Achille Varzi: 2 titoli italiani in moto poi una lunga carriera in auto. La morte condivisa con Tenni sul tracciato di Bremgarten (CH).

Il 1° luglio del 1948, durante le prove sul Circuito di Berna, sul tracciato del Bremgarten (CH) durante le prove del Gp. Svizzero perse la vita due grandi piloti, campioni alla guida delle moto come delle auto da corsa. Prima  Tenni (in moto) e poche ore dopo Varzi (in auto). 

Ai due campioni fu fatale la stessa curva.

Achille Varzi, lombardo, nato a Galliate al confine con il Piemonte, nipote di un senatore del regno e rampollo di una famiglia d’industriali del settore tessile, iniziò a correre in motocicletta nel 1922.

Nella foto la gara sul Circuito del Tigullio (1922).

 L’anno successivo a quello dell’esordio aggiudicò il titolo di Campione d’Italia Seniores, vincendo numerose gare tra le quali il Circuito del Lario; dopo un’iniziale collaborazione con le Frera, gareggiò in sella alla Garelli nella classe 350, successivamente della Sunbeam 500. Nel Campionato Italiano assoluto si confrontò con Tazio Nuvolari, del quale divenne poi amico per tutta la vita, ma anche avversario irriducibile sui campi di gara. Fu proprio a Mantova, davanti al pubblico amico di “Nivola”, che nel 1929 Varzi lo sconfisse nell’ultima gara del Campionato Italiano di Velocità laureandosi campione assoluto della classe 500.  L’approccio con le quattro ruote avvenne per l’insistenza dell’amico-rivale Nuvolari che, nel 1928 lo convinse ad acquistare insieme una Bugatti per partecipare insieme alle competizioni automobilistiche. La coabitazione sportiva tra i due campioni durò pochi mesi e Varzi si rese autonomo, prima gareggiando al volante di un’Alfa Romeo Usata, poi tornando alla Bugatti. Vinse il GP di Tunisi, Il circuito di Monthlèry, il circuito di Alessandria.  Nel 1934 fu ingaggiato dalla Scuderia Ferrari per guidare un’Alfa Romeo; di quel periodo molti i confronti diretti con Nuvolari. I due diedero vita ad una rivalità seguitissima dal pubblico e fecero scorrere fiumi d’inchiostro sui giornali sportivi di tutto il mondo. Tra gli episodi più noti, quello avvenuto nella ultime battute della Mille Miglia del 1930, quando sul finire della notte Nuvolari raggiunse Varzi e, narra la leggenda, spense i fari dell’auto per avvicinarsi senza essere visto e sorpassarlo prendendolo di sorpresa. Una svolta che incise molto sulla vita di Varzi è rappresentata dal passaggio alla Auto Union ufficiale, un evento vissuto con rabbia dal pubblico italiano. Un attacco di appendicite lo mise in ansia rischiando di rinunciare ad alcune competizioni importanti. Temendo di mettere in crisi il neonato rapporto con l’Auto Union, accettò il consiglio dell’amante Ilse Hubach che suggeriva l’uso della morfina, quale antidolorifico. Nacque per Varzi un forte stato di dipendenza che gli causò notevoli problemi caratteriali e comportamentali, oltre a un netto calo delle prestazioni in gara, che portarono alla rescissione del contratto con l’Auto Union. Data la grande notorietà del personaggio e la clandestinità del rapporto, essendo l’amante sposata con un pilota, la vicenda fu ripresa e abilmente romanzata dai giornali scandalistici dell’epoca. Interrotto il rapporto nel 1938 Varzi iniziò un lungo periodo di disintossicazione in una località sull’Appennino modenese. Si sposò e fece ritorno alle gare nel dopoguerra, al volante dell’Alfetta. Il 1° luglio 1949, durante le prove del Gran Premio di Berna (CH), nella gara riservata alle auto, sotto la pioggia, Varzi perse il controllo della sua macchina e si ribaltò, morendo sul colpo. Un tragico evento verificatosi nella stessa curva in cui poche ore prima era morto, in un altro incidente il motociclista Omobono Tenni.

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