Montmelò: Vittima di un incidente il pilota spagnolo Luis Salom (Moto2)

Salom_Louis__gpOggi un grave incidente ha funestato le prove del Gran Premio in corso sul tracciato del Montmeló a Barcellona. Luis Jaime Salom, pilota spagnolo, è nato Palma di Maiorca il 7 agosto 1991 è deceduto a seguito di un incidente capitato nel corso delle prove della Moto2.

Nella foto un’immagine recente, che lo ritrae il lacrime sul secondo gradino del podio a Losail mentre ringrazia la madre e la famiglia per la vicinanza nei momenti difficili. .

Luis Salom ha debuttato nel mondiale nel 2009 come wild card al Gran Premio di Spagna in sella a una Honda 125cc arrivando alla fine al 23° posto. Poi ha partecipato alle ultime dieci gare della stagione, il suo miglior risultato fu il sesto posto al GP di Gran Bretagna. Nel 2010 è diventato pilota della scuderia Lambretta Reparto Corse, ma nonostante che nel Gran Premio di Spagna abbia primo punto stagionale il team decise di sostituirlo con l’olandese Michael van der Mark. Luis si accasa Nonostante tutto riesce ad accasarsi con il team Stipa Molenaar Racing che lo ingaggia al posto di Quentin Jacquet. Ottiene come miglior risultato un quinto posto in Portogallo e termina la stagione al 12esimo posto con 72 punti. Nel 2011 passa alla squadra RW Racing GP su Aprilia RSA 125. Insieme alla moto italiana Salom raggiunge un sensazionale primo podio al Dutch TT e un secondo posto alla gara di casa terminando ottavo in classifica iridata. Nel 2012 rimane nello stesso team e corre nella nuova classe Moto3 su Kalex KTM. Ottiene le sue prime vittorie a Indianapolis e al MotorLand, quattro secondi posti in Spagna, Gran Bretagna, Repubblica Ceca e a San Marino e due terzi posti in Portogallo e in Germania; conclude la stagione al secondo posto con 214 punti. Nel 2013 passa al team Red Bull KTM Ajo vincendo sette gare: Qatar, Italia, Catalogna, Paesi Bassi, Repubblica Ceca, Gran Bretagna e Malesia, due secondi posti in Spagna e in Germania, tre terzi posti al Gran Premio delle Americhe, in Francia e in Australia. È una delle promesse del motociclismo internazionale con un annata contraddistinta anche da quattro pole position; termina la stagione al terzo posto con 302 punti. Nel 2014 passa in Moto2, alla guida della Kalex del team HP 40. Ottiene un secondo posto in Italia e un terzo posto in Argentina e conclude la stagione all’ottavo posto. Nel 2015 rimane nello stesso team mentre nel nel 2016 passa alla scuderia SAG, sempre con Kalex, arrivando secondo in Qatar. Negli anni vissuti nelle categorie più piccole classe leggera ha sviluppato la caratteristica di pilota incredibilmente aggressivo e spettacolare. Ha conquistato un totale di 22 podi, nove vittorie e quattro pole in classe leggera. Non ha mai sollevato il titolo ma è stato visto come un campione agli occhi di molti e il suo passaggio alla classe intermedia è stato attesissimo. Ci sono voluti solo tre gare per arrivare a primo podio nel Campionato del Mondo Moto2™, terzo in Argentina nel 2014, migliorandosi poi al sesto round con uno splendido secondo posto al Mugello. La sua seconda stagione con il team Pons ha dimostrato di essere più impegnativa conquistando comunque otto top ten e lottando con i piloti di vertice in molte occasioni. Al momento era 10° nella classifica iridata con 37°

Daijiro Kato: il 20 Aprile 2003 si spegneva il pilota nato in Giappone e “adottato” dalla Romagna.

Daijiro Kato, la sua vita si spense a Yokkaichi,  il 20 aprile 2003, dopo un’agonia durata due settimane. Troppo gravi le ferite riportate nell’incidente capitato il 06 aprile sulla pista di Suzuka. Stava disputando la gara della 500 Gran Prix in sella ad una Honda affidata al Team Gresini. Era nato a Saitana il 04 luglio 1976, avevo spostato il suo domicilio dal Giappone all’Italia, a Portoverde, un angolo di Romagna, sul mare ed a due passi dall’Autodromo Santamonica e dalla sede della sua squadra. Lasciò la moglie Makiko e i due figli, Ikko e Rinka.

La sua storia di pilota ebbe inizio da piccolo in sella a minimoto, ma fu nel 1992 che fece l’esordio in pista. Nel 1997 il primo alloro importante con la conquista del titolo nazionale della classe 250gp. Nel mondiale il suo esordio avvenne nel 1996, sulla pista di Suzuka, da wild card della 250cc, conquistò un 3° posto; esperienza riproposta anche nella stagione successiva con esito migliore: vinse quella gara. Nel 2000 la prima stagione a tempo pieno sempre Classe 2in sella ad una Honda, a fine stagione aveva messo nel suo palmares il 1° posto in 4 gare e il 3º posto in campionato.

Nel 2001 dominò il mondiale delle mezzo litro con 11 vittorie parziali e la conquista del titolo iridato.

Nel 2093 passò nella 500 Gran Prix sempre su una Honda del Team Gresini, conquistando due podi ed il 7° posto finale. Aveva iniziato la stagione 2003 con la speranza di poter puntare al titolo, ma il suo sogno si spense dopo tre giri della gara inaugurale e proprio sulla pista di casa, il tracciato di Suzuka che lo aveva visto rivelarsi al mondo. Perse il controllo della moto nella veloce curva che immetteva sulla dirittura d’arrivo, finì contro il muretto ad una velocità stimata in circa 140 km/h. L’incidente provocò tantissime polemiche, soprattutto riguardo all’inadeguatezza dei soccorsi e lo scarso livello di sicurezza del circuito giapponese, poi eliminato dal calendario del Motomondiale per la pericolosità e le scarse vie di fuga che presentava. Anche la direzione gara fu criticata per non aver interrotto la gara dopo essersi resi conto della gravità dell’incidente del pilota del Sol Levante. Ma su quel tracciato continuarono a gareggiare pilota nazionali e quelli delle 8 ore di Suzuka cui parteciparono anche piloti del circus mondiale, fra i quali lo stesso Valentino Rossi. La corsa durante la quale la Honda ricordò Daijiro mettendo il suo numero sulla moto di Okada e Kameya. La FIM decise il “ritiro” dalle liste del MotoGP del numero di gara, il 74, quello dello sfortunato pilota nipponico, ma lo stesso numero è poi ricomparso sulle moto o sull’abbigliamento di molti piloti. Misano che lo considerava suo cittadino, in accordo con l’autodromo Santamonica gli dedicò la strada d’accesso all’impianto.

è stata intitolata una via al pilota nipponico. Da anni a Misano, nelle vigilie del motomondiale che nel frattempo sbarcato in riva all’Adriatico, sono organizzati eventi benefici per onorare la sua memoria. Tanta partecipazione emotiva poi, sfortunatamente, superata per rendere omaggio Marco Simoncelli.

Negli anni che hanno fatto seguito alla scomparsa di Kato, come per altri episodi luttuosi che hanno avuto grande risonanza, il problema sicurezza è stato affrontato in maniera seria e proficua. Molti impianti sono stati oggetto di trasformazioni per adeguarsi regole sempre più rigorose. Un contributo importante, che ridotto senza eliminarlo, il pericolo di morire in pista, come dimostrato dagl’incidenti che si sono verificati negli anni seguenti.

Claudio Porrozzi: Un grande giornalista e un caro amico, scomparso prematuramente.

Porrozzi 25.3.14Il 25 Marzo 2014 e deceduto Claudio Porrozzi, aveva 63 anni, era nato il 31 Agosto del 1950. Giornalista attivo nel settore motociclistico è stato stroncato da un male incurabile che, in pochi mesi, lo ha stappato ai suoi cari. Porrozzi è entrato nel mondo giornalistico a metà anni ’70 collaborando con la rivista Moto Sport, una rivista del settore edita a Roma, la sua città. In seguito passò a La Moto dal 1985 al 1999, una riviste di prestigio con uscite mensili, passando dalla vice direzione alla direzione. Si è occupato anche dell’ideazione e gestione dei mensili Tuttoscooter e del bimestrale Due Ruote (internazionale). Per oltre 5 anni a collaborato con Gpone.com. Molte le sue collaborazioni, in primis con il Mondiale Superbike. Ha scritto oltre 40 libri aventi per soggetto le moto e corse di moto; particolarmente significativa la raccolta di foto e dati delle prime 25 edizioni del Campionato del Mondo Superbike e del CIV (Campionato Italiano Velocità) dal 2001.

Nell’ambito della Federazione Motociclistica Italiana (FMI) ha ricoperto importanti incarichi nel Comitato Velocità. Ed in qualità di responsabile del settore realizzo, in collaborazione con Giuseppe Morri e Alberto Fantini realizzò il rilancio del Campionato Italiano Velocità. Con la FMI la collaborazione ha avuto una durata decennale(2000 – 2010). Per lunghi anni si è occupato della comunicazione del Gentleman Motor Club Roma, Collaborò con l’amico Giovanni Centonze alla gestione della comunicazione della società che gestiva l’organizzazione delle gare del Campionato del Mondo di Velocità assegnate alla Federazione Sammarinese Motociclistica, sulle piste di Misano e Imola. Ma per tanti anni ed in tante occasioni lo abbiamo visto gestire conferenze stampa o gli uffici stampa in occasione di manifestazioni motoristiche, a prescindere dalla loro valenza; gara importanti o gare minori, promozionali. Claudio non guidava la moto, anzi non è mai salito su una moto in vita sua se non come occasionale passeggero, però si interessò ugualmente appassionato al magico mondo del motociclismo a 360°, tanto da diventarne uno dei più competenti e stimati osservatori. Agli inizi, negli Anni Settanta, formò le sue conoscenze vivendo a stretto contatto con le mitiche gare delle moto derivate di serie, particolarmente sentite in ambito romano, ma presto i suoi interessi spaziarono in campo nazionale ed internazionale. Stabilì relazioni amichevoli con i protagonisti dell’industria ed i più prestigiosi progettisti. Divenne amico di tanti piloti campioni o meno che fossero.

Personalmente ho avuto il piacere di fare la sua conoscenza fin dagli esordi, i nostri, perché più o meno negli stessi anni presero avvio le nostre esperienze nel settore. Lui da giornalista ed io da imprenditore con la Bimota. Fu lui a realizzare il libro che, edito in sole 1000 copie è diventato cult, per celebrare i primi 10 anni di vita della mia azienda nel 1983. Ed fu lui ad occuparsi della comunicazione in occasione della breve esperienza fatta con la Bimota Tesi nel Campionato del Mondo Endurance. Le nostre relazioni si consolidarono ben oltre i rapporti professionali, aveva stabilito solide relazioni in Romagna, dove “occasionalmente” nacquero i suoi ragazzi, amicizia profonda con Centonze e signora, ma anche con tutti i molti dirigenti dei moto club dell’area. Ricordo con gratitudine la sua vicinanza quando Bimota, nel periodo 1983/1986 dovette fronteggiare una serie di eventi molto impegnativi, prima la decisione di recedere dal rapporto con Massimo Tamburini, poi la gestione di due durissimi anni di gestione dell’azienda in Amministrazione Controllata.

Fu lui a spingere il Presidente della Federazione Motociclistica Italiana affinché fosse affidata a Giuseppe Morri e ad Alberto Fantini la realizzazione di un progetto di rilancio che ha caratterizzato il Campionato Italiano Velocità degli anni 2000. Un intervento che, per trascinamento ha interessato tutto il mondo dell’organizzazione delle corse, in tutte le specialità, gestito dalla FMI.

Insieme abbiamo visto crescere e trasformarsi il mondo cui abbiamo dedicato la vita, anche se da alcuni anni i nostri incontri si erano diradati, principalmente per il mio disimpegno dal settore appena giunto sulla soglia dei settanta anni. Ci eravamo senti a fine gennaio, ci eravamo cercati per un argomento che si era rivelato di comune interesse. Sapeva che in collaborazione con un suo collega si stava scrivendo la storia della Bimota relativa al periodo che è stata “mia”, concluso nel 1993, si voleva informare perché anche lui aveva in animo di fare qualcosa. Mi disse “ … se ne avrò il tempo” e solo allora appresi che del terribile problema che doveva fronteggiare. Ne parlò con gran dignità, perfettamente conscio delle prevedibili conseguenze che ne sarebbero derivate, mi indicò un tempo probabile, che si è avverato, ci lasciammo con l’accordo di risentirci a marzo, ho tardato qualche settimana di troppo e non ci potremo più risentire, almeno non in questa vita. La sua non è stata una vita facile, ha dovuto fare i conti con il dolore per la terribile perdita di un figlio, consolato dal gemello, Federico, di cui andava, giustamente orgoglioso. Ora non ci resta Moto.it, non resta che stringerci forte alla sua famiglia, al figlio ed al fratello Fabrizio punti di riferimento per la comunicazione nel settore che fu caro a Claudio.

Ma pare giusto che per contribuire a ricordare Claudio Porrozzi, nell’ideale paddock della memoria siano prese a prestito le parole di un giornalista a lui caro, una testimonianza di una amicizia e collaborazione professionale nel contesto di Gpone.com: Luca Semprini.

Ci incontrammo per la prima volta ad Imola, luogo magico per un bolognese come me, soprattutto se cresciuto ammirando le imprese di un pilota brasiliano con il casco giallo. Era il 2011 ed io ero lì, principalmente, per bagnare i miei (relativamente) giovani piedi nello stagno delle corse ed offrire supporto. Una stretta di mano e via con le interviste. Di solito la “spina” riceve ordini, tu mi desti consigli. I primi di una lunga serie.

In un mondo che fa della velocità il proprio marchio di fabbrica, dove non corrono solo i piloti ma tutti gli addetti ai lavori, ognuno inseguendo un traguardo suo e spesso elusivo, ti prendevi sempre il tuo tempo. Dalla meticolosa lettura della rassegna stampa ogni mattina alla lunga passeggiata nei box nelle ore serali, quando si spengono le luci ed i motori, a prendere il polso dei protagonisti e, cosa più importante, dei rispettivi cast di supporto. Non solo facendo domande, ma anche provando ad offrire risposte.

Un maratoneta paziente e risoluto, in un mondo prevalentemente di sprinter. Magari questi ultimi vedono prima il singolo traguardo ma, appena sono costretti a fermarsi, hanno la vista offuscata ed il fiato corto. Tu invece, caro Claudio, sapevi descrivere come nessuno mai i retroscena, tracciare i fili conduttori, elaborare i “come” ed i “perché”, osservando con maggior cura ogni singolo dettaglio sul percorso.

Di te ricorderò soprattutto l’umanità e la compassione. Dietro alle carene luccicanti, oltre le pareti delle hospitality, sotto al fascino seducente della velocità, si nascondono livori e invidie che (come scrisse Tito Livio) si dirigono sempre verso i posti più elevati. Le tue critiche, al contrario della maggioranza, erano invece pacate, dirette, oneste. Senza secondi fini, dettate da una costante consapevolezza della fallibilità umana, la nostra in primis.

Per usare una metafora del gioco, il tuo sorriso scaturiva dalla possibilità di sedersi al tavolo, di conoscerne le regole ed osservarne le dinamiche, non dalle vincite in sé. Il croupier (qualsiasi nome gli si voglia dare) ti ha servito più di una brutta mano, ma hai resistito finché hai potuto. Non è questo, in fondo, ciò che dovremmo tutti imparare a fare?

Non avrei mai voluto scrivere queste parole. Ciao collega, mentore, ma soprattutto amico. Tienici d’occhio, dovunque tu sia”

Mike the Bike! Ricordando la scomparsa di un mito del motociclismo mondiale.

Il 23 marzo 1981, a Birmingham è deceduto, non ancora quarantunenne, Stanley Michael Bailey Hailwood, più semplicemente “Mike the Bike”!

La sua prematura scomparsa è stata causata dalle conseguenze di un incidente stradale, finì con la sua auto contro un camion che stava effettuando una inversione ad U, fu una terribile tragedia famigliare perché nel sinistro perché con il Campione viaggiavano anche figli, Michelle che perse la vita e David sopravvisse alle ferite.

E’ stato uno dei campioni tra i più bravi e popolari del motociclismo mondiale, ma è stato anche pilota della Formula 1. Figlio del più importante commerciante inglese di motociclette dell’epoca, imparò a guidare in un campo nei pressi di casa; lasciò presto gli studi e lavorò per breve tempo nell’azienda di famiglia prima andare a lavorare presso la Triumph Motorcyles.

Hailiwood, protagonista del motomondiale dove ha conquistato 76 vittorie a coronamento dei 9 titoli mondiali che si è aggiudicato: 4 nella 500cc, 2 nella 350cc e 3 nella 250.

Nel corso della sua carriera ha gareggiato con le più prestigiose del periodo: MV Agusta, Honda, Ducati e Suzuki. E’ stato uno dei grandi “interpreti” del Tourist Trophy dove per 14 volte è salito sul podio più alto; protagonista di sfide epiche, indimenticabili, con Giacomo Agostani. I due sono hanno alimentato un’accesa rivalità.

Fra le vittorie più belle quella conquistata con la Ducati la gara del TT F1 nel 1978, al suo ritorno alle corse in moto dopo la parentesi automobilistica.

Con le quattro ruote non riuscì d eguagliare la strepitosa carriera che ha contrassegnato le prestazioni con le due ruote. Ebbe l’umiltà di incominciare dalle formule minori, conquistò il Titolo Europeo di Formula 2, partecipò anche alla mitica 24 Ore di Le Mans conquistando il podio. In Formula 1 disputò 50 gran premi, prima con apparizioni sporadiche, poi dal 1971 fu il principale impegno. Concluse la carriera a seguito delle ferite riportate in un incidente sul circuito sul terribile Nurburgring nel GP di Germania del 1974. Al volante della Surtees, nel 1972, conquistò il secondo posto al Gran Premio d’Italia, il suo miglior risultato in carriera, con un ottavo in campionato.

Nella storia della F1 resta vivo il ricordo di uno spettacolare incidente capitato nel GP del Sud Africa del 1973, che coinvolse Hailiwood entrato in collisione con Clay Ragazzoni, le vetture furono avvolte dal fuoco, Mike fu il primo ad uscire mentre Clay rimase, svenuto e bloccato dalle cinture di sicurezza, nell’abitacolo. Il pilota inglese quindi tornò tra i rottami incendiati per liberare il collega svizzero trascinandolo fuori della vettura. Per il coraggio dimostrato, gli fu attribuita la medaglia di Re Giorgio, la seconda le più importanti decorazioni inglesi.

Nel 1974 ebbe la possibilità di guidare una McLaren, con la quale conquistò un podio prima di incorrere nell’incidente che lo costrinse al ritiro.

Arturo Magni: Il 2 dicembre 2015 e deceduto un gigante del motociclismo mondiale.

Magni Artuto 3Arturo Magni, nato il 24 settembre 1925 Usmate Velate (Milano), e deceduto il 02 dicembre 2015 a Samarate (VA). Il mondo del motociclismo piange la scomparsa di un protagonista della storia motociclistica mondiale, dei 90 vissuti la gran parte li ha spesi nel mondo dei motori. Aveva 22 anni quando, dopo aver lavorato con il padre nell’industria aeronautica Bestetti, nel 1947 fu assunto dalla Gilera, non vantava studi ingegneristici, ma passione pura per il motorismo (come un altro grande del nostro motociclismo: Massimo Tamburini) ma collaborò al montaggio del primo motore Gilera quattro cilindri di 500cc. Nel 1950 Magni passò alla MV Agusta presso il reparto corse diventandone in seguito il direttore sportivo che ha diretto fino al 1976, l’anno del ritiro dalle gare della prestigiosa azienda italiana. La sua attività nelle corse è stata coronata da 75 titoli iridati, 38 piloti e 37 costruttori. Con lui hanno gareggiato oltre ai mitici Agostini e Halwood anche generazioni di campioni: Graham, Surtees, Hocking, Ubbiali, Provini, Mendogni, Shephard, Read e Bandirola, Venturi, Grassetti, Pagani, Bergamonti, Toracca, Bonera i più noti, poi decine di piloti sulle MV nelle categorie “cadette” hanno trionfato in centinaia di corse.

Nel 1977 ha fondato la “Ditta Magni”, dopo il ritiro dalle corse della MV Agusta nel 1976, Magni si è messo in proprio costituenda l’azienda insieme ai figli Giovanni e Carlo, una ditta con il nome di famiglia che ha realizzato special motorizzate MV Agusta, Honda, BMW, Moto Guzzi e Suzuki. Negli ultimi anni il figlio Giovanni aveva assunto la direzione dell’azienda , ma Arturo non ha fatto mancare la sua fattiva presenza. Chi meglio lo ha conosciuto racconta ha sempre raccontato che, pur avendo un carattere piuttosto spigoloso, si accalorava quando, facendo appello alla sua brillante memoria raccontava aneddoti, citava dati tecnici ed ogni altro riferimento ad episodi che aveano caratterizzato la sua vita. Resterà sempre vivo il suo ricordo fra ogni appassionato di motociclismo.

Motorland – Aragon: 14° appuntamento con il Motomondiale 2016. Programmazione TV.

Aragon

Il 14cesimo atto del Motomondiale 2016 è in programma in Spagna sula del Motoland di Aragon. Una pista fra le più tecniche ed insidiose del calendario, inserita dal 2010 nel programma del campionato iridato, propone l’ennesima sfida per la conquista dei 25 punti che potrebbero essere quelli risolutivi per la rincorsa al titolo iridato in tutte le categorie.

MOTOGPReduci dal sorprendente successo di Dani Pedrosa a Misano,un GP ha avuto degli strascichi polemici per il confronto in conferenza stampa tra Valentino Rossi e Jorge Lorenzo,oggetto della disputa il sorpasso del 46 nei confronti di Jorge nelle prime battute di corsa. Intanto Marc Marquez, a quota 223 punti, precedendo Rossi (180 punti) e Lorenzo (162 punti) ha conservato vantaggio considerevole che a cinque gare dal termine potrebbe risultare decisivo. Ancora non sufficiente per consentirgli di cullarsi sugli allori, tenendo conto che il duo della Yamaha farà di tutto per rendergli difficile la rincorsa alla vittoria anticipata.

MOTO2 – La lotta per il titolo parrebbe ristretta ad un confronto a due fra il francese Johann Zarco (191 punti) e lo spagnolo Alex Rins (191 punti), ma non si può nascondere l’insidia del rimontante svizzero Thomas Luthi (141 punti). Molto attese anche le prove dei nostri ragazzi che sono a ridosso delle prime posizione nella classifica iridata: Franco Morbidelli (6°), Lorenzo Baldassarri (9°) e Simone Corsi (11°).

MOTO3 – Facile prevedere il nome del Campione 2016, sarà certamente il pilota di punta delle KTM, il tedesco Brad Binder forte del punti conquistati fino ad ora, ha portato il suo vantaggio sul secondo, il nostro Enea Bastianini a + 106 punti; ciò non esclude che anche in questa gara più d’uno dei ragazzi italiani possano lottare per il titolo o le posizioni da podio. Nicolò Bulega (4°), Francesco Bagnaia (5°), Fabio DI Giannatonio (7°) e Nicolò Antonelli (10°) non occupano tali posizioni per caso.

La copertura televisiva in Italia sarà gestita, come d’abitudine, dalla reti SKY

PROGRAMMAZIONE SKY SPORT

Venerdì 23 settembre
Ore 09.00 – FP1 Moto3
Ore 09:55 – FP1 MotoGP
Ore 10.55 – FP1 Moto2
Ore 13.10 – FP2 Moto3
Ore 14:15 – FP2 MotoGP
Ore 15.00 – FP2 Moto2

Sabato 24 settembre
Ore 09.00 – FP3 Moto3
Ore 09.55 – FP3 MotoGP
Ore 10.55 – FP3 Moto2
Ore 12:35 – Qualifiche Moto3
Ore 13:30 – FP4 MotoGP,
Ore 14:10 – Qualifiche MotoG
P
Ore 15.05 – Qualifiche Moto 2

Domenica 25 Settembre
Ore 08:30 - Paddock Live
Ore 08:40 - Warm up Moto3, Moto2 e MotoGP
Ore 11:00 - Gara Moto3
Ore 12:20 - Gara Moto2
Ore14:00 - Gara MotoGP

PROGRAMMAZIONE TV8 (digitale terrestre)

Sabato 24 Settembre
Ore 14:30 - Studio MotoGP
Ore 15:35 - Qualifiche (sintesi differita)
Domenica 25 Settembre
Ore 12:30 - Studio MotoGP
Ore 15:00 - Gara Moto3 (differita)
Ore 16:30 - Gara Moto2 (differita)
Ore 17:00 - Gara MotoGP (differita)
Ore 23:15 - Gara MotoGP (Sintesi)

Rimini: le manifestazioni previste in coincidenza con il GP Riviera di Rimini e San Marino a Misano.

Misano 2016Il Comune di Rimini, che concorre al finanziamento del Gran Premio Riviera di Rimini e San Marino, gara del Monopodiale, ha promosso una serie d’appuntamento tutti d’altissimo livello che permetteranno agli appassionati di appagare la loro passione. Tutti gli eventi proposti si svolgeranno nella centralissima Piazza Cavour.

Dal giorno 3 settembre nel foyer del Teatro Galli torna per il terzo anno consecutivo nella Sala delle Colonne le factory bikes delle squadre ufficiali partecipanti al motomondiale: un’esposizione curata da Aldo Drudi, nella quale si potranno ammirare le tute e i caschi indossati dai campioni.

In contemporanea, nella Sala Ressi del Teatro Galli apertura di Rimini Racing Shot, il contest per raccontare attraverso le immagini oltre 40 anni di storia del circuito “Marco Simoncelli” di Misano Adriatico. E’ questo il tema scelto per l’edizione 2016 del contest fotografico internazionale ideato da Gigi Soldano, uno dei decani della fotografia ‘in pista’, organizzato dal Comune di Rimini in collaborazione con Nikon Italia e Dorna.

All’International Photo Award MotoGp, lanciato in occasione del Gran Premio di Austria di metà agosto, hanno aderito 41 fotografi della MotoGp accreditati Dorna, che hanno inviato ben 131 scatti realizzati sul circuito di Misano Adriatico durante le gare di MotoGP, in qualsiasi anni. Le foto finaliste sono pubblicate sulla pagina facebook.com/riminiracingshot per essere sottoposte al giudizio del pubblico per l’assegnazione di uno speciale premio ‘social’. Anche quest’anno inoltre sarà attribuito un premio speciale alla foto più ‘fortunosa’, quella cioè scattata dal fotografo che si è trovato al posto giusto nel momento giusto.

Oltre alle immagini in gara per aggiudicarsi il prestigioso premio, gli spazi della Sala Ressi ospiteranno anche una personale, un omaggio a un veterano dei circuiti come il fotografo pesarese Fermino Fraternali, il ragazzo che sognava di essere protagonista in pista ma che la sorte ha trasformato, iniziando dai tempi eroici della Mototemporada romagnola, in un professionista stimatissimo della fotografia sportiva. La mostrasarà aperta al pubblico fino al 11 settembre al Teatro Galli di Rimini, mentre la premiazione dei vincitori di Rimini Racing Shot è in programma giovedì 8 settembre negli spazi della mostra.

