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Benelli fallita?

Pare impossibile che possa essere accaduto!!!!

Lo scrive la redazione de Il Resto Del Carlino delle Marche.

 

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Antonelli Andrea: Tragica fatalità sull’inedito tracciato russo del Mosca Raceway.

Bike Service_andrea-antonelli-wss1Andrea Antonelli è deceduto il 21 luglio 2013 mentre, sul Mosca Raceway era in corso l’ottavo round dei Campionati del Mondo 2013 per le classi Superbike e Supersport, sotto l’egida dalla FIM (Federazione Internazionale Motociclistica) . Aveva 25 anni ed ha perso la vita in piovosa domenica mentre si stava svolgendo la prima grande manifestazione motociclistica internazionale ospitata dall’organizzatore della nuova pista russa inaugurata nel 2012.

La gara della Supersport iniziata alle 13.30 locali, stava piovendo, Andrea Antonelli nera protagonista, aveva conquistato il primo posto della seconda fila in griglia con il quarto tempo di qualificazione, in sella alla Kawasaki ZX-6R del Team Go-Eleven affidata alla gestione del Bike Service Racing Team di Rimini. ha iniziato dall’interno della seconda fila. Non era sto un buon avvio quello della moto n° 8 di Andrea e subito al primo giro ha cercato il recupero, ma ha perso il controllo della sua moto mentre già si trovava intorno alla 6 ° o 7 ° posizione. Forse la visibilità era molto precaria sul , lungo il rettilineo più lungo, posto fra le curve numero 14 e 15, del tracciato lungo 3.931 chilometri complessivi. Massimo Roccoli in sella ad una Yamaha R6, ebbe un rallentamento improvviso sul rettifilo, per evitarlo Antonelli sbandò e cadde restando sulla pista. Lo seguiva da vicino Lorenzo Zanetti che lo seguiva da vicino che non ha potuto evitare di investirlo. Anche se la pista in quel punto era allagata dalla poggia, la velocità era molto alta e Zanetti non ha potuto evitare il corpo di Antonelli che nell’impatto a subito gravi lesioni alla testa. Alle ore 14.10 fu dichiarato morto. Il Corpo dello sfortunato pilota fu trasportato a Volokolamsk, Moscow Oblast.

Dopo l’incidente la gara fu stata immediatamente interrotta e la seconda manche della Superbike World Series fu annullata. Andrea fu la prima vita sacrificata sul quel tracciato lontano 100 km da Mosca. Visto in TV e secondo il racconto di testimoni oculari, le circostanze che causarono la morte di Andrea Antonelli apparirono simili a quanto accadde con l’incidente che costò la vita a Marco Simoncelli il 23 ottobre 2011 sulla pista di Sepang.

Il pilota viveva per le corse, “Le moto Sono la mia vita, la mia grande passione. Stare in sella ad unamoto è la mia vita”. Era nato nel 1988, viveva con la sua famiglia a Le Macchie, quartiere di Castiglione del Lago, provincia di Perugia. Aveva gareggiato con successo nella categoria minimoto, poi era passato al Challenge Aprilia dove si era subito messo in luce, era passato nel 2002 alla Coppa Italia 125 SP, poi il ci fuil Campionato Europeo Superstock 600, nel 2007 fece parte del Team Italia, poi nel 2008 passò alla FIM Cup Superstock 1000. Nel 2009 e fino al 2011 gareggiò nella FIM Cup Superstock 1000 ottenendo un 4 ° posto in classifica dell’edizione 2010 e il 6° nel 2011.Nel 2012 Andrea Antonelli decise di gareggiare nel Mondiale Supersport, ottenendo un buon 10 ° finale, stessa categoria anche nel 2013 con il passaggio, dopo l’avvio della stagione, nella squadra del Bike Service Racing Team Yamaha YZF-R6. Collaborazione confermata nel 2013 pur essendo parte del Team Go-Eleven in selle alla Kawasaki. Aveva già ottenuto un 4° posto nella disputata Motorland Aragon, in Spagna, aprile 2013, sentiva di poter fare molto bene nel corso della stagione. Andrea Antonelli viveva con i suoi genitori, la mamma Rossella ed il papà Arnaldo, il suo primo sostenitore e purtroppo presente al box il giorno dell’incidente. Ha lasciato anche il fratello Luca più giovane e la fidanzata Marta.

Il suo ricordo è tenuto vivo dalla famiglia e da un club che ha organizzato una onlus con scopi benefici.

Carlo Fiorentino: la prima vittima dell’Autodromo del Mugello.

Carlo Fiorentino è deceduto sulla pista del Mugello il 20 luglio 1975, mentre disputava la gara valida per la Coupe FIM d’Endurance Europeène, “Premio Nava”, una mille chilometri. Nel corso dell’81esimo giro dei 191 previsti, il 22enne ragazzo originario di Dolo (VE) uscì di pista alla “Arrabbiata 1” finendo, con la sua Moto Guzzi 850cc, dritto contro le barriere di “protezione”: purtroppo si procurò lesioni al torace che lo ha ucciso all’istante. Sulla pista non furono trovati segni di frenata, testimoni oculari affermarono di non aver visto alcun tentativo per impostare la curva o rallentare il mezzo. La causa fu attribuita un possibile colpo di calore. Fiorentino fu la prima vittima del circuito toscano inaugurato nel 1974, realizzato per sostituire il famoso tracciato stradale che si snodava sulle colline alla spalle di Firenze. La pista toscana avrebbe poi vissuto un’altra giornata tragica l’anno successivo, quando nella prima gara iridata che la pista ospitava, persero la vita Paolo Tordi e Otello Buscheri, nel corso di un tragico wee-end che fece registrare oltre 50 cadute. Per una triste casualità, in gara con Carlo c’era anche fratello Mario, chiamato all’ultimo a sostituire la Heltai. Il papà, per ricordare il ragazzo, istituì un Trofeo organizzato per molte stagioni. La gara fu vinta da Virginio Ferrari in coppia con lo spagnolo Grau.

Nella foto l’impianto del Mugello come si presentava.

Edagardo Cecchi: 19enne di Savignano sul Rubicone perìto in gara ha dato il nome ad uno storico Club.

Edgardo Cecchi, perse la vita il  19 luglio 1953, a seguito di una caduta verificatasi nel corso delle prove del 5° Circuito Città di Urbino. Edgardo era  un pilota 19enne che gareggiava con la licenza di 5° categoria.  Correva nella classe 125 con una Benelli “Leoncino”. Quella domenica mattina, sul circuito stradale di Urbino, perse il controllo della moto in curva e si schiantò a terra, gravemente ferito fu portato in ospedale dove spirò per la gravità dei traumi che si era procurato. Non era ancora diventato un Campione, ma era una pilota promettente, amato nella cittadina romagnola dove era nato, Savignano sul Rubiconde,  i concittadini  per onorarlo e ricordarlo, nel 1959, fondarono il Moto Club Edgardo Cecchi. Un sodalizio tuttora in attività che si rende protagonista d’iniziative particolarmente mirate a promuovere la passione per le moto fra i giovanissimi, è fra i leader nazionale deilub che operano per le minimoto.

Bruno Quaglieni: pilota emigrato vittima di un “frontale” sulla pista di Spa-Francorchamps.

Bruno Quaglieni perì il 15 Luglio 1932, è rimasto ucciso nella fase di preparazione per le prove ufficiali del Gran Premio del Belgio, sul circuito di Spa-Francorchamps in programma il 17 luglio. L’incidente avvenne nel tardo pomeriggio, poco meno di un’ora prima dell’inizio delle prove ufficiali. Quaglieni stava provando la sua Moto Guzzi 250cc decise di uscire dal paddock per risalire la collina dell’Eau Rouge, volendo compiere un giro completo. Nello stesso momento il pilota tedesco Robby Jecker stava percorrendo lo stesso tratto di strada tenendo il lato sinistro. Le due moto si è schiantarono in un terribile frontale causando la morte dei due piloti. Quaglieni è morto sul posto, anche se figura nel registrato dell’Archivio della città di Amsterdam come luogo del decesso la località di Beverge, nei pressi di Malmedy, a circa cinque chilometri ad est del circuito. Potrebbe essere conseguente al fatto che i corpi furono rimossi dopo l’incidente. Jecker Aveva subito gravi lesioni interne ed è morto lo stesso giorno presso l’ospedale di Stavelot. Quaglieni viveva ad Amsterdam ed era stato il campione olandese della classe 250cc nel 1930. Nato a Brescia, nel 1900 e si era poi trasferito in Olanda, aveva  sposato una ragazza olandese. Ha vissuto ad Amsterdam ed aveva un figlio e una figlia. Al momento della sua morte era ancora un cittadino italiano.

Sauro Pazzaglia: dal paese di Pascoli un ottimo pilota deceduto per le ferite riportare a Imola

Sauro Pazzaglia, cessò di vivere il 14 luglio 1981, a seguito delle ferite riportate nella caduta nella quale era incorso sabato 11 luglio 1981 sulla pista del “Enzo e Dino Ferrari” di Imola, durante l’ultima sessione di prove libere della classe 250 cm3, in vista del Gran Premio di San Marino del 1981.  Sauro Pazzaglia, 27enne pilota di San Mauro, era caduto subito dopo la curva della Rivazza, dentro la “variante bassa” del circuito di Imola; in un tratto che stava percorrendo a bassa velocità, si pensò che si stesse apprestando a far rientro al box. Cadde “quasi a peso morto” e picchiando sull’asfalto riportò gravi traumi cranici, fu portato subito al centro medico del circuito di Imola, accertata la gravità il dottor Claudio Costa dispose per l’immediato trasporto all’ospedale Bellaria di Bologna, con l’intervento di un elicottero del soccorso. Purtroppo Sauro non riprese conoscenza e spirò tre giorni dopo, alle 05 pm di martedì 14 luglio 1981. Si diffusero voci che avesse perso il controllo del mezzo perché impegnato a slacciarsi il casco, ma i soccorritori trovarono il casco allacciato.
Pazzaglia (nella foto giovannissimo, premiato da Giuseppe Morri), una figura ben nota del motociclismo italiano, aveva iniziato a gareggiare nel 1953 nella classe 50cc, è stato Campione d’Italia Junior nel 1976 della classe 125cc. Nel campionato Italiano Seniores ha ottenuto molti piazzamenti, mai il titolo: 1977 3° cl.125; 1978 3° cl 250; 1979 2° cl. 250 e 4° cl 350; 1980 2° cl. 250; 1981 5° cl. 350. Ha gareggiato diverse moto e classi varie, fra le quali una 250 Bimota YB3 della Di emme; nel 1977 ha esordito nel Motomondiale a Imola nel Gran Premio delle Nazioni in sella ad una Morbidelli 125.  Prese parte in totale a 24 Grand Prix, nelle classi in 125 e 250 cm3 conquistando un podio (3° posto nella 250cc).

Dario Ambrosini: talento romagnolo che ha concluso presto e tragicamente la carriera.

Dario Ambrosini perse la vita il 14 Luglio 1951  durante le prove del Gran Premio di Francia sul circuito di Albì, in sella ad una Benelli 250 ufficiale. Un pilota della terra di Romagna, era nato a Cesena il 7 marzo 1918. La sua carriera prese avvio nel 1939, in sella alla Benelli 250 e si rivelò subito un vincente; l’anno successivo passò alla Moto Guzzi. Purtroppo per Dario, come per altri grandi piloti, la 2° guerra mondiale impedì lo svolgimento di attività sportive. Nel 1947, conquistò il primo titolo di Campione d’Italia nella 250cc e al termine della stagione ritornò alla Benelli. , con la 250 anteguerra aggiornata riuscì a vincere la gara di casa, il circuito di Cesena, il Gran Premio di Svizzera e diverse altre gare nazionali e internazionali. Prese parte, nel 1949, alla prima edizione del neonato Campionato del Mondo, ma le Benelli non si dimostrarono così competitive nei confronti delle Guzzi: Ambrosini riuscì ad aggiudicarsi solo l’ultima gara della stagione, ma era il Gran Premio delle Nazioni a Monza.  Concluse il campionato iridato al secondo.

Conquistò il titolo iridato delle mezzo litro nel 1950, vincendo tre delle quattro gare in programma, fra le quali il Tourist Trophy. Si aggiudicò anche il secondo titolo di Campione d’Italia. Nel campionato del 1952 arrivò alla gara finale con tre risultati nulli, un primo ed un secondo,  la Benelli per quella gara gli aveva preparato una moto rinnovata, in particolare dotata di sospensioni telescopiche. Volevano chiudere con una vittoria, ma al terzo giro delle prove ufficiali, la moto pilota cesenate sbandò, e Ambrosiani finì in un fossato  contro un paletto. Un impatto fatale per il poco più che trentenne dell’alfiere della per il pilota della Casa pescarese. Nella classifica iridata si fermò al 3° posto. Il suo palmares evidenzia i  5 primi posti, gli  8 podi ed i 5 giri veloci. Tre stagioni: Un rotolo, un secondo ed un terzo posto.

Christian Barboni: un incidente stradale con l’auto pose fine alla carriera di un ottimo pilota 23enne.

Christian Barboni è deceduto il 14 Luglio 2004, per le conseguenze letali dell’incidente stradale nel quale  incappò il giovane pilota marchigiano sabato 10 luglio 2004. La mattina di mercoledì alle ore 9 il suo fisico si arrese a 23 anni. Christian lo avevo incontrato nel Challenge Aprilia, ne fu protagonista con molte prestazioni di rilievo. Ricordo il suo attaccamento al numero di gara “44” al quale era molto legato. Ho ritrovato il ragazzo marchigiano anche nel Monomarca R6 della Yamaha, sempre “fedele” al suo numero e capace di fornire ottime prestazioni nel confronto con i migliori della categoria. Il padre, suo grande tifoso, non lo abbandonava mai.

Con Alberto Barozzi decidemmo di non assegnare più R6 il numero “44″ nel Trofeo Yamaha. Così fu fino a che la gestione fu affidata a noi. Un piccolo modo per un ragazzo bravo, strappato alla vita nelle ore del sabato sera, quelle che si sono poi guadagnate la definizione “stragi del sabato sera”. La dedica di Franco Brugnara, vincitore della gara R6 Cup disputata dopo la morte di Christian, per ricordare due amici scomparsi: “E’ veramente dura accettare la perdita di un amico-avversario come Barboni. Sono sceso in pista più determinato delle altre volte, volevo vincere assolutamente anche per dedicarla ad Oscar Bellini, un amico fraterno che non c’è più.”

Claudio Mastellari: perse la vita sullo Schottenring, circuito noto nel Continental Circus come “killer”.

Claudio Mastellari, il 13 luglio 1951, ha perso la vita durante le prove sul circuito Schottenring-Rennen del venerdì precedente la gara. E’ stato un protagonista delle prime stagioni del dopoguerra, in particolare nel Campionato Italiano della classe 250 dove ottenne, sequenza dal 1948 ottimi piazzamenti: 3° – 4° – 3° – 5°. Pilota nato a Roma poi si è trasferito a Milano, al momento del decesso lascio la moglie e due figli. Il circuito su cui perse la vita il pilota italiano aveva un tracciato con una carreggiata stretta. Due giorni dopo, nella gara sidecar dello stesso evento, ha perso la vita Hillebrand Prätorius passeggero di Kurt Fritz; come per Claudio fu vana la corsa verso l’ospedale. Lo Schottenring quando entrò a far parte dei circuiti del Motomondiale, si disputava il GP di Germania, divenne noto come l’impianto “killer” del Continental Circus. Dopo la morte di tre piloti in due anni il circuito fu bandito dalle corse nel 1956.

Bill Ivy: “maledetto” perchè fuori dagli schemi, uno dei grandi del motociclismo mondiale.

Il 12 luglio 1969, morìva Bill Ivy a Hohenstein-Ernstthal, una cittadina della Sassonia, sul tracciato del Sachsenring durante il G.P. della Germania dell’Est.

Il pilota inglese  non aveva ancora trent’anni.

La svolta quando il padre gli regalò una Francis-Barnet  da 1956 con la quale compie fece e  prime esperienze, partecipando alle gare locali di grass-track. Il sogno  che inseguiva erano le gare di velocità, ma rischiò di vederlo svanire quando, nel 1958, si schianta contro un  camion finendo in ospedale per diverse settimane. La carriera motociclistica di Ivy iniziò nel 1959 in sella ad una Itom 50cc conquistando il terzo posto ed il record sul giro, in una gara nazionale. Nel 1960 ancora un pauroso incidente, ascrivibile alla sua guida irruente, rimedia fratture multiple al bacino e alle gambe ed è costretto a letto per diversi mesi. Il suo debutto nel Motomondiale avvenne al Tourist Trophy nel 1962, esperienza ripetuta nella stagione successiva. Cadde ancora nel corso di una gara internazionale sul circuito di Madrid ferendosi nuovamente alle gambe. Nel 1964 Ivy conquistò il titolo britannico della 125, e l’anno successivo quello della 500, in sella a una. Prestazioni che fecero guadagnare l’attenzione di Phil Read  che lo segnalò alla Yamaha. Per conquistare tre anni per conquistare il titolo iridato della classe 125 cc nel 1967. Gareggiò anche nelle classi 250 e 350 in sella alla Casa dei tre Diapason partecipando a 49 Gran Prix, vincendo 21 volte e salendo per 41 volte sul podio.  Il ritiro della Honda alla fine della stagione ’67, di fatto concesse alla via libera alla Yamaha  per vincere i titoli in 125 e 250 nel 1968. Lo staff giapponese decise di “dividere a tavolino” i due mondiali tra Ivy e Read. Ivy ignorò gli ordini di scuderia arrivando a pari punti con Read in 250 al quale fu assegnato il titolo con una delibera presa nel corso del congresso FIM, applicando la discriminante della somma dei tempi dei GP in cui entrambi erano arrivati in fondo. Read vinse per poco più di due minuti.

Ivy, per reazione, annunciò l’abbandono del motociclismo per passare alla guida delle auto, disputò alcune gare in Formula 2  con discreti risultati, prima di tornare alle moto accettando l’offerta della cecoslovacca Jawa  per guidare la Typ 673 350 4 cilindri due tempi nel Motomondiale 1969. La moto della Casa dell’Est Europa si dimostrò veloce, permettendo ad Ivy di ottenere due secondi posti dietro alla MV Agusta,  ma anche fragile di meccanica e propensa al grippaggio. Proprio un grippaggio, durante le prove del sabato  nel Gp della Germania Est  costò la vita ad Ivy: sbalzato contro un muro mentre si stava sistemando il casco, morì in ospedale poche ore dopo l’incidente. Ad inizio stagione a gare della Mototemporada, e anche il quelle occasioni si evidenziarono classe e coraggio del pilota, ma anche la fragilità della moto. Bill Ivy, fu anche definito “pilota maledetto” per la sua vita fuori dagli schemi ordinari e per il suo aspetto trasandato e, forse per il suo coraggio, ma e’ stato un grande pilota ed un grande personaggio che ha onorato il mondo delle corse in moto.

Isacco Mariani: il bicampione d’Italia perse la vita sul “TT del Lario”!

Isacco Mariani sabato 11 luglio 1925 ha perso la vita a seguito di un incidente avvenuto durante le prove del Circuito del Lario della classe 350 cm3, nel piccolo villaggio di Onno, ora chiamato Oliveto Lario, (CO). Partecipava al Trofeo che era una prova di del Campionato Italiano Velocità. Isacco, in sella alla Sunbeam, si schiantò contro Primo Moretti (Moto Guzzi), che stava arrivando in direzione opposta verso i box situati nel villaggio Visino di Valbrona.  All’epoca dei circuiti stradali questo tipo di incidenti è accaduto frequentemente. Dopo lo scontro Mariani è stato trasportato all’ospedale di Asso, dove morì di lesioni interne. Secondo alcune fonti si dice che l’incidente possa essere accaduto venerdì 10 luglio 1925. Fu la 18esima vittima nella di storia della gara. Circuito del Lario era considerato una specie di Tourist Trophy, più breve e più lento del tracciato dell’Isola di Man Mountain Circuit. Organizzato dal 1921 al 1939 sulla distanza di 36 intorno al lago, attraverso i villaggi Visino di Valbrona, Onno, Limonta, Bellagio, Guello, Civenna, Magreglio, Barni, Lasniga e Asso. Isacco Mariani era una figura di spicco nel panorama europeo motociclismo degli anni Venti. Nel 1923 vinse, in sella alla Garelli 350, il Gran Premio di Svizzera e il Gran Premio di Spagna nel 1924. Nell’albo d’oro del Campionato Italiano Isacco compare dal 1923 quando si piazzò secondo nella classe 350cc; piazzamento ripetuto nell’anno successivo (1924). Un anno dopo la sua morte, fu eretto un monumento in bronzo nel villaggio di Onno in memoria di Isacco Mariani.

Castronovo Pasquale: ha condiviso il suo tragico destino con Salvo D’Angelo sulle rampe si Casteltermini.

    v v       D'Angelo Salvatore +  1984  2L’appuntamento con il destino per Pasquale Castronovo ha fissato l’ora fatale intorno alle 12 di domenica 8 Luglio 1984 a Casteltermini. Un impatto frontale con un’altro pilota siciliano, Salvo D’Angelo è stato fatale per entrambi. Stavano provando il percorso, con strada a traffico aperto in vista della gara che sarebbe seguita valida per il Campionato italiano della salita. Non era un pilota famoso Pasquale, lavorava come manovratore a Messina a 32 anni coltivava la sua passione per le corse in moto.

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D’Angelo Salvo: vittima delle corse in salita nella sua Sicilia.

D'Angelo Salvatore +  1984  1Domenica 8 Luglio 1984 ha perso la vita Salvo d’Angelo, pilota siciliano, stava provando il percorso della gara in salita a Casteltermini. La tragedia in una giornata di sole, ci si prepara per disputare una gara del Campionato Italiano della Salita, intorno alle 12 sulla strada con traffico aperto e strutture di protezione già posizionate, ma senza segnalatori, più di un pilota prova il percorso. D’Angelo sale a forte velocità e si trova ad incrociare le sue traiettorie con un’altro pilota corregionale Pasquale Castronovo. Le segnalazioni di alcuni amici non sono viste dai piloti che, disperatamente, cercano di evitare l’impatto, ma il destino si compie su quella strada per i due ragazzi. Salvo. pilota esperto, è stato per una decina d’anni un grande protagonista del motociclismo meridionale ed ha conquistato molti successi importanti, in particolare è stato anche un pilota che il mondo Bimota ricorda con affetto perchè una gran parte delle sue vittorie le ha conquistate in sella alla Bimota SB1 500. Era sposato e lasciò la moglie Giovanna e le giovani figlie Francesca e Vanessa

Renato Galtrucco, Carlo Chionio e Renzo Colombini: tragedia bis a Monza

La domenica, 8 Luglio 1973, alle ore 09,30, il mondo della moto visse un’altra terribile tragedia sulla pista di Monza.
Appena cinquanta giorni dopo il Gran Premio delle Nazioni del 20 maggio 1973, quando Jarno Saarinen e Renzo Pasolini persero la vita a seguito di un pauroso incidente verificatosi nel “curvone”, la pista di Monza fu teatro di un’altra terribile disgrazia.
Renato Galtrucco, Carlo Chionio e Renzo Colombini, tre piloti che partecipano ad gara valida per il Campionato Italiano Juniores 500 cc, rimasero uccisi in un incidente a seguito di altro tragico quanto impensabile incidente, simile a che era capitato a maggio. Si verifico’ a soli 150 metri, dal punto in cui Pasolini, Saarinen, Kanaya, VPalomo, Jansson e molti altri si erano schiantati nel primo giro del Gran Premio delle Nazioni.
Renzo Colombini, livornese, 30anni e impegato in azienda di trasporti, morì all’istante a seguito dell’impatto contro le balle di fieno e il guard-rail.
Renato Galtrucco, 37 anni era un noto commerciante ed un pilota esemplare per stile e correttezza, quasi un’icona delle gare juniores, respirava ancora quando i soccorritori lo raggiunsero sulla pista, ma mori mentre lo trasportavano in un ospedale.
Carlo Chionio, 26 anni, sembrava essere in condizioni migliori, ma un improvviso collasso cardio-circolatorio ne causo’ la morte un’ora e mezza ora dopo l’incidente.
Era amici e gareggiavano per pura passione, nell’incidente fu coinvolto anche Vittorio Altrocchio, che seguiva Colombini 12esimo, urtò le balle di paglia e volo’ oltre le recinzioni e finendo fra gli alberi. Coinvolti anche Gaudenzio Protto (la sua moto fu investita da Galtrucco a sua volta investito da Chionio), cadde anche Giuliano Barzanti, ma ebbe piu’ fortuna dei colleghi. Dopo quella bruttissima giornata la pista di Monza fu esclusa dalle corse in moto per molti anni, riprese l’attivita’ dopo che furono effettuati importanti lavori per elevare gli standard di sicurezza.

Umberto Brighi: la sua vita spense a 31 anni, dopo 49gg dalla caduta a Vallelunga.

 Umberto Brighi, pilota riminese, deceduto il giorno 8 luglio 1985, presso l’Ospedale Maggiore di Bologna; aveva 31 anni. Spirò dopo 49 giorni dall’ incidente capitato sulla pista dell’Autodromo di Vallelunga “Piero Taruffi” (Campagnano di Roma) il 19 maggio 1985, durante la gara del Trofeo Gran Prix, classe 500cc.

Umberto che gareggiava con una 350 cui aveva maggiorato la cilindrata motore portandola a 351cc. Incorse in una paurosa caduta, battendo violentemente il capo si procurò gravi traumi alla testa. Fu trasportato in ospedale a Roma, dopo di versi giorni di coma profondo aveva lasciato sperare in un miglioramento, ma il suo stato restava preoccupante e la famiglia decise per il trasferimento a Bologna. Il subentro di complicazioni di origine infettiva gli furono fatali e la sua vita si è spense ad inizio luglio, senza che il pilota avesse mai ripreso conoscenza.

Brighi aveva lasciato la moglie, Angela, di 25 anni e un figlio, Daniel, di due.

E’ stato uno dei tanti piloti che gareggiavano per il puro piacere di farlo, non coltivava mire particolari. Sopportava sacrifici, era fiero d’aver conquistato nel 1984 il Trofeo Gran Prix 500cc, nel 1985 correva per confermare un vittoria che per lui aveva un grande significato, era un ragazzo molto timido, come tanti, per dare un seguito alla sua passione faceva tanti sacrifici.  Non c’è stato grande clamore per la sua scomparsa, ed a distanza di tempo è molto difficile trovare commemorazioni o riferimenti precisi, anche nella sua città, che per campioi più celebrati ha avuto diverse reazioni, comprensibili perchè  quello di Umberto è il destino triste di tanti per la moto hanno sacrificato il bene più prezioso: la vita!

Dorino Serafini: un “motociclista” pesarese Campione d’Europa e d’Italia negli anni ’30

Dorino Serafini è deceduto nella sua casa di Pesaro il 05 luglio del 2000, dove era nato 90 anni prima.

Nella città dei Benelli fu assunto nella mitica fabbrica pesarese, come operaio-collaudatore, per le doti che messe in mostra alla guida delle moto. Nel 1928 Dorino (Teodoro per gli amici) fece il suo esordio nelle competizioni conquistando le prime vittorie in sella alla Benelli 175cc. Nel 1933 diventò pilota ufficiale della M.M. di Bologna. Nella classe 175cc, con la moto bolognese, divenne l’uomo da battere e conquistando il suo primo titolo di Campione d’Italia. Dotato di temperamento e con grandi mezzi fisici, nel 1935 passò alla classe 500cc con la Bianchi, vincendo subito il prestigioso e durissimo “Circuito del Lario”. Alla fine di quella stagione conquistò un nuovo titolo di Campione d’Italia nella classe 500cc. Nel 1938 ancora un cambio di marca con il passaggio alla Gilera per guidare la potente 4 cilindri con compressore; ottenne un’altra vittoria al Lario. Nel 1939 vinse i G.P. di: Svezia, Germania e Ulster laureandosi Campione Europeo della classe 500; per quei tempi un titolo equivalente dell’attuale mondiale.

Nell’immediato dopoguerra, Dorino, tenttò l’avventura come pilota d’auto. Nel dopoguerra (1947) incappò in un pauroso incidente dovuto alla rottura dello sterzo della sua Maserati; sopravvisse a stento, ma si riprese e verso la fine del ’49, fu chiamato daEnzo Ferrari, in veste di pilota ufficiale per affiancare Villoresi e Ascari. Nel 1950 alla Mille Miglia, Serafini fu 2° assoluto dopo Marzotto. Vinse il giro delle Calabrie e quello della Toscana, sempre con la Ferrari ufficiale. Al G.P. di Monza, durante il 1° Campionato del Mondo di F.1, dovette cedere la sua auto ad Ascari dividendo con lui il secondo posto. Durante la Mille Miglia del 1951, a Martinsicuro in Abruzzo, il cambio della Ferrari non rispose ai comandi, Serafini fu obbligato a frenare in curva perse il controllo della vettura che precipitò in una scarpata. Costretto ad affrontare numerosi interventi chirurgici ed un lunghissimo periodo di riposo che lo portaro all’abbandono dell’attività agonistica. Personaggio molto gioviale resto particolarmente popolare, nella sua regione e Romagna dove, fino agli anni ’90, è stato ospite in quasi tutte le feste.

Renzo Catalucci: ci lasciò il 3 luglio 2009 lo storico Presidente del Gentlemen’s.

Renzo Catalucci, Presidente del Gentlemen’s Motor Club di Roma, ha concluso il suo percorso Venerdì 3 luglio 2009, aveva 78 anni.

Del sodalizio romano ne resse le sorti per oltre 20 anni, era stato nominato Presidente nel 1988, facendolo crescere fino a fare parte dell’elite degli organizzatori dellw corse in pista: italiane ed internazionali.

Aveva incominciato a frequentare l’impianto dell’Autodromo “Piero Taruffi” di Vallelunga facendo il segnalatore in pista; la passione per il mondo motociclistico lo spinse sempre a dare il massimo, e lo fece a che il suo fisico malato non ha preso il sopravento.

Non era un presenzialista, ed alle parole preferiva i fatti, e stato una personata considerata ed amata, capace di essere amico e consigliere per colleghi, piloti ed addetti ai lavori. E’ stato e resta un esempio per tutti, anche se il mondo della moto, in rapida trasformazione, lascia sempre meno spazio per uomini del suo stampo.

Il sito Moto.it ha scritto di lui:

Il Presidente se n’è andato silenzioso e discreto com’era nel suo modo di essere.
Appassionato vero ma anche amministratore oculato, capace di interpretare il tempo in cui si è mosso, lasciando sempre che lo spirito di servizio prevalesse sugli interessi più materiali, riuscendo a preservare un’esperienza unica nel suo genere; lasciando vivo l’esempio di un modo di essere che non è più di questi tempi: quello di un uomo che si sente chiamato ad operare senza interessi personali di sorta, un Galantuomo di cui non solo il nostro mondo avrebbe bisogno. Un Galantuomo che, anche quando il tempo ed i malanni avevano scavato in lui solchi irrimediabili, sentiva la necessità ed il dovere di esserci e di continuare a dare il suo apporto

Ogni appassionato di moto che ha avuta la fortuna ed il picare di incontrarlo non può che sottoscriverle.

Joey Dunlop: ha perso la vita sulle strade di Tallin. E’ stato il piu’ grande pilota sui circuiti stradali.

 Il 2 Luglio del 2000 è deceduto William Joseph “Joey” Dunlop.

Una leggenda del motociclismo mondiale.

Il più grande specialista di gare su percorsi stradali è morto durante una corsa su strada che si svolgeva a Tallin (Estonia) alla guida di una 125gp, mentre era al comando della gara.

Aveva già vinto nelle classi 600 cc e 750 cc. Forse tradito dal tracciato bagnato cadde e fini contro degli alberi, un urto fatale che ne causò la morte istantanea.

Fu un evento che colpì il popolo irlandese e gli appassionati di tutto il mondo.

La televisione dell’Irlanda del Nord trasmise in diretta le esequie ai quali partecipò una grande folla e per l’occasione in Irlanda del Nord fu dichiarato un giorno di pace nazionale e questo fu il primo, e unico, giorno di pace nazionale in un secolo di conflitti.

La sua città natale – Ballymoney – dove venne alla luce il 25 febbraio 1952, gli ha dedicato un parco.

Sul tracciato del mitico Tourist Trophy è stato eretto un monumento per onorarlo e ricordalo negli nni.

Dunlop era molto superstizioso: durante le gare indossava sempre una maglietta rossa e un casco con livrea gialla bordata da filetti neri, divenuto per gli appassionati di motociclismo una sorta di icona.

Joey ha conquistato, complessivamente innumerevoli vittorie: 26 Tourist Trophy, 13 North West, 24 Ulster Gran Prix e 162 vittorie in altre gare su strada.

Dunlop ha vinto 5 Campionati del mondo TT1 (1982-83-84-85-86), il suo ciclo di vittorie fu interrotto da Virginio Ferrari e dalla Bimota che lo ebbero come tenace avversario nel 1987.

Passò il titolo al pilota italiano al termine din una campionato molto combattutto, sopravanzato per soli 3 punti.  Memarabile gara suk tracciato Hockenheimring .

Il mito di questo campione, personaggio fuori del comune come lo sono stati tanti campioni, resterà scolpito nella memoria nel tempo, un mito!

Achille Varzi: 2 titoli italiani in moto poi una lunga carriera in auto. La morte condivisa con Tenni sul tracciato di Bremgarten (CH).

Il 1° luglio del 1948, durante le prove sul Circuito di Berna, sul tracciato del Bremgarten (CH) durante le prove del Gp. Svizzero perse la vita due grandi piloti, campioni alla guida delle moto come delle auto da corsa. Prima  Tenni (in moto) e poche ore dopo Varzi (in auto). 

Ai due campioni fu fatale la stessa curva.

Achille Varzi, lombardo, nato a Galliate al confine con il Piemonte, nipote di un senatore del regno e rampollo di una famiglia d’industriali del settore tessile, iniziò a correre in motocicletta nel 1922.

Nella foto la gara sul Circuito del Tigullio (1922).

 L’anno successivo a quello dell’esordio aggiudicò il titolo di Campione d’Italia Seniores, vincendo numerose gare tra le quali il Circuito del Lario; dopo un’iniziale collaborazione con le Frera, gareggiò in sella alla Garelli nella classe 350, successivamente della Sunbeam 500. Nel Campionato Italiano assoluto si confrontò con Tazio Nuvolari, del quale divenne poi amico per tutta la vita, ma anche avversario irriducibile sui campi di gara. Fu proprio a Mantova, davanti al pubblico amico di “Nivola”, che nel 1929 Varzi lo sconfisse nell’ultima gara del Campionato Italiano di Velocità laureandosi campione assoluto della classe 500.  L’approccio con le quattro ruote avvenne per l’insistenza dell’amico-rivale Nuvolari che, nel 1928 lo convinse ad acquistare insieme una Bugatti per partecipare insieme alle competizioni automobilistiche. La coabitazione sportiva tra i due campioni durò pochi mesi e Varzi si rese autonomo, prima gareggiando al volante di un’Alfa Romeo Usata, poi tornando alla Bugatti. Vinse il GP di Tunisi, Il circuito di Monthlèry, il circuito di Alessandria.  Nel 1934 fu ingaggiato dalla Scuderia Ferrari per guidare un’Alfa Romeo; di quel periodo molti i confronti diretti con Nuvolari. I due diedero vita ad una rivalità seguitissima dal pubblico e fecero scorrere fiumi d’inchiostro sui giornali sportivi di tutto il mondo. Tra gli episodi più noti, quello avvenuto nella ultime battute della Mille Miglia del 1930, quando sul finire della notte Nuvolari raggiunse Varzi e, narra la leggenda, spense i fari dell’auto per avvicinarsi senza essere visto e sorpassarlo prendendolo di sorpresa. Una svolta che incise molto sulla vita di Varzi è rappresentata dal passaggio alla Auto Union ufficiale, un evento vissuto con rabbia dal pubblico italiano. Un attacco di appendicite lo mise in ansia rischiando di rinunciare ad alcune competizioni importanti. Temendo di mettere in crisi il neonato rapporto con l’Auto Union, accettò il consiglio dell’amante Ilse Hubach che suggeriva l’uso della morfina, quale antidolorifico. Nacque per Varzi un forte stato di dipendenza che gli causò notevoli problemi caratteriali e comportamentali, oltre a un netto calo delle prestazioni in gara, che portarono alla rescissione del contratto con l’Auto Union. Data la grande notorietà del personaggio e la clandestinità del rapporto, essendo l’amante sposata con un pilota, la vicenda fu ripresa e abilmente romanzata dai giornali scandalistici dell’epoca. Interrotto il rapporto nel 1938 Varzi iniziò un lungo periodo di disintossicazione in una località sull’Appennino modenese. Si sposò e fece ritorno alle gare nel dopoguerra, al volante dell’Alfetta. Il 1° luglio 1949, durante le prove del Gran Premio di Berna (CH), nella gara riservata alle auto, sotto la pioggia, Varzi perse il controllo della sua macchina e si ribaltò, morendo sul colpo. Un tragico evento verificatosi nella stessa curva in cui poche ore prima era morto, in un altro incidente il motociclista Omobono Tenni.

Omobono Tenni: fu il primo pilota non inglese che trionfò al TT. Per gl’inglesi era “L’Uomo che viene dalla terra dei Cesari”.

Il 1° luglio del 1948, sul tracciato del Bremgarten, Circuito di Berna (CH),  durante le prove del Gp Svizzero, perse la vita uno più  grandi piloti Motociclisti d’Italia.

Omobono Tenni, valtellinese di nascita (Tirano -SO), trevisano d’azione dopo il trasferimento a 15 anni per fare l’apprendista in un negozio di motociclette. A 19 anni aprì il suo negozio di moto e avviandosi alla carriera da motociclista. Vinse la sua prima gara a Postunia il 24 maggio 1814, con una G.D. 125 e da questa data collezionò una serie incredibile di vittorie e record sul giro. Ufficiale Moto Guzzi dal 1933 e la sua prima vittoria con la   Casa di Mandello Lario fu “Trofeo della Velocità” a Roma sul circuito Littorio; poi collezionò vittorie e giri veloci: Verona, Pesaro, Treviso, nel Gran premio d’Italia, Pescara, Circuito della Maddalena, La Milano/Roma/Napoli, Berna e Taranto. Vinse il campionato italiano classe 500 con la Moto Guzzi negli anni 1934 e 1935. Forse la vittoria più bella, quella che gli procuro l’ammirazione più vasta è quella conquista al Tourist Trophy del 1937 in sella alla Moto Guzzi 250; fu il primo pilota non inglese a vincere quella, che all’epoca, era la gara più famosa al Mondo. Era al secondo tentativo e la stampa inglese lo aveva accolto con un titolo molto incisivo: “L’Uomo che viene dalla terra dei Cesari”. Dopo aver preso la testa della corsa, cadde al termine del primo giro, perdendo la prima posizione e 35 secondi. Lanciatosi in una rimonta forsennata, chiudendo il 4º giro con 29’8”, riconquistò il comando, ma al settimo e ultimo giro si dovette fermare per cambiare una candela. Nonostante tutto inflisse più di mezzo minuto al secondo arrivato, il campione inglese Stanley Voods, e quattro minuti e mezzo al terzo. Concluse la gara 3 ore 32minuti primi 6sec alla media di 74 miglia ora (poco più di 120 km/h). Nello stesso anno, conquisto la vittoria nel Gran Premio di Svizzera e il titolo di Campione d’Europa della 250cc.

La seconda guerra mondiale impose a lui, come a tanti assi dello sport italiano, un lunga pausa, riprese l’attività nel vincendo ancora tanto; in particolare riconquistò il titolo di Campione d’Europa della classe 500 nel 1947, sempre in sella alla Moto Guzzi. Titoli importanti perché quelli iridati incominciarono ad essere assegnati nel 1949. Perse la vita il primo giorno di Luglio del 1948, nel corso delle prove Gran Premio di Berna, alla curva Eymatt durante nella stessa curva dove alcune ore dopo avrebbe perso la vita Achille Varzi.

La salma del campione fu trasportata da Berna agli stabilimenti Moto Guzzi di Mandello del Lario dov’era organizzata la veglia funebre. All’alba del 4 Luglio la bara fu trasportata a Treviso da un camion della Moto Guzzi bardato a lutto, seguito dall’alto da aerei dell’Aero Club Treviso che lanciarono fiori per il tragitto da Castelfranco Veneto a Treviso, unitamente alle migliaia di tifosi che lo attesero sul ciglio della strada per l’ultimo omaggio.

La Moto Guzzi gli ha dedicato un monumento che campeggia nel Museo ed una versione speciale della V11 Le Mans, ed è considerato il pilota che più ha dato lustro alla casa di Mandello Lario. Ad Omobono Tenni è  stato intitolato anche lo stadio di calcio del Treviso. Sono gli uomini, i campioni, come Omobono Tenni che hanno contribuito a fare grande lo sport delle corse in moto.

Come molti piloti motoristi del suo tempo sii fece notare anche nelle corse automobilistiche, partecipando a varie competizioni tra le quali la Milla Miglia nel 1936, che vinse nella sua categoria su una Macerati Tipo 4CS 1500, il Gran premio di Montecarlo e il gran premio di Germania sul circuito del Nurburgring, dove riuscì a segnare il miglior tempo sul giro.

D’Esposito Luigi (Gigi): ricordando il manager del Team Gimotors.

Luigi D’Esposito, per tutti gl’amici Gigi, e deceduto il 29 giugno 2010 .

E’ stato,  negli anni 1990/2000,   un pilastro del mondo delle corse in Italia.

Ha organizzato il suo primo team nel 1990 ed a quella stagione risalgono i nostri primi rapporti.

I primi passi li ha mossi portando in pista le moto della Bimota in collaborazione con Silvano Martinotti. Poi divenne un protagonista del rientro nelle corse della MV Agusta.

Qualche giorno prima della sua scomparsa  avevo ricevuto da Silvano un messaggio per conto di  Gigi  perché voleva fare parte anche lui del gruppo facebook  “Bimota old time”. Era stato anche un concessionario della Casa riminese negli anni che sono parte del mito Bimota!

Non ha fatto in tempo a dargli il benvenuto, il male ha vinto sulla sua tempra di lottatore, come aveva vinto quando gli aveva strappato l’adorata Marlisa nel 2007.

Abbiamo discusso o condiviso molte cose, l’ultima iniziativa che abbiamo cercato di realizzare  riguardava la promozione che doveva portare alla fondazione  dell’’Associazione dei Team del CIV.

Già ad inizio 2010 mi era parso molto deluso e stanco. E’ uscito di scena in punta di piedi, ma il suo ricordo resterà vivo fra quanti hanno avuto la possibilità di conoscerlo.

Troppe parole possono diventare inopportune, il dolore consente solo di esprimere il cordoglio e la solidarietà ai familiari.

Un sentimento che  comune fra gli amici del Gruppo Bimota  e di quelle persone con le quali ha condiviso la passione per il marchio dell’azienda: grazie, per sempre, Gigi!

Assen 2016: Perso un po di fascino ma resta un grande evento

assen_nDurante il prossimo settimana ritorna la MotoGP, l’appuntamento è fissato in Olanda, dove domenica 26 giugno andrà in scena la 68esima edizione del Gran Premio di Assen del Motomondiale. Si riparte dallo straordinario successo di Rossi in Catalogna, che ha di fatto rimesso tutto in discussione in ottica mondiale piloti: Marquez, complice la caduta di Lorenzo, è il nuovo leader con 125; seguono Lorenzo a 115 e lo stesso Valentino a 103. Sulla carta la gara dei Paesi Bassi dovrebbe favorire proprio Valentino Rossi, che qui ha trionfato sia in 125 e 250 con l’Aprilia, che nella classe regina, in sella alla Honda. Attesa anche per la Ducati che deve recuperare le disastrose gare dei suoi piloti in Catalogna. Molto attesi anche i ragazzi della Moto 3, pensare a uno o più sul podio è possibile. Più difficile fare previsioni tricolori sulla Moto2, Ma simone Corsi e Lorenzo Baldassari potrebbero stupire.

Misano: WSBK (Rea- Kawasaki, bis) e WSS (Sofuoglu-Kawasaki) come d’abitudine. Stock 1000 Mahias (Yamaha).

superbike-misano-2016Si corso a Misano l’ottavo round dei Mondiali Superbike e Supersport, con risultati scontati con una monotonia che deprime. Prima di parlare dei risultati è opportuno sottolineare che il pubblico a disertato l’impianto adriatico, sabato è stata una desolazione, domenica poco di più. Il “ras” della Dorna Ezpeleta, quanto è stato intervistato, è parso manifestare rabbia e delusione, insofferenza per le domande relative alla necessità di procedere con una revisione completa del progetto: regolamento e format compresi. In proposito non è possibile sottolineare la gestione generale, commenti inclusi, di sapore “goliardico”. Sperabile che la situazioni sia esaminata con attenzione e decisioni conseguenti. Altrimenti dovranno farlo i soggetti che sostengono questa manifestazione, in Romagna a cominciare dagli Enti pubblici.

SUPERBIKE – GARA1 - Esito scontato con la Kawasaki che non ammette intrusioni, una faccenda da regolare fra i due piloti ufficiali. Ha vinto Jonathan Rea, davanti al suo compagno di squadra Tom Sykes. Il Campione del mondo in carica è tornato sul primo gradino del podio con una gara d’attesa il sia al compagno di squadra e lo ha superato nei giri finali con apparente facilità. Alle spalle dei due si è piazzato Michael van der Mark, Honda, Fuori gioco la coppia dei piloti Ducati con Chaz Davies messo fuorigioco da una “toccata” ad inizio gara che lo ha costretto ad una furiosa rincorsa. Fuori pista anche Davide Giugliano come Nicky Hayden. Lorenzo Savadori è incappato in una caduta, scivolando nella ghiaia con la sua Aprilia senza poter tornare in pista a disputare la prima manche di Misano. Gara dignitosa da parte di Niccolò Canepa , sostituto dell’infortunato Sylvain Guintoli (Yamaha) che ha concluso in settima posizione. Ottavio Leon Camier sulla MV Agusta che ha fatto.

SUPERBIKE – GARA2 - Il leader in Campionato ha replica il risultato di gara1 ed ha aumentato il vantaggio al termine di una gara condotta con un ritmo incisivo a ridosso di Tom Sykes per poi lascialo nel finale con una attacco micidiale. Rea ha vinto, e Sykes si è arreso come indicano i tre secondi di svantaggio accumulati in pochi giri, senza nessun accenno di replica al sorpasso. Davide Giugliano ha recuperato dopo la caduta in Gara1 e andando a completare il podio. Al terzo giro si è conclusa la gara di Chaz Davies incappato in una caduta, che ha portato per terra con sé Michael van der Mark che non ha potuto evitare il gallese. Entrambi i piloti hanno ripreso la corsa tentando di recuperare, Ma Davies è dovuto rientrare al box, al contrario l’olandese è ripartito e ha concluso la gara in decima posizione. Quarta posizione Xavi Forés (Ducati) che ha ottenuto la quarta posizione, davanti a Lorenzo Savadori su Aprilia. Ancora un onorevole piazzamento per Canepa (9°). S i rafforza il leader Reja p. 343 nella classifica generale, seguito da Sykes p.277. Davies p244 e Giugliano p. 165.

SUPERSPORT – Il Campione del mondo in carica Kenan Sofuoglu (Kawasaki) ha ottenuto un’altra spettacolare vittoria in davanti a Federico Caricasulo (Honda) e PJ Jacobsen (Honda), dopo aver fatto una lotta a tre fino alla fine. Il poleman Caricasulo è salito sul secondo gradino del podio nel suo primo anno da debuttante, battendo Jacobsen nonostante l’americano abbia maggiormente dominato la gara. Gino Rea, GRT Racing (MV Agusta) , ha concluso in quarta posizione , davanti a Randy Krummenacher (Kawasaki) che ha completato così la top 5. Nel corso del nono giro è uscito di scena il vincitore delle ultime due gare a Misano, Jules Cluzel (MV Agusta) che alla curva sei ha perso ogni possibilità di conquistare il terzo successo consecutivo sulla costa Adriatica, mentre stava recuperando dal piccolo incidente al primo giro.Alessandro Zaccone, leader della Stock 600 europea, dopo una partenza veloce e aggressiva, è stato costretto al ritiro a causa di un problema tecnico. Lorenzo Zanetti (MV Agusta) ha fatto una buona rimonta e ha ottenuto il sesto posto, dopo esser partito dalla sedicesima posizione in griglia. Lo hanno seguito Alex Baldolini e Axel Bassani, pilota meglio piazzato in gara della della FIM Europe Supersport Cup. Nella classifica iridata si rafforza la leadership di Sofuoglu p. 146, seguito da Krummenacher p. 29, Jacobsen p. 92; 6° Caricasulo po. 74.

COPPA FIM STOCK 1000Il leader Raffaele De Rosa (BMW) e Leandro Mercado (Ducati) hanno dato spettacolo fino all’ultimo giro, quando sono caduti entrambi. Nel corso dl giro finale, alla curva del carro a fine le rettifilo i due sono entrati in collisione finendo nella ghiaia e il pilota Yamaha Lucas Mahias ha vinto il cosi la gara, davanti ai due italiani Kevin Calia (Aprilia) e Marco Faccani (Ducati). Indubbiamente de Rosa ha forzato la stacca nel tentativo disperato di superare l’argentino a poche curva dalla fine. Toprak Razgatlioglu (Kawasaki) ha tagliato il traguardo in quarta posizione, ha preceduto Roberto Tamburini (Aprilia) che non replicato al rush finale del turco. Luca Vitali ha concluso sesto davanti a Matteo Ferrari, Jeremy Guarnoni e Andrea Mantovani. Il rookie Michael Ruben Rinaldi, che era stato frenato da un problema tecnico nelle qualifiche, ha portato la sua Ducati dall’ultimo posto della griglia a completare la top ten dopo una “laboriosa” rimonta. Nella classifica generale De rosa resta leader con p. 82, davanti a Mercado p.77, seguiti da Calia p.66 e Rinaldi p.53.

 

Walter Villa: ci lasciò all’inizio dell’estate del 2002. Cedette il suo cuore.

Walter Villa è stato uno dei piloti italiani che hanno vinto di più a livello internazionale, fra i più titolati con 4 titoli di Campione del Mondo.

E’ stato anche un protagonista delle corse nazionali aggiudicandosi 7 titoli di Campione d’Italia.

Nella foto con un amico comune, Michel Rougerie.

E’ deceduto il 20 giugno 2002, per un arresto cardiaco a 59 anni. Ci ha lasciato senza “fare rumore” con la pacatezza con la quale era vissuto.  Gli fu attribuito il sopranome di “reverendo” per la mitezza che palesava, anche se aveva un carattere molto forte, ma anche la capacità di proporre soluzioni di compromesso alle varie dispute che nascevano con gli organizzatori e colleghi.E’ stato un eccellente pilota, ma anche un ottimo tecnico, quando lascio l’impegno agonistico ad alto livello si dedicò alla realizzazione di prototipi fra i quali un monocilindrico con il quale si dilettava di fare agonismo. La sua storia sportiva è un romanzo, molto lungo quanto interessante. Nato nel 1943, iniziò a gareggiare non ancora ventenne, debuttando sulla pista ricavata “dentro” la sua città di Modena, su una piccola pista (in disuso) per i piccoli aerei. Nella sua lunga vita tra corsa gareggiando ha guida molte moto. Morini, Beccaccino, Ducati, MV Agusta, Contesa, le Moto Villa realizzate dal fratello Francesco anche lui ottimo pilota, Benelli, Yamaha, Aermacchi-Harley Davidson, Honda, Kawasaki e Triumph, e Suzuki. A livello mondiale disputò 87 Gran Premi, ne vinse 24, per 36 colte salì su un podio iridato e si aggiudicò 21 pole.

Avendolo conosciuto personalmente, posso dire che ha inciso anche sulla mia vita con l’incarico di fondatore e amministratore della Bimota. Walter, nel 1975, commissionò all’emergente azienda riminese un telaio per il motore Aermacchi HD 250; solo la ciclistica. Ricordo d’averlo portato nel suo garage-officina nella periferia di Modena. Non fece commenti, neppure sul compenso, che mai gli fu chiesto. Un telaio che ha vissuto una storia vincente grazie a Gianfranco Bursi che completò la moto (per conto di Villa) e la portò al successo tanto da conquistare il titolo della 250GP Junior. Walter lamentava delle difficoltà con le ciclistiche ufficiali HD, per tentare di ovviare decise di farsi “prestare” il suo telaio Bimota, per disputare le prove del sabato nel GP delle Nazioni al Mugello. Conquistò la pole e vinse la gara ed a seguire il mondiale. Lo staff della casa di Varese ci commissionò uno stock di ciclistiche per tutte le moto della squadra. Tante le vittorie di quel gruppo, anche se non assegnate ufficialmente anche a Bimota, a causa di un regolamento che sarebbe stato modificato solo qualche anno dopo. Bimota produsse in proprio una serie di circa 30 di moto, gratificata da numerosi titoli italiani.

La storia di Walter è lunga, interessante, semplicemente: indimenticabile!

Patrick Mingoia: 18 Giugno 2007, un protagonista del Challenge Aprilia e Coppa Italia, vittima di un frontale con un auto.

Patrick Mingoia, un protagonista del Challenge Aprilia, è scomparso a 23 anni. Patrick. Pilota bravo ed esuberante, in pista era stato coinvolto in diversi incidenti, anche molto gravi e si era sempre ripreso. E’ deceduto 18 giugno 2007, non sopravisse allo schianto frontale, avvenuto nel pomeriggio sulla strada di Cisano sul Neva, nell’entroterra di Albenga, Patrick in sella ad uno scooter schiantò contro una Panda. Per la cronaca all’altezza di un negozio che si chiamava Euro Bimbo. Trasportato all’Ospedale Santa Corona di Pietra Ligure fu sottoposto ad un delicato intervento chirurgico, nella speranza di poterlo strappare alla morte, ma fu tutto inutile. Spirò nella notte nel reparto di rianimazione. Patrick, viveva a Villanova, ed aveva dato sfogo alla sua passione per le corse supportato padre Calogero, che gestiva il soccorso Europe Assistance di Alberga. Aveva perso la mamma, Ingrid, di origine olandese, e il fratellino Peeter, morti in un incidente stradale avvenuto dieci anni prima sulla strada che collega la frazione Lusignano con Villanova. Era un buon pilota, che forse ha vinto meno di quanto i suoi mezzi gli avrebbero consentito, perché spesso era stato tradito dalla sua irruenza. Nel Challenge Aprilia, e nella Coppa Italia che ha vinto nel 202, si era messo in grande evidenza. Gareggiò, fra i tanti nel Challenge che lo vide protagonista nelle edizioni 200e 2001, con Andra Dovizioso, Luca Scassa, Massimo Roccoli, Michel Fabrizio, Simone Saltarelli, Stefano Bianco, Samuela De Nardi, Michele Pirro, Simone Corsi, Ayrton Badovini, Nico Vivarelli, Tommaso Lorenzetti, Fabrizio Perotti; solo per rammentare chi ha poi scalato le classifiche internazionali. La settimana successiva al tragico evento, Luca Scassa, impegnato nella gara a Misano, vinse partendo dall’ultima fila della griglia (un’incomprensione al cancello ingresso pista) ma portò la sua MV Agusta alla vittoria. Pur nella gioia del successo Luca non dimenticò gl’amici scomparsi: “ …. Finalmente un podio nella Coppa del Mondo, lo dedico a Patrick Mingoia un pilota che è scomparso la settimana scorsa in un incidente stradale, magari mi saluta il mio amico Alessio Perilli…” (Nota: un pilota deceduto ad Assen)

Rievocazione: 25° MOTOGIRO D’ITALIA!

Motogiro d'Italia 25°Parte domenica 18 giugno, da Terni, la venticinquesima Rievocazione Storia del Motogiro d’Italia che dopo aver attraversato tutto il nod-est della penisola, si concluderà ancora nella cittadina umbra il 25 giugno. La manifestazione è organizzata dal Moto Club Terni L. Liberati – P. Pileri ed è realizzata sotto l’egida della Federazione Motociclistica Italiana. L’edizione “SILVER” oltre che per i cinque lustri, verrà ricordata anche perché entra ufficialmente a far parte del calendario internazionale FIM. Proprio per questo gli organizzatori hanno pensato a un percorso lungo e turisticamente molto valido, con tanto di sconfinamento in Slovenia, coniugando come sempre al meglio: sport, passione per le moto e turismo su due ruote. Questa edizione si svolge in memoria di uno dei suoi ideatori: Paolo Rossi, presidente per tanti anni del sodalizio ternano, scomparso lo scorso anno proprio alla vigilia della partenza della gara, per questo assumerà anche la denominazione di “Memorial Paolo Rossi“. Fu proprio Rossi insieme all’ attuale presidente Massimo Mansueti e alla segretaria generale Laura Cosimetti, alla fine degli anni ottanta, ha rispolverare e riportare al successo la gran fondo motociclistica degli anni cinquanta.

La Rievocazione Storica del Motogiro è uno dei maggiori eventi itineranti, riservato alle moto storiche che si svolge al mondo e richiama il Motogiro agonistico che si è svolto dal 1953 al 1957, quando alla gara prendevano parte anche 500 piloti ed era considerato la Mille Miglia delle due ruote, al quale partecipavano in modo ufficiale le più importanti case motociclistiche del tempo.

Ovviamente oggi non si raggiungono più questi numeri di partecipanti, sarebbe oltretutto impossibile gestire eventi di questo tipo con il traffico odierno, ma l’importanza che ha assunto il Motogiro in questi 25 edizioni ha sempre più una valenza internazionale, tanto che ormai i due terzi degli iscritti provengono da altri paesi o meglio da altri continenti. Particolarmente apprezzata la scelta del percorso e del programma 2016 che ha richiamato molti americani, inglesi, olandesi, spagnoli, tedeschi e per la prima volta, anche turchi.

L’edizione di quest’anno, ripropone in gran parte il percorso che fece il Motogiro nel 1955, quando arrivò a Trieste per festeggiare il ritorno all’Italia della città giuliana, anche le tappe richiamano quell’edizione soprattutto per la lunghezza, alcune sfiorano i 400 chilometri per un totale di 1900, per questo gliorganizzatori hanno deciso di dividerlo in sette frazioni, una in più di quelle degli ultimi anni, comprendendone anche una di riposo a Bled in Slovenia.

Il via è fissato a Terni, sede del Moto Club organizzatore, qui sabato 18 giugno si svolgeranno le operazioni preliminari, poi domenica 19 giugno, la partenza della prima tappa che porterà i motociclisti a Ferrara dopo 399 km, il giorno dopo si arriverà a Trieste con un percorso di 366 km e quindi lo sconfinamento in Slovenia a Bled, dove si chiuderà la terza frazione lunga 209 km. Mercoledì 22 si effettuerà una giornata di riposo per poi riprendere il giorno successivo, con partenza ufficiale da Tarvisio e arrivo a Rovigo dopo 341 km, quindi venerdì 24 la carovana giungerà ad Arezzo per la sesta tappa lunga 324 km e infine il balzo finale verso Terni, dove la manifestazione si concluderà nel pomeriggio di sabato 25 giugno. In totale i concorrenti percorreranno circa 1900 km.

Trascorsi ormai quasi sessanta anni dall’ultima edizione del Motogiro agonistico, sono rimasti veramente pochi i piloti ancora in vita, fra questi una citazione la merita sicuramente lo spoletino Remo Venturi, vincitore dell’edizione del 1957 e che ha preso parte alla rievocazione fino due anni fa, in sella alla sua fida MV175 Disco Volante. Ormai giunto quasi alla soglia dei 90 anni non sarà in gara, ma ha assicurato la sua presenza al via della manifestazione. Fra le moto d’epoca presenti, la parte del leone la fanno le storiche case italiane degli anni 50-60 con in testa Ducati, Gilera, MV Agusta, Morini, Benelli e Rumy, molte anche le moto moderne e le “Classiche” anni 70, non mancano poi moto di produzione artigianale o limitata, veri e propri gioielli dal valore inestimabile.

Il Motogiro agonistico si è svolto dal 1953 al 1957, prima che nel 1958 venissero abolite tutte le gare su strade aperte al traffico, dopo la tragedia di De Portago alla 1000 Miglia del ‘57, ma poi alla metà degli anni sessanta venne ripreso con la formula della regolarità e in quella circostanza, nella categoria scooter, vinse Tony Tessier che a distanza di mezzo secolo, torna in gara con la stessa Lambretta Innocenti proprio per festeggiare la ricorrenza.

Come di consueto la Rievocazione Storia del Motogiro si caratterizzerà anche per l’elevato grado di ospitalità riservata ai partecipanti, con hotel di categoria superiore, cene di gala e l’organizzazione di numerosi eventi collaterali in ogni sede di tappa e lungo il percorso.

Tutti i dettagli sul percorso e le info sulla manifestazione sul sito www.motogiroitalia.it

Misano World Circuit: La Romagna riabbraccia il mondiale delle derivate di serie. (TV)

Aut_Misano-logoTornano al Misano World Circuit i mondiali SUPERBIKE & SUPERSPORT, riproponendo (17/19 Giugno 2016) sul circuito romagnolo l’eccezionale accoppiata con la MotoGP che caratterizza solo altri sei circuiti in tutto il mondo. Il campionato delle derivate di serie 2016 si profila emozionante e di grande livello. La Superbike si disputa dal 1988 e Misano è stata sempre stata sede di un Round. Per comprendere l’equilibrio che regna, basta ricordare che nelle ultime edizioni hanno vinto quattro case diverse.

SUPERBIKE - Il Circus delle derivate arriva in Italia confermando la mission: tutti contro Jonathan Rea. Campione del Mondo SBK in carica è fin qui salito sempre sul podio anche se la vittoria manca da Assen; intanto ha accumulato un bel vantaggio nella classifica generale(+56 su Sykes, +62 su Davies)e con il giro di boa ormai alle spalle, si può scommettere che il titolo non dovrebbe più sfuggirgli. Nel 2015 la coppia Kawasaki Sykes – Rea, con il primo che si aggiudicò Gara-1 ed il secondo che vinse Gara-2, mentre nel 2014 Sykes fece sue entrambe le manche. Precedenti che offrono buone ragioni per aspettarsi un Sykes scatenato a Misano in questo weekendrilanciato anche dalla doppietta di Donington. La coppia Ducati arriva dopo due Round complicati, ma anche preceduti però dalluno-due di Imola. Con il ritiro in Gara-1 a Donington ed il quarto posto di Sepang in Gara-2, Davies ha perso puntipreziosi e la rimonta iridata si e fatto piuttosto complicata deve sfruttare al meglio l’occasione casalinga. Davide Giugliano, dopo le difficoltà nelle prime uscite stagionali, a Donington è tornato protagonista, lottando per la vittoria al pari del suo compagno di squadra Davies. La Honda, con Nicky Hayden e Michael Van der Marks piloti da tenere in considerazione, per un discorso-podio in Romagna. Il Team Althea BMW, sul circuito di casa dello sponsor, cercherà di riprendersi dalle difficoltà incontrate a Donington, mentre la MV Agusta e l’Aprilia avranno forti motivazioniper ripetere i buoni risultati conseguiti in terra britannica, rispettivamente con Leon Camier e Lorenzo Savadori, quest’ultimo potrebbe sognare in suo primo podio nella categoria. La Yamaha , anche per contrattempi vari, vedi incidente Sylvain Guintoli, schiera Alex Lowes, il pilota francese è stato fino ad ora molto incostante.

SUPERSPORT - I due piloti Kawasaki di punta, il campione in carica Kenan Sofuoglu ed il debuttante Randy Krummenacher, saranno gli uomini da battere. Sofuoglu è di nuovo in testa e il suo compagno di squadra è il primo sfidante. Nel 2015 Sofuoglu era sul punto di andare a podio, prima di soccombere alla pressione cedendo così la terza posizione. Ciò darà una motivazione in più al turco, il più vincente nella storia della Supersport, su una delle poche piste sulle quali non ha fatto molti punti. Krummenacher, nonostante sia un debuttante nel WSSP, è quello che ha più esperienza sul circuito italiano. L’attuale secondo in classifica ha ottenuto a Misano alcuni dei suoi migliori risultati, un sesto posto da debuttante nel 2007 nella classe 125. Potrebbe essere l’uomo da battere. L’anno scorso a Misano aveva vinto Jules Cluzel (MV Agusta). Prendendo il comando della corsa dalla pole position, il francese veterano della Supersport aveva ottenuto un bel margine su Sofuoglu nella lotta al titolo e aveva dimostrato ancora una volta la sua abilità sulla moto della casa italiana. Cluzel è tornato a lottare e ha già ottenuto una vittoria in questo 2016, ma sente ancora le conseguenze dell’infortunio rimediato lo scorso anno a Jerez e per un completo recupero avrà anche la necessità di cavalcare un mezzo perfetto. PJ Jacobsen (Honda) a Misano, ha già offerto buone prestazioni in passato essendo salito sul podio nelle due ultime gare disputate sulla costa Adriatica. Dopo un inizio positivo ha perso diversi punti in campionato, ora per l’americano, quando inizia la seconda metà della stagione, e solo tempo per il recupero. Il veterano Alex Baldolini, il debuttante Federico Caricasulo e il vincitore di Sepang, Ayrton Badovini, saranno i piloti di casa pronti a a dare il massimo sotto gli occhi del proprio pubblico. Lorenzo Zanetti, il compagno di squadra di Jules Cluzel nel MV Agusta, potrebbe essere un pilota da non sottovalutare, dopo il suo difficile inizio di stagione.

La FIM Europe Supersport Cup vele al primo posto l’italiano , Alessandro Zaccone (Kawasaki), pilota locale molto promettente, dovrà difendere la sua posizione dal rivale e corregionale e compagno di squadra Axel Bassani

FIM CUP SUPERSTOCK 1000 - Il circuito di Misano ha sempre avuto in calendario la gara della FIM Superstock 1000 Cup da quando la categoria è stata inaugurata nel 1999. Solo il leggendario e storico tracciato TT Circuit Assen ha ospitato più gare della STK1000 rispetto a Misano, dove si assisterà al 17esimo fine settimana. A categoria che registra una presenza di piloti italiani vicina al 50% La stagione 2016 presenta una che fortemente disputata la leadership. Fino ad ora sono state disputate quattro gara e quattro piloti diversi hanno conquistato la pole position, Al contrario le vittorie sono state divise tra due: Leandro Mercado e Raffaele de Rosa. L’argentino ha vinto il titolo nel 2014, mentre il secondo è un avversario molto forte e costante che ha accumulato nove podi consecutivi dalla gara a Donington Park disputata a maggio 2015. L’italiano dell’Althea BMW Racing Team ha un vantaggio di cinque punti su Mercado (Ducati), con Michael Ruben Rinaldi (Ducati) a 35 punti dalla testa, in piena lotta con Kevin Calia (Aprilia) per il terzo posto della generale. De Rosa è il pilota più veterano della categoria, e ha 29 anni. A Misano, del numeroso gruppo di piloti italiani, si aggiungono i riminesi Roberto Tamburini (BMW), vice campione 2015 e la wild card Matteo Ferrari (BMW), i romagnoli Maro Faccani e Luca Marconi. Ancora Fabio Marchionni, Riccardo Russo, Fabio Massei, Alessandro Andreozzi

Celeste Cavaciuti: passò dalla moto al sidecar, un incidente lo fermò per sempre.

Celeste Cavaciuti, sabato 13 giugno 1953, mentre alla guida del suo sidecar Norton, è incorso in un incidente durante le prove per il Trofeo Internazionale del Mare, organizzata sul circuito stradale di Lido d’Albaro Busalla (GE). Si stava concludendo il turno di prove libere, Quando Celeste ha perso il controllo del suo sidecar alla curva Punta Vagno, lungo il Corso Italia. Il mezzo si schiantò contro le balle di paglia, proiettando pilota e il suo passeggero (Capodieci) in aria con una ricaduta terrificante sull’asfalto. Furono trasportati all’ospedale San Martino di Genova, Celeste Cavaciuti non superò la crisi ed è morì dopo il ricovero. Aveva 43 anni e lasciò tre figli e la moglie che era fra gli spettatori lungo il percorso.

Celeste Cavaciuti ha corso la sua prima gara nel 1926 sul circuito di Strabella (dove era nato), aveva solo sedici anni e non avrebbe potuto correre, aggirò il divieto mostrando la patente di guida di un amico per sostituire Vittorio Massarini, e vinse quella gara. La prima vittoria importante la conquistò nel 1932, vincendo la Milano-Taranto  nella classe 175 cc in sella ad una CM, moto costruita a Bologna da Mario Cavedagni. Dopo un anno di stop a seguito di un incidente, nel 1936 ha vinse la famosa gara motociclistica Coppa Acerbo a Pescara, in sella ad una Benelli e si aggiudicò il titolo di Campione d’Italia  nella classe 250 cc. Dopo il 1936 Cavaciuti gareggiò solo occasionalmente  per  dedicare le maggiori attenzioni al suo lavoro. Tornò a correre dopo la fine della seconda guerra mondiale, dimostrando di essere ancora uno dei migliori piloti italiani. Nel 1949 debuttò nel Campionato Mondiale con una FB-Mondial, conquistando il terzo posto nel Gran Premio della Svizzera nella a 125 cc sul circuito di  Ginevra, superato solo da Nello Pagani e Renato Magi. Nel 1952, vent’anni dopo il suo primo successo, rivinse la Milano-Taranto Strada, nella classe 250 cc con una Parilla. Nel 1953 passo ai sidecar partecipando al Trofeo Nazionale Sidecar, avendo come come passeggero il suo amico Capodieci. Vinse la prima della stagione a Mestre, ma il destino gli aveva fissato l’appuntamento fatale a metà giugno.

Pirovano Fabrizio: deceduto il 12 giugno 2016, un grande pilota piegato da un male “bastardo”.

Pirovano e Peppino YB4 1987 YB4 1Fabrizio Pirovano  (nella foto insieme al suo amico e tecnico Peppino Russo) è deceduto il 12 giugno 2016, piegato a 56 anni compiuti da poco (nato a Biassono, 01 febbraio 1960), è stato stroncato da un tumore al fegato. Ha lottato con determinazione e voglia di vincere, doti che unite ad un talento puro, lo hanno caratterizzato fin dagli anni ’80 come un riferimento del motociclismo italiano. Ha esordito nel motocross, vincendo nel 1977 il titolo italiano Cadetti nella classe 50, poi nel 1980 è stato vice campione italiano nella 125 junior es. Poi il cambio di specialità, condizionato da per problemi fisici causati dalle frequenti cadute sulle piste da cross tanto da indurlo a passare nella velocità, Subito 1986 gareggia nella storica 24 ore del Bol d’Or sulla pista del Paul Ricard a Le Castellet, in sella ad una Bimota YB4, pilota del team ufficiale Bimota Experience, con un ottimo 7° posto come risultato finale. Dopo un esordio nell’europeo e nel mondiale della classe 250, è nel Superbike Trophy è stato sempre in sella con la Bimota YB4 che ha esordito anche nel mondiale TT1. Prestazioni che lo fatto diventare pilota di riferimento della Yamaha, marca con la quale gareggiato fino al 1993 per passare nel 1984 alla Ducati. Abbandona la Superbike nel 1995 dopo aver disputato 182 Gran Premi, vincendone 10. E’ stato due volte vice-campione del mondo (1988 – 1990), e si è sempre piazzato nella top ten iridata in tutte le stagioni. Nel 1996 è passato nella categoria Supersport, aggiudicandosi subito il Campionato Europeo con la moto della Casa di Borgo Panigale. L’anno successivo e passato nel mondiale della Supersport dove ha concluso la sua carriera nel 2001. Dopo due stagioni in Ducati, passato al team Alstare per gareggiare con le Suzuki. Ha disputato 52 gare, conquistato 6 vittorie ed titolo Mondiale nel 1988. Negli anni 1990 – 1992 – 1993 e 1994 è stato anche Campione d’Italia della Superbike. “Piro” come era conosciuto nel mondo delle corse, era uno specialista dei tracciati bagnati, una dote ereditata dall’attività svolto nel motocross. Appeso il casco al chiodo si reso disponibile per collaborazioni che lo hanno p fatto considerare “professore” a supporto prime dei campioni poi dei giovani centauri.

Da anni stava correndo la sua gara più tosta, contro un male – il “bastardo” come lo chiamava lui – che comunque non gli aveva tolto il sorriso. Il coraggio e la tenacia che lo hanno sempre contraddistinto, il suo ricordo, il ricordo delle sue prestazioni sportive e dell’uomo resteranno vivi nella mente e nel cuore fra quanti hanno avuto il privilegio di conoscerlo e di colore che verranno a conoscenza della sua storia.

Santiago Herrero: il bravo pilota spagnolo figura nella lunga lista delle vittime del TT.

Santiago Herrero  è scomparso il 10 giugno 1970, un decesso  causato  delle ferite riportate a seguito di una caduta capitata al Torist Trophy il giorno 8 giugno.

Il  pilota spagnolo era un generoso, seppe accendere l’entusiasmo del pubblico che frequentava le gare sul mondiali, ma anche degli appassionati  romagoli che gl’anni ’60  si assiepavano sui tracciati stradali della  Motomperada romagnola.
Ha vinto la sua prima gara, quando aveva diciannove anni con una  Derbi 75 cc; è stato un pilota ufficiale della spagnola Ossa nella 250 cc dal 1967 al 1970.

In corsa era un pilota generoso, il suo temperamento , durante la gara del mondiale 250cc al TT, dopo essere caduto una prima volta al 3º giro, ma ripartì. Con una rimonta prodigiosa si riportò sui primi , quando entrando in una curva Milestone perse il controllo della sua moto a causa, si è scritto, del catrame fuso dal caldo, ed è finito a terra coinvolgendo Stan Woods che riportò serie ferite.

Santiago riportò lesioni che apparvero subito gravissime e non gli diedero scampo, spirò due giorni dopo all’ospedale di Douglas.

Per disputare al meglio quella gara Herrero aveva ha trascorso una settimana sull’isola di Man ad inizio gennaio, anche si in condizioni spaventose, tentatò  di imparare al meglio quel circuito che prevede molti tratti di montagna.

Santiago disputò 17 GP, ne vinse 3 e per 11 volte salì sul podio; nel 1969 si classificò al 3° posto della 250 iridata. Nella stagione 1970 era arrivato secondo in OLanda e vunyo in Jugoslavia, al quarto appuntamento l’appuntamento con il destino avverso. E’ stato 2 volte Campione di Spagna della 250cc.

Gilberto Parlotti: sacrificò la vita sulle strade del terribile ed affascinante Tourist Trophy.

