Federico Martini, D.T. Bimota dal 1983 al 1989, è deceduto il 06 novembre 2014

Bimota Experience 12_nSenza clamori, come era uso fare, l’Ingegnere Federico Martini, ci ha lasciati. E’ deceduto il 6 novembre 2014 stroncato da un male incurabile.

Nato il 14 gennaio 1953 a Ravenna si era laureato presso, si era laureato con lode in ingegneria meccanica a Bologna in Ingegneria Meccanica il 28/10/1977.

Dal 1978 al 1983 ha lavorato in Ducati Meccanica come progettista meccanico; nell’estate del 1983 ha ricoperto il ruolo di Direttore Tecnico in Bimota dove è rimasto fino alla primavera del1989. Successivamente ha ricoperto il ruolo di Direttore Tecnico di Gilera fino al  1993, quando ha assunto l’incarico di  Responsabile Progettazione Motori in Piaggio. Dal 2000 al 2005 è stato Direttore Tecnico di Technogym, azienda di produzione di attrezzature per palestra. Rientrato nel Gruppo Piaggio nel ruolo di Responsabile Progettazione Motori, dal 2013 al marzo 2014 è stato Direttore Sviluppo e Strategie di Prodotto due ruote.

Martini è stato anche un grande sportivo, ha amato profondamente l’attività agonistica in ambito motociclistico ed in gioventù ha praticato il canottaggio.

In Bimota ha svolto un ruolo di grande rilievo, se Massimo Tamburini è stato determinante per la nascita Bimota in ambito motociclistico, Federico è stato fondamentale per la trasformazione dell’azienda in una piccola azienda capace di reggere il confronto con i colossi del settore. Sua la paternità di alcuni progetti fondamentali quali i modelli SB1, YB4, Tesi. Motocicli che, sviluppati negli anni sono tuttora attuali.

Abbiamo fatto la conoscenza nello Studio Studio Tecnico dell’ingegnere Giuseppe Bocchi con il quale, nel 1981, c’era stata una collaborazione per sviluppare il motore Kawasaki 500cc per la KB2 Laser. Ci si rivede in pista con “avversario” con le Ducati che preparava in collaborazione con Pietro Gianesin. Seppe guadagnarsi il rispetto dell’ambiente che gli concesse in breve fiducia in beve anche perché non aveva dato l’impressione di volersi sostituire a Tamburini, ma di volersi integrare con la mentalità dell’azienda.

Ha guidato il Bimota Experience alla conquista del Campionato del Mondo delle F1 (TT) nel 1987 con la YB4 affidata a Virginio Ferrari ed è stato l’animatore della prima stagione della Superbike quando Bimota ha mancato la conquista del primo titolo iridato della categoria, con il concittadino Davide Tardozzi caduto prima del via nella gara finale. Aveva un carattere spigoloso, ma franco ed era molto concreto, è arrivò in Bimota nel periodo più difficile dell’azienda ed il suo contributo fu molto importante per il suo rilancio. La sintonia di intenti con il vertice dell’azienda è stata decisiva. Il suo addio all’azienda avvenne all’indomani dell’esordio di Giancarlo Falappa nella stagione 1989 e dell’annuncio che Bimota avrebbe costruito il suo primo motore, un bicilindrico 500cc a 2 Tempi.

Nel prosieguo della sua carriera ha ricoperto funzioni di grande rilievo nelle due grandi azienda dove ha operato: Gilera/Piaggio e Technogym. Il gruppo di Pontedera la ha ricordato con commozione mettendo in evidenza uno dei sui successi professionali “ … La realizzazione, di propulsore 125-150 4T a 3 Valvole con cui Piaggio ha aperto una finestra sul futuro della tecnologia motoristica. Si tratta di un monocilindrico a 4 tempi raffreddato ad aria, con distribuzione monoalbero a camme in testa a 3 valvole (2 di aspirazione e 1 di scarico) e alimentazione a iniezione elettronica, studiato e costruito negli stabilimenti di Pontedera, con l’obiettivo di aumentare le prestazioni e diminuire i consumi di carburante e le emissioni inquinanti. Per ottenere maggiori performance è stato eseguito un  lavoro di studio per la diminuzione degli attriti e il miglioramento della fluodinamica. Il sistema di raffreddamento è stato oggetto di un’accurata analisi, anche mediante simulazioni termofluidodinamiche, per migliorarne ulteriormente il rendimento, ottenendo una sensibile riduzione della rumorosità meccanica e della potenza assorbita.”

Vivrà nel ricordo di tutti gli appassionati di motociclismo, in particolare del piccolo mondo Bimota con il quale ha condiviso un tratto di strada importante, lastricato di tante gioie e qualche momento difficile, ma sempre con generosità e partecipazioni

Alla moglie Roberta e ai figli  Fabrizio e Lorenzo, le condoglianze più vive.

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