Libero Borsari: perì a 20 anni, aveva la stoffa del Campione!

Libero Borsari perì – 11 maggio 1952 – durante il GP delle Industrie di Marghera. Aveva incominciato a praticare le corse,  in sella ad una Moto Guzzi 65 cm3, nel 1949 e già nel 1950 vinse la prima gara nella 125 cm3 nel circuito della sua città natale: Finale Emilia. Esordì nel campionato italiano a 19 anni  nel 1951 e subito conquistò il titolo della classe 500 Junior. Vinse le gare sui circuiti di Cattolica, Riccione, Asti, Marina di Massa e Prato, sempre in sella alla sua Moto Guzzi. La FIM, Federazione Italiana Motociclismo lo promosse alla 1° categoria nel 1952 .  Iniziò la stagione in sella alla sua privata “Dondolino” e mostrò subito le sue qualità, gareggiando con piloti del calibro di piloti “Gilera”  Umberto Masetti , Giuseppe Colnago e Nello Pagani Moto (Guzzi). Entusiasmò nel Gran Premio Internazionale di Sanremo sul circuito di Ospedaletti. Vinse Geoff Duke con la  Norton 500, e sul podio salirono Nello Pagani e Libero Borsari, classificati nell’ordine. Ancora qualche buon piazzamento poi l’appuntamento fatale sul circuito stradale di Marghera (Venezia). Domenica, 11 maggio 1952, durante le prove, Libero in sella alla Moto Guzzi, indossato il suo rosso-bianco-verde , si lanciò  per il primo giro. Purtroppo la sua moto scivolò  e scavalcato l’attraversamento ferroviario, colpì  un marciapiede e si schiantò con la testa  contro un meccanismo di ferro. Gravemente ferito, fu immediatamente portato in ambulanza all’ospedale di Mestre, dove fu dichiarato morto all’arrivo, aveva solo 20 anni! Fonti diverse indicarono nel bloccaggio di organi meccanici del mezzo le cause che determinarono la caduta fatale, ma nulla fu concretamente accertato. Una folla di circa 20.000 persone gli porsero l’estremo saluto, allineate sulle strade di Finale Emilia, divesi di piloti  precedettero il corteo funebre in sella alle loro moto. Una targa commemorativa è stata collocata in suo onore nel luogo dell’incidente a Porto Marghera.

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