Ernest Degner: fuggì dalla Germania Est verso la Suzuki.

Ernst Degner, deceduto a 52 anni il 10 settembre 1983 ad Arona, è stato un pilota bravo, ma la sua celebrità la deve più che all’intensa attività di pilota, coronata da un titolo mondiale, la deve  una vicenda di spionaggio industriale.

Fu Campione del Mondo della classe 50cc nel 1962. Prese parte a 57 gran premi, ne vinse 15 e per 36 volte salì sul podio iridato. Degner fu accusato di avere sottratto alla Casa con la quale aveva iniziato la carriera fuggendo dalla Germania Est, con i progetti delle nuove camere di espansione e delle migliorie al disco rotante ideate per la MZ  da Walter Kaaden, del quale Ernest era amico e collaboratore. Degner, nel 1961, fuggì dalla Germania comunista passando dalla Danimarca e si portò appresso la documentazione MZ che, si dice, sia finita in Suzuki, per la quale il pilota tedesco divenne ufficiale nel 1962, gareggiando nelle classi 50 e 125 cc,  fino alla conclusione della carriera. Cessò di gareggiare  nel 1966 a seguito di un grave incidente nel quale incorse gareggiando sulla pista di Suzuka.  Anche la sua morte, come la vita, è stata ammantata da un mistero; fu trovato esanime dal figlio nel suo appartamento, il decesso fu attributo ad overdose di medicinali e calmanti che dei quali faceva uso per combattere la depressione. Molte fonti giornalistiche hanno attribuito la morte ad un intervento dei servizi segreti della Germania Est, che non avrebbero perdonato a Degner “la beffa” della fuga oltre cortina e il trafugamento dei progetti MZ. Era ancora attuale la “cortina di ferro” che divideva rigorosamente l’Occidente dal blocco dei paesi comunisti dell’Est.

Il pilota tedesco fece una visita alla Bimota sul finire degli anni ’80.

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