Aggiornamenti al calendario della motovelocità nazionale..

La CSN della Federazione Motociclistica Italiana ha pubblicato l’aggiornamento definitivo dei calendari e delle norme 2012 dell’attività di velocità su pista 2012. Segnaliamo la conferma della SUZUKI GLADIUS CUP e la nascita del TROFEO  INTERCLUB FMI che al suo interno ospiterà i trofei DUNLOP CUP, MOTOESTATE, MOTO DI SERIE e NATIONAL.

La variazione più significativa è rappresentata dal “ripescaggio del monomarca Suzuki che non figurava nella bozza di calendario diffusa ad inizio settembre.

Tutti i calendari cliccando  sul link

 http://www.motogames.it/motocalendario-2012/

Vallelunga: si ricomincia nel week-end 3/4 marzo con “Il Centauro”.

Il fine settimana 03.04 marzo p.v. è in programma la prima gara della velocità in Italia; si ricomincia sulla pista dove a fine dicembre scorso si era conclusa l’attività in pista del 2011. Si riprende sempre  sulla pista di Vallelunga per l’organizzazione del Motor Club Gentlemen’s Roma.

In programma il Trofeo del Centauro, uno dei tanti trofei presenti nel calendario nazionale, si articola su cinque round tutti in programma sulla pista romana. Ultima gara il 02 dicembre. Il sodalizio promotore  ha deciso di “radicare” solo sul circuito romano “Piero Taruffi”, circuito di casa,  scelta spiegata con il desiderio di mantenere uno stretto legame con il passato e con il territorio in cui il Trofeo è nato.
Le origini del Trofeo del Centauro risalgono all’anno 1973 quando Ennio Giacobetti, leggendario fondatore del GMC, decise che fosse tempo di cavalcare l’onda crescente dell’utlizzo delle maxi moto stradali,  nacque così l’idea di promuovere il “Trofeo del Centauro”, competizione aperta alle derivate di serie. Due le classi inizialmente proposte inizialmente: 500cc e 750cc.

L’iniziativa riscosse un notevole successo e negli anni sono stati molti i piloti “transitati” attraverso il trofeo romano, fra i tanti Franco Uncini, in seguito campione del Mondo della 500, ma anche Giovanni Menegaz, Vanni Blegi e Mimmo Cazzaniga. Protagonisti di un’epoca più recente meritano la citazione: Ugo Laudati, per tre vincitore del “Il Centauro” e il suo tenace antagonista Marco D’Angelo.  Nel 2010 le classi proposte sono salite a quattro: 125 SP, 600 Stock, 600 Open e la Open,  tutte in grado di offrire ogni volta un grande spettacolo. Di rilievo anche le partecipazioni al femminile in particolare di  Alessia Polita, che si aggiudicò il trofeo della classe 600 Stock nel 2009 e Paola Cazzola, vice campionessa nello stesso anno.

Grazie al supporto di aziende di settore, il Gentlemen’s Motor Club di Roma assegna, ogni anno, premi tecnici al migliore di ogni classe, premiando comunque i primi cinque classifica di ogni categoria in una cornice d’eccezione qual’è il MOTODAYS, la kermesse romana dedicata al mondo delle due ruote.

Per la stagione agonistica 2012 sono state introdotte ulteriori  novità riservata alle classi 600 Stock, 600 Open e Open. Alcune di queste classi sono dei contenitori di trofei speciali per classi o marche. Nel programma figurano anche le vintage.

 La Metzeler, istituisce una speciale classifica riservata a coloro che utilizzeranno questo tipo di gomme gratificando i vincitori  finali con premi tecnici messi che la stessa mette in palio.

Il programma che prevede per sabato 3 marzo le qualificazioni e domenica 4 marzo le gare.

Le date del Trofeo del Centauro 2012 sono:  04 marzo; 27 maggio, 22 luglio; 09 settembre; 02 dicembre.

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Superbike & Supersport: prime vittorie per Biaggi e Checa in WSBK, Sofuoglu in WSS.

Apertura in grande stile per i mondiali Superbike e Supersport sulla posta australiana di Phillip Island, non fosse stato per la mestizia portata la morte del sabato per il 17enne Oscar McIntyre, sarebbe stata una gran giornata sancita da una buona partecipazione di pubblico.

Bene per i piloti italiani in Superbike, maggiori difficoltà nella Supersport, ma la gara australiana non fa testo in assoluto, la scorsa stagione partimmo con il trionfo di Scassa e il nullo di Davies, poi tutti sanno come si è conclusa la stagione.

Cliccare sui loghi dei campionati per vedere tutti i risultati e le classifiche.

GARA 1 – La caduta di Carlos Checa (Ducati), avvenuta dopo 5 giri, mentre guidava la gara ha reso più facile la rincorsa alla prima vittoria stagionale per  Max Biaggi (Aprilia). Il 17esimo successo in una manche della Superbike lo propone autorevolmente come lo sfidante più accreditato del pilota spagnolo, la sua velocissima Aprilia potrebbe rivelarsi alma letale per ogni avversario. Il pilota romano con questo risultato vincente raggiunge Francesco Chili il pilota con il maggior numero di gare vinte nella categoria, in totale 17 per ciascuno.

Era partito bene Checa, aveva rimontato subito Biaggi poi Tom Sykes (Kawasaki), dando l’impressione di poter allungare, ma “il corsaro” lo ha incalzato fino a che il portacolori della Ducati. A quel punto gara segnata pro Aprilia e Biaggi. Alle sue spalle lotta accesa fra un arrembante e per certi versi sorprendente, Marco Meandri (BMW) capace risalire fino al secondo posto finale davanti ad ottimo Sylvain  Guintoli (Ducati) il migliore per la casa bolognese. Quarto Sykes che, in qualche modo ha confermato il deficit di tenuta in gara già evidenziato nella scorsa stagione. Ottimo il quinto di  Jakub Smrz (Ducati) che ha dovuto difendere la posizione da un aggressivo Michel Fabrizio (BMW). Inferiore alle attese Jonathan Rea, un esordio per Honda World Superbike poco convincente anche Hiroshi Aoyama ottavo. Molto male le Suzuki con i due piloti fuori dalla zona punti, Camier era stato messo in difficoltà da un’entrata decisa di Davide Giugliano (Ducati) bravo ad aggiudicarsi la nona piazza davanti alla wild card del team Pedercini, l’australiano e Bryan Staring (Kawasaki i). Valutando le prestazioni degli altri piloti in gare merita attenzione  Lorenzo Zanetti (Ducati) 11° al debutto, mentre Niccolò Canepa (Ducati) ha condizionato la prestazione (20°)  con un fuoripista. Ritiro per Ayrton Badovini (BMW), mentre non ha potuto prendere il via  Raffaele De Rosa (Honda) per un guasto alla moto dell’ultimo momento. Da evidenziare le prestazioni “sofferenti” Leon Haslam (BMW) 12° e del sofferente Eugene Laverty (Aprilia) ritirato, hanno gareggiato in condizioni di grande precarietà fisica.

Piacevole il podio per gran parte italiano grazie a Biaggi (Aprilia), Melandri con uno staff formato da tanti tecnici italiani e Giuntoli con la Ducati.

GARA 2Carlos Checa, uscito fisicamente indenne dalla caduta di gara1, ha subito replicato a Max Biaggi conquistando il successo in gara 2 con molta autorevolezza. Se in gara 1 la vittoria di Max era stata favorita dalla caduta di Carlos, in gara 2 le parti si sono invertite perché il pilota dell’ Aprilia a causa di un contatto con Sykes ad inizio gara è stato costretto ad una rimonta che lo ha limitato alla seconda posizione, ma la sua rincorsa è stata entusiasmante, in ogni caso i due risultati conquista a Phillip Island lo vedono già ben saldo in testa alla classifica generale. Terzo posto, anche con un distacco rilevante per Tom Sykes, gap in parte causato dal  danno alla della leva del freno nel contatto con Biaggi.  Per pochi centesimi Jonathan Rea ha mancato il podio “del riscatto”. Leon Haslam ha stupito perché è stato capace di superare (5°) il  al compagno di squadra Marco Melandri, che non ha ripetuto l’impresa di gara1. Anche l’altro infortunato in pista, Eugene Laverty ha ottenuto un buon 8° posto. Nella top-10 è entrato anche  Niccolò Canepa (Ducati), decimo dietro al giapponese Hiroshi Aoyama, ottimo dopo la prestazione di gara1. Al contrario di Davide Giugliano (13°)  che non ha ripetuto la prestazione precedente, ha preceduto  Lorenzo Zanetti (14°)  ancora a punti. Cosa non riuscita a  Raffaele De Rosa 17° ed ultimo dei  piloti qualificati. Michel Fabrizio è uscito di gara per una caduta nelle prime iniziali della gara, Ayrton Badovini si è ritirato anche in questa manche. La classifica dopo le due manche:  Max Biaggi 45 punti, Marco Melandri con 30, Tom Sykes con 29 e Carlos Checa con 25.

La gara è stata ridotta a 15 giri (meno 6) per ragioni di sicurezza e tenuta delle gomme Pirelli i conseguenza dell’eccesso di temperatura ambientale. Legittima qualche perplessità …

Da alcune stagioni Kenan Sofuoglu cerca di affermarsi in categorie diverse, non ci riesce e torna a mitigare le delusioni in Supesport dove pare potersi confermare star anche in questa stagione in sella alla Kawasaki ufficiale affidata al Team Lorenzini.  Ha vinto precedendo 0.078 un pilota con una lunga militanza nella categoria Fabian Foret (Kawasaki), Lotta sul filo dei centesimi per il terzo posto conquista da un altro veterano, pilota di casa, Broc Parkers con la Honda davanti al francese Jules Cluzel debuttante di categoria con la Honda. Nei giri finali ha mollato Sam Lowes, quinto davanti ai sudafricani Sheridan Morais (Kawasaki i) e Ronan Quarmby (Honda).

Per gli italiani,  prestazioni contrastanti con le belle prestazioni della coppia Triumph Alex Baldolini (8°) e Vittorio Iannuzzo (9°). Subito in difficoltà per un contatto durante il primo giro Massimo Roccoli (Yamaha-Bike Service), centrato al tornantino “MG” da una invasato Vladimir Leonov altro pilota Yamaha, con il risultato di vanificare le speranze di top ten per i due piloti in gara con la moto che si è ritirata ufficialmente dai campionati WSABK e WSS. Roberto Tamburini all’esordio con la Honda si è ritirato dopo 7 giri per il cedimento del motore. Bene i due piloti del  VFT Racing Luca Marconi (13°) e Fabio Menghi (15°) che hanno incamerato i primi punti iridati della stagione. Da rivedere le prestazioni di Andrea Antonelli e Dino Lombardi. Tutti attesi per un rilancio sulla pista di Imola per la prossima gara.

Superbike & Supersport: le griglie per le gare mondiali della notte. Pesa il tragico incidente che ha segnato l’evento australiano.

Sulla pista australiana di Phillip  Island, dove è in coso di svolgimento il primo round iridato delle categorie Superbike e Supersport si è riproposta, cupa, l’ombra della morte. Ha ghermito un ragazzino di 17 anni, Oscar McIntyre, esordiente nella gara del campionato nazionale Supersport inframmezzate al programma del campionato del mondo.

Il tragico evento ha  determinato  cambiamenti di programma importanti; la cancellazione della Superpole per Superbike e lo slittamento dei tempi per Supersport.

Davanti a fatti così gravi, cui non farà certo seguito il clamore vissuto solo alcuni mesi addietro in Italia per la scomparsa di un nostro campione, è sempre difficile dare un senso ai commenti sportivi, ma è la legge della vita che corre sempre avanti.

Intanto c’è da segnalare che in pista sono scesi due piloti “miracolati”, ragazzi che in condizioni normali sarebbe forse in degenza ospedaliera, quantomeno a riposo obbligato imposto dai medici. Trattandosi di piloti sono stati autorizzati a scendere in pista, immaginiamo con qualche patema d’animo serio da parte dei responsabili dell’organizzazione perché in caso capitassero incidenti a loro, coinvolgendo anche altri piloti, il motociclismo si troverebbe al cento di accese polemiche.

Intanto a Phillip Island si è continuato a cadere e la lista degli infortunati si è allungata.

Cancellata la Superpole, la griglia di partenza delle due gare sarà formata  sulla base del miglior tempo fatto segnare da ciascun pilota nelle due sessioni di prove ufficiali.

