Piero Taruffi: un grande pilota con auto e moto, grande anche come tecnico.

Piero Taruffi, scomparso il 12 gennaio 1998 a Roma, all’età di 82 anni, è stato un ottimo pilota di moto, ma gloria sportiva gli deriva dalle corse in auto. Pilota, recordman, collaudatore e progettista, il suo è tanto vasto da poter essere confrontato solamente con quello dei più grandi piloti di tutti i tempi. In ogni caso è stato uno sportivo con molti interessi, gareggiò anche con gli sci e praticò il canottaggio, sport dove ha conquistò un titolo europeo dell’otto con. Taruffi si aggiudicò gare prestigiose con i due mezzi (moto e auto) che ha praticato. Ha conquistato diversi record mondiali di velocità, ha progettato importanti innovazioni tecniche e ha contribuito allo sviluppo di svariati prototipi, tra i quali la celeberrima “Rondine” considerata la prima motocicletta dell’era moderna.

Si narra che abbia amato maggiormente le corse in moto, ma le sue più importanti vittorie le conquistate con le auto: Carrera Panamereicana (1951); Targa Florio (1952) Mille Miglia (1957), quando aveva ormai cinquantanni e decise il ritiro. Con le moto conquistò un titolo di Campione d’Europa nel 1932 (classe 500 con una Norton). I messicani gli affibbiarono il sopranome “El zorro plateado” (La volpe argentata). Ha progettato anche il tracciato dell’Autodromo di Vallelunga (1950), impianto che porta il suo nome.

Tutta la vita di Taruffi fu improntata al mito futurista che spingeva l’uomo al raggiungimento della velocità, con qualsiasi mezzo terrestre, aereo o natante.  La grande passione di Taruffi furono però i mezzi a motore. Già da adolescente, esordì partecipando palla gara automobilistica Roma-Viterbo vincendola, a bordo di una Fiat 500 del padre. Una svolta quando gli fu regalata una AJS 350 sulla quale lavorò per renderla competitiva, mezzo con il quale disputò la stagione motociclistica sportiva del 1925.

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