Lino Pizzo: corrispondente Ansa da Bologna. Un’amico del mondo “dè mùtor”.

Lino Pizzo, è morto il 5 Marzo 1998, a Bologna, presso l’ospedale Sant’ Orsola dove era stato ricoverato il giorno precedente, era un giornalista professionista, ex capo della sede di Bologna dell’agenzia Ansa. Il 27 marzo avrebbe compiuto 78 anni. Lasciò la moglie e due figli, il rito funebre si tenne presso la chiesa del Sacro Cuore di Gesù, nella sua città. Lino è stato un grande amico del motociclismo, per anni è stato, con i concittadini Ezio Perazzini e Gianbattista Marcheggiani, un’istituzione nelle sale stampa dei circuiti italiani. Amico anche personale, cui sono legati i ricordi di serate trascorse a tavola, in occasione delle tante serate che in Romagna erano organizzare dai Moto Club. Nella foto insieme a Rinaldoni (FMI) Giuseppe Morri, Claudio Porrozzi (purtroppo scomparso nel 2014) e lui Lino Pizzo. Era stato un marconista in aeronautica e prigioniero degli americani dal 1943 al ’45, durante l’ultima guerra mondiale, lavorò inizialmente al ”British press and information office” prima di entrare all’Ansa, dove ricoprì vari incarichi: da marconista a telescriventista, poi giornalista pubblicista e quindi, dal ’64, professionista. Nel luglio ’76 fu nominato capo servizio e responsabile della sede regionale dell’agenzia per l’Emilia-Romagna. Il 30 giugno ’86 andò in pensione, mantenendo per alcuni anni una collaborazione con l’Ansa per le manifestazioni sportive di auto e moto, la sua più antica passione. Durante la carriera collaborò tra gli altri con ”il Giornale nuovo”, ”Il Corriere Adriatico”, ”La’ Unione sarda” e ”Il Telegrafo”. Fu per anni consigliere e anche vice presidente del Gergs, il gruppo emiliano-romagnolo dei giornalisti sportivi. Nel 1977 fu insignito dell’onorificenza di commendatore della Repubblica Italiana. Sotto la sua guida, a redazione Ansa ottenne il 29/o premio Saint Vincent di giornalismo e il ”Premiolino-giornalista del mese” per i servizi sulla strage alla stazione

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