Gilberto Parlotti, una delle centinaia di vittime che segnano la storia della corsa che si disputa sull’Isola di Man. Il tragico evento si verificò il 9 giugno 1972, nel corso della gara della classe 125. Gilberto era  in sella ad una Morbidelli.

Giancarlo Morbidelli, l’’industriale pesarese, costruttore che avedato il suo nome alla moto realizzata nella sua fabbrica di macchine per la lavorazione del legno, non era d’accordo, ma il pilota triestino, già vincitore dei GP di Germania e Francia, secondo in Austria e terzo nel nazioni a Imola, decise di andare al TT per difendere in primo posto nella classifica iridata dall’a possibile assalto di Angel Nieto.

La pista che affascinava e affascina ancora molti piloti, a quel tempo inserita nel programma mondiale,  conla morte di  Gilberto conteggiò la 99° vittima, ma dal lunedì scorso nel conteggia 251!

La tragica scomparsa di un fraterno amico, indusse Giacomo Agostini ad assumere la decisione di non prendere più parte al Tourist Trophy per gl’anni a venire, scelta poi osservata fino al termine della carriera.

La presa di posizione del pluri campione del mondo, in polemica anche con la FIM, responsabilizzò i piloti del motomondiale e contribuì all’esclusione dal calendario iridato del circuito che ha alimentato tanti miti e leggende attraverso imprese sportive e tragedie egualmente grandi. Parlotti disputò 19 Gran Premi Mondiali, ne vinse 4 e per 12 volte salì sul podio.

Gilberto Parlotti è stato Campione d’Italia per tre colte, due nella classe 50cc ed una nella 125cc.

Barcellona: Straordinari Rossi (MotoGP), Zarco (Moto2) e Navarro (Moto3).

rossi-barcellona 2016lIl GP di Catalogna, disputato sulla pista del Montmelò, è stato in un’atmosfera mesta causata dalla morte del pilota spagnolo Luisa Salmo, causata da una caduta sabato nel corso delle FP3. Ci sono state anche polemiche da parte del team Yamaha per la modifica apportata al tracciato che ha inciso significativamente sulle valenze tecniche delle gara. Accuse precise verso la Dorna ed il team Honda, in ogni caso la società “proprietaria” del motomondiale ha dato ancora prova di una gestione “familiare” della manifestazione che a gioco lungo non fare bene alla più prestigiosa fra le specialità agonistiche del motociclismo. Tanta gente sugli spalti e tifo da stadio con la tribuna “gialla” in delirio a fine MotoGP.

MOTOGP – Gara perfetta quella di Valentino Rossi con la Yamaha che nell’appuntamento catalano della classe regina ha vinto dando un segnale molto convincente agli avversari. Marc Marquez con la Honda, secondo davanti al compagno di team Dani Pedrosa. Il maiorchino ha gareggiato in scia al pilota italiano ed ha tentato un disperato attacco nel terzultimo giro, ma la replica di Rossi è stata repentina ed imperiosa, tanto che lo spagnolo ha rischiato molto e dopo due errori che avrebbero potuto costagli molto ha preferito accontentarsi. … dei 20 punti del secondo posto. Dani Pedrosa non è mai stato in lotta perla vittoria, ed avrebbe dovuto faticate a difendere il terzi posto se Andrea Iannone non avesse semplificato le cose “investendo” Lorenzo in staccata. Ritiro inevitabile per entrambi. Francamente la manovra del pilota della Ducati è apparsa come una vera e propria asinata, l’ennesima. Era già stato penoso nelle prove ufficiali del sabato quando costantemente ha “marcato” Rossi per succhiare la ruota e fare il tempo. Se non cambia in fretta difficilmente potrà cullare grandi sogni. Lorenzo, incolpevolmente è incorso nel secondo nullo, pareggiando in negativo Valentino, ora la classifica si è compattata fra i tre leader della categoria. Intanto Iannone è stato penalizzato con la partenza dall’ultima posizione in griglia nella prossima gara. Ottima la prestazione di Maverick Viñales del team Suzuki anche se ha rischiato molto tentando prima di restare attaccato a Rossi poi a Pedrosa, rischi forse inutili perché con una condotta più accorta con Dani forse ci sarebbe potuto stare, ma è buono il suo 4° posto. Giornata difficile per Ducati con Andrea Dovizioso che ha deluso ancora, distanziato nettamente da Iannone ha concluso al 7° posto ad oltre 41 secondi da Rossi, quattro secondi più veloce di Danilo Petrucci 9°. Michele Pirro 15° e bene la migliore delle Aprilia con Alvaro Bautista giunto 8°. Sorpasso di Marquez in classifica iridata salito a p. 125, seguito da Lorenzo p. 115 e Rossi p.103. Stretta di mano a fine gara tra il Rossi e Marquez che sono saliti sul podio, una svolta dettata forse dall’emozione per il tragico destino che ha fermato Salom. Tutti i piloti sul podio, come nelle altre categorie, i piloti hanno indossato una maglietta in ricordo di Luis.

MOTO2Johann Zarco ha vinto una gara importante, mettendo in mostra una convincente superiorità nei confronti dello spagnolo Alex Rins, secondo nella gara di casa davanti al giapponese Takaaki Nakagami. Una gara senza forti emozioni, i piloti di testa hanno fatto presto il vuoto, del gruppetto facevano parte anche Simone Corsi e Lorenzo Baldassarri che a causa di un tentativo di sorpasso finito male a urtato e fatto rotolare Simone, costringendolo al ritiro, e lui a riprendere dalla posizioni di coda, ma bravo a risalire fino alla 14esima posizione, ma resta il sapore amaro per l’errore commesso. Alle spalle della coppia di testa è stata interessante la lotta per le posizioni ai piedi del podio conclusa con Syahrin davanti a Luthi, poi Lowes sesto, non eccezionale, ma ha accumulato utili punti iridati. Gara opaca per gli italiani, il primo è stato Franco Morbidelli, undicesimo davanti a Mattia Pasini. Ritirato Luca Marini. Con il risultato catalano cambia per la vetta della classifica mondiale. Al primo posto sale Rins p.11, seguito da Lowes a 108. Zarco risale al terzo posto p.106

MOTO3 – Ai ragazzi della cilindrata “mini” tocca l’apertura del settimo appuntamento del Campionato del Mondo, manifestazione aperta con l’omaggio del motociclismo fa Luis Salom, pilota di ventiquattro anni deceduto dopo una incidente nella FP2 della classe intermedia. In pista la Kalex e la foto del numero 39 circondata dai protagonisti delle tre categorie, dalla scuderia e dai familiari del giovane pilota scomparso. Molte carene, anche quelle della quarto di litro, ospitano tributi a Salom. La sfida della Moto2 è, come sempre, apertissima. Ma alla fine la vittoria, la prima in carriera. Se l’aggiudica lo spagnolo Jorge Navarro con la la Honda davanti al portacolori della KTM Brad Binder. Enea Bastianini (Honda) conquista il terzo posto, con una volata mozzafiato ha preceduto Romano Fenati (KTM). Nel gruppo di testa da segnalare la gara irruente di Pawi Gabriel Rodrigo, con errori che hanno influito sull’andamento della gara. Molte le cadute, ben 12 piloti non hanno portato a termine la gara, fra questi anche Valtulini e Pizzoli. Cadute italiane eccellenti anche quelle di Bagnaia e Antonelli, quest’ultimo mentre era impegnato in una furiosa rimonta (l’ennesima) che lo aveva portato in scia al gruppo di testa. Benissimo Davide Bulega (5°) anche se nei giri finali ha perso il contatto con il quartetto di testa. Conferma della crescita di Fabio Di Giannatonio (9°). A fondo un gruppo italiano: Migno 18° (dopo un percorso a “ritroso) seguito da Locatelli, Antonelli (ripartito dopo la scivolata) infine Spinarelli e Petrarca a chiudere anche l’ordine dei classificati. Leader della classifica Binder p. 127, poi Navarro p. 78 punti. Terzo Fenati p. 67 punti, seguito da Bulega p.45

Il Motomondiale resta nel vecchio continente e tra due settimane andrà in scena il GP d’ Olanda sul circuito di Ass

Carrer Renzo: tragicamente scomparso il 5 giugno 2010 ha una sua storia romantica.

Renzo Carrer nel circuito di TrevisoRenzo Carrer ha perso la vita, il 05 Giugno 2010, il giorno successivo avrebbe compiuto 75 anni. E perito a seguito di un incedente sulla strada del Bondone, che lui conosceva bene anche per averla percorsa, all’inizio della sua carriera di pilota, per la mitica «Trento-Bondone» e tante altre volte in seguito, quel pomeriggio quella stessa strada è stata fatale a Renzo Carrer, che alla guida della sua Honda Vr750 si è scontrato con una macchina all’inizio della salita che porta alla cima del Bondone (Trento); era in compagnia di un gruppo di motociclisti veneti.

Renzo Carrer è stato pilota negli anni ’60/-’70, uno dei tanti “patiti” di corse in moto, prima motocrossista poi nella velocità, senza eccellere particolarmente pur essendo animato da grande passione e … o risorse economiche. Piace ricordare che nel 1974 si propose per acquistare la 250cc di Giuseppe Elementi, che entrato nel Team Bimota aveva messo in vendita la sua vetusta moto.

Fece un affare “Kocis” che spunto un prezzo insperato mentendo a frutto i primi importanti risultati conquistati con la Bimota YB1. Renzo era un giovane che affascinato dai “campioni” e quella moto parve dargli il segno di un mondo che poteva aprirsi anche a lui. In realtà resto un onesto praticante dei paddock italiani, sempre serio, amabile ed appassionato. Apprendere della sua tracica scomparsa, anche se a distanza di anni, addolora

Montmelò: Vittima di un incidente il pilota spagnolo Luis Salom (Moto2)

Salom_Louis__gpOggi un grave incidente ha funestato le prove del Gran Premio in corso sul tracciato del Montmeló a Barcellona. Luis Jaime Salom, pilota spagnolo, è nato Palma di Maiorca il 7 agosto 1991 è deceduto a seguito di un incidente capitato nel corso delle prove della Moto2.

Nella foto un’immagine recente, che lo ritrae il lacrime sul secondo gradino del podio a Losail mentre ringrazia la madre e la famiglia per la vicinanza nei momenti difficili. .

Luis Salom ha debuttato nel mondiale nel 2009 come wild card al Gran Premio di Spagna in sella a una Honda 125cc arrivando alla fine al 23° posto. Poi ha partecipato alle ultime dieci gare della stagione, il suo miglior risultato fu il sesto posto al GP di Gran Bretagna. Nel 2010 è diventato pilota della scuderia Lambretta Reparto Corse, ma nonostante che nel Gran Premio di Spagna abbia primo punto stagionale il team decise di sostituirlo con l’olandese Michael van der Mark. Luis si accasa Nonostante tutto riesce ad accasarsi con il team Stipa Molenaar Racing che lo ingaggia al posto di Quentin Jacquet. Ottiene come miglior risultato un quinto posto in Portogallo e termina la stagione al 12esimo posto con 72 punti. Nel 2011 passa alla squadra RW Racing GP su Aprilia RSA 125. Insieme alla moto italiana Salom raggiunge un sensazionale primo podio al Dutch TT e un secondo posto alla gara di casa terminando ottavo in classifica iridata. Nel 2012 rimane nello stesso team e corre nella nuova classe Moto3 su Kalex KTM. Ottiene le sue prime vittorie a Indianapolis e al MotorLand, quattro secondi posti in Spagna, Gran Bretagna, Repubblica Ceca e a San Marino e due terzi posti in Portogallo e in Germania; conclude la stagione al secondo posto con 214 punti. Nel 2013 passa al team Red Bull KTM Ajo vincendo sette gare: Qatar, Italia, Catalogna, Paesi Bassi, Repubblica Ceca, Gran Bretagna e Malesia, due secondi posti in Spagna e in Germania, tre terzi posti al Gran Premio delle Americhe, in Francia e in Australia. È una delle promesse del motociclismo internazionale con un annata contraddistinta anche da quattro pole position; termina la stagione al terzo posto con 302 punti. Nel 2014 passa in Moto2, alla guida della Kalex del team HP 40. Ottiene un secondo posto in Italia e un terzo posto in Argentina e conclude la stagione all’ottavo posto. Nel 2015 rimane nello stesso team mentre nel nel 2016 passa alla scuderia SAG, sempre con Kalex, arrivando secondo in Qatar. Negli anni vissuti nelle categorie più piccole classe leggera ha sviluppato la caratteristica di pilota incredibilmente aggressivo e spettacolare. Ha conquistato un totale di 22 podi, nove vittorie e quattro pole in classe leggera. Non ha mai sollevato il titolo ma è stato visto come un campione agli occhi di molti e il suo passaggio alla classe intermedia è stato attesissimo. Ci sono voluti solo tre gare per arrivare a primo podio nel Campionato del Mondo Moto2™, terzo in Argentina nel 2014, migliorandosi poi al sesto round con uno splendido secondo posto al Mugello. La sua seconda stagione con il team Pons ha dimostrato di essere più impegnativa conquistando comunque otto top ten e lottando con i piloti di vertice in molte occasioni. Al momento era 10° nella classifica iridata con 37°

Barcellona: 7° appuntamento del Motomondiale.

Logo Motomondiale Il Motomondiale si ritrova per ilGP di Catalogna, settimo appuntamento stagionale da vivere nell’impianto del pista Montmeló. Il 2016 rappresenta il venticinquesimo anno consecutivo che il circuito di Catalogna ospita un GP. La pista di Montmeló è stata inclusa nelle Gran Prix Series nel 1992. Solo altri tre circuiti possono vantare una presenza così duratura nel Campionato del Mondo GP: Jerez de La Frontera, Mugello e Assen. Un titolo,o fra i tanti che compaiono sul sito ufficiale della Moto GP, recita: Barcellona, il ring preferito dai piloti spagnoli. Titolazione infelice , che si presa ad una interpretazione maliziosa …. do le tensioni della del Mugello. Vero è chi gli spagnoli quando gareggiano sull’impianto di Barcellona diventano particolarmente temili. La storia ci racconta che l’ultima volta che non c’è stata almeno una vittoria di un pilota spagnolo risale al 2002. Sarà una sfida Spagna – Resto del Mondo in tutte le classi.

Moto 3 - c’è un dominatore, cresciuto molto nelle ultime gara, Brad Binder, ma la folta pattuglia italiana al momento ha ragazzi che potrebbero fare lo “scherzetto” ai piloti spagnoli, in evidente calo di numero e forse di qualità rispetto a stagioni precedenti. Nella scorsa edizione trionfò Danny Kent davanti ad Enea Bastianini ed Efren Vazquez formare un tris di Honda.

MOTO2- I nostri ragazzi non paiono, salvo exploit di vincere, ma in tre hanno il potenziale per conquistare almeno un posto sul podio.. Per la vittoria favorito è certamente lo spagnolo Rin, ma l’inglese Lowes pare determinato a non perdere terreno nella rincorsa al titolo. La scorsa stagione fu il francese Johann Zarco vincere, davanti ad Alex Rins e Tito Rabat. Nel 2015 vinse Johann Zarco davanti ad Alex Rins e Tito Rabat.

MOTOGP – Nella classe regina i pronostici possono essere sbilanciati, perché contro il trio spagnolo Lorenzo, Marquez e Predrosa. Potrebbe non chance a Valentino Rossi, sulla cui tenacia però si può fare conto, ma potrebbe non bastare.Ancor meno preventivabili le Ducati che le conquistare le posizioni di testa potrebbero doversela vedere anche con le Suzuki, la cui ultima vittoria sulla pista spagnola risale al 2000. Dall’adozione dei motori 4 tempi le marche che hanno vinto : Yamaha otto volte , Honda quattro e Ducati. L’ultimo podio della Casa italiana fu conquistato da Stoner nel 2010. Alla vigilia della gara spagnola Jorge Lorenzo (Yamaha) leader con p. 115, seguito da Marc Marquez (Honda) p.105 eValentino Rossi (Yamaha) p. 78 punti. Nel GP del 2015 la vittoria fu conquista daJorge Lorenzoseguito, 8 decimi, Valentino Rossi. Al terzo posto, staccato di 19 secondi si classificòDani Pedrosa. Quarto giunse Andrea Iannone In qualifica la Suzukiuna imprevista quanto splendida ”doppietta”con Aleix Espargaro primo e Maverick Vinales;Jorge Lorenzocompletò la prima fila.

Orari TV MotoGP Catalunya Barcellona.

Tutte le Prove Libere, Qualifiche e Gare del GP Catalunya di Barcellona sono visibili in diretta e in esclusiva su SKY Sport.

In differita sul canale digitale T8 solo qualifiche e gare.

Venerdì 3 Giugno 2016.

09:00 Moto3 FP1 09:55 MotoGP FP1 10:55 Moto2 FP1

13:10 Moto3 FP2 14:00 MotoGP FP2 15:05 Moto2 FP2

Sabato 4 Giugno 2016.

09:00 Moto3 FP3 09:55 MotoGP FP3 10:55 Moto2 FP3

12:35 Moto3 Qualifiche 13:30 MotoGP FP4 14:10 MotoGP Qualifiche 15:05 Moto2 Qualifiche

Domenica 5 Giugno 2016.

08:40 Warm Up

11:00 Moto3 Gara 12:20 Moto2 Gara 14:00 MotoGP Gara

DIGITALE TERRESTRE TV8 IN DIFFERITA

Sabato 4 Maggio 15:00 Sintesi qualifiche Moto3, Moto2, MotoGP D

omenica 5 Maggio 14:00 Moto3 Gara in differita - 15:20 Moto2 Gara in differita – 17:00 MotoGP Gara in differita

Michel Rougerie: l’amico e il campione indimenticato.

Michel Rougerie! Ogni anno, quando si avvicina il 31 maggio, si fa più intenso che mai il ricordo di un pilota amico. al quale mi sento particolarmente legato e che, tragicamente nel 1981, ho visto morire nella “buca” della pista di Rijeka.

Questo non è un necrologio, ma una testimonianza di stima per una persona che ha attraversato la vita della Bimota (la mia) e del mondo delle corse, con la filosofia espressa nel titolo che sta sulla copertina del libro scritto Philippe Debarle: Rougerie, la vie d’abord.

Mi è caro quel libro per il contenuto e per la dedica del mio amico; poche parole ed una firma per sottolineare la nostra amicizia.

Un omaggio ricevuto al termine di una serata per una cena in casa dei suoi genitori, alla periferia di Parigi, trascorsa anche con la compagnia di Alain Prieur.

Michel è stato un pilota nel mondo delle corse c’è stato con grande dignità, ha vinto e perso mettendo in mostra qualità umane e sportive di prim’ordine.

La sua vita si è spenta nel tardo pomeriggio di un assolata domenica di fine maggio, il circuito croato di Rijeka nel corso del secondo giro del Gran Premio di Jugoslavia. Era partito con il gruppo di testa con una moto di Chevalier dipinta con il giallo della Pernod, cadde e rialzò subito, forse stordito, cercò di allontanarsi dalla pista finendo sulla traiettoria e fu investito in pieno dal compagno di squadra Roger Sibille (nella foto la sua moto dopo l’impatto): colpito al petto e mori all’istante.

Una drammatico evento che ho seguito a distanza di pochi metri e non ho scordato la dinamica di quel fatto, il cupo botto che la concluse. Come non ho dimenticato le lacrime di Jon Ekerold, mentre sconcertato saliva sul gradino più alto del podio quando comprese il dramma che si era consumato mentre lui compiva un capolavoro sportivo. Jon, uno dei piloti in gara con la Bimota, era considerato un duro, ma piangeva e non per i dolori che gli potevano procurare i chiodi che gli “fissavano” entrambe le clavicole.

Rougerie è stato per anni il miglior pilota francese nel Campionato del Mondo, si fece notare con la sua prima grande vittoria nella più famosa gara di 24 ore d’ogni tempo: il “Bol d’Or”. Vittoria che conquistò nel 1969, aveva 19 anni e guidava una Honda 750 con l’amico Fellow Daniel Urdich.

Durante la sua carriera Michel Rougerie è stato sette volte Campione di Francia in 250, 350 e 500; ha vinto tre gran premi mondiali. E’ stato pilota ufficiale dell’Aermacchi Harley-Davidson della classe 250 nell’anno 1975, quando si aggiudicò il Grand Prix di Finlandia (sul terribile tracciato stradale di Imatra) e il Gran Premio della Cecoslovacchia a Brno. Concluse quella stagione al vertice della classifica iridata, ma il regolamento prevedeva lo scarto, per ciascun pilota si conteggiano solo sei punteggi per definire la classifica generale. Una regola che, a dispetto dei punti totali conquistati dai due compagni di squadra (Rougerie 91 e Villa 85) fece assegnare il titolo a Valter.

C’e’ chi ha scritto che Michel è stato il primo pilota francese a vincere il titolo; una forzature? Forse, ma difficile non avere un moto di rammarico.

Nel 1977 con Yamaha-Eleven vinse il Gran Premio di Spagna nella classe 350, a Jarama, Concluse quel campionato del mondo al quarto posto.

Nel 1978 passo alla Diemme di Lugo e decise di utilizzare nuova ciclistica che la Bimota aveva preparato per il motore Yamaha 350. Ottenne risultati splendidi; due volte terzo (al Nurburgring ed a Brno) e per due volte arrivò ai piedi del podio e in tutte le gare di quel campionato si piazzò sempre nella top ten.

Fu importante nel processo di valorizzazione della Bimota YB3, il mezzo che avrebbe sfiorato il Campionato del Mondo nel 1979 e regalato il titolo iridato nel 1980.

Michel Rougerie, nella foto sul circuito di Imatra dove per resistere a Katayama, non esitò a salire sul un marciapiede per “guadagnare qualche metro di pista”, è un Campione che merita d’essere sempre ricordato ogni volta che si scrive la storia sportiva della Casa riminese.

Riprovo ancora la forte emozione di quel tempo, rientrato con la famiglia da Venezia, fui chiamato al telefono da Michel per dirmi, molto semplicemente: ….grazie… avete costruto una grande ciclistica!

La vita di Michel fu segnata da un evento molto triste, capitato a Silverstone nel GP di Gran Bretagna del 12 agosto 1980, durante la gara della classe 500 investi l’amico Patrik Pons causandone la morte. Una spaventosa dinamica che, a meno di un anno, avrebbe causato posto fine anche alla sua vita.

Donington Park: Doppio Sykes (Kawasaki) WSBK; poi Sofuoglu (Kawasaki) WSS e De Rosa (BMW) Stock 1000.

Sykes Donington 2016_0_bigUn fine settimana di sole ed una giornata estiva né stato il regalo del Regno Unito per il GP sul Donington Park per i 7° round mondiale di Superbike e Superstock. Due belle gare ha offerto La SBK, con alcune fasi intense; meno emozioni la Supersport dominata dal solito “turco” campione in carica. Anche nella Stock 1000 riconfermata la netta superiorità, manifesta nelle ultime gare da De Rosa e dalla BMW.

SUPERBIKE GARA 1 - Tom Sykes (Kawasaki) poleman e grande favorito, ha conquistato la settima vittoria consecutiva sul suo tracciato di casa. Davide Giugliano (Ducati) ha ottenuto una bella seconda posizione, davanti al campione in carica Jonathan Rea (Kawasaki) che concluso al terzo posto. Chaz Davies (Ducati) è stato rapido in partenza, ed è rimasto nelle prime posizioni nelle fasi iniziali con Tom Sykes che lo incalzava. Poi il pilota dello Yorkshire ha poi commesso un errore ed è retrocesso in quarta posizione, con le due Ducati che prendevano la testa della corsa inseguiti da Jonathan Rea. Anche il pilota gallese perso presto l’anteriore della sua Ducati, lasciando così il suo compagno italiano la difesa la leadership incalzato da Rea. Il campione del mondo in carica commesso un errore alla curva 12 (problemi con il cambio?) e quando è rientrato in pista accusava cinque secondi di distacco dal gruppo di testa, era stato superato anche da Lorenzo Savadori (Aprilia). Davies intanto era costretto ha dare vita ad una grande rimonta grazie dalle retrovie, ma quando ha raggiunto la top ten è incorso in un altra caduta che lo ha costretto al ritiro. Intanto nelle posizioni davanti Tom Sykes, raggiunto Davide Giugliano, dopo una lotta durata qualche giro, l’inglese si è assicurato la prima posizione. Il sei volte vincitore a Donington Park ha tagliato il traguardo con 2,8 secondi di vantaggio sull’italiano, conquistando la settima vittoria di fila sul tracciato di Derbyshire. Il campione del mondo in carica ha invece completato il podio in terza posizione. Lorenzo Savadori, dopo un’incredibile partenza dalla prima fila con la sua Aprilia, ha mantenuto la quarta posizione fino a quando un errore negli ultimi giri non l’ha portato a lottare con Leon Camier MV Agusta e Nicky Hayden (Honda). Si è dovuto accontentare del sesto posto Alex De Angelis è caduto dopo un contatto con West e Luca Scassa si è ritirato.

SUPERBIKE GARA 2 - La seconda gara ha visto un ottimo inizio dei piloti Kawasaki con Tom Sykes e Jonathan Rea che hanno subito occupato le prime due posizioni, lottando poi per più di venti giri, e alla fine Tom Sykes ha ottenuto un’altra vittoria a Derbyshire. Il campione in carica Jonathan Rea ha tagliato il traguardo in seconda posizione, seguito dal gallese Chaz Davies che ieri era incappato in due scivolate. Sykes è stato il più veloce durante tutto il week end ama in Gara2 ha dovuto lottare duramente con il suo compagno. Rea ha provato a sferrare alcuni attacchi, per prendere il comando della corsa, ma un piccolo errore sul finale ha permesso a Sykes di guadagnare due secondi di vantaggio. Il pilota della Ducati Chaz Davies, è tornato sul terzo gradino podio, dopo una prima manche piuttosto deludente; Andamento per Davide Giugliano che dopo il secondo posto del sabato, ha avuto qualche difficoltà e ha concluso in settima posizione. Lorenzo Savadori è stato autore di un’altra grande prestazione, in sella alla Aprilia del team, partito dalla prima fila ha tagliato il traguardo in quarta posizione, il suo miglior risultato finora, davanti alla MV Agusta di Leon Camier, che davanti al suo pubblico di casa ha portato la marca italiana nella top 5. Con la Nicky Hayden nelle fasi iniziali è rimasto Giugliano e Savadori, ma ha poi avuto un calo di ritmo e sul finale e si è classificato al settimo posto. Il suo compagno di squadra Michael Van Der Mark ha duellato con Josh Brookes (BMW), alla fine ha battuto l’australiano conquistando l’ottavo posto. Al 1%° posto de Angelis e 17° Scassa. Nella classifica generale Rea p. 293, ha concesso un buon recupero a Sykes che lo segue con p. 237, poi Davies p. 231 e Giugliano p. 147. seconda posizione. Sul terzo gradino del podio è salito Nicolò Canepa, pilota del Pata Yamaha, sostituto di Riccardo Russo.

SUPERSPORT - Il pilota più vincente della categoria di tutti i tempi, Kenan Sofuoglu (Kawasaki), ha conquistato un’altra vittoria. Ha così festeggiato nel migliore dei modi il rinnovo del contratto con la squadra che lo dovrebbe accompagnare dopo la conquista (probabilissima) del 5° titolo verso il sesto nella prossima stagione. Il pilota turco ha superato l’americano PJ Jacobsen, che aveva preso la testa della corsa a inizio gara, e poi ha allungato andando a vincere la sua terza gara stagionale. L’americano ha chiuso in seconda posizione, davanti al debuttante compagno di squadra Randy Krummenacher che conclude il podio. La gara ha proposto anche un n bel duello tra piloti britannici alle spalle dietro i primi tre, con Luke Stapleford e Gino Rea che è riuscito a concludere in quarta posizione con la sua MV Agusta. Anche alle loro spalle c’è stata una bella sfida tra gli italiani Ayrton Badovini e Alex Baldolini e a loro si è unito anche il pilota di casa Kyle Smith. Ottava posizione per un nervoso Jules Cluzel (MV Agusta) che ha chiuso davanti a Badovini. Lorenzo Zanetti, dopo un duello con il suo compagno di squadra Cluzel, ha completato la top ten. Il miglior pilota della FIM Europe Supersport Cup è stato Alessandro Zaccone, che sta davvero impressionando in questo suo brillante debutto. Altri italiani all’arrivo: Caricasulo 11°; Rolfo 14°, Bassani 17°; Stirpe 27°. Ritirato Gamarino. Nella classifica generale si allarga il divario fra il leader Sofuoglu p. 121. che precede Krummenacher p. 94 e Jacobsen p. 76

COPPA FIM – STOCK 1000 - La gara della ha visto un paio di incidenti in partenza e nelle fasi iniziali, mentre il poleman Raffaele De Rosa (BMW) ha preso subito il comando della corsa e ha continuato a dominare fino all’esposizione della bandiera a scacchi, conquistando così una vittoria eccezionale in sella alla BMW, con tre secondi di vantaggio su Leandro Mercado (Ducati). L’argentino. dopo aver lottato con il suo compagno di squadra Michael Ruben Rinaldi, ha ottenuto un altro podio e ha portato a casa punti importanti, ma dovendosi accontentare della seconda posizione. Sul terzo gradino del podio è salito Nicolò Canepa, pilota della Yamaha, sostituto d’infortunato Riccardo Russo. L’italiano Kevin Calia ha concluso la gara in quarta posizione, con la sua Aprilia, davanti al compagno di squadra Roberto Tamburini, che ha completato la top five. In seguito però Tamburini è stato retrocesso di due posizioni, in settima piazza, dopo aver compiuto un sorpasso mentre c’erano le bandiere gialle. Rinaldi ha quindi chiuso in quinta posizione. Sesta posizione, invece, per il campione in carica della STK600, Toprak Razgatlioglu. A punti Mantovani 15°; ritirati Faccani, Massei, e Marconi. Nella classifica generale De Rosa è il leader con p. 82 ,seguito da Mercado p.77, Rinaldi p. 47 e Calia p.46.

Il prossimo appuntamento sarà a Misano, dal 17 al 19 giugno.

 

Umberto Masetti: un pilota straordinario ed un personagio incredibile.

Ricorre oggi, 29 maggio 2006 l’anniversario della scomparsa di Umberto Masetti avvenuta nel 2006, aveva compiuto 80 anni.

Umberto e’ stato uno dei campioni più eclettici che il motociclismo italiano.

Estroso sempre, sulle piste come nella vita quotidiana, fino a che gli è stato dote restare fra la gente che lo conosceva anche come il “Bell’Alberto”.

Fu il primo pilota italiano a conquistare, nel 1950, il titolo di Campione del Mondo della 500 gran prix; fece i bis nel 1952 sempre in sella alla Gilera.

Masetti è stato anche il primo pilota divo, amava ed ha avuto successo con il mondo femminile e per le donne fece cose incredibili. Per anni la sua relazione con Moira Orfei fece notizia. Ha avuto la possibilità di guidare moto mitiche come: Benelli, Gilera, Morini, NSU ed MV Agusta.

Quando il suo successo in Europa, ad inizio anni sessanta, si offuscò emigrò in Cile. Rientrò nel motomondiale nella classe 250 con licenza cilena e conquistò due podi con la Morini. In ogni caso seppe diventare una leggenda anche nel Sud America. Rientrato in Italia con una moglie molto giovane, visse la parte finale della sua vita a Maranello.

Avendo avuto il piacere di conoscerlo personalmente e aver trascorso serate in compagnia con Umberto e Tarquinio, il ricordo resta vivo più che mai.

Palazzese Ivan: giovane pilota venezuelano caduto nel motodromo tedesco.

Ivan Palazzese un ragazzo nato in Italia, ad Alba Adriatica, famiglia emigrata in Venezuela dove ha un protagonista del motomondiale.
Il 28 maggio 1989, in sella ad una Aprilia 250 ufficiale, durante il GP di Germania ad Hockeneim incappò in un incidente che, innescato da un grippaggio della moto di Andreas Preining, lo coinvolse insieme all’italiano Fabio Barchina.
Per il 27enne Ivan ci furono le conseguenze piu’ gravi le subì lui, perse tragicamente la vita. Di quella triste vicenda, capitata all’ingresso dell’area indicata come “motodromo”, si ricorda anche il gesto di Virginio Ferrari che non esitò ad accostare subito la moto a bordo pista per correre in soccorso dei piloti a terra.
Nella sua città natale, la cittadinanza tutta ha fatto innalzare un monumento in suo onore di Ivan Palazzese.

Eros Manferdini: vittima di una tragica fatalità sulla pista di Rijeka.

Eros Manferdini, il 27 maggio 1990, è rimasto vittima di un incidente sulla pista croata di Rijeka, prendeva parte al Campionato Europeo della classe 250 gp. Un incidente capitato poco dopo la partenza, innescato dal finlandese Päiväläinen che, finito contro le balle di paglia, le fatte rotolare sulla pista provocando una caduta di gruppo di sette piloti, una carambola che coinvolse anche Manferdini che resto inerte sull’asfalto. Gravemente feriti nell’incidente, le moto e balle di paglia innescarono un incendio.
Tre settimane più tardi, sulla stessa pista, Reinhold Roth, due volte runner-up nel Campionato Mondiale di Motociclismo classe 250 cm3 nel 1987 e nel 1989, rimase gravemente ferito nella gara iridata mentre lottava con Alex Criville.  Roth si tamponò Randy Milner, che stava procedendo ad un ritmo molto lento, pensando che la gara sarebbe stata bandiera rossa a causa della pioggia. Il pilota tedesco rimase senza il supporto dell’ossigeno, subì lesioni cerebrali dalle quali non si ripreso. Milner rimase ferito come Criville coinvolto nell’incidente. Una gara caratterizzata da molti incidenti, su una pista che è stata fatale per tanti piloti, altri piloti finirono a terra fra i quali Alberto Rota, Adrien Morillas e Andrea Borgonovo che seriamente infortunato.

Maugliani Emanuele: pilota protagonista dell’epoea motociclistica nell’Est Europeo comunista.

Il 27 maggio 1973 a Škofja Loka, 24 km da Lubiana, Jugoslavia (oggi Slovenia), il pilota romano Emanuele Mugliani ha persola vita durante la corsa delle 350cc. Era una gara organizzata nel contesto delle celebrazioni del primo millennio di Loka, assistevano otre 30.000 spettatori. Emanuele fini fra il pubblico e furono coinvolti molti spettatori con moti e feriti. Il tragico evento ha causato la fine della manifestazione di Škofja Loka. Mugliani aveva gareggiato alcuni anni nel motomondiale conquistando alcuni piazzamenti interessanti. In seguito era diventato una “cavaliere errante” frequentatore assiduo sulle piste stradali dell’Europa dell’Est. L’incidente capitata a pochi giorni dalla tragedia di Monza contributi ad alimentare le critiche per le gare in moto. (foto relativa ad una partecipazione al circuito di Ospedaletti).

Alberto Ascari: un mito italiano delle corse in auto. Vittima di un incidente a Monza.

Alberto Ascari è deceduto il 26 maggio 1955, a 37 anni, vittima di un incidente sulla pista di Monza mentre provava la Ferrari dell’amico Eugenio Castellotti durante una sessione di prove.

Lo schianto dopo tre giri e la morte fu istantanea.

La dinamica dell’incidente non è mai stata ricostruita, dato che nessuno fu testimone dello schianto.

Quattro giorni prima era stato protagonista di un incidente spettacolare, finendo nelle acque del porto di Montecarlo, durante il GP di Monaco. Uscito praticamente indenne, dopo pochi giorni non poté sfuggire all’appuntamento con il destino. Alberto, figlio Antonio Ascari anch’egli vittima di un incidente mentre stava conducendo il Gran Premio di Francia a Montlehry, aveva incominciato a gareggiare con le moto.

Passò poi alle auto debuttando nella Mille Miglia nel 1940 alla guida della Ferrari T815.

Dopo il conflitto mondiale, riparti con la Maserati.

Con la Ferrari vinse 27 dei 35 GP e conquistò due titoli mondiali.

Imponente la partecipazione al funerale, uno striscione recitava: “Accogli, o Signore, sul traguardo l’anima di Alberto Ascari.”

Mugello: Gran Premio d’Italia, piazzamenti d’onore per i piloti italiani!

Rossi Mugello 2016… fuma la Yamaha di Valentino Rossi!

Il Gran Premio d’Italia sul pista del Mugello era un evento atteso da decine di miglia di spettatori presenti nell’impianto e dai milioni davanti agli schermi TV.

Una giornata do sera con tanti ospiti illustri ed i piloti italiani che si erano preparati invadendo le prime file degli schieramenti nelle tre classi. E’ mancata solo la fortuna, un assenza patita dai nostri piloti,

MOTO3 – Fenati era il poleman e stava conducendo una gara che lasciva intendere reali possibilità di vittoria, anche se il serpentone di 20 piloti ruota su ruota pareva rendere possibili anche esiti imprevedibili. Fermo per un … salto di catena, è stato il tedesco Brad Binder (KTM), ha preso la testa dei giri finali sottraendosi così dal volatone finale per cogliere un’altra vittoria e che rafforza il suo primo posto in classifica. Volatone per i restanti posti sul podio: secondo posto per la “sorpresa” Fabio Di Giannantonio (Honda) e terzo per Francesco Bagnaia (Mahindra)- Buon quarto posto da parte Nicolò Antonelli autore di una bella rimonta dalle posizioni di fondo dello schieramento di partenza. Altri italiani a punti Nicolò Bulega (8°), Andrea Mingo (10°) e Enea Bastianini (12°). Nella classifica generale è primo Binder p. 127, poi lo spagnolo Navarro p. 78, a seguire gli italiani Fenati p. 67, Bulega e Antonelli p.55

MOTO2 – Speranze per un pilota italiano di podio affidate a Lorenzo Baldassarri e Simone Corsi. Alla fine il primo posto, dopo cadute, speronamenti e bandiere rosse, di una gara ridotta a 10 giri, se lo è aggiudicato campione in carica Johann Zarco premiato per 30 centesimi di secondo sul un grande Baldassarri, terzo Nakagami. Ritirati Luca Marini e Mattia Pasini, l’opaco Morbidelli (8°) e dopo troppe vicende sfortunate Corsi (16°). In classifica Lowes ha riconquistato il primo posto p. 98, poi Rins p. 96 e Luthi p.82. Primo italiano Corsi (6°) p.50.

MOTOGP – Rossi senza fortuna. Nel warm-up si era rotto il motore della Yamaha di Lorenzo. Il team non ha letto l’accaduto come un pericolo anche per Valentino. Purtroppo dopo 9 giri di gara quando la coppia italo spagnola era al comando e l’italiano pareva poter superare l’iberico la sua moto di è ammutolita in una nuvola fumo dell’olio bruciato dal suo motore. E’ finito così il sogno della grande marea gialla che colorava la scena sugli spalti dell’autodromo e dei tanti seduti in poltrona davanti alla TV. La gara è stata vinta, grazie anche alla maggiore potenza evidenziata dal motore Yamaha di Lorenzo che ha prevalso su Marquez per soli 19 centesimi di secondo al termine di una volata in rimota nella dirittura finale. Un finale indiscutibilmente bello, ma che non ha emozionato il pubblico in generale, anche se ciò fa storcere il naso a chi si sente sopra le parti, giudice della passioni che non gli appartengono. Sul podio i due spagnoli sono stati fischiato, e cosa potevano aspettarsi …. a tradire lo sport ci avevano già pensato loro nel finale della stagione 2015. Terso posto per un “feroce” Andrea Iannone che ha dato una lezione al confermato Andrea Dovisioso. Piccola rivincita che ci sta. Il romagnolo (6°) è stato sorpassato anche da Dani Pedrosa. Ottimi anche Danilo Petrucci (8°) e Michele Pirro (10°) con le ducati dei team satelliti. Ora per Valentino Rossi si fa molto erto il percorso per una eventuale conquista del 10° titolo iridato. Dovrà recuperare già a Barcellona … dove gli restituiranno (in gran parte) i fischi regalati ieri dai suoi tifosi alla coppia spagnola. In classifica Lorenzo rafforza il primo posto con p.115, incalzato da Marquez p. 105 e Valentino Rossi p.78.

Bicchierini Giovanni: vittima di un incidente sulla pista di Vallelunga

Il 22 maggio 2010, sulla pista di Vallelunga, durante le qualificazioni del Trofeo Città di Otricoli (la gara che si disputa oggi), ha perse la vita Giovanni Bicchierini, 32 anni di Tarquinia.

Il pilota laziale rimase vittima di un incidente dalla dinamica complessa, innescata, da un guasto alla sua moto che alla fine coinvolse sei piloti.
Bicchierini, era sposato e padre di una bambina di poco più di un anno.

Nutriva una grande passione per il motociclismo e partecipava a gare prevalentemente amatoriali.

Renzo Pasolini: Rimini impazzì di dolore in quei giorni.

Il 20 maggio 1973 sulla pista di Monza si concluse la vicenda terrena di Renzo Pasolini.

Perì al via della classe 250cc , nel curvone di Monza, schiantandosi contro le balle di paglia; era in sella alla Harley – Aermacchi.

Sono molte le pagine web attraverso le quali si racconta la vita di in Campione che non e’ adeguatamente raccontato dal suo palmares, perché il suo valore va ben oltre le vittorie che ha conquistato.

Quanto si può leggere su una vecchia pagina gialla di Moto70 (per il trentennale della sua scomparsa) paiono raccontare bene il Campione e l’Uomo a chi non ha potuto conoscerlo.
Accento romagnolo, occhialoni e sguardo da Pierino, Renzo Pasolini è un tipo che suscita simpatia fin dal primo sguardo. E’ simpatico, estroverso, brillante e ama la vita: chiacchierare, raccontare barzellette, bere, fumare, giocare a biliardo, fare tardi la sera e alzarsi il giorno dopo a mezzogiorno. Gareggia in moto non per vincere e basta, ma per il puro piacere di correre. Non è nella sua filosofia risparmiarsi, fare calcoli o cercare di incanalare e gestire il suo straripante talento per costruire passo dopo passo un risultato importante. E’ per questa ragione che gli manca l’acuto nelle classifiche mondiali, ma proprio per questo è naturale che la gente vada matta per lui. Una spaventosa caduta che coinvolge gran parte del gruppo non viene documentata dalle immagini televisive, ma solo da qualche fotografia che non consente di dare una spiegazione soddisfacente del tragico incidente. Jarno muore sul colpo, “Paso” lo segue dopo qualche istante”.
Il destino accomunò di nuovo il pilota finlandese Jarno Saarinen a quello italiano, nel modo più tragico disegno della vita.
L’emozione e il dolore di quell’evento resta vivo in quanti hanno avuto la ventura di viverli. Una folla strabocchevole si schierò lungo i 5 km,  dalla Chiesa della Colonnella dove furono celebrati i riti funebri, fino al cimitero dove in seguito è stato eretto un moumento funebre alla memoria. Lo ricorda anche l’attività di un grande club: Il Nuovo MC Renzo Pasolini Rimini.

Il ricordo di Renzo e Jarno resta vivo piu’ che mai. Indimenticabile “PASO”!

Renzo Pasolini e Jarno Saarinen – 20 maggio 1973 – il tragico incidente

Renzo Pasolini e Jarno Saarinen, sono stati piloti molto amati nel secolo scorso, il loro nome e’ tuttora citato spesso nei discorsi fra appassionati della motovelocità. Domenica 20 maggio 1973, una calda giornata primaverile l’autodromo di Monza ospitava il Gran Premio delle Nazioni, erano le ore 15,31 e appena dopo il via della classe 250, due Campioni imboccarono l’ultima curva della loro vita terrena. Alla “curva grande”, Renzo Pasolini (35 anni) e Jarno Saarinen (28 anni) persero tragicamente la vita. Un groviglio pauroso di uomini e moto, in totale furono 17 piloti coinvolti e feriti lo furono anche Villa, Giansanti, Kanaya, Mortimer, Jansson, Palomo. I finlandese Jarno Saarinen, era l’astro del motociclismo mondiale, a Monza si apprestava a conquistare il titolo mondiale della classe 250 dopo tre vittorie consecutive. Per il riminese era la corsa del riscatto, dopo stagioni sfortunate la Harley Davidson bicilindrica 2T, raffreddata ad acqua, poteva diventare un mezzo capace fargli conquistare i traguardi che aveva dimostrato di valere. Poteva accadere, lo aveva dimostrato durante la mattinata nella 350 rimontando a oltre 200 km/k 10 secondi a Giacomo Agostini, fermato solo da un principio di grippaggio sul finire della gara. Piu’ volte “Paso” aveva dovuto fare i conti con la iella che quel pomeriggio gli tese l’ultimo agguato. Chi seguiva le gare in TV, commentate da Poltronieri, comprese anche da casa dalla cappa di silenzio scesa sui 100mila presenti nel parco della Villa Reali di Monza, vedendo i piloti tornare “contromano” verso la linea di partenza, che si era consumata una grande tragedia. Saarinen era deceduto sul colpo e la notizia fu immediata, Pasolini fu dichiarato gravissimo ma vivo prima di fermare il collegamento. A Rimini quella domenica si giocava una partita di calcio importante, ma quando le radioline diffusero la notizia che il Campione concittadino era deceduto il pubblico ammutoli e i giocatori, ignari di quanto stava accadendo apparvero disorientati. Quel giorno la Juventus vinse il campionato di calcio, ma in una terra dove la squadra torinese conta molti tifosi non ci furono festeggiamenti, c’era posto solo posto per il dolore. Un dolore che la citta’ avrebbe testimoniato nei giorni successivi. Prima d’allora mai tanta gente si era schierata lungo i cinque chilometri che dividono la chiesa della “Colonnella” dal cimitero. Mai piu’ e’ accaduto. Rimini rese onore al suo campione come grande avversario finnico che lo aveva accompagnato nell’ultimo tragico giro di pista. Da allora “Paso” riposa in un piccolo mausoleo di famiglia eretto dalla famiglia in unione con gli amministratori della citta’ ed il Moto Club che porta il suo nome. Onore, perpetuandone la memoria, a due “Cavalieri del Vento”, come sono stati definiti i piloti in una pubblicazione di un club del “La Rumagna de Mutor”!

Jarno Saarinen: perì nel drammatico incidente del GP delle Nazioni a Monza (1973)

20 maggio 1973: Il destino accomunò il pilota finlandese Jarno Saarinen (nella foto con l’isepaeabile Soili) a quello dell’italiano Renzo Pasolini, nel modo più tragico.

Sulla pista di Monza al via del Gran Premio delle Nazioni,classe 250, si compì il destino di due uomini che sono rimasti nel cuore di tanta appassionati di motociclismo. Jarno Saarinen è una leggenda, in tutto il mondo e particolarmente in Italia.

Soprannominato dai suoi connazionali “Paroni” (il barone), il pilota finlandese ha messo in luce il talento dell’autentico fuoriclasse, purtroppo espresso in parte perché la sua fu una purtroppo brevissima carriera stroncata dall’incidente mortale in Brianza.

Nella collisione che coinvolse altre 13 moto sul tracciato monzese non morirono solo i sogni Jarno e di Renzo, ma anche quelli degli appassionati di moto finlandesi e di tutto il mondo. Campioni come loro sono stati e rimangono nel cuore per sempre!

Jack Findlay: un grande pilota con la compagna di una vita..

Il 19 maggio ricorre l’anniversario della scomparsa di Jack Findlay, ci ha lasciati all’età di 72 anni nel 2007, dove viveva nella casa alla periferia di Parigi.

Il bravo pilota, nato e cresciuto in Australia, si trasferì nel 1957 in Europa (abbandonado il lavoro in banca) per diventare uno dei mitici “gitani” del circus iridato; spesso è stato identificato come “veloce Jack”.

Nel 1978, ha lasciato le corse avendo preso il via ad oltre 150 Gran Premi, nel suo palmares un secondo posto nella classe 500 gran prix  ed una vittoria nel Trofeo 750, che in seguito sarebbe viventato campinato del mondo.

Findlay e’ stato un importante collaudatore Michelin,ed  ha ricoperto per alcuni anni un incarico commerciale nello staff Bimota; dal 1992 fino al 2001 è stato direttore delle commissioni tecniche FIM e IRTA.

Un amico ed un campione indimenticabile.

Jack Findlay: un grande pilota, un amico e un collaboratore in Bimota.

Il 19 maggio ricorre l’anniversario della scomparsa di Jack Findlay, ci ha lasciati all’età di 72 anni nel 2007,dove viveva nella casa alla periferia di Parigi.

Il bravo pilota, nato e cresciuto in Australia, si trasferì nel 1957 in Europa (abbandonado il lavoro in banca) per diventare uno dei mitici “gitani” del circus iridato; spesso è stato identificato come “veloce Jack”.

Nel 1978, ha lasciato le corse avendo preso il via ad oltre 150 Gran Premi, nel suo palmares un secondo posto nella classe 500 gran prix  ed una vittoria nel Trofeo 750, che in seguito sarebbe viventato campinato del mondo.

Findlay e’ stato un importante collaudatore Michelin,ed  ha ricoperto per alcuni anni un incarico commerciale nello staff Bimota; dal 1992 fino al 2001 è stato direttore delle commissioni tecniche FIM e IRTA.

Un amico ed un campione indimenticabile.

Gran Premio d’Italia al Mugello in TV (SKY e TV8)

TV-sbkPROGRAMMAZIONE TV PER IL GRAN PREMIO D’ITALIA AL MUGELLOI

Per il Gran Premio d’Italia di motociclismo, in programma durante il week-end 19-22 maggio 2016, è prevista un’ampia copertura da parte di SKY e sul canale free digitale TV8. In occasione di questa gara TV8, la rete ‘in chiaro‘ di Sky (sul canale 8 del Digitale Terrestre), renderà visibili a tutti le vicende del Motomondiale ‘Live’ secondo quando riportato di seguito.

Programmazione Sky
Giovedì 19 Maggio
17:00 Conferenza Stampa Piloti MotoGP
Venerdì 20 Maggio
09:00 Moto3 FP1
09:55 MotoGP FP1
10:55 Moto2 FP1
13:10 Moto3 FP2
14:00 MotoGP FP2
15:05 Moto2 FP2
Sabato 21 Maggio
09:00 Moto3 FP3
09:55 MotoGP FP3
10:55 Moto2 FP3
12:35 Moto3 Qualifiche
13:30 MotoGP FP
14:10 MotoGP Qualifiche
15:05 Moto2 Qualifich
e
Domenica 22 Maggio
08:40 Warm Up Moto3, Moto2 e MotoGP
11:00 Gara Moto3
12:20 Gara Moto2
14:00 Gara MotoGP
15:00 Paddock Live

Programmazione TV8
Sabato 21 Maggio
12:35 Qualifiche Moto
14.10 Qualifiche MotoGP
15:05 Qualifiche Moto2
Domenica 22 Maggio
11:00 Gara Moto3
12:20 Gara Moto2
14:00 Gara MotoGP

Mugello: Gran Premio d’Italia, attesa per gare che potrebbero risultare esaltanti.

Autodromo del MugelloSono già accesi i riflettori del mondo motociclistico sul Gran Premio d’Italia 2016 in programma sulla pista toscana del MUGELLO dal 19 al 22 Maggio. Una pista cresciuta molto dalla sua costruzione avvenuta nel 1972, dopo la cancellazione del circuito stradale del Mugello. Ha vissuto momenti di grande difficoltà, in particolare nel 1976 quando il 16 maggio perirono Otello Buscherini e Paolo tordi e quel giorno furono innumerevoli le cadute. Con l’acquisizione dell’impianto da parte della Ferrari la struttura logistica e lo stato del tracciato sono migliorati tantissimo, tanto da farne uno dei migliori al mondo. Sano tantissimi i piloti che esprimono vivo apprezzamento per il Gran Premio d’Italia e per il Mugello, che considerato l’andamento dei campionati di tutte le categorie rendono elettrizzante l’attesa per il prossimo week-end.

MOTOGP - I piloti protagonisti della categoria arrivano in Toscana dopo un GR di Francia che ha compattato le posizioni dei piloti di testa, o candidati alla conquista del titolo. Marc Marquez, Honda sperava in un all’allungo in classifica iridata. Ma così non è stato, è caduto anche lui come era già capitato ai suoi più diretti avversari Lorenzo e Rossi. E’ risalito in sella ma non ha potuto difendere la leadership, scalzato dal connazionale Jorge Lorenzo (Yamaha) e riavvicinato da Valentino Rossi (Yamaha). Il Campionato del Mondo Moto G si è improvvisamente aperto e il trio di vertice è racchiuso in 12 punti. Arriva il Mugello e sulla pista toscana tutti e tre i piloti possono fare bene. Il lungo rettilineo che arriva alla curva San Donato è qualche cosa che pochi altri tracciati possono eguagliare; tra le colline toscane il giallo popolo VR46 darà una spinta ulteriore al Dottore. Pochi hanno dimenticato il finale della stagione 2015, c’è grande voglia di rivincita, … sperabile non diventi desiderio di regolare conti rimati aperti anche fra tifoserie. Intanto Dani Pedrosa (Honda) pare stia trovando la migliore condizione cercata con una costanza di arrivi a punti tanto da risalire quarto posto iridato. Al Mugello Dani ha sempre regalato belle prestazioni e non sorprenderebbe il vederlo in lotta con i tre leader del mondiale per un posto sul podio. Dopo la debacle francese dei piloti del team Ducati a causa di due cadute è stata definita la composizione della squadra 2017. Ovvia l’attesa del Team per una riscossa avendo l’opportunità di gareggiare sulla “propria pista”. La delusione per i tre nulli accumulati da Andrea Dovizioso è stata mitigata dalla riconferma della Casa di Borgo Panigale in suo favore, certo vorrà ringraziare con una grande prestazione. Ad Andrea Iannone non sono bastate le prestazioni da primattore. Belle gare però non concluse positivamente a causa di inopportune cadute. Carico di rabbia per il “taglio” e con la necessità di convincere il Team Suzuki ad ingaggiarlo per l’anno venturo, prevedibile che darà l’anima. Maverick Viñales elogiato per la costanza e per l’impegno arrivando a regalare alla Suzuki il terzo posto nella gara francese, riportandola sul podio dopo otto anni. Al Mugello potrà riconfermare le sue ottime prestazioni che gli sono valse l’ingaggio nella squadra ufficiale Yamaha, sarà il compagno di Rossi fino al 2018. Molto atteso al Mugello anche Danilo Petrucci, su un tracciato che ama e conosce alla perfezione, se avrà recuperato la piene efficienza fisica, potrà regalare emozioni ai suoi tifosi. Attenzione anche per le due Aprilia in gara, hanno dimostrato che lo sviluppo n corso è costante.

MOTO2 – Dopo un GP di Francia vissuto nel segno dell’incertezza, perché i piloti che risultavano favoriti durante le prove, non hanno ribadito le aspettative in gara. Ne ha tratto giovamento Alex Rins, che ha lasciato la pista transalpina forte del primato nella classifica iridata conquistato con la vittoria in gara. Il pilota di Barcellona ha così superato in classifica mondiale Sam Lowes, che non ha brillato sul tracciato di Le Mans. Ora tutta la concentrazione è rivolta al Mugello dove nessuno dei due ha mai vinto. Lowes, rispetto al rivale, ha fatto però il miglior risultato sulla pista italiana, un quarto posto nel 2015 partendo dalla pole. Johann Zarco l’anno scorso al Gran Premio d’Italia arrivò dietro al vincitore Tito Rabat mentre ha concluso la recente gara di casa con una caduta, perdendo molti punti in classifica iridata. Deve rifarsi sulla pista toscana. Thomas Luthi in Francia è arrivato terzo conquistando la medesima posizione in campionato. Al Mugello coltiverà certo la speranza di risalire fino al secondo posto su una pista dove nelle passate stagioni entrò nella top ten. Grande prova in Francia per Simone Corsi; il pilota italiano ha conquistato il secondo posto e si appresta ad essere uno dei protagonisti della classe. Ora è sesto in classifica, ma sulla pista toscana è già stato protagonista, per quattro volte si è piazzato nella top ten. Molto attese anche le prestazioni di Franco Morbildelli, ha già ha concluso le sue gare, per diverse volte in stagione, in prossimità del podio. Molte le attese per Lorenzo Baldassarri e Luca Marini che stanno dimostrando una buona continuità di risultati. Il Mugello è stato teatro di emozionati duelli nella categoria intermedia, come quello del 2009 tra Mattia Pasini e Marco Simoncelli in 250cc con il primo che ha vinto la gara italiana. Un buon ricordo per Mattia, purtroppo il suo rientro del nella categoria non è stato facile, potrebbe essere per lui un’occasione importante per il rilancio.

MOTO3 – Negli ultimi tre anni sulla pista toscana si sono imposti piloti KTM lasciano ad Honda solo la vittoria nel 2012, anno di debutto della nuova categoria. Brad Binder, pilota KTM, è l’attuale leader della classifica iridata. L’anno scorso al Mugello ha siglato il nuovo record della pista. I probabili avversari più temibili, analizzando anche le prestazioni più recenti e della scorsa stagione sono molti. In particola Jorge Navarro, attualmente al secondo posto del Campionato, che l’anno scorso è arrivato settimo. Lo spagnolo scattava dal diciottesimo posto in griglia di partenza e in gara ottenne il suo miglior risultato fino a quel momento. Ma sono i piloti italiani i più attesi, numerosi e con qualità per essere protagonisti vincenti. A cominciare Romano Fenati, in gara con la KTM dello SKY Team VR46, l’anno scorso è arrivato terzo nella gara di casa a soli 0.127 secondi da Miguel Oliveira, pilota KTM e vincitore del GP, in Francia ha dimostrato di avere grandi potenzialità. Francesco Bagnaia (Mahindra) quarto nella gara una settimana, nella scorsa stagione arrivò quarto a 0.130s dal primo dopo una gara combattuta. Come sempre in questa classe sarà lotta accesa, molto atteso, dopo un grande avvio di stagione, Nicolò Bulega. Il rookie italiano potrebbe sorprenderci anche sulla pista di casa e risalendo ancora sul podio. Nicolò Antonelli, autore di prestazioni contrastanti, spesso condizionate da troppa foga potrebbe offrire una prestazione prestigiosa ed in linea con le sue possibilità. Andrea Locatelli, dopo alcuni risultati importanti è parso in calo, ha l’occasione per smentirci. Dovrebbe rientrare Enea Bastianini per riavviare la sua rincorsa alle prime posizione dell classifica, ora si trova al 10° posto. Andrea Migno, altro pilota italiano presente nella classifica iridata, ma che deve rilanciarsi per confermare un posto nella prossima stagione. A caccia dei primi punti mondiali ci saranno anche Fabio Di Giannatonio, Davide Pizzoli, Fabio Spinarelli, Lorenzo Petrarca, e Stefano Valtulini.

Moto Club Terni: è morto Paolo Rossi il “presidente” di una generazione di motociclisti.

paolo rossi terniTerni 17 maggio 2015. Proprio alla vigilia della partenza della 24a edizione della Rievocazione Storica del Motogiro d’Italia, organizzato dal Moto Club Terni “L. Liberati – P. Pileri” è morto il suo ideatore Paolo Rossi, attualmente presidente onorario del sodalizio ternano. Rossi che aveva 68 anni era da tempo malato ed è mancato questa mattina a mezzogiorno, le esequie si terranno domani lunedì 18 maggio nella chiesa di San Francesco a Stroncone, la sua città natale a pochi chilometri da Terni, alla quale era stato sempre molto legato. Nonostante l’aggravarsi della malattia, fino pochi giorni fa aveva collaborato con la solita verve che lo ha sempre contraddistinto, all’organizzazione di questa edizione della Rievocazione Storica del Motogiro d’Italia che come è noto partirà domani mattina dalla Repubblica San Marino. Paolo lascia la moglie e due figlie, alle quali vanno le sentite condoglianze di tutto il Moto Club con in testa l’amico fraterno e presidente del club ternano Massimo Mansueti e della segretaria Laura Cosimetti che insieme a Paolo idearono nel 1989 la gran fondo delle moto d’epoca. Alle condoglianze per la grave perdita, si associano tutti gli appassionati di moto e le tante persone che in questi anni hanno avuto modo di apprezzare le sua grandi qualità organizzative e umane.

Terni 17 maggio 2015

CIV 2016: I risultati di Vallelunga.

CIV 2016 - logoHa preso avvio sul tracciato “Piero Taruffi” a Vallelunga l’edizione 2016 del Campionato Italiano Velocità (CIV). Il format della manifestazione , che si è svolta dal 13 al 15 maggio u.s., prevedeva, come da regolamento gare il sabato e la domenica. L’evento è stato flagellatodalla pioggia ha condizionato le gare sia sabato che domenica; si sono succeduti temporali che hanno allagato il tracciato costringendo spesso la direzione di gara a ridurre i giri o a fermare le gare con la bandiera rossa. Un evento che nelle classi maggiori ha evidenziato la persistente superiorità dei piloti più esperti, incoraggianti, in previsione futura, i risultati della Moto3.

SUPERBIKE – La start list della classe, composta da piloti del calibro di prestigiosa griglia di partenza, composta da piloti del valore di De Rosa, Canepa, Massei, Calia, Tamburini, Baiocco, Goi e il pilota ufficiale Ducati Pirro è di sicuro rilievo. La gran parte dei piloti è protagonista della FIM CUP Stock 1000. GARA 1 – Michele Pirro, Il campione in carica, con la ducati equipaggiata con gomme Michelin, ha vinto la gara a Kevin Calia con l’Aprilia e a Fabio Massei con la Yamaha, da sottolineare che Fabio sostituisce l’infortunato francese Florian Marinò. Quarto posto per il poleman Raffaele De Rosa con la BMW. GARA 2Pirro si è ripetuto, anche si si è gareggiato sotto una pioggia battente. In pochi giri pilota pugliese ha preso le misure alla pista ed ai suoi avversari ed ha rotto gli indugi distanziando nettamentegli avversari. Al secondo posto ancora Kevin Calia, mentre la terza posizione è stata conquistatada Denni Schiavoni. Quarto posto per Canepa compagno di squadra di Massei e sostituto di Riccardo Russo. Nella classifica generale Pirro è leadercon 50 punti, seguito da Calia p. 40 e Massei p.25

SUPERSPORT - GARA 1 – Pista ai limiti dell’impraticabilità, condizioni che hanno facilitò il compito ai piloti i più esperti, veterani per la categoria, non a caso il primo podio è stato appannaggio di tre ex campioni di categoria. Primo posto per Diego Giugovaz (Honda) Davanti a Massimo Roccoli (MV Agusta) il quale, caduto poco prima dell’esposizione della bandiera rossa, ha potuto ripartire conquistando il secondo posto. Terzo posto per Stefano Cruciani (Kawasaki); a seguire Agostino Santoro (MV Agusta), Riccardo Caruso, Marco Bussolotti e Luigi Morciano tutti su Kawasaki. Una caduta,fra le tante che si sono succedute, ha eliminato il poleman Nocco. GARA 2 Partenza molto ritardata a causa dellapioggia che ha allagato la pista. La vittoria è stata conquistata da Stefano Cruciani davanti a Massimo Roccoli ancora secondo, terzo posto per Alessandro Nocco (Kawasaki). Solo nono il vincitore di gara 1 Diego Giugovaz. Quarto posto per Nicola Morrentino (Yamaha) e Ancora ottime prestazione da parte di Caruso, Manfredi e Morciano classificati nell’ordine. Nella classifica generale Cruciani è leader con 41 punti, seguito da Roccolip. 40 e Giugovazp.25

MOTO 3 – Molti giovani al via, con qualche eccezione di piloti con maggiori esperienza ed in cerca di rilancio. GARA1 - Nicholas Spinelli (KTM). Detentore della pole ha vinto nonostante una scivolata alla quale ha rimediato con un gran ritmo, come dimostra anche il giro record della gara in 2’ 03’’ 290. Secondo posto per Bruno Ieraci (TM) bravo a restare sempre vicino a Spinelli. Terza posizione per Celestino Vietti Ramus(RMU), bravo a non commettere errori pur essendo al debutto in Moto3. Da rilevare la gara di Nepa che, partito dall’ultima fila dello schieramento, è caduto dopo che era risalito al quarto posto, poi è ricaduto al tornantino senza possibilità di riprendere la corsa. Quarto posto per Simone Mazzola (Kimco) e quinto per Mattia Casadei (KTM). GARA2E’ stato Casadei ad aggiudicarsi gara 2. E ancora per Ieraci, come il terzo posto per Vietti Ramus il quale ha preceduto il vincitore della gara di gara 1 Spinelli e Kevin Zannoni (Mahindra). Ancora una gara da dimenticare per il talentuoso Stefano Nepa, costretto al ritiro per un guasto tecnico. Nella classifica generale Ieraci leader con 40 punti, seguito da Spinelli p. 38 e Casadeip.25.

PREMOTO 3 - Una categoria che non ha registrato una elevata partecipazione: 20 piloti nella 125 2T e 7 nella 250 4T. GARA1- Gabriele Giannini (Honda) si è aggiudicato la vittoria nella 125 2T davanti a Raffaele Fusco (RMU) e Alex Scorpaniti (Honda). Nella 250 4T è stato Leonardo Taccini (Speed Up) a primeggiare, davanti a Riccardo Rossi e Davide Baldini entrambi con la RMU. GARA2 – La pista bagnata non ha impedito fare il bis a Giannini sempre davanti a Fusco. Terzo posto per Pasquale Alfano. 250 4T – Ancora gara bagnata e primo posto per Riccardo Rossi che ha dominato la gara, al secondo Manuel Mazzullo (RMU) e terzo il coriaceo Leonardo Taccini. Nella classifica generale Gruppo 125 2T leader è Giannini con punti 50, secondo Fusco p. 40 e Scorpanti p.27. Nel gruppo 250 4T leader è Rossicon 45punti, seguito da Taccini p. 41 e Bonolip.24.

SPORT 4TGARA1Ha vinto lo spagnolo Pedro Castano (Yamaha), arrivato nella SP del CIV dopo un 2015 che lo ha visto gareggiare nel Campionato Spagnolo. Dietro di lui Nicola Di Rago e Lorenzo Luciani entrambi con la (Kawasaki). Luigi Ritucci inizialmente terzo è stato squalificato per irregolarità tecnica. GARA2 – Primo posto per Lorenzo Segoni (Honda)che scivolato in gara1 ha conquistato la sua prima vittoria davanti Nicola Di Rago. Terzo posto conquistato da Alfonzo Coppola (Honda). Nella classifica generale Di Rago è leader con 40 punti, seguito da Castano p.36 e Coppola p.26

YAMAHA R1 CUP - GARA 11° Brignola Norino, 2° Baggi Giovanni, 3° Zappa Andrea. GARA 2 – 1° Mazzina Michael, 2° Brignola Norino, 3° Baggi Giovanni.

NATIONAL TROPHY 600 GARA 1Marco De Luca, 2° Fabio Mottola, 3° Marcello Brignoli. GARA 2 – 1° Mitja Emili, 2° Marco De Luca, 3° Marcello Brignoli.

NATIONAL TROPHY 10001° Alessio Velini, 2° Tiziano Amaducci, 3° Luca Pini.

CIV 2016: Buon esordio per il G.A.S. Racing Team

G.A.S. Racing Team 2016Primo round del Campionato Italiano Velocità (CIV) con due gare disputate sul tracciato di Vallelunga. Le gare si sono svolte sotto un autentico nubifragio ma la squadra riminese, su Kawasaki, ha brillato con entrambi i piloti sia il sabato che la domenica. Risultati in fotocopia nelle 2 gare: Riccardo Caruso si è classificato in entrambe e Luigi Morciano 7°. Il G.A.S. è stato l’unico team che ha piazzato i due piloti nella top ten sia in gara-1 che in gara-2.

Il diciottenne riminese Riccardo Caruso è stato di fatto il pilota rivelazione del week-end. In gara-1 è scattato bene, non ha commesso errori ed ha raggiunto la zona podio, la gara però è stata interrotta con bandiera rossa ed, in base al regolamento, fa fede la classifica del giro precedente. Caruso ha conquistato dunque il 5° posto. Stesso piazzamento in gara-2. Il pilota, cresciuto nel team riminese, era all’esordio assoluto nel CIV ed ha messo a frutto l’esperienza maturata nell’ Europeo. Ora è 4° in classifica generale subito alle spalle di tre piloti molto esperti e plurititolati: Cruciani, Roccoli, Giugovaz (questi ultimi in passato hanno gareggiato e vinto con lo staff riminese).

Molto buoni anche i settimi posti conquistati da Luigi Morciano, al debutto con il G.A.S. Racing Team e su Kawasaki. Nei turni di prova sull’asciutto il pilota di Anzio è stato sempre tra i primi cinque e sul bagnato ha conquistato due bei piazzamenti a ridosso dalla zona podio. Morciano, nonostante i pochi test svolti, ha subito raggiunto ottimo feeling con moto, la squadra ed i tecnici Andreani Group. Ora è 6° in classifica generale a pari punti con il 5° e può guardare dunque con ottimismo al campionato.

Sfortunato il marchigiano Luca Bernetti, impegnato nel National Trophy classe 600. Purtroppo è caduto in gara-1 infortunandosi alla gamba sinistra. Nonostante il dolore ha partecipato stoicamente a gara-2 conquistando il 16esimo posto ad un soffio dalla zona punti.

Riccardo Caruso: “Sono molto contento di questo week-end. Mi sono trovato subito a mio agio nelle condizioni impervie del tracciato. La cosa più difficile era la partenza ma sono riuscito a scattare bene, a non commettere errori ed a conquistare così due risultati importanti sia per me che per il team”.

Paolo Meluzzi, Team Manager: “Sono estremamente soddisfatto dei buoni risultati conquistati da Caruso e Morciano in un week-end difficilissimo con entrambe le gare sotto la pioggia battente. La nostra squadra ha iniziato al meglio il campionato ed ha conquistato punti importanti per la classifica tricolore”.

Sepang: Entusiasmante Badovini (Supersport), Sikes e Hayden in Superbike

Sepang 1015 WSS, il podioIl podio SUPERSPORT di Sepang.

La Malesia, sul circuito di Sepang, ha ospitato i piloti protagonisti dei mondiali SUPERBIKE & SUPERSPORT offrendo condizioni atmosferiche abituali per il luogo, ma molto problematiche per i piloti, prima il gran caldo poi pioggia a catinelle, Indubbiamente il meteo ha avuto un peso rilevante per la definizione dei risultai. In particolare le per le due gare disputate la domenica.

SUPERBIKE – Gara1 La gara del sabato è iniziata con Alex Lowes (Yamaha) che ha fatto un’ottima partenza prendendo la testa della corsa, seguito da Michael Van Der Mark (Honda), prima che la coppia della Kawasaki, Jonathan Rea e Tom Sykes, arrivasse a stare davanti, a partire dal secondo giro. Fin da subito Sykes ha cominciato ad avere margine su Rea, che a sua volta era inseguito da Chaz Davies (Ducati), e il pilota della casa bolognese ha anche stabilito un nuovo record sul giro al secondo passaggio sul traguardo, il suo primo giro veloce. Il dominio di Sykes è così iniziato e l’ha portato direttamente alla vittoria, seguito da Rea Davies. Il gallese è stato il miglior pilota Ducati e ha portato la moto di Borgo Panigale nuovamente sul podio per continuare la sfida al titolo; il suo compagno di squadra Davide Giugliano, che aveva saltato il round dello scorso anno a causa di un infortunio, ha lottato nel secondo gruppo, tagliando il traguardo sesto. Markus Reiterberger è stato un grande protagonista sulla pista di Sepang, con la BMW, e quando era in quarta posizione ha dovuto abbandonare la corsa a causa di un problema meccanico. Anche il suo compagno di squadra Jordi Torres ha avuto un buon passo e ha concluso ai piedi del podio. Alex Lowes, dopo aver perso posizioni nella prima parte della gara, ha messo in scena una rimonta impressionante e ha ottenuto un quinto posto che gli permette di guadagnare un buon bottino per la classifica di campionato. La coppia di Honda, Nicky Hayden e Michael Van Der Mark, ha vissuto due gare diverse: l’americano ha sofferto di più verso la fine, mentre il suo compagno di squadra è riuscito a migliorare proprio in quegli istanti e l’ha superato, terminando così in sesta posizione. Anthony West, sostituto dell’infortunato Sylvain Barrier, ha ottenuto la nona posizione, un risultato incredibile dato che solo ieri, venerdì, era salito in sella per la prima volta sulla Kawasaki. Il pilota MV Agusta, Leon Camier ha sofferto nella prima parte della corsa, ma ha reagito e ha chiuso la top ten. Purtroppo nessuno dei due piloti in sella alla Aprilia, Lorenzo Savadori e Alex De Angelis, hanno a causa di due incidenti diversi. Luca Scassa, sostituto di Fabio Menghi si è piazzato al 13° posto, una gara dignitosa per un pilota al rientro. Meno bene Luca Vitiello (18°) che in prova era incappotta in pauroso incidente con la quasi totale distruzione della moto.

SUPERBIKE – Gara 2 – Domenica a Sepang il sole è stato sostituito da un bell’acquazzone che si è scatenato prima della gara della Supersport a dopo gara Gara della Superbike, patita con ritardo per le pessime condizioni della pista. I piloti della SBK hanno così affrontato una corsa bagnata e la prudenza è stata fondamentale soprattutto nei primi giri, quando Sykes, Rea e Lowes sono stati raggiunti da Nicky Hayden, che partiva dalla seconda fila. L’americano, veterano su questa pista, ma debuttante nel WorldSBK, ha subito iniziato a prendere margine e ha lasciato che alle sue spalle lottassero per le altre due posizioni del podio. Hayden ha dichiarato: “È bello essere qui e aver vinto la gara. Nei primi giri ho provato ad arrivare davanti per avere la pista libera davanti a me, e accumulare un po’ di margine. Non sapevamo come le gomme avrebbero reagito sul bagnato. Quando la pista ha iniziato ad asciugarsi un po’ ero preoccupato, non è stato facile. Sono molto felice del successo. Ringrazio tutto il mio team e i miei tifosi e voglio dedicare la vittoria a mio padre. Mi aveva chiesto di ottenere un podio in questo fine settimana e gli avevo detto che ci avrei provato, ma è andata addirittura meglio, spero si sia divertito”. Dietro di lui, Rea ha vinto la battaglia con Lowes e Sykes e in terza posizione è poi arrivato Davies, fino a quando Davide Giugliano ha cominciato a risalire, ha superato anche il compagno di squadra in Ducati, poi Rea, ed è arrivato a centrare una fantastica seconda posizione. Rea è salito sul terzo gradino del podio e rimane l’unico pilota in griglia a essere stato sul podio in ogni gara. Il pilota di Honda Michael van der Mark, partito dalla decima posizione in griglia, ha concluso la gara in sesta posizione dopo un duello entusiasmante con Alex De Angelis (Aprilia), che ha fatto ottimi progressi dopo il suo infortunio. Tom Sykes, dopo esser partito dalla pole, ha sofferto in queste condizioni e ha tagliato il traguardo solo in ottava posizione. Anthony West, sostituto di Sylvain Barrier, ha dato grande prova delle sue capacità sotto la pioggia e arrivato quinto, regalando al team il miglior risultato del 2016 ed essendo la seconda Kawasaki a tagliare il traguardo in questa domenica. Leon Camier, dopo un’altra top ten in Gara1, ha chiuso in nona posizione e Markus Reiterberger completa la top ten con BMW, dopo che in gara 1 era stato frenato da un problema meccanico. Partito bene è poi retrocesso Savadori giunto 14° molto più indietro del compagno di squadra in Aprilia., Fuori dalla zona punti Vizziello (16°) e Scassa (17°).Leader dell classifica generale si è confermato Rea p. 257, davanti a Davies p. 201, Sykes p. 187, primo italiano Giugliano (5°) p. 118.

