Dainese a “tutta Tunisia”, rammarico e perplessità per il decentramento della produzione.
19 gen 2010 Enti & Aziende, MotorCuriosity
Sta montando la querelle relativa alle vicende aziendali che riguardano un importante marchio italiano. Digitando ‘Dainese’ su qualunque motore di ricerca internet le notizie piu’ recenti non sono molto belle. Anche sulle pagine economiche di molti giornali italiani ci sono notizie che riguardano il gruppo Dainese (produzione tute e abbigliamentto per motociclisti e caschi AGV) per annuciare che l’azienda spostera’ (delocalizzera’?) la sua produzione in Tunisia e in Veneto lasciera’ solo i settori design, nuovi prodotti e modelli selezionati. Dunque un’altro duro colpo per il settore moto del nostro paese, perche’ la griffe e’ importante, ma reggera’ nel tempo con l’immagine (vera) di prodotto italiano? In Tunisia l’azienda veneta e’ gia’ attiva con uno stabilimento che occupa 500 addetti, non sorprende piu’ di tanto la decisioni di oggi, sono i programmi di ieri che forse era bene prenferli piu’ sul serio agendo di conseguenza.
Qualche giornale ha accostato questa vicenda a quella Yamaha dove, dopo mesi di serrato confronto con un folto gruppo di dipendenti e’ stato trovato l’accordo attraverso la cassa integrazione, di fatto una sospensiva a tempo dei licenziamenti. Il collegamento lo ha trovato nel fatto che entrambe sono interessate a Valentino Rossi -”La crisi colpisce le tute di Valentino Rossi” – ad esempio titola Il Resto del Carlino. Critiche, molto velate, affiorano per i costi che le operazioni di affiancamento a certi campioni richiedono e qualcuno pare domandarsi: “… in tempi di crisi come quelli che attraversiamo certi investimenti sono ancora giustificati?” La situazione impone realismo, Dainese, e’ certo che anche il mondo sportivo espresso in ambito motociclistico dovra’ rivedere�la gestione di molte operazioni, magari in attesa di tempi migliori. Pare che l’azienda veneta non abbia gradito il modo con il quale alcuni organi di stampa hanno trattato la vicenda, ma non e’ questo il tempo per esibire “code” di paglia. Probabilmente, come e’ accaduto con Yamaha, sull’argomento leggeremo ancora molto.
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