 11 maggio 1952, durante le prove, Libero in sella alla Moto Guzzi, indossato il suo rosso-bianco-verde , si lanciò  per il primo giro. Purtroppo la sua moto scivolò  e scavalcato l’attraversamento ferroviario, colpì  un marciapiede e si schiantò con la testa  contro un meccanismo di ferro. Gravemente ferito, fu immediatamente portato in ambulanza all’ospedale di Mestre, dove fu dichiarato morto all’arrivo, aveva solo 20 anni! Fonti diverse indicarono nel bloccaggio di organi meccanici del mezzo le cause che determinarono la caduta fatale, ma nulla fu concretamente accertato. Una folla di circa 20.000 persone gli porsero l’estremo saluto, allineate sulle strade di Finale Emilia, divesi di piloti  precedettero il corteo funebre in sella alle loro moto. Una targa commemorativa è stata collocata in suo onore nel luogo dell’incidente a Porto Marghera.

Lorenzo Bandini: il 10 aprile 1967 finisce il sogno, fra le fiamme di una Ferrari a Montecarlo

- Lorenzo Bandini, il 10 aprile 1967 cessò di vivere nell’ospedale di Montecarlo, 72 ore dopo il terribile incidente nel quale era incorso durante il G.P. Formula 1 del Principato di Monaco. Le fiamme a Montecarlo bruciarono la vita di uno dei migliori piloti di quel tempo, le fiamme che avvolsero la Ferrari. Sotto il peso di quell’immagine e di quella tragedia, quando chiesero a Ferrari di ricordarlo, anch’egli non poté fare a meno di riandare a quell’ultima, orribile immagine: “Ricordo quel giorno di maggio del 1967. Ero nel mio studio di Maranello, davanti al televisore…Quando vidi il grosso fungo nero di fumo che deturpava sinistramente la baia di Montecarlo…sentii che quella macchina in fiamme era una delle mie. Ora non so dire perché, ma intuii Bandini nel rogo e fui sicuro che non lo avrei più visto”.

 Era un pilota molto amato, uno degli ultimi eroi italiani dell’automobilismo sportivo, e niente pare retorico o fuori luogo parlando di lui. Sarebbe diventato il più grande, è morto per troppa passione e per troppo coraggio. Era riuscito a coronare il sogno di correre per la Ferrari. Il 1967 doveva essere il suo anno, quello buono per il titolo iridato, ma all’81° giro del GP di Montecarlo la fortuna gli voltò le spalle. In modo definitivo, aveva 31 anni. La sua carriera era stata una scalata lenta, meticolosa, faticosa, con i vari gradini saliti con enormi sacrifici, fino alla vetta della F.1, fino all’Olimpo della Ferrari, fino alla gloria della prima vittoria iridata. Considerava  giunta l’ora di puntare al titolo iridato, ma il destino aveva disposto diversamente della sua vita, una chicane: innaturale, artificiosa come tutte le chicane, risultò fatele per Bandini. A Montecarlo voleva vincere e sapeva di poterlo fare. Al via, scattò in testa senza accorgersi  che alle sue spalle Brabham aveva inondato la pista di olio per la rottura del motore. Lo vedero tutti tranne lui, che è appunto era davanti  e  su quell’olio finì nel giro successivo perdendo la leadership. Bandini riprese con più rabbia e con una grande progressione compiendo sorpassi dietro sorpassi. Quando mancano 19 giri alla fine agguantò il secondo davanti al compagno di squadra Amon. Mantenne il suo ritmo forsennarto fino a che, uscendo dal tunnel e imboccata  la chicane, invece di uscirne sbattè violentemente contro una balla di paglia. La macchina si capovolge e prense  fuoco, imprigionando il pilota in una gabbia rovente. Le indagini accertarono che la sua monoposto aveva innestata la 5° marcia, avrebbe dovuto essere in 3°. Ciò fece attribuire la causa dell’incidente alla stanchezza del pilota, che aveva dato il massimo e forse anche di più. Qualunque ne sia stata la causa quella grande corsa resta testiimone del suo valore e del coraggio che non gli facevano certo difetto.

Le Mans: Vincono Lorenzo (MotoGP), Rins (Moto2) e Binder (Moto3). Tre secondi posti per i piloti italiani con Rossi, Corsi e Fenati.

Logo Motomondialell Gran Premio di Francia, disputato sul tracciato del “Bugatti” di Le Mans ha visto i piloti italiani conquistare tre secondi posti con Rossi (MotoGP), Corsi (Moto2) e Fenati (Moto3). Tutti hanno rafforzato le loro posizioni nella classifica generale al termine di tre ottime gare. Due gli spagnoli sul gradino più alto del podio: Lorenzo (MotoGP) e Rina (Moto2), al sudafricano Binder la Moto3. Disastro Ducati con i due piloti ufficiali in terra come Marquez che si è regalato un quasi nullo, pareggiando quasi quanto come era già capitato in precedenza ai due diretti avversari.

MOTOGP – Netta vittoria di Jorge Lorenzo (Yamaha) che impone il suo ritmo ad una gara che è stata emozionante per le cadute di Iannone. Dovizioso e Marquez, nell’ordine, ma anche vivacizzata dalla rimonta iniziale Valentino Rossi penalizzato da una partenza poco brillante dalla settima posizione in griglia. Al Terzo Maverick Viñales, il portacolori Suzuki, al suo primo podio nella classe regina. Storico risultato per la Casa nipponica che entra nelle posizioni che contano della massima categoria dopo otto anni, non accadeva dal terzo posto di Loris Capirossi a Brno nel 2008. Il più veloce del warm up è stato Iannone che dalle qualifiche è parso molto competitivo sulla pista francese ma la sua gara con la caduta è diventata una debacle. Tante, troppe cadute, forse i piloti pagano la conoscenza del materiale Michelin, nuovo fornitore con prodotti in fase di sviluppo. Ordine d’arrivo condizionato dai ritiri, fuori gara nell’ordine: Scott Redding, Yonny Hernandez, Cal Crutchlow, Tito Rabat, Andrea Iannone, Andrea Dovizioso, Marc Marquez che riprende e si classifica 13 e ultimo, poi ancora, Jack Miller e Bradley Smith. Solo 13 piloti … forse è tempo di ripensare alla scaletta per l’assegnazione dei punti se il numero dei partenti non subirà un incremento. La corsa nella seconda parte è diventa di trasferimento per i primi due con Lorenzo che vince in solitaria davanti al tranquillo (?) Rossi (-10.854”), terzo Viñales. Seguono Dani Pedrosa che non è riuscito ad agguantare il pilota della Suzuki; poi i fratelli Espargaro, Pol quinto e Aleix sesto. Bella prova del rientrante Danilo Petrucci, settimo, e migliore dei piloti in pista con la Ducati. La casa di Borgo Panigale ha vissuto una nuova giornata da disastro, Dovizioso è al terzo risultato nullo consecutivo. Ora c’è attesa per capire chi sarà il compagno di Lorenzo. Nono e decimo posto per le Aprila, ma con un ritardo vicino al minuto, c’è tanto da lavorare. Ancora Gelo sul podio fra Rossi e Lorenzo. Con il successo nella quinta prova e la caduta di Marquez la classifica cambia e si ricompatta: Lorenzo e leader a 90 punti, precede Marquez p. 85, terzo Rossi p. 78.

Appuntamento tra due settimane in Toscana per il GP d’Italia. Le prove libere sul tracciato del Mugello inizieranno venerdì 20 maggio.

MOTO2Alex Rins vince la gara, con Lowes che arriva al sesto posto, è premiato dal primo posto in classifica. Il nostro Corsi è secondo e Luthi terzo. Buone le condizioni climatiche e tutti i piloti della classe di mezzo hanno optato per la combinazione di mescole media e soft. Protagonisti della corsa fin dalle fasi iniziali sono Luthi, Morbidelli, Nakagami e Rins mentre Corsi e Baldassarri sono stati bravi a rimontare verso le posizioni di testa. Anche in questa gara non sono mancate alcune cadute eccellenti. I primi cinque allungano sul resto della corsa. Cade Julian Simon, mentre Johann Zarco, è ritardato in decima posizione e sale in nona a diciotto giri dalla fine. Cade anche Alex Marquez. Le posizioni di vertice non cambiano e, a undici giri dalla fine, Corsi è alla ruota di Rins e sembra studiare l’attacco al pilota spagnolo. I due allungano su Baldassarri e Luthi ma lo svizzero strappa centesimi all’italiano e quando mancano dieci giri alla fine lo sorpassa con la più classica e efficace delle manovre. Gara finita invece per il pilota di casa: Zarco cade alla curva 14 e lo stesso accade a Lorenzo Baldassarri quando mancano cinque giri al termine, l’italiano dopo una bella prova francese va lungo alla curva tre, torna in pista ma alla fine sarà diciassettesimo. Fasi finali della corsa, Nakagami si avvicina a Morbidelli che adesso è quarto ma distante dai oltre 4 secondi dalle posizioni da podio dove non cambia nulla fino alla fine e Rins quando mancano tre giri alla fine allunga il passo per difendere la sua prima posizione. Taglia il traguardo per primo davanti all’italiano che si aggiudica il secondo posto davanti al pilota svizzero. Morbidelli, Nakagami e Lowes chiudono le rimanenti posizioni sotto la bandiera a scacchi con il britannico che deve cedere la prima piazza iridata al pilota barcellonese. A punti Marini (12°) ai margini della zona Pasini (16°) e Baldassarri (17°), Tonucci (22°). Con il risultato di Le Mans Rins diventa il nuovo leader del campionato con 87 punti, davanti Lowes p. 82 e a Luthi p. 69; migliore dei piloti italiani Corsi 6° con p. 46.

MOTO3Brad Binder, pilota KTM si è aggiudicato la gara a Le Mans conquistando il suo secondo GP consecutivo. A Fenati in piazza d’onore davanti a Navarro. Il sudafricano, che durante il warm-up ha lamentato problemi tecnici alla moto,come era accaduto anche nel corso delle prove, sale sul gradino più alto del podio per la seconda volta in due settimane. Ha “marcato” per tutta la corsa i piloti che si sono alternati in testa al gruppo dei primi, primo molto numeroso poi ridotto a 4 fra i quali il nostro Romano Fenati a lunfo in prima posizione, ed un altro quartetto di inseguitori che comprende i nostri Bulega, Antonelli (poleman) e Migno.La lotta per i posti sul podio dopo metà gara si restringe a Fenati, Binder, Navarro e Canet. Intanto fra i numerosi caduti ci sono anche Phillip Oettl, Darryn Binder e Julian Danilo. Del quartetto che insegue fa parte anche Fabio Quartararo, il pilota di casa. Cade anche Ono. Intanto in testa c’è sempre Fenati davanti a Navarro, poi Binder e Canet. A sei giri dalla fine la sfida costante nel gruppo di testa sembra destinata addirittura ad aumentare. Dietro a Fenati i due piloti Estrella lanciano continui attacchi a Binder che difende con forza la sua seconda posizione chiudendo ogni traiettoria. A due giri dalla fine Binder attacca duramente Fenati e lo sorpassa, Navarro prova ad approfittarne ma l’italiano chiude e resta secondo. Ultimo giro, comanda Binder con Fenati e i due spagnoli al suo inseguimento. L’italiano prova a stare attaccato alla ruota del numero 41 ma non riesce a trovare lo spazio per il sorpasso e al traguardo è secondo mentre dietro i due compagni di box duellano per la terza piazza che alla fine è di Navarro con il rookie Canet giù dal podio. Dietro Bulega, risalito fino alla quinta posizione, poi Quartararo, Migno e Antonelli che chiude ottavo a 0.441s dal vincitore. Altri piloti italiani: Locatelli 10°, Bagnaia 12°, Di Giannantonio 17° Valtulini 22°, Spinarelli 23°, Petrarca 24°. Con la nuova vittoria ria Binder è sempre più leader con p. 102 punti, precede sempre Navarro a p. 78 e Fenati p. 67.

Gilles Villeneuve: 8 maggio 1982 l’anniversario della scomparsa di uno dei piloti leggendari della F1.

  Joseph Gilles Henri Villeneuve: deceduto l’8 maggio 1982, sulla pista Zolder. Per ricordarlo solo le parole di Enzo FerrariIl mio passato è pieno di dolore e di tristi ricordi: mio padre, mia madre, mio fratello e mio figlio. Ora quando mi guardo indietro vedo tutti quelli che ho amato. E tra loro vi è anche questo grande uomo, Gilles Villeneuve. Io gli volevo bene. »
Anche noi gli abbiamo voluto bene e lo portiamo nella memoria ……

Da AUTOSPRINT del 18/04/2010

Dalle nevi del Québec all’epopea di Digione

Arrivò nel mondo dei Gran Premi come uno noto solo agli addetti ai lavori, un campioncino di Formula Atlantic, monoposto con l’identico telaio delle Formula 2 ma con meno potenza nel propulsore, e asso delle motoslitte. Per il resto Gilles Villeneuve, nonostante i suoi 27 anni, appariva come un uomo senza passato. Nato e cresciuto nel Canada francofono, lontano però dalla vivacità culturale e quasi europea di Montreal, figlio di spazi immensi, della neve e delle foreste, della natura e di un sistema di vita duro. Il 16 luglio 1977 Villeneuve presentò il suo biglietto da visita a coloro che lo conoscevano per sentito dire: con una McLaren M26 ottenne il nono tempo in qualifica al Gp di Gran Bretagna a Silverstone, il migliore nel warm up, sfiorò il quarto posto e tre punti iridati prima di essere retrocesso in undicesima posizione per un problema di raffreddamento al motore. Poi sparì per qualche tempo: tornò oltre Manica per gareggiare sia in Formula Atlantic sia con la Wolf- Dallara nel campionato Can Am. Finché Enzo Ferrari non decise di ripetere ciò che aveva fatto con Niki Lauda: assumere un giovane semi sconosciuto da allevare, affinare. L’assunzione di Villeneuve al posto del due volte campione del mondo a fine 1977 aveva motivazioni precise: Gilles costava pochissimo, piaceva allo sponsor Philip Morris, e possedeva un grande talento naturale. Nelle due gare d’esordio di quell’anno, però, non lo mise in mostra: diciassettesimo e frastornato a Mosport, ventesimo in prova e protagonista di uno spaventoso incidente con Ronnie Peterson al Fuji, un volo che causò due morti e decine di feriti. Allora ci si chiese se Villeneuve fosse stata una scelta giusta. Le cose cambiarono nel 1978: la Ferrari non era la miglior monoposto del mondiale, c’era la Lotus 79 a dettare legge, ma il canadesino a poco a poco, con costanza, riemerse dall’anonimato e alla fine vinse la prima corsa, il Gp del Canada, organizzato sull’isola di Notre Dame, nei pressi del bacino olimpico della città. Da allora fino al tragico incidente di Zolder dell’8 maggio 1982, Villeneuve divenne l’uomo in più della Formula 1, il simbolo stesso della Ferrari. Adottato dagli italiani, Gilles non vinse mai un titolo, conquistò “solo” altre cinque vittorie, ognuna delle quali però dal sapore epico. Entrò nell’immaginario collettivo a Digione, il 1 luglio 1979, quando duellò ruota contro ruota, staccata dopo staccata, metro dopo metro, con la Renault di Arnoux per conquistare i sei punti del secondo posto. Quelle immagini, trasmesse, ritrasmesse, ormai presenze fisse delle cineteche, lo proiettarono nel defi- nitivo dell’automobilismo e da lì non si mosse mai fino appunto all’assurdo schianto, a quel volo simile al precipizio di una stella cadende dell’8 maggio del 1982. Perché Villeneuve ha vinto sì solo sei Gran Premi in carriera, ma ognuno di essi e ogni sua presenza hanno offerto emozioni, trepidazioni, commozioni che nessun altro grande dell’era moderna, ad eccezione di Senna, è stato più in grado di fornire.

E’ difficile descrivere Gilles Villeneuve come pilota: crediamo che la definizione più sensata, scevra di qualsiasi emozione, sia quella che parla di un traghettatore capace di riportare la figura del pilota al centro di ogni discussione in un’epoca nella quale ormai dominavano i calcoli, i tecnicismi, le differenze spesso abissali tra monoposto da primato e le altre da ultime file o non qualificazione. Villeneuve ha portato quindi aria nuova nell’automobilismo e il fatto che a distanza di quasi ventotto anni dalla morte nessuno lo abbia dimenticato è indicativo di quanto abbia contato per la storia della specialità. Gilles faceva parte della schiera dei piloti naturali: per lui che la monoposto fosse inferiore alla concorrenza era quasi un vantaggio. Proprio nelle condizioni difficili sapeva donarle quel qualcosa in più che bloccava gli altri, anche i titolati compagni di guida, si chiamassero Reutemann o Scheckter o Pironi. Le sue traiettorie non erano dipinti alla Lauda. Ma brusche invenzioni che sfioravano la logica. Alla precisione del tratto anteponeva l’intuito, la fantasia, la spontaneità condite da una sicurezza nel controllo che lo rendevano unico. Nelle sue evoluzioni Villeneuve poteva ricordare Moss. Non si trovava in difficoltà su nessuna pista e su nessun asfalto: piovesse o fosse secco Gilles spremeva tutto quanto le sue Ferrari potevano offrire. Ma attenzione: il suo essere naturale non significava che fosse uno sprovveduto nella tattica. All’inizio ha pagato la propria irruenza distruggendo monoposto, gettando al mare risultati, ma una volta presa confidenza con la squadra e lo staff tecnico, Gilles ha difficilmente sbagliato approccio. Non è un caso che una delle sue corse migliori fu quella che consegnò il titolo iridato al compagno Scheckter a Monza, il 9 settembre del 1979: fu un capolavoro di intelligenza, generosità, altruismo. Gilles spezzò il ritmo di Laffite, Jabouille, Regazzoni, rimase dietro a Scheckter pur avendo qualche decimo in meno nel piede destro. Optò per la piazza d’onore, perdendo di fatto le chance di titolo ma fu una corsa leggendaria. Come da leggenda, per la sagacia, resta il Gran Premio di Spagna 1981, quando con « Un tappo di classe» (furono queste le parole usate dal direttori di As, Marcello Sabbatini per sancire l’impresa) impedì il sorpasso a Laffite, Watson, Reutemann e de Angelis con una Ferrari in crisi rispetto alle monoposto che aveva alle spalle. In ciò Villeneuve è da riabilitare perché troppo spesso vengono ricordate le sue “pazzie”, i suoi numeri. Il 1982 sarebbe stato certamente l’anno del primo titolo mondiale. Era più forte di Pironi, dell’amico che lo aveva tradito a Imola. Questo voleva dimostrare nel fatale 8 maggio 1982 a Zolder

Contrariamente a ciò che si dice, Villeneuve non era un tipo molto socievole. Semplice nel modo di vita, con la moglie e la famiglia appresso, un motorhome per spostarsi da un circuito all’altro, pochi grilli per la testa e qualche passione extra motoristica: suonare la tromba, per esempio. Gilles era figlio di una terra durissima, dove gli inverni sono rigidi, la neve ricopre ogni cosa e ogni traccia, dove i rapporti umani avvengono all’interno di microcomunità. Per questo Villeneuve amava una qualità sopra tutte: la lealtà nei confronti di chi giudicava amico. Lealtà signi- fica rispetto, mantenimento dei patti, onestà. Il suo incupimento improvviso, il suo smarrimento umano nei giorni seguenti ai fatti di Imola 1982, quando Pironi non rispettò l’accordo che voleva vincitore chi si fosse trovato al comando all’inizio dell’ultimo giro, sono probabilmente il nucleo causale della sua morte. A Zolder, infatti, Gilles non arrivò sereno. Si sentiva tradito dal compagno e probabilmente dalla squadra e la dinamica stessa dell’incidente, avvenuto in quello che doveva essere il giro di rientro ai box dopo aver ottenuto il tempo, dimostrano quanta rabbia in corpo ci fosse. La gente aveva adottato Villeneuve. Di lui piaceva il non volersi mai arrendere nemmeno all’evidenza dei fatti – indicativo il tentativo di rientrare ai box con la gomma posteriore sinistra inizialmente dechappata a Zandvoort nel Gran Premio del 1979 -, la fantasia nel voler offrire sempre spettacolo. Generoso ogni qual volta si trattava di coinvolgerlo in qualcosa che riguardasse la velocità: non si fece pregare per sfidare un caccia militare all’aeroporto di Istrana in una gara di accelerazione con la Ferrari 125 CK nel 1981, per lanciarsi a velocità folli a bordo di un offshore o per sfidare gli amici nel tragitto da Montecarlo, dove viveva, a Maranello. Perché alla fine il posto dove Villeneuve si sentiva maggiormente a proprio agio era ai comandi di qualcosa che potesse perforare l’apparente staticità del tempo. Non importa fosse una Formula 1, un trattore, una motoslitta: ma che vincesse la resistenza dell’aria, che procedesse, che generasse sfide. Con se stesso e contro gli altri. Parlava in un francese quebechiano, dalla strana e inconfondibile cadenza, che si faticava a comprendere. Spesso sbuffava e sorrideva con quel volto da eterno ragazzino sul quale grandi occhi scuri lasciavano trasparire una dolcezza insospettabile. Villeneuve aveva l’aria di un amico da proteggere: così lo sentivano le persone, le stesse che restavano a labbra spalancate osservandolo compiere imprese ai limiti delle leggi fisiche. È entrato così nella leggenda e nella leggenda è rimasto a tal punto che anche chi non lo ha mai visto gareggiare sa tutto di lui.

 

Guido Leoni e Raffaele Alberti: morire insieme in una carambola che coinvolse 16 piloti (Ferrara ’51)

Guido Leoni e Raffaele Alberti, hanno condiviso un tragico destino, il 06 maggio 1951 persero la vita durante il Circuito di Ferrara.  Entrambi in sella alla FB-Mondial 125cc furono coinvolti in un incidente che coinvolse diversi piloti sul circuito stradale. Il pilota Antonio Ronchei urtò le balle di paglia poste a bordo strada piste a protezione di una curva veloce a sinistra, cadde e la sua moto rimase in mezzo alla strada, causando una caduta di gruppo. Ci furono piloti che riuscirono ad evitarlo come Carlo Ubbiali e Primo Zinzani uscito illeso dalla moto che si era incendiata come altre. Non ebbero scampo Guido e Raffaele che impattarono sul mezzo incidentato, uccisi  dal terribile impatto.
Guido Leoni che nel 1948 aveva vinto il Circuito delle Terme di Caracolla, nel 1949 esordì nel Motomondiale gareggiando nella classe 500 in sella ad una Moto Guzzi, ottenne tre buoni piazzamenti ed il 10° posto finale. Nel 1950 dispitò solo il GP delle Nazioni con la MV Agusta ed un modesto 12° posto, ma si aggiudicò la Milano-Taranto, l’estenuante corsa dal nord al sud. La grande stagione poteva essere quella del 1951, avrebbe gareggiato nel Motomondiale  nelle classi 500cc con la Guzzi e la 125cc con la Mondial.  Vinse il primo GP della stagione della 125cc, al Gran Premio di Spagna sullo stradale Montjuïc. Dopo il buon inizio stagionale, meno di un mese più tardi, sulle strade ferraresi, nella “carambola” di 16 moto, durante il primo giro della prova del  Campionato Italiano Seniores,  Leoni trovò la morte. Aveva 36 anni.

Raffaele Alberti era un pilota esperto, con delle notevoli capacità; la sua carriera era iniziata nel 1926, a diciannove anni, gareggiando in sella ad una Zundapp si era aggiudicato la prima vittoria sul Circuito delle Alpi Orobie. In seguito  gareggiò con la Orione, le Benelli 175 e 250 e la Guzzi 250. Con il “Guzzino” conquistò alcuni primati mondiali non omologati. Nel 1935 a Lucca, con la Benelli, stabilì dei record mondiali arrivando alla velocità massima di 181,818 km/h. Nel ’40 corse la Milano-Taranto, vincendo nella sua classe e ed il secondo assoluto. Nel 1947 vinse il Gran Premio di Monza. Nel 1948 conquistò il titolo di Campione d’Italia di 1° Categoria della classe 125 cc con una Moto Morini 125 Competizione. Nel ’50 i Circuiti di Casale, Ospedaletti, Lugano e Milano. L’anno successivo fu ingaggiato dalla Mondial per gareggiare con le 125 ufficiali del Conte Borselli, ma il 6 maggio il destino gli aveva preparato l’incidente fatale, subito dopo il via della corsa del Campionato Italiano Velocità a Ferrara.

Le Mans: I “4″ della MotoGp saranno sempre loro a prendere la scena. In gara anche Moto2 e 3 con qualche sogno italiano.

Logo-circuitsDurante il week-end 06/08 Maggio p.v. Il circus del Motomondiale farà tappa sul tracciato del circuito Bugatti che si trova 5km a sud della città di Le Mans e a 200 km al sudest di Parigi. Costruito nel 1965, attorno alla pista della 24 Ore di Le Mans, questo circuito, che evoca imprese eroiche, alla fine degli anni sessanta viene scelto per ospitare un Gran Premio del Motomondiale. Il grave incidente occorso al pilota Alberto Puig nel 1995 ha fatto sparire la prova di Le Mans dal calendario del Campionato del Mondo fino alla stagione 2000, mentre venivano effettuati lavori atti a migliorare la sicurezza del tracciato. La pista stretta è caratterizzata da curve particolari, che obbligano il pilota a fare brusche frenate e improvvise accelerazioni. Con una capacità di oltre 100.000 spettatori, il circuito viene anche utilizzato per organizzare diverse prove di resistenza di tutti gli sport a motore, ma anche diverse prove delle serie nazionali francesi.

MOTOGP - Alla vigilia del GP di Francia tre nomi dominano la classifica del Campionato del Mondo Moto 2016, Marc Marquez, Jorge Lorenzo e Valentino Rossi; tre piloti che hanno fatto la storia delle recenti stagioni della classe regina e non solo dell’infuocato 2015. A guidare la classifica iridata in vista del quinto appuntamento stagionale sulla pista di Le Mans è il pilota della Honda che può contare sul punti conquistati in tutte le gare a differenza dei avversari. Con 82 punti e quattro podi in quattro gare Marquez ha imposto il suo ritmo alla massima serie. Nell’ultima sua vittoria texana ha fatto il vuoto mentre a Jerez è stato costretto ad accontentarsi di 16 punti alle spalle dei due portacolori Yamaha Rossi e Lorenzo. C’è chi parla di maturità, ma nell’ultima gara c’è stata superiorità netta degli avversari. Lorenzo ha lamenta problemi di gomme, come sempre gli accade non riconosce il merito agli avversari, ma sono cause estranee a fermarlo. Eppure il secondo posto sul podio gli ha permesso di mantenersi nella stessa posizione iridata con 65 punti. Tra i tre piloti di vertice Lorenzo è quello con più vittorie sulla pista francese e l’ultima di queste è arrivata proprio l’anno scorso. Rossi, terzo della classifica iridata e trionfatore di Spagna, ha confermato la sua ottima forma e la grande ripresa dopo la sfortunata caduta in Texas. Si trova a 24 punti da Marquez e in ascesa dopo un inizio ben diverso dalla prima parte di stagione 2015. Sulla pista francese il nove volte campione del mondo ha vinto tre volte, l’ultima delle quali risale al 2008 e l’anno scorso arrivò secondo. Il meteo svolge spesso un ruolo importante nel GP di Francia e potrebbe portare anche al successo di un altro nome oltre a quelli di vertice. Da considerare quindi Dani Pedrosa (Honda) che da inizio stagione è sempre a ridosso dei piloti di vertice. Nella classifica iridata è quarto con quaranta punti ma pilota dal leader, non sembra avere il passo per lottare con i primi tre. Ma Pedrosa non è nuovo di vittorie qui e, oltre ai primo posti nella categorie inferiori ha già vinto il GP di Francia, classe MotoGP, nel 2013. Da seguire, perché tra i possibili pretendenti alle posizioni che contano, è Maverick Viñales. Il pilota Suzuki arriva dalla bella prova durante i test di Jerez de la Frontera e questa stagione è tra i protagonisti dell’alta classifica dando l’impressione di poter essere sempre ad un passo dal podio, risultato che comunque manca fino ad ora. Il tracciato di Le Mans dovrebbe essere adatto alle caratteristiche della sua GSX-RR e qui vinse due GP quando era nella cilindrata più bassa prima con l’Aprilia e poi con la KTM. In attesa di conferme anche il suo compagno di box, Aleix Espargaro che sta migliorando costantemente ad ogni turno. Arriva in Francia con due quinti posti conquistati negli ultimi GP, i suoi migliori risultati consecutivi nella classe. Il SP di Spagna è risultato essere ancora da dimenticare per Andrea Dovizioso, fermato da un problema alla pompa dell’acqua. Le Ducati però sono sempre andate bene su suolo francese e lo stesso Dovizioso nel 2015 arrivò terzo. Un buon risultato nella gara transalpina potrebbe essere l’ancora di salvezza per il pilota forlivese che ha bisogno di punti preziosi. Stesso discorso vale per il suo compagno di box Andrea Iannone dopo un inizio 2016 buio si sta risollevando con il podio di Austin e dal settimo posto in Andalusia. Il team Ducati, impegnato nei test privati del Mugello, in aggiunta ai quelli della settimana scorsa a Jerez, possono aver dato risposte utili in vista dell’appuntamento francese. L’unico pilota transalpino della classe regina è Loris Baz Fino ad ora ha vissuto un brutto inizio stagione caratterizzato da cadute e ritiri ma rispetto al suo esordio nella categoria, avvenuto la scorsa stagione con una Yamaha Open, quest’anno è in sella ad una moto più competitiva. Il supporto del pubblico di casa potrà aiutarlo ad interpretare una buona gara. Pol Espargaro e Bradley Smith saranno chiamati a dari il massimo; lo spagnolo deve difendere il quinto posto iridato, miglior pilota non ufficiale. Allegare dovrebbe tornare il nostro Petrucci e sono sempre attesi miglioramenti dalle due Aprilia.