SUPERSPORT - Gara dichiarata bagnata e il tracciato fa fatto emergere al meglio gli specialisti. Il padrone di casa Zulfahmi Khairuddin (Kawasaki) sostenuto da molti tifosi. E’ scattato molto bene dalla quinta casella in griglia di partenza e ha dominato la corsa fino all’ultimo giro. All’ultima curva Fahmi è stato battuto da Ayrton Badovini (Honda) per soli 50 millesimi. Gino Rea (MV Agusta), dopo aver mantenuto un buon passo nel week end, ha mantenuto la sua posizione in griglia e ha completato il podio. Al via è stato il britannico Gino Rea a fare la migliore partenza, davanti al campione in carica Kenan Sofuoglu (Kawasaki), mentre il suo compagno di squadra, svizzero Randy Krummenacher, ha perso terreno e al termine del primo giro era decimo. Il nuovo asfalto di Sepang era stato pensato proprio per aiutare i piloti nelle varie condizioni climatiche e si stava asciugando quando, al terzo giro, Khairuddin ha preso il comando della corsa al terzo giro, per la prima volta nel WorldSSP. Il pilota Honda PJ Jacobsen ha ottenuto un altro buon bottino, conquistando la quarta posizione, ed è stato il più veloce tra quelli che si stanno giocando il titolo. Infatti Sofuoglu ha ottenuto un sesto posto e il vincitore ad Assen, Kyle Smith, ha chiuso la top five, dopo aver superato il turco nelle fasi finali. Jules Cluzel, pilota del MV Agusta, condizionata da problemi al cambio, ha terminato la sua gara in settima posizione, davanti a Krummenacher, mentre con il nono tempo ha chiuso Alex Baldolini (MV Agusta) e Federico Caricasulo (Honda) ha completato la top ten. A seguire altri piloti italiani: Gamarino (11°), Rolfo (12°) e Zanetti (13°). Il vincitore ha commentato: “Non ci aspettavamo una corsa così, ma quando abbiamo iniziato la gara in condizioni di bagnato le mie sensazioni in sella alla moto erano buone e ho pensato che avessimo potuto fare bene. Mi aspettavo qualcosa nell’ultima curva e poi ho pensato ad una soluzione. Khairuddin mi ha superato in una curva e ho visto che era andato un po’ largo, quindi ho cercato di chiudere ogni spazio ed è stata una lotta incredibile. È un pilota davvero bravo ed è stata una bella gara”. Leader dell classifica generale si è confermato Sofuoglu p. 96, davanti a Krummenacher p. 79. Cluzel e Smith p. 66, primo italiano Baldolini (7°) p. 51.

Paolo Tordi: pilota romagnolo che utilizzò anche la ciclistica Bimota.

Tordi Paolo YB3 350 1976 01Paolo Tordi: in un caldo pomeriggio del  16 Maggio 1976, il pilota cesenate perdeva la vita sul tracciato dell’Autodromo del Mugello.

Un impianto  molto spartano e con le misure di sicurezza del tempo, il tragico incidente avvenne durante il Gran Premio delle Nazioni, nel corso della gara riservata ai piloti della classe 350cc.

Fu una giornata, con oltre 50 incidenti, tragica per due piloti italiani, fatale per Paolo.

Tordi era un pilota privato, taciturno e molto determinato, meno fortunato del suo valore.

Lo accompagna sempre il padre, dopo l’incidente dedicò la vita per  perpetuare la memoria del figlio, insieme all’omonimo Moto Club cesenate.

Fedele alla Yamaha, aveva utilizzato anche la ciclistica Bimota.

Otello Buscherini: uno dei Campioni che ha corso anche con le Bimota.

Buscherini Otello YB1 250 1976 1Otello Buscherini: 1l 16 maggio 1976 perse la vita in un incidente di gara sul circuito del Mugello a seguito di una caduta durante gara “mondiale” della 250 del Gran Premio delle Nazioni.

Buscherini, un pilota forlivese che caratterizzo le stagioni motocislitiche degli anni ’70 del motociclismo italiano e internazionalle.

Nella foto e’ ritratto con un pilastro dell’industria motociclistica sportiva, Minarelli. Prima del fatale incidente aveva iniziato a gareggiare con le moto della Diemme di Lugo equipaggiate anche con telai Bimota.

Sepang 13/15 Maggio: In Malesia il 6° round per Superbike e Supersport.

TV-sbkSuperbike e Supersport si ritrovano in Malesia dopo il week trascorso a Imola, dove a dominre furono Cvies (ducati) e Sofuoglu (Kawasaki). Un anno fa vinsero Rea in gara 1 e Davies in gara 2, con i due che si alternarono nelle prime posizioni. Il terzo gradino del podio fu conquistato nella prima occasione da Biaggi e nella seconda da Torres. La classifica generale della SBK ha visto il britannico ridurre il gap dal campione del mondo, 186 punti per l’uno e 221 punti per l’altro. Alle loro spalle c’è Sykes con 154 punti, mentre Giugliano si trova addirittura in quinta posizione con 88 punti, persino dietro a Van der Mark (106 punti). Niente male fin qui la stagione di Savadori con l’Aprilia, che si piazza all’ottavo posto con 64 punti. Atteso il rientro di Scassa.

Nella Supersport molto atteso il confronta fra il campione in carica

Possibile seguire le gare in TV con la seguente programmazione:

SABATO 14 MAGGIO 2016
Mediaset (Italia2 e Italia1)
4,40 Superbike – Prove Libere 3 (Italia2)
5,15 Supersport – Prove Libere 3 (Italia2)
7,15 Superbike – Qualifiche Superpole (inizio SP1 alle 7,30; SP2 alle 7,55 Italia2)
8,30 Supersport – Qualifiche (SP1 alle 8,30; SP2 alle 8,55 Italia2)
9,30 Superbike – Gara 1 (partenza ore 10,00 Italia1 e Italia2)
Eurosport
7,30 Superbike – Qualifiche Superpole (Eurosport 1)
8,30 Superbike – Qualifiche Superpole (replica Eurosport 2)
10,00 Superbike – Gara 1 (Eurosport 1)
12,15 Superbike – Gara 1 (replica Eurosport 2)
DOMENICA 15 MAGGIO 2016
Mediaset (Italia2 e Italia1)
4,55 Supersport – Warm Up (inizio ore 5,00 Italia2)
4,25 Superbike – Warm Up (Italia2)
8,10 Supersport – Gara (inizio ore 8,20 Italia2)
9,30 Superbike – Gara 2 (partenza ore 10,00 Italia2 e Italia1)
Eurosport
4,30 Superbike – Gara 1 (replica Eurosport 2)
8,15 Supersport – Gara (inizio ore 8,20 Eurosport1)
10,00 Superbike – Gara 2 (Eurosport1)
11,00 Supersport – Gara (replica Eurosport1)
13,00 Superbike – Gara 2 (replica Eurosport 2
)
17,00 Superbike – Gara 2 (replica Eurosport 2)

 

 

CIV 2016: Il G.A.S. Racing Team in gara con Riccardo Caruso e Luigi Morciano

Gas Racing Team- logoIl G.A.S. Racing Team è pronto per una nuova sfida. Quest’anno parteciperà al Campionato Italiano Velocità classe Supersport ed al National Trophy con una squadra giovane, forte ed affiatata. Il piloti scelti per il 2016 sono Riccardo Caruso e Luigi Morciano per il CIV e Luca Bernetti per il National Trophy. E’ stata rinnovata la collaborazione tra G.A.S. Racing e Bike Service, due realtà riminesi unite dalla stessa passione e dal desiderio di valorizzare i giovani talenti. Dopo due stagioni nel Campionato Europeo, quest’anno il team torna a gareggiare nel Campionato Italiano Velocità classe Supersport 600. Il CIV è, tra i campionati nazionali europei, uno tra i più competitivi ed agguerriti, ideale per lanciare i giovani piloti verso i campionati mondiali. La squadra gareggerà anche quest’anno su Kawasaki. Luigi Morciano ha 22 anni, vive ad Anzio (RM), ed è un pilota già conosciuto dagli appassionati di moto. Nel 2009 ha debuttato nel Mondiale 125 come wild-card ed ha poi corso nella serie iridata fino al 2012. Nel suo palmares ci sono importanti piazzamenti nel Mondiale 125. Ha partecipato anche ad alcune gare del Mondiale Supersport entrando sempre in zona punti. Quest’anno debutta nel CIV Supersport il diciottenne riminese Riccardo Caruso che metterà a frutto l’esperienza maturata nell’ Europeo. Negli ultimi tempi è notevolmente migliorato ed ora può dimostrare le sue vere potenzialità.

Paolo Meluzzi - Team Manager) – Dopo due anni di competizioni internazionali siamo molto contenti di tornare a gareggiare nel CIV , un campionato estremamente competitivo e con un’importante copertura televisiva. La squadra è lieta di rinnovare la fiducia al giovane pilota riminese Riccardo Caruso a cui affiancherà Luigi Morciano formando così una coppia di piloti in grado di lottare per le posizioni di vertice.

Stefano Morri - Bike Service – “Sono molto felice di continuare questa esperienza con il G.A.S. e di gareggiare nel CIV. Il  campionato è difficile ma abbiamo una squadra competitiva e possiamo essere protagonisti ad alti livelli”.

Luigi Morciano - Tra me ed il team è scattato una sorta di colpo di fulmine. Mi sono trovato subito benissimo perché c’è un ambiente fantastico: professionale e familiare nello stesso tempo. Sono molto felice di gareggiare con questa squadra. Il mio obbiettivo è lottare per i vertici in tutte le gare”.

Riccardo Caruso - “Sono contento di continuare con il team G.A.S. nel CIV. Mi sono allenato tantissimo con il mio personal trainer Davide Carli. Sono fiducioso e spero di raggiungere buoni risultati grazie anche all’esperienza e l’affiatamento già raggiunti tra me e la squadra”.

Vallelunga: il prossimo week end prende avvio il CIV 2016. Le gare in Tv su Sky.

CIV 2016 - logoIl CIV 2016 prenderà avvio il prossimo weekend (13/15 Maggio p.v.), il primo round e programmato sulla pista di Vallelunga, come accade da qualche anno, saranno le manche in programma. Si corre sabato e domenica, quelle della domenica si potranno seguire in diretta su SKY MotoGP HD (canale 208).

SUPERBIKELa scorsa stagione a dominare furono Michele Pirro e la Ducati, a sfidare il pilota ufficiale Ducati nel mondiale sarà in primis Matteo Baiocco (Ducati). Sono pronostica fra i protagonisti protagonisti piloti in sella alle Aprilia di Tamburini e Calia, poi BMW dell’esordiente Matteo Ferrari, ancora la Ducati Ivan Goi. Al via anche l’intramontabile Letizia Marchetti, unica donna in griglia e ci Raffaele De Rosa come wild card. Quella dell’Althea è certo in funzione della FIM Cup Stock 1000; ancora ci saranno poi Niccolò Canepa, e Fabio Massei, favorire ulteriore interesse per la classe regina del CIV.

MOTO 3 - C’è curiosità per i nomi nuovi, Celestino Vietti con la RMU, i piloti seguiti dalla FMI Stefano Nepa la Mahindra e il talentuoso Kevin Zannoni. Il primo ha dominato lo scorso anno in Premoto3, gli altri due sono attesi da un doppio impegno nel 2016, al Mondiale Junior Nepa e alla Red Bull Rookies Cup per Zannoni. Anthony Groppi come Bruno Ieraci, a Spinelli, Tonassi Vargas e a Mattia Casadei potrebbero riservare piacevoli sorprese. A completare lo schieramento delle “promesse” ci saranno anche Simone Mazzola con la Kymco, poi ci sarà Manuel Pagliani che torna all’italiano dopo le poco fortunata esperienza mondiali.

SUPERSPORTAl via i grandi veterani con il plurititolato Massimo Roccoli e la MV difendere il suo titolo dall’assalto di Stefano Cruciani su Kawasaki, e da quello di un rientrante Alessandro Nocco, In gara anche “Gigio” Morciano in sella alla Kawasaki del GAS Team e messa a punto dalla Bike Service di Rimini.

SPORT 4T - La categoria ha griglie pienissime, e con l’ingresso di Yamaha ha alzato ulteriormente l’asticella della competizione in una classe che vede al via anche Honda, KTM e Kawasaki. Visto l’alto numero di partecipanti è stata rivista la formula di gara, a partire dalle qualifiche. In ciascun week end ci saranno due turni di prove ufficiali con i primi 21 classificati che accederanno direttamente alle due gare in programma. I restanti piloti si daranno battaglia in una fanalini: i classificati dal 1° al 21° posto in questa corsa andranno a completare, dalla 22° alla 42° casella, lo schieramento di partenza delle due gare in programma valevoli per l’assegnazione del punteggio di campionato.

Ad arricchire i weekend di gara ci saranno poi le sfide del National Trophy 2016 e della rientrante Yamaha R1 CUP

TV e prezzi biglietti– Tutte le classi del CIV vedranno gare trasmesse in diretta, sia al sabato che alla domenica, su SKY MotoGP HD (canale 208) e in live streaming da Sportube, accessibile dal sito civ.tv. Per chi volesse seguire lo spettacolo dal vivo ecco i prezzi: Sabato: 10€ intero – 8€ ridotto donne, under 18, tesserati FMI – Omaggio under 14. Domenica: 15€ intero – 10€ ridotto donne, under 18, tesserati FMI – Omaggio under 14. Gratis tesserati o licenziati Gentlemen’s Motor Club

Libero Borsari: perì a 20 anni, aveva la stoffa del Campione!

Libero Borsari perì – 11 maggio 1952 – durante il GP delle Industrie di Marghera. Aveva incominciato a praticare le corse,  in sella ad una Moto Guzzi 65 cm3, nel 1949 e già nel 1950 vinse la prima gara nella 125 cm3 nel circuito della sua città natale: Finale Emilia. Esordì nel campionato italiano a 19 anni  nel 1951 e subito conquistò il titolo della classe 500 Junior. Vinse le gare sui circuiti di Cattolica, Riccione, Asti, Marina di Massa e Prato, sempre in sella alla sua Moto Guzzi. La FIM, Federazione Italiana Motociclismo lo promosse alla 1° categoria nel 1952 .  Iniziò la stagione in sella alla sua privata “Dondolino” e mostrò subito le sue qualità, gareggiando con piloti del calibro di piloti “Gilera”  Umberto Masetti , Giuseppe Colnago e Nello Pagani Moto (Guzzi). Entusiasmò nel Gran Premio Internazionale di Sanremo sul circuito di Ospedaletti. Vinse Geoff Duke con la  Norton 500, e sul podio salirono Nello Pagani e Libero Borsari, classificati nell’ordine. Ancora qualche buon piazzamento poi l’appuntamento fatale sul circuito stradale di Marghera (Venezia). Domenica, 11 maggio 1952, durante le prove, Libero in sella alla Moto Guzzi, indossato il suo rosso-bianco-verde , si lanciò  per il primo giro. Purtroppo la sua moto scivolò  e scavalcato l’attraversamento ferroviario, colpì  un marciapiede e si schiantò con la testa  contro un meccanismo di ferro. Gravemente ferito, fu immediatamente portato in ambulanza all’ospedale di Mestre, dove fu dichiarato morto all’arrivo, aveva solo 20 anni! Fonti diverse indicarono nel bloccaggio di organi meccanici del mezzo le cause che determinarono la caduta fatale, ma nulla fu concretamente accertato. Una folla di circa 20.000 persone gli porsero l’estremo saluto, allineate sulle strade di Finale Emilia, divesi di piloti  precedettero il corteo funebre in sella alle loro moto. Una targa commemorativa è stata collocata in suo onore nel luogo dell’incidente a Porto Marghera.

Lorenzo Bandini: il 10 aprile 1967 finisce il sogno, fra le fiamme di una Ferrari a Montecarlo

- Lorenzo Bandini, il 10 aprile 1967 cessò di vivere nell’ospedale di Montecarlo, 72 ore dopo il terribile incidente nel quale era incorso durante il G.P. Formula 1 del Principato di Monaco. Le fiamme a Montecarlo bruciarono la vita di uno dei migliori piloti di quel tempo, le fiamme che avvolsero la Ferrari. Sotto il peso di quell’immagine e di quella tragedia, quando chiesero a Ferrari di ricordarlo, anch’egli non poté fare a meno di riandare a quell’ultima, orribile immagine: “Ricordo quel giorno di maggio del 1967. Ero nel mio studio di Maranello, davanti al televisore…Quando vidi il grosso fungo nero di fumo che deturpava sinistramente la baia di Montecarlo…sentii che quella macchina in fiamme era una delle mie. Ora non so dire perché, ma intuii Bandini nel rogo e fui sicuro che non lo avrei più visto”.

 Era un pilota molto amato, uno degli ultimi eroi italiani dell’automobilismo sportivo, e niente pare retorico o fuori luogo parlando di lui. Sarebbe diventato il più grande, è morto per troppa passione e per troppo coraggio. Era riuscito a coronare il sogno di correre per la Ferrari. Il 1967 doveva essere il suo anno, quello buono per il titolo iridato, ma all’81° giro del GP di Montecarlo la fortuna gli voltò le spalle. In modo definitivo, aveva 31 anni. La sua carriera era stata una scalata lenta, meticolosa, faticosa, con i vari gradini saliti con enormi sacrifici, fino alla vetta della F.1, fino all’Olimpo della Ferrari, fino alla gloria della prima vittoria iridata. Considerava  giunta l’ora di puntare al titolo iridato, ma il destino aveva disposto diversamente della sua vita, una chicane: innaturale, artificiosa come tutte le chicane, risultò fatele per Bandini. A Montecarlo voleva vincere e sapeva di poterlo fare. Al via, scattò in testa senza accorgersi  che alle sue spalle Brabham aveva inondato la pista di olio per la rottura del motore. Lo vedero tutti tranne lui, che è appunto era davanti  e  su quell’olio finì nel giro successivo perdendo la leadership. Bandini riprese con più rabbia e con una grande progressione compiendo sorpassi dietro sorpassi. Quando mancano 19 giri alla fine agguantò il secondo davanti al compagno di squadra Amon. Mantenne il suo ritmo forsennarto fino a che, uscendo dal tunnel e imboccata  la chicane, invece di uscirne sbattè violentemente contro una balla di paglia. La macchina si capovolge e prense  fuoco, imprigionando il pilota in una gabbia rovente. Le indagini accertarono che la sua monoposto aveva innestata la 5° marcia, avrebbe dovuto essere in 3°. Ciò fece attribuire la causa dell’incidente alla stanchezza del pilota, che aveva dato il massimo e forse anche di più. Qualunque ne sia stata la causa quella grande corsa resta testiimone del suo valore e del coraggio che non gli facevano certo difetto.

Le Mans: Vincono Lorenzo (MotoGP), Rins (Moto2) e Binder (Moto3). Tre secondi posti per i piloti italiani con Rossi, Corsi e Fenati.

Logo Motomondialell Gran Premio di Francia, disputato sul tracciato del “Bugatti” di Le Mans ha visto i piloti italiani conquistare tre secondi posti con Rossi (MotoGP), Corsi (Moto2) e Fenati (Moto3). Tutti hanno rafforzato le loro posizioni nella classifica generale al termine di tre ottime gare. Due gli spagnoli sul gradino più alto del podio: Lorenzo (MotoGP) e Rina (Moto2), al sudafricano Binder la Moto3. Disastro Ducati con i due piloti ufficiali in terra come Marquez che si è regalato un quasi nullo, pareggiando quasi quanto come era già capitato in precedenza ai due diretti avversari.

MOTOGP – Netta vittoria di Jorge Lorenzo (Yamaha) che impone il suo ritmo ad una gara che è stata emozionante per le cadute di Iannone. Dovizioso e Marquez, nell’ordine, ma anche vivacizzata dalla rimonta iniziale Valentino Rossi penalizzato da una partenza poco brillante dalla settima posizione in griglia. Al Terzo Maverick Viñales, il portacolori Suzuki, al suo primo podio nella classe regina. Storico risultato per la Casa nipponica che entra nelle posizioni che contano della massima categoria dopo otto anni, non accadeva dal terzo posto di Loris Capirossi a Brno nel 2008. Il più veloce del warm up è stato Iannone che dalle qualifiche è parso molto competitivo sulla pista francese ma la sua gara con la caduta è diventata una debacle. Tante, troppe cadute, forse i piloti pagano la conoscenza del materiale Michelin, nuovo fornitore con prodotti in fase di sviluppo. Ordine d’arrivo condizionato dai ritiri, fuori gara nell’ordine: Scott Redding, Yonny Hernandez, Cal Crutchlow, Tito Rabat, Andrea Iannone, Andrea Dovizioso, Marc Marquez che riprende e si classifica 13 e ultimo, poi ancora, Jack Miller e Bradley Smith. Solo 13 piloti … forse è tempo di ripensare alla scaletta per l’assegnazione dei punti se il numero dei partenti non subirà un incremento. La corsa nella seconda parte è diventa di trasferimento per i primi due con Lorenzo che vince in solitaria davanti al tranquillo (?) Rossi (-10.854”), terzo Viñales. Seguono Dani Pedrosa che non è riuscito ad agguantare il pilota della Suzuki; poi i fratelli Espargaro, Pol quinto e Aleix sesto. Bella prova del rientrante Danilo Petrucci, settimo, e migliore dei piloti in pista con la Ducati. La casa di Borgo Panigale ha vissuto una nuova giornata da disastro, Dovizioso è al terzo risultato nullo consecutivo. Ora c’è attesa per capire chi sarà il compagno di Lorenzo. Nono e decimo posto per le Aprila, ma con un ritardo vicino al minuto, c’è tanto da lavorare. Ancora Gelo sul podio fra Rossi e Lorenzo. Con il successo nella quinta prova e la caduta di Marquez la classifica cambia e si ricompatta: Lorenzo e leader a 90 punti, precede Marquez p. 85, terzo Rossi p. 78.

Appuntamento tra due settimane in Toscana per il GP d’Italia. Le prove libere sul tracciato del Mugello inizieranno venerdì 20 maggio.

MOTO2Alex Rins vince la gara, con Lowes che arriva al sesto posto, è premiato dal primo posto in classifica. Il nostro Corsi è secondo e Luthi terzo. Buone le condizioni climatiche e tutti i piloti della classe di mezzo hanno optato per la combinazione di mescole media e soft. Protagonisti della corsa fin dalle fasi iniziali sono Luthi, Morbidelli, Nakagami e Rins mentre Corsi e Baldassarri sono stati bravi a rimontare verso le posizioni di testa. Anche in questa gara non sono mancate alcune cadute eccellenti. I primi cinque allungano sul resto della corsa. Cade Julian Simon, mentre Johann Zarco, è ritardato in decima posizione e sale in nona a diciotto giri dalla fine. Cade anche Alex Marquez. Le posizioni di vertice non cambiano e, a undici giri dalla fine, Corsi è alla ruota di Rins e sembra studiare l’attacco al pilota spagnolo. I due allungano su Baldassarri e Luthi ma lo svizzero strappa centesimi all’italiano e quando mancano dieci giri alla fine lo sorpassa con la più classica e efficace delle manovre. Gara finita invece per il pilota di casa: Zarco cade alla curva 14 e lo stesso accade a Lorenzo Baldassarri quando mancano cinque giri al termine, l’italiano dopo una bella prova francese va lungo alla curva tre, torna in pista ma alla fine sarà diciassettesimo. Fasi finali della corsa, Nakagami si avvicina a Morbidelli che adesso è quarto ma distante dai oltre 4 secondi dalle posizioni da podio dove non cambia nulla fino alla fine e Rins quando mancano tre giri alla fine allunga il passo per difendere la sua prima posizione. Taglia il traguardo per primo davanti all’italiano che si aggiudica il secondo posto davanti al pilota svizzero. Morbidelli, Nakagami e Lowes chiudono le rimanenti posizioni sotto la bandiera a scacchi con il britannico che deve cedere la prima piazza iridata al pilota barcellonese. A punti Marini (12°) ai margini della zona Pasini (16°) e Baldassarri (17°), Tonucci (22°). Con il risultato di Le Mans Rins diventa il nuovo leader del campionato con 87 punti, davanti Lowes p. 82 e a Luthi p. 69; migliore dei piloti italiani Corsi 6° con p. 46.

MOTO3Brad Binder, pilota KTM si è aggiudicato la gara a Le Mans conquistando il suo secondo GP consecutivo. A Fenati in piazza d’onore davanti a Navarro. Il sudafricano, che durante il warm-up ha lamentato problemi tecnici alla moto,come era accaduto anche nel corso delle prove, sale sul gradino più alto del podio per la seconda volta in due settimane. Ha “marcato” per tutta la corsa i piloti che si sono alternati in testa al gruppo dei primi, primo molto numeroso poi ridotto a 4 fra i quali il nostro Romano Fenati a lunfo in prima posizione, ed un altro quartetto di inseguitori che comprende i nostri Bulega, Antonelli (poleman) e Migno.La lotta per i posti sul podio dopo metà gara si restringe a Fenati, Binder, Navarro e Canet. Intanto fra i numerosi caduti ci sono anche Phillip Oettl, Darryn Binder e Julian Danilo. Del quartetto che insegue fa parte anche Fabio Quartararo, il pilota di casa. Cade anche Ono. Intanto in testa c’è sempre Fenati davanti a Navarro, poi Binder e Canet. A sei giri dalla fine la sfida costante nel gruppo di testa sembra destinata addirittura ad aumentare. Dietro a Fenati i due piloti Estrella lanciano continui attacchi a Binder che difende con forza la sua seconda posizione chiudendo ogni traiettoria. A due giri dalla fine Binder attacca duramente Fenati e lo sorpassa, Navarro prova ad approfittarne ma l’italiano chiude e resta secondo. Ultimo giro, comanda Binder con Fenati e i due spagnoli al suo inseguimento. L’italiano prova a stare attaccato alla ruota del numero 41 ma non riesce a trovare lo spazio per il sorpasso e al traguardo è secondo mentre dietro i due compagni di box duellano per la terza piazza che alla fine è di Navarro con il rookie Canet giù dal podio. Dietro Bulega, risalito fino alla quinta posizione, poi Quartararo, Migno e Antonelli che chiude ottavo a 0.441s dal vincitore. Altri piloti italiani: Locatelli 10°, Bagnaia 12°, Di Giannantonio 17° Valtulini 22°, Spinarelli 23°, Petrarca 24°. Con la nuova vittoria ria Binder è sempre più leader con p. 102 punti, precede sempre Navarro a p. 78 e Fenati p. 67.

Gilles Villeneuve: 8 maggio 1982 l’anniversario della scomparsa di uno dei piloti leggendari della F1.

  Joseph Gilles Henri Villeneuve: deceduto l’8 maggio 1982, sulla pista Zolder. Per ricordarlo solo le parole di Enzo FerrariIl mio passato è pieno di dolore e di tristi ricordi: mio padre, mia madre, mio fratello e mio figlio. Ora quando mi guardo indietro vedo tutti quelli che ho amato. E tra loro vi è anche questo grande uomo, Gilles Villeneuve. Io gli volevo bene. »
Anche noi gli abbiamo voluto bene e lo portiamo nella memoria ……

Da AUTOSPRINT del 18/04/2010

Dalle nevi del Québec all’epopea di Digione

Arrivò nel mondo dei Gran Premi come uno noto solo agli addetti ai lavori, un campioncino di Formula Atlantic, monoposto con l’identico telaio delle Formula 2 ma con meno potenza nel propulsore, e asso delle motoslitte. Per il resto Gilles Villeneuve, nonostante i suoi 27 anni, appariva come un uomo senza passato. Nato e cresciuto nel Canada francofono, lontano però dalla vivacità culturale e quasi europea di Montreal, figlio di spazi immensi, della neve e delle foreste, della natura e di un sistema di vita duro. Il 16 luglio 1977 Villeneuve presentò il suo biglietto da visita a coloro che lo conoscevano per sentito dire: con una McLaren M26 ottenne il nono tempo in qualifica al Gp di Gran Bretagna a Silverstone, il migliore nel warm up, sfiorò il quarto posto e tre punti iridati prima di essere retrocesso in undicesima posizione per un problema di raffreddamento al motore. Poi sparì per qualche tempo: tornò oltre Manica per gareggiare sia in Formula Atlantic sia con la Wolf- Dallara nel campionato Can Am. Finché Enzo Ferrari non decise di ripetere ciò che aveva fatto con Niki Lauda: assumere un giovane semi sconosciuto da allevare, affinare. L’assunzione di Villeneuve al posto del due volte campione del mondo a fine 1977 aveva motivazioni precise: Gilles costava pochissimo, piaceva allo sponsor Philip Morris, e possedeva un grande talento naturale. Nelle due gare d’esordio di quell’anno, però, non lo mise in mostra: diciassettesimo e frastornato a Mosport, ventesimo in prova e protagonista di uno spaventoso incidente con Ronnie Peterson al Fuji, un volo che causò due morti e decine di feriti. Allora ci si chiese se Villeneuve fosse stata una scelta giusta. Le cose cambiarono nel 1978: la Ferrari non era la miglior monoposto del mondiale, c’era la Lotus 79 a dettare legge, ma il canadesino a poco a poco, con costanza, riemerse dall’anonimato e alla fine vinse la prima corsa, il Gp del Canada, organizzato sull’isola di Notre Dame, nei pressi del bacino olimpico della città. Da allora fino al tragico incidente di Zolder dell’8 maggio 1982, Villeneuve divenne l’uomo in più della Formula 1, il simbolo stesso della Ferrari. Adottato dagli italiani, Gilles non vinse mai un titolo, conquistò “solo” altre cinque vittorie, ognuna delle quali però dal sapore epico. Entrò nell’immaginario collettivo a Digione, il 1 luglio 1979, quando duellò ruota contro ruota, staccata dopo staccata, metro dopo metro, con la Renault di Arnoux per conquistare i sei punti del secondo posto. Quelle immagini, trasmesse, ritrasmesse, ormai presenze fisse delle cineteche, lo proiettarono nel defi- nitivo dell’automobilismo e da lì non si mosse mai fino appunto all’assurdo schianto, a quel volo simile al precipizio di una stella cadende dell’8 maggio del 1982. Perché Villeneuve ha vinto sì solo sei Gran Premi in carriera, ma ognuno di essi e ogni sua presenza hanno offerto emozioni, trepidazioni, commozioni che nessun altro grande dell’era moderna, ad eccezione di Senna, è stato più in grado di fornire.

E’ difficile descrivere Gilles Villeneuve come pilota: crediamo che la definizione più sensata, scevra di qualsiasi emozione, sia quella che parla di un traghettatore capace di riportare la figura del pilota al centro di ogni discussione in un’epoca nella quale ormai dominavano i calcoli, i tecnicismi, le differenze spesso abissali tra monoposto da primato e le altre da ultime file o non qualificazione. Villeneuve ha portato quindi aria nuova nell’automobilismo e il fatto che a distanza di quasi ventotto anni dalla morte nessuno lo abbia dimenticato è indicativo di quanto abbia contato per la storia della specialità. Gilles faceva parte della schiera dei piloti naturali: per lui che la monoposto fosse inferiore alla concorrenza era quasi un vantaggio. Proprio nelle condizioni difficili sapeva donarle quel qualcosa in più che bloccava gli altri, anche i titolati compagni di guida, si chiamassero Reutemann o Scheckter o Pironi. Le sue traiettorie non erano dipinti alla Lauda. Ma brusche invenzioni che sfioravano la logica. Alla precisione del tratto anteponeva l’intuito, la fantasia, la spontaneità condite da una sicurezza nel controllo che lo rendevano unico. Nelle sue evoluzioni Villeneuve poteva ricordare Moss. Non si trovava in difficoltà su nessuna pista e su nessun asfalto: piovesse o fosse secco Gilles spremeva tutto quanto le sue Ferrari potevano offrire. Ma attenzione: il suo essere naturale non significava che fosse uno sprovveduto nella tattica. All’inizio ha pagato la propria irruenza distruggendo monoposto, gettando al mare risultati, ma una volta presa confidenza con la squadra e lo staff tecnico, Gilles ha difficilmente sbagliato approccio. Non è un caso che una delle sue corse migliori fu quella che consegnò il titolo iridato al compagno Scheckter a Monza, il 9 settembre del 1979: fu un capolavoro di intelligenza, generosità, altruismo. Gilles spezzò il ritmo di Laffite, Jabouille, Regazzoni, rimase dietro a Scheckter pur avendo qualche decimo in meno nel piede destro. Optò per la piazza d’onore, perdendo di fatto le chance di titolo ma fu una corsa leggendaria. Come da leggenda, per la sagacia, resta il Gran Premio di Spagna 1981, quando con « Un tappo di classe» (furono queste le parole usate dal direttori di As, Marcello Sabbatini per sancire l’impresa) impedì il sorpasso a Laffite, Watson, Reutemann e de Angelis con una Ferrari in crisi rispetto alle monoposto che aveva alle spalle. In ciò Villeneuve è da riabilitare perché troppo spesso vengono ricordate le sue “pazzie”, i suoi numeri. Il 1982 sarebbe stato certamente l’anno del primo titolo mondiale. Era più forte di Pironi, dell’amico che lo aveva tradito a Imola. Questo voleva dimostrare nel fatale 8 maggio 1982 a Zolder

Contrariamente a ciò che si dice, Villeneuve non era un tipo molto socievole. Semplice nel modo di vita, con la moglie e la famiglia appresso, un motorhome per spostarsi da un circuito all’altro, pochi grilli per la testa e qualche passione extra motoristica: suonare la tromba, per esempio. Gilles era figlio di una terra durissima, dove gli inverni sono rigidi, la neve ricopre ogni cosa e ogni traccia, dove i rapporti umani avvengono all’interno di microcomunità. Per questo Villeneuve amava una qualità sopra tutte: la lealtà nei confronti di chi giudicava amico. Lealtà signi- fica rispetto, mantenimento dei patti, onestà. Il suo incupimento improvviso, il suo smarrimento umano nei giorni seguenti ai fatti di Imola 1982, quando Pironi non rispettò l’accordo che voleva vincitore chi si fosse trovato al comando all’inizio dell’ultimo giro, sono probabilmente il nucleo causale della sua morte. A Zolder, infatti, Gilles non arrivò sereno. Si sentiva tradito dal compagno e probabilmente dalla squadra e la dinamica stessa dell’incidente, avvenuto in quello che doveva essere il giro di rientro ai box dopo aver ottenuto il tempo, dimostrano quanta rabbia in corpo ci fosse. La gente aveva adottato Villeneuve. Di lui piaceva il non volersi mai arrendere nemmeno all’evidenza dei fatti – indicativo il tentativo di rientrare ai box con la gomma posteriore sinistra inizialmente dechappata a Zandvoort nel Gran Premio del 1979 -, la fantasia nel voler offrire sempre spettacolo. Generoso ogni qual volta si trattava di coinvolgerlo in qualcosa che riguardasse la velocità: non si fece pregare per sfidare un caccia militare all’aeroporto di Istrana in una gara di accelerazione con la Ferrari 125 CK nel 1981, per lanciarsi a velocità folli a bordo di un offshore o per sfidare gli amici nel tragitto da Montecarlo, dove viveva, a Maranello. Perché alla fine il posto dove Villeneuve si sentiva maggiormente a proprio agio era ai comandi di qualcosa che potesse perforare l’apparente staticità del tempo. Non importa fosse una Formula 1, un trattore, una motoslitta: ma che vincesse la resistenza dell’aria, che procedesse, che generasse sfide. Con se stesso e contro gli altri. Parlava in un francese quebechiano, dalla strana e inconfondibile cadenza, che si faticava a comprendere. Spesso sbuffava e sorrideva con quel volto da eterno ragazzino sul quale grandi occhi scuri lasciavano trasparire una dolcezza insospettabile. Villeneuve aveva l’aria di un amico da proteggere: così lo sentivano le persone, le stesse che restavano a labbra spalancate osservandolo compiere imprese ai limiti delle leggi fisiche. È entrato così nella leggenda e nella leggenda è rimasto a tal punto che anche chi non lo ha mai visto gareggiare sa tutto di lui.

 

Guido Leoni e Raffaele Alberti: morire insieme in una carambola che coinvolse 16 piloti (Ferrara ’51)

Guido Leoni e Raffaele Alberti, hanno condiviso un tragico destino, il 06 maggio 1951 persero la vita durante il Circuito di Ferrara.  Entrambi in sella alla FB-Mondial 125cc furono coinvolti in un incidente che coinvolse diversi piloti sul circuito stradale. Il pilota Antonio Ronchei urtò le balle di paglia poste a bordo strada piste a protezione di una curva veloce a sinistra, cadde e la sua moto rimase in mezzo alla strada, causando una caduta di gruppo. Ci furono piloti che riuscirono ad evitarlo come Carlo Ubbiali e Primo Zinzani uscito illeso dalla moto che si era incendiata come altre. Non ebbero scampo Guido e Raffaele che impattarono sul mezzo incidentato, uccisi  dal terribile impatto.
Guido Leoni che nel 1948 aveva vinto il Circuito delle Terme di Caracolla, nel 1949 esordì nel Motomondiale gareggiando nella classe 500 in sella ad una Moto Guzzi, ottenne tre buoni piazzamenti ed il 10° posto finale. Nel 1950 dispitò solo il GP delle Nazioni con la MV Agusta ed un modesto 12° posto, ma si aggiudicò la Milano-Taranto, l’estenuante corsa dal nord al sud. La grande stagione poteva essere quella del 1951, avrebbe gareggiato nel Motomondiale  nelle classi 500cc con la Guzzi e la 125cc con la Mondial.  Vinse il primo GP della stagione della 125cc, al Gran Premio di Spagna sullo stradale Montjuïc. Dopo il buon inizio stagionale, meno di un mese più tardi, sulle strade ferraresi, nella “carambola” di 16 moto, durante il primo giro della prova del  Campionato Italiano Seniores,  Leoni trovò la morte. Aveva 36 anni.

Raffaele Alberti era un pilota esperto, con delle notevoli capacità; la sua carriera era iniziata nel 1926, a diciannove anni, gareggiando in sella ad una Zundapp si era aggiudicato la prima vittoria sul Circuito delle Alpi Orobie. In seguito  gareggiò con la Orione, le Benelli 175 e 250 e la Guzzi 250. Con il “Guzzino” conquistò alcuni primati mondiali non omologati. Nel 1935 a Lucca, con la Benelli, stabilì dei record mondiali arrivando alla velocità massima di 181,818 km/h. Nel ’40 corse la Milano-Taranto, vincendo nella sua classe e ed il secondo assoluto. Nel 1947 vinse il Gran Premio di Monza. Nel 1948 conquistò il titolo di Campione d’Italia di 1° Categoria della classe 125 cc con una Moto Morini 125 Competizione. Nel ’50 i Circuiti di Casale, Ospedaletti, Lugano e Milano. L’anno successivo fu ingaggiato dalla Mondial per gareggiare con le 125 ufficiali del Conte Borselli, ma il 6 maggio il destino gli aveva preparato l’incidente fatale, subito dopo il via della corsa del Campionato Italiano Velocità a Ferrara.

Le Mans: I “4″ della MotoGp saranno sempre loro a prendere la scena. In gara anche Moto2 e 3 con qualche sogno italiano.

Logo-circuitsDurante il week-end 06/08 Maggio p.v. Il circus del Motomondiale farà tappa sul tracciato del circuito Bugatti che si trova 5km a sud della città di Le Mans e a 200 km al sudest di Parigi. Costruito nel 1965, attorno alla pista della 24 Ore di Le Mans, questo circuito, che evoca imprese eroiche, alla fine degli anni sessanta viene scelto per ospitare un Gran Premio del Motomondiale. Il grave incidente occorso al pilota Alberto Puig nel 1995 ha fatto sparire la prova di Le Mans dal calendario del Campionato del Mondo fino alla stagione 2000, mentre venivano effettuati lavori atti a migliorare la sicurezza del tracciato. La pista stretta è caratterizzata da curve particolari, che obbligano il pilota a fare brusche frenate e improvvise accelerazioni. Con una capacità di oltre 100.000 spettatori, il circuito viene anche utilizzato per organizzare diverse prove di resistenza di tutti gli sport a motore, ma anche diverse prove delle serie nazionali francesi.

MOTOGP - Alla vigilia del GP di Francia tre nomi dominano la classifica del Campionato del Mondo Moto 2016, Marc Marquez, Jorge Lorenzo e Valentino Rossi; tre piloti che hanno fatto la storia delle recenti stagioni della classe regina e non solo dell’infuocato 2015. A guidare la classifica iridata in vista del quinto appuntamento stagionale sulla pista di Le Mans è il pilota della Honda che può contare sul punti conquistati in tutte le gare a differenza dei avversari. Con 82 punti e quattro podi in quattro gare Marquez ha imposto il suo ritmo alla massima serie. Nell’ultima sua vittoria texana ha fatto il vuoto mentre a Jerez è stato costretto ad accontentarsi di 16 punti alle spalle dei due portacolori Yamaha Rossi e Lorenzo. C’è chi parla di maturità, ma nell’ultima gara c’è stata superiorità netta degli avversari. Lorenzo ha lamenta problemi di gomme, come sempre gli accade non riconosce il merito agli avversari, ma sono cause estranee a fermarlo. Eppure il secondo posto sul podio gli ha permesso di mantenersi nella stessa posizione iridata con 65 punti. Tra i tre piloti di vertice Lorenzo è quello con più vittorie sulla pista francese e l’ultima di queste è arrivata proprio l’anno scorso. Rossi, terzo della classifica iridata e trionfatore di Spagna, ha confermato la sua ottima forma e la grande ripresa dopo la sfortunata caduta in Texas. Si trova a 24 punti da Marquez e in ascesa dopo un inizio ben diverso dalla prima parte di stagione 2015. Sulla pista francese il nove volte campione del mondo ha vinto tre volte, l’ultima delle quali risale al 2008 e l’anno scorso arrivò secondo. Il meteo svolge spesso un ruolo importante nel GP di Francia e potrebbe portare anche al successo di un altro nome oltre a quelli di vertice. Da considerare quindi Dani Pedrosa (Honda) che da inizio stagione è sempre a ridosso dei piloti di vertice. Nella classifica iridata è quarto con quaranta punti ma pilota dal leader, non sembra avere il passo per lottare con i primi tre. Ma Pedrosa non è nuovo di vittorie qui e, oltre ai primo posti nella categorie inferiori ha già vinto il GP di Francia, classe MotoGP, nel 2013. Da seguire, perché tra i possibili pretendenti alle posizioni che contano, è Maverick Viñales. Il pilota Suzuki arriva dalla bella prova durante i test di Jerez de la Frontera e questa stagione è tra i protagonisti dell’alta classifica dando l’impressione di poter essere sempre ad un passo dal podio, risultato che comunque manca fino ad ora. Il tracciato di Le Mans dovrebbe essere adatto alle caratteristiche della sua GSX-RR e qui vinse due GP quando era nella cilindrata più bassa prima con l’Aprilia e poi con la KTM. In attesa di conferme anche il suo compagno di box, Aleix Espargaro che sta migliorando costantemente ad ogni turno. Arriva in Francia con due quinti posti conquistati negli ultimi GP, i suoi migliori risultati consecutivi nella classe. Il SP di Spagna è risultato essere ancora da dimenticare per Andrea Dovizioso, fermato da un problema alla pompa dell’acqua. Le Ducati però sono sempre andate bene su suolo francese e lo stesso Dovizioso nel 2015 arrivò terzo. Un buon risultato nella gara transalpina potrebbe essere l’ancora di salvezza per il pilota forlivese che ha bisogno di punti preziosi. Stesso discorso vale per il suo compagno di box Andrea Iannone dopo un inizio 2016 buio si sta risollevando con il podio di Austin e dal settimo posto in Andalusia. Il team Ducati, impegnato nei test privati del Mugello, in aggiunta ai quelli della settimana scorsa a Jerez, possono aver dato risposte utili in vista dell’appuntamento francese. L’unico pilota transalpino della classe regina è Loris Baz Fino ad ora ha vissuto un brutto inizio stagione caratterizzato da cadute e ritiri ma rispetto al suo esordio nella categoria, avvenuto la scorsa stagione con una Yamaha Open, quest’anno è in sella ad una moto più competitiva. Il supporto del pubblico di casa potrà aiutarlo ad interpretare una buona gara. Pol Espargaro e Bradley Smith saranno chiamati a dari il massimo; lo spagnolo deve difendere il quinto posto iridato, miglior pilota non ufficiale. Allegare dovrebbe tornare il nostro Petrucci e sono sempre attesi miglioramenti dalle due Aprilia.

MOTO2 – Sam Lowes ha conquistato la sua prima vittoria a Jerez in questa stagione, primo posto arrivato dopo quello di Austin l’anno scorso. È il primo pilota inglese a vincere due gare in due stagioni consecutive della classe intermedia dopo Chas Mortimer nel 1974 e 1975. A Le Mans 2015 Lowes si è qualificato secondo in griglia di partenza e arrivò giù dal podio, solo quarto dietro a Zarco. Alex Rins è sempre andato a podio nelle sue tre precedenti apparizioni a Le Mans in Moto3, il suo terzo posto in Francia nel 2012 è stato il suo primo in un GP. L’anno scorso è partito dalla pole della gara in Moto2 ma è finito al diciassettesimo posto. Il terzo posto di Johann Zarco in Moto2 lo scorso anno è stato il suo primo podio nella gara di casa. Le Mans è il circuito di maggior successo per Tom Luthi ed è l’unica pista sulla quale ha vinto due GP nella classe 125cc. Vincendo sul tracciato francese nel 2005 segnò una tappa fondamentale per la conquiste del titolo iridato lo stesso anno. Luthi vinse la gara transalpina anche nel 2012 e nel 2015, l’unica pista a vederlo più di una volta vincitore. Jonas Folger è arrivato sesto a Le Mans due anni fa dopo essersi qualificato in pole position, la sua prima nella categoria. L’anno scorso è caduto al decimo giro mentre le sue prestazioni nella categoria inferire sono segnate dal secondo posto in 125cc nel 2009, fu il suo primo podio in un GP. Oltre allo svizzero, oggi nella categoria di mezzo l’altro pilota ad aver vinto a Le Mans è Julian Simon che nel 2009 conquistò il primo posto. Ovviamente le attenzione dei italiani è concentrato sulle prestazioni di Morbidelli, sempre a ridosso del podio e Corsi che una volta sul podio c’è già salito. Sorprese le potremmo avere da Baldassarri se ha trovato la piena forma fisica. Marini da esordiente si sta comportando bene, il fratello di Rossi può crescere moto, come ci si augura possa accadere con Tonucci.

MOTO3 – i piloti della classe più piccola arrivano sul circuito francese per il quinto appuntamento della stagione impressionati dalla prova di forza offerta dal sudafricano Brab Binder che guida la classifica iridata. Il miglior risultato di Binder a Le Mans è l’ottavo posto del 2013. L’anno scorso l’attuale leader della classifica iridata è partito dalla venticinquesima posizione ed è caduto dopo il primo giro alla chicane Dunlop. Il suo peggior risultato al GP di Francia. L’unica precedente apparizione per Jorge Navarro al GP di Francia è dell’anno scorso, quando si è qualificato in seconda posizione sulla griglia di partenza. In coda al gruppo di testa, dopo l’avvio della corsa è uscito di scena al sesto giro a causa di una caduta. L’anno scorso a Le Mans Romano Fenati ha vinto la gara, il pilota SKY Team VR46 è l’unico attualmente in Moto3 ad avere già collezionato un successo sul circuito transalpino. Il secondo posto di Bulega a Jerez è stato il suo primo nelle competizioni mondiali alla sua quinta gara nel campionato della cilindrata minima. E’ anche il pilota italiano più giovane a salire s un podio mondiale dopo Melandri, Fenati, Goi e Bastianini. Due anni fa Francesco Bagnaia è arrivato quarto nella gara della classe al GP di Francia, è stato il suo miglior risultato nel 2014. L’anno scorso è arrivato terzo, è stato il suo primo podio in un GP del Campionato del Mondo Moto3. Il gara nel campionato della cilindrata più piccola. Egli è anche il pilota italiano più giovane a salire s un podio mondiale dopo Melandri, Fenati, Goi e Bastianini.Due anni fa Francesco Bagnaia è arrivato quarto nella gara della classe leggera al GP di Francia, è stato il suo miglior risultato nel 2014. L’anno scorso è arrivato terzo, è stato il suo primo podio in un GP del Campionato del Mondo Moto3. Altri italiani molto attesi sono Nicolò Antonelli se riuscirà a concludere la gara; Roberto Locatelli non particolarmente nelle due ultime due gare; poi Migno che qualche punto fino ad ora lo ha raggranellato, a secco ancora Di Gianantono e il duo del Team Italia Valtulini e Spinarelli ( grande il timore che seguano sorti già toccate ad altri piloti transitati dal team federale), poi Petrarca a Pizzoli.

Tommaso Piccirilli: travolto a Imola dalla furia agonistica di un avversario

Ricorre oggi l’anniversario della scomparsa di Tommaso Piccirilli, motociclista deceduto il 04 maggio 1975, nell’ospedale di Imola.
ra stato ricoverato a metà pomeriggio di domenica 27 aprile a seguito delle gravissime ferite riportate nel drammatico incidente verificatosi, durante il terzo giro, di una gara del campionato italiano 350 cc.
Tommaso era alla guida di una Yamaha-Bimota, personalizzata da Franco Malenotti, fu coinvolto nell’incidente innescato da una caduta di Vinicio Salmi che guidava una Bimota-Yamaha della Diemme, giovane pilota emergente di quell’inizio di stagione.
Furono coinvolti diversi piloti, Tommaso patì le conseguenze più gravi.
Piccirilli è stato un grande protagonista delle gare con moto di serie, ne fu definito “il re”, frequentò anche le corse in salita, fu un prestigioso pilota della Scuderia Samoto Di Malenotti e Murelli. Passato “Senior” in quella stagione, sempre assistito da,l’amico Franco, dopo poche gare l’incidente sulla collina imolese, alle acque minerali, che gli costò la vita.

 

Imola: Doppio scacco matto Davies & Ducati (SBK). A Sofuoglu (WSS) e Mercado (STOCK 1000) & Kawasaki vittorie e leadership.

Davies - Imola 2016Il 5° round dei mondiali Superbike e Supersport ha caratterizzato le il week-end trascorso sul tracciato di del Santerno a Imola. Una manifestazione che ha espresso valori tecnici interessanti in contesto agonistico che non ha offerto emozioni mozzafiato. Purtroppo questa manifestazione pare perpetuare la permanenza del limbo dei poco grandi e poco piccoli. E’ il contesto che fa decollare l’evento? Forse sarebbe il caso di non rincorrere la MotoGP cercando idee innovative. Che non sono certo rappresentate dal mischiare in gara unica Campionato del mondo superbike e campionato europeo stock 600. Anche se le moto sono pressoché “standardizzate” Ma difficilmente le cose cambieranno rapidamente, in sintonia con le esigenze del settore. Intanto si va avanti anche senza una partecipazione da evento “iridato”.

SUPERBIKE – GARA 1Chaz Davies (Ducati) ha vinto dimostrando grande efficacia ed autorità, il pilota del Galles si è aggiudicato la manche scattando dalla pole , velocissimo a fatto segnare il record del tempo sul giro. Alle sue spalle la coppia Kawasaki Jonathan Rea e Tom Sykes: i due hanno lottato per le altre posizioni del podio, quasi una gara nella gara. La migliore partenza l’hanno fatta Davies e Rea, mentre Davide Giugliano, che partiva secondo, ha subito perso un po’ di terreno e mentre Davies ha ottenuto la leadership della corsa, l’unico pilota che poteva impensierirlo, Rea, l’ha seguito ed è restato a lungo con lui. Quando mancavano dieci giri alla fine, il campione del mondo in carica è andato largo alla curva 1, perdendo definitivamente il contatto con Davies e precedendo il suo compagno di squadra Sykes. Rea è però riuscito a recuperare il buon passo di gara e ha potuto così tenere a bada l’inglese,soprattutto negli ultimi giri, limitando così i danni nella classifica di campionato. Jordi Torres, che aveva conquistato il suo primo podio del WorldSBK a Imola nel 2015, ha fatto una corsa straordinaria, sulla BMW , che si è conclusa con un quarto posto, davanti al secondo pilota della Ducati Davide Giugliano. Leon Camier, dopo una gara fatta di alti e bassi, ha tagliato il traguardo in sesta posizione, ottenendo così un altro fantastico bottino di punti per il produttore di casa MV Agusta. Lorenzo Savadori (Aprilia) è stato nella top five per la prima parte della gara, ma ha perso qualche posizione concludendo in ottava piazza, tra la coppia Honda: Michael Van Der Mark ha ottenuto il settimo tempo e Nicky Hayden, debuttante su questa pista, porta a casa un nono posto. Xavi Forés (Ducati) ha completato la top ten davanti ad Alex Lowes, alfiere della Yamaha. Baiocco, Reiterberger, Brookes e DeAngelis hanno completato la classifica dei piloti che sono andati a punti, con il sammarinese che ha gareggiato convalescente da un infortunio alla mano sinistra, rimediato ad Assen.

SUPERBIKE – GARA 2 – Ha vinto ancora Chaz Davies che ha cosi dato avvio alla sfida al leader pro tempore campionato Jonathan Rea, il pilota gallese è di nuovo partito dalla pole position dominando la scena. Il campione del mondo in carica Rea ha tagliato il traguardo in seconda posizione nonostante alcuni problemi, ha preceduto ancora una volta il suo compagno di squadra Tom Sykes. Rea ha perso subito il contatto con il leader Davies, ma il pilota nord-irlandese ha portato a casa un altro buon bottino di punti a difesa al titolo. Sykes ha mantenuto il contatto con il suo compagno di squadra per la maggior parte della gara, ma non è riuscito a superarlo. Davide Giugliano, sulla pista di casa ha chiuso quarto posto, migliorando il risultato di Gara1, quando aveva ottenuto il quinto posto. Leon Camier, sulla sua MV Agusta, ha concluso in quinta posizione, conquistando punti molto importanti per la casa costruttrice italiana. Alex Lowes, dopo una difficile Superpole 2, ha portato la sua Yamaha YZF R1 in sesta posizione, davanti a Jordi Torres che in griglia di partenza era fuori dalla top ten ed è stato autore di un grande recupero. Lorenzo Savadori stava per terminare in ottava posizione, quando è stato colpito dalla sfortuna e all’ultimo giro ha avuto un problema meccanico che gli ha fatto perdere posizioni e ha tagliato il traguardo in undicesima piazza. La coppia Honda ha ottenuto in questa manche l’ottava e nona posizione, rispettivamente con Nicky Hayden e Michael Van Der Mark, dopo aver vissuto giorni difficili a Imola. Xavi Forés ha invece completato la top ten, ritirato Baiocco.

Leader della classifica si è confermato Rea p. 221, seguito da Davies p.186 e Sykes p. 154.; Giugliano 5° con p. 88.

SUPERSPORTKenan Sofuoglu (Kawasaki) ha ottenuto la vittoria al termine di una gara riavviata dopo una uno stop con la bandiera rossa. Jules Cluzel ha centrato la seconda posizione nel round di casa per la MV Agusta e il pilota Honda PJ Jacobsen ha completato il podio. Krummenacher è stato frenato da problemi tecnici in Italia. E’ il sunto della prova imolese. La gara è stata corsa in condizioni miste. Dopo una notte di pioggia e sotto un cielo nuvoloso, il warm up si è svolto sulla pista che si stava asciugando e le condizioni della gara sono state diverse. Jules Cluzel è partito dalla pole position con la MV Agusta, davanti al pilota della Kawasaki Kenan Sofuoglu e alla Honda di PJ Jacobsen. Il rookie e leader del campionato, Randy Krummenacher, è partito dalla quarta casella e il compagno di squadra Sofuoglu ha provato subito ad allungare. La corsa è iniziata con Cluzel davanti a Sofuoglu, Krummenacher e Jacobsen, ma presto la moto di Krummenacher ha avuto un problema tecnico che indotto la Direzione Gara a far esporre la bandiera rossa, con il pilota svizzero che non è potuto ripartire. La pit lane è stata riaperta nuovamente per una nuova gara di soli 11 giri, con Cluzel che ha preso subito la testa della corsa, ma la sfida è stata subito aperta con Sofuoglu che presto ha accumulato vantaggio lasciando dietro di sé il francese che non è riuscito a recuperare. Nella scia di Cluzel si è messo Lorenzo Zanetti, compagno di squadra del francese, alle loro spalle con Alex Baldolini e Federico Caricasulo hanno fatto a lungo gruppo. Nel convulso finale il quarto posto è stato conquistato da Baldolini, poi si è classificato Alessandro Zaccone (autore del giro veloce). Zanetti che si è dovuto così accontentare di un sesto posto davanti a Ondrej Jezek. Federico Caricasulo e Ayrton Badovini hanno tagliato il traguardo in ottava e nona posizione, rispettivamente, davanti allo spagnolo Nico Terol che ha chiuso la top ten. A Punti anche Bassani, ma la sua è stata una prestazione inferiore alle attese. Leader della classifica è diventato Sofuoglu con p. 86, seguito dallo sfortunato Krummenacher p. 71 poi Cluzel p. 58; 5° Baldolini p. 44.

FIM CUP STOCK 1000 - Leandro Mercado ha vinto la gara davanti a Kevin Calia e alla BMW di Raffaele de Rosa. Gara con tanti italiani in pista, alla ricerca della vittoria sulla pista di casa, la sfida è stata intensa e l’argentino Mercado, sulla Ducati, ha terminato alla grande una giornata importante di corse per la Ducati. Con un cielo che poteva rivelarsi il più grande rivale, Leandro Mercado ha preso subito la testa della corsa, davanti a Roberto Tamburini (Aprilia) che scattava dalla pole position, e nel primo giro se l’è dovuta vedere con Marco Faccani e Raffaele De Rosa. Kevin Calia, Tamburini e Michael Ruben Rinaldi, sulla seconda Ducati, hanno completato la top 6 nei primi giri, con il turco Razgatlioglu che è tornato in pista dopo l’infortunio ed era in settima posizione. Dopo la caduta di Ruben Rinaldi e Faccani, Calia ha potuto colmare il divario con i piloti di testa e arrivare a lottare per la vittoria, prima che Mercado guadagnasse vantaggio e vincesse in solitaria. Calia si è così accontento della seconda posizione, davanti a de Rosa. Tamburini autore di una gara di rincorsa ai primi non completata ha concluso la corsa ai piedi del podio, davanti a Razgatlioglu e Vitali, sesto. Suchet ha invece concluso in settima piazza davanti a Mantovani, Massei e Ferrari che completano una bella top ten in Italia. Dopo tre gare Mercado conquista il primo posto in coabitazione con De Rosa, entrambi con p. 57, seguiti da Rinaldi p .36 e Calia p. 33

Franco Reggiani: Il 2 maggio 2001 ci lasciò il fotografo del Santamonica.

Ricordando Franco Reggiani scomparso il 2 magio 2001 , fotografo al Santamonica negli anni  ’70 /’90 

Sono tante le persone conosciute nel corso dei quarant’anni trascorsi per larga parte nei paddock dei circuiti italiani e di mezzo mondo.

Tanti volti che il tempo ha scolorito nella memoria, ma di alcuni il ricordo resta vivo, anche se non autori di straordinari eventi.

Fra questi mi piace ricordare un mio concittadino, un fotografo, un personaggio che per lungo tempo è stato una figura caratterista fra le tante che frequentavano l’autodromo Santamonica di Misano Adriatico dalla sua inaugurazione fin verso la fine del 1900. Un odontotecnico riminese che, trascurata la professione medica, si era dedicato alla fotografia, in particolare dei motociclisti. Franco non era bravissimo come fotografo e non scattava foto artistiche, ma documentava, a costi accessibili per tutte le tasche, l’attività di un’infinità di piloti che si trovano a provare o gareggiare sulla pista adriatica.

E’ stato un testimone prezioso per la storia locale della Bimota, con un’infinità di scatti ne ha documentato vicende esaltanti, molte immagini delle tante vittorie conquistate, così come i momenti di difficoltà; il materiale era stato accumulato in azienda.

Un’attenzione che Franco aveva riserva a tanti altri team e piloti.

Reggiani è stato un collaboratore della Redazione riminese de Il Resto del Carlino, e si deve al suo costante impegno se, con grande frequenza, foto delle moto e dei piloti riminesi erano pubblicate sulle pagine del quotidiano più diffuso in città.

Quante chiacchierate, quanti caffè consumati, prima in via Covignano, poi nel Villaggio 1° maggio ed a seguire nel bar del Gros Rimini. Impossibile dimenticare i viaggi fatti per andare, in occasione di molte gare di fine stagione, insieme a Vallelunga e lui amava molto fermarsi “Al Vecchio Mulino” di Ronciglione e cenare, almeno una sera, da Righetto a Campagnano. Era stato un amico dei miei piloti, i piloti Bimota, e credo che non sia stato cancellato dalla mente di gran parte di loro.

Era un estroverso, aveva tante conoscenze ma pochi amici, fra i pochi che ho apprezzato c’era Giorgio Betti che lo ha fortemente coinvolto nella sua attività di comunicazione e non certo per grandi meriti professionali, ma per l’amicizia riservata un uomo che aveva delle necessità, un amico che anche il cuore aveva tradito, ma lui aveva poco rispetto per la cardiopatia che lo affliggeva. La sua vita si spenta quando aveva da poco compiuto i 72 anni.

Ricordo spesso il suo funerale, era una giornata buia e piovosa anche inizio maggio, malinconica come lo era Franco, anche se la mascherava con battute e comportamenti spesso giocosi. La cerimonia fu celebrata nella chiesa di San Nicolò, ricordo che eravamo davvero in pochi ad assistere e il prete, visto com’eravamo dispersi, ci invitò ad occupare i posti intorno alla bara; fu un gesto incosapevolmente affettuoso che certo avrà apprezzato. Con rammarico ricordo il disagio per l’assenza di amici e conoscenti cui lui aveva certamente riservato attenzione; io ricodo solo Giorgio. Neppure io lo accompagnai al cimitero di Rimini e, pur avendolo citato più volte negli anni seguenti per ricordare episodi dei tempi passati, mi ero perso i riferimenti; solo recentemente ho cercato di vedere dove stava “riposando”. Ho visto il tombino, ed alla memoria si sono affollate tanti ricordi per  una vita che è trascorsa con una velocità che fa il paio con il mondo che abbiamo condiviso ed amato. Se mi riuscirà di completare, come spero, il racconto delle vicende inerenti degli uomini che hanno contribuito a scrivere la storia della “mia” Bimota, ci sarà spazio anche per raccontare la nostra amicizia.

Ayrton Senna: perì il 1° Maggio 1994, a seguito del tragico incidente capitato a Imola durante il GP di San Marino.

>La vita è troppo breve per avere dei nemici< (Ayrton Senna

Ayrton Senna da Silva vittima, il 1° Maggio 1994, di un tragico incidente, durante il Gra Premio di San Marino, verificatosi nell’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola.

Considerato uno dei piloti di Formula 1 più forte di tutti i tempi è stato Campione del Modo negli anni 1988, 1990, 1991. Bravo sull’asciutto e soprattutto, sul bagnato, ha compiuto  in imprese entusiasmanti.  Aveva la capacità di portare al limite la propria monoposto con una grande sensibilità nella messa a punto e nella scelta dei pneumatici.

Particolarmente veloce sul giro in prova, Senna è stato il pilota ad avere ottenuto più pole position  in rapporto ai Gran Premi disputati, ed è il terzo pilota in classifica per numero di vittorie (41) dietro a Michael Schumacher (91) e Alain Prost (51).  

Arrivò in Formula 1 nel 1984 per guidare una Toleman  e nella prima stagione conquisto il primo podio con 2° posto cui fece seguire due 3° posti inframmezzati da tanti ritiri, ma destò subito grande impressione.

Nel 1985 passo alla Lotus, vi restò per tre anni centrando sempre la top five (con un 3°) posto finale, conquistando la prima vittoria in carriera (Gran Premio del Portogallo) ne seguiranno altre 5, in totale conquisto 20 podi.

Nel 1988 passò alla McLaren, vi resto per sei anni, conquistando tre titoli iridati, due volte “à ed una 4°, regalo alla scuderia la vittoria in 34 G.P. e ben 55 podi.

Nel 1994 passo alla Williams, dopo due stagioni senza titolo,  Ayrton disponeva  di una monoposto superiore alla concorrenza, ma alle prime prove smentisce e sorprende tutti avvertendo di incontrare difficoltà nella gestione della nuova vettura. La vettura progettata Adrian Newey non meno competitiva che in passato. Inoltre era anche troppo stretta nella zona dell’abitacolo, e Senna faticava a calarvisi e di conseguenza faticava nella guida. La vettura era inoltre instabile e difficile da guidare, a causa dell’eliminazione dei dispositivi elettronici. Senna iniziò i lavori di collaudo e chiese modifiche, ma sarebbe servito del tempo per sistemare i problemi e dovette iniziare il mondiale con le difficoltà che lamentava. La scuderia con la quale doveva confrontarsi in quella stagione era la Benetton affidata ad un giovane astro nascente, il tedesco Michael Schumacher che alla fine della stagione sarà campione.  Nelle prime tre gare Senna conquista la Pole Position, a ribadire una superiorità indiscussa in qualifica, ma alla prima gara in Brasile finisce in testacoda; nella seconda ad Aida in Adelaide si ritira per un incidente alla partenza.  La terza gara era quella di Imola, nel GP di San Marino, la domenica la partenza fu data in contesto già fortemente scosso dalla morte del pilota Roland Ratzenberger, avvenuta il giorno precedente durante le prove. Al settimo giro, per la probabile rottura del piantone dello sterzo, Ayrton Senna uscì di pista alla curva del Tamburello, schiantandosi con la sua Williams contro il muretto ad una velocità stimata di 300 chilometri orari. Il campione brasiliano fu subito soccorso e dopo in primi indispensabili interventi a bordo pista, dove l’auto era rimbalzata, fu portato in elicottero in ospedale a Bologna. Nonostante lo sforzo dei medici nel tentativo di salvarlo, Senna spirò alle ore 18,30 di quella triste domenica, in conseguenza delle gravi ferite riportate alla nuca.  All’età di 34 anni, scomparve tragicamente per entrare come un mito, per il suo talento, la sua serietà e la sua umanità nella leggenda della Formula e nella storia dello sport mondiale.

Nobuyuki Wakai

Nobuyuki Wakai: pilota giapponese deceduto sulla pista di Jerez nel 1993. Si ferì durante le qualifiche del motomondiale, classe 250gp in sella alla Suzuki. All’uscita dai box investì uno spettatore e finì per sbattere la testa contro lo spigolo del muretto dei box. Il decesso avvenne in ospedale qualche ora più tardi. Un lutto assurdo, frutto di un evento causato da chi nelle corsie box NON ci dovrebbe stare …. allora come adesso!!!

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Imola: A Imola week-end (29/04-01/05) con Superbike. Supersport e Stock1000.

Imola logoQuinto round stagionale per i campionatidel mondo Superbike e Supersport , più la FIM Cup Stock 1000. Il circus farà tappa in Italia, a Imola, sullo storico tracciato intitolato a Enzo e Dino Ferrari. Ci sono tante buone premesse perché l’evento sia coronato da un grande successo, incominciando dalla partecipazione del pubblico … da mondiale.

SUPERBIKE – Sarà ancora una sfida fra le Kawasaki e la Ducati con incomodi da individuare? Nel team delle verdone si fa sempre più complessa la gestione dei due piloti, due campioni, cui hanno affidato le loro moto. Jonathan Rea e Tom Sykes hanno vinto le ultime sei gare, all’Autodromo di Imola, vantano una grande esperienza sul tracciato italiano, entrambi sono pronti ad allungare la lista dei loro successi, in questa stagione 2016, in sella alla nuova Ninja ZX-10R. Questa coppia Kawasaki è forte, basti guardare a quanto fatto finora e in quattro round disputati, Rea e Sykes hanno vinto sei delle otto gare del WorldSBK. Rea è il leader del campionato, con 181 punti sui 200 in palio, e ha terminato ogni gara sul podio, con cinque vittorie ottenute dall’inizio dell’anno. A Imola il nord-irlandese ne ha vinte cinque e al momento conta con 34 vittorie in carriera. Anche il suo compagno di squadra ha ottenuto successi in sella alla Ninja ZX-10R e aveva centrato una bella doppietta a Imola, nel suo anno in cui ha vinto il titolo con Kawasaki. Con cinque podi in questa stagione, inclusa la vittoria in Tailandia, l’inglese è terzo nella classifica del campionato, con 122 punti. La loro sfida potrebbe favorire il terzo pilota ufficiale Ducati in sella la Panigale R Chaz Davies. Il gallese, secondo in campionato, ha già accarezzato la vittoria ad Imola con due secondi posti nel 2014, suo primo anno con Ducati, e vorrà sfruttare il tracciato come rampa di lancio per la rimonta in classifica, dove dista 45 punti dal leader Jonathan Rea. Davide Giugliano, il pilota sul quale si riverserà il tifo più caldo dei tifosi italiani, lo scorso anno rientrò proprio ad Imola dopo un lungo stop per infortunio centrando a sorpresa laSuperpoleed il podio con un terzo posto in Gara 1, è certamente desideroso di riscattarsi dopo alcune difficoltà incontrate negli appuntamenti precedenti. Altri piloti che potrebbero lottare per il podio sono il duo Honda Michael Van Der Mark e Nicky Hayden, il giovane olandese è un pilota straordinario e l’americano ha necessità di buoni risultati. Possibilità di podio anche per le Yamaha ufficiali, se non lamenteranno le precedenti difficoltà per il consumo delle gomme, Sylvain Guintoli e Alex Lowes. Tifo italiano anche per il Team Altea con le BMW ufficiali affidate al forte pilota spagnolo Jordi Torres e al tedesco Markus Reiterberger, Di italiano ci sarà poi la MV Agusta con l’inglese Leon Camier. Merita grande attenzione la squadra italiana che gestisce la Aprilia, lo IodaRacing che si schiera con il sorprendente (per i buoni risultati) il romagnolo Lorenzo Savadori e (se farà il rientro) il sammarinese Alex De Angelis.

SUPERSPORT – Si fa sempre più impellente la conquista dei punti per non far fuggire la coppia Kawasaki, Randy Krummenacher .Ken Sofuoglu (Kawasaki) e Randy Krummenacher. Dopo Assen Jules Cluzel (MV Agusta, e soprattutto PJ Jacobsen (Honda), si trovano gia in condizione di recuperare gap significativi in classifica. Cluzel sa bene qual è la pressione della lotta e come tenere il passo dei più veloci, dopo aver inseguito Sofuoglu diverse volte nel suo tentativo di diventare campione del WorldSSP. Può essere che il francese si stia ancora portando dietro qualche conseguenza dell’incidente del 2015, a Jerez, ma con la sua grande determinazione di recuperare, il pilota della MV Agusta non si arrenderà e farà tutto il possibile a Imola per tornare alla vittoria, come ha fatto quest’anno nel round tailandese. PJ Jacobsen ha migliorato le sue prestazioni nel 2015, concludendo in seconda posizione la stagione, e la sua situazione in questo 2016 si sta man mano delineando, dato che ha mostrato un gran passo in pista, ma ha perso punti fondamentali. Ad Aragon il pilota Honda ha spinto un po’ troppo per lottare per la vittoria e ad Assen non è riuscito a vedere la bandiera rossa perché ha perso il controllo della sua Honda in condizioni difficili. Nonostante la caduta, ha potuto schierarsi nuovamente in griglia per la seconda partenza, ma è nuovamente scivolato anche dopo la seconda partenza. Kenan Sofuoglu, dopo aver avuto una caduta a Phillip Island per un problema alle gomme, ha poi mantenuto una buona costanza. Il campione in carica si è sempre garantito una partenza dalla prima fila ed è andato costantemente a punti, diminuendo il distacco dal suo compagno di squadra Randy Krummenacher e mettendo in atto la sua difesa al titolo. Krummenacher, tuttavia, non ha ancora commesso errori. Il pilota svizzero guida la classifica dal primo appuntamento stagionale, quando ha corso la sua prima gara in assoluto nel WorldSSP. Imola è una pista conosciuta da tutti i piloti che hanno un ruolo chiave nella stagione, tranne il debuttante svizzero. È una pista che premia il coraggio e la fiducia e che sembra più scolpita che progettata. Per evitare di perdere punti, Krummenacher dovrà essere veloce il più presto possibile sull’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari. Kyle Smith e Gino Rea, rispettivamente il vincitore e il secondo classificato ad Assen, hanno risalito la classifica di campionato grazie al grande bottino ottenuto, e Smith ha superato sia Cluzel sia Jacobsen. Molto attesi anche alcuni piloti italiani, come il romagno Federico Caricasulo, poi Alex Baldolini, Christian Gamarino. I due ragazzi del team Italia Bassani e Zaccone (protagonisti della stock 600), molto atteso anche il rilancio di Rolfo.