Dal 03 all’11 Settembre gli eventi attesi c’è un fuori-programma d’eccezione con la presentazione al pubblico in anteprima mondiale della T12, Massimo Tamburini – The Dream, il sogno della moto “ideale” di Massimo Tamburini trasformato oggi in realtà nonostante la sua prematura scomparsa. La Far, Fabbrica Arte Rimini, si apre al mondo dei motori ospitando l’esposizione di 12 capolavori firmati dal riminese Massimo Tamburini, uno dei più apprezzati tecnici e designer di moto al mondo, scomparso nel 2014. Una mostra che sarà resa unica dal disvelamento – 08 Settembre in anteprima mondiale della sua ultima realizzazione, la T12, una moto supersportiva nata per la pista spinta dal motore BMW 1000 derivato dalla SBK.

Sempre giovedì 8, alle ore 11,30 in piazza Cavour, è invece in programma “Vieni oltre nella Rider’s Land”, la Moto GP raccontata con la street art, uno degli eventi  MotoGP in collaborazione con Dorna Sport in cui la passione di questo territorio per i motori raccontata da 6 street artist. Al loro fianco 6 piloti che metteranno la loro firma alle opere che poi verranno messe all’asta attraverso la piattaforma Charity Stars nell’ambito del progetto Kiss Misano. Il ricavato andrà a favore delle popolazioni colpite dal terremoto. Evento in collaborazione con Dorna Sport e Sky Sport.

Sabato 10 settembre due importanti appuntamenti concluderanno, in attesa degli esiti sportivi del Gran Premio di Misano che si correrà domenica 11, la settimana riminese dedicata al mondo dei motori prevede un evento promosso dal Bimota Club Germania che a Rimini celebrerà il 25° anniversario della fondazione. In piazza Cavour saranno schierate le moto dei motociclisti tedeschi insieme a quelle degli amici italiani. Una parata di moto eccezionale, visibili anche i prototipi Bimota TESI che fanno parte della collezione del Museo Nazionale del Motociclo di Rimini. Nel teatro Galli - alle ore 18 –  è previsto il saluto agli ospiti e, accogliendo l’invito del loro Presidente Reinhold Kraft, Giuseppe Morri (socio fondatore della Bimota) porterà la testimonianza diretta dell’iniziativa che, in collaborazione con il giornalistaSaverio Livolsi, ha prodotto il libro “L’era d’oro della Bimota”.

Misano Adriatico: Gran Premio TIM di San Marino e della Riviera di Rimini. Diretta TV

TV-sbkIl Motomondiale approda sulla pista adriatica di Misano per il Gran Premio TIM di San Marino e della Riviera di Rimini, 13° appuntamento stagionale. A sei gare dalla fine del Mondiale Marc Marquez guida la classifica della classe regina a quota 210 punti, seguito da Valentino Rossi con 160, terzo Jorge Lorenzo con 146 punti, la coppia dei piloti Yamaha sa che a Misano potrebbe svanire il sogno iridato se non sapranno sconfiggere nettamente il leader, pilota della Honda. Valentino potrebbe trovare, nel caso ne avesse bisogno, nuovi stimoli respirando l’aria di casa e ne calore calore della stragrande maggioranza del pubblico che assisterà alla gara. Gara speciale per la Ducati, quasi di casa, da recuperare la delusione per la caduta di Iannone a Silverstone. Hanno il potenziale. Andrea Iannone e Andrea Dovizioso, per fare grandi cose finora, ma devono dare continuità a prestazioni vincenti come a Brno. Anche per loro non mancherà il tifo della tribuna rossa e non solo. Sarà molto atteso, dopo la vittoria di Maverick Viñaleas a Silverstone, la prima in carriera nella MotoGP, ci sarà grande curiosità per vedere il giovane talento spagnolo della Suzuki dalla stagione 20127 passerà alla Yamaha, compagno di squadra di Valentino. Per gli sportivi le emozioni potrebbero arrivare dalla pattuglia di piloti che militano nelle altre due categorie. In Moto3 Morbidelli pare pronto per cogliere la prima vittoria. ed al podio punteranno anche Baldassarri e Corsi. In cara anche Mattia Pasini che abita a pochi chilometri dal circuito e Marini in fratello minore di Rossi. In Moto3 facile prevedere che i ragazzi italiani saranno fra i protagonisti principali. Molti di loro abitano nell’area riminese, altri sono marchigiani, tutti casa e sono bravi come stanno dimostrando dall’inizio del campionato. In 6 sono piazzati nella top della classifica iridata: Bagnaia 3°, Bastianini 4°, Bulega 5°, Fenati 5°, ma non dovrebbe essere in gara dopo la rottura con il team Sky, poi Di Giannantonio 7° e Antonelli 9°. Ma nella lotta per il podio potrebbero inserirsi anche Locatelli 11°, Migno 20°, e sopratutto Manzi, 4° a Silverstone dopo una straordinaria rimonta.

Il GP di Misano della sarà trasmesso in diretta su Sky Sport MotoGP HD e nelle fasi salienti delle qualifiche e della gara anche su TV8 per la gioia di tutti i tifosi italiani.

MotoGP Misano 2016: programma e orari

DIRETTA SKY

VENERDI’ 12 SETTEMBRE
9.00: prove libere 1, Moto3
9.55: prove libere 1, MotoGP
10.55: prove libere 1, Moto2
13.10: prove libere 2, Moto3
14.05: prove libere 2, MotoGP
15.05: prove libere 2, Moto2

SABATO 13 SETTEMBRE
9.00: prove libere 3, Moto3
9.55: prove libere 3, MotoGP
10.55: prove libere 3, Moto2
12.35: qualifiche, Moto3
13.30: prove libere 4, MotoGP (replica alle 18.30)
14.10: qualifiche, MotoGP (replica alle 16.05 e alle 19)
15.05: qualifiche, Moto 2
17.15: conferenza stampa

DOMENICA 14 SETTEMBRE
8.40: warm up: Moto 3, Moto 2 e MotoGP
11.00: gara, Moto3 ive
12.20: gara, Moto2
14.00: gara, MotoGP (replica alle 16.15)

DIRETTA CIELO TV  – canale 26 digitale

SABATO 13 SETTEMBRE

12.15: Diretta Qualifiche Moto3, MotoGP e Moto2

DOMENICA 14 SETTEMBRE
11.00: Diretta gara Moto3
12.20: Diretta gara Moto2
14.00: Diretta gara MotoGP

Silverstone: Belle gare nel motomondiale. Viñales, Luthi e Binder i vincitori.

silverstone-500x335Il GP di Gran Bretagna, disputato sulla pista di Silverstone, è stato risparmiato dalla pioggia in occasione delle gare, ha regalato belle gare, con episodi eclatanti ed alcuni delusi: piloti e case.

MOTOGP – La vittoria è andata Maverick Viñales che riportato Suzuki sul gradino più alto del podio dopo nove anni. La gara del pilota catalano è stata una cavalcata in solitaria fino alla bandiera a scacchi conclusa con oltre tre secondi di vantaggio su Cal Crutchlow (Honda) e e su Valentino Rossi (Yamaha). Marc Marquez (Honda) è rimasto giù dal podio, mentre Jorge Lorenzo ha conquista un modesto ottavo posto. Migliore dei piloti Ducati è stato Andrea Dovizioso, sesto con Andrea Iannone che anche in questa gara è incorso di una scivolata mentre si trovava al secondo posto, ma lontano dal pilota della Suzuki. Paura per Loris Baz, coinvolto in un incidente con Pol Espargaro, alla fine danni fisici non gravi L’incidente ha comportato l’esposizione della bandiera rossa e la ripartenza. Anche in questa gara, bella per la lotta fra 4 piloti per i posti sul podio, si è parlato troppo di gomme. Viñales, che sarà compagno di Valentino in Yamaha la prossima stagione, tagliato il traguardo per primo con un vantaggio di 3.480s su Crutchlow. Rossi è terzo davanti a Marquez e Pedrosa è quarto raccolti in un tempo ristretto. Petrucci ha conquistato un ottimo nono posto alle spalle di Lorenzo. Per Suzuki è stato un giorno storico dopo il podio di Le Mans. L’ultima vittoria della moto di Hamamatsu risale al 2007 firmata da Chris Vermeulen. Bella gara la di Crutchlow dopo la vittoria a Brno è salito sul podio per la terza volta in questa stagione.

MOTO 2 - Thomas Luthi, rientrato dopo l’incidente di Brno ha conquistato la vittoria con una condotta di gara autoritari. Alle sue spalle si piazzato il sempre più bravo Franco Morbidelli che è salito sul podio per l terza volta nella stagione. . Ha preceduto il giapponese Takaaki Nakagami (Honda). Dopo la vittoria in Qatar e il terzo posto in Francia, Luthi torna nelle posizioni che contano sul gradino più alto del podio Era attesa la sfida Lowes – Zarco, il confronto si è concluso in favore del francese che però ha subito una penalità per aver causato la caduta dell’avversario. Alla fine si è registrato il ritorno in classifica iridata di Alex Rins, interprete di una prova sofferta e chiusa al settimo posto. I migliori italiani detto di Morbidelli, sono stati Baldassarri 7°, Corsi 8° e Pasini 9°, un buon tris tricolore. Fuori gara Luca Marini, La classifica iridata della classe intermedia vede sempre al comando sempre Zarco a 181 punti, Rins secondo ma a meno dieci lunghezze mentre Lowes, fuori gara ha subito una pesante una battuta d’arresto nella corsa al titolo fermo a 137 punti.

MOTO 3 – Primo posto per Brad Binder (KTM) , il leader iridato è stato molto autorevole. È il suo quarto successo della stagione e il suo vantaggio in campionato è diventato consistente. Piazza per Francesco Bagnaia (Mahindra) che tagliato il traguardo davanti al secondo pilota della scuderia ufficiale KTM, Bo Bendsneyder, al suo primo podio. Protagonista assoluto della corsa Stefano Manzi, wild card della scuderia Mahindra Raci che dall’ultima fila ha concluso la gara giù dal podio. Una nuovo italiano pronto alla vittoria nella classe leggera? Tutti i ragazzi italiani si sono comportati bene, anche restano sempre davanti alla soglia del primo posto. Bulega 5° dopo una bella rimonta , seguito da Di Giannatonio, e Bastianini. Più indietro Locatelli 14°; fuori dalla zona punti Dalla Porta 18°, Bezzecchi 24°, Petrarca 28° e Migno 29 ripartito dopo la caduta che ha coinvolto Navarro. Una caduta nel giro finale ha tolto dai classificati Antonelli, rimasto con i primi solo per pochi giri: L’impressione è che il ragazzo di Cattolica abbia bisogno di resettare il suo stato psicologico. Ritirato per caduta anche Valtulini. La classifica iridata sempre più dominata da Binder, al comando con 204 punti. Navarro (caduto) è secondo a 118 lunghezze mentre il nuovo miglior terzo è Bagnaia a 110 punti, poi con 102 c’è Bastianini.

Il prossimo weekend il Circus iridato farà tappa a Misano Adriatico.

 

Campionato Mondiale Endurance (EWC): 8H di Oschersleben , Canepa protagonista.

Canepa NicoloCanepa vince la 8H di Oschersleben ed è secondo nel mondiale EWC

Un solo punto. Questo il divario nella classifica finale del Campionato Mondiale Endurance, tra il Team GMT94 Yamaha di Niccolò Canepa ed il Suzuki Endurance Racing Team al termine di una stagione incredibile, che ha tenuto tutti con il fiato sospeso sino all’ultima bandiera a scacchi, quella della gara che si è disputata ieri ad Oschersleben in Germania e che ha visto la vittoria del Team GMT94 Yamaha, forte del grande contributo di Canepa, al debutto quest’anno nel mondiale Endurance, ma anche al debutto assoluto sulla pista tedesca quest’anno nel mondiale Endurance, ma anche al debutto assoluto sulla pista tedesca. La squadra francese della Yamaha che oltre a Canepa schierava David Checa e Lucas Mahias, ha preso il via nella 8 ore di Oschersleben in seconda posizione, grazie alle ottime prestazioni di tutti i suoi piloti e di Canepa in particolare, subito a proprio agio su di una pista per lui sconosciuta. Da rilevare che la squadra del pilota italiano è stata l’unica tra le prime a non utilizzare gomme tenere da qualifica, in quanto Dunlop (fornitore ufficiale di pneumatici del team GMT94) non ne produce. Il primo a scendere in pista è stato Checa. L’esperto pilota spagnolo ha mantenuto la squadra nelle prime posizione ed ha in seguito lasciato la sua R1 a Canepa. Pur soffrendo a causa di un calo di grip quando la temperatura dell’asfalto ha raggiunto i 52 gradi, Niccolò ha consegnato la moto a Mahias in seconda posizione. In seguito tutti e tre i piloti hanno dato il massimo, così come i tecnici del team nei cambi e nei rifornimenti, tanto che nell’ultima fase della gara il Team GMT94 è passato in testa per poi vincere con 21 secondi di vantaggio sul Team Suzuki Endurance, che però ha mantenuto un punto di vantaggio nella classifica generale e si è così aggiudicato il titolo. Un vero peccato per il team di Canepa, che ha perso il titolo a causa delle ripetute cadute di Rossi nella prima gara di Le Mans e anche a causa dei problemi elettrici che hanno compromesso il risultato di Suzuka. Resta però la soddisfazione di aver condotto una stagione ai vertici ed aver sfiorato il titolo mondiale. Anche in Germania Niccolò Canepa ha dimostrato di essere uno dei top rider del mondiale Endurance, nonostante questa sia stata la sua prima stagione in questo campionato così difficile e competitivo. Secondo nella classifica del mondiale con il proprio team, Canepa è anche al quinto posto della classifica piloti, ad un solo punto dalla seconda posizione.

Niccolò Canepa : “Abbiamo disputato una gara stupenda ed abbiamo vinto così come avevamo fatto a Portimao! Sapevamo che avemmo dovuto fare una sosta in più al box a causa del maggior consumo della nostra moto, e che quindi per vincere avremmo dovuto accumulare almeno 50 secondi di vantaggio sul team Suzuki che ci inseguiva da vicino. Abbiamo dato tutti il massimo ed io nel mio ultimo turno ho recuperato i 10 che mancavano e così abbiamo vinto! Abbiamo perso il mondiale per un solo punto, ma abbiamo vinto 2 gare su 4 e senza i problemi di Rossi a Le Mans ed i problemi tecnici a Suzuka ci saremmo laureati campioni del mondo. Essendo stata la mia prima stagione nel mondiale EWC non posso che essere molto soddisfatto. Non aveva mai corso ad Oschersleben così come non avevo mai visto Suzuka, ma li ho imparati entrambi in fretta. Voglio ringraziare il mio team che è stato davvero grande ed ha fatto un lavoro fantastico, che ci ha permesso di lottare per il titolo sino alla fine. Sono felice e soddisfatto al termine di una stagione bellissima, nella quale ha raccolto tante soddisfazioni ed ho potuto imparare molte cose nuove”.

8h di Oschersleben – Germania – EWC – Risultato finale : 1) GMT94 Yamaha –  2) Suzuki Endurance Racing Team – 3) Team Penz 13.com BMW – 4) Honda Endurance Racing Team

Classifica finale mondiale EWC : 1) Suzuki Endurance Racing Team punti 88 – 2) GMT94 Yamaha punti 87 – 3) Team April Moto Motors Events Suzuki punti 78

Classifica finale piloti mondiale EWC : 1) Mahias punti 123 – 2) Delhalle punti 88 – 3) Masson punti 88 – 4) Philippe punti 88 – 5) Canepa punti 87

 

Brno: 1° posto per Crutchlow (Honda) MotoGp, Folger (Kalex) Moto3 e McPhee (Peugeot) Moto3.

Brno.7Altra puntata del “Rischia tutto” iridato: anche Brno il GP della Repubblica Ceca ci ha regalato gare con pista bagnata, offrendo un’altra occasione ai piloti delle retrovie di conquistare le prime vittorie nel festival di cadute e colpi di scena che poco hanno a che fare con lo sport autentico. A completare il caos quando piove ci si mette anche il fattore gomme, si complica il tutto e la sceneggiata è servita.

MOTO GP - Cal Crutchlow, pilota Honda del team italiano LRC di Cecchinello è stato il protagonista di una grande rimonta sotto la pioggia. Semplicemente ha indovinato le gomme, una scelta che avrebbe potuto poteva fallimentare se il tracciato non si fosse parzialmente asciugato con il passare dei giri. Secondo Valentino Rossi (Yamaha) che ha fatto un scelta simile, poi terzo Marc Marquez (Honda) che difeso autorevolmente il primo posto in classifica. A naufragare è stato Jorge Lorenzo (Yamaha) che è parso totale confusione ed ha concluso mestamente la gara con un ritiro dopo il cambio di moto. Disfatta Ducati, dopo che per metà gara i piloti della Casa di Borgo Panigale, ufficiali e privati hanno dominato. Poi le loro gomme sono entrate in crisi e il sogno di un possibile trionfo è svanito, anche se a ridosso del podio che un gran plotone delle “rosse” italiane. Andrea Iannone ha inseguito a lungo la seconda vittoria, tradito dalle gommesi è difeso con ardore e l’ottavo posto non è penalizzante, ma lo premia per il coraggio dimostrato. E’ stato preceduto dai compagni di marca Loris Baz, Hector Barberà, Eugene Laverty e Danilo Petrucci. E’ andata meno bene a Dovizioso che ha visto sgonfiarsi la ruota anteriore, è rientrato al box ma c’è stata confusione nella definizione delle gomme da usare, scelta non indovinata e dopo alcuni giri Andrea è rientrato ancora per il ritiro definitivo. Solo 12° Pedrosa, sempre più nel ruolo di comparsa in questo mondiale. Dopo il decimo GP della stagione la posizione del leader si rafforza: Marquez 197 punti, Rossi p. 144 che sorpassa Lorenzo 138 punti.

MOTO 2Jonas Folger Ha vinto il GP della Repubblica Ceca davanti a Alex Rins e a Sam Lowes, Gara anche questa dove la pioggia è stata decisiva, tanto da riportare a galla anche alcuni piloti che da tempo non comparivano nelle parti alte delle classifiche. Fra i beneficiati dal tracciato bagnato c’è il nostro Mattia Pasini quarto. Per Johann Zarco, leader iridato solo l’undicesimo finale, è stato irriconoscente dato che le condizioni meteo non gli erano totalmente contrarie. Detto di Pasini i piloti italiani un buon ottavo posto per Franco Morbidelli. Per Simone Corsi, scivolato e ripartito è stato c’è stata la punizione con il ride through per guida irresponsabile e alla fine solo un 19° posto. Preceduto da Lorenzo Baldassari 16°, anche condizionato anche dai postumi della caduta in prova (l’ennesima purtroppo…); Luca Marini ritirato dopo una caduta. Zarco resta al comando della classifica iridata con 181 punti, Rins secondo con 162, terzo Lowes con 137. Primo degli italiani sempre Morbidelli 6° con 94 punti.

MOTO 3 – Un debuttante sul podio John Crutchlow, pilota Hondauna vittoria storica, ha preceduto Jorge Martin (Mahindra) anche lui al primo podio iridato. Terzo posto per Fabio Di Giannantonio (Honda) al terzo podio ed in costante crescita in ogni tipo di condizione ambientale. La pista allagata tradisce il leader iridato della classifica Bred Binder (KTM) che cade mentre era al comando e, dopo una grande rimonta dalle ultime posizioni, è costretto al ritiro anche Khairul Idham Pawi (Honda). Hanno mancato il podio Enea Bastianini (Mahindra) e Nicolò Antonelli (Honda) rimasti i piedi del podio. Nicolò Bulega, (9°) si mantiene sempre nella top ten dei protagonisti. Per Andrea Migno (KTM) il 12° posto, ben lontano dal 2° posto in griglia conquistato il sabato. Altri ragazzi italiani all’arrivo Fabio Spinarelli (22°) e al 24° e ultimo c’è Lorenzo Spinarelli, Fuori gara per caduta Andrea Locatelli, Stefano Valtulini e Francesco Bagnaia. Nella classifica iridata poco è cambiato perché è caduto anche Jorge Navarro e romano Romano Fenati,allontano dallo SKY Team per motivi disciplinari dalla sua stessa squadra, non era in gara. Sarà sostituito da Lorenzo Della Porta dalla prossima gara. Il leader della classifica iridata e sempre Binder con 178 punti, Navarro è secondo con 118 punti, Bastianini terzo con 94 punti, scavalca Fenati.

GP Austria: Ducati avanti dopo sei anni con Innone. A Zarco la Moto2 e Mir Moto3.

zeltwegGRAN PREMIO DELL’AUSTRIA – Grande pubblico sulle colline che circondano la pista del tracciato di Zeltweg. Sui tre podi piloti presenti piloti italiani, con Iannone e Dovizioso sui gradini più alti nella classe regina, Morbidelli al secondo posto in Moto2 e Bastianini 3° in Moto3.

MOTO GP – Il fatto più importante del GP d’Austria è stato il trionfo Ducati che dopo sei anni dall’ultima vittoria torna sul gradino più alto del podio con Andrea Iannone. Secondo è il collega di Team Andrea Dovizioso; Valentino Rossi, Movistar Yamaha, è giù dal podio al quarto posto mentre torna a sorridere Lorenzo, terzo e in ripresa. Marc Marquez è costretto ad inseguire e con il quinto posto conquista 11 punti iridati importanti. La gara è vissuta, principalmente sul confronto ravvicinato fra i due piloti Ducati, con le Yamaha che verso metà gara si sono arrese e Rossi si è arreso a Lorenzo, più indietro Marquez, forse penalizzato dai postumi per la caduta in prova. Andrea Iannone ha tagliato il traguardo per primo davanti al compagno di scuderia Andrea Dovizioso cogliendo la sua prima vittoria nella classe regina. Poi la coppia Yamaha con Jorge Lorenzo terzo mentre, Valentino Rossi resta giù dal podio solo quarto, Valentino ha dato la netta sensazione di non essere in grado di superare lo spagnolo. A seguire Marc Marquez (Honda) e Maverik Viñales (Suzuki), settimo Dani Pedrosa. Hanno concluso la loro gara rispettivamente all’undicesimo e al dodicesimo posto Danilo Petrucci e Michele Pirro. Danilo nel post gara è stato penalizzato con l’arretramento di tre posizioni in griglia per guida irresponsabile il prossimo GP. Dunque un giorno storico per Ducati e per i tifosi delle moto di Borgo Panigale non solo torna alla vittoria ma anche per una “doppietta” sopo quella che nel lontano passato -era stata realizzata da Stoner e Capirossi in Australia nel 2007. Dopo il decimo GP della stagione la classifica iridata vede al primo posto sempre Marquez con 181 punti. Lorenzo è secondo a 138 lunghezze iridate e in risalita mentre Rossi è terzo a 124 punti

MOTO 2 – Sfuriata di Franco Morbidelli, ma Johann Zarco è implacabile e si aggiudica la gara con oltre 3 secondi sull’italiano che ho lottato duramente nell’ultimo giro con lo svizzero Luthi che gli ha dovuto dare strada dopo un lungo. Luthi. Terzo Alex Rins con lo stesso vantaggio. Per gli altri piloti italiani buon settimo posto per Lorenzo Baldassarri ottavo, poi Mattia Pasini tredicesimo e Luca Marini diciassettesimo, Simone Corsi è caduto ed è stato costretto al ritiro; senza conseguenze fisiche. Dopo la gara austriaca si è rafforzato il primato di Zarco, il pilota francese è salto a176, Rins rimane secondo a 142 punti con Lowes, a 121 lunghezze. Meglio piazzato fra i piloti italiani è Morbildelli sesto con 86 punti.

MOTO 3 – Il GP d’Austria ha regalato a Joan Mir (KTM) la prima vittoria nel motomondiale, seguito a meno di tre decimi sa Brad Binder (KTM), leader della classe. Terzo Enea Bastianini (Honda). Il riminese ha conquistato il suo secondo podio consecutivo, terzo stagionale. Ha alimentato molti “rumors” l’esclusione di Romano Fenati come provvedimento disciplinare della sua scuderia. Il pilota ascolano, terzo in campionato e portacolori SKY Team VR46, aveva segnato l’undicesimo tempo in qualifica guadagnandosi la quarta fila. Seguono Oetll e Quartararo. Per i piloti italiani buon ottavo posto per Fabio Di Giannantonio (Honda) ed il nono di Davide Bulega (KTM), nella zona punti anche Francesco Bagnaia (Mahindra) 11° e Andrea Locatelli (KTM). Molto indietro, piuttosto deludenti, Nicolò Antonelli (Honda) 18°, Stefano Manzi (Mahindra) 20°, Andrea Migno (KTM); molto indietro a chiudere la lista dei classificati Stefano Valtulini 28°, Fabio Spinarelli 29°, Lorenzo Petrarca 30°. Se nel Team Italia ritengono di avere a disposizione di materiale adeguato (?) ci sarebbe da riflettete molto sulla gestione del progetto.

Assen 2016: Perso un po di fascino ma resta un grande evento

assen_nDurante il prossimo settimana ritorna la MotoGP, l’appuntamento è fissato in Olanda, dove domenica 26 giugno andrà in scena la 68esima edizione del Gran Premio di Assen del Motomondiale. Si riparte dallo straordinario successo di Rossi in Catalogna, che ha di fatto rimesso tutto in discussione in ottica mondiale piloti: Marquez, complice la caduta di Lorenzo, è il nuovo leader con 125; seguono Lorenzo a 115 e lo stesso Valentino a 103. Sulla carta la gara dei Paesi Bassi dovrebbe favorire proprio Valentino Rossi, che qui ha trionfato sia in 125 e 250 con l’Aprilia, che nella classe regina, in sella alla Honda. Attesa anche per la Ducati che deve recuperare le disastrose gare dei suoi piloti in Catalogna. Molto attesi anche i ragazzi della Moto 3, pensare a uno o più sul podio è possibile. Più difficile fare previsioni tricolori sulla Moto2, Ma simone Corsi e Lorenzo Baldassari potrebbero stupire.

Barcellona: Straordinari Rossi (MotoGP), Zarco (Moto2) e Navarro (Moto3).

rossi-barcellona 2016lIl GP di Catalogna, disputato sulla pista del Montmelò, è stato in un’atmosfera mesta causata dalla morte del pilota spagnolo Luisa Salmo, causata da una caduta sabato nel corso delle FP3. Ci sono state anche polemiche da parte del team Yamaha per la modifica apportata al tracciato che ha inciso significativamente sulle valenze tecniche delle gara. Accuse precise verso la Dorna ed il team Honda, in ogni caso la società “proprietaria” del motomondiale ha dato ancora prova di una gestione “familiare” della manifestazione che a gioco lungo non fare bene alla più prestigiosa fra le specialità agonistiche del motociclismo. Tanta gente sugli spalti e tifo da stadio con la tribuna “gialla” in delirio a fine MotoGP.

