Baldassarre Monti: ucciso mentre rientrava dal lavoro in sella ad uno scooter.

Baldassarre Monti, e deceduto il  20 novembre 2008. Nel tardo pomeriggio di un giovedi,  mentre stava facendo ritorno a Sorbolo, verso  casa in sella al suo scooter, Sarre è rimasto vittima di un tragico incidente stradale perdendo la vita.

Un pilota cresciuto da Gianfranco Bursi, Campione d’Italia Bicilindrici con la Ducati, gareggiòa con successo anche nel mondiale Superbike.   Fra le esperienze, per le quali era sempre disponibile, inseri anche il terribile Tourist Trophy. La sera del 1 giugno 1994, al primo giro con la moto in configurazione gara, ebbe un gravissimo incidente alla curva di Sarah’s Cottage.  Un evento che pose fine alla sua brillante carriera. Solo la grande tempra fisica e la sue ferrea volontà  gli permisero di superare la terribile sofferenza.

Resto, per quanto possibile, vicino al mondo delle corse che aveva amato profondamente, con la cordialità che gli era propria e non sempre ricambiata adeguatamente nei momenti di difficoltà. Era una gran bravo ragazzo e gioiava quando capitava nei paddock italiani gli capitava di abbracciare o stringere la mano ai tanti che non lo hanno mai dimenticato.

Caro Sarre continui a vivere nella memoria di chi ti ha conosciuto e voluto bene!

Piace ricordarlo prendendo a prestito una  intervista pubblicata su Special  frutto di oltre un’ora di conversazione con Sarre.  “Una conversazione avvenuta nella primavera del 2008, iniziata la sera dopo cena e protrattasi fino a mezzanotte. E’ un omaggio che ho voluto fare con tutto il cuore a Sarre per ringraziarlo di averci contattato di sua iniziativa per iscriversi al nostro club. A Sarre (lo chiamavano tutti così) ha fatto piacere riapparire su un giornale di moto, da protagonista, come tanti anni prima ed è stato molto contento di questo articolo. E io lo sono stato più di lui sia prima, ma soprattutto “dopo”. Perché sapevo che con questo articolo gli gli avevo procurato uno dei suoi ultimi sorrisi. Del resto dopo quell’incidente al Tourist Trophy i sorrisi sulla bocca di Sarre erano diventati rari. Il miracolo era riuscito: si era salvato dopo un impatto terrificante e tre mesi di coma. Ma quel risveglio gli aveva fatto aprire gli occhi su un mondo che era cambiato intorno a lui. O meglio, il mondo era lo stesso, ma erano le persone ad essere cambiate.
Che brutto dirlo, ma è così: tutti, o quasi, gli avevano girato le spalle. Lo avevano abbandonato. Quando c’era la gloria c’era la compagnia, quando la gloria non c’era più anche gli amici, o meglio i pseudoamici, se n’erano andati. Senza troppi giri di parole si sentiva solo Sarre. Quella notte quando ripercorreva con le parole la sua carriera di pilota, la sua voce rallentata dai postumi dell’incidente riprendeva sorprendentemente velocità. Era contento. Poi la voce tornava a rallentare quando ti sussurrava che avrebbe desiderato avere una donna vicino a lui. “Prima – mi confidò – ne avevo tante, quante ne volevo. Ora che ne vorrei una non riesco ad averla”. Molto probabilmente questa confidenza sussurrata con un filo di voce era il suo vero dramma. Ci soffriva. Eppoi raccontava che aveva tanta voglia di andare in moto, ma non riusciva più a guidare come prima. Come quando gli avevano prestato una MV Brutale: c’è salito e ha spalancato il gas. Ma poco dopo si è dovuto fermare perché gli girava la testa.
Un po’ di gioia l’aveva ritrovata con due nuovi amici Sergio Stacchiotti di Ancona e Ciro Romano di Napoli con cui aveva formato un terzetto accomunato dalla passione sviscerata per le Kawa tre cilindri. E fu proprio a Ciro che Sarre firmò il suo ultimo autografo nel novembre scorso, pochi giorni prima dell’incidente. Ciro glielo chiese, ma lui disse che non glielo voleva fare perché perché era un amico… “E gli autografi non si fanno agli amici” furono le sue parole. Ma poi Ciro ha aperto una busta che gli aveva mandato Sarre prima di morire. E in quella busta c’era anche un foglio bianco autografato. Ciro di quell’autografo se n’è accorto quando Sarre non c’era più. Che bel regalo gli aveva fatto…
Sarre è morto nel tardo pomeriggio del 20 novembre 2008 in un incidente stradale nei pressi di Sorbolo, il paesino tra Parma e Reggio Emilia dove viveva. Tornava dal lavoro ed era in sella al suo scooterone, quando sulla strada provinciale che portava al suo paese ha avuto un violentissimo scontro con un’auto che ha effettuato una svolta improvvisa e Sarre, sbalzato di parecchi metri, è deceduto praticamente sul colpo. Sembra una beffa quest’incidente. Sembra proprio che il destino si sia voluto accanire con lui fino ad inseguirlo negli anni. Lui che da pilota si era miracolosamente salvato da un impatto terrificante al Tourist Trophy, è andato a morire così. In un incidente tragico, quanto banale. Perché chissà, forse il destino non era rimasto sufficientemente soddisfatto di quello che aveva combinato una quindicina di anni fa all’Isola di Man. E ora Sarre ci manca. Perché era una persona bellissima. Di quelle che lasciano una scia di profumo quando passano nella tua vita.

Roberto

Nella foto Sarre in gara con la Honda RC 30 ufficiale

Comments are closed.