Per la terza volta in carriera Tom Sykes (Kawasaki) prenderà il via da poleman,  grazie al tempo di 1’31.323 fatto segnare nel secondo turno, sessione che ha visto la quasi totalità dei piloti fare la prestazione migliore. Completeranno la prima fila, Max Biaggi (Aprilia), Carlos Checa (Ducati) e Jakub Smrz (Ducati) racchiusi nello spazio 0.480 decimi. In generale c’è stato grande equilibrio, ma Biaggi ha dato l’impressione d’essersi un poco nascosto, la sua moto è apparsa velocissima, la più veloce. Buone prestazioni quelle offerte da Sylvain Guintoli (Ducati) e Leon Camier (Suzuki), e grande prestazione del nostro Niccolò Canepa (Ducati) con uno straordinario 7° posto. Chiude la seconda fila Jonathan Rea (Honda) che, penalizzato da una caduta e dal regolamento che impone la disponibilità di una sola moto, non aver migliorato il tempo della Q1 quando era stato il migliore Giornata no per la Honda che vede il secondo pilota della squadra, Hiroshi Aoyama, solo 17esima posizione  Completano la top ten Maxime Berger (Ducati) in rimonta e Michel Fabrizio (BMW). Rispettivamente in 11° e 12° posizione si sono piazzati i due piloti vittime nei giorni precedenti di seri infortuni, gareggiano con importanti limitazioni, ma sono stati velocissimi Eugene Laverty (Aprilia) e Leon Haslam (BMW), quest’ultimo ha fatto meglio del compagno (sano) di squadra, il nostro Marco Melandri. Impietosamente deludente la prova del campione romagnolo.  Aveva entusiasmato  Davide Giugliano (Ducati) con il 3° posto in Q1, ma non si è migliorato quanto necessario per restare davanti. Partirà in terza fila con il 14° tempo, anche a causa di una scivolata, ma forse guadagnerà un posto perché il campione del mondo 2011 della supersport  Chaz Davies (Aprilia) seguito di una caduta si è fratturato un braccio.  Prestazione inferiore alle attese, finito lontano dal compagno di team Fabrizio, Ayrton Badovini (BMW Motorrad Italia), seguito dagli esordienti nella categoria da  Lorenzo Zanetti (Ducati) 20°  e Raffaele De Rosa (Honda) 24°. Onorevole prestazione per Kawasaki del team  Pedercini con l’australiano Bryan Staring (sostituto dell’infortunato Leandro Mercado) 18°  e David Salom 19°

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E’ toccato ai piloti della Supersport scendere in pista a poco meno di tre ore dal tragico che è costato la vita al 17enne Oscar McIntyre.  Non deve essere stato facile e forse hanno vissuto in apnea i 45 minuti previste dal programma. Il turno si è animato verso la fine e la pole è stata appannaggio, con il tempo di 1’34.445 (più lento di 4 decimi rispetto al 2011) del veterano locale  Broc Parkes (Honda); ha preceduto di soli 16 millesimi Sam Lowes (Honda), ancora una Honda in terza posizione con il debuttante Jules Cluzel. Quarta posizione in griglia per Kenan Sofuoglu per il primo di tre Kawasaki che inseguo. La lotta per  la vittoria di tappa ed in proiezione il titolo potrebbe restringersi a queste marche ed a piloti delle prime due file. Segue Fabian Foret ed il secondi pilota del Team Lorenzini. Si è  confermato in seconda fila il debuttante in supersport Alex Baldolini con la Triumph del team Suriano. I terza fila si sono “sistematii due piloti italiani più attesi: Roberto Tamburini (Honda) 11cesimo e Massimo Roccoli (Yamaha). Il pilota del Bike Service-WTR Ten 10, che risente molto delle conseguenze per la caduta di lunedì, è incorso in un lungo nel giro che doveva portarlo a ridosso dei primi, in ogni caso i due ragazzi riminesi possono ottenere un buon piazzamento in gara. Vittorio Iannuzzo 1° con la seconda Triumph partirà in quarta fila.  Più staccati gli altri piloti italiani con Fabio Menghi in 18° Luca Marconi  23° (entrambi su Yamaha) posizione, poi Andrea Antonelli (Honda) 24° e  Dino Lombardi (Yamaha) 25°.

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Phillip Island: tragedia in pista, nella gara nazionale Supersport per la vita il 17enne Oscar McIntyre. Annullata la Superpole.

Un grave incidente ha funestato la 2°giornata di prove  mondiali sul circuito di Phillp Island.  Nel corso di una gara Supersport, del campionato nazionale australiano, inserito nel programma della manifestazione  morto Oscar McIntyre.

Il 17enne, dopo pochi giri dall’inizio della gara ha perso il controllo della propria Yamaha,R6 all’altezza della prima curva “Doohan”, ha attraversato le vie di fuga ad alta velocità rientrando  poi in pista nel mentre è stato  è stato centrato alla curva 2 (la “Southern Loop”) dai piloti Michael Lockart e Luke Burgess  che stavano sopraggiungendo in quell’istante e che ben poco hanno potuto fare.

McIntyre è stato soccorso dai commissari e medici di percorso, ma non c’è stato nulla da fare.

Fortunatamente pare non ci siano conseguenze gravi per gli altri due piloti coinvolti, Luke Burgess è stato dimesso subito dal centro medico, mentre Michael Lockart è stato trattenuto in osservazione, ma dichiarato “fuori periodo”.

Per consentire i rilievi in pista, richiesta dalle procedure di polizia, la Superpole, è stata dapprima ritardata di mezzora e poi annullata.

Alle sei italiane la Direzione di gara ha annunciato la cancellazione della Superpole. Per la griglia verrà tenuto conto del riepilogo dei tempi delle qualifiche.

Il programma, è ripreso con seconda sessione di qualifica della Supersport.

Phillip Island: Q1,i responsi del cronometro, primi Rea (WSBK9 e Parkers (WSS). Bene Giugliano e Baldolini.

La prima giornata “ufficiale” della gara d’apertura dei campionati del mondo Superbike e Supersport, in corso sulla pista australiana di Phillip Island, non è stata tranquilla, tutt’altro!

Caldo estivo, asfalto a circa 5°° e per la giornata di sabato si prevede un incremento.

Risultati contrastanti, conseguenza anche di alcune cadute eccellenti patite da piloti di “prima fascia” nei test e durante la giornata odierna, con qualche prestazione inferiore alle attese ed altre molto belle, forse da tutti inattese, hanno dato la prima impostazione alle prime griglie stagionali. Un ruolo importante lo ha determinato il nuovo regolamento imponendo, anche in Superbike, la disponibilità di una sola moto per ciascun pilota.

In ogni caso nella notte europea di sabato vedremo che certe situazioni troveranno la posizione attesa, in ogni caso sarà una battaglia, in posta, in entrambe le classi, le distanze sono minime e basta poco per scalare o perdere posizioni.

Il dato di fatto certo è che il più veloce è stato Jonathan Rea (Honda) in 1’31″959 davanti alle Ducati di Jakub Smrz, Davide Giugliano (sorprendente) e Carlos Checa.

Il secondo fatto significativo è costituito dalla caduta, nel turno di prove libere del mattino, del Campione del Mondo in carica Carlos Checa, lo spagnolo ha perso il controllo del mezzo nell’ultimo tratto della Lukey Height, la spettacolare curva a sinistra nella parte alta del tracciato, finendo fuori traiettoria nella frenata che immette nel tornantino. In quel punto Dani Pedrosa (correva nella 125gp) si giocò entrambi i piedi. A Carlos è andata fortunatamente meglio, ha potuto prendere parte al primo turno di prove ufficiali. Nella stessa curva è caduto anche (ancora) anche Eugene Laverty, pur malconcio ha voluto scendere in pista nonostante la frattura al terzo metacarpo della mano destra, una condizione che difficilmente gli consentirà di sopportare il dolore durante le gare di domenica. Oggi ha preso un colpo alla testa ma i medici gli hanno dato l’ok per domani, sperabile che sia l’Aprilia a comprendere che forse non è il caso di insistere.

Si trova nel box BMW anche Leon Haslam che sta cercando di non perdere la gara. Si è sottoposto un intervento chirurgico da meno di 24 ore, effettuato in anestesia totale con l’inserimento di due viti nella caviglia destra fratturata martedì. Non sarebbe tempo di far prevalere il buon senso tutelando meglio la salute dei piloti? Magari anche contro la loro volontà.

Molte le scivolate: Joshua Brookes (Suzuki), Joan Lascorz (Kawasaki), Maxime Berger (Ducati), tutti senza problemi fisici.

Tornando ai giudizi del cronometro meritano attenzione le prestazioni dei piloti italiani, a cominciare dalla straordinaria prestazione di Giugliano, il Campione Superstock 1000 in carica ha stupito per la maturità dimostrata.

Max Biaggi (Aprilia) con il quinto tempo a +0.359 dal leader, si è messo alle spalle Niccolò Canepa (Ducati), altro ragazzo italiano autore di una stupefacente qualifica. Marco Melandri (BMW) non è andato oltre la nona posizione, lecito che ci sia attesa per un recupero nella Q2. A 59 millesimi da Meandri c’è Michel Fabrizio con la BMW della squadra italiana, nettamente più veloce del compagno di team Ayrton Badovini. Per gli esordienti Lorenzo Zanetti (Ducati) e Raffaele De Rosa (Honda) posizioni di coda, rispettivamente 19° e 25°.

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E’ stato il migliore nel turno delle libere e replicando il tempo nella Q1 l’australiano Broc Parkes (Honda) ha realizzato il miglior tempo un ottimo 1’34″532 ; per soli 26 millesimi ha relegato in seconda posizione il francese Jules Cluzel (Honda) una new entry che pare promettere un bell’esordio. Terzo tempo per uno dei piloti più attesi, il britannico Sam Lowes (Honda). Ad impedire una prima fila “monomarca” ci pensa il veterano Fanian Foret con la Kawasaki che ha preceduto il già due volte iridato Kenan Sofuoglu sempre su una verdona. Bella la prestazione del migliore dei piloti italiani è Alex Baldolini (Triumph) che meglio non poteva debuttare in Supersport. Il secondo dei piloti italiani è stato Massimo Roccoli, settimo nelle libere del mattino, ma più lento di poco più di tre decimi nel pomeriggio, un rallentamento che gli ha fatto perdere posizioni relegandolo al 14° posto. Primo dei piloti in sella alle Yamaha R6, magra soddisfazione perché in tanti c’è la convinzione che sia più alto il potenziale Roccoli – Bike Service-WTR Ten 10; c’è tempo per recuperare … fin dalla Q2.  Roberto Tamburini (Honda) al momento è 17°, ovvio che ci siano attese per un piazzamento migliore anche per lui.  Scivolato Vittorio Iannuzzo che era stato brillante nelle libere a conferma del buon rendimento della Triumph 650cc. Fabio Manghi (19°) e Luca Marconi (22°) compagni di team con la Yamaha si sono costantemente migliorati. Francamente piuttosto deludenti le posizioni di coda per Dino Lombardi (Yamaha) 25° e Andrea Antonelli (Honda) 26°

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Bike Service – WTR Ten 10: fiducia per l’esito della prima sfida stagionale.

Durante il week-end 24/26 febbraio 2012 prenderà avvio Campionato del Mondo Supersport che quest’anno si preannuncia particolarmente combattuto.

Ben 32 piloti iscritti provenienti da 23 Paesi che si contenderanno il titolo in 13 round iridati. Bike Service – WTR Ten 10 è pronta a raccogliere la sfida e potrà contare sul valore aggiunto di un Massimo Roccoli giunto al massimo della maturazione agonistica.

Settimana aperta con l’effettuazione dei test ufficiali della SuperSport, che come ogni anno si svolgono proprio sul tracciato di Phillip Island – una settimana prima del debutto di stagione – Massimo Roccoli e suoi di Bike Service – WTR Ten 10 hanno svolto il loro lavoro (in questi due giorni di “prove generali”),  al massimo  delle aspettative. La squadra infatti (e il pilota soprattutto!), ha dovuto fare i conti con una brutta scivolata di cui Roccoli è stato il protagonista solitario. E’ scivolato, se così si può chiamare una caduta a 180 km orari,  alla fine di una curva veloce, riportando delle importanti abrasioni su una coscia e su un braccio. Purtroppo la sua tuta seppur di ottima qualità si è completamente aperta nei due punti dove c’è stato il massimo attrito.

Massimo Roccoli racconta dei due giorni di test: “Sono stati due giorni impegnativi per tutti. La caduta è stata molto dura e sicuramente non sarò al 100% per la gara. Comunque sono ottimista perchè la moto mi piace molto e la squadra lavora davvero bene.”

Tuttavia interessante è il debutto di Massimo Roccoli soprattutto nella giornata sfortunata dove fermava il suo crono al 12°  tempo assoluto. Conclude la sessione dei test con il 16°  tempo assoluto. Tutti noi auguriamo a Roccoli di ritrovare la sua splendida forma in vista della gara di domenica 26 p.v.

Stefano Morri Team manager, il suo commento: “Nonostante la terribile caduta siamo riusciti a lavorare bene sul setting grazie alle indicazioni del pilota che è molto sensibile. Siamo fiduciosi per la gara.”

Superbike 25° stagione – Supersport 14° stagione. Il via a Phillip Island, 24/26 febbraio.

Sulla bella pista di Phillip Island un circuito situato nella Regione di Victoria in Australia, costruita nel 1956, lungo 4448 m. si disputerà la gara d’apertura dei Campionati del Mondo Superbike e Supersport.