MOTOGP – Gara perfetta quella di Valentino Rossi con la Yamaha che nell’appuntamento catalano della classe regina ha vinto dando un segnale molto convincente agli avversari. Marc Marquez con la Honda, secondo davanti al compagno di team Dani Pedrosa. Il maiorchino ha gareggiato in scia al pilota italiano ed ha tentato un disperato attacco nel terzultimo giro, ma la replica di Rossi è stata repentina ed imperiosa, tanto che lo spagnolo ha rischiato molto e dopo due errori che avrebbero potuto costagli molto ha preferito accontentarsi. … dei 20 punti del secondo posto. Dani Pedrosa non è mai stato in lotta perla vittoria, ed avrebbe dovuto faticate a difendere il terzi posto se Andrea Iannone non avesse semplificato le cose “investendo” Lorenzo in staccata. Ritiro inevitabile per entrambi. Francamente la manovra del pilota della Ducati è apparsa come una vera e propria asinata, l’ennesima. Era già stato penoso nelle prove ufficiali del sabato quando costantemente ha “marcato” Rossi per succhiare la ruota e fare il tempo. Se non cambia in fretta difficilmente potrà cullare grandi sogni. Lorenzo, incolpevolmente è incorso nel secondo nullo, pareggiando in negativo Valentino, ora la classifica si è compattata fra i tre leader della categoria. Intanto Iannone è stato penalizzato con la partenza dall’ultima posizione in griglia nella prossima gara. Ottima la prestazione di Maverick Viñales del team Suzuki anche se ha rischiato molto tentando prima di restare attaccato a Rossi poi a Pedrosa, rischi forse inutili perché con una condotta più accorta con Dani forse ci sarebbe potuto stare, ma è buono il suo 4° posto. Giornata difficile per Ducati con Andrea Dovizioso che ha deluso ancora, distanziato nettamente da Iannone ha concluso al 7° posto ad oltre 41 secondi da Rossi, quattro secondi più veloce di Danilo Petrucci 9°. Michele Pirro 15° e bene la migliore delle Aprilia con Alvaro Bautista giunto 8°. Sorpasso di Marquez in classifica iridata salito a p. 125, seguito da Lorenzo p. 115 e Rossi p.103. Stretta di mano a fine gara tra il Rossi e Marquez che sono saliti sul podio, una svolta dettata forse dall’emozione per il tragico destino che ha fermato Salom. Tutti i piloti sul podio, come nelle altre categorie, i piloti hanno indossato una maglietta in ricordo di Luis.

MOTO2Johann Zarco ha vinto una gara importante, mettendo in mostra una convincente superiorità nei confronti dello spagnolo Alex Rins, secondo nella gara di casa davanti al giapponese Takaaki Nakagami. Una gara senza forti emozioni, i piloti di testa hanno fatto presto il vuoto, del gruppetto facevano parte anche Simone Corsi e Lorenzo Baldassarri che a causa di un tentativo di sorpasso finito male a urtato e fatto rotolare Simone, costringendolo al ritiro, e lui a riprendere dalla posizioni di coda, ma bravo a risalire fino alla 14esima posizione, ma resta il sapore amaro per l’errore commesso. Alle spalle della coppia di testa è stata interessante la lotta per le posizioni ai piedi del podio conclusa con Syahrin davanti a Luthi, poi Lowes sesto, non eccezionale, ma ha accumulato utili punti iridati. Gara opaca per gli italiani, il primo è stato Franco Morbidelli, undicesimo davanti a Mattia Pasini. Ritirato Luca Marini. Con il risultato catalano cambia per la vetta della classifica mondiale. Al primo posto sale Rins p.11, seguito da Lowes a 108. Zarco risale al terzo posto p.106

MOTO3 – Ai ragazzi della cilindrata “mini” tocca l’apertura del settimo appuntamento del Campionato del Mondo, manifestazione aperta con l’omaggio del motociclismo fa Luis Salom, pilota di ventiquattro anni deceduto dopo una incidente nella FP2 della classe intermedia. In pista la Kalex e la foto del numero 39 circondata dai protagonisti delle tre categorie, dalla scuderia e dai familiari del giovane pilota scomparso. Molte carene, anche quelle della quarto di litro, ospitano tributi a Salom. La sfida della Moto2 è, come sempre, apertissima. Ma alla fine la vittoria, la prima in carriera. Se l’aggiudica lo spagnolo Jorge Navarro con la la Honda davanti al portacolori della KTM Brad Binder. Enea Bastianini (Honda) conquista il terzo posto, con una volata mozzafiato ha preceduto Romano Fenati (KTM). Nel gruppo di testa da segnalare la gara irruente di Pawi Gabriel Rodrigo, con errori che hanno influito sull’andamento della gara. Molte le cadute, ben 12 piloti non hanno portato a termine la gara, fra questi anche Valtulini e Pizzoli. Cadute italiane eccellenti anche quelle di Bagnaia e Antonelli, quest’ultimo mentre era impegnato in una furiosa rimonta (l’ennesima) che lo aveva portato in scia al gruppo di testa. Benissimo Davide Bulega (5°) anche se nei giri finali ha perso il contatto con il quartetto di testa. Conferma della crescita di Fabio Di Giannatonio (9°). A fondo un gruppo italiano: Migno 18° (dopo un percorso a “ritroso) seguito da Locatelli, Antonelli (ripartito dopo la scivolata) infine Spinarelli e Petrarca a chiudere anche l’ordine dei classificati. Leader della classifica Binder p. 127, poi Navarro p. 78 punti. Terzo Fenati p. 67 punti, seguito da Bulega p.45

Il Motomondiale resta nel vecchio continente e tra due settimane andrà in scena il GP d’ Olanda sul circuito di Ass

Barcellona: 7° appuntamento del Motomondiale.

Logo Motomondiale Il Motomondiale si ritrova per ilGP di Catalogna, settimo appuntamento stagionale da vivere nell’impianto del pista Montmeló. Il 2016 rappresenta il venticinquesimo anno consecutivo che il circuito di Catalogna ospita un GP. La pista di Montmeló è stata inclusa nelle Gran Prix Series nel 1992. Solo altri tre circuiti possono vantare una presenza così duratura nel Campionato del Mondo GP: Jerez de La Frontera, Mugello e Assen. Un titolo,o fra i tanti che compaiono sul sito ufficiale della Moto GP, recita: Barcellona, il ring preferito dai piloti spagnoli. Titolazione infelice , che si presa ad una interpretazione maliziosa …. do le tensioni della del Mugello. Vero è chi gli spagnoli quando gareggiano sull’impianto di Barcellona diventano particolarmente temili. La storia ci racconta che l’ultima volta che non c’è stata almeno una vittoria di un pilota spagnolo risale al 2002. Sarà una sfida Spagna – Resto del Mondo in tutte le classi.

Moto 3 - c’è un dominatore, cresciuto molto nelle ultime gara, Brad Binder, ma la folta pattuglia italiana al momento ha ragazzi che potrebbero fare lo “scherzetto” ai piloti spagnoli, in evidente calo di numero e forse di qualità rispetto a stagioni precedenti. Nella scorsa edizione trionfò Danny Kent davanti ad Enea Bastianini ed Efren Vazquez formare un tris di Honda.

MOTO2- I nostri ragazzi non paiono, salvo exploit di vincere, ma in tre hanno il potenziale per conquistare almeno un posto sul podio.. Per la vittoria favorito è certamente lo spagnolo Rin, ma l’inglese Lowes pare determinato a non perdere terreno nella rincorsa al titolo. La scorsa stagione fu il francese Johann Zarco vincere, davanti ad Alex Rins e Tito Rabat. Nel 2015 vinse Johann Zarco davanti ad Alex Rins e Tito Rabat.

MOTOGP – Nella classe regina i pronostici possono essere sbilanciati, perché contro il trio spagnolo Lorenzo, Marquez e Predrosa. Potrebbe non chance a Valentino Rossi, sulla cui tenacia però si può fare conto, ma potrebbe non bastare.Ancor meno preventivabili le Ducati che le conquistare le posizioni di testa potrebbero doversela vedere anche con le Suzuki, la cui ultima vittoria sulla pista spagnola risale al 2000. Dall’adozione dei motori 4 tempi le marche che hanno vinto : Yamaha otto volte , Honda quattro e Ducati. L’ultimo podio della Casa italiana fu conquistato da Stoner nel 2010. Alla vigilia della gara spagnola Jorge Lorenzo (Yamaha) leader con p. 115, seguito da Marc Marquez (Honda) p.105 eValentino Rossi (Yamaha) p. 78 punti. Nel GP del 2015 la vittoria fu conquista daJorge Lorenzoseguito, 8 decimi, Valentino Rossi. Al terzo posto, staccato di 19 secondi si classificòDani Pedrosa. Quarto giunse Andrea Iannone In qualifica la Suzukiuna imprevista quanto splendida ”doppietta”con Aleix Espargaro primo e Maverick Vinales;Jorge Lorenzocompletò la prima fila.

Orari TV MotoGP Catalunya Barcellona.

Tutte le Prove Libere, Qualifiche e Gare del GP Catalunya di Barcellona sono visibili in diretta e in esclusiva su SKY Sport.

In differita sul canale digitale T8 solo qualifiche e gare.

Venerdì 3 Giugno 2016.

09:00 Moto3 FP1 09:55 MotoGP FP1 10:55 Moto2 FP1

13:10 Moto3 FP2 14:00 MotoGP FP2 15:05 Moto2 FP2

Sabato 4 Giugno 2016.

09:00 Moto3 FP3 09:55 MotoGP FP3 10:55 Moto2 FP3

12:35 Moto3 Qualifiche 13:30 MotoGP FP4 14:10 MotoGP Qualifiche 15:05 Moto2 Qualifiche

Domenica 5 Giugno 2016.

08:40 Warm Up

11:00 Moto3 Gara 12:20 Moto2 Gara 14:00 MotoGP Gara

DIGITALE TERRESTRE TV8 IN DIFFERITA

Sabato 4 Maggio 15:00 Sintesi qualifiche Moto3, Moto2, MotoGP D

omenica 5 Maggio 14:00 Moto3 Gara in differita - 15:20 Moto2 Gara in differita – 17:00 MotoGP Gara in differita

Mugello: Gran Premio d’Italia, piazzamenti d’onore per i piloti italiani!

Rossi Mugello 2016… fuma la Yamaha di Valentino Rossi!

Il Gran Premio d’Italia sul pista del Mugello era un evento atteso da decine di miglia di spettatori presenti nell’impianto e dai milioni davanti agli schermi TV.

Una giornata do sera con tanti ospiti illustri ed i piloti italiani che si erano preparati invadendo le prime file degli schieramenti nelle tre classi. E’ mancata solo la fortuna, un assenza patita dai nostri piloti,

MOTO3 – Fenati era il poleman e stava conducendo una gara che lasciva intendere reali possibilità di vittoria, anche se il serpentone di 20 piloti ruota su ruota pareva rendere possibili anche esiti imprevedibili. Fermo per un … salto di catena, è stato il tedesco Brad Binder (KTM), ha preso la testa dei giri finali sottraendosi così dal volatone finale per cogliere un’altra vittoria e che rafforza il suo primo posto in classifica. Volatone per i restanti posti sul podio: secondo posto per la “sorpresa” Fabio Di Giannantonio (Honda) e terzo per Francesco Bagnaia (Mahindra)- Buon quarto posto da parte Nicolò Antonelli autore di una bella rimonta dalle posizioni di fondo dello schieramento di partenza. Altri italiani a punti Nicolò Bulega (8°), Andrea Mingo (10°) e Enea Bastianini (12°). Nella classifica generale è primo Binder p. 127, poi lo spagnolo Navarro p. 78, a seguire gli italiani Fenati p. 67, Bulega e Antonelli p.55

MOTO2 – Speranze per un pilota italiano di podio affidate a Lorenzo Baldassarri e Simone Corsi. Alla fine il primo posto, dopo cadute, speronamenti e bandiere rosse, di una gara ridotta a 10 giri, se lo è aggiudicato campione in carica Johann Zarco premiato per 30 centesimi di secondo sul un grande Baldassarri, terzo Nakagami. Ritirati Luca Marini e Mattia Pasini, l’opaco Morbidelli (8°) e dopo troppe vicende sfortunate Corsi (16°). In classifica Lowes ha riconquistato il primo posto p. 98, poi Rins p. 96 e Luthi p.82. Primo italiano Corsi (6°) p.50.

MOTOGP – Rossi senza fortuna. Nel warm-up si era rotto il motore della Yamaha di Lorenzo. Il team non ha letto l’accaduto come un pericolo anche per Valentino. Purtroppo dopo 9 giri di gara quando la coppia italo spagnola era al comando e l’italiano pareva poter superare l’iberico la sua moto di è ammutolita in una nuvola fumo dell’olio bruciato dal suo motore. E’ finito così il sogno della grande marea gialla che colorava la scena sugli spalti dell’autodromo e dei tanti seduti in poltrona davanti alla TV. La gara è stata vinta, grazie anche alla maggiore potenza evidenziata dal motore Yamaha di Lorenzo che ha prevalso su Marquez per soli 19 centesimi di secondo al termine di una volata in rimota nella dirittura finale. Un finale indiscutibilmente bello, ma che non ha emozionato il pubblico in generale, anche se ciò fa storcere il naso a chi si sente sopra le parti, giudice della passioni che non gli appartengono. Sul podio i due spagnoli sono stati fischiato, e cosa potevano aspettarsi …. a tradire lo sport ci avevano già pensato loro nel finale della stagione 2015. Terso posto per un “feroce” Andrea Iannone che ha dato una lezione al confermato Andrea Dovisioso. Piccola rivincita che ci sta. Il romagnolo (6°) è stato sorpassato anche da Dani Pedrosa. Ottimi anche Danilo Petrucci (8°) e Michele Pirro (10°) con le ducati dei team satelliti. Ora per Valentino Rossi si fa molto erto il percorso per una eventuale conquista del 10° titolo iridato. Dovrà recuperare già a Barcellona … dove gli restituiranno (in gran parte) i fischi regalati ieri dai suoi tifosi alla coppia spagnola. In classifica Lorenzo rafforza il primo posto con p.115, incalzato da Marquez p. 105 e Valentino Rossi p.78.

Gran Premio d’Italia al Mugello in TV (SKY e TV8)

TV-sbkPROGRAMMAZIONE TV PER IL GRAN PREMIO D’ITALIA AL MUGELLOI

Per il Gran Premio d’Italia di motociclismo, in programma durante il week-end 19-22 maggio 2016, è prevista un’ampia copertura da parte di SKY e sul canale free digitale TV8. In occasione di questa gara TV8, la rete ‘in chiaro‘ di Sky (sul canale 8 del Digitale Terrestre), renderà visibili a tutti le vicende del Motomondiale ‘Live’ secondo quando riportato di seguito.

Programmazione Sky
Giovedì 19 Maggio
17:00 Conferenza Stampa Piloti MotoGP
Venerdì 20 Maggio
09:00 Moto3 FP1
09:55 MotoGP FP1
10:55 Moto2 FP1
13:10 Moto3 FP2
14:00 MotoGP FP2
15:05 Moto2 FP2
Sabato 21 Maggio
09:00 Moto3 FP3
09:55 MotoGP FP3
10:55 Moto2 FP3
12:35 Moto3 Qualifiche
13:30 MotoGP FP
14:10 MotoGP Qualifiche
15:05 Moto2 Qualifich
e
Domenica 22 Maggio
08:40 Warm Up Moto3, Moto2 e MotoGP
11:00 Gara Moto3
12:20 Gara Moto2
14:00 Gara MotoGP
15:00 Paddock Live

Programmazione TV8
Sabato 21 Maggio
12:35 Qualifiche Moto
14.10 Qualifiche MotoGP
15:05 Qualifiche Moto2
Domenica 22 Maggio
11:00 Gara Moto3
12:20 Gara Moto2
14:00 Gara MotoGP

Mugello: Gran Premio d’Italia, attesa per gare che potrebbero risultare esaltanti.

Autodromo del MugelloSono già accesi i riflettori del mondo motociclistico sul Gran Premio d’Italia 2016 in programma sulla pista toscana del MUGELLO dal 19 al 22 Maggio. Una pista cresciuta molto dalla sua costruzione avvenuta nel 1972, dopo la cancellazione del circuito stradale del Mugello. Ha vissuto momenti di grande difficoltà, in particolare nel 1976 quando il 16 maggio perirono Otello Buscherini e Paolo tordi e quel giorno furono innumerevoli le cadute. Con l’acquisizione dell’impianto da parte della Ferrari la struttura logistica e lo stato del tracciato sono migliorati tantissimo, tanto da farne uno dei migliori al mondo. Sano tantissimi i piloti che esprimono vivo apprezzamento per il Gran Premio d’Italia e per il Mugello, che considerato l’andamento dei campionati di tutte le categorie rendono elettrizzante l’attesa per il prossimo week-end.

MOTOGP - I piloti protagonisti della categoria arrivano in Toscana dopo un GR di Francia che ha compattato le posizioni dei piloti di testa, o candidati alla conquista del titolo. Marc Marquez, Honda sperava in un all’allungo in classifica iridata. Ma così non è stato, è caduto anche lui come era già capitato ai suoi più diretti avversari Lorenzo e Rossi. E’ risalito in sella ma non ha potuto difendere la leadership, scalzato dal connazionale Jorge Lorenzo (Yamaha) e riavvicinato da Valentino Rossi (Yamaha). Il Campionato del Mondo Moto G si è improvvisamente aperto e il trio di vertice è racchiuso in 12 punti. Arriva il Mugello e sulla pista toscana tutti e tre i piloti possono fare bene. Il lungo rettilineo che arriva alla curva San Donato è qualche cosa che pochi altri tracciati possono eguagliare; tra le colline toscane il giallo popolo VR46 darà una spinta ulteriore al Dottore. Pochi hanno dimenticato il finale della stagione 2015, c’è grande voglia di rivincita, … sperabile non diventi desiderio di regolare conti rimati aperti anche fra tifoserie. Intanto Dani Pedrosa (Honda) pare stia trovando la migliore condizione cercata con una costanza di arrivi a punti tanto da risalire quarto posto iridato. Al Mugello Dani ha sempre regalato belle prestazioni e non sorprenderebbe il vederlo in lotta con i tre leader del mondiale per un posto sul podio. Dopo la debacle francese dei piloti del team Ducati a causa di due cadute è stata definita la composizione della squadra 2017. Ovvia l’attesa del Team per una riscossa avendo l’opportunità di gareggiare sulla “propria pista”. La delusione per i tre nulli accumulati da Andrea Dovizioso è stata mitigata dalla riconferma della Casa di Borgo Panigale in suo favore, certo vorrà ringraziare con una grande prestazione. Ad Andrea Iannone non sono bastate le prestazioni da primattore. Belle gare però non concluse positivamente a causa di inopportune cadute. Carico di rabbia per il “taglio” e con la necessità di convincere il Team Suzuki ad ingaggiarlo per l’anno venturo, prevedibile che darà l’anima. Maverick Viñales elogiato per la costanza e per l’impegno arrivando a regalare alla Suzuki il terzo posto nella gara francese, riportandola sul podio dopo otto anni. Al Mugello potrà riconfermare le sue ottime prestazioni che gli sono valse l’ingaggio nella squadra ufficiale Yamaha, sarà il compagno di Rossi fino al 2018. Molto atteso al Mugello anche Danilo Petrucci, su un tracciato che ama e conosce alla perfezione, se avrà recuperato la piene efficienza fisica, potrà regalare emozioni ai suoi tifosi. Attenzione anche per le due Aprilia in gara, hanno dimostrato che lo sviluppo n corso è costante.

MOTO2 – Dopo un GP di Francia vissuto nel segno dell’incertezza, perché i piloti che risultavano favoriti durante le prove, non hanno ribadito le aspettative in gara. Ne ha tratto giovamento Alex Rins, che ha lasciato la pista transalpina forte del primato nella classifica iridata conquistato con la vittoria in gara. Il pilota di Barcellona ha così superato in classifica mondiale Sam Lowes, che non ha brillato sul tracciato di Le Mans. Ora tutta la concentrazione è rivolta al Mugello dove nessuno dei due ha mai vinto. Lowes, rispetto al rivale, ha fatto però il miglior risultato sulla pista italiana, un quarto posto nel 2015 partendo dalla pole. Johann Zarco l’anno scorso al Gran Premio d’Italia arrivò dietro al vincitore Tito Rabat mentre ha concluso la recente gara di casa con una caduta, perdendo molti punti in classifica iridata. Deve rifarsi sulla pista toscana. Thomas Luthi in Francia è arrivato terzo conquistando la medesima posizione in campionato. Al Mugello coltiverà certo la speranza di risalire fino al secondo posto su una pista dove nelle passate stagioni entrò nella top ten. Grande prova in Francia per Simone Corsi; il pilota italiano ha conquistato il secondo posto e si appresta ad essere uno dei protagonisti della classe. Ora è sesto in classifica, ma sulla pista toscana è già stato protagonista, per quattro volte si è piazzato nella top ten. Molto attese anche le prestazioni di Franco Morbildelli, ha già ha concluso le sue gare, per diverse volte in stagione, in prossimità del podio. Molte le attese per Lorenzo Baldassarri e Luca Marini che stanno dimostrando una buona continuità di risultati. Il Mugello è stato teatro di emozionati duelli nella categoria intermedia, come quello del 2009 tra Mattia Pasini e Marco Simoncelli in 250cc con il primo che ha vinto la gara italiana. Un buon ricordo per Mattia, purtroppo il suo rientro del nella categoria non è stato facile, potrebbe essere per lui un’occasione importante per il rilancio.

MOTO3 – Negli ultimi tre anni sulla pista toscana si sono imposti piloti KTM lasciano ad Honda solo la vittoria nel 2012, anno di debutto della nuova categoria. Brad Binder, pilota KTM, è l’attuale leader della classifica iridata. L’anno scorso al Mugello ha siglato il nuovo record della pista. I probabili avversari più temibili, analizzando anche le prestazioni più recenti e della scorsa stagione sono molti. In particola Jorge Navarro, attualmente al secondo posto del Campionato, che l’anno scorso è arrivato settimo. Lo spagnolo scattava dal diciottesimo posto in griglia di partenza e in gara ottenne il suo miglior risultato fino a quel momento. Ma sono i piloti italiani i più attesi, numerosi e con qualità per essere protagonisti vincenti. A cominciare Romano Fenati, in gara con la KTM dello SKY Team VR46, l’anno scorso è arrivato terzo nella gara di casa a soli 0.127 secondi da Miguel Oliveira, pilota KTM e vincitore del GP, in Francia ha dimostrato di avere grandi potenzialità. Francesco Bagnaia (Mahindra) quarto nella gara una settimana, nella scorsa stagione arrivò quarto a 0.130s dal primo dopo una gara combattuta. Come sempre in questa classe sarà lotta accesa, molto atteso, dopo un grande avvio di stagione, Nicolò Bulega. Il rookie italiano potrebbe sorprenderci anche sulla pista di casa e risalendo ancora sul podio. Nicolò Antonelli, autore di prestazioni contrastanti, spesso condizionate da troppa foga potrebbe offrire una prestazione prestigiosa ed in linea con le sue possibilità. Andrea Locatelli, dopo alcuni risultati importanti è parso in calo, ha l’occasione per smentirci. Dovrebbe rientrare Enea Bastianini per riavviare la sua rincorsa alle prime posizione dell classifica, ora si trova al 10° posto. Andrea Migno, altro pilota italiano presente nella classifica iridata, ma che deve rilanciarsi per confermare un posto nella prossima stagione. A caccia dei primi punti mondiali ci saranno anche Fabio Di Giannatonio, Davide Pizzoli, Fabio Spinarelli, Lorenzo Petrarca, e Stefano Valtulini.

Le Mans: Vincono Lorenzo (MotoGP), Rins (Moto2) e Binder (Moto3). Tre secondi posti per i piloti italiani con Rossi, Corsi e Fenati.

Logo Motomondialell Gran Premio di Francia, disputato sul tracciato del “Bugatti” di Le Mans ha visto i piloti italiani conquistare tre secondi posti con Rossi (MotoGP), Corsi (Moto2) e Fenati (Moto3). Tutti hanno rafforzato le loro posizioni nella classifica generale al termine di tre ottime gare. Due gli spagnoli sul gradino più alto del podio: Lorenzo (MotoGP) e Rina (Moto2), al sudafricano Binder la Moto3. Disastro Ducati con i due piloti ufficiali in terra come Marquez che si è regalato un quasi nullo, pareggiando quasi quanto come era già capitato in precedenza ai due diretti avversari.

MOTOGP – Netta vittoria di Jorge Lorenzo (Yamaha) che impone il suo ritmo ad una gara che è stata emozionante per le cadute di Iannone. Dovizioso e Marquez, nell’ordine, ma anche vivacizzata dalla rimonta iniziale Valentino Rossi penalizzato da una partenza poco brillante dalla settima posizione in griglia. Al Terzo Maverick Viñales, il portacolori Suzuki, al suo primo podio nella classe regina. Storico risultato per la Casa nipponica che entra nelle posizioni che contano della massima categoria dopo otto anni, non accadeva dal terzo posto di Loris Capirossi a Brno nel 2008. Il più veloce del warm up è stato Iannone che dalle qualifiche è parso molto competitivo sulla pista francese ma la sua gara con la caduta è diventata una debacle. Tante, troppe cadute, forse i piloti pagano la conoscenza del materiale Michelin, nuovo fornitore con prodotti in fase di sviluppo. Ordine d’arrivo condizionato dai ritiri, fuori gara nell’ordine: Scott Redding, Yonny Hernandez, Cal Crutchlow, Tito Rabat, Andrea Iannone, Andrea Dovizioso, Marc Marquez che riprende e si classifica 13 e ultimo, poi ancora, Jack Miller e Bradley Smith. Solo 13 piloti … forse è tempo di ripensare alla scaletta per l’assegnazione dei punti se il numero dei partenti non subirà un incremento. La corsa nella seconda parte è diventa di trasferimento per i primi due con Lorenzo che vince in solitaria davanti al tranquillo (?) Rossi (-10.854”), terzo Viñales. Seguono Dani Pedrosa che non è riuscito ad agguantare il pilota della Suzuki; poi i fratelli Espargaro, Pol quinto e Aleix sesto. Bella prova del rientrante Danilo Petrucci, settimo, e migliore dei piloti in pista con la Ducati. La casa di Borgo Panigale ha vissuto una nuova giornata da disastro, Dovizioso è al terzo risultato nullo consecutivo. Ora c’è attesa per capire chi sarà il compagno di Lorenzo. Nono e decimo posto per le Aprila, ma con un ritardo vicino al minuto, c’è tanto da lavorare. Ancora Gelo sul podio fra Rossi e Lorenzo. Con il successo nella quinta prova e la caduta di Marquez la classifica cambia e si ricompatta: Lorenzo e leader a 90 punti, precede Marquez p. 85, terzo Rossi p. 78.

Appuntamento tra due settimane in Toscana per il GP d’Italia. Le prove libere sul tracciato del Mugello inizieranno venerdì 20 maggio.

