Alberto Fantini: a memoria di un importante uomo di sport.

 - Alberto Fantini si è spento il 03 Ottobre 2010, a Rimini, una domenica pomeriggio nell’Ospedale Civile della sua città, dove era ricoverato da qualche mese. Un evento doloroso arrivato senza clamori, perché della gravità del suo stato di salute erano informati gl’amici più vicini. Aveva voluto vivere quei mesi in un totale isolamento, cercando nel silenzio e nel suo animo quelle forze che lo avevano portato tante volte al successo. Pochi hanno avuto possibilità di rivolgergli un saluto per testimoniarli stima ed affetto, per aver dedicato gran parte dei suoi 65 al mondo della moto, allo sport. Il suo cuore si è fermato mentre sul circuito francese di Magny-Cours si stava concludendo la gara del Mondiale Superbike 2010. Di quel “Mondiale”  Alberto n’è stato Direttore di Gara dagli inizi per quasi 20 anni, fino al 2008. La triste notizia fu accolta in Sala Stampa e,dopo un breve ricordo, ha fatto seguito un saluto testimoniato da un lungo applauso.

La presenza di Alberto Fantini nel mondo della moto è contrassegnata da tanti episodi, un racconto di moto e di uomini incredibile. Praticò in gioventù il motocross, anche se penalizzato dalla sua imponente stazza fisica, nella velocità entrò come grande amico della Famiglia Pasolini, Massimo e Renzo; si meritò un ruolo dirigenziale nel moto club cittadino che, dopo la scomparsa a Monza nel Campione riminese, ne assunse il nome. In seguito si distinse come Direttore di Gara, prima di gare nazionali, poi del Gran Premio delle Nazioni, e dei Mondiali TT1 /F1 o Endurance, del Campionato Europeo, ma per tutti è stato e resterà il D. G. della Mondiale Superbike.

Dalla metà degli anni ’90 condivise il ruolo di promoter del Challenge Aprilia, il monomarca di maggior successo in Italia, circa 1000 ragazzi transitarono da quei campionati formativi e selettivi. Un progetto innovativo che portò una ventata di novità organizzative in un settore fortemente conservativo. La prima iniziativa agonistica che seppe coinvolgere grandi Pool di aziende d’ogni dimensione, compresa l’organizzazione di vendita ed assistenza Aprilia motivando oltre un centinaio di Concessionarie. Contribuì alla selezione e al coordinamento di un pool progessionisti che seppero supportare al meglio il progetto, poi negli anni successivi si distinse nella realizzazione di altri interessanti progetti.

Non trascurò il motocross contribuendo all’organizzazione di molte gare di successo sulla pista di San Marino o di gare minimoto sul tracciato di Miramare (Rimini). Assunse incarichi anche nell’organizzazione della FMI, a livello nazionale e regionale, non trascurò di supportare altre iniziative quando disponeva di tempo o trovava le motivazioni.

Quando gli fu proposto di occuparsi del Campionato Italiano Velocità, che stava “spegnendosi”, si rese protagonista del Progetto CIV in collaborazione con Giuseppe Morri e Claudio Porrozzi, un progetto fortemente innovativo, che produsse risultati straordinari. Pochi hanno saputo comprendere a fondo la dimensione di quell’intervento, curato nei dettagli, che a distanza di oltre 10 anni resta punto di riferimento per la velocità italiana e di altre specialità

Ha vissuto la storia del nostro paese negli anni quando si potevano condividere valori che, con il trascorrere tempo, si inesorabilmente sono sbiaditi, forse cancellati. Fantini, uomo tosto, ebbe amici ed avversari, perché quando riteneva d’essere nel giusto era capace di travolgere ogni ostacolo, ma era anche un generoso e sono rimasti famosi alcuni momenti di commozione pubblica che ha regalato a quanti lo hanno incontrato. Consola pensare che ci si potrebbe ritrovare nel paddock del cielo, dove potrà incontrare  amici che hanno già fatto il viaggio verso l’eternità: Renzo, Massimo, Lino, Ezio, Gianbattista, Giovanni, Enrico e tanti altri.

In ogni caso l’aver condiviso con Alberto un lungo tratto di vita è stato un privilegio.

Io il privilegio di godere dell’amicizia l’ho avuto e  Alberto, vorrei ricordarlo riandando con il pensiero ad una piccola parte dei tanti momenti vissuti insieme programmando e realizzando iniziative di successo. Piaceva molto ad Alberto incontrarsi con gli amici, anche a tavola, era una buone forchetta (nella foto intorno al tavolo  Sergio Censi, Don Giorgio, Enrico Pullè, Giuseppe Morri e Alberto).  Le nostre vite si sono incrociate nel 1973 quando fui chiamato per fare il Consigliere del Nuovo Moto Club Pasolini e Alberto non fu d’accordo, era sospettoso perché, mi confessò in seguito, pensava avrei potuto avere interessi personali in qualità di amministratore della Bimota.

Nel 1974, anche il secondo contatto non fu fra i più fortunati, Alberto fece da intermediario per far sì che pilota Giuseppe Elementi (ufficiale Bimota) gareggiasse a Misano con una Moto dei suoi amici dell’Harley/Aermacchi. Da titolare dell’azienda riminese vissi male quell’episodio, che forse costò ala Bimota ed “Kocis” il titolo tricolore, perché il pilota rimisese si classificò in quinta posizione, mentre con la sua Bimota YB3 Mario Lega si aggiudicò la gara. Entrambi avemmo l’impressione di avere perso un’occasione e che da Schiranna non fosse stata inviata una moto ufficiale.