Circuito spettacolare, con un susseguirsi di curve veloci e di ampio raggio spezzato solo da due tornantini, dove si possono ammirare audacissimi sorpassi.

L’unico rettilineo degno di nota, quello dei box, è in discesa e vi si raggiungono velocità di punta molto elevate. Caratteristici i vari tratti vicini al mare, suggestivi e amati dai fotografi di tutto il mondo.

I record della pista per le moto, stabiliti in occasione delle gare ridate appartengono rispettivamente:

MotoGP: Niky Hayden – Honda RC112 (2008) 1’30.826

Superbike: Troy Corser – Yamaha XZF R1 (2007) 1’31.826

Supersports: Fabian Fortet – Honda CBR600RR (2011) 1’34.041

L’edizione 2012 del mondiale Superbike prenderà avvio, in tale contesto ideale per un evento di grande prestigio che festeggia il 1/4 di secolo ed a fine stagione assegnerà il 25° titolo della sua storia.

Chi scrive contribuì alla scrittura del primo regolamento nell’autunno inverno 1987/1988 e fu protagonista indiscusso, con il team Bimota ed i piloti Stéphane Martens e Davide Tardozzi, della prima edizione di una vicenda sportiva che ha infiammato e continua ad infiammare il cuore di tanti appassionati.

Si parte per vivere una grande stagione con una griglia di partenza interessante, con diverse scuderie candidate alla vittoria finale.

Notevole anche la caratura dei piloti, fra i quali sono numerosi coloro che mirano alla conquista dell’alloro iridato.

Merita la citazione principale il Campione del Mondo in carca Carlos Checa team Altea Racing ed avrà a disposizione la Ducati 1198 per difendere il titolo conquistato lo scorso anno, ma forse dovrà costruire l’impresa.

Fra i più pericolosi contender figurano certamente due piloti italiani; in primis Max Biaggi con l’italiana Aprilia, l’ex iridato del 2010 dispone del potenziale tecnico e della determinazione per puntare al titolo, forse solo l’amalgama con il rinnovato staff se non ci sarà piena fiducia e, in parte, l’anagrafe potrebbero a gioco lungo creargli qualche difficoltà.

In molto accreditano è Marco Melandri, il vice campione del mondo in carica, come il pilota che può scalzare Checa e la Ducati, grazie ad una squadra, la BMW, decisa a conquistare la prevalenza cercata inutilmente nella scorsa stagione. I primi test non hanno soddisfatto appieno il ravennate, ma tutti sanno come sa dare sempre il massimo in gara.

A ridosso dei capisquadra, nella scala dei favoriti, si possono collocare i compagni di squadra inglesi; per Biaggi Eugene Laverty e per Melandri Leon Haslam. Meno chance per  John Hopkins in sella alla Suzuki meno costante nell’arco della stagione, spesso soggetto a cadute e fratture. Tutti e tre impossibilitati a disputare le 2 manche d’apertura, tutti sono caduti nei recenti test sulla pista australiana.

Ha dimostrato nel finale della stagione scorsa e test iniziali di avere buone chance da spendere anche l’alfiere della Kawasaki Tom Sykes. Molto attesi anche l’irlandese Jonathan Rea con la Honda al pari di Jakub Smerz che sono chiamati alla disputa di una grande stagione, probabilmente li vedremo più volte su uno dei gradini del podio o a ridosso dei primi, magari se sapranno meglio dosare la manopola del gas in certi momenti.

Non mancheranno certo le sorprese, che potrebbero arrivare anche dal nutrito gruppo di piloti italiani che fanno parte delle seconde file.  Accanto ai due protagonisti ci citati più sopra ci saranno Michel Fabrizio e Ayrton Badovini con le BMW della squadra italiana, Gigliano, nella squadra italiana di Checa, Lorenzo Zanetti e Nicolò Canepa con le Ducati e Raffaele De Rosa con la Honda. Numerosi anche i team italiani impegnati nel campionato: Althea, Aprilia, BMW Italia, Grillini Progea, ParkinGo, Pata, Pedercini, Pro Ride e Red Devils Roma.

Nelle ultime stagioni aveva dato l’impressione che fosse una categoria destinata ad estinguersi per mancanza di concorrenti, ad inizio stagione 2012 fa registrare una notevole crescita, a dispetto della congiuntura economica (almeno in Europa) poco favorevole.

Trentadue piloti che figurano nella entry list, 28 dei quali sono in Australia per partecipare alla prima prova della quattordicesima edizione del mondiale riservato alle 600 derivate di serie.  Un campionato, se si fa eccezione per la gara australiana, che si assegna con 12 dei 13 round su piste europee con piloti provenienti da 14 nazioni con arrivi in crescita dall’Est Europeo (piloti e squadre di Russia, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Ungheria), Non è stato invece superato il disinteresse della Case, fatto salvo quello della Kawasaki. Per quanto riguarda i piloti, anche qui c’è uno zoccolo duro, ma il processo di rinnovamento è in atto e lo scontro fra diverse generazioni di piloti potrebbe essere il liet motiv della stagione. Ci sono candidature per la conquista del titolo che non si possono ignorare e sono quelle degli irriducibili Fabian Foret (Kawasaki) e Broc Parkers (Honda), ma più di tutti del turco, già bicampione della categoria, Kenan Sofuoglu (Kawasaki). Un ritorno che già effettuato in passato e sempre dopo stagioni deludenti vissute in altre categorie. A contendere il titolo ai veterani pare posa essere un nutrito gruppo di “affamati” di gloria; Sam Lowes, Jueles Cluzel, Roberto Tamburini con le Honda, poi Massimo Roccoli e Vladimir Leonov con le Yamaha. Minor credito, almeno sulla carta, per altri piloti, compresi le due buone guide della Triumph.

Anche in questa classe l’Italia sarà, numericamente presente con il gruppo più numeroso di piloti: otto!

Un pilota italiano non è mai riuscito ad aggiudicarsi il titolo di Campione del Mondo Supersport, le due vittorie nelle World Series con Pirovano (1989) e Casoli (1998) non possono figurare nel palmares iridato. I tifosi italiani possono affidare per questa stagione le loro speranze a Massimo Roccoli, il pilota romagnolo ha disputato 80 gare nella categoria Supersport con 1 vittoria (Misano 2006) e tre podi cui può aggiungere tre titoli italiani (2006 – 2007 -2008). E’ tornato a gareggiare con la squadra, il Bike Service di Rimini, con il manager che lo ha consegnato al team Lorenzini by Leoni per gareggiare prima nella Superstock 1000 i poi a nel mondiale Supersport, ritrova anche la Yamaha, moto con la quale ha conquistato gran parte dei suoi successi. Potrà regalare soddisfazioni Roberto Tamburini, passato alla Honda se troverà i giusti equilibri e gli stimoli giusti. Per le qualità già messe in atto si deve fare credito per belle prestazioni anche due Triumph: Vittorio Iannuzzo ed Alex Baldolini, quanto ad un protagonista della FIM Cup 1000 come Andrea Antonelli (3° nella stagione 2010); potrebbe essere una stagione da lotta da zona punti per il Campione d’Italia Stock 600 Dino Lombardi, per Luca Marconi (che dovrebbe aver completato l’apprendistato la scorsa stagione) e Fabio Manghi, tutti in sella alle Yamaha R6, la moto più “anziana” della categoria.

Superbike & Supersport World Championship 2012 Il programma di Phillip Island (orari italiani)

Venerdì 24 febbraio

00.00 Supersport Prove Libere 1
01.45 Superbike Prove Libere 1
03.45 Supersport Qualifiche 1
05.30 Superbike Qualifiche 1
23.45 Superbike Qualifiche 2

Sabato 25 febbraio

00.45 Supersport Prove Libere 2
02.30 Superbike Prove Libere 2
05.00 Superbike Superpole
06.05 Supersport Qualifiche 2

Domenica 26 febbraio

02.00: Superbike Gara 1
03.30: Supersport Gara
05.30: Superbike Gara 2

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Motovelocità: la stagione nazionale 2012 sarà seriamente segnata dalla congiuntura economica?

Scorrendo i siti dei “promoter” italiani parrebbe sia abbastanza sofferto l’avvio della stagione 2012.

A meno di una settimana dalla prima gara dei circuiti mondiali a Phillip Island (26 febbraio); di due settimane dalla gara d’apertura nazionale a Vallelunga (4 marzo); di un mese da “raduno” e test ufficiali per i piloti di CIV + Coppa Italia a Imola (18 marzo); di un mese dall’esordio della kermesse tricolore al Mugello (25 marzo). In questo contesto non sono disponibili le informazioni relative ai piloti iscritti alle varie manifestazioni sono molto scarse, non sono disponibili entry list provvisorie. 

Assenza di informazioni, che fa il paio con la ridotta attività di comunicazione da parte dei team o dei singoli piloti, tutto ciò accade in un fase di preparazione della stagione che in anni precedenti era caratterizzata da ben altra vitalità.

Il calendario velocità 2012, che la FMI ha reso noto a dicembre, non ha subito variazioni, ma nelle pagine di presentazione di alcuni trofei da molte settimane compaiono calendarizzazioni di vari eventi con date diverse da quelle riportate sul sito federale. Solo una svista?

Non è che sul motociclismo italiano sta soffiando più forte del previsto il vento della crisi, che si sta attraversando una in fase di stallo, nell’attesa che fatti eventi “miracolosi” possano spegnere eventuali focolari di crisi?

Relativamente al CIV, il cui programma gare di ogni evento, è variato rispetto a precedenti stagioni per la progressiva frantumazione del monomarca Yamaha, nel 2012 potrebbe subire un decisivo cambiamento perché la presenza della R6 Cup potrebbe essere limitata ad una sola partenza.

Gli spazi saranno nel programma saranno occupati da trofei diversi o si passerà ad una divisione fra Moto2 2 Supersport?

Poche informazioni anche dai promoter dei trofei nazionali, compresi i monomarca.

Sperabile che ogni preoccupazione possa essere fugata a breve con la comparsa di entry list belle corpose; in ogni caso non si comprende perché, nel frattempo, non ci sia una comunicazione incisiva volta a fare della buona promozione utilizzando quantità e qualità delle partecipazioni già acquisite. Fino a questo momento sono comparse “notiziole”.

I costi da sostenere per svolgere attività sportiva nella motovelocità sono lievitati molto nelle ultime stagioni, forse non sono più compatibili per una numero significativo di molte famiglie.  

Forse questa era la stagione dare un segnale di contenimento dei costi predisponendo un progetto adeguato alla contingenza che il paese sta attraversando; magari reimpostando con grande realismo l’attività nazionale.

Tutte le fonti extra famiglia dove, tradizionalmente, pescava il mondo sportivo della moto (concessionare moto, sponsor, ecc.) paiono essersi drammaticamente inaridite, un contesto destinato ad incidere sull’attività di team e piloti. Trovare un modo per dare loro una mano sarebbe un’azione lungimirante.

Tutti tifiamo affinché il momentaccio possa essere “scavalcato” senza che nessuno si faccia troppo, nel momento della rincorsa per un bel contributo positivo si potrebbe avere se fosse possibile pubblicare corpose liste di partecipanti alle varie manifestazioni.

La poca informazione può celare sorprese positive, ma anche il contrario, in tal caso si farebbe una bella doccia fredda per un risveglio. Optiamo per un’attesa di eventi positivi … ma con riserva.

San Marino: per la FSM è tempo di assemblea e premiazioni per i protagonisti della stagione 2011.

La Federazione Sammarinese Motociclistica premia i suoi campioni. Martedì 28 febbraio alle 21 è in programma l’ Assemblea dei soci FSM presso la sede del Comitato Olimpico Nazionale Sammarinese, a Serravalle. Si approveranno i bilanci, si parlerà dell’ attività, verranno premiati i protagonisti dei Campionati Sammarinesi 2011 e i piloti che si sono distinti in ambito internazionale. Per tutti i tesserati alla FSM, iscritti ai 4 moto-club, è un appuntamento molto importante: un’occasione d’incontro e confronto in un clima di amicizia ed entusiasmo.

L’ufficio stampa  F.S.M.   c/o Impronte di Marianna Giannoni Tel. 0549 906893 Cell. 335 466011

Superbike & Supersport: conclusi i test a meno di due giorni dall’inizio delle qualifiche per il 1° round iridato.

Conclusa la due giorni di test disputati sulla pista australiana di Phillip Island, dove dal 24 al 26 prossimo venturo ci sarà l’apertura del ciclo di gare che assegneranno i titoli di Campione del Mondo 2012, per le classi Superbike e Supersport.

Sul difficile tracciato, inondato dal sole e il blu dell’oceano come sfondo, i piloti hanno completato la messa a punto dei mezzi e preso confidenza con le insidie del tracciato, nuovo per numerosi esordienti; temperatura ambiente oltre 25° mentre la pista sopra i 50°.

Molte le cadute e prove frequentemente sospese con la bandiera rossa, nulla di particolarmente grave nei due turni finali.

