Renzo Pasolini e Jarno Saarinen – 20 maggio 1973 – il tragico incidente

Renzo Pasolini e Jarno Saarinen, sono stati piloti molto amati nel secolo scorso, il loro nome e’ tuttora citato spesso nei discorsi fra appassionati della motovelocità. Domenica 20 maggio 1973, una calda giornata primaverile l’autodromo di Monza ospitava il Gran Premio delle Nazioni, erano le ore 15,31 e appena dopo il via della classe 250, due Campioni imboccarono l’ultima curva della loro vita terrena. Alla “curva grande”, Renzo Pasolini (35 anni) e Jarno Saarinen (28 anni) persero tragicamente la vita. Un groviglio pauroso di uomini e moto, in totale furono 17 piloti coinvolti e feriti lo furono anche Villa, Giansanti, Kanaya, Mortimer, Jansson, Palomo. I finlandese Jarno Saarinen, era l’astro del motociclismo mondiale, a Monza si apprestava a conquistare il titolo mondiale della classe 250 dopo tre vittorie consecutive. Per il riminese era la corsa del riscatto, dopo stagioni sfortunate la Harley Davidson bicilindrica 2T, raffreddata ad acqua, poteva diventare un mezzo capace fargli conquistare i traguardi che aveva dimostrato di valere. Poteva accadere, lo aveva dimostrato durante la mattinata nella 350 rimontando a oltre 200 km/k 10 secondi a Giacomo Agostini, fermato solo da un principio di grippaggio sul finire della gara. Piu’ volte “Paso” aveva dovuto fare i conti con la iella che quel pomeriggio gli tese l’ultimo agguato. Chi seguiva le gare in TV, commentate da Poltronieri, comprese anche da casa dalla cappa di silenzio scesa sui 100mila presenti nel parco della Villa Reali di Monza, vedendo i piloti tornare “contromano” verso la linea di partenza, che si era consumata una grande tragedia. Saarinen era deceduto sul colpo e la notizia fu immediata, Pasolini fu dichiarato gravissimo ma vivo prima di fermare il collegamento. A Rimini quella domenica si giocava una partita di calcio importante, ma quando le radioline diffusero la notizia che il Campione concittadino era deceduto il pubblico ammutoli e i giocatori, ignari di quanto stava accadendo apparvero disorientati. Quel giorno la Juventus vinse il campionato di calcio, ma in una terra dove la squadra torinese conta molti tifosi non ci furono festeggiamenti, c’era posto solo posto per il dolore. Un dolore che la citta’ avrebbe testimoniato nei giorni successivi. Prima d’allora mai tanta gente si era schierata lungo i cinque chilometri che dividono la chiesa della “Colonnella” dal cimitero. Mai piu’ e’ accaduto. Rimini rese onore al suo campione come grande avversario finnico che lo aveva accompagnato nell’ultimo tragico giro di pista. Da allora “Paso” riposa in un piccolo mausoleo di famiglia eretto dalla famiglia in unione con gli amministratori della citta’ ed il Moto Club che porta il suo nome. Onore, perpetuandone la memoria, a due “Cavalieri del Vento”, come sono stati definiti i piloti in una pubblicazione di un club del “La Rumagna de Mutor”!

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