Guido Paci: scomparso il 10 aprile 1983, vittima di un incidente sulla pista di Imola.

Guido Paci, il 10 Aprile 1983, rimase vittima di un incidente capitato sulla pista dell’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola. Un tragico evento capitato durante la seconda manche delle 200 Miglia, mentre lottava per le posizioni di testa, ha perso il controllo della sua Honda al curvone “Villeneuve”, purtroppo è finito ad altissima velocità contro le balle di paglia messe a protezione del guardrail, poi colpito dalla sua moto.

Si è fermata così la corsa terrena di Guido, in un “tempio” della velocità affollato da 80.000 appassionati ammutoliti. E’ stato uno dei piloti che godeva di grande seguito ad inizio anni’80. Un uomo muscoloso pelato con i baffi gigantesco, Paci era nella vita anche un sottufficiale pilota dell’Aeronautica Militare Italiana in servizio presso il 53 ° Stormo Caccia della base di Cameri (Novara).

Era nato a Curetta di Servigliano, provincia di Ascoli Piceno, il 27 dIcembre 1949, e viveva a Milano con la Hélène Maier, che aveva sposato nel 1976. dopo la sua scomparsa il campo d’aviazione di Montegiorgio, in provincia di Fermo, è stato titolato “Aviosuperficie Guido Paci”. annualmente con un motoraduno. Paci è sepolto nel cimitero della natia Servigliano, che dal 1991 lo ricorda organizzando il Memorial Guido Paci.

Un gentleman-rider che si distingue per il coraggio che dimostrava in pista come per le tute bianche e rosa, i colori che aveva scelto anche per la livrea della sua moto; gli amici lo chiamavano “Kojak”, un nome riferito al famoso personaggio della serie tv che aveva il capo rasato.

Aveva iniziato a gareggiare nella velocità da 1976, esordendo sulla pista di Modena in sella ad una Honda 500.

Arrivava dal mondo delle motociclette chiamate bobbers, affini ai Chopper, mezzi che hanno un approccio minimalista al mezzo che spogliato di tutto ciò che non è indispensabile. Stile molto spartano, privo della maggior parte delle caratteristiche estetiche del chopper come parti cromate e forcella allungata.

Guido aveva vinto due titoli italiani e ottenuto un terzo posto al Campionato Europeo di due bob dell’uomo, come membro della CBFA-Centro Bob Forze Armate.

Nel 1979 si aggiudicò Campionato Italiano Junior classe 500 cm3 in sella ad una Bimota Sb1, battendo Loris Reggiani. Nel 1980 esordi nel motomondiale della classe 500cc, con un buon 13 ° nel Gran Premio delle Nazioni a Monza con una Suzuki; nel 1981 acquistò una Yamaha, una replica della moto campione del mondo con Kenny Roberts ed ottenne un ottimo 11° posto nella classifica finale del motomondiale. Nel 1982 ottenne il 20° posto.

Nel 1983 passò al Team Honda Italia – HIRT, che mise a sua disposizione le 3 cilindri RS500R per partecipare al campionato del mondo, avendo come compagno di squadra Maurizio Massimiani. Nella seconda gara, il 03 aprile 1983 ottenne 8 ° nel Gran premio di Francia sul celebre tracciato del circuito Bugatti, Le Mans, gara durante il quale persero la vita il suo amico svizzero Michel Frutschi e il pilota giapponese Iwao Ishikawa vittime di incidenti in corsa..
Un tragico evento che sarebbe capitato la domenica successiva anche al Campione italiano, quando nel corso 5 ° giro guido perse il controllo della sua Honda RS500R a circa 240 km. I medici, che un anno prima salvato la vita di Graziano Rossi quasi nello stesso luogo, intervennero con immediatezza, ma tutti gli sforzi risultarono vani, la forte tempra di Guido Paci, minata dalle lesioni alla testa e con lesioni interne non gli concessero scampo. 

IL sabato, 09 aprile, Guido era salito sul quello che sarebbe stato il suo ultimo podio, grazie al 3 ° conquistato nella gara Campionato Italiano 500cc, preceduto da Marco Lucchinelli e Franco Uncini.

La domenica mattina, non aveva concluso la prima manche della 200 Miglia a causa di problema al cambio, si era ritirato durante il 14°; gara vinta Kenny Roberts davanti a Franco Uncini e Eddie Lawson. Due anni più tardi Lorenzo Ghiselli avrebbe  perso la vita in un incidente nello stesso luogo quasi analogo a quello capitato a Guido. A seguito di queste due tragedie fu costruita una nuova variante. Forse avrebbe salvato le due vite se fosse stata realizzata prima

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