FIM SUPERSTOCK 1000 CUP – Imola con i piloti di questa categoria sono andate in scena gare ricche di emozioni e quest’anno il pilota italiano Raffaele De Rosa torna “a casa” da leader. Finora, la Superstock 1000 ha avuto due vincitori diversi su diversi tipi di moto: ad Aragon la vittoria è andata a Leandro Mercado, tornato nella categoria sulla Ducati, e l’ultima volta ad Assen de Rosa ha ottenuto il successo con la BMW. Dopo due gare, De Rosa è primo nella classifica generale, davanti al connazionale romagnolo Michael Ruben Rinaldi, per cinque punti, e a Mercado, terzo, con nove lunghezze. Inseguiti dal francese Jeremy Guarnoni e Andrea Mantovani che completano la top five, con 21 punti di distacco da de Rosa. Altri piloti devono ancora recuperare terreno, tra cui c’è anche Roberto Tamburini, vice-campione 2015, che deve ancora andare a punti in questo 2016 per compiere un’impresa perché il gap è già molto pesante. Purtroppo, alcuni piloti non saranno presenti alla gara di Imola: in particolare Florian Marino e Riccardo Russo, dato che i due piloti del team ufficiale Yamaha (che avevano conquistato la pole nei primi due round) hanno riportato infortuni alle gambe, in due incidenti separati ad Assen. A Imola saranno Niccolò Canepa e Louis Rossi. Anche Andrea Tucci era stato dichiarato non idoneo per la corsa olandese, mentre un pilota del calibro di Toprak Razgatlioglu (dato come probabile contendente al titolo nella pausa invernale) e Luca Oppedisano non vedono l’ora di tornare in pista, dopo aver perso, per motivi di salute, il round passato. Wildcard accettate sono Lorenzo Baroni (BMW) che disputerà la sua 42esima gara di Superstock 1000 e precedentemente era salito sul podio a Misano e MotorLand nel 2012. Inoltre schierato in griglia ci sarà anche Matteo Ferrari: il riminese, vincitore del RS125 GP Trophy nel 2011, farà il suo debutto dopo aver corso le ultime tre stagioni nel Campionato del Mondo Moto3. Tutti i piloti che prenderanno parte alla gara, sperano di evitare la partenza caotica dello scorso anno: molti piloti si superarono alla partenza, c’era stato un incidente dopo un altro, erano state date penalità e Marino era stato autore di un highside che aveva colpito anche De Rosa, portandolo fuori dalla pista. Lorenzo Savadori aveva vinto davanti a Tamburini e al pilota della Repubblica Ceca Ondrej Jezek, che il giorno prima aveva firmato la sua prima pole position della carriera.

Vallelunga: Doppio round per l’apertura della RR Cup 2016

Aut_Vallelunga 1E’ partita da Vallelunga l’edizione 2016 della RR Cup, il trofeo nazionale riservato ai piloti più veloci desiderosi di confrontarsi con avversari di notevole spessore sportivo. L’appuntamento romano ha visto i partecipanti impegnati in due gare, entrambe inserite nel programma della domenica, una durante la mattinata e l’altra in chiusura della giornata di Coppa Italia. Ed entrambi confronti sono stati caratterizzati da eventi che hanno influito in maniera decisiva sulle classifiche finali.

Per quanto riguarda gara 1 ci riferiamo al gesto fair play compiuto dalle wild card Matteo Baiocco (partito dalla pole position con un folgorante 1’38”9) e Lorenzo Mauri, compagni di squadra ed entrambi su Ducati, che dopo aver dominato la corsa hanno preso la corsia dei box invece di tagliare il traguardo per lasciare spazio e visibilità ai protagonisti del trofeo. La vittoria finale è così andata al napoletano Emanuele Russo (Yamaha) che ha dichiarato di aver partecipato alla gara in vista della prima prova del Trofeo Yamaha R1, potendo effettuare un test che si è rivelato molto positivo sotto tutti i punti di vista. Suo anche il giro più veloce in 1’40”5.

La gara 2 è stata invece avversata dalla pioggia che l’ha trasformata in una sorta di lotteria, infarcita di colpi di scena, dalla quale è uscito vincitore Giampiero Manzi (BMW); nonostante la scarsa conoscenza del circuito romano, il trentunenne fabbro di S.Matteo della Decima (BO) ha avuto la capacità di rimediare in gara a delle qualifiche disastrose (partiva 20°, a causa di problemi di setting) e il merito di gestire sapientemente la moto in condizioni particolarmente difficili.

Manzi è anche il primo leader della RR Cup 2016: dopo i primi due round guida infatti la classifica generale con 410 punti inseguito a quota 360 da Cosimo Diviccaro; terzo, con 300 punti, Daniel Tibaldo. Allo start di gara 1 è scattata bene tutta la prima fila formata da Baiocco, Mauri e da Guglielmo Tarizzo (BMW); è proprio il popolare Gully a prendere il comando della corsa, ma prima della chiusura del primo passaggio viene rilevato da Mauri e subito dopo da Baiocco. I due portacolori Ducati, che hanno scelto la RR Cup per svolgere un utile test in vista del primo round della Superbike tricolore, in calendario sempre a Vallelunga, il 14 e 15 maggio, allungano immediatamente sugli avversari. Baiocco tallona Mauri e lo sorpassa con una perfetta manovra ai Cimini, al terzo giro. Il marchigiano, reduce dal mondiale SBK, inanella una serie di giri veloci, fino all’1’38”2, e in breve guadagna terreno sul compagno di team Mauri, il quale commette anche un errore a metà gara e quindi rallenta lievemente, mentre Baiocco prosegue girando sempre velocissimo. Alle spalle dei due battistrada è lotta fra Tarizzo, Luca Pini (Ducati), Russo e Alessio Terziani (Yamaha). Al nono giro non transita Pini e Russo va in terza posizione, sopravanzando anche Tarizzo. Ci si avvicina all’epilogo e mentre tutti si aspettano di veder transitare sotto la bandiera a scacchi Baiocco e Mauri, i due, come detto, prendono la via dei box, lasciando la vittoria al napoletano Russo, presente come wild card. Purtroppo il duello per i restanti due gradini del podio termina all’ultima curva con la caduta che coinvolge Tarizzo e Terziani, entrati in contatto mentre percorrevano la Roma. Per Gully, che ha riportato una frattura ad una gamba, si è reso necessario il ricovero in ospedale. La seconda posizione va dunque a Diviccaro (BMW), che incasella il punteggio pieno e che precede le wild card Paolo Mauri (Ducati), Marchelluzzo (Kawasaki), Bottalico (Kawasaki), e Fugardi (Yamaha), esordiente nella categoria. Il ligure Benedetto Noberasco (Ducati), settimo assoluto, sale dunque sul podio degli iscritti al trofeo a soli 33 giorni da una frattura scomposta alla clavicola destra riportata con la bici, davanti a Manzi che ha dovuto fare i conti con un’avaria al cambio elettronico, risoltasi poi nel corso della gar: strepitosa la sua rimonta dalla 22.a posizione! Se non sono mancati i colpi di scena nella prima frazione, la seconda è stata ancor più movimentata, a causa della pioggia che ha più volte stravolto la classifica. Già al momento dello schieramento in griglia la direzione di gara dà il segnale di corsa bagnata, ma, essendosi praticamente asciugato l’asfalto, quasi tutti i piloti optano per le slick, scelta che come detto condizionerà totalmente la corsa. Al giro di ricognizione tornano però a cadere le prime gocce di pioggia, tanto che Baiocco, Russo ed i fratelli Mauri preferiscono prendere anzitempo la via dei box, rinunciando alla competizione, onde evitare scivolate pericolose per il prosieguo della stagione. Al via non piove più e Cosimo Diviccaro (BMW) indovina un perfetto avvio che lo porta a condurre la corsa davanti all’ex tricolore della quarto di litro Valter Bartolini, in sella alla sperimentale GPM 2V, e a Maurizio Bottalico (Kawasaki), Marco Passarelli (BMW), e al già citato Manzi. Si procede in questo modo per tre giri poi Bartolini si porta sul battistrada e i due danno inizio a uno spettacolare duello fatto di sorpassi e controsorpassi, della situazione ne approfitta il trentacinquenne napoletano Bottalico che si riporta sui battistrada, così a metà gara il terzetto è quasi riunito e vanta oltre venti secondi sul gruppo degli inseguitori guidato da Marco Marcheluzzo (Kawasaki).

A questo punto torna nuovamente la pioggia che stravolge più volte la testa della corsa, alla quale si alternano più piloti. Prima va lungo Bartolini che rimane in piedi, ma rientra terzo con Diviccaro che passa condurre, ma poco dopo scivola e lascia il comando delle operazioni a Bottalico, che, rientrato alle competizioni dopo 11 anni di assenza, inizia in testa l’ultima tornata davanti a Manzi e Daniel Tibaldo (Ducati). Ma i colpi di scena non sono finiti in quanto i piloti faticano tantissimo a mantenere l’equilibrio, così le carte si rimescolano nuovamente, fin quando sotto la bandiera a scacchi transita per primo un incredulo Manzi che di mezzo secondo ha la meglio su Tibaldo, terzo assoluto chiude Bottalico, wild card, che nonostante si sia visto sfuggire la vittoria nel finale è ampiamente soddisfatto. Il terzo gradino del podio tra gli iscritti al trofeo viene dunque meritatamente conquistato dal giovanissimo milanese Alessio Terziani (Yamaha), al primo impegno “serio” con la top class. Solo dieci piloti hanno concluso la gara, oltre ai primi quattro, sono transitati sotto la bandiera a scacchi Ferroni, Passarelli, Diviccaro ripartito dopo la scivolata e autore del giro più veloce in 1’42”7, Para, Bartolini e Letizia Marchetti.

Giovanni Olivieri: vittima, il 26 Aprile 2008, di un incidente sulla pista di Magione.

Giovanni Olivieri il 26 Aprile 2008 è rimasto vittima di una caduta capitata sulla pista di Magione (PG).  Durante il secondo turno di prove ufficiali della classe 600 Stock della Coppa Italia è capitato un incidente proprio sul rettifilo antistante i box, sotto la torretta della direzione gara.  Il  23enne pilota di Trecchina di Potenza stava provando in sella alla sua Yamaha, quando è stato violentemente tamponato da un pilota che lo seguiva. Giovanni è finito sull’asfalto mentre sopraggiungeva un terzo concorrente che non è riuscito ad evitarlo. L’impatto è stato violento, tanto che per due delle tre moto coinvolte, si è reso necessario  l’intervento  dagli addetti alla sicurezza.per spegere i principi d’incendio. Alessandro Blando (un compagno di Giovanni) e Luca Coletto, gli altri due piloti coinvolti dalla dinamica dell’incidente,  si sono immediatamente rialzati solo con lievi contusioni, mentre Olivieri è rimasto esanime ai bordi della pista. Nulla hanno potuto  i soccorritori, le drammatiche condizioni del pilota non gli hanno dato scampo. Trasportato con  al vicino ospedale di Perugia è deceduto poco dopo. La tragica fine di Giovanni Olivieri, considerato ormai una certezza del motociclismo nazionale, ha gettato nel lutto tutto il mondo delle «due ruote» e spento ogni entusiasmo nell’autodromo.

Anche in questo caso i piloti, compera accaduto in altre occasioni, dopo essersi riuniti, hanno deciso di correre anche per onorare e ricordare il loro collega e amico, anche se alcuni hanno preferito rinunciare, come i due piloti coinvolti nel fatto luttuoso.

Giovanni Olivieri era un giovane che aveva praticato con successo le corse congli scooter conquistando l’International Scooter Cup e l’European Malossi Cup,  aveva iniziato a gareggiare nel 2002

Oggi in Moto Club a suo nome, con sete aTrechina (PZ) ne perpetua la memoria fra amici e gli appassionati più attenti alla storia  delle corse in moto.

CI Junior: annullato il 1° round del Campionato Italiano Minimoto a Jesolo

CIV minimotoJesolo – Le avverse condizioni meteorologiche e l’impraticabilità del tracciato hanno invitato il Direttore di Gara ad asumere l’inevitabile decisione di annullare la gare. Sforturato esordio stagionale per il Campionato Italiano Minimoto a Jesolo. Ha vinto la pioggia battente scesa copiosamente sin dalle prime prove, il Direttore di Gara ha preso la decisione di cancellare il programma di attività previsto per la giornata di domenica 24 aprile. Sono state rinviate le sei classi del Campionato Italiano Minimoto (Junior A, Junior B, Open A, Open B, Open C e Gentlemen). Non sussistendo le necessarie condizioni di sicurezza, da sempre una delle prerogative, la decisione è stata presa con il pensiero sempre rivolto all’incolumità dei giovani piloti regolarmente iscritti all’evento. La manifestazione è stata rimandata a data da destinarsi. Per il CIV Junior prossimo appuntamento del calendario in agenda il 7-8 maggio a Franciacorta con i giovanissimi delle Minimoto in gara nel medesimo weekend che aprirà la stagione 2016 del Campionato Italiano MiniGP.

Jerez: trionfano Rossi (MotoGP), Lowes (Moto2) e Binder Moto3. Poca gloria per gli spagnoli.

Logo MotomondialeIl quarto appuntamento del motomondiale del Gran Premio di Spagna, disputato sul tracciato di Jerez de la Frontera, ha offerto alcuni spunti interessanti, Eclatante la vittoria di Valentino Rossi nella MotoGP e al termina di una gara che messo in riga i sue protagonisti del “biscotto” 2016 e lo ha fatto sul circuito di casa, davanti ad uno straripante pubblico di 200mlia persone. Bene ha fatto ad ignorarli sul podio senza lasciarsi andare ad provocazione, l’indifferenza è ciò che si sono meritati. Esaltante anche la due piloti italiani sul podio della Moto3 vietato ai piloti spagnoli. Una giornata che si è conclusa senza che siano echeggiate le note dell’inno nazionale spagnolo, per una domenica “zeru” vittorie per l’armada spagnola. Altra annotazione interessante riguarda la presenza di 5 piloti spagnolo alle spalle di Rossi al traguardo e di 7 piloti nei primi otto posti della classifica, sempre Rossi (3°) l’intruso.

MOTOGPValentino Rossi (Yamaha) ha vinto precedendo di oltre 4” il compagno di scuderia Jorge Lorenzo; terzo posto per Marc Marquez (Honda). Una prova di forza quella del campione italiano che ha tagliato il traguardo dopo aver condotto la corsa dal primo all’ultimo giro. Gara che si presentava incerta perché dopo la pole di Rossi era stato Marquez a rispondere con la migliore prestazione nel warm up. Il tutto a dispetto della nebbia che ha caratterizzato la mattina andalusa e ha costretto a posticipare di 35 minuti le prime prove domenicali. Quando si è spento il semaforo è stato subito duello, Rossi parte bene e guida la gara; Dovizioso, scattato dalla quarta posizione, si fa minaccioso ma va lungo e viene sorpassato da Marquez, che a metà giro è terzo dietro a Lorenzo. Pedrosa entra deciso sul compagno di team e lo supera alla curva 4. Al primo passaggio le Yamaha sono davanti e le Honda inseguono, dietro la Suzuki di Aleix Espargaro e la Ducati di Dovizioso con Iannone 14esimo. Rossi imposta la gara su un ritmo molto sostenuto il linea il crono del primo giro 1.40.090! Marquez sembrava studiare l’attacco a Lorenzo ma dopo pochi giri perde il contatto e resta sempre più dietro. A 19 giri alla fine, il vantaggio di Rossi su Lorenzo raggiunge 2.239 secondi e il nove volte iridato spinge sul gas per aumentare il margine.. Intanto problemi tecnici hanno messo fuori gara Andrea Dovizioso (Ducati), terzo ritiro e davvero poca fortuna per il pilota romagnolo. La duca ti ala fine si dovrà “accontentare” del 7° di Andrea Iannone preceduto anche dalle due Suzuki di Espargaro e Viñales. A dieci giri dalla fine Lorenzo ha provato di realizzare un “disperato” recupero su Rossi, che appena lo ha capito ha rialzato il suo passo ed ha tolto ogni speranza al campione del mondo. Rossi conquista la 113esima vittoria, la 113esima in carriera, il pesarese si regala una rettifilo d’arrivo percorso con la moto impennata. Lorenzo, scuro all’arrivo si sarà consolato con il suo centesimo podio con il secondo davanti Marquez che è parso puntare alla raccolta del massimo dei punti oggi alla sua portata. Pedrosa è arrivato quarto dopo due giri è uscito di scena dalla lotta per il podio, Forse pensa già alla prossima stagione in sella alla nuova KTM? Pirro ha mancato la sono punti (16°) per un soffio, obiettivo centrata dall’Aprilia con Bradl (14°), ma lamenta il ritiro per caduta di Bautista. In classifica conserva il primato Marquez è primo con 82 punti, seguito da Lorenzo con 65 e Rossi e 58. Piloti sono rimasti a Jerez per i test post gara programmata sulla pista andalusa, mentre il successivo appuntamento è previsto sulla pista di Le Mans da venerdì 6 a domenica 8 maggio.

MOTO2 – La categoria ha ha fatto registrare il trionfo del sempre più concreto Sam Lowes. Il pilota inglese ha dominato la gara e vinto il GP di Spagna davanti il tedesco Jonas Folger, al terzo posto lo spagnolo Alex Rins, ai piedi del podio Franco Morbidelli, bravo ma al quale pare mancare il quid che lo potrebbe portare sul podio. Dopo il via di forma un gruppetto di testa formato da Folger, Lowes, Morbidelli, Corsi, Rins e Cortese autore di una partenza non brillante. Cade presto Ratthapark Wilairot, ha riportato un trauma cranico ed è subito trasportato dai sanitari al centro medico per accertamenti. Il credito con la fortuna di questo ragazzo si fa sempre più alto, troppo spesso finisce in terra. Anche Simone Corsi conclude la sua gara con una nuova caduta, come hanno fatto Alex Marquez, Luca Marini, Danny Kent, Axel Pons e Sandro Cortese. Dopo una fase di gare che ha visto al comando, a cedere è stato Morbidelli, Lowes e Folger hanno distanziato anche Rins formando la coppia destinata a giocarsi la vittoria finale. Nelle fasi finali mentre finiscono in terra anche Miguel Oliveira e Lorenzo Baldassarri in corsa per un buon quinto posto. Lowes nelle fasi finali rafforza il suo primato di passaggio in passaggio fino alla bandiera a scacchi. Vince per la prima volta nel 2016 davanti a Folger staccato di oltre tre secondi con Rins è terzo ancora più lontano. Il Campione in carica non è stato molto brillante, ma favorito dalle molte cadute ha conquistato un 5° posto utile per portare punti alla sua classifica. A punti Mattia Pasini (12°), mentre Marini , che ha ripreso dopo la scivolata) è giunto 16°. Fuori dall’ordine d’arrivo i ragazzi italiani Fuligni e Tonucci … mai realmente in gara. Rafforza il primato in classifica Lowes con 72 punti, seguito da Rins 62 e Zarco 56 punti. Corsi (9°) e Morbidelli (10°) sono i meglio piazzati italiani al decimo posto dietro a Corsi.

MOTO3- Brad Binder (KTM) si aggiudicato il GP di Spagna, quarto appuntamento stagionale della categoria. Dietro di lui Nicolò Bulega (KTM) autore di uno uno spettacolare doppio sorpasso all’ultima per superare il connazionale Francesco Bagnaia (Mahindra) e lo spagnolo Jorge Navarro (Honda). Nessun pilota spagnolo sul podio. Brad Binder, pilota ufficiale della KTM, a causa di alcune irregolarità riscontrate sulla sua mappatura a conclusione delle qualifiche è stato retrocesso dalla prima all’ultima fila della griglia di partenza. La prima fila presenta nella posizione del leader l’esordiente italiano Nicolò Bulega, in prima fila anche Nicolò Antonelli che ha accusato un problema alla moto, portata fuori dalla grigia, è stato costretto a prendere il via dalla corsia box, ma la sua gara in rimonta è stato poi conclusa con una ennesima caduta, forse cominciano ad essere troppe. parte dalla pit lane, la sua gara sarà difficile e finirà con il ritiro. Allo spegnersi del semaforo trascinato da Bagnaia si forma trenino che comprende Bulega e Navarro. Subito a terra Jorge Martin e Fabio Quartararo, mentre il gruppo si allunga nei primi passaggi. Mir e Fenati seguono da vicino il trio di testa che si spacca i tre battistrada hanno incominciato a guadagnare metri. Intanto Hiroki Ono e Andrea Locatelli incorrono in un contatto e cadono al terzo giro. Fenati detta il ritmo del gruppo degli inseguitori e respinge gli attacchi di Jakub Korfeil. Nel gruppo centrale asi è presto aggregato entra Binder impegnato in una rimonta furiosa quanto efficace. Il sudafricano risale le posizioni e arriva alla ruota di Fenati e lo rapidamente lo supera. Quando mancavano 15 giri alla fine Binder ha preso la guida il gruppo di inseguitori mentre è sempre accesa la lotta fra i tre di testa. A dieci giri si è formato in testa un quartetto con l’arrivo di un irresistibile Binder che non aspetta il finale di gara per accendere il duello decisivo. Binder conquista il primo posto del quartetto e allunga; a due giri il portacolori è primo a 2.027s e la partita per la vittoria è sembrata ormai conclusa. Ultimo giro da cardiopalmo con che Bulega ha tentato l’assalto finale, in un colpo solo ha infilato il connazionale Bagnaia e Navarro che però hanno risposto risuperandolo ; la lotta si infiamma, è una lotta spalla a spalla fino a che il pilota SKY Team VR46, all’ultima curva, ha avuto la meglio sui rivali lanciandosi sul traguardo in seconda posizione davanti a Bagnaia e Navarro. A chiudere le prime sei posizioni e staccati di oltre 13 secondi, Kornfeil, Mir e Fenati che ha offerto ancora un episodio da alti e bassi come spesso gli è capitato nella sua carriera. Poca glori per il resto del folto gruppo di piloti italiani (sarebbe il caso di meditare …); Migno, non al meglio fisicamente (15°), Di Giannantonio (21°), Locatelli (26°) dopo una scivolata, Pizzoli (28°), Petrarca (31) … Team Italia, Spinarellili (33°), aveva rinunciato già dalle prove Valtunini per infortunio. I risultati di Jerez hanno rafforzato la posizione da leader del sudafricano Binder salito a 77 punti, poi Navarro 62 e Fenati 47. A seguire dal 4° al 6° posto Bulega, Bagnaia, Antonelli e Bastianini.

Michele Alboreto: perse la vita il 25 Aprile 2001 collaudando una Audi sul circuito Lausitzring.

michele-alboreto-1Michele Alboreto perse la vita il 25 Aprile 2001 al Lausitzring(Klettwitz) aveva 45 anni. Muore, vittima di un incedente mentre effettua i collaudi delle nuove Audi R8 Sport in preparazione della 24 Ore di Le Mans del 2001. Alboreto era alla guida lungo un rettilineo, quando la sua auto uscì dal tracciato, colpì una recinzione sulla destra e si capovolse, dopo un volo di un centinaio di metri. Le analisi attestarono che la morte sopraggiunse sul colpo. La causa più accreditata per spiegare l’incidente fu indicata nella foratura della gomma posteriore con perdita graduale di pressione fino al cedimento; l’Audi comunicò agli investigatori che il prototipo (distruttosi nell’impatto) aveva già completato migliaia di chilometri su molti circuiti, preparandosi per la stagione 2001, senza alcun problema. La ruota in questione sarebbe stata la posteriore sinistra: questo spiegherebbe il perché Alboreto si sia schiantato a destra. Date le cause che originarono la disgrazia furono attribuite responsabilità al pilota, né a cedimento meccanici e fu scagionato da ogni responsabilità anche il circuito.

Per quanto riguarda i soccorsi il manager del Lausitzring, comunicò che le ambulanze di stanza presso il tracciato impiegarono solo due minuti per raggiungere la scena dell’incidente; un elicottero arrivò tre minuti più tardi, ma i medici dichiararono che non avrebbero potuto far nulla per salvare Alboreto. La salma del pilota, rimpatriata, è stata cremata a Milano. Aveva promesso alla moglie che si sarebbe ritirato, una volta vinta la 24 ore di Le Mans di quell’anno.

Albereto aveva iniziato a correre in F1 nel 1981 con la Tyrrell, macchina sulla quale gareggio per tre stagioni, conquistando il primo podio (3°) e la prima vittoria nel Gran Premio di Las Vegas del 1982. Vittoria bissata nel Gran Premo di Spagna del 1983.

Passò alla Ferrari nel 1984 e vi resto per 4 stagioni, conquistando il 4° posto finale ed una vittoria nella prima stagione. Poi il fu vicecampione del Mondo nel 1985, vincendo due Gran Premi.

Nel 1989 Torno alla Tyrrell –Lola conquistando l’ultimo podio dei 23 conquista nella lunga carriera in F1. Una presenza nella formula regina dell’automobilismo che duro fino al 1994 guidando la Arrorws (’90), Footwork (‘91/92), Lola (’93) e Minardi (’94).

Negli anni successivi Gareggia nel DTM, il campionato turismo tedesco, poi nei campionati Sportprototipi e nel prende parte al campionato Indy Racing League.  Successivamente si limita a correre poche corse, la24 Ore di Le Mans vinta nel 1997 al volante di una Porche e l’American Le Mans Series. Nel 1999  passa al team Audi con cui ottiene, nel 1991 la a sua ultima vittoria in una competizione motoristica nella 12 Ore di Sebring in coppia con Capello e Aiello.

Nel libro “Piloti Che gente” Enzo Ferrari scrisse: “Sono note le mie simpatie per Michele Alboreto. E’ un giovane che guida tanto bene, con pochi errori. E’ veloce, di bello stile: doti del che mi rammentano Wolfgang von Trips, al quale Alboreto assomiglia anche nel tratto educato e serio. Ho sostenuto che è fra i sei migliori della Formula 1 e che con una macchina competitiva non sprecherà certo l’occasione di diventare un campione,….”

Nel 2001 sulla pista tedesca rimase gravemente ferito anche un’altro pilota italiano: Alex Zanardi.

Claudio Carotti: il 25 aprile 1999 vittima di un incidente sulla pista di Misano Adriatico.

Domenica 25 aprile 1999, sulla pista di Misano Adriatico, moriva Claudio Carotti, 42 anni, di Falconara (Ancona), vittima di un incidente mentre stava partecipando al Campionato Italiano Supersport. Una vita spezzata, di cui poco si è scritto e poche sono le tracce che si possono trovare relative a quel fatto, anche su internet. Si correva utilizzando il tracciato corto, il più antico. Possono, a distanza di anni dal giorno fatale, rendere omaggio a Claudio il racconto personale di che era presente quel giorno ed il racconto che di quella tragedia riportò Motosprint in un servizio dal titolo “Dramma a Misano”.

Il regolamento del Campionato Italiano prevedeva che una parte (12) dei 36 piloti ammessi in griglia fosse decisa da una gara di recupero. >Ad inizio mattinata Claudio stava partecipando alla gara di recupero della Supersport. Un amante della moto, non un professionista, che durante la settimana lavorava in una ditta di spedizioni e nei week end saliva in sella alla Bimota YB9 SRI. Era in 23esima posizione a tre giri (dei 12 previsti) e sicuramente avrebbe mancato la qualifica per l’accesso alla gara. Non aveva avversari vicini. Non aveva motivi per rischiare oltre il lecito. Eppure la moto in uscita dalla curva “Brutapela” (nella foto: si percorreva in senso antiorario), la curva che immette sul rettilineo d’arrivo, è uscita sul cordolo e Claudio non è riuscito a controllare la sbandata, finendo contro le balle di paglia messe a protezione di guard rail e muretti. Un urto tremendo. Carotti è rimasto esanime sulla pista; la gara è stata subito interrotta e medici hanno tentato di rianimarlo. Senza successo: lo sfortunato pilota era già morto quando è arrivato all’ospedale di Riccione. La notizia si è diffusa nel paddock in pochi minuti. Poco oltre mezzogiorno, dopo la disputa delle gare del Challenge Aprilia, gli organizzatori del Moto Club Misano Adriatico hanno convocato tutti i piloti per dare loro la comunicazione ufficiale. “Noi pensiamo che andare avanti sarebbe il modo migliore per onorare la memoria di Claudio. Non faremo il podio, e vi chiediamo di non festeggiare all’arrivo” Aveva detto la presidente del moto club. E nessun pilota ha avuto obiezioni. L’unico a prendere la parola è stato Antonio Calasso, veterano Milanese. “Non bisogna più correre sul circuito corto perché l’uscita dalla Brutapela è molto pericolosa, non c’è sufficiente spazio all’esterno. Chiedeteci 50mila lire di iscrizione in più, ma corriamo sul lungo, che è sicurissimo”.  I colleghi hanno applaudito.<

Questo potrebbe essere un racconto per una morte da serie B meno, senza telecamere e la presenza dei VIP della stampa e del settore. Inoltre, negli anni successivi, si sarebbe dimostrato che in fatto di sicurezza non era proprio così perché altri motociclisti sono deceduti a seguito di incidenti patiti sulla pista adriatica, in parte per l’ineludibilità del pericolo sempre presente nelle corse, in particolare nella velocità. Sacrifici per la gran parte frettolosamente dimenticati e non darebbe male se in tutte le pista targhe ne ricordassero il contributo che hanno per soddisfare la passione di chi segue e gioisce per lo spettacolo che sanno dare, anche quando non sono campioni. Rinnovando il cordoglio alla moglie Alessandra, l’auspicio che Claudio stia riposando in pace.

Oscar Clemencich: perì a 37 anni sul circuito di Ospedaletti, il piccolo Nürburgring italiano.

Oscar Clemencich perì il 23 aprile 1950, a seguito di un incidente accaduto durante il Gran Premio di Sanremo, una gara del Campionato Italiano Velocità, organizzato sul circuito stradale di Ospedaletti, vicino Sanremo. Oscar, penalizzato da necessità di scuderia, aveva fatto segnare in qualifica solo il 19° tempo, restando fuori dalla griglia dei 18 partenti della classe 500 cm3. Clemencich, primo dei non qualificati, fu chiamato a sostituire il pilota francese Georges Houel, si dice “indotto” a non prendere il via. Oscar, in sella alla sua Gilera, fece una buona partenza e si trovò a lottare con Umberto Masetti. Pioveva e al 22° giro, e forse per le condizioni della strada perse il controllo del mezzo, accadde in un tratto in discesa ad una velocità relativamente bassa. In entrata alla curva “Camposanto” scivolò finendo contro un muretto. Colpito dal manubrio e dalle leve, si procurò una frattura del cranio e lesioni interne per le quali spirò durante il trasporto all’ospedale di Sanremo. Toccò a Piero Tariffi, team manager Gilera, comunicare la drammatica notizia alla moglie che seguiva la corsa in tribuna. La gara non fu stata interrotta per l’incidente; Giuseppe Colnago vinse la classe 500 Gilera ed Enrico Lorenzetti si aggiudicò la classe 350 con la Moto Guzzi. Clemencich aveva 32 anni, nativo di Monfalcone, era un pilota esperto. Il suo palmares evidenzia un secondo posto in una gara del Campionato del Mondo, nella classe 125 cm3: al TT olandese del 1949 ad Assen. Gareggiava in sella ad una FB-Mondial, fu il suo unico podio iridato, classificato alla spalle di Nello Pagani e davanti a Carlo Ubbiali. Una gara della 125cc diventata “storica”, perché fu comminata la prima squalifica nella storia del Motomondiale, comminata all’italiano Umberto Masetti  (giunto quarto) punito per aver ricevuto assistenza al di fuori dei box.

Jerez: Gran Premio di Spagna (22/24 p.v.), sfida a calor bianco in MotoGP.

Logo-motop -xQuarto appuntamento del Motomondiale 2016 con il Gran Premio di Spagna (22-24/04/2016) che si disputa sul tracciato del Costruito di Jerez che ospita dal 1986 il circus iridato. Il circuito di Jerez è uno dei tracciati più popolari del Campionato del Mondo di MotoGP, il punto di incontro prediletto di una città fanatica per lo sport. Il circuito è situato all’interno di una valle nel sud della Spagna, uno scenario spettacolare contraddistinto da condizioni meteorologiche ottimali. Le gradinate presenti sul circuito consentono di ospitare fino a 250.000 spettatori. Il circuito dispone di due tracciati alternativi, uno di 4.423 metri, l’altro di 4.428 metri.

Il circuito di Jerez è un classico appuntamento del Campionato del Mondo MotoGP. Tanti campioni si sono sfidati sull’asfalto andaluso che racconta degli storici duelli tra Doohan e Criville, tra Rossi e Gibernau, tra Lorenzo e Pedrosa e tra Marquez e Lorenzo. Qui le gare si vincono e si perdono all’ultima curva, la tredici, battezzata ‘Jorge Lorenzo’. Si arriva in Europa con Marc Marquez che già trovato il primo posto in campionato. Lo spagnolo è stato l’unico pilota a salire sul podio in tutti e tre gli appuntamenti di inizio 2016; ora guida la classifica iridata con 66 punti con un vantaggio di 21 punti Lorenzo. Per i suoi avversari la pista di Jerez non rappresenta l’occasione per il riscatto immediato perché negli ultimi anni il leader è sempre arrivato sul podio. Jorge Lorenzo, al centro dei media per l’annuncio del passaggio a Ducati dalla prossima stagione, dovrà provare a sottrarre punti al connazionale se vuole provare a difendere il suo titolo di campione del mondo. Terzo in campionato è Valentino Rossi con la Yamaha. In Argentina il nove volte campione del mondo è caduto rendendo più difficile la sua rincorsa al titolo. Ora è terzo con 33 punti, metà del leader della classifica mondiale. Negli ultimi due anni il pilota italiano è sempre finito sul podio a Jerez, collezionando 11 arrivi che contano nella sua carriera tra i quali bene sei vittorie. La trasferta americana di Dani Pedrosa (Honda) è stata corredata da alti e bassi; a podio in Argentina e fuori dai giochi a causa di una caduta ad Austin, lo spagnolo ritorna il Spagna l’affetto dei suoi fan. Ultimo miglior risultato a Jerez per Pedrosa fu il terzo posto del 2014. Andrea Dovizioso (Ducati) ad Austin è stato travolto da Pedrosa, un episodio che evidenzia un inizio di 2016 sfortunato per il forlivese che ora guarda dal settimo posto una classifica che avrebbe potuto essere certamente migliore date le potenzialità dimostrate. Jerez è una pista non facile per le Ducati, l’anno scorso Dovizioso arrivò solo nono e meglio di lui fece il suo compagno di scuderia Andrea Iannone posizionandosi al sesto posto; il pilota di Vasto dopo l’ultima piazza utile del podio conquistata in Texas in campionato è undicesimo con sedici punti. Hector Barbera sembra essere stato il più avvantaggiato dal cambio di regole di quest’anno: le nuove gomme Michelin e l’ elettronica unica. Nei primi tre GP ha raggiunto le migliori dieci posizioni e attualmente ha 25 punti iridati. Ora è sesto in campionato ma è il miglior ducatista della classifica mondiale. I portacolori Suzuki Maverick Viñales e Aleix Espargaro dopo il GP ad Austin si sono fermati sulla pista texana per lavorare ad alcune novità arrivate da Giappone. I due sono desiderosi di portare a podio l’azzurra nipponica ancora una volta, dopo l’ultimo arrivo nelle posizioni che contano che risale a otto anni fa. Di progressi ne sono stati fatti e l’obiettivo potrebbe essere vicino. Passi in avanti sono stati anche compiuti da Aprilia con Bautista e Bradl che sulla nuova moto italiana sono andati a punti in tutte e tre le gare.

Jerez: Tempo di riscossa per Morbidelli e Corsi.

logo-moto2-gpJerez de la Frontera (Spagna) quarto round iridato per la Moto2, 22/24-04-2016. Il Campionato del Mondo Moto2 sta proponendo un’avvincente sfida tra i pilote che fino ad ora comandano la classifica iridata; mai come oggi la classe intermedia è stata combattuta ed incerta. Thomas Luthi, Johann Zarco e Alex Rins sono stati i vincitori delle tre prime tre gare stagionali e hanno dimostrato di essere un candidati al titolo. La classe intermedia adesso arriva a Jerez de la Frontera dopo che il primo test ufficiale per la cilindrata 600cc si è svolto proprio sulla pista andalusa; già quell’occasione è servita per vedere la grande combattività della categoria in questa stagione. Luthi è stato il primo vincitore dell’anno; fronteggiando l’assalto di Franco Morbidelli ha vinto sulla pista di Losail. Il pilota svizzero poi non si è ripetuto collezionando due arrivi fuori podio; come già dimostrato in passato è un corridore che cresce con il passare della stagione e a Jerez lo svizzero non ha mai vinto e negli ultimi due GP ma si è piazzato nei primi dieci. Quest’anno può compiere la svolta partendo dal quarto posto iridato con 43 punti. Al contrario di Luthi, Sam Lowes sembra essere il pilota più in crescita e soprattutto con ancora margine. Il britannico ha conquistato due secondi posti consecutivi e punta con decisione alla sua prima vittoria. Ha 47 punti, il primato in classifica generale, ed è stato il più costante di tutti i protagonisti di vertice con il suo stile aggressivo. Sulla pista Andalusa potrà, oltre a dare ancora una volta spettacolo, fare un importante balzo in avanti in classifica iridata. In classifica iridata a precedere Luthi c’è Alex Rins, vincitore dell’ultimo GP in Texas. Dopo un inizio un po’ sottotono sembra aver trovato la forma migliore con la dimostrazione di forza mostrata al GP delle Americhe, A un punto dallo spagnolo e a due da Lowes c’è Johann Zarco che ha iniziato meglio di chiunque campione in carica la difesa del titolo. Ora è terzo con 45 punti. Dopo la sua vittoria in Argentina il francese ha preferito andare sicuramente a punti in Texas. Nel 2015 a Jerez Zarco arrivò secondo. Il vincitore del GP andaluso della passata stagione è stato Jonas Folger, che quest’anno tenterà di ripetere la sua performance. Il tedesco ha sbagliato in Qatar, in Argentina è arrivato terzo e ad Austin quinto. Ora è sesto in classifica mondiale ma un sicuro candidato al titolo partendo proprio dalla Spagna. Un altro pilota che potrà essere protagonista a Jerez è Axel Pons; proprio su questa pista il figlio d’arte ha impressionato nei test precampionato con un incredibile tempo di 1:41.730s sul giro. Cronometro che ha frantumato il record del circuito del 2011, 1:42.706s firmato da Stefan Bradl nel 2011. Noi italiani aspettiamo cose importanti da parte di Simone Corsi e Franco Morbidelli e Baldassarri; curiosità per Luca Marini (questa è una pista che conosce bene) Federico Fuliggini re Tonicità alla sua quarta apparizione in questo campionato.

Jerez: I ragazzi italiani possono regalare una domenica di festa.

Logo Moto3 1Verso Jerez (22/24-04-2016) per il 4° round della Moto3. Le prime tre gare del Campionato del Mondo Moto hanno visto tre piloti diversi sul gradino più alto del podio. In Qatar Nicolò Antonelli (Honda) ha vinto nel più classico dei fotofinish. In Argentina Khairul Idham Pawi (Honda) si è aggiudicato il GP con distacco dando prova di essere il re della pioggia e scrivendo la storia con la prima vittoria malese in un GP. Romano Fenati (KTM) in Texas ha interpretato una gara efficace e competitiva conclusasi al primo posto. Tutti e tre sono però all’inseguimento del leader iridato Brad Binder (KTM) che fino ad ora ha collezionato una piazza d’onore e due gradini più bassi del podio. Dopo una settimana di riposo si torna in Europa per affrontare il quarto appuntamento del calendario: il GP di Spagna sulla pista di Jerez de la Frontera. Tracciato familiare a quasi tutti i corridori della Moto3, la pista andalusa è stata scelta da molte scuderie per i test prima dell’avvio della stagione; ci si aspetta una grande battaglia! Binder guida la classifica iridata con 52 punti e deve ancora vincere, ma vorrà conquistare la prima vittoria confermandosi al vertice campionato con il primato in un GP. Nel 2015 il sudafricano è arrivato terzo a Jerez dietro a Danny Kent e Miguel Oliveira, potrebbe centrare l’obiettivo tanto atteso nel 2016 in Andalusia. Sorte simile a Binder quella di Jorge Navarro; è ancora a caccia della sua prima vittoria in campionato del mondo. Sembrava potesse salire sul gradino più alto del podio ad Austin, ma a causa di due errori ha dovuto cedere il posto a Fenati. In classifica lo spagnolo è secondo con 49 punti grazie al suo secondo podio consecutivo. A Jerez il vincitore di Austin ha raggiunto il gradino più alto del podio alla sua seconda apparizione in un GP, era il 2012; da allora è sempre stato alla ricerca di prestazioni costanti. A quanto pare nel 2016 l’ascolano sembra essere un pilota diverso e in Texas ha dimostrato calma, maturità e calcolo in attesa del sorpasso a Navarro per poi allungare verso la vittoria lasciando poco o nulla agli avversari. Una successiva vittoria sul tracciato andaluso potrebbe essere fondamentale per l’italiano in ottica iridata. Fenati ha 38 punti, 14 in meno del primo in classifica. Antonelli e Pawi invece non sono stati in grado di ritrovare la via della podio dopo la vittorie al primo e al secondo appuntamento stagionale. Ad Austin l’italiano è uscito di scena anzitempo a causa di una caduta mentre il malese è arrivato solo ventesimo. Entrambi vanno a Jerez con la speranza che il Texas sia stato solo una parentesi di una stagione che potrebbe essere, come già dimostrato, di ben più alto livello. In Andalusia il campione del mondo Moto3 Junior – Nicolò Bulega – ha conquistato la sua unica vittoria nella stagione conclusasi con la corona iridata, nel 2015 a Jerez fu un protagonista assoluto. Il suo primo anno nel massimo campionato della 250cc è iniziato bene con l’ingresso nelle migliori dieci posizioni nelle prime tre gare. Mancano 15 GP alla fine e le soddisfazioni per lui potranno essere anche maggiori a partire dalla Spagna. Sia Aron Canet che Joan Mir stanno cercheranno di capitalizzare a loro esperienza nel CEV provando a ripetere la vittoriosa cavalcata di Pawi in Argentina. Finora entrambi sono stati leggermente al di sotto delle aspettative ma il familiare tracciato di Jerez potrebbe offrire ai due piloti di casa la possibilità di mettersi in luce. Molto attese anche le prestazioni di Enea Bastianini e Andrea Locatelli, che hanno dimostrato di poter fare bene fin dalla prime gare, Più incisività dovrebbero mettere in evidenza Francesco Bagnaia e Andrea Migno. Onorevoli prestazioni potrebbero evidenziarle Di Giannantonio, Voltulini, Petrarca e Spinarelli

Assen: Prende avvio la Red Bull MotoGP Rookies Cup 2016

red-bull-motogp-rookies-cup-logoRed Bull MotoGP Rookies Cup 2016

In concomitanza con il quarto round (22/24-04- 2016)  Motomondiale prenderà avvio anche il ciclo di gare della Red Bull MotoGP Rookies Cup.

Un campionato che da un grande contributo alle selezione e formazione di potenziali campioni. In gara piloti di molti paesi, tre i ragazzi italiani, molto atteso il talentuoso riminese Kevin Zannoni

La lista dei protagonisti
4 – Patrik Pulkkinen, Finlandia
11 – Alexandre Juanes, Francia
12 – Filip Salac, Repubblica Ceca
13 – Walid Soppe, Paesi Bassi
14 – Matthias Meggle, Germania
18 – Manuel González, Spagna
19 – Rufino Florido, Spagna
20 – Omar Bonoli, Italia
21 – Victor Steeman, Paesi Bassi
2 – Mykyta Kalinin, Ucraina
23 – Raúl Fernández, Spagna
27 Mattia Casadei, Italia
36 Sander Kroeze, Paesi Bassi
40 Sean Kelly, Stati Uniti
41 Marc Garcia, Spagna
43 Steward Garcia, Colombia
44 Kevin Orgis, Germania
67 Kaito Toba, Giappone
69 Rory Skinner, Gran Bretagna
71 Ayumu Sasaki, Giappone
76 Makar Yurchenko, Russia
79 Ai Ogura, in Giappone
81 Aleix Viu, Spagna
89 Kevin Zannoni, Italia

Daijiro Kato : il suo tragico incidente incise sui miglioramenti della sicurezza in pista.

Il 20/aprile/2003 è deceduto in conseguenza della ferite riportate nella caduta  sulla pista giapponese di Suzuka (proprietà Honda) Daijiro Kato.

Il 06 Aprile 2003, durante la gara inaugurale della MotoGP sul circuito di Suzuka, alla fine del 3° giro, all’uscita della curva 130R, perse il controllo della sua moto e picchiò violentemente sbattendo la testa, il collo e la cassa toracica sul muro poche decine di metri prima della chicane Casio (detta “del triangolo”) ad una velocità di circa 140 km/h. Daijiro si spense il 20 Aprile 2003 dopo due settimane di  Lasciò la moglie Makiko e i due figli, Ikko e Rinka.

Fu grande il dolore manifestato da tutti i piloti del circus. Gli dedicarono un minuto di silenzio alla memoria prima del via della gara in  Sudafrica e cucirono sulle tute di gara il nº 74, quello del pilota nipponico. La gara fu vinta da Sete Gibernauo,  suo compagno di squadra (Team Gresini)  che per quel weekend gareggioò con il lutto al braccio.A luglio, durante la ( Ore di Suzuka  8 ore di Suzuke la Honda ricordò Daijiro mettendo il suo numero sulla moto dei piloti ufficiali Tadayuki Okada e Choujun Kameda,  la FIM ritirò il suo numero di gara, il 74; il numero è inoltre da allora cucito sulle tute di alcuni piloti del motomondiale che lo hanno conosciuto. Nella cittadina di Misano Adriatico (dove Kato trascorreva gran parte dell’anno), nel villaggio Portoverde, accanto all’autodromo Santaminca una via è stata titolata con il nome del al pilota nipponico.

La tragica scomparsa di Kato diede un forte impulso alla messa in sicurezza di molti impianti. Dopo l’incidente, la MotoGP non è più tornata a correre sul circuito giapponese.

 

Una pista spazzata via dal circus mondiale a sguito della sua tragica scomparsa, protagonista di un epico duello con Loris Capirossi nella 250cc, era una grande promessa della 500 gran prix.

Daijiro Kato: il 20 Aprile 2003 si spegneva il pilota nato in Giappone e “adottato” dalla Romagna.

Daijiro Kato, la sua vita si spense a Yokkaichi,  il 20 aprile 2003, dopo un’agonia durata due settimane. Troppo gravi le ferite riportate nell’incidente capitato il 06 aprile sulla pista di Suzuka. Stava disputando la gara della 500 Gran Prix in sella ad una Honda affidata al Team Gresini. Era nato a Saitana il 04 luglio 1976, avevo spostato il suo domicilio dal Giappone all’Italia, a Portoverde, un angolo di Romagna, sul mare ed a due passi dall’Autodromo Santamonica e dalla sede della sua squadra. Lasciò la moglie Makiko e i due figli, Ikko e Rinka.

La sua storia di pilota ebbe inizio da piccolo in sella a minimoto, ma fu nel 1992 che fece l’esordio in pista. Nel 1997 il primo alloro importante con la conquista del titolo nazionale della classe 250gp. Nel mondiale il suo esordio avvenne nel 1996, sulla pista di Suzuka, da wild card della 250cc, conquistò un 3° posto; esperienza riproposta anche nella stagione successiva con esito migliore: vinse quella gara. Nel 2000 la prima stagione a tempo pieno sempre Classe 2in sella ad una Honda, a fine stagione aveva messo nel suo palmares il 1° posto in 4 gare e il 3º posto in campionato.

Nel 2001 dominò il mondiale delle mezzo litro con 11 vittorie parziali e la conquista del titolo iridato.

Nel 2093 passò nella 500 Gran Prix sempre su una Honda del Team Gresini, conquistando due podi ed il 7° posto finale. Aveva iniziato la stagione 2003 con la speranza di poter puntare al titolo, ma il suo sogno si spense dopo tre giri della gara inaugurale e proprio sulla pista di casa, il tracciato di Suzuka che lo aveva visto rivelarsi al mondo. Perse il controllo della moto nella veloce curva che immetteva sulla dirittura d’arrivo, finì contro il muretto ad una velocità stimata in circa 140 km/h. L’incidente provocò tantissime polemiche, soprattutto riguardo all’inadeguatezza dei soccorsi e lo scarso livello di sicurezza del circuito giapponese, poi eliminato dal calendario del Motomondiale per la pericolosità e le scarse vie di fuga che presentava. Anche la direzione gara fu criticata per non aver interrotto la gara dopo essersi resi conto della gravità dell’incidente del pilota del Sol Levante. Ma su quel tracciato continuarono a gareggiare pilota nazionali e quelli delle 8 ore di Suzuka cui parteciparono anche piloti del circus mondiale, fra i quali lo stesso Valentino Rossi. La corsa durante la quale la Honda ricordò Daijiro mettendo il suo numero sulla moto di Okada e Kameya. La FIM decise il “ritiro” dalle liste del MotoGP del numero di gara, il 74, quello dello sfortunato pilota nipponico, ma lo stesso numero è poi ricomparso sulle moto o sull’abbigliamento di molti piloti. Misano che lo considerava suo cittadino, in accordo con l’autodromo Santamonica gli dedicò la strada d’accesso all’impianto.

è stata intitolata una via al pilota nipponico. Da anni a Misano, nelle vigilie del motomondiale che nel frattempo sbarcato in riva all’Adriatico, sono organizzati eventi benefici per onorare la sua memoria. Tanta partecipazione emotiva poi, sfortunatamente, superata per rendere omaggio Marco Simoncelli.

Negli anni che hanno fatto seguito alla scomparsa di Kato, come per altri episodi luttuosi che hanno avuto grande risonanza, il problema sicurezza è stato affrontato in maniera seria e proficua. Molti impianti sono stati oggetto di trasformazioni per adeguarsi regole sempre più rigorose. Un contributo importante, che ridotto senza eliminarlo, il pericolo di morire in pista, come dimostrato dagl’incidenti che si sono verificati negli anni seguenti.

Assen: In Olanda bis di Rea in Superbike, poi Smith in Supersport per il trionfo Kawasaki. Vince De Rosa con la BMW nella STK 1000

Assen TT logoLa pista di Assen (Olanda), la più longeva fra quelle che ospitano le prove iridate del motociclismo si frequentemente caratterizzata da un meteo molto variabile che spesso si rende si rende con la protagonista che incide sui risultati “van Drenthe” mettendo in difficoltà molti piloti. Esito evidente … e probabile quando si colloca un Gran Prix nella primavera. i piloti della SBK. Tante bandiere rosse a seguito di cadute eccellenti e non e un programma rallentato fino ad imporre vere proprie gare sprinti. Pi l’assenza del pubblico, non bastano e peana di commentatori o i dati degli organizzatori, tutti possono avere occhi per interpretare le immagini. In ogni caso non sono mancate le emozioni e belle gare che hanno reso merito ai piloti. La pioggia è stata protagonista assoluto del 4° round dei Mondiali Superbike e Supersport

SUPERBIKE GARA 1 - Il pilota della Kawasaki Jonathan Rea ha vinto la gara ed ha consolidato il suo posto come secondo pilota di maggior successo sul circuito olandese. Chaz Davies ha ottenuto una seconda posizione molto combattuta, e il pilota Honda, leggenda della MotoGP, Nicky Hayden ha conquistato il suo primo podio nel WorldSBK. Dopo una grande partenza dalla prima fila, Tom Sykes ha preso la testa della corsa dalla pole position, seguito dal compagno di squadra Jonathan Rea. L’inglese ha poi commesso un errore e Rea è passato in prima posizione, seguito a sua volta dalla Ducati di Chaz Davies. Sykes è stato il primo dei piloti di testa a concludere la gara anzitempo, perdendo l’anteriore della sua Kawasaki nella curva 16, ed è fortunatamente uscito illeso dalla caduta, un errore bollato da Rea a fine gara … come una stupidata acuendo una separazione che oramai pare inevitabile. Poi è stata la volta di Van der Mark, che impegnato in un serrato confronto con Davies e Rea è scivolato, lasciando i suoi avversari soli in un duello che è poi stato vinto da Rea. Nicky Hayden, rimasto a lungo in coda il trio in quarta posizione,alla fine è stato premiato con il primo podio nella categoria, al suo primo anno. Per la Ducati, detto di Davies, si deve evidenziare la inquietante prova di Giugliano troppo presto fuori dalla corsa, MV Agusta ha ottenuto un grande risultato, dopo la delusione di Aragon, con il quarto posto di Leon Camier, assolutamente meritato dopo il duro lavoro del team e del pilota. Il team Yamaha ha avuto fortune alterne in Superpole e in Gara1 Sylvain Guintoli, partito dalla prima fila, ha terminato anzitempo nella ghiaia, mentre Alex Lowes ha concluso in nona posizione. I piloti BMW hanno fatto molto bene con Jordi Torres al 5°posto e Markus Reiterberge al 9° . Sesto tempo per Lorenzo Savadori, pilota Aprilia, che ha così registrato il suo miglior risultato di carriera finora. A chiudere la top ten ci sono le Kawasaki di Roman Ramos e Lucas Mahias, quest’ultimo in sostituzione di Sylvain Barrier. Piazzamento in zona punti per Alex De Angelis 12° e Matteo Baiocco 14°.
SUPERBIKE GARA2- Jonathan Rea ha concesso il bis conquistando un’altra vittoria incredibile in Olanda, a termine di una manche che si è rivelata per metà bagnata e per metà asciutta, dove la scelta delle gomme ha avuto un ruolo chiave. Il nord-irlandese è salito sul podio con il compagno di squadra Tom Sykes e il pilota locale Michael Van Der Mark, dopo una gara in cui il meteo ha mischiato le carte in tavola. La domenica mattina il cielo sul TT Circuit Assen era piuttosto luminoso, con il sole che faceva capolino, la gara sembrava si potesse correre in condizioni normali, se non fosse stato per un diluvio che è sceso durante la gara del WorldSSP, a causa del quale la gara del WorldSBK è stata dichiarata bagnata. Allo spegnimento del semaforo i due piloti Kawasaki Sykes e Rea si sono subito portati in vantaggio, seguiti da Chaz Davies sulla Ducati e i piloti Honda Michael van der Mark e Nicky Hayden. Il cambiamento delle condizioni ha variato velocemente le posizioni e Josh Brookes, pilota della BMW team, è diventato il leader della corsa davanti a Nicky Hayden, il campione in carica Jonathan Rea e Van Der Mark. Sykes e Rea sono stati i primi a passare dai box a cambiare le gomme, seguiti poi nel giro successivo dall’olandese, e hanno avuto la giusta intuizione. Con il rientro ai box, la classifica è variata e il pilota Lucas Mahias (Kawasaki) si è trovato in testa alla corsa, seguito dai rientranti Rea, Sykes e Van der Mark. Rea ha successivamente preso il comando ed è andato a conquistare un’altra grande vittoria aumentando il suo vantaggio in campionato. Il suo compagno di squadra ha recuperato punti importanti, dopo la caduta in Gara1, e Van Der Mark ha festeggiato con il suo pubblico il terzo posto, mantenendo così alto il suo record di buoni risultati al 75% sulla pista di casa. Il campione in carica della STK1000 Lorenzo Savadori ha tagliato il traguardo con un’ottima quarta posizione, in sella ad Aprilia, migliorando il suo miglior risultato finora nel WorldSBK, seguito da Chaz Davies sulla Ducati, miglior pilota della casa di Borgo Panigale. Il pilota di Honda Nicky Hayden ha chiuso in sesta posizione, dopo aver aspettato forse un po’ troppo tempo prima di passare ai box a cambiare le gomme. Alex Lowes ha concluso la gara ancora una volta al settimo posto, con la Yamaha, davanti a Davide Giugliano. Leon Camier, dopo aver conquistato il miglior risultato con MV Agusta in Gara1, ha portato a casa un buon bottino di punti con il nono posto. Xavi Forés ha completato la top ten, dopo un’impressionante prestazione nella prima parte della gara, e ha preceduto sul traguardo Roman Ramos, Lucas Mahias e le BMW di Karel Abraham e Jordi Torres. Josh Brookes, dopo esser stato il leader in condizioni difficili, purtroppo è caduto e non ha potuto portare a termine la corsa. Assente in pista Alex De Angelis che nel warm up ha avuto uno sfortunato incidente che gli ha procurato la rottura del tendine estensore del mignolo della mano sinistra e non ha potuto quindi prendere parte alla seconda manche. Ritirato Matteo Baiocco. In classifica ha consolidato il primato Rea p.181 seguito da Davies p.136 e Sykes p.122.
SUPERSPORT - Kyle Smith (Kawasaki) ha vinto una gara disputata in condizioni estremamente difficili, e sul podio sono saliti anche Gino Rea (MV Agusta) e il campione in carica Kenan Sofuoglu (Kawasaki). Le nuvole hanno avuto la meglio nella mattinata di domenica e la gara del WorldSSP è stata caratterizzata da una doppia partenza. È stato Sofuoglu a iniziare nel migliore dei modi la gara, seguito da PJ Jacobsen che partiva dalla seconda fila, dal pilota Staplelford sulla Triumph e dal poleman Krummenacher, quarto, prima che la pioggia facesse la sua comparsa e subito dopo la bandiera rossa venisse esposta. Gara interrotta, tutto da rifare. Le condizioni molto insidiose ha sorpreso Jacobsen è caduto dopo l’esposizione della bandiera rossa ed ha dovuto spingere la sua Honda danneggiata per rientrare ai box, dove i meccanici hanno lavorato sodo per farlo ripartire. Con una procedura veloce di ripartenza, i piloti hanno occupato la griglia di partenza secondo l’ordine in cui erano quando è stata esposta la bandiera rossa e Jacobsen è ripartito dalla prima casella, sulla sua Honda riparata nei momenti finali. Con un’uscita di pista per Cluzel e Jacobsen alle prese con alcuni piccoli problemi, sono stati i piloti di Kawasaki, Krummenacher e Sofuoglu, a occupare le prime posizioni, con Gino Reia n lotta per tenere il loro passo, seguito dalla coppia di MV Agusta, da Jacobsen e da Smith che ha lottato per tornare sul podio. Krummenacher ha fatto un errore ed è andato lungo alla chicane finale, e questo l’ha escluso dalla lotta per il podio, mentre Jacobsen ha perso il controllo della sua Honda su una pista in condizioni davvero complicate, ma anche a causa di una foga esagerata. La lotta all’ultimo giro ha deciso il podio con i due britannici Rea e Smith che hanno lottato contro il campione Sofuoglu. Smith ha tagliato il traguardo per primo, con otto decimi di vantaggio su Rea, e il pilota turco ha terminato con il terzo tempo, guadagnando punti importanti sul compagno di squadra Krummenacher, quarto. Assen è una gara da dimenticare, invece, per Jules Cluzel che ha ottenuto la diciottesima posizione e non è entrato quindi nella zona punti, Numerosi i piloti italiani in zona punti: 3° Baldolini, 9° Rolfo, 13° Caricasulo, 14° Zaccone e 15° Badovini. Nella classifica generale Krummenacher p. 71 è il leader davanti a Sofuoglu p. 41 e Smith p.41

COPPA FIM STOCK 1000 - Dopo la partenza iniziale, è stata esposta la bandiera rossa è stata interrotta a causa della pista sporca di olio. La corsa è poi ripartita con durata 9 giri e Raffaele De Rosa (BMW) ha conquistato la vittoria con oltre dieci secondi di margine, dopo esser stato il più veloce nel warm up, ed è ora il leader nella classifica generale. Il pilota Kawasaki, Jeremy Guarnoni, ha ottenuto la seconda posizione che ha preceduto il giovane pilota della Ducati Michael Ruben Rinaldi, il romagnolo è salito per la seconda volta consecutiva, dopo Aragon. Il suo compagno di squadra Leandro Mercado, vincitore della gara spagnola, ha invece chiuso in nona posizione. Florian Marino non ha potuto prendere parte alla gara, dopo il brutto incidente che l’ha coinvolto in qualifica, e il suo compagno di squadra Riccardo Russo è stato costretto al ritiro, a causa dell’olio in pista fuoriuscito dalla moto di Luca Marconi. Marco Faccani, dopo non aver potuto iniziare la gara ad Aragon a causa di un problema tecnico, ha concluso in quarta piazza in Olanda, davanti ad Andrea Mantovani e Luca Salvadori. Sull’esito della gara ha influito la rottura del Motore Yamaha di Marconi che ha imposto una lunga sosta. I piazzamenti degli altri piloti italiani in zona punti: 12° Vitali, 13° Calia e Mercadelli 15°. Lontani dalle prime posizioni Tamburini (20°) che con il secondo nullo vede sbiadire i sogni di vittoria finale come Masse solo 20°. In classifica De Rosa p. 41 è diventato leader davanti a Rinaldi p.36 e Mercado p.32.

Cassani Emanuele: incidente fatale sulla pista di Misano intitolata a Simoncelli.

Ancora un evento tragico ha contrassegnato una giornata di gare sulla pista di Misano Adriatico, impianto che porta anche il nome di Marco Simoncelli.

Domenica 13 aprile 2014, nelle prime ore del pomeriggio è deceduto Emanuele Cassani, 25 anni, nativo di Faenza, ma residente a Imola.

Stava partecipando ad una gara della Bridgestone Cup, era un ragazzo che gareggiava per passione, certamente coltivava dei sogni, magari si proponeva un possibile confronto,  almeno per una stagione, con piloti più forti del mondiale. Il pilota romagnolo è rimasto coinvolto, dopo pochi metri dalla partenza della classe 600 in una fate carambola. E’ finito in terra con la sua Yamaha R6, investito da altri piloti e la sua vita è stata spezzata, così com’era capitato negli ultimi anni a Shoya Tomizawa, sulle stessa pista; Marco Simoncelli in Malesia; Andrea Antonelli in Russia e Doriano Romboni sul piccolo tracciato di Latina.

Per queste tragedia ossiamo attribuire colpe a soggetti diversi, ma, come ha scritto il Direttore di Motosprint (Stefano Saragoni) “È successo perché puoi fare spazi di fuga sempre più ampi, puoi eliminare tutti gli ostacoli, ma non puoi fare lo stesso con la fatalità, che nel motociclismo di oggi il più delle volte si traduce nell’essere investiti”. Ragazzi, uomini, vittime di dinamiche simili, non importa se campioni in piena attività o partecipanti a gare amatoriali, magari per ricordare dei piloti deceduti, tutti animati solo da una comune passione per le corse in moto, colpiti da un evento improvviso e fatale. Fatti che destano clamore, con i media che per poche ore “lavorano”  la disgrazia,  risvegliando moralismi e sollecitando grandi attestati di simpatia per le vittime, poi come un grande fuoco in tempi brevi tutto diventa routine.

I ragazzi come Emanuele Cassani meritano rispetto, come  lo meritano quanti lo hanno conosciuto ed amato,  l’impegno di non dimenticarlo da parte di che condivide la comune passione per uno sport che sa esaltare, ma anche essere crudele.

Federico Maschetto: vittima del tracciato “stradale” del Circuito di Monte Berico

Federico Maschetto perì il 15 Aprile 1934, vittima di un incidente capitato pochi istanti dopo dell’inizio gara, dell’edizione 1934 del “Circuito Motociclistico del Monte Berico“, gara del Campionato Italiano Velocità, in programma a Vicenza. L’evento si  svolgeva su un tracciato stradale intorno al Monte Berico, nella zona sud di Vicenza su strade aperte al pubblico
Due concorrenti della classe 500 cm3 sono entrarono in collisione alla prima curva a gomito, che il tracciato proponeva lungo al termine di una veloce discesa. Maschetto s’imbarco e  fu scaricato dalla sua moto, atterrato testa sul selciato prima di essere investito ed ucciso quasi istantaneamente. Nella carambola furono coinvolti Gaetano Magrin che riportò leggere ferite, poi Nino Zanco. che seguiva da vicino Isacco, coinvolto in una specie di tamponamento a catena, rimediò ferite molto serie, ma non fu in pericolo di vita. Il vincitore di quella gara fu Omobono Tenni con la Moto Guzzi 500cc ufficiale il quale, a fine stagione, si aggiudicò il titolo di Campione d’’Italia della classe

Assen: 15/17 Aprile 4° round dei mondiali WSBK e WSSP e 2° round della Stock Cup 1000.

Aut_AssenAppuntamento sul tracciato TT Circuit di Assen nel weekend 15/17 Aprile 2016 per la disputa round dei Mondiali Superbike, Supersport e Fim Cup Stock 1000 del 2016. Si corre sul un tacciato leggendario che dal 1949 Assen ospita ogni anno un Gran Premio (unico), inizialmente su strade pubbliche, poi nella pista, conosciuta anche come Dutch TT, dal 1955. La pista è adagiata accanto a verdi colline che ospitano tribune, con 64.500 posti a sedere. Nel 2002 sono ultimati i lavori di modernizzazione iniziati nel 1999.Nel 1999il circuito è stato modificato con l’aggiunta di un nuovo Grandstand, una nuova torre di controllo, box rinnovati e un nuovo centro per la stampa. La pista è stata poi modificata nell’inverno 2005/06 portando uno dei tracciati più lunghi del mondiale da quasi 6 km a 4.555km.

SUPERBIKE - Lasciate alle alle spalle il GP disputato ad Aragonè gia tempo di tornare in pista i sul circuito TT Assen, in Olanda, dove l’anno scorso vinse entrambe le manche Rea con la Kawasaki. Alle spalle del campione del mondo si piazzarono in entrambe le occasioni Davies (Ducati) e Van der Mark (Honda). C’è attesa per scoprire se il britannico, leader della classifica generale, tornerà ad imporsi, oppure se la vittoria di Davies e della Ducati in Spagna è stato sono un campanello d’allarme, ma non un pericolo imminente per la coppia di piloti della Kawasaki. Rea è leader con 131 punti, ma alle sue spalle è risalito Davies con 105 punti con Sykesterzo con 102 punti. Penalizzato da alcune battute d’arresto di troppo insegue il pilota di casaMichael Van der Mark fermo a 74 punti. Il meglio piazzato dei piloti italiani italiani è Giugliano, che occupa la quinta posizione con 56 punti. Da tenere in considerazione anche i piloti delle squadre che in questa prima fase non sono stati particolarmente come coppia Yamaha con Guintoli e Lowes, mentre hanno fatto bene i piloti BMW e Aprilia, Camier con la MV Agusta potrà fare bene se la moto non lo tradirà. Baiocco continuerà a fare il sostituto di Menghi.

SUPERSPORT – In avvio di stagione del WorldSSP in Australia erano tre i nomi più gettonati per la conquista del titolo del WorldSSP: PJ Jacobsen, in virtù di un 2015 in crescendo, Jules Cluzel, un forte e collaudato avversario, ed il campione in carica Kenan Sofuoglu, un maestro della classe Supersport. Invece l’esordiente Randy Krummenacher, in sella alla Kawasaki, ha messo in crisi i pronostici, tanto che il pilota svizzero arriva In Olanda da leader del campionato. Guai con le gomme in Australia hanno rallentato Sofuoglu e deve già preoccuparsi del suo compagno di squadra che ha dimostrato che Krummenacher subito ambientato bene nel paddock. Realisticamente può essere considerato un un pretendente al titolo. Assen è un circuito che conosce bene, avendoci gareggiato nelle classi 125cc e in Moto2. Si deve però tenere conto che il Sofuoglu è stato spettacolare ad Aragon, tagliando il traguardo con un buon vantaggio e prendendo il comando della corsa dalla pole. PJ Jacobsen è stato il solo che ha sorpassato temporaneamente il pilota turco, con una manovra che però lo ha visto poi finire nella ghiaia e uscire di scena. L’americano ha ottenuto buoni punteggi in questi primi round prima del MotorLand e sta già pensando ad una sfida per il podio appena possibile rientrare in corsa. Jules Cluzel ha vissuto una gara difficile ad Aragon, e non ha potuto bissare la spettacolare vittoria in Tailandia, ma arrivando quarto ha raccolto un buon bottino di punti. La sua rimonta dalle ultime posizioni della top ten, che lo ha portato a ridosso dei primi lo deve alla sua determinazione, grazie alla quale si è ripreso dall’infortunio patito a Jerez la scorsa stagione. Il francese si è dimostrato determinato a lottare il titolo; avrà necessità di contare sul pieno affidamento della sua MV Agusta. Nico Terol, campione del mondo 2011 nella classe 125, dopo la conquista dell suo primo podio nel WorldSSP potrebbe riservare molte sorprese agli avversari di alta classifica. Per i colori italiani c’è attesa per la pronta ripresa ci Alex Baldolini fermato da noie meccaniche in Spagna, e attesi alla controprova sono i due ragazzi del Team Italia Alessandro Zaccome e Alex Bassani nella gara scorsa hanno mostrato una incredibile capacità di lottare per le posizioni a ridosso del podio Sono due piloti impegnati FIM Europe Supersport Cup, che da questa gareggiano insieme con i piloti della Supersport con una classifica redatta a parte. Lo scorso anno la gara olandese aveva visto un classico duello tra Sofuoglu e Cluzel all’ultima chicane dell’ultimo giro. Merita attenzione anche Christian Gamarino che dopo tre gare è al nono posto della top ten mondiale. Ovviamente senza trascurare i “veterani” Lorenzo Zanetti e Roberto Rolfo che che in questo avvio di stagione sono incorsi in avvio stentato. Ritorna Ayrton Badovini in sostituzione dell’infortunato Scott.

FIM CUP STOCK 100 - La prima gara della stagione disputata ad Aragon ha fatto registrare la vittoria di Leandro Mercado, tornato nella categoria dopo aver corso un anno nella categoria del Superbike, l’argentino ha conquistato una vittoria partendo dalla settima posizione in griglia. Ma non ha avuto vita facile grazie perché dovuto fare i conti con il compagno di team Ducati, il romagnolo esordiente nella categoria, Michael Ruben Rinaldi, i due hanno regalato alla squadra uno splendido primo e secondo posto nello stesso week-end in cui Chaz Davies ha vinto entrambe le gare della Superbike, sempre in sella alla Ducati. Con otto gare ancora da disputare, Mercado ha avuto conferma che gli sfidanti più accaniti saranno probabilmente i piloti italiani ( una ventina nella start list. Detto di Rinaldi ha ben figurato Raffaele de Rosa in sella alla BMW), al quarto si è piazzato Riccardo Russo pilota ufficiale. Poi è giunto francese un esperto di categoria, il francese Florian Marino, che ha concluso la prima gara in quinta posizione, partendo dalla pole position. Dopo il primo round, la sfida al titolo costruttori vede Ducati in vantaggio di nove punti su BMW, mentre Yamaha ha un ulteriore distacco di tre punti ed è in terza posizione assoluta. La bandiera rossa esposta nelle fasi iniziali ha penalizzato Roberto Tamburini (Aprilia) perché al secondo start è rimasto intruppato e nelle fasi finali ha perso le posizioni del podio, per concludere la gara con una caduta a poche decine di metri dal traguardo. Peccato perché lo scorso hanno aveva vinta, mentre invece caduto ad Assen, dove gareggerà domenica. Se il vice campione del mondo 2015 vuole mettere le mani sull’edizione 2016 della Stoc1000 non potrà più far segnare risultati nulli. Da tenere in considerazione anche il francese Jeremy Guarnoni e il campione della stock 600 2014 Marco Faccani, entrambi senza punti nel round inaugurale della stagione che certo non li può soddisfare.

Assen: Verso i Paesi Bassi l’Althea BMW Racing Team

Althea - BMWDopo i risultati incoraggianti ottenuti dieci giorni fa prima al Motorland Aragón, ed in seguito nei test svolti subito dopo sul circuito di Jerez de la Frontera, l’Althea BMW Racing Team si traferisce adesso al Circuito TT di Assen nei Paesi Bassi, per il quarto round del Mondiale Superbike 2016. Il circuito Van Drenthe è una Mecca per i motociclisti, avendo ospitato le gare dal lontano 1925. Nel 1955 è stata costruita una nuova pista, che ha subito varie modifiche nel corso degli anni successivi. Oggi, la pista è lunga 4542 m. ed è composta da 6 curve a sinistra e 11 a destra.
Nella scorsa edizione olandese, e su di una pista che a lui piace molto, Jordi Torres ha chiuso entrambe le manche in sesta posizione. Reiterberger ha corso ad Assen l’anno scorso nel campionato tedesco di IDM ed è stato autore di una splendida doppietta, che gli ha assicurato il titolo nazionale. Nella categoria Superstock 1000, il pilota Althea BMW Raffaele De Rosa ha festeggiato il suo primo podio della stagione 2016 al Motorland Aragón ed ora è entusiasta di tornare ad Assen, dove lo scorso anno ha concluso la gara in seconda posizione. Con tre round del WorldSBK già completati, Torres si trova settimo in classifica con 53 punti, Reiterberger è invece nono con 31 punti. Nella Superstock 1000, De Rosa occupa il terzo posto dopo un solo evento, con 16 punti.

Negli anni recenti ho corso ad Assen nel campionato tedesco IDM. Non sempre abbiamo disputato le nostre miglior gare qui e nel 2013 e ’14 non si può dire che questo sia stato il miglior tracciato per la BMW. Poi, l’anno scorso – sempre nell’IDM – abbiamo trovato una nuova soluzione che ci ha permesso di conquistare una doppietta e di vincere il titolo. Sono arrivato a 2 decimi dal miglior giro fatto da Rea nella gara del mondiale SBK! Non sarà facile questa volta. Devo ritrovare il mio feeling migliorando l’assetto. I test di Jerez mi hanno dato l’opportunità di lavorare per migliorare le mie sensazioni, ma credo che abbiamo fatto solo un piccolo passo in avanti. Comunque mi sento fiducioso e pronto a ricominciare il lavoro ad Assen.”

Siamo entusiasti di andare ad Assen, una pista così speciale e ricca di storia. Mi piace il tracciato e di solito viene molta gente a sostenerci, una spinta in più direi. I recenti test ci hanno fornito molte informazioni che ci aiuteranno nella preparazione delle gare in Olanda. Credo che arriveremo più preparati e più tranquilli, e che abbiamo fatto un passo avanti. Assen è particolare con le sue veloci chicane, quindi ci serve una moto che cambia bene direzione. Mi sto adattando sempre di più alla mia BMW e spero quindi di poter fare due buone gare questo weekend in linea con le nostre aspettative.”

Onestamente Assen non è una delle mie piste preferite, ma l’anno scorso siamo andati particolarmente bene e ho chiuso al secondo posto. Dopo la prima gara non vedo l’ora di poterci riconfermare in Olanda, anche perché gli ultimi test svolti a Jerez la settimana scorsa sono andati molto bene. Ci hanno dato la possibilità di raffinare alcune cose che non avevamo avuto il tempo di fare durante il weekend di gara di Aragón. Sono quindi fiducioso per questo weekend e spero solo che il meteo sia favorevole, visto che in Olanda rappresenta sempre un incognita!”

Duilio Agostini: un fedelissimo della Moto Guzzi, in pista e nella vita.

