Michele Alboreto: perse la vita il 25 Aprile 2001 collaudando una Audi sul circuito Lausitzring.

michele-alboreto-1Michele Alboreto perse la vita il 25 Aprile 2001 al Lausitzring(Klettwitz) aveva 45 anni. Muore, vittima di un incedente mentre effettua i collaudi delle nuove Audi R8 Sport in preparazione della 24 Ore di Le Mans del 2001. Alboreto era alla guida lungo un rettilineo, quando la sua auto uscì dal tracciato, colpì una recinzione sulla destra e si capovolse, dopo un volo di un centinaio di metri. Le analisi attestarono che la morte sopraggiunse sul colpo. La causa più accreditata per spiegare l’incidente fu indicata nella foratura della gomma posteriore con perdita graduale di pressione fino al cedimento; l’Audi comunicò agli investigatori che il prototipo (distruttosi nell’impatto) aveva già completato migliaia di chilometri su molti circuiti, preparandosi per la stagione 2001, senza alcun problema. La ruota in questione sarebbe stata la posteriore sinistra: questo spiegherebbe il perché Alboreto si sia schiantato a destra. Date le cause che originarono la disgrazia furono attribuite responsabilità al pilota, né a cedimento meccanici e fu scagionato da ogni responsabilità anche il circuito.

Per quanto riguarda i soccorsi il manager del Lausitzring, comunicò che le ambulanze di stanza presso il tracciato impiegarono solo due minuti per raggiungere la scena dell’incidente; un elicottero arrivò tre minuti più tardi, ma i medici dichiararono che non avrebbero potuto far nulla per salvare Alboreto. La salma del pilota, rimpatriata, è stata cremata a Milano. Aveva promesso alla moglie che si sarebbe ritirato, una volta vinta la 24 ore di Le Mans di quell’anno.

Albereto aveva iniziato a correre in F1 nel 1981 con la Tyrrell, macchina sulla quale gareggio per tre stagioni, conquistando il primo podio (3°) e la prima vittoria nel Gran Premio di Las Vegas del 1982. Vittoria bissata nel Gran Premo di Spagna del 1983.

Passò alla Ferrari nel 1984 e vi resto per 4 stagioni, conquistando il 4° posto finale ed una vittoria nella prima stagione. Poi il fu vicecampione del Mondo nel 1985, vincendo due Gran Premi.

Nel 1989 Torno alla Tyrrell –Lola conquistando l’ultimo podio dei 23 conquista nella lunga carriera in F1. Una presenza nella formula regina dell’automobilismo che duro fino al 1994 guidando la Arrorws (’90), Footwork (‘91/92), Lola (’93) e Minardi (’94).

Negli anni successivi Gareggia nel DTM, il campionato turismo tedesco, poi nei campionati Sportprototipi e nel prende parte al campionato Indy Racing League.  Successivamente si limita a correre poche corse, la24 Ore di Le Mans vinta nel 1997 al volante di una Porche e l’American Le Mans Series. Nel 1999  passa al team Audi con cui ottiene, nel 1991 la a sua ultima vittoria in una competizione motoristica nella 12 Ore di Sebring in coppia con Capello e Aiello.

Nel libro “Piloti Che gente” Enzo Ferrari scrisse: “Sono note le mie simpatie per Michele Alboreto. E’ un giovane che guida tanto bene, con pochi errori. E’ veloce, di bello stile: doti del che mi rammentano Wolfgang von Trips, al quale Alboreto assomiglia anche nel tratto educato e serio. Ho sostenuto che è fra i sei migliori della Formula 1 e che con una macchina competitiva non sprecherà certo l’occasione di diventare un campione,….”

Nel 2001 sulla pista tedesca rimase gravemente ferito anche un’altro pilota italiano: Alex Zanardi.

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