Sul finire degli anni ’70 fui accolto fra i dirigenti del MC Pasolini, ed iniziò la nostra collaborazione. (nella Foto: Giuseppe Morri, Massimo Pasolini e Alberto Fantini). Organizzammo eventi memorabili, quali una “4 giorni di gare” sulla pista Santamonica di Misano inserendo nel programma i Campionati Italiani Junior e Senior con la partecipazione di grandi piloti. Una manifestazione il cui incasso consentì di sanare i debiti pregressi del sodalizio, in parte risalenti al famoso annullamento della gara sul Lungomare di Rimini. Un incasso racchiuso in due sacchi di iuta vegliati per una notte intera  in casa di Alberto, mangiando e bevendo in compagnia, con i sacchi sotto i piedi, in attesa dell’apertura delle banche il mattino successivo. Insieme agli amici del MC Pasolini fummo i protagonisti, nel 1981, di un eclatante il Gran Premio delle Nazioni, l’edizione dei record, con un’affluenza che a Misano si è registrata solo in poche occasioni. Nel 1982 organizzammo un Campionato d’Europa, per conto della Flamini Racing. Per Fantini fu rappresentò il momento dell’ingresso nello staff dell’organizzazione romana. Lasciai il Consiglio del Moto Club per dedicarmi alla squadra corse della Bimota. Tornammo ad incrociare le nostre vite con funzioni diverse, ma tutte attinenti il mondo della moto.  Fantini da organizzatore, ma prevalentemente da  Direttore di Gara, e fra i ricordi che di quel tempo conservo, in particolare mi piace pensare ad un evento organizzato a Monza nel 1987, in programma c’erano una prova del  Campionato Italiano TT1 (conclusa con un podio tutto Bimota) e, l’indomani, Una prova del Campionato del Mondo Endurance; la 1000 di Monza.  Vinse la Bimota, unica vittoria di un binomio italiano moto/piloti (Bimota & Davide Tardozzi e Virginio Ferrari)  nel Mondiale Endurance. Una gara conclusa con grande pathos e con l’esposizione della bandiera rossa a 5 minuti dalla fine regolamentare. Alla fine di  una giornata di sole, a fine giugno e nel tardo pomeriggio, il cielo si velò con qualche nube, una della scaricò spruzzi di pioggia  alla variante di Lesmo, tanto far finire “lungo” il leader (Ferrari) della gara, ricordo ancora la rabbia con la quale mi rivolsi ad Alberto affinché fermasse la gara, lo fece qualche minuto dopo, solo perché il pericolo per i piloti era diventato pressante, senza che c’entrasse l’amicizia. Quella forse fu la sola discussione animata che posso ricordare nella storia dei nostri rapporti. Alla fine una vigorosa stretta di mano fece, come sempre, dimenticare i momenti di nervosismo, Alberto credeva nelle regole, non c’era amico che tenesse quando vestiva i panni del Direttore di Gara. 

Ricominciammo a frequentarci nel 1994  quando Alberto accettò la proposta di collaborare all’organizzazione del Challenge Aprilia, ebbe  inizio un periodo di relazioni molto  importante e molto gratificante, durato fino agli inizi del 2004 quando per me si esaurì l’interesse per il nuovo CIV che avevamo insieme rilanciato, io studiando la formula, lui applicandola con la determinazione e la competenza che il mondo della moto ormai gli riconosceva senza eccezioni. Nel corso di quei 10 anni raccogliemmo da molti consensi e successi, ma  la gratitudine di tanti ragazzi che ne furono protagonisti, indipendentemente dal fatto che in seguito siano poi diventati famosi o rimasti solo degli appassionati. A quei ragazzi, ed ai loro genitori, promettevamo di fare il possibile per farli diventare dei campioni, ma prima ancora ad aiutarli a diventare ragazzi e persone per bene; francamente credo che ci siamo riusciti con la quasi totalità di chi cavalcò le Aprila del Cahallenge. 

Il rilancio CIV fu un’esperienza unica e non esito a dire riuscita perché ci fu Fantini ad applicare con rigore le nuove norme che la FMI aveva accettato di introdurre, al debutto l’iniziativa fu osteggiata anche da amici, o presunti tali, in seguito dimostrammo con i fatti la validità di un progetto che, sostanzialmente, è rimasto in variato a distanza di 11 anni. La mia storia e la collaborazione si poté considerare conclusa nel 2003, la sera delle premiazioni del CIV nella villa/museo Nobel, ospiti della città di San Remo e del Casinò. Il 2004 io lo dedicai principalmente alla Yamaha R6 CUP abbinata al CIV. Negli anni che seguirono i contatti si diradarono, avevamo fatto scelte diverse, io avevo anche con problemi al cuore, francamente ci fu qualche incomprensione, ed a dispetto di qualche frecciata polemica, non ci fu mai un litigio, stima e amicizia non s’interruppero mai.

Dedicata ad Alberto:

Addio, Addio amici miei.
Con un sorriso vi saluto. No, non versate lacrime,
non ne ho bisogno.
Voglio soltanto i vostro sorriso.
Se la tristezza vi assale, pensatemi…..
e io sarò felice. Ricordate bene:
quando vivi nel cuore di chi ami,
non morirai mai.

di Rabindranhat Tagore

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