Duilio Agostini,  è deceduto 12 aprile 2008, pilota Moto Guzzi negli anni ’50, è deceduto nella sua casa sul lago di Como,  aveva 82 anni. Nato a Mandello del Lario, figlio della famiglia che gestiva l’albergo Giardinetto”, al tempo noto per avere ospitato importanti personaggi legati al motociclismo, fra i tanti: Tenni, Woods, Bandini, Moretti o Prini. Duilio lavorò nella fabbrica della Moto Guzzi, prima nel reparto di assistenza ai clienti e dal 1947 come collaudatore ufficiale nello staff dell’ing. Carcano. Però la sua carriera sportiva la iniziò in sella ad una Condor 500. Presto arrivarono le prestazioni di rilievo e le vittorie; nel 1953 in sella alla Guzzi Dondolino si aggiudicò la Milano-Taranto come primo assoluto. Conquistò il podio (3° posto) nel Gran Premio d’Italia classe 350  e il titolo di Campione d’Italia di 2° Categoria della classe 500. Nel 1954 divenne pilota ufficiale della Casa di Mandello Lario delle classi 250 che 350 con la Bialbero. Conquisto il 2° posto nel Gran Prix di Spagna e un altro titolo di Campione d’Italia nella classe 250 Seniores. Il 1955 fu importante per Duilio, vince il prestigioso Gran Premio di Francia a Reims nella classe 350cc e partecipò, partecipò al Tourist Trophy (8°) nella classe 350 e bissò il 7° posto finale in campionato. Al TT conobbe anche una ragazza un’australiana che diventò poi sua moglie.  Nel 1956 prese parte ancora al mondiale, ritornò al TT (9°) ma concluse la stagione senza punti. Si ritirò dalle gare nel 1957, dopo avendo disputato i15 gare mondiali,  quando nacque la prima figlia, la sua passione per le Moto Guzzi lo ha indussero, per quanto fosse un corridore e non un meccanico, a fondare la Concessionaria Moto Guzzi di Mandello del Lario, divenne nota e apprezzata in 5 continenti.  Con la concessionaria fondò anche una sua scuderia per gare endurance, utilizzando (ovviamente) le Guzzi V7 Sport. Nel 1993 si ritirò dall’attività, lasciando l’officina in mano alla figlia Alis che già se n’occupava dal 1981.

Le Mans: Una 24h entusiasmante, regala gloria alla Kawasaki.

Sle-mans-endurance-2016-startulla pista francese di Le Mans Bugatti è stato corso il primo round del FIM Campionato Mondiale Endurance (WEC FIM), L’evento è stato seguito dal vivo durante la sua durata, da circa 73.000 spettatori, la Kawasaki si è aggiudicato il prestigioso traguardo con l’equipaggio francese Grégory Leblanc, Mathieu Lagrive e Fabien Foret. Una 24h caratterizzata da una battaglia senza esclusione di colpi tra i front-runner e con numerosi incidenti di gara.

L’equipaggio della Kawasaki che per primo ha tagliato il traguardo al termine delle 24 ore di gara ha regalato alla vede Ninja ZX-10R un altro successo prestigioso dopo il Mondiale Superbike 2015 centrato da Jonathan Rea. Al secondo posto la Suzuki GSX-R 1000 del team April Moto Motors Events con l’equipaggio: Gregg Black, Grégory Fastrè, Alex Cudlin. Podio completato dalla Honda CBR1000RR del team FCC TSR con i piloti Kazuma Watanabe, Alan Techer, Damian Cudlin, Buon quarto posto il team R3CL con una Suzuki Lucas Mahias, pilota che sostituirà nell’appuntamento Superbike di Assen l’infortunato Sylvain Barrier, ed a Nicolas Pouhair, Aaron Morris. Entusiasmante la rimonta del team campione del mondo, il Suzuki SERT. L’equipaggio iridato, guidato dall’intramontabile Meiland, è stato costretto a una gara tutta d’attacco per ovviare alle cadute rimediate nelle prime fasi di gara, riuscendo a risalire dall’ultimo posto sino al quinto finale. Non è stata una grande gara per i colori italiani. Niccolò Canepa ha visto sfumare ogni chance di vittoria, ma anche quelle del team Yamaha GMT94, uno dei favoriti per il successo, a causa delle cadute di Louis Rossi. Non è andata meglio a Gianluca Vizziello, che è stato costretto al ritiro a causa della rottura del propulsore della sua Kawasaki Ninja del team Bollinger dopo 17 ore di gara, quando era ancora in lotta per la seconda posizione. Fori gara anche la Suzuki del No Limits Motor Team affidata a Nicolò Rosso, Giovanni Biaggi e Alessio Toffanin.

Austin: GP Americhe in Moto3 “riemerge” l’Italia con Fenati. MotoGP naufragio italiano,1° Marquez. Rins 1° in Moto2.

Romano Fenati AmericheIl Gran Premio delle Americhe , corso sul tracciato di Austim , ha offerto la conferma di Marquez e le novità delle vittorie di Rins e Fenati. Non trascurabili le rese (per caduta) di Rossi, Pedrosa e Dovizioso, ma in MotoGP troppi sono finiti in terra, feeling ancora da trovare con le nuove Michelin?

MOTOGP – Anche la gara della classe regina disputata in Texas ha fatto registrare il dominio di Marc Marquez e della Honda. Al traguardo lo spagnolo è preceduto da Jorge Lorenzo (Yamaha) e Andrea Iannone (Ducati). Buone le condizioni della pista, ma il vento e le nuvole nel cielo di Austin fanno da palcoscenico alla gara che parte in ritardo dopo la pulizia della pista avvenuta nel primo pomeriggio e necessaria dalla presenza di chiazze d’olio sull’asfalto. La scelta delle gomme vede la maggior parte dei piloti preferire per due mescole medie eccetto Marquez che sceglie una morbida sull’anteriore. Alla prima curva Lorenzo è davanti ma Marquez gli ruba subito il primato, Rossi è terzo e Dovizioso quarto. Il maiorchino sbaglia, va lungo e perde posizioni; il gruppo si compatta su secondo rettilineo e in staccata si compatta mentre Aleix Espargaro, Suzuki, sorpassa Rossi che scivola indietro al sesto posto. Cade Loris Baz mentre il capofila Honda mantiene la testa sul rimontante Dovizioso (Ducati) a seguire Lorenzo e la Suzuki di Espargaro. Al terzo giro il primo colpo di scena, Rossi perde l’anteriore e cade alla curva due e la sua Yamaha vola contro le protezioni esterne, gara finita! A fine gara spiegherà di avere “bruciato” la Frizione al via e di essere stato condizionato dal serio inconveniente che lo rallentava vistosamente all’uscita dalle curve. Le rimonte subite in pochi giri lo hanno evidenziato. Iannone non ha una buona partenza, fa un lungo e si ritrova al sesto posto dietro ad Espargaro, piuttosto distanziato dai primi. A diciassette giri dalla fine Marquez segna il miglior passaggio, a conferma di una schiacciante superiorità, intanto Lorenzo sorpassa Dovizioso e si mette all’inseguimento del connazionale. Il pilota Ducati deve resistere anche all’attacco di Dani Pedrosa che nel tratto misto guadagna grazie alla potenza della Desmosedici. Intanto la quinta posizione Iannone impegnato a difendersi dall’assalto di Espargaro. Matura l’ennesimo fattaccio a danno di Dovizioso perché alla curva 1 Pedrosa perde l’anteriore cade con la sue moto va a colpire il posteriore della Ducati del Dovi. Dani si precipita per verificare le condizioni del pilota italiano e poi riprende per ritirarsi dopo alcuni giri. Cadono anche Cal Crutchlow (Honda) e Bradley Smith (Yamaha) con le moto che strisciano parallele fuori pista. Lotta accesa fra la coppia di piloti Suzuki per definire le posizioni ai piedi del podio con Espargaro che incalzato da Viñales che compagno di box a undici giri dalla fine e prova a mettersi all’inseguimento. La gara assume quasi un andamento da “trasferimento”. Marquez alla fine porta il vantaggio a 7.650s su Lorenzo secondo e terzo Iannone beneficiato dalle cadute eccellenti di tre piloti che lo precedevano; poi i Viñales ed Espargaro. Il secondo migliore degli italiani è Pirro, ottavo. Con il successo nella terza prova del Campionato Marquez porta a 66 i punti conquistati e rafforza la sua posizione di leader, segue Lorenzo con p.45 e Rossi terzo con p.33.

MOTO2 - Il tempo incerto delle qualifiche lascia spazio a qualche nuvola ma senza pioggia ad Austin. Partenza in ritardata a causa degli interventi sulla pista resi necessari dalla presenza di olio riversato sull’asfalto durante il warm up. Al via il poleman Ales Rins parte, male ma recupera alla curva uno e prende subito la testa, dietro si posizionano Zarco e Aegerter, poi Lowes e Jonas Folger Il gruppo resta compatto mentre Rins prova ad allungare mentre alle sue spalle si accende il confronto tra Lowes, Zarco, Aegerter e Nakagami sui quali rientra Simone Corsi, seguito da Franco Morbidelli che però non darà seguito allo spunto iniziale. Rins allunga, Lowes spinge e prova a non farlo scappare mentre dietro Zarco e Folger intanto si inserisce nella lotta per il podio anche Thomas Luthi. Axel Pons e Lorenzo Baldassari subiscono la penalità, sempre per un movimento in partenza, cadono Luca Marini e Robin Mulhauser. Rins è quasi raggiunto da Lowes, i due sono sempre più lontani dal gruppo degli scatenati che sono all’inseguimento. Ritiro per l’iridato 2025 della Moto 3 Danny Kent e caduta per il suo compagno di box Miguel Oliveira. La battaglia per la terza piazza e accesa più che mai fra Zarco, Luthi, Folger, Corsi e Aegerter. Sfortunato Nakagami che si tocca con Simone es ha la peggio e cade quando quando mancano quattro giri alla fine. La gara finisce con la vittoria di Rins davanti a Lowes, Zarco che ha allungato è terzo ma nettamente staccato. Il primo degli italiani è Corsi al sesto posto. Più indietro Morbidelli 14°, poi Pasini 17°, Baldassarri 23 e Tonucci 24° che pare in seria difficoltà in questa categoria. In classifica leader Lowes p.47m seguito da Rins p.46 e Zarco p.45

MOTO3 – I big italiani di categoria dovevano riemergere dopo il naufragio argentino ed il larga parte lo hanno fatto. Condizioni meteo incerte fino alla fine e un cielo velato in Texas fanno da cornice ad una gara molto combattuta che parte in ritardo di 15 minuti a causa di alcune chiazze d’olio in pista che hanno reso necessaria un’ accurata pulizia dell’asfalto. Allo spegnersi del semaforo Navarro (Honda) parte davanti seguito dal tedesco e da Romano Fenati (KTM). Nessuna caduta alla prima curva e nelle prime posizioni entrano anche Jakub Kornfeil, Enea Bastianini e da Adam Norrodin. Che pero nel giro successivo e protagonista di un duro scontro con un Hiroki Ono, l’ incidente costerà la penalità al nipponico. Fenati raggiunge la seconda piazza provvisoria durante il secondo passaggio, lui e il Oettl sono impegnati in un duro duello mentre dietro le posizioni si confrontano Binder e Fabio Quartararo. Bastianini arretra va a comporre un gruppo composto anche da Nicolò Bulega e Andrea Locatelli. Fenati fa segnare il giro veloce intanto cadono Joan Mir Darryn Binder, dopo essere venuti a contatto alla curva 1, in terra anche Jorge Martin. Poi cambiano le posizioni di testa, Navarro va lungo e Fenati ne approfitta per prendersi la testa alla corsa. Oettl e Quartararo sono terzo e quarto seguiti da Binder e da Bulega, staccato dal compagno di box da oltre tre secondi. Il duo di testa detta il ritmo staccando il terzo pilota di circa 2.8s. Paiono decise le posizioni per il primo e secondo posto mentre si accende la lotta per la terza posizione e Quartararo sorpassa Oettl in staccata alla curva 11 ma il tedesco risponde e mette la sua moto davanti prima di cedere ancora la posizione al pilota di Nizza. Navarro va lungo al settimo giro e da via libera a Fenati, tutte da definire le posizioni dei migliori che interessano anche Aron Canet, Bulega e Kornfeil e Bastianini. Quartararo è sfortunato ed a causa di problema meccanico perde posizioni ed alla fine sarà 13esimo. Purtroppo ade Antonelli alla curva cinque protagonista di una grande rimonta, partiva tredicesimo e quando è scivolato aveva nel mirino la quinta posizioni Ronano Fenati (KTM)si aggiudica la settima vittoria mondiale, precedendo Jorge Navarro (Honda) e e il sudafricano Breda Binder (KTM). Quarto Phillip Oettl e buona prova di Andrea Locatelli (5°) e Enea Bastianini (6°). Altri piloti italiani in gara: Bagnaia (14°), Migno (15°), Di Giannantonio (17°), Petrarca (24°) e Spinarelli (26°). Ritirato Valtulini, tutti attesi in crescita sulle piste europee. In classifica Guida Binder p. 52, seguito da Navarro p. 49, Fenati p.38 e Antonelli p31.

Ray Amm: 11 Aprile 1955, morire alla Rivazza a 27 anni.

Ray Amm11 Aprile 1955 – sul tracciato dell’Enzo e Dino Ferrari di Imola moriva uno degli astri nascenti del motociclismo nei primi anni 1950. Era nato a sua Salisbury -  Rhodesia del Sud oggi Zambia – dove ha iniziato la sua carriera nel 1946 come pilota di motocross. Nel 1951 si trasferì in Europa per fare parte del  Continental Circus da privato, viaggiava insieme alla moglie Jill che gli faceva sa  autista per il furgone e da segnalatore a bordo pista. A seguito di un’impressionante gara disputata l’Isola 1952 di Man per il Tourist Trophy firmò il contratto da pilota ufficiale  con la Norton per sostituire Dave Bennett, che aveva perso la vita durante il Gran Premio di Svizzera a Bremgarten. Dal luglio 1952 Ray Amm partecipò al Campionato Mondiale come pilota Norton conquistando la sua prima vittoria a Monza nel Gran Premio delle Nazione, classe 350 cc. Con la Casa inglese gareggiò fino al 1954 prendendo parte a 19 Gran Premi, vincendo 6 volte (4 in 350cc e 2 nella 500cc), salendo 19 volte sul podio; ottenne un 2° e due 3° posti finali nella 350cc e un 2° posto nella 500cc. Vinse per tre volte al Tourist Trophy. Alla fine della stagione 1954 firmò il contratto per passare alla  MV Agusta. Purtroppo il destino lo aspettava a bordo pista del tracciato imolese, alla  prima gara del 1955, in sella alla 350cc della casa di Cascina Costa, cadde alla curva Rivazza, scivolando perse il casco e finì per schiantarsi, sbattendo la testa, contro una cancellata di ferro. Trasportato all’ospedale di Imola, mori morto venti minuti dopo il suo arrivo. Aveva ventisette anni.

Guido Paci: volava in pista e nel cielo (aviatore)

Guido Paci, pilota due volte, della moto e dell’aeronautica Militare, ha perso la vita durante la seconda manche delle 200 Miglia il 10 Aprile 1983. L’incidente si è verificato al a quarto giro, nell’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola, mentre lottava per il secondo posto ha perso il controllo della sua Honda al curvone “Villeneuve”, purtroppo ad altissima velocità è finito contro le balle di paglia messe a protezione del guardrail. Si è fermata così la corsa terrena di Guido, in un “tempio” della velocità affollato da 80.000 appassionati ammutoliti. Lo conoscevo ed il suo ricordo il tempo lo ha solo leggermente offuscato, non cancellato perché un ragazzo come lui è indimenticabile.

Guido Paci: scomparso il 10 aprile 1983, vittima di un incidente sulla pista di Imola.

Guido Paci, il 10 Aprile 1983, rimase vittima di un incidente capitato sulla pista dell’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola. Un tragico evento capitato durante la seconda manche delle 200 Miglia, mentre lottava per le posizioni di testa, ha perso il controllo della sua Honda al curvone “Villeneuve”, purtroppo è finito ad altissima velocità contro le balle di paglia messe a protezione del guardrail, poi colpito dalla sua moto.

Si è fermata così la corsa terrena di Guido, in un “tempio” della velocità affollato da 80.000 appassionati ammutoliti. E’ stato uno dei piloti che godeva di grande seguito ad inizio anni’80. Un uomo muscoloso pelato con i baffi gigantesco, Paci era nella vita anche un sottufficiale pilota dell’Aeronautica Militare Italiana in servizio presso il 53 ° Stormo Caccia della base di Cameri (Novara).

Era nato a Curetta di Servigliano, provincia di Ascoli Piceno, il 27 dIcembre 1949, e viveva a Milano con la Hélène Maier, che aveva sposato nel 1976. dopo la sua scomparsa il campo d’aviazione di Montegiorgio, in provincia di Fermo, è stato titolato “Aviosuperficie Guido Paci”. annualmente con un motoraduno. Paci è sepolto nel cimitero della natia Servigliano, che dal 1991 lo ricorda organizzando il Memorial Guido Paci.

Un gentleman-rider che si distingue per il coraggio che dimostrava in pista come per le tute bianche e rosa, i colori che aveva scelto anche per la livrea della sua moto; gli amici lo chiamavano “Kojak”, un nome riferito al famoso personaggio della serie tv che aveva il capo rasato.

Aveva iniziato a gareggiare nella velocità da 1976, esordendo sulla pista di Modena in sella ad una Honda 500.

Arrivava dal mondo delle motociclette chiamate bobbers, affini ai Chopper, mezzi che hanno un approccio minimalista al mezzo che spogliato di tutto ciò che non è indispensabile. Stile molto spartano, privo della maggior parte delle caratteristiche estetiche del chopper come parti cromate e forcella allungata.

Guido aveva vinto due titoli italiani e ottenuto un terzo posto al Campionato Europeo di due bob dell’uomo, come membro della CBFA-Centro Bob Forze Armate.

Nel 1979 si aggiudicò Campionato Italiano Junior classe 500 cm3 in sella ad una Bimota Sb1, battendo Loris Reggiani. Nel 1980 esordi nel motomondiale della classe 500cc, con un buon 13 ° nel Gran Premio delle Nazioni a Monza con una Suzuki; nel 1981 acquistò una Yamaha, una replica della moto campione del mondo con Kenny Roberts ed ottenne un ottimo 11° posto nella classifica finale del motomondiale. Nel 1982 ottenne il 20° posto.

Nel 1983 passò al Team Honda Italia – HIRT, che mise a sua disposizione le 3 cilindri RS500R per partecipare al campionato del mondo, avendo come compagno di squadra Maurizio Massimiani. Nella seconda gara, il 03 aprile 1983 ottenne 8 ° nel Gran premio di Francia sul celebre tracciato del circuito Bugatti, Le Mans, gara durante il quale persero la vita il suo amico svizzero Michel Frutschi e il pilota giapponese Iwao Ishikawa vittime di incidenti in corsa..
Un tragico evento che sarebbe capitato la domenica successiva anche al Campione italiano, quando nel corso 5 ° giro guido perse il controllo della sua Honda RS500R a circa 240 km. I medici, che un anno prima salvato la vita di Graziano Rossi quasi nello stesso luogo, intervennero con immediatezza, ma tutti gli sforzi risultarono vani, la forte tempra di Guido Paci, minata dalle lesioni alla testa e con lesioni interne non gli concessero scampo. 

IL sabato, 09 aprile, Guido era salito sul quello che sarebbe stato il suo ultimo podio, grazie al 3 ° conquistato nella gara Campionato Italiano 500cc, preceduto da Marco Lucchinelli e Franco Uncini.

La domenica mattina, non aveva concluso la prima manche della 200 Miglia a causa di problema al cambio, si era ritirato durante il 14°; gara vinta Kenny Roberts davanti a Franco Uncini e Eddie Lawson. Due anni più tardi Lorenzo Ghiselli avrebbe  perso la vita in un incidente nello stesso luogo quasi analogo a quello capitato a Guido. A seguito di queste due tragedie fu costruita una nuova variante. Forse avrebbe salvato le due vite se fosse stata realizzata prima

Austin: Già tempo di rivincite feroci nella MotoGP in terra americana.

Logo-motop -x Il 3° round del Motomondiale è in programma durante il week end 08/10 Aprile p.v.; si corre sul tracciato del Circuit Of The Americas, il primo circuito costruito appositamente negli Stati Unti d’America vicino ad Austin, Texas, con 5.513km di pista e una capacità per 120,000 tifosi. La costruzione di tale impianto è stata completata durante il 2012 e ospiterà la MotoGP già il prossimo anno. Tra le sue caratteristiche una salita di 41 metri di dislivello con un’impressionante inclinazione al termine del rettilineo principale seguita da una curva a sinistra. Il circuito è uno dei più completi a livello di layout del Campionato che raccoglie varie caratteristiche di molti tracciati in giro per il mondo. È stato disegnato dal famoso architetto tedesco Hermann Tilke. La direzione di guida è antioraria e conta con un totale di 20 curve: 9 a destra e 11 a sinistra.

Si arriva in Texas a distanza di una sola settimana dal fine settima intenso, spettacolare e carico di imprevisti offerto dal GP in Argentina. A Termas de Rio Hondo la gara della massima cilindrata è stata soggetta la regime del flag-to-flag che ha imposto il cambio di moto a circa metà corsa. Il giorno prima, l’incidente accorso alla Ducati di Scott Redding, ha imposto un cambi di organizzazione nella la fornitura di gomme e la pioggia caduta nella mattinata sudamericana ha mutato le condizioni dell’asfalto aggiungendo ulteriore imprevedibilità ad una situazione già non lineare. Un intervento che ha favorito Marquez, il pilota agli imprevisti si è adattato più di chiunque altro. Lo spagnolo ora guida la classifica iridata con 41 punti e negli Stati Uniti è dato per favorito per il feeling dimostrato con il nuovissimo tracciato americano: due vittorie nei due precedenti GP in Texas. Nella classifica mondiale insegue a otto punti Valentino Rossi con la Yamaha, che in Argentina ha conquistato una utilissima piazza d’onore. Certamente è stato favorito dall’autoeliminazione della coppia Ducati che ha reso meno amaro lo scotto che avrebbe dovuto sopportare per una seconda moto meno efficace della prima. Rossi in America proverà certamente a mantenere il suo slancio e la costanza di arrivi utili su un tracciato che lo ha visto solo una volta sul podio. Sarà per lui un GP delle Americhe dove provare ad infrangere un trend fino ad ora poco favorevole. Il suo compagno di box Jorge Lorenzo ha faticato molto in Argentina. Partito dalla prima fila in griglia è stato risucchiato nel centro del gruppo ed ha concluso anticipatamente la gara con una caduta. Ora Lorenzo è quarto in classifica generale con 25 punti a 16 da Marquez, ma è già costretto ad inseguire e le voci di uno passaggio in Ducati sono sempre più insistenti Anche Dani Pedrosa deve trovare le prime posizioni perché lo sviluppo del GP d’Argentina difficilmente si riproporrà per lui come è stato per Rossi. Sarà interessante verificare lo stato dei rapporti in seno alla al gruppo Ducati. Andrea Iannone e Andrea Dovizioso hanno gettato alle ortiche un doppio podio dal grande valore. A Termas de Rio Hondo vedere Dovizioso che si rialza e spinge la sua moto fin sotto la bandiera a scacchi, per prendersi il tredicesimo è sta un gesto che porta a considerazioni che vanno oltre la conquista dei tre punti in classifica iridata. Ora è quinto dietro a Loreno grazie al secondo posto di Losail. Iannone invece è ancora a zero punti e in Argentina subisce l’ulteriore penalizzazione di 3 posizioni in griglia negli Stati Uniti e un punto in meno sulla patente. Inoltre Dovizioso è sempre andato bene in Texas mentre l’obiettivo del suo compagno di scuderia non può che essere quello è lasciarsi alle spalle il brutto inizio di stagione e fare bene. Si è discusso molto nei giorni scorso su quanto è accaduto in Argentina e si sono visti troppi cambi di opinione, Iannone è sempre stato un pilota irruente, troppo facile esaltarsi solo quando le cose vanno per il meglio. Anche Maverick Viñales con la Suzuki ha buttato via una bella gara in Argentina e punti preziosi per la sua posizione in campionato dove adesso è decimo. Il pilota catalano ha dimostrato di essere da vertice e potrà confermare queste aspettative negli Stati Uniti. E il team Aprilia? Domenica scorsa hanno conquistato una doppietta entrando nelle prime dieci posizioni, un bel risultato , sempre tenendo conto di cosa è accaduto ai piloti di testa, uno per il progetto veneto che dal Qatar ha iniziato a muovere i primi passi. Stefan Bradl e Alvaro Bautista vedremo se con la moto italiana faranno altri passi significativi in Texas.

Austin: Fermare Zarco in Moto2, un imperativo per gli aspitanti al titolo.

logo-moto2-gpDue gare emozionanti nella classe intermedia hanno visto sei piloti diversi sul podio, e ciò alimenta l’incertezza dei pronostici per la prossima gara In Argentina i favoriti nella corsa al titolo della Moto2 hanno dato vita ad una gara emozionate, quattro piloti si sono sfidati per tutta la corsa a Termas de Rio Hondo e tra questi ha avuto la meglio il portacolori Johann Zarco che ha vinto per la decima volta in carriera. Questo successo lo mette al secondo posto in campionato a cinque punti dal leader Thomas Luthi che nel secondo GP della stagione non ha brillato. Il Gran Premio delle Americhe del 2015 ha visto Zarco arrivare secondo conquistando il primo podio dei quattordici a seguire, tutto fa pensare che potrebbe ripetersi. Thomas Luthi è il leader del campionato. Grazie al settimo posto nella seconda prova stagionale mantiene la testa della classifica con 34 punti e si propone di tornare sul podio a Austin. Nei suoi due precedenti GP negli Stati Uniti Luthi è arrivato sesto e dodicesimo. Il vincitore del 2015 negli Stati Uniti è stato Sam Lowes, che sarà senza dubbio uno dei più agguerriti pretendenti al gradino più alto del podio Nel team italiano il britannico ha iniziato ad essere molto competitivo e in Argentina è arrivato secondo a causa di piccoli problemi tecnici e un po’ di sfortuna. Dopo i primi appuntamenti della stagione 2016 è pienamente in lizza per la vittoria finale. Pochi avrebbero previsto Hafizh Syahrin restare per pochissimo fuori dalla testa della classifica iridata provvisoria. Con delle belle prove, soprattutto sul bagnato, e la costanza già dimostrata nelle passate stagioni ‘The Fischi’ può essere tra i protagonisti non solo del prossimo GP ma anche dell’anno nella cilindrata 600cc. Di tutti i piloti sulla griglia di partenza, Alex Rins è forse il più desideroso di trovare la forma del 2015. Finora non è riuscito a salire sul podio nonostante il suo ritmo sia stato impressionate e spesso più veloce del leader Zarco, ad esempio in Argentina dove una brutta partenza gli è costata una miglior posizione finale. Grande delusione in Qatar per Franco Morbidelli, a Asilo il romano è stato retrocesso al settimo posto a causa di una penalità dopo che aveva tagliato il traguardo per secondo. In Argentina la delusione è stata forse più grande: in lotta per il podio, è caduto nelle battute finali della gara. In campionato ora è undicesimo con soli nove punti pur avendo dimostrato nei due GP di essere un pilota da alta classifica. Non sarà ancora un GP facile per Baldassari se non avrà recuperato una buona efficienza fisica, attesa una ripresa decisa di Simone Corsi, Luca Marini cova certamente il desiderio di fare esperienza e trovare competitività al più presto.

Austin: Attesa l’emersione dei piloti italiani, naufrati in Argentina in Moto3.

Logo Moto3 1Si arriva in America dopo aver festeggiato un quasi sconosciuto vincitore e con il nutrito gruppo di piloti italiani che, per la gran parte, ha dovuto mettere la coda fra le gambe. Per aspirare ad essere fra gli aspiranti alla conquista del titolo non si può pensare d’essere fermo quando la pista è poco più che umida. In GP del Qatar si era concluso con soli 0.007 secondi tra il primo e il secondo pilota arrivati traguardo. In Argentina il vincitore è stato artefice di una cavalcata solitaria. Prima del fine settimana a Termas de Rio Hondo nessuno avrebbe scommesso sul rookie malese Khairul Idham Pawi (Honda) che ha vinto la seconda gara della stagione con 25 secondi di vantaggio sul secondo classificato. Pawi ha raggiunto il gradino più alto del podio ma è stato Brad Binder (KTM) ha fatto un passo in più nel suo primato in classifica iridata e, fino ad ora, è stato l’unico pilota a concludere i due GP nelle tre posizioni di vertice. Nel 2015 il sudafricano è arrivato quinto nell’appuntamento texano con Enea Bastianini e Fabio Quartararo come gli unici due nomi ancora in Moto a terminare quella gara davanti a lui. In Argentina Niccolò Antonelli non è stato in grado di ripetere la sua vittoria al GP del Qatar. L’italiano è scivolato al secondo posto in classifica, cinque punti dietro Binder. In tutte e tre le precedenti gare sul circuito delle Americhe, Antonelli non è riuscito a segnare punti e solo una volta è arrivato al traguardo, brutti ricordi da sfatare. La sfida tra Adam Norrodin e Jorge Navarro è finita in favore del pilota spagnolo che, come campione del mondo, cercherà di mettere dare sfogo al suo grande potenziale mostrato alla fine del 2015 con diversi podi consecutivi. Lo spagnolo è a soli due punti da Antonelli in classifica iridata e a solo sette dietro Binder; i primi tre posti possono mutare ancora tra meno di una settimana. I ragazzi del Team Sky Racing VR46 sono in cerca di conferme e risultati, Romano Fenati, Nicolò Bulega e Andrea Migno, sperabile che possano farlo sulla pista americana. Anche Andrea Locatelli che in Argentina ha fatto molto dovrà riconfermare i giudizi positivi che ha raccolto. Ovvio che sia molto attesa anche la prova di Francesco Bagnaia e per Enea Bastianini che sono rimasti troppo lontani dai primi. Senza particolare attese per il poker di giovani portati nel motomondiale, dovrebbero confermare che la scelta è stata “giudiziosa”

Motomercato: A marzo ancora in crescita le immatricolazioni dei motocicli.

logo_ANCMACOMUNICATO ANCMA

Le immatricolazioni italiane di scoter e moto con un totale di 19.468 veicoli, segnano a marzo un incremento a due cifre pari al +17,1% rispetto allo stesso mese del 2015. Contribuiscono a tale risultato gli scooter con 10.076 unità e una crescita del 14,4%, e le moto con 9.392 unità e un +20,2%. In aggiunta alle immatricolazioni di scooter e moto over 50cc, i veicoli 50cc nello scorso mese di marzo hanno totalizzato 1.926 vendite pari a un +5,7%. Marzo pesa circa il 10% del totale venduto dell’anno.

Grazie alla ripresa della domanda degli utenti il mercato delle due ruote ha imboccato un percorso virtuoso che porta benefici a tutta la filiera del settore. Lo scenario economico ci aiuta con una situazione positiva in termini di indice di fiducia delle famiglie e con indicatori in aumento per l’occupazione a tempo indeterminato, nonostante ci siano ancora elementi di debolezza per il credito al consumo e la fragilità delle banche.”- afferma Corrado Capelli, Presidente di Confindustria ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori). “Intervengono inoltre un paio di fattori determinanti per lo sviluppo del mercato: da un lato la necessità di rinnovare il proprio veicolo, decisione spesso rimandata nel periodo di crisi; dall’altro un’offerta che si contraddistingue per l’innovazione tecnologica e la capacità di attrarre nuovi appassionati, attraverso modelli più fruibili e con costi di gestione contenuti. Senza nuove turbolenze a fine anno dovremmo tornare ai livelli del 2012, quando il mercato superava le 200.000 unità. Ancora, non ci stanchiamo di chiedere una rapida approvazione delle modifiche al Codice della Strada che servono a migliorare le infrastrutture e la sicurezza d’uso, come la possibilità di percorrere le corsie preferenziali, l’aggiornamento dei guardrail e degli ostacoli fissi sulla carreggiata, la definizione di utenti deboli per i motociclisti e l’accesso alle tangenziali e autostrade per le 125cc come in tutta Europa. Infine ricordiamo la proposta Ancma di detrazioni sull’acquisto di abbigliamento protettivo, che si ripagherebbero ampiamente per la conseguente riduzione dei costi sanitari.”

Nel primo trimestre del 2016 l‘immatricolato in Italia totalizza 44.333 veicoli (scooter e moto targate), con una crescita significativa, pari al +23,9%, rispetto ai primi tre mesi del 2015. Le immatricolazioni di scooter arrivano a 23.335 veicoli (+20,6%) mentre quelle di moto sono pari a 20.998 unità (+27,8%). Anche il dato progressivo per i ciclomotori (veicoli 50cc) è di segno positivo nel trimestre, con 4.690 registrazioni pari al +4,3%.

Andando al dettaglio per cilindrata, nel settore scooter si rileva il rafforzamento del segmento degli scooter di 125cc con 8.103 veicoli e un +24,7% sopra la media del comparto. Più contenuta la crescita dei 150-250cc, con 5.446 unità e un +8,1%. Importante incremento per i 300-500cc con 7.612 unità e un +31,4%. Un dato positivo proviene anche dai maxiscooter con 2.174 immatricolazioni pari ad un incremento del +7,4% rispetto all’anno scorso.

L’analisi delle cilindrate moto vede ancora in forte sviluppo i modelli tra 800 e 1.000 cc con 6.819 veicoli pari al +47%; seguono quelle superiori ai 1000cc con 6.143 unità pari al +16,2%. Le medie cilindrate, da 600 fino a 750cc, con 3.523 moto mostrano un discreto risultato pari al +13,5%. Buon andamento anche per le cilindrate tra 200-500cc con 3.056 unità e un +25,5%; infine notevole accelerazione per le 125cc con 1.425 moto e un +59,6%.

Interessante l’evoluzione dei segmenti moto con l’affermazione delle enduro stradali, con 7.960 vendite pari al +43,1%; a seguire le moto naked che con 7.178 pezzi e un +23,6%. Seguono a distanza le custom con 1.913 unità e un +8,5%, poi le moto da turismo con 1.722 moto e un +25,1%; più modesto il trend delle sportive con 1.117 pezzi e un +4%; infine forte recupero per le supermotard con 744 moto e un +63,9%.

Massimo Tamburini è deceduto il 6 aprile 2014

Imacon Color ScannerEra, 6 aprile 2014, quando Saverio Livolsi mi ha comunicato che Massimo Tamburini è deceduto, per un attimo ho trattenuto il respiro.

Una notizia ferale, non inattesa a causa del male incurabile che lo aveva aggredito, ma sempre terribile.

Ci saranno tempi e modi per commemorare Massimo con affeto, in questo momento c’è solo spazio per lo sconcerto, ricordare i venti anni di vita condivisa (professionale ed umana) non è facile, il tecnico resterà nella storia, l’uomo consegnato al ricordo dei famigliari e degli amici, per me il ricordo di una esperienza professionale ed umana durata 20 anni attraverso la quale abbiamo generato la Bimota.

Grazie Massimo ed ai tuoi famigliari ed amici va il mio cordiglio più profondo.

Giuseppe Morri

Argentina: Pawi (Honda) Moto3, Marquez (Honda) MotoGp e Zarco (Moto2). Harakiri Ducati!

 Pawel.middleIl Gran Premio della Repubblica Argentina, in programma sul tracciato si è aperto come di consueto con la gara della Classe MOTO3 che ha regalato una sorpresa inattesa ed un brusco risveglio per i ragazzi italiani. I warm up del mattino si sono svolti su un tracciato bagnato, non sono mancate le cadute.

MOTO3 - Un pilota della Malesia ha compiuto l’impresa e merita la copertina. Il secondo appuntamento della categoria, dichiarato dal direttore “pista bagnata” (in realtà solo umida in maniera non uniforme) è stata decisa dall’azzardo del pilota della Malesia Khairul Idham Pawi (Honda), ha preso la decisione gomme slick ed ha compiuto l’impresa che gli ha regalato la vittoria. l’impresa. Ha fatto, il vuoto tra le chiazze di bagnato del circuito di Termas de Rio Hondo. Il primo nel Warm Up è Pawi, presagio dell’impresa che da lì a poche ore lo avrebbe visto vincitore con distacco abissale. Il malese numero 89, e già rivelazione delle qualifiche, ha peso il via dalla seconda fila sulla griglia di partenza. Davanti e in pole Brad Binder, Romano Fenati, e Jorge Navarro. L’asfalto si ancora bagnato e cade una leggera pioggia sulla gara della Moto. Tutti però montano gomme slick sperando in un miglioramento con il passare dei giri eccetto Livio Loi, RW Racing, con si presenta al via con le gomme da pioggia. Sperando di ripetere un’impresa già riuscita in passato. Partito bene Fenati che passa Binder ma poi cede il passo a Navarro con la prima piazza agguantata da Pawi,scattato veloce al via e subito in grado di allungare già dalle prime curve. Loi esce subito bene ed è secondo. I due staccano nel primo giro tutti gli altri di circa 5 secondi. Incredibile il passo del malese su Honda, con le slick allunga sul belga con le gomme wet. Dietro si fanno trovare l’altro malese, Adam Norrodin, Andrea Locatelli e Jorge Martin, Aspar Team. Recupera Aron Canet. Pawi intanto ha allungato e porta ad oltre 7 secondi il vantaggio su Loi. La sua è una guida perfetta su un asfalto ancora bagnato in molti punti. Sale in quinta piazza Hiroki Ono, compagno di scuderia di Pawi che intanto giro dopo giro fa il vuoto: oltre 11 secondi sul secondo quando mancano 16 giri alla fine. Il primo degli italiani è Locatelli a 20 secondi dal leader. Battaglia per il secondo posto tra Norrodin e Loi con il belga che sbaglia ed è passato da Navarro in netto recupero, che subito mette nel mirino Norrodin e lo supera. Quando mancano 14 giri alla fine viene esposta la bandiera bianca con croce rossa che segnala pioggia sul tracciato. Loi intanto perde posizioni e viene risucchiato in mezzo al gruppo principale, abbandonato dalle gomme da bagnato. Navarro spinge e stabilizza il distacco da Pawi a 20 secondi quando mancano 11 giri alla fine. Al momento erano due i malesi sono sul podio. Il piloti italiani cedono il passo, il primo è ancora Locatelli, decimo che poi risale fino alla quinta posizione; poi Niccolò Antonelli (13°) e Fenati (19°) ; gli altri sono attardati dalla vetta. Locatelli si fa giuda per gli inseguitori a circa 23 secondi da Pawi sempre più solitario, me è distanziato anche da Norrodin, quarto, di quasi 8 secondi quando mancano sei giri alla bandiera a scacchi. Canet sorpassa l’italiano e accende la battaglia nel gruppo formato da Binder, Ono e Joan Mir, numero 36 nero celeste. I cinque lottano fino alle ultime curve cambiando le posizioni ad ogni passaggio. Poi Canet finisce in terra alla curva sette. Pawi vince con un vantaggio di oltre 26 secondi , è il primo malese a salire sul gradino più alto del podio, alla sua terza gara e alla sua prima stagione mondiale. Dietro la sfida tra Norrodin e Navarro fa scintille, il malese però scivola all’ultima curva, lo spagnolo è secondo e il numero sette spinge la sua moto sotto la bandiera a scacchi per conquistare almeno la settima posizione in un finale dal grande pathos. Tre Honda sul podio. Gara grigia per gli italiani; brilla solo Locatelli, alla fine quarto dietro a Binder che conquista il gradino più basso del podio, è stato evidente la loro allegia per il bagnato, un limite non trascurabile per chi cova sogni di primato. Leader della classifica Binder p. 36, seguito da Antonelli p.31 e Navarro p.29.

MOTOGP – La prima fila della griglia di partenza in Argentina vede in pole Marc Marquez (Honda) alla sua destra Valentino Rossi (Yamaha) e, di fianco il suo compagno di team Jorge Lorenzo. Seconda fila per Dani Pedrosa (Honda) davanti alla due ducati ufficiali di Andrea Dovizioso e Andrea Iannone (Ducati), primo del Warm Up su pista bagnata. La gara è stata posticipata di mezzora a causa dei cambi al programma. Era stato imposto un Warm Up ulteriore per provare lo nuovo pneumatico extra da asciutto reso necessario dopo l’incidente accorso a Scott Redding, portacolori Octo Pramac. Questa sessione è stata cancellata a causa della pioggia caduta sulla pista nella prima mattina. Le condizioni sono andate migliorando con il passare delle ore e le decisioni definitive sono state prese dopo l’unico Warm Up, posticipato di 30 minuti, nel quale il migliore è stato Iannone. Le condizioni della pista, che si stava asciugando lentamente, ha fatto scegliere per una gara ‘asciutta’ con slick; usate quindi le nuove gomme introdotte da sabato sera (Option Tyre) con tela più dura, ma sottoposta al regime flag-to-flag per consentire l’eventuale cambio di prototipo con pneumatici diversi al giro 9, 10 o 11, in totale sono adesso 20 non 25. Il semaforo si spegne e Lorenzo parte bene, è primo. Alla prima curva scintille tra Pedrosa e Iannone con Rossi e Marquez che allungano davanti al gruppone di testa; sfida di vertice tra il campione del mondo in carica, Rossi e Marquez mentre Dovizioso dalla quarta piazza sale alla prima. Maverick Viñaleas, Suzuki, è quarto davanti a Iannone mentre Lorenzo scende in sesta posizione. Cadono Pol Espargaro, Yamaha Tech3, che riprende la via della pista, Cal Crutchlow, Honda e Yonny Hernandez, che si ritirano, poi sarà la volta di Loris Baz. Marquez prova a farsi sotto con Rossi che chiude le traiettorie e mette nel mirino Dovizioso. Intanto rimonta Viñales. Marquez sorpassa Rossi e poi Dovizioso, a meno 15 passaggi dal termine. Cade Jak Miller, mentre i tre davanti cambiano le loro posizioni e Iannone supera il pilota Suzuki. Lorenzo alla curva 1, finisce a terra: gara conclusa per il leader della classifica. Lotta per la terza piazza tra Iannone e Dovizoso. Mentre Rossi si avvicina al leader della gara che per un contatto alla partenza ha la telecamera staccata dal codino. A meno 12 giri alla fine e inizia la lotta tra Marquez e Rossi, il Dottore passa lo spagnolo in staccata alla curva uno ma deve ricedere il passo al due volte iridato. Poi si fa tempo del cambio moto obbligato, mentre Rossi e Marquez restano in pista tra le scintille e rientrano insieme ai box ma mantenendo le posizioni quando rientrano in pista è subito netta l’impressione che la seconda moto di Rossi non gli consenta le performance della prima, è lento e lo rimontano Viñales Iannone e Dovizioso. Rossi è lento ed è raggiunto dal gruppo che lo insegue e subito Viñales prova l’attacco ma Rossi chiude la porta alla curva 1. Il pilota di Figueres in un nuovo assalto all’italiano della Yamaha perde l’anteriore e cade alla curva 1. Marquez è lontano e dietro si accende la lotta fra i tre italiani, Rossi, Iannone e Dovizioso che danno vita ad un’aspra contesa per il secondo posto, una sfida tra le due Ducati e la M1 che si gioca negli ultimi due giri. Dovizoso passa Iannone e Rossi e allunga. Il nove volte campione del mondo prova a farsi sotto alle Desmosedici, ma non riesce ad avere la meglio, pare rallentato e con poco feeling. Marquez non ha faticato e taglia il traguardo mentre dietro capita quello che ormai sembrava impensabile: le due Ducati si toccano alla penultima curva, Iannone e Dovizioso cadono con Rossi che conquista il secondo posto davanti a Pedrosa. Forse i team italiano paga per la troppa foga dei suoi piloti le troppe voci che danno per imminente un taglio per fare posto all’arrivo di Lorenzo. A causa della manovra all’ultima curva Iannone è stato poi sancito con la penalizzazione di 3 posizioni nel prossimo GP e un punto sulla patente. La decisione è stata presa dallo Steward Pannel, il nuovo organo giudicante in MotoGP. In classifica Marquez conquista la testa p. 41. poi Rossi p. 33 e Pedrosa p. 27.

MOTO3 - Al via la prima fila della griglia di partenza è composta da Lowes, Zarco, campione del mondo in carica e Folger. Franco Morbidelli, scuderia, parte dalla quinta piazza come primo degli italiani. Ormai la pista che in precedenza ha ospitato la gara della Moto pare asciutta nonostante il cielo ancora coperto e le chiazze scure in alcuni tratti del percorso. Tutte le 600cc montano slick. Al via inizia subito la bagarre, Folger parte bene e soffia il primato a Lowes e Zarco, seguono Morbidelli e Takaaki Nakagami. Scintille tra i tre al vertice ai quali si aggiunge subito Morbidelli; Alex Rins è quinto e sesto Hafizh Syahrin, che a meno 21 giri sono staccati quasi 6” dai piloti di testa. Intanto cade Alex Marquez, sempre meno presente fra i primi. Sportellate tra Zarco e Folger: quando al decimo giro lo spagnolo entra duro, il tedesco apre la traiettoria e scivola al terzo posto. Va poi largo alla curva successiva ed è passato anche da Morbidelli. L’italiano poi punta Zarco e in un paio di occasioni prova ad insidiarlo per la seconda piazza. Il gruppo dei quattro si allunga e si compatta giro dopo giro preannunciando un arrivo in volata. Invece la moto di Lowes accusa un problema meccanico, il britannico probabilmente sbaglia la scalata e perde tempo all’uscita di curva e Zarco si avvicina sul rettilineo del traguardo, poi il francese con una gran staccata alla curva 1 e sorpassa il britannico. Cade Sandro Cortese mentre Rins fa il nuovo giro veloce e prova di recuperare sul gruppetto di testa. . Le posizioni restano immutate fimo a quando mancano quattro giri alla fine della gara, Rins si avvicina e Lowes si porta alle spalle di Morbidelli, Folger sembra definitivamente quarto. Ma il britannico spinge passa l’italiano che scivola a metà curva 1, è gara finita per Morbidelli. Mentre Zarco che taglia il traguardo davanti a Lowes e a Folger. Primo degli italiani è Mattia Pasini, decimo a oltre 30 secondi dalla vetta. In difficoltà Baldassarri penalizzato dai postumi di un incidente. Marini e corsi lontani dalle posizioni di testa. In classifica il leader è Luthi p. 34 seguito da Zarco p. 29 e Lowes p. 27

Prossimo appuntamento per la classe intermedia sarà il Grand Prix of the Americans settimana prossima i Texas.

Aragon: WSBK Davies domina il 3° round; poi gli “inossidabili” Sofuoglu (WSS) e Mercado (STK100)

mercado-superstock-1000-1Si sono disputate sul del Motorland Aragon le gare del terzo round dei Mondiali Superbike e Superstock con l’aggiunta del trofeo per la stock 1000.

Nella foto l’arrivo della Stock 1000 con Mercado e Rinaldi.

Nel paddock spagnolo, la nazione che ospita tanti eventi mondiali di motovelocità, la notizia che ha destato stupore è stata quella relativa al comunicato FIM e DWO relativo all’annullamento del round italiano del WorldSBK 2016 che si sarebbe dovuto tenere presso l’Autodromo Nazionale di Monza durante il fine settimana del 22-24 luglio. In aggiunta è stato comunicato che non sarà attivato il contratto con il circuito sostitutivo di Vallelunga, a causa di alcune difficoltà legate alla programmazione e alle modifiche richieste, che consentano a Vallelunga di ospitare un round di WorldSBK. E’ ancora in corso di valutazione una sede sostitutiva per questa tappa italiana del campionato. La conferma del luogo e della data sarà comunicato prima del 1° maggio, per dare la conferma finale del calendario WorldSBK

Il nuovo format deciso dalla FIM e Dorna ha proposto 4 gare che hanno messo in evidenza tanti “vecchi” protagonisti e qualche nome nuovo. Evento commentato a mo di uno dei programmi condotti, da parte  del folto e composito gruppo di inviati Mediaset, con lo stile di Pippo Franco..

SUPERBIKE GARA 1 - Tom Sykes (Kawasaki) con una bella partenza ha preso subito la testa della corsa e con Jonathan Rea (Kawasaki) che ha recuperato velocemente terreno, arrivando in terza piazza dietro a Sylvain Guintoli (Yamaha) e Sykes. Le Ducati di Chaz Davies e Davide Giugliano sono subito arrivate su Rea per lottare per la terza posizione, ma Davies ha avuto un ritmo migliore ed è arrivato alle spalle del leader Sykes, superandolo e dominando la corsa dal quindicesimo giro fino alla fine. Davies ha così conquistato un grande successo il primo stagionale, portando la Panigale R sul podio come aveva fatto lo scorso anno e imponendosi sul dominio Kawasaki. La Yamaha ha invece avuto fortune alterne: dopo aver conquistato la prima fila nella Superpole, in gara Lowes ha perso presto il contatto con il gruppo di testa, mentre Guintolì ha potuto mantenere la seconda posizione dietro a Sykes. Il francese ha poi perso ritmo, scendendo fino alla nona posizione, dietro al suo compagno di squadra che nel frattempo aveva rimontato fino all’ottava piazza. La gara di Honda si è conclusa con la sesta posizione di Nicky Hayden e una caduta per Michael Van Der Mark che è stato costretto al ritiro. Anche Leon Camier (MV Agusta) e Matteo Baiocco (Ducati) non hanno potuto portare a termine la gara, a causa di alcuni problemi tecnici alle loro moto. Xavi Forés è stato il pilota spagnolo più veloce, vincendo il duello contro Davide Giugliano e aggiudicandosi così la quarta posizione, mentre Jordi Torres ha tagliato il traguardo in settima piazza. Buone prestazioni per la coppia Aprilia: Lorenzo Savadori ha ottenuto la decima posizione, seguito dal compagno di squadra Alex De Angelis.

SUPERBIKE GARA 2 – Davies ancora è ancora primo, da dominatore. Il pilota della Ducati ha conquistato un’altra incredibile vittoria, tagliando il traguardo con sei secondi di vantaggio sul secondo classificato, dopo aver percorso un altro giro sublime. I piloti della Kawasaki Tom Sykes e Jonathan Rea hanno completato il podio in Spagna, dopo esser stati protagonisti di un altro testa a testa. Il pilota di casa Xavi Forés ha portato la Panigale R di nuovo in quarta piazza, eguagliando il suo miglior risultato in carriera, ottenuto ieri in Gara1. Il suo connazionale Jordi Torres ha concluso al quinto posto, suo miglior risultato dell’anno, alla guida della BMW, e precedendo Davide Giugliano, che  ha recuperato da un piccolo incidente in pista per dare la caccia a Michael van der Mark, , per poi passarlo nuovamente e chiudere in sesta posizione. L’olandese, dopo un sabato insolitamente difficile, ha mantenuto la sua Honda nelle posizioni importanti di Gara2 e ha ottenuto un buon bottino di punti, arrivando settimo dopo una buona partenza dall’undicesima casella. Brutto epilogo invece per il suo compagno di squadra, Nicky Hayden, che ha avuto un piccolo incidente in pista con Alex Lowes e successivamente si è dovuto ritirare per un problema. E’ la coppia Yamaha, Sylvain Guintoli e Alex Lowes, a chiudere la top ten rispettivamente in nona e decima posizione, dopo una partenza difficile. Ottavo crono per Alex De Angelis, il pilota sammarinese Aprilia recentemente operato al bicipite destro, è stato autore di una ottima prestazione. Il pilota MV Agusta Leon Camier è finito appena fuori dalla zona punti, e spera di tornare nelle posizioni importanti nel prossimo round ad Assen, ma sarà necessaria una crescita significativa del mezzo. In classifica Rea si conferma leader con p. 131 seguito da Davies p. 105 e Sykes p. 102

SUPERSPORT – Il campione del mondo in carica Kenan Sofuoglu (Kawasaki) ha dominato la scena al Motorland, conquistando la vittoria nella prima gara europea, dove in pista c’erano anche i piloti della FIM Europe Supersport Cup. Il pilota turco ha preso la leadership della corsa lottando con il suo compagno di squadra Randy Krummenacher e con i piloti della MV Agusta Jules Cluzel , che ha terminato la corsa al quarto posto, alle spalle Nico Terol, salito sul terzo gradino del podio, il suo primo in questa categoria. Sofuoglu è partito dalla pole position e ha subito avuto a che fare con il pilota Honda PJ Jacobsen che dalla seconda fila ha fatto una grande partenza. L’americano nel tentativo di lottare per la leadership è andato largo, perdendo l’anteriore e abbandonando subito la gara e come lui anche altri piloti, Wagner, Licciardi, Rea e Orellana, sono stati costretti al ritiro al primo giro, dopo esser stati coinvolti in un incidente. Sfortuna per Roberto Rolfo, che ha dovuto abbandonare la griglia di partenza per un problema alla sua moto, e anche Lorenzo Zanetti ha avuto un problema tecnico alla sua MV Agusta che l’ha costretto al ritiro. Sofuoglu con progressione ha distanziato un terzetto i inseguitori un terzetto composto da Krummenacher, Cluzel e Baldolini in lotta per le posizioni del podio. Sfortunatamente il primo a dover mollare la presa è stato Alex Baldolini , protagonista fino a quel momento di una ottima gara, ma fermato dal flop del motore della sua MV Agusta.  I piloti del Team Italia, Bassani e Zaccone, sono stati i protagonisti della nuova FIM Europe Supersport Class la classe che compone il gruppo dei partenti (una macedonia fra i piloti delle due categorie. I due ragazzi italiani hanno sfidato i piloti del WSS ed hanno tagliando il traguardo rispettivamente in quinta e sesta posizione. Randy Krummenacher ha mantenuto il suo vantaggio nella classifica generale, seguito dal compagno di squadra Kenan Sofuoglu. Si tornerà in pista tra due settimane ad Assen, dove Cluzel e Jacobsen proveranno a recuperare terreno e Sofuoglu proverà ad imporsi nuovamente. In classifica si conferma leader Krummenacher p. 58, seguito da Sofuoglu p.45 e Cluzel p.38.

STK1000 – A causa di un incidente alla prima curva, è stata subito fermata la corsa con la bandiera rossa. Un incidente che ha coinvolto quasi un terzo dei piloti sulla griglia di partenza. Con la procedura di partenza ritarda di circa 20′, alcuni piloti sono potuti tornare in pista e si è svolta una corsa di solo otto giri. La gara “sprint” ha obbligato i piloti a dare subito il massimo Rallentato Florian Marino (Yamaha) da problemi al cambio la lotta per il podio si è progressivamente ristretta alla copia con le Ducati ufficiali, l’esperto Leandro Mercado che alla fine si è aggiudicato la vittoria precedendo l’esordiente italiano Michael Ruben Rinaldi, che, giudiziosamente, ha deciso di iniziare la stagione con un ottimo secondo posto, ma bravo a relegare al terzo posto l’esperto davanti a Raffaele de Rosa in sella alla BMW. Hanno fatto parte del gruppo di testa anche Roberto Tamburini (aprilia) scivolato nel tentativo di tenere testa a De Rosa che lo aveva rimontato. Ottimo quarto posto per Riccardo Russo (Yamaha) Poi Kevin Calia (6°) con l’altra Aprilia ufficiale, Mantovani (7°), Marconi (8°) con la Yamaha e Vitali (11°) BMW. Sono stati 12 i piloti che non hanno concluso la gara di una categoria dove la metà dei concorrenti sono italiani. La Stock 100 sarà presente nel round di Assen. Di rilievo l’assenza, causato da una caduta a seguito di un “investimento” nel corso del war-up del pilota turco Toprak Razgatlioglu, molto atteso da addetti ai lavori e non. Difficile un suo rientro ad Assen.

Angelo Bergamonti: il 4 aprile 1971 si fermò il suo sogno ed il mito della Mototemporada.

Angelo Bergamonti morì a seguito di un incidente, capitato in una gara della “Mototemporada“ 

A Riccione, il 4 aprile 1971, stava disputando la gara della 350cc in sella alla MV Agusta, sul circuito stradale allestito sulle strade a ridosso del mare Adriatico.

Pioveva e Bergamonti stava inseguendo il compagno di squadra Giacomo Agostini, perso il controllo della moto e scivolò sull’asfalto viscido finendo contro il cordolo del marciapiede, a bordo strada.

La tragica fine del pilota cremonese, era nato Gussola il 18 marzo 1939, segnò anche la fine delle corse organizzate sui circuito stradali della Mototemporada (un ciclo di gare proposte dai moto club della riviera romagnola) e più in generale in Italia.

La sua è stata una carriera contrassegnata da partecipazioni e vittorie nelle cronoscalate come nelle gare in pista, spesso su circuiti stradali. Ha gareggiato in sella a mezzi della Moto Morini, Aermacchi, Paton, Linto e MV Agusta per la quale ha fatto anche il collaudatore per lo sviluppo del prototipo del sei cilindri 350cc , e il pilota ufficiale nella stagione 1970.  

 Bergamonti esordì con la MV a Monza, nel GP delle Nazioni ottenendo subito il 2° posto alle spalle di Giacomo Agostini; con la marca di Cascina Costa conquistò anche la vittoria nelle classi 350 e 500 del Gran Premio di Spagna (nella foto) e fu 3° nella classifica finale della classe500cc conquistando anche tre secondi posti in Olanda, Francia e Italia. Ha preso parte a 15 Gran Premi iridati, vincendone due e salendo 10 volte sul podio.

Aveva esordito nel motomondiale nel 1967, miglio piazzamento il terzo posto nel Gran Premio delle Nazioni in sella ad una Paton 500; ripetendo l’impresa l’anno seguente.

Nel suo palmares figurano anche 4 titoli di Campione d’Italia: Junior 175cc nel 1965, poi 125 e 500cc nel 1967, ancora nella 125cc nel 1970.

Bergamonti era un pilota coraggioso, uno che non si tirava mai indietro, e non lo fece neanche quella domenica d’inizio aprile mentre, sul Lungomare di Riccione allagato dalla pioggia, non voleva “far scappare” “Ago” .

La tragica fine di Angelo impressionò molto addetti ai lavori e autorità sportive tanto da diventare ragione  per assumere  drastici interventi a favore della sicurezza sui circuiti italiani.

I moto Club della Romagna spostarono i loro eventi nel nuovo Circuito del Santa Monica a Misano Adriatico, realizzato dopo la scomparsa di Angelo.

Frutschi Michel: appuntamento con il destino a Le Mans.

 Michel Frutschi,  ha perso la vita il 03 aprile 1983 a seguito di un incidente sulla pista di  Le Mans. Il pilota svizzero disputò alcune gare in sella ad una Bimota YB3 350 prima di diventare pilota Sanvenero. Restò vittima di un rovinoso incidente nel corso  del Gran Premio di Francia, il decesso avvenne la sera stessa per la gravità delle ferite riportate. Avrìeva costruito la sua carriera  gareggiando dapprima  nelle gar del Campionato Mondiale Endurance , dove ha gareggiato spesso in coppia con il pilota francese Jean Francois Baldè,   in sella alle Kawasaki. Ha corso nelmotomondiale dal 1977 nella classi 250, 350 e 750); dal 1980 al 1983 nella classe 500gp. Nel Motomondiale ha guidato  moto di Yamaha, Bimota. Sanvenero e Honda. Nel 1982 eveva  conquistato la sola vittoria in un Gran Premio, proprio quello di Francia sulla pista di Nogaro. La gara era stata boicottata da un numero rilevante di piloti a causa della pericolosità della pista. Una fatto comportò il trasferimento della corsa francese sul tracciato di  Le Mans dove Frutschi trovò la morte l’anno seguente.

Aragon: la Spagna ospita il 3° round (01 -03 aprile), il primo della serie iberica

logo-motorlandIl terzo round dei Campionati del Mondo Superbike e Supesport è in programma nel corso del wee-kend 01/03 Aprile p.v.. Si corre sul circuito di Motorland costruito in in una zona molto arida, nei pressi della città di Alcañiz, nella provincia di Teruel, e si tratta di un tracciato moderno, tecnico e spettacolare, che viene spesso citato dai piloti come uno dei loro preferiti.

SUPERBIKE – La pista del Motorland è stata anche il palcoscenico della prima vittoria per la Ducati 1199 Panigale R nel 2015 in Gara2, e il vincitore Chaz Davies stava per conquistare la vittoria anche in Gara1, quando il nord-irlandese l’ha preceduto sul traguardo per soli 51 millesimi. Quest’anno, la Panigale R arriva sulla pista spagnola da vincitrice. La moto ha ottenuto finora cinque vittorie e la domanda è solo una: quando aumenterà questo numero. Con Davies che ha dimostrato finora un grande passo e il suo compagno di squadra Davide Giugliano libero da qualsiasi tipo di infortunio, Motorland potrebbe ospitare la prossima vittoria della Ducati e la prima di questo 2016. Il pilota Kawasaki Jonathan Rea ha sicuramente un altro progetto. Dopo aver vinto entrambe le gare a Phillip Island e dopo aver diviso il bottino con il suo compagno di squadra in Tailandia, il campione in carica è in una forma fantastica. A Buriam è stato dimostrato che il suo compagno di squadra Tom Sykes è in grado di lottare con lui alla pari e batterlo, ma per riuscirci il pilota dello Yorkshire dovrà dimostrare di nuovo la propria determinazione come ha fatto nel 2013. Tenendo in considerazione che gli altri piloti in griglia sono impazienti ed in grado di cambiare il dominio Kawasaki come abbiamo visto in questa stagione, MotorLand potrebbe farci vivere un’altra fantastica battaglia. Michael van der Mark ha iniziato Gara 2 in Tailandia con un record del 100% sui podi, in questo 2016, e anche se ha mancato il podio nella seconda manche, ha avuto una grande prestazione controllata e matura che l’ha portato a chiudere in quarta piazza. Con una Fireblade aggiornata e il talento del pilota Honda nel cercare il limite, c’è da aspettarsi che l’olandese farà il massimo per ottenere la prima vittoria, fino a quando non ci riuscirà. Anche il suo compagno di squadra potrebbe rivelarsi un duro avversario. Con l’esperienza che sta maturando con la nuova moto e le nuove gomme, il Campione del Mondo MotoGP 2006 Nicky Hayden arriva al MotorLand come un principiante in WorldSBK ma è un veterano del circuito, dopo aver guidato lì con la MotoGP dal 2010: il primo anno che il circuito era entrato in calendario, l’americano aveva calcato il podio. Un altro pilota nuova sulla griglia, ma che nonostante ciò ha una grande esperienza al MotorLand, è lo spagnolo Jordi Torres, pilota della BMW. Dopo essere guarito dall’infortunio occorsogli nei test e dopo aver ottenuto buoni punti a Phillip Island e sul tracciato di Chang, il pilota locale, che conosce molto bene il MotorLand dai tempi del CEV e del Campionato Mondiale di Moto2, è sicuro di realizzare un altro grande spettacolo. Da quando il WorldSBK è stato ad Aragon lo scorso anno, il tracciato è stato parecchio rimaneggiato. Resta da vedere chi ha giocato l’asso in Tailandia e chi ha la migliore mano per incastrarsi perfettamente nel puzzle che il 2016 ha in serbo per noi, con il MotorLand pronto a svelarci il suo pezzo del puzzle. Attesa una crescita anche di Aprilia che grazie alle buone prestazioni di Lorenzo Salvadori si trova a ridosso della Top tene. Onorevole difesa di Matteo Baiocco che continua a sostituire l’infortunato Menghi.

SUPERSPORT – Dopo due dei 13 round del 2016, il FIM Supersport World Championship sta già prendendo una forma interessante e il prossimo appuntamento sarà ad Aragon, dove due piloti diversi e altrettanti produttori hanno già festeggiato la vittoria di una gara. Randy Krummenacher si ritrova in testa alla classifica, avendo vinto la gara di Phillip Island, la prima per il pilota svizzero in questa categoria. PJ Jacobsen occupa la seconda posizione grazie alla consistenza dimostrata, mentre in Tailandia la vittoria è andata a Jules Cluzel ora terzo in classifica, seguito dal campione in carica Kenan Sofuoglu a pari merito con il veloce debuttante Federico Caricasulo. Invece, Kawasaki è in prima posizione nel campionato costruttori e precede Honda e MV Agusta per nove e dieci punti rispettivamente, con ancora 11 round da disputare. Lo scorso anno sulla pista spagnola, a Cluzel – per la seconda gara consecutiva – era stata negata la possibilità di vittoria a causa di un problema meccanico alla sua moto e Sofuoglu diventava così il primo pilota Supersport a vincere due volte al Motorland, seguendo i precedenti successi del già citato Davies, Sam Lowes e Fabienne Forte. Altri italiani che già figurano nella classifica generale sono A. Baldolini (6°), poi C. Gamarino (10°), L. Zanetti (13°) e Roberto Rolfo (14°)

In questa prima tappa europea, la griglia di partenza sarà rafforzata da oltre 30 piloti, ovvero dalla FIM Europe Supersport Cup (ESS) che entra a far parte dell’ordine del giorno e sarà presente in ogni turno europeo. Questa classe nasce dall’ex Superstock 600 FIM European Championship, e consente ai team e ai piloti di partecipare solo alle gare europee. I piloti di questa categoria avranno una propria classifica e prenderanno i punti delle posizioni in cui termineranno le corse. Allo stesso tempo i piloti dell’ESA disputeranno la gara con i piloti regolari del World Supersport e avranno punti nella classifica generale del campionato. Tra gli iscritti alla classe ESS ci sono piloti veloci come Ilya Mikhalchik, Axel Bassani (autore di un debutto coi fiocchi lo scorso anno a Magny Cours) e Javier Orellana, campione in carica dell’Europea Junior Cup.

STK1000 - Esordio per la categoria che è abbinata solo a gare disputate su impianti europei dalla Superbike. Il campione in carica dello scorso anno, Lorenzo Savadori, corre ora nel WorldSBK con il team IodaRacing, con Alex De Angelis come compagno di squadra, e il trono lasciato libero dall’italiano ha molti aspiranti eredi, sia tra quelli che sono debuttanti nella categoria, sia tra i veterani. I primi da citare sono il pilota che l’anno scorso ha dominato la STK600 Cup, il turco Toprak Razgatlioglu, che corre con il Kawasaki, e il predecessore di Savadori, Leandro Mercado. Il pilota argentino torna per cercare di riconquistare il titolo in sella alla Ducati al fianco dell’esordiente italiano Michael Ruben Rinaldi, vice-campione della STK600 nel 2015. Tutti i produttori sono ben rappresentati. Il secondo classificato dello scorso anno, Roberto Tamburini, è alla guida dell’Aprilia RSV4 RF, è il sostituto di Savadori e ha come compagno di squadra il connazionale Kevin Calia. Sei piloti correranno con la BMW S 1000 RR, tra i qua il pilota Raffaele De Rosa , terzo classificato nel 2015, e dieci piloti saranno invece alla guida della Yamaha YZF R1, tra cui il pilota tedesco Toni Finsterbusch e il francese Florian Marino . Il compatriota di Marino, Jeremy Guarnoni, che ha vinto la gara finale della stagione 2015 a Magny Cours, resta in griglia e sarà uno dei quindici piloti sulla Kawasaki, un elenco che comprende altri nomi di rilievo, come l’australiano Bryan Staring. Un totale di 39 piloti provenienti da 12 diversi paesi si schiererà sulla griglia di partenza di quest’anno, e tra questi ben 21 sono italiani (quasi in campionato nazionale ….). Francia, Svizzera e Germania hanno 3 piloti ciascuno, dai Paesi Bassi ne arrivano 2, e da altri 7 diversi paesi provengono i rimanenti piloti, arrivando così quasi a 40.

Argentina: la seconda sfida senza il supporto dei test preliminari.

Logo-motop -xIn Sud America sarà subito sfida per la classe regina, il venerdì le libere e domenica la gara nel secondo GP della stagione. Il Campionato del Mondo MotoGP 2016 ha messo in archivio la sua prima prova ed ora si guarda alla prossima gara della classe regina; il GP del Qatar è stato vinto da Jorge Lorenzo (Yamaha). Dietro allo spagnolo Andrea Dovizioso (ducati), pilota del team Ducati e Marquez, a seguire la seconda Yamaha guidata da Valentino Rossi. Non solo il GP del Qatar è stato il primo atto della stagione 2016 ma il fine settimana nel deserto ha presentato novità importanti sul medio periodo perché Valentino Rossi ha firmato per altri due anni con la sua scuderia diventando anche uomo immagine della casa di Iwata mentre Bradley Smith è entrato nel progetto KTM in MotoGP per il 2017 e il 2018. La scelta della Yamaha non avrà fatto fare salti di gioia a Lorenzo che magari avrebbe subito rinnovato per “cacciare” Rossi ed ora fa manfrina per rinnovare.

Il Qatar come primo atto della stagione 2016 è forse un GP a se visto che gli ultimi test precampionato si sono svolti proprio sulla pista di Losail e si sono conclusi quando mancavano tre giorni alle libere del GP. La possibilità di provare è stata quindi tanta. A Termas de Rio Hondo non sarà così, le le libere si svolgeranno venerdì e dopo 48 scatterà la gara. Lorenzo affronterà vanta in Sud America con un solo podio del suo palmares ottenuto su questo tracciato; di tutti in circuiti in calendario l’Argentina rappresenta un po’ il tallone d’Achille per lo spagnolo e le gomme Michelin sono comunque un incognita importante.

Il 2016 per Andrea Dovizioso è iniziato con gli stessi risultati dell’anno precedente: secondo posto a Losail in tutte e due i GP; come previsione la Desmosedici si è dimostrata una moto potente e competitiva e il suo inizio anno è la copia di quello passato; le uguaglianze potrebbero ripetersi anche in Argentina dove fu secondo nel 2015.

Andrea Iannone, altra Ducati, oltre ad avere segnato il nuovo record di velocità di punta per un prototipo della classe regina, 351,2 Km/h sul rettilineo principale del Losail International Circuit, ha dimostrato uno stato di forma di altissimo livello. La sua gara è finita anzitempo a causa di una caduta ma fino a quel momento era stato migliore, non solo del suo compagno di scuderia ma anche di Lorenzo. Il pilota di Vasto sta forse vivendo il suo miglior periodo in sella a una moto di vertice. Chiunque voglia vincere a Termas de Rio Hondo dovrà fare i conti con ‘The Maniac’ e la sua Desmosedici soprattutto sul rettilineo di 1,076 Km del tracciato argentino. Qui Iannone è sempre entrato nelle prime dieci posizioni e nel 2015 ha visto svanire il terzo posto solo a termine gara.

Nel 2015 sulla pista di Rio Hondo si è imposto Valentino Rossi che poi è salito sul podio indossando la maglietta della nazionale Argentina con il numero 10 di Diego Armando Maradona. L’omaggio al giocatore argentino più forte di tutti i tempi e più forte in generale nella storia del calcio. Il numero dieci è stato importante per il Dottore nel 2015 come quest’anno dove dovrà accumulare altri punti preziosi per mettere la firma sul suo decimo mondiale. Una vittoria nella seconda gara dell’anno sarebbe una motivazione enorme per il nove volte iridato. Solo 0.1s hanno separato Rossi dal podio in Qatar con il rimpianto, forse, di una scelta non ottimale della gomma posteriore. Con una mescola morbida al posto di una media, cambio vincente fatto da Lorenzo a meno 35 minuti dal via, dove avremmo visto il numero 46?

Il GP di Argentina sarà un altro importante banco di prova per Marquez. Il pilota della Honda in Qatar è stato competitivo e fino alla fine ha insidiato Dovizioso per la seconda piazza finale, nel 2014vinse sul tracciato di Rio Hondo non ripetendosi però l’anno dopo. Per il suo compagno di squadra Dani Pedrosa la stagione è iniziata meglio dell’anno scorso quando i problemi fisici lo hanno tenuto fuori dalle corse. Anche se in Qatar ha finito la gara distante e staccato dal podio il pilota Honda non è caduto e ha raccolto 11 punti in classifica iridata. In Argentina potrà coltivare la speranza di un buon piazzamento in attesa di risolvere definitivamente gli ultimi problemi all’elettronica che affliggono la sua RC213V numero 26.

Cal Crutchlow, altro pilota Honda, correrà in Argentina per la seconda volta. Nel 2014 il britannico ha saltato la gara a causa di un infortunio mentre nel 2015 è stato la sorpresa sul gradino più basso del podio. Per lui il GP del Qatar è stato grigio, i problemi alla centralina lo hanno costretto a lottare per l’ingresso in Q2, mettendolo fuori gioco in gara a causa di una caduta.

Maverick Viñales (Suzuki) e Scott Redding (Yamaha) hanno fatto bene durante i test a Losail e anche nelle libere in Qatar. Purtroppo le attese non sono state mantenute e le loro gare non sono state da vertice accusando la mancanza delle sensazioni migliori avute nei test sulle rispettive moto. Per entrambi l’Argentina offre la possibilità di uno slancio verso il podio. Danilo Petrucci a Termas de Rio Hondo non ci sarà e salterà il secondo GP stagionale dopo l’aggravarsi dell’infortunio alla mano sofferto nei test precampionato e che già gli causato la defezione dalla gara a Losail. Sarà sostituito da Michele Pirro, collaudatore principale e terzo pilota di Borgo Panigale, che porterà nella bagarre la GP 15 con il numero 51. Ancora sconosciuto il tempo di recupero di Petrucci. Rossi sarà ancora davanti a tutti come fatto nel 2015? Le Ducati duelleranno con Yamaha e Honda per le posizioni di vertice? L’Aprilia evidenziare sviluppi positivi?Belli gli interrogativi per i tifosi italiani

Argentina: Moto2 già tempo di rivincite dopo il caos penalità

logo-moto2-gpIl Campionato arriva in Argentina per il secondo atto del 2016 dopo che nel GP del Qatar la corsa della Moto2 classe è stata fortemente condizionata dalle sanzioni comminate a ben otto piloti per aver anticipato la partenza. L’effetto è stato quello di definire un podio diverso dall’ordine di arrivo della gara. Una brutta vicenda, in particolare per quanto è accaduto a Franco Morbidelli. A prescindere dalla punizione inflitta agli avversari il vincitore a Losail a vincere è stato è stato Tom Luthi, per la sua prima volta sul gradino più alto del podio. Alex Rins e Sam Lowes sono entrambi stati penalizzati per la loro partenza anticipata, ritardati con il ride trough, hanno perso molte posizioni durante la gara per riuscire poi a finire la corsa all’ottavo e al nono posto. In Argentina proveranno ad essere protagonisti al vertice. L’anno scorso sul tracciato Termas de Rio Hondo sono arrivati a podio, Rins secondo e Lowes terzo. A sfidarli ci sarà Franco Morbidelli che in Qatar è stato declassato al settimo posto. La sua voglia di riscatto sarà grande in Argentina vista le sue recente prova su quel tracciato dove fu quinto nel 2015. L’anno scorso il GP di Argentina è stato il primo degli otto vinti da Johann Zarco; la sua stagione 2016 è stata segnata da varie problematiche e a Losail anche lui è stato vittima della penalità che lo ha spinto fino al 12esimo posto. L’ anno per riconfermarsi campione del mondo non è partita bene per il francese e da Rio Hondo può iniziare il suo tentativo di difendere l’iride. Jonas Folger cercherà di fare in Argentina quello che non gli è riuscito a Losail: vincere. Nella gara in Qatar il tedesco era in testa ma ha dovuto dire addio a punti preziosi a causa di una caduta. Si è mostrato però finalmente costante in grado di entrare nella sfida per il primato nella 600cc.