MOTO2 – Sam Lowes ha conquistato la sua prima vittoria a Jerez in questa stagione, primo posto arrivato dopo quello di Austin l’anno scorso. È il primo pilota inglese a vincere due gare in due stagioni consecutive della classe intermedia dopo Chas Mortimer nel 1974 e 1975. A Le Mans 2015 Lowes si è qualificato secondo in griglia di partenza e arrivò giù dal podio, solo quarto dietro a Zarco. Alex Rins è sempre andato a podio nelle sue tre precedenti apparizioni a Le Mans in Moto3, il suo terzo posto in Francia nel 2012 è stato il suo primo in un GP. L’anno scorso è partito dalla pole della gara in Moto2 ma è finito al diciassettesimo posto. Il terzo posto di Johann Zarco in Moto2 lo scorso anno è stato il suo primo podio nella gara di casa. Le Mans è il circuito di maggior successo per Tom Luthi ed è l’unica pista sulla quale ha vinto due GP nella classe 125cc. Vincendo sul tracciato francese nel 2005 segnò una tappa fondamentale per la conquiste del titolo iridato lo stesso anno. Luthi vinse la gara transalpina anche nel 2012 e nel 2015, l’unica pista a vederlo più di una volta vincitore. Jonas Folger è arrivato sesto a Le Mans due anni fa dopo essersi qualificato in pole position, la sua prima nella categoria. L’anno scorso è caduto al decimo giro mentre le sue prestazioni nella categoria inferire sono segnate dal secondo posto in 125cc nel 2009, fu il suo primo podio in un GP. Oltre allo svizzero, oggi nella categoria di mezzo l’altro pilota ad aver vinto a Le Mans è Julian Simon che nel 2009 conquistò il primo posto. Ovviamente le attenzione dei italiani è concentrato sulle prestazioni di Morbidelli, sempre a ridosso del podio e Corsi che una volta sul podio c’è già salito. Sorprese le potremmo avere da Baldassarri se ha trovato la piena forma fisica. Marini da esordiente si sta comportando bene, il fratello di Rossi può crescere moto, come ci si augura possa accadere con Tonucci.

MOTO3 – i piloti della classe più piccola arrivano sul circuito francese per il quinto appuntamento della stagione impressionati dalla prova di forza offerta dal sudafricano Brab Binder che guida la classifica iridata. Il miglior risultato di Binder a Le Mans è l’ottavo posto del 2013. L’anno scorso l’attuale leader della classifica iridata è partito dalla venticinquesima posizione ed è caduto dopo il primo giro alla chicane Dunlop. Il suo peggior risultato al GP di Francia. L’unica precedente apparizione per Jorge Navarro al GP di Francia è dell’anno scorso, quando si è qualificato in seconda posizione sulla griglia di partenza. In coda al gruppo di testa, dopo l’avvio della corsa è uscito di scena al sesto giro a causa di una caduta. L’anno scorso a Le Mans Romano Fenati ha vinto la gara, il pilota SKY Team VR46 è l’unico attualmente in Moto3 ad avere già collezionato un successo sul circuito transalpino. Il secondo posto di Bulega a Jerez è stato il suo primo nelle competizioni mondiali alla sua quinta gara nel campionato della cilindrata minima. E’ anche il pilota italiano più giovane a salire s un podio mondiale dopo Melandri, Fenati, Goi e Bastianini. Due anni fa Francesco Bagnaia è arrivato quarto nella gara della classe al GP di Francia, è stato il suo miglior risultato nel 2014. L’anno scorso è arrivato terzo, è stato il suo primo podio in un GP del Campionato del Mondo Moto3. Il gara nel campionato della cilindrata più piccola. Egli è anche il pilota italiano più giovane a salire s un podio mondiale dopo Melandri, Fenati, Goi e Bastianini.Due anni fa Francesco Bagnaia è arrivato quarto nella gara della classe leggera al GP di Francia, è stato il suo miglior risultato nel 2014. L’anno scorso è arrivato terzo, è stato il suo primo podio in un GP del Campionato del Mondo Moto3. Altri italiani molto attesi sono Nicolò Antonelli se riuscirà a concludere la gara; Roberto Locatelli non particolarmente nelle due ultime due gare; poi Migno che qualche punto fino ad ora lo ha raggranellato, a secco ancora Di Gianantono e il duo del Team Italia Valtulini e Spinarelli ( grande il timore che seguano sorti già toccate ad altri piloti transitati dal team federale), poi Petrarca a Pizzoli.

Tommaso Piccirilli: travolto a Imola dalla furia agonistica di un avversario

Ricorre oggi l’anniversario della scomparsa di Tommaso Piccirilli, motociclista deceduto il 04 maggio 1975, nell’ospedale di Imola.
ra stato ricoverato a metà pomeriggio di domenica 27 aprile a seguito delle gravissime ferite riportate nel drammatico incidente verificatosi, durante il terzo giro, di una gara del campionato italiano 350 cc.
Tommaso era alla guida di una Yamaha-Bimota, personalizzata da Franco Malenotti, fu coinvolto nell’incidente innescato da una caduta di Vinicio Salmi che guidava una Bimota-Yamaha della Diemme, giovane pilota emergente di quell’inizio di stagione.
Furono coinvolti diversi piloti, Tommaso patì le conseguenze più gravi.
Piccirilli è stato un grande protagonista delle gare con moto di serie, ne fu definito “il re”, frequentò anche le corse in salita, fu un prestigioso pilota della Scuderia Samoto Di Malenotti e Murelli. Passato “Senior” in quella stagione, sempre assistito da,l’amico Franco, dopo poche gare l’incidente sulla collina imolese, alle acque minerali, che gli costò la vita.

 

Imola: Doppio scacco matto Davies & Ducati (SBK). A Sofuoglu (WSS) e Mercado (STOCK 1000) & Kawasaki vittorie e leadership.

Davies - Imola 2016Il 5° round dei mondiali Superbike e Supersport ha caratterizzato le il week-end trascorso sul tracciato di del Santerno a Imola. Una manifestazione che ha espresso valori tecnici interessanti in contesto agonistico che non ha offerto emozioni mozzafiato. Purtroppo questa manifestazione pare perpetuare la permanenza del limbo dei poco grandi e poco piccoli. E’ il contesto che fa decollare l’evento? Forse sarebbe il caso di non rincorrere la MotoGP cercando idee innovative. Che non sono certo rappresentate dal mischiare in gara unica Campionato del mondo superbike e campionato europeo stock 600. Anche se le moto sono pressoché “standardizzate” Ma difficilmente le cose cambieranno rapidamente, in sintonia con le esigenze del settore. Intanto si va avanti anche senza una partecipazione da evento “iridato”.

SUPERBIKE – GARA 1Chaz Davies (Ducati) ha vinto dimostrando grande efficacia ed autorità, il pilota del Galles si è aggiudicato la manche scattando dalla pole , velocissimo a fatto segnare il record del tempo sul giro. Alle sue spalle la coppia Kawasaki Jonathan Rea e Tom Sykes: i due hanno lottato per le altre posizioni del podio, quasi una gara nella gara. La migliore partenza l’hanno fatta Davies e Rea, mentre Davide Giugliano, che partiva secondo, ha subito perso un po’ di terreno e mentre Davies ha ottenuto la leadership della corsa, l’unico pilota che poteva impensierirlo, Rea, l’ha seguito ed è restato a lungo con lui. Quando mancavano dieci giri alla fine, il campione del mondo in carica è andato largo alla curva 1, perdendo definitivamente il contatto con Davies e precedendo il suo compagno di squadra Sykes. Rea è però riuscito a recuperare il buon passo di gara e ha potuto così tenere a bada l’inglese,soprattutto negli ultimi giri, limitando così i danni nella classifica di campionato. Jordi Torres, che aveva conquistato il suo primo podio del WorldSBK a Imola nel 2015, ha fatto una corsa straordinaria, sulla BMW , che si è conclusa con un quarto posto, davanti al secondo pilota della Ducati Davide Giugliano. Leon Camier, dopo una gara fatta di alti e bassi, ha tagliato il traguardo in sesta posizione, ottenendo così un altro fantastico bottino di punti per il produttore di casa MV Agusta. Lorenzo Savadori (Aprilia) è stato nella top five per la prima parte della gara, ma ha perso qualche posizione concludendo in ottava piazza, tra la coppia Honda: Michael Van Der Mark ha ottenuto il settimo tempo e Nicky Hayden, debuttante su questa pista, porta a casa un nono posto. Xavi Forés (Ducati) ha completato la top ten davanti ad Alex Lowes, alfiere della Yamaha. Baiocco, Reiterberger, Brookes e DeAngelis hanno completato la classifica dei piloti che sono andati a punti, con il sammarinese che ha gareggiato convalescente da un infortunio alla mano sinistra, rimediato ad Assen.

SUPERBIKE – GARA 2 – Ha vinto ancora Chaz Davies che ha cosi dato avvio alla sfida al leader pro tempore campionato Jonathan Rea, il pilota gallese è di nuovo partito dalla pole position dominando la scena. Il campione del mondo in carica Rea ha tagliato il traguardo in seconda posizione nonostante alcuni problemi, ha preceduto ancora una volta il suo compagno di squadra Tom Sykes. Rea ha perso subito il contatto con il leader Davies, ma il pilota nord-irlandese ha portato a casa un altro buon bottino di punti a difesa al titolo. Sykes ha mantenuto il contatto con il suo compagno di squadra per la maggior parte della gara, ma non è riuscito a superarlo. Davide Giugliano, sulla pista di casa ha chiuso quarto posto, migliorando il risultato di Gara1, quando aveva ottenuto il quinto posto. Leon Camier, sulla sua MV Agusta, ha concluso in quinta posizione, conquistando punti molto importanti per la casa costruttrice italiana. Alex Lowes, dopo una difficile Superpole 2, ha portato la sua Yamaha YZF R1 in sesta posizione, davanti a Jordi Torres che in griglia di partenza era fuori dalla top ten ed è stato autore di un grande recupero. Lorenzo Savadori stava per terminare in ottava posizione, quando è stato colpito dalla sfortuna e all’ultimo giro ha avuto un problema meccanico che gli ha fatto perdere posizioni e ha tagliato il traguardo in undicesima piazza. La coppia Honda ha ottenuto in questa manche l’ottava e nona posizione, rispettivamente con Nicky Hayden e Michael Van Der Mark, dopo aver vissuto giorni difficili a Imola. Xavi Forés ha invece completato la top ten, ritirato Baiocco.

Leader della classifica si è confermato Rea p. 221, seguito da Davies p.186 e Sykes p. 154.; Giugliano 5° con p. 88.

SUPERSPORTKenan Sofuoglu (Kawasaki) ha ottenuto la vittoria al termine di una gara riavviata dopo una uno stop con la bandiera rossa. Jules Cluzel ha centrato la seconda posizione nel round di casa per la MV Agusta e il pilota Honda PJ Jacobsen ha completato il podio. Krummenacher è stato frenato da problemi tecnici in Italia. E’ il sunto della prova imolese. La gara è stata corsa in condizioni miste. Dopo una notte di pioggia e sotto un cielo nuvoloso, il warm up si è svolto sulla pista che si stava asciugando e le condizioni della gara sono state diverse. Jules Cluzel è partito dalla pole position con la MV Agusta, davanti al pilota della Kawasaki Kenan Sofuoglu e alla Honda di PJ Jacobsen. Il rookie e leader del campionato, Randy Krummenacher, è partito dalla quarta casella e il compagno di squadra Sofuoglu ha provato subito ad allungare. La corsa è iniziata con Cluzel davanti a Sofuoglu, Krummenacher e Jacobsen, ma presto la moto di Krummenacher ha avuto un problema tecnico che indotto la Direzione Gara a far esporre la bandiera rossa, con il pilota svizzero che non è potuto ripartire. La pit lane è stata riaperta nuovamente per una nuova gara di soli 11 giri, con Cluzel che ha preso subito la testa della corsa, ma la sfida è stata subito aperta con Sofuoglu che presto ha accumulato vantaggio lasciando dietro di sé il francese che non è riuscito a recuperare. Nella scia di Cluzel si è messo Lorenzo Zanetti, compagno di squadra del francese, alle loro spalle con Alex Baldolini e Federico Caricasulo hanno fatto a lungo gruppo. Nel convulso finale il quarto posto è stato conquistato da Baldolini, poi si è classificato Alessandro Zaccone (autore del giro veloce). Zanetti che si è dovuto così accontentare di un sesto posto davanti a Ondrej Jezek. Federico Caricasulo e Ayrton Badovini hanno tagliato il traguardo in ottava e nona posizione, rispettivamente, davanti allo spagnolo Nico Terol che ha chiuso la top ten. A Punti anche Bassani, ma la sua è stata una prestazione inferiore alle attese. Leader della classifica è diventato Sofuoglu con p. 86, seguito dallo sfortunato Krummenacher p. 71 poi Cluzel p. 58; 5° Baldolini p. 44.

FIM CUP STOCK 1000 - Leandro Mercado ha vinto la gara davanti a Kevin Calia e alla BMW di Raffaele de Rosa. Gara con tanti italiani in pista, alla ricerca della vittoria sulla pista di casa, la sfida è stata intensa e l’argentino Mercado, sulla Ducati, ha terminato alla grande una giornata importante di corse per la Ducati. Con un cielo che poteva rivelarsi il più grande rivale, Leandro Mercado ha preso subito la testa della corsa, davanti a Roberto Tamburini (Aprilia) che scattava dalla pole position, e nel primo giro se l’è dovuta vedere con Marco Faccani e Raffaele De Rosa. Kevin Calia, Tamburini e Michael Ruben Rinaldi, sulla seconda Ducati, hanno completato la top 6 nei primi giri, con il turco Razgatlioglu che è tornato in pista dopo l’infortunio ed era in settima posizione. Dopo la caduta di Ruben Rinaldi e Faccani, Calia ha potuto colmare il divario con i piloti di testa e arrivare a lottare per la vittoria, prima che Mercado guadagnasse vantaggio e vincesse in solitaria. Calia si è così accontento della seconda posizione, davanti a de Rosa. Tamburini autore di una gara di rincorsa ai primi non completata ha concluso la corsa ai piedi del podio, davanti a Razgatlioglu e Vitali, sesto. Suchet ha invece concluso in settima piazza davanti a Mantovani, Massei e Ferrari che completano una bella top ten in Italia. Dopo tre gare Mercado conquista il primo posto in coabitazione con De Rosa, entrambi con p. 57, seguiti da Rinaldi p .36 e Calia p. 33

Franco Reggiani: Il 2 maggio 2001 ci lasciò il fotografo del Santamonica.

Ricordando Franco Reggiani scomparso il 2 magio 2001 , fotografo al Santamonica negli anni  ’70 /’90 

Sono tante le persone conosciute nel corso dei quarant’anni trascorsi per larga parte nei paddock dei circuiti italiani e di mezzo mondo.

Tanti volti che il tempo ha scolorito nella memoria, ma di alcuni il ricordo resta vivo, anche se non autori di straordinari eventi.

Fra questi mi piace ricordare un mio concittadino, un fotografo, un personaggio che per lungo tempo è stato una figura caratterista fra le tante che frequentavano l’autodromo Santamonica di Misano Adriatico dalla sua inaugurazione fin verso la fine del 1900. Un odontotecnico riminese che, trascurata la professione medica, si era dedicato alla fotografia, in particolare dei motociclisti. Franco non era bravissimo come fotografo e non scattava foto artistiche, ma documentava, a costi accessibili per tutte le tasche, l’attività di un’infinità di piloti che si trovano a provare o gareggiare sulla pista adriatica.

E’ stato un testimone prezioso per la storia locale della Bimota, con un’infinità di scatti ne ha documentato vicende esaltanti, molte immagini delle tante vittorie conquistate, così come i momenti di difficoltà; il materiale era stato accumulato in azienda.

Un’attenzione che Franco aveva riserva a tanti altri team e piloti.

Reggiani è stato un collaboratore della Redazione riminese de Il Resto del Carlino, e si deve al suo costante impegno se, con grande frequenza, foto delle moto e dei piloti riminesi erano pubblicate sulle pagine del quotidiano più diffuso in città.

Quante chiacchierate, quanti caffè consumati, prima in via Covignano, poi nel Villaggio 1° maggio ed a seguire nel bar del Gros Rimini. Impossibile dimenticare i viaggi fatti per andare, in occasione di molte gare di fine stagione, insieme a Vallelunga e lui amava molto fermarsi “Al Vecchio Mulino” di Ronciglione e cenare, almeno una sera, da Righetto a Campagnano. Era stato un amico dei miei piloti, i piloti Bimota, e credo che non sia stato cancellato dalla mente di gran parte di loro.

Era un estroverso, aveva tante conoscenze ma pochi amici, fra i pochi che ho apprezzato c’era Giorgio Betti che lo ha fortemente coinvolto nella sua attività di comunicazione e non certo per grandi meriti professionali, ma per l’amicizia riservata un uomo che aveva delle necessità, un amico che anche il cuore aveva tradito, ma lui aveva poco rispetto per la cardiopatia che lo affliggeva. La sua vita si spenta quando aveva da poco compiuto i 72 anni.

Ricordo spesso il suo funerale, era una giornata buia e piovosa anche inizio maggio, malinconica come lo era Franco, anche se la mascherava con battute e comportamenti spesso giocosi. La cerimonia fu celebrata nella chiesa di San Nicolò, ricordo che eravamo davvero in pochi ad assistere e il prete, visto com’eravamo dispersi, ci invitò ad occupare i posti intorno alla bara; fu un gesto incosapevolmente affettuoso che certo avrà apprezzato. Con rammarico ricordo il disagio per l’assenza di amici e conoscenti cui lui aveva certamente riservato attenzione; io ricodo solo Giorgio. Neppure io lo accompagnai al cimitero di Rimini e, pur avendolo citato più volte negli anni seguenti per ricordare episodi dei tempi passati, mi ero perso i riferimenti; solo recentemente ho cercato di vedere dove stava “riposando”. Ho visto il tombino, ed alla memoria si sono affollate tanti ricordi per  una vita che è trascorsa con una velocità che fa il paio con il mondo che abbiamo condiviso ed amato. Se mi riuscirà di completare, come spero, il racconto delle vicende inerenti degli uomini che hanno contribuito a scrivere la storia della “mia” Bimota, ci sarà spazio anche per raccontare la nostra amicizia.

Ayrton Senna: perì il 1° Maggio 1994, a seguito del tragico incidente capitato a Imola durante il GP di San Marino.

>La vita è troppo breve per avere dei nemici< (Ayrton Senna

Ayrton Senna da Silva vittima, il 1° Maggio 1994, di un tragico incidente, durante il Gra Premio di San Marino, verificatosi nell’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola.

Considerato uno dei piloti di Formula 1 più forte di tutti i tempi è stato Campione del Modo negli anni 1988, 1990, 1991. Bravo sull’asciutto e soprattutto, sul bagnato, ha compiuto  in imprese entusiasmanti.  Aveva la capacità di portare al limite la propria monoposto con una grande sensibilità nella messa a punto e nella scelta dei pneumatici.

Particolarmente veloce sul giro in prova, Senna è stato il pilota ad avere ottenuto più pole position  in rapporto ai Gran Premi disputati, ed è il terzo pilota in classifica per numero di vittorie (41) dietro a Michael Schumacher (91) e Alain Prost (51).  

Arrivò in Formula 1 nel 1984 per guidare una Toleman  e nella prima stagione conquisto il primo podio con 2° posto cui fece seguire due 3° posti inframmezzati da tanti ritiri, ma destò subito grande impressione.

Nel 1985 passo alla Lotus, vi restò per tre anni centrando sempre la top five (con un 3°) posto finale, conquistando la prima vittoria in carriera (Gran Premio del Portogallo) ne seguiranno altre 5, in totale conquisto 20 podi.

Nel 1988 passò alla McLaren, vi resto per sei anni, conquistando tre titoli iridati, due volte “à ed una 4°, regalo alla scuderia la vittoria in 34 G.P. e ben 55 podi.

Nel 1994 passo alla Williams, dopo due stagioni senza titolo,  Ayrton disponeva  di una monoposto superiore alla concorrenza, ma alle prime prove smentisce e sorprende tutti avvertendo di incontrare difficoltà nella gestione della nuova vettura. La vettura progettata Adrian Newey non meno competitiva che in passato. Inoltre era anche troppo stretta nella zona dell’abitacolo, e Senna faticava a calarvisi e di conseguenza faticava nella guida. La vettura era inoltre instabile e difficile da guidare, a causa dell’eliminazione dei dispositivi elettronici. Senna iniziò i lavori di collaudo e chiese modifiche, ma sarebbe servito del tempo per sistemare i problemi e dovette iniziare il mondiale con le difficoltà che lamentava. La scuderia con la quale doveva confrontarsi in quella stagione era la Benetton affidata ad un giovane astro nascente, il tedesco Michael Schumacher che alla fine della stagione sarà campione.  Nelle prime tre gare Senna conquista la Pole Position, a ribadire una superiorità indiscussa in qualifica, ma alla prima gara in Brasile finisce in testacoda; nella seconda ad Aida in Adelaide si ritira per un incidente alla partenza.  La terza gara era quella di Imola, nel GP di San Marino, la domenica la partenza fu data in contesto già fortemente scosso dalla morte del pilota Roland Ratzenberger, avvenuta il giorno precedente durante le prove. Al settimo giro, per la probabile rottura del piantone dello sterzo, Ayrton Senna uscì di pista alla curva del Tamburello, schiantandosi con la sua Williams contro il muretto ad una velocità stimata di 300 chilometri orari. Il campione brasiliano fu subito soccorso e dopo in primi indispensabili interventi a bordo pista, dove l’auto era rimbalzata, fu portato in elicottero in ospedale a Bologna. Nonostante lo sforzo dei medici nel tentativo di salvarlo, Senna spirò alle ore 18,30 di quella triste domenica, in conseguenza delle gravi ferite riportate alla nuca.  All’età di 34 anni, scomparve tragicamente per entrare come un mito, per il suo talento, la sua serietà e la sua umanità nella leggenda della Formula e nella storia dello sport mondiale.

Nobuyuki Wakai

Nobuyuki Wakai: pilota giapponese deceduto sulla pista di Jerez nel 1993. Si ferì durante le qualifiche del motomondiale, classe 250gp in sella alla Suzuki. All’uscita dai box investì uno spettatore e finì per sbattere la testa contro lo spigolo del muretto dei box. Il decesso avvenne in ospedale qualche ora più tardi. Un lutto assurdo, frutto di un evento causato da chi nelle corsie box NON ci dovrebbe stare …. allora come adesso!!!

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Imola: A Imola week-end (29/04-01/05) con Superbike. Supersport e Stock1000.

Imola logoQuinto round stagionale per i campionatidel mondo Superbike e Supersport , più la FIM Cup Stock 1000. Il circus farà tappa in Italia, a Imola, sullo storico tracciato intitolato a Enzo e Dino Ferrari. Ci sono tante buone premesse perché l’evento sia coronato da un grande successo, incominciando dalla partecipazione del pubblico … da mondiale.

SUPERBIKE – Sarà ancora una sfida fra le Kawasaki e la Ducati con incomodi da individuare? Nel team delle verdone si fa sempre più complessa la gestione dei due piloti, due campioni, cui hanno affidato le loro moto. Jonathan Rea e Tom Sykes hanno vinto le ultime sei gare, all’Autodromo di Imola, vantano una grande esperienza sul tracciato italiano, entrambi sono pronti ad allungare la lista dei loro successi, in questa stagione 2016, in sella alla nuova Ninja ZX-10R. Questa coppia Kawasaki è forte, basti guardare a quanto fatto finora e in quattro round disputati, Rea e Sykes hanno vinto sei delle otto gare del WorldSBK. Rea è il leader del campionato, con 181 punti sui 200 in palio, e ha terminato ogni gara sul podio, con cinque vittorie ottenute dall’inizio dell’anno. A Imola il nord-irlandese ne ha vinte cinque e al momento conta con 34 vittorie in carriera. Anche il suo compagno di squadra ha ottenuto successi in sella alla Ninja ZX-10R e aveva centrato una bella doppietta a Imola, nel suo anno in cui ha vinto il titolo con Kawasaki. Con cinque podi in questa stagione, inclusa la vittoria in Tailandia, l’inglese è terzo nella classifica del campionato, con 122 punti. La loro sfida potrebbe favorire il terzo pilota ufficiale Ducati in sella la Panigale R Chaz Davies. Il gallese, secondo in campionato, ha già accarezzato la vittoria ad Imola con due secondi posti nel 2014, suo primo anno con Ducati, e vorrà sfruttare il tracciato come rampa di lancio per la rimonta in classifica, dove dista 45 punti dal leader Jonathan Rea. Davide Giugliano, il pilota sul quale si riverserà il tifo più caldo dei tifosi italiani, lo scorso anno rientrò proprio ad Imola dopo un lungo stop per infortunio centrando a sorpresa laSuperpoleed il podio con un terzo posto in Gara 1, è certamente desideroso di riscattarsi dopo alcune difficoltà incontrate negli appuntamenti precedenti. Altri piloti che potrebbero lottare per il podio sono il duo Honda Michael Van Der Mark e Nicky Hayden, il giovane olandese è un pilota straordinario e l’americano ha necessità di buoni risultati. Possibilità di podio anche per le Yamaha ufficiali, se non lamenteranno le precedenti difficoltà per il consumo delle gomme, Sylvain Guintoli e Alex Lowes. Tifo italiano anche per il Team Altea con le BMW ufficiali affidate al forte pilota spagnolo Jordi Torres e al tedesco Markus Reiterberger, Di italiano ci sarà poi la MV Agusta con l’inglese Leon Camier. Merita grande attenzione la squadra italiana che gestisce la Aprilia, lo IodaRacing che si schiera con il sorprendente (per i buoni risultati) il romagnolo Lorenzo Savadori e (se farà il rientro) il sammarinese Alex De Angelis.

SUPERSPORT – Si fa sempre più impellente la conquista dei punti per non far fuggire la coppia Kawasaki, Randy Krummenacher .Ken Sofuoglu (Kawasaki) e Randy Krummenacher. Dopo Assen Jules Cluzel (MV Agusta, e soprattutto PJ Jacobsen (Honda), si trovano gia in condizione di recuperare gap significativi in classifica. Cluzel sa bene qual è la pressione della lotta e come tenere il passo dei più veloci, dopo aver inseguito Sofuoglu diverse volte nel suo tentativo di diventare campione del WorldSSP. Può essere che il francese si stia ancora portando dietro qualche conseguenza dell’incidente del 2015, a Jerez, ma con la sua grande determinazione di recuperare, il pilota della MV Agusta non si arrenderà e farà tutto il possibile a Imola per tornare alla vittoria, come ha fatto quest’anno nel round tailandese. PJ Jacobsen ha migliorato le sue prestazioni nel 2015, concludendo in seconda posizione la stagione, e la sua situazione in questo 2016 si sta man mano delineando, dato che ha mostrato un gran passo in pista, ma ha perso punti fondamentali. Ad Aragon il pilota Honda ha spinto un po’ troppo per lottare per la vittoria e ad Assen non è riuscito a vedere la bandiera rossa perché ha perso il controllo della sua Honda in condizioni difficili. Nonostante la caduta, ha potuto schierarsi nuovamente in griglia per la seconda partenza, ma è nuovamente scivolato anche dopo la seconda partenza. Kenan Sofuoglu, dopo aver avuto una caduta a Phillip Island per un problema alle gomme, ha poi mantenuto una buona costanza. Il campione in carica si è sempre garantito una partenza dalla prima fila ed è andato costantemente a punti, diminuendo il distacco dal suo compagno di squadra Randy Krummenacher e mettendo in atto la sua difesa al titolo. Krummenacher, tuttavia, non ha ancora commesso errori. Il pilota svizzero guida la classifica dal primo appuntamento stagionale, quando ha corso la sua prima gara in assoluto nel WorldSSP. Imola è una pista conosciuta da tutti i piloti che hanno un ruolo chiave nella stagione, tranne il debuttante svizzero. È una pista che premia il coraggio e la fiducia e che sembra più scolpita che progettata. Per evitare di perdere punti, Krummenacher dovrà essere veloce il più presto possibile sull’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari. Kyle Smith e Gino Rea, rispettivamente il vincitore e il secondo classificato ad Assen, hanno risalito la classifica di campionato grazie al grande bottino ottenuto, e Smith ha superato sia Cluzel sia Jacobsen. Molto attesi anche alcuni piloti italiani, come il romagno Federico Caricasulo, poi Alex Baldolini, Christian Gamarino. I due ragazzi del team Italia Bassani e Zaccone (protagonisti della stock 600), molto atteso anche il rilancio di Rolfo.

FIM SUPERSTOCK 1000 CUP – Imola con i piloti di questa categoria sono andate in scena gare ricche di emozioni e quest’anno il pilota italiano Raffaele De Rosa torna “a casa” da leader. Finora, la Superstock 1000 ha avuto due vincitori diversi su diversi tipi di moto: ad Aragon la vittoria è andata a Leandro Mercado, tornato nella categoria sulla Ducati, e l’ultima volta ad Assen de Rosa ha ottenuto il successo con la BMW. Dopo due gare, De Rosa è primo nella classifica generale, davanti al connazionale romagnolo Michael Ruben Rinaldi, per cinque punti, e a Mercado, terzo, con nove lunghezze. Inseguiti dal francese Jeremy Guarnoni e Andrea Mantovani che completano la top five, con 21 punti di distacco da de Rosa. Altri piloti devono ancora recuperare terreno, tra cui c’è anche Roberto Tamburini, vice-campione 2015, che deve ancora andare a punti in questo 2016 per compiere un’impresa perché il gap è già molto pesante. Purtroppo, alcuni piloti non saranno presenti alla gara di Imola: in particolare Florian Marino e Riccardo Russo, dato che i due piloti del team ufficiale Yamaha (che avevano conquistato la pole nei primi due round) hanno riportato infortuni alle gambe, in due incidenti separati ad Assen. A Imola saranno Niccolò Canepa e Louis Rossi. Anche Andrea Tucci era stato dichiarato non idoneo per la corsa olandese, mentre un pilota del calibro di Toprak Razgatlioglu (dato come probabile contendente al titolo nella pausa invernale) e Luca Oppedisano non vedono l’ora di tornare in pista, dopo aver perso, per motivi di salute, il round passato. Wildcard accettate sono Lorenzo Baroni (BMW) che disputerà la sua 42esima gara di Superstock 1000 e precedentemente era salito sul podio a Misano e MotorLand nel 2012. Inoltre schierato in griglia ci sarà anche Matteo Ferrari: il riminese, vincitore del RS125 GP Trophy nel 2011, farà il suo debutto dopo aver corso le ultime tre stagioni nel Campionato del Mondo Moto3. Tutti i piloti che prenderanno parte alla gara, sperano di evitare la partenza caotica dello scorso anno: molti piloti si superarono alla partenza, c’era stato un incidente dopo un altro, erano state date penalità e Marino era stato autore di un highside che aveva colpito anche De Rosa, portandolo fuori dalla pista. Lorenzo Savadori aveva vinto davanti a Tamburini e al pilota della Repubblica Ceca Ondrej Jezek, che il giorno prima aveva firmato la sua prima pole position della carriera.

Vallelunga: Doppio round per l’apertura della RR Cup 2016

Aut_Vallelunga 1E’ partita da Vallelunga l’edizione 2016 della RR Cup, il trofeo nazionale riservato ai piloti più veloci desiderosi di confrontarsi con avversari di notevole spessore sportivo. L’appuntamento romano ha visto i partecipanti impegnati in due gare, entrambe inserite nel programma della domenica, una durante la mattinata e l’altra in chiusura della giornata di Coppa Italia. Ed entrambi confronti sono stati caratterizzati da eventi che hanno influito in maniera decisiva sulle classifiche finali.

