Celeste Cavaciuti: passò dalla moto al sidecar, un incidente lo fermò per sempre.

Celeste Cavaciuti, sabato 13 giugno 1953, mentre alla guida del suo sidecar Norton, è incorso in un incidente durante le prove per il Trofeo Internazionale del Mare, organizzata sul circuito stradale di Lido d’Albaro Busalla (GE). Si stava concludendo il turno di prove libere, Quando Celeste ha perso il controllo del suo sidecar alla curva Punta Vagno, lungo il Corso Italia. Il mezzo si schiantò contro le balle di paglia, proiettando pilota e il suo passeggero (Capodieci) in aria con una ricaduta terrificante sull’asfalto. Furono trasportati all’ospedale San Martino di Genova, Celeste Cavaciuti non superò la crisi ed è morì dopo il ricovero. Aveva 43 anni e lasciò tre figli e la moglie che era fra gli spettatori lungo il percorso.

Celeste Cavaciuti ha corso la sua prima gara nel 1926 sul circuito di Strabella (dove era nato), aveva solo sedici anni e non avrebbe potuto correre, aggirò il divieto mostrando la patente di guida di un amico per sostituire Vittorio Massarini, e vinse quella gara. La prima vittoria importante la conquistò nel 1932, vincendo la Milano-Taranto  nella classe 175 cc in sella ad una CM, moto costruita a Bologna da Mario Cavedagni. Dopo un anno di stop a seguito di un incidente, nel 1936 ha vinse la famosa gara motociclistica Coppa Acerbo a Pescara, in sella ad una Benelli e si aggiudicò il titolo di Campione d’Italia  nella classe 250 cc. Dopo il 1936 Cavaciuti gareggiò solo occasionalmente  per  dedicare le maggiori attenzioni al suo lavoro. Tornò a correre dopo la fine della seconda guerra mondiale, dimostrando di essere ancora uno dei migliori piloti italiani. Nel 1949 debuttò nel Campionato Mondiale con una FB-Mondial, conquistando il terzo posto nel Gran Premio della Svizzera nella a 125 cc sul circuito di  Ginevra, superato solo da Nello Pagani e Renato Magi. Nel 1952, vent’anni dopo il suo primo successo, rivinse la Milano-Taranto Strada, nella classe 250 cc con una Parilla. Nel 1953 passo ai sidecar partecipando al Trofeo Nazionale Sidecar, avendo come come passeggero il suo amico Capodieci. Vinse la prima della stagione a Mestre, ma il destino gli aveva fissato l’appuntamento fatale a metà giugno.

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