Luis Salom e Simone Corsi in Qatar sono tonati a podio. Il maiorchino della classe di mezzo ha dimostrato di essere un pilota eccellente quando sicuro di se mentre Corsi potrebbe ripetere la bella prestazione anche in Sud America. Attese anche le prestazioni di Luca Marini, con un ottimo esordio in Qatar (10°) lasciando a distanza e fuori dalla zona punti piloti esperti Come Alessandro Tonucci e Mattia Pasini.

Argentina: 2° round iridato, forza Italia!!!!!

Logo Moto3 1Il Campionato del Mondo Moto3 si è aperto con una volata a 8 per la conquista del podio in Qatar, ora la sfida può ripetersi in Argentina dove è in programma il 2° round stagionale.

In vero stile Moto3 Niccolò Antonelli (Honda), ha vinto il primo GP della stagione in Qatar strappando il gradino più alto del podio a Brad Binder (KTM); tra i due quasi il nulla fatto di 7 centesimi. L’italiano ha corso con una clavicola ancora in via di guarigione e, con una settimana di riposo in più, ora guarda con fiducia al secondo appuntamento stagionale sul circuito Termas de Rio Hondo in Argentina. Brad Binder è parso uno dei piloti più costanti durante tutta la gara in Qatar. Il E’ sembrato in grado di poter controllare la gara ma alla fine si è giocato la vittoria per pochi centimetri. Il sudafricano deve ancora conquistare la sua prima vittoria pur essendo nella classe da parecchio e, nel 2015 in Argentina, arrivò a punti concludendo la gara al quinto posto. Il suo rivale diretto Niccolò Antonelli a Rio Hondo non è mai andato a punti, facile prevedere una gran sfida.

Francesco Bagnaia (Mahindra) in Qatar ha conquistato il terzo posto, il secondo sulla moto indio-italiana dopo il GP a Le Mans nel 2015. Durante il fine settimana la scuderia ha montato sul prototipo le appendici aerodinamiche che aiutano a mantenere la stabilità in curva e a sfruttare meglio l’effetto scia vietate però a partire dal 2017, vedremo se e di quanto sarà più veloce.

Dietro a Bagnaia sono arrivati i due portacolori del team SKY Racing, Romano Fenati e Nicolò Bulega (KTM) che hanno interpretato un GP del Qatar da vertice come da previsione, la scuderia attualmente è una delle più competitive in Moto3. Fenati giovedì della scorsa settimana ha anche subito un piccolo intervento chirurgico, nel primo round ha condotto la corsa per diversi passaggi e il rookie Bulega ha dimostrato le sue grandissime qualità. In Argentina il giovane numero 8 avrà ancora la possibilità di mettersi in luce come il migliore degli esordienti del Campionato del Mondo. Occhi puntati anche su Livio Loi (Honda) che a Losail è stato il più veloce delle libere e in gara è arrivato solo ottavo frenato da un errore. Nel 2014 sulla pista argentina Loi conquistò il miglior risultato in campionato aggiudicandosi la quarta posizione.

Enea Bastianini, scuderia (Honda), tenterà di riaffermar arsi come pretendente al titolo iridato dopo la prova Losail che lo ha visto classificarsi “solo” al quinto posto.

Attesi in zona punti anche Andrea Manzi e Andrea Locatelli (quest’ultimo troppo lontano dai primi); poi Fabio di Gianantonio e i due del Team Italia Stefano Valtunini e Fabio Spinarelli, piuttosto attardati e sperabile non finiscano “bruciati” come è già capitato a diversi fra chi li ha preceduti.

L’unico pilota argentino tra i protagonisti della quarto di litro è Gabriel Rodrigo, RBA Racing Team, che in Qatar è arrivato 19esimo e nel Gran Premio di casa cercherà i sui primi punti iridati.

Morri Anselmo: a memoria

Morri Anselmo 12Rimini 06 ottobre 1911 – 26 marzo 1998

A mio Padre Anselmo

A mio padre
Ricordo i tuoi occhi quasi spenti.
Il tuo sorriso a stento.
Le parole che avrei voluto dirti,
che non ho detto.
La tua forza, il dolore soffocato,
la tua infelicità nascosta,
e la tua lealtà.
Ricordo il tuo amore, non sempre capito.
Le tue lezioni di vita, a volte esagerate,
I tuoi rimproveri.
Ricordo il tuo orgoglio nel nominarci,
la tua felicità nel vederci.
Ricordo i valori che ci hai trasmesso,
la tua voglia di giocare e di vivere,
e forse anche di morire.

di Silvana Stremiz

Claudio Porrozzi: Un grande giornalista e un caro amico, scomparso prematuramente.

Porrozzi 25.3.14Il 25 Marzo 2014 e deceduto Claudio Porrozzi, aveva 63 anni, era nato il 31 Agosto del 1950. Giornalista attivo nel settore motociclistico è stato stroncato da un male incurabile che, in pochi mesi, lo ha stappato ai suoi cari. Porrozzi è entrato nel mondo giornalistico a metà anni ’70 collaborando con la rivista Moto Sport, una rivista del settore edita a Roma, la sua città. In seguito passò a La Moto dal 1985 al 1999, una riviste di prestigio con uscite mensili, passando dalla vice direzione alla direzione. Si è occupato anche dell’ideazione e gestione dei mensili Tuttoscooter e del bimestrale Due Ruote (internazionale). Per oltre 5 anni a collaborato con Gpone.com. Molte le sue collaborazioni, in primis con il Mondiale Superbike. Ha scritto oltre 40 libri aventi per soggetto le moto e corse di moto; particolarmente significativa la raccolta di foto e dati delle prime 25 edizioni del Campionato del Mondo Superbike e del CIV (Campionato Italiano Velocità) dal 2001.

Nell’ambito della Federazione Motociclistica Italiana (FMI) ha ricoperto importanti incarichi nel Comitato Velocità. Ed in qualità di responsabile del settore realizzo, in collaborazione con Giuseppe Morri e Alberto Fantini realizzò il rilancio del Campionato Italiano Velocità. Con la FMI la collaborazione ha avuto una durata decennale(2000 – 2010). Per lunghi anni si è occupato della comunicazione del Gentleman Motor Club Roma, Collaborò con l’amico Giovanni Centonze alla gestione della comunicazione della società che gestiva l’organizzazione delle gare del Campionato del Mondo di Velocità assegnate alla Federazione Sammarinese Motociclistica, sulle piste di Misano e Imola. Ma per tanti anni ed in tante occasioni lo abbiamo visto gestire conferenze stampa o gli uffici stampa in occasione di manifestazioni motoristiche, a prescindere dalla loro valenza; gara importanti o gare minori, promozionali. Claudio non guidava la moto, anzi non è mai salito su una moto in vita sua se non come occasionale passeggero, però si interessò ugualmente appassionato al magico mondo del motociclismo a 360°, tanto da diventarne uno dei più competenti e stimati osservatori. Agli inizi, negli Anni Settanta, formò le sue conoscenze vivendo a stretto contatto con le mitiche gare delle moto derivate di serie, particolarmente sentite in ambito romano, ma presto i suoi interessi spaziarono in campo nazionale ed internazionale. Stabilì relazioni amichevoli con i protagonisti dell’industria ed i più prestigiosi progettisti. Divenne amico di tanti piloti campioni o meno che fossero.

Personalmente ho avuto il piacere di fare la sua conoscenza fin dagli esordi, i nostri, perché più o meno negli stessi anni presero avvio le nostre esperienze nel settore. Lui da giornalista ed io da imprenditore con la Bimota. Fu lui a realizzare il libro che, edito in sole 1000 copie è diventato cult, per celebrare i primi 10 anni di vita della mia azienda nel 1983. Ed fu lui ad occuparsi della comunicazione in occasione della breve esperienza fatta con la Bimota Tesi nel Campionato del Mondo Endurance. Le nostre relazioni si consolidarono ben oltre i rapporti professionali, aveva stabilito solide relazioni in Romagna, dove “occasionalmente” nacquero i suoi ragazzi, amicizia profonda con Centonze e signora, ma anche con tutti i molti dirigenti dei moto club dell’area. Ricordo con gratitudine la sua vicinanza quando Bimota, nel periodo 1983/1986 dovette fronteggiare una serie di eventi molto impegnativi, prima la decisione di recedere dal rapporto con Massimo Tamburini, poi la gestione di due durissimi anni di gestione dell’azienda in Amministrazione Controllata.

Fu lui a spingere il Presidente della Federazione Motociclistica Italiana affinché fosse affidata a Giuseppe Morri e ad Alberto Fantini la realizzazione di un progetto di rilancio che ha caratterizzato il Campionato Italiano Velocità degli anni 2000. Un intervento che, per trascinamento ha interessato tutto il mondo dell’organizzazione delle corse, in tutte le specialità, gestito dalla FMI.

Insieme abbiamo visto crescere e trasformarsi il mondo cui abbiamo dedicato la vita, anche se da alcuni anni i nostri incontri si erano diradati, principalmente per il mio disimpegno dal settore appena giunto sulla soglia dei settanta anni. Ci eravamo senti a fine gennaio, ci eravamo cercati per un argomento che si era rivelato di comune interesse. Sapeva che in collaborazione con un suo collega si stava scrivendo la storia della Bimota relativa al periodo che è stata “mia”, concluso nel 1993, si voleva informare perché anche lui aveva in animo di fare qualcosa. Mi disse “ … se ne avrò il tempo” e solo allora appresi che del terribile problema che doveva fronteggiare. Ne parlò con gran dignità, perfettamente conscio delle prevedibili conseguenze che ne sarebbero derivate, mi indicò un tempo probabile, che si è avverato, ci lasciammo con l’accordo di risentirci a marzo, ho tardato qualche settimana di troppo e non ci potremo più risentire, almeno non in questa vita. La sua non è stata una vita facile, ha dovuto fare i conti con il dolore per la terribile perdita di un figlio, consolato dal gemello, Federico, di cui andava, giustamente orgoglioso. Ora non ci resta Moto.it, non resta che stringerci forte alla sua famiglia, al figlio ed al fratello Fabrizio punti di riferimento per la comunicazione nel settore che fu caro a Claudio.

Ma pare giusto che per contribuire a ricordare Claudio Porrozzi, nell’ideale paddock della memoria siano prese a prestito le parole di un giornalista a lui caro, una testimonianza di una amicizia e collaborazione professionale nel contesto di Gpone.com: Luca Semprini.

Ci incontrammo per la prima volta ad Imola, luogo magico per un bolognese come me, soprattutto se cresciuto ammirando le imprese di un pilota brasiliano con il casco giallo. Era il 2011 ed io ero lì, principalmente, per bagnare i miei (relativamente) giovani piedi nello stagno delle corse ed offrire supporto. Una stretta di mano e via con le interviste. Di solito la “spina” riceve ordini, tu mi desti consigli. I primi di una lunga serie.

In un mondo che fa della velocità il proprio marchio di fabbrica, dove non corrono solo i piloti ma tutti gli addetti ai lavori, ognuno inseguendo un traguardo suo e spesso elusivo, ti prendevi sempre il tuo tempo. Dalla meticolosa lettura della rassegna stampa ogni mattina alla lunga passeggiata nei box nelle ore serali, quando si spengono le luci ed i motori, a prendere il polso dei protagonisti e, cosa più importante, dei rispettivi cast di supporto. Non solo facendo domande, ma anche provando ad offrire risposte.

Un maratoneta paziente e risoluto, in un mondo prevalentemente di sprinter. Magari questi ultimi vedono prima il singolo traguardo ma, appena sono costretti a fermarsi, hanno la vista offuscata ed il fiato corto. Tu invece, caro Claudio, sapevi descrivere come nessuno mai i retroscena, tracciare i fili conduttori, elaborare i “come” ed i “perché”, osservando con maggior cura ogni singolo dettaglio sul percorso.

Di te ricorderò soprattutto l’umanità e la compassione. Dietro alle carene luccicanti, oltre le pareti delle hospitality, sotto al fascino seducente della velocità, si nascondono livori e invidie che (come scrisse Tito Livio) si dirigono sempre verso i posti più elevati. Le tue critiche, al contrario della maggioranza, erano invece pacate, dirette, oneste. Senza secondi fini, dettate da una costante consapevolezza della fallibilità umana, la nostra in primis.

Per usare una metafora del gioco, il tuo sorriso scaturiva dalla possibilità di sedersi al tavolo, di conoscerne le regole ed osservarne le dinamiche, non dalle vincite in sé. Il croupier (qualsiasi nome gli si voglia dare) ti ha servito più di una brutta mano, ma hai resistito finché hai potuto. Non è questo, in fondo, ciò che dovremmo tutti imparare a fare?

Non avrei mai voluto scrivere queste parole. Ciao collega, mentore, ma soprattutto amico. Tienici d’occhio, dovunque tu sia”

Mike the Bike! Ricordando la scomparsa di un mito del motociclismo mondiale.

Il 23 marzo 1981, a Birmingham è deceduto, non ancora quarantunenne, Stanley Michael Bailey Hailwood, più semplicemente “Mike the Bike”!

La sua prematura scomparsa è stata causata dalle conseguenze di un incidente stradale, finì con la sua auto contro un camion che stava effettuando una inversione ad U, fu una terribile tragedia famigliare perché nel sinistro perché con il Campione viaggiavano anche figli, Michelle che perse la vita e David sopravvisse alle ferite.

E’ stato uno dei campioni tra i più bravi e popolari del motociclismo mondiale, ma è stato anche pilota della Formula 1. Figlio del più importante commerciante inglese di motociclette dell’epoca, imparò a guidare in un campo nei pressi di casa; lasciò presto gli studi e lavorò per breve tempo nell’azienda di famiglia prima andare a lavorare presso la Triumph Motorcyles.

Hailiwood, protagonista del motomondiale dove ha conquistato 76 vittorie a coronamento dei 9 titoli mondiali che si è aggiudicato: 4 nella 500cc, 2 nella 350cc e 3 nella 250.

Nel corso della sua carriera ha gareggiato con le più prestigiose del periodo: MV Agusta, Honda, Ducati e Suzuki. E’ stato uno dei grandi “interpreti” del Tourist Trophy dove per 14 volte è salito sul podio più alto; protagonista di sfide epiche, indimenticabili, con Giacomo Agostani. I due sono hanno alimentato un’accesa rivalità.

Fra le vittorie più belle quella conquistata con la Ducati la gara del TT F1 nel 1978, al suo ritorno alle corse in moto dopo la parentesi automobilistica.

Con le quattro ruote non riuscì d eguagliare la strepitosa carriera che ha contrassegnato le prestazioni con le due ruote. Ebbe l’umiltà di incominciare dalle formule minori, conquistò il Titolo Europeo di Formula 2, partecipò anche alla mitica 24 Ore di Le Mans conquistando il podio. In Formula 1 disputò 50 gran premi, prima con apparizioni sporadiche, poi dal 1971 fu il principale impegno. Concluse la carriera a seguito delle ferite riportate in un incidente sul circuito sul terribile Nurburgring nel GP di Germania del 1974. Al volante della Surtees, nel 1972, conquistò il secondo posto al Gran Premio d’Italia, il suo miglior risultato in carriera, con un ottavo in campionato.

Nella storia della F1 resta vivo il ricordo di uno spettacolare incidente capitato nel GP del Sud Africa del 1973, che coinvolse Hailiwood entrato in collisione con Clay Ragazzoni, le vetture furono avvolte dal fuoco, Mike fu il primo ad uscire mentre Clay rimase, svenuto e bloccato dalle cinture di sicurezza, nell’abitacolo. Il pilota inglese quindi tornò tra i rottami incendiati per liberare il collega svizzero trascinandolo fuori della vettura. Per il coraggio dimostrato, gli fu attribuita la medaglia di Re Giorgio, la seconda le più importanti decorazioni inglesi.

Nel 1974 ebbe la possibilità di guidare una McLaren, con la quale conquistò un podio prima di incorrere nell’incidente che lo costrinse al ritiro.

Rapisarda Lorenzo: L’addio al Consulente ed Amico della Bimota.

Lorenzo Rapisarda 7Lorenzo Rapisarda, è deceduto il 21 marzo 2015; aveva 78 anni e per circa 20 anni era stato il consulente amministrativo e fiscale della Bimota.

Lorenzo Rapisarda, nella foto con l’A.D. Bimota Giuseppe Morri

Lo scorrere del tempo è impietoso, la scomparsa degli amici o delle persone che hanno influito sulla nostra vita diventa assillante con il crescere degli anni, è uno degli aspetti dolorosi che la vecchiaia ci riserva. Impotenti dobbiamo assistere alla scomparsa di persone con le quali abbiamo condiviso tratti di vita importanti, nell’ultimo anno sono passati ad altra vita uomini che hanno lasciato un segno nella storia della Bimota,  Lo scorso anno ci hanno lasciato Claudio Porrozzi, Massimo Tamburini, Valter Semprini e Federico Martini.

Sabato, primo giorno della primavera 2015, è spirato Lorenzo Rapisarda, un uomo che ha speso la vita dedicandosi alla famiglia e gli impegni professionali, alle relazioni umane con quanti ha condiviso iniziative importanti. Era arrivato in Bimota, presentato da uno studio che per pochi mesi svolse incarchi di consulenza, si era sul finire degli anni ’70. Al tempo era ancora un ufficiale dell’Aeronautica Militare, apparteneva al 5° Stormo di stanza a Rimini; nel tempo libero esercitava la professione mettendo a frutto la sua qualifica di ragioniere con precedenti esperienze contabili nel Credito Italiano. Seppe guadagnarsi la stima dei due soci della Bimota tanto da diventare il consulente di rifermento della società e personale per entrambi. Per anni ha condiviso tutte le vicende che hanno contrassegnato la storia dell’azienda riminese. In particolare è stato nel vivo dei problemi che derivarono dall’allontanamento dal progettista di riferimento, nelle azioni di difesa dell’azienda delle criticità che contrassegnarono gli anni 86/86. E’ stato un consulente prezioso, ma anche una persona amica che ha sempre dimostrato grande sensibilità. Bimota. Indimenticabili le ore trascorse ad esaminare questioni importanti, ma anche a conversare amichevolmente sui più disparati argomenti. Mantenne l’incarico fino a metà anni ’90.

Ha condiviso un grande progetto attraverso il quale ci si proponeva di rinnovare la Federazione Motociclistica Italiana Federazione, una iniziativa che lo portò ad assumere la carica di Sindaco Revisore dell’Ente.Poi, come sovente capita nella vita delle persone, da una decina di anni esperienze diverse avevano ridotto le nostre occasioni di frequentazione. E’ rimasto comunque vivo il ricordo del professionista e la polvere del tempo non potrà cancellare il ricordo dell’apporto che ha dato, in particolare, alla storia della Bimota. La testimonianza della vicinanza di Lorenzo, partecipe di quella esperienza è affidata agli amici, queste poche righe si uniranno ad altre che racconteranno di un umo orgoglioso del suo lavoro e della sua onestà, della persona amica sulla quale si poteva fare affidamento e che certamente sarà già stato abbracciato dagli amici che lo hanno preceduto dove la sua fede certamente lo ha condotto.

Domenico Malvisi: la cattiva sorte lo beffò in allenamento.

Domenico Malvisi perì il 19 marzo 1926, a seguito delle ferite riportate in una caduta avvenuta giovedì 18 marzo nei pressi della cittadina di Tagliacozzo, provincia di L’Aquila, mentre provava sul tracciato stradale il percorso che nel fine settimana avrebbe ospitato le gare del Circuito Motociclistico del Volturno. Malvisi stava percorrendo ad alta velocità la strada verso  Chieti, perse il controllo della sua Moto Guzzi 500 per lo scoppio del pneumatico posteriore. Nella caduta riporto gravi ferite alla testa, pare non indossasse nessuna protezione; portato in ospedale Tagliacozzo è deceduto nelle prime ore del giorno, Quella di provare sui circuiti stradali, abituali per quegli anni, era un’abitudine diffusa.  Per gl’amici Domenico Malvisti era “Gigio”,  corridore popolare e un meccanico esperto, era cresciuto in una famiglia di pionieri del motociclismo, come suo padre Giuseppe Malvisi e il suo fratello maggiore Oreste Malvisi, che ha vinse la prima edizione del Giro d’Italia motociclistico, organizzato nel 1914, alla guida di una Ariel. Con i suoi fratelli, Domenico Malvisi gestiva un garage per motociclette molto noto a Genova, la sua città natale. Prese parte a molte gare e nel suo palmares spiccano le vittorie di una  Torino-Salò, il  Circuito Valle del Ticino, in sella a una Triumph 500 cc, prese parte ad una Roma-Anversa, si aggiudicò la  vittoria sul  passo del Gran San Bernardo. Nel 1925 entrò a far parte del team ufficiale della Moto Guzzi team ufficiale. Malvisti Aveva era sopravissuto, poche settimana prima dell’incidente fatale, ad un’altra a caduta  che lo aveva visto fra i piloti coinvolti durante il Circuito Ostiense, prima gara del Campionato Italiano del 1926: cadde  sulla strada delle Tre Fontane a Roma nell’incidente che costò  la vita  a Giacomo Basso.  Il suo funerale a Genova con la partecipazione di piloti, i membri del team Moto Guzzi e molte centinaia di  appassionati della moto. E’ stato sepolto nel cimitero di Genova.

Luciano Bindini: un’icona del motociclismo. Indimenticabile!

Mamola - Bindini_ Rommy 1979_n

“Non rattristarti di fronte ad un addio.

Un saluto è necessario per incontrarsi di nuovo.

E un rincontro, dopo un momento o dopo una vita intera,

è inevitabile se siamo davvero amici”. (Anonimo)

 

Luciano Bindini, in una foto del marzo 1979, ripreso a fianco del pilota Randy Mamola al Santamonica di Misano Adriatico, sulla griglia di partenza di una gara del Campionato Italiano Velocità. Luciano Bindini, un uomo con il quale ho condiviso lunghi anni di vita professionale, stimato fino a considerarlo un caro amico. Ci siamo conosciuti nel 1978 a Imola, ero insieme ad un ‘altro amico che non c’è più, Alberto Fantini.  Al tempo si occupava della promozione dei prodotti Outsider, rapidamente divenne popolare anche per l’umanità che metteva nella gestione delle relazioni. Le prime nostre prime collaborazioni riguardarono le manifestazioni del Nuovo Moto Club Renzo Pasolini Rimini, allargate alle forniture degli allestimenti per gli eventi organizzati dalla Bimota, proseguite con gli allestimenti per il Challenge Aprilia, infine per il Campionato Italiano Velocità. La serie delle manifestazioni Challenge e CIV sono state le due ultime condivise con Alberto Fantini.. E’ sempre stato un uomo gentile, anche nelle situazioni più critiche non l’ho mai visto perdere il controllo della situazione. Negli ultimi anni le occasioni per incontrarci si erano diradate, ma il ricordo è rimasto sempre vivo. Amaramente ho appreso della sua scomparsa dopo diverso tempo, me ne sono rammaricato molto, è un prezzo pagato per la mia determinazione di uscire dal mondo delle corse che per oltre 40 anni ho frequentato. Il 2014 è stato un anno contrassegnato da tanti lutti per il passaggio ad altra vita di uomini dei quali conservo viva la memoria, Luciano e ricordarlo di anno in un anno è doveroso, rinnovando il rimpianto e la vicinanza a figli e parenti e amici.

MOTO3 2016: al via in Qatar (18/20 p.v.) il mondiale con i piloti italiani favoriti?

Logo Moto3 1Il Campionato del Mondo Moto3™ sta per partire, primo appuntamento il GP del Qatar. Può essere l’anno dei giovani italiani? Per la prima volta non sono i piloti spagnoli ad assumere il ruolo di potenziali protagonisti della categoria, non sarà facile ma il potenziale dei ragazzi italiani è davvero notevole.

Per la Moto3™ gli ultimi test pre-season sono terminati sul Losail International Circuit e, tra poche ore su questa stessa pista, inizierà la sfida iridata del 2016 anche per la classe leggera. Nelle prove iniziali della stagione i giovani piloti italiani della quarto di litro hanno fatto molto bene distinguendosi sulla vetta di ogni test. Nelle prime dieci posizioni della classifica tempi combinata a Losail poi ben tre corridori sono italiani e gareggiano per scuderie italiche. Niccolò Antonelli del team Ongetta-Rivacold ha concluso la tre giorni di prove in Qatar al primo posto assoluto dimostrando già la sua grande competitività per il campionato. L’anno si preannuncia bello e impegnativo per il ventenne di Cattolica. Dopo aver fatto bene durante tutte le prove di inizio 2016, Romano Fenati, scuderia Sky Racing Team VR46, cercherà di mettere a frutto la sua esperienza nella classe partendo dall’ottavo miglior tempo fatto nei test a Losail. Sorpresa del 2016 Nicolò Bulega; il compagno di scuderia di Fenati con il titolo di campione del mondo junior Moto3™ cucito sulla tuta si appresta ad essere la rivelazione della sfida iridata sulle 250cc. Nelle prove in Qatar si è posizionato al sesto posto ma era il suo primo contatto con la pista nel deserto, al giovane italiano è bastato solo un giorno di studio per poi arrivare nelle posizioni di vertice il secondo. Per niente male e su di lui ci sono grandi aspettative. Enea Bastianini, scuderia Gresini Racing, non è stato con i primi dieci più veloci nell’ultimo test precampionato. Tredicesimo in classifica combinata, è sempre rimasto nella top ten per tutta la pre-season. Nel 2015 è stato ad un passo dalla vittoria in Qatar e quest’anno potrebbe fare molto meglio. Anche tutti gli altri piloti italiani sono pronti per questa stagione a partire dalle prime prove libere del GP del Qatar previste per giovedì 17 marzo alle 18:00 ore locali.

MOTO2 2016: Avvio in Qatar nel weekend 18/20 marzo p.v.

Logo Moto2 2Al via sul tracciato di Losail il Campionato del Mondo Moto2™, Johann Zarco pronto a difendere il titolo iridato.

La stagione 2015 ha visto Johann Zarco, di Ajo Motorsport, vincere il Campionato del Mondo Moto2™ e ora, a pochi giorni dall’inizio della sfida mondiale, è pronto a bissare il suo successo. Non sarà facile per lui, molti veterani sono rimasti nella media cilindrata e soprattutto sarà difficile partire con il piede giusto visto che mai alcun campione in carica ha vinto la gare di apertura in Qatar. Sam Lowes, Federal Oil Gresini, ha lavorato molto sul passo e in questo 2016 sembra più forte che mai. Ora su Kalex e con nuove motivazioni il campione del mondo Supersport era partito dalla pole nel GP dell’anno scorso a Losai; in lotta con Zarco fino alle battute finali però è stato messo fuori gioco da una caduta. Tra i rookie della stagione da citare Alex Rins del team Paginas Amarillas HP 40 che ha fatto bene nelle prove precampionato. Con un anno di esperienza sulle spalle senza dubbio potrà lottare per il titolo. Jonas Folger, Dynavolt GP, ha vinto il GP del Qatar nel 2015 e ha terminato al terzo posto nelle prove pre-season sulla stessa pista. Dimostrerà di avere trovato la costanza durante la stagione? Lo stesso discorso può valere per Tom Luthi, Interwetten Garage, sul podio di Losail nel 2011, 2014 e nel 2015. Danny Kent e Miguel Oliveira, entrambi portacolori Leopard Racing, potranno fare una bella stagione con una scuderia competitiva a bordo di un prototipo Kalex; il primo poi ritorna nella categoria intermedia dopo aver vinto il titolo in Moto3™ nel 2015. Trenta piloti si presenteranno sulla griglia di partenza della Moto2™ nel 2016, uno solo su Suter, due su Tech3, tre su Speed Up e ventiquattro su Kalex.

MOTOGP 2016: 18/20 marzo, si riprende dal Qatar.

motogp_logo-1Come da tradizione il Losail Circuit Sports Club ospiterà la prima gara del Campionato del Mondo MotoGP™ 2016, sarà un anno tutto da vivere.

Weekend 17/20 marzo 2016

Tutto è pronto e l’attesa è finita, è tempo di gare e l’inizio del Campionato del Mondo MotoGP™ è vicino. Tra soli tre giorni i riflettori del Losail Circuit illumineranno l’asfalto nel primo appuntamento della stagione 2016. I test invernali e i loro risultati sembrano lontani, giovedì scuderie e piloti della classe regina saranno ancora sulla pista nel deserto dopo essere stati qui per i terzi test del precampionato. Questa volta tutto sarà diverso e la competizione si accederà con il fuoco della sfida iridata.

Dal 2008 ogni stagione del Campionato del Mondo MotoGP™ parte nella luce artificiale della gara in Qatar, l’unica pista in notturna del calendario. Anche il 2016 sarà un anno emozionate e forse di più di quello passato vista l’incertezza e la competitività già mostrate nei test invernali. L’ infuocata stagione 2015 è ancora viva (molte scorie sono ancora presenti) ma i piloti e i team sono già calati in questa per dare il massimo partendo proprio dal primo GP.

Quest’anno si potrà assistere ai cambiamenti nel regolamento tecnico, la rivoluzione più importante dopo l’inizio dell’era dei quattro tempi nel 2002 con le sfide rappresentate dalla nuova centralina , il software unico e le gomme Michelin. La prima novità inciderà tanto sulla competizione livellando le prestazioni dei prototipi e riportando la capacità umana ad essere primaria. L’aiutino per far fronte alla resa a volte critica del motore sull’asfalto è ora stato ridotto, l’elettronica ora uguale per tutti i prototipi imporrà al pilota un maggior sforzo fisico e sensibilità sul gas. Soprattutto verso il finale di gara quando le gomme saranno usurate, la capacità, la preparazione atletica e mentale del corridore saranno fondamentali. Michelin ora è il fornitore unico di pneumatici per la classe regina; le mescole francesi rappresenteranno per tutti una nuova sfida da affrontare, capire e superare. L’adattamento a queste pare sia andato bene dopo le preoccupazioni iniziali e, nei test invernali, ogni pilota è stato in grado di aumentare il suo feeling con l’unica parte di moto che tocca l’asfalto.

Di tutti i protagonisti del MotoGP™ Jorge Lorenzo, il campione del mondo in carica, sembra essere quello che meglio ha compreso e fatto proprie queste importanti modifiche tecniche. Il cinque volte iridato è stato il più veloce nelle prove a Sepang e in Qatar dimostrando già una netta superiorità sui rivali diretti. Si prevede grande determinazione del maiorchino per conservare e bissare la sua corona iridata partendo da un GP del Qatar che dovrà essere migliore degli ultimi due anni dove Lorenzo in gara è parso attardato. Prima delle ultime prestazioni opache nel GP d’apertura il numero 99 era sempre salito sul gradino più alto del podio a Losail.

La più grande rivelazione del precampionato è stato Maverick Viñales. Il pilota del team Suzuki Ecstar è stato il migliore nelle prove di Phillip Island siglando il terzo tempo assoluto nei test in Qatar. Dopo una solida stagione da rookie, il giovane catalano e la sua scuderia stanno diventando una realtà solida e competitiva di prim’ordine, puntano al podio con un lavoro di sviluppo graduale e efficace sulla GSX-RR. Un motore più affidabile di quello del 2015, un nuovo telaio e soprattutto il cambio totalmente a innesti continui saranno i punti di forza dell’azzurra nipponica quest’anno. Le belle prove di Viñales sono inversamente proporzionali fino ad ora a quelle del suo compagno di box, Aleix Espargaro è parso in difficoltà in tutti i tre appuntamenti invernali del 2016.

Dopo la cocente delusione dell’ultima gara del 2015 e la perdita del suo decimo titolo mondiale Valentino Rossi tornerà carico e pronto a raggiungere la sua ottava corona iridata nella massima cilindrata. Il Dottore ha vinto tre GP in Qatar; l’ultimo primo posto, sorprendente ed emozionate, è arrivato dopo una rimonta finita negli ultimi giri con il primato della corsa strappato ad Andrea Dovizioso su Ducati. Le Desmosedici hanno sempre dimostrato una netta superiorità di cavalli la scorsa stagione rispetto alla Yamaha; caratteristica che sul rettilineo principale del Losail Circuit ha portato la moto italiana a mangiarsi letteralmente le M1 nel GP dello scorso anno; Rossi però ha colmato con le sue doti umane quello che mancava al suo mezzo meccanico per battere le GP 15. Un pilota unico che anche quest’anno sarà tra i protagonisti del Campionato del Mondo MotoGP™ con la stessa voglia e ardore dell’esordio nel 1996 sull’Aprilia 125cc.

Per Repsol Honda il 2015 si è rivelato un anno difficile, per Marc Marquez soprattutto. Il talento di Cervera è caduto sei volte la stagione scorsa a causa di un motore eccessivamente aggressivo per la sua RC214V. Il team HRC ha lavorato duramente ma in questo inizio di stagione le difficoltà sembravano rallentare ancora la moto giapponese rispetto ai rivali diretti. La strada sembra in leggera salita anche se Marquez, con grandi sacrifici, ha già fatto passi in avanti in questi test invernali. Il compagno di Dani Pedrosa è più in difficoltà avendo concluso le prime prove del 2016 attardato e distante da Marquez. Sicuramente l’impegno del team Repsol sarà grande e non può certo dirsi compromessa una stagione che deve ancora iniziare, tutt’altro, ci si aspetta una Honda da prime posizioni.

Oltre a Maverick Viñales Scott Redding ha già dimostrato grande qualità durante questo inizio di stagione, diventando il pilota Ducati più veloce dei tre test. La sua GP 15 non sembra per niente arretrata rispetto alle Desmosedici GP di nuova generazione. L’inglese attende poi il ritorno del compagno di box Danilo Petrucci, infortunatosi sulla pista di Phillip Island nel secondo appuntamento dei test e costretto a saltare le prove in Qatar. Petrux ritornerà per il GP di Losail ancora recuperando la condizione migliore ma fermamente pronto a dire la sua.

Andrea Iannone spera di mettere la sua Ducati Desmosedici GP davanti alle moto del team satellite di Borgo Panigale e alle riveli giapponesi. I test del pilota di Vasto sono stati in crescendo pur avendo lavorato principalmente sul passo tralasciando l’ansia del giro veloce. Come pilota ‘the Maniac’ non ha nulla da dimostrare avendo interpretato sempre ottime gare, vedasi l’anno scorso e una stagione nella quale avrebbe meritato certamente il gradino più alto del podio. Dall’altra parte di box del Ducati Team Andrea Dovizioso è carico per una stagione da interpretare al meglio. Anche il ducatista numero 4 ha lavorato tanto sul passo e sulla lunga distanza in questi test inoltre, la gara di apertura in Qatar, può vederlo tra i protagonisti principali. Nel 2015 sotto i riflettori di Losail ‘Desmo Dovi’ fece vivere grandi emozioni.

Per la prima volta in tre anni Cal Crutchlow è con la stessa squadra e nelle tre prove ha dimostrato di avere già una buona condizione, cosa importantissima per uno dei piloti più talentuosi del paddock. Solo in Qatar un pauroso incidente si è messo tra la sua voglia di fare e la preparazione della sua RC213V; niente di grave, solo qualche dolore e l’uomo scuderia LCR è tornato prontamente in posta. La sua moto migliorerà ancora e Cal potrà sfidare anche i team ufficiali.

Crutchlow e Redding non sono stati gli unici piloti satellite a mettersi in buona luce in Australia e in Asia, anche Loris Baz ed Hector Barbera sono stati artefici di prestazioni lodevoli e i risultati dei due portacolori Avintia Racing possono valere come prova ulteriore che le vecchie Ducati non sono per nulla passate; entrambi guidano una GP14.2, di due anni più vecchia rispetto ai recenti prototipi italiani. Dopo il suo pauroso incidente a Sepang Baz è andato via via migliorandosi ad ogni prova. Quattordicesimo posto per il francese nelle ultime prove a Losail ma un passo di gara velocissimo fanno ben sperare in casa Avintia per il 2016. Barbera invece ha fatto bene sul giro veloce e in Qatar siglando buoni tempi.

Sarà un grande anno sia per Pol Espargaro sia per Bradley Smith; con la maggior parte di posti nei team ufficiali che potranno aprirsi a fine anno vista la scadenza contrattuale di quasi tutti i top rider i corridori della scuderia Monster Yamaha Tech 3 vorranno fare bene e mettersi in luce. Se Smith dovesse replicare la sua impeccabile stagione 2015 potrà certamente trovare più di una porta aperta e, stessa cosa per Espargaro se riuscirà a trasformare la sua velocità in consistenza e passo. Entusiasta di passare alle Michelin, lo spagnolo ha dichiarato e dimostrato più volte che la gomma francese può esaltare le sue condizioni di guida. 

Jack Miller in questi test si è concentrati sul recupero dall’infortunio che lo ha frenato il mese scorso. La gamba rotta a febbraio è stata la preoccupazione principale del pilota Estrella Galicia 0,0 Marc VDS che gli ha impedito di interpretare al cento per cento i test di inizio stagione. Il suo compagno di scuderia Tito Rabat, con qualche caduta di troppo, ha ottenuto molte risposte dalla sua Honda difficile da domare; ancor di più per lui, all’esordio nella massima cilindrata dopo il passaggio dalla Moto2™.

I primi tre turni del Campionato del Mondo MotoGP™ sembrano poter diventare il prolungamento ideale dei test per Aprilia Gresini. La scuderia italiana da poco tempo ha presentato il nuovo prototipo interamente concepito a Noale e i due piloti, Stefan Bradl e Alvaro Bautista, sono ben consapevoli che per diventare competitivi la strada è ancora lunga. La motivazione c’è come la possibilità per fare grande progressi in questa bella avventura del 2016.

Sia Yonny Hernandez sia Eugene Laverty del team Aspar Racing hanno migliorato i loro tempi nel corso della pre-season. L’irlandese è al recupero fisico dopo le cadute nei test di Jerez e Sepang mentre Il colombiano ha migliorato il suo rapporto con la sua GP14.2 lavorando duramente recuperando gran parte della fiducia che ha perso a causa di crash di Jerez e Sepang e ora agio con la GP14.2.

Con i nove piloti in un secondo nei test del Qatar e le novità tecniche il Campionato del Mondo MotoGP™ 2016 potrà diventare una delle stagioni più belle ed emozionati di sempre ma chi sarà il migliore lo sapremo solo a novembre.

Che si alzi il sipario sul palcoscenico del MotoGP™. L’appuntamento è per giovedì 17 marzo alle 18:00 ora locale quando sulla pista di Losail prenderanno il via le prime Prove Libere del 2016.

STOCK 1000 FIM Cup 2016: la Start List

STK1000-1All’esordio europeo per i Campionati del Mondo Superbike e Supersport si completa il format delle gare che si svolgeranno sui circuiti del vecchio continente. E’ stata ufficializzata la STAT LIST dei piloti che prenderanno parte alla Stock 1000 Cup.  Non c’è  nella lista il detentore del trofeo 2015, Lorenzo Savadori passato in SBK sempre con Aprilia. WorldSBK., presente il secondo classificato Roberto Tamburini che dalla BMW all’Aprilia. I piloti in gara sono tanti, una maggioranza assoluta: 20 su 39 piloti in lista! Si potrebbe pensare ad una coppa tricolore. Molti quelli che sono saliti dalla Stock 600 europea o dal mondiale Supersport. I favoriti? beh sicuramente il turco campione europeo Stock 600 Toprak Razgatlioglu, l’italiano Roberto Tamburini ed i francesi Florian Marino e Jeremy Guarnoni. Senza trascurare Raffaele De Rosa, Marco Faccani. Curiosità per Ruben Rinaldi

La lista degli iscritti

1 – 2 Roberto Tamburini / ITA / Aprilia RSV4 RF / Nuova M2 Racing

2 – 74 Kevin Calia / ITA / Aprilia RSV4 RF / Nuova M2 Racing

3 – 21 Florian Marino / FRA / Yamaha YZF R1 / PATA Yamaha Official Stock Team

4 – 84 Riccardo Russo / ITA / Yamaha YZF R1 / PATA Yamaha Official Stock Team

5 – 35 Raffaele De Rosa / ITA / BMW S 1000 RR / Althea BMW Racing Team

6 – 43 Fabio Massei / ITA / Yamaha YZF R1 / Team Trasimeno

7 – 87 Luca Marconi / ITA / Yamaha YZF R1 / Team Trasimeno

8 – 5 Marco Faccani / ITA / Ducati 1199 Panigale R / Triple-M Racing

9 – 32 Marc Moser / GER / Ducati 1199 Panigale R / Triple-M Racing

10 – 93 Roberto Mercandelli / ITA / Kawasaki ZX-10R / Team Pedercini

11 – 121 Alessandro Andreozzi / ITA / Kawasaki ZX-10R / Team Pedercini

12 – 59 Andrea Mantovani / ITA / Yamaha YZF R1 / G.M Racing

13 – 41 Federico D’Annunzio / ITA / BMW S 1000 RR / FDA Racing Team

14 – 34 Thomas Toffel / SUI / BMW S 1000 RR / Motos Vionnet

15 – 51 Eric Vionnet / SUI / BMW S 1000 RR / Motos Vionnet

16 – 19 Julian Puffe / GER / Kawasaki ZX-10R / Agro On-Benjan-Kawasaki

17 – 67 Bryan Staring / AUS / Kawasaki ZX-10R / Agro On-Benjan-Kawasaki

18 – 69 David McFadden / RSA / Kawasaki ZX-10R / Agro On-Benjan-Kawasaki

19 – 12 Michael Ruben Rinaldi / ITA / Ducati 1199 Panigale R / Aruba.it Racing – Junior Team

20 – 36 Leandro Mercado / ARG / Ducati 1199 Panigale R / Aruba.it Racing – Junior Team

21 – 9 Toni Finsterbusch / GER / Yamaha YZF R1 / BCC-Racing Team

22 – 3 Sebastien Suchet / SUI / Yamaha YZF R1 / Berclaz Racing by MotoXracing

23 – 26 Marco Sbaiz / ITA / Yamaha YZF R1 / Berclaz Racing by MotoXracing

24 – 44 Andrea Tucci / ITA / Yamaha YZF R1 / Berclaz Racing by MotoXracing

25 – 6 Alessandro Simoneschi / ITA / Kawasaki ZX-10R / BWG Racing

26 – 52 Gauthier Duwelz / BEL / BMW S 1000 RR / D.K.Racing

27 – 95 Miroslav Popov / CZE / Yamaha YZF R1 / DRT Racing team

28 – 123 Luca Salvadori / ITA / Aprilia RSV4 RF / GP Project

29 – 54 Toprak Razgatlioglu / TUR / Kawasaki ZX-10R / Kawasaki Puccetti Racing

30 – 16 Gregg Black / GBR / Kawasaki ZX-10R / MTM / HS Kawasaki

31 – 77 Wayne Tessels / NED / Kawasaki ZX-10R / MTM / HS Kawasaki

32 – 11 Jeremy Guarnoni / FRA / Kawasaki ZX-10R / Pedercini Racing

33 – 23 Christophe Ponsson / FRA / Kawasaki ZX-10R / Pedercini Racing

34 – 13 Federico Sanchioni / ITA / Kawasaki ZX-10R / PUNTO MOTO Corse by Clasitaly

35 – 99 Francesco Cavalli / ITA / Kawasaki ZX-10R / PUNTO MOTO Corse by Clasitaly

36 – 91 Luca Oppedisano / ITA / Kawasaki ZX-10R / SaviOfficina Racing Team

37 – 58 Emanuele Pusceddu / ITA / Ducati 1199 Panigale R / SK-Racing Team by BARNI Racing

38 – 70 Luca Vitali / ITA / BMW S 1000 RR / Team 2R Racing

39 – 47 Rob Hartog / NED / Kawasaki ZX-10R / Team Hartog – Racing Against Cancer

 

Chang International Circuit: Superbike & Supersport iridati, Kawasaki bis & MV Agusta.

8752_1133488529996762_3207878928073448201_nIl Circus dei mondiali Superbike e Supersport, con i protagonisti del 2° round, che si era trasferito in Thailandia sul tracciato del Chang International Circuit, ha proposto tre belle gare nel corso dell’ultimo weekend. I risultati hanno evidenziato conferme e qualche sorpresa.

(foto Zac) 

Le Kawasaki, saranno, con tutta probabilità dominatrici del mondiale Superbike, mentre nella Supersport a contrastare le “verdone” potrebbe essere la solo Honda apparsa veramente performante o la MV Agusta se troverà la piena affidabilità dei motori.

SUPERBIKE GARA 1 – Disputata sabato 12 (come da nuovo format). Dopo la doppietta ottenuta a Phillip Island, Jonathan Rea si è riconfermato come il pilota più veloce vincendo Gara1 davanti al suo compagno di squadra Tom Sykes e al poleman Michael Van Per Mark. Il nord-irlandese della Kawasaki, nonché il campione in carica, è stato il protagonista della corsa e dopo aver scambiato la posizione con Sykes è riuscito a tornare al comando e a batterlo all’ultimo giro. L’inglese, campione del WorldSBK del 2013, si è dovuto accontentare della seconda posizione, conquistando così il suo primo podio stagionale, davanti a Micheal Van Der Mark. L’olandese della Honda, che qualche ora prima aveva conquistato la pole position, non ha fatto una grande partenza, ritrovandosi subito quinto e dopo un’uscita di pista è riuscito a rimontare e a conquistare il suo terzo podio consecutivo stagionale. Quarto posto per la Ducati di Chaz Davies, che ha dovuto lottare a lungo con il compagno di squadra Davide Giugliano, autore di una scivolata quando mancavano appena due giri alla fine. La top five è chiusa dal rookie Markus Reiterberger (Althea Racing Team) alla guida della BMW, seguito dalla coppia Yamaha: sia Alex Lowes sia Sylvain Guintoli sono andati larghi in una curva, ma hanno recuperato terreno e hanno terminato rispettivamente in sesta e settima posizione. Buona la prestazione della coppia del team IodaRacing con le Aprilia che al secondo appuntamento stagionale, e senza aver svolto test invernali, con Alex De Angelis e Lorenzo Savadori ha ottenuto il nono e decimo tempo su una pista nuova per entrambi. Leon Camier (MV Agusta Reparto Corse) è arrivato alle spalle dell’italiano e Matteo Baiocco, in sella alla Ducati del VFT Racing, in sostituzione dell’infortunato Fabio Menghi, è tredicesimo.

SUPERBIKE GARA 2 – Anche nella seconda gara del round tailandese la coppia Kawasaki protagonista nelle prime posizioni: Tom Sykes e Jonathan Rea hanno dominato tutta la corsa e l’inglese ha conquistato un’incredibile vittoria, dando vita ad una battaglia davvero elettrizzante, difendendo la prima posizione con grande grinta. Dall’esterno qualcuno potrebbe avere avuto l’impressione che la moto di qualcuno. Dopo una grande partenza di Sykes e Rea, alle loro spalle è avvenuto un contatto tra Micahel Van Der Mark e Chaz Davies che ha permesso al duo della Kawasaki di allontanarsi e il pilota Ducati è stato poi l’unico in grado di raggiungerli e di inserirsi nella lotta per la vittoria. Tom Sykes ha conquistato la prima vittoria stagionale su un incredibile Rea e nel duello tra i due compagni di squadra ha fatto la sua parte anche Chaz Davies, che per un attimo si è messo tra Sykes e Rea dando fastidio al campione del mondo in carica. Il pilota della Ducati ha portato a casa un bel terzo posto, un risultato importante su una pista dove la sua Panigale ha sofferto, a soli tre decimi dal leader. Dall’esterno qualcuno potrebbe asi è avuta l’impressione che la moto di Rea non disponesse dello stesso potenziale di gara 1 spunto in ripresa messo in mostra nella gara del sabato. Un malignità, ma certo nel box della Kawasaki la vittoria di Tom non è dispiaciuta. Quarto posizione per Michael Van Der Mark, che per la prima volta quest’anno è rimasto giù dal podio, seguito dal compagno di squadra Nicky Hayden che ha ottenuto una buona quinta posizione dopo il ritiro a cui è stato costretto in Gara1, per problemi elettrici. Dopo la coppia Honda ha chiuso Sylvain Guintoli, sesto in sella alla Yamaha R1. Dietro al francese ha terminato la coppia del team Althea Racing, su BMW, con il debuttante Markus Reiterberger davanti a Jordi Torres, mentre in nona posizione ha concluso Lorenzo Savadori, che ha fatto un’ottima prestazione sulla Aprilia del team IodaRacing, rientrando nuovamente nella top ten. A chiudere la top ten c’è Davide Giugliano (deludende … se non ci sono stati problemi tecnici) e Matteo Baiocco tredicesimo. Leader della classifica generale è, ovviamente rea con un bottino di 95 punti seguito da Sykes p.66 e Van Der Mark, p.6

SUPERSPORT – La gara stagionale ha avuto quattro grandi protagonisti che hanno lottato fino alla fine per le posizioni del podio. Jules Cluzel (MV Agusta) ha vinto la gara davanti a Kenan Sofuoglu e PJ Jacobsen, conquistando la sua undicesima vittoria in carriera. L’americano Jacobsen ha dominato gran parte della gara, fino a quando il francese ha iniziato a recuperargli terreno intorno al dodicesimo giro ed è arrivato a stare dietro la sua Honda: quando mancavano dieci giri alla fine il gruppo di testa si è trasformato in un quartetto, con l’arrivo di Sofuoglu e Krummenacher e di Jacobsen i quali hanno duellato fino alla fine della corsa, favorendo la fuga di Cluzel. Sul secondo gradino del podio è salito Kenan il pilota turco della Kawasaki e sul terzo l’americano della Honda. Quarto osto per il “debuttante” Randy Krummenacher, che due settimane fa aveva vinto la gara d’esordio a Phillip Island. Al quinto posto si è piazzato Kyle Smith, davanti al miglior italiano sia in griglia di partenza sia all’arrivo Alex Baldolini (MV Agusta); ottava posizione per Zanetti anche lui con la moto di Schiranna, poi nessun altro italiano a punti. Caricasulo è stato penalizzato da una toccato con Rea che lo ha costretto a risalire dalla fondo del del gruppo. Krummenacher, ha mantenuto la testa della classifica dopo i primi due round con 38 punti, segue Jacobsen p.27, hanno guadagnato i primi punti stagionali Cluzel p. 25 e Sofuoglu p. 20 alla pari con Caricasulo.

Prossimo appuntamento in Spagna al Motorland di Aragon dal 01 al 03 Aprile 2016

Barry Sheene: 10 Marzo 2003 … sconfitto da un male incurabile.

Il 10 marzo 2003, a Sydney (Australia) morì prematuramente, a solo 52 anni, Barry Sheene. Il cancro gli era stato diagnosticato da meno di 10 mesi, un tumore all’esofago e allo stomaco stroncò uno dei campioni più amati fra i tanti mitici personaggi che la velocità in moto annovera. Aveva promesso ai suoi fan che avrebbe lottato per vincere il male che implacabilmente lo distrusse, non vinse quella lotta, lasciò la vita terrena il lunedì successivo al GP di Formula 1 d’Australia, dove avrebbe dovuto essere lo starter.

Pilota inglese, nato nei sobborghi di Londra l’11/09/1950, il padre Frank era un meccanico ed un amico di Bultò e da questo si comprende perché, giovanissimo, Barry gareggiò con una Bultaco. E’ stato un grande campione e un personaggio che ha segnato  la storia del suo tempo, proiettando la sua fama oltre il mondo motociclistico, grazie anche ad un suo accattivante come la sua simpatia.

La sua carriera è stata contrassegnata da grandi successi, ma condizionata anche da paurosi incidenti, legò il suo nome al marchio Suzuki.

Come un campione del nostro tempo (Valentino Rossi che di Barry è stato tifosissimo) introdusse spunti “promozionali “ che contribuirono a renderlo simpatico e famoso, capace di uscire dagli schemi standardizzati del tempo. L’’immagine di Paperino portata sul casco divenne suo simbolo; motivata dalla provocazione: ” un vincente che aveva scelto l’immagine del perdente per antonomasia”.

La sua lunga carriera (18 stagioni) prese avvio nel 1968 e si concluse nel 1984. Il suo palmares è ricco di 2 titoli iridati della classe 500GP (1976 e 1977 con la Suzuki); 102 i gran premi disputati con 23 vittorie e 52 podi. Fu vice campione del mondo nel 1971 (cl. 125-Suzuki), poi nel 1978 (Cl. 5000-Suzuki); vinse il suo ultimo GP nel 1981 in sella ad una Yamaha che guidò tre anni guidò per tre stagioni tornando poi la Suzuki nel 1983 conquistando il suo ultimo podio nella gara d’apertura del campionato 1984. Si aggiudicò anche un titolo di Campione d’Europa della classe 750cc nel 1973

Barry fu coinvolto in molte cadute, due terribili furono impressionanti nella dinamica e gravi per le conseguenze per il danni causati al pilota. Il più tragico capitò nel 1975 sulla sopraelevata di Daytona a causa dello scoppio di un pneumatico della sua Suzuki 750. Altro “volo” nel 1980 sul tracciato francese del Paul Ricard, lo costrinse a subire l’amputazione del mignolo sinistro. Nel 1982, durante le prove per la gara di Silverstone si fracassò le gambe finendo con la sua Yamaha 500 contro la moto del francese Igoa caduto poco prima e rimasto in mezzo alla pista; i chirurghi ricomposero i suoi arti con 27 viti, pregandolo poi di abbandonare le competizioni.Non li ascoltò e rientrò conquistando ancora un podio sotto la pioggia in Sud Africa nella gara d’apertura del mondiale 1984.

Di lui si ricorda anche una paurosa caduta alla variante bassa di Imola, chi la vide ricorda immagini impressionanti, quella Suzuki parve esplodere.

La storia del “metallo” che si portava addosso era oggetto di attenzione, una caratteristica di una vita spregiudicata; gli piaceva e fumare, condivideva la vita con la bellissima Stephanie (ex modella di Playboy), a quei tempi in pochi potevano vantare grandi guadagni con le corse, lui era fra i pochi, e lo testimoniava arrivando nei circuiti con una Rolls Roice targata BS7 (iniziali del suo nome e cognome più numero di gara. In seguito passò anche all’elicottero.

Nella mente degli appassionati più “maturi” resta viva la conclusione della gara mondiale di Assen, nel 1975, conclusa al fotofinish fra Barry e Giacomo Agostani ed i cronometristi assegnarono la vittoria all’inglese.

Vinse la sua ultima gara in pista nel settembre del 2002, era una gara per moto d’epoca, superando davanti Wayne Gardner, era già malato e stava lottando con tenacia contro il male incurabile.

Al mondo della moto ha lasciato ricordi affascinanti, per imprese e scelte non strettamente legate alle sue imprese in pista: curiosa la sua lotta contro ai controlli agli ingressi delle aree riservate controllate da sistemi di rilevazione per i metalli, suonavano ma lui non se ne poteva disfare le numerose viti erano parte del suo corpo.  Gli avevano appiccicato il nomignolo “Iron Man” (“Uomo d’acciaio”), che soppiantò l’originario soprannome di “Baronetto”. Sheene, infatti, era nominato Baronetto di Sua Maestà

Storicamente, è stato il primo pilota del non voler rinunciare al numero 1 di campione del mondo per portare sulla sua moto il numero 7; il ad indossare tute di pelle colorate (anziché nere, come si usava all’epoca); a chiedere il paraschiena per attutire gli urti durante le cadute. Fu anche uno dei primi ad utilizzare il casco integrale: memorabile il gesto di a scagliarsi, boicottandolo, contro la follia del Tourist Trophy, gara che considerata troppo pericolosa

Un grande, uno degli indimenticabili!

Giacomo Basso: perì in una carambola, nel GP di Roma, capitata alla spalle dei campioni.

Giacomo Basso ha perso la vita il 07 marzo 1926 gareggiando sul Circuito Ostiense, in una gara che si svolgeva a Roma (tre Fontane). Era la gara d’apertura Campionato Italiano Velocità della classe 500cc; corsa vinta dal mitico Tazio Nuvolari (nella foto) su una Bianchi “Freccia Celeste” 350cc. Un incidente che coinvolse tre piloti fu la causa letale. In gare 23 piloti con classi miste, guidava la corsa Piero Taruffi, leader di gruppetto compatto, un secondo gruppo inseguiva nelle posizioni di centro, questi piloti, giunti alla curva del Ponte di Decima al termine della Via Ostiense, furono coinvolti in un aggrovigliamento di mezzi; stavano viaggiando sul passo di 100 km /h circa. Clemente Biondetti perse il controllo della moto e colpì il muretto del ponte e lo sorvolò finendo campo laterale. Boris Giuseppe e Giacomo Basso, che erano in scia a Biondetti investirono la sua moto e finirono a terra. Basso ebbe la peggio perché picchiò con la testa contro un albero e subito apparve il più grave. I tre piloti subito soccorsi furono stati portati all’ospedale della Consolazione a Roma. Nulla da fare per Giacomo Bassi dichiarato morto all’arrivo. Boris fu ricoverato in condizioni critiche con lesioni molto gravi, ma si salvò. Biondetti riportò fratture multiple che richiesero un anno di convalescenza per la guarigione. Il titolo tricolore, a fine stagione, se lo aggiudicò Achille Varzi.

Lino Pizzo: corrispondente Ansa da Bologna. Un’amico del mondo “dè mùtor”.

Lino Pizzo, è morto il 5 Marzo 1998, a Bologna, presso l’ospedale Sant’ Orsola dove era stato ricoverato il giorno precedente, era un giornalista professionista, ex capo della sede di Bologna dell’agenzia Ansa. Il 27 marzo avrebbe compiuto 78 anni. Lasciò la moglie e due figli, il rito funebre si tenne presso la chiesa del Sacro Cuore di Gesù, nella sua città. Lino è stato un grande amico del motociclismo, per anni è stato, con i concittadini Ezio Perazzini e Gianbattista Marcheggiani, un’istituzione nelle sale stampa dei circuiti italiani. Amico anche personale, cui sono legati i ricordi di serate trascorse a tavola, in occasione delle tante serate che in Romagna erano organizzare dai Moto Club. Nella foto insieme a Rinaldoni (FMI) Giuseppe Morri, Claudio Porrozzi (purtroppo scomparso nel 2014) e lui Lino Pizzo. Era stato un marconista in aeronautica e prigioniero degli americani dal 1943 al ’45, durante l’ultima guerra mondiale, lavorò inizialmente al ”British press and information office” prima di entrare all’Ansa, dove ricoprì vari incarichi: da marconista a telescriventista, poi giornalista pubblicista e quindi, dal ’64, professionista. Nel luglio ’76 fu nominato capo servizio e responsabile della sede regionale dell’agenzia per l’Emilia-Romagna. Il 30 giugno ’86 andò in pensione, mantenendo per alcuni anni una collaborazione con l’Ansa per le manifestazioni sportive di auto e moto, la sua più antica passione. Durante la carriera collaborò tra gli altri con ”il Giornale nuovo”, ”Il Corriere Adriatico”, ”La’ Unione sarda” e ”Il Telegrafo”. Fu per anni consigliere e anche vice presidente del Gergs, il gruppo emiliano-romagnolo dei giornalisti sportivi. Nel 1977 fu insignito dell’onorificenza di commendatore della Repubblica Italiana. Sotto la sua guida, a redazione Ansa ottenne il 29/o premio Saint Vincent di giornalismo e il ”Premiolino-giornalista del mese” per i servizi sulla strage alla stazione

Libero Liberati: La scomparsa del “Cavaliere d’Acciaio”, nel 1956 iridato della 500cc (Gilera)

 Ad oltre 50 anni dalla  scomparsa!

Il 5 marzo 1962 Libero Liberati, nato a Terni il 20 settembre 1926.

Il pilota umbro, chiamato anche Il Cavaliere d’Acciao, sottolineare la rivalità Duke, un altro grande campione, conosciuto come il “Duca di Ferro”, ma libero era anche figlio della “città dell’acciaio”, Terni, la cui economia era legata produzione dell’acciaio.

E’ stato Campione del Mondo nel 1956 della classe, in sella ad una Gilera Saturno. In totale ha vinto 6 gran premi ed è salito 14 volte sul podio iridato.

E’ stato un pilota “innamorato del marchio Galera” regalò nel 1956 Ll’ultimo dei il titoli iridati marche.

La sua trionfale stagione fu rattristata dal ritiro dalla competizioni, nel 1957 della marca che aveva condotto al successo, aveva aderito al “patto di astensione” che coinvolse anche Moto Guzzi e Mondial.

Nel 1962 la Gilera ritornò alle corse e liberati ritorno ad allenarsi per preparare al meglio al suo ritorno in veste di pilota ufficiale, ma il destino aveva stabilito diversamente. Ci si alleva sulle normali strade aperte al traffico, ed il 5 marzo, lungo la Statale 209 Valnerina, all’imbocco della curva di Cervara scivolò sul tracciato bagnato e urtò violentemente contro la parte di roccia.

Terni lo amava profondamente, ed il sindaco nella commemorazione durante i funerali, ne esalto la figura con parole toccanti: “Tu, ardito cavaliere del nostro tempo, ci indichi una meta lontana, l’approdo glorioso di una vita fortemente e seriamente impegnata…”, La città gli intitolato lo stadio del calcio e lo storico Moto Club ternano a preso il suo nome cui in anni recenti è stato abbinato quello di Paolo Pileri altro campione della città.

E’ stato anche Campione d’Italia nel 1955 e nel 1956.

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Phillips Island: Bis di Rea (Kawasaki) in Superbike. Esordio vincente di Krummenacher (Kawasaki) in Supersport.

REA SBK 2016 1I Campionati del mondo SUPERBIKE & SUPESPORT hanno preso avvio sulla pista australiana di Phillips Island.

Le gare hanno proposto molte conferme e qualche sorpresa.

Jonathan Rea ha cominciato la sua difesa del titolo con una vittoria incredibile, guadagnata all’ultimo giro sul pilota Ducati Chaz Davies.

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GARA 1 – Il portacolori della Kawasaki ha battuto Davies con un sorpasso all’esterno e per soli 63 millesimi di vantaggio. Dopo la grande fuga delle due ZX-10RS, Sykes e Rea sono andati quasi side-by-side nel primo giro della corsa, sul circuito di Phillip Island, dominando la scena subito dopo la partenza, davanti a Chaz Davies che ha fatto un inizio spettacolare, dalla nona posizione, per unirsi subito alla lotta delle prime posizioni con il compagno di squadra Giugliano e il pilota Honda, Michael Van Der Mark. Alle loro spalle, il rookie di Aprilia Lorenzo Savadori è stato inizialmente l’ultimo della top ten, preceduto dalle due Yamaha di Sylvain Guintoli e Alex Lowes, con Nicky Hayden, mentre davanti Sykes dominava il gruppo, prima di lasciare spazio a Rea, alle Ducati, a van der Mark, e andare a lottare con il “Kentucky Kid” e le Yamaha nelle mani di Lowes e Guintoli. Rea ha così aperto la strada mentre dietro di lui c’era una grande battaglia e il gruppo di testa è successivamente diventato un trio con Davies e Van Der Mark, gli unici in grado di tenere il passo del campione in carica. Rea ha gestito incredibilmente bene la gara, nonostante gli avversari gli stessero con il fiato sul collo: ha mantenuto la calma e il suo ritmo di gara, fino a quando Davies non si è avvicinato pericolosamente e ormai mancavano pochi giri alla bandiera a scacchi. All’ultimo giro Davies ci ha provato e ha tentato il sorpasso decisivo e, per un momento, sul Gardner, le due moto sono state fianco a fianco, vicinissime, e poi Rea ha recuperato la leadership con un sorpasso all’esterno che gli ha concesso di tagliare il traguardo in prima posizione, davanti per soli 63 millesimi. Van Der Mark è arrivato terzo, facendo registrare il suo quarto podio in carriera nella sua seconda stagione, mentre il compagno di squadra in Honda, Nicky Hayden, ha lottato per tenere il passo nelle ultime fasi del suo debutto, concludendo nono. L’eroe locale Josh Brookes torna a casa con un decimo posto, e il Campione 2014 WorldSBK Sylvain Guintoli ha ottenuto il miglior risultato di Yamaha con il sesto crono e questo mostra un grande potenziale della YZF R1 nella sua prima uscita nel WorldSBK. Leon Camier ha portato a termine la sua corsa in settima posizione, sulla MV Agusta, e dietro di lui ha chiuso Jordi Torres, sulla BMW, così che nella top ten erano presenti ben sei case costruttrici diverse. Brutto inizio per Alex Lowes, invece, che ha terminato la gara in anticipo a causa di una caduta.Il campione in carica Jonathan Rea si è affermato anche in Gara 2, sul circuito di Phillip Island, ed era dal 2011 con Carlos Checa che un pilota non conquistasse la doppietta. Chaz Davies ha lottato duramente fino all’ultimo giro, quando ha perso l’anteriore alla curva 4.

GARA 2 – La miglior partenza è stata quella di Tom Sykes sulla sua Kawasaki ZX-10R, dalla pole position, con il compagno di squadra Jonathan Rea che ha subito dovuto lottare con la Ducati di Davide Giugliano, piazzandosi poi in seconda posizione, mentre Michael Van Der Mark occupava la terza piazza davanti all’italiano. Dietro al gruppo di testa, con un po’ di gap, inseguiva il debuttante Nicky Hayden, arrivato quest’anno nel campionato mondiale delle derivate di serie, che ha successivamente recuperato terreno e si è stabilizzato con i più veloci, non dopo aver duellato un po’ con Davide Giugliano, che è riuscito poi a mantenere la quinta posizione. Quando mancavano 12 giri alla fine, Sykes ha commesso un errore andando largo nel quarto settore e lasciando passare così Jonathan Rea, seguito da Michael Van Der Mark e Chaz Davies e l’olandese ha addirittura preso la leadership della corsa comandando il gruppo di testa composto da sette piloti, con l’arrivo di Sylvain Guintoli, sulla Yamaha. Alle loro spalle, Jordi Torres, il pilota del team Althea Racing, su BMW, frenato in questo week end da un infortunio rimediato durante i test, si è nel frattempo avvicinato recuperando il ritardo su Giugliano e tentando il sorpasso su Sykes. Intanto nelle prime posizioni, la sfida si era fatta a tre con Van Der Mark, Rea e Davies e il podio era ancora tutt’altro che deciso. Il pilota Ducati non voleva accontentarsi nuovamente della seconda posizione e nell’ultimo giro decisivo Rea e Davies hanno inscenato un duello all’ultimo millesimo, fino a quando, nel tentativo di sorpasso, il pilota del Galles ha perso l’anteriore della sua 1199 Panigale R. Il campione del mondo in carica è andato così a vincere tranquillamente la seconda manche della stagione, mettendo a segno una fantastica doppietta. Il giro finale ha visto anche un’altra lotta quando ormai mancavano poche curve al traguardo, tra Davide Giugliano e il debuttante Nicky Hayden: sembrava ormai fatta per l’americano, che occupava la terza posizione, ma l’italiano ha trovato lo spazio per fare un sorpasso spettacolare che gli ha valso il terzo gradino del podio. Il “Kentucky Kid” ha così chiuso Gara 2 con un rispettabile quarto posto.
La coppia Aprilia non è andata oltre la tredicesima posizione, con Alex De Angelis, e Lorenzo Savadori è stato costretto al ritiro dopo appena due giri.
Buriram sarà ora la prossima tappa del WorldSBK, al nord della Thailandia, dove l’anno scorso Rea aveva conquistato la sua prima doppietta stagionale e gli avversari avranno il duro compito di provare a fermarlo. Il nord-irlandese ha iniziato il campionato al meglio e ha l’obiettivo di difendere il titolo 2015 per diventare l’unico pilota del nuovo millennio a vincere due titoli consecutivi nel WorldSBK. Alle loro spalle, Jordi Torres, il pilota del team Althea Racing, su BMW, frenato in questo week end da un infortunio rimediato durante i test, si è nel frattempo avvicinato recuperando il ritardo su Giugliano e tentando il sorpasso su Sykes. Intanto nelle prime posizioni, la sfida si era fatta a tre con Van Der Mark, Rea e Davies e il podio era ancora tutt’altro che deciso. Il pilota Ducati non voleva accontentarsi nuovamente della seconda posizione e nell’ultimo giro decisivo Rea e Davies hanno inscenato un duello all’ultimo millesimo, fino a quando, nel tentativo di sorpasso, il pilota del Galles ha perso l’anteriore della sua 1199 Panigale R. Il campione del mondo in carica è andato così a vincere tranquillamente la seconda manche della stagione, mettendo a segno una fantastica doppietta. Il giro finale ha visto anche un’altra lotta quando ormai mancavano poche curve al traguardo, tra Davide Giugliano e il debuttante Nicky Hayden: sembrava ormai fatta per l’americano, che occupava la terza posizione, ma l’italiano ha trovato lo spazio per fare un sorpasso spettacolare che gli ha valso il terzo gradino del podio. Il “Kentucky Kid” ha così chiuso Gara 2 con un rispettabile quarto posto. La coppia Aprilia non è andata oltre la tredicesima posizione, con Alex De Angelis, e Lorenzo Savadori è stato costretto al ritiro dopo appena due giri.

Buriram sarà ora la prossima tappa del WorldSBK, al nord della Thailandia, dove l’anno scorso Rea aveva conquistato la sua prima doppietta stagionale e gli avversari avranno il duro compito di provare a fermarlo. Il nord-irlandese ha iniziato il campionato al meglio e ha l’obiettivo di difendere il titolo 2015 per diventare l’unico pilota del nuovo millennio a vincere due titoli consecutivi nel WorldSBK.

SUPERSPORT Il rookie svizzero Randy Krummenacher ha vinto la gara del WorldSSP a Phillip Island, battendo l’ex pilota di STK600 Federico Caricasulo e la wildcard Anthony West. Il pilota PJ Jacobsen (Honda) è stato autore della miglior partenza, scattando dalla seconda posizione della griglia di partenza e lasciando che dietro di sé lottassero tra loro i due piloti del team Puccetti, Krummenacher e Sofuoglu, con Caricasulo, fino a quando il gruppo di testa non ha conquistato margine sugli avversari. Grande inizio anche per Jules Cluzel, pilota della MV Agusta, che occupava l’ottava posizione in griglia e che finora aveva vissuto un week end difficile, dopo esser tornato in pista dopo l’infortunio a fine 2015. Tra i migliori allo start c’è stata anche la wildcard Anthony West, che è riuscito a stare davanti, nonostante ieri avesse perso per poco l’accesso alla Superpole 2. L’australiano è riuscito a tenere il passo dei protagonisti, in lotta per il podio, e ha anche preso la leadership della corsa, prima di doverla abbandonare per cedere due posizioni, causa una violazione precedente. Al nono giro, Jules Cluzel è entrato nella ghiaia e ha aperto la porta a un duello tra il Campione Sofuoglu e la wildcard West. Non volendo lasciar scappare il pilota turco, West ha lottato duramente prima di concedere un po’ di vantaggio al pilota del team Puccetti, che ha iniziato ad allontanarsi e a mettere distanza tra sé e il gruppo che lo seguiva. Una leggera pioggia ha cominciato a cadere nei primi due settori, ma Sofuoglu ha continuato a mantenere un ritmo alto fino a quando le condizioni sono peggiorate. Krummenacher ha cominciato a rispondere al turco e il Campione è caduto alla curva sei del quindicesimo giro, per un problema alla gomma, lasciando così strada libera al compagno di squadra Krummenacher che ha gestito perfettamente le condizioni e ha maturato vantaggio sugli inseguitori. La wildcard Anthony West, che in passato aveva già vinto sia in WorldSSP sia in Moto2, ha lottato negli ultimi giri con Caricasulo, scambiandosi continuamente le posizioni e puntando al posto d’onore. Nell’ultimo giro, quando Krummenacher ha tagliato il traguardo con due secondi di vantaggio, tra i due sfidanti è andato in scena il testa a testa finale che ha premiato l’italiano, per soli 14 millesimi di vantaggio sull’idolo di casa. Al quarto posto ha chiuso un’ottima prestazione Christian Gamarino e nella top ten troviamo altri due italiani, Alex Baldolini con il sesto tempo e Roberto Rolfo, nono. Dopo la sua prima gara in WorldSSP, Krummenacher ora guida il campionato, ma il compagno di squadra e campione in carica Sofuoglu è sicuro di tornare presto al top, concretizzando il suo ritmo in pista in una vittoria, nel prossimo round in Tailandia.

Superbike: discreto esorodio per i piloti del team italiano Althea-BMW.

Althea - BMWll primo giorno di Althea BMW Racing della nuova stagione WSBK

a giornata di oggi ha dato ufficialmente il via al mondiale Superbike e alla sua nuova formula, con Superpole e Gara1 al sabato e Gara2 alla domenica, e due turni di prove libere (di un’ora ciascuno) il venerdì, i cui tempi rilanciano direttamente alla promozione in Superpole 2.

Jordi Torres e Markus Reiterberger, entrambi reduci dagli acciacchi delle rispettive cadute nel test di martedì, hanno abbassato la visiera e sono entrati in pista, dove il vento di una giornata soleggiata ha portato a tratti nuvole e pioggia.

Nel primo turno di prove, il ventunenne tedesco Markus Reiterberger ha effettuato 20 giri, siglando il 7° tempo (1’31.792) con un distacco di soli 249 millesimi dalla vetta.

Lo spagnolo Jordi Torres, invece, ha potuto fare solo 12 giri a causa della sua non perfetta forma fisica nonché da un banalissimo problema tecnico che ha richiesto comunque del tempo per essere risolto. Con i pochi minuti rimasti a disposizione Jordi è riuscito comunque a fare qualche giro ma a quel punto la pista era più lenta per il forte vento sopravvenuto e ha chiuso la sessione con 840 millesimi di distacco dal primo.

La sessione del pomeriggio si è aperta con una lieve pioggia che ha costretto a ritardare l’ingresso dei piloti in pista.

Nonostante Reiterberger non sia stato in grado di migliorare il tempo della mattina, il tedesco ha chiuso con un ottimo 10° posto, valido per l’accesso in Superpole 2, mentre Torres, che comunque ha migliorato il proprio tempo, ha concluso il turno in quattordicesima posizione.

L’Althea BMW Racing Team domattina scalderà i motori delle sue BMW S 1000 RR alle ore 10:20 locali, per il terzo turno di 15’ di prove libere (non valido per la qualifica), in vista delle due Superpole, e poi di Gara 1 (ore 15:00 locali).

MiniOpen dei Trofei Wheelup Motoestate, tre contributi per gareggiare in Moto3.

Franciacorta CircuitoBORSE DI STUDIO 2016: APPUNTAMENTO IL 12 MARZO A FRANCIACORTA

Marzo, tempo di borse di studio riservate ai giovani under 21 che vorranno mettersi alla prova in sella a una Kit3 per affrontare la classe MiniOpen dei Trofei Wheelup Motoestate.

