Ducati: messa in vendita dalla Investindustrial.
13 feb 2012 Campionati Mondiali MotoGp - Moto2 - Moto3, Campionati Mondiali Sbk & Supersport, Enti & Aziende
“Ducati è un sogno nato a Bologna nel 1926 e raccontato dal Museo Ducati. Un luogo dove esplorare le gesta di moto e piloti leggendari, dove respirare una passione sincera per le prestazioni e per l’eccellenza; per aprire nuove strade, correre veloci e scrivere la storia.”
Così si chiude la pagina “Chi siamo”, sul sito internet della Ducati SpA; a seconda dell’acquirente il capitolo corre il rischio di essere medificato con riferimenti solo alle origini e meno al divenire dell’azienda.
Dal comunicato ANSA: Ducati e’ in vendita. La Investindustrial di Andrea Bonomi il finanziere che ha conquistato anche la presidenza del consiglio di gestione della Banca Popolare di Milano, vuole cedere la partecipazione nel gruppo o quotarla a un prezzo che potrebbe arrivare a 1 miliardo di euro. Lo ha dichiarato lo stesso Bonomi al Financial Times secondo cui una manciata di gruppi in Europa, Asia e Stati Uniti sarebbero interessati. Secondo alcune fonti fra gli acquirenti potenziali vi sono la Bmw e l’indiana Mahindra. ”Ducati e’ ora una societa’ perfetta - spiega Bonomi all’Ft – ma per una ulteriore crescita richiede il supporto di un partner industriale di rilevanza mondiale”.
Per questo Bonomi, che punta cosi’ a triplicare l’investimento iniziale, spiega che ”quest’anno lavoreremo per trovare il partner”.
Lo scorso anno la Investindustrial ha dato mandato a Goldman Sachs, Deutsche Bank e Banca Imi di sondare una quotazione della Ducati sul mercato di Hong Kong (la societa’ era quotata a Milano fino al 2008 ndr), ma attualmente la cessione a un gruppo rivale o a un grande gruppo automobilistico, spiega il quotidiano, e’ vista come l’opzione piu’ probabile per internazionalizzare ulteriormente il marchio.
La Ducati, la cui fama nel mondo e’ stata accresciuta grazie alle vittorie (nota: forse all’ingaggio) di Valentino Rossi, vende ogni anno 40.000 moto e ha debiti per 1,7 volte i suoi utili prime di interessi, svalutazioni e ammortamenti. Un livello di indebitamento che l’Ft, giudica ”basso rispetto a quello di molte societa’ nel portafoglio di gruppi di private equity”.
Considerazioni a margine che si possono fare partono dalla consapevolezza che fin dall’inizio si poteva intuire che acquisto e risanamento di Ducati fossero mirati ad una successiva alienazione con il conseguente guadagno, Purtroppo difficile che in Italia al momento possano emergere potenziali acquirenti. Pezzo a pezzo si sta completano la disgregazioni del settore motociclistico, perché potrebbe non finire con la cessione della Casa di Borgo Panigale …
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