Mario Preta: tradito dalla pioggia sulle strade del Circuito di Sinigallia.

Mario Preta incontrò il suo tragico destino il 30 Luglio 1955, nel corso della 11cesima edizione del Circuito di Senigallia, che si svolgeva su un tracciato stradale di 9,300 km; un evento contrassegnato da una serie di incidenti che ha provocarono la morte di due piloti. Preta era un pilota molto popolare Forlì dove, pescarese di nascita, si era trasferito da bambino, ed in tutta la Romagna, dove gli amici era stato Soprannominato “Gnafin”.  La sua carriera agonista prese avvio gareggiando con gli scooter, in sella ad una Vespa 125. Nel 1953 passò alle ruote alte e vinse tre gare nella sua prima stagione: sui circuiti di Rimini, Lugo e Cesena: gareggiava con una Benelli 125 “Leoncino”, gli fu consentito di esordire nella Milano-Taranto. Corsa che poi vince nel 1954 nella classe 125cc. Nel corso di quella stagione vinse diverse gare, ma a fine stagione lasciò la squadra Benelli per diventare pilota ufficiale della Moto Morini. La Casa bolognese, cercando di contrastare il predominio di FB Mondial e MV Agusta nella classe 175cc, ha presentò nel 1955 un nuovo modello denominato “Rebello”, destinato a sostituire il “Settebello”. Mario Preta fu uno dei piloti fu affidata la nuova moto con la quale vince sui circuiti di Imola, Mugello, Gallarate e Camerino. Rivinse la  Milano-Taranto  nella sua categoria e si classificò al 2° posto generale, media 115,265 km/h sulla sua Moto Morini 175 “Rebello”, dietro al vincitore assoluto, Bruno Francisci  che guidava Gilera 500/4 Gran Premio, ma superò molti concorrenti che guidavano moto da 500 e 250 cm3. L’ultimo fine settimana di luglio del 1955 era in programma una gara internazionale e prova del Campionato Italiano Velocità sul circuito di Sinigallia, il team della Morini si presentò con tre piloti. Sabato, 30 Luglio 1955 la mattina presto, Preta aggirando le regole, decise si testare il tracciato, anche se aperto al traffico e con il fondo bagnato. Durante il primo giro il pilota giunse alla massima velocità sulla collina Scapezzano, e perse il controllo del mezzo  all’imbocco della  curva a gomito, conosciuta come la “Curva dell’Ospedale”, in località La Molinella, due chilometri a ovest di Senigallia. La moto sbandò imboccò una strada laterale finendo contro un muretto prima di scaraventare in aria il pilota, che ricadde con la testa sulla terra, diversi metri più avanti. Fu trasportato all’ospedale di Senigallia, dove spirò poche dopo poche ore per la frattura del  cranio. La tragedia portò la  Moto Morini a ritirare la squadra dalla gara alla quale erano iscritti  anche i  piloti Carlo Furore e Ezio Vezzalini. La tragicità dell’evento fu ampliata  il giorno seguente, quando il pilota belga Marcel Masuy è rimasto ucciso durante la gara riservata ai  sidecar, per le conseguenze di un incedente capitato nello stesso dove si era verificato quello di Mario Preta.

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