MOTO2Alex Rins vince la gara, con Lowes che arriva al sesto posto, è premiato dal primo posto in classifica. Il nostro Corsi è secondo e Luthi terzo. Buone le condizioni climatiche e tutti i piloti della classe di mezzo hanno optato per la combinazione di mescole media e soft. Protagonisti della corsa fin dalle fasi iniziali sono Luthi, Morbidelli, Nakagami e Rins mentre Corsi e Baldassarri sono stati bravi a rimontare verso le posizioni di testa. Anche in questa gara non sono mancate alcune cadute eccellenti. I primi cinque allungano sul resto della corsa. Cade Julian Simon, mentre Johann Zarco, è ritardato in decima posizione e sale in nona a diciotto giri dalla fine. Cade anche Alex Marquez. Le posizioni di vertice non cambiano e, a undici giri dalla fine, Corsi è alla ruota di Rins e sembra studiare l’attacco al pilota spagnolo. I due allungano su Baldassarri e Luthi ma lo svizzero strappa centesimi all’italiano e quando mancano dieci giri alla fine lo sorpassa con la più classica e efficace delle manovre. Gara finita invece per il pilota di casa: Zarco cade alla curva 14 e lo stesso accade a Lorenzo Baldassarri quando mancano cinque giri al termine, l’italiano dopo una bella prova francese va lungo alla curva tre, torna in pista ma alla fine sarà diciassettesimo. Fasi finali della corsa, Nakagami si avvicina a Morbidelli che adesso è quarto ma distante dai oltre 4 secondi dalle posizioni da podio dove non cambia nulla fino alla fine e Rins quando mancano tre giri alla fine allunga il passo per difendere la sua prima posizione. Taglia il traguardo per primo davanti all’italiano che si aggiudica il secondo posto davanti al pilota svizzero. Morbidelli, Nakagami e Lowes chiudono le rimanenti posizioni sotto la bandiera a scacchi con il britannico che deve cedere la prima piazza iridata al pilota barcellonese. A punti Marini (12°) ai margini della zona Pasini (16°) e Baldassarri (17°), Tonucci (22°). Con il risultato di Le Mans Rins diventa il nuovo leader del campionato con 87 punti, davanti Lowes p. 82 e a Luthi p. 69; migliore dei piloti italiani Corsi 6° con p. 46.

MOTO3Brad Binder, pilota KTM si è aggiudicato la gara a Le Mans conquistando il suo secondo GP consecutivo. A Fenati in piazza d’onore davanti a Navarro. Il sudafricano, che durante il warm-up ha lamentato problemi tecnici alla moto,come era accaduto anche nel corso delle prove, sale sul gradino più alto del podio per la seconda volta in due settimane. Ha “marcato” per tutta la corsa i piloti che si sono alternati in testa al gruppo dei primi, primo molto numeroso poi ridotto a 4 fra i quali il nostro Romano Fenati a lunfo in prima posizione, ed un altro quartetto di inseguitori che comprende i nostri Bulega, Antonelli (poleman) e Migno.La lotta per i posti sul podio dopo metà gara si restringe a Fenati, Binder, Navarro e Canet. Intanto fra i numerosi caduti ci sono anche Phillip Oettl, Darryn Binder e Julian Danilo. Del quartetto che insegue fa parte anche Fabio Quartararo, il pilota di casa. Cade anche Ono. Intanto in testa c’è sempre Fenati davanti a Navarro, poi Binder e Canet. A sei giri dalla fine la sfida costante nel gruppo di testa sembra destinata addirittura ad aumentare. Dietro a Fenati i due piloti Estrella lanciano continui attacchi a Binder che difende con forza la sua seconda posizione chiudendo ogni traiettoria. A due giri dalla fine Binder attacca duramente Fenati e lo sorpassa, Navarro prova ad approfittarne ma l’italiano chiude e resta secondo. Ultimo giro, comanda Binder con Fenati e i due spagnoli al suo inseguimento. L’italiano prova a stare attaccato alla ruota del numero 41 ma non riesce a trovare lo spazio per il sorpasso e al traguardo è secondo mentre dietro i due compagni di box duellano per la terza piazza che alla fine è di Navarro con il rookie Canet giù dal podio. Dietro Bulega, risalito fino alla quinta posizione, poi Quartararo, Migno e Antonelli che chiude ottavo a 0.441s dal vincitore. Altri piloti italiani: Locatelli 10°, Bagnaia 12°, Di Giannantonio 17° Valtulini 22°, Spinarelli 23°, Petrarca 24°. Con la nuova vittoria ria Binder è sempre più leader con p. 102 punti, precede sempre Navarro a p. 78 e Fenati p. 67.

Le Mans: I “4″ della MotoGp saranno sempre loro a prendere la scena. In gara anche Moto2 e 3 con qualche sogno italiano.

Logo-circuitsDurante il week-end 06/08 Maggio p.v. Il circus del Motomondiale farà tappa sul tracciato del circuito Bugatti che si trova 5km a sud della città di Le Mans e a 200 km al sudest di Parigi. Costruito nel 1965, attorno alla pista della 24 Ore di Le Mans, questo circuito, che evoca imprese eroiche, alla fine degli anni sessanta viene scelto per ospitare un Gran Premio del Motomondiale. Il grave incidente occorso al pilota Alberto Puig nel 1995 ha fatto sparire la prova di Le Mans dal calendario del Campionato del Mondo fino alla stagione 2000, mentre venivano effettuati lavori atti a migliorare la sicurezza del tracciato. La pista stretta è caratterizzata da curve particolari, che obbligano il pilota a fare brusche frenate e improvvise accelerazioni. Con una capacità di oltre 100.000 spettatori, il circuito viene anche utilizzato per organizzare diverse prove di resistenza di tutti gli sport a motore, ma anche diverse prove delle serie nazionali francesi.

MOTOGP - Alla vigilia del GP di Francia tre nomi dominano la classifica del Campionato del Mondo Moto 2016, Marc Marquez, Jorge Lorenzo e Valentino Rossi; tre piloti che hanno fatto la storia delle recenti stagioni della classe regina e non solo dell’infuocato 2015. A guidare la classifica iridata in vista del quinto appuntamento stagionale sulla pista di Le Mans è il pilota della Honda che può contare sul punti conquistati in tutte le gare a differenza dei avversari. Con 82 punti e quattro podi in quattro gare Marquez ha imposto il suo ritmo alla massima serie. Nell’ultima sua vittoria texana ha fatto il vuoto mentre a Jerez è stato costretto ad accontentarsi di 16 punti alle spalle dei due portacolori Yamaha Rossi e Lorenzo. C’è chi parla di maturità, ma nell’ultima gara c’è stata superiorità netta degli avversari. Lorenzo ha lamenta problemi di gomme, come sempre gli accade non riconosce il merito agli avversari, ma sono cause estranee a fermarlo. Eppure il secondo posto sul podio gli ha permesso di mantenersi nella stessa posizione iridata con 65 punti. Tra i tre piloti di vertice Lorenzo è quello con più vittorie sulla pista francese e l’ultima di queste è arrivata proprio l’anno scorso. Rossi, terzo della classifica iridata e trionfatore di Spagna, ha confermato la sua ottima forma e la grande ripresa dopo la sfortunata caduta in Texas. Si trova a 24 punti da Marquez e in ascesa dopo un inizio ben diverso dalla prima parte di stagione 2015. Sulla pista francese il nove volte campione del mondo ha vinto tre volte, l’ultima delle quali risale al 2008 e l’anno scorso arrivò secondo. Il meteo svolge spesso un ruolo importante nel GP di Francia e potrebbe portare anche al successo di un altro nome oltre a quelli di vertice. Da considerare quindi Dani Pedrosa (Honda) che da inizio stagione è sempre a ridosso dei piloti di vertice. Nella classifica iridata è quarto con quaranta punti ma pilota dal leader, non sembra avere il passo per lottare con i primi tre. Ma Pedrosa non è nuovo di vittorie qui e, oltre ai primo posti nella categorie inferiori ha già vinto il GP di Francia, classe MotoGP, nel 2013. Da seguire, perché tra i possibili pretendenti alle posizioni che contano, è Maverick Viñales. Il pilota Suzuki arriva dalla bella prova durante i test di Jerez de la Frontera e questa stagione è tra i protagonisti dell’alta classifica dando l’impressione di poter essere sempre ad un passo dal podio, risultato che comunque manca fino ad ora. Il tracciato di Le Mans dovrebbe essere adatto alle caratteristiche della sua GSX-RR e qui vinse due GP quando era nella cilindrata più bassa prima con l’Aprilia e poi con la KTM. In attesa di conferme anche il suo compagno di box, Aleix Espargaro che sta migliorando costantemente ad ogni turno. Arriva in Francia con due quinti posti conquistati negli ultimi GP, i suoi migliori risultati consecutivi nella classe. Il SP di Spagna è risultato essere ancora da dimenticare per Andrea Dovizioso, fermato da un problema alla pompa dell’acqua. Le Ducati però sono sempre andate bene su suolo francese e lo stesso Dovizioso nel 2015 arrivò terzo. Un buon risultato nella gara transalpina potrebbe essere l’ancora di salvezza per il pilota forlivese che ha bisogno di punti preziosi. Stesso discorso vale per il suo compagno di box Andrea Iannone dopo un inizio 2016 buio si sta risollevando con il podio di Austin e dal settimo posto in Andalusia. Il team Ducati, impegnato nei test privati del Mugello, in aggiunta ai quelli della settimana scorsa a Jerez, possono aver dato risposte utili in vista dell’appuntamento francese. L’unico pilota transalpino della classe regina è Loris Baz Fino ad ora ha vissuto un brutto inizio stagione caratterizzato da cadute e ritiri ma rispetto al suo esordio nella categoria, avvenuto la scorsa stagione con una Yamaha Open, quest’anno è in sella ad una moto più competitiva. Il supporto del pubblico di casa potrà aiutarlo ad interpretare una buona gara. Pol Espargaro e Bradley Smith saranno chiamati a dari il massimo; lo spagnolo deve difendere il quinto posto iridato, miglior pilota non ufficiale. Allegare dovrebbe tornare il nostro Petrucci e sono sempre attesi miglioramenti dalle due Aprilia.

MOTO2 – Sam Lowes ha conquistato la sua prima vittoria a Jerez in questa stagione, primo posto arrivato dopo quello di Austin l’anno scorso. È il primo pilota inglese a vincere due gare in due stagioni consecutive della classe intermedia dopo Chas Mortimer nel 1974 e 1975. A Le Mans 2015 Lowes si è qualificato secondo in griglia di partenza e arrivò giù dal podio, solo quarto dietro a Zarco. Alex Rins è sempre andato a podio nelle sue tre precedenti apparizioni a Le Mans in Moto3, il suo terzo posto in Francia nel 2012 è stato il suo primo in un GP. L’anno scorso è partito dalla pole della gara in Moto2 ma è finito al diciassettesimo posto. Il terzo posto di Johann Zarco in Moto2 lo scorso anno è stato il suo primo podio nella gara di casa. Le Mans è il circuito di maggior successo per Tom Luthi ed è l’unica pista sulla quale ha vinto due GP nella classe 125cc. Vincendo sul tracciato francese nel 2005 segnò una tappa fondamentale per la conquiste del titolo iridato lo stesso anno. Luthi vinse la gara transalpina anche nel 2012 e nel 2015, l’unica pista a vederlo più di una volta vincitore. Jonas Folger è arrivato sesto a Le Mans due anni fa dopo essersi qualificato in pole position, la sua prima nella categoria. L’anno scorso è caduto al decimo giro mentre le sue prestazioni nella categoria inferire sono segnate dal secondo posto in 125cc nel 2009, fu il suo primo podio in un GP. Oltre allo svizzero, oggi nella categoria di mezzo l’altro pilota ad aver vinto a Le Mans è Julian Simon che nel 2009 conquistò il primo posto. Ovviamente le attenzione dei italiani è concentrato sulle prestazioni di Morbidelli, sempre a ridosso del podio e Corsi che una volta sul podio c’è già salito. Sorprese le potremmo avere da Baldassarri se ha trovato la piena forma fisica. Marini da esordiente si sta comportando bene, il fratello di Rossi può crescere moto, come ci si augura possa accadere con Tonucci.

MOTO3 – i piloti della classe più piccola arrivano sul circuito francese per il quinto appuntamento della stagione impressionati dalla prova di forza offerta dal sudafricano Brab Binder che guida la classifica iridata. Il miglior risultato di Binder a Le Mans è l’ottavo posto del 2013. L’anno scorso l’attuale leader della classifica iridata è partito dalla venticinquesima posizione ed è caduto dopo il primo giro alla chicane Dunlop. Il suo peggior risultato al GP di Francia. L’unica precedente apparizione per Jorge Navarro al GP di Francia è dell’anno scorso, quando si è qualificato in seconda posizione sulla griglia di partenza. In coda al gruppo di testa, dopo l’avvio della corsa è uscito di scena al sesto giro a causa di una caduta. L’anno scorso a Le Mans Romano Fenati ha vinto la gara, il pilota SKY Team VR46 è l’unico attualmente in Moto3 ad avere già collezionato un successo sul circuito transalpino. Il secondo posto di Bulega a Jerez è stato il suo primo nelle competizioni mondiali alla sua quinta gara nel campionato della cilindrata minima. E’ anche il pilota italiano più giovane a salire s un podio mondiale dopo Melandri, Fenati, Goi e Bastianini. Due anni fa Francesco Bagnaia è arrivato quarto nella gara della classe al GP di Francia, è stato il suo miglior risultato nel 2014. L’anno scorso è arrivato terzo, è stato il suo primo podio in un GP del Campionato del Mondo Moto3. Il gara nel campionato della cilindrata più piccola. Egli è anche il pilota italiano più giovane a salire s un podio mondiale dopo Melandri, Fenati, Goi e Bastianini.Due anni fa Francesco Bagnaia è arrivato quarto nella gara della classe leggera al GP di Francia, è stato il suo miglior risultato nel 2014. L’anno scorso è arrivato terzo, è stato il suo primo podio in un GP del Campionato del Mondo Moto3. Altri italiani molto attesi sono Nicolò Antonelli se riuscirà a concludere la gara; Roberto Locatelli non particolarmente nelle due ultime due gare; poi Migno che qualche punto fino ad ora lo ha raggranellato, a secco ancora Di Gianantono e il duo del Team Italia Valtulini e Spinarelli ( grande il timore che seguano sorti già toccate ad altri piloti transitati dal team federale), poi Petrarca a Pizzoli.

Jerez: trionfano Rossi (MotoGP), Lowes (Moto2) e Binder Moto3. Poca gloria per gli spagnoli.

Logo MotomondialeIl quarto appuntamento del motomondiale del Gran Premio di Spagna, disputato sul tracciato di Jerez de la Frontera, ha offerto alcuni spunti interessanti, Eclatante la vittoria di Valentino Rossi nella MotoGP e al termina di una gara che messo in riga i sue protagonisti del “biscotto” 2016 e lo ha fatto sul circuito di casa, davanti ad uno straripante pubblico di 200mlia persone. Bene ha fatto ad ignorarli sul podio senza lasciarsi andare ad provocazione, l’indifferenza è ciò che si sono meritati. Esaltante anche la due piloti italiani sul podio della Moto3 vietato ai piloti spagnoli. Una giornata che si è conclusa senza che siano echeggiate le note dell’inno nazionale spagnolo, per una domenica “zeru” vittorie per l’armada spagnola. Altra annotazione interessante riguarda la presenza di 5 piloti spagnolo alle spalle di Rossi al traguardo e di 7 piloti nei primi otto posti della classifica, sempre Rossi (3°) l’intruso.

MOTOGPValentino Rossi (Yamaha) ha vinto precedendo di oltre 4” il compagno di scuderia Jorge Lorenzo; terzo posto per Marc Marquez (Honda). Una prova di forza quella del campione italiano che ha tagliato il traguardo dopo aver condotto la corsa dal primo all’ultimo giro. Gara che si presentava incerta perché dopo la pole di Rossi era stato Marquez a rispondere con la migliore prestazione nel warm up. Il tutto a dispetto della nebbia che ha caratterizzato la mattina andalusa e ha costretto a posticipare di 35 minuti le prime prove domenicali. Quando si è spento il semaforo è stato subito duello, Rossi parte bene e guida la gara; Dovizioso, scattato dalla quarta posizione, si fa minaccioso ma va lungo e viene sorpassato da Marquez, che a metà giro è terzo dietro a Lorenzo. Pedrosa entra deciso sul compagno di team e lo supera alla curva 4. Al primo passaggio le Yamaha sono davanti e le Honda inseguono, dietro la Suzuki di Aleix Espargaro e la Ducati di Dovizioso con Iannone 14esimo. Rossi imposta la gara su un ritmo molto sostenuto il linea il crono del primo giro 1.40.090! Marquez sembrava studiare l’attacco a Lorenzo ma dopo pochi giri perde il contatto e resta sempre più dietro. A 19 giri alla fine, il vantaggio di Rossi su Lorenzo raggiunge 2.239 secondi e il nove volte iridato spinge sul gas per aumentare il margine.. Intanto problemi tecnici hanno messo fuori gara Andrea Dovizioso (Ducati), terzo ritiro e davvero poca fortuna per il pilota romagnolo. La duca ti ala fine si dovrà “accontentare” del 7° di Andrea Iannone preceduto anche dalle due Suzuki di Espargaro e Viñales. A dieci giri dalla fine Lorenzo ha provato di realizzare un “disperato” recupero su Rossi, che appena lo ha capito ha rialzato il suo passo ed ha tolto ogni speranza al campione del mondo. Rossi conquista la 113esima vittoria, la 113esima in carriera, il pesarese si regala una rettifilo d’arrivo percorso con la moto impennata. Lorenzo, scuro all’arrivo si sarà consolato con il suo centesimo podio con il secondo davanti Marquez che è parso puntare alla raccolta del massimo dei punti oggi alla sua portata. Pedrosa è arrivato quarto dopo due giri è uscito di scena dalla lotta per il podio, Forse pensa già alla prossima stagione in sella alla nuova KTM? Pirro ha mancato la sono punti (16°) per un soffio, obiettivo centrata dall’Aprilia con Bradl (14°), ma lamenta il ritiro per caduta di Bautista. In classifica conserva il primato Marquez è primo con 82 punti, seguito da Lorenzo con 65 e Rossi e 58. Piloti sono rimasti a Jerez per i test post gara programmata sulla pista andalusa, mentre il successivo appuntamento è previsto sulla pista di Le Mans da venerdì 6 a domenica 8 maggio.

MOTO2 – La categoria ha ha fatto registrare il trionfo del sempre più concreto Sam Lowes. Il pilota inglese ha dominato la gara e vinto il GP di Spagna davanti il tedesco Jonas Folger, al terzo posto lo spagnolo Alex Rins, ai piedi del podio Franco Morbidelli, bravo ma al quale pare mancare il quid che lo potrebbe portare sul podio. Dopo il via di forma un gruppetto di testa formato da Folger, Lowes, Morbidelli, Corsi, Rins e Cortese autore di una partenza non brillante. Cade presto Ratthapark Wilairot, ha riportato un trauma cranico ed è subito trasportato dai sanitari al centro medico per accertamenti. Il credito con la fortuna di questo ragazzo si fa sempre più alto, troppo spesso finisce in terra. Anche Simone Corsi conclude la sua gara con una nuova caduta, come hanno fatto Alex Marquez, Luca Marini, Danny Kent, Axel Pons e Sandro Cortese. Dopo una fase di gare che ha visto al comando, a cedere è stato Morbidelli, Lowes e Folger hanno distanziato anche Rins formando la coppia destinata a giocarsi la vittoria finale. Nelle fasi finali mentre finiscono in terra anche Miguel Oliveira e Lorenzo Baldassarri in corsa per un buon quinto posto. Lowes nelle fasi finali rafforza il suo primato di passaggio in passaggio fino alla bandiera a scacchi. Vince per la prima volta nel 2016 davanti a Folger staccato di oltre tre secondi con Rins è terzo ancora più lontano. Il Campione in carica non è stato molto brillante, ma favorito dalle molte cadute ha conquistato un 5° posto utile per portare punti alla sua classifica. A punti Mattia Pasini (12°), mentre Marini , che ha ripreso dopo la scivolata) è giunto 16°. Fuori dall’ordine d’arrivo i ragazzi italiani Fuligni e Tonucci … mai realmente in gara. Rafforza il primato in classifica Lowes con 72 punti, seguito da Rins 62 e Zarco 56 punti. Corsi (9°) e Morbidelli (10°) sono i meglio piazzati italiani al decimo posto dietro a Corsi.

MOTO3- Brad Binder (KTM) si aggiudicato il GP di Spagna, quarto appuntamento stagionale della categoria. Dietro di lui Nicolò Bulega (KTM) autore di uno uno spettacolare doppio sorpasso all’ultima per superare il connazionale Francesco Bagnaia (Mahindra) e lo spagnolo Jorge Navarro (Honda). Nessun pilota spagnolo sul podio. Brad Binder, pilota ufficiale della KTM, a causa di alcune irregolarità riscontrate sulla sua mappatura a conclusione delle qualifiche è stato retrocesso dalla prima all’ultima fila della griglia di partenza. La prima fila presenta nella posizione del leader l’esordiente italiano Nicolò Bulega, in prima fila anche Nicolò Antonelli che ha accusato un problema alla moto, portata fuori dalla grigia, è stato costretto a prendere il via dalla corsia box, ma la sua gara in rimonta è stato poi conclusa con una ennesima caduta, forse cominciano ad essere troppe. parte dalla pit lane, la sua gara sarà difficile e finirà con il ritiro. Allo spegnersi del semaforo trascinato da Bagnaia si forma trenino che comprende Bulega e Navarro. Subito a terra Jorge Martin e Fabio Quartararo, mentre il gruppo si allunga nei primi passaggi. Mir e Fenati seguono da vicino il trio di testa che si spacca i tre battistrada hanno incominciato a guadagnare metri. Intanto Hiroki Ono e Andrea Locatelli incorrono in un contatto e cadono al terzo giro. Fenati detta il ritmo del gruppo degli inseguitori e respinge gli attacchi di Jakub Korfeil. Nel gruppo centrale asi è presto aggregato entra Binder impegnato in una rimonta furiosa quanto efficace. Il sudafricano risale le posizioni e arriva alla ruota di Fenati e lo rapidamente lo supera. Quando mancavano 15 giri alla fine Binder ha preso la guida il gruppo di inseguitori mentre è sempre accesa la lotta fra i tre di testa. A dieci giri si è formato in testa un quartetto con l’arrivo di un irresistibile Binder che non aspetta il finale di gara per accendere il duello decisivo. Binder conquista il primo posto del quartetto e allunga; a due giri il portacolori è primo a 2.027s e la partita per la vittoria è sembrata ormai conclusa. Ultimo giro da cardiopalmo con che Bulega ha tentato l’assalto finale, in un colpo solo ha infilato il connazionale Bagnaia e Navarro che però hanno risposto risuperandolo ; la lotta si infiamma, è una lotta spalla a spalla fino a che il pilota SKY Team VR46, all’ultima curva, ha avuto la meglio sui rivali lanciandosi sul traguardo in seconda posizione davanti a Bagnaia e Navarro. A chiudere le prime sei posizioni e staccati di oltre 13 secondi, Kornfeil, Mir e Fenati che ha offerto ancora un episodio da alti e bassi come spesso gli è capitato nella sua carriera. Poca glori per il resto del folto gruppo di piloti italiani (sarebbe il caso di meditare …); Migno, non al meglio fisicamente (15°), Di Giannantonio (21°), Locatelli (26°) dopo una scivolata, Pizzoli (28°), Petrarca (31) … Team Italia, Spinarellili (33°), aveva rinunciato già dalle prove Valtunini per infortunio. I risultati di Jerez hanno rafforzato la posizione da leader del sudafricano Binder salito a 77 punti, poi Navarro 62 e Fenati 47. A seguire dal 4° al 6° posto Bulega, Bagnaia, Antonelli e Bastianini.

Jerez: Gran Premio di Spagna (22/24 p.v.), sfida a calor bianco in MotoGP.

Logo-motop -xQuarto appuntamento del Motomondiale 2016 con il Gran Premio di Spagna (22-24/04/2016) che si disputa sul tracciato del Costruito di Jerez che ospita dal 1986 il circus iridato. Il circuito di Jerez è uno dei tracciati più popolari del Campionato del Mondo di MotoGP, il punto di incontro prediletto di una città fanatica per lo sport. Il circuito è situato all’interno di una valle nel sud della Spagna, uno scenario spettacolare contraddistinto da condizioni meteorologiche ottimali. Le gradinate presenti sul circuito consentono di ospitare fino a 250.000 spettatori. Il circuito dispone di due tracciati alternativi, uno di 4.423 metri, l’altro di 4.428 metri.

Il circuito di Jerez è un classico appuntamento del Campionato del Mondo MotoGP. Tanti campioni si sono sfidati sull’asfalto andaluso che racconta degli storici duelli tra Doohan e Criville, tra Rossi e Gibernau, tra Lorenzo e Pedrosa e tra Marquez e Lorenzo. Qui le gare si vincono e si perdono all’ultima curva, la tredici, battezzata ‘Jorge Lorenzo’. Si arriva in Europa con Marc Marquez che già trovato il primo posto in campionato. Lo spagnolo è stato l’unico pilota a salire sul podio in tutti e tre gli appuntamenti di inizio 2016; ora guida la classifica iridata con 66 punti con un vantaggio di 21 punti Lorenzo. Per i suoi avversari la pista di Jerez non rappresenta l’occasione per il riscatto immediato perché negli ultimi anni il leader è sempre arrivato sul podio. Jorge Lorenzo, al centro dei media per l’annuncio del passaggio a Ducati dalla prossima stagione, dovrà provare a sottrarre punti al connazionale se vuole provare a difendere il suo titolo di campione del mondo. Terzo in campionato è Valentino Rossi con la Yamaha. In Argentina il nove volte campione del mondo è caduto rendendo più difficile la sua rincorsa al titolo. Ora è terzo con 33 punti, metà del leader della classifica mondiale. Negli ultimi due anni il pilota italiano è sempre finito sul podio a Jerez, collezionando 11 arrivi che contano nella sua carriera tra i quali bene sei vittorie. La trasferta americana di Dani Pedrosa (Honda) è stata corredata da alti e bassi; a podio in Argentina e fuori dai giochi a causa di una caduta ad Austin, lo spagnolo ritorna il Spagna l’affetto dei suoi fan. Ultimo miglior risultato a Jerez per Pedrosa fu il terzo posto del 2014. Andrea Dovizioso (Ducati) ad Austin è stato travolto da Pedrosa, un episodio che evidenzia un inizio di 2016 sfortunato per il forlivese che ora guarda dal settimo posto una classifica che avrebbe potuto essere certamente migliore date le potenzialità dimostrate. Jerez è una pista non facile per le Ducati, l’anno scorso Dovizioso arrivò solo nono e meglio di lui fece il suo compagno di scuderia Andrea Iannone posizionandosi al sesto posto; il pilota di Vasto dopo l’ultima piazza utile del podio conquistata in Texas in campionato è undicesimo con sedici punti. Hector Barbera sembra essere stato il più avvantaggiato dal cambio di regole di quest’anno: le nuove gomme Michelin e l’ elettronica unica. Nei primi tre GP ha raggiunto le migliori dieci posizioni e attualmente ha 25 punti iridati. Ora è sesto in campionato ma è il miglior ducatista della classifica mondiale. I portacolori Suzuki Maverick Viñales e Aleix Espargaro dopo il GP ad Austin si sono fermati sulla pista texana per lavorare ad alcune novità arrivate da Giappone. I due sono desiderosi di portare a podio l’azzurra nipponica ancora una volta, dopo l’ultimo arrivo nelle posizioni che contano che risale a otto anni fa. Di progressi ne sono stati fatti e l’obiettivo potrebbe essere vicino. Passi in avanti sono stati anche compiuti da Aprilia con Bautista e Bradl che sulla nuova moto italiana sono andati a punti in tutte e tre le gare.