Tutti i test della prima parte di stagione avevano trasmesso una sensazione di imbattibilità del binomio Carlos Checa & Ducati, ma al termine dei quattro lunghi turni è stato Tom Sykes con la Kawasaki ZX10R ad assicurarsi la migliore prestazione con il miglior tempo fissato a 1’31.648, le certezze del binomio spagnolo/italiano potrebbero vacillare. In realtà i tempi fatti segnare dei test pre-campionato ufficiali, confrontati con quanto accadde nel 2011, raccontano di prestazioni lontano oltre un secondo dal tempo che fece registrare Carlos.

I migliori tempi di quasi tutti i piloti sono stati segnati durante il turno della mattinata nella seconda giornata.

Il ceco Jakub Smerz ha fatto segnare il terzo miglior tempo, davanti al nordirlandese Jonathan Rea (Honda) che ha completato il poker dei piloti scesi sotto il limite di 1’32. Dietro ai piloti della prima fila virtuale tanta Italia con Max Biaggi, in sella ad una velocissima Aprilia, incalzato da Marco Meandri con la BMW e con l’inserimento di un brillante

Davide Giugliano (Ducati) purtroppo caduto per la quarta volta, senza danni.Non ci sono stati altri piloti italiani in grado di inserirsi nella top ten, fuori di poco Michel Fabrizio (BMW) 12° e Nicolò Canepa (Ducati) 13°; più indietro Ayrton Badovini (BMW) 16° ancora condizionato dai postumi di una caduta, ancora Lorenzo Zanetti (Ducati) 17°, infine Raffaele De Rosa (Honda) 24°.

Portata a termine l’estenuante maratona di collaudo – ben cinque giornate in una settimana – i piloti Superbike godranno una breve pausa: venerdì, con le prime qualifiche del round d’apertura, il via al Campionato.

Tutti le prestazioni sono visibili cliccando sul logo Superbike.

La migliore prestazione del 2011, fatta registrare da segnare da Fabian Foret (Honda) fu di 1’33.904; al termine dei quattro turni della serie di test organizzati dalla Infront è stato l’australiano Broc Parkes con la Honda che fu di Foret, è stato il più veloce nelle due giornate di test Supersport con il tempo di 1’34.585. Nella classifica combinata delle quattro sessioni (lunedì e martedì) ha preceduto le Kawasaki di Kenan Sofuoglu e Fabien Foret  Si è confermato su livelli di eccellenza  il 21enne britannico Sam Lowes (Honda), il più veloce nella sessione del mattino del martedì, di rilievo anche la prestazione del 23enne francese Jules Cluzel (Honda) con la 5° piazza.

Il migliore, fra i piloti del nutrito gruppo italiano, è stato Vittorio Iannuzzo (Triumph) che si è aggiudicato la 6° piazza assoluta. A seguire Alex Baldolini con la seconda Triumph del team Suriano. Molto indietro i due più attesi con Massimo Roccoli, che è tornato in sella alla Yamaha del Bike Service – WTR Ten 10, dopo la caduta di lunedì, ma non è andato oltre la 16° piazza seguito dall’ex pilota della squadra riminese Roberto Tamburini (Honda). Ancora più indietro un trio in sella alle Yamaha: Luca Marconi 22°, Fabio Manghi 24°, Dino Lombardi 25° e Andrea Antonelli (Honda) 26°.

Anche durante le ultime due sessioni ci sono state fermate imposte dall’esposizione della  bandiera rossa, in particolare in un caso per soccorrere il russo Vladimir Leonov che si è procurato contusione al gomito destro e alla caviglia sinistra, in ogni caso sarà in grado di partecipare al primo round del campionato.
Cliccare sul logo Supersport per prendere visione di tutti i tempi.

Phillip Island: test SBK con Checa davanti a Biaggi e Melandri. Out Hopkins, Laverty e Haslam.

A conclusione della prima delle due giornate di test ufficiali Infront Motor Sports a Phillip Island, disputati in un contesto ideale, i cronometri ufficiale del Perugia Timing hanno sancito riscontri cronometrici molto interessanti. Un commento circa lo stato di salute di alcuni piloti merita di precedere le considerazioni sportive, messi fuorigioco da caduta durante i test che si sono svolti fino ad ora sulla veloce pista australiana. La Suzuki ha perso John Hopkins, sarà sostituito da Joshua Brookes, mentre Aprilia non avrà sostituti per Eugene Laverty caduto sul finire dei test della scorsa settimana, come BMW che oggi deve fare i conti con la caduta di Leon Haslam nella prima sessione. Difficilmente i due piloti potranno essere presenti nella gara d’apertura del mondiale in programma domenica prossima.

Intanto a dominare è sempre il Campione del Mondo Superbike in carica Carlos Checa con la Ducati affidata al team Althea. Il suo miglior tempo è stato un buon 1’31.947 fatto segnare nel primo turno. Belle le prestazione dei due piloti italiani che sono fra i maggiori condor del pilota spagnolo. Max Biaggi (Aprilia) ha concluso con un ottimo 2° posto ed un tempo di 1’32,132 (confermando sostanzialmente la prestazione nei due turni). Marco Melandri (BMW) alla fine 3° che contenendo il ritardo a 285 millesimi dal leader dimostra di essere in forte crescita. Nella prima giornata dei testa ufficiali ha fatto la sua comparsa la Honda in precedenza assente e Jonathan Rea con due crono similari, in migliore di 1’32.379 ha concluso al 4° posto. Al 5° posto si trova Haslam, ma il tempo resta indicativo, stante i postumi della caduta. Molto impegnato Tom Sykes (Kawasaki) 6° ad oltre mezzo secondo, il quale ha preceduto, nell’ordine, le Ducati di Sylvain Guintoli, del brillante Nicolò Canepa e di Jakub Smerz. Tutti fuori dalla top ten i restanti piloti italiani: Michel Fabrizio (BMW Motorrad Italia) 12°, Davide Giugliano (Ducati) 14° scivolato senza danni a mezzora dalla fine della seconda sessione, Lorenzo Zanetti (Aprilia) 16°, Ayrton Badovini (BMW) 19° ancora in difficoltà per i postumi di una precedente caduta e Raffaele De Rosa 21°; da alcuni di loro lecito attendersi piazzamenti maggiormente a ridosso delle posizioni di testa. In ritardo anche il Campione del Mondo Supersport Chaz Davies (Aprilia) 20°. Caduta perle wild card australiane Bryan Staring (Kawasaki Pedercini) e Joshua Brookes (Crescent Fixi Suzuki) chiamati a sostituire, rispettivamente, gli infortunati Leandro Mercado e John Hopkins.

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Phillip Island: primi test per la Supersport, in evidenza la vecchia guardia. Caduta per Roccoli.

Prima giornata di test a Phillip Island con cronometraggio ufficiale, non interessanti le qualifiche, ma orientate alla presa di contatto con la pista e messa a punto dei mezzi.

Temperatura di 24° gradi, ideale per prepare al meglio l’esordio iridato del fine settimana.

I primi riscontri cronometrici hanno subito messo in evidenza i possibili protagonisti della stagione, guidati da tre “veterani” di categoria e di militanza iridata, dopo i primi due turni con un buon 1’35″140 figura l’iridato Fabien Foret, tornato in sella ad una Kawasaki con poco più di 2 decimi sul pilota turco Kenan Sofuoglu (Kawasaki), già due volte iridato di categoria, di ritorno dalla Moto2 dopo una stagione poco significativa.  Terzo tempo per il pilota di casa Broc Parkes (Honda Ten Kate). A ridosso dei tre plurivincitori la giovane rivelazione della scorsa stagione Sam Lowes (Honda) seguito dall’esordiente (anche lui transfuga dalla Moto2) Jules Cluzel. Nella top ten entra subito un nome nuovo l’ungherese Balazs Nemeth, quinto con un’altra Honda, dal russo Vladimir Leonov (Yamaha) e Lukas Pesek, rimasto vittima di una caduta sul finire delle prove che ha richiesto una temporanea sospensione delle prove. Un contesto dove non hanno brillato particolarmente i piloti italiani rimasti a border line della top ten; il migliore è stato Vittorio Iannuzzo (Triumph) 10° a poco meno di due secondi. Massimo Roccoli, 11°  a poco più di 1”.07, è certamente il più atteso, purtroppo finito a terra con la Yamaha R6 schierata dal Bike Service-WTR Ten10 Racing Team, ha danneggiato seriamente la moto, ma non ha riportato particolari conseguenze fisiche. Tenendo conto che è caduto in un tratto particolarmente veloce la squadra ha potuto tirare un sospiro di sollievo sapendolo in grado di tornare in pista per i turni successivi, prima di mettersi al lavoro per ripristinare il mezzo. A seguire Roberto Tamburini (Honda) 12° e Alex  Baldolini 13° con la seconda Triunph del team Suriano. Tutti a cavallo dei due secondi. Un quartetto che ha mezzi e qualità per risalire la classifica. Piuttosto indietro nella lista dei 28 piloti scesi in pista il campione italiano Stock 600 in carica Dino Lombardi 22°, Luca Marconi (24°) e Fabio Menghi (25°) tutti su Yamaha. Andrea Antonelli 26° su Honda caduto ad inizio del secondo turno.

Nella notte i turni 3 e quattro della tornata di test liberi.

Tutti i tempi cliccando sul logo  Supersport

Superbike: a Phillip Island conclusi i test dei protagonisti impegnati nella trasferta australiana per il 1° round 2012.

A differenza di altri campionati la Superbike, con una lunga permanenza e numerosi test, sta preparando l’esordio iridaro in programma il  prossimo fine settimana in Australia sulla pista di Phillp Island, lo stesso dove si sta provando a ripetizione.

Test importanti, con prestazioni, ancorché ufficiose, tali da fornire indicazioni sempre più interessanti. L’avvicinamento si concluderà con i test del 20 e 21 p.v. quando sarà attivo il servizio cronometraggio ufficiale.

Dopo la tre giorni appena conclusa, Carlos Checa e la Ducati hanno rafforzato l’indicazione che li vuole capaci di difendere con successo il titolo conquistato nel 2011;  ciò a dispetto delle modifiche regolamentare introdotte per contenere il vantaggio che gli deriverebbe alla Ducati dai 200cc di maggior cilindrata. Il campione del mondo non è sta condizionato neppure da alcune noie fisiche l’unica lamentela la riserva ai pneumatici che non lo entusiasmano. Detto ciò si deve in ogni caso prendere atto che il pilota della Casa di Borgo Panigale è stato più lento di 1”03, rispetto alla migliore prestazione fatta segnare la scorsa stagione. In generale ritmi più lenti e piloti racchiusi in un range molto ristretto.

I test australiani hanno messo fuorigioco due piloti molto attesi, prima il rider Suzuki, l’americano John Hopkins che si è fratturato una mano; poi il neo acquisto Aprila, Eugene Laverty, dopo una rovinosa caduta coltiva qualche speranza di recupero per la prima gara.

Dopo i numerosi test si può azzardare qualche previsione per individuare, fra  vecchi e nuovi avversari, quali saranno i coloro che potenzialmente hanno il potenziale per contendergli la riconquista del titolo. 

Max Biaggi: non ha brillato particolarmente nelle uscite recenti, ma ha dato l’impressione di essere molto motivato per la messa a punto di ogni particolare del mezzo: Continua a polemizzare per il regolamento che considera pro Ducati (nulla di nuovo), ma  con la quarta piazza finale (a circa ½ secondo) ha fatto intendere che lui nella lotta di vertice ci sarà. Per Aprilia manca il miglior riscontro completo  delle prestazioni di Laverty, ma le prestazioni d’insieme dicono che chi vorrà salire sul podio non lo dovrà mai sottovalutare.

Tom Sykes: il pilota di punta in sella alle verdone  è apparso “sempre più” a suo agio su una Kawasaki “sempre più” seguita ufficialmente. Il pilota inglese ha insidiato costantemente le prestazioni del campione spagnolo. Se troverà la continuità sarà un brutto cliente per tutti. A conferma delle crescita del Mezzo, già evidenziato nel finale della scorsa stagione, ci sono le prestazioni da “prima fascia” di Joan Lascorz che avrebbe fatto segnare il quinto miglior tempo, titolare del quinto tempo assoluto.

Marco Melandri, insieme al compagno di team Leon Haslam  non è apparso soddisfatto alla conclusione dei test, per la casa bavarese questa non può essere ancora una stagione da dichiarare interlocutoria, ora è tempo di puntare in altro, ma pare che ci siano ancora gap importanti da colmare per  lottare per il titolo. Irritato anche per un contatto capitato in pista con Michel Fabrizio in sella alla BMW della squadra italiana. Ma il top rider italiano lamenta difficoltà nella guida che sarebbe opportuno risolvere in fretta. Il britannico è stato sempre nelle prime posizioni più incisivo di Marco, al momento diamo la colpa alla maggiore conoscenza del mezzo, ma la scusa potrebbe non tenere. Detto del contatto Meandri Fabrizio sa considerare che il romano ha ottenuto alla fine la settima prestazione. Molto meglio di Ayrton Badovini solo 14cesimo, è incorso anche in una caduta.

