Wilmer Marsigli: Il fuoco fu fatale dopo la caduta alla 1° variante di Monza

Wilmer Marsigli è deceduto il 2 agosto 1991, a seguito di un terribile incidente verificatori alla prima curva dopo la partenza della classe 250GP del Trofeo Italia Gran Prix, gara che si disputava il 21 luglio 1991 sulla pista dell’Autodromo di Monza. Marsigli cadde, in una carambola che coinvolse altri dieci piloti, l’incidente multiplo si verificò nella chicane in seguito sarebbe stata oggetto di molte modifiche, come la gran parte delle parti dell’impianto ritenute poco sicure. Dopo la collisione con altre moto, il serbatoio della Yamaha di Wilmer si ruppe ed una grande quantità di carburante ed una segnò il percorso della moto ed una buona parte inzuppò l’abbigliamento del pilota. Si sprigionò un incendio che avvolse anche il pilota. Ci volle del tempo per estinguere le fiamme, e il tutto divenne poi oggetto di una lunga disputa legale. Il pilota subì gravi ustioni, esterne ed interne per i fumi respirati, fu portato all’ospedale Niguarda di Milano. Il suo stato di salute apparve critico, i familiari decisero di trasportarlo all’ospedale di Parma. Purtroppo il suo fisico cedette dodici giorni: venerdì, 02 agosto 1991.

All’incidente ed alla morte del pilota,  fecero seguito accese polemiche, furono apportate rigorose modifiche relative alla realizzazione e i controlli relativi ai serbatoi artigianali. Quello di Wilmer era stato realizzato con materiali compositi e senza sistemi di controllo dell’espansione dei liquidi. Ci furono polemiche anche per il foulard che fasciava il collo del pilota, ritenuto facilmente infiammabile. Una parte della stampa mise in discussione entità e capacità dei servizi, di pista per le difficoltà che si erano manifestate nelle operazioni di spegnimento del fuoco. Ne derivò un contenzioso sportivo e legale. Nella prima ho avuto parte sostenendo diversi interventi in veste di membro del Comitato Tecnico FMI, poi nella vertenza legale avendo scritto, per conto di Alberto Fantini, la relazione che il Tribunale di Monza gli aveva richiesto nella veste di perito. Fu una vicenda triste. Wilmer aveva 23 anni quando è deceduto, non era un campione e non vantava un gran palmares, era un buon pilota e la sua fine straziante colpì molto l’opinione pubblica, ma non solo.  Era nato e viveva a Bologna, ma era tesserato con il Moto Club Spoleto. sodalizio che dopo la sua morte, per molti anni, organizzo una manifestazione sul circuito di Magione: il  ”Trofeo Wilmer Marsigli”.

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