Indianapolis: Peter Lenz, “morire a 13 anni ….” sulla pista mitica!

Sulla pista di Indianapolis si sta disputando un round del motomondiale, il calendario non fa coincidere le date, si corre il 28 agosto 2010, anticipa di un giorno quel 29, quando sul tracciato americano avvenne un drammatico incidente. Per una tragica fatalità Peter Lenz, un ragazzino americano di 13 anni, perse il controllo della sua moto nel corso di una gara prevista a contorno delle gare del motomondiale. Cadde durante il giro di allineamento e fu investito da un pilota che lo seguiva. Inutile la corsa al vicino Ospedale Metodista, Peter non resse alla gravità delle lesioni interne; e’ deceduto il 29 Agosto 2010.

Il padre del pilota ragazzino fece annunciare la morte del figlio su Facebook: «Peter è morto questa mattina presto quando è stato apparentemente colpito da un altro pilota. È deceduto facendo quello che amava. Il mondo ha perso una delle sue più brillanti luci. Dio benedica Peter e l’altro pilota coinvolto». Sono le parole usate dall’uomo, che si è firmato semplicemente Dad, pubblicate nella pagina personale del figlio. Commovente il messaggio pubblicato dalla sorellina Nicole che ha scritto: “Dio benedica il mio fratellone. Possa riposare in pace per sempre. Mi manchi tantissimo“.

Il tredicenne pilota americano era al comando del trofeo Moriwaki 250 della Federazione Americana. Dopo una settimana il mondo della moto fu poi sconvolto dalla tragedia di Misano Adriatico capitata a Shoya Tomizawa. Auspicabile che il mondo della moto non li dimentichi.

Pole … Pole …

Non da tutti è stato ben compreso il messaggio pubblicato da Michael Lenz, in quelle poche righe non c’è cinismo, ma amore per una passione condivisa con il suo ragazzo. Davanti a tragedie come quella toccata a Peter e Shoya, e prima di lui a migliaia di uomini e qualcuno anche dopo, il mondo dello sport e non solo, si divide, ma rispetto e dovere della memoria dovrebbero andare oltre passioni o pregiudizi. Per i caduti del mondo della moto, cui so di appartenere, per rendere loro onore prendo a prestito poche righe dal libro “Addio Campione” di Ezio Pirazzini. “ Le lame lucenti che sciabolano sull’asfalto hanno il colore fulgente della vita. Il dinamismo più vero, pur nella consapevolezza di cui talvolta, anche spesso, vanno incontro: la fine, l’oblio, il Nulla. I piloti lo sanno, ma sanno anche che può essere una morte diversa. Non sono dei suicidi incoscienti, la loro è soltanto una scelta. Se ritornassero in vita si ripeterebbero: hanno un loro credo che i detrattori non possono capire. Anzi, costoro, si scagliano contro questi cavalieri dell’ideale in nome di una falsa morale che evade perfino il pudore del rispetto.

I ricordi non siano celebrazioni di eroi , ma un riverente omaggio per ragazzi coraggiosi, davvero Campioni per sempre! Indipendentemente dal loro palmares sportivo.

Giuseppe

Comments are closed.