John Hopkins continua a non avere fortuna, in ogni caso cade con frequenza riguardevole, ed ha bruciato la partenza di un campionato dal quale pare attendersi molto, come del resto la Suzuki.  Partenza non gratificante per il team  Crescent new entry inglese grande attesa per la Suzuki che si dice sia profondamente rinnovata e che può contare sulla collaborazione con Yoshimura. L’onere di portare all’esordio la moto in versione toccherà a Leon Camier  non ha facendo segnare l’undicesimo tempo, ma l’ex campione brittanico non è nuovo a prestazioni altalenanti, probabilmente le occasioni di podio per lui saranno minori rispetto ai due anni trascorsi in Aprilia. Dovrà “difendersi” dal pilota chiamato a sostituire l’americano, un altro inglese: Josh Brookes.

In Australia ci sono anche diverse new entry italiane: Davide Giuliano (Ducati) incorso in una scivolata e Lorenzo Zanetti (BMW Italia).

Le Superbike torneranno in pista lunedì e martedì prossimi, presenti anche Honda assenti nelle due tornate precedenti, curiosità per verificare i progressi che Rea aveva già evidenziato nelle gare finali della stagione scorsa.

Peccato per l’assenza della Yamaha nel mondiale 2012, la casa dei tre diapason che sarà presente nel BSB con Haga.

Prove libere anche per i piloti della Supersport.

MotoGP 2012: definitivo il calendario delle gare che assegneranno i titoli Moto1 – Moto2 e Moto3.

La FIM ha ufficializzato il calendario della MotoGP (Moto1Moto2Moto3) per la stagione mondiale 2012 del motomondiale. Comprende anche la gara dell’Estoril, pertanto sono riultate prive di fondamento le voci che erano corse relative ad il possibile forfait del circuito potoghese, non è andata così perchè il  circuito lusitano sarà della partita. 

Cliccare sul logo per vedere il motorcalendario 2012!

Il calendario ufficiale del motomondiale 2012:

8 aprile, Qatar – Doha/Losail (gara in notturna)

29 aprile, Spagna – Jerez de la Frontera

6 maggio, Portogallo – Estoril

20 maggio, Francia – Le Mans

3 giugno, Catalogna – Catalunya

17 giugno, Gran Bretagna – Silverstone

30 giugno, Olanda – Assen (gara disputata di sabato)

8 luglio, Germania – Sachsenring

15 luglio, Italia – Mugello

29 luglio, Stati Uniti – Laguna Seca (solo classe Moto1)

19 agosto, Indianapolis – Indianapolis

26 agosto, Repubblica Ceca – Brno

16 settembre, San Marino & Riviera di Rimini – Misano Adriatico

30 settembre, Aragona – Motorland

14 ottobre, Giappone – Motegi

21 ottobre, Malesia – Sepang

28 ottobre, Australia – Phillip Island

11 novembre, Valencia – Ricardo Tormo – Valencia

FIM Cup Superstock 1000: i piloti che saranno protagonisti delll’edizione 2012.

Mentre in Australia prendono avvio i campionati del mondo Superbike (sono già impegnati per una tornata di test) e Supersport, la FIM ha reso l’elenco provvisorio dei piloti iscritti Superstock 1000 FIM Cup 2012; trofeo per il quale è previsto il limite d’età (under-28). Le gare del trofeo saranno abbinate alle gare europee Superbike fatta eccezione i round di Donington e Mosca.

Una entrey list composta da 25 i piloti, in forte (salvo prossime aggiunte) perché nel 2011 era 42, con costanti aggiunte di wild card gara by gara. L’Italia anche in questa stagione si presenta come la più rappresentata, nella scorsa stagione sfiorava il 50%: per la prossima edizione i nostri alfieri saranno 7 (molti meno della scorsa stagione); Eddi La Marra. Lorenzo Savadori, Federico Sandi e Marco Bussolotti in sella alle Ducati, poi Lorenzo Baroni con BMW Fabio Massei con l’Honda, ed il debuttante Massimo Parziani con l’Aprilia RSV4.

Fra le case (5 le marche rappresentate) gode della maggiore preferenza la Ducati con 10 mezzi, poi la Kawasaki con 9, la BMW 3, un numero che in qualche modo sorprende; chiudono Honda 2 e Aprilia 1.

Il vincitore del prestigioso trofeo nel 2011 è stato Davide Giugliano (Ducati), nella stagione precedente a vincere era stato Ayrton Badovini (BMW). L’edizione 2012 si caratterizza per la presenza di molti giovani esordienti, alcuni con un corredo di risultati interessanti. In totale sono 14 le nazioni rappresentate e prima gara in programma sul tracciato di Imola ad inizio aprile.

- L’entry list provvisoria con i relativi numeri di gara:

5- Marco Bussolotti, Ducati 1098R; 6- Brett McCormick, Ducati 1199; 11- Jeremy Guarnoni, Kawasaki ZX-10R; 14- Lorenzo Baroni, BMW S1000RR; 15- Fabio Massei, Honda CBR 1000RR; 20- Sylvain Barrier, BMW S1000RR; 21- Markus Reiterberger, BMW S1000RR; 23- Federico Sandi, Ducati 1199; 24- Kev Coghlan, Ducati 1199; 30- Bogdan Vrajitoru, Kawasaki ZX-10R; 31- Christoffer Bergman, Kawasaki ZX-10R; 32- Lorenzo Savadori, Ducati 1199; 36- Philippe Braga Thriet, Kawasaki ZX-10R; 37- Andrzej Chmielewski, Ducati 1098R; 39- Randy Pagaud, Kawasaki ZX-10R; 42- Heber Pedrosa, Kawasaki ZX-10R; 40- Alen Gyorfi, Honda CBR 1000RR; 47- Eddi La Marra, Ducati 1199; 55- Tomas Svitok, Ducati 1098R; 61- Alexey Ivanov, Ducati 1199; 65- Loris Baz, Kawasaki ZX-10R; 67- Bryan Staring, Kawasaki ZX-10R; 88- Massimo Parziani, Aprilia RSV4 APRC; 93- Matthieu Lussiana, Kawasaki ZX-10R; 155- Tiago Dias, Ducati 1098R.

Ducati: messa in vendita dalla Investindustrial.

Ducati è un sogno nato a Bologna nel 1926 e raccontato dal Museo Ducati. Un luogo dove esplorare le gesta di moto e piloti leggendari, dove respirare una passione sincera per le prestazioni e per l’eccellenza; per aprire nuove strade, correre veloci e scrivere la storia.”

Così si chiude la pagina “Chi siamo”, sul sito internet della Ducati SpA;  a seconda dell’acquirente il capitolo corre il rischio di essere medificato con riferimenti solo alle origini e meno al divenire dell’azienda.

Dal comunicato ANSA: Ducati e’ in vendita. La Investindustrial di Andrea Bonomi il finanziere che ha conquistato anche la presidenza del consiglio di gestione della Banca Popolare di Milano, vuole cedere la partecipazione nel gruppo o quotarla a un prezzo che potrebbe arrivare a 1 miliardo di euro. Lo ha dichiarato lo stesso Bonomi al Financial Times secondo cui una manciata di gruppi in Europa, Asia e Stati Uniti sarebbero interessati. Secondo alcune fonti fra gli acquirenti potenziali vi sono la Bmw e l’indiana Mahindra. ”Ducati e’ ora una societa’ perfetta - spiega Bonomi all’Ft – ma per una ulteriore crescita richiede il supporto di un partner industriale di rilevanza mondiale”.

Per questo Bonomi, che punta cosi’ a triplicare l’investimento iniziale, spiega che ”quest’anno lavoreremo per trovare il partner”.
Lo scorso anno la Investindustrial ha dato mandato a Goldman Sachs, Deutsche Bank e Banca Imi di sondare una quotazione della Ducati sul mercato di Hong Kong (la societa’ era quotata a Milano fino al 2008 ndr), ma attualmente la cessione a un gruppo rivale o a un grande gruppo automobilistico, spiega il quotidiano, e’ vista come l’opzione piu’ probabile per internazionalizzare ulteriormente il marchio.

La Ducati, la cui fama nel mondo e’ stata accresciuta grazie alle vittorie (nota: forse all’ingaggio) di Valentino Rossi, vende ogni anno 40.000 moto e ha debiti per 1,7 volte i suoi utili prime di interessi, svalutazioni e ammortamenti. Un livello di indebitamento che l’Ft, giudica ”basso rispetto a quello di molte societa’ nel portafoglio di gruppi di private equity”.

Considerazioni a margine che si possono fare partono dalla consapevolezza che fin dall’inizio si poteva intuire che acquisto e risanamento di Ducati fossero mirati ad una successiva alienazione con il conseguente guadagno, Purtroppo difficile che in Italia al momento possano emergere potenziali acquirenti. Pezzo a pezzo si sta completano la disgregazioni del settore motociclistico, perché potrebbe non finire con la cessione della Casa di Borgo Panigale …

Faith Children’s Community Home: a pochi Km da Malindi si potrebbe consumare un dramma sulla pelle di 80 bambini.

Faith Community Children’s Home. Tutti gli 80 bambini sono stati  costrettoi a sgomberare la struttura che li ospitava, Piccoli per gran parte orfani e con età inferore a 5 anni.

Bambini dei quali si occupa il pastore Ibrahim Kombo, per quelle creature  il loro angelo; un uomo che porta con se i pregi ed in difetti di gran parte dell’umanità, ma che ha il merito di averli raccolti, alimentando una speranza di vita diversamente molto improbabile.

Una comunità che vive di donazioni, occasionali come quelle che turisti o persone generose elargiscono, e di poche donazioni programmate e finalizzate a progetti ben definiti.

Risorse che avrebbero dovuto essere sufficienti assicurare gli alimenti e per costruire alcune strutture fondamentali; er mandarli a scuola. In parte destinati per costruire locali adeguati per ospitare esseri umani.

Una comunità che non ha mai avuto un riconoscimento ufficiale da parte delle autorità kenyote. Esposta al rischio d’essere dichiarata illegale, eppure indispensabile perché in sua assenza quegli 80 bambini sarebbero lasciati allo sbando. sulle strade di Malindi.

Riconoscimento difficile da ottenere, perché le strutture iniziali erano fatiscenti e gli  interventi realizzati, evidentemente non stati considerati succienti per  soddisfare gli standard richiesti.

Chi avesse avuto in passato ha la possibilità di fare visita all’orfanotrofio  avporterebbe impresso nella mente la visione due piccoli “capanni” e la grande tenda verde di plastica  che fungeva da dormitorio, tutto ciò rappresentava l’insieme dell’orfanotrofio.

Una parte dei più piccoli dormivano in due ambienti in muratura, grandi (forse) quanto una delle cabine che vediamo sulle nostre spiagge, sistemati con amache messe a strati da terra verso l’alto.

I bambini più grandi dormivano ricoverati sotto il tendone di plastica, stesi su pannelli formati ritagli di gomma piuma.

A testimoniare che qualcosa era cambiato ci sono costruzioni in muratura più grandi, il fatto che tutti i bambini non dormivano più all’addiaccio, dormitori ancora da completare, in ogni caso da considerare ricovero accettabile rispetto alle condizioni inziali.

E’  rimasto però il deficit altri servizi essenziali,

Non sono state realizzate strutture  fondamentali, altre sono rimaste precarie o sono incomplete, la carenza di risorse finanziarie forse ha  indotto il pastore Kombo a privilegiare interventi d’altro genere considerati più urgenti, modificando anche la destinazione di fondi erogati per specifici interventi.

I servizi igienici erano ancora in uno stato non accettabile, ciò a dispetto di finanziamenti che erano stati erogati per la loro realizzazione.

Altra situazione critica era costituita dal mancato allestimento di una cucina, dove preparare i cibi con un minimo di tutela igienica. Da sempre erano preparati a cielo aperto e quando pioveva al riparo di una tettoia formate da foglie di palma.

Alle medesime condizioni i ragazzi erano costretti a  consumare i pasti, non disponendo di un locale apposito dove si potersi raccogliere anche quando quando pioveva, e quelle sono zone che nei periodi di pioggia … diluvia e fa freddo.

In questo situazione c’è stato l’intervento della Onlus Il Germoglio.

Sono stati erogati finanziamenti per concorrere al sostentamento dei bambini, ma anche alla costruzione di diverse opere.

Kombo non è rimasto con le mani in mano, certo avrà  fatto il possibile, magari con errori dovuti al contesto generale dove opera, caratterizzato da precarietà operative e per la sua formazione non imprenditoriale.

Un contesto onsiderato a più riprese dalla dirigenza della Onlus, con preoccupazione e  conseguenti sollecitazioni al pastore affinché operasse per soddisfare le richieste degli uffici governativi, nulla però faceva presagire un intervento a breve tanto radicale del tipo che oggi il Pastorre Kombo deve fronteggiare: la chiusura della struttura dove viveva  la piccola comunità.

Le autorità hanno decretato la chiusa, un provvedimento certo sarà conforme alle norme vigenti in quel paese, ma non si sono preoccupate del futuro di quelle creature che rischiano d’essere lasciate allo sbando.

