FMI: Progetto Velocita’ al femminile, reazione critica della Presidente del Club Motocicliste.

Pole … Pole …

Commentando il comunicato diffuso dalla FMI, relativo al progetto federale per la gestione dell’attivita’ sportiva delle ragazze nel settore velocita’ per il 2010, si faceva riferimento ad un persistente silenzio di Paola Furlan, la persona che per 10 anni si e’ occupata di gestire il settore. La risposta e’ arrivata attraverso un articolo pubblicato da Gpone.com. Un intervento duro, polemico, che denuncia la delusione per un evidente “accantonamento”. Ma anche per la poca consistenza del progetto federale. Un progetto, che e’ bene chiarire, non e’ arrivato come un fulmine a ciel sereno perche’ era stato annunciato con la Circolare Sportiva del luglio scorso, che prevedeva la cancellazione del campionato con la sostituzione di un trofeo “macedonia”. La FMI ha reso noto, attraverso un comunicato, il progetto 2010, indicando ufficiosamente anche chi ne sara’ la coordinatrice. Progetto calato dall’alto, piuttosto scarno e povero di idee e iniziative.

La Furlan, che ha le sue responsabilita’ per la crescita piuttosto modesta del movimento sportivo al femminile nelle corse in moto, ha gestito il movimento con molta autonomia (per la FMI era una scelta considerata liberatoria?) ed e’ stata “accantonata” dallo staff federale diventato ormai faro unico per il mondo della velocita’ nazionale. Le sue critiche possono essere lette come sfogo personale, al limite, come una tutela di interessi personali e della sua attiva struttura associativa, ma sarebbe un errore liquidarlo come “rottura di scatole”. Il movimento femminile e’ povero per quantita’ e qualita’ delle strutture interessate ed un atteggiamento piu’ “aperto” verso i soggetti piu’ attivi parrebbe scelta saggia. Forse per “conquistare” alla pratica dell’attivita’ sportiva in moto una quota significativa di ragazze, servirebbe un progetto innovativo, in grado di uscire da schemi che propongono, sostanzialmente, sole competizioni che vecchie e copia di iniziative costruite e gestite da sempre al maschile.

Purtroppo il progetto FMI 2010, sostanzialmente cambia poco, la scelta di “obbligare” le donne (se vogliono gareggiare con continuita’) ad entrare nel “calderone” dei tanti trofei nazionali, impreziositi da qualche premio speciale “rosa”, non le aiutera’ a crescere. Fara’ bruciare sogni ed entusiasmi, prosciugando risorse economiche nella ricerca di traguardi conseguibili solo a prezzo di una preparazione imposta sulle necessita’ dei soggetti interessati. I due eventi riservati e lo stage di un giorno sono poca cosa annunciati per il 2010, spossono essere considerati un punto di partire dopo l’azzeramento di quantoera in essere? Criticare un tale progetto e’ fin troppo facile, perche’ alimente l’impressione di essere una scelta di “sopravvivenza” come si sta facendo con il anche campionato europeo, una scelta che non fa futuro! Paola Furlan fa polemica con la federazione e liquida la gara unica per l’assegnazione del titolo di Campione d’Italia con una commento bruciante ‘…un’unica “sveltina”… al posto di un vero campionato ‘. La presentazione ufficiale del progetto, in programma a Roma nell’ambito del Motodays il prossimo 12 marzo, dovrebbe chiarire molte delle perplessita’ che stanno alimentando alcune accese discussioni. A tal fine appare costruttiva la conclusione dell’articolo: ‘…confidando in una nuova fase di dialogo con le istituzioni’. Serve dare voce a chi, disposto a dare un contributo cerca l’occasione per manifestare interesse e presentare idee. In ogni caso la lettura dell’articolo di Paola Furlan e’ interessante perche’ testimonia di un malessere che non dovrebbe essere ignorato. Per leggere l’articolo CLICCARE su:

http://www.gpone.com/news/News.asp?NNews=6529

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