Walter Villa: ci lasciò all’inizio dell’estate del 2002. Cedette il suo cuore.

Walter Villa è stato uno dei piloti italiani che hanno vinto di più a livello internazionale, fra i più titolati con 4 titoli di Campione del Mondo.

E’ stato anche un protagonista delle corse nazionali aggiudicandosi 7 titoli di Campione d’Italia.

Nella foto con un amico comune, Michel Rougerie.

E’ deceduto il 20 giugno 2002, per un arresto cardiaco a 59 anni. Ci ha lasciato senza “fare rumore” con la pacatezza con la quale era vissuto.  Gli fu attribuito il sopranome di “reverendo” per la mitezza che palesava, anche se aveva un carattere molto forte, ma anche la capacità di proporre soluzioni di compromesso alle varie dispute che nascevano con gli organizzatori e colleghi.E’ stato un eccellente pilota, ma anche un ottimo tecnico, quando lascio l’impegno agonistico ad alto livello si dedicò alla realizzazione di prototipi fra i quali un monocilindrico con il quale si dilettava di fare agonismo. La sua storia sportiva è un romanzo, molto lungo quanto interessante. Nato nel 1943, iniziò a gareggiare non ancora ventenne, debuttando sulla pista ricavata “dentro” la sua città di Modena, su una piccola pista (in disuso) per i piccoli aerei. Nella sua lunga vita tra corsa gareggiando ha guida molte moto. Morini, Beccaccino, Ducati, MV Agusta, Contesa, le Moto Villa realizzate dal fratello Francesco anche lui ottimo pilota, Benelli, Yamaha, Aermacchi-Harley Davidson, Honda, Kawasaki e Triumph, e Suzuki. A livello mondiale disputò 87 Gran Premi, ne vinse 24, per 36 colte salì su un podio iridato e si aggiudicò 21 pole.

Avendolo conosciuto personalmente, posso dire che ha inciso anche sulla mia vita con l’incarico di fondatore e amministratore della Bimota. Walter, nel 1975, commissionò all’emergente azienda riminese un telaio per il motore Aermacchi HD 250; solo la ciclistica. Ricordo d’averlo portato nel suo garage-officina nella periferia di Modena. Non fece commenti, neppure sul compenso, che mai gli fu chiesto. Un telaio che ha vissuto una storia vincente grazie a Gianfranco Bursi che completò la moto (per conto di Villa) e la portò al successo tanto da conquistare il titolo della 250GP Junior. Walter lamentava delle difficoltà con le ciclistiche ufficiali HD, per tentare di ovviare decise di farsi “prestare” il suo telaio Bimota, per disputare le prove del sabato nel GP delle Nazioni al Mugello. Conquistò la pole e vinse la gara ed a seguire il mondiale. Lo staff della casa di Varese ci commissionò uno stock di ciclistiche per tutte le moto della squadra. Tante le vittorie di quel gruppo, anche se non assegnate ufficialmente anche a Bimota, a causa di un regolamento che sarebbe stato modificato solo qualche anno dopo. Bimota produsse in proprio una serie di circa 30 di moto, gratificata da numerosi titoli italiani.

La storia di Walter è lunga, interessante, semplicemente: indimenticabile!

Comments are closed.