Angelo Bergamonti: il 4 aprile 1971 si fermò il suo sogno ed il mito della Mototemporada.

Angelo Bergamonti morì a seguito di un incidente, capitato in una gara della “Mototemporada“ 

A Riccione, il 4 aprile 1971, stava disputando la gara della 350cc in sella alla MV Agusta, sul circuito stradale allestito sulle strade a ridosso del mare Adriatico.

Pioveva e Bergamonti stava inseguendo il compagno di squadra Giacomo Agostini, perso il controllo della moto e scivolò sull’asfalto viscido finendo contro il cordolo del marciapiede, a bordo strada.

La tragica fine del pilota cremonese, era nato Gussola il 18 marzo 1939, segnò anche la fine delle corse organizzate sui circuito stradali della Mototemporada (un ciclo di gare proposte dai moto club della riviera romagnola) e più in generale in Italia.

La sua è stata una carriera contrassegnata da partecipazioni e vittorie nelle cronoscalate come nelle gare in pista, spesso su circuiti stradali. Ha gareggiato in sella a mezzi della Moto Morini, Aermacchi, Paton, Linto e MV Agusta per la quale ha fatto anche il collaudatore per lo sviluppo del prototipo del sei cilindri 350cc , e il pilota ufficiale nella stagione 1970.  

 Bergamonti esordì con la MV a Monza, nel GP delle Nazioni ottenendo subito il 2° posto alle spalle di Giacomo Agostini; con la marca di Cascina Costa conquistò anche la vittoria nelle classi 350 e 500 del Gran Premio di Spagna (nella foto) e fu 3° nella classifica finale della classe500cc conquistando anche tre secondi posti in Olanda, Francia e Italia. Ha preso parte a 15 Gran Premi iridati, vincendone due e salendo 10 volte sul podio.

Aveva esordito nel motomondiale nel 1967, miglio piazzamento il terzo posto nel Gran Premio delle Nazioni in sella ad una Paton 500; ripetendo l’impresa l’anno seguente.

Nel suo palmares figurano anche 4 titoli di Campione d’Italia: Junior 175cc nel 1965, poi 125 e 500cc nel 1967, ancora nella 125cc nel 1970.

Bergamonti era un pilota coraggioso, uno che non si tirava mai indietro, e non lo fece neanche quella domenica d’inizio aprile mentre, sul Lungomare di Riccione allagato dalla pioggia, non voleva “far scappare” “Ago” .

La tragica fine di Angelo impressionò molto addetti ai lavori e autorità sportive tanto da diventare ragione  per assumere  drastici interventi a favore della sicurezza sui circuiti italiani.

I moto Club della Romagna spostarono i loro eventi nel nuovo Circuito del Santa Monica a Misano Adriatico, realizzato dopo la scomparsa di Angelo.

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