Gilberto Parlotti: sacrificò la vita sulle strade del terribile ed affascinante Tourist Trophy.

Gilberto Parlotti, una delle centinaia di vittime che segnano la storia della corsa che si disputa sull’Isola di Man. Il tragico evento si verificò il 9 giugno 1972, nel corso della gara della classe 125. Gilberto era  in sella ad una Morbidelli.

Giancarlo Morbidelli, l’’industriale pesarese, costruttore che avedato il suo nome alla moto realizzata nella sua fabbrica di macchine per la lavorazione del legno, non era d’accordo, ma il pilota triestino, già vincitore dei GP di Germania e Francia, secondo in Austria e terzo nel nazioni a Imola, decise di andare al TT per difendere in primo posto nella classifica iridata dall’a possibile assalto di Angel Nieto.

La pista che affascinava e affascina ancora molti piloti, a quel tempo inserita nel programma mondiale,  conla morte di  Gilberto conteggiò la 99° vittima, ma dal lunedì scorso nel conteggia 251!

La tragica scomparsa di un fraterno amico, indusse Giacomo Agostini ad assumere la decisione di non prendere più parte al Tourist Trophy per gl’anni a venire, scelta poi osservata fino al termine della carriera.

La presa di posizione del pluri campione del mondo, in polemica anche con la FIM, responsabilizzò i piloti del motomondiale e contribuì all’esclusione dal calendario iridato del circuito che ha alimentato tanti miti e leggende attraverso imprese sportive e tragedie egualmente grandi. Parlotti disputò 19 Gran Premi Mondiali, ne vinse 4 e per 12 volte salì sul podio.

Gilberto Parlotti è stato Campione d’Italia per tre colte, due nella classe 50cc ed una nella 125cc.

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