Jerez: Tempo di riscossa per Morbidelli e Corsi.

logo-moto2-gpJerez de la Frontera (Spagna) quarto round iridato per la Moto2, 22/24-04-2016. Il Campionato del Mondo Moto2 sta proponendo un’avvincente sfida tra i pilote che fino ad ora comandano la classifica iridata; mai come oggi la classe intermedia è stata combattuta ed incerta. Thomas Luthi, Johann Zarco e Alex Rins sono stati i vincitori delle tre prime tre gare stagionali e hanno dimostrato di essere un candidati al titolo. La classe intermedia adesso arriva a Jerez de la Frontera dopo che il primo test ufficiale per la cilindrata 600cc si è svolto proprio sulla pista andalusa; già quell’occasione è servita per vedere la grande combattività della categoria in questa stagione. Luthi è stato il primo vincitore dell’anno; fronteggiando l’assalto di Franco Morbidelli ha vinto sulla pista di Losail. Il pilota svizzero poi non si è ripetuto collezionando due arrivi fuori podio; come già dimostrato in passato è un corridore che cresce con il passare della stagione e a Jerez lo svizzero non ha mai vinto e negli ultimi due GP ma si è piazzato nei primi dieci. Quest’anno può compiere la svolta partendo dal quarto posto iridato con 43 punti. Al contrario di Luthi, Sam Lowes sembra essere il pilota più in crescita e soprattutto con ancora margine. Il britannico ha conquistato due secondi posti consecutivi e punta con decisione alla sua prima vittoria. Ha 47 punti, il primato in classifica generale, ed è stato il più costante di tutti i protagonisti di vertice con il suo stile aggressivo. Sulla pista Andalusa potrà, oltre a dare ancora una volta spettacolo, fare un importante balzo in avanti in classifica iridata. In classifica iridata a precedere Luthi c’è Alex Rins, vincitore dell’ultimo GP in Texas. Dopo un inizio un po’ sottotono sembra aver trovato la forma migliore con la dimostrazione di forza mostrata al GP delle Americhe, A un punto dallo spagnolo e a due da Lowes c’è Johann Zarco che ha iniziato meglio di chiunque campione in carica la difesa del titolo. Ora è terzo con 45 punti. Dopo la sua vittoria in Argentina il francese ha preferito andare sicuramente a punti in Texas. Nel 2015 a Jerez Zarco arrivò secondo. Il vincitore del GP andaluso della passata stagione è stato Jonas Folger, che quest’anno tenterà di ripetere la sua performance. Il tedesco ha sbagliato in Qatar, in Argentina è arrivato terzo e ad Austin quinto. Ora è sesto in classifica mondiale ma un sicuro candidato al titolo partendo proprio dalla Spagna. Un altro pilota che potrà essere protagonista a Jerez è Axel Pons; proprio su questa pista il figlio d’arte ha impressionato nei test precampionato con un incredibile tempo di 1:41.730s sul giro. Cronometro che ha frantumato il record del circuito del 2011, 1:42.706s firmato da Stefan Bradl nel 2011. Noi italiani aspettiamo cose importanti da parte di Simone Corsi e Franco Morbidelli e Baldassarri; curiosità per Luca Marini (questa è una pista che conosce bene) Federico Fuliggini re Tonicità alla sua quarta apparizione in questo campionato.

Assen: Prende avvio la Red Bull MotoGP Rookies Cup 2016

red-bull-motogp-rookies-cup-logoRed Bull MotoGP Rookies Cup 2016

In concomitanza con il quarto round (22/24-04- 2016)  Motomondiale prenderà avvio anche il ciclo di gare della Red Bull MotoGP Rookies Cup.

Un campionato che da un grande contributo alle selezione e formazione di potenziali campioni. In gara piloti di molti paesi, tre i ragazzi italiani, molto atteso il talentuoso riminese Kevin Zannoni

La lista dei protagonisti
4 – Patrik Pulkkinen, Finlandia
11 – Alexandre Juanes, Francia
12 – Filip Salac, Repubblica Ceca
13 – Walid Soppe, Paesi Bassi
14 – Matthias Meggle, Germania
18 – Manuel González, Spagna
19 – Rufino Florido, Spagna
20 – Omar Bonoli, Italia
21 – Victor Steeman, Paesi Bassi
2 – Mykyta Kalinin, Ucraina
23 – Raúl Fernández, Spagna
27 Mattia Casadei, Italia
36 Sander Kroeze, Paesi Bassi
40 Sean Kelly, Stati Uniti
41 Marc Garcia, Spagna
43 Steward Garcia, Colombia
44 Kevin Orgis, Germania
67 Kaito Toba, Giappone
69 Rory Skinner, Gran Bretagna
71 Ayumu Sasaki, Giappone
76 Makar Yurchenko, Russia
79 Ai Ogura, in Giappone
81 Aleix Viu, Spagna
89 Kevin Zannoni, Italia

Le Mans: Una 24h entusiasmante, regala gloria alla Kawasaki.

Sle-mans-endurance-2016-startulla pista francese di Le Mans Bugatti è stato corso il primo round del FIM Campionato Mondiale Endurance (WEC FIM), L’evento è stato seguito dal vivo durante la sua durata, da circa 73.000 spettatori, la Kawasaki si è aggiudicato il prestigioso traguardo con l’equipaggio francese Grégory Leblanc, Mathieu Lagrive e Fabien Foret. Una 24h caratterizzata da una battaglia senza esclusione di colpi tra i front-runner e con numerosi incidenti di gara.

L’equipaggio della Kawasaki che per primo ha tagliato il traguardo al termine delle 24 ore di gara ha regalato alla vede Ninja ZX-10R un altro successo prestigioso dopo il Mondiale Superbike 2015 centrato da Jonathan Rea. Al secondo posto la Suzuki GSX-R 1000 del team April Moto Motors Events con l’equipaggio: Gregg Black, Grégory Fastrè, Alex Cudlin. Podio completato dalla Honda CBR1000RR del team FCC TSR con i piloti Kazuma Watanabe, Alan Techer, Damian Cudlin, Buon quarto posto il team R3CL con una Suzuki Lucas Mahias, pilota che sostituirà nell’appuntamento Superbike di Assen l’infortunato Sylvain Barrier, ed a Nicolas Pouhair, Aaron Morris. Entusiasmante la rimonta del team campione del mondo, il Suzuki SERT. L’equipaggio iridato, guidato dall’intramontabile Meiland, è stato costretto a una gara tutta d’attacco per ovviare alle cadute rimediate nelle prime fasi di gara, riuscendo a risalire dall’ultimo posto sino al quinto finale. Non è stata una grande gara per i colori italiani. Niccolò Canepa ha visto sfumare ogni chance di vittoria, ma anche quelle del team Yamaha GMT94, uno dei favoriti per il successo, a causa delle cadute di Louis Rossi. Non è andata meglio a Gianluca Vizziello, che è stato costretto al ritiro a causa della rottura del propulsore della sua Kawasaki Ninja del team Bollinger dopo 17 ore di gara, quando era ancora in lotta per la seconda posizione. Fori gara anche la Suzuki del No Limits Motor Team affidata a Nicolò Rosso, Giovanni Biaggi e Alessio Toffanin.

Austin: GP Americhe in Moto3 “riemerge” l’Italia con Fenati. MotoGP naufragio italiano,1° Marquez. Rins 1° in Moto2.

Romano Fenati AmericheIl Gran Premio delle Americhe , corso sul tracciato di Austim , ha offerto la conferma di Marquez e le novità delle vittorie di Rins e Fenati. Non trascurabili le rese (per caduta) di Rossi, Pedrosa e Dovizioso, ma in MotoGP troppi sono finiti in terra, feeling ancora da trovare con le nuove Michelin?

MOTOGP – Anche la gara della classe regina disputata in Texas ha fatto registrare il dominio di Marc Marquez e della Honda. Al traguardo lo spagnolo è preceduto da Jorge Lorenzo (Yamaha) e Andrea Iannone (Ducati). Buone le condizioni della pista, ma il vento e le nuvole nel cielo di Austin fanno da palcoscenico alla gara che parte in ritardo dopo la pulizia della pista avvenuta nel primo pomeriggio e necessaria dalla presenza di chiazze d’olio sull’asfalto. La scelta delle gomme vede la maggior parte dei piloti preferire per due mescole medie eccetto Marquez che sceglie una morbida sull’anteriore. Alla prima curva Lorenzo è davanti ma Marquez gli ruba subito il primato, Rossi è terzo e Dovizioso quarto. Il maiorchino sbaglia, va lungo e perde posizioni; il gruppo si compatta su secondo rettilineo e in staccata si compatta mentre Aleix Espargaro, Suzuki, sorpassa Rossi che scivola indietro al sesto posto. Cade Loris Baz mentre il capofila Honda mantiene la testa sul rimontante Dovizioso (Ducati) a seguire Lorenzo e la Suzuki di Espargaro. Al terzo giro il primo colpo di scena, Rossi perde l’anteriore e cade alla curva due e la sua Yamaha vola contro le protezioni esterne, gara finita! A fine gara spiegherà di avere “bruciato” la Frizione al via e di essere stato condizionato dal serio inconveniente che lo rallentava vistosamente all’uscita dalle curve. Le rimonte subite in pochi giri lo hanno evidenziato. Iannone non ha una buona partenza, fa un lungo e si ritrova al sesto posto dietro ad Espargaro, piuttosto distanziato dai primi. A diciassette giri dalla fine Marquez segna il miglior passaggio, a conferma di una schiacciante superiorità, intanto Lorenzo sorpassa Dovizioso e si mette all’inseguimento del connazionale. Il pilota Ducati deve resistere anche all’attacco di Dani Pedrosa che nel tratto misto guadagna grazie alla potenza della Desmosedici. Intanto la quinta posizione Iannone impegnato a difendersi dall’assalto di Espargaro. Matura l’ennesimo fattaccio a danno di Dovizioso perché alla curva 1 Pedrosa perde l’anteriore cade con la sue moto va a colpire il posteriore della Ducati del Dovi. Dani si precipita per verificare le condizioni del pilota italiano e poi riprende per ritirarsi dopo alcuni giri. Cadono anche Cal Crutchlow (Honda) e Bradley Smith (Yamaha) con le moto che strisciano parallele fuori pista. Lotta accesa fra la coppia di piloti Suzuki per definire le posizioni ai piedi del podio con Espargaro che incalzato da Viñales che compagno di box a undici giri dalla fine e prova a mettersi all’inseguimento. La gara assume quasi un andamento da “trasferimento”. Marquez alla fine porta il vantaggio a 7.650s su Lorenzo secondo e terzo Iannone beneficiato dalle cadute eccellenti di tre piloti che lo precedevano; poi i Viñales ed Espargaro. Il secondo migliore degli italiani è Pirro, ottavo. Con il successo nella terza prova del Campionato Marquez porta a 66 i punti conquistati e rafforza la sua posizione di leader, segue Lorenzo con p.45 e Rossi terzo con p.33.

MOTO2 - Il tempo incerto delle qualifiche lascia spazio a qualche nuvola ma senza pioggia ad Austin. Partenza in ritardata a causa degli interventi sulla pista resi necessari dalla presenza di olio riversato sull’asfalto durante il warm up. Al via il poleman Ales Rins parte, male ma recupera alla curva uno e prende subito la testa, dietro si posizionano Zarco e Aegerter, poi Lowes e Jonas Folger Il gruppo resta compatto mentre Rins prova ad allungare mentre alle sue spalle si accende il confronto tra Lowes, Zarco, Aegerter e Nakagami sui quali rientra Simone Corsi, seguito da Franco Morbidelli che però non darà seguito allo spunto iniziale. Rins allunga, Lowes spinge e prova a non farlo scappare mentre dietro Zarco e Folger intanto si inserisce nella lotta per il podio anche Thomas Luthi. Axel Pons e Lorenzo Baldassari subiscono la penalità, sempre per un movimento in partenza, cadono Luca Marini e Robin Mulhauser. Rins è quasi raggiunto da Lowes, i due sono sempre più lontani dal gruppo degli scatenati che sono all’inseguimento. Ritiro per l’iridato 2025 della Moto 3 Danny Kent e caduta per il suo compagno di box Miguel Oliveira. La battaglia per la terza piazza e accesa più che mai fra Zarco, Luthi, Folger, Corsi e Aegerter. Sfortunato Nakagami che si tocca con Simone es ha la peggio e cade quando quando mancano quattro giri alla fine. La gara finisce con la vittoria di Rins davanti a Lowes, Zarco che ha allungato è terzo ma nettamente staccato. Il primo degli italiani è Corsi al sesto posto. Più indietro Morbidelli 14°, poi Pasini 17°, Baldassarri 23 e Tonucci 24° che pare in seria difficoltà in questa categoria. In classifica leader Lowes p.47m seguito da Rins p.46 e Zarco p.45

MOTO3 – I big italiani di categoria dovevano riemergere dopo il naufragio argentino ed il larga parte lo hanno fatto. Condizioni meteo incerte fino alla fine e un cielo velato in Texas fanno da cornice ad una gara molto combattuta che parte in ritardo di 15 minuti a causa di alcune chiazze d’olio in pista che hanno reso necessaria un’ accurata pulizia dell’asfalto. Allo spegnersi del semaforo Navarro (Honda) parte davanti seguito dal tedesco e da Romano Fenati (KTM). Nessuna caduta alla prima curva e nelle prime posizioni entrano anche Jakub Kornfeil, Enea Bastianini e da Adam Norrodin. Che pero nel giro successivo e protagonista di un duro scontro con un Hiroki Ono, l’ incidente costerà la penalità al nipponico. Fenati raggiunge la seconda piazza provvisoria durante il secondo passaggio, lui e il Oettl sono impegnati in un duro duello mentre dietro le posizioni si confrontano Binder e Fabio Quartararo. Bastianini arretra va a comporre un gruppo composto anche da Nicolò Bulega e Andrea Locatelli. Fenati fa segnare il giro veloce intanto cadono Joan Mir Darryn Binder, dopo essere venuti a contatto alla curva 1, in terra anche Jorge Martin. Poi cambiano le posizioni di testa, Navarro va lungo e Fenati ne approfitta per prendersi la testa alla corsa. Oettl e Quartararo sono terzo e quarto seguiti da Binder e da Bulega, staccato dal compagno di box da oltre tre secondi. Il duo di testa detta il ritmo staccando il terzo pilota di circa 2.8s. Paiono decise le posizioni per il primo e secondo posto mentre si accende la lotta per la terza posizione e Quartararo sorpassa Oettl in staccata alla curva 11 ma il tedesco risponde e mette la sua moto davanti prima di cedere ancora la posizione al pilota di Nizza. Navarro va lungo al settimo giro e da via libera a Fenati, tutte da definire le posizioni dei migliori che interessano anche Aron Canet, Bulega e Kornfeil e Bastianini. Quartararo è sfortunato ed a causa di problema meccanico perde posizioni ed alla fine sarà 13esimo. Purtroppo ade Antonelli alla curva cinque protagonista di una grande rimonta, partiva tredicesimo e quando è scivolato aveva nel mirino la quinta posizioni Ronano Fenati (KTM)si aggiudica la settima vittoria mondiale, precedendo Jorge Navarro (Honda) e e il sudafricano Breda Binder (KTM). Quarto Phillip Oettl e buona prova di Andrea Locatelli (5°) e Enea Bastianini (6°). Altri piloti italiani in gara: Bagnaia (14°), Migno (15°), Di Giannantonio (17°), Petrarca (24°) e Spinarelli (26°). Ritirato Valtulini, tutti attesi in crescita sulle piste europee. In classifica Guida Binder p. 52, seguito da Navarro p. 49, Fenati p.38 e Antonelli p31.

Austin: Già tempo di rivincite feroci nella MotoGP in terra americana.

Logo-motop -x Il 3° round del Motomondiale è in programma durante il week end 08/10 Aprile p.v.; si corre sul tracciato del Circuit Of The Americas, il primo circuito costruito appositamente negli Stati Unti d’America vicino ad Austin, Texas, con 5.513km di pista e una capacità per 120,000 tifosi. La costruzione di tale impianto è stata completata durante il 2012 e ospiterà la MotoGP già il prossimo anno. Tra le sue caratteristiche una salita di 41 metri di dislivello con un’impressionante inclinazione al termine del rettilineo principale seguita da una curva a sinistra. Il circuito è uno dei più completi a livello di layout del Campionato che raccoglie varie caratteristiche di molti tracciati in giro per il mondo. È stato disegnato dal famoso architetto tedesco Hermann Tilke. La direzione di guida è antioraria e conta con un totale di 20 curve: 9 a destra e 11 a sinistra.

Si arriva in Texas a distanza di una sola settimana dal fine settima intenso, spettacolare e carico di imprevisti offerto dal GP in Argentina. A Termas de Rio Hondo la gara della massima cilindrata è stata soggetta la regime del flag-to-flag che ha imposto il cambio di moto a circa metà corsa. Il giorno prima, l’incidente accorso alla Ducati di Scott Redding, ha imposto un cambi di organizzazione nella la fornitura di gomme e la pioggia caduta nella mattinata sudamericana ha mutato le condizioni dell’asfalto aggiungendo ulteriore imprevedibilità ad una situazione già non lineare. Un intervento che ha favorito Marquez, il pilota agli imprevisti si è adattato più di chiunque altro. Lo spagnolo ora guida la classifica iridata con 41 punti e negli Stati Uniti è dato per favorito per il feeling dimostrato con il nuovissimo tracciato americano: due vittorie nei due precedenti GP in Texas. Nella classifica mondiale insegue a otto punti Valentino Rossi con la Yamaha, che in Argentina ha conquistato una utilissima piazza d’onore. Certamente è stato favorito dall’autoeliminazione della coppia Ducati che ha reso meno amaro lo scotto che avrebbe dovuto sopportare per una seconda moto meno efficace della prima. Rossi in America proverà certamente a mantenere il suo slancio e la costanza di arrivi utili su un tracciato che lo ha visto solo una volta sul podio. Sarà per lui un GP delle Americhe dove provare ad infrangere un trend fino ad ora poco favorevole. Il suo compagno di box Jorge Lorenzo ha faticato molto in Argentina. Partito dalla prima fila in griglia è stato risucchiato nel centro del gruppo ed ha concluso anticipatamente la gara con una caduta. Ora Lorenzo è quarto in classifica generale con 25 punti a 16 da Marquez, ma è già costretto ad inseguire e le voci di uno passaggio in Ducati sono sempre più insistenti Anche Dani Pedrosa deve trovare le prime posizioni perché lo sviluppo del GP d’Argentina difficilmente si riproporrà per lui come è stato per Rossi. Sarà interessante verificare lo stato dei rapporti in seno alla al gruppo Ducati. Andrea Iannone e Andrea Dovizioso hanno gettato alle ortiche un doppio podio dal grande valore. A Termas de Rio Hondo vedere Dovizioso che si rialza e spinge la sua moto fin sotto la bandiera a scacchi, per prendersi il tredicesimo è sta un gesto che porta a considerazioni che vanno oltre la conquista dei tre punti in classifica iridata. Ora è quinto dietro a Loreno grazie al secondo posto di Losail. Iannone invece è ancora a zero punti e in Argentina subisce l’ulteriore penalizzazione di 3 posizioni in griglia negli Stati Uniti e un punto in meno sulla patente. Inoltre Dovizioso è sempre andato bene in Texas mentre l’obiettivo del suo compagno di scuderia non può che essere quello è lasciarsi alle spalle il brutto inizio di stagione e fare bene. Si è discusso molto nei giorni scorso su quanto è accaduto in Argentina e si sono visti troppi cambi di opinione, Iannone è sempre stato un pilota irruente, troppo facile esaltarsi solo quando le cose vanno per il meglio. Anche Maverick Viñales con la Suzuki ha buttato via una bella gara in Argentina e punti preziosi per la sua posizione in campionato dove adesso è decimo. Il pilota catalano ha dimostrato di essere da vertice e potrà confermare queste aspettative negli Stati Uniti. E il team Aprilia? Domenica scorsa hanno conquistato una doppietta entrando nelle prime dieci posizioni, un bel risultato , sempre tenendo conto di cosa è accaduto ai piloti di testa, uno per il progetto veneto che dal Qatar ha iniziato a muovere i primi passi. Stefan Bradl e Alvaro Bautista vedremo se con la moto italiana faranno altri passi significativi in Texas.

Austin: Fermare Zarco in Moto2, un imperativo per gli aspitanti al titolo.

logo-moto2-gpDue gare emozionanti nella classe intermedia hanno visto sei piloti diversi sul podio, e ciò alimenta l’incertezza dei pronostici per la prossima gara In Argentina i favoriti nella corsa al titolo della Moto2 hanno dato vita ad una gara emozionate, quattro piloti si sono sfidati per tutta la corsa a Termas de Rio Hondo e tra questi ha avuto la meglio il portacolori Johann Zarco che ha vinto per la decima volta in carriera. Questo successo lo mette al secondo posto in campionato a cinque punti dal leader Thomas Luthi che nel secondo GP della stagione non ha brillato. Il Gran Premio delle Americhe del 2015 ha visto Zarco arrivare secondo conquistando il primo podio dei quattordici a seguire, tutto fa pensare che potrebbe ripetersi. Thomas Luthi è il leader del campionato. Grazie al settimo posto nella seconda prova stagionale mantiene la testa della classifica con 34 punti e si propone di tornare sul podio a Austin. Nei suoi due precedenti GP negli Stati Uniti Luthi è arrivato sesto e dodicesimo. Il vincitore del 2015 negli Stati Uniti è stato Sam Lowes, che sarà senza dubbio uno dei più agguerriti pretendenti al gradino più alto del podio Nel team italiano il britannico ha iniziato ad essere molto competitivo e in Argentina è arrivato secondo a causa di piccoli problemi tecnici e un po’ di sfortuna. Dopo i primi appuntamenti della stagione 2016 è pienamente in lizza per la vittoria finale. Pochi avrebbero previsto Hafizh Syahrin restare per pochissimo fuori dalla testa della classifica iridata provvisoria. Con delle belle prove, soprattutto sul bagnato, e la costanza già dimostrata nelle passate stagioni ‘The Fischi’ può essere tra i protagonisti non solo del prossimo GP ma anche dell’anno nella cilindrata 600cc. Di tutti i piloti sulla griglia di partenza, Alex Rins è forse il più desideroso di trovare la forma del 2015. Finora non è riuscito a salire sul podio nonostante il suo ritmo sia stato impressionate e spesso più veloce del leader Zarco, ad esempio in Argentina dove una brutta partenza gli è costata una miglior posizione finale. Grande delusione in Qatar per Franco Morbidelli, a Asilo il romano è stato retrocesso al settimo posto a causa di una penalità dopo che aveva tagliato il traguardo per secondo. In Argentina la delusione è stata forse più grande: in lotta per il podio, è caduto nelle battute finali della gara. In campionato ora è undicesimo con soli nove punti pur avendo dimostrato nei due GP di essere un pilota da alta classifica. Non sarà ancora un GP facile per Baldassari se non avrà recuperato una buona efficienza fisica, attesa una ripresa decisa di Simone Corsi, Luca Marini cova certamente il desiderio di fare esperienza e trovare competitività al più presto.

Austin: Attesa l’emersione dei piloti italiani, naufrati in Argentina in Moto3.

Logo Moto3 1Si arriva in America dopo aver festeggiato un quasi sconosciuto vincitore e con il nutrito gruppo di piloti italiani che, per la gran parte, ha dovuto mettere la coda fra le gambe. Per aspirare ad essere fra gli aspiranti alla conquista del titolo non si può pensare d’essere fermo quando la pista è poco più che umida. In GP del Qatar si era concluso con soli 0.007 secondi tra il primo e il secondo pilota arrivati traguardo. In Argentina il vincitore è stato artefice di una cavalcata solitaria. Prima del fine settimana a Termas de Rio Hondo nessuno avrebbe scommesso sul rookie malese Khairul Idham Pawi (Honda) che ha vinto la seconda gara della stagione con 25 secondi di vantaggio sul secondo classificato. Pawi ha raggiunto il gradino più alto del podio ma è stato Brad Binder (KTM) ha fatto un passo in più nel suo primato in classifica iridata e, fino ad ora, è stato l’unico pilota a concludere i due GP nelle tre posizioni di vertice. Nel 2015 il sudafricano è arrivato quinto nell’appuntamento texano con Enea Bastianini e Fabio Quartararo come gli unici due nomi ancora in Moto a terminare quella gara davanti a lui. In Argentina Niccolò Antonelli non è stato in grado di ripetere la sua vittoria al GP del Qatar. L’italiano è scivolato al secondo posto in classifica, cinque punti dietro Binder. In tutte e tre le precedenti gare sul circuito delle Americhe, Antonelli non è riuscito a segnare punti e solo una volta è arrivato al traguardo, brutti ricordi da sfatare. La sfida tra Adam Norrodin e Jorge Navarro è finita in favore del pilota spagnolo che, come campione del mondo, cercherà di mettere dare sfogo al suo grande potenziale mostrato alla fine del 2015 con diversi podi consecutivi. Lo spagnolo è a soli due punti da Antonelli in classifica iridata e a solo sette dietro Binder; i primi tre posti possono mutare ancora tra meno di una settimana. I ragazzi del Team Sky Racing VR46 sono in cerca di conferme e risultati, Romano Fenati, Nicolò Bulega e Andrea Migno, sperabile che possano farlo sulla pista americana. Anche Andrea Locatelli che in Argentina ha fatto molto dovrà riconfermare i giudizi positivi che ha raccolto. Ovvio che sia molto attesa anche la prova di Francesco Bagnaia e per Enea Bastianini che sono rimasti troppo lontani dai primi. Senza particolare attese per il poker di giovani portati nel motomondiale, dovrebbero confermare che la scelta è stata “giudiziosa”

Argentina: Pawi (Honda) Moto3, Marquez (Honda) MotoGp e Zarco (Moto2). Harakiri Ducati!

 Pawel.middleIl Gran Premio della Repubblica Argentina, in programma sul tracciato si è aperto come di consueto con la gara della Classe MOTO3 che ha regalato una sorpresa inattesa ed un brusco risveglio per i ragazzi italiani. I warm up del mattino si sono svolti su un tracciato bagnato, non sono mancate le cadute.

