Omobono Tenni: fu il primo pilota non inglese che trionfò al TT. Per gl’inglesi era “L’Uomo che viene dalla terra dei Cesari”.

Il 1° luglio del 1948, sul tracciato del Bremgarten, Circuito di Berna (CH),  durante le prove del Gp Svizzero, perse la vita uno più  grandi piloti Motociclisti d’Italia.

Omobono Tenni, valtellinese di nascita (Tirano -SO), trevisano d’azione dopo il trasferimento a 15 anni per fare l’apprendista in un negozio di motociclette. A 19 anni aprì il suo negozio di moto e avviandosi alla carriera da motociclista. Vinse la sua prima gara a Postunia il 24 maggio 1814, con una G.D. 125 e da questa data collezionò una serie incredibile di vittorie e record sul giro. Ufficiale Moto Guzzi dal 1933 e la sua prima vittoria con la   Casa di Mandello Lario fu “Trofeo della Velocità” a Roma sul circuito Littorio; poi collezionò vittorie e giri veloci: Verona, Pesaro, Treviso, nel Gran premio d’Italia, Pescara, Circuito della Maddalena, La Milano/Roma/Napoli, Berna e Taranto. Vinse il campionato italiano classe 500 con la Moto Guzzi negli anni 1934 e 1935. Forse la vittoria più bella, quella che gli procuro l’ammirazione più vasta è quella conquista al Tourist Trophy del 1937 in sella alla Moto Guzzi 250; fu il primo pilota non inglese a vincere quella, che all’epoca, era la gara più famosa al Mondo. Era al secondo tentativo e la stampa inglese lo aveva accolto con un titolo molto incisivo: “L’Uomo che viene dalla terra dei Cesari”. Dopo aver preso la testa della corsa, cadde al termine del primo giro, perdendo la prima posizione e 35 secondi. Lanciatosi in una rimonta forsennata, chiudendo il 4º giro con 29’8”, riconquistò il comando, ma al settimo e ultimo giro si dovette fermare per cambiare una candela. Nonostante tutto inflisse più di mezzo minuto al secondo arrivato, il campione inglese Stanley Voods, e quattro minuti e mezzo al terzo. Concluse la gara 3 ore 32minuti primi 6sec alla media di 74 miglia ora (poco più di 120 km/h). Nello stesso anno, conquisto la vittoria nel Gran Premio di Svizzera e il titolo di Campione d’Europa della 250cc.

La seconda guerra mondiale impose a lui, come a tanti assi dello sport italiano, un lunga pausa, riprese l’attività nel vincendo ancora tanto; in particolare riconquistò il titolo di Campione d’Europa della classe 500 nel 1947, sempre in sella alla Moto Guzzi. Titoli importanti perché quelli iridati incominciarono ad essere assegnati nel 1949. Perse la vita il primo giorno di Luglio del 1948, nel corso delle prove Gran Premio di Berna, alla curva Eymatt durante nella stessa curva dove alcune ore dopo avrebbe perso la vita Achille Varzi.

La salma del campione fu trasportata da Berna agli stabilimenti Moto Guzzi di Mandello del Lario dov’era organizzata la veglia funebre. All’alba del 4 Luglio la bara fu trasportata a Treviso da un camion della Moto Guzzi bardato a lutto, seguito dall’alto da aerei dell’Aero Club Treviso che lanciarono fiori per il tragitto da Castelfranco Veneto a Treviso, unitamente alle migliaia di tifosi che lo attesero sul ciglio della strada per l’ultimo omaggio.

La Moto Guzzi gli ha dedicato un monumento che campeggia nel Museo ed una versione speciale della V11 Le Mans, ed è considerato il pilota che più ha dato lustro alla casa di Mandello Lario. Ad Omobono Tenni è  stato intitolato anche lo stadio di calcio del Treviso. Sono gli uomini, i campioni, come Omobono Tenni che hanno contribuito a fare grande lo sport delle corse in moto.

Come molti piloti motoristi del suo tempo sii fece notare anche nelle corse automobilistiche, partecipando a varie competizioni tra le quali la Milla Miglia nel 1936, che vinse nella sua categoria su una Macerati Tipo 4CS 1500, il Gran premio di Montecarlo e il gran premio di Germania sul circuito del Nurburgring, dove riuscì a segnare il miglior tempo sul giro.

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