Per quanto riguarda gara 1 ci riferiamo al gesto fair play compiuto dalle wild card Matteo Baiocco (partito dalla pole position con un folgorante 1’38”9) e Lorenzo Mauri, compagni di squadra ed entrambi su Ducati, che dopo aver dominato la corsa hanno preso la corsia dei box invece di tagliare il traguardo per lasciare spazio e visibilità ai protagonisti del trofeo. La vittoria finale è così andata al napoletano Emanuele Russo (Yamaha) che ha dichiarato di aver partecipato alla gara in vista della prima prova del Trofeo Yamaha R1, potendo effettuare un test che si è rivelato molto positivo sotto tutti i punti di vista. Suo anche il giro più veloce in 1’40”5.

La gara 2 è stata invece avversata dalla pioggia che l’ha trasformata in una sorta di lotteria, infarcita di colpi di scena, dalla quale è uscito vincitore Giampiero Manzi (BMW); nonostante la scarsa conoscenza del circuito romano, il trentunenne fabbro di S.Matteo della Decima (BO) ha avuto la capacità di rimediare in gara a delle qualifiche disastrose (partiva 20°, a causa di problemi di setting) e il merito di gestire sapientemente la moto in condizioni particolarmente difficili.

Manzi è anche il primo leader della RR Cup 2016: dopo i primi due round guida infatti la classifica generale con 410 punti inseguito a quota 360 da Cosimo Diviccaro; terzo, con 300 punti, Daniel Tibaldo. Allo start di gara 1 è scattata bene tutta la prima fila formata da Baiocco, Mauri e da Guglielmo Tarizzo (BMW); è proprio il popolare Gully a prendere il comando della corsa, ma prima della chiusura del primo passaggio viene rilevato da Mauri e subito dopo da Baiocco. I due portacolori Ducati, che hanno scelto la RR Cup per svolgere un utile test in vista del primo round della Superbike tricolore, in calendario sempre a Vallelunga, il 14 e 15 maggio, allungano immediatamente sugli avversari. Baiocco tallona Mauri e lo sorpassa con una perfetta manovra ai Cimini, al terzo giro. Il marchigiano, reduce dal mondiale SBK, inanella una serie di giri veloci, fino all’1’38”2, e in breve guadagna terreno sul compagno di team Mauri, il quale commette anche un errore a metà gara e quindi rallenta lievemente, mentre Baiocco prosegue girando sempre velocissimo. Alle spalle dei due battistrada è lotta fra Tarizzo, Luca Pini (Ducati), Russo e Alessio Terziani (Yamaha). Al nono giro non transita Pini e Russo va in terza posizione, sopravanzando anche Tarizzo. Ci si avvicina all’epilogo e mentre tutti si aspettano di veder transitare sotto la bandiera a scacchi Baiocco e Mauri, i due, come detto, prendono la via dei box, lasciando la vittoria al napoletano Russo, presente come wild card. Purtroppo il duello per i restanti due gradini del podio termina all’ultima curva con la caduta che coinvolge Tarizzo e Terziani, entrati in contatto mentre percorrevano la Roma. Per Gully, che ha riportato una frattura ad una gamba, si è reso necessario il ricovero in ospedale. La seconda posizione va dunque a Diviccaro (BMW), che incasella il punteggio pieno e che precede le wild card Paolo Mauri (Ducati), Marchelluzzo (Kawasaki), Bottalico (Kawasaki), e Fugardi (Yamaha), esordiente nella categoria. Il ligure Benedetto Noberasco (Ducati), settimo assoluto, sale dunque sul podio degli iscritti al trofeo a soli 33 giorni da una frattura scomposta alla clavicola destra riportata con la bici, davanti a Manzi che ha dovuto fare i conti con un’avaria al cambio elettronico, risoltasi poi nel corso della gar: strepitosa la sua rimonta dalla 22.a posizione! Se non sono mancati i colpi di scena nella prima frazione, la seconda è stata ancor più movimentata, a causa della pioggia che ha più volte stravolto la classifica. Già al momento dello schieramento in griglia la direzione di gara dà il segnale di corsa bagnata, ma, essendosi praticamente asciugato l’asfalto, quasi tutti i piloti optano per le slick, scelta che come detto condizionerà totalmente la corsa. Al giro di ricognizione tornano però a cadere le prime gocce di pioggia, tanto che Baiocco, Russo ed i fratelli Mauri preferiscono prendere anzitempo la via dei box, rinunciando alla competizione, onde evitare scivolate pericolose per il prosieguo della stagione. Al via non piove più e Cosimo Diviccaro (BMW) indovina un perfetto avvio che lo porta a condurre la corsa davanti all’ex tricolore della quarto di litro Valter Bartolini, in sella alla sperimentale GPM 2V, e a Maurizio Bottalico (Kawasaki), Marco Passarelli (BMW), e al già citato Manzi. Si procede in questo modo per tre giri poi Bartolini si porta sul battistrada e i due danno inizio a uno spettacolare duello fatto di sorpassi e controsorpassi, della situazione ne approfitta il trentacinquenne napoletano Bottalico che si riporta sui battistrada, così a metà gara il terzetto è quasi riunito e vanta oltre venti secondi sul gruppo degli inseguitori guidato da Marco Marcheluzzo (Kawasaki).

A questo punto torna nuovamente la pioggia che stravolge più volte la testa della corsa, alla quale si alternano più piloti. Prima va lungo Bartolini che rimane in piedi, ma rientra terzo con Diviccaro che passa condurre, ma poco dopo scivola e lascia il comando delle operazioni a Bottalico, che, rientrato alle competizioni dopo 11 anni di assenza, inizia in testa l’ultima tornata davanti a Manzi e Daniel Tibaldo (Ducati). Ma i colpi di scena non sono finiti in quanto i piloti faticano tantissimo a mantenere l’equilibrio, così le carte si rimescolano nuovamente, fin quando sotto la bandiera a scacchi transita per primo un incredulo Manzi che di mezzo secondo ha la meglio su Tibaldo, terzo assoluto chiude Bottalico, wild card, che nonostante si sia visto sfuggire la vittoria nel finale è ampiamente soddisfatto. Il terzo gradino del podio tra gli iscritti al trofeo viene dunque meritatamente conquistato dal giovanissimo milanese Alessio Terziani (Yamaha), al primo impegno “serio” con la top class. Solo dieci piloti hanno concluso la gara, oltre ai primi quattro, sono transitati sotto la bandiera a scacchi Ferroni, Passarelli, Diviccaro ripartito dopo la scivolata e autore del giro più veloce in 1’42”7, Para, Bartolini e Letizia Marchetti.

Giovanni Olivieri: vittima, il 26 Aprile 2008, di un incidente sulla pista di Magione.

Giovanni Olivieri il 26 Aprile 2008 è rimasto vittima di una caduta capitata sulla pista di Magione (PG).  Durante il secondo turno di prove ufficiali della classe 600 Stock della Coppa Italia è capitato un incidente proprio sul rettifilo antistante i box, sotto la torretta della direzione gara.  Il  23enne pilota di Trecchina di Potenza stava provando in sella alla sua Yamaha, quando è stato violentemente tamponato da un pilota che lo seguiva. Giovanni è finito sull’asfalto mentre sopraggiungeva un terzo concorrente che non è riuscito ad evitarlo. L’impatto è stato violento, tanto che per due delle tre moto coinvolte, si è reso necessario  l’intervento  dagli addetti alla sicurezza.per spegere i principi d’incendio. Alessandro Blando (un compagno di Giovanni) e Luca Coletto, gli altri due piloti coinvolti dalla dinamica dell’incidente,  si sono immediatamente rialzati solo con lievi contusioni, mentre Olivieri è rimasto esanime ai bordi della pista. Nulla hanno potuto  i soccorritori, le drammatiche condizioni del pilota non gli hanno dato scampo. Trasportato con  al vicino ospedale di Perugia è deceduto poco dopo. La tragica fine di Giovanni Olivieri, considerato ormai una certezza del motociclismo nazionale, ha gettato nel lutto tutto il mondo delle «due ruote» e spento ogni entusiasmo nell’autodromo.

Anche in questo caso i piloti, compera accaduto in altre occasioni, dopo essersi riuniti, hanno deciso di correre anche per onorare e ricordare il loro collega e amico, anche se alcuni hanno preferito rinunciare, come i due piloti coinvolti nel fatto luttuoso.

Giovanni Olivieri era un giovane che aveva praticato con successo le corse congli scooter conquistando l’International Scooter Cup e l’European Malossi Cup,  aveva iniziato a gareggiare nel 2002

Oggi in Moto Club a suo nome, con sete aTrechina (PZ) ne perpetua la memoria fra amici e gli appassionati più attenti alla storia  delle corse in moto.

CI Junior: annullato il 1° round del Campionato Italiano Minimoto a Jesolo

CIV minimotoJesolo – Le avverse condizioni meteorologiche e l’impraticabilità del tracciato hanno invitato il Direttore di Gara ad asumere l’inevitabile decisione di annullare la gare. Sforturato esordio stagionale per il Campionato Italiano Minimoto a Jesolo. Ha vinto la pioggia battente scesa copiosamente sin dalle prime prove, il Direttore di Gara ha preso la decisione di cancellare il programma di attività previsto per la giornata di domenica 24 aprile. Sono state rinviate le sei classi del Campionato Italiano Minimoto (Junior A, Junior B, Open A, Open B, Open C e Gentlemen). Non sussistendo le necessarie condizioni di sicurezza, da sempre una delle prerogative, la decisione è stata presa con il pensiero sempre rivolto all’incolumità dei giovani piloti regolarmente iscritti all’evento. La manifestazione è stata rimandata a data da destinarsi. Per il CIV Junior prossimo appuntamento del calendario in agenda il 7-8 maggio a Franciacorta con i giovanissimi delle Minimoto in gara nel medesimo weekend che aprirà la stagione 2016 del Campionato Italiano MiniGP.

Jerez: trionfano Rossi (MotoGP), Lowes (Moto2) e Binder Moto3. Poca gloria per gli spagnoli.

Logo MotomondialeIl quarto appuntamento del motomondiale del Gran Premio di Spagna, disputato sul tracciato di Jerez de la Frontera, ha offerto alcuni spunti interessanti, Eclatante la vittoria di Valentino Rossi nella MotoGP e al termina di una gara che messo in riga i sue protagonisti del “biscotto” 2016 e lo ha fatto sul circuito di casa, davanti ad uno straripante pubblico di 200mlia persone. Bene ha fatto ad ignorarli sul podio senza lasciarsi andare ad provocazione, l’indifferenza è ciò che si sono meritati. Esaltante anche la due piloti italiani sul podio della Moto3 vietato ai piloti spagnoli. Una giornata che si è conclusa senza che siano echeggiate le note dell’inno nazionale spagnolo, per una domenica “zeru” vittorie per l’armada spagnola. Altra annotazione interessante riguarda la presenza di 5 piloti spagnolo alle spalle di Rossi al traguardo e di 7 piloti nei primi otto posti della classifica, sempre Rossi (3°) l’intruso.

MOTOGPValentino Rossi (Yamaha) ha vinto precedendo di oltre 4” il compagno di scuderia Jorge Lorenzo; terzo posto per Marc Marquez (Honda). Una prova di forza quella del campione italiano che ha tagliato il traguardo dopo aver condotto la corsa dal primo all’ultimo giro. Gara che si presentava incerta perché dopo la pole di Rossi era stato Marquez a rispondere con la migliore prestazione nel warm up. Il tutto a dispetto della nebbia che ha caratterizzato la mattina andalusa e ha costretto a posticipare di 35 minuti le prime prove domenicali. Quando si è spento il semaforo è stato subito duello, Rossi parte bene e guida la gara; Dovizioso, scattato dalla quarta posizione, si fa minaccioso ma va lungo e viene sorpassato da Marquez, che a metà giro è terzo dietro a Lorenzo. Pedrosa entra deciso sul compagno di team e lo supera alla curva 4. Al primo passaggio le Yamaha sono davanti e le Honda inseguono, dietro la Suzuki di Aleix Espargaro e la Ducati di Dovizioso con Iannone 14esimo. Rossi imposta la gara su un ritmo molto sostenuto il linea il crono del primo giro 1.40.090! Marquez sembrava studiare l’attacco a Lorenzo ma dopo pochi giri perde il contatto e resta sempre più dietro. A 19 giri alla fine, il vantaggio di Rossi su Lorenzo raggiunge 2.239 secondi e il nove volte iridato spinge sul gas per aumentare il margine.. Intanto problemi tecnici hanno messo fuori gara Andrea Dovizioso (Ducati), terzo ritiro e davvero poca fortuna per il pilota romagnolo. La duca ti ala fine si dovrà “accontentare” del 7° di Andrea Iannone preceduto anche dalle due Suzuki di Espargaro e Viñales. A dieci giri dalla fine Lorenzo ha provato di realizzare un “disperato” recupero su Rossi, che appena lo ha capito ha rialzato il suo passo ed ha tolto ogni speranza al campione del mondo. Rossi conquista la 113esima vittoria, la 113esima in carriera, il pesarese si regala una rettifilo d’arrivo percorso con la moto impennata. Lorenzo, scuro all’arrivo si sarà consolato con il suo centesimo podio con il secondo davanti Marquez che è parso puntare alla raccolta del massimo dei punti oggi alla sua portata. Pedrosa è arrivato quarto dopo due giri è uscito di scena dalla lotta per il podio, Forse pensa già alla prossima stagione in sella alla nuova KTM? Pirro ha mancato la sono punti (16°) per un soffio, obiettivo centrata dall’Aprilia con Bradl (14°), ma lamenta il ritiro per caduta di Bautista. In classifica conserva il primato Marquez è primo con 82 punti, seguito da Lorenzo con 65 e Rossi e 58. Piloti sono rimasti a Jerez per i test post gara programmata sulla pista andalusa, mentre il successivo appuntamento è previsto sulla pista di Le Mans da venerdì 6 a domenica 8 maggio.

MOTO2 – La categoria ha ha fatto registrare il trionfo del sempre più concreto Sam Lowes. Il pilota inglese ha dominato la gara e vinto il GP di Spagna davanti il tedesco Jonas Folger, al terzo posto lo spagnolo Alex Rins, ai piedi del podio Franco Morbidelli, bravo ma al quale pare mancare il quid che lo potrebbe portare sul podio. Dopo il via di forma un gruppetto di testa formato da Folger, Lowes, Morbidelli, Corsi, Rins e Cortese autore di una partenza non brillante. Cade presto Ratthapark Wilairot, ha riportato un trauma cranico ed è subito trasportato dai sanitari al centro medico per accertamenti. Il credito con la fortuna di questo ragazzo si fa sempre più alto, troppo spesso finisce in terra. Anche Simone Corsi conclude la sua gara con una nuova caduta, come hanno fatto Alex Marquez, Luca Marini, Danny Kent, Axel Pons e Sandro Cortese. Dopo una fase di gare che ha visto al comando, a cedere è stato Morbidelli, Lowes e Folger hanno distanziato anche Rins formando la coppia destinata a giocarsi la vittoria finale. Nelle fasi finali mentre finiscono in terra anche Miguel Oliveira e Lorenzo Baldassarri in corsa per un buon quinto posto. Lowes nelle fasi finali rafforza il suo primato di passaggio in passaggio fino alla bandiera a scacchi. Vince per la prima volta nel 2016 davanti a Folger staccato di oltre tre secondi con Rins è terzo ancora più lontano. Il Campione in carica non è stato molto brillante, ma favorito dalle molte cadute ha conquistato un 5° posto utile per portare punti alla sua classifica. A punti Mattia Pasini (12°), mentre Marini , che ha ripreso dopo la scivolata) è giunto 16°. Fuori dall’ordine d’arrivo i ragazzi italiani Fuligni e Tonucci … mai realmente in gara. Rafforza il primato in classifica Lowes con 72 punti, seguito da Rins 62 e Zarco 56 punti. Corsi (9°) e Morbidelli (10°) sono i meglio piazzati italiani al decimo posto dietro a Corsi.

MOTO3- Brad Binder (KTM) si aggiudicato il GP di Spagna, quarto appuntamento stagionale della categoria. Dietro di lui Nicolò Bulega (KTM) autore di uno uno spettacolare doppio sorpasso all’ultima per superare il connazionale Francesco Bagnaia (Mahindra) e lo spagnolo Jorge Navarro (Honda). Nessun pilota spagnolo sul podio. Brad Binder, pilota ufficiale della KTM, a causa di alcune irregolarità riscontrate sulla sua mappatura a conclusione delle qualifiche è stato retrocesso dalla prima all’ultima fila della griglia di partenza. La prima fila presenta nella posizione del leader l’esordiente italiano Nicolò Bulega, in prima fila anche Nicolò Antonelli che ha accusato un problema alla moto, portata fuori dalla grigia, è stato costretto a prendere il via dalla corsia box, ma la sua gara in rimonta è stato poi conclusa con una ennesima caduta, forse cominciano ad essere troppe. parte dalla pit lane, la sua gara sarà difficile e finirà con il ritiro. Allo spegnersi del semaforo trascinato da Bagnaia si forma trenino che comprende Bulega e Navarro. Subito a terra Jorge Martin e Fabio Quartararo, mentre il gruppo si allunga nei primi passaggi. Mir e Fenati seguono da vicino il trio di testa che si spacca i tre battistrada hanno incominciato a guadagnare metri. Intanto Hiroki Ono e Andrea Locatelli incorrono in un contatto e cadono al terzo giro. Fenati detta il ritmo del gruppo degli inseguitori e respinge gli attacchi di Jakub Korfeil. Nel gruppo centrale asi è presto aggregato entra Binder impegnato in una rimonta furiosa quanto efficace. Il sudafricano risale le posizioni e arriva alla ruota di Fenati e lo rapidamente lo supera. Quando mancavano 15 giri alla fine Binder ha preso la guida il gruppo di inseguitori mentre è sempre accesa la lotta fra i tre di testa. A dieci giri si è formato in testa un quartetto con l’arrivo di un irresistibile Binder che non aspetta il finale di gara per accendere il duello decisivo. Binder conquista il primo posto del quartetto e allunga; a due giri il portacolori è primo a 2.027s e la partita per la vittoria è sembrata ormai conclusa. Ultimo giro da cardiopalmo con che Bulega ha tentato l’assalto finale, in un colpo solo ha infilato il connazionale Bagnaia e Navarro che però hanno risposto risuperandolo ; la lotta si infiamma, è una lotta spalla a spalla fino a che il pilota SKY Team VR46, all’ultima curva, ha avuto la meglio sui rivali lanciandosi sul traguardo in seconda posizione davanti a Bagnaia e Navarro. A chiudere le prime sei posizioni e staccati di oltre 13 secondi, Kornfeil, Mir e Fenati che ha offerto ancora un episodio da alti e bassi come spesso gli è capitato nella sua carriera. Poca glori per il resto del folto gruppo di piloti italiani (sarebbe il caso di meditare …); Migno, non al meglio fisicamente (15°), Di Giannantonio (21°), Locatelli (26°) dopo una scivolata, Pizzoli (28°), Petrarca (31) … Team Italia, Spinarellili (33°), aveva rinunciato già dalle prove Valtunini per infortunio. I risultati di Jerez hanno rafforzato la posizione da leader del sudafricano Binder salito a 77 punti, poi Navarro 62 e Fenati 47. A seguire dal 4° al 6° posto Bulega, Bagnaia, Antonelli e Bastianini.

Michele Alboreto: perse la vita il 25 Aprile 2001 collaudando una Audi sul circuito Lausitzring.

michele-alboreto-1Michele Alboreto perse la vita il 25 Aprile 2001 al Lausitzring(Klettwitz) aveva 45 anni. Muore, vittima di un incedente mentre effettua i collaudi delle nuove Audi R8 Sport in preparazione della 24 Ore di Le Mans del 2001. Alboreto era alla guida lungo un rettilineo, quando la sua auto uscì dal tracciato, colpì una recinzione sulla destra e si capovolse, dopo un volo di un centinaio di metri. Le analisi attestarono che la morte sopraggiunse sul colpo. La causa più accreditata per spiegare l’incidente fu indicata nella foratura della gomma posteriore con perdita graduale di pressione fino al cedimento; l’Audi comunicò agli investigatori che il prototipo (distruttosi nell’impatto) aveva già completato migliaia di chilometri su molti circuiti, preparandosi per la stagione 2001, senza alcun problema. La ruota in questione sarebbe stata la posteriore sinistra: questo spiegherebbe il perché Alboreto si sia schiantato a destra. Date le cause che originarono la disgrazia furono attribuite responsabilità al pilota, né a cedimento meccanici e fu scagionato da ogni responsabilità anche il circuito.

Per quanto riguarda i soccorsi il manager del Lausitzring, comunicò che le ambulanze di stanza presso il tracciato impiegarono solo due minuti per raggiungere la scena dell’incidente; un elicottero arrivò tre minuti più tardi, ma i medici dichiararono che non avrebbero potuto far nulla per salvare Alboreto. La salma del pilota, rimpatriata, è stata cremata a Milano. Aveva promesso alla moglie che si sarebbe ritirato, una volta vinta la 24 ore di Le Mans di quell’anno.

Albereto aveva iniziato a correre in F1 nel 1981 con la Tyrrell, macchina sulla quale gareggio per tre stagioni, conquistando il primo podio (3°) e la prima vittoria nel Gran Premio di Las Vegas del 1982. Vittoria bissata nel Gran Premo di Spagna del 1983.

Passò alla Ferrari nel 1984 e vi resto per 4 stagioni, conquistando il 4° posto finale ed una vittoria nella prima stagione. Poi il fu vicecampione del Mondo nel 1985, vincendo due Gran Premi.

Nel 1989 Torno alla Tyrrell –Lola conquistando l’ultimo podio dei 23 conquista nella lunga carriera in F1. Una presenza nella formula regina dell’automobilismo che duro fino al 1994 guidando la Arrorws (’90), Footwork (‘91/92), Lola (’93) e Minardi (’94).

Negli anni successivi Gareggia nel DTM, il campionato turismo tedesco, poi nei campionati Sportprototipi e nel prende parte al campionato Indy Racing League.  Successivamente si limita a correre poche corse, la24 Ore di Le Mans vinta nel 1997 al volante di una Porche e l’American Le Mans Series. Nel 1999  passa al team Audi con cui ottiene, nel 1991 la a sua ultima vittoria in una competizione motoristica nella 12 Ore di Sebring in coppia con Capello e Aiello.

Nel libro “Piloti Che gente” Enzo Ferrari scrisse: “Sono note le mie simpatie per Michele Alboreto. E’ un giovane che guida tanto bene, con pochi errori. E’ veloce, di bello stile: doti del che mi rammentano Wolfgang von Trips, al quale Alboreto assomiglia anche nel tratto educato e serio. Ho sostenuto che è fra i sei migliori della Formula 1 e che con una macchina competitiva non sprecherà certo l’occasione di diventare un campione,….”

Nel 2001 sulla pista tedesca rimase gravemente ferito anche un’altro pilota italiano: Alex Zanardi.

Claudio Carotti: il 25 aprile 1999 vittima di un incidente sulla pista di Misano Adriatico.

Domenica 25 aprile 1999, sulla pista di Misano Adriatico, moriva Claudio Carotti, 42 anni, di Falconara (Ancona), vittima di un incidente mentre stava partecipando al Campionato Italiano Supersport. Una vita spezzata, di cui poco si è scritto e poche sono le tracce che si possono trovare relative a quel fatto, anche su internet. Si correva utilizzando il tracciato corto, il più antico. Possono, a distanza di anni dal giorno fatale, rendere omaggio a Claudio il racconto personale di che era presente quel giorno ed il racconto che di quella tragedia riportò Motosprint in un servizio dal titolo “Dramma a Misano”.

Il regolamento del Campionato Italiano prevedeva che una parte (12) dei 36 piloti ammessi in griglia fosse decisa da una gara di recupero. >Ad inizio mattinata Claudio stava partecipando alla gara di recupero della Supersport. Un amante della moto, non un professionista, che durante la settimana lavorava in una ditta di spedizioni e nei week end saliva in sella alla Bimota YB9 SRI. Era in 23esima posizione a tre giri (dei 12 previsti) e sicuramente avrebbe mancato la qualifica per l’accesso alla gara. Non aveva avversari vicini. Non aveva motivi per rischiare oltre il lecito. Eppure la moto in uscita dalla curva “Brutapela” (nella foto: si percorreva in senso antiorario), la curva che immette sul rettilineo d’arrivo, è uscita sul cordolo e Claudio non è riuscito a controllare la sbandata, finendo contro le balle di paglia messe a protezione di guard rail e muretti. Un urto tremendo. Carotti è rimasto esanime sulla pista; la gara è stata subito interrotta e medici hanno tentato di rianimarlo. Senza successo: lo sfortunato pilota era già morto quando è arrivato all’ospedale di Riccione. La notizia si è diffusa nel paddock in pochi minuti. Poco oltre mezzogiorno, dopo la disputa delle gare del Challenge Aprilia, gli organizzatori del Moto Club Misano Adriatico hanno convocato tutti i piloti per dare loro la comunicazione ufficiale. “Noi pensiamo che andare avanti sarebbe il modo migliore per onorare la memoria di Claudio. Non faremo il podio, e vi chiediamo di non festeggiare all’arrivo” Aveva detto la presidente del moto club. E nessun pilota ha avuto obiezioni. L’unico a prendere la parola è stato Antonio Calasso, veterano Milanese. “Non bisogna più correre sul circuito corto perché l’uscita dalla Brutapela è molto pericolosa, non c’è sufficiente spazio all’esterno. Chiedeteci 50mila lire di iscrizione in più, ma corriamo sul lungo, che è sicurissimo”.  I colleghi hanno applaudito.<

Questo potrebbe essere un racconto per una morte da serie B meno, senza telecamere e la presenza dei VIP della stampa e del settore. Inoltre, negli anni successivi, si sarebbe dimostrato che in fatto di sicurezza non era proprio così perché altri motociclisti sono deceduti a seguito di incidenti patiti sulla pista adriatica, in parte per l’ineludibilità del pericolo sempre presente nelle corse, in particolare nella velocità. Sacrifici per la gran parte frettolosamente dimenticati e non darebbe male se in tutte le pista targhe ne ricordassero il contributo che hanno per soddisfare la passione di chi segue e gioisce per lo spettacolo che sanno dare, anche quando non sono campioni. Rinnovando il cordoglio alla moglie Alessandra, l’auspicio che Claudio stia riposando in pace.

Oscar Clemencich: perì a 37 anni sul circuito di Ospedaletti, il piccolo Nürburgring italiano.

Oscar Clemencich perì il 23 aprile 1950, a seguito di un incidente accaduto durante il Gran Premio di Sanremo, una gara del Campionato Italiano Velocità, organizzato sul circuito stradale di Ospedaletti, vicino Sanremo. Oscar, penalizzato da necessità di scuderia, aveva fatto segnare in qualifica solo il 19° tempo, restando fuori dalla griglia dei 18 partenti della classe 500 cm3. Clemencich, primo dei non qualificati, fu chiamato a sostituire il pilota francese Georges Houel, si dice “indotto” a non prendere il via. Oscar, in sella alla sua Gilera, fece una buona partenza e si trovò a lottare con Umberto Masetti. Pioveva e al 22° giro, e forse per le condizioni della strada perse il controllo del mezzo, accadde in un tratto in discesa ad una velocità relativamente bassa. In entrata alla curva “Camposanto” scivolò finendo contro un muretto. Colpito dal manubrio e dalle leve, si procurò una frattura del cranio e lesioni interne per le quali spirò durante il trasporto all’ospedale di Sanremo. Toccò a Piero Tariffi, team manager Gilera, comunicare la drammatica notizia alla moglie che seguiva la corsa in tribuna. La gara non fu stata interrotta per l’incidente; Giuseppe Colnago vinse la classe 500 Gilera ed Enrico Lorenzetti si aggiudicò la classe 350 con la Moto Guzzi. Clemencich aveva 32 anni, nativo di Monfalcone, era un pilota esperto. Il suo palmares evidenzia un secondo posto in una gara del Campionato del Mondo, nella classe 125 cm3: al TT olandese del 1949 ad Assen. Gareggiava in sella ad una FB-Mondial, fu il suo unico podio iridato, classificato alla spalle di Nello Pagani e davanti a Carlo Ubbiali. Una gara della 125cc diventata “storica”, perché fu comminata la prima squalifica nella storia del Motomondiale, comminata all’italiano Umberto Masetti  (giunto quarto) punito per aver ricevuto assistenza al di fuori dei box.

Jerez: Gran Premio di Spagna (22/24 p.v.), sfida a calor bianco in MotoGP.

Logo-motop -xQuarto appuntamento del Motomondiale 2016 con il Gran Premio di Spagna (22-24/04/2016) che si disputa sul tracciato del Costruito di Jerez che ospita dal 1986 il circus iridato. Il circuito di Jerez è uno dei tracciati più popolari del Campionato del Mondo di MotoGP, il punto di incontro prediletto di una città fanatica per lo sport. Il circuito è situato all’interno di una valle nel sud della Spagna, uno scenario spettacolare contraddistinto da condizioni meteorologiche ottimali. Le gradinate presenti sul circuito consentono di ospitare fino a 250.000 spettatori. Il circuito dispone di due tracciati alternativi, uno di 4.423 metri, l’altro di 4.428 metri.

Il circuito di Jerez è un classico appuntamento del Campionato del Mondo MotoGP. Tanti campioni si sono sfidati sull’asfalto andaluso che racconta degli storici duelli tra Doohan e Criville, tra Rossi e Gibernau, tra Lorenzo e Pedrosa e tra Marquez e Lorenzo. Qui le gare si vincono e si perdono all’ultima curva, la tredici, battezzata ‘Jorge Lorenzo’. Si arriva in Europa con Marc Marquez che già trovato il primo posto in campionato. Lo spagnolo è stato l’unico pilota a salire sul podio in tutti e tre gli appuntamenti di inizio 2016; ora guida la classifica iridata con 66 punti con un vantaggio di 21 punti Lorenzo. Per i suoi avversari la pista di Jerez non rappresenta l’occasione per il riscatto immediato perché negli ultimi anni il leader è sempre arrivato sul podio. Jorge Lorenzo, al centro dei media per l’annuncio del passaggio a Ducati dalla prossima stagione, dovrà provare a sottrarre punti al connazionale se vuole provare a difendere il suo titolo di campione del mondo. Terzo in campionato è Valentino Rossi con la Yamaha. In Argentina il nove volte campione del mondo è caduto rendendo più difficile la sua rincorsa al titolo. Ora è terzo con 33 punti, metà del leader della classifica mondiale. Negli ultimi due anni il pilota italiano è sempre finito sul podio a Jerez, collezionando 11 arrivi che contano nella sua carriera tra i quali bene sei vittorie. La trasferta americana di Dani Pedrosa (Honda) è stata corredata da alti e bassi; a podio in Argentina e fuori dai giochi a causa di una caduta ad Austin, lo spagnolo ritorna il Spagna l’affetto dei suoi fan. Ultimo miglior risultato a Jerez per Pedrosa fu il terzo posto del 2014. Andrea Dovizioso (Ducati) ad Austin è stato travolto da Pedrosa, un episodio che evidenzia un inizio di 2016 sfortunato per il forlivese che ora guarda dal settimo posto una classifica che avrebbe potuto essere certamente migliore date le potenzialità dimostrate. Jerez è una pista non facile per le Ducati, l’anno scorso Dovizioso arrivò solo nono e meglio di lui fece il suo compagno di scuderia Andrea Iannone posizionandosi al sesto posto; il pilota di Vasto dopo l’ultima piazza utile del podio conquistata in Texas in campionato è undicesimo con sedici punti. Hector Barbera sembra essere stato il più avvantaggiato dal cambio di regole di quest’anno: le nuove gomme Michelin e l’ elettronica unica. Nei primi tre GP ha raggiunto le migliori dieci posizioni e attualmente ha 25 punti iridati. Ora è sesto in campionato ma è il miglior ducatista della classifica mondiale. I portacolori Suzuki Maverick Viñales e Aleix Espargaro dopo il GP ad Austin si sono fermati sulla pista texana per lavorare ad alcune novità arrivate da Giappone. I due sono desiderosi di portare a podio l’azzurra nipponica ancora una volta, dopo l’ultimo arrivo nelle posizioni che contano che risale a otto anni fa. Di progressi ne sono stati fatti e l’obiettivo potrebbe essere vicino. Passi in avanti sono stati anche compiuti da Aprilia con Bautista e Bradl che sulla nuova moto italiana sono andati a punti in tutte e tre le gare.