MOTO3 - Un pilota della Malesia ha compiuto l’impresa e merita la copertina. Il secondo appuntamento della categoria, dichiarato dal direttore “pista bagnata” (in realtà solo umida in maniera non uniforme) è stata decisa dall’azzardo del pilota della Malesia Khairul Idham Pawi (Honda), ha preso la decisione gomme slick ed ha compiuto l’impresa che gli ha regalato la vittoria. l’impresa. Ha fatto, il vuoto tra le chiazze di bagnato del circuito di Termas de Rio Hondo. Il primo nel Warm Up è Pawi, presagio dell’impresa che da lì a poche ore lo avrebbe visto vincitore con distacco abissale. Il malese numero 89, e già rivelazione delle qualifiche, ha peso il via dalla seconda fila sulla griglia di partenza. Davanti e in pole Brad Binder, Romano Fenati, e Jorge Navarro. L’asfalto si ancora bagnato e cade una leggera pioggia sulla gara della Moto. Tutti però montano gomme slick sperando in un miglioramento con il passare dei giri eccetto Livio Loi, RW Racing, con si presenta al via con le gomme da pioggia. Sperando di ripetere un’impresa già riuscita in passato. Partito bene Fenati che passa Binder ma poi cede il passo a Navarro con la prima piazza agguantata da Pawi,scattato veloce al via e subito in grado di allungare già dalle prime curve. Loi esce subito bene ed è secondo. I due staccano nel primo giro tutti gli altri di circa 5 secondi. Incredibile il passo del malese su Honda, con le slick allunga sul belga con le gomme wet. Dietro si fanno trovare l’altro malese, Adam Norrodin, Andrea Locatelli e Jorge Martin, Aspar Team. Recupera Aron Canet. Pawi intanto ha allungato e porta ad oltre 7 secondi il vantaggio su Loi. La sua è una guida perfetta su un asfalto ancora bagnato in molti punti. Sale in quinta piazza Hiroki Ono, compagno di scuderia di Pawi che intanto giro dopo giro fa il vuoto: oltre 11 secondi sul secondo quando mancano 16 giri alla fine. Il primo degli italiani è Locatelli a 20 secondi dal leader. Battaglia per il secondo posto tra Norrodin e Loi con il belga che sbaglia ed è passato da Navarro in netto recupero, che subito mette nel mirino Norrodin e lo supera. Quando mancano 14 giri alla fine viene esposta la bandiera bianca con croce rossa che segnala pioggia sul tracciato. Loi intanto perde posizioni e viene risucchiato in mezzo al gruppo principale, abbandonato dalle gomme da bagnato. Navarro spinge e stabilizza il distacco da Pawi a 20 secondi quando mancano 11 giri alla fine. Al momento erano due i malesi sono sul podio. Il piloti italiani cedono il passo, il primo è ancora Locatelli, decimo che poi risale fino alla quinta posizione; poi Niccolò Antonelli (13°) e Fenati (19°) ; gli altri sono attardati dalla vetta. Locatelli si fa giuda per gli inseguitori a circa 23 secondi da Pawi sempre più solitario, me è distanziato anche da Norrodin, quarto, di quasi 8 secondi quando mancano sei giri alla bandiera a scacchi. Canet sorpassa l’italiano e accende la battaglia nel gruppo formato da Binder, Ono e Joan Mir, numero 36 nero celeste. I cinque lottano fino alle ultime curve cambiando le posizioni ad ogni passaggio. Poi Canet finisce in terra alla curva sette. Pawi vince con un vantaggio di oltre 26 secondi , è il primo malese a salire sul gradino più alto del podio, alla sua terza gara e alla sua prima stagione mondiale. Dietro la sfida tra Norrodin e Navarro fa scintille, il malese però scivola all’ultima curva, lo spagnolo è secondo e il numero sette spinge la sua moto sotto la bandiera a scacchi per conquistare almeno la settima posizione in un finale dal grande pathos. Tre Honda sul podio. Gara grigia per gli italiani; brilla solo Locatelli, alla fine quarto dietro a Binder che conquista il gradino più basso del podio, è stato evidente la loro allegia per il bagnato, un limite non trascurabile per chi cova sogni di primato. Leader della classifica Binder p. 36, seguito da Antonelli p.31 e Navarro p.29.

MOTOGP – La prima fila della griglia di partenza in Argentina vede in pole Marc Marquez (Honda) alla sua destra Valentino Rossi (Yamaha) e, di fianco il suo compagno di team Jorge Lorenzo. Seconda fila per Dani Pedrosa (Honda) davanti alla due ducati ufficiali di Andrea Dovizioso e Andrea Iannone (Ducati), primo del Warm Up su pista bagnata. La gara è stata posticipata di mezzora a causa dei cambi al programma. Era stato imposto un Warm Up ulteriore per provare lo nuovo pneumatico extra da asciutto reso necessario dopo l’incidente accorso a Scott Redding, portacolori Octo Pramac. Questa sessione è stata cancellata a causa della pioggia caduta sulla pista nella prima mattina. Le condizioni sono andate migliorando con il passare delle ore e le decisioni definitive sono state prese dopo l’unico Warm Up, posticipato di 30 minuti, nel quale il migliore è stato Iannone. Le condizioni della pista, che si stava asciugando lentamente, ha fatto scegliere per una gara ‘asciutta’ con slick; usate quindi le nuove gomme introdotte da sabato sera (Option Tyre) con tela più dura, ma sottoposta al regime flag-to-flag per consentire l’eventuale cambio di prototipo con pneumatici diversi al giro 9, 10 o 11, in totale sono adesso 20 non 25. Il semaforo si spegne e Lorenzo parte bene, è primo. Alla prima curva scintille tra Pedrosa e Iannone con Rossi e Marquez che allungano davanti al gruppone di testa; sfida di vertice tra il campione del mondo in carica, Rossi e Marquez mentre Dovizioso dalla quarta piazza sale alla prima. Maverick Viñaleas, Suzuki, è quarto davanti a Iannone mentre Lorenzo scende in sesta posizione. Cadono Pol Espargaro, Yamaha Tech3, che riprende la via della pista, Cal Crutchlow, Honda e Yonny Hernandez, che si ritirano, poi sarà la volta di Loris Baz. Marquez prova a farsi sotto con Rossi che chiude le traiettorie e mette nel mirino Dovizioso. Intanto rimonta Viñales. Marquez sorpassa Rossi e poi Dovizioso, a meno 15 passaggi dal termine. Cade Jak Miller, mentre i tre davanti cambiano le loro posizioni e Iannone supera il pilota Suzuki. Lorenzo alla curva 1, finisce a terra: gara conclusa per il leader della classifica. Lotta per la terza piazza tra Iannone e Dovizoso. Mentre Rossi si avvicina al leader della gara che per un contatto alla partenza ha la telecamera staccata dal codino. A meno 12 giri alla fine e inizia la lotta tra Marquez e Rossi, il Dottore passa lo spagnolo in staccata alla curva uno ma deve ricedere il passo al due volte iridato. Poi si fa tempo del cambio moto obbligato, mentre Rossi e Marquez restano in pista tra le scintille e rientrano insieme ai box ma mantenendo le posizioni quando rientrano in pista è subito netta l’impressione che la seconda moto di Rossi non gli consenta le performance della prima, è lento e lo rimontano Viñales Iannone e Dovizioso. Rossi è lento ed è raggiunto dal gruppo che lo insegue e subito Viñales prova l’attacco ma Rossi chiude la porta alla curva 1. Il pilota di Figueres in un nuovo assalto all’italiano della Yamaha perde l’anteriore e cade alla curva 1. Marquez è lontano e dietro si accende la lotta fra i tre italiani, Rossi, Iannone e Dovizioso che danno vita ad un’aspra contesa per il secondo posto, una sfida tra le due Ducati e la M1 che si gioca negli ultimi due giri. Dovizoso passa Iannone e Rossi e allunga. Il nove volte campione del mondo prova a farsi sotto alle Desmosedici, ma non riesce ad avere la meglio, pare rallentato e con poco feeling. Marquez non ha faticato e taglia il traguardo mentre dietro capita quello che ormai sembrava impensabile: le due Ducati si toccano alla penultima curva, Iannone e Dovizioso cadono con Rossi che conquista il secondo posto davanti a Pedrosa. Forse i team italiano paga per la troppa foga dei suoi piloti le troppe voci che danno per imminente un taglio per fare posto all’arrivo di Lorenzo. A causa della manovra all’ultima curva Iannone è stato poi sancito con la penalizzazione di 3 posizioni nel prossimo GP e un punto sulla patente. La decisione è stata presa dallo Steward Pannel, il nuovo organo giudicante in MotoGP. In classifica Marquez conquista la testa p. 41. poi Rossi p. 33 e Pedrosa p. 27.

MOTO3 - Al via la prima fila della griglia di partenza è composta da Lowes, Zarco, campione del mondo in carica e Folger. Franco Morbidelli, scuderia, parte dalla quinta piazza come primo degli italiani. Ormai la pista che in precedenza ha ospitato la gara della Moto pare asciutta nonostante il cielo ancora coperto e le chiazze scure in alcuni tratti del percorso. Tutte le 600cc montano slick. Al via inizia subito la bagarre, Folger parte bene e soffia il primato a Lowes e Zarco, seguono Morbidelli e Takaaki Nakagami. Scintille tra i tre al vertice ai quali si aggiunge subito Morbidelli; Alex Rins è quinto e sesto Hafizh Syahrin, che a meno 21 giri sono staccati quasi 6” dai piloti di testa. Intanto cade Alex Marquez, sempre meno presente fra i primi. Sportellate tra Zarco e Folger: quando al decimo giro lo spagnolo entra duro, il tedesco apre la traiettoria e scivola al terzo posto. Va poi largo alla curva successiva ed è passato anche da Morbidelli. L’italiano poi punta Zarco e in un paio di occasioni prova ad insidiarlo per la seconda piazza. Il gruppo dei quattro si allunga e si compatta giro dopo giro preannunciando un arrivo in volata. Invece la moto di Lowes accusa un problema meccanico, il britannico probabilmente sbaglia la scalata e perde tempo all’uscita di curva e Zarco si avvicina sul rettilineo del traguardo, poi il francese con una gran staccata alla curva 1 e sorpassa il britannico. Cade Sandro Cortese mentre Rins fa il nuovo giro veloce e prova di recuperare sul gruppetto di testa. . Le posizioni restano immutate fimo a quando mancano quattro giri alla fine della gara, Rins si avvicina e Lowes si porta alle spalle di Morbidelli, Folger sembra definitivamente quarto. Ma il britannico spinge passa l’italiano che scivola a metà curva 1, è gara finita per Morbidelli. Mentre Zarco che taglia il traguardo davanti a Lowes e a Folger. Primo degli italiani è Mattia Pasini, decimo a oltre 30 secondi dalla vetta. In difficoltà Baldassarri penalizzato dai postumi di un incidente. Marini e corsi lontani dalle posizioni di testa. In classifica il leader è Luthi p. 34 seguito da Zarco p. 29 e Lowes p. 27

Prossimo appuntamento per la classe intermedia sarà il Grand Prix of the Americans settimana prossima i Texas.

Argentina: la seconda sfida senza il supporto dei test preliminari.

Logo-motop -xIn Sud America sarà subito sfida per la classe regina, il venerdì le libere e domenica la gara nel secondo GP della stagione. Il Campionato del Mondo MotoGP 2016 ha messo in archivio la sua prima prova ed ora si guarda alla prossima gara della classe regina; il GP del Qatar è stato vinto da Jorge Lorenzo (Yamaha). Dietro allo spagnolo Andrea Dovizioso (ducati), pilota del team Ducati e Marquez, a seguire la seconda Yamaha guidata da Valentino Rossi. Non solo il GP del Qatar è stato il primo atto della stagione 2016 ma il fine settimana nel deserto ha presentato novità importanti sul medio periodo perché Valentino Rossi ha firmato per altri due anni con la sua scuderia diventando anche uomo immagine della casa di Iwata mentre Bradley Smith è entrato nel progetto KTM in MotoGP per il 2017 e il 2018. La scelta della Yamaha non avrà fatto fare salti di gioia a Lorenzo che magari avrebbe subito rinnovato per “cacciare” Rossi ed ora fa manfrina per rinnovare.

Il Qatar come primo atto della stagione 2016 è forse un GP a se visto che gli ultimi test precampionato si sono svolti proprio sulla pista di Losail e si sono conclusi quando mancavano tre giorni alle libere del GP. La possibilità di provare è stata quindi tanta. A Termas de Rio Hondo non sarà così, le le libere si svolgeranno venerdì e dopo 48 scatterà la gara. Lorenzo affronterà vanta in Sud America con un solo podio del suo palmares ottenuto su questo tracciato; di tutti in circuiti in calendario l’Argentina rappresenta un po’ il tallone d’Achille per lo spagnolo e le gomme Michelin sono comunque un incognita importante.

Il 2016 per Andrea Dovizioso è iniziato con gli stessi risultati dell’anno precedente: secondo posto a Losail in tutte e due i GP; come previsione la Desmosedici si è dimostrata una moto potente e competitiva e il suo inizio anno è la copia di quello passato; le uguaglianze potrebbero ripetersi anche in Argentina dove fu secondo nel 2015.

Andrea Iannone, altra Ducati, oltre ad avere segnato il nuovo record di velocità di punta per un prototipo della classe regina, 351,2 Km/h sul rettilineo principale del Losail International Circuit, ha dimostrato uno stato di forma di altissimo livello. La sua gara è finita anzitempo a causa di una caduta ma fino a quel momento era stato migliore, non solo del suo compagno di scuderia ma anche di Lorenzo. Il pilota di Vasto sta forse vivendo il suo miglior periodo in sella a una moto di vertice. Chiunque voglia vincere a Termas de Rio Hondo dovrà fare i conti con ‘The Maniac’ e la sua Desmosedici soprattutto sul rettilineo di 1,076 Km del tracciato argentino. Qui Iannone è sempre entrato nelle prime dieci posizioni e nel 2015 ha visto svanire il terzo posto solo a termine gara.

Nel 2015 sulla pista di Rio Hondo si è imposto Valentino Rossi che poi è salito sul podio indossando la maglietta della nazionale Argentina con il numero 10 di Diego Armando Maradona. L’omaggio al giocatore argentino più forte di tutti i tempi e più forte in generale nella storia del calcio. Il numero dieci è stato importante per il Dottore nel 2015 come quest’anno dove dovrà accumulare altri punti preziosi per mettere la firma sul suo decimo mondiale. Una vittoria nella seconda gara dell’anno sarebbe una motivazione enorme per il nove volte iridato. Solo 0.1s hanno separato Rossi dal podio in Qatar con il rimpianto, forse, di una scelta non ottimale della gomma posteriore. Con una mescola morbida al posto di una media, cambio vincente fatto da Lorenzo a meno 35 minuti dal via, dove avremmo visto il numero 46?

Il GP di Argentina sarà un altro importante banco di prova per Marquez. Il pilota della Honda in Qatar è stato competitivo e fino alla fine ha insidiato Dovizioso per la seconda piazza finale, nel 2014vinse sul tracciato di Rio Hondo non ripetendosi però l’anno dopo. Per il suo compagno di squadra Dani Pedrosa la stagione è iniziata meglio dell’anno scorso quando i problemi fisici lo hanno tenuto fuori dalle corse. Anche se in Qatar ha finito la gara distante e staccato dal podio il pilota Honda non è caduto e ha raccolto 11 punti in classifica iridata. In Argentina potrà coltivare la speranza di un buon piazzamento in attesa di risolvere definitivamente gli ultimi problemi all’elettronica che affliggono la sua RC213V numero 26.

Cal Crutchlow, altro pilota Honda, correrà in Argentina per la seconda volta. Nel 2014 il britannico ha saltato la gara a causa di un infortunio mentre nel 2015 è stato la sorpresa sul gradino più basso del podio. Per lui il GP del Qatar è stato grigio, i problemi alla centralina lo hanno costretto a lottare per l’ingresso in Q2, mettendolo fuori gioco in gara a causa di una caduta.

Maverick Viñales (Suzuki) e Scott Redding (Yamaha) hanno fatto bene durante i test a Losail e anche nelle libere in Qatar. Purtroppo le attese non sono state mantenute e le loro gare non sono state da vertice accusando la mancanza delle sensazioni migliori avute nei test sulle rispettive moto. Per entrambi l’Argentina offre la possibilità di uno slancio verso il podio. Danilo Petrucci a Termas de Rio Hondo non ci sarà e salterà il secondo GP stagionale dopo l’aggravarsi dell’infortunio alla mano sofferto nei test precampionato e che già gli causato la defezione dalla gara a Losail. Sarà sostituito da Michele Pirro, collaudatore principale e terzo pilota di Borgo Panigale, che porterà nella bagarre la GP 15 con il numero 51. Ancora sconosciuto il tempo di recupero di Petrucci. Rossi sarà ancora davanti a tutti come fatto nel 2015? Le Ducati duelleranno con Yamaha e Honda per le posizioni di vertice? L’Aprilia evidenziare sviluppi positivi?Belli gli interrogativi per i tifosi italiani

Argentina: Moto2 già tempo di rivincite dopo il caos penalità

logo-moto2-gpIl Campionato arriva in Argentina per il secondo atto del 2016 dopo che nel GP del Qatar la corsa della Moto2 classe è stata fortemente condizionata dalle sanzioni comminate a ben otto piloti per aver anticipato la partenza. L’effetto è stato quello di definire un podio diverso dall’ordine di arrivo della gara. Una brutta vicenda, in particolare per quanto è accaduto a Franco Morbidelli. A prescindere dalla punizione inflitta agli avversari il vincitore a Losail a vincere è stato è stato Tom Luthi, per la sua prima volta sul gradino più alto del podio. Alex Rins e Sam Lowes sono entrambi stati penalizzati per la loro partenza anticipata, ritardati con il ride trough, hanno perso molte posizioni durante la gara per riuscire poi a finire la corsa all’ottavo e al nono posto. In Argentina proveranno ad essere protagonisti al vertice. L’anno scorso sul tracciato Termas de Rio Hondo sono arrivati a podio, Rins secondo e Lowes terzo. A sfidarli ci sarà Franco Morbidelli che in Qatar è stato declassato al settimo posto. La sua voglia di riscatto sarà grande in Argentina vista le sue recente prova su quel tracciato dove fu quinto nel 2015. L’anno scorso il GP di Argentina è stato il primo degli otto vinti da Johann Zarco; la sua stagione 2016 è stata segnata da varie problematiche e a Losail anche lui è stato vittima della penalità che lo ha spinto fino al 12esimo posto. L’ anno per riconfermarsi campione del mondo non è partita bene per il francese e da Rio Hondo può iniziare il suo tentativo di difendere l’iride. Jonas Folger cercherà di fare in Argentina quello che non gli è riuscito a Losail: vincere. Nella gara in Qatar il tedesco era in testa ma ha dovuto dire addio a punti preziosi a causa di una caduta. Si è mostrato però finalmente costante in grado di entrare nella sfida per il primato nella 600cc.

Luis Salom e Simone Corsi in Qatar sono tonati a podio. Il maiorchino della classe di mezzo ha dimostrato di essere un pilota eccellente quando sicuro di se mentre Corsi potrebbe ripetere la bella prestazione anche in Sud America. Attese anche le prestazioni di Luca Marini, con un ottimo esordio in Qatar (10°) lasciando a distanza e fuori dalla zona punti piloti esperti Come Alessandro Tonucci e Mattia Pasini.

Argentina: 2° round iridato, forza Italia!!!!!

Logo Moto3 1Il Campionato del Mondo Moto3 si è aperto con una volata a 8 per la conquista del podio in Qatar, ora la sfida può ripetersi in Argentina dove è in programma il 2° round stagionale.

In vero stile Moto3 Niccolò Antonelli (Honda), ha vinto il primo GP della stagione in Qatar strappando il gradino più alto del podio a Brad Binder (KTM); tra i due quasi il nulla fatto di 7 centesimi. L’italiano ha corso con una clavicola ancora in via di guarigione e, con una settimana di riposo in più, ora guarda con fiducia al secondo appuntamento stagionale sul circuito Termas de Rio Hondo in Argentina. Brad Binder è parso uno dei piloti più costanti durante tutta la gara in Qatar. Il E’ sembrato in grado di poter controllare la gara ma alla fine si è giocato la vittoria per pochi centimetri. Il sudafricano deve ancora conquistare la sua prima vittoria pur essendo nella classe da parecchio e, nel 2015 in Argentina, arrivò a punti concludendo la gara al quinto posto. Il suo rivale diretto Niccolò Antonelli a Rio Hondo non è mai andato a punti, facile prevedere una gran sfida.

Francesco Bagnaia (Mahindra) in Qatar ha conquistato il terzo posto, il secondo sulla moto indio-italiana dopo il GP a Le Mans nel 2015. Durante il fine settimana la scuderia ha montato sul prototipo le appendici aerodinamiche che aiutano a mantenere la stabilità in curva e a sfruttare meglio l’effetto scia vietate però a partire dal 2017, vedremo se e di quanto sarà più veloce.

Dietro a Bagnaia sono arrivati i due portacolori del team SKY Racing, Romano Fenati e Nicolò Bulega (KTM) che hanno interpretato un GP del Qatar da vertice come da previsione, la scuderia attualmente è una delle più competitive in Moto3. Fenati giovedì della scorsa settimana ha anche subito un piccolo intervento chirurgico, nel primo round ha condotto la corsa per diversi passaggi e il rookie Bulega ha dimostrato le sue grandissime qualità. In Argentina il giovane numero 8 avrà ancora la possibilità di mettersi in luce come il migliore degli esordienti del Campionato del Mondo. Occhi puntati anche su Livio Loi (Honda) che a Losail è stato il più veloce delle libere e in gara è arrivato solo ottavo frenato da un errore. Nel 2014 sulla pista argentina Loi conquistò il miglior risultato in campionato aggiudicandosi la quarta posizione.

Enea Bastianini, scuderia (Honda), tenterà di riaffermar arsi come pretendente al titolo iridato dopo la prova Losail che lo ha visto classificarsi “solo” al quinto posto.

Attesi in zona punti anche Andrea Manzi e Andrea Locatelli (quest’ultimo troppo lontano dai primi); poi Fabio di Gianantonio e i due del Team Italia Stefano Valtunini e Fabio Spinarelli, piuttosto attardati e sperabile non finiscano “bruciati” come è già capitato a diversi fra chi li ha preceduti.

L’unico pilota argentino tra i protagonisti della quarto di litro è Gabriel Rodrigo, RBA Racing Team, che in Qatar è arrivato 19esimo e nel Gran Premio di casa cercherà i sui primi punti iridati.

MOTO3 2016: al via in Qatar (18/20 p.v.) il mondiale con i piloti italiani favoriti?

Logo Moto3 1Il Campionato del Mondo Moto3™ sta per partire, primo appuntamento il GP del Qatar. Può essere l’anno dei giovani italiani? Per la prima volta non sono i piloti spagnoli ad assumere il ruolo di potenziali protagonisti della categoria, non sarà facile ma il potenziale dei ragazzi italiani è davvero notevole.

Per la Moto3™ gli ultimi test pre-season sono terminati sul Losail International Circuit e, tra poche ore su questa stessa pista, inizierà la sfida iridata del 2016 anche per la classe leggera. Nelle prove iniziali della stagione i giovani piloti italiani della quarto di litro hanno fatto molto bene distinguendosi sulla vetta di ogni test. Nelle prime dieci posizioni della classifica tempi combinata a Losail poi ben tre corridori sono italiani e gareggiano per scuderie italiche. Niccolò Antonelli del team Ongetta-Rivacold ha concluso la tre giorni di prove in Qatar al primo posto assoluto dimostrando già la sua grande competitività per il campionato. L’anno si preannuncia bello e impegnativo per il ventenne di Cattolica. Dopo aver fatto bene durante tutte le prove di inizio 2016, Romano Fenati, scuderia Sky Racing Team VR46, cercherà di mettere a frutto la sua esperienza nella classe partendo dall’ottavo miglior tempo fatto nei test a Losail. Sorpresa del 2016 Nicolò Bulega; il compagno di scuderia di Fenati con il titolo di campione del mondo junior Moto3™ cucito sulla tuta si appresta ad essere la rivelazione della sfida iridata sulle 250cc. Nelle prove in Qatar si è posizionato al sesto posto ma era il suo primo contatto con la pista nel deserto, al giovane italiano è bastato solo un giorno di studio per poi arrivare nelle posizioni di vertice il secondo. Per niente male e su di lui ci sono grandi aspettative. Enea Bastianini, scuderia Gresini Racing, non è stato con i primi dieci più veloci nell’ultimo test precampionato. Tredicesimo in classifica combinata, è sempre rimasto nella top ten per tutta la pre-season. Nel 2015 è stato ad un passo dalla vittoria in Qatar e quest’anno potrebbe fare molto meglio. Anche tutti gli altri piloti italiani sono pronti per questa stagione a partire dalle prime prove libere del GP del Qatar previste per giovedì 17 marzo alle 18:00 ore locali.

MOTO2 2016: Avvio in Qatar nel weekend 18/20 marzo p.v.

Logo Moto2 2Al via sul tracciato di Losail il Campionato del Mondo Moto2™, Johann Zarco pronto a difendere il titolo iridato.

La stagione 2015 ha visto Johann Zarco, di Ajo Motorsport, vincere il Campionato del Mondo Moto2™ e ora, a pochi giorni dall’inizio della sfida mondiale, è pronto a bissare il suo successo. Non sarà facile per lui, molti veterani sono rimasti nella media cilindrata e soprattutto sarà difficile partire con il piede giusto visto che mai alcun campione in carica ha vinto la gare di apertura in Qatar. Sam Lowes, Federal Oil Gresini, ha lavorato molto sul passo e in questo 2016 sembra più forte che mai. Ora su Kalex e con nuove motivazioni il campione del mondo Supersport era partito dalla pole nel GP dell’anno scorso a Losai; in lotta con Zarco fino alle battute finali però è stato messo fuori gioco da una caduta. Tra i rookie della stagione da citare Alex Rins del team Paginas Amarillas HP 40 che ha fatto bene nelle prove precampionato. Con un anno di esperienza sulle spalle senza dubbio potrà lottare per il titolo. Jonas Folger, Dynavolt GP, ha vinto il GP del Qatar nel 2015 e ha terminato al terzo posto nelle prove pre-season sulla stessa pista. Dimostrerà di avere trovato la costanza durante la stagione? Lo stesso discorso può valere per Tom Luthi, Interwetten Garage, sul podio di Losail nel 2011, 2014 e nel 2015. Danny Kent e Miguel Oliveira, entrambi portacolori Leopard Racing, potranno fare una bella stagione con una scuderia competitiva a bordo di un prototipo Kalex; il primo poi ritorna nella categoria intermedia dopo aver vinto il titolo in Moto3™ nel 2015. Trenta piloti si presenteranno sulla griglia di partenza della Moto2™ nel 2016, uno solo su Suter, due su Tech3, tre su Speed Up e ventiquattro su Kalex.

MOTOGP 2016: 18/20 marzo, si riprende dal Qatar.

motogp_logo-1Come da tradizione il Losail Circuit Sports Club ospiterà la prima gara del Campionato del Mondo MotoGP™ 2016, sarà un anno tutto da vivere.

