Imola: L’autodromo Enzo e Dino Ferrari sempre nella bufera (fallimentare)

Sul sito 422race.com e’ riportate due interessanti interviste attraverso le quali si cerca di fare chiarezza sullo stato della per una vicenda che ha portato al fallimento di Formula Imola e condizionera’ il futuro dell’autodromo, forse la sua esistenza.

Imola, parla il curatore fallimentare (cliccare sul logo)

Intervista al dott. Fabrizio Carbone; estrapolando alcuni commenti emerge che alla domanda sull’entita’ dei debiti la risposta e’ stata molto precisa :“Il debito della societa’ e’ di molto superiore a quello uscito sui giornali. Solo verso i fornitori supera i 4 milioni…”Un’affermazione cui fanno seguito dettagliate spiegazioni su una facenda che si presenta con molte sfaccettature. In chiusura la domanda che tiene in ansia il mondo dei motori: “Quante possibilita’ pensa realisticamente che avra’ la societa’ di sopravvivere“? La risposta: “Non lo so. Il mio interesse e’ salvare l’azienda e la gestione a tutela dei creditori. Sulla societa’ non mi esprimo, non e’ affar mio e non e’ il mio compito, nel senso che la societa’ e’ attualmente fallita e cosi ci stiamo comportando. Io utilizzo le risorse che reputo indispensabili per proseguire, che consistono fondamentalmente nei dipendenti che c’erano prima, confermati tutti alle stesse condizioni – e questo e’ anche doveroso – e confermato il direttore (Walter Sciacca, ndr) che era da pochissimo in carica e sta lavorando molto bene, perche’ ha riempito di eventi, in modo ancora migliorabile, e di giornate di lavoro, tutto il 2010. E’ una persona che sta lavorando nel migliore dei modi e con il quale ci interfacciamo quotidianamente. Io ho interesse a tutelare i creditori e a tenere in vita l’autodromo al fine poi di cedere questa concessione al soggetto che, in base a un’asta competitiva, potra’ essere aggiudicatario”.

All’intervista rilasciata dal curatore fallimentare di Formula Imola hanno fatto seguito i commenti del curatore della Mis Mas dott. Gianluca Caimi.

Imola, la versione della Mis Mas (cliccare sul logo)

Per chi e’ interessato la lettura dell’intervista conferma lo stato confusionale (?) che ha alimentato e, purtroppo, pare accompagnare la vicenda, Proponiamo domana e risposta che hanno concluso l’intervista. “La fattura di un milione di euro presentata all’epoca da Mis Mas per l’inaugurazione di Imola non fu di entita’ eccessiva? Risposta: “Francamente, come ho detto piu’ volte ad altri suoi colleghi, questa societa’ non la conoscevo minimamente prima del 2 giugno, quando ho accettato quest’incarico. Per me e’ un incarico professionale, di portare – si spera – a compimento una liquidazione. Non so che tipo di inaugurazione abbiano fatto ne’ so dirle i costi normali di un concerto di Renga o di uno spettacolo del Cirque du Soleil, perche’ non me ne sono mai interessato. Fatto sta che questa prestazione c’e’ stata. I giudici, anche qua a Milano, quando noi abbiamo fatto la richiesta di decreto ingiuntivo, nel quale e’ stata fatta una richiesta di sospensione da parte di Formula Imola, la dott.ssa Barberis ha rigettato la provvisoria esecuzione e l’istanza di sospensione. Stessa cosa quando noi abbiamo fatto il pignoramento presso terzi, sempre davanti a un giudice di Milano, il dott. Blumetti: sono intervenuti i legali di Formula Imola e il giudice ha sostenuto che non ci fosse fondamento per cui lui non potesse dare esecuzione al pignoramento.” Ancora – La cosa curiosa e’ che la Norman 95, che all’epoca gestiva Formula Imola, fosse proprietaria anche del 40% di Mis Mas.
Io le rendo noto anche che Mis Mas ha chiesto il fallimento di Norman 95 nonche’ di Gladstone S.p.A., societa’ controllata da Norman 95. Questo giusto per chiarire che non ci sono rapporti di sudditanza. Mi sono mosso esattamente nello stesso modo nei confronti dei tre crediti che la societa’ in liquidazione vantava: Norman 95, Gladstone e Formula Imola.”

Una brutta vicenda che, stranamente, si sta trascinando con una evidente disattenzione dall’ambiente motoristico nazionale.

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