Jerez: Tempo di riscossa per Morbidelli e Corsi.

logo-moto2-gpJerez de la Frontera (Spagna) quarto round iridato per la Moto2, 22/24-04-2016. Il Campionato del Mondo Moto2 sta proponendo un’avvincente sfida tra i pilote che fino ad ora comandano la classifica iridata; mai come oggi la classe intermedia è stata combattuta ed incerta. Thomas Luthi, Johann Zarco e Alex Rins sono stati i vincitori delle tre prime tre gare stagionali e hanno dimostrato di essere un candidati al titolo. La classe intermedia adesso arriva a Jerez de la Frontera dopo che il primo test ufficiale per la cilindrata 600cc si è svolto proprio sulla pista andalusa; già quell’occasione è servita per vedere la grande combattività della categoria in questa stagione. Luthi è stato il primo vincitore dell’anno; fronteggiando l’assalto di Franco Morbidelli ha vinto sulla pista di Losail. Il pilota svizzero poi non si è ripetuto collezionando due arrivi fuori podio; come già dimostrato in passato è un corridore che cresce con il passare della stagione e a Jerez lo svizzero non ha mai vinto e negli ultimi due GP ma si è piazzato nei primi dieci. Quest’anno può compiere la svolta partendo dal quarto posto iridato con 43 punti. Al contrario di Luthi, Sam Lowes sembra essere il pilota più in crescita e soprattutto con ancora margine. Il britannico ha conquistato due secondi posti consecutivi e punta con decisione alla sua prima vittoria. Ha 47 punti, il primato in classifica generale, ed è stato il più costante di tutti i protagonisti di vertice con il suo stile aggressivo. Sulla pista Andalusa potrà, oltre a dare ancora una volta spettacolo, fare un importante balzo in avanti in classifica iridata. In classifica iridata a precedere Luthi c’è Alex Rins, vincitore dell’ultimo GP in Texas. Dopo un inizio un po’ sottotono sembra aver trovato la forma migliore con la dimostrazione di forza mostrata al GP delle Americhe, A un punto dallo spagnolo e a due da Lowes c’è Johann Zarco che ha iniziato meglio di chiunque campione in carica la difesa del titolo. Ora è terzo con 45 punti. Dopo la sua vittoria in Argentina il francese ha preferito andare sicuramente a punti in Texas. Nel 2015 a Jerez Zarco arrivò secondo. Il vincitore del GP andaluso della passata stagione è stato Jonas Folger, che quest’anno tenterà di ripetere la sua performance. Il tedesco ha sbagliato in Qatar, in Argentina è arrivato terzo e ad Austin quinto. Ora è sesto in classifica mondiale ma un sicuro candidato al titolo partendo proprio dalla Spagna. Un altro pilota che potrà essere protagonista a Jerez è Axel Pons; proprio su questa pista il figlio d’arte ha impressionato nei test precampionato con un incredibile tempo di 1:41.730s sul giro. Cronometro che ha frantumato il record del circuito del 2011, 1:42.706s firmato da Stefan Bradl nel 2011. Noi italiani aspettiamo cose importanti da parte di Simone Corsi e Franco Morbidelli e Baldassarri; curiosità per Luca Marini (questa è una pista che conosce bene) Federico Fuliggini re Tonicità alla sua quarta apparizione in questo campionato.

Jerez: I ragazzi italiani possono regalare una domenica di festa.

Logo Moto3 1Verso Jerez (22/24-04-2016) per il 4° round della Moto3. Le prime tre gare del Campionato del Mondo Moto hanno visto tre piloti diversi sul gradino più alto del podio. In Qatar Nicolò Antonelli (Honda) ha vinto nel più classico dei fotofinish. In Argentina Khairul Idham Pawi (Honda) si è aggiudicato il GP con distacco dando prova di essere il re della pioggia e scrivendo la storia con la prima vittoria malese in un GP. Romano Fenati (KTM) in Texas ha interpretato una gara efficace e competitiva conclusasi al primo posto. Tutti e tre sono però all’inseguimento del leader iridato Brad Binder (KTM) che fino ad ora ha collezionato una piazza d’onore e due gradini più bassi del podio. Dopo una settimana di riposo si torna in Europa per affrontare il quarto appuntamento del calendario: il GP di Spagna sulla pista di Jerez de la Frontera. Tracciato familiare a quasi tutti i corridori della Moto3, la pista andalusa è stata scelta da molte scuderie per i test prima dell’avvio della stagione; ci si aspetta una grande battaglia! Binder guida la classifica iridata con 52 punti e deve ancora vincere, ma vorrà conquistare la prima vittoria confermandosi al vertice campionato con il primato in un GP. Nel 2015 il sudafricano è arrivato terzo a Jerez dietro a Danny Kent e Miguel Oliveira, potrebbe centrare l’obiettivo tanto atteso nel 2016 in Andalusia. Sorte simile a Binder quella di Jorge Navarro; è ancora a caccia della sua prima vittoria in campionato del mondo. Sembrava potesse salire sul gradino più alto del podio ad Austin, ma a causa di due errori ha dovuto cedere il posto a Fenati. In classifica lo spagnolo è secondo con 49 punti grazie al suo secondo podio consecutivo. A Jerez il vincitore di Austin ha raggiunto il gradino più alto del podio alla sua seconda apparizione in un GP, era il 2012; da allora è sempre stato alla ricerca di prestazioni costanti. A quanto pare nel 2016 l’ascolano sembra essere un pilota diverso e in Texas ha dimostrato calma, maturità e calcolo in attesa del sorpasso a Navarro per poi allungare verso la vittoria lasciando poco o nulla agli avversari. Una successiva vittoria sul tracciato andaluso potrebbe essere fondamentale per l’italiano in ottica iridata. Fenati ha 38 punti, 14 in meno del primo in classifica. Antonelli e Pawi invece non sono stati in grado di ritrovare la via della podio dopo la vittorie al primo e al secondo appuntamento stagionale. Ad Austin l’italiano è uscito di scena anzitempo a causa di una caduta mentre il malese è arrivato solo ventesimo. Entrambi vanno a Jerez con la speranza che il Texas sia stato solo una parentesi di una stagione che potrebbe essere, come già dimostrato, di ben più alto livello. In Andalusia il campione del mondo Moto3 Junior – Nicolò Bulega – ha conquistato la sua unica vittoria nella stagione conclusasi con la corona iridata, nel 2015 a Jerez fu un protagonista assoluto. Il suo primo anno nel massimo campionato della 250cc è iniziato bene con l’ingresso nelle migliori dieci posizioni nelle prime tre gare. Mancano 15 GP alla fine e le soddisfazioni per lui potranno essere anche maggiori a partire dalla Spagna. Sia Aron Canet che Joan Mir stanno cercheranno di capitalizzare a loro esperienza nel CEV provando a ripetere la vittoriosa cavalcata di Pawi in Argentina. Finora entrambi sono stati leggermente al di sotto delle aspettative ma il familiare tracciato di Jerez potrebbe offrire ai due piloti di casa la possibilità di mettersi in luce. Molto attese anche le prestazioni di Enea Bastianini e Andrea Locatelli, che hanno dimostrato di poter fare bene fin dalla prime gare, Più incisività dovrebbero mettere in evidenza Francesco Bagnaia e Andrea Migno. Onorevoli prestazioni potrebbero evidenziarle Di Giannantonio, Voltulini, Petrarca e Spinarelli

Assen: Prende avvio la Red Bull MotoGP Rookies Cup 2016

red-bull-motogp-rookies-cup-logoRed Bull MotoGP Rookies Cup 2016

In concomitanza con il quarto round (22/24-04- 2016)  Motomondiale prenderà avvio anche il ciclo di gare della Red Bull MotoGP Rookies Cup.

Un campionato che da un grande contributo alle selezione e formazione di potenziali campioni. In gara piloti di molti paesi, tre i ragazzi italiani, molto atteso il talentuoso riminese Kevin Zannoni

La lista dei protagonisti
4 – Patrik Pulkkinen, Finlandia
11 – Alexandre Juanes, Francia
12 – Filip Salac, Repubblica Ceca
13 – Walid Soppe, Paesi Bassi
14 – Matthias Meggle, Germania
18 – Manuel González, Spagna
19 – Rufino Florido, Spagna
20 – Omar Bonoli, Italia
21 – Victor Steeman, Paesi Bassi
2 – Mykyta Kalinin, Ucraina
23 – Raúl Fernández, Spagna
27 Mattia Casadei, Italia
36 Sander Kroeze, Paesi Bassi
40 Sean Kelly, Stati Uniti
41 Marc Garcia, Spagna
43 Steward Garcia, Colombia
44 Kevin Orgis, Germania
67 Kaito Toba, Giappone
69 Rory Skinner, Gran Bretagna
71 Ayumu Sasaki, Giappone
76 Makar Yurchenko, Russia
79 Ai Ogura, in Giappone
81 Aleix Viu, Spagna
89 Kevin Zannoni, Italia

Daijiro Kato : il suo tragico incidente incise sui miglioramenti della sicurezza in pista.

Il 20/aprile/2003 è deceduto in conseguenza della ferite riportate nella caduta  sulla pista giapponese di Suzuka (proprietà Honda) Daijiro Kato.

Il 06 Aprile 2003, durante la gara inaugurale della MotoGP sul circuito di Suzuka, alla fine del 3° giro, all’uscita della curva 130R, perse il controllo della sua moto e picchiò violentemente sbattendo la testa, il collo e la cassa toracica sul muro poche decine di metri prima della chicane Casio (detta “del triangolo”) ad una velocità di circa 140 km/h. Daijiro si spense il 20 Aprile 2003 dopo due settimane di  Lasciò la moglie Makiko e i due figli, Ikko e Rinka.

Fu grande il dolore manifestato da tutti i piloti del circus. Gli dedicarono un minuto di silenzio alla memoria prima del via della gara in  Sudafrica e cucirono sulle tute di gara il nº 74, quello del pilota nipponico. La gara fu vinta da Sete Gibernauo,  suo compagno di squadra (Team Gresini)  che per quel weekend gareggioò con il lutto al braccio.A luglio, durante la ( Ore di Suzuka  8 ore di Suzuke la Honda ricordò Daijiro mettendo il suo numero sulla moto dei piloti ufficiali Tadayuki Okada e Choujun Kameda,  la FIM ritirò il suo numero di gara, il 74; il numero è inoltre da allora cucito sulle tute di alcuni piloti del motomondiale che lo hanno conosciuto. Nella cittadina di Misano Adriatico (dove Kato trascorreva gran parte dell’anno), nel villaggio Portoverde, accanto all’autodromo Santaminca una via è stata titolata con il nome del al pilota nipponico.

La tragica scomparsa di Kato diede un forte impulso alla messa in sicurezza di molti impianti. Dopo l’incidente, la MotoGP non è più tornata a correre sul circuito giapponese.

 

Una pista spazzata via dal circus mondiale a sguito della sua tragica scomparsa, protagonista di un epico duello con Loris Capirossi nella 250cc, era una grande promessa della 500 gran prix.

Daijiro Kato: il 20 Aprile 2003 si spegneva il pilota nato in Giappone e “adottato” dalla Romagna.

Daijiro Kato, la sua vita si spense a Yokkaichi,  il 20 aprile 2003, dopo un’agonia durata due settimane. Troppo gravi le ferite riportate nell’incidente capitato il 06 aprile sulla pista di Suzuka. Stava disputando la gara della 500 Gran Prix in sella ad una Honda affidata al Team Gresini. Era nato a Saitana il 04 luglio 1976, avevo spostato il suo domicilio dal Giappone all’Italia, a Portoverde, un angolo di Romagna, sul mare ed a due passi dall’Autodromo Santamonica e dalla sede della sua squadra. Lasciò la moglie Makiko e i due figli, Ikko e Rinka.

La sua storia di pilota ebbe inizio da piccolo in sella a minimoto, ma fu nel 1992 che fece l’esordio in pista. Nel 1997 il primo alloro importante con la conquista del titolo nazionale della classe 250gp. Nel mondiale il suo esordio avvenne nel 1996, sulla pista di Suzuka, da wild card della 250cc, conquistò un 3° posto; esperienza riproposta anche nella stagione successiva con esito migliore: vinse quella gara. Nel 2000 la prima stagione a tempo pieno sempre Classe 2in sella ad una Honda, a fine stagione aveva messo nel suo palmares il 1° posto in 4 gare e il 3º posto in campionato.

Nel 2001 dominò il mondiale delle mezzo litro con 11 vittorie parziali e la conquista del titolo iridato.

Nel 2093 passò nella 500 Gran Prix sempre su una Honda del Team Gresini, conquistando due podi ed il 7° posto finale. Aveva iniziato la stagione 2003 con la speranza di poter puntare al titolo, ma il suo sogno si spense dopo tre giri della gara inaugurale e proprio sulla pista di casa, il tracciato di Suzuka che lo aveva visto rivelarsi al mondo. Perse il controllo della moto nella veloce curva che immetteva sulla dirittura d’arrivo, finì contro il muretto ad una velocità stimata in circa 140 km/h. L’incidente provocò tantissime polemiche, soprattutto riguardo all’inadeguatezza dei soccorsi e lo scarso livello di sicurezza del circuito giapponese, poi eliminato dal calendario del Motomondiale per la pericolosità e le scarse vie di fuga che presentava. Anche la direzione gara fu criticata per non aver interrotto la gara dopo essersi resi conto della gravità dell’incidente del pilota del Sol Levante. Ma su quel tracciato continuarono a gareggiare pilota nazionali e quelli delle 8 ore di Suzuka cui parteciparono anche piloti del circus mondiale, fra i quali lo stesso Valentino Rossi. La corsa durante la quale la Honda ricordò Daijiro mettendo il suo numero sulla moto di Okada e Kameya. La FIM decise il “ritiro” dalle liste del MotoGP del numero di gara, il 74, quello dello sfortunato pilota nipponico, ma lo stesso numero è poi ricomparso sulle moto o sull’abbigliamento di molti piloti. Misano che lo considerava suo cittadino, in accordo con l’autodromo Santamonica gli dedicò la strada d’accesso all’impianto.

è stata intitolata una via al pilota nipponico. Da anni a Misano, nelle vigilie del motomondiale che nel frattempo sbarcato in riva all’Adriatico, sono organizzati eventi benefici per onorare la sua memoria. Tanta partecipazione emotiva poi, sfortunatamente, superata per rendere omaggio Marco Simoncelli.

Negli anni che hanno fatto seguito alla scomparsa di Kato, come per altri episodi luttuosi che hanno avuto grande risonanza, il problema sicurezza è stato affrontato in maniera seria e proficua. Molti impianti sono stati oggetto di trasformazioni per adeguarsi regole sempre più rigorose. Un contributo importante, che ridotto senza eliminarlo, il pericolo di morire in pista, come dimostrato dagl’incidenti che si sono verificati negli anni seguenti.

Assen: In Olanda bis di Rea in Superbike, poi Smith in Supersport per il trionfo Kawasaki. Vince De Rosa con la BMW nella STK 1000

Assen TT logoLa pista di Assen (Olanda), la più longeva fra quelle che ospitano le prove iridate del motociclismo si frequentemente caratterizzata da un meteo molto variabile che spesso si rende si rende con la protagonista che incide sui risultati “van Drenthe” mettendo in difficoltà molti piloti. Esito evidente … e probabile quando si colloca un Gran Prix nella primavera. i piloti della SBK. Tante bandiere rosse a seguito di cadute eccellenti e non e un programma rallentato fino ad imporre vere proprie gare sprinti. Pi l’assenza del pubblico, non bastano e peana di commentatori o i dati degli organizzatori, tutti possono avere occhi per interpretare le immagini. In ogni caso non sono mancate le emozioni e belle gare che hanno reso merito ai piloti. La pioggia è stata protagonista assoluto del 4° round dei Mondiali Superbike e Supersport

SUPERBIKE GARA 1 - Il pilota della Kawasaki Jonathan Rea ha vinto la gara ed ha consolidato il suo posto come secondo pilota di maggior successo sul circuito olandese. Chaz Davies ha ottenuto una seconda posizione molto combattuta, e il pilota Honda, leggenda della MotoGP, Nicky Hayden ha conquistato il suo primo podio nel WorldSBK. Dopo una grande partenza dalla prima fila, Tom Sykes ha preso la testa della corsa dalla pole position, seguito dal compagno di squadra Jonathan Rea. L’inglese ha poi commesso un errore e Rea è passato in prima posizione, seguito a sua volta dalla Ducati di Chaz Davies. Sykes è stato il primo dei piloti di testa a concludere la gara anzitempo, perdendo l’anteriore della sua Kawasaki nella curva 16, ed è fortunatamente uscito illeso dalla caduta, un errore bollato da Rea a fine gara … come una stupidata acuendo una separazione che oramai pare inevitabile. Poi è stata la volta di Van der Mark, che impegnato in un serrato confronto con Davies e Rea è scivolato, lasciando i suoi avversari soli in un duello che è poi stato vinto da Rea. Nicky Hayden, rimasto a lungo in coda il trio in quarta posizione,alla fine è stato premiato con il primo podio nella categoria, al suo primo anno. Per la Ducati, detto di Davies, si deve evidenziare la inquietante prova di Giugliano troppo presto fuori dalla corsa, MV Agusta ha ottenuto un grande risultato, dopo la delusione di Aragon, con il quarto posto di Leon Camier, assolutamente meritato dopo il duro lavoro del team e del pilota. Il team Yamaha ha avuto fortune alterne in Superpole e in Gara1 Sylvain Guintoli, partito dalla prima fila, ha terminato anzitempo nella ghiaia, mentre Alex Lowes ha concluso in nona posizione. I piloti BMW hanno fatto molto bene con Jordi Torres al 5°posto e Markus Reiterberge al 9° . Sesto tempo per Lorenzo Savadori, pilota Aprilia, che ha così registrato il suo miglior risultato di carriera finora. A chiudere la top ten ci sono le Kawasaki di Roman Ramos e Lucas Mahias, quest’ultimo in sostituzione di Sylvain Barrier. Piazzamento in zona punti per Alex De Angelis 12° e Matteo Baiocco 14°.
SUPERBIKE GARA2- Jonathan Rea ha concesso il bis conquistando un’altra vittoria incredibile in Olanda, a termine di una manche che si è rivelata per metà bagnata e per metà asciutta, dove la scelta delle gomme ha avuto un ruolo chiave. Il nord-irlandese è salito sul podio con il compagno di squadra Tom Sykes e il pilota locale Michael Van Der Mark, dopo una gara in cui il meteo ha mischiato le carte in tavola. La domenica mattina il cielo sul TT Circuit Assen era piuttosto luminoso, con il sole che faceva capolino, la gara sembrava si potesse correre in condizioni normali, se non fosse stato per un diluvio che è sceso durante la gara del WorldSSP, a causa del quale la gara del WorldSBK è stata dichiarata bagnata. Allo spegnimento del semaforo i due piloti Kawasaki Sykes e Rea si sono subito portati in vantaggio, seguiti da Chaz Davies sulla Ducati e i piloti Honda Michael van der Mark e Nicky Hayden. Il cambiamento delle condizioni ha variato velocemente le posizioni e Josh Brookes, pilota della BMW team, è diventato il leader della corsa davanti a Nicky Hayden, il campione in carica Jonathan Rea e Van Der Mark. Sykes e Rea sono stati i primi a passare dai box a cambiare le gomme, seguiti poi nel giro successivo dall’olandese, e hanno avuto la giusta intuizione. Con il rientro ai box, la classifica è variata e il pilota Lucas Mahias (Kawasaki) si è trovato in testa alla corsa, seguito dai rientranti Rea, Sykes e Van der Mark. Rea ha successivamente preso il comando ed è andato a conquistare un’altra grande vittoria aumentando il suo vantaggio in campionato. Il suo compagno di squadra ha recuperato punti importanti, dopo la caduta in Gara1, e Van Der Mark ha festeggiato con il suo pubblico il terzo posto, mantenendo così alto il suo record di buoni risultati al 75% sulla pista di casa. Il campione in carica della STK1000 Lorenzo Savadori ha tagliato il traguardo con un’ottima quarta posizione, in sella ad Aprilia, migliorando il suo miglior risultato finora nel WorldSBK, seguito da Chaz Davies sulla Ducati, miglior pilota della casa di Borgo Panigale. Il pilota di Honda Nicky Hayden ha chiuso in sesta posizione, dopo aver aspettato forse un po’ troppo tempo prima di passare ai box a cambiare le gomme. Alex Lowes ha concluso la gara ancora una volta al settimo posto, con la Yamaha, davanti a Davide Giugliano. Leon Camier, dopo aver conquistato il miglior risultato con MV Agusta in Gara1, ha portato a casa un buon bottino di punti con il nono posto. Xavi Forés ha completato la top ten, dopo un’impressionante prestazione nella prima parte della gara, e ha preceduto sul traguardo Roman Ramos, Lucas Mahias e le BMW di Karel Abraham e Jordi Torres. Josh Brookes, dopo esser stato il leader in condizioni difficili, purtroppo è caduto e non ha potuto portare a termine la corsa. Assente in pista Alex De Angelis che nel warm up ha avuto uno sfortunato incidente che gli ha procurato la rottura del tendine estensore del mignolo della mano sinistra e non ha potuto quindi prendere parte alla seconda manche. Ritirato Matteo Baiocco. In classifica ha consolidato il primato Rea p.181 seguito da Davies p.136 e Sykes p.122.
SUPERSPORT - Kyle Smith (Kawasaki) ha vinto una gara disputata in condizioni estremamente difficili, e sul podio sono saliti anche Gino Rea (MV Agusta) e il campione in carica Kenan Sofuoglu (Kawasaki). Le nuvole hanno avuto la meglio nella mattinata di domenica e la gara del WorldSSP è stata caratterizzata da una doppia partenza. È stato Sofuoglu a iniziare nel migliore dei modi la gara, seguito da PJ Jacobsen che partiva dalla seconda fila, dal pilota Staplelford sulla Triumph e dal poleman Krummenacher, quarto, prima che la pioggia facesse la sua comparsa e subito dopo la bandiera rossa venisse esposta. Gara interrotta, tutto da rifare. Le condizioni molto insidiose ha sorpreso Jacobsen è caduto dopo l’esposizione della bandiera rossa ed ha dovuto spingere la sua Honda danneggiata per rientrare ai box, dove i meccanici hanno lavorato sodo per farlo ripartire. Con una procedura veloce di ripartenza, i piloti hanno occupato la griglia di partenza secondo l’ordine in cui erano quando è stata esposta la bandiera rossa e Jacobsen è ripartito dalla prima casella, sulla sua Honda riparata nei momenti finali. Con un’uscita di pista per Cluzel e Jacobsen alle prese con alcuni piccoli problemi, sono stati i piloti di Kawasaki, Krummenacher e Sofuoglu, a occupare le prime posizioni, con Gino Reia n lotta per tenere il loro passo, seguito dalla coppia di MV Agusta, da Jacobsen e da Smith che ha lottato per tornare sul podio. Krummenacher ha fatto un errore ed è andato lungo alla chicane finale, e questo l’ha escluso dalla lotta per il podio, mentre Jacobsen ha perso il controllo della sua Honda su una pista in condizioni davvero complicate, ma anche a causa di una foga esagerata. La lotta all’ultimo giro ha deciso il podio con i due britannici Rea e Smith che hanno lottato contro il campione Sofuoglu. Smith ha tagliato il traguardo per primo, con otto decimi di vantaggio su Rea, e il pilota turco ha terminato con il terzo tempo, guadagnando punti importanti sul compagno di squadra Krummenacher, quarto. Assen è una gara da dimenticare, invece, per Jules Cluzel che ha ottenuto la diciottesima posizione e non è entrato quindi nella zona punti, Numerosi i piloti italiani in zona punti: 3° Baldolini, 9° Rolfo, 13° Caricasulo, 14° Zaccone e 15° Badovini. Nella classifica generale Krummenacher p. 71 è il leader davanti a Sofuoglu p. 41 e Smith p.41

COPPA FIM STOCK 1000 - Dopo la partenza iniziale, è stata esposta la bandiera rossa è stata interrotta a causa della pista sporca di olio. La corsa è poi ripartita con durata 9 giri e Raffaele De Rosa (BMW) ha conquistato la vittoria con oltre dieci secondi di margine, dopo esser stato il più veloce nel warm up, ed è ora il leader nella classifica generale. Il pilota Kawasaki, Jeremy Guarnoni, ha ottenuto la seconda posizione che ha preceduto il giovane pilota della Ducati Michael Ruben Rinaldi, il romagnolo è salito per la seconda volta consecutiva, dopo Aragon. Il suo compagno di squadra Leandro Mercado, vincitore della gara spagnola, ha invece chiuso in nona posizione. Florian Marino non ha potuto prendere parte alla gara, dopo il brutto incidente che l’ha coinvolto in qualifica, e il suo compagno di squadra Riccardo Russo è stato costretto al ritiro, a causa dell’olio in pista fuoriuscito dalla moto di Luca Marconi. Marco Faccani, dopo non aver potuto iniziare la gara ad Aragon a causa di un problema tecnico, ha concluso in quarta piazza in Olanda, davanti ad Andrea Mantovani e Luca Salvadori. Sull’esito della gara ha influito la rottura del Motore Yamaha di Marconi che ha imposto una lunga sosta. I piazzamenti degli altri piloti italiani in zona punti: 12° Vitali, 13° Calia e Mercadelli 15°. Lontani dalle prime posizioni Tamburini (20°) che con il secondo nullo vede sbiadire i sogni di vittoria finale come Masse solo 20°. In classifica De Rosa p. 41 è diventato leader davanti a Rinaldi p.36 e Mercado p.32.

Cassani Emanuele: incidente fatale sulla pista di Misano intitolata a Simoncelli.

Ancora un evento tragico ha contrassegnato una giornata di gare sulla pista di Misano Adriatico, impianto che porta anche il nome di Marco Simoncelli.

Domenica 13 aprile 2014, nelle prime ore del pomeriggio è deceduto Emanuele Cassani, 25 anni, nativo di Faenza, ma residente a Imola.

Stava partecipando ad una gara della Bridgestone Cup, era un ragazzo che gareggiava per passione, certamente coltivava dei sogni, magari si proponeva un possibile confronto,  almeno per una stagione, con piloti più forti del mondiale. Il pilota romagnolo è rimasto coinvolto, dopo pochi metri dalla partenza della classe 600 in una fate carambola. E’ finito in terra con la sua Yamaha R6, investito da altri piloti e la sua vita è stata spezzata, così com’era capitato negli ultimi anni a Shoya Tomizawa, sulle stessa pista; Marco Simoncelli in Malesia; Andrea Antonelli in Russia e Doriano Romboni sul piccolo tracciato di Latina.

Per queste tragedia ossiamo attribuire colpe a soggetti diversi, ma, come ha scritto il Direttore di Motosprint (Stefano Saragoni) “È successo perché puoi fare spazi di fuga sempre più ampi, puoi eliminare tutti gli ostacoli, ma non puoi fare lo stesso con la fatalità, che nel motociclismo di oggi il più delle volte si traduce nell’essere investiti”. Ragazzi, uomini, vittime di dinamiche simili, non importa se campioni in piena attività o partecipanti a gare amatoriali, magari per ricordare dei piloti deceduti, tutti animati solo da una comune passione per le corse in moto, colpiti da un evento improvviso e fatale. Fatti che destano clamore, con i media che per poche ore “lavorano”  la disgrazia,  risvegliando moralismi e sollecitando grandi attestati di simpatia per le vittime, poi come un grande fuoco in tempi brevi tutto diventa routine.

I ragazzi come Emanuele Cassani meritano rispetto, come  lo meritano quanti lo hanno conosciuto ed amato,  l’impegno di non dimenticarlo da parte di che condivide la comune passione per uno sport che sa esaltare, ma anche essere crudele.

Federico Maschetto: vittima del tracciato “stradale” del Circuito di Monte Berico

Federico Maschetto perì il 15 Aprile 1934, vittima di un incidente capitato pochi istanti dopo dell’inizio gara, dell’edizione 1934 del “Circuito Motociclistico del Monte Berico“, gara del Campionato Italiano Velocità, in programma a Vicenza. L’evento si  svolgeva su un tracciato stradale intorno al Monte Berico, nella zona sud di Vicenza su strade aperte al pubblico
Due concorrenti della classe 500 cm3 sono entrarono in collisione alla prima curva a gomito, che il tracciato proponeva lungo al termine di una veloce discesa. Maschetto s’imbarco e  fu scaricato dalla sua moto, atterrato testa sul selciato prima di essere investito ed ucciso quasi istantaneamente. Nella carambola furono coinvolti Gaetano Magrin che riportò leggere ferite, poi Nino Zanco. che seguiva da vicino Isacco, coinvolto in una specie di tamponamento a catena, rimediò ferite molto serie, ma non fu in pericolo di vita. Il vincitore di quella gara fu Omobono Tenni con la Moto Guzzi 500cc ufficiale il quale, a fine stagione, si aggiudicò il titolo di Campione d’’Italia della classe

Assen: 15/17 Aprile 4° round dei mondiali WSBK e WSSP e 2° round della Stock Cup 1000.

