Alano Montanari: un romagnolo Campione d’Italia, perì il 17 agosto, un numero mai voluto sulle sue moto.

Alano Montanari, deceduto il 17 Agosto 1858, è stato uno dei piloti romagnoli “irriducibili”, cesenate, morì 50enne non su una pista, come il suo coraggio e sprezzo porterebbe a credere, ma su un letto d’ospedale. La sua morte fu consona all’eclettico personaggio che aveva speso una vita a cavallo di una moto. Alano, come molti piloti era superstizioso e si guardava bene dal mettere il numero 17 sulla sua moto, avrebbe sempre voluto il 71 perché era l’esatto contrario del numero che lui odiava. Alla fine di luglio del 1958 luglio “cappottò” con l’auto, non investire un’autoambulanza, nella quale fu caricato e portato all’ospedale dove gli fecero un busto di gesso perché si era rotto delle costole. Appena lo dimisero con un punteruolo si tolse il gesso per poter tornare a correre. Lo fece e cadde facendosi male ad una spalla strisciando sull’asfalto ma lui come al solito non ci fece caso. Intanto aveva un grosso foruncolo che si era infettato, gli dava fastidio ma non se ne curò. La sera del 16 Agosto fece una mangiata di pesce con gli amici e ritornò a casa e cominciò a sentirsi male, febbre altissima dolori lancinanti per tutto il corpo lo indussero a farsi portare all’ospedale Bufalini di Cesena, dove per su sfortuna, l’assistenza medica era scarsa a causa del Ferragosto. Non fu mai accertata la causa che aveva scatenato il collasso, si pensò alle costole rotte che potevano aver leso qualcosa nel torace, la caduta in gara che ne era seguita poteva aver acuito la lesione interna. Si arrivò a pensare che potesse aver cenato con pesce avariato, ma i più attribuirono il precipitare del suo stato di salute all’infezione causata dal foruncolo che lui aveva trascurato, che provocò la setticemia, con la concausa dell’incuria all’ospedale. Fatto sta che 17 sera stava molto male, faceva coraggio a chi gli era vicino convinto che se fosse arrivato a mezzanotte … superando la maledizione del 17 se la sarebbe potuto cavare cavo; morì alle 11.30 del 17 Agosto 1958!

Il sua stagione sportiva importante ebbe inizio nel 1951 quando conquistò il 4° posto nel Campionato Italiano della classe 250cc. Inseguì il titolo tricolore fino 1957 quandi diventò Campione d’Italia  della classe 350cc superando Libero Liberati e conquistando le uniche due vittorie parziali sui circuiti di Ravenna e Modena. Prima aveva ottenuto 3 secondi posti, due quarti ed un quinto nella 125cc. L’anno della sua scomparsa – 1958 – si piazzò ancora al posto nella sua 250 e con l’altrettanto sua Moto Guzzi, della quale era stato un collaboratore prezioso per i tecnici e per molti campioni. Nel ciclismo sarebbe stato definito un campione gregario. Nel Motomondiale aveva esordito nel 1950 nella 250cc dove conquistò due podi ed un terzo lo ottenne nella 350cc.

Comments are closed.