Anselmo: mio Padre!

Anselmo Morri, nato il 6 Ottobre 1911, mio Padre! Lo ricordo nella mia piccola “Memory”,  lo metto al primo posto fra coloro di cui son fiero  d’aver condiviso un tratto della mia vita. Fra le persone che ho incontrato è stato, alla fine, il più importante di tutti. Il tempo trascorso è già tanto, ma soffiando sulla polvere che si sta posando sui ricordi, rivivo emozioni che avevo creduto sepolte per sempre dal trascorrere del tempo.

In uno scenario complesso, qual è quello dei tempi che stiamo vivendo, una sua raccomandazione m’è tornata alla mente, più che mai attuale. Da ragazzo mi ero sentito diverso da lui, tutto casa e lavoro, e spesso divisi su  molte cose,  ma quando gli dissi che avevo deciso di fare la scelta più importante della vita, formando una famiglia con Grazia, ne fu contento. Con parole semplici, prendendo  a riferimento ad un simbolo della vita, mi disse: “Ti auguro di fare tante cose buone nella vita, ma alla fine ciò che conterà di più sarà l’aver fatto trovare sempre il pane sulla tavola della tua famiglia”. Ho fatto il possibile per seguire al meglio il suo consiglio… spero ne sia contento.

Una poesia che amo molto, dedicata a mio Padre, in occasione dell’anniversario della nascita.

A MIO PADRE

Ricordo che allora detestavo la tua immagine,

perché mi prendevi la libertà….i miei cinque minuti,

per sentirmi grande.

Non capivo allora, che tu mi proteggevi,

da una vita a volte dura.

Conoscevi molto bene ciò che io ancora non conoscevo:

il mio cuore.

Così fragile da spezzarsi al primo soffio di vento.

Ho imparato ad amarti con gli anni,

quando il vento soffiò forte e il mio cuore si spezzò.

Ho sofferto molto per capire.

Ho combattuto con l’immaturità e i limiti della mia mente,

per riuscire a sentire ciò che eri veramente per me:

due occhi puri e un cuore immenso.

Forse non un amico, ma sicuramente,

il miglior maestro di vita che abbia mai avuto.

Colui che mi ha insegnato a vivere,

nel rispetto della vita, e degli altri.

Onesto, pulito dentro,

e pieno d’amore.

Ho capito quanto ci amavi,

non ascoltando le tue parole,

ma guardandoti negli occhi: si illuminavano, ogni volta

che parlavi di noi.

Questo è mio padre…..un fanciullo nel cuore e un saggio,

nell’anima.

Un uomo che ha saputo dare un senso alla parola “UOMO”

di Michela Montrasi

nella foto Esterina e Anselmo e Pino (figlio).

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