Aut_AssenAppuntamento sul tracciato TT Circuit di Assen nel weekend 15/17 Aprile 2016 per la disputa round dei Mondiali Superbike, Supersport e Fim Cup Stock 1000 del 2016. Si corre sul un tacciato leggendario che dal 1949 Assen ospita ogni anno un Gran Premio (unico), inizialmente su strade pubbliche, poi nella pista, conosciuta anche come Dutch TT, dal 1955. La pista è adagiata accanto a verdi colline che ospitano tribune, con 64.500 posti a sedere. Nel 2002 sono ultimati i lavori di modernizzazione iniziati nel 1999.Nel 1999il circuito è stato modificato con l’aggiunta di un nuovo Grandstand, una nuova torre di controllo, box rinnovati e un nuovo centro per la stampa. La pista è stata poi modificata nell’inverno 2005/06 portando uno dei tracciati più lunghi del mondiale da quasi 6 km a 4.555km.

SUPERBIKE - Lasciate alle alle spalle il GP disputato ad Aragonè gia tempo di tornare in pista i sul circuito TT Assen, in Olanda, dove l’anno scorso vinse entrambe le manche Rea con la Kawasaki. Alle spalle del campione del mondo si piazzarono in entrambe le occasioni Davies (Ducati) e Van der Mark (Honda). C’è attesa per scoprire se il britannico, leader della classifica generale, tornerà ad imporsi, oppure se la vittoria di Davies e della Ducati in Spagna è stato sono un campanello d’allarme, ma non un pericolo imminente per la coppia di piloti della Kawasaki. Rea è leader con 131 punti, ma alle sue spalle è risalito Davies con 105 punti con Sykesterzo con 102 punti. Penalizzato da alcune battute d’arresto di troppo insegue il pilota di casaMichael Van der Mark fermo a 74 punti. Il meglio piazzato dei piloti italiani italiani è Giugliano, che occupa la quinta posizione con 56 punti. Da tenere in considerazione anche i piloti delle squadre che in questa prima fase non sono stati particolarmente come coppia Yamaha con Guintoli e Lowes, mentre hanno fatto bene i piloti BMW e Aprilia, Camier con la MV Agusta potrà fare bene se la moto non lo tradirà. Baiocco continuerà a fare il sostituto di Menghi.

SUPERSPORT – In avvio di stagione del WorldSSP in Australia erano tre i nomi più gettonati per la conquista del titolo del WorldSSP: PJ Jacobsen, in virtù di un 2015 in crescendo, Jules Cluzel, un forte e collaudato avversario, ed il campione in carica Kenan Sofuoglu, un maestro della classe Supersport. Invece l’esordiente Randy Krummenacher, in sella alla Kawasaki, ha messo in crisi i pronostici, tanto che il pilota svizzero arriva In Olanda da leader del campionato. Guai con le gomme in Australia hanno rallentato Sofuoglu e deve già preoccuparsi del suo compagno di squadra che ha dimostrato che Krummenacher subito ambientato bene nel paddock. Realisticamente può essere considerato un un pretendente al titolo. Assen è un circuito che conosce bene, avendoci gareggiato nelle classi 125cc e in Moto2. Si deve però tenere conto che il Sofuoglu è stato spettacolare ad Aragon, tagliando il traguardo con un buon vantaggio e prendendo il comando della corsa dalla pole. PJ Jacobsen è stato il solo che ha sorpassato temporaneamente il pilota turco, con una manovra che però lo ha visto poi finire nella ghiaia e uscire di scena. L’americano ha ottenuto buoni punteggi in questi primi round prima del MotorLand e sta già pensando ad una sfida per il podio appena possibile rientrare in corsa. Jules Cluzel ha vissuto una gara difficile ad Aragon, e non ha potuto bissare la spettacolare vittoria in Tailandia, ma arrivando quarto ha raccolto un buon bottino di punti. La sua rimonta dalle ultime posizioni della top ten, che lo ha portato a ridosso dei primi lo deve alla sua determinazione, grazie alla quale si è ripreso dall’infortunio patito a Jerez la scorsa stagione. Il francese si è dimostrato determinato a lottare il titolo; avrà necessità di contare sul pieno affidamento della sua MV Agusta. Nico Terol, campione del mondo 2011 nella classe 125, dopo la conquista dell suo primo podio nel WorldSSP potrebbe riservare molte sorprese agli avversari di alta classifica. Per i colori italiani c’è attesa per la pronta ripresa ci Alex Baldolini fermato da noie meccaniche in Spagna, e attesi alla controprova sono i due ragazzi del Team Italia Alessandro Zaccome e Alex Bassani nella gara scorsa hanno mostrato una incredibile capacità di lottare per le posizioni a ridosso del podio Sono due piloti impegnati FIM Europe Supersport Cup, che da questa gareggiano insieme con i piloti della Supersport con una classifica redatta a parte. Lo scorso anno la gara olandese aveva visto un classico duello tra Sofuoglu e Cluzel all’ultima chicane dell’ultimo giro. Merita attenzione anche Christian Gamarino che dopo tre gare è al nono posto della top ten mondiale. Ovviamente senza trascurare i “veterani” Lorenzo Zanetti e Roberto Rolfo che che in questo avvio di stagione sono incorsi in avvio stentato. Ritorna Ayrton Badovini in sostituzione dell’infortunato Scott.

FIM CUP STOCK 100 - La prima gara della stagione disputata ad Aragon ha fatto registrare la vittoria di Leandro Mercado, tornato nella categoria dopo aver corso un anno nella categoria del Superbike, l’argentino ha conquistato una vittoria partendo dalla settima posizione in griglia. Ma non ha avuto vita facile grazie perché dovuto fare i conti con il compagno di team Ducati, il romagnolo esordiente nella categoria, Michael Ruben Rinaldi, i due hanno regalato alla squadra uno splendido primo e secondo posto nello stesso week-end in cui Chaz Davies ha vinto entrambe le gare della Superbike, sempre in sella alla Ducati. Con otto gare ancora da disputare, Mercado ha avuto conferma che gli sfidanti più accaniti saranno probabilmente i piloti italiani ( una ventina nella start list. Detto di Rinaldi ha ben figurato Raffaele de Rosa in sella alla BMW), al quarto si è piazzato Riccardo Russo pilota ufficiale. Poi è giunto francese un esperto di categoria, il francese Florian Marino, che ha concluso la prima gara in quinta posizione, partendo dalla pole position. Dopo il primo round, la sfida al titolo costruttori vede Ducati in vantaggio di nove punti su BMW, mentre Yamaha ha un ulteriore distacco di tre punti ed è in terza posizione assoluta. La bandiera rossa esposta nelle fasi iniziali ha penalizzato Roberto Tamburini (Aprilia) perché al secondo start è rimasto intruppato e nelle fasi finali ha perso le posizioni del podio, per concludere la gara con una caduta a poche decine di metri dal traguardo. Peccato perché lo scorso hanno aveva vinta, mentre invece caduto ad Assen, dove gareggerà domenica. Se il vice campione del mondo 2015 vuole mettere le mani sull’edizione 2016 della Stoc1000 non potrà più far segnare risultati nulli. Da tenere in considerazione anche il francese Jeremy Guarnoni e il campione della stock 600 2014 Marco Faccani, entrambi senza punti nel round inaugurale della stagione che certo non li può soddisfare.

Assen: Verso i Paesi Bassi l’Althea BMW Racing Team

Althea - BMWDopo i risultati incoraggianti ottenuti dieci giorni fa prima al Motorland Aragón, ed in seguito nei test svolti subito dopo sul circuito di Jerez de la Frontera, l’Althea BMW Racing Team si traferisce adesso al Circuito TT di Assen nei Paesi Bassi, per il quarto round del Mondiale Superbike 2016. Il circuito Van Drenthe è una Mecca per i motociclisti, avendo ospitato le gare dal lontano 1925. Nel 1955 è stata costruita una nuova pista, che ha subito varie modifiche nel corso degli anni successivi. Oggi, la pista è lunga 4542 m. ed è composta da 6 curve a sinistra e 11 a destra.
Nella scorsa edizione olandese, e su di una pista che a lui piace molto, Jordi Torres ha chiuso entrambe le manche in sesta posizione. Reiterberger ha corso ad Assen l’anno scorso nel campionato tedesco di IDM ed è stato autore di una splendida doppietta, che gli ha assicurato il titolo nazionale. Nella categoria Superstock 1000, il pilota Althea BMW Raffaele De Rosa ha festeggiato il suo primo podio della stagione 2016 al Motorland Aragón ed ora è entusiasta di tornare ad Assen, dove lo scorso anno ha concluso la gara in seconda posizione. Con tre round del WorldSBK già completati, Torres si trova settimo in classifica con 53 punti, Reiterberger è invece nono con 31 punti. Nella Superstock 1000, De Rosa occupa il terzo posto dopo un solo evento, con 16 punti.

Negli anni recenti ho corso ad Assen nel campionato tedesco IDM. Non sempre abbiamo disputato le nostre miglior gare qui e nel 2013 e ’14 non si può dire che questo sia stato il miglior tracciato per la BMW. Poi, l’anno scorso – sempre nell’IDM – abbiamo trovato una nuova soluzione che ci ha permesso di conquistare una doppietta e di vincere il titolo. Sono arrivato a 2 decimi dal miglior giro fatto da Rea nella gara del mondiale SBK! Non sarà facile questa volta. Devo ritrovare il mio feeling migliorando l’assetto. I test di Jerez mi hanno dato l’opportunità di lavorare per migliorare le mie sensazioni, ma credo che abbiamo fatto solo un piccolo passo in avanti. Comunque mi sento fiducioso e pronto a ricominciare il lavoro ad Assen.”

Siamo entusiasti di andare ad Assen, una pista così speciale e ricca di storia. Mi piace il tracciato e di solito viene molta gente a sostenerci, una spinta in più direi. I recenti test ci hanno fornito molte informazioni che ci aiuteranno nella preparazione delle gare in Olanda. Credo che arriveremo più preparati e più tranquilli, e che abbiamo fatto un passo avanti. Assen è particolare con le sue veloci chicane, quindi ci serve una moto che cambia bene direzione. Mi sto adattando sempre di più alla mia BMW e spero quindi di poter fare due buone gare questo weekend in linea con le nostre aspettative.”

Onestamente Assen non è una delle mie piste preferite, ma l’anno scorso siamo andati particolarmente bene e ho chiuso al secondo posto. Dopo la prima gara non vedo l’ora di poterci riconfermare in Olanda, anche perché gli ultimi test svolti a Jerez la settimana scorsa sono andati molto bene. Ci hanno dato la possibilità di raffinare alcune cose che non avevamo avuto il tempo di fare durante il weekend di gara di Aragón. Sono quindi fiducioso per questo weekend e spero solo che il meteo sia favorevole, visto che in Olanda rappresenta sempre un incognita!”

Duilio Agostini: un fedelissimo della Moto Guzzi, in pista e nella vita.

Duilio Agostini,  è deceduto 12 aprile 2008, pilota Moto Guzzi negli anni ’50, è deceduto nella sua casa sul lago di Como,  aveva 82 anni. Nato a Mandello del Lario, figlio della famiglia che gestiva l’albergo Giardinetto”, al tempo noto per avere ospitato importanti personaggi legati al motociclismo, fra i tanti: Tenni, Woods, Bandini, Moretti o Prini. Duilio lavorò nella fabbrica della Moto Guzzi, prima nel reparto di assistenza ai clienti e dal 1947 come collaudatore ufficiale nello staff dell’ing. Carcano. Però la sua carriera sportiva la iniziò in sella ad una Condor 500. Presto arrivarono le prestazioni di rilievo e le vittorie; nel 1953 in sella alla Guzzi Dondolino si aggiudicò la Milano-Taranto come primo assoluto. Conquistò il podio (3° posto) nel Gran Premio d’Italia classe 350  e il titolo di Campione d’Italia di 2° Categoria della classe 500. Nel 1954 divenne pilota ufficiale della Casa di Mandello Lario delle classi 250 che 350 con la Bialbero. Conquisto il 2° posto nel Gran Prix di Spagna e un altro titolo di Campione d’Italia nella classe 250 Seniores. Il 1955 fu importante per Duilio, vince il prestigioso Gran Premio di Francia a Reims nella classe 350cc e partecipò, partecipò al Tourist Trophy (8°) nella classe 350 e bissò il 7° posto finale in campionato. Al TT conobbe anche una ragazza un’australiana che diventò poi sua moglie.  Nel 1956 prese parte ancora al mondiale, ritornò al TT (9°) ma concluse la stagione senza punti. Si ritirò dalle gare nel 1957, dopo avendo disputato i15 gare mondiali,  quando nacque la prima figlia, la sua passione per le Moto Guzzi lo ha indussero, per quanto fosse un corridore e non un meccanico, a fondare la Concessionaria Moto Guzzi di Mandello del Lario, divenne nota e apprezzata in 5 continenti.  Con la concessionaria fondò anche una sua scuderia per gare endurance, utilizzando (ovviamente) le Guzzi V7 Sport. Nel 1993 si ritirò dall’attività, lasciando l’officina in mano alla figlia Alis che già se n’occupava dal 1981.

Le Mans: Una 24h entusiasmante, regala gloria alla Kawasaki.

Sle-mans-endurance-2016-startulla pista francese di Le Mans Bugatti è stato corso il primo round del FIM Campionato Mondiale Endurance (WEC FIM), L’evento è stato seguito dal vivo durante la sua durata, da circa 73.000 spettatori, la Kawasaki si è aggiudicato il prestigioso traguardo con l’equipaggio francese Grégory Leblanc, Mathieu Lagrive e Fabien Foret. Una 24h caratterizzata da una battaglia senza esclusione di colpi tra i front-runner e con numerosi incidenti di gara.

L’equipaggio della Kawasaki che per primo ha tagliato il traguardo al termine delle 24 ore di gara ha regalato alla vede Ninja ZX-10R un altro successo prestigioso dopo il Mondiale Superbike 2015 centrato da Jonathan Rea. Al secondo posto la Suzuki GSX-R 1000 del team April Moto Motors Events con l’equipaggio: Gregg Black, Grégory Fastrè, Alex Cudlin. Podio completato dalla Honda CBR1000RR del team FCC TSR con i piloti Kazuma Watanabe, Alan Techer, Damian Cudlin, Buon quarto posto il team R3CL con una Suzuki Lucas Mahias, pilota che sostituirà nell’appuntamento Superbike di Assen l’infortunato Sylvain Barrier, ed a Nicolas Pouhair, Aaron Morris. Entusiasmante la rimonta del team campione del mondo, il Suzuki SERT. L’equipaggio iridato, guidato dall’intramontabile Meiland, è stato costretto a una gara tutta d’attacco per ovviare alle cadute rimediate nelle prime fasi di gara, riuscendo a risalire dall’ultimo posto sino al quinto finale. Non è stata una grande gara per i colori italiani. Niccolò Canepa ha visto sfumare ogni chance di vittoria, ma anche quelle del team Yamaha GMT94, uno dei favoriti per il successo, a causa delle cadute di Louis Rossi. Non è andata meglio a Gianluca Vizziello, che è stato costretto al ritiro a causa della rottura del propulsore della sua Kawasaki Ninja del team Bollinger dopo 17 ore di gara, quando era ancora in lotta per la seconda posizione. Fori gara anche la Suzuki del No Limits Motor Team affidata a Nicolò Rosso, Giovanni Biaggi e Alessio Toffanin.

Austin: GP Americhe in Moto3 “riemerge” l’Italia con Fenati. MotoGP naufragio italiano,1° Marquez. Rins 1° in Moto2.

Romano Fenati AmericheIl Gran Premio delle Americhe , corso sul tracciato di Austim , ha offerto la conferma di Marquez e le novità delle vittorie di Rins e Fenati. Non trascurabili le rese (per caduta) di Rossi, Pedrosa e Dovizioso, ma in MotoGP troppi sono finiti in terra, feeling ancora da trovare con le nuove Michelin?

MOTOGP – Anche la gara della classe regina disputata in Texas ha fatto registrare il dominio di Marc Marquez e della Honda. Al traguardo lo spagnolo è preceduto da Jorge Lorenzo (Yamaha) e Andrea Iannone (Ducati). Buone le condizioni della pista, ma il vento e le nuvole nel cielo di Austin fanno da palcoscenico alla gara che parte in ritardo dopo la pulizia della pista avvenuta nel primo pomeriggio e necessaria dalla presenza di chiazze d’olio sull’asfalto. La scelta delle gomme vede la maggior parte dei piloti preferire per due mescole medie eccetto Marquez che sceglie una morbida sull’anteriore. Alla prima curva Lorenzo è davanti ma Marquez gli ruba subito il primato, Rossi è terzo e Dovizioso quarto. Il maiorchino sbaglia, va lungo e perde posizioni; il gruppo si compatta su secondo rettilineo e in staccata si compatta mentre Aleix Espargaro, Suzuki, sorpassa Rossi che scivola indietro al sesto posto. Cade Loris Baz mentre il capofila Honda mantiene la testa sul rimontante Dovizioso (Ducati) a seguire Lorenzo e la Suzuki di Espargaro. Al terzo giro il primo colpo di scena, Rossi perde l’anteriore e cade alla curva due e la sua Yamaha vola contro le protezioni esterne, gara finita! A fine gara spiegherà di avere “bruciato” la Frizione al via e di essere stato condizionato dal serio inconveniente che lo rallentava vistosamente all’uscita dalle curve. Le rimonte subite in pochi giri lo hanno evidenziato. Iannone non ha una buona partenza, fa un lungo e si ritrova al sesto posto dietro ad Espargaro, piuttosto distanziato dai primi. A diciassette giri dalla fine Marquez segna il miglior passaggio, a conferma di una schiacciante superiorità, intanto Lorenzo sorpassa Dovizioso e si mette all’inseguimento del connazionale. Il pilota Ducati deve resistere anche all’attacco di Dani Pedrosa che nel tratto misto guadagna grazie alla potenza della Desmosedici. Intanto la quinta posizione Iannone impegnato a difendersi dall’assalto di Espargaro. Matura l’ennesimo fattaccio a danno di Dovizioso perché alla curva 1 Pedrosa perde l’anteriore cade con la sue moto va a colpire il posteriore della Ducati del Dovi. Dani si precipita per verificare le condizioni del pilota italiano e poi riprende per ritirarsi dopo alcuni giri. Cadono anche Cal Crutchlow (Honda) e Bradley Smith (Yamaha) con le moto che strisciano parallele fuori pista. Lotta accesa fra la coppia di piloti Suzuki per definire le posizioni ai piedi del podio con Espargaro che incalzato da Viñales che compagno di box a undici giri dalla fine e prova a mettersi all’inseguimento. La gara assume quasi un andamento da “trasferimento”. Marquez alla fine porta il vantaggio a 7.650s su Lorenzo secondo e terzo Iannone beneficiato dalle cadute eccellenti di tre piloti che lo precedevano; poi i Viñales ed Espargaro. Il secondo migliore degli italiani è Pirro, ottavo. Con il successo nella terza prova del Campionato Marquez porta a 66 i punti conquistati e rafforza la sua posizione di leader, segue Lorenzo con p.45 e Rossi terzo con p.33.

MOTO2 - Il tempo incerto delle qualifiche lascia spazio a qualche nuvola ma senza pioggia ad Austin. Partenza in ritardata a causa degli interventi sulla pista resi necessari dalla presenza di olio riversato sull’asfalto durante il warm up. Al via il poleman Ales Rins parte, male ma recupera alla curva uno e prende subito la testa, dietro si posizionano Zarco e Aegerter, poi Lowes e Jonas Folger Il gruppo resta compatto mentre Rins prova ad allungare mentre alle sue spalle si accende il confronto tra Lowes, Zarco, Aegerter e Nakagami sui quali rientra Simone Corsi, seguito da Franco Morbidelli che però non darà seguito allo spunto iniziale. Rins allunga, Lowes spinge e prova a non farlo scappare mentre dietro Zarco e Folger intanto si inserisce nella lotta per il podio anche Thomas Luthi. Axel Pons e Lorenzo Baldassari subiscono la penalità, sempre per un movimento in partenza, cadono Luca Marini e Robin Mulhauser. Rins è quasi raggiunto da Lowes, i due sono sempre più lontani dal gruppo degli scatenati che sono all’inseguimento. Ritiro per l’iridato 2025 della Moto 3 Danny Kent e caduta per il suo compagno di box Miguel Oliveira. La battaglia per la terza piazza e accesa più che mai fra Zarco, Luthi, Folger, Corsi e Aegerter. Sfortunato Nakagami che si tocca con Simone es ha la peggio e cade quando quando mancano quattro giri alla fine. La gara finisce con la vittoria di Rins davanti a Lowes, Zarco che ha allungato è terzo ma nettamente staccato. Il primo degli italiani è Corsi al sesto posto. Più indietro Morbidelli 14°, poi Pasini 17°, Baldassarri 23 e Tonucci 24° che pare in seria difficoltà in questa categoria. In classifica leader Lowes p.47m seguito da Rins p.46 e Zarco p.45

MOTO3 – I big italiani di categoria dovevano riemergere dopo il naufragio argentino ed il larga parte lo hanno fatto. Condizioni meteo incerte fino alla fine e un cielo velato in Texas fanno da cornice ad una gara molto combattuta che parte in ritardo di 15 minuti a causa di alcune chiazze d’olio in pista che hanno reso necessaria un’ accurata pulizia dell’asfalto. Allo spegnersi del semaforo Navarro (Honda) parte davanti seguito dal tedesco e da Romano Fenati (KTM). Nessuna caduta alla prima curva e nelle prime posizioni entrano anche Jakub Kornfeil, Enea Bastianini e da Adam Norrodin. Che pero nel giro successivo e protagonista di un duro scontro con un Hiroki Ono, l’ incidente costerà la penalità al nipponico. Fenati raggiunge la seconda piazza provvisoria durante il secondo passaggio, lui e il Oettl sono impegnati in un duro duello mentre dietro le posizioni si confrontano Binder e Fabio Quartararo. Bastianini arretra va a comporre un gruppo composto anche da Nicolò Bulega e Andrea Locatelli. Fenati fa segnare il giro veloce intanto cadono Joan Mir Darryn Binder, dopo essere venuti a contatto alla curva 1, in terra anche Jorge Martin. Poi cambiano le posizioni di testa, Navarro va lungo e Fenati ne approfitta per prendersi la testa alla corsa. Oettl e Quartararo sono terzo e quarto seguiti da Binder e da Bulega, staccato dal compagno di box da oltre tre secondi. Il duo di testa detta il ritmo staccando il terzo pilota di circa 2.8s. Paiono decise le posizioni per il primo e secondo posto mentre si accende la lotta per la terza posizione e Quartararo sorpassa Oettl in staccata alla curva 11 ma il tedesco risponde e mette la sua moto davanti prima di cedere ancora la posizione al pilota di Nizza. Navarro va lungo al settimo giro e da via libera a Fenati, tutte da definire le posizioni dei migliori che interessano anche Aron Canet, Bulega e Kornfeil e Bastianini. Quartararo è sfortunato ed a causa di problema meccanico perde posizioni ed alla fine sarà 13esimo. Purtroppo ade Antonelli alla curva cinque protagonista di una grande rimonta, partiva tredicesimo e quando è scivolato aveva nel mirino la quinta posizioni Ronano Fenati (KTM)si aggiudica la settima vittoria mondiale, precedendo Jorge Navarro (Honda) e e il sudafricano Breda Binder (KTM). Quarto Phillip Oettl e buona prova di Andrea Locatelli (5°) e Enea Bastianini (6°). Altri piloti italiani in gara: Bagnaia (14°), Migno (15°), Di Giannantonio (17°), Petrarca (24°) e Spinarelli (26°). Ritirato Valtulini, tutti attesi in crescita sulle piste europee. In classifica Guida Binder p. 52, seguito da Navarro p. 49, Fenati p.38 e Antonelli p31.

Ray Amm: 11 Aprile 1955, morire alla Rivazza a 27 anni.

Ray Amm11 Aprile 1955 – sul tracciato dell’Enzo e Dino Ferrari di Imola moriva uno degli astri nascenti del motociclismo nei primi anni 1950. Era nato a sua Salisbury -  Rhodesia del Sud oggi Zambia – dove ha iniziato la sua carriera nel 1946 come pilota di motocross. Nel 1951 si trasferì in Europa per fare parte del  Continental Circus da privato, viaggiava insieme alla moglie Jill che gli faceva sa  autista per il furgone e da segnalatore a bordo pista. A seguito di un’impressionante gara disputata l’Isola 1952 di Man per il Tourist Trophy firmò il contratto da pilota ufficiale  con la Norton per sostituire Dave Bennett, che aveva perso la vita durante il Gran Premio di Svizzera a Bremgarten. Dal luglio 1952 Ray Amm partecipò al Campionato Mondiale come pilota Norton conquistando la sua prima vittoria a Monza nel Gran Premio delle Nazione, classe 350 cc. Con la Casa inglese gareggiò fino al 1954 prendendo parte a 19 Gran Premi, vincendo 6 volte (4 in 350cc e 2 nella 500cc), salendo 19 volte sul podio; ottenne un 2° e due 3° posti finali nella 350cc e un 2° posto nella 500cc. Vinse per tre volte al Tourist Trophy. Alla fine della stagione 1954 firmò il contratto per passare alla  MV Agusta. Purtroppo il destino lo aspettava a bordo pista del tracciato imolese, alla  prima gara del 1955, in sella alla 350cc della casa di Cascina Costa, cadde alla curva Rivazza, scivolando perse il casco e finì per schiantarsi, sbattendo la testa, contro una cancellata di ferro. Trasportato all’ospedale di Imola, mori morto venti minuti dopo il suo arrivo. Aveva ventisette anni.

Guido Paci: volava in pista e nel cielo (aviatore)

Guido Paci, pilota due volte, della moto e dell’aeronautica Militare, ha perso la vita durante la seconda manche delle 200 Miglia il 10 Aprile 1983. L’incidente si è verificato al a quarto giro, nell’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola, mentre lottava per il secondo posto ha perso il controllo della sua Honda al curvone “Villeneuve”, purtroppo ad altissima velocità è finito contro le balle di paglia messe a protezione del guardrail. Si è fermata così la corsa terrena di Guido, in un “tempio” della velocità affollato da 80.000 appassionati ammutoliti. Lo conoscevo ed il suo ricordo il tempo lo ha solo leggermente offuscato, non cancellato perché un ragazzo come lui è indimenticabile.

Guido Paci: scomparso il 10 aprile 1983, vittima di un incidente sulla pista di Imola.

Guido Paci, il 10 Aprile 1983, rimase vittima di un incidente capitato sulla pista dell’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola. Un tragico evento capitato durante la seconda manche delle 200 Miglia, mentre lottava per le posizioni di testa, ha perso il controllo della sua Honda al curvone “Villeneuve”, purtroppo è finito ad altissima velocità contro le balle di paglia messe a protezione del guardrail, poi colpito dalla sua moto.

Si è fermata così la corsa terrena di Guido, in un “tempio” della velocità affollato da 80.000 appassionati ammutoliti. E’ stato uno dei piloti che godeva di grande seguito ad inizio anni’80. Un uomo muscoloso pelato con i baffi gigantesco, Paci era nella vita anche un sottufficiale pilota dell’Aeronautica Militare Italiana in servizio presso il 53 ° Stormo Caccia della base di Cameri (Novara).

Era nato a Curetta di Servigliano, provincia di Ascoli Piceno, il 27 dIcembre 1949, e viveva a Milano con la Hélène Maier, che aveva sposato nel 1976. dopo la sua scomparsa il campo d’aviazione di Montegiorgio, in provincia di Fermo, è stato titolato “Aviosuperficie Guido Paci”. annualmente con un motoraduno. Paci è sepolto nel cimitero della natia Servigliano, che dal 1991 lo ricorda organizzando il Memorial Guido Paci.

Un gentleman-rider che si distingue per il coraggio che dimostrava in pista come per le tute bianche e rosa, i colori che aveva scelto anche per la livrea della sua moto; gli amici lo chiamavano “Kojak”, un nome riferito al famoso personaggio della serie tv che aveva il capo rasato.

Aveva iniziato a gareggiare nella velocità da 1976, esordendo sulla pista di Modena in sella ad una Honda 500.

Arrivava dal mondo delle motociclette chiamate bobbers, affini ai Chopper, mezzi che hanno un approccio minimalista al mezzo che spogliato di tutto ciò che non è indispensabile. Stile molto spartano, privo della maggior parte delle caratteristiche estetiche del chopper come parti cromate e forcella allungata.

Guido aveva vinto due titoli italiani e ottenuto un terzo posto al Campionato Europeo di due bob dell’uomo, come membro della CBFA-Centro Bob Forze Armate.

Nel 1979 si aggiudicò Campionato Italiano Junior classe 500 cm3 in sella ad una Bimota Sb1, battendo Loris Reggiani. Nel 1980 esordi nel motomondiale della classe 500cc, con un buon 13 ° nel Gran Premio delle Nazioni a Monza con una Suzuki; nel 1981 acquistò una Yamaha, una replica della moto campione del mondo con Kenny Roberts ed ottenne un ottimo 11° posto nella classifica finale del motomondiale. Nel 1982 ottenne il 20° posto.

Nel 1983 passò al Team Honda Italia – HIRT, che mise a sua disposizione le 3 cilindri RS500R per partecipare al campionato del mondo, avendo come compagno di squadra Maurizio Massimiani. Nella seconda gara, il 03 aprile 1983 ottenne 8 ° nel Gran premio di Francia sul celebre tracciato del circuito Bugatti, Le Mans, gara durante il quale persero la vita il suo amico svizzero Michel Frutschi e il pilota giapponese Iwao Ishikawa vittime di incidenti in corsa..
Un tragico evento che sarebbe capitato la domenica successiva anche al Campione italiano, quando nel corso 5 ° giro guido perse il controllo della sua Honda RS500R a circa 240 km. I medici, che un anno prima salvato la vita di Graziano Rossi quasi nello stesso luogo, intervennero con immediatezza, ma tutti gli sforzi risultarono vani, la forte tempra di Guido Paci, minata dalle lesioni alla testa e con lesioni interne non gli concessero scampo. 

IL sabato, 09 aprile, Guido era salito sul quello che sarebbe stato il suo ultimo podio, grazie al 3 ° conquistato nella gara Campionato Italiano 500cc, preceduto da Marco Lucchinelli e Franco Uncini.

La domenica mattina, non aveva concluso la prima manche della 200 Miglia a causa di problema al cambio, si era ritirato durante il 14°; gara vinta Kenny Roberts davanti a Franco Uncini e Eddie Lawson. Due anni più tardi Lorenzo Ghiselli avrebbe  perso la vita in un incidente nello stesso luogo quasi analogo a quello capitato a Guido. A seguito di queste due tragedie fu costruita una nuova variante. Forse avrebbe salvato le due vite se fosse stata realizzata prima

Austin: Già tempo di rivincite feroci nella MotoGP in terra americana.