Con il supporto di alcuni nativi e qualche italiano che si trova sul posto, il Pastore a trasloccato la numerosa comunità, famiglia compresa, in una struttura presa in affitt0 che pare essere fatiscente, ma un riparo provvisoriuo lo è.

In tanto il Pastore pensa già a come avviare la costruzione di una nuova stuttura su un terreno che avremme già acquistato.

Bignorà aiutarlo in questa fase se dovesser avere necessità urgenti per pagare l’affitto dei locali; per quanto riguarda il cibo avrebbe ricevuto rifornimenti per una mesata.

Superata l’emergenza sarà necessario programmare il consolidamento del Faith Comminity Children’s Home, nel rispetto delle normative vigenti, pertanto nei tempi che le autorità competenti concederanno.

Impresa non facile da realizzare, richiederà un immediato coordinamento fra quanti vorranno collaborare al progetto, confidando che siano definite condizioni tali da rendere possibile la riconferma dell’apporto  della Onlus il Germoglio.

L’associazione sammarinese si era già attivata, con buoni riscontri, per trovare le risorse necessarie per realizzare progetto adeguato nella vecchia collocazione.

E’ di tutta evidenza che se il divenire di quella comunità resterà affidato al solo Pastore Kombo dovranno essere impostate relazioni diverse, con collaborazioni più dirette e collaborazioni operative dirette,  superando la precarietà che la realizzazione del precedente insediamento a posto in evidenza. 

Intanto non dobbiamo abbandonare  quei bambini, in queste settimane sono corse voci, che in presenza di situazioni tanto precarie, trovano terreno fertile per formarsi ed espandersi.

Di concreto c’è che l’orfanotrofio rappresenta al momento il solo approdo  per quegli 80 bambini, chiudere quella struttura potrebbe  metterli allo sbando e sarebbe una tragedia, possiamo restare indifferenti?

Lo possiamo aiutare, in questa fase di transizione, inviando donazioni dirette al Pastore, oppure ci si può coordinare con la Olus il Germoglio sito http://www.onlusilgermoglio.org/index.html

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WELLS FARGO NEXT TO STD BANK

Paolo Pileri: Un campione ed un amico, stroncato da un malore nel 2007.

Anniversario della scomparsa, 13 febbraio 2007, di Paolo Pileri ex campione del mondo e team manager di celebrati campioni. Decesso avvenuto a Terni sua città natale e di residenza; aveva 63 anni e fu stroncato da un malore improvviso.

Pileri è stato campione iel mondo nel 1975 nella categoria 125 a in sella alla Morbidelli. Nella foto sul podio di Assen nel 1975 quando conquistò il titolo. Ha gareggiato anche con le Bimota-Yamaha 250cc,  nel 1976 e ha vinto una gara a Misano in sella alla Bimota-Morbidelli 250cc, moto che aveva portato al debutto sulla pista di Assen nel campionato del mondo.

Conclusa la carriera agonistica, è diventato manager, personaggio di unta della Honda nella 125gp, con Fausto Gresini, conquistò secondo posto nel mondiale della ottavo di litro.

A lui si deve la scoperta Loris Capirossi e il suo team fu il primo a dare l’opportunità a Valentino Rossi di scendere in pista, nel 1993 a Misano,  con una moto ufficiale nel 1993. Ebbe un crollo e la sua attività si interruppe bruscamente. Era un uomo mito, innamorato delle moto, ricordi importanti nel periodo di vicinanza a Bimota, ma è sempre rimasto in amico.

Valencia: per Moto2 & Moto3 prima tre giorni di test della stagione 2012. Prime indicazioni.

Dopo la tornata di test delle MOTO1 e CRT, organizzati sulla pista di Sepang (Malesia) con atmosfera e pista “calda” è stato il turno dei test riservati ai piloti di Moto2 e Moto3. L’incredibile inverno europeo non ha risparmialo la Spagna e Valencia dove piloti selle medie e mini cilindrata si sono dati appuntamento. Il freddo ha concesso una tregua nella giornata conclusiva ed i riscontri cronometrici sono diventati più indicativi. Da segnalare che non è stato attivato il servizio di cronometraggio (per risparmiare) e tutti i tempi sono da considerare ufficiosi.

MOTO2 - L’inglese Scott Redding (Kalex) è stato il migliore nelle prime due giornate, ma nella giornata conclusiva è stato lo spagnolo catalano Pol Espargaró (Kalex) a far segnare un tempo, abbassando ancora (ufficiosamente) il record della pista che era già stato ritoccato dall’inglese.  Per i piloti italiani si sono classificati a ridosso dei primi due, Andrea Iannone (Speed Up), Simone Corsi (FTR) e Claudio Corti (Kalex), tutti veterani di questa classe per i quali la stagione 2012 potrebbe risultare decisiva per il loro futuro sportivo. Lontano dalle prestazioni migliori Roberto Rolfo (Suter), mentre per il giovane Marco Colandrea si prospetta una stagione molto impegnativa, perchè è un ragazzo un ragazzo che nei campionati minori e nel CIV non si è espresso ad alto livello. Interlocutorie anche le prestazioni di piloti molto attesi come i due spagnoli, l’ex titolato della categoria Toni Elias ed il titolare della 125cc del 2011 Nico Terol. Inesorabilmente indietro la ragazza spagnola Elena Rosell. I piloti della Moto si ritroveranno la prossima settimana a Jerez per altri tre giorni di prove in programma giovedì, venerdì e sabato p.v..

Tempi del venerdì (comunicati dai team):

1. POL ESPARGARO, KALEX, 1’35.4 – 2. SCOTT REDDING, KALEX, 1’35.8 – 3. ANDREA IANNONE, SPEED UP, 1’35.8 – 4. SIMONE CORSI, FTR, 1’35.9 – 5. CLAUDIO CORTI, FTR, 1’36.0 – 7. THOMAS LUTHI, SUTER, 1’36.0 – 8. ESTEVE RABAT, KALEX, 1’36.3 – 9. GINO REA, MORIWAKI, 1’36.4 – 10. MIKA KALLIO, KALEX, 1’36.5 – 11. ALEX DE ANGELIS, SUTER, 1’36.5 – 12. ANGEL RODRIGUEZ, SAG TEAM, FTR, 1’36.5 – 13. BRADLEY SMITH, TECH 3, 1’36.5 – 14. TAKAAKI NAKAGAMI, KALEX, 1’36.7 – 15. MAX NEUKIRCHNER, KALEX, 1’36.7 – 16. TONI ELIAS, SUTER, 1’36,8 – 17. NICOLAS TEROL, SUTER, 1’36.8 – 18. YUKI TAKAHASHI, SUTER, 1’36.9 – 19. AXEL PONS, KALEX, 1’37.3 – 20. XAVIER SIMEON, TECH 3, 1’37.4- 21. RANDY KRUMMENACHER, KALEX, 1’37.6 – 22. JOHANN ZARCO, MOTOBI, 1’37.6 – 23. MIKE DI MEGLIO, SPEED UP, 1’37.7 – 24. DOMINIQUE AEGERTER, SUTER, 1’37.8 – 25. RATTHAPARK WILAIROT, MORIWAKI, 1’37.8 – 26. ROBERTO ROLFO, SUTER, 1’39.0- 27. ELENA ROSELL, MORIWAKI, 1’39.3 – 28. ERIC GRANADO, MOTOBI, 1’39.6 – 29. ALEXANDER LUNDH, MZ – 30. DAMIAN CUDLIN, MORIWAKI -31. MARCO COLANDREA, FTR

MOTO3 - Primo confronto con lo schieramento che andrà a comporre la griglia di partenza della neonata classe. Ovviamente sono in corso messe a punto di mezzi e piloti, ma alcune prestazioni, ufficiosamente comunicate dai team pertanto da prendere con beneficio d’inventario (nel bene e nel male) sono interessanti. Nella giornata conclusiva, quella che ha offerto le migliori condizioni meteo, sarebbe stato tedesco Sandro Cortese (KTM) Maverick Viñales e Alberto Moncayo. Evidente la “calca” dei migliori ex piloti della cancellata 125gp nelle posizioni di testa. Non sono stati molto brillanti i giovanissimo ragazzi supportati dalla Federazione Motociclistica Italiana. Il migliore dei nostri è stato il campione italiano 125gp Nicolò Antonelli a metà classifica, più indietro Romano Fenati e Luca Marciano, mentre non ci sono tempi per Alessandro Tonucci. Molto indietro anche l’ex campione italiano 125gp Riccardo Moretti. I ragazzi devono fare esperienza e l’augurio che il materiale a disposizione sia adeguato a supportare il loro sforzo di crescita.  Anche per i piloti di questa classe altri tre giorni di test a fine della prossima settimana, appuntamento sulla pista andalusa Jerez, dove le condizioni meteo potrebbero essere più favorevoli.

Tempi del venerdì (comunicati dai team): 1. SANDRO CORTESE, KTM , 1’40.9 – 2. MAVERICK VINALES, 1’41.0 – 3. ALBERTO MONCAYO, 1’41.2 – 4. DANNY KENT, KTM  1’41.2 – 5. LUIS SALOM, 1’41.2- 6. NIKLAS AJO, 1’41.4 – 7. HECTOR FAUBEL, 1’41.6 – 8. MIGUEL OLIVEIRA, 1’41 – 9. ZULFAHMI KHAIRUDDIN, 1’42.0 – 10. BRAD BINDER,  1’42.0 – 11. EFREN VAZQUEZ, 1’42.2 – 12. LOUIS ROSSI, 1’42.9 – 13. ARTHUR SISSIS, KTM  – 14. ADRIAN MARTIN, 1’43.1 – 15. DANNY WEBB, MAHINDRA, 1’43.2 – 16. NICCOLO ANTONELLI, 1’43.2 – 17. ALEX MARQUEZ, 1’43.7 – 18. TONI FINSTERBUSCH, 1’44.1 – 19. ALEXIS MASBOU, 1’44.3 – 20. KENTA FUJII, 1’44.3 – 21. JONAS FOLGER, MZ  1’44.5 – 22. JACK MILLER, 1’44.7 – 23. ALAN TECHER, 1’44.8 – 24. ROMANO FENATI, 1’46.1 – 25. MARCEL SCHROTTER, MAHINDRA, 1’46.2 – 26. IVAN MORENO, 1’46.2 – 27. LUIGI MORCIANO, IODA, 1’49.3 – 28. GIULIAN PEDONE, 1’50.0 – 29. RICCARDO MORETTI, MAHINDRA – 30. JASPER IWEMA – 31. ISAAC VINALES – 32. JAKUB KORNFEIL – 33. ALESSANDRO TONUCCI

Bruno Ruffo: Tre volte Campione del Mondo agli albori delle competizioni iridate.

Ricorre il 10 febbraio l’anniversario della scomparsa, avvenuta nel 2007 – di  un prestigioso campione del motociclismo: Bruno Ruffo

Un libro, “Cuore e Asfalto” corredato bellissime foto, del figlio Renzo,  lo propone alla memoria degli appassionati della velocità in moto.

Ha gareggiato nelle prime edizione del Campionato del Mondo

Nel suo palmares figurano tre titoli iridati e ben 10 podi nei 15 GP disputati, con 4 vittorie.

Nella classe 250cc vinse il primo titolo  nel 1949 con la Guzzi e nella stessa classe si aggiudicò quello del 1951, mentre nel 1950 trionfò nella 125cc i sella alla Mondial.

E’ stato campione italiano per tre volte ed ha Bruno Ruffo, inoltre nella sua carriera ha firmato 61 con la Moto Guzzi. Una leggenda del motociclismo italiano.

Phillip Island: Lista dei piloti iscritti al 1° round iridato Superbike & Supersport – 24/26 febbraio

Il ciclo di gare dei campionati del mondo Superbike e Supersport prenderà avvio  nell’ultimo week-end di febbraio (24-26) sulla pista di Phillip Island (Australia) dove i protagonisti troveranno quel caldo che è una chi di questi tempi in Europa è una chimera. Il programma prevede le due classi iridate, assenti FIM Cup 1000 e le Stock 600 dell’europeo. I test saranno preceduti dalla due gioni di tst in programma nei gioni 20-21 febbraio. Al round australiano è abbinata una prova del campionato nazionale australiano. Come primo atto è stato ufficializzato l’entry list dei piloti iscritti per il primo round della stagionale delle due classi.