L’appuntamento è per sabato 12 marzo 2016 sul circuito di Franciacorta per l’ormai noto programma giovani che anche quest’anno premierà tre giovani meritevoli che si saranno messi in luce nel test e potranno così correre nella classe MiniOpen con un incentivo economico atto ad abbassare le spese di gestione.

La giornata del 12 marzo sarà riservata ai piloti under 21 desiderosi di correre e dunque in possesso dei requisiti per acquisire la licenza agonistica. Altro ingrediente fondamentale da portare con sé: voglia di mettersi in gioco e mostrare allo staff selezionatore le proprie doti di guida.

Supporter dell’iniziativa i team della MiniOpen che metteranno a disposizione mezzi e materiale d’usura per affrontare la selezione. A carico dei piloti le spese vive della prova:

-     60 euro per ogni turno, da 20 minuti, per un massimo di due turni a a pilota. La somma andrà   corrisposta all’arrivo in pista al team che metterà a disposizione la moto.

Per partecipare all’iniziativa è necessario inviare la propria candidatura, eventuale curriculum sportivo, e il numero di turni (massimo 2) a cui si vorrebbe prendere parte a: segreteria@trofeimoto.it 

Lo staff selezionatore nei giorni immediatamente successivi, comunicherà i tre piloti che avranno diritto alle borse di studio secondo lo schema riportato:

ñnr 1 borse di studio con buono del valore di da euro 2.500

ñnr 1 borse di studio con buono del valore di da euro 2.000

ñnr 1 borsa di studio con buono del valore di euro 1.500

Il programma giovani promosso da Sh Experience, arriva quest’anno alla quarta edizione  e come già accaduto negli anni precedenti l’obiettivo è quello di trovare e premiare giovani capaci di mettersi in luce nel campionato MiniOpen.

A vincere la prima borsa di studio Filippo Scalbi titolato nel 2013 della MiniOpen, poi passato nella 600 Motoestate e in seguito al trofeo Honda.

Nel 2014 il testimone è stato raccolto da Kevin Rossi che dopo essersi aggiudicato l’aiuto economico ha vinto il titolo della MiniOpen. Sempre nel 2014 erano state assegnate borse di studio anche a due piloti del Trofeo Ktm Duke 200 Trophy, Gabriele Ruju e Alessandro Costantino.

Nel 2015 le borse di studio sono state vinte da Stefano Raineri e Matteo Novali. Il primo ha imparato a utilizzare il cambio proprio durante la selezione delle borse di studio e poi ha chiuso al terzo posto il torneo con un finale di stagione da primato che lo ha visto salire sul podio a Modena, Cervesina e conquistare la prima vittoria della carriera nell’ultima gara di Franciacorta. Matteo Novali invece ha vinto la categoria 125 2 tempi in sella all’Aprilia preparata da papà.

L’appuntamento, per succedere ai giovani protagonisti delle edizioni precedenti, è dunque per il 12 marzo 2016 sul circuito di Franciacorta, sede della prima prova stagionale dei Trofei Wheelup Motoestate in programma il 7- 8 maggio 2016.

info e invio curriculum: segreteria@trofeimoto.it

Superbike & Supersport: dal 26 al 28 p.v. “prima” a Phillip Island.

phillip-island-circuitNelle notti europee di prossimo weekend, 26/28 febbraio 2016 prederanno avvio i Campionato Superbike e Supersport 2016. Solo le due iridate del pacchetto completo di questa manifestazione saranno in gara. Si gareggia su un prestigioso tracciato, quello di Phillip Island,situato nella Regione di Victoria in Australia, costruito nel 1956 e lungo 4448 m. Gli appassionati lo conoscono perché vi si corre per il motomondiale dal 1997 il Gran Premio motociclistico d’Australia e in seguito vi ha corso e corre tuttora anche il Campionato Mondiale Superbike.

SUPERBIKE

Italia si presenta con tre Case costruttrici - Aprilia – Ducati e MV Augusta. Dovranno confrontarsi con la Tedesca BMY e le quattro giapponesi Honda – Kawasaki e Yamaha. Nella start list piloti figurano tre piloti, due rookies e un candidato a…far ben, ma è già incorso in una rovinosa nei primi test in sella ad una Ducati con potenze che non ha mai utilizzato. Il nostro pilota di punta è certamente il ventiseienne romano Davide Giugliano, in sella alla Ducati 1199 Panigale R del team Aruba.it Racing. Se non incorrerà in incidenti come è già capitato la scorsa stagione può fare bene ma difficilmente potrà conquistare il titolo, sarebbe già esaltante il podio finale. Altro pilota in gara il romagnolo Savadori Savadori, il vincitore della Coppa FIM Stock 1900 della scorsa stagione gareggerà con una Aprilia dello Ioda team può fare bene, ma dovrà reggere alle pressioni del ruolo.Nella entry list del WorldSBK 2016 figura anche il sammarinese Alex De Angelis (esordiente nel mondo delle derivate di serie), che sta recuperando dal grave infortunio rimediato lo scorso ottobre a Motegi, durante le libere del Gran Premio giapponese della MotoGP. Il pilota della Repubblica del monte Titano ha intrapreso questa nuova sfida anche lui il team Ioda Racing motorizzato Aprilia Per quanto riguarda i nostri costruttori, oltre alle già citate Aprilia sarà un campionato con mire limitate a prestazioni di rilievo, difficile vederla come protagonista di primo piano. Ducati oltre Giuliano schiera anche Chaz Davies e Xavi Fores con i primo che mira al titolo. La MV Agusta si presenta con il solo Leon Camier, che cercherà di onorare al meglio la MV Agusta 1000 F4, i risultati saranno decisamente condizionati dagli sviluppi che saranno stati apportati alla moto, affidabilità in primis. BMW ha affidato le sue moto al team italiano Team Althea Racing che in organico avrà l’ing Jan Witteveen. Il loro pilota di punta sarà Jordi Torres e Markus Reiterberger

Le giapponesi schierano piloti candidati al titolo o quanto memo al podio. Kawasaki: (campione uscente, Jonathan Rea e Tom Sykes; Honda: Michael van der Mark e Nicky Hayden; Yamaha: Alex Lowes e Sylvain Guintoli

Per i team privati Pedercini Racing (Kawasaki): Saeed Al Sulaiti e Sylvain Barrier; Team Goeleven (Kawasaki) Román Ramos; Grillini Racing Team (Kawasaki) Dominic Schmitter Josh Hook. Team Toth (Yamaha) Imre Toth e Peter Sebestyen; team Milwaukee (BMW) Karel Abraham / CZE / BMW S1000 RR / Milwaukee (MW) Joshua Brookes.

SUPERSPORT

Il Campionato Mondiale di Supersport 2016 presente importanti novità tecnici e sportive, Sono prese decisioni importanti che hanno, di fatto riportato le caratteristiche della Supersport a livello che della categoria Superstock, importante è il divieto di usare il controllo di trazione. IL format gara sarà come quello della SBK con Superole e due gare. Le due categorie – Supersport e Stock 600 – gareggeranno insieme con .. classifiche avulse. Molte perplessità possono essere legittime. .

La categoria presenta una entry list con 34 partecipanti formata da piloti noti (forse troppi i “vecchi” marpioni della categoria, piloti già conosciuti e altri invece pronti al debutto in questa categoria. lnnanzi tutto il campione in carica, Kenan Sofuoglu, avrà un nuovo compagno di squadra molto forte, Randy Krummenacher, arrivato dalla Moto2, e dovrà nuovamente lottare con il francese Jules Cluzel. Anche Zulfahmi Khairuddin, arriva direttamente dalla Moto3, e diventerà il primo pilota malesiano a correre tutta la stagione. In questo campionato, dove nell’albo d’oro non figura nessun pilota italiano,sono 9 i partecipanti italiani: Zanetti, Gamarino, Baldolini, Caricasulo, Stirpe, Bassani, Zaccone, Rolfo, e Gobbi

NOTA: Dopo una lunga osservazione della classe 600 nei vari campionati nazionali, europei e mondiali, vede la luce la FIM Europe Supersport Cup. Questa Coppa dovrebbe consentire ai piloti e alle squadre partecipanti di competere a livello mondiale, in termini di media e copertura televisiva, ma in un campionato che ha un costo inferiore se si parla di logistica e preparazione della moto. Con le stesse regolazioni tecniche della WorldSSP, i piloti prenderanno parte al FIM Europe Supersport Cup allineandosi sulla stessa griglia di partenza della WorldSSP, ma parteciperanno solo ai round europei del campionato.

SUPERSPORT IN TV UPERBIKE E

Alla vigilia del campionato è stata ufficializzata la copertura televisiva riservata all’evento da parte di Mediaset e Eurosport.

Italia 1 trasmetterà in esclusiva in chiaro, in diretta e in alta definizione tutte le gare del Mondiale Superbike 2016.Mediaset Italia 2 trasmetterà in esclusiva in chiaro e in diretta tutto il weekend motociclistico di Superbike (WSBK), Supersport (WordSSP) e Superstock 1000 (STK1000). Gare che potranno essere seguite anche in streaming (in simulcast con Mediaset Italia 2 – Premium Sport) su Sportmediaset.it e con l’app Sportmediaset (gratuita per tutti i sistemi operativi).

Nei weekend di gare inoltre verrà trasmesso, ogni venerdì e ogni sabato, dalle 17.00 alle 18.00, un programma di approfondimento in diretta dal circuito. La squadra Superbike di Mediaset è composta da Max Biaggi, Giulio Rangheri, Max Temporali, Alberto Porta, Ronny Mengo e Carlotta Maggiorana.

LA PROGRAMMAZIONE DI SABATO 27 FEBBRAIO 2016

Italia 1/HD e Italia 2

2:15 Superbike Qualifiche Superpole(SP1 alle 2:30; SP2 alle 2:55)

3:30 Supersport Qualifiche

5:00 Superbike Gara-

13:45: Replica Gara-1 WSBK su Italia 1

Eurosport
4:30 Superbike Qualifiche Superpole (differita)

5:00: Superbike Gara-1

Eurosport 2

7:00: Superbike Gara-1 (differita)

LA PROGRAMMAZIONE PER DOMENICA 28 FEBBRAIO 2016

Italia 1/HD e Italia 2

3:15 Supersport (partenza 3:30)

5:00 Superbike Gara-2

13:45: Replica Gara-2 WSBK su Italia 1

Eurosport
3:30 Supersport

5:00: Superbike Gara-2

Eurosport 2

23:00: Superbike Gara-2 (differita)

Per ricordare Paolo Pasolini: I “Pasolini dei motori”, da papà Massimo ai figli.

Ricordo di Paolo Lodovico Pasolini scomparso mercoledì 20 gennaio 2013.

Uomini e moto, una grande storia riminese”: il titolo della serata organizzata dal Panathlon Club Rimini nello scorso maggio, alla vigilia del 29°anniversario della scomparsa di Renzo Pasolini, avvenuta sulla pista dell’autodromo di Monza nel 1973.

Un incontro nel corso del quale sono state raccontate vicende che hanno visto coinvolti uomini del mondo motociclistico riminese e sammarinese; relatori Paolo Pasolini (fratello di Renzo), Giuseppe Morri (uno dei fondatori della Bimota) ed Amedeo Michelotti (Presidente della Federazione Sammarinese Motociclistica), nella foto insieme con Pasquale Adorante (Presidente del Panathlon Rimini).

Paolo Pasolini, con un racconto dettagliato e struggente, corredato da foto e articoli di giornale, ha ricordato il fratello Renzo, ma anche ha raccontato  una storia di uomini e moto, quella quasi centenaria della sua famiglia.

I “Pasolini dei motori”, da papà Massimo ai figli.

Una storia di passioni per i motori, rivissuta attraverso le immagini dell’epoca.

Dalla trebbiatrice di fine anni ’20 alla Benelli 250 Bitubo degli anni ’30, il trasferimento a Schiranna (Va) durante il quale Massimo è stato un pilota collaudatore dell’Aermacchi. L’avveniristico scooter Cigno Aermacchi a ruote alte progettato con l’amico Lino Tonti. I record di velocità, le gare in pista degli anni successivi fino alle Milano-Taranto cui Massimo ha preso parte. Nel dopoguerra le gare di velocità sulla Guzzi.

Poi l’esordio di Renzo nel 1960, storia più recente, quella di un grande campione cui è mancato, solo per sfortuna, un titolo mondiale.

Sulla pagina Facebook di Paolo molto del materiale presentato al Panatlhon Rimini; cliccare sulla foto.

Paolo, dopo una vita vissuta da dirigente in grandi aziende, ha “ereditato” l’officina rifugio di papà Massimo e con la Paso Moto ha dato vita ad un punto vendita molto noto, non solo in città.  E’ stato anche un progettista di molti parti speciali per la trasformazione delle moto.

La città di Rimini onora il ricordo Renzo attraverso la vitalità di un grande Moto Club, di cui Massimo è stato a lungo presidente e Paolo dirigente, un onore che di fatto può essere esteso a tutta la famiglia Pisolini.

A poco dalla sua scomparsa piace ricordare Paolo, amabile conversatore, impegnato a ricordare storie di moto come lui sapeva fare.

Alla Famiglia il cordoglio più dei motociclisti.

Paolo Pileri: Un campione ed un amico, stroncato da un malore nel 2007.

Anniversario della scomparsa, 13 febbraio 2007, di Paolo Pileri ex campione del mondo e team manager di celebrati campioni. Decesso avvenuto a Terni sua città natale e di residenza; aveva 63 anni e fu stroncato da un malore improvviso.

Pileri è stato campione iel mondo nel 1975 nella categoria 125 a in sella alla Morbidelli. Nella foto sul podio di Assen nel 1975 quando conquistò il titolo. Ha gareggiato anche con le Bimota-Yamaha 250cc,  nel 1976 e ha vinto una gara a Misano in sella alla Bimota-Morbidelli 250cc, moto che aveva portato al debutto sulla pista di Assen nel campionato del mondo.

Conclusa la carriera agonistica, è diventato manager, personaggio di unta della Honda nella 125gp, con Fausto Gresini, conquistò secondo posto nel mondiale della ottavo di litro.

A lui si deve la scoperta Loris Capirossi e il suo team fu il primo a dare l’opportunità a Valentino Rossi di scendere in pista, nel 1993 a Misano,  con una moto ufficiale nel 1993. Ebbe un crollo e la sua attività si interruppe bruscamente. Era un uomo mito, innamorato delle moto, ricordi importanti nel periodo di vicinanza a Bimota, ma è sempre rimasto in amico.

Palomo Víctor: un campione ed un bel personaggio spagnolo.

Víctor Palomo, è deceduto l’11 di febbraio 1985 a Girona, il forte pilota catalano aveva solo poco meno di 37anni, era nato a Barcellona, 26 maggio 1948, fu stroncato di complicazioni causate dal diabete. Era una persona brillante ed amabile, troppo breve la sua vita che ha lasciato nel dolore molti amici (nella foto sul più alto gradino di un podio)

E’ stato uno sportivo capace di primeggiare negli sport che ha praticato; prima di dedicarsi al motociclismo conquistò, nel 1969 Copenhaghen, un titolo di campione del mondo nello sci d’acqua, aveva 21 anni. Lasciò quello sport a causa di un infortunio. Ha praticato anche il motocross, ma non a livello agonistico.

Poi sono state le corse di velocità in moto a regalargli grande popolarità. Nel 1972 esordì nel Campionato del Mondo da privato. Corse 34 gran premi, e per otto volte sali su un podio, vinse il primo gran premio nel 1974 nella classe 350cc del Gran Premio di Spagna al Montjuic, circuito di Barcellona la città dove era nato. Il suo anno migliore è stato il 1976, con un ottimo sesto posto nel campionato del mondo 350cc, e la vittoria nel Trofeo FIM “Formula 750” in sella ad una Yamaha Sonato (vinse tre gare); precedette il pilota francese Patrik Pons. Victor era un buon frequentatore dei podi nelle categorie 250 e 350 cc., capitò diverse volte anche nella gare che si disputavano in Italia.  Nel 1979, a causa di un incidente alla 24 Ore di Montjuic, investì un concorrente che viaggiava con un mezzo privo di luci, e rischiò di perdere una gamba. Un evento che lo indusse al ritiro dalle corse, decise di rientrare nel 1982 nella classe 500 gp. Ancora una volta la fortuna non gli fu amica, nel Gran Premio di Jugoslavia (luglio) incorse in un altro incidente che gli causò la frattura del bacino e fu il ritiro definitivo.  

Bruno Ruffo: Tre volte Campione del Mondo agli albori delle competizioni iridate.

1951 cl 250 - Ruffo Bruno Moto Guzzi_lRicorre il 10 febbraio l’anniversario della scomparsa, avvenuta nel 2007 – di  un prestigioso campione del motociclismo: Bruno Ruffo

Un libro, “Cuore e Asfalto” corredato bellissime foto, del figlio Renzo,  lo propone alla memoria degli appassionati della velocità in moto.

Ha gareggiato nelle prime edizione del Campionato del Mondo

Nel suo palmares figurano tre titoli iridati e ben 10 podi nei 15 GP disputati, con 4 vittorie.

Nella classe 250cc vinse il primo titolo  nel 1949 con la Guzzi e nella stessa classe si aggiudicò quello del 1951, mentre nel 1950 trionfò nella 125cc i sella alla Mondial.

E’ stato campione italiano per tre volte ed ha Bruno Ruffo, inoltre nella sua carriera ha firmato 61 con la Moto Guzzi. Una leggenda del motociclismo italiano.

Giubileo dei Motociclisti 20.02.2016: dalla FMI tutte le informazioni


Bikers_fdg_grande*

Un messaggio che può interessare a molto motociclisti e diffuso dalla Federazione Motociclistica Italiana.

Con l’approssimarsi dell’Udienza Giubilare del prossimo 20 febbraio p.v.  si informano tutti coloro che hanno provveduto ad inviare il modulo di prenotazione che la Prefettura Pontificia ci ha inviato in data odierna le seguenti comunicazioni relative a

orari e modalità di svolgimento:

> Conferma che la sede di svolgimento dell’Udienza Giubilare sarà in Piazza San Pietro (e non nell’aula Paolo VI come precedentemente comunicatoci), unitamente ad altre organizzazioni di volontariato;

> L’orario di inizio dell’udienza è stato anticipato alle ore 10:00

> L’accesso a Piazza San Pietro è previsto dalle ore 07.00 sino alle ore 09.30

> Sono previsti posti a sedere a libero accesso per tutti i partecipanti in possesso di biglietti, ma non sono previsti spazi o settori dedicati;

> Successivamente all’orario sopra indicato non sarà garantito l’accesso alle sedute ma si potrà assistere all’Udienza dai lati della piazza.

> Si ricorda che l’accesso all’Udienza può avvenire esclusivamente se in possesso dei biglietti

> Per coloro che arriveranno al venerdì, i Referenti dell’Evento, già indicati alla Segreteria Organizzativa potranno ritirare le buste presso la sala 2 del Palazzo delle Federazioni Sportive sito in viale Tiziano 70 a Roma dalle ore 10.00 sino alle ore 21.30.

  • Nella giornata di sabato sarà predisposto un punto ritiro, operativo fin dalle ore 06.00, in prossimità di piazza San Pietro, di cui forniremo successivi dettagli, non appena avremo ottenuto le necessarie autorizzazioni.

Immatricolazioni moto 2016: bene gennaio e se il buongiorno si vede dal mattibo

logo_ANCMAAccelerano a gennaio le immatricolazioni in Italia, con 11.028 scooter e moto e un incoraggiante +19,3%. Notevole l’incremento delle moto che con 4.910 unità registrano un +28,4% mentre gli scooter realizzano 6.118 vendite pari al +12,9%. I “cinquantini” con 1.360 registrazioni e un +0,6% confermano i volumi dell’anno scorso. Il mese di gennaio vale poco più del 5% sul totale vendite dell’anno.

Parte bene il 2016 per il nostro mercato, grazie al successo dei nuovi modelli presentati ad EICMA. Rimane alta anche la fiducia delle famiglie che favorisce in generale la domanda interna e si confermano le previsioni di aumento del PIL anche se in modo contenuto. Sono in trend positivo le esportazioni e diminuisce la disoccupazione, mentre stenta ancora la produzione industriale e continua la volatilità finanziaria. - dichiara Corrado Capelli, Presidente di Confindustria ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) – Un aiuto concreto al rilancio delle due ruote può scaturire dalle modifiche al Codice della Strada, in discussione proprio in queste settimane. Auspichiamo che sia finalmente eliminato il vincolo dei 150cc per accedere alle autostrade, in modo da mettere gli utenti italiani nelle stesse condizioni di tutti gli altri in Europa, dove si circola anche con i 125cc, che si possono guidare anche con la patente B per l’auto. La possibilità di utilizzare le corsie preferenziali consentirebbe di elevare il livello di sicurezza nelle città e ancora l’utilizzo dei proventi delle multe da investire nelle infrastrutture non penalizzanti per le due ruote, può incentivare più persone a viaggiare sui nostri veicoli.”

Negli scooter con cilindrata superiore a 50cc, il dettaglio per cilindrata delle immatricolazioni mostra una significativa crescita di volumi per i 125cc con 2.190 unità e un +21,3%, seguiti dagli scooter tra 300-500cc con 1.973 unità e un +20,3%. In lieve incremento le cilindrate da 150 fino a 250cc con 1.545 veicoli immatricolati, pari al +2,5%; battuta d’arresto invece per i maxiscooter oltre 500cc con 410 vendite e un -12,4%.

Nelle immatricolazioni moto l’andamento delle cilindrate è più articolato. A gennaio, il segmento più importante risulta quello tra 800 e 1000cc con 1.611 moto e un +55,4%. Seguono le oltre 1000cc con 1.223 unità e un +23%. Le medie cilindrate tra 600 e 750cc con 688 unità flettono di un -3,6%. In ripresa le 300-500cc con 737 moto e un +33,5%, crescono anche le 150-250cc con 218 moto e un +9,5% e infine le 125cc con 433 moto e un progresso pari al +31,6%.
L’analisi per segmenti delle moto evidenzia il ritorno delle enduro stradali con 2.130 pezzi e un +52,6%; al secondo posto le naked con 1.486 unità segnano un +17,8%; seguono a distanza le custom con 382 pezzi e un +12,7%; ferme le moto da turismo con 334 immatricolazioni e un -0,9%, buono il trend delle sportive con 304 vendite e un +47,6%, infine le supermotard si riprendono con 159 moto pari al +37,1%.

Superbike 2016: lista provvisoria dei 24 piloti permenenti.

Superbike 2015E’ stata comunicata la lista provvisoria dei piloti permanenti del MOTUL FIM Superbike World Championship 2016 che prenderà il via sul circuito di Phillip Island tra meno di un mese, dal 26 al 28 febbraio. Un totale di 24 piloti correrà nella categoria regina del Campionato, con il campione del mondo in carica Jonathan Rea che difenderà il suo titolo e guiderà la sua Kawasaki ZX-10R con il numero 1.
Tornerà in gara la Yamaha, con la nuova YZF-R1, che ha promesso di lottare con Kawasaki e Ducati, e la BMW sia con il team Althea sia con Milwaukee nel quale corre il campione in carica della British Superbike, Josh Brookes. Tra gli altri partecipanti in pista ci sarà anche la leggenda della MotoGP Nicky Hayden, campione del mondo nel 2006, che sarà in sella alla Honda. Il Kentucky Kid non è l’unico ad essere passato dalla MotoGP alla Superbike e a fargli compagnia ci saranno anche Karel Abraham e Alex De Angelis su Aprilia. Il sammarinese avrà come compagno di squadra il giovane talento italiano Lorenzo Savadori, vincitore lo scorso anno della Superstock 1000 FIM Cup, e un altro italiano a cui diamo il benvenuto è Fabio Menghi, che negli ultimi quattro anni ha corso nella WorldSSP. Dunque solo tre piloti italiani in gara con due esordienti, santo Giuliano fai tu il miracolo …

Questa è la lista provvisaria, per maggiori informazioni:

1 – 1 Jonathan Rea / GBR / Kawasaki ZX-10R / Kawasaki Racing Team

2 – 66 Tom Sykes / GBR / Kawasaki ZX-10R / Kawasaki Racing Team

3 – 7 Chaz Davies / GBR / Ducati 1199 Panigale R / Aruba.it Racing – Ducati

4 – 34 Davide Giugliano / ITA / Ducati 1199 Panigale R / Aruba.it Racing – Ducati

5 – 60 Michael van der Mark / NED / Honda CBR1000RR SP / Honda World Superbike Team

6 – 69  Nicky Hayden / USA / Honda CBR1000RR SP / Honda World Superbike Team

7 – 21 Markus Reiterberger / GER / BMW S1000 RR / Althea BMW Racing Team

8 – 81 Jordi Torres / ESP / BMW S1000 RR / Althea BMW Racing Team

9 – 22 Alex Lowes / GBR / Yamaha YZF R1 / Pata Yamaha Official WorldSBK Team

10 – 50 Sylvain Guintoli / FRA / Yamaha YZF R1 / Pata Yamaha Official WorldSBK Team

11 – 12 Xavi Forés / ESP / Ducati 1199 Panigale R / Barni Racing Team

12 – 11 Saeed Al Sulaiti / QAT / Kawasaki ZX-10R / Pedercini Racing

13 – 20 Sylvain Barrier / FRA / Kawasaki ZX-10R / Pedercini Racing

14 – 2 Leon Camier/ GBR / MV Agusta 1000 F4 / MV Agusta Reparto Corse

15 – 40 Román Ramos / ESP / Kawasaki ZX-10R / Team GOELEVEN

16 – 9 Dominic Schmitter / SUI / Kawasaki ZX-10R / Grillini Racing Team

17 – 16 Josh Hook / AUS / Kawasaki ZX-10R / Grillini Racing Team

18 – 10 Imre Toth / HUN / Yamaha YZF R1 / Team Toth

19 – 56 Peter Sebestyen / HUN / Yamaha YZF R1 / Team Toth

20 – 15 Alex De Angelis / RSM / Aprilia RSV4 1000 F / IodaRacing Team

21 – 32 Lorenzo Savadori / ITA / Aprilia RSV4 1000 F / IodaRacing Team

22 – 17 Karel Abraham / CZE / BMW S1000 RR / Milwaukee BMW

23 – 25 Joshua Brookes / AUS / BMW S1000 RR / Milwaukee BMW

24 – 61 Fabio Menghi / ITA / Ducati 1199 Panigale R / VFT Racing

 

Start list 2016: rese note quelle del Campionato Mondiale Supersport, mixate con il campionato europeo.

SUPERSPORT 2016Reso nota la lista dei piloti ammessi alla partecipazione di tutte le gare del Campionato Mondiale di Supersport 2016. sono 34 partecipanti e nella lista ci sono piloti già conosciuti e altri invece pronti al debutto in questa categoria. C’è il campione (pluricampione) in carica Kenan Sofuoglu che avrà un nuovo compagno di squadra molto forte, Randy Krummenacher, arrivato dalla Moto2, e dovrà anche vedersela con il francese Jules Cluzel, che l’anno scorso si era rivelato un duro avversario da battere. Ci sarà il nuovo arrivato Zulfahmi Khairuddin, direttamente dalla Moto3, e diventerà il primo pilota malesiano a correre tutta la stagione.

II piloti italiani presenti nella lista sono 9, formano il gruppo più numeroso, sette i piloti extra-europei.
Nel World Supersport ci sono anche stati alcuni cambiamenti tecnici a livello regolamentare, tra i quali il più importante è il divieto di usare il controllo di trazione. Inoltre, il campionato ha l’obiettivo di seguire le orme della WorldSBK e adottare lo stesso formato della Superpole.

Dopo una lunga osservazione della classe 600 nei vari campionati nazionali, europei e mondiali, vede la luce la FIM Europe Supersport Cup. Questa Coppa dovrebbe consentire ai piloti e alle squadre partecipanti di competere a livello mondiale, in termini di media e copertura televisiva, ma in un campionato che ha un costo inferiore se si parla di logistica e preparazione della moto. Con le stesse regolazioni tecniche della WorldSSP, i piloti prenderanno parte al FIM Europe Supersport Cup allineandosi sulla stessa griglia di partenza della WorldSSP, ma parteciperanno solo ai round europei del campionato. Sono 11 i piloti partecipanti all’europeo, contrassegnati dall’asterisco. Un evidente compromesso al ribasso per le due categorie, scelta utile solo per l’organizzazione.
Ecco la lista provvisoria dei piloti permanenti della WorldSSP, per maggiori informazioni
:

1 -1 Kenan Sofuoglu/ TUR/ Kawasaki ZX-6R/ Kawasaki Puccetti Racing

2 – 21 Randy Krummenacher/ SUI/ Kawasaki ZX-6R/ Kawasaki Puccetti Racing

3 – 16 Jules Cluzel/ FRA/ MV Agusta F3 675/ MV Agusta Reparto Corse

4 – 87 Lorenzo Zanetti/ ITA/ MV Agusta F3 675/ MV Agusta Reparto Corse

5 – 35 Stefan Hill/ GBR/ Honda CBR600RR/ CIA Landlord Insurance Honda

6 – 78 ikari Okubo/JPN/ Honda CBR600RR/ CIA Landlord Insurance Honda

7 – 81 Luke Stapleford/ GBR/ Honda CBR600RR/ CIA Landlord Insurance Honda

8 – 111 Kyle Smith/ GBR/Honda CBR600RR/ CIA Landlord Insurance Honda

9 – 2 Patrick Jacobsen/ USA/ Honda CBR600RR/ Honda World Supersport Team

10 – 11 Christian Gamarino/ ITA/ Kawasaki ZX-6R/ Team GOELEVEN

11 – 69 Ondrej Jezek/ CZE/ Kawasaki ZX-6R/ Team GOELEVEN

12 – 19 Kevin Wahr/ GER/ Honda CBR600RR/ GEMAR Ballons -Team Lorini

13 – 68 Glenn Scott/AUS/ Honda CBR600RR/ GEMAR Ballons -Team Lorini

14 – 25 Alex Baldolini        / ITA/ MV Agusta F3 675/ Race Department ATK#25

15 – 12 Christopher Gobbi/ ITA/ Yamaha YZF R6/ VFT Racing *

16 – 10 Nacho Calero/ ESP/ Kawasaki ZX-6R/ Orelac Racing

17 – 63 Zulfahmi Khairuddin/ MAS/ Kawasaki ZX-6R/ Orelac Racing

18 – 64 Federico Caricasulo/ ITA/ Honda CBR600RR/ BARDAHL Evan Bros. Honda Racing

19 – 55 Ilya Mikhalchik/ UKR/ Kawasaki ZX-6R/ DS Junior Team *

20 – 6  Davide Stirpe/ ITA/ Honda CBR600RR/ FLORAMO Monaco Racing Team SM *

21 – 4 Gino Rea/ GBR/ MV Agusta F3 675/ GRT Racing Team

22 – 41 Aiden Wagner/ AUS/ MV Agusta F3 675/ GRT Racing Team

23 – 84 Loris Cresson/ BEL/ Kawasaki ZX-6R/ MTM / HM Kawasaki *

24 – 7 Angelo Licciardi/ BEL/ Kawasaki ZX-6R/ R2 MotorRacing Team *

25 – 77 Kyle Ryde/ GBR/ Yamaha YZF R6/ Ranieri Med – SC Racing

26 – 83 Lachlan Epis/ AUS/ Kawasaki ZX-6R/ Response RE Racing

27 – 47 Axel Bassani/ ITA/ Kawasaki ZX-6R/ San Carlo Team Italia *

28 – 61 Alessandro Zaccone/ ITA/ Kawasaki ZX-6R/ San Carlo Team Italia *

29 – 88 Nicolás Terol/ ESP/ MV Agusta F3 675/ Schmidt Racing

30 – 119 Janos Chrobak/ HUN/ MV Agusta F3 675/ Schmidt Racing *

31 – 44 Roberto Rolfo/ ITA/ MV Agusta F3 675/ Team Factory Vamag

32 – 50 Braeden Ortt/ CAN/ Honda CBR600RR/WILSport Racedays Honda *

33 – 96 Javier Orellana/ ESP/ Honda CBR600RR/ WILSport Racedays Honda *

34 – 23 Cedric Tangre/ FRA/ Suzuki GSX-R600/ Yohann Moto Sport *

*FIM Europe Supersport Cup

27 Gennaio: Giornata della Memoria, una poesia per non dimenticare.

terezin1Terezin (Repubblica Ceca) è un villaggio a 60 Km da Praga. In questo piccolo paese (visitato alcuni anni addietro) fu trasformato in un lage tristemente famoso perché nel corso della 2° guerra mondiale, dai tedeschi fu trasformato in un ghetto d dove fu concentrato il maggior numero di prigionieri-bambini, compresi i neonati. Sono stati 15.000 bambini transitati per il campo di Terezin se ne salvarono meno di un centinaio: la maggior parte di essi morì nel corso del 1944 nelle camere a gas di Auschwitz…

I bambini di Terezin scrivevano soprattutto poesie:

Su un acceso rosso tramonto,
sotto gl’ippocastani fioriti,
sul piazzale giallo di sabbia,
ieri i giorni sono tutti uguali,
belli come gli alberi fioriti.
E’ il mondo che sorride
e io vorrei volare. Ma dove?
Un filo spinato impedisce
che qui dentro sboccino fiori.
Non posso volare.
Non voglio morire.

Peter, bambino ebreo ucciso dai nazisti nel ghetto di Terezin

CIV 2016: la FMI ha presentato la nuova stagione della velocità italiana.

Fmi_logo-12Lo start di gara è ancora lontano, ma il CIV 2016 è già partito. È stato il Motor Bike Expo, partner storico del CIV, ad ospitare la Presentazione della nuova stagione del Campionato Italiano Velocità, che riparte sull’onda del suo indiscusso valore formativo, consegnando piloti come Di Giannantonio e Spiranelli alla Moto3 iridata e Bezzecchi al Mondiale Junior. Confermati invece nomi come Michele Pirro in SBK, che nel 2016 dovrà vedersela con Matteo Baiocco (al rientro dalla Mondiale delle derivate di serie) e la MV Agusta di Massimo Roccoli, impegnato nella classe regina.

Ad aprire l’evento è stato il Presidente FMI Paolo Sesti: “Dal 2009 la Federazione ha riorganizzato profondamente il Campionato Italiano Velocità, impegnandosi in prima persona.  I frutti del lavoro sono sotto gli occhi di tutti e la crescita esponenziale dei piloti italiani impegnati nei campionati internazionali lo dimostrano.  Nella Moto3 iridata su 34 piloti totali iscritti al mondiale,  ben 12 sono italiani, molti dei quali usciti dalla filiera che dalle minimoto arriva fino al Team Italia passando per il CIV”. 

Simone Folgori, Responsabile FMI per il CIV, ha illustrato poi le caratteristiche di una formula vincente per numero di iscritti e valore sportivo dei piloti. Anche nel 2016 il CIV sarà articolato in 10 round su 5 weekend di gare.Confermiamo un formula che nello scorso anno ha prodotto un Campionato di altissimo livello tecnico capace di attirare nuove Case e nuovi Partner“ha dichiarato il Responsabile del CIV. Lo stesso Folgori, ha poi brevemente illustrato le novità di quest’anno. Si parte dalla classe Sport che vedrà al via solo la 4T nella quale farà il suo ingresso Yamaha, per una categoria che sarà ancora più competitiva vista la presenza anche di Honda, Kawasaki e KTM. Una classe, quella della Sport 4T, che avrà una griglia al completo, avendo già raggiunto a gennaio il limite massimo di iscritti. Altra novità sarà quella relativa al Campionato Italiano Moto3 Standard, una categoria dedicata a moto standard che correrà all’interno della Moto3 e avrà una classifica separata. 

Come sempre grande attenzione ai partner, alla comunicazione e in particolare alla TV. Per il 2016 il Campionato conferma molti dei suoi partner a cominciare da San Carlo, dalla Cooperativa Radio Taxi 3570 e da ELF. Arai sponsor ufficiale del Campionato, che riserverà ai Campioni il casco. Dunlop sarà il fornitore unico di pneumatici per le classi Moto3 e Premoto3, con l’azienda che continua a supportare i giovani piloti.

Tutte le gare saranno trasmesse sempre in diretta streaming da Sportube, la webtv che, forte dell’esperienza fatta sui campi di gara del CIV, ha lanciato in collaborazione con la FMI il canale web della Federmoto: Moto Club TV.

Il CIV scatterà con i test in programma a Misano dal 18 al 20 marzo e prenderà il via il 14 e 15 maggio da Vallelunga, proseguendo con le date del 2 e 3 luglio al Mugello e del 30 e 31 dello stesso mese a Misano. Unica pausa sarà quella estiva di agosto, per un CIV 2016 che, con il Round di Imola del 3 e 4 settembre avrà una maggiore continuità rispetto all’anno passato. Gran finale sempre al Mugello l’8 e 9 ottobre. Nel 2016 saranno 5 le classi al via: Superbike, Moto3, Supersport, Premoto3 e SP 4T, categorie che metteranno in palio 6 titoli, con la Premoto 3 che premierà il campione della 125 2T e 250 4T.

Trofei - Il weekend di gara del CIV sarà arricchito anche nel 2016 da importanti trofei, primo fra tutti il National Trophy organizzato dal Moto Club Spoleto, che riproporrà le classi 600 Supersport e 1000 Superbike mentre vedrà al via anche una nuova classe, la Moto2. Accanto al National ci sarà il ritorno della Yamaha R1 Cup. Il campionato monomarca riservato alla 1000 della casa di Iwata avrà una griglia dedicata nel Campionato Italiano Velocità con 42 posti disponibili. La R1 Cup è rivolta a tutti i possessori delle nuove Yamaha YZF-R1 e YZF-R1M, mezzi derivati dalla YZR-M1 MotoGP.

Coppa Italia – La Coppa Italia, che prenderà il via il prossimo 18 marzo con i test a Misano in concomitanza con il CIV, vedrà al proprio interno il Trofeo Italiano Amatori, Trofeo RR Cup, Bridgestone Champions Challenge, Michelin Power Cup, International Grand Prix, Trofeo Italiano Naked ed il Trofeo Italia Motorrad Cup. 

Premiazioni – In occasione della presentazione del CIV 2016 sono stati premiati anche i Campioni Europei 2015 Luca Lunetta (Minimoto Junior A), Andrea Natali (Minimoto Junior B), Michael Carbonera (Minimoto Senior Open 50), Francesco Curinga (Velocità in Salita Supersport) e Francesco Martinelli (Velocità in Salita Supermoto Open), oltre alla consegna dei premi speciali consegnati a piloti, team e partner che si sono distinti nel CIV 2015.  

Pirini Gabriel: un professionista appassionato delle corse e un uomo troppo solo nella vita.

Gabriele Pirini (Gabriel come amava farsi chiamare) è scomparso domenica 22 Gennaio 2012 a Cervia. Aveva 50 anni; da giovanissimo aveva iniziato a scrivere, ed era diventato un giornalista con molte collaborazioni importanti, anche con Agenzie estere. La sua è stata una vita vissuta coltivando la passione per le auto da corsa e per il motociclismo agonistico. Lavorava alle Poste di Ravenna e ogni minuto libero l’aveva utilizzata per dare seguito alla sua passione primaria. Ha scritto articoli molto belli con le bellissime parole che egli sapeva usare ad arte, per trasmettere contenuti (non solo motoristici) tramite il suo giornalismo, mai banale e sempre a livelli di competenza assoluta. E’ passato ad altra vita come da sempre viveva all’insaputa di tutti, e l’oblio che ha circondato la sua scomparsa si è riflessa anche nel funerale, celebrato nel Duomo di Cervia, con la presenza di pochi amici delle Poste e solo alcuni di quel mondo della moto che tanto aveva amato. Una solitudine nella quale spesso gli era capitato di rinchiudersi, angosciosa per lui e per molti amici che stavano in pena quando per tempi più o meno lunghi si eclissava. Di lui ha scritto Moto Corse: “ Senza avere la pretesa di scrivere per lui un vero e proprio necrologio, ci piace ricordarlo com’era: caustico e sanguigno da vero romagnolo, ma allo stesso tempo generoso e gentile con le persone che stimava. Di vastissima cultura, non solo motociclistica, era sempre capace di trovare un aneddoto, un collegamento, qualcosa di interessante o divertente, forte anche di un senso dell’umorismo non comune. E avendo passato tanti anni sui campi di gara di tutto il mondo, tutte le volte che raccontava qualcosa c’era da tacere ed imparare. Malato da tempo, Gabriel aveva dovuto affrontare pesanti complicazioni post-operatorie e il dolorosissimo distacco dalla madre, che lo aveva lasciato solo due anni fa. Forse anche per questo aveva voluto prendere le distanze da MotoCorse, senza fare rumore come si conviene ai veri signori”

Della sua amichevole attenzione ha goduto anche la Bimota, negli anni più intensi attraversati dalla Casa riminese Gabriel è stato sempre cronista attento ed appassionato.

La scomparsa di persone come Gabriel, allora come oggi ci fa capire, anche se per un solo momento, quanto sia “provvisoria” la nostra vita terrena, in ogni caso meritevole d’essere vissuta intensamente, si può essere certo che questo può essere stato il suo saluto prima di intraprendere il grande viaggio.

Two Stroke is Back 2016: 04/05 Giugno ospitato nel circuito di Varano

gp250Per la stagione 2016 l’evento non competitivo: TWO STROKE IS BACK! Si svolgerà sul circuito “Riccardo Paletti”di Varano de’ Melegari (PR) raddoppiando l’offerta: il fine settimana del 4-5 giugno 2016 il circuito parmense vedrà scendere in pista esclusivamente motori a due tempi! Moto da GP attuali, epoca, classiche, sport production, special…  Tutti i club, forum e blog sono coinvolti nell’iniziativa. Non sarà solo una giornata racing, ma anche e soprattutto occasione d’incontro con i campioni, con grandi tecnici, mostra-mercato, prove in pista dedicate. La festa delle moto a due tempi! Riprese televisive a cura della ditta Marco Benedetti e servizi fotografici professionali assicureranno un’ottima diffusione dell’evento. Una rassegna stampa completa sarà a disposizione sul sito web 250gp.it. L’evento in pista prevederà oltre le prove libere in esclusiva anche e soprattutto un’esposizione di moto a due tempi globale: dai 50 GP (le zanzare) alle 750 ma anche le sport production che hanno fatto grandi i campioni dell’ultima generazione italiana, le Special realizzate su base Suzuki Gamma, Yamaha RD,  senza tralasciare i piccoli artigiani come Pattoni, Gnani, Verona, Arletti, Polverelli che per realizzare i loro gioielli sono partiti da progetti personali. Magari sarà possibile vedere anche la Suter 500 o magari la Ronax. Il mercatino-scambio di ricambi e accessori completerà l’offerta della giornata. Saranno presenti i partners del Campionato International Grand Prix: Rewin, Magigas, Ber-Arai. Il Moto Club 250 GP si occuperà dell’assistenza e vendita degli pneumatici Bridgestone. Ovviamente oltre che vedere in mostra i gioielli ci si aspetta di vederli in azione magari cavalcati dai campioni del passato e del presente, a patto che abbiano avuto un esperienza a due tempi…!

La data del 5 Giugno è stata scelta proprio perché libera da impegni racing del CIV, Coppa Italia, Epoca-Classica. L’ingresso al paddock sarà libero e gratuito. La prevendita delle prove libere (pacchetto di 8 turni da 30 minuti cadauno) è di 240 € con bonifici emessi entro il 28 febbraio 2016. Dopo tale data, fino ad esaurimento posti, il prezzo è di 280 € con bonifici emessi entro il 30 aprile 2016. Con bonifici emessi successivamente a tale data il prezzo è di 320 €. I turni non sono cedibili a terze persone. Possibilità di spazio box al prezzo di 10 euro per moto. Per i maggiorenni è sufficiente la patente di guida, ma è consigliabile fare la tessera Sport FMI per avere la copertura assicurativa. I minorenni in possesso di Licenza Agonistica FMI 2016 sono i benvenuti.

Il sabato sera sarà organizzato un B.B.Q. gratuito per tutti i partecipanti alle prove libere

Motor Bike Expo: a Verona dal 22 al 24 gennaio 2016.

Motor Bike Expo 2016Presentata l’edizione 2016 del Motor Bike Expo (Veronafiere, 22 – 24 gennaio), primo appuntamento motociclistico dell’anno, caratterizzato da un’atmosfera unica, dinamica e spettacolare.

Nato dalla passione degli organizzatori Paola Somma e Francesco Agnoletto, che hanno al loro attivo una competenza ormai più che ventennale, il Motor Bike Expo continua a rivolgersi soprattutto al “popolo” degli appassionati più puri, impazienti di ammirare le novità della produzione di serie e dei customizzatori, di ritrovarsi, di programmare l’attività per la nuova stagione. E’ una formula unica, che abbina l’esposizione vera e propria allo spettacolo e all’intrattenimento, in una struttura fieristica ideale per ampiezza, accessibilità e parcheggi, e che viene costantemente premiata dal pubblico. Nel 2015, alla settima edizione a Veronafiere, il Motor Bike Expo ha superato i 150.000 visitatori, coronando un trend in costante ascesa.

L’esposizione occuperà ben sette padiglioni, con una superficie superiore a 70.000 metri quadrati tutti da vedere, articolati su grandi aree tematiche: produzione di serie, custom, café racer, mondo delle competizioni, off road, abbigliamento, accessori e componenti, turismo, merchandising e vendita diretta in fiera.

Nelle ampie aree esterne (oltre 20.000 metri quadrati) si alterneranno nei tre giorni esibizioni e confronti ad alto tasso di spettacolarità, che rappresentano un altro elemento imperdibile per il pubblico dei “fedelissimi”. Nei grandi piazzali d’ingresso anche corsi di guida, test drive e attività di avvicinamento allo sport motociclistico riservate ai giovanissimi.

L’internazionalità della manifestazione è sottolineata dalla presenza di oltre 600 espositori con marchi di assoluto prestigio: il Motor Bike Expo si conferma punto d’incontro dell’universo-moto, attirando aziende da mercati strategici, come California ed Emirati Arabi, e naturalmente da tutta Europa.

L’evento veronese vanta anche un primato assoluto: è infatti l’unico del settore, a livello internazionale, ad esporre oltre 200 moto special che, dopo essere state selezionate per qualità e originalità, si confrontano sotto gli occhi di qualificate giurie specializzate.

Main sponsor di Motor Bike Expo si conferma, per il secondo anno consecutivo, Motul che considera il Motor Bike Expo di Verona palcoscenico ideale per comunicare i propri valori e presentare agli appassionati le gamme di lubrificanti dedicate alle due ruote. L’edizione 2016 è stata scelta da Motul anche per esporre in prima assoluta una show bike completamente fuori dagli schemi realizzata dall’atelier torinese Officine GPDesign (v. paragrafo Custom e Café Racer). Dunque Motul affianca l’impegno con il Motor Bike Expo ad altre importantissime presenze nello sport, dalla MotoGP al Mondiale Superbike di cui è diventata title sponsor.

Il contesto economico ed industriale del comparto moto

Nel 2015 il mercato italiano ha fatto segnare un deciso incremento delle vendite, in coerenza con quella ripresa a livello nazionale che si dimostra particolarmente robusta sui beni durevoli.

L’anno passato si è chiuso sfiorando il +10% (il 2014 aveva fatto segnare un +1,4%), sono state infatti vendute (moto + scooter, oltre 50 cc), poco più di 171.000 unità, con un incremento del 9,6% (circa 15.000 pezzi).

Le moto sono aumentate del 14,4%, gli scooter del 7%. Le più vendute per classe di cilindrata restano le oltre 1000 cc (18.900 unità) ma l’incremento maggiore lo fa registrare la fascia tra 800 e 1000 cc (+38,5%, 18.100 unità). Il segmento più attivo è quello delle naked (moto sportive senza carenatura), +33,5%, seguite dalle turistiche.

Le prime 15 top moto del 2015 appartengono ai listini di BMW, Yamaha, Ducati, Honda, Triumph, Kawasaki e Harley-Davidson ovvero tutte case presenti a MBE 2016.

Attualmente l’Italia è il paese con la più alta produzione di moto in Europa (il comparto fa il 53% dell’intero Vecchio Continente) ed il primo mercato europeo delle due ruote: in questo contesto Motor Bike Expo occupa un ruolo strategico come primo evento internazionale dell’anno, capace di individuare le tendenze dell’utenza e di orientare le scelte dei consumatori.

Da venerdì 22 a domenica 24 gennaio 2016 l’orario di apertura al pubblico sarà dalle 9.00 alle 19.00, il costo del biglietto è come sempre di 16,00 Euro (invariato dal 2009), acquistabile direttamente alle casse di Veronafiere o in prevendita sul circuito Ticketone; ridotto 13,00 Euro per i ragazzi da 6 a 10 anni ed ingresso gratuito per i bambini under 6.

Presenza di rilievo del mondo dello sport.

Motor Bike Expo si conferma punto d’incontro per tutti i protagonisti dei trofei nazionali di motociclismo, ospitando eventi di spicco come le premiazioni dell’attività mototuristica/Federmoto 2015, del club ufficiale Yamaha Ténéré, della Yamaha R 125 Cup, dei trofei di velocità National Trophy, Michelin Power Gp, Amatori, Roadster e Supertwins, RR Cup, Motoestate, la presentazione del CIV 2016 e di numerosi altri campionati.

Si segnalano fra i numerosi eventi alcuni appuntamenti di particolare rilievo:

L’Ongetta Rivacold Racing Team svela le nuove livree delle Honda 250, con cui sarà al via del Mondiale Moto3 2016, con i confermati Niccolò Antonelli e Jules Danilo. Il diciannovenne romagnolo torna al Motor Bike Expo dopo essere diventato un protagonista della classe cadetta: quinto alla fine della scorsa stagione iridata, Nicco (o Nelli come è soprannominato in VR46) ha ottenuto due strepitose vittorie in Repubblica Ceca e in Giappone e due terzi posti.

Il Team Evan Bros, supportato da Bardahl, si schiera ai nastri del mondiale Superbike, nella classe 600 Super Sport, con un altro giovane talentuoso per il quale i tecnici prevedono un brillante futuro: è il diciannovenne Federico Caricasulo, già campione italiano della 600 SS (2014).

Il Team Pedercini Racing ha scelto il Motor Bike Expo 2016 per svelare la livrea delle Kawasaki Ninja ZX-10R con cui disputerà il mondiale SBK con Sylvain Barrier e Saeed Al Sulaiti.  Sarà il manager Lucio Pedercini a mostrare la moto che dopo poche ore partirà per Jerez de la Frontera, in vista del primo test stagionale: “Sono un vecchio amico e ammiratore di MBE e sono felice di offrire agli appassionati l’anteprima assoluta della nostra immagine sportiva”. Saranno presenti anche i due alfieri che debutteranno a Phillip Island (Australia) il prossimo 27 febbraio.

Riccardo Russo, pilota ufficiale Yamaha nella FIM Cup Superstock 1000 con il Team Pata, sabato 23 sarà presente allo stand del brand nipponico (pad. 6, stand 15 V) per incontrare il pubblico, firmare autografi e posare insieme alla nuova Yamaha YZF-R1 che ritorna in grande stile nel mondiale per le derivate di serie.

Presentazione del CIV 2016 con la partecipazione di numerosi protagonisti dell’edizione passata del tricolore di velocità tra i quali hanno già confermato la propria presenza i campioni italiani Marco Bezzecchi (Moto3) e Celestino Vietti Ramus (Pre Moto3 250), quest’ultimo appena entrato nella VR46 Riders Academy di Valentino Rossi.

Non mancherà, infine, la magica atmosfera della Parigi – Dakar, il rally raid più affascinante della storia, rivissuto sia nelle sue epiche edizioni passate sia nell’attualità grazie ad Alessandro “Ciro” De Petri che sabato pomeriggio, presso il proprio stand, proporrà il “Bivacco Dakar” con Franco Picco, di ritorno dall’edizione 2016 e Giacomo Vismara, Marco Lucchinelli, Virginio Ferrari ed altri.

Team Pata Yamaha 2016: presentazione ufficiale a Barcellona.

35xo8wy9ogmpkg1wjibd_bigConclusa la cerimonia di presentazione del team ufficiale Yamaha impegnato nella MotoGP, lunedì 18 gennaio, sempre a Barcellona, è stato c’è stata la presentazione team Pata Yamaha che sarà protagonista del prossimo Campionato del Mondo Superbike. Sono state le nuove YZF R1e gli uomini della scuderia dei tre diapason al centro delle attenzioni. Già noti i piloti cui saranno affidate: Sylvain Guintoli, già Campione del Mondo Superbike 2014 e Alex Lowes, hanno partecipato all’evento catalano hanno partecipato anche Andrea Dosoli, Road Racing Project Manager per Yamaha Motor Europe e da Paul Denning, Team Principal.

Dosoli ha commentato: “Sappiamo che il 2016 sarà una stagione di avvicinamento per noi; vogliamo affrontare questa sfida passo dopo passo e prima di tutto vorremmo capire il nostro livello rispetto ai migliori. Siamo consapevoli di quanto sia difficile questa competizione, insieme a tutti i nostri partner e alla casa madre in Giappone abbiamo stilato un piano chiaro e dettagliato che ci porti, come ho detto prima, tappa dopo tappa a migliorare la nostra competitività. La moto ha un grandissimo potenziale“.

A sua volta Paul Denning, Team Principal, ha aggiunto: “Entrare finalmente nel Campionato del Mondo Superbike con una moto realmente competitiva rappresenta un’opportunità, soprattutto con un progetto che guarda più nel futuro. Si tratta di sviluppare il mezzo meccanico e il nostro livello. Abbiamo un chiaro obiettivo, raggiungere uno sviluppo tale da lottare per il Campionato del Mondo già dai primi anni. È emozionante e bello vedere la moto che abbiamo costruito fino ad adesso non completamente al punto giusto ma neanche troppo distante“.

Guintoli ha espresso ottimismo dopo i primi test di Jerez: “Siamo molto in anticipo sullo sviluppo per la stagione 2016, tutto è andato bene nelle prime prove e stiamo proseguendo. Abbiamo nuove parti da testare e un interessante lavoro che ci attende, è molto esaltante. Ho avuto una grande sensazione guidando la R1, mi ha ricordato tanto la M1 (MotoGP™) come carattere e il DNA; mi son sentito un po’ in “Ritorno al Futuro”. Avevo tante aspettative la prima volta in sella alla M1 ed è stata una sensazione fantastica. Anche adesso ne abbiamo ma non vogliamo sottovalutare i nostri avversari che sono molto forti. Sarà una sfida in crescendo questo 2016 e speriamo di ottenere un paio di podi. Ognuno di noi spera segretamente che saremo i più veloci ma stiamo parlando di una moto nuova al primo anno, quindi dobbiamo cercare di essere anche realisti. Però… Proviamo a sognare!”.

Lowes ha  condiviso l’ottimismo del suo compagno di Team: “La prima volta che ho provato la moto era ottima. Non sai mai cosa aspettarti quando sali in sella… Ho fatto tre giri e ho pensato ‘è fantastica’ e poi ‘dobbiamo fare di questa moto il mezzo per lottare nella corsa al titolo’. Ducati e Kawasaki sono altamente competitive, non si possono sottovalutare. Un grande lavoro ci attende ma anche la consapevolezza che abbiamo una moto al loro livello. Sono in sella a una due ruote che dalla griglia di partenza a Phillip Island a quella del Qatar può solo migliorare. Come pilota è un’idea fantastica da pensare“.

Team Movistar Yamaha 2016: presentata la nuova M1. Gelo fra Rossi e Lorenzo

 Yamaha mpto Gp 2016Lunedì 18 gennaio 2016, a Barcellona, con la presentazione delle nuove Yamaha M1 ha preso avvio di fatto la nuova stagione della MotoGP.La squadra dei tre diapason, Campione del Mondo Costruttori 2015 con le nuove M1 ha anche presentatato la coppia di piloti che hanno occupato il primo ed il secondo posto nella classifica iridata: Jorge Lorenzo e Valentino Rossi.

Relativamente alla nuova M1, sono poche le novità tecniche visibili (a partire dal serbatoio nel codino), come pure quelle a livello grafico.

Ad accentrare l’interesse generale è stato il primo faccia a faccia Valentino Rossi  e Jorge Lorenzo, che si sono ritrovati di fronte a due mesi dai fatti di Valencia e dopo che l’italiano aveva disertato le premiazioni FIM. Si sono stretti la mano, come d’obbligo, ma senza scambiarsi uno sguardo, continuando poi poi ignorarsi durante tutta la cerimonia.

Poche ma significative le dichiarazioni. Valentino: “Ho sempre rispetto Jorge Lorenzo, lui un po’ di meno. Speriamo che quest’anno ci sia rispetto reciproco. Marquez? Per fortuna non è in squadra con me, così posso anche non stringergli la mano”. Poi sul suo futuro  ”Mi piacerebbe correre anche dopo il 2016. In ogni caso chiuderò la mia carriera con la Yamaha. Voglio provare a essere al livello degli ultimi due anni, questo è l’obiettivo, poi vedremo nel corso del campionato se sarò in grado di combattere per il titolo. Mi sono preparato ancora meglio rispetto agli anni scorsi in vista della prossima stagione. Lo scorso anno feci una grandissima presentazione vincendo la prima gara. Non so come sarà quest’anno soprattutto a causa delle nuove gomme. Sarà differente e più difficile ma sono pronto per la partenza.

Invitato ad esprimere un commento relativo alla nuova moto non si è dilungato molto: “L’anima è la stessa. Vedremo nei primi test di Sepang di vedere come sarà, se avrò un buon feeling con il mezzo. Dovrò fare un grande sforzo per restare allo stesso livello degli ultimi due anni. L’anno scorso sono stato competitivo in quasi tutti i circuiti, il mio obbiettivo è di tornare a esserlo anche quest’anno. E’ da vedere poi se riuscirò anche a vincere”.

Rossi ha concluso: “il feeling con la moto, la voglia di correre e di trovare tutti gli aggiustamenti necessari rimangono gli stessi, e così pure la motivazione e la concentrazione. I rivali però sono molto forti”.

Lorenzo, molto più teso, quasi cupo è stato meno loquace, forse consapevole che, in aggiunta alle ovvie questioni tecnico/sportive forse dovrà fare anche i conti anche con un contesto, che per i fatti della scorsa stasa stagione, potrebbe rivelarsi molto ostile.

L’obiettivo (ovvio) dello spagnolo è quello di riconfermare il titolo: “Spero che si ripeta unastagione come la scorsa, vorrebbe dire che alla fine saremo davanti ai nostri avversari. Spero che vinca di nuovo io oppure Valentino, l’mportante è che vinca la squadra. Mi trovo nella condizione fisica ideale e mi sto allenando per arrivare al massimo nella prima gara il 20 marzo.

Anche il suo è una giudizio conciso quello che riserva alla moto: “E’ competitiva ma dovremo vedere se ci saranno problemi con i nuovi regolamenti e se ci sarà lo stesso feeling dello scorso anno. L’elettronica sarà diversa dal passato ma riusciremo ad adattarci in fretta.

Chiosa sui rapporti con Rossi: “La situazione è normale, come prima, non ho alcun problema con nessuno. Né con Marquez, né con Pedrosa, né con Valentino. Io ho dato il massimo e sono andato il più forte possibile. Tengo la mano aperta per tutti.

L’impressione è che dovendo scomettere sia meglio propendere per una stagione con qualche problema!

Piero Taruffi: un “signore” della velocità

Piero Taruffi, anniversario della scomparsa: 12 gennaio 1988.

Campione d’Europa classe 500 – 1932 - in sella alla Norton del Team di Enzo Ferrari.

Da una biografia: “… Per i Messicani, popolo generoso e facile all’entusiasmo, divenni addirittura un idolo. Mi soprannominarono lo “Zorro Plateado”, ovvero la Volpe d’argento e quando l’anno dopo tornai in Messico vidi nei taxi, tra i vari ricordi che i conducenti sogliono incollare sul cruscotto, la mia fotografia accanto a quella della Vergine di Guadalupe. Venne anche coniata una nuova parola “tarufear” ad indicare un guida veloce…”

 

Piero Taruffi: un grande pilota con auto e moto, grande anche come tecnico.

Piero Taruffi, scomparso il 12 gennaio 1998 a Roma, all’età di 82 anni, è stato un ottimo pilota di moto, ma gloria sportiva gli deriva dalle corse in auto. Pilota, recordman, collaudatore e progettista, il suo è tanto vasto da poter essere confrontato solamente con quello dei più grandi piloti di tutti i tempi. In ogni caso è stato uno sportivo con molti interessi, gareggiò anche con gli sci e praticò il canottaggio, sport dove ha conquistò un titolo europeo dell’otto con. Taruffi si aggiudicò gare prestigiose con i due mezzi (moto e auto) che ha praticato. Ha conquistato diversi record mondiali di velocità, ha progettato importanti innovazioni tecniche e ha contribuito allo sviluppo di svariati prototipi, tra i quali la celeberrima “Rondine” considerata la prima motocicletta dell’era moderna.

Si narra che abbia amato maggiormente le corse in moto, ma le sue più importanti vittorie le conquistate con le auto: Carrera Panamereicana (1951); Targa Florio (1952) Mille Miglia (1957), quando aveva ormai cinquantanni e decise il ritiro. Con le moto conquistò un titolo di Campione d’Europa nel 1932 (classe 500 con una Norton). I messicani gli affibbiarono il sopranome “El zorro plateado” (La volpe argentata). Ha progettato anche il tracciato dell’Autodromo di Vallelunga (1950), impianto che porta il suo nome.

Tutta la vita di Taruffi fu improntata al mito futurista che spingeva l’uomo al raggiungimento della velocità, con qualsiasi mezzo terrestre, aereo o natante.  La grande passione di Taruffi furono però i mezzi a motore. Già da adolescente, esordì partecipando palla gara automobilistica Roma-Viterbo vincendola, a bordo di una Fiat 500 del padre. Una svolta quando gli fu regalata una AJS 350 sulla quale lavorò per renderla competitiva, mezzo con il quale disputò la stagione motociclistica sportiva del 1925.

Motomercato 20155: il settore chiude in cresciata, buon auspicio per il 2016.

motoraduno_stelvioConfermati i segnali di crescita … per un rilancio del settore

Il mese di dicembre 2015 ha registrato 4.856 immatricolazioni pari al +11,6% rispetto al dicembre 2014, con gli scooter che accelerano con 3.259 unità (+18%), un volume più che doppio rispetto alle moto che con 1.597 pezzi segnano il +0,5%. Anche le registrazioni dei veicoli 50cc sono in controtendenza rispetto all’andamento del 2015 e con 1.160 veicoli crescono del +6,2%. Dicembre pesa poco meno del 3% delle vendite sull’intero anno.

Nel totale dell’anno 2015, l’immatricolato (veicoli con cilindrata superiore a 50cc) ha mostrato in Italia un buon andamento, con 171.043 unità pari al +9,6% rispetto al 2014 e con tutti i mesi di segno positivo con la sola eccezione di marzo. Le motociclette hanno registrato una crescita a due cifre consuntivando 62.449 immatricolazioni e un +14,4%, mentre gli scooter – i cui volumi, pari a 108.594 unità, rappresentano quasi i due terzi dell’immatricolato italiano – sono cresciuti del +7%. I “cinquantini” si sono fermati a 23.392 veicoli registrati, con un decremento pari al -12,5%.
Il totale complessivo delle due ruote a motore italiane (moto e scooter targati + veicoli 50cc) nel 2015 è tornato finalmente in territorio positivo con 194.435 mezzi venduti, pari al +6,3% rispetto al 2014.
eicma cappelliIl 2015 si è chiuso confermando una decisa inversione di tendenza, con quasi 15.000 immatricolazioni in più rispetto all’anno precedente. In calo i “cinquantini” con circa 3.300 registrazioni in meno, ma sembra che anche questo segmento possa stabilizzarsi. Abbiamo di fronte ancora molto lavoro da fare per recuperare i volumi precedenti la crisi, ma se la congiuntura economica favorevole si consoliderà il nostro settore non mancherà di fornire il proprio contributo – afferma Corrado Capelli, Presidente di Confindustria ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) –. Tra i fattori positivi rileviamo l’aumento del clima di fiducia dei consumatori e delle imprese oltre alla diminuzione del prezzo dei carburanti che ha generato l’aumento dei consumi, mentre è piuttosto debole la ripresa della produzione industriale e il recupero dell’occupazione. In particolare per le 2 ruote è necessario riattivare la domanda di sostituzione che si era quasi fermata, per svecchiare il parco circolante che presenta ancora il 60% di veicoli, pari a 5 milioni di mezzi, con oltre 10 anni. In termini propositivi Confindustria Ancma sostiene alcune modifiche al Codice della Strada che sicuramente aiuterebbero il mercato a riprendersi ancora meglio, come l’utilizzo delle corsie preferenziali molto più sicure dello slalom in mezzo al traffico, l’ingresso in autostrada e tangenziali delle 125cc come in tutta Europa e la realizzazione di infrastrutture rispettose degli utenti delle 2 ruote. Si tratta di riconoscere il ruolo insostituibile delle 2 ruote come strumento individuale per la mobilità sostenibile”.

L’analisi per cilindrata delle vendite 2015 di scooter superiori a 50cc evidenzia il notevole risultato del segmento 125cc con i maggiori volumi, pari a 38.920 unità (un quinto di tutte le vendite di due ruote motorizzate in Italia) e un +15,1% rispetto al 2014. Al secondo posto troviamo gli scooter tra 300 e 500cc con 34.642 unità e un +6%; confermano i propri volumi i 150-200cc con 22.918 immatricolazioni pari al -0,7%, mentre sono in leggera ripresa i 250cc con 4.143 vendite che significa un +3,3%. Stabili i maxiscooter oltre 500cc che con 7.971 veicoli segnano un +0,4%.
Per quanto riguarda le moto targate, il 2015 ha confermato i maggiori volumi delle oltre 1000cc con 18.927 immatricolazioni ma con una crescita inferiore alla media, pari al +2,3%. Molto più dinamiche le cilindrate tra 800 e 1000cc con 18.160 unità e un incremento del +38,5%. Le 650-750cc con 11.279 moto immatricolate registrano un +5,3%. A seguire le cilindrate tra 300 e 600cc con 7.135 unità e un +8,6%. Poco mosso l’andamento delle 150-250cc con 2.146 vendite e un +1,9%. Infine le 125cc segnano un’ottima performance con 4.802 moto e una significativa crescita pari al +33,8%.

La situazione dei segmenti della moto vede affermarsi al primo posto le naked con 24.034 moto e una notevole accelerazione pari al +33,5%. Seguono le enduro stradali con 19.504 veicoli e una modesta crescita pari al +3,6%. Seguono a distanza le custom con 6.141 unità e un +4,6%; interessante il trend più che positivo delle moto da turismo con 5.731 unità pari al +21,2%. Anche le sportive sono in ripresa con 3.982 immatricolazioni e un +17,5%, infine segno negativo per le le supermotard con 2.019 unità perdono volumi con un -22,1%.

Tarquinio Provini: deceduto il 06 gennaio 2005. Fra gli indimenticabili

Il 6 gennaio 2005 cessava di vivere Tarquinio Provini uno di piloti che sono rimasti maggiormente nel cuore degli appassionati di tutto il mondo.

Dalla sito del Moto Club d’Epoca Tarquinio Provini – Piacenza – alcune note per ricordarlo, ciccare per vedere foto e palmares.

Taquinio nacque Roveleto di Cadeo, in provincia di Piacenza il 29 maggio 1933, trascorse i primi anni della sua fanciullezza tra i motori ed i macchinari nell’ officina del padre.

Quindi non sorprendente che all’ età di 10 anni sia già in sella alla sua prima motocicletta. Nel 1949 e 1950, quando è ancora troppo giovane per ottenere la necessaria licenza della F.M.I., comincia a correre, ma col nome di suo zio, Cesare Provini.  Sotto questo nome ed in ambedue gli anni vince il Campionato Provinciale.

Nel 1953 è già in età di poter correre col proprio nome e vince il Campionato Italiano di 3a Categoria e si piazza 2° nella grande corsa Milano-Taranto.   La sua ascesa alla fama è rapida e drammatica. Il 1954 lo vede Campione Italiano di 2a Categoria vincendo anche il Motogiro d’ Italia. Si aggiudica due Titoli Mondiali, nel 1957 nella classe 125 su Mondial e nel 1958 nella classe 250 su MV Agusta. Da questo momento completamente lanciato, corridore di fama mondiale, continua a percorrere i Circuiti Motociclistici del Mondo fino a quando, su uno dei suoi circuiti preferiti, quello dell’Isola di Man, subisce una grave caduta.

Fonda una fabbrica in periferia di Bologna che produce modelli in miniatura delle motociclette che egli ed i suoi validi rivali  hanno cavalcato in strenue competizioni sui circuiti di tutto il mondo. Muore nella sua abitazione di Bologna il 6 gennaio 2005. Le imprese che Tarquinio Provini ci ha regalato sulle piste di tutto il mondo, rimarranno sempre nel cuore di tutti, patrimonio umano che nessuno, nemmeno la morte potrà mai cancellare.

Buon Capodanno 2016: Auguri

capodanno 2016Buon 2016!!!

Auguri a noi che siamo caduti, ma ci siamo sempre rialzati.

A noi che abbiamo sofferto, ma abbiamo imparato la lezione e ci siamo tenuti il dolore dentro con grande dignità.

A noi che continuiamo a sorridere, malgrado tutto e tutti, e malgrado la sorte non troppo benevola.

A noi che brindiamo al nuovo anno, non perché crediamo che da domani come d’incanto tutto si aggiusti, ma perché per oggi vogliamo mettere da parte i problemi e divertirci anche noi.

A noi che da domani siam pronti di nuovo a rimboccarci le mani per tirare avanti nel migliore dei modi, giacché nessuno ci regala niente.
A noi che contiamo solo su noi stessi e su quelle poche persone preziose che col tempo abbiamo imparato a riconoscere e tenerci strette.

A noi che meriteremmo un po’ di felicità, perché anche nei momenti più difficili non abbiamo mai smesso di amare la vita.

Un brindisi a noi e alle persone meravigliose che siamo.

A.C.

Riccardo Tormo: un “principe” delle piccole cilindrate, piegato da un male incurabile.

Ricardo Tormo Blaya è deceduto il 27 Dicembre 1998, a Valencia, stroncato da una leucemia a  46 anni. Riccardo  è stato un  pilota spagnolo fra i più  popolari del secolo scorso, protagonista delle gare mondiali davo e esordì nel 1973; i primi risultati significati li colse a cominciare dal 1976. Gareggiò nelle classi 50 e 125 cc, in sella a diverse moto: le spagnole nella prima fare: nelle 500 con Derbi, Bultaco, poi la tedesca Kreidlet con quale si aggiudicò un titolo iridato, per concludere con la  Garelli, la moto con la quale vinse il Gp di San Marino, ultima gara che lo vide schierato al via di una corsa.  Nella classe 125cc con la Bultaco e le italiane MBA e Sanvenero. Dovette abbandonare le corse nel 1984 all’inizio della stagione 1986.  a causa delle gravi ferite  alle gambe che si era procutato cadendo, mentre testava una moto in un’area industriale a Barcellona, vicino alla fabbrica della Derbi; un brutto evento che causò la sua uscita di scena dal panorama motociclistico. Tormo attraversò un epoca caratterizzata dalla presenza, anche nelle cilindrate più piccole, di grandi cmpioni primo gra tutti Angel Nieto, poi gli italiani Eugenio Lazzarini e Pierp Paolo Bianchi. Eppure la sua carriera è quella di un Campione, il suo palmares racconta di 2  titoli iridati nella classe 50GP,  di 19 vittorie conquista melle  50 e 125 cc con di tanti piazzamenti e 23 pole position. Un carriera completata dai titolo di Campione della Spagna: per 3 volte nella classe 50cc e 4 volte nella classe 125cc. Oltre che un Campione era  un bravissimo ragazzo e  dopo la sua scomparsa, per onorarne il ricotdo, fu titolato con il suo nome l’autodromo di Valencia.

Superbike e Supersport 2016: deciso un cambiamento del ambia format.

SBK Format 20162Il circus mondiale di Superbike, Supersport e campionati connessi cambia il format delle manifestazioni. In bene o in meglio?

Sicuramente in meglio per la società di gestione che punta ad incrementare l’utenza televisiva, difficile che aiuti i la partecipazione diretta agli eventi negli impianti ed alla loro gestioni finanziarie.

SUPERBIKE – Il nuovo format rivoluziona la spalmatura delle prove e gare che figurano nel programma,la modifica principale riguarda la SUPERPOLE programmata nella mattinata del sabato mentre GARA 1 si disputerà alle ore 13, sempre del sabato. Gara 2 in programma la domenica alle ore13.

SUPERSPORT – Introdotta la SUPERPOLE anche in questa categoria il cui regolamento assume alcune regole della stock600 cassata. Programma prove che si concluderà nella mattinata del sabato mentre la gara, la gara alle ore 11,20 della domenica.

STOCK 1000 – Salva, disputerà le qualifiche il sabato e la gara la domenica alle Superstock 1000 chiuderà la giornata ed il weekend la domenica insieme alla confermata European Junior Cup. L’organizzazione del Campionato del Mondo delle derivate di serie punta in questo modo ad una suddivisione più equa degli eventi del gran premio, in modo che atleti e tifosi possano giostrare al meglio i propri impegni e godere a pieno del fine settimana di gara.

Curiosità per vedere quali saranno le risposte del pubblico televisivo e dei più appassionati a bordo pista. Dorna certamente ha preso le decisioni confidando che un cambiamento radicale, dopo 27 anni, possa giovare alla formula. Sicuramente se ne gioveranno le reti televisive che trasmetteranno le gare del campionato, probabile un incremento di audience, anche perché si dribblano concomitanze di orario con Formula 1 e e MotoGP, anzi potranno fungere da … antipasto. Sempre che anche questo campionato non entri in un circuito pay tv.

Cambiamenti previsti anche per i team team e piloti. Con la nuova spalmatura avranno più tempo per prepararsi, anche se la Superpole precede di 2 ore gara 1 …… Più tempo invece per lavorare sulla moto tra una gara e l’altra e per i piloti che possono recuperare molto meglio prima di gara2.

Meglio attendere le controprove prima di esprimere giudizi contrari.

Motomercato 2015: Novembre ottimo per moto e scooter.

motociclisti 2COMUNICATO ANCMA

A novembre il mercato delle due ruote a motore conferma il trend positivo che ha caratterizzato la maggior parte dell’anno, con un incremento complessivo (moto e scooter targati più veicoli 50cc) pari al +22% rispetto a novembre 2014.

