Conseguenze di una caduta.Rinviato a giudizio il direttore dell’autodromo di Misano.
23 set 2009 Enti & Aziende
Il GUP del Tribunale di Rimini ha rinviato a giudizio il Direttore del Misano World Circuit con l’accusa di “omicidio colposo” in seguito al decesso di un motociclista caduto durante delle prove libere. Nell’ottobre del 2007 un pilota di 63 anni, di Como,mentre stava effettuando delle prove libere (amatoriali) fu sbalzato dalla moto dopo la curva del Rio, in un rettilineo. Fini sul guard rail che gli tronco’ di netto il braccio destro. Lo staff medico dell’autodromo intervenne per il primo soccorso, recupero’ l’arto e si adopero’ per il trasferimento urgente del motociclista, in elicottero, al Buffalini di Cesena. Dopo alcune settimane l’uomo, che aveva subito anche un trauma maxilo facciale, e’ deceduto. Il figlio ha non ha accettato il fatto come una fatalita’, ha denunciato i responsabili della pista ritenendola non sufficientemente sicura. L’accusa e’ stata respinta dai vertici della societa’ proprietaria dell’autodromo, ma ieri c’e’ stato il rinvio a giudizio con una imputazione grave;il processo sara’ celebrato a febbraio. La questione sicurezza in occsasione delle prove libere “open” e’ sempre di attualita’. Per il mix di esperienze che generano (frequentemente in pista con gl’amatori ci sono i piloti in attivita’) e per una crescente comparazione fra le misure di sicurezza che sono messe in atto in occasione delle gare rispetto all’attivita’ amatoriale. La questione e’ complessa e se l’intervento della magistratura dovesse portare ad una condanna si potrebbero complicare condizioni e procedure per l’utilizzo degli impianti per l’organizzazione di prove libere. Negli ultimi anni le attenzioni per la sicuerezza di questa attivita’ sono state accentuate e la FMI ha dato un contributo positivo con la messa a disposizione di una copertura assicurativa volontaria attraverso il rilascio di una licenza non agonistica.
Tags: Misano World Circuit











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