– Poche le modifiche rispetto alla lista provvisoria comunicata a gennaio; due wild-card per David Johnson, in gara con una BMW S1000RR e un altro australiano, Bryan Staring, che al rientro in Europa gareggerà nella FIM Cup con la Kawasaki del Team Pedercini, sostituirà  l’infortunato Leandro Mercado. Cambio di denominazione per alcuni team: il Team  Roma Ducati diventa Team Red Devils Roma Ducati; il Team Crescent diventa Crescent Fixi Suzuki e il ParkinGO diventa e ParkinGO MTC Racing. Un cambio anche di numeri gara: Leon Camier (2) e per Mark Aitchison (18). Confermata la presenza italiana con 8 piloti con alcuni favoriti per la conquista del titolo

L’entry list del 1° round

2- Leon Camier – Crescent Fixi Suzuki – Suzuki GSX-R 1000
3- Max Biaggi – Aprilia Racing Team – Aprilia RSV4 Factory
4- Hiroshi Aoyama – Honda World Superbike Team – Honda CBR 1000RR
7- Carlos Checa – Althea Racing – Ducati 1198
17- Joan Lascorz – Kawasaki Racing Team – Kawasaki ZX-10R
18- Mark Aitchison – Grillini Progea Superbike Team – BMW S1000RR
19- Chaz Davies – ParkinGO MTC Racing – Aprilia RSV4 Factory
20- David Johnson – Rossair AEP Racing – BMW S1000RR
21- John Hopkins – Crescent Fixi Suzuki – Suzuki GSX-R 1000
33- Marco Melandri – BMW Motorrad Motorsport – BMW S1000RR
34- Davide GiuglianoAlthea Racing – Ducati 1198
35- Raffaele De RosaPro Ride Motorsports – Honda CBR 1000RR
44- David Salom – Team Pedercini – Kawasaki ZX-10R
50- Sylvain Guintoli – Team Effenbert Liberty Racing – Ducati 1198
58- Eugene Laverty – Aprilia Racing Team – Aprilia RSV4 Factory
59- Niccolò CanepaRed Devils Roma – Ducati 1198
65- Jonathan Rea – Honda World Superbike Team – Honda CBR 1000RR
66- Tom Sykes – Kawasaki Racing Team – Kawasaki ZX-10R
67- Bryan Staring – Team Pedercini – Kawasaki ZX-10R
84- Michel FabrizioBMW Motorrad Italia GoldBet SBK Team – BMW S1000RR
86- Ayrton BadoviniBMW Motorrad Italia GoldBet SBK Team – BMW S1000RR
87- Lorenzo ZanettiPATA Racing Team – Ducati 1198
91- Leon Haslam – BMW Motorrad Motorsport – BMW S1000RR
96- Jakub Smrz – Liberty Racing Team Effenbert – Ducati 1198
121- Maxime Berger – Team Effenbert Liberty Racing – Ducati 1198

– Boom confermato, da anni la griglia di partenza del mondiale Supersport non faceva registrare un numero così alto di iscritti; saranno già 31 a contendersi i primi punti del Mondiale Supersport 2012 a Phillip Island. Qualche variazione rispetto alla entry list ufficiosa divulgata a gennaio.  Qualche cambio con Jules Cluzel entrato PTR Honda, come PJ Jacobsen nella squadra Bogdanka Racing; per quanto riguarda la presenza italiana saranno 8 i piloti nel 1° round.  Entra il team Power Team by  Suriano con Alex Baldolini e Vittorio Iannuzzo, ritorna Luca Marconi con VFT Racing cher in questa occasione non schiera Giacomo Micheli. Previsti alcuni spostamenti fra piloti non di primo piano di provenienza Est Europa. Cambio della titolazione del team Ten Kate Honda diventato Ten Kate Racing Products

L’entry list del 1° round

3- Jed Metcher – RivaMoto Junior Team – Yamaha YZF R6
8- Andrea AntonelliTeam Lorini – Honda CBR 600RR
9- PJ Jacobsen – Bogdanka Racing – Honda CBR 600RR
10- Imre Toth – Racing Team Toth – Honda CBR 600RR
11- Sam Lowes – Bogdanka PTR Honda – Honda CBR 600RR
13- Dino LombardiTeam PATA by Martini – Yamaha YZF R6
16- Jules Cluzel – PTR Honda – Honda CBR 600RR
19- Pawel Szkopek – Bogdanka Racing – Honda CBR 600RR
20- Mathew Scholtz – Bogdanka PTR Honda – Honda CBR 600RR
22- Roberto TamburiniTeam Lorini – Honda CBR 600RR
23- Broc Parkes – Ten Kate Racing Products – Honda CBR 600RR
24- Eduard Blokhin – RivaMoto – Yamaha YZF R6
25- Alex BaldoliniPower Team by Suriano – Triumph Daytona 675
27- Thomas Caiani – Kuja Racing – Honda CBR 600RR
31- Vittorio IannuzzoPower Team by Suriano – Triumph Daytona 675
32- Sheridan Morais – Kawasaki DeltaFin Lorenzini – Kawasaki ZX-6R
33- Yves Polzer – Team MRC Austria – Yamaha YZF R6
34- Ronan Quarmby – PTR Honda – Honda CBR 600RR
38- Balazs Nemeth – Racing Team Toth – Honda CBR 600RR
40- Martin Jessopp – Riders PTR Honda – Honda CBR 600RR
52- Lukas Pesek – Prorace – Honda CBR 600RR
54- Kenan Sofuoglu – Kawasaki DeltaFin Lorenzini – Kawasaki ZX-6R
55- Massimo RoccoliBike Service – WTR Ten10 – Yamaha YZF R6
61- Fabio MenghiVFT Racing – Yamaha YZF R6
64- Joshua Day – Team Goeleven – Kawasaki ZX-6R
65- Vladimir Leonov – Yakhnich Motorsport – Yamaha YZF R6
69- Ondrej Jezek – SMS Racing – Honda CBR 600RR
73- Oleg Pozdneev – RivaMoto – Yamaha YZF R6
87- Luca MarconiVFT Racing – Yamaha YZF R6
98- Romain Lanusse – Kawasaki Intermoto Step – Kawasaki ZX-6R
99- Fabien Foret – Kawasaki Intermoto Step – Kawasaki ZX

Casa Ducati: sviluppo rapido della nuova moto e “restauro “piloti per ritrovare efficenza al 100%

Dopo la prima tornata di test in Malesia, la seconda è in programma dal 28 febbraio al 1 marzo sempre a Sepang, le moto della Ducati sono rientrate a Borgo Panigale per essere sottoposte alle modifiche richieste dai due piloti ufficiali Valentino Rossi e Nicky Hayden. In particolare saranno utili indicazioni di Vale perché Nicky non era in buona salute, non ha potuto forzare ed ah concluso in anticipo i test.

Revisione per le moto, ma “ritocchi” anche al fisico dei piloti per riparare piccoli guasti originati da infortuni in conseguenza di cadute capitate nelle stagioni scorse.

Valentino Rossi è stato operato all’Ospedale Cervesi di Cattolica, effettuata la rimozione di un chiodo che gli era stato collocato nella gamba destra dopo il brutto incidente del Mugello. Convalescenza prevista di cinque giorni prima di dare avvio alla riabilitazione e la preparazione alla nuova stagione. L’intervento è riuscito perfettamente e Rossi ha già fatto ritorno a casa. Non sono previste limitazioni, in conseguenza dell’intervento, per i test programma ti (tre giorni) per fine febbraio.

Nicky Hayden si è sottoposto ad un intervento un poco più impegnativo alla spalla destra.  Effettuato per verificare approfonditamente le sue condizioni e di trattarle conseguentemente nella maniera più efficace, aiuterà anche a definire meglio i trattamenti più opportuni per recuperare la piena efficienza. L’intervento effettuato a San Francisco, si apprende dai comunicati ufficiali è perfettamente riuscito e dovrebbe risolvere i per risolvere i problemi relativi alla cartilagine e dell’articolazione e ai muscoli. Anche Nicky ne ha dato conferma attraverso Twitter. Certo è che un’operazione pare rappresentare l’avvio migliore un buon inizio della stagione agonistica, ma meglio un intervento che dovrebbe risultare risolutivi che trascinare un malanno che potrebbe essere causa di molti condizionamenti. Come già capitato durante i primi test stagionali. A differenza del pilota italiano l’americano potrebbe non essere al meglio per i prossimi test in Malesia, ma dovrebbe recuperare completamente per l’inizio del campionato previsto dal 10 marzo al 01 aprile.

La Ducati scommette molto sul buon esito di questa stagione ed ha assoluto bisogno che i due piloti siano nella condizione di dare sempre il meglio.

Da Sepang prime indicazioni per la Moto1 “2012″. Tutto ok? Quasi per tutti … stando ai commenti finali.

Dai tre giorni di prove, sulla pista di Sepang (Malesia), che hanno aperto la stagione 2012, sono arrivate diverse indicazioni, ed un verdetto incontrovertibile: con i motori 1000cc saranno spazzati via la gran parte dei record d’ogni pista.  La prestazione di Casey Stoner lo certifica anche a dispetto di alcuni problemi cronici e del pensiero che lo portava in Svizzera, accanto alla moglie vicina al parto della prima figlia. Il campione del mondo ha fatto segnare un tempo di sei centesimi più veloce del record fatto registrare lo scorso febbraio con la 800, ma altri piloti hanno migliorato le loro vecchie prestazioni. Tanto lavoro per il gruppo Ducati che ha portato in pista la nuova moto per i due piloti ufficiali ed il collaudatore Battaini. Verificati in concreto i possibili problemi che CRT potranno evidenziare, con l’americano Colin Edwards con la sua Suter-Bmw più lento di cinque secondi rispetto a Stoner, ma per tutti gl’altri del gruppo (Silva, Pietri e Torres) il gap è stato di gran lunga molto più pesante. Sostanzialmente i test hanno confermato che al momento il poker più forte è ancora composto dal duo Honda Stoner /Pedrosa e da quello Yamaha Lorenzo/Spies, con i due ex iridati di classe grandi favoriti. Il duo Ducati Rossi/Hayden più indietro, con il primo a un secondo dal leader, un gap pesante ma recuperabile, a giudiziose del pilota e dello staff.

A fine test i piloti hanno rilasciato per testimoniare soddisfazione e speranze per la nuova stagione, pur con ragioni diverse.

Test Sepang, i tempi finali

1 Casey Stoner Honda 1:59.607 – 2 Jorge Lorenzo Yamaha 2:00.198 +0.591 – 3 Dani  Pedrosa 2:00.256 +0.649 – 4 Ben Spies Yamaha 2:00.495 +0.888 – 5 Valentino Ducati 2:00.824 +1.217 – 6 Hector Barbera Ducati 2:00.929 +1.322 – 7  Cal Crutchlow Yamaha  2:01.108 +1.501 – 8 Andrea Dovizioso Yamaha 3 2:01.257 +1.650 – 9 Alvaro Bautista Honda 2:01.384 +1.777 – 10 Nicky Hayden Ducati 2:01.729 +2.122 – 11 Stefan Bradl Honda 2:01.894 +2.287 – 12 Karel Abraham Ducati 2:02.218 +2.611 – 13 Katsuyuki Nakasuga Yamaha 2:02.334 +2.727 – 14 Franco Battaini Ducati 2:03.033 +3.426 – (poi le CRT) 15 Colin Edwards BMW-Suter 2:04.722 +5.115  – 16 Ivan Silva 2:08.225 +8.618 – 17 Robertino Pietri 2:09.640 +10.033 – 18 Jordi Torres 2:10.184 +10.577

E le CRT? Le moto che dovrebbero essere le proposte del futuro accusano ritardi  che partono da 5″.115  a salire. Responsi  sportivamente implacabili, ma difficilmente accettabili anche per la pericolosità. Si parla tanto di sicurezza e queste moto potrebbero davvero diventare un elemento di elevata pericolosità in questo 2012!

In sintesi i commenti dei protagonisti più attesi:

Valentino Rossi: soddisfatto dei riscontri avuti a Sepang, con la nuova Ducati GP12 con telaio perimetrale crede dio avere capito che moto si può andar forte e soprattutto ha ritrovato il feeling con l’avantreno che gli mancava dai tempi della Yamaha. Le Honda e Yamaha ufficiali sono apparse ancora  nettamente superiori,  ma la Ducati al primo test  rappresenta un bel punto di partenza.  Si dovrà lavorare per migliorare il comportamento della moto in accelerazione per fare un decisivo avvicinamento alle posizioni di vertice.

Casey Stoner: Il miglior tempo ed il nuovo record di Sepang, non si è certo sorpreso, ha utilizzato solo due dei tre giorni a disposizione, ed è saltato subito veloce. Dice di non sentirsi fisicamente a posto e di avere il pensiero  rivolto a sua moglie Adriana volendo assistere alla nascita di sua figlia, Contento della moto e pensa che ulteriormente migliorare eliminando il chattering adottando alcune modifiche al setting dell’ammortizzatore.

Dani Pedrosa: Alla fine si preso il terzo miglior tempo, con il team ha lavorato principalmente sulla frenata e sull’elettronica. Una tre giorni molto stancante, ma test molto interessanti per motore, telaio e gomme, le prove più complete fatto su questa moto fino ad oggi. Sono stati acquisti dati interessanti che saranno analizzati in vista del secondo test della stagione. Fra le altre cose da sistemare c’è ancora del chattering, difficile da risolvere, ma Honda sta lavorando sodo.  In ogni caso ho trovato questa moto fisicamente più impegnativa, si sente maggiormente la potenza nelle accelerazioni, la maggior velocità nelle frenate violente e anche il maggior peso.

