Carlo, Nando e Miro, la saga dei fratelli Maffeis: Carlo perì in gara.

Carlo Maffeis perì il 12 settembre 1921, presso l’ospedale di Brescia a seguito delle ferite riportate in un incidente capitato il 10 settembre sul Circuito della Fascia d’Oro a Montichiari (BS). Aveva 38 anni e stava disputando il Gran Premio del Moto Club d’Italia.

La vita di Carlo s’intrecciò con quelle dei fratelli Nando e Miro, fu molto intensa e  i tre riempirono le cronache motociclistiche con le loro vittorie e per l’attività di costruttori. Carlo godeva di molta considerazione, fu un pioniere del motociclismo italiano. Si distinse anche come pilota d’aereo, con un monoplano Bleriot vinse il Meeting Aereo di Rimini 1911.  E’ stato Campione d’Italia nel 1913 della classe 500cc con una Réve. Ci sono note che gli attribuiscono i titoli del 1914 e 1919, ma non sono citati negli annali della FMI. Carlo aveva vinto la sua prima gara nel 1903, corsa in salita Susa-Moncenesio in sella ad una Sarolea. Corse anche a Brooklands, contro gl’assi inglesi in sella ad una Stanley. Insieme al fratello Miro ha vinto il Raid Nord-Sud 1920 – “Milano-Napoli” – in sella ad una Indian 500cc. Sempre nel 1920, Carlo stabilì un record mondiale di velocità toccando i 125 km/h (circa 77,6 km/h) in sella ad una Bianchi V-Twin 500 cm3, lanciandosi su un tratto di strada rettilineo nei pressi di Gallarate. I fratelli Maffeis avevano fondato anche un’azienda di famiglia, portava il nome il loro nome, una struttura dove Nando, si scrisse, avesse costruito, 1985, la prima bicicletta a motore. Il più grande dei tra fratelli seppe mettere a frutto gli erudimenti di meccanica appresi nella bottega di Luigi Figini, altro pioniere del motociclismo.

I fratelli Maffeis sono stati anche dirigenti della Squadra Corse Bianchi; Casa fondata da Edoardo Bianchi nel 1885. Quando la squadra corse Bianchi, nel 1925, cessò l’attività i fratelli Maffeis diedero promossero un proprio marchio costruendo dei mezzi che utilizzavano motori Sarolea, Minerva, Barscott e Blackburne. Miro, il fratello più giovane e molto bravo (edi immagini:http://www.youtube.com/watch?v=PrlAK2oovPs, già nel 1913 conquistò il primo dei due titoli di Campione d’Italia che avrebbe messo nel suo palmares; s’impose nella Cl. 350cc con una Douglas. Il secondo titolo lo conquistò nel 1925 cl. 250cc in sella ad una moto “Maffeis”. Nel Campionato Italiano fu anche due volte 2°: 1920 cl. 1200, 1921 cl. 1000, sempre con una Indian. I fratelli Maffeis vinsero anche un titolo marche con una loro moto 250cc affidata a Giovanni Gianoglio nel 1924. Miro, che era stato etichettato come “bel Miro”, ebbe una carriera interessante potendo guidare molti tipi di moto: Motosacoche, Douglass, Indian, Harley Davidson, Sarolea, Parvus, Garelli, BSA, Bianchi, Ladetto & Blatto, Gilera e la sua Maffeis costruita dal fratello Nando.  Nel 1920 scomparve Nando Maffeis e fu sospesa l’attività relativa alla fabbrica che produceva le moto Maffeis, Miro trovò impiego alla Bianchi come meccanico preparatore e pilota, poi dal 1933 al 1935 furono prodotte delle moto marcate “Miro Maffeis”, a costruirle fu una società formata da Miro e dai fratelli Aurelio ed Enrico Tornelli. In seguito l’azienda impostò la sua attività sopratutto come struttura commerciale rappresentando in Italia molte marche straniere tra le quali: AJS, Brough, Harley Davidson, James, Moto Rêve, Rex e Sun e agente per la Lombardia della Blackburne.

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