Logo-motop -x Il 3° round del Motomondiale è in programma durante il week end 08/10 Aprile p.v.; si corre sul tracciato del Circuit Of The Americas, il primo circuito costruito appositamente negli Stati Unti d’America vicino ad Austin, Texas, con 5.513km di pista e una capacità per 120,000 tifosi. La costruzione di tale impianto è stata completata durante il 2012 e ospiterà la MotoGP già il prossimo anno. Tra le sue caratteristiche una salita di 41 metri di dislivello con un’impressionante inclinazione al termine del rettilineo principale seguita da una curva a sinistra. Il circuito è uno dei più completi a livello di layout del Campionato che raccoglie varie caratteristiche di molti tracciati in giro per il mondo. È stato disegnato dal famoso architetto tedesco Hermann Tilke. La direzione di guida è antioraria e conta con un totale di 20 curve: 9 a destra e 11 a sinistra.

Si arriva in Texas a distanza di una sola settimana dal fine settima intenso, spettacolare e carico di imprevisti offerto dal GP in Argentina. A Termas de Rio Hondo la gara della massima cilindrata è stata soggetta la regime del flag-to-flag che ha imposto il cambio di moto a circa metà corsa. Il giorno prima, l’incidente accorso alla Ducati di Scott Redding, ha imposto un cambi di organizzazione nella la fornitura di gomme e la pioggia caduta nella mattinata sudamericana ha mutato le condizioni dell’asfalto aggiungendo ulteriore imprevedibilità ad una situazione già non lineare. Un intervento che ha favorito Marquez, il pilota agli imprevisti si è adattato più di chiunque altro. Lo spagnolo ora guida la classifica iridata con 41 punti e negli Stati Uniti è dato per favorito per il feeling dimostrato con il nuovissimo tracciato americano: due vittorie nei due precedenti GP in Texas. Nella classifica mondiale insegue a otto punti Valentino Rossi con la Yamaha, che in Argentina ha conquistato una utilissima piazza d’onore. Certamente è stato favorito dall’autoeliminazione della coppia Ducati che ha reso meno amaro lo scotto che avrebbe dovuto sopportare per una seconda moto meno efficace della prima. Rossi in America proverà certamente a mantenere il suo slancio e la costanza di arrivi utili su un tracciato che lo ha visto solo una volta sul podio. Sarà per lui un GP delle Americhe dove provare ad infrangere un trend fino ad ora poco favorevole. Il suo compagno di box Jorge Lorenzo ha faticato molto in Argentina. Partito dalla prima fila in griglia è stato risucchiato nel centro del gruppo ed ha concluso anticipatamente la gara con una caduta. Ora Lorenzo è quarto in classifica generale con 25 punti a 16 da Marquez, ma è già costretto ad inseguire e le voci di uno passaggio in Ducati sono sempre più insistenti Anche Dani Pedrosa deve trovare le prime posizioni perché lo sviluppo del GP d’Argentina difficilmente si riproporrà per lui come è stato per Rossi. Sarà interessante verificare lo stato dei rapporti in seno alla al gruppo Ducati. Andrea Iannone e Andrea Dovizioso hanno gettato alle ortiche un doppio podio dal grande valore. A Termas de Rio Hondo vedere Dovizioso che si rialza e spinge la sua moto fin sotto la bandiera a scacchi, per prendersi il tredicesimo è sta un gesto che porta a considerazioni che vanno oltre la conquista dei tre punti in classifica iridata. Ora è quinto dietro a Loreno grazie al secondo posto di Losail. Iannone invece è ancora a zero punti e in Argentina subisce l’ulteriore penalizzazione di 3 posizioni in griglia negli Stati Uniti e un punto in meno sulla patente. Inoltre Dovizioso è sempre andato bene in Texas mentre l’obiettivo del suo compagno di scuderia non può che essere quello è lasciarsi alle spalle il brutto inizio di stagione e fare bene. Si è discusso molto nei giorni scorso su quanto è accaduto in Argentina e si sono visti troppi cambi di opinione, Iannone è sempre stato un pilota irruente, troppo facile esaltarsi solo quando le cose vanno per il meglio. Anche Maverick Viñales con la Suzuki ha buttato via una bella gara in Argentina e punti preziosi per la sua posizione in campionato dove adesso è decimo. Il pilota catalano ha dimostrato di essere da vertice e potrà confermare queste aspettative negli Stati Uniti. E il team Aprilia? Domenica scorsa hanno conquistato una doppietta entrando nelle prime dieci posizioni, un bel risultato , sempre tenendo conto di cosa è accaduto ai piloti di testa, uno per il progetto veneto che dal Qatar ha iniziato a muovere i primi passi. Stefan Bradl e Alvaro Bautista vedremo se con la moto italiana faranno altri passi significativi in Texas.

Austin: Fermare Zarco in Moto2, un imperativo per gli aspitanti al titolo.

logo-moto2-gpDue gare emozionanti nella classe intermedia hanno visto sei piloti diversi sul podio, e ciò alimenta l’incertezza dei pronostici per la prossima gara In Argentina i favoriti nella corsa al titolo della Moto2 hanno dato vita ad una gara emozionate, quattro piloti si sono sfidati per tutta la corsa a Termas de Rio Hondo e tra questi ha avuto la meglio il portacolori Johann Zarco che ha vinto per la decima volta in carriera. Questo successo lo mette al secondo posto in campionato a cinque punti dal leader Thomas Luthi che nel secondo GP della stagione non ha brillato. Il Gran Premio delle Americhe del 2015 ha visto Zarco arrivare secondo conquistando il primo podio dei quattordici a seguire, tutto fa pensare che potrebbe ripetersi. Thomas Luthi è il leader del campionato. Grazie al settimo posto nella seconda prova stagionale mantiene la testa della classifica con 34 punti e si propone di tornare sul podio a Austin. Nei suoi due precedenti GP negli Stati Uniti Luthi è arrivato sesto e dodicesimo. Il vincitore del 2015 negli Stati Uniti è stato Sam Lowes, che sarà senza dubbio uno dei più agguerriti pretendenti al gradino più alto del podio Nel team italiano il britannico ha iniziato ad essere molto competitivo e in Argentina è arrivato secondo a causa di piccoli problemi tecnici e un po’ di sfortuna. Dopo i primi appuntamenti della stagione 2016 è pienamente in lizza per la vittoria finale. Pochi avrebbero previsto Hafizh Syahrin restare per pochissimo fuori dalla testa della classifica iridata provvisoria. Con delle belle prove, soprattutto sul bagnato, e la costanza già dimostrata nelle passate stagioni ‘The Fischi’ può essere tra i protagonisti non solo del prossimo GP ma anche dell’anno nella cilindrata 600cc. Di tutti i piloti sulla griglia di partenza, Alex Rins è forse il più desideroso di trovare la forma del 2015. Finora non è riuscito a salire sul podio nonostante il suo ritmo sia stato impressionate e spesso più veloce del leader Zarco, ad esempio in Argentina dove una brutta partenza gli è costata una miglior posizione finale. Grande delusione in Qatar per Franco Morbidelli, a Asilo il romano è stato retrocesso al settimo posto a causa di una penalità dopo che aveva tagliato il traguardo per secondo. In Argentina la delusione è stata forse più grande: in lotta per il podio, è caduto nelle battute finali della gara. In campionato ora è undicesimo con soli nove punti pur avendo dimostrato nei due GP di essere un pilota da alta classifica. Non sarà ancora un GP facile per Baldassari se non avrà recuperato una buona efficienza fisica, attesa una ripresa decisa di Simone Corsi, Luca Marini cova certamente il desiderio di fare esperienza e trovare competitività al più presto.

Austin: Attesa l’emersione dei piloti italiani, naufrati in Argentina in Moto3.

Logo Moto3 1Si arriva in America dopo aver festeggiato un quasi sconosciuto vincitore e con il nutrito gruppo di piloti italiani che, per la gran parte, ha dovuto mettere la coda fra le gambe. Per aspirare ad essere fra gli aspiranti alla conquista del titolo non si può pensare d’essere fermo quando la pista è poco più che umida. In GP del Qatar si era concluso con soli 0.007 secondi tra il primo e il secondo pilota arrivati traguardo. In Argentina il vincitore è stato artefice di una cavalcata solitaria. Prima del fine settimana a Termas de Rio Hondo nessuno avrebbe scommesso sul rookie malese Khairul Idham Pawi (Honda) che ha vinto la seconda gara della stagione con 25 secondi di vantaggio sul secondo classificato. Pawi ha raggiunto il gradino più alto del podio ma è stato Brad Binder (KTM) ha fatto un passo in più nel suo primato in classifica iridata e, fino ad ora, è stato l’unico pilota a concludere i due GP nelle tre posizioni di vertice. Nel 2015 il sudafricano è arrivato quinto nell’appuntamento texano con Enea Bastianini e Fabio Quartararo come gli unici due nomi ancora in Moto a terminare quella gara davanti a lui. In Argentina Niccolò Antonelli non è stato in grado di ripetere la sua vittoria al GP del Qatar. L’italiano è scivolato al secondo posto in classifica, cinque punti dietro Binder. In tutte e tre le precedenti gare sul circuito delle Americhe, Antonelli non è riuscito a segnare punti e solo una volta è arrivato al traguardo, brutti ricordi da sfatare. La sfida tra Adam Norrodin e Jorge Navarro è finita in favore del pilota spagnolo che, come campione del mondo, cercherà di mettere dare sfogo al suo grande potenziale mostrato alla fine del 2015 con diversi podi consecutivi. Lo spagnolo è a soli due punti da Antonelli in classifica iridata e a solo sette dietro Binder; i primi tre posti possono mutare ancora tra meno di una settimana. I ragazzi del Team Sky Racing VR46 sono in cerca di conferme e risultati, Romano Fenati, Nicolò Bulega e Andrea Migno, sperabile che possano farlo sulla pista americana. Anche Andrea Locatelli che in Argentina ha fatto molto dovrà riconfermare i giudizi positivi che ha raccolto. Ovvio che sia molto attesa anche la prova di Francesco Bagnaia e per Enea Bastianini che sono rimasti troppo lontani dai primi. Senza particolare attese per il poker di giovani portati nel motomondiale, dovrebbero confermare che la scelta è stata “giudiziosa”

Motomercato: A marzo ancora in crescita le immatricolazioni dei motocicli.

logo_ANCMACOMUNICATO ANCMA

Le immatricolazioni italiane di scoter e moto con un totale di 19.468 veicoli, segnano a marzo un incremento a due cifre pari al +17,1% rispetto allo stesso mese del 2015. Contribuiscono a tale risultato gli scooter con 10.076 unità e una crescita del 14,4%, e le moto con 9.392 unità e un +20,2%. In aggiunta alle immatricolazioni di scooter e moto over 50cc, i veicoli 50cc nello scorso mese di marzo hanno totalizzato 1.926 vendite pari a un +5,7%. Marzo pesa circa il 10% del totale venduto dell’anno.

Grazie alla ripresa della domanda degli utenti il mercato delle due ruote ha imboccato un percorso virtuoso che porta benefici a tutta la filiera del settore. Lo scenario economico ci aiuta con una situazione positiva in termini di indice di fiducia delle famiglie e con indicatori in aumento per l’occupazione a tempo indeterminato, nonostante ci siano ancora elementi di debolezza per il credito al consumo e la fragilità delle banche.”- afferma Corrado Capelli, Presidente di Confindustria ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori). “Intervengono inoltre un paio di fattori determinanti per lo sviluppo del mercato: da un lato la necessità di rinnovare il proprio veicolo, decisione spesso rimandata nel periodo di crisi; dall’altro un’offerta che si contraddistingue per l’innovazione tecnologica e la capacità di attrarre nuovi appassionati, attraverso modelli più fruibili e con costi di gestione contenuti. Senza nuove turbolenze a fine anno dovremmo tornare ai livelli del 2012, quando il mercato superava le 200.000 unità. Ancora, non ci stanchiamo di chiedere una rapida approvazione delle modifiche al Codice della Strada che servono a migliorare le infrastrutture e la sicurezza d’uso, come la possibilità di percorrere le corsie preferenziali, l’aggiornamento dei guardrail e degli ostacoli fissi sulla carreggiata, la definizione di utenti deboli per i motociclisti e l’accesso alle tangenziali e autostrade per le 125cc come in tutta Europa. Infine ricordiamo la proposta Ancma di detrazioni sull’acquisto di abbigliamento protettivo, che si ripagherebbero ampiamente per la conseguente riduzione dei costi sanitari.”

Nel primo trimestre del 2016 l‘immatricolato in Italia totalizza 44.333 veicoli (scooter e moto targate), con una crescita significativa, pari al +23,9%, rispetto ai primi tre mesi del 2015. Le immatricolazioni di scooter arrivano a 23.335 veicoli (+20,6%) mentre quelle di moto sono pari a 20.998 unità (+27,8%). Anche il dato progressivo per i ciclomotori (veicoli 50cc) è di segno positivo nel trimestre, con 4.690 registrazioni pari al +4,3%.

Andando al dettaglio per cilindrata, nel settore scooter si rileva il rafforzamento del segmento degli scooter di 125cc con 8.103 veicoli e un +24,7% sopra la media del comparto. Più contenuta la crescita dei 150-250cc, con 5.446 unità e un +8,1%. Importante incremento per i 300-500cc con 7.612 unità e un +31,4%. Un dato positivo proviene anche dai maxiscooter con 2.174 immatricolazioni pari ad un incremento del +7,4% rispetto all’anno scorso.

L’analisi delle cilindrate moto vede ancora in forte sviluppo i modelli tra 800 e 1.000 cc con 6.819 veicoli pari al +47%; seguono quelle superiori ai 1000cc con 6.143 unità pari al +16,2%. Le medie cilindrate, da 600 fino a 750cc, con 3.523 moto mostrano un discreto risultato pari al +13,5%. Buon andamento anche per le cilindrate tra 200-500cc con 3.056 unità e un +25,5%; infine notevole accelerazione per le 125cc con 1.425 moto e un +59,6%.

Interessante l’evoluzione dei segmenti moto con l’affermazione delle enduro stradali, con 7.960 vendite pari al +43,1%; a seguire le moto naked che con 7.178 pezzi e un +23,6%. Seguono a distanza le custom con 1.913 unità e un +8,5%, poi le moto da turismo con 1.722 moto e un +25,1%; più modesto il trend delle sportive con 1.117 pezzi e un +4%; infine forte recupero per le supermotard con 744 moto e un +63,9%.

Massimo Tamburini è deceduto il 6 aprile 2014

Imacon Color ScannerEra, 6 aprile 2014, quando Saverio Livolsi mi ha comunicato che Massimo Tamburini è deceduto, per un attimo ho trattenuto il respiro.

Una notizia ferale, non inattesa a causa del male incurabile che lo aveva aggredito, ma sempre terribile.

Ci saranno tempi e modi per commemorare Massimo con affeto, in questo momento c’è solo spazio per lo sconcerto, ricordare i venti anni di vita condivisa (professionale ed umana) non è facile, il tecnico resterà nella storia, l’uomo consegnato al ricordo dei famigliari e degli amici, per me il ricordo di una esperienza professionale ed umana durata 20 anni attraverso la quale abbiamo generato la Bimota.

Grazie Massimo ed ai tuoi famigliari ed amici va il mio cordiglio più profondo.

Giuseppe Morri

Argentina: Pawi (Honda) Moto3, Marquez (Honda) MotoGp e Zarco (Moto2). Harakiri Ducati!

 Pawel.middleIl Gran Premio della Repubblica Argentina, in programma sul tracciato si è aperto come di consueto con la gara della Classe MOTO3 che ha regalato una sorpresa inattesa ed un brusco risveglio per i ragazzi italiani. I warm up del mattino si sono svolti su un tracciato bagnato, non sono mancate le cadute.

MOTO3 - Un pilota della Malesia ha compiuto l’impresa e merita la copertina. Il secondo appuntamento della categoria, dichiarato dal direttore “pista bagnata” (in realtà solo umida in maniera non uniforme) è stata decisa dall’azzardo del pilota della Malesia Khairul Idham Pawi (Honda), ha preso la decisione gomme slick ed ha compiuto l’impresa che gli ha regalato la vittoria. l’impresa. Ha fatto, il vuoto tra le chiazze di bagnato del circuito di Termas de Rio Hondo. Il primo nel Warm Up è Pawi, presagio dell’impresa che da lì a poche ore lo avrebbe visto vincitore con distacco abissale. Il malese numero 89, e già rivelazione delle qualifiche, ha peso il via dalla seconda fila sulla griglia di partenza. Davanti e in pole Brad Binder, Romano Fenati, e Jorge Navarro. L’asfalto si ancora bagnato e cade una leggera pioggia sulla gara della Moto. Tutti però montano gomme slick sperando in un miglioramento con il passare dei giri eccetto Livio Loi, RW Racing, con si presenta al via con le gomme da pioggia. Sperando di ripetere un’impresa già riuscita in passato. Partito bene Fenati che passa Binder ma poi cede il passo a Navarro con la prima piazza agguantata da Pawi,scattato veloce al via e subito in grado di allungare già dalle prime curve. Loi esce subito bene ed è secondo. I due staccano nel primo giro tutti gli altri di circa 5 secondi. Incredibile il passo del malese su Honda, con le slick allunga sul belga con le gomme wet. Dietro si fanno trovare l’altro malese, Adam Norrodin, Andrea Locatelli e Jorge Martin, Aspar Team. Recupera Aron Canet. Pawi intanto ha allungato e porta ad oltre 7 secondi il vantaggio su Loi. La sua è una guida perfetta su un asfalto ancora bagnato in molti punti. Sale in quinta piazza Hiroki Ono, compagno di scuderia di Pawi che intanto giro dopo giro fa il vuoto: oltre 11 secondi sul secondo quando mancano 16 giri alla fine. Il primo degli italiani è Locatelli a 20 secondi dal leader. Battaglia per il secondo posto tra Norrodin e Loi con il belga che sbaglia ed è passato da Navarro in netto recupero, che subito mette nel mirino Norrodin e lo supera. Quando mancano 14 giri alla fine viene esposta la bandiera bianca con croce rossa che segnala pioggia sul tracciato. Loi intanto perde posizioni e viene risucchiato in mezzo al gruppo principale, abbandonato dalle gomme da bagnato. Navarro spinge e stabilizza il distacco da Pawi a 20 secondi quando mancano 11 giri alla fine. Al momento erano due i malesi sono sul podio. Il piloti italiani cedono il passo, il primo è ancora Locatelli, decimo che poi risale fino alla quinta posizione; poi Niccolò Antonelli (13°) e Fenati (19°) ; gli altri sono attardati dalla vetta. Locatelli si fa giuda per gli inseguitori a circa 23 secondi da Pawi sempre più solitario, me è distanziato anche da Norrodin, quarto, di quasi 8 secondi quando mancano sei giri alla bandiera a scacchi. Canet sorpassa l’italiano e accende la battaglia nel gruppo formato da Binder, Ono e Joan Mir, numero 36 nero celeste. I cinque lottano fino alle ultime curve cambiando le posizioni ad ogni passaggio. Poi Canet finisce in terra alla curva sette. Pawi vince con un vantaggio di oltre 26 secondi , è il primo malese a salire sul gradino più alto del podio, alla sua terza gara e alla sua prima stagione mondiale. Dietro la sfida tra Norrodin e Navarro fa scintille, il malese però scivola all’ultima curva, lo spagnolo è secondo e il numero sette spinge la sua moto sotto la bandiera a scacchi per conquistare almeno la settima posizione in un finale dal grande pathos. Tre Honda sul podio. Gara grigia per gli italiani; brilla solo Locatelli, alla fine quarto dietro a Binder che conquista il gradino più basso del podio, è stato evidente la loro allegia per il bagnato, un limite non trascurabile per chi cova sogni di primato. Leader della classifica Binder p. 36, seguito da Antonelli p.31 e Navarro p.29.

MOTOGP – La prima fila della griglia di partenza in Argentina vede in pole Marc Marquez (Honda) alla sua destra Valentino Rossi (Yamaha) e, di fianco il suo compagno di team Jorge Lorenzo. Seconda fila per Dani Pedrosa (Honda) davanti alla due ducati ufficiali di Andrea Dovizioso e Andrea Iannone (Ducati), primo del Warm Up su pista bagnata. La gara è stata posticipata di mezzora a causa dei cambi al programma. Era stato imposto un Warm Up ulteriore per provare lo nuovo pneumatico extra da asciutto reso necessario dopo l’incidente accorso a Scott Redding, portacolori Octo Pramac. Questa sessione è stata cancellata a causa della pioggia caduta sulla pista nella prima mattina. Le condizioni sono andate migliorando con il passare delle ore e le decisioni definitive sono state prese dopo l’unico Warm Up, posticipato di 30 minuti, nel quale il migliore è stato Iannone. Le condizioni della pista, che si stava asciugando lentamente, ha fatto scegliere per una gara ‘asciutta’ con slick; usate quindi le nuove gomme introdotte da sabato sera (Option Tyre) con tela più dura, ma sottoposta al regime flag-to-flag per consentire l’eventuale cambio di prototipo con pneumatici diversi al giro 9, 10 o 11, in totale sono adesso 20 non 25. Il semaforo si spegne e Lorenzo parte bene, è primo. Alla prima curva scintille tra Pedrosa e Iannone con Rossi e Marquez che allungano davanti al gruppone di testa; sfida di vertice tra il campione del mondo in carica, Rossi e Marquez mentre Dovizioso dalla quarta piazza sale alla prima. Maverick Viñaleas, Suzuki, è quarto davanti a Iannone mentre Lorenzo scende in sesta posizione. Cadono Pol Espargaro, Yamaha Tech3, che riprende la via della pista, Cal Crutchlow, Honda e Yonny Hernandez, che si ritirano, poi sarà la volta di Loris Baz. Marquez prova a farsi sotto con Rossi che chiude le traiettorie e mette nel mirino Dovizioso. Intanto rimonta Viñales. Marquez sorpassa Rossi e poi Dovizioso, a meno 15 passaggi dal termine. Cade Jak Miller, mentre i tre davanti cambiano le loro posizioni e Iannone supera il pilota Suzuki. Lorenzo alla curva 1, finisce a terra: gara conclusa per il leader della classifica. Lotta per la terza piazza tra Iannone e Dovizoso. Mentre Rossi si avvicina al leader della gara che per un contatto alla partenza ha la telecamera staccata dal codino. A meno 12 giri alla fine e inizia la lotta tra Marquez e Rossi, il Dottore passa lo spagnolo in staccata alla curva uno ma deve ricedere il passo al due volte iridato. Poi si fa tempo del cambio moto obbligato, mentre Rossi e Marquez restano in pista tra le scintille e rientrano insieme ai box ma mantenendo le posizioni quando rientrano in pista è subito netta l’impressione che la seconda moto di Rossi non gli consenta le performance della prima, è lento e lo rimontano Viñales Iannone e Dovizioso. Rossi è lento ed è raggiunto dal gruppo che lo insegue e subito Viñales prova l’attacco ma Rossi chiude la porta alla curva 1. Il pilota di Figueres in un nuovo assalto all’italiano della Yamaha perde l’anteriore e cade alla curva 1. Marquez è lontano e dietro si accende la lotta fra i tre italiani, Rossi, Iannone e Dovizioso che danno vita ad un’aspra contesa per il secondo posto, una sfida tra le due Ducati e la M1 che si gioca negli ultimi due giri. Dovizoso passa Iannone e Rossi e allunga. Il nove volte campione del mondo prova a farsi sotto alle Desmosedici, ma non riesce ad avere la meglio, pare rallentato e con poco feeling. Marquez non ha faticato e taglia il traguardo mentre dietro capita quello che ormai sembrava impensabile: le due Ducati si toccano alla penultima curva, Iannone e Dovizioso cadono con Rossi che conquista il secondo posto davanti a Pedrosa. Forse i team italiano paga per la troppa foga dei suoi piloti le troppe voci che danno per imminente un taglio per fare posto all’arrivo di Lorenzo. A causa della manovra all’ultima curva Iannone è stato poi sancito con la penalizzazione di 3 posizioni nel prossimo GP e un punto sulla patente. La decisione è stata presa dallo Steward Pannel, il nuovo organo giudicante in MotoGP. In classifica Marquez conquista la testa p. 41. poi Rossi p. 33 e Pedrosa p. 27.

MOTO3 - Al via la prima fila della griglia di partenza è composta da Lowes, Zarco, campione del mondo in carica e Folger. Franco Morbidelli, scuderia, parte dalla quinta piazza come primo degli italiani. Ormai la pista che in precedenza ha ospitato la gara della Moto pare asciutta nonostante il cielo ancora coperto e le chiazze scure in alcuni tratti del percorso. Tutte le 600cc montano slick. Al via inizia subito la bagarre, Folger parte bene e soffia il primato a Lowes e Zarco, seguono Morbidelli e Takaaki Nakagami. Scintille tra i tre al vertice ai quali si aggiunge subito Morbidelli; Alex Rins è quinto e sesto Hafizh Syahrin, che a meno 21 giri sono staccati quasi 6” dai piloti di testa. Intanto cade Alex Marquez, sempre meno presente fra i primi. Sportellate tra Zarco e Folger: quando al decimo giro lo spagnolo entra duro, il tedesco apre la traiettoria e scivola al terzo posto. Va poi largo alla curva successiva ed è passato anche da Morbidelli. L’italiano poi punta Zarco e in un paio di occasioni prova ad insidiarlo per la seconda piazza. Il gruppo dei quattro si allunga e si compatta giro dopo giro preannunciando un arrivo in volata. Invece la moto di Lowes accusa un problema meccanico, il britannico probabilmente sbaglia la scalata e perde tempo all’uscita di curva e Zarco si avvicina sul rettilineo del traguardo, poi il francese con una gran staccata alla curva 1 e sorpassa il britannico. Cade Sandro Cortese mentre Rins fa il nuovo giro veloce e prova di recuperare sul gruppetto di testa. . Le posizioni restano immutate fimo a quando mancano quattro giri alla fine della gara, Rins si avvicina e Lowes si porta alle spalle di Morbidelli, Folger sembra definitivamente quarto. Ma il britannico spinge passa l’italiano che scivola a metà curva 1, è gara finita per Morbidelli. Mentre Zarco che taglia il traguardo davanti a Lowes e a Folger. Primo degli italiani è Mattia Pasini, decimo a oltre 30 secondi dalla vetta. In difficoltà Baldassarri penalizzato dai postumi di un incidente. Marini e corsi lontani dalle posizioni di testa. In classifica il leader è Luthi p. 34 seguito da Zarco p. 29 e Lowes p. 27

Prossimo appuntamento per la classe intermedia sarà il Grand Prix of the Americans settimana prossima i Texas.

Aragon: WSBK Davies domina il 3° round; poi gli “inossidabili” Sofuoglu (WSS) e Mercado (STK100)

mercado-superstock-1000-1Si sono disputate sul del Motorland Aragon le gare del terzo round dei Mondiali Superbike e Superstock con l’aggiunta del trofeo per la stock 1000.

Nella foto l’arrivo della Stock 1000 con Mercado e Rinaldi.

Nel paddock spagnolo, la nazione che ospita tanti eventi mondiali di motovelocità, la notizia che ha destato stupore è stata quella relativa al comunicato FIM e DWO relativo all’annullamento del round italiano del WorldSBK 2016 che si sarebbe dovuto tenere presso l’Autodromo Nazionale di Monza durante il fine settimana del 22-24 luglio. In aggiunta è stato comunicato che non sarà attivato il contratto con il circuito sostitutivo di Vallelunga, a causa di alcune difficoltà legate alla programmazione e alle modifiche richieste, che consentano a Vallelunga di ospitare un round di WorldSBK. E’ ancora in corso di valutazione una sede sostitutiva per questa tappa italiana del campionato. La conferma del luogo e della data sarà comunicato prima del 1° maggio, per dare la conferma finale del calendario WorldSBK

Il nuovo format deciso dalla FIM e Dorna ha proposto 4 gare che hanno messo in evidenza tanti “vecchi” protagonisti e qualche nome nuovo. Evento commentato a mo di uno dei programmi condotti, da parte  del folto e composito gruppo di inviati Mediaset, con lo stile di Pippo Franco..

SUPERBIKE GARA 1 - Tom Sykes (Kawasaki) con una bella partenza ha preso subito la testa della corsa e con Jonathan Rea (Kawasaki) che ha recuperato velocemente terreno, arrivando in terza piazza dietro a Sylvain Guintoli (Yamaha) e Sykes. Le Ducati di Chaz Davies e Davide Giugliano sono subito arrivate su Rea per lottare per la terza posizione, ma Davies ha avuto un ritmo migliore ed è arrivato alle spalle del leader Sykes, superandolo e dominando la corsa dal quindicesimo giro fino alla fine. Davies ha così conquistato un grande successo il primo stagionale, portando la Panigale R sul podio come aveva fatto lo scorso anno e imponendosi sul dominio Kawasaki. La Yamaha ha invece avuto fortune alterne: dopo aver conquistato la prima fila nella Superpole, in gara Lowes ha perso presto il contatto con il gruppo di testa, mentre Guintolì ha potuto mantenere la seconda posizione dietro a Sykes. Il francese ha poi perso ritmo, scendendo fino alla nona posizione, dietro al suo compagno di squadra che nel frattempo aveva rimontato fino all’ottava piazza. La gara di Honda si è conclusa con la sesta posizione di Nicky Hayden e una caduta per Michael Van Der Mark che è stato costretto al ritiro. Anche Leon Camier (MV Agusta) e Matteo Baiocco (Ducati) non hanno potuto portare a termine la gara, a causa di alcuni problemi tecnici alle loro moto. Xavi Forés è stato il pilota spagnolo più veloce, vincendo il duello contro Davide Giugliano e aggiudicandosi così la quarta posizione, mentre Jordi Torres ha tagliato il traguardo in settima piazza. Buone prestazioni per la coppia Aprilia: Lorenzo Savadori ha ottenuto la decima posizione, seguito dal compagno di squadra Alex De Angelis.