Jorge Lorenzo: Soddisfatto di test che lo hanno conclusi con la sua Yamaha che si è aggiudicata il secondo tempo. Ha migliorato il suo record sulla pista di Sepang. Ha avuto la possibilità di provare molte innovazioni apportate alla sua moto, alcune hanno prodotto importanti miglioramenti. Sa che si dovrà migliorare ancora, in particolare l’elettronica che non è ancora perfetta; la moto ha molto potenziale e c’è ottimismo.

Ben Spies: Il quarto tempo Sepang ha soddisfatto il texano della Yamaha, una buona tre giorni, per fortuna non ci sono state conseguenze per la caduta, con la moto del tester, che gli ha fatto chiudere in anticipo i test.  Ha comunque avuto buone sensazioni e raccolto ottime indicazioni. Si conferma impaziente di tornare per la prossima tornata di test per vedere cosa ci sarà di nuovo.

Nicky Hayden: Ha dovuto concludere  in anticipo i test , dopo aver tentato di guidare con una fasciatura molto stretta della spalla sinistra dolorante, quella operata. Non avendo la forza necessaria per spingere forte, d’accordo con la squadra, ha preferito smettere in anticipo. Sarà però in sella a Jerez prima di tornare a Sepang a fine mese. A lui il microfono. Pur non girando in condizioni ottimali ha provato delle buone sensazioni con la nuova Ducati una moto realizzati in tempi tanto ridotti da avere  dell’incredibile. Buona e l’anteriore funziona bene ma con i cavalli in più da gestire, ma si deve trovare il modo di migliorare la trazione posteriore

Andrea Dovizioso. Reduce dalla frattura alla clavicola ha dovuto stingere i denti, lo ha fatto perché non perdere l’occasione di prendere confidenza con la M1, una moto per lui totalmente nuova. Alla fine seppur provato si è detto soddisfatto. Per il suo stato fisico ed ha ringraziato tutti coloro che lo hanno aiutato nel recupero in Italia rendendo possibile la sua presenza a Sepang. Nonostante le condizioni fisiche si è detto soddisfatto della crescita di confidenza  la moto considerando che deve cambiare lo stile di guida. Resta impaziente di provare ancora quando sarà quasi al meglio delle forze.

Colin Edwards: E’ stato nettamente il migliore delle CRT, ma il gap è stato enorme, anche nei confronti degli altri tre piloti in pista per la stessa categoria. Incertezze e perplessità si stanno accentuando per l’inserimento di queste moto nella griglia della Moto1, Le differenze rispetto ai prototipo MotoGp sono rilevanti, poi ci sono da verificare le differenze fra le stesse CRT e, infine, le diversità fra esperienze e qualità dei piloti. Un bel salto nel buio! Il pilota texano  che vanta grande esperienza in Superbike e MotoGP è in grado di fare ragionevoli considerazioni, guidando la Suter BMW CRT, sul potenziale di queste moto ibride. Un mezzo che non ha consentito di raggiungere buone prestazioni buone , ma lui pensa di poter migliorare controllando meglio il chattering e  altri componenti. Pensavo che al termine dei tre giorni di tempo fosse possibile essere più veloce di un paio di secondi. Il lavoro da fare è tanto  a cominciare dall’elettronica. Considera una bella avventura la stagione che si appresta affrontare in sella ad una CRT.

Mercato motocicli: gennaio 2012 con luci e ombre per le 2 ruote a motore.

COMUNICATO ANCMA

Dati contrastanti per le immatricolazioni di gennaio (veicoli maggiori di 50 cc) con gli scooter che confermano i volumi del 2011, con 8.006 pezzi venduti, pari al -0,1% rispetto allo stesso mese dello scorso anno; mentre le moto con 4.166 unità mostrano un consistente calo del -22,9%. Complessivamente l’immatricolato con 12.172 veicoli segna un -9,3%. Questo periodo vale in media sul totale anno circa il 5%.

Per i “cinquantini” non si modifica il trend in calo con 3.021 consegne pari al -15,2%.

Non possiamo dichiararci soddisfatti di un mercato che mostra ancora una flessione, tuttavia alcuni segnali positivi emergono dai dati relativi agli scooter. Grazie ad alcuni nuovi modelli, particolarmente attesi dai clienti, si nota una tenuta delle vendite e un rinnovato interesse per la categoria. Purtroppo sono in sofferenza le moto che si erano difese meglio l’anno scorso. Particolarmente significativo l’incremento degli scooter a Milano e provincia, da 545 a 738 vendite +35,4%, dato da correlare alla congestion charge introdotta nell’area C del centro storico. In merito all’andamento del totale Italia, almeno non leggiamo solo cali a due cifre come l’anno scorso.” – afferma Corrado Capelli, Presidente di Confindustria ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) – “La situazione economica generale resta ancora molto incerta e il calo dell’occupazione penalizza sia il reddito disponibile delle famiglie che il livello di fiducia dei consumatori. Se le misure per la crescita approvate dal governo e quelle annunciate avranno un ritorno concreto, soprattutto per favorire l’occupazione giovanile, possiamo confidare che anche il nostro settore ne trarrà beneficio. Nel frattempo occorre rimuovere gli ostacoli che scoraggiano l’acquisto delle 2 ruote, come le condizioni onerose del credito al consumo e le tariffe assicurative inaccessibili, in particolare in alcune aree metropolitane del centro e del meridione. Ci sembra interessante la proposta, inclusa nel decreto sulle liberalizzazioni, della black box per evitare le truffe e diminuire i premi assicurativi, a patto che il costo dello strumento non vada a penalizzare i clienti o il prezzo dei veicoli. Il nostro impegno sarà quello di convincere sempre più utenti a passare alle 2 ruote che rappresentano comunque una soluzione ideale per la mobilità.”

L’analisi per cilindrata evidenzia un deciso recupero degli scooter di 125cc con 2.369 veicoli e un +9,3% che oggi si rivelano uno dei segmenti più importanti. Analoga la crescita dei 150-200cc con 1.920 pezzi +9,2%. In calo i 250cc con 539 veicoli -34,2%, ma anche i 300-500cc scendono con 2.386 unità -25%. Impennata dei maxiscooter oltre 500cc, con 792 vendite rispetto alle 91 dell’anno scorso, un incremento di 8 volte superiore, risultato di un nuovo modello di successo che ha aumentato la cilindrata.

Per le moto lo scenario di gennaio è deludente, dopo un anno di continui progressi subiscono una battuta d’arresto quelle superiori ai 1000cc: 1.102 pezzi pari ad un -30,9%. Seguono come volumi le moto tra 800 e 1000cc con 977 unità, e un -21,5% rispetto al 2010. Le medie cilindrate tra 650 e 750cc con 627 moto -20,8%, le 600cc con solo 224 vendite -42,1%. Ancora le 300-500cc con 522 pezzi -19,7%, le 250cc con 227 -11,3% e le 125cc con 6.628 -13,3%.

Solo le 125cc sono in crescita con 461 moto e un +2,4%.

L’andamento dei segmenti, in ordine di importanza, presenta sempre dati negativi: in discesa le enduro stradali con 1.343 pezzi -25,1%, le naked con 1.050 unità -24,3, le sportive con 446 moto -27,5%; le moto da turismo mostrano una tenuta maggiore con 409 immatricolazioni e un -8,3%, mentre in linea con il mercato sono le supermotard con 329 moto e un -19,6%.

In totale nel primo mese dell’anno sono state vendute 15.193 due ruote a motore (immatricolazioni + 50cc), pari al -10,6% rispetto al gennaio dell’anno scorso.

MotoTest: avviati su molte piste le prove dei mezzi per la stagione 2012. Avviate anche le presentazioni.

Fine gennaio con cancelli pista aperti per i primi importanti test in preparazione della stagione 2012.

Sulla pista di Sepang (Malesia) sono scesi in pista i piloti della Moto1; un evento importante perchè segna  l’esordio e messa a confronto delle Moto1 con i motori 1000cc e le CRT (prototipi stile TT). Svelata la nuova Ducati totalmente reimpostata e lontana dai canoni tecnici che erano tradizionali per la Casa di Borgo Panigale. Viste in conformazione prossima a quella che vedremo in Qatar per Honda e Yamaha. I primi responsi delle prove, ma sarà bene attendere la conclusione dei test perché si prova con lavori in corso (molto incisivi), fanno intendere che Yamaha e Honda sono già su standard di eccellenza, migliorando i tempi record del circuito. Buona risposta della Ducati, anche  se i 7 decimi accusati da Rossi al termine della prima giornata non sono del tutto tranquillizzanti. La prima giornata di test è stata disertata da Stoner trattenuto in albergo da piccoli guai fisici e con Lorenzo e Dovizioso al rientro post infortunio. Anche un acquazzone ha influito sui risultati della prima giornata. La seconda giornata si è già aperta con il duo Yamaha Lorenzo & Spies davanti a tutti, poi Stoner & Pedrosa ed più indietro Rossi – Hayden, dunque per il momento ci sono riavvicinamenti ma non cambiamenti sostanziali rispetto alla scorsa stagione. Rossi si è detto, in caso, soddisfatto del primo contatto con la  nuova Desmosedici, disponibile con  due esemplari, solo per i piloti ufficiali. Al termine dei test malesi le prima considerazioni in proiezione futura. A Sepang, salvo rivoluzioni, si è evidenziato in modo impietoso, il gap che divide queste moto rispetto alla Moto1: 8 secondi che certio saranno ridotti, ma si prospetta una voragine fra i due gruppi di partenti. Anche i test dei tre piloti CRT impegnati a Valencia non sono molto incoraggianti in proposito. Ormai il tempo delle iposi si è consumato ed in breve avremo elementi per valutazioni più precise.

Annunci più concreti rispetto ai programmi che Bimota sta mettendo in cantiere, la Casa riminese pare puntare molto sul CIV dove sarà presente nella categoria Moto2 con la sua Bimota HB4 2012, intanto affidata al pilota  Robbin Harms per lo sviluppo, proveniente dalla Supesport mondiale.  Il  Bimota Research Development Department (definitivamente archiviato l’identificativo “Bimota Experience” tradizionale) ha organizzato una due test  con giorni di lavoro intensi per testare soluzione predisposte nell’ultimo periodo. Intanto Harms si è detto molto soddisfatto dell’inserimento in Bimota, a prescindere dal passaggio dalla competizione iridata ad un campionato nazionale, ma fiducioso per lo sviluppo della nuova moto. Ovvia la sua speranza, come della dirigenza aziendale, di poter fare qualche incorsione da wild card nel motomondiale di categoria.

Presentazione all’Autodromo di Monza dell’organizzazione del  BMW Motorrad Italia GoldBet SBK Team che sarè presente con  Ayrton Badovini e Michel Fabrizio nel Mondiale SBK. La squadra sarà prenderà parte ache alla FIM Cup Superstock 100 con il riconfermato francese  Sylvian Barrier e il neo acquisto Lorenzo Baroni. Quattro piloti, dei quali tre italiani, tutti con motivazioni diverse a cominciare da Fabrizio che deve rilanciarsi dopo una stagione opaca vissuta in sella alla Suzuki, al contrario Badovini deve consolidare le prestazioni interessanti fornite nel 2011, avvicinando maggiormente il podio in tutte le gare. Nella Superstock Baroni lascia la Ducati, il ragazzo romagnolo è alla ricerca del risultato importante un grado di  farlo proporre a livello dei ppiù accreditati candidati alla SBK. Il francese Barrier è da alcuni anni un protagonista della FIM Cup ma è stato più volte superato, buoni ultimi i nostri Badovini e Giugliano, per lui questa potrebbe risultare la stagione decisiva.   Serafino Foti, Direttore Sportivo del BMW Motorrad Italia GoldBet SBK Team che si è guadagnato stima nell’ambiente ha fatto intendere di avere ben chiari su quali obiettivi possono essere a portata dei suoi piloti. A Michel Fabrizio, già avuto in squadra chiede di esprimersi subito ai livelli di eccellenza già evidenziati nelle ultime stagioni; per Ayrton, da tre stagioni in BMW con la sua squadra chide (semplicemente) di migliorare. Al  confermato  Sylvian Barrier e a Lorenzo Baroni chiede invece di riconquistare il trofeo della Superstock 1000 già vinto nel 2010, ma che nel 2011 è stato un feudo della Ducati.

A Valencia sono scesi in pista anche le Moto3, dei  Aspar e Speed Master con  mezzi Kalex/KTM, una 2 giorni di test  che avvia una messa a punto per prototipi inediti.  Alla fine Sandro Cortese è stato il più veloce davanti Luis Salom ed Hector Faubel, più indietro Nikklas Ajo, Zulfahmi Khairuddin, un altro iberico Alberto Moncayo. Soddisfatti i piloti, in particolare per il rendimento messo in mostra dai motori KTM. Valutazioni più attendibili si potranno fare la prossima settimana ragionando sulle prestazioni che emergeranno dalla tornati di test ufficiali  quando in pista scenderanno piloti con le diverse moto iscritte al campionato mondiale.