Dario Ambrosini: talento romagnolo che ha concluso presto e tragicamente la carriera.

Dario Ambrosini perse la vita il 14 Luglio 1951  durante le prove del Gran Premio di Francia sul circuito di Albì, in sella ad una Benelli 250 ufficiale. Un pilota della terra di Romagna, era nato a Cesena il 7 marzo 1918. La sua carriera prese avvio nel 1939, in sella alla Benelli 250 e si rivelò subito un vincente; l’anno successivo passò alla Moto Guzzi. Purtroppo per Dario, come per altri grandi piloti, la 2° guerra mondiale impedì lo svolgimento di attività sportive. Nel 1947, conquistò il primo titolo di Campione d’Italia nella 250cc e al termine della stagione ritornò alla Benelli. , con la 250 anteguerra aggiornata riuscì a vincere la gara di casa, il circuito di Cesena, il Gran Premio di Svizzera e diverse altre gare nazionali e internazionali. Prese parte, nel 1949, alla prima edizione del neonato Campionato del Mondo, ma le Benelli non si dimostrarono così competitive nei confronti delle Guzzi: Ambrosini riuscì ad aggiudicarsi solo l’ultima gara della stagione, ma era il Gran Premio delle Nazioni a Monza.  Concluse il campionato iridato al secondo.

Conquistò il titolo iridato delle mezzo litro nel 1950, vincendo tre delle quattro gare in programma, fra le quali il Tourist Trophy. Si aggiudicò anche il secondo titolo di Campione d’Italia. Nel campionato del 1952 arrivò alla gara finale con tre risultati nulli, un primo ed un secondo,  la Benelli per quella gara gli aveva preparato una moto rinnovata, in particolare dotata di sospensioni telescopiche. Volevano chiudere con una vittoria, ma al terzo giro delle prove ufficiali, la moto pilota cesenate sbandò, e Ambrosiani finì in un fossato  contro un paletto. Un impatto fatale per il poco più che trentenne dell’alfiere della per il pilota della Casa pescarese. Nella classifica iridata si fermò al 3° posto. Il suo palmares evidenzia i  5 primi posti, gli  8 podi ed i 5 giri veloci. Tre stagioni: Un rotolo, un secondo ed un terzo posto.

Comments are closed.