SUPERBIKE GARA 2 – Davies ancora è ancora primo, da dominatore. Il pilota della Ducati ha conquistato un’altra incredibile vittoria, tagliando il traguardo con sei secondi di vantaggio sul secondo classificato, dopo aver percorso un altro giro sublime. I piloti della Kawasaki Tom Sykes e Jonathan Rea hanno completato il podio in Spagna, dopo esser stati protagonisti di un altro testa a testa. Il pilota di casa Xavi Forés ha portato la Panigale R di nuovo in quarta piazza, eguagliando il suo miglior risultato in carriera, ottenuto ieri in Gara1. Il suo connazionale Jordi Torres ha concluso al quinto posto, suo miglior risultato dell’anno, alla guida della BMW, e precedendo Davide Giugliano, che  ha recuperato da un piccolo incidente in pista per dare la caccia a Michael van der Mark, , per poi passarlo nuovamente e chiudere in sesta posizione. L’olandese, dopo un sabato insolitamente difficile, ha mantenuto la sua Honda nelle posizioni importanti di Gara2 e ha ottenuto un buon bottino di punti, arrivando settimo dopo una buona partenza dall’undicesima casella. Brutto epilogo invece per il suo compagno di squadra, Nicky Hayden, che ha avuto un piccolo incidente in pista con Alex Lowes e successivamente si è dovuto ritirare per un problema. E’ la coppia Yamaha, Sylvain Guintoli e Alex Lowes, a chiudere la top ten rispettivamente in nona e decima posizione, dopo una partenza difficile. Ottavo crono per Alex De Angelis, il pilota sammarinese Aprilia recentemente operato al bicipite destro, è stato autore di una ottima prestazione. Il pilota MV Agusta Leon Camier è finito appena fuori dalla zona punti, e spera di tornare nelle posizioni importanti nel prossimo round ad Assen, ma sarà necessaria una crescita significativa del mezzo. In classifica Rea si conferma leader con p. 131 seguito da Davies p. 105 e Sykes p. 102

SUPERSPORT – Il campione del mondo in carica Kenan Sofuoglu (Kawasaki) ha dominato la scena al Motorland, conquistando la vittoria nella prima gara europea, dove in pista c’erano anche i piloti della FIM Europe Supersport Cup. Il pilota turco ha preso la leadership della corsa lottando con il suo compagno di squadra Randy Krummenacher e con i piloti della MV Agusta Jules Cluzel , che ha terminato la corsa al quarto posto, alle spalle Nico Terol, salito sul terzo gradino del podio, il suo primo in questa categoria. Sofuoglu è partito dalla pole position e ha subito avuto a che fare con il pilota Honda PJ Jacobsen che dalla seconda fila ha fatto una grande partenza. L’americano nel tentativo di lottare per la leadership è andato largo, perdendo l’anteriore e abbandonando subito la gara e come lui anche altri piloti, Wagner, Licciardi, Rea e Orellana, sono stati costretti al ritiro al primo giro, dopo esser stati coinvolti in un incidente. Sfortuna per Roberto Rolfo, che ha dovuto abbandonare la griglia di partenza per un problema alla sua moto, e anche Lorenzo Zanetti ha avuto un problema tecnico alla sua MV Agusta che l’ha costretto al ritiro. Sofuoglu con progressione ha distanziato un terzetto i inseguitori un terzetto composto da Krummenacher, Cluzel e Baldolini in lotta per le posizioni del podio. Sfortunatamente il primo a dover mollare la presa è stato Alex Baldolini , protagonista fino a quel momento di una ottima gara, ma fermato dal flop del motore della sua MV Agusta.  I piloti del Team Italia, Bassani e Zaccone, sono stati i protagonisti della nuova FIM Europe Supersport Class la classe che compone il gruppo dei partenti (una macedonia fra i piloti delle due categorie. I due ragazzi italiani hanno sfidato i piloti del WSS ed hanno tagliando il traguardo rispettivamente in quinta e sesta posizione. Randy Krummenacher ha mantenuto il suo vantaggio nella classifica generale, seguito dal compagno di squadra Kenan Sofuoglu. Si tornerà in pista tra due settimane ad Assen, dove Cluzel e Jacobsen proveranno a recuperare terreno e Sofuoglu proverà ad imporsi nuovamente. In classifica si conferma leader Krummenacher p. 58, seguito da Sofuoglu p.45 e Cluzel p.38.

STK1000 – A causa di un incidente alla prima curva, è stata subito fermata la corsa con la bandiera rossa. Un incidente che ha coinvolto quasi un terzo dei piloti sulla griglia di partenza. Con la procedura di partenza ritarda di circa 20′, alcuni piloti sono potuti tornare in pista e si è svolta una corsa di solo otto giri. La gara “sprint” ha obbligato i piloti a dare subito il massimo Rallentato Florian Marino (Yamaha) da problemi al cambio la lotta per il podio si è progressivamente ristretta alla copia con le Ducati ufficiali, l’esperto Leandro Mercado che alla fine si è aggiudicato la vittoria precedendo l’esordiente italiano Michael Ruben Rinaldi, che, giudiziosamente, ha deciso di iniziare la stagione con un ottimo secondo posto, ma bravo a relegare al terzo posto l’esperto davanti a Raffaele de Rosa in sella alla BMW. Hanno fatto parte del gruppo di testa anche Roberto Tamburini (aprilia) scivolato nel tentativo di tenere testa a De Rosa che lo aveva rimontato. Ottimo quarto posto per Riccardo Russo (Yamaha) Poi Kevin Calia (6°) con l’altra Aprilia ufficiale, Mantovani (7°), Marconi (8°) con la Yamaha e Vitali (11°) BMW. Sono stati 12 i piloti che non hanno concluso la gara di una categoria dove la metà dei concorrenti sono italiani. La Stock 100 sarà presente nel round di Assen. Di rilievo l’assenza, causato da una caduta a seguito di un “investimento” nel corso del war-up del pilota turco Toprak Razgatlioglu, molto atteso da addetti ai lavori e non. Difficile un suo rientro ad Assen.

Angelo Bergamonti: il 4 aprile 1971 si fermò il suo sogno ed il mito della Mototemporada.

Angelo Bergamonti morì a seguito di un incidente, capitato in una gara della “Mototemporada“ 

A Riccione, il 4 aprile 1971, stava disputando la gara della 350cc in sella alla MV Agusta, sul circuito stradale allestito sulle strade a ridosso del mare Adriatico.

Pioveva e Bergamonti stava inseguendo il compagno di squadra Giacomo Agostini, perso il controllo della moto e scivolò sull’asfalto viscido finendo contro il cordolo del marciapiede, a bordo strada.

La tragica fine del pilota cremonese, era nato Gussola il 18 marzo 1939, segnò anche la fine delle corse organizzate sui circuito stradali della Mototemporada (un ciclo di gare proposte dai moto club della riviera romagnola) e più in generale in Italia.

La sua è stata una carriera contrassegnata da partecipazioni e vittorie nelle cronoscalate come nelle gare in pista, spesso su circuiti stradali. Ha gareggiato in sella a mezzi della Moto Morini, Aermacchi, Paton, Linto e MV Agusta per la quale ha fatto anche il collaudatore per lo sviluppo del prototipo del sei cilindri 350cc , e il pilota ufficiale nella stagione 1970.  

 Bergamonti esordì con la MV a Monza, nel GP delle Nazioni ottenendo subito il 2° posto alle spalle di Giacomo Agostini; con la marca di Cascina Costa conquistò anche la vittoria nelle classi 350 e 500 del Gran Premio di Spagna (nella foto) e fu 3° nella classifica finale della classe500cc conquistando anche tre secondi posti in Olanda, Francia e Italia. Ha preso parte a 15 Gran Premi iridati, vincendone due e salendo 10 volte sul podio.

Aveva esordito nel motomondiale nel 1967, miglio piazzamento il terzo posto nel Gran Premio delle Nazioni in sella ad una Paton 500; ripetendo l’impresa l’anno seguente.

Nel suo palmares figurano anche 4 titoli di Campione d’Italia: Junior 175cc nel 1965, poi 125 e 500cc nel 1967, ancora nella 125cc nel 1970.

Bergamonti era un pilota coraggioso, uno che non si tirava mai indietro, e non lo fece neanche quella domenica d’inizio aprile mentre, sul Lungomare di Riccione allagato dalla pioggia, non voleva “far scappare” “Ago” .

La tragica fine di Angelo impressionò molto addetti ai lavori e autorità sportive tanto da diventare ragione  per assumere  drastici interventi a favore della sicurezza sui circuiti italiani.

I moto Club della Romagna spostarono i loro eventi nel nuovo Circuito del Santa Monica a Misano Adriatico, realizzato dopo la scomparsa di Angelo.

Frutschi Michel: appuntamento con il destino a Le Mans.

 Michel Frutschi,  ha perso la vita il 03 aprile 1983 a seguito di un incidente sulla pista di  Le Mans. Il pilota svizzero disputò alcune gare in sella ad una Bimota YB3 350 prima di diventare pilota Sanvenero. Restò vittima di un rovinoso incidente nel corso  del Gran Premio di Francia, il decesso avvenne la sera stessa per la gravità delle ferite riportate. Avrìeva costruito la sua carriera  gareggiando dapprima  nelle gar del Campionato Mondiale Endurance , dove ha gareggiato spesso in coppia con il pilota francese Jean Francois Baldè,   in sella alle Kawasaki. Ha corso nelmotomondiale dal 1977 nella classi 250, 350 e 750); dal 1980 al 1983 nella classe 500gp. Nel Motomondiale ha guidato  moto di Yamaha, Bimota. Sanvenero e Honda. Nel 1982 eveva  conquistato la sola vittoria in un Gran Premio, proprio quello di Francia sulla pista di Nogaro. La gara era stata boicottata da un numero rilevante di piloti a causa della pericolosità della pista. Una fatto comportò il trasferimento della corsa francese sul tracciato di  Le Mans dove Frutschi trovò la morte l’anno seguente.

Aragon: la Spagna ospita il 3° round (01 -03 aprile), il primo della serie iberica

logo-motorlandIl terzo round dei Campionati del Mondo Superbike e Supesport è in programma nel corso del wee-kend 01/03 Aprile p.v.. Si corre sul circuito di Motorland costruito in in una zona molto arida, nei pressi della città di Alcañiz, nella provincia di Teruel, e si tratta di un tracciato moderno, tecnico e spettacolare, che viene spesso citato dai piloti come uno dei loro preferiti.

SUPERBIKE – La pista del Motorland è stata anche il palcoscenico della prima vittoria per la Ducati 1199 Panigale R nel 2015 in Gara2, e il vincitore Chaz Davies stava per conquistare la vittoria anche in Gara1, quando il nord-irlandese l’ha preceduto sul traguardo per soli 51 millesimi. Quest’anno, la Panigale R arriva sulla pista spagnola da vincitrice. La moto ha ottenuto finora cinque vittorie e la domanda è solo una: quando aumenterà questo numero. Con Davies che ha dimostrato finora un grande passo e il suo compagno di squadra Davide Giugliano libero da qualsiasi tipo di infortunio, Motorland potrebbe ospitare la prossima vittoria della Ducati e la prima di questo 2016. Il pilota Kawasaki Jonathan Rea ha sicuramente un altro progetto. Dopo aver vinto entrambe le gare a Phillip Island e dopo aver diviso il bottino con il suo compagno di squadra in Tailandia, il campione in carica è in una forma fantastica. A Buriam è stato dimostrato che il suo compagno di squadra Tom Sykes è in grado di lottare con lui alla pari e batterlo, ma per riuscirci il pilota dello Yorkshire dovrà dimostrare di nuovo la propria determinazione come ha fatto nel 2013. Tenendo in considerazione che gli altri piloti in griglia sono impazienti ed in grado di cambiare il dominio Kawasaki come abbiamo visto in questa stagione, MotorLand potrebbe farci vivere un’altra fantastica battaglia. Michael van der Mark ha iniziato Gara 2 in Tailandia con un record del 100% sui podi, in questo 2016, e anche se ha mancato il podio nella seconda manche, ha avuto una grande prestazione controllata e matura che l’ha portato a chiudere in quarta piazza. Con una Fireblade aggiornata e il talento del pilota Honda nel cercare il limite, c’è da aspettarsi che l’olandese farà il massimo per ottenere la prima vittoria, fino a quando non ci riuscirà. Anche il suo compagno di squadra potrebbe rivelarsi un duro avversario. Con l’esperienza che sta maturando con la nuova moto e le nuove gomme, il Campione del Mondo MotoGP 2006 Nicky Hayden arriva al MotorLand come un principiante in WorldSBK ma è un veterano del circuito, dopo aver guidato lì con la MotoGP dal 2010: il primo anno che il circuito era entrato in calendario, l’americano aveva calcato il podio. Un altro pilota nuova sulla griglia, ma che nonostante ciò ha una grande esperienza al MotorLand, è lo spagnolo Jordi Torres, pilota della BMW. Dopo essere guarito dall’infortunio occorsogli nei test e dopo aver ottenuto buoni punti a Phillip Island e sul tracciato di Chang, il pilota locale, che conosce molto bene il MotorLand dai tempi del CEV e del Campionato Mondiale di Moto2, è sicuro di realizzare un altro grande spettacolo. Da quando il WorldSBK è stato ad Aragon lo scorso anno, il tracciato è stato parecchio rimaneggiato. Resta da vedere chi ha giocato l’asso in Tailandia e chi ha la migliore mano per incastrarsi perfettamente nel puzzle che il 2016 ha in serbo per noi, con il MotorLand pronto a svelarci il suo pezzo del puzzle. Attesa una crescita anche di Aprilia che grazie alle buone prestazioni di Lorenzo Salvadori si trova a ridosso della Top tene. Onorevole difesa di Matteo Baiocco che continua a sostituire l’infortunato Menghi.

SUPERSPORT – Dopo due dei 13 round del 2016, il FIM Supersport World Championship sta già prendendo una forma interessante e il prossimo appuntamento sarà ad Aragon, dove due piloti diversi e altrettanti produttori hanno già festeggiato la vittoria di una gara. Randy Krummenacher si ritrova in testa alla classifica, avendo vinto la gara di Phillip Island, la prima per il pilota svizzero in questa categoria. PJ Jacobsen occupa la seconda posizione grazie alla consistenza dimostrata, mentre in Tailandia la vittoria è andata a Jules Cluzel ora terzo in classifica, seguito dal campione in carica Kenan Sofuoglu a pari merito con il veloce debuttante Federico Caricasulo. Invece, Kawasaki è in prima posizione nel campionato costruttori e precede Honda e MV Agusta per nove e dieci punti rispettivamente, con ancora 11 round da disputare. Lo scorso anno sulla pista spagnola, a Cluzel – per la seconda gara consecutiva – era stata negata la possibilità di vittoria a causa di un problema meccanico alla sua moto e Sofuoglu diventava così il primo pilota Supersport a vincere due volte al Motorland, seguendo i precedenti successi del già citato Davies, Sam Lowes e Fabienne Forte. Altri italiani che già figurano nella classifica generale sono A. Baldolini (6°), poi C. Gamarino (10°), L. Zanetti (13°) e Roberto Rolfo (14°)

In questa prima tappa europea, la griglia di partenza sarà rafforzata da oltre 30 piloti, ovvero dalla FIM Europe Supersport Cup (ESS) che entra a far parte dell’ordine del giorno e sarà presente in ogni turno europeo. Questa classe nasce dall’ex Superstock 600 FIM European Championship, e consente ai team e ai piloti di partecipare solo alle gare europee. I piloti di questa categoria avranno una propria classifica e prenderanno i punti delle posizioni in cui termineranno le corse. Allo stesso tempo i piloti dell’ESA disputeranno la gara con i piloti regolari del World Supersport e avranno punti nella classifica generale del campionato. Tra gli iscritti alla classe ESS ci sono piloti veloci come Ilya Mikhalchik, Axel Bassani (autore di un debutto coi fiocchi lo scorso anno a Magny Cours) e Javier Orellana, campione in carica dell’Europea Junior Cup.

STK1000 - Esordio per la categoria che è abbinata solo a gare disputate su impianti europei dalla Superbike. Il campione in carica dello scorso anno, Lorenzo Savadori, corre ora nel WorldSBK con il team IodaRacing, con Alex De Angelis come compagno di squadra, e il trono lasciato libero dall’italiano ha molti aspiranti eredi, sia tra quelli che sono debuttanti nella categoria, sia tra i veterani. I primi da citare sono il pilota che l’anno scorso ha dominato la STK600 Cup, il turco Toprak Razgatlioglu, che corre con il Kawasaki, e il predecessore di Savadori, Leandro Mercado. Il pilota argentino torna per cercare di riconquistare il titolo in sella alla Ducati al fianco dell’esordiente italiano Michael Ruben Rinaldi, vice-campione della STK600 nel 2015. Tutti i produttori sono ben rappresentati. Il secondo classificato dello scorso anno, Roberto Tamburini, è alla guida dell’Aprilia RSV4 RF, è il sostituto di Savadori e ha come compagno di squadra il connazionale Kevin Calia. Sei piloti correranno con la BMW S 1000 RR, tra i qua il pilota Raffaele De Rosa , terzo classificato nel 2015, e dieci piloti saranno invece alla guida della Yamaha YZF R1, tra cui il pilota tedesco Toni Finsterbusch e il francese Florian Marino . Il compatriota di Marino, Jeremy Guarnoni, che ha vinto la gara finale della stagione 2015 a Magny Cours, resta in griglia e sarà uno dei quindici piloti sulla Kawasaki, un elenco che comprende altri nomi di rilievo, come l’australiano Bryan Staring. Un totale di 39 piloti provenienti da 12 diversi paesi si schiererà sulla griglia di partenza di quest’anno, e tra questi ben 21 sono italiani (quasi in campionato nazionale ….). Francia, Svizzera e Germania hanno 3 piloti ciascuno, dai Paesi Bassi ne arrivano 2, e da altri 7 diversi paesi provengono i rimanenti piloti, arrivando così quasi a 40.

Argentina: la seconda sfida senza il supporto dei test preliminari.

Logo-motop -xIn Sud America sarà subito sfida per la classe regina, il venerdì le libere e domenica la gara nel secondo GP della stagione. Il Campionato del Mondo MotoGP 2016 ha messo in archivio la sua prima prova ed ora si guarda alla prossima gara della classe regina; il GP del Qatar è stato vinto da Jorge Lorenzo (Yamaha). Dietro allo spagnolo Andrea Dovizioso (ducati), pilota del team Ducati e Marquez, a seguire la seconda Yamaha guidata da Valentino Rossi. Non solo il GP del Qatar è stato il primo atto della stagione 2016 ma il fine settimana nel deserto ha presentato novità importanti sul medio periodo perché Valentino Rossi ha firmato per altri due anni con la sua scuderia diventando anche uomo immagine della casa di Iwata mentre Bradley Smith è entrato nel progetto KTM in MotoGP per il 2017 e il 2018. La scelta della Yamaha non avrà fatto fare salti di gioia a Lorenzo che magari avrebbe subito rinnovato per “cacciare” Rossi ed ora fa manfrina per rinnovare.

Il Qatar come primo atto della stagione 2016 è forse un GP a se visto che gli ultimi test precampionato si sono svolti proprio sulla pista di Losail e si sono conclusi quando mancavano tre giorni alle libere del GP. La possibilità di provare è stata quindi tanta. A Termas de Rio Hondo non sarà così, le le libere si svolgeranno venerdì e dopo 48 scatterà la gara. Lorenzo affronterà vanta in Sud America con un solo podio del suo palmares ottenuto su questo tracciato; di tutti in circuiti in calendario l’Argentina rappresenta un po’ il tallone d’Achille per lo spagnolo e le gomme Michelin sono comunque un incognita importante.

Il 2016 per Andrea Dovizioso è iniziato con gli stessi risultati dell’anno precedente: secondo posto a Losail in tutte e due i GP; come previsione la Desmosedici si è dimostrata una moto potente e competitiva e il suo inizio anno è la copia di quello passato; le uguaglianze potrebbero ripetersi anche in Argentina dove fu secondo nel 2015.

Andrea Iannone, altra Ducati, oltre ad avere segnato il nuovo record di velocità di punta per un prototipo della classe regina, 351,2 Km/h sul rettilineo principale del Losail International Circuit, ha dimostrato uno stato di forma di altissimo livello. La sua gara è finita anzitempo a causa di una caduta ma fino a quel momento era stato migliore, non solo del suo compagno di scuderia ma anche di Lorenzo. Il pilota di Vasto sta forse vivendo il suo miglior periodo in sella a una moto di vertice. Chiunque voglia vincere a Termas de Rio Hondo dovrà fare i conti con ‘The Maniac’ e la sua Desmosedici soprattutto sul rettilineo di 1,076 Km del tracciato argentino. Qui Iannone è sempre entrato nelle prime dieci posizioni e nel 2015 ha visto svanire il terzo posto solo a termine gara.

Nel 2015 sulla pista di Rio Hondo si è imposto Valentino Rossi che poi è salito sul podio indossando la maglietta della nazionale Argentina con il numero 10 di Diego Armando Maradona. L’omaggio al giocatore argentino più forte di tutti i tempi e più forte in generale nella storia del calcio. Il numero dieci è stato importante per il Dottore nel 2015 come quest’anno dove dovrà accumulare altri punti preziosi per mettere la firma sul suo decimo mondiale. Una vittoria nella seconda gara dell’anno sarebbe una motivazione enorme per il nove volte iridato. Solo 0.1s hanno separato Rossi dal podio in Qatar con il rimpianto, forse, di una scelta non ottimale della gomma posteriore. Con una mescola morbida al posto di una media, cambio vincente fatto da Lorenzo a meno 35 minuti dal via, dove avremmo visto il numero 46?

Il GP di Argentina sarà un altro importante banco di prova per Marquez. Il pilota della Honda in Qatar è stato competitivo e fino alla fine ha insidiato Dovizioso per la seconda piazza finale, nel 2014vinse sul tracciato di Rio Hondo non ripetendosi però l’anno dopo. Per il suo compagno di squadra Dani Pedrosa la stagione è iniziata meglio dell’anno scorso quando i problemi fisici lo hanno tenuto fuori dalle corse. Anche se in Qatar ha finito la gara distante e staccato dal podio il pilota Honda non è caduto e ha raccolto 11 punti in classifica iridata. In Argentina potrà coltivare la speranza di un buon piazzamento in attesa di risolvere definitivamente gli ultimi problemi all’elettronica che affliggono la sua RC213V numero 26.

Cal Crutchlow, altro pilota Honda, correrà in Argentina per la seconda volta. Nel 2014 il britannico ha saltato la gara a causa di un infortunio mentre nel 2015 è stato la sorpresa sul gradino più basso del podio. Per lui il GP del Qatar è stato grigio, i problemi alla centralina lo hanno costretto a lottare per l’ingresso in Q2, mettendolo fuori gioco in gara a causa di una caduta.

Maverick Viñales (Suzuki) e Scott Redding (Yamaha) hanno fatto bene durante i test a Losail e anche nelle libere in Qatar. Purtroppo le attese non sono state mantenute e le loro gare non sono state da vertice accusando la mancanza delle sensazioni migliori avute nei test sulle rispettive moto. Per entrambi l’Argentina offre la possibilità di uno slancio verso il podio. Danilo Petrucci a Termas de Rio Hondo non ci sarà e salterà il secondo GP stagionale dopo l’aggravarsi dell’infortunio alla mano sofferto nei test precampionato e che già gli causato la defezione dalla gara a Losail. Sarà sostituito da Michele Pirro, collaudatore principale e terzo pilota di Borgo Panigale, che porterà nella bagarre la GP 15 con il numero 51. Ancora sconosciuto il tempo di recupero di Petrucci. Rossi sarà ancora davanti a tutti come fatto nel 2015? Le Ducati duelleranno con Yamaha e Honda per le posizioni di vertice? L’Aprilia evidenziare sviluppi positivi?Belli gli interrogativi per i tifosi italiani

Argentina: Moto2 già tempo di rivincite dopo il caos penalità

logo-moto2-gpIl Campionato arriva in Argentina per il secondo atto del 2016 dopo che nel GP del Qatar la corsa della Moto2 classe è stata fortemente condizionata dalle sanzioni comminate a ben otto piloti per aver anticipato la partenza. L’effetto è stato quello di definire un podio diverso dall’ordine di arrivo della gara. Una brutta vicenda, in particolare per quanto è accaduto a Franco Morbidelli. A prescindere dalla punizione inflitta agli avversari il vincitore a Losail a vincere è stato è stato Tom Luthi, per la sua prima volta sul gradino più alto del podio. Alex Rins e Sam Lowes sono entrambi stati penalizzati per la loro partenza anticipata, ritardati con il ride trough, hanno perso molte posizioni durante la gara per riuscire poi a finire la corsa all’ottavo e al nono posto. In Argentina proveranno ad essere protagonisti al vertice. L’anno scorso sul tracciato Termas de Rio Hondo sono arrivati a podio, Rins secondo e Lowes terzo. A sfidarli ci sarà Franco Morbidelli che in Qatar è stato declassato al settimo posto. La sua voglia di riscatto sarà grande in Argentina vista le sue recente prova su quel tracciato dove fu quinto nel 2015. L’anno scorso il GP di Argentina è stato il primo degli otto vinti da Johann Zarco; la sua stagione 2016 è stata segnata da varie problematiche e a Losail anche lui è stato vittima della penalità che lo ha spinto fino al 12esimo posto. L’ anno per riconfermarsi campione del mondo non è partita bene per il francese e da Rio Hondo può iniziare il suo tentativo di difendere l’iride. Jonas Folger cercherà di fare in Argentina quello che non gli è riuscito a Losail: vincere. Nella gara in Qatar il tedesco era in testa ma ha dovuto dire addio a punti preziosi a causa di una caduta. Si è mostrato però finalmente costante in grado di entrare nella sfida per il primato nella 600cc.

Luis Salom e Simone Corsi in Qatar sono tonati a podio. Il maiorchino della classe di mezzo ha dimostrato di essere un pilota eccellente quando sicuro di se mentre Corsi potrebbe ripetere la bella prestazione anche in Sud America. Attese anche le prestazioni di Luca Marini, con un ottimo esordio in Qatar (10°) lasciando a distanza e fuori dalla zona punti piloti esperti Come Alessandro Tonucci e Mattia Pasini.

Argentina: 2° round iridato, forza Italia!!!!!

Logo Moto3 1Il Campionato del Mondo Moto3 si è aperto con una volata a 8 per la conquista del podio in Qatar, ora la sfida può ripetersi in Argentina dove è in programma il 2° round stagionale.

In vero stile Moto3 Niccolò Antonelli (Honda), ha vinto il primo GP della stagione in Qatar strappando il gradino più alto del podio a Brad Binder (KTM); tra i due quasi il nulla fatto di 7 centesimi. L’italiano ha corso con una clavicola ancora in via di guarigione e, con una settimana di riposo in più, ora guarda con fiducia al secondo appuntamento stagionale sul circuito Termas de Rio Hondo in Argentina. Brad Binder è parso uno dei piloti più costanti durante tutta la gara in Qatar. Il E’ sembrato in grado di poter controllare la gara ma alla fine si è giocato la vittoria per pochi centimetri. Il sudafricano deve ancora conquistare la sua prima vittoria pur essendo nella classe da parecchio e, nel 2015 in Argentina, arrivò a punti concludendo la gara al quinto posto. Il suo rivale diretto Niccolò Antonelli a Rio Hondo non è mai andato a punti, facile prevedere una gran sfida.

Francesco Bagnaia (Mahindra) in Qatar ha conquistato il terzo posto, il secondo sulla moto indio-italiana dopo il GP a Le Mans nel 2015. Durante il fine settimana la scuderia ha montato sul prototipo le appendici aerodinamiche che aiutano a mantenere la stabilità in curva e a sfruttare meglio l’effetto scia vietate però a partire dal 2017, vedremo se e di quanto sarà più veloce.

Dietro a Bagnaia sono arrivati i due portacolori del team SKY Racing, Romano Fenati e Nicolò Bulega (KTM) che hanno interpretato un GP del Qatar da vertice come da previsione, la scuderia attualmente è una delle più competitive in Moto3. Fenati giovedì della scorsa settimana ha anche subito un piccolo intervento chirurgico, nel primo round ha condotto la corsa per diversi passaggi e il rookie Bulega ha dimostrato le sue grandissime qualità. In Argentina il giovane numero 8 avrà ancora la possibilità di mettersi in luce come il migliore degli esordienti del Campionato del Mondo. Occhi puntati anche su Livio Loi (Honda) che a Losail è stato il più veloce delle libere e in gara è arrivato solo ottavo frenato da un errore. Nel 2014 sulla pista argentina Loi conquistò il miglior risultato in campionato aggiudicandosi la quarta posizione.

Enea Bastianini, scuderia (Honda), tenterà di riaffermar arsi come pretendente al titolo iridato dopo la prova Losail che lo ha visto classificarsi “solo” al quinto posto.

Attesi in zona punti anche Andrea Manzi e Andrea Locatelli (quest’ultimo troppo lontano dai primi); poi Fabio di Gianantonio e i due del Team Italia Stefano Valtunini e Fabio Spinarelli, piuttosto attardati e sperabile non finiscano “bruciati” come è già capitato a diversi fra chi li ha preceduti.

L’unico pilota argentino tra i protagonisti della quarto di litro è Gabriel Rodrigo, RBA Racing Team, che in Qatar è arrivato 19esimo e nel Gran Premio di casa cercherà i sui primi punti iridati.

Morri Anselmo: a memoria

Morri Anselmo 12Rimini 06 ottobre 1911 – 26 marzo 1998

A mio Padre Anselmo

A mio padre
Ricordo i tuoi occhi quasi spenti.
Il tuo sorriso a stento.
Le parole che avrei voluto dirti,
che non ho detto.
La tua forza, il dolore soffocato,
la tua infelicità nascosta,
e la tua lealtà.
Ricordo il tuo amore, non sempre capito.
Le tue lezioni di vita, a volte esagerate,
I tuoi rimproveri.
Ricordo il tuo orgoglio nel nominarci,
la tua felicità nel vederci.
Ricordo i valori che ci hai trasmesso,
la tua voglia di giocare e di vivere,
e forse anche di morire.

                                                             di Silvana Stremiz

Claudio Porrozzi: Un grande giornalista e un caro amico, scomparso prematuramente.

Porrozzi 25.3.14Il 25 Marzo 2014 e deceduto Claudio Porrozzi, aveva 63 anni, era nato il 31 Agosto del 1950. Giornalista attivo nel settore motociclistico è stato stroncato da un male incurabile che, in pochi mesi, lo ha stappato ai suoi cari. Porrozzi è entrato nel mondo giornalistico a metà anni ’70 collaborando con la rivista Moto Sport, una rivista del settore edita a Roma, la sua città. In seguito passò a La Moto dal 1985 al 1999, una riviste di prestigio con uscite mensili, passando dalla vice direzione alla direzione. Si è occupato anche dell’ideazione e gestione dei mensili Tuttoscooter e del bimestrale Due Ruote (internazionale). Per oltre 5 anni a collaborato con Gpone.com. Molte le sue collaborazioni, in primis con il Mondiale Superbike. Ha scritto oltre 40 libri aventi per soggetto le moto e corse di moto; particolarmente significativa la raccolta di foto e dati delle prime 25 edizioni del Campionato del Mondo Superbike e del CIV (Campionato Italiano Velocità) dal 2001.

