Michel Rougerie: l’amico e il campione indimenticato.

Michel Rougerie! Ogni anno, quando si avvicina il 31 maggio, si fa più intenso che mai il ricordo di un pilota amico. al quale mi sento particolarmente legato e che, tragicamente nel 1981, ho visto morire nella “buca” della pista di Rijeka.

Questo non è un necrologio, ma una testimonianza di stima per una persona che ha attraversato la vita della Bimota (la mia) e del mondo delle corse, con la filosofia espressa nel titolo che sta sulla copertina del libro scritto Philippe Debarle: Rougerie, la vie d’abord.

Mi è caro quel libro per il contenuto e per la dedica del mio amico; poche parole ed una firma per sottolineare la nostra amicizia.

Un omaggio ricevuto al termine di una serata per una cena in casa dei suoi genitori, alla periferia di Parigi, trascorsa anche con la compagnia di Alain Prieur.

Michel è stato un pilota nel mondo delle corse c’è stato con grande dignità, ha vinto e perso mettendo in mostra qualità umane e sportive di prim’ordine.

La sua vita si è spenta nel tardo pomeriggio di un assolata domenica di fine maggio, il circuito croato di Rijeka nel corso del secondo giro del Gran Premio di Jugoslavia. Era partito con il gruppo di testa con una moto di Chevalier dipinta con il giallo della Pernod, cadde e rialzò subito, forse stordito, cercò di allontanarsi dalla pista finendo sulla traiettoria e fu investito in pieno dal compagno di squadra Roger Sibille (nella foto la sua moto dopo l’impatto): colpito al petto e mori all’istante.

Una drammatico evento che ho seguito a distanza di pochi metri e non ho scordato la dinamica di quel fatto, il cupo botto che la concluse. Come non ho dimenticato le lacrime di Jon Ekerold, mentre sconcertato saliva sul gradino più alto del podio quando comprese il dramma che si era consumato mentre lui compiva un capolavoro sportivo. Jon, uno dei piloti in gara con la Bimota, era considerato un duro, ma piangeva e non per i dolori che gli potevano procurare i chiodi che gli “fissavano” entrambe le clavicole.

Rougerie è stato per anni il miglior pilota francese nel Campionato del Mondo, si fece notare con la sua prima grande vittoria nella più famosa gara di 24 ore d’ogni tempo: il “Bol d’Or”. Vittoria che conquistò nel 1969, aveva 19 anni e guidava una Honda 750 con l’amico Fellow Daniel Urdich.

Durante la sua carriera Michel Rougerie è stato sette volte Campione di Francia in 250, 350 e 500; ha vinto tre gran premi mondiali. E’ stato pilota ufficiale dell’Aermacchi Harley-Davidson della classe 250 nell’anno 1975, quando si aggiudicò il Grand Prix di Finlandia (sul terribile tracciato stradale di Imatra) e il Gran Premio della Cecoslovacchia a Brno. Concluse quella stagione al vertice della classifica iridata, ma il regolamento prevedeva lo scarto, per ciascun pilota si conteggiano solo sei punteggi per definire la classifica generale. Una regola che, a dispetto dei punti totali conquistati dai due compagni di squadra (Rougerie 91 e Villa 85) fece assegnare il titolo a Valter.

C’e’ chi ha scritto che Michel è stato il primo pilota francese a vincere il titolo; una forzature? Forse, ma difficile non avere un moto di rammarico.

Nel 1977 con Yamaha-Eleven vinse il Gran Premio di Spagna nella classe 350, a Jarama, Concluse quel campionato del mondo al quarto posto.

Nel 1978 passo alla Diemme di Lugo e decise di utilizzare nuova ciclistica che la Bimota aveva preparato per il motore Yamaha 350. Ottenne risultati splendidi; due volte terzo (al Nurburgring ed a Brno) e per due volte arrivò ai piedi del podio e in tutte le gare di quel campionato si piazzò sempre nella top ten.

Fu importante nel processo di valorizzazione della Bimota YB3, il mezzo che avrebbe sfiorato il Campionato del Mondo nel 1979 e regalato il titolo iridato nel 1980.

Michel Rougerie, nella foto sul circuito di Imatra dove per resistere a Katayama, non esitò a salire sul un marciapiede per “guadagnare qualche metro di pista”, è un Campione che merita d’essere sempre ricordato ogni volta che si scrive la storia sportiva della Casa riminese.

Riprovo ancora la forte emozione di quel tempo, rientrato con la famiglia da Venezia, fui chiamato al telefono da Michel per dirmi, molto semplicemente: ….grazie… avete costruto una grande ciclistica!

La vita di Michel fu segnata da un evento molto triste, capitato a Silverstone nel GP di Gran Bretagna del 12 agosto 1980, durante la gara della classe 500 investi l’amico Patrik Pons causandone la morte. Una spaventosa dinamica che, a meno di un anno, avrebbe causato posto fine anche alla sua vita.

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