Weekend 17/20 marzo 2016

Tutto è pronto e l’attesa è finita, è tempo di gare e l’inizio del Campionato del Mondo MotoGP™ è vicino. Tra soli tre giorni i riflettori del Losail Circuit illumineranno l’asfalto nel primo appuntamento della stagione 2016. I test invernali e i loro risultati sembrano lontani, giovedì scuderie e piloti della classe regina saranno ancora sulla pista nel deserto dopo essere stati qui per i terzi test del precampionato. Questa volta tutto sarà diverso e la competizione si accederà con il fuoco della sfida iridata.

Dal 2008 ogni stagione del Campionato del Mondo MotoGP™ parte nella luce artificiale della gara in Qatar, l’unica pista in notturna del calendario. Anche il 2016 sarà un anno emozionate e forse di più di quello passato vista l’incertezza e la competitività già mostrate nei test invernali. L’ infuocata stagione 2015 è ancora viva (molte scorie sono ancora presenti) ma i piloti e i team sono già calati in questa per dare il massimo partendo proprio dal primo GP.

Quest’anno si potrà assistere ai cambiamenti nel regolamento tecnico, la rivoluzione più importante dopo l’inizio dell’era dei quattro tempi nel 2002 con le sfide rappresentate dalla nuova centralina , il software unico e le gomme Michelin. La prima novità inciderà tanto sulla competizione livellando le prestazioni dei prototipi e riportando la capacità umana ad essere primaria. L’aiutino per far fronte alla resa a volte critica del motore sull’asfalto è ora stato ridotto, l’elettronica ora uguale per tutti i prototipi imporrà al pilota un maggior sforzo fisico e sensibilità sul gas. Soprattutto verso il finale di gara quando le gomme saranno usurate, la capacità, la preparazione atletica e mentale del corridore saranno fondamentali. Michelin ora è il fornitore unico di pneumatici per la classe regina; le mescole francesi rappresenteranno per tutti una nuova sfida da affrontare, capire e superare. L’adattamento a queste pare sia andato bene dopo le preoccupazioni iniziali e, nei test invernali, ogni pilota è stato in grado di aumentare il suo feeling con l’unica parte di moto che tocca l’asfalto.

Di tutti i protagonisti del MotoGP™ Jorge Lorenzo, il campione del mondo in carica, sembra essere quello che meglio ha compreso e fatto proprie queste importanti modifiche tecniche. Il cinque volte iridato è stato il più veloce nelle prove a Sepang e in Qatar dimostrando già una netta superiorità sui rivali diretti. Si prevede grande determinazione del maiorchino per conservare e bissare la sua corona iridata partendo da un GP del Qatar che dovrà essere migliore degli ultimi due anni dove Lorenzo in gara è parso attardato. Prima delle ultime prestazioni opache nel GP d’apertura il numero 99 era sempre salito sul gradino più alto del podio a Losail.

La più grande rivelazione del precampionato è stato Maverick Viñales. Il pilota del team Suzuki Ecstar è stato il migliore nelle prove di Phillip Island siglando il terzo tempo assoluto nei test in Qatar. Dopo una solida stagione da rookie, il giovane catalano e la sua scuderia stanno diventando una realtà solida e competitiva di prim’ordine, puntano al podio con un lavoro di sviluppo graduale e efficace sulla GSX-RR. Un motore più affidabile di quello del 2015, un nuovo telaio e soprattutto il cambio totalmente a innesti continui saranno i punti di forza dell’azzurra nipponica quest’anno. Le belle prove di Viñales sono inversamente proporzionali fino ad ora a quelle del suo compagno di box, Aleix Espargaro è parso in difficoltà in tutti i tre appuntamenti invernali del 2016.

Dopo la cocente delusione dell’ultima gara del 2015 e la perdita del suo decimo titolo mondiale Valentino Rossi tornerà carico e pronto a raggiungere la sua ottava corona iridata nella massima cilindrata. Il Dottore ha vinto tre GP in Qatar; l’ultimo primo posto, sorprendente ed emozionate, è arrivato dopo una rimonta finita negli ultimi giri con il primato della corsa strappato ad Andrea Dovizioso su Ducati. Le Desmosedici hanno sempre dimostrato una netta superiorità di cavalli la scorsa stagione rispetto alla Yamaha; caratteristica che sul rettilineo principale del Losail Circuit ha portato la moto italiana a mangiarsi letteralmente le M1 nel GP dello scorso anno; Rossi però ha colmato con le sue doti umane quello che mancava al suo mezzo meccanico per battere le GP 15. Un pilota unico che anche quest’anno sarà tra i protagonisti del Campionato del Mondo MotoGP™ con la stessa voglia e ardore dell’esordio nel 1996 sull’Aprilia 125cc.

Per Repsol Honda il 2015 si è rivelato un anno difficile, per Marc Marquez soprattutto. Il talento di Cervera è caduto sei volte la stagione scorsa a causa di un motore eccessivamente aggressivo per la sua RC214V. Il team HRC ha lavorato duramente ma in questo inizio di stagione le difficoltà sembravano rallentare ancora la moto giapponese rispetto ai rivali diretti. La strada sembra in leggera salita anche se Marquez, con grandi sacrifici, ha già fatto passi in avanti in questi test invernali. Il compagno di Dani Pedrosa è più in difficoltà avendo concluso le prime prove del 2016 attardato e distante da Marquez. Sicuramente l’impegno del team Repsol sarà grande e non può certo dirsi compromessa una stagione che deve ancora iniziare, tutt’altro, ci si aspetta una Honda da prime posizioni.

Oltre a Maverick Viñales Scott Redding ha già dimostrato grande qualità durante questo inizio di stagione, diventando il pilota Ducati più veloce dei tre test. La sua GP 15 non sembra per niente arretrata rispetto alle Desmosedici GP di nuova generazione. L’inglese attende poi il ritorno del compagno di box Danilo Petrucci, infortunatosi sulla pista di Phillip Island nel secondo appuntamento dei test e costretto a saltare le prove in Qatar. Petrux ritornerà per il GP di Losail ancora recuperando la condizione migliore ma fermamente pronto a dire la sua.

Andrea Iannone spera di mettere la sua Ducati Desmosedici GP davanti alle moto del team satellite di Borgo Panigale e alle riveli giapponesi. I test del pilota di Vasto sono stati in crescendo pur avendo lavorato principalmente sul passo tralasciando l’ansia del giro veloce. Come pilota ‘the Maniac’ non ha nulla da dimostrare avendo interpretato sempre ottime gare, vedasi l’anno scorso e una stagione nella quale avrebbe meritato certamente il gradino più alto del podio. Dall’altra parte di box del Ducati Team Andrea Dovizioso è carico per una stagione da interpretare al meglio. Anche il ducatista numero 4 ha lavorato tanto sul passo e sulla lunga distanza in questi test inoltre, la gara di apertura in Qatar, può vederlo tra i protagonisti principali. Nel 2015 sotto i riflettori di Losail ‘Desmo Dovi’ fece vivere grandi emozioni.

Per la prima volta in tre anni Cal Crutchlow è con la stessa squadra e nelle tre prove ha dimostrato di avere già una buona condizione, cosa importantissima per uno dei piloti più talentuosi del paddock. Solo in Qatar un pauroso incidente si è messo tra la sua voglia di fare e la preparazione della sua RC213V; niente di grave, solo qualche dolore e l’uomo scuderia LCR è tornato prontamente in posta. La sua moto migliorerà ancora e Cal potrà sfidare anche i team ufficiali.

Crutchlow e Redding non sono stati gli unici piloti satellite a mettersi in buona luce in Australia e in Asia, anche Loris Baz ed Hector Barbera sono stati artefici di prestazioni lodevoli e i risultati dei due portacolori Avintia Racing possono valere come prova ulteriore che le vecchie Ducati non sono per nulla passate; entrambi guidano una GP14.2, di due anni più vecchia rispetto ai recenti prototipi italiani. Dopo il suo pauroso incidente a Sepang Baz è andato via via migliorandosi ad ogni prova. Quattordicesimo posto per il francese nelle ultime prove a Losail ma un passo di gara velocissimo fanno ben sperare in casa Avintia per il 2016. Barbera invece ha fatto bene sul giro veloce e in Qatar siglando buoni tempi.

Sarà un grande anno sia per Pol Espargaro sia per Bradley Smith; con la maggior parte di posti nei team ufficiali che potranno aprirsi a fine anno vista la scadenza contrattuale di quasi tutti i top rider i corridori della scuderia Monster Yamaha Tech 3 vorranno fare bene e mettersi in luce. Se Smith dovesse replicare la sua impeccabile stagione 2015 potrà certamente trovare più di una porta aperta e, stessa cosa per Espargaro se riuscirà a trasformare la sua velocità in consistenza e passo. Entusiasta di passare alle Michelin, lo spagnolo ha dichiarato e dimostrato più volte che la gomma francese può esaltare le sue condizioni di guida. 

Jack Miller in questi test si è concentrati sul recupero dall’infortunio che lo ha frenato il mese scorso. La gamba rotta a febbraio è stata la preoccupazione principale del pilota Estrella Galicia 0,0 Marc VDS che gli ha impedito di interpretare al cento per cento i test di inizio stagione. Il suo compagno di scuderia Tito Rabat, con qualche caduta di troppo, ha ottenuto molte risposte dalla sua Honda difficile da domare; ancor di più per lui, all’esordio nella massima cilindrata dopo il passaggio dalla Moto2™.

I primi tre turni del Campionato del Mondo MotoGP™ sembrano poter diventare il prolungamento ideale dei test per Aprilia Gresini. La scuderia italiana da poco tempo ha presentato il nuovo prototipo interamente concepito a Noale e i due piloti, Stefan Bradl e Alvaro Bautista, sono ben consapevoli che per diventare competitivi la strada è ancora lunga. La motivazione c’è come la possibilità per fare grande progressi in questa bella avventura del 2016.

Sia Yonny Hernandez sia Eugene Laverty del team Aspar Racing hanno migliorato i loro tempi nel corso della pre-season. L’irlandese è al recupero fisico dopo le cadute nei test di Jerez e Sepang mentre Il colombiano ha migliorato il suo rapporto con la sua GP14.2 lavorando duramente recuperando gran parte della fiducia che ha perso a causa di crash di Jerez e Sepang e ora agio con la GP14.2.

Con i nove piloti in un secondo nei test del Qatar e le novità tecniche il Campionato del Mondo MotoGP™ 2016 potrà diventare una delle stagioni più belle ed emozionati di sempre ma chi sarà il migliore lo sapremo solo a novembre.

Che si alzi il sipario sul palcoscenico del MotoGP™. L’appuntamento è per giovedì 17 marzo alle 18:00 ora locale quando sulla pista di Losail prenderanno il via le prime Prove Libere del 2016.

Motor Bike Expo: a Verona dal 22 al 24 gennaio 2016.

Motor Bike Expo 2016Presentata l’edizione 2016 del Motor Bike Expo (Veronafiere, 22 – 24 gennaio), primo appuntamento motociclistico dell’anno, caratterizzato da un’atmosfera unica, dinamica e spettacolare.

Nato dalla passione degli organizzatori Paola Somma e Francesco Agnoletto, che hanno al loro attivo una competenza ormai più che ventennale, il Motor Bike Expo continua a rivolgersi soprattutto al “popolo” degli appassionati più puri, impazienti di ammirare le novità della produzione di serie e dei customizzatori, di ritrovarsi, di programmare l’attività per la nuova stagione. E’ una formula unica, che abbina l’esposizione vera e propria allo spettacolo e all’intrattenimento, in una struttura fieristica ideale per ampiezza, accessibilità e parcheggi, e che viene costantemente premiata dal pubblico. Nel 2015, alla settima edizione a Veronafiere, il Motor Bike Expo ha superato i 150.000 visitatori, coronando un trend in costante ascesa.

L’esposizione occuperà ben sette padiglioni, con una superficie superiore a 70.000 metri quadrati tutti da vedere, articolati su grandi aree tematiche: produzione di serie, custom, café racer, mondo delle competizioni, off road, abbigliamento, accessori e componenti, turismo, merchandising e vendita diretta in fiera.

Nelle ampie aree esterne (oltre 20.000 metri quadrati) si alterneranno nei tre giorni esibizioni e confronti ad alto tasso di spettacolarità, che rappresentano un altro elemento imperdibile per il pubblico dei “fedelissimi”. Nei grandi piazzali d’ingresso anche corsi di guida, test drive e attività di avvicinamento allo sport motociclistico riservate ai giovanissimi.

L’internazionalità della manifestazione è sottolineata dalla presenza di oltre 600 espositori con marchi di assoluto prestigio: il Motor Bike Expo si conferma punto d’incontro dell’universo-moto, attirando aziende da mercati strategici, come California ed Emirati Arabi, e naturalmente da tutta Europa.

L’evento veronese vanta anche un primato assoluto: è infatti l’unico del settore, a livello internazionale, ad esporre oltre 200 moto special che, dopo essere state selezionate per qualità e originalità, si confrontano sotto gli occhi di qualificate giurie specializzate.

Main sponsor di Motor Bike Expo si conferma, per il secondo anno consecutivo, Motul che considera il Motor Bike Expo di Verona palcoscenico ideale per comunicare i propri valori e presentare agli appassionati le gamme di lubrificanti dedicate alle due ruote. L’edizione 2016 è stata scelta da Motul anche per esporre in prima assoluta una show bike completamente fuori dagli schemi realizzata dall’atelier torinese Officine GPDesign (v. paragrafo Custom e Café Racer). Dunque Motul affianca l’impegno con il Motor Bike Expo ad altre importantissime presenze nello sport, dalla MotoGP al Mondiale Superbike di cui è diventata title sponsor.

Il contesto economico ed industriale del comparto moto

Nel 2015 il mercato italiano ha fatto segnare un deciso incremento delle vendite, in coerenza con quella ripresa a livello nazionale che si dimostra particolarmente robusta sui beni durevoli.

L’anno passato si è chiuso sfiorando il +10% (il 2014 aveva fatto segnare un +1,4%), sono state infatti vendute (moto + scooter, oltre 50 cc), poco più di 171.000 unità, con un incremento del 9,6% (circa 15.000 pezzi).

Le moto sono aumentate del 14,4%, gli scooter del 7%. Le più vendute per classe di cilindrata restano le oltre 1000 cc (18.900 unità) ma l’incremento maggiore lo fa registrare la fascia tra 800 e 1000 cc (+38,5%, 18.100 unità). Il segmento più attivo è quello delle naked (moto sportive senza carenatura), +33,5%, seguite dalle turistiche.

Le prime 15 top moto del 2015 appartengono ai listini di BMW, Yamaha, Ducati, Honda, Triumph, Kawasaki e Harley-Davidson ovvero tutte case presenti a MBE 2016.

Attualmente l’Italia è il paese con la più alta produzione di moto in Europa (il comparto fa il 53% dell’intero Vecchio Continente) ed il primo mercato europeo delle due ruote: in questo contesto Motor Bike Expo occupa un ruolo strategico come primo evento internazionale dell’anno, capace di individuare le tendenze dell’utenza e di orientare le scelte dei consumatori.

Da venerdì 22 a domenica 24 gennaio 2016 l’orario di apertura al pubblico sarà dalle 9.00 alle 19.00, il costo del biglietto è come sempre di 16,00 Euro (invariato dal 2009), acquistabile direttamente alle casse di Veronafiere o in prevendita sul circuito Ticketone; ridotto 13,00 Euro per i ragazzi da 6 a 10 anni ed ingresso gratuito per i bambini under 6.

Presenza di rilievo del mondo dello sport.

Motor Bike Expo si conferma punto d’incontro per tutti i protagonisti dei trofei nazionali di motociclismo, ospitando eventi di spicco come le premiazioni dell’attività mototuristica/Federmoto 2015, del club ufficiale Yamaha Ténéré, della Yamaha R 125 Cup, dei trofei di velocità National Trophy, Michelin Power Gp, Amatori, Roadster e Supertwins, RR Cup, Motoestate, la presentazione del CIV 2016 e di numerosi altri campionati.

Si segnalano fra i numerosi eventi alcuni appuntamenti di particolare rilievo:

L’Ongetta Rivacold Racing Team svela le nuove livree delle Honda 250, con cui sarà al via del Mondiale Moto3 2016, con i confermati Niccolò Antonelli e Jules Danilo. Il diciannovenne romagnolo torna al Motor Bike Expo dopo essere diventato un protagonista della classe cadetta: quinto alla fine della scorsa stagione iridata, Nicco (o Nelli come è soprannominato in VR46) ha ottenuto due strepitose vittorie in Repubblica Ceca e in Giappone e due terzi posti.

Il Team Evan Bros, supportato da Bardahl, si schiera ai nastri del mondiale Superbike, nella classe 600 Super Sport, con un altro giovane talentuoso per il quale i tecnici prevedono un brillante futuro: è il diciannovenne Federico Caricasulo, già campione italiano della 600 SS (2014).

Il Team Pedercini Racing ha scelto il Motor Bike Expo 2016 per svelare la livrea delle Kawasaki Ninja ZX-10R con cui disputerà il mondiale SBK con Sylvain Barrier e Saeed Al Sulaiti.  Sarà il manager Lucio Pedercini a mostrare la moto che dopo poche ore partirà per Jerez de la Frontera, in vista del primo test stagionale: “Sono un vecchio amico e ammiratore di MBE e sono felice di offrire agli appassionati l’anteprima assoluta della nostra immagine sportiva”. Saranno presenti anche i due alfieri che debutteranno a Phillip Island (Australia) il prossimo 27 febbraio.

Riccardo Russo, pilota ufficiale Yamaha nella FIM Cup Superstock 1000 con il Team Pata, sabato 23 sarà presente allo stand del brand nipponico (pad. 6, stand 15 V) per incontrare il pubblico, firmare autografi e posare insieme alla nuova Yamaha YZF-R1 che ritorna in grande stile nel mondiale per le derivate di serie.

Presentazione del CIV 2016 con la partecipazione di numerosi protagonisti dell’edizione passata del tricolore di velocità tra i quali hanno già confermato la propria presenza i campioni italiani Marco Bezzecchi (Moto3) e Celestino Vietti Ramus (Pre Moto3 250), quest’ultimo appena entrato nella VR46 Riders Academy di Valentino Rossi.

Non mancherà, infine, la magica atmosfera della Parigi – Dakar, il rally raid più affascinante della storia, rivissuto sia nelle sue epiche edizioni passate sia nell’attualità grazie ad Alessandro “Ciro” De Petri che sabato pomeriggio, presso il proprio stand, proporrà il “Bivacco Dakar” con Franco Picco, di ritorno dall’edizione 2016 e Giacomo Vismara, Marco Lucchinelli, Virginio Ferrari ed altri.

Team Movistar Yamaha 2016: presentata la nuova M1. Gelo fra Rossi e Lorenzo

 Yamaha mpto Gp 2016Lunedì 18 gennaio 2016, a Barcellona, con la presentazione delle nuove Yamaha M1 ha preso avvio di fatto la nuova stagione della MotoGP.La squadra dei tre diapason, Campione del Mondo Costruttori 2015 con le nuove M1 ha anche presentatato la coppia di piloti che hanno occupato il primo ed il secondo posto nella classifica iridata: Jorge Lorenzo e Valentino Rossi.

Relativamente alla nuova M1, sono poche le novità tecniche visibili (a partire dal serbatoio nel codino), come pure quelle a livello grafico.

Ad accentrare l’interesse generale è stato il primo faccia a faccia Valentino Rossi  e Jorge Lorenzo, che si sono ritrovati di fronte a due mesi dai fatti di Valencia e dopo che l’italiano aveva disertato le premiazioni FIM. Si sono stretti la mano, come d’obbligo, ma senza scambiarsi uno sguardo, continuando poi poi ignorarsi durante tutta la cerimonia.

Poche ma significative le dichiarazioni. Valentino: “Ho sempre rispetto Jorge Lorenzo, lui un po’ di meno. Speriamo che quest’anno ci sia rispetto reciproco. Marquez? Per fortuna non è in squadra con me, così posso anche non stringergli la mano”. Poi sul suo futuro  ”Mi piacerebbe correre anche dopo il 2016. In ogni caso chiuderò la mia carriera con la Yamaha. Voglio provare a essere al livello degli ultimi due anni, questo è l’obiettivo, poi vedremo nel corso del campionato se sarò in grado di combattere per il titolo. Mi sono preparato ancora meglio rispetto agli anni scorsi in vista della prossima stagione. Lo scorso anno feci una grandissima presentazione vincendo la prima gara. Non so come sarà quest’anno soprattutto a causa delle nuove gomme. Sarà differente e più difficile ma sono pronto per la partenza.

Invitato ad esprimere un commento relativo alla nuova moto non si è dilungato molto: “L’anima è la stessa. Vedremo nei primi test di Sepang di vedere come sarà, se avrò un buon feeling con il mezzo. Dovrò fare un grande sforzo per restare allo stesso livello degli ultimi due anni. L’anno scorso sono stato competitivo in quasi tutti i circuiti, il mio obbiettivo è di tornare a esserlo anche quest’anno. E’ da vedere poi se riuscirò anche a vincere”.

Rossi ha concluso: “il feeling con la moto, la voglia di correre e di trovare tutti gli aggiustamenti necessari rimangono gli stessi, e così pure la motivazione e la concentrazione. I rivali però sono molto forti”.

Lorenzo, molto più teso, quasi cupo è stato meno loquace, forse consapevole che, in aggiunta alle ovvie questioni tecnico/sportive forse dovrà fare anche i conti anche con un contesto, che per i fatti della scorsa stasa stagione, potrebbe rivelarsi molto ostile.

L’obiettivo (ovvio) dello spagnolo è quello di riconfermare il titolo: “Spero che si ripeta unastagione come la scorsa, vorrebbe dire che alla fine saremo davanti ai nostri avversari. Spero che vinca di nuovo io oppure Valentino, l’mportante è che vinca la squadra. Mi trovo nella condizione fisica ideale e mi sto allenando per arrivare al massimo nella prima gara il 20 marzo.

Anche il suo è una giudizio conciso quello che riserva alla moto: “E’ competitiva ma dovremo vedere se ci saranno problemi con i nuovi regolamenti e se ci sarà lo stesso feeling dello scorso anno. L’elettronica sarà diversa dal passato ma riusciremo ad adattarci in fretta.

Chiosa sui rapporti con Rossi: “La situazione è normale, come prima, non ho alcun problema con nessuno. Né con Marquez, né con Pedrosa, né con Valentino. Io ho dato il massimo e sono andato il più forte possibile. Tengo la mano aperta per tutti.

L’impressione è che dovendo scomettere sia meglio propendere per una stagione con qualche problema!

Valencia: A Lorenzo il titolo, ma Rossi è il campione della gente. A Kent il titolo della Moto3.

MotoGp 2015In chiusura di stagione, con la gara disputata a Valencia ogni commento non può prescindere da quanto è accaduto in pista nel corso della MotoGP. Ci vuole faccia tosta da parte di alcuni commentatori a negare che il titolo è stato indirizzato verso Lorenzo, pilota Yamaha, da Marquez pilota Honda. Sacrificando la vittoria di due possibili gran premi Marquez ha facilitato la conquista del titolo di un suo avversario diretto. Chi scrive in occasione di una gara all’Estoril fu chiamato in direzione gara e minacciato di sanzioni sportive per aver segnalato a Mertens di far passare il compagno di squadra Tardozzi. Oggi FIM e Dorna hanno fatto raccomandazioni, banali quanto inutili, ed ora devono rimettere insieme i cocci di una stagione che non potrà che lasciare strascichi. Sicuramente al via della prossima stagione gran parte il clamore si sarà ridotto, ma difficilmente sarà tutto dimentica. Un bel capolavoro anche quello della Honda che, a mio avviso, hanno più faccia tosta del pilota che il fatto lo ha materialmente commesso in pista: come possono giustificare un pilota che ha rinunciato alla lotta per la conquista di una vittoria per la propria squadra per favorire un pilota (sia pure connazionale) avversario lasciando la vittoria alla casa avversaria, non solo in pista.

MOTOGP – La gara ha avuto uno svolgimento lineare, con Jorge Lorenzo (Yamaha) partito in testa, ma è stato un allungo facilmente annullato da Marquez diventato poi il suo scudiero, tanto da opporsi con irruenza al tentativo di Daniel Pedrosa che intenzionato a superarlo per attaccare il pilota della Yamaha. E’ parso quasi un atto intimidatorio che ha di fatto congelato l’ordine d’arrivo. Quello necessario per vanificare la rincorsa di Valentino Rossi che, risalito al quarto posto, poteva sperare solo nel sorpasso delle due Honda in danno della Yamaha. Rossi non è stato ostacolato nella rincorsa, magari il sorpasso più complicato è stato quello della Yamaha di Smith. Dunque Lorenzo ha vinto il Gran Premio de la Comunitat Valenciana e si è laureato Campione del Mondo MotoGP 2015 per la 5° volta. Podio tutto spagnolo completato Marquez e Dani Pedrosa, ma la festa è piuttosto “opaca”.. Scattato dall’ultima posizione in griglia, Valentino Rossi è autore di una straordinaria rimonta sino alla quarta posizione, ma il pesarese vede sfumare il decimo titolo per soli 5 punti. A Pol Espargarò e Bradley Smith, poi 7° Andrea Dovizioso e 10° Danilo Petrucci con le Ducati mentre si ritirato al secondo giro Andrea Iannone per una caduta. Una stagione che si è chiusa in evidente calo per la squadra della casa di Borgo Panigale

L’ordine di arrivo della classe MotoGP™ a Valencia - Le classifiche finali Piloti & Costruttori

MOTO3 – L’ultima gara ha decisio anche l’assegnazione del titolo, il portoghese Miguel Oliveria (KTM) doveva vincere ed ha vinto la gara, la sua sesta della stagione e Danny Kent (Honda) doveva difendersi e lo ha fatto classificandosi al nono posto gli sarebbe basto la tredicesima posizione per aggiudicarsi il titolo 2015. Risultati maturati al termine della gara molto combattuta che ha visto fra i protagonisti i piloti italiani Romano Fenati (KTM) e Nicolò Antonelli (Honda). Quest’ultimo è arrivato lungo all’ultima curva del giro finale, è scivolato ed ha steso gli incolpevoli Fenati e Efren Vazquez, facilitando la conquista del primo posto di Oliveria ed il secondo di Jorge Navarro e lasciando il 3° posto Jakub Kornfeil; quinto posto Enea Bastianini, un piazzamento che lo al terzo posto assoluto in classifica mondiale davanti ai connazionali Fenati e Antonelli. Ai margini della top 10 un gruppo di ragazzi italiani, nell’ordine: 11° Andrea Migno, 12° Nicolò Bulega (ottimo esordio), 13° Francesco Bagnaia. Fuori dalla zona punti 19° Stefano Manzi, 22° Lorenzo Dalla Porta, 23° Fabio Di Giannantonio, 25° Manuel Pagliani, ritirato Alessandro Tonucci. Sarà stata l’ultima gara per il Team Italia? Forse sarebbe il caso stante i risultati. Intanto merita calori applausi Kent che riporta un pilota inglese ai vertice mondiale in nel Motomondiale.