Nell’ambito della Federazione Motociclistica Italiana (FMI) ha ricoperto importanti incarichi nel Comitato Velocità. Ed in qualità di responsabile del settore realizzo, in collaborazione con Giuseppe Morri e Alberto Fantini realizzò il rilancio del Campionato Italiano Velocità. Con la FMI la collaborazione ha avuto una durata decennale(2000 – 2010). Per lunghi anni si è occupato della comunicazione del Gentleman Motor Club Roma, Collaborò con l’amico Giovanni Centonze alla gestione della comunicazione della società che gestiva l’organizzazione delle gare del Campionato del Mondo di Velocità assegnate alla Federazione Sammarinese Motociclistica, sulle piste di Misano e Imola. Ma per tanti anni ed in tante occasioni lo abbiamo visto gestire conferenze stampa o gli uffici stampa in occasione di manifestazioni motoristiche, a prescindere dalla loro valenza; gara importanti o gare minori, promozionali. Claudio non guidava la moto, anzi non è mai salito su una moto in vita sua se non come occasionale passeggero, però si interessò ugualmente appassionato al magico mondo del motociclismo a 360°, tanto da diventarne uno dei più competenti e stimati osservatori. Agli inizi, negli Anni Settanta, formò le sue conoscenze vivendo a stretto contatto con le mitiche gare delle moto derivate di serie, particolarmente sentite in ambito romano, ma presto i suoi interessi spaziarono in campo nazionale ed internazionale. Stabilì relazioni amichevoli con i protagonisti dell’industria ed i più prestigiosi progettisti. Divenne amico di tanti piloti campioni o meno che fossero.

Personalmente ho avuto il piacere di fare la sua conoscenza fin dagli esordi, i nostri, perché più o meno negli stessi anni presero avvio le nostre esperienze nel settore. Lui da giornalista ed io da imprenditore con la Bimota. Fu lui a realizzare il libro che, edito in sole 1000 copie è diventato cult, per celebrare i primi 10 anni di vita della mia azienda nel 1983. Ed fu lui ad occuparsi della comunicazione in occasione della breve esperienza fatta con la Bimota Tesi nel Campionato del Mondo Endurance. Le nostre relazioni si consolidarono ben oltre i rapporti professionali, aveva stabilito solide relazioni in Romagna, dove “occasionalmente” nacquero i suoi ragazzi, amicizia profonda con Centonze e signora, ma anche con tutti i molti dirigenti dei moto club dell’area. Ricordo con gratitudine la sua vicinanza quando Bimota, nel periodo 1983/1986 dovette fronteggiare una serie di eventi molto impegnativi, prima la decisione di recedere dal rapporto con Massimo Tamburini, poi la gestione di due durissimi anni di gestione dell’azienda in Amministrazione Controllata.

Fu lui a spingere il Presidente della Federazione Motociclistica Italiana affinché fosse affidata a Giuseppe Morri e ad Alberto Fantini la realizzazione di un progetto di rilancio che ha caratterizzato il Campionato Italiano Velocità degli anni 2000. Un intervento che, per trascinamento ha interessato tutto il mondo dell’organizzazione delle corse, in tutte le specialità, gestito dalla FMI.

Insieme abbiamo visto crescere e trasformarsi il mondo cui abbiamo dedicato la vita, anche se da alcuni anni i nostri incontri si erano diradati, principalmente per il mio disimpegno dal settore appena giunto sulla soglia dei settanta anni. Ci eravamo senti a fine gennaio, ci eravamo cercati per un argomento che si era rivelato di comune interesse. Sapeva che in collaborazione con un suo collega si stava scrivendo la storia della Bimota relativa al periodo che è stata “mia”, concluso nel 1993, si voleva informare perché anche lui aveva in animo di fare qualcosa. Mi disse “ … se ne avrò il tempo” e solo allora appresi che del terribile problema che doveva fronteggiare. Ne parlò con gran dignità, perfettamente conscio delle prevedibili conseguenze che ne sarebbero derivate, mi indicò un tempo probabile, che si è avverato, ci lasciammo con l’accordo di risentirci a marzo, ho tardato qualche settimana di troppo e non ci potremo più risentire, almeno non in questa vita. La sua non è stata una vita facile, ha dovuto fare i conti con il dolore per la terribile perdita di un figlio, consolato dal gemello, Federico, di cui andava, giustamente orgoglioso. Ora non ci resta Moto.it, non resta che stringerci forte alla sua famiglia, al figlio ed al fratello Fabrizio punti di riferimento per la comunicazione nel settore che fu caro a Claudio.

Ma pare giusto che per contribuire a ricordare Claudio Porrozzi, nell’ideale paddock della memoria siano prese a prestito le parole di un giornalista a lui caro, una testimonianza di una amicizia e collaborazione professionale nel contesto di Gpone.com: Luca Semprini.

Ci incontrammo per la prima volta ad Imola, luogo magico per un bolognese come me, soprattutto se cresciuto ammirando le imprese di un pilota brasiliano con il casco giallo. Era il 2011 ed io ero lì, principalmente, per bagnare i miei (relativamente) giovani piedi nello stagno delle corse ed offrire supporto. Una stretta di mano e via con le interviste. Di solito la “spina” riceve ordini, tu mi desti consigli. I primi di una lunga serie.

In un mondo che fa della velocità il proprio marchio di fabbrica, dove non corrono solo i piloti ma tutti gli addetti ai lavori, ognuno inseguendo un traguardo suo e spesso elusivo, ti prendevi sempre il tuo tempo. Dalla meticolosa lettura della rassegna stampa ogni mattina alla lunga passeggiata nei box nelle ore serali, quando si spengono le luci ed i motori, a prendere il polso dei protagonisti e, cosa più importante, dei rispettivi cast di supporto. Non solo facendo domande, ma anche provando ad offrire risposte.

Un maratoneta paziente e risoluto, in un mondo prevalentemente di sprinter. Magari questi ultimi vedono prima il singolo traguardo ma, appena sono costretti a fermarsi, hanno la vista offuscata ed il fiato corto. Tu invece, caro Claudio, sapevi descrivere come nessuno mai i retroscena, tracciare i fili conduttori, elaborare i “come” ed i “perché”, osservando con maggior cura ogni singolo dettaglio sul percorso.

Di te ricorderò soprattutto l’umanità e la compassione. Dietro alle carene luccicanti, oltre le pareti delle hospitality, sotto al fascino seducente della velocità, si nascondono livori e invidie che (come scrisse Tito Livio) si dirigono sempre verso i posti più elevati. Le tue critiche, al contrario della maggioranza, erano invece pacate, dirette, oneste. Senza secondi fini, dettate da una costante consapevolezza della fallibilità umana, la nostra in primis.

Per usare una metafora del gioco, il tuo sorriso scaturiva dalla possibilità di sedersi al tavolo, di conoscerne le regole ed osservarne le dinamiche, non dalle vincite in sé. Il croupier (qualsiasi nome gli si voglia dare) ti ha servito più di una brutta mano, ma hai resistito finché hai potuto. Non è questo, in fondo, ciò che dovremmo tutti imparare a fare?

Non avrei mai voluto scrivere queste parole. Ciao collega, mentore, ma soprattutto amico. Tienici d’occhio, dovunque tu sia”

Mike the Bike! Ricordando la scomparsa di un mito del motociclismo mondiale.

Il 23 marzo 1981, a Birmingham è deceduto, non ancora quarantunenne, Stanley Michael Bailey Hailwood, più semplicemente “Mike the Bike”!

La sua prematura scomparsa è stata causata dalle conseguenze di un incidente stradale, finì con la sua auto contro un camion che stava effettuando una inversione ad U, fu una terribile tragedia famigliare perché nel sinistro perché con il Campione viaggiavano anche figli, Michelle che perse la vita e David sopravvisse alle ferite.

E’ stato uno dei campioni tra i più bravi e popolari del motociclismo mondiale, ma è stato anche pilota della Formula 1. Figlio del più importante commerciante inglese di motociclette dell’epoca, imparò a guidare in un campo nei pressi di casa; lasciò presto gli studi e lavorò per breve tempo nell’azienda di famiglia prima andare a lavorare presso la Triumph Motorcyles.

Hailiwood, protagonista del motomondiale dove ha conquistato 76 vittorie a coronamento dei 9 titoli mondiali che si è aggiudicato: 4 nella 500cc, 2 nella 350cc e 3 nella 250.

Nel corso della sua carriera ha gareggiato con le più prestigiose del periodo: MV Agusta, Honda, Ducati e Suzuki. E’ stato uno dei grandi “interpreti” del Tourist Trophy dove per 14 volte è salito sul podio più alto; protagonista di sfide epiche, indimenticabili, con Giacomo Agostani. I due sono hanno alimentato un’accesa rivalità.

Fra le vittorie più belle quella conquistata con la Ducati la gara del TT F1 nel 1978, al suo ritorno alle corse in moto dopo la parentesi automobilistica.

Con le quattro ruote non riuscì d eguagliare la strepitosa carriera che ha contrassegnato le prestazioni con le due ruote. Ebbe l’umiltà di incominciare dalle formule minori, conquistò il Titolo Europeo di Formula 2, partecipò anche alla mitica 24 Ore di Le Mans conquistando il podio. In Formula 1 disputò 50 gran premi, prima con apparizioni sporadiche, poi dal 1971 fu il principale impegno. Concluse la carriera a seguito delle ferite riportate in un incidente sul circuito sul terribile Nurburgring nel GP di Germania del 1974. Al volante della Surtees, nel 1972, conquistò il secondo posto al Gran Premio d’Italia, il suo miglior risultato in carriera, con un ottavo in campionato.

Nella storia della F1 resta vivo il ricordo di uno spettacolare incidente capitato nel GP del Sud Africa del 1973, che coinvolse Hailiwood entrato in collisione con Clay Ragazzoni, le vetture furono avvolte dal fuoco, Mike fu il primo ad uscire mentre Clay rimase, svenuto e bloccato dalle cinture di sicurezza, nell’abitacolo. Il pilota inglese quindi tornò tra i rottami incendiati per liberare il collega svizzero trascinandolo fuori della vettura. Per il coraggio dimostrato, gli fu attribuita la medaglia di Re Giorgio, la seconda le più importanti decorazioni inglesi.

Nel 1974 ebbe la possibilità di guidare una McLaren, con la quale conquistò un podio prima di incorrere nell’incidente che lo costrinse al ritiro.

Rapisarda Lorenzo: L’addio al Consulente ed Amico della Bimota.

Lorenzo Rapisarda 7Lorenzo Rapisarda, è deceduto il 21 marzo 2015; aveva 78 anni e per circa 20 anni era stato il consulente amministrativo e fiscale della Bimota.

Lorenzo Rapisarda, nella foto con l’A.D. Bimota Giuseppe Morri

Lo scorrere del tempo è impietoso, la scomparsa degli amici o delle persone che hanno influito sulla nostra vita diventa assillante con il crescere degli anni, è uno degli aspetti dolorosi che la vecchiaia ci riserva. Impotenti dobbiamo assistere alla scomparsa di persone con le quali abbiamo condiviso tratti di vita importanti, nell’ultimo anno sono passati ad altra vita uomini che hanno lasciato un segno nella storia della Bimota,  Lo scorso anno ci hanno lasciato Claudio Porrozzi, Massimo Tamburini, Valter Semprini e Federico Martini.

Sabato, primo giorno della primavera 2015, è spirato Lorenzo Rapisarda, un uomo che ha speso la vita dedicandosi alla famiglia e gli impegni professionali, alle relazioni umane con quanti ha condiviso iniziative importanti. Era arrivato in Bimota, presentato da uno studio che per pochi mesi svolse incarchi di consulenza, si era sul finire degli anni ’70. Al tempo era ancora un ufficiale dell’Aeronautica Militare, apparteneva al 5° Stormo di stanza a Rimini; nel tempo libero esercitava la professione mettendo a frutto la sua qualifica di ragioniere con precedenti esperienze contabili nel Credito Italiano. Seppe guadagnarsi la stima dei due soci della Bimota tanto da diventare il consulente di rifermento della società e personale per entrambi. Per anni ha condiviso tutte le vicende che hanno contrassegnato la storia dell’azienda riminese. In particolare è stato nel vivo dei problemi che derivarono dall’allontanamento dal progettista di riferimento, nelle azioni di difesa dell’azienda delle criticità che contrassegnarono gli anni 86/86. E’ stato un consulente prezioso, ma anche una persona amica che ha sempre dimostrato grande sensibilità. Bimota. Indimenticabili le ore trascorse ad esaminare questioni importanti, ma anche a conversare amichevolmente sui più disparati argomenti. Mantenne l’incarico fino a metà anni ’90.

Ha condiviso un grande progetto attraverso il quale ci si proponeva di rinnovare la Federazione Motociclistica Italiana Federazione, una iniziativa che lo portò ad assumere la carica di Sindaco Revisore dell’Ente.Poi, come sovente capita nella vita delle persone, da una decina di anni esperienze diverse avevano ridotto le nostre occasioni di frequentazione. E’ rimasto comunque vivo il ricordo del professionista e la polvere del tempo non potrà cancellare il ricordo dell’apporto che ha dato, in particolare, alla storia della Bimota. La testimonianza della vicinanza di Lorenzo, partecipe di quella esperienza è affidata agli amici, queste poche righe si uniranno ad altre che racconteranno di un umo orgoglioso del suo lavoro e della sua onestà, della persona amica sulla quale si poteva fare affidamento e che certamente sarà già stato abbracciato dagli amici che lo hanno preceduto dove la sua fede certamente lo ha condotto.

Domenico Malvisi: la cattiva sorte lo beffò in allenamento.

Domenico Malvisi perì il 19 marzo 1926, a seguito delle ferite riportate in una caduta avvenuta giovedì 18 marzo nei pressi della cittadina di Tagliacozzo, provincia di L’Aquila, mentre provava sul tracciato stradale il percorso che nel fine settimana avrebbe ospitato le gare del Circuito Motociclistico del Volturno. Malvisi stava percorrendo ad alta velocità la strada verso  Chieti, perse il controllo della sua Moto Guzzi 500 per lo scoppio del pneumatico posteriore. Nella caduta riporto gravi ferite alla testa, pare non indossasse nessuna protezione; portato in ospedale Tagliacozzo è deceduto nelle prime ore del giorno, Quella di provare sui circuiti stradali, abituali per quegli anni, era un’abitudine diffusa.  Per gl’amici Domenico Malvisti era “Gigio”,  corridore popolare e un meccanico esperto, era cresciuto in una famiglia di pionieri del motociclismo, come suo padre Giuseppe Malvisi e il suo fratello maggiore Oreste Malvisi, che ha vinse la prima edizione del Giro d’Italia motociclistico, organizzato nel 1914, alla guida di una Ariel. Con i suoi fratelli, Domenico Malvisi gestiva un garage per motociclette molto noto a Genova, la sua città natale. Prese parte a molte gare e nel suo palmares spiccano le vittorie di una  Torino-Salò, il  Circuito Valle del Ticino, in sella a una Triumph 500 cc, prese parte ad una Roma-Anversa, si aggiudicò la  vittoria sul  passo del Gran San Bernardo. Nel 1925 entrò a far parte del team ufficiale della Moto Guzzi team ufficiale. Malvisti Aveva era sopravissuto, poche settimana prima dell’incidente fatale, ad un’altra a caduta  che lo aveva visto fra i piloti coinvolti durante il Circuito Ostiense, prima gara del Campionato Italiano del 1926: cadde  sulla strada delle Tre Fontane a Roma nell’incidente che costò  la vita  a Giacomo Basso.  Il suo funerale a Genova con la partecipazione di piloti, i membri del team Moto Guzzi e molte centinaia di  appassionati della moto. E’ stato sepolto nel cimitero di Genova.

Luciano Bindini: un’icona del motociclismo. Indimenticabile!

Mamola - Bindini_ Rommy 1979_n

“Non rattristarti di fronte ad un addio.

Un saluto è necessario per incontrarsi di nuovo.

E un rincontro, dopo un momento o dopo una vita intera,

è inevitabile se siamo davvero amici”. (Anonimo)

 

Luciano Bindini, in una foto del marzo 1979, ripreso a fianco del pilota Randy Mamola al Santamonica di Misano Adriatico, sulla griglia di partenza di una gara del Campionato Italiano Velocità. Luciano Bindini, un uomo con il quale ho condiviso lunghi anni di vita professionale, stimato fino a considerarlo un caro amico. Ci siamo conosciuti nel 1978 a Imola, ero insieme ad un ‘altro amico che non c’è più, Alberto Fantini.  Al tempo si occupava della promozione dei prodotti Outsider, rapidamente divenne popolare anche per l’umanità che metteva nella gestione delle relazioni. Le prime nostre prime collaborazioni riguardarono le manifestazioni del Nuovo Moto Club Renzo Pasolini Rimini, allargate alle forniture degli allestimenti per gli eventi organizzati dalla Bimota, proseguite con gli allestimenti per il Challenge Aprilia, infine per il Campionato Italiano Velocità. La serie delle manifestazioni Challenge e CIV sono state le due ultime condivise con Alberto Fantini.. E’ sempre stato un uomo gentile, anche nelle situazioni più critiche non l’ho mai visto perdere il controllo della situazione. Negli ultimi anni le occasioni per incontrarci si erano diradate, ma il ricordo è rimasto sempre vivo. Amaramente ho appreso della sua scomparsa dopo diverso tempo, me ne sono rammaricato molto, è un prezzo pagato per la mia determinazione di uscire dal mondo delle corse che per oltre 40 anni ho frequentato. Il 2014 è stato un anno contrassegnato da tanti lutti per il passaggio ad altra vita di uomini dei quali conservo viva la memoria, Luciano e ricordarlo di anno in un anno è doveroso, rinnovando il rimpianto e la vicinanza a figli e parenti e amici.

MOTO3 2016: al via in Qatar (18/20 p.v.) il mondiale con i piloti italiani favoriti?

Logo Moto3 1Il Campionato del Mondo Moto3™ sta per partire, primo appuntamento il GP del Qatar. Può essere l’anno dei giovani italiani? Per la prima volta non sono i piloti spagnoli ad assumere il ruolo di potenziali protagonisti della categoria, non sarà facile ma il potenziale dei ragazzi italiani è davvero notevole.

Per la Moto3™ gli ultimi test pre-season sono terminati sul Losail International Circuit e, tra poche ore su questa stessa pista, inizierà la sfida iridata del 2016 anche per la classe leggera. Nelle prove iniziali della stagione i giovani piloti italiani della quarto di litro hanno fatto molto bene distinguendosi sulla vetta di ogni test. Nelle prime dieci posizioni della classifica tempi combinata a Losail poi ben tre corridori sono italiani e gareggiano per scuderie italiche. Niccolò Antonelli del team Ongetta-Rivacold ha concluso la tre giorni di prove in Qatar al primo posto assoluto dimostrando già la sua grande competitività per il campionato. L’anno si preannuncia bello e impegnativo per il ventenne di Cattolica. Dopo aver fatto bene durante tutte le prove di inizio 2016, Romano Fenati, scuderia Sky Racing Team VR46, cercherà di mettere a frutto la sua esperienza nella classe partendo dall’ottavo miglior tempo fatto nei test a Losail. Sorpresa del 2016 Nicolò Bulega; il compagno di scuderia di Fenati con il titolo di campione del mondo junior Moto3™ cucito sulla tuta si appresta ad essere la rivelazione della sfida iridata sulle 250cc. Nelle prove in Qatar si è posizionato al sesto posto ma era il suo primo contatto con la pista nel deserto, al giovane italiano è bastato solo un giorno di studio per poi arrivare nelle posizioni di vertice il secondo. Per niente male e su di lui ci sono grandi aspettative. Enea Bastianini, scuderia Gresini Racing, non è stato con i primi dieci più veloci nell’ultimo test precampionato. Tredicesimo in classifica combinata, è sempre rimasto nella top ten per tutta la pre-season. Nel 2015 è stato ad un passo dalla vittoria in Qatar e quest’anno potrebbe fare molto meglio. Anche tutti gli altri piloti italiani sono pronti per questa stagione a partire dalle prime prove libere del GP del Qatar previste per giovedì 17 marzo alle 18:00 ore locali.

MOTO2 2016: Avvio in Qatar nel weekend 18/20 marzo p.v.

Logo Moto2 2Al via sul tracciato di Losail il Campionato del Mondo Moto2™, Johann Zarco pronto a difendere il titolo iridato.

La stagione 2015 ha visto Johann Zarco, di Ajo Motorsport, vincere il Campionato del Mondo Moto2™ e ora, a pochi giorni dall’inizio della sfida mondiale, è pronto a bissare il suo successo. Non sarà facile per lui, molti veterani sono rimasti nella media cilindrata e soprattutto sarà difficile partire con il piede giusto visto che mai alcun campione in carica ha vinto la gare di apertura in Qatar. Sam Lowes, Federal Oil Gresini, ha lavorato molto sul passo e in questo 2016 sembra più forte che mai. Ora su Kalex e con nuove motivazioni il campione del mondo Supersport era partito dalla pole nel GP dell’anno scorso a Losai; in lotta con Zarco fino alle battute finali però è stato messo fuori gioco da una caduta. Tra i rookie della stagione da citare Alex Rins del team Paginas Amarillas HP 40 che ha fatto bene nelle prove precampionato. Con un anno di esperienza sulle spalle senza dubbio potrà lottare per il titolo. Jonas Folger, Dynavolt GP, ha vinto il GP del Qatar nel 2015 e ha terminato al terzo posto nelle prove pre-season sulla stessa pista. Dimostrerà di avere trovato la costanza durante la stagione? Lo stesso discorso può valere per Tom Luthi, Interwetten Garage, sul podio di Losail nel 2011, 2014 e nel 2015. Danny Kent e Miguel Oliveira, entrambi portacolori Leopard Racing, potranno fare una bella stagione con una scuderia competitiva a bordo di un prototipo Kalex; il primo poi ritorna nella categoria intermedia dopo aver vinto il titolo in Moto3™ nel 2015. Trenta piloti si presenteranno sulla griglia di partenza della Moto2™ nel 2016, uno solo su Suter, due su Tech3, tre su Speed Up e ventiquattro su Kalex.

MOTOGP 2016: 18/20 marzo, si riprende dal Qatar.

motogp_logo-1Come da tradizione il Losail Circuit Sports Club ospiterà la prima gara del Campionato del Mondo MotoGP™ 2016, sarà un anno tutto da vivere.

Weekend 17/20 marzo 2016

Tutto è pronto e l’attesa è finita, è tempo di gare e l’inizio del Campionato del Mondo MotoGP™ è vicino. Tra soli tre giorni i riflettori del Losail Circuit illumineranno l’asfalto nel primo appuntamento della stagione 2016. I test invernali e i loro risultati sembrano lontani, giovedì scuderie e piloti della classe regina saranno ancora sulla pista nel deserto dopo essere stati qui per i terzi test del precampionato. Questa volta tutto sarà diverso e la competizione si accederà con il fuoco della sfida iridata.

Dal 2008 ogni stagione del Campionato del Mondo MotoGP™ parte nella luce artificiale della gara in Qatar, l’unica pista in notturna del calendario. Anche il 2016 sarà un anno emozionate e forse di più di quello passato vista l’incertezza e la competitività già mostrate nei test invernali. L’ infuocata stagione 2015 è ancora viva (molte scorie sono ancora presenti) ma i piloti e i team sono già calati in questa per dare il massimo partendo proprio dal primo GP.

Quest’anno si potrà assistere ai cambiamenti nel regolamento tecnico, la rivoluzione più importante dopo l’inizio dell’era dei quattro tempi nel 2002 con le sfide rappresentate dalla nuova centralina , il software unico e le gomme Michelin. La prima novità inciderà tanto sulla competizione livellando le prestazioni dei prototipi e riportando la capacità umana ad essere primaria. L’aiutino per far fronte alla resa a volte critica del motore sull’asfalto è ora stato ridotto, l’elettronica ora uguale per tutti i prototipi imporrà al pilota un maggior sforzo fisico e sensibilità sul gas. Soprattutto verso il finale di gara quando le gomme saranno usurate, la capacità, la preparazione atletica e mentale del corridore saranno fondamentali. Michelin ora è il fornitore unico di pneumatici per la classe regina; le mescole francesi rappresenteranno per tutti una nuova sfida da affrontare, capire e superare. L’adattamento a queste pare sia andato bene dopo le preoccupazioni iniziali e, nei test invernali, ogni pilota è stato in grado di aumentare il suo feeling con l’unica parte di moto che tocca l’asfalto.

Di tutti i protagonisti del MotoGP™ Jorge Lorenzo, il campione del mondo in carica, sembra essere quello che meglio ha compreso e fatto proprie queste importanti modifiche tecniche. Il cinque volte iridato è stato il più veloce nelle prove a Sepang e in Qatar dimostrando già una netta superiorità sui rivali diretti. Si prevede grande determinazione del maiorchino per conservare e bissare la sua corona iridata partendo da un GP del Qatar che dovrà essere migliore degli ultimi due anni dove Lorenzo in gara è parso attardato. Prima delle ultime prestazioni opache nel GP d’apertura il numero 99 era sempre salito sul gradino più alto del podio a Losail.

La più grande rivelazione del precampionato è stato Maverick Viñales. Il pilota del team Suzuki Ecstar è stato il migliore nelle prove di Phillip Island siglando il terzo tempo assoluto nei test in Qatar. Dopo una solida stagione da rookie, il giovane catalano e la sua scuderia stanno diventando una realtà solida e competitiva di prim’ordine, puntano al podio con un lavoro di sviluppo graduale e efficace sulla GSX-RR. Un motore più affidabile di quello del 2015, un nuovo telaio e soprattutto il cambio totalmente a innesti continui saranno i punti di forza dell’azzurra nipponica quest’anno. Le belle prove di Viñales sono inversamente proporzionali fino ad ora a quelle del suo compagno di box, Aleix Espargaro è parso in difficoltà in tutti i tre appuntamenti invernali del 2016.

Dopo la cocente delusione dell’ultima gara del 2015 e la perdita del suo decimo titolo mondiale Valentino Rossi tornerà carico e pronto a raggiungere la sua ottava corona iridata nella massima cilindrata. Il Dottore ha vinto tre GP in Qatar; l’ultimo primo posto, sorprendente ed emozionate, è arrivato dopo una rimonta finita negli ultimi giri con il primato della corsa strappato ad Andrea Dovizioso su Ducati. Le Desmosedici hanno sempre dimostrato una netta superiorità di cavalli la scorsa stagione rispetto alla Yamaha; caratteristica che sul rettilineo principale del Losail Circuit ha portato la moto italiana a mangiarsi letteralmente le M1 nel GP dello scorso anno; Rossi però ha colmato con le sue doti umane quello che mancava al suo mezzo meccanico per battere le GP 15. Un pilota unico che anche quest’anno sarà tra i protagonisti del Campionato del Mondo MotoGP™ con la stessa voglia e ardore dell’esordio nel 1996 sull’Aprilia 125cc.

Per Repsol Honda il 2015 si è rivelato un anno difficile, per Marc Marquez soprattutto. Il talento di Cervera è caduto sei volte la stagione scorsa a causa di un motore eccessivamente aggressivo per la sua RC214V. Il team HRC ha lavorato duramente ma in questo inizio di stagione le difficoltà sembravano rallentare ancora la moto giapponese rispetto ai rivali diretti. La strada sembra in leggera salita anche se Marquez, con grandi sacrifici, ha già fatto passi in avanti in questi test invernali. Il compagno di Dani Pedrosa è più in difficoltà avendo concluso le prime prove del 2016 attardato e distante da Marquez. Sicuramente l’impegno del team Repsol sarà grande e non può certo dirsi compromessa una stagione che deve ancora iniziare, tutt’altro, ci si aspetta una Honda da prime posizioni.

Oltre a Maverick Viñales Scott Redding ha già dimostrato grande qualità durante questo inizio di stagione, diventando il pilota Ducati più veloce dei tre test. La sua GP 15 non sembra per niente arretrata rispetto alle Desmosedici GP di nuova generazione. L’inglese attende poi il ritorno del compagno di box Danilo Petrucci, infortunatosi sulla pista di Phillip Island nel secondo appuntamento dei test e costretto a saltare le prove in Qatar. Petrux ritornerà per il GP di Losail ancora recuperando la condizione migliore ma fermamente pronto a dire la sua.

Andrea Iannone spera di mettere la sua Ducati Desmosedici GP davanti alle moto del team satellite di Borgo Panigale e alle riveli giapponesi. I test del pilota di Vasto sono stati in crescendo pur avendo lavorato principalmente sul passo tralasciando l’ansia del giro veloce. Come pilota ‘the Maniac’ non ha nulla da dimostrare avendo interpretato sempre ottime gare, vedasi l’anno scorso e una stagione nella quale avrebbe meritato certamente il gradino più alto del podio. Dall’altra parte di box del Ducati Team Andrea Dovizioso è carico per una stagione da interpretare al meglio. Anche il ducatista numero 4 ha lavorato tanto sul passo e sulla lunga distanza in questi test inoltre, la gara di apertura in Qatar, può vederlo tra i protagonisti principali. Nel 2015 sotto i riflettori di Losail ‘Desmo Dovi’ fece vivere grandi emozioni.

Per la prima volta in tre anni Cal Crutchlow è con la stessa squadra e nelle tre prove ha dimostrato di avere già una buona condizione, cosa importantissima per uno dei piloti più talentuosi del paddock. Solo in Qatar un pauroso incidente si è messo tra la sua voglia di fare e la preparazione della sua RC213V; niente di grave, solo qualche dolore e l’uomo scuderia LCR è tornato prontamente in posta. La sua moto migliorerà ancora e Cal potrà sfidare anche i team ufficiali.

Crutchlow e Redding non sono stati gli unici piloti satellite a mettersi in buona luce in Australia e in Asia, anche Loris Baz ed Hector Barbera sono stati artefici di prestazioni lodevoli e i risultati dei due portacolori Avintia Racing possono valere come prova ulteriore che le vecchie Ducati non sono per nulla passate; entrambi guidano una GP14.2, di due anni più vecchia rispetto ai recenti prototipi italiani. Dopo il suo pauroso incidente a Sepang Baz è andato via via migliorandosi ad ogni prova. Quattordicesimo posto per il francese nelle ultime prove a Losail ma un passo di gara velocissimo fanno ben sperare in casa Avintia per il 2016. Barbera invece ha fatto bene sul giro veloce e in Qatar siglando buoni tempi.

Sarà un grande anno sia per Pol Espargaro sia per Bradley Smith; con la maggior parte di posti nei team ufficiali che potranno aprirsi a fine anno vista la scadenza contrattuale di quasi tutti i top rider i corridori della scuderia Monster Yamaha Tech 3 vorranno fare bene e mettersi in luce. Se Smith dovesse replicare la sua impeccabile stagione 2015 potrà certamente trovare più di una porta aperta e, stessa cosa per Espargaro se riuscirà a trasformare la sua velocità in consistenza e passo. Entusiasta di passare alle Michelin, lo spagnolo ha dichiarato e dimostrato più volte che la gomma francese può esaltare le sue condizioni di guida. 

Jack Miller in questi test si è concentrati sul recupero dall’infortunio che lo ha frenato il mese scorso. La gamba rotta a febbraio è stata la preoccupazione principale del pilota Estrella Galicia 0,0 Marc VDS che gli ha impedito di interpretare al cento per cento i test di inizio stagione. Il suo compagno di scuderia Tito Rabat, con qualche caduta di troppo, ha ottenuto molte risposte dalla sua Honda difficile da domare; ancor di più per lui, all’