Umberto Brighi: la sua vita spense a 31 anni, dopo 49gg dalla caduta a Vallelunga.

 Umberto Brighi, pilota riminese, deceduto il giorno 8 luglio 1985, presso l’Ospedale Maggiore di Bologna; aveva 31 anni. Spirò dopo 49 giorni dall’ incidente capitato sulla pista dell’Autodromo di Vallelunga “Piero Taruffi” (Campagnano di Roma) il 19 maggio 1985, durante la gara del Trofeo Gran Prix, classe 500cc.

Umberto che gareggiava con una 350 cui aveva maggiorato la cilindrata motore portandola a 351cc. Incorse in una paurosa caduta, battendo violentemente il capo si procurò gravi traumi alla testa. Fu trasportato in ospedale a Roma, dopo di versi giorni di coma profondo aveva lasciato sperare in un miglioramento, ma il suo stato restava preoccupante e la famiglia decise per il trasferimento a Bologna. Il subentro di complicazioni di origine infettiva gli furono fatali e la sua vita si è spense ad inizio luglio, senza che il pilota avesse mai ripreso conoscenza.

Brighi aveva lasciato la moglie, Angela, di 25 anni e un figlio, Daniel, di due.

E’ stato uno dei tanti piloti che gareggiavano per il puro piacere di farlo, non coltivava mire particolari. Sopportava sacrifici, era fiero d’aver conquistato nel 1984 il Trofeo Gran Prix 500cc, nel 1985 correva per confermare un vittoria che per lui aveva un grande significato, era un ragazzo molto timido, come tanti, per dare un seguito alla sua passione faceva tanti sacrifici.  Non c’è stato grande clamore per la sua scomparsa, ed a distanza di tempo è molto difficile trovare commemorazioni o riferimenti precisi, anche nella sua città, che per campioi più celebrati ha avuto diverse reazioni, comprensibili perchè  quello di Umberto è il destino triste di tanti per la moto hanno sacrificato il bene più prezioso: la vita!

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