Tazio Nuvolari: la leggenda di un pilota temerario, che si congedò dalla vita nel suo letto.

Tazio Giorgio Nuvolari: è deceduto – 11 Agosto 1953 – nella sua Mantova.

Fu un ictus a spegnere la sua vita, una ricaduta di quello  che l’ann precedente  lo aveva parzialmente paralizzato. Tazio aveva sfidato, e si disse anche cercato, la morte portando al limite il rischio estremo. Il destino non gli concesse la morte sul campo, ma lo congedò sul letto di casa. E’ ricordato come il “mantovano volante” e il “Nivola”, ha gareggiato in sella alle moto ed in seguito con le auto come lo avevano battezzato, è stato uno dei piloti più popolari della storia motoristica.  Ai funerali parteciparono decine di miglia di persone, un corteo lungo molti chilometri al seguito della bara, trasportata su un telaio di un’auto, verso il cimitero. Fu sepolto con gli abiti che indossava sempre scaramanticamente in corsa: un maglione giallo, pantaloni azzurri e gilet di pelle marrone; al fianco il suo volante preferito. Sulla tomba di Nuvolari è incisa una frase che sembra quasi volerlo incitare a fare corse anche nell’aldilà: «Correrai ancor più veloce per le vie del cielo». La sua carriera sportiva abbracciò un trentennio dal 1920 al 1950, con l’interruzione di oltre sei anni a causa del secondo conflitto mondiale. Con le motociclette disputò la sua prima gara ufficiale nel 1920, il primo successo a Verona il 20 marzo del 1921. Con le moto ha vinto un titolo di Campione d’Europa della classe 350 nel 1925 con la Bianchi e due titoli Campioni d’Italia 1° Categoria, rispettivamente, nel 1924 con la Norton 500cc e nel 1926 con la Bianchi 350cc. I successi più importanti, le gare che gli hanno procurato una fama che sfida la leggenda sono state quelle conquistate gareggiando con le auto. Non ha vinto titoli iridati perché nella sua epoca non erano assegnati. La sua storia è stata scritta ed interpretata in modi diversi e da tanti che lo hanno voluto ricordate e riproporre all’immaginazione popolare: fu un mito!

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