Immatricolazioni in progresso a due cifre sul mercato italiano nel mese scorso, con 7.328 veicoli venduti pari al +27,3% rispetto a novembre dello scorso anno. Va ricordato che nel novembre 2014 il mercato era sceso di oltre il 15%, ma le immatricolazioni di novembre 2015 superano ampiamente anche i volumi del novembre 2013. Le moto, sempre positive negli ultimi 12 mesi, consolidano uno sviluppo significativo con 2.293 unità e un +33,5%, mentre gli scooter con volumi più che doppi – pari a 5.035 veicoli immatricolati nel mese – segnano un ottimo +24,7%. Contenuto il calo dei “cinquantini” che, con 1.198 registrazioni, presentano una flessione minima, pari al -1,6%.
La somma di moto e scooter targati più i veicoli 50cc dà a novembre 2015 una crescita del 22% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Novembre vale in media circa il 4% del totale vendite dell’anno.

L’interesse per le due ruote è di nuovo in crescita grazie anche alla ripartenza degli indicatori economici che riportano in positivo sia il PIL che gli ordini e l’attività industriale. Inoltre il calo dei prezzi del carburante favorisce l’utilizzo dei veicoli e il tasso di cambio dell’euro dà una spinta ulteriore anche alle esportazioni del nostro settore. Migliora la fiducia nel futuro che si traduce in una maggiore propensione alla spesa.” - dichiara Corrado Capelli, Presidente di Confindustria ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) – “Ci piace pensare che l’entusiasmo che si è percepito tra i padiglioni di EICMA si possa trasferire anche in una maggiore attenzione verso il nostro mondo sinonimo di passione da un lato e di mobilità sostenibile dall’altro – continua il Presidente Capelli -. I prossimi mesi e il successo dei nuovi modelli presentati ci daranno la misura di questa ripresa che dovrà ancora accelerare per tornare ai livelli di vendita pre-crisi, ancora molto distanti.

Da gennaio a novembre 2015 sono stati immatricolati 166.150 veicoli, con un incremento del +9,5% rispetto ai primi 11 mesi dell’anno scorso. Gli scooter totalizzano 105.313 unità, con un progresso del +6,6%, mentre le moto arrivano a 60.837 unità con un aumento pari al +14,7%. I “cinquantini” da gennaio a novembre consuntivano 22.232 registrazioni con un -13,2%, rispetto al 2014. Il mercato complessivo delle due ruote a motore italiane (moto e scooter targati + veicoli 50cc) nei primi 11 mesi del 2015 ammonta pertanto a 188.382 veicoli, pari al +6,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Nell’ambito degli scooter, l‘analisi per cilindrata conferma l’affermarsi degli scooter di 125cc con 37.517 vendite, pari al +14,3%, mentre i 150-200cc con 22.180 unità arretrano del -1,2%. In leggera ripresa i 250cc con 4.045 pezzi e +2,5%. Migliora anche l’altro segmento importante, quello dei 300-500cc, con 33.686 scooter pari al +5,2%. Infine i maxi scooter oltre 500cc con 7.885 unità presentano un incremento del +4,7% sempre rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Nelle moto gli andamenti sono prevalentemente positivi: il comparto principale delle maxi oltre 1000cc con 18.519 vendite aumenta meno della media con un +2,8%; incalzate da vicino dal le 800-1000cc con 17.865 veicoli venduti e un impennata pari al +39,4%. Le cilindrate intermedie tra 650 e 750cc con 11.084 unità hanno una crescita del +4,9%, mentre il segmento delle moto da 300 a 600cc con 6.750 pezzi realizza un +7,8%; le moto 150-250cc con 2.025 vendite segnano un +3,7%. Notevole lo sviluppo delle 125cc con 4.594 unità vendute pari al +35% a sottolineare un rinnovato interesse dei più giovani.

In termini di segmenti della moto, le naked rafforzano il primo posto con 23.541 pezzi e una forte crescita, pari al +33,3%, scavalcando le enduro stradali che con 18.874 vendite spuntano un +4,7%. Al terzo posto le custom in leggero progresso con 6.030 moto e un +4%; a seguire le moto da turismo con 5.608 veicoli e un buon +21,2%; anche le sportive con 3.858 unità crescono di un +18,7%. Infine arretrano le supermotard con 1.962 moto, in flessione del -22,3%.

Fabio Massei con il Team Trasimeno nella Superstock 1000 FIM Cup 2016

Masse Fabio 1Il Team Trasimeno è lieto di annunciare che nella prossima stagione agonistica 2016 parteciperà alla Superstock 1000 FIM Cup con il pilota Fabio Massei. Il giovane pilota italiano, nato a Roma il 15-7-1991, porterà in pista la Yamaha YZF R1 del team capitanato da Moreno Bacchini e Flavio Egidi, per disputare una stagione da protagonista nella Stock 1000 continentale. Il team Trasimeno ha inoltre rinnovato e potenziato il proprio staff con l’ingresso di Salvatore Giorlandino, responsabile tecnico della moto di Massei, e di Riccardo Grisaldi, responsabile della comunicazione e delle relazioni con gli sponsor. Anche nel 2016 proseguirà la collaborazione con la Yamaha, e questo darà modo al team italiano di sfruttare quel lavoro di sviluppo della nuova R1 iniziato lo scorso anno, in una stagione che si era conclusa nel migliore dei modi, con la fantastica vittoria di Magny Cours.

Moreno Bacchini : “Siamo davvero felici di dare il benvenuto nel nostro team a Fabio Massei, un pilota che conosciamo bene ed abbiamo sempre apprezzato per le sue grandi capacità. Con lui siamo convinti di poterci confermare ai vertici della Superstock 1000 FIM Cup. Abbiamo voluto potenziare la nostra squadra proprio per mettere Fabio nelle condizioni di poter fare bene e sfruttare tutto il potenziale della nostra Yamaha R1”.

Fabio Massei : “Voglio innanzitutto ringraziare il team Trasimeno per avermi dato questa grande possibilità che mi consentirà di competere ai massimi livelli nella Superstock 1000. Sono contento perché so di entrare a far parte di un’ottima squadra, che ha sempre dimostrato di poter lottare per le posizioni di vertice. Non conosco ancora la Yamaha R1 ma svolgeremo alcuni test prima dell’inizio del campionato, che mi saranno certamente utili per conoscere la mia nuova squadra e per prendere confidenza con la moto. La prossima stagione sarà molto importante per me e darò il massimo per sfruttare questa grande opportunità”.

Arturo Magni: Il 2 dicembre 2015 e deceduto un gigante del motociclismo mondiale.

Magni Artuto 3Arturo Magni, nato il 24 settembre 1925 Usmate Velate (Milano), e deceduto il 02 dicembre 2015 a Samarate (VA). Il mondo del motociclismo piange la scomparsa di un protagonista della storia motociclistica mondiale, dei 90 vissuti la gran parte li ha spesi nel mondo dei motori. Aveva 22 anni quando, dopo aver lavorato con il padre nell’industria aeronautica Bestetti, nel 1947 fu assunto dalla Gilera, non vantava studi ingegneristici, ma passione pura per il motorismo (come un altro grande del nostro motociclismo: Massimo Tamburini) ma collaborò al montaggio del primo motore Gilera quattro cilindri di 500cc. Nel 1950 Magni passò alla MV Agusta presso il reparto corse diventandone in seguito il direttore sportivo che ha diretto fino al 1976, l’anno del ritiro dalle gare della prestigiosa azienda italiana. La sua attività nelle corse è stata coronata da 75 titoli iridati, 38 piloti e 37 costruttori. Con lui hanno gareggiato oltre ai mitici Agostini e Halwood anche generazioni di campioni: Graham, Surtees, Hocking, Ubbiali, Provini, Mendogni, Shephard, Read e Bandirola, Venturi, Grassetti, Pagani, Bergamonti, Toracca, Bonera i più noti, poi decine di piloti sulle MV nelle categorie “cadette” hanno trionfato in centinaia di corse.

Nel 1977 ha fondato la “Ditta Magni”, dopo il ritiro dalle corse della MV Agusta nel 1976, Magni si è messo in proprio costituenda l’azienda insieme ai figli Giovanni e Carlo, una ditta con il nome di famiglia che ha realizzato special motorizzate MV Agusta, Honda, BMW, Moto Guzzi e Suzuki. Negli ultimi anni il figlio Giovanni aveva assunto la direzione dell’azienda , ma Arturo non ha fatto mancare la sua fattiva presenza. Chi meglio lo ha conosciuto racconta ha sempre raccontato che, pur avendo un carattere piuttosto spigoloso, si accalorava quando, facendo appello alla sua brillante memoria raccontava aneddoti, citava dati tecnici ed ogni altro riferimento ad episodi che aveano caratterizzato la sua vita. Resterà sempre vivo il suo ricordo fra ogni appassionato di motociclismo.

CIV: Aggiornato il calendario 2016 * Calendario Coppa Italia FMI 2015.

logo_civAggiornato il calendario CIV 2016 e presentate le date della Coppa Italia

La FMI comunica le variazioni apportateal calendario CIV 2016. Il Campionato Italiano anticipa la propria apertura, prevista ora per il 15 maggio sempre all’Autodromo di Vallelunga, mentre i test precampionato si terranno ancora a Misano ma dal 18 al 20 marzo.

Con il nuovo calendario diffuso anche il calendario della Coppa Italia del CIV 2016:

CALENDARIO DEL CIB 2016

Test: 18 – 19 – 20 marzo – Misano

Round 1-2: 14 – 15 maggio –Vallelunga

Round 3-4: 2-3 luglio –Mugello

Round 5-6: 30-31 luglio – Misano

Round 7-8: 3-4 settembre –Imola

Round 9-10: 8-9 ottobre –Mugello

CALENDARIO COPPA ITALIA FMI 2016

Round 1: 24 aprile –Vallelunga

Round 2: 5 giugno – Misano

Round 3: 26 giugno –Mugello

Round 4: 24 luglio – Misano

Round 5: 2 ottobre – Mugello

ENTRA - bis

 

Giovanni Centonze: uomo di sport ed un caro amico

Giovanni_CentonzeGiovanni Centone è deceduto il 2 Dicembre del 2000, a 62 anni, era nato il 18 febbraio 1938, un ictus lo ha portato via un sabato pomeriggio mentre nella cucina di un cascinale sulle colline nell’entroterra riccionese era con amici, con una fetta di ciambella in mano ed un bicchiere di Sangiovese sul tavolo.

Giovanni è stato un uomo di sport, un ottimo dirigente sportivo, presente con incarichi importanti nella boxe e nel motociclismo a livello nazionale, ma sempre molto attento e presente nelle vicende dello sport locale in collaborazione con il CONI che lo onorò con la concessione della medaglia di bronzo per meriti sportivi nel luglio del 1995.

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Nel motociclismo entrò come socio di un grande Moto Club il Celeste Berardi di Riccione, presieduto da Amedeo Ronci. In seguito è diventato segretario ed organizzatore di un’associazione costituta fra amici, ”La volpe”, cui fu affidata l’organizzazione di tutti i Gran Premio assegnati alla Federazione Sammarinese Motociclistica. Quando l’associazione fu liquidata (inizio anni 60) rientro nel Celeste Berardi del quale divenne personaggio di riferimento insieme ad un altro caro amico: Enrico Pulè. Fu nominato Delegato provinciale ed in seguito Segretario Regionale nel periodo di Presidenza di Giuseppe Morri, quando nelle bella sede del sodalizio riminese fu ospitata la sede operativa del Co.Re Emilia Romagna. E’ stato un grande organizzatore di eventi sportivi, operando su diversi impianti, ma principalmente nell’autodromo Santamonica di Misano Adriatico.

Era anche un appassionato di boxe, nel 1980 fu eletto presidente della Polisportiva Comunale Riccione che si occupava di molti sport, ai quali Giovanni s’interessò senza distinzione, senza nascondere una predilezione per la sezione boxe affiliati F.I.P. Giovanni Centone, fatta crescere crescer e notevolmente coadiuvato dal fido Salvatore Di Falco.  Riccione ricorda che sotto la sua guida furono organizzati per oltre un decennio le fasi finali Nazionali dei Giochi della Gioventù di Pugilato, portando a conoscere la sezione fino ai vertici della Federazione Italiana Pugilato. Centonze infatti raggiunge la carica di Vice Presidente Regionale della Federazione. Il ricordo di Centone è stato perpetuato dagli amici della box con un memorial annuale, meno vivo è rimasto il ricordo nel mondo dei motociclisti, che forse non compreso a fondo la forza di quell’uomo, piccolo di statura, un dipendente dell’Areonautica Militare presso la base di Rimini. Ma con grandi vedute e determinazione.

Fra gl’amici è rimasto vivo il ricordo degli incontri conviviali, ufficiali quelli del moto Club, ma spesso solo per il gusto delle ore trascorse con amici, e tante serate divertenti condivise con lui e la sua signora: amici che in parte lo hanno già raggiunto, ma tutti indimenticabili: Enrico, Peppino (l’amico subentrato come segretario nel mc Berardi),  Alberto, Fiorenzo, Tiziano, Delio, Sergio, Enio,Lorenzo, Romy. L’amico di un mondo che forse appartiene solo al passato riposa nel cimitero di Riccione e la sua Signora ha fatto ritorna nella sua terra d’origine: la Puglia.

Doriano Romboni: muore da “amatore” mentre era in pista per ricordare Simoncelli.

Romboni-DorianoDoriano Romboni, ha perso la vita il 30 novembre 2013, a 44 anni, a causa di un incidente capitato nel corso di una gara di Supermoto organizzata per beneficenza; è deceduto dopo essere stato colpito dalla moto di un altro pilota al “SIC Supermoto Day 2013″. L’evento era in programma il 30 novembre sul Circuito internazionale Il Sagittario, un tracciato di 1.600 con le classiche caratteristiche delle piste per go-kart.. Al via molti piloti, anche famosi, fra i quali Andrea Dovizioso, Troy Corser, Romano Fenati, Thomas Chareyre, Michel Fabrizio, Eugene Laverty e l’ex Campione del Mondo delle gran prix Max Biaggi. Doriano Romboni stava girando a bassa velocità durante la seconda sessione di prove, erano circa le 14.00 di Sabato, 30 Novembre 2013. Nel corso del l 5 ° giro, ha perso il controllo della sua moto che, scivolando sull’erba nel tratto di prato che divideva due tratti della pista paralleli, ma da percorrere in direzioni opposte, separate da pochi metri nella zona di run-off. Aggrappato alla sua moto Romboni ha cercato di controllarla finendo sull’altro tratto di pista del percorso mentre stava sopraggiungendo Gianluca Vizziello, 33 pilota di Policoro ed ex Campione Italiano Supersport nel 2010, il quale nulla ha potuto per evitare l’impatto. Subito a Doriano è stato praticato il massaggio cardiaco dal personale di pronto soccorso presente a bordo pista. Rapidamente è stato trasportato in elicottero all’ospedale di Santa Maria Goretti a Latina. Purtroppo l’urto aveva procurato lesioni gravi al cranio e al torace, e le sue condizioni state diagnosticate critiche. Non erano trascorse nemmeno tre ore dall’incidente, quando i medici hanno annunciato la morte la morte di Doriano Romboni. I pilota ligure, assurdamente aveva subito la stessa sorte toccata a Marco Simoncelli, partecipando ad una manifestazione che aveva lo scopo di raccogliere fondi per la onlus che porta il nome del Campione deceduto a Sepang. I piloti presenti, sconcertati dalla tragedia, hanno chiesto agli organizzatori portare avanti la manifestazione, devolvendo tutti i proventi alla famiglia di Romboni. La FMI (Federazione Motociclistica Italiana) è stata di parere diverso annullando l’evento. Il giorno seguente, quello che dovesse quello delle gare, a Romboni è stato riservato un particolare tributo, con le tribune Circuito Il Sagittario gremite di pubblico, ed i piloti che, completato un giro di pista in moto, si sono fermati nei pressi del traguardo per un minuto di silenzio in suo ricordo. Doriano Romboni è nato a Lerici (La Spezia) nel 1968, ha gareggiato nel Motomondiale tra 1989-1997. A conquistato la vittoria 6 Gran Premi vittorie, concludendo al 4° posto nelle classi 125 e 250, rispettivamente nel 1990 e nel 1994. Soprannominato dai fan come “Rambo”, durante la sua carriera Romboni gareggiato agguerriti rivali e amici fra i quali: Loris Capirossi, Fausto Gresini, Max Biaggi, Luca Cadalora e Loris Reggiani. La sua migliore stagione è stata quella del 1993 , quando è stato in lotta con Tetsuya Harada, per il titolo della 250 in sella ad una Honda NSR affidatagli dal HB Racing Team Italia. Si dovette fermare a metà stagione per un grave incidente capitato ad Assen, che gli procurò una frattura ad una gamba, una menomazione che gli impose una lunga e dolorosa convalescenza. Tornò in gara tre mesi più tardi nella Repubblica Ceca Gran Premio di Brno, e concluse il campionato al quinto posto Nel 1996 era entrato a far parte del team ufficiale Aprilia, nella categoria 500 GP, gli era stata affidata la bicilindrica dotata di un motore maggiorato a 380 cc.. Seppe conquistare 3 ° posto nel TT olandese di Assen nel 1997, alle spalle di Michael Doohan pilota ufficiale con la Honda 500 di Carlos Checa. Nel 1999 Romboni passò al Campionato Mondiale Superbike, in sella ad una Ducati privata. Nel 2004 lasciò le gare per assumere incarichi da team manager. Dal 2012 era il capo della Puccetti Kawasaki Corse.
Doriano Romboni ha lasciato una famiglia numerosa, sposato due volte, dal primo matrimonio con la signora Arianna è nata Carolina . Risposato con la signora Sara sono nate Carolina e Margherita, cui si è aggiunto Cristiano che la seconda moglie aveva avuto da un precedente matrimonio. Valentina e Cristian erano in pista Latina con il padre per seguire a la gara.

Stefanini Bruno è deceduto il 21 novembre 2015

Bruno StefaniniBruno Stefanini, e deceduto oggi 21 novembre 2015, piegato da un male incurabile. Stefanini è stato un grande appassionato di motociclismo, è arrivato alle gare che era già un uomo di successo nella vita professionale. Esordì nel Challenge Aprilia negli anni ’90. Indimenticabile quell’esordio per una scambio di opinioni con Campana il direttore di gara. Per anni è stato un protagonista di quella straordinaria epopea sportiva, sempre disponibile, ha aiutato più di un pilota, per alcuni anni è stato anche il mecenate di Sebastiano Zerbo. Fra gli amici comuni c’è stato Alberto Fantini anche lui stroncato prematuramente dal un brutto male, altro personaggio importante del motociclismo italiano, che con Bruno ha condiviso serate in occasione di eventi nazionali ed internazionali. Molto popolare fra i ragazzi del Challenge resterà, fra i tanti ricordi belli di quella esperienza, come uno dei volti più amati.

Superbike 2016: come cambia … e cresce il Team Althea

Bevilacqua Genesio 1Althea Racing ha annunciato l’avvio della collaborazione con BMW Motorrad Motorsport nel Campionato Mondiale Superbike e FIM Superstock 1000 Cup 2016.

Passa dunque ad una casa estere dopo anni di collaborazione con Ducati e Aprilia e le moto delle team laziale saranno affidati a due piloti esteri. Saranno lo pilota Jordi Torres affiancato da tedesco Markus Reiterberger i piloti impiegati nel Campionato Mondiale Superbike 2016 sulla BMW S 1000 RR SBK. Althea BMW Racing Team. Il Team italiano ha firmato un contratto di due anni e riceverà supporto tecnico da BMW Motorrad Motorsport. Gli esperti tedeschi sosterranno il Team italiano con le loro conoscenze e competenze tecniche lavorando a fianco del Team per tutta la stagione. BMW Motorrad Motorsport fornirà al Team i motori e l’elettronica. Il Team sarà responsabile per lo sviluppo della moto durante la stagione e gestirà gli aspetti sportivi e logistici della sua partecipazione nella serie.

“Sono felice di poter collaborare con BMW Motorrad Motorsport”, ha detto Genesio Bevilacqua, General Manager. “Ogni membro del Team è pienamente impegnato in questa nuova sfida ed, ora, siamo pronti per il primo giorno della stagione 2016. La prossima settimana, il Team sarà a Jerez per lo shake down delle nuove moto, i primi piccoli passi di quello che sarà un lungo viaggio. Sono molto impaziente di ripagare la fiducia che BMW Motorrad Motorsport ha risposto nel mio Team, con prestazioni in pista di alto livello durante la stagione 2016 “.

Il 23 e 24 novembre il Team prenderà parte ai Test per lo shake down della nuova 2016 BMW S 1000 RR SBK e STK. La prima sessione si svolgerà a Jerez (SP), dove prenderà avvio la collaborazione fra i tecnici della squadra e quelli della cìCasa tedesca. BMW approffittando pista della prima uscita della stagionale per la WSBK 2016.

“I nostri due piloti, Jordi Torres e Markus Reiterberger, hanno già dimostrato di essere veloci e costanti”, ha continuato Bevilacqua. “Jordi è stato nominato rookie dell’anno nel Campionato WSBK 2015, nonostante abbia già vinto due volte il campionato CEV prima di entrare lo scorso anno nel Campionato WSBK. Anche Reiti ha vinto due titoli nel campionato SBK tedesco IDM, è un pilota giovane e di talento, ed è, infine, il ritorno di un pilota tedesco nel Campionato Mondiale Superbike. Sono fermamente convinto che entrambi saranno, molto presto, veloci e costanti. “

Rientro nell’agone agonistico anche per l’Ing. Jan Witteveen, sarà il Direttore tecnico di Althea BMW Racing Team. Il tecnico olandese sarà responsabile per lo sviluppo della moto. Egli coordinerà gli ingegneri del Team e curerà i contatti con gli esperti di BMW Motorrad Motorsport per quel che riguarda i temi tecnici. Witteveen ha lavorato nel campo del motorsport da anni e nella sua lunga carriera ha vinto diversi campionati in classi diverse.

Nel 2016 Althea BMW Racing Team gareggerà anche nella FIM Superstock 1000 Cup 2016 con il pilota italiano Raffaele De Rosa , già è stato terzo di categoria la scorsa stagione, gli sarà affidata una BMW S 1000 RR STK.

Baldassarre Monti: ucciso mentre rientrava dal lavoro in sella ad uno scooter.

Baldassarre Monti, e deceduto il  20 novembre 2008. Nel tardo pomeriggio di un giovedi,  mentre stava facendo ritorno a Sorbolo, verso  casa in sella al suo scooter, Sarre è rimasto vittima di un tragico incidente stradale perdendo la vita.

Un pilota cresciuto da Gianfranco Bursi, Campione d’Italia Bicilindrici con la Ducati, gareggiòa con successo anche nel mondiale Superbike.   Fra le esperienze, per le quali era sempre disponibile, inseri anche il terribile Tourist Trophy. La sera del 1 giugno 1994, al primo giro con la moto in configurazione gara, ebbe un gravissimo incidente alla curva di Sarah’s Cottage.  Un evento che pose fine alla sua brillante carriera. Solo la grande tempra fisica e la sue ferrea volontà  gli permisero di superare la terribile sofferenza.

Resto, per quanto possibile, vicino al mondo delle corse che aveva amato profondamente, con la cordialità che gli era propria e non sempre ricambiata adeguatamente nei momenti di difficoltà. Era una gran bravo ragazzo e gioiava quando capitava nei paddock italiani gli capitava di abbracciare o stringere la mano ai tanti che non lo hanno mai dimenticato.

Caro Sarre continui a vivere nella memoria di chi ti ha conosciuto e voluto bene!

Piace ricordarlo prendendo a prestito una  intervista pubblicata su Special  frutto di oltre un’ora di conversazione con Sarre.  “Una conversazione avvenuta nella primavera del 2008, iniziata la sera dopo cena e protrattasi fino a mezzanotte. E’ un omaggio che ho voluto fare con tutto il cuore a Sarre per ringraziarlo di averci contattato di sua iniziativa per iscriversi al nostro club. A Sarre (lo chiamavano tutti così) ha fatto piacere riapparire su un giornale di moto, da protagonista, come tanti anni prima ed è stato molto contento di questo articolo. E io lo sono stato più di lui sia prima, ma soprattutto “dopo”. Perché sapevo che con questo articolo gli gli avevo procurato uno dei suoi ultimi sorrisi. Del resto dopo quell’incidente al Tourist Trophy i sorrisi sulla bocca di Sarre erano diventati rari. Il miracolo era riuscito: si era salvato dopo un impatto terrificante e tre mesi di coma. Ma quel risveglio gli aveva fatto aprire gli occhi su un mondo che era cambiato intorno a lui. O meglio, il mondo era lo stesso, ma erano le persone ad essere cambiate.
Che brutto dirlo, ma è così: tutti, o quasi, gli avevano girato le spalle. Lo avevano abbandonato. Quando c’era la gloria c’era la compagnia, quando la gloria non c’era più anche gli amici, o meglio i pseudoamici, se n’erano andati. Senza troppi giri di parole si sentiva solo Sarre. Quella notte quando ripercorreva con le parole la sua carriera di pilota, la sua voce rallentata dai postumi dell’incidente riprendeva sorprendentemente velocità. Era contento. Poi la voce tornava a rallentare quando ti sussurrava che avrebbe desiderato avere una donna vicino a lui. “Prima – mi confidò – ne avevo tante, quante ne volevo. Ora che ne vorrei una non riesco ad averla”. Molto probabilmente questa confidenza sussurrata con un filo di voce era il suo vero dramma. Ci soffriva. Eppoi raccontava che aveva tanta voglia di andare in moto, ma non riusciva più a guidare come prima. Come quando gli avevano prestato una MV Brutale: c’è salito e ha spalancato il gas. Ma poco dopo si è dovuto fermare perché gli girava la testa.
Un po’ di gioia l’aveva ritrovata con due nuovi amici Sergio Stacchiotti di Ancona e Ciro Romano di Napoli con cui aveva formato un terzetto accomunato dalla passione sviscerata per le Kawa tre cilindri. E fu proprio a Ciro che Sarre firmò il suo ultimo autografo nel novembre scorso, pochi giorni prima dell’incidente. Ciro glielo chiese, ma lui disse che non glielo voleva fare perché perché era un amico… “E gli autografi non si fanno agli amici” furono le sue parole. Ma poi Ciro ha aperto una busta che gli aveva mandato Sarre prima di morire. E in quella busta c’era anche un foglio bianco autografato. Ciro di quell’autografo se n’è accorto quando Sarre non c’era più. Che bel regalo gli aveva fatto…
Sarre è morto nel tardo pomeriggio del 20 novembre 2008 in un incidente stradale nei pressi di Sorbolo, il paesino tra Parma e Reggio Emilia dove viveva. Tornava dal lavoro ed era in sella al suo scooterone, quando sulla strada provinciale che portava al suo paese ha avuto un violentissimo scontro con un’auto che ha effettuato una svolta improvvisa e Sarre, sbalzato di parecchi metri, è deceduto praticamente sul colpo. Sembra una beffa quest’incidente. Sembra proprio che il destino si sia voluto accanire con lui fino ad inseguirlo negli anni. Lui che da pilota si era miracolosamente salvato da un impatto terrificante al Tourist Trophy, è andato a morire così. In un incidente tragico, quanto banale. Perché chissà, forse il destino non era rimasto sufficientemente soddisfatto di quello che aveva combinato una quindicina di anni fa all’Isola di Man. E ora Sarre ci manca. Perché era una persona bellissima. Di quelle che lasciano una scia di profumo quando passano nella tua vita.

Roberto

Nella foto Sarre in gara con la Honda RC 30 ufficiale

Federico Martini ricordato a un anno dalla scomparsa.

Bella commemorazione dell’Ing. Federico Martini Pubblicata da PERMANCEMAG.IT testo dell’Marcello Fiaccavento

Lezioni di Federico“, ovvero in ricordo di Federico Martini, uomo tecnico di grande importanza per il Gruppo Piaggio e non solo. Lezioni raccontate da chi gli è stato vicino, nella tecnica, nella vita, in laboratorio. Un’Ingegnere Superman!…

Questo è un saluto a Federico Martini, ingegnere Superman! Si è spento nel mese di Novembre dell’anno 2014, dopo aver vissuto tutto, anche la malattia, con la intensità  unica delle persone rare, quelle che lasciano attoniti e senza parole tutti coloro che hanno dal destino la possibilità di incrociarle. Dal primo all’ultimo istante.

Due parole, dedicate a lui ed ai suoi cari. Ho letto davvero pochissimo che lo ricordasse, nonostante abbia lasciato un segno profondo nel motociclismo e nella storia di tante aziende; dalla Ducati alla Bimota, dalla Gilera alla Technogym, dalla Piaggio alla Aprilia dei nostri tempi. In tutto il mondo!

Un mondo di nomi, un mondo di motori…

Avete una Vespa, un Liberty, un Beverly, un Peugeot  con motore Leader? Con un motore LEM 3 Valvole?  Con un motore Quasar? Con un motore Master 500 o 400? Con un 350 silenzioso, potente e leggero? Una Aprilia Dorsoduro 750/1200? Perfino una SRX 450/550 che non si rompe dopo 1000 km? Una Bimota SB6, SB7, DB1, DB2? Una Gilera Saturno Piuma (beati voi!!!) ? Una Gilera SP02 125, magari un GFR o una spettacolare CX? Una RC600R? Una NordWest 600, la prima Supernotard del mercato mondiale?

Bè, dentro c’è sempre lui che se sorride, contento ma mai soddisfatto!! Pezzetti di Federico hanno ricoperto il mondo intero, mica solo noi vecchi Europei… In India ed in tutto il Sud Est Asiatico, oggi e lo faranno ancora per tanto tempo a venire, centinaia di migliaia di motociclisti sfrecciano, lavorano, vivono la loro quotidianità contando sulla Vespa HE125, sui Liberty, sulle Vespa LX e Primavera “made in Vietnam” e perfino sugli Ape City 200 da trasporto passeggeri sviluppate a tempo di record in Italia ed in India.

Ho personalmente seguito l’Ape City 200 (passeggeri) in Guatemala ed Honduras; in questi mesi il gagliardo Apino è alla conquista del Perù! Ricordare solo le moto sarebbe riduttivo  ma dato che sono una schiappa, molto secco e poco muscoloso proprio non sono in grado di citare i prodotti d’eccellenza Technogym, che miliardi di sportivi e persone normali  usano in tutto il mondo, per vivere una vita migliore.

Ma questo non vuole essere un elenco delle cose che Federico  ha fatto. Desidero solo raccontare piccole cose che si perderanno con le persone che le hanno vissute insieme a lui, e che invece potrebbero racchiudere ancora germi intatti della magia che ne ha fatto un uomo straordinario… letteralmente, un uomo non ordinario; di quelli ordinari ce n’è pieno il mondo! Dopo la sua scomparsa ho contattato alcune delle persone che hanno vissuto con lui momenti di lavoro e vere e proprie avventure nella galassia delle moto: ognuno di loro mi ha consegnato un “pacchetto”, un frammento della memoria di Federico vivo. Proporremo quindi diverse situazioni, alcuni ricordi che contengono un pizzico del genio e della umanità di Federico.

Ing. Federico Martini-Piaggio, presentazione motori 3V

Le chiamerò “Lezioni di Federico”!

Prima Lezione

Zitto e nuota, nuota e nuota ma semina sempre qualcosa con lucidità…

Arcore, settembre 1990. Martini ha portato la Direzione del Gruppo Piaggio al sì,la Gilera tornerà alle corse nel motomondiale; primo obiettivo vincere in 250 cc, in quegli anni la vera classe regina. Debutto nel 1992. La prima moto sarebbe stata ispirata dalla status quo, poche invenzioni. La seconda, prevista nel 1994, una vera rivoluzione.

Nel 1990 il mondiale lo vince Cadalora, su Yamaha. Ecco la moto ispiratrice, Federico la apprezza e, pragmaticamente, decide di dare fiducia a chi conosce bene la termodinamica 56×50,6 (in realtà la Gilera GRF250 era un 56×50.7) a due tempi: Harald Bartol sarà un nostro consulente.

Gilera RC750 Paris Dakar, altra creatura di Martini

Nel 1990 la sua Yamaha privata, affidata a Lavado svernicia tante moto ufficiali sul rettilineo del Mugello e nel 1991 è arruolato al 100% dalla Gilera Corse.  Federico inizia a studiare lo schema del motore, dal quale vuole il massimo come sempre pretende di ottenere in qualunque cosa si cimenti. Ha una idea molto semplice in testa:  nello step zero ci ispireremo alla Yamaha, incluso Harald Bartol a lavorare su cilindri, teste, pistoni ed espansioni, ma un vantaggio lo cerchiamo.

La via di Federico…

Dove? Federico sceglie la via. Il nostro motore dovrà essere più rapido in accelerazione, grazie ad un albero motore dal momento di inerzia minimo possibile. Io, giovane ingegnere neo laureato entro in un gruppetto di tre tecnici: tema da svolgere, creando software di simulazione in Quick Basic e usando tanta testa lavorando su IBM 286, definire l’angolo del V tale per cui il “grado di irregolarità” del motore fosse lo stesso della Yamaha V90 campione del mondo MA con il minimo momento di inerzia possibile dell’albero motore.

Perché l’obiettivo era ottenere lo stesso “grado di irregolarità”, ovvero la stessa variazione istantanea della velocità di rotazione del motore durante i due giri che completano un ciclo completo delle combustioni di un bicilindrico due tempi? Perché dalla velocità istantanea effettiva dipendono tante cose che fanno la prestazione del motore, a partire dal tempo effettivo a disposizione delle fasi di scarico, travaso, aspirazione.

Calcoli, angoli, gradi, fax e pc primitivi…

Il calcolo ci disse 75°, anzi in verità 74° e 30’. Così è stato, il Gilera GFR 250 era un bicilindrico a V di 75°!La GFRnon vinse mai ed il miglior piazzamento fu qualche nono posto con Carlos Lavado, ma ho sempre la copia del FAX di complimenti ricevuto dalla Yamaha Motor il giorno in cui Carlos, al debutto assoluto a Suzuka sotto la pioggia tenne la pole per un turno intero.

L‘avventura Bimota, con Virginio Ferrari nel 1987

E, soprattutto, nel 1991 di moto ufficiali in 250 ce n’erano tante: Honda, Suzuki, Yamaha, Aprilia ne schieravano due o tre a testa. Ed un certo Capirossi era all’esordio conla RS250 semiufficiale. Lezione numero uno:  abbi la umiltà di copiare (sì, anche copiare…) laddove non hai esperienza ma abbi sempre fiducia fino in fondo in quello che decidi di fare partorire dal tuo ingegno. Soprattutto, semina sempre. A presto, ci sono altre Lezioni da raccontare!

(a cura dell’Ing. Marcello Fiaccavento)

Prove libere in pista – Tessera Sport Autodromi

motociclisti 2La Federazione Notociclistica Italia (FMI) ha diffuso un comunicato molto importante per i motociclisti che sono usi praticare gli autodromi italiani per prove libere a pagamento.

Tessera Sport Autodromi: convenienza, qualità e sicurezza.

Nel 2016 girare in pista per le Prove Libere in autodromo costerà meno e sarà ugualmente sicuro. Il tutto grazie ad una nuova opportunità targata FMI. Una delle novità della campagna tesseramento 2016 riguarda infatti la Tessera Sport Autodromi, realizzata in collaborazione con l’Associazione Italiana Circuiti Automobilistici (A.I.C.A).
Come la Tessera Sport, anche la nuova certificazione potrà essere rilasciata a persone di età compresa tra i 14 e i 75 anni, ma la prima differenza riguarderà il prezzo: 60 euro anziché i 100 della Sport, che resterà valida per allenamenti anche in fuoristrada; la nuova Tessera Sport Autodromi sarà invece dedicata a tutti gli amanti dell’asfalto e valida quindi unicamente per prove libere in pista. Costi contenuti ma qualità in aumento. Oltre che sui migliori circuiti italiani omologati infatti, i possessori della nuova tessera potranno girare anche su circuiti spagnoli quali Aragon, Cartagena, Jerez, Portiamo e Valencia.
La nuova certificazione potrà essere acquistata presso il proprio Moto Club di riferimento ed offrirà maggiore convenienza senza tralasciare la sicurezza: tutti coloro che sceglieranno la nuova tessera potranno usufruire delle stesse coperture assicurative per infortuni e RCT previste dalla Tessera Sport.
Nel corso di un incontro all’EICMA di Milano proprio sulla Tessera Sport Autodromi, il Presidente della FMI,
Paolo Sesti, ha dichiarato: “La Tessera Sport Autodromi vuole agevolare tutti coloro che desiderano svolgere attività in pista in sicurezza e ad un costo contenuto. Un’idea realizzata anche grazie al dialogo e alla collaborazione con l’Associazione Italiana Circuiti Automobilistici”. Paolo Poli, Presidente A.I.C.A., si è dimostrato soddisfatto dell’iniziativa: “Condividiamo e sosteniamo la scelta della FMI di promuovere la Tessera Sport Autodromi con la quale vogliamo continuare ad attrarre gli appassionati motociclisti negli autodromi per allontanarli dalle strade. Grazie a questa iniziativa viene incentivata la sicurezza, che per noi come per la Federazione è una prerogativa assoluta”.

EICMA 2015: dal 17 al 22 novembre il Salone della moto a Milano

eicma-2015-logo1EICMA 2015 si presenta come l’evento più importante al mondo incentrato sulle due ruote. Milano ospita la 73° edizione del Salone Internazionale del Motociclo, che nel 2014 ha festeggiato i 100 anni dalla prima edizione. Ad EICMA troveremo anteprime, novità e concept a segnare la direzione delle due ruote per il 2016. Come ogni anno, noi di Infomotori saremo presenti per seguire l’evento e raccontarvi al meglio di tutte le novità, sia di moto che dei prodotti che ogni anno vengono presentati in questa occasione.  EICMA 2015 aperto al pubblico dal 19 al 22 novembre, e si svolge nella zona di Rho Fiere. Oltre a numerose anteprime mondiali, l’esposizione è anche un’ottima possibilità per conoscere e provare i nuovi modelli, con test ride gratuiti organizzati dalle case di maggior spicco. Come ogni anno poi, EICMA organizza numerosi eventi all’aperto con i migliori stuntman del panorama, ed integra le presentazioni con veri e propri interventi: ad incorniciare le giornate del salone infatti, ci saranno i piloti che rendono il motociclismo uno sport unico al mondo. Sul portale Infomotori trovate tutte le novità, le foto e gli eventi raccontati in anteprima con passione ed attenzione per i dettagli.

EICMA di Milano, orari apertura e quanto costa il biglietto

L’Esposizione Mondiale del Motociclismo di scena a Milano sarà aperta per stampa e operatori nei giorni 17/19 novembre e al pubblico nei giorni 19/20/22 novembredalle ore 10.00 alle ore 18.30, con chiusura posticipata alle ore 22.00 nella giornata di venerdì. Proprio il 20/11 ci sarà modo per le donne di entrare gratis all’EICMA per via del ‘Woman Friday’. A questo punto non ci resta che scoprire il prezzo del biglietto d’ingresso, che varia a seconda della tipologia. Il tagliando a tariffa intera viene a costare 21 €, ma abbiamo riduzioni per Over 65 e bambini da 9 a 13 anni compiuti (12 €) oppure ragazzi da 14 a 17 anni compiuti (15 €). Il biglietto costa di meno anche alla sera nella giornata di venerdì; entrando dopo le ore 18.00 si spendono 12 €. L’ingresso gratis riguarda soltanto i bambini fino a 8 anni compiuti. A disposizione dei visitatori ci sono anche tariffe ridotte per i gruppi, che possono essere scolaresche, motoclub o associazioni motociclistiche. In questo caso il prezzo è di 14 €.

Motorsport Memorial

 

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Il SITO WEB più aggiornato che consente di fare una veifica

a tutto campo dei caduti del

MOTOCICLISMO  mondiale.

CIV 2016: calendario e aggiornamenti del regolamento sportivo.

logo_civCIV 2016

Ad un mese dalla chiusura del Mugello la nuova stagione del CIV prende forma. La FMI ha reso noto il Calendario del Campionato Italiano Velocità 2016. La formula resta invariata, 10 round divisi in 5 weekend di gara con una 3 giorni di test a fine aprile a Misano.

IL NUOVO CALENDARIO.

Test: 22 – 23 – 24 aprile – Misano World Circuit                                      

Round 1-2: 28 – 29 maggio – Autodromo Vallelunga

Round 3-4: 2-3 luglio- Autodromo Internazionale del Mugello                                                    

Round 5-6: 30-31 luglio – Misano World Circui                                           

Round 7-8: 3-4 settembre – Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola                                               

Round 9-10: 8-9 ottobreAutodromo Internazionale del Mugello

Rispetto alle edizioni scorse il campionato nazionale prenderà avvio a primavera inoltrata, dopo la tre giorni di test, si comincia nel wekend 28/29 maggio sul tracciato di Vallelunga e proseguirà con appuntamenti meglio spalmati re continuità rispetto all’edizione scorsa. Confermato l’impianto del Mugello per l’evento il gran finale e la premiazione dei Campioni-

Introdotti cambiamenti nella definizione della categoria.

Nella Sport da 2016 ci sarà solo la classe 4T nella quale farà il suo ingresso Yamaha, per una classe che, potendo già contare sulla presenza di Honda, Kawasaki e KTM aumenta il proprio livello di competitività.

Altra novità riguarda il Campionato Italiano Moto3 Standard, una classe dedicata a moto standard che correrà all’interno della Moto3, con classifica separata.

Pertanto le classi che assegneranno i titoli saranno: SBK –SS - Moto3 – Moto3 Standard – Premoto3 125 2T e 250 4T.

Motomercato: Trend positivo anche in Ottobre per le due ruote motorizzate. In calo gli incidenti stradali con i motocicli.

mercato motocicli COMUNICATO ANCMA

Bene anche a ottobre le moto (+7,3%), che valgono un terzo delle immatricolazioni nel mese. Gli scooter fanno segnare il -6,3%. Decremento del 23,9% per i veicoli 50cc. Il dato progressivo gennaio-ottobre mostra comunque un saldo positivo, il 2015 si chiuderà con 15.000 immatricolazioni in più rispetto all’anno scorso. Molto bene i dati sull’incidentalità: se le auto registrano un aumento delle vittime, le due ruote segnano invece un corposo calo pari al 4,3% rispetto al 2013. Le immatricolazioni di ottobre con un totale di 10.830 veicoli fanno registrare una battuta di arresto pari al -2,4% rispetto allo stesso mese del 2014. Da un lato prosegue la crescita delle moto con 3.413 pezzi e un +7,3%, mentre gli scooter, che con 7.417 unità valgono i due terzi dell’immatricolato del mese, segnano un -6,3%. I veicoli 50cc con 1.714 registrazioni fanno segnare un decremento del -23,9%. Ottobre 2015 ha avuto un giorno lavorativo in meno rispetto allo scorso anno. Il mese pesa circa il 7% del totale vendite dell’anno.

«Nonostante la congiuntura economica vada consolidando le tendenze emerse negli ultimi mesi, con un aumento del PIL soprattutto per il 2016, grazie alla Legge di Stabilità, e malgrado appaia in aumento anche la fiducia dei consumatori e delle imprese nei confronti degli investimenti, il mercato delle 2 ruote si ferma ad ottobre - afferma Corrado Capelli, Presidente di Confindustria ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) -. Riteniamo che il dato sia negativo a fronte di un buon mese di ottobre del 2014, tuttavia nel nostro settore il tasso di sostituzione non è sufficiente e il parco circolante registra un aumento dell’età media. Oltre il 60% di moto e scooter in circolazione supera i 10 anni e perché il rinnovo sia fisiologico occorre recuperare ancora volumi come nel periodo pre-crisi. Il buon andamento nei primi 10 mesi dell’anno dei veicoli immatricolati (con cilindrata superiore ai 50cc), viene in parte penalizzato dalla perdita di volumi dei “cinquantini” anche se il saldo resta positivo. La nuova edizione di EICMA contribuirà alla ripresa, almeno dal lato dell’offerta, con l’opportunità di dimostrare la vitalità del settore e la capacità di innovare modelli e contenuti. Infine resta positivo anche il mercato dell’usato che vale circa 3 volte le vendite di prodotti nuovi».

Da gennaio ad ottobre 2015 l‘immatricolato in Italia arriva a 158.776 veicoli con cilindrate superiori ai 50cc, per un incremento del +8,7%, ben oltre il totale dell’anno 2014. I primi 10 mesi dell’anno hanno consuntivato 100.250 scooter venduti, per un incremento del +5,8% rispetto a gennaio-ottobre 2014, cui si aggiungono 58.526 moto pari al +14,1%. I ciclomotori (50cc) si fermano a 21.035 registrazioni e segnano un -13,8%. Nei primi 10 mesi del 2015 sono state vendute complessivamente in Italia 179.811 due ruote a motore (immatricolazioni di moto e scooter targati + veicoli 50cc), pari al +5,5% rispetto allo stesso periodo del 2014. L’analisi per cilindrata nel settore scooter evidenzia uno sviluppo significativo degli scooter 125cc con 35.462 veicoli pari al +13,4%; subito dopo vengono gli scooter da 300 a 500cc con 32.189 pezzi e un +4,1%. I veicoli da 150 fino ai 250cc con 24.858 unità mostrano una lieve flessione pari al -1,5%. I maxi-scooter superiori a 500cc sono appena al di sopra della media del comparto con 7.741 immatricolazioni e un +6%. In campo moto la fascia di cilindrata più importante – quella delle moto superiori ai 1000cc – con 17.851 unità cresce leggermente con un +2,1%, seguita da vicino dai modelli tra 800 e 1000cc in forte accelerazione con 17.383 moto immatricolate e un +38,9%. Le medie cilindrate tra 600 e 750cc sono in leggero aumento con 11.189 pezzi e un +1,4%, mentre è più interessante lo sviluppo delle cilindrate tra 300-500cc con 5.913 moto e un +13,4%. Più contenuta la crescita delle 150-250cc con 1.876 unità e un +2,6%. Infine mostrano un notevole incremento le piccole moto di 125cc con 4.314 unità e un trend pari al +33,9%. Per quanto riguarda i segmenti della moto, le naked ottengono il favore degli appassionati con 22.834 vendite e la crescita maggiore, pari al +32,6%; seguono le enduro con 17.994 unità, in progressione del +4,1%. Stabili a distanza le custom con 5.787 unità e un +3,2%, mentre si affermano le moto da turismo con 5.396 pezzi e un +20%. In ripresa anche le sportive con 3.714 moto e un +18,3%, mentre perdono smalto le supermotard con 1.899 moto e un -23,3%.

IN CALO GLI INCIDENTI STRADALI

Secondo le rilevazioni degli incidenti stradali verificatisi nel corso del 2014, presentate oggi a Roma dall’ACI e dall’ISTAT, il numero dei morti su veicoli a due ruote (ciclomotori e motocicli) segna un ulteriore calo rispetto al 2013, facendo registrare una contrazione del 4,3%.

«Il trend dei veicoli a due ruote appare particolarmente significativo, se si considera che, nello stesso periodo, le autovetture hanno fatto registrare un incremento delle vittime dello 0,3%, mentre le vittime complessive sono calate solo dello 0,6% – sottolinea il presidente Capelli -. Gli utilizzatori di ciclomotori e motocicli beneficiano dell’evoluzione tecnologica dei veicoli, che garantiscono condizioni di sicurezza inimmaginabili fino a qualche anno fa. I dati resi pubblici oggi ci convincono dell’opportunità di lavorare ancora sulla formazione dei conducenti e sulle campagne di sensibilizzazione, che Confindustria ANCMA promuove attraverso il suo social brand “Occhio alle 2 ruote”».

Valencia: A Lorenzo il titolo, ma Rossi è il campione della gente. A Kent il titolo della Moto3.

MotoGp 2015In chiusura di stagione, con la gara disputata a Valencia ogni commento non può prescindere da quanto è accaduto in pista nel corso della MotoGP. Ci vuole faccia tosta da parte di alcuni commentatori a negare che il titolo è stato indirizzato verso Lorenzo, pilota Yamaha, da Marquez pilota Honda. Sacrificando la vittoria di due possibili gran premi Marquez ha facilitato la conquista del titolo di un suo avversario diretto. Chi scrive in occasione di una gara all’Estoril fu chiamato in direzione gara e minacciato di sanzioni sportive per aver segnalato a Mertens di far passare il compagno di squadra Tardozzi. Oggi FIM e Dorna hanno fatto raccomandazioni, banali quanto inutili, ed ora devono rimettere insieme i cocci di una stagione che non potrà che lasciare strascichi. Sicuramente al via della prossima stagione gran parte il clamore si sarà ridotto, ma difficilmente sarà tutto dimentica. Un bel capolavoro anche quello della Honda che, a mio avviso, hanno più faccia tosta del pilota che il fatto lo ha materialmente commesso in pista: come possono giustificare un pilota che ha rinunciato alla lotta per la conquista di una vittoria per la propria squadra per favorire un pilota (sia pure connazionale) avversario lasciando la vittoria alla casa avversaria, non solo in pista.

MOTOGP – La gara ha avuto uno svolgimento lineare, con Jorge Lorenzo (Yamaha) partito in testa, ma è stato un allungo facilmente annullato da Marquez diventato poi il suo scudiero, tanto da opporsi con irruenza al tentativo di Daniel Pedrosa che intenzionato a superarlo per attaccare il pilota della Yamaha. E’ parso quasi un atto intimidatorio che ha di fatto congelato l’ordine d’arrivo. Quello necessario per vanificare la rincorsa di Valentino Rossi che, risalito al quarto posto, poteva sperare solo nel sorpasso delle due Honda in danno della Yamaha. Rossi non è stato ostacolato nella rincorsa, magari il sorpasso più complicato è stato quello della Yamaha di Smith. Dunque Lorenzo ha vinto il Gran Premio de la Comunitat Valenciana e si è laureato Campione del Mondo MotoGP 2015 per la 5° volta. Podio tutto spagnolo completato Marquez e Dani Pedrosa, ma la festa è piuttosto “opaca”.. Scattato dall’ultima posizione in griglia, Valentino Rossi è autore di una straordinaria rimonta sino alla quarta posizione, ma il pesarese vede sfumare il decimo titolo per soli 5 punti. A Pol Espargarò e Bradley Smith, poi 7° Andrea Dovizioso e 10° Danilo Petrucci con le Ducati mentre si ritirato al secondo giro Andrea Iannone per una caduta. Una stagione che si è chiusa in evidente calo per la squadra della casa di Borgo Panigale

L’ordine di arrivo della classe MotoGP™ a Valencia - Le classifiche finali Piloti & Costruttori

MOTO3 – L’ultima gara ha decisio anche l’assegnazione del titolo, il portoghese Miguel Oliveria (KTM) doveva vincere ed ha vinto la gara, la sua sesta della stagione e Danny Kent (Honda) doveva difendersi e lo ha fatto classificandosi al nono posto gli sarebbe basto la tredicesima posizione per aggiudicarsi il titolo 2015. Risultati maturati al termine della gara molto combattuta che ha visto fra i protagonisti i piloti italiani Romano Fenati (KTM) e Nicolò Antonelli (Honda). Quest’ultimo è arrivato lungo all’ultima curva del giro finale, è scivolato ed ha steso gli incolpevoli Fenati e Efren Vazquez, facilitando la conquista del primo posto di Oliveria ed il secondo di Jorge Navarro e lasciando il 3° posto Jakub Kornfeil; quinto posto Enea Bastianini, un piazzamento che lo al terzo posto assoluto in classifica mondiale davanti ai connazionali Fenati e Antonelli. Ai margini della top 10 un gruppo di ragazzi italiani, nell’ordine: 11° Andrea Migno, 12° Nicolò Bulega (ottimo esordio), 13° Francesco Bagnaia. Fuori dalla zona punti 19° Stefano Manzi, 22° Lorenzo Dalla Porta, 23° Fabio Di Giannantonio, 25° Manuel Pagliani, ritirato Alessandro Tonucci. Sarà stata l’ultima gara per il Team Italia? Forse sarebbe il caso stante i risultati. Intanto merita calori applausi Kent che riporta un pilota inglese ai vertice mondiale in nel Motomondiale.

L’ordine di arrivo della classe Moto3™ a Valencia Le classifiche finali Piloti & Costruttori

MOTO2 – Il campione “detronizzato” ha lasciato con una prestazione vincente, anche se al rientro da un brutto incidente che lo ave costretto a disertare diverse gare nella categoria “monomarca” Honda. Tito Rabat si è aggiudicato Gran Premio de la Comunitat Valenciana prima di lasciare la categoria. Ha preceduto il suo talentuoso connazionale Alex Rins che con l’ennesimo brillante risultato ha legittimato il titolo di rookie del’anno e la posizione di vice-Campione a scapito di Rabat con un margine di soli 3 punti . Podio è completato dallo svizzero Thomas Luthi, ma merita di essere segnalato il quarto posto Lorenzo Baldassarri capace di offrire ancora una gara esemplare di una stagione conclusa in forte crescita. Ha preceduto l’ex campione iridato della Supersport l’inglese Sam Lowes. Il piazzamento gli ha consentito di scalare la classifica fino al 9° posto, risultando il migliore fra gli italiani. Franco Morbidelli è stato ancora sfortunato, coinvolto al via in un incidente ha riportato una contusione alla gamba destra. E’ atteso al debutto con la Kalex di Tito Rabat e deve programmare una stagione importantissima. Nono posto per Simone Corsi e poco significativa la gara di Federico Fuligini (25°).

L’ordine di arrivo della classe Moto2™ a Valencia Le classifiche finali Piloti & Costruttori

 

Il libro che racconterà l’azienda Bimota

morri-cecottoLa mia Bimota (titolo provvisorio)

Giuseppe Morri a colloquio con Johnny Cecotto, un campione che ha inciso molto nella formazione del mito Bimota

Il libro che racconta la mia Bimota e tuttora in lavorazione, in una fase piuttosto avanzata, ma non siamo ancora in grado di fissare dei termini.

E’ un racconto di fatti che intessano tanto uomini e vicende sportive che frequentemente non sono state raccontate con esattezza, qualcuna proprio non corrispondenti a quanto accaduto.

La vita dell’azienda Bimota nei primi 23 anni di vita ha fatto crescere e consolidato un “mito” che ha ha resistito nel tempo tanto che ad oltre 30 anni è un marchio più vivo che mai.

Chi ha avuto in mano l’azienda da metà anni ’90 pare aver profuso l’impegno per disgregarla più che a farla crescere.

Ha resistito, segno che è un marchio ed un progetto che affonda radici in una storia importante.

Storia tecnica che ben raccontata per i primi 25 anni, mentre si rischia l’pblio su quella umana e professionale del gruppo di uomini che il tempo lentamente, ma inesorabilmente sta avvicinando al cielo, è quasi un dovere fare il possibile affinché la loro vita, come quella dell’azienda sia consegnata seriamente alla storia.

Un impegno che spero di poter completare al più presto perchè anche io sono in cammino dove sono già ginti molti dei collaboratori di quell’era aziendale.

Federico Martini, D.T. Bimota dal 1983 al 1989, è deceduto il 06 novembre 2014

Bimota Experience 12_nSenza clamori, come era uso fare, l’Ingegnere Federico Martini, ci ha lasciati. E’ deceduto il 6 novembre 2014 stroncato da un male incurabile.

Nato il 14 gennaio 1953 a Ravenna si era laureato presso, si era laureato con lode in ingegneria meccanica a Bologna in Ingegneria Meccanica il 28/10/1977.

Dal 1978 al 1983 ha lavorato in Ducati Meccanica come progettista meccanico; nell’estate del 1983 ha ricoperto il ruolo di Direttore Tecnico in Bimota dove è rimasto fino alla primavera del1989. Successivamente ha ricoperto il ruolo di Direttore Tecnico di Gilera fino al  1993, quando ha assunto l’incarico di  Responsabile Progettazione Motori in Piaggio. Dal 2000 al 2005 è stato Direttore Tecnico di Technogym, azienda di produzione di attrezzature per palestra. Rientrato nel Gruppo Piaggio nel ruolo di Responsabile Progettazione Motori, dal 2013 al marzo 2014 è stato Direttore Sviluppo e Strategie di Prodotto due ruote.

Martini è stato anche un grande sportivo, ha amato profondamente l’attività agonistica in ambito motociclistico ed in gioventù ha praticato il canottaggio.

In Bimota ha svolto un ruolo di grande rilievo, se Massimo Tamburini è stato determinante per la nascita Bimota in ambito motociclistico, Federico è stato fondamentale per la trasformazione dell’azienda in una piccola azienda capace di reggere il confronto con i colossi del settore. Sua la paternità di alcuni progetti fondamentali quali i modelli SB1, YB4, Tesi. Motocicli che, sviluppati negli anni sono tuttora attuali.

Abbiamo fatto la conoscenza nello Studio Studio Tecnico dell’ingegnere Giuseppe Bocchi con il quale, nel 1981, c’era stata una collaborazione per sviluppare il motore Kawasaki 500cc per la KB2 Laser. Ci si rivede in pista con “avversario” con le Ducati che preparava in collaborazione con Pietro Gianesin. Seppe guadagnarsi il rispetto dell’ambiente che gli concesse in breve fiducia in beve anche perché non aveva dato l’impressione di volersi sostituire a Tamburini, ma di volersi integrare con la mentalità dell’azienda.

Ha guidato il Bimota Experience alla conquista del Campionato del Mondo delle F1 (TT) nel 1987 con la YB4 affidata a Virginio Ferrari ed è stato l’animatore della prima stagione della Superbike quando Bimota ha mancato la conquista del primo titolo iridato della categoria, con il concittadino Davide Tardozzi caduto prima del via nella gara finale. Aveva un carattere spigoloso, ma franco ed era molto concreto, è arrivò in Bimota nel periodo più difficile dell’azienda ed il suo contributo fu molto importante per il suo rilancio. La sintonia di intenti con il vertice dell’azienda è stata decisiva. Il suo addio all’azienda avvenne all’indomani dell’esordio di Giancarlo Falappa nella stagione 1989 e dell’annuncio che Bimota avrebbe costruito il suo primo motore, un bicilindrico 500cc a 2 Tempi.

Nel prosieguo della sua carriera ha ricoperto funzioni di grande rilievo nelle due grandi azienda dove ha operato: Gilera/Piaggio e Technogym. Il gruppo di Pontedera la ha ricordato con commozione mettendo in evidenza uno dei sui successi professionali “ … La realizzazione, di propulsore 125-150 4T a 3 Valvole con cui Piaggio ha aperto una finestra sul futuro della tecnologia motoristica. Si tratta di un monocilindrico a 4 tempi raffreddato ad aria, con distribuzione monoalbero a camme in testa a 3 valvole (2 di aspirazione e 1 di scarico) e alimentazione a iniezione elettronica, studiato e costruito negli stabilimenti di Pontedera, con l’obiettivo di aumentare le prestazioni e diminuire i consumi di carburante e le emissioni inquinanti. Per ottenere maggiori performance è stato eseguito un  lavoro di studio per la diminuzione degli attriti e il miglioramento della fluodinamica. Il sistema di raffreddamento è stato oggetto di un’accurata analisi, anche mediante simulazioni termofluidodinamiche, per migliorarne ulteriormente il rendimento, ottenendo una sensibile riduzione della rumorosità meccanica e della potenza assorbita.”

Vivrà nel ricordo di tutti gli appassionati di motociclismo, in particolare del piccolo mondo Bimota con il quale ha condiviso un tratto di strada importante, lastricato di tante gioie e qualche momento difficile, ma sempre con generosità e partecipazioni

Alla moglie Roberta e ai figli  Fabrizio e Lorenzo, le condoglianze più vive.

Bimota history: Introduzione

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STORIA DELLAZIENDA BIMOTA

Un libro per raccontare  i primi 25 anni di vita di una azienda “piccola” per dimensioni, ma “grande” tanto da essere capace di affermarsi come una delle realtà più’ “grandi del settore” degli ultimi venticinque anni del novecento e che ancora alla vigilia del 2016 resta di grande attualità

Una storia che possa porre all’attenzione degli appassionati – di vecchia e nuova generazione – di motociclismo la loro storia, le vicende più significative legate ai piloti (campioni o comprimari), dipendenti (tecnici ed operai), collaboratori d’ogni tipo, stampa inclusa.

Raccogliendo documenti da archivi che, relativamente alla fase iniziale, sono pochi perché forse in nessuno c’era la consapevolezza che si stesse costruendo un pezzo di storia del motociclismo.

Archivi in parte spogli anche a causa delle vicende societarie attraversate dalla Bimota sul finire del 20° secolo che hanno fatto registrare un malinconico impoverimento di documentazioni che erano diventate corpose ed interessanti a partire dall’inizio degli anni ’80 e fino ad inizio anni ’90.

Un particolare messaggio e’ rivolto a quanti, non rintracciabili facilmente, potrebbero contribuire a questa iniziativa inviando il racconto dei ricordi e materiale presente nei loro archivi.

Il libro Giuseppe Morri lo sta scrivendo in collaborazione con Saverio Livolsi, un giornalista molto qualificata che ha già collaborato con Giorgio Sarti per la realizzazione del libro “Bimota 25 Anni di Eccellenza)

La pubblicazione del libro, molto più impegnativo di quanto ipotizzato alcuni anni addietro in avvio dell’iniziativa, è previsto possa avvenire entro il 2016.

La mia Bimota: Chi racconta

2001 03 Morri CIV 1Ho avuto il privilegio di vivere da protagonista la storia della “Bimota” e mi sono proposto di raccontare le vicende di un’Azienda che nel tempo si e’ modificata andando oltre l’immaginazione di coloro che avevano sottoscritto il primo patto aziendale: Valerio Bianchi, Giuseppe Morri e Massimo Tamburini.

Il mio nome e’ Giuseppe Morri, sono nato a Rimini il 18 febbraio 1941, ho frequentato l’Istituto Industriale Leon Battista Alberti di Rimini, mi sono sposato nel 1966 con Grazia con la quale ho cresciuto 4 figli: Roberta, Roberto, Stefano e Claudia. I due ultimi hanno “assorbito” in misura maggiore il fascino emanato dal mondo Bimota e da quello più vasto del motociclismo.

L’essere stato uno dei fondatori, avendo curato la gestione della società senza interruzioni fino alla primavera del 1992, mi ha dato l’opportunità di accumulare esperienze molto importanti perché l’Azienda Bimota e’ stata un fenomeno “vissuto” in tutto il mondo nella parte finale del millenovecento.

A Rimini, nelle sede della Bimota, e’ stata scritta una parte della storia tecnica che riguarda la motocicletta, vista e vissuta come oggetto da realizzare in funzione della velocità: sempre e comunque. Sono migliaia le pagine che le riviste di tutto il mondo hanno riempito per illustrare i progetti, le particolarità delle proposte innovative, spesso caratterizzate dalla più assoluta originalità che i tecnici dell’azienda riminese hanno introdotto in un settore.

Innovazioni che hanno interessato lo stile, che in più occasioni e’ poi stato “ripreso” dalle grandi aziende giapponesi per produzioni di “quantità”. Ma più ancora sono state formulate proposte tecniche che per anni sono state copiate o elaborate negli studi tecnici delle grandi aziende giapponesi.

Un percorso tecnico, che e’ stato esaltato dai risultati conquistati in ambito sportivo. A dispetto delle vicende travagliate con le quali l’Azienda ha dovuto fare i conti sul finire del novecento, sono continuate le “imprese” dei piloti che hanno guidato le Bimota alla vittoria sulle piste del mondo.

Una storia umana che ha interessato un “pugno” di uomini che, se messo a confronto con altre realtà industriali, ha dell’incredibile, nel 2000 probabilmente improponibile.

Alle dimensioni strutturali limitate e’ stato posto rimedio, per larga parte, grazie alla straordinaria vitalità ed alla passione che ha caratterizzato la “gente” Bimota. Conto di sviluppare un racconto molto semplice, con il solo intento di rendere omaggio, narrando storie di una società nata per caso da un rapporto professionale fra tre ragazzi romagnoli.

I sogni e le ambizioni professionali che sono stati all’origine di scelte diverse, a volte contrastanti e dolorose, ma quasi sempre vincenti.

Rievocando, come fatto in tante occasioni, fra amici ed appassionati, episodi che si sono succeduti attraversando oltre 20 anni di vita trascorsa insieme ai quasi mille uomini (piloti e ragazzi e ragazze in azienda) che in qualche modo hanno spinto avanti la Bimota.

Un racconto che segue il filo di conversazioni con SAVERIO LIVOLSI, durate anni con lo stesso spirito con il quale ho raccontato per anni a tanti amici, vecchi e nuovi.

Quelli hanno fatto la storia dell’azienda nel periodo 1966 – 1992, quelli che ritengo abbiano meglio espresso le caratteristiche che ancora oggi sono attribuite a questo marchio italiano.

Uomini che hanno lavorato nelle tre sedi che hanno ospitato l’azienda e piloti che hanno portato il nome dell’azienda per centinaia di volte, in tutto il mondo, sul gradino più alto del podio.

Sono innumerevoli le “storie” della bimota riportate sulle diviste della gran parte del mondo, purtroppo una larga parte sono solo delle sintesi che contengono molte imprecisioni, trasmesse anche con dei “copia & incolla” che stanno perpetuando le imprecisioni.

Il racconto in fase di costruzione favorirà la messa in luce di aspetti della vita aziendale, facendo ricorso a documentazioni che accumulati gestendo la società, consultando agli archivi Bimota, peraltro “martoriati” sul finire degli anni 2000, prezioso anche il contributo di alcuni degli amici con i quali ho potuto rievocare fatti e persosaggi.

Ricordi da dedicare anche a quanti non sono più fra noi a cominciare da Massimo Tamburini, Federico Martini, Lorenzo Rapisarda, Walter Semprini, Nevio Capelletti, Franceschino Cappelli, Jack Findlay, Carlo Guazzetti, Guido Maffi, Massimo Chiarelli, Ennio Musiani, Angelo Tognacci,

Morri Giuseppe

Valencia: Sfida finale in motoGP: Rossi _ Lorenzo. Handicap per l’italiano?. Kent verso il titolo Moto3.

Il primo weekend di Novembre 2015 è caratterizzato dalla disputa della prova finale del Motomondiale 2015. In programma il Gran Premio della Comunitat Valenciana, si corre sul circuito che porta il nome del gran premio e dedicato all’indimenticabile pilota valenciano Riccardo Tormo. Un impianto situato Cheste, all’incirca a circa 20km dal centro della città di Valencia. Ha ospitato il suo primo Gran Premio nel 1999, anno dell’ultimazione dei lavori di costruzione. L’impianto propone diverse tracciati, di lunghezze differenti che girano in senso inverso alle lancette dell’orologio. Il Gran Premio si sviluppa su una pista di 4 km che presenta cinque virate di destra, otto di sinistra e un rettilineo di 876 metri. Le tribune che circondano la pista come in uno stadio possono contenere oltre 150.000 spettatori. Un ambiente che quest’anno darà origine senza dubbio ad un’autentica festa, dato che sarà l’ultimo Gran Premio del calendario.

MOTOGP – A Valencia si decide il titolo 2015 tra l’italiano Valentino Rossi e lo spagnolo Jorge Lorenzo sul circuito che dal 2002 ospita l’ultimo round del calendario; da allora, il titolo è stato assegnato al termine di questo GP : nel 2006 con Rossi battuto da Nicky Hayden e nel 2013 fu Marc Marquez ad avere la meglio su Lorenzo. La posta in gioco è alta e il clima teso, specie dopo gli ultimi eventi del precedente round di Sepang. Valentino si è classificato in terza posizione alle spalle di Lorenzo, che ha ridotto il gap dal rivale a soli 7 punti, alla vigilia ancora tutto è possibile. Il pilota italiano, fatti salvi eventi dell’ultima ora (è pendente il ricorso al TAS) pende la penalizzazione di tre punti ricevuta dalla Direzione Gara per il groviglio di ipotesi alimentate dalla caduta di Marquez. Se dovrà partire dall’ultima casella dello schieramento difficile pronosticare il titolo per il 38ottenne Campione italiano.

Rossi ha preso parte a tutte le edizioni del GP di Valencia, salendo otto volte sul podio in 16 occasioni, riuscendo a vincerne soltanto due: nel 2003 e nel 2004. La piazza d’onore della scorsa stagione è stato il suo miglior risultato che ha fatto il paio con quello del 2009, anche questo alimenta patemi d’animo fra i suoi sostenitori.

Intanto il Campionato del Mondo MotoGP 2015, arrivato all’ultimo atto deroga dalle procedure abituali. E’ stata cancellata la conferenza stampa del giovedì FIM e DORNA hanno comunicato che piloti e responsabili delle squadre si incontreranno in un meeting per discutere dei recenti avvenimenti. Fatti indubbiamente gravi, gestiti con partigianeria e l’assenza di interventi preventivi da parte della società che ha in concessione i diritti e l’ente che ha la titolarità del campionato. Il Permanent Bureau del Campionato del Mondo MotoGP FIM, alla presenza di Vito Ippolito (Presidente) e Carmelo Ezpeleta (CEO Dorna Sports), tutti i piloti della classe regina e i loro team manager esamineranno la situazione esplosiva che si è venuta a creare. Dovrebbero far riflettere gli interventi, quasi ricattatori, di alcuni sponsor spagnoli, e la strenua difesa di posizioni che sono stato oramai chiaramente definite da molti soggetti, con clamorosi ripensamenti.

MOTO3 – L’ultima gara della stagione deciderà anche nella classe “mini” chi sarà il Campione 2015 con la lotta ristretta all’inglese Danny Kent (Honda) e al portoghese Miguel Oliveira (KTM). Il pilota portoghese ha mantenuto l’incertezza sull’assegnazione del titolo vincendo la gara scorsa in Malesia. Il pilota inglese, leader della classifica con il settimo posto finale ha mancato l’occasione per fregiarsi del titolo con una gara di anticipo. Ad onor del vero sono già tre i set ball sprecati. Al termine del GP inglese dell’estate scorsa Oliveira accusava un distaccato di 110 punti da Kent nella classifica di Campionato, ma si è reso protagonista sua straordinaria rimonta che gli permette di presentarsi all’ultimo round stagionale di Valencia a 24 punti dall’inglese. La vittoria potrebbe non bastare al portoghese per aggiudicarsi il titolo se Kent dovesse conquistare almeno 2 punti. A parità di vittorie, con 6 successi a testi, varrebbero i secondi posti conquistati dal pilota della KTM e sarebbe lui il nuovo campione. Oltre alla lotta per il titolo, è di grande interesse anche la sfida tutta italiana per il terzo posto assoluto, che vede interessati Enea Bastianini (Honda), Romano Fenati (KTM) e Niccolò Antonelli (Honda). Enea è il favorito forte dei 20 punti di vantaggio su Fenati, il quale a sua volta precede di due lunghezze Nicolò. Salvo sorprese il pilota di Rimini dovrebbe essere lui ad ipotecare il terzo gradino del podio. Saranno al via anche Nicolò Bulega, fresco leader del Mundialito Moto3 che si disputa in Spagna ed il suo più diretto avversario lo spagnolo Aaron Canet a una gara dal termine. Nicolò il prossimo anno, sarà al via del mondiale sulla terza moto del team di Valentino Rossi.

MOTO2 – Con il titolo già assegnato a Motegi il francese Johann Zarco ha ora la possibilità di far segnare il nuovo record di punti nella classe intermedia. Sarà sufficiente concludere in decima posizione la gara di Valencia per mettere a segno uno score mai registrato prima in una sola stagione in Moto2. Zarco ha già eguagliato l’impressionante primato di 14 podi come erano già stati capaci di fare Marc Marquez e Tito Rabat. Per i colori italiani le attese sono rivolte a Lorenzo Bussolotti per una conferma dei più recenti risultati (brillanti) e le attese per un buon finale di stagione di Simone Corsi e Franco Morbidelli. Al via anche Federico Fulgini alla seconda apparizione mondiale come wild card , ma non erano vincolanti le prestazioni nel CIV per accedere alla gare Mondiali? Esordio stagionale per Lucas Mahias, il francesino è stato un animatore della gare conclusive del Campionato europeo Stock 600.

Il libro della memoria

 

 

Libro Ricordi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ricordare e sempre un’emozione

Nessuno muore sulla terra
finché vive nel cuore di chi resta.

Ogni persona con la quale abbiamo condiviso un tratto di vita o un’emozione, non importa se parente, amico o collaboratore, lascia sempre qualcosa di se, che per sempre rimarrà in in noi.

Forse non vive chi non ricorda, perché i ricordi sono linfa vitale, a molla che ci permette di andare avanti. Danno forza per reagire, per lottare cercando di tornare a vivere magari un sogno, pensieri che attraversano velocemente le menti consentendo di rivivere insieme attimi eterni che portiamo nel cuore e che resteranno sempre con noi.

Nel mio libro ideale conservo i ricordi più cari

Ne  ”IL PADDOCK DELLA MEMORIA”, di anno in anno, è riproposto il ricordo di tanti acmpioni e amici.

01 Novembre : Civenna – commemorazione dei Centauri deceduti.

Per non dimenticare.

Il Primo Novembre, commemorazione dei centauri defunti.

Ogni anno (il 50° nel 2011) a  Civenna (Como), dove c’è il   monumento che ricorda. si svolge una cerimionia commemorativa.

Sono tante, troppe, le vite ghermite a seguito di eventi luttuosi che accadono sulle strade o in pista (per fortuna meno che nel passato).  Lutti che spesso gli appassionati delle due ruote motorizzate, per la gran parte giovani come mettono in evidenza le cronache di tutti i giorni.  Anche la storia del motociclismo sportivo è segnata dall’estremo sacrificio di molti piloti. Nelle diverse discipline attraverso le quali si esplica attività sportiva in moto,  sono stati quasi 3000 coloro che hanno perso la vita a seguito di incidenti in prova o gara. Fra questi circa 50 le ragazze. I piloti italiani che figurano nel triste  “memoriale” dei 100 anni di vita della Federazione Motociclistica Italiana, sono circa 200. Ciascuno con una storia sportiva ed umana alle spalle, da ricordare, quasi sempre poco nota, non ricordata. Poche le luci accese sulla conclusione sfortunata della loro vita e sempre molto rapidamente spese. La gran parte degli tragici eventi che hanno “segnato” la storia del motociclismo mondiale e italiano si è verificata nel secolo scorso, quando le condizioni ambientali presentavano livelli di sicurezza molto modesti. Condizioni mutate in meglio, ma non per tutte le piste o specialità; nei primi anni del 2000 in Italia i decessi, nelle varie specialità, sono stati circa 30. I nomi di molti di quesi caduti  sono dimenticati , la commemorazione di  Civenna serva a perpetuarne la momoria.

Motogames ha voluto predisporre una memory per ricordare i piloti italiani che che sono morti sulle piste del mondo; cliccare http://www.motogames.it/category/albo-della-memoria/

PREGHIERA DEI MOTOCICLISTI

Immagine di San Colombano – protettore dei motociclisti –  dalla vetrata della cripta dell’Abbazia di Bobbio PC

 Ti ringrazio Signore,

per avermi dato l’impeto del vento,

l’abbraccio del sole, del