L’ordine di arrivo della classe Moto3™ a Valencia Le classifiche finali Piloti & Costruttori

MOTO2 – Il campione “detronizzato” ha lasciato con una prestazione vincente, anche se al rientro da un brutto incidente che lo ave costretto a disertare diverse gare nella categoria “monomarca” Honda. Tito Rabat si è aggiudicato Gran Premio de la Comunitat Valenciana prima di lasciare la categoria. Ha preceduto il suo talentuoso connazionale Alex Rins che con l’ennesimo brillante risultato ha legittimato il titolo di rookie del’anno e la posizione di vice-Campione a scapito di Rabat con un margine di soli 3 punti . Podio è completato dallo svizzero Thomas Luthi, ma merita di essere segnalato il quarto posto Lorenzo Baldassarri capace di offrire ancora una gara esemplare di una stagione conclusa in forte crescita. Ha preceduto l’ex campione iridato della Supersport l’inglese Sam Lowes. Il piazzamento gli ha consentito di scalare la classifica fino al 9° posto, risultando il migliore fra gli italiani. Franco Morbidelli è stato ancora sfortunato, coinvolto al via in un incidente ha riportato una contusione alla gamba destra. E’ atteso al debutto con la Kalex di Tito Rabat e deve programmare una stagione importantissima. Nono posto per Simone Corsi e poco significativa la gara di Federico Fuligini (25°).

L’ordine di arrivo della classe Moto2™ a Valencia Le classifiche finali Piloti & Costruttori

 

Valencia: Sfida finale in motoGP: Rossi _ Lorenzo. Handicap per l’italiano?. Kent verso il titolo Moto3.

Il primo weekend di Novembre 2015 è caratterizzato dalla disputa della prova finale del Motomondiale 2015. In programma il Gran Premio della Comunitat Valenciana, si corre sul circuito che porta il nome del gran premio e dedicato all’indimenticabile pilota valenciano Riccardo Tormo. Un impianto situato Cheste, all’incirca a circa 20km dal centro della città di Valencia. Ha ospitato il suo primo Gran Premio nel 1999, anno dell’ultimazione dei lavori di costruzione. L’impianto propone diverse tracciati, di lunghezze differenti che girano in senso inverso alle lancette dell’orologio. Il Gran Premio si sviluppa su una pista di 4 km che presenta cinque virate di destra, otto di sinistra e un rettilineo di 876 metri. Le tribune che circondano la pista come in uno stadio possono contenere oltre 150.000 spettatori. Un ambiente che quest’anno darà origine senza dubbio ad un’autentica festa, dato che sarà l’ultimo Gran Premio del calendario.

MOTOGP – A Valencia si decide il titolo 2015 tra l’italiano Valentino Rossi e lo spagnolo Jorge Lorenzo sul circuito che dal 2002 ospita l’ultimo round del calendario; da allora, il titolo è stato assegnato al termine di questo GP : nel 2006 con Rossi battuto da Nicky Hayden e nel 2013 fu Marc Marquez ad avere la meglio su Lorenzo. La posta in gioco è alta e il clima teso, specie dopo gli ultimi eventi del precedente round di Sepang. Valentino si è classificato in terza posizione alle spalle di Lorenzo, che ha ridotto il gap dal rivale a soli 7 punti, alla vigilia ancora tutto è possibile. Il pilota italiano, fatti salvi eventi dell’ultima ora (è pendente il ricorso al TAS) pende la penalizzazione di tre punti ricevuta dalla Direzione Gara per il groviglio di ipotesi alimentate dalla caduta di Marquez. Se dovrà partire dall’ultima casella dello schieramento difficile pronosticare il titolo per il 38ottenne Campione italiano.

Rossi ha preso parte a tutte le edizioni del GP di Valencia, salendo otto volte sul podio in 16 occasioni, riuscendo a vincerne soltanto due: nel 2003 e nel 2004. La piazza d’onore della scorsa stagione è stato il suo miglior risultato che ha fatto il paio con quello del 2009, anche questo alimenta patemi d’animo fra i suoi sostenitori.

Intanto il Campionato del Mondo MotoGP 2015, arrivato all’ultimo atto deroga dalle procedure abituali. E’ stata cancellata la conferenza stampa del giovedì FIM e DORNA hanno comunicato che piloti e responsabili delle squadre si incontreranno in un meeting per discutere dei recenti avvenimenti. Fatti indubbiamente gravi, gestiti con partigianeria e l’assenza di interventi preventivi da parte della società che ha in concessione i diritti e l’ente che ha la titolarità del campionato. Il Permanent Bureau del Campionato del Mondo MotoGP FIM, alla presenza di Vito Ippolito (Presidente) e Carmelo Ezpeleta (CEO Dorna Sports), tutti i piloti della classe regina e i loro team manager esamineranno la situazione esplosiva che si è venuta a creare. Dovrebbero far riflettere gli interventi, quasi ricattatori, di alcuni sponsor spagnoli, e la strenua difesa di posizioni che sono stato oramai chiaramente definite da molti soggetti, con clamorosi ripensamenti.

MOTO3 – L’ultima gara della stagione deciderà anche nella classe “mini” chi sarà il Campione 2015 con la lotta ristretta all’inglese Danny Kent (Honda) e al portoghese Miguel Oliveira (KTM). Il pilota portoghese ha mantenuto l’incertezza sull’assegnazione del titolo vincendo la gara scorsa in Malesia. Il pilota inglese, leader della classifica con il settimo posto finale ha mancato l’occasione per fregiarsi del titolo con una gara di anticipo. Ad onor del vero sono già tre i set ball sprecati. Al termine del GP inglese dell’estate scorsa Oliveira accusava un distaccato di 110 punti da Kent nella classifica di Campionato, ma si è reso protagonista sua straordinaria rimonta che gli permette di presentarsi all’ultimo round stagionale di Valencia a 24 punti dall’inglese. La vittoria potrebbe non bastare al portoghese per aggiudicarsi il titolo se Kent dovesse conquistare almeno 2 punti. A parità di vittorie, con 6 successi a testi, varrebbero i secondi posti conquistati dal pilota della KTM e sarebbe lui il nuovo campione. Oltre alla lotta per il titolo, è di grande interesse anche la sfida tutta italiana per il terzo posto assoluto, che vede interessati Enea Bastianini (Honda), Romano Fenati (KTM) e Niccolò Antonelli (Honda). Enea è il favorito forte dei 20 punti di vantaggio su Fenati, il quale a sua volta precede di due lunghezze Nicolò. Salvo sorprese il pilota di Rimini dovrebbe essere lui ad ipotecare il terzo gradino del podio. Saranno al via anche Nicolò Bulega, fresco leader del Mundialito Moto3 che si disputa in Spagna ed il suo più diretto avversario lo spagnolo Aaron Canet a una gara dal termine. Nicolò il prossimo anno, sarà al via del mondiale sulla terza moto del team di Valentino Rossi.

MOTO2 – Con il titolo già assegnato a Motegi il francese Johann Zarco ha ora la possibilità di far segnare il nuovo record di punti nella classe intermedia. Sarà sufficiente concludere in decima posizione la gara di Valencia per mettere a segno uno score mai registrato prima in una sola stagione in Moto2. Zarco ha già eguagliato l’impressionante primato di 14 podi come erano già stati capaci di fare Marc Marquez e Tito Rabat. Per i colori italiani le attese sono rivolte a Lorenzo Bussolotti per una conferma dei più recenti risultati (brillanti) e le attese per un buon finale di stagione di Simone Corsi e Franco Morbidelli. Al via anche Federico Fulgini alla seconda apparizione mondiale come wild card , ma non erano vincolanti le prestazioni nel CIV per accedere alla gare Mondiali? Esordio stagionale per Lucas Mahias, il francesino è stato un animatore della gare conclusive del Campionato europeo Stock 600.

Sepang: Vincono Pedrosa, Zarco e Oliveira. Valentino nella morsa della “”Hermandad española”

Il Gran Premio di Malesia va in archivio sommerso dalla polemiche a causa dello scontro fra Valentino Rossi e i piloti spagnoli Marc Marquez e Jorge Lorenzo. Quanto era già  accaduto fin dal giovedì a Sepang avrebbe meritato più attenzione, sono un punto di partenza per giudicare un motociclismo che a livello mondiale è “cosa spagnola”!

Una sola società iberica controlla le due serie di manifestazioni iridate in modo totale, con la FIM che appare solo una controfigura, ben pasciuta, delle loro decisioni. La società che è rimasta spettatrice inerte in presenza della denuncia esplicitata dal pilota più titolato in attività, relativo ad una possibile combine di piloti spagnoli a suo danno. In pista a Sepang sono esplosi risentimenti che di sportivo paiono aver ben poco. Il riferimento alle cadute nelle quali è incorso Marquez (che lui reputa causate da Valentino) forse nascondono livori per questioni economiche personali, delle quali vertici dell’organizzazione e della stessa certamente Honda sono certamente a conoscenza. L’impressione è che tutti sapessero a cosa si andava incontro, ma che nessuno sia intervenuta, tanto meno preventivamente la FIM. Approfondire che ne trarrà vantaggio … almeno nel breve? A gioco lungo quanto accaduto a Sepang finirà per pesare sul Motomondiale come un macigno.

Per fare chiarezza intanto non sarebbe il caso considerare la giustezza di chi continua a sorprendersi  per un calendario che su impianti spagnoli prevede ben 4 gran premi? Nessun altro sport importante concede tanti vantaggi agli atleti di casa. Poi perché il campionato nazionale spagnolo è diventato manifestazione di riferimento per accedere alle competizioni iridate. Chi si avvantaggia di questa gestione “nazionalistica”.

Molto francamente credo che Valentino sia rimasto vittima di una macchinazione, è tutto da dimostrate che Marquez sia caduto per una pedata e non per un suo colpevole contatto con il “nemico” italiano. Il giudizio espresso dalla Direzione Gara, riunita nel post gara è stato certamente influenzato dalle pressione a caldo di troppo “addetti” ai lavori, perché le immagini che stanno circolando non danno certezze per l’interpretazione che è stata adottata. Intanto a Sepang  sono state disputate tre gare … passate in second’ordine.

MOTOGP – Dani Pedrosa (Honda) ha vinto davanti al connazionale Jorge Lorenzo (Yamaha), con Valentino Rossi sul podio. Il pesarese, convocato dalla Race Direction per l’incidente occorso alla Curva 14 del 6º giro e costato la gara a Marc Marquez, è stato penalizzato con 3 punti sulla patente e l’ultimo posto in griglia al prossimo GP di Valencia. Pedrosa seconda vittoria della stagione in virtù della quale scavalca al quarto posto in classifica Andrea Iannone (Ducati) ancora una volta costretto al ritiro dalla sua moto Il disastro per la casa di Borgo Panigale è stato completato dalla caduta di Andrea Dovizioso. Buona gara di Danilo Petrucci () con la ducati 2014. Incoraggiante piazzamento (10°) di Stefan Bradl con l’Aprilia. A Rossi dovrà disputare ( se sarà al via, e ci sarà perché obbligato dai contratti …) con appena 7 lunghezze di vantaggio sul rivale Lorenzo, sarà atteso dall’impresa impossibile

MOTO2 – Johann Zarco ha conquistato l’ottava vittoria della stagione superando all’ultimo giro Thomas Luthi , che si era avvantaggiato partendo dalla pole position e rimasto al comando per tutta la gara. Per il neo-Campione del Mondo 2015 si tratta del quattordicesimo podio su 17 round finora disputati e si porta a sole tre lunghezze dal record di punti di Tito Rabat dello scorso anno. Podio completato dal tedesco Jonas Folger. Ancora una bella prestazione di Lorenzo Baldassarri, 5° dopo un’appassionante duello col giapponese Nakagami. Simone Corsi )° e Franco Morbidelli 15° il piazzamento degli altri due piloti italiani in gara. Per la corsa alla top ten finale ed per essere il migliore dei nostri sarà decisiva l’ultima gara.

MOTO3Miguel Oliveira (KTM) non si ferma più. Il portoghese ha vinto a Sepang davanti al compagno di squadra Brad Binder (KTM) e a Jorge Navarro (Honda). Il leader della classifica iridata Danny Kent si è piazzato al 7º posto. Corsa caratterizzata da una grande bagarre, con risultati che rinviano alla gara finale la proclamazione del nuovo Campione del Mondo. I otto si sono contesi le posizioni del podio e in sette (racchiusi in meno di 6 decimi) hanno disputato la volata finale. Kent, ultimo del gruppo di testa, ha conservato un vantaggio di 24 punti, sufficienti per disputare la prossima gara sulla difensiva per aggiudicarsi il titolo. Anche in questa gara per gli italiani solo posizioni di rilevo ai piedi del podio con Niccolò Antonelli (4°9 e Romano Fenati 5°. Fra i primi manca Pecco Bagnaia, per alcuni tratti di gara è scivolato scivolato al penultimo giro, ripartito è giunto 8° . Ottima prestazione di Stefano Manzi 13° mentre Stefano Dalla Porta (16°9 ha mancato per un soffio la zona punti. Solo 25° Andrea Migno e un ritiro per Manuel Poggial

Sepang: 1° set ball per Valentino Rossi. 2° set ball per Danny Kant.

Aut_sepangVigilia dello Malaysia Motorcycle Grand Prix 2015, penultima gara del Motomondiale. Gara che potrebbe assegnare con varie combinazioni i titoli iridati di MotoGP e Moto3, più probabile per le classe “piccina”. Si gareggia un Gran Premio a calendario da 1991, passando per tre diversi circuiti: Shah Alam, Johor e Sepang. Caldo ed umidità accompagneranno i piloti anche in questo round. L’eventi sarà contrassegnato dalla commemorazione di Marco Simoncelli.

MOTOGP - Il Gran Premio d’Australia andato in archivio e sarà ricordato come uno dei più spettacolari nella storia del Campionato del Mondo. La vittoria è andata al campione in carica Marc Marquez che si è regalato il 50° successo in carriera. In qualche modo ha influenzato anche la lotta per il titolo “riducendo” di 5 punti la rimonta di Jorge Lorenzo giunto secondo. Ad influire sull’emozionate corsa al titolo è stato anche Andrea Iannone che superando Rossi lo ha “penalizzato” con la perdita di tre punti. Valentino Rossi arriva al Gran Premio della Malesia con un vantaggio di 11 punti su Jorge Lorenzo, ma è in rimonta e l’italiano ha sollevato interrogativi grandi come macigni relativi alla messa a punto della sua moto, il cui rendimento è parso di non consentire una adeguata difesa al “Dottore”. Sulla pista Malese lo scorso anno Marquez vinse davanti a Rossi, con Lorenzo a completare il podio, Valentino firmerebbe e il risultato lo sperare. Sarebbe una condizione che gli consentirebbe ebbe arrivare a Valencia con un vantaggio di 15 punti. Ma il “Campionissimo italiano” potrebbe anche essere incoronato campione in Malesia nel caso potesse aggiungere a quelli attuali al 15 punti di vantaggio su Lorenzo, ipotesi possibili: con Rossi primo e Lorenzo sesto; o Rossi secondo e Lorenzo fuori dalla top ten. Rossi si potrebbe accontentare anche arrivando secondo dietro Lorenzo nelle ultime due gare della stagione. Valentino può vantare a Sepang nel suo palmares ha messo ha già messo 6 volte primi posti ella classe regina, l’ultima nel 2010. Lorenzo è sempre salito sul podio a Sepang nelle ultime quattro edizioni, anche se non vince dal 2006 quando militava nella classe 250cc. La Honda, che vanta 4 vittorie nella classe regina a Sepang, in particolare ha vinto le ultime edizioni può incidere molto sull’esito di questo campionato. I Due piloti ufficiali possono contribuire a far pendere la bilancia da una parete o l’altra. Marquez vincitore nel 2014 e Pedrosa che ha già vinto nel 2012 e 2013, potrebbero anche rivelarsi arbitri nell’assegnazione del titolo 2015. Lotta per il titolo con i tre del podio finale già decisi, non deve far trascurare quella per la conquista delle migliori posizioni finali. Andrea Iannone, fatto segno di qualche polemica all’indomani di Motegi,sul circuito malese non ancora conquistato punti, ritirato del 2013 e nel 2014 costretto a dare forfait per infortunio vorrà confermarsi al 4° posto forte di un vantaggio di 23 punti su Pedrosa,. Andrea Dovizioso dopo 13° posto nella giapponese, suo peggior risultato stagionale sarà in cerca di riscatto dove l’anno scorso chiuse in ottava posizione, ma che lo ha già visto sul podio della classe regina: secondo nel 2008 e terzo nel 2010. Da seguire la crescita costante del rookie Maverick Viñales e della sua Suzuki in Australia ha eguagliato il suo miglior risultato della sua stagione d’esordio con il sesto posto.

Nella categoria Open, Hector Barbera continua a guidare la speciale classifica con 2 lunghezze di vantaggio su Loris Baz dopo che entrambi non sono riusciti a rientrare in zona-punti nell’ultima gara in Australia. Il rookie Jack Miller è terzo davanti Nicky Hayden.

MOTO2 – Il penultimo round del Campionato del Mondo Moto 2015 accogli e piloti reduci dall’Australia dove il rookie Alex Rins ha conquistato la seconda nella sua stagione d’esordio vittoria stagionale. Per il neo campione lo scorso weekend e stato complicato ed è giunto solo settimo. Ma sono lori i favoriti per il successo finale del round malese. Confermata l’assenza di Tito Rabat, la ricaduta nel corso delle prove libere in Australia ha aggravato l’infortunio al braccio sinistro. Lo spagnolo è rientrato in Spagna per sottoporsi ad ulteriori esami e tentare il recupero per l’ultima gara dell’anno a Valencia. Fuori Tito il secondo posto in classifica se lo già assicurato Rins che si è già aggiudicato anche il titolo di Rookie-of-the-Year superando Alex Marquez, il campione Moto3 del 2014 Alex Marquez. Rabat vede, almeno matematicamente, insidiato anche i terzo posto finale da Sam Lowes, l’inglese arriverà Malesia caricato dal secondo conquistato in Australia. Però 34 punti da recuperare sullo spagnolo sono davvero tanti. 2012. Molto attesi a Sepang i piloti di casa Azlan Shah e Hafizh Syahrin cercheranno di riconfermare ripetere la brillante gara disputata in Giappone conclusa nella Top 5. Attesi nelle top 10 anche i nostri Lorenzo Baldassari, al primo podio iridato,  Franco Morbidelli e Simone Corsi.

MOTO2 – Dovrebbe essere questa la gara che consegnerà la corona di categoria all’inglese Danny Kent (Honda) difficilmente la sua prossima gara si concluderà quella giapponese: un secondo “zero” consecutivo. E’ stato Niccolò Antonelli ad innescare la carambola che ha messo giù il leader della classifica generale, con l’aggiunta l’incolpevole Enea Bastianini (Honda) che così ha spento ogni possibile sogno iridato Ad insidiare la conquista del titolo a Kent è rimasto il vincitore di Phillip Island, il portoghese Miguel Oliveira (KTM). Ha conservato Kent un vantaggio di 40 punti su Oliveira, può prepararsi a disputare il terzo match point per aggiudicarsi il titolo. Bastianini è in lotta con Romano Fenati (KTM) per il terzo gradino del podio, i due sono divisi da 16 punti, ma non è del tutto escluso dalla lotta Nicolò Antonelli che deve recuperare un gap di 23 punti per raggiungere Enea. In Malesia diverso scenario per due rookie che si sono messi molto in luce nel corso della stagione. Fabio Quartararo non sarà presente a causa di un infortunio alla caviglia, il suo compagno di squadra, Jorge Navarro, cercherà di chiudere la stagione come il miglior esordiente dell’anno. Altri italiani in gara ai quali chiedere prestazioni da zona punti sono certamente Pecco Bagnaia, Andrea Locatelli, Andrea Migno, Lorenzo Dalla Porta e Stefano Manzi chiamato ad un finale che … possa far rimpiangere quel Team Italia che molti danno in liquidazione.

Phillip Island: 1° Marquez, Lorenzo 2°, Rossi 4° a +11. A Rins in Moto2 e Oliverira in Moto3

Phillip Island-2Sul circuito australiano Phillip Island si sono disputate le gare del 16° round mondiale. Una gara che ha regalato forti emozioni e che ha visto sul podio solo due ragazzi italiani, entrambi terzo; Lorenzo Baladassarri (Moto2) e Andrea Iannone (MotoGP)

MOTOGP – Marc Marquez (Honda)al termine di una gara che ha regalato molte emozioni per tutta la sua durata, con una fantastica rimonta finale ed sorpasso decisivo all’ultimo giro ha superato Jorge Lorenzo (Lorenzo). Un grande vincitore. Sul terzo gradino del podio è sali Andrea Iannone (Ducati) che ha regolato Valentino Rossi quarto, al termine di un corpo a corpo mozzafiato fra i due piloti italiani. Nella classifica iridata il Lorenzo ha rosicchiato 7 punti al compagno di squadra ed ora il gap che lo divide da Valentino è di solo 11 punti. Difficile dire se Lorenzo abbia goduto appieno per il risultato, ha perso una gara quando in cuor suo forse stava già festeggiando. Senza in “favore” di deve a Iannone avrebbe recuperato solo 4 punti. Andrea ha fatto il suo mestiere ed ha raccolto un buon risultato per se e per la Ducati, non sono sfuggite alcune manifestazioni di entusiasmo nell’entourage, forse per aver superato Rossi …forse per scorie di vecchie delusioni. Per Valentino Rossi è la seconda gara del 2015 fuori dal podio, ma ciò che più conta è che il tesoretto di punti che vantava si è quasi dimezzato, in titolo resta sempre in vista … ma la sua Yamaha deve diventare più competitiva, lui ci mette già molto di suo e pari non bastare. Al quinto Dani Pedrosa (Honda) rientrato nei ranghi dopo l’exploit giapponese, seguito da Maverick Viñales con una Suzuki che appare in crescita costante. Le Ducati di Danilo Petrucci (12°9 davanti ad un deludente Andrea Dovizioso (13°).

MOTO2 – Il rookie più promettente della categoria, lo spagnolo Alex Rins si è aggiudicato la gara australiana ed scavalca in classifica il campione uscente Tito Rabat (fuori dalla contesa per infortunio). Ha trionfato al termine di una gara che lo visto comandare dal primo all’ultimo giro. Sul podio salgono Sam Lowes e Lorenzo Baldassarri. Il 18enne marchigiano, scattato dalla decima posizione sulla griglia di partenza, ha conquistato il suo primo podio in carriera, grazie ad un gran finale di gara e certamente favorito dalla caduta di Thomas Luthi, che lo precedeva, e dalla foratura di Jonas Folger che lo seguiva. Quarto posto per il giapponese Takaaki Nakagami seguito dal belga Xavier Siméon e dallo spagnolo Luis Salom. Solo settimo posto per neo-Campione del Mondo Johann Zarco che ha conquistato in titolo già prima di gareggiare a causa della forzata assenza di Rabat. Il rientrante  Franco Morbidelli, ritornato in pista dopo quattro gare di stop per infortunio ha conquista un buon 11° posto, al 13° posto si è fermato Simone Corse che pare essersi “smarrito” anche se questa è una stagione tribolata per il pilota Romano. Per il podio iridato le posizioni sono praticamente definite, per i piloti italiani l’obiettivo può essere quello di entrare nella top 10 dove già si trova Morbidelli (8°), mentre gli altri due sono sono a pari punti in 11° e 12° posizione. Tutti e tre dovranno lottare fino alla fine.

MOTO3 – Gara contrassegnata da molti e importati copi di scena, con i piloti italiano coinvolti i quasi tutti gli episodi più importanti. Miguel Oliveira (KTM ) ha conquistato la quarta vittoria stagionale al termine di una gara rocambolesca caratterizzata dalle cadute di Pecco Bagnaia (Mahindra) che dopo una furiosa rimonta è entrato il contatto con il leader della classifica Danny Kent (Honda). Poi è Nicolò Antonelli (Honda) che nelle giro finale centra la ruota posteriore di Danny ed innesca una caduta di gruppo che ha coinvolto anche Enea Bastianini perde il secondo posto in classifica e abbandona matematicamente ogni sogno mondiale. iridato.  Il pilota portoghese, partito dalla seconda piazza, raggiunge il 2° posto in classifica a – 40 punti dall’inglese e, almeno matematicamente tiene aperta la rincorsa al titolo mondiale , più probabile che la lotta resti ristretta alla lotta per il titolo di vice campione. Sul podio sono saliti anche Efren Vazquez (Honda) e Brad Binder (KTM). Ha lottato a lungo per la vittoria, ma ha concluso al 6° Romano Fenati ultimo fra i leader della corsa. Al traguardo anche Manuel Pagliani (13) che ha raccolto i primi punti iridati e poco conta se si è giovato delle tante cadute che hanno accorciato la classifica, poi Alessandro Tonucci (16°) e Nicolò Antonelli (17) ripartito dopo la caduta. Fuori gara, oltre a quelli segnalati più sopra anche Andrea Migno, Stefano Manzi, e Andrea Locatelli, una eatombe.

E domenica prossima (25 ottobre) si torna in gara a Sepang

Motegi: Rossi resiste e porta a +18 il vantaggio. Pedrosa, Zarco e Antonelli i vincitori del 15° round.

motegi_circuit-3Ancora la pioggia ad influire sull’andamento di una gara della MotoGP sempre più appassionante. Tre gare importanti sulla pista del Twin Ring di Motegi per il 15°, il Motul Grand Prix of Japan 2015 round del motomondiale. Primo titolo della stagione assegnato … prima della gara a Zarco per il forzato abbandono prime delle prove di Rabat, sempre più vicino al titolo della Moto3 Kent e difesa con successo del primo posto in classifica da parte di Valentino Rossi.

MOTOGPDani Pedrosa (Honda) ha conquistato la prima vittoria della stagione, la numero 50 della sua illustre carriera; sul podio con il “veterano” spagnolo sono saliti i due rivali per il titolo Valentino Rossi e Jorge Lorenzo, un tandem Yamaha, con l’italiano che ha sopravanzato lo spagnolo a 5 giri dalla fine, portando il vantaggio in classifica a 18 punti. Lorenzo ha imposto un ritmo forsennato nella prima parte della gara accumulando un vantaggio vicino a 4 secondi su Valentino e di circa 7 su Andrea Dovizioso (Ducati) e oltre 8 su Pedrosa. Tutto faceva pensare ad un risultato scontato, ma le condizioni della pista, pur non mutando radicalmente, hanno determinato un evoluzione nella gestione dei pneumatici che ha penalizzato Yamaha e Ducati, esaltando la Honda in particolare quella di Dani protagonista di una strepitosa rimonta. Rossi e Lorenzo non hanno potuto opporre resistenza, la crisi delle gomme “strapazzate” nella prima parte di gara ha penalizzato maggiormente lo spagnolo rimontato e distaccato dall’italiano che lascia così il Giappone con un incremento del vantaggio portato a 18 punti, non è ancora decisivo, ma molto incoraggiante lo è di certo. Il quarto posto è stato conquistato dal Campione del Mondo in carica, Marc Marquez (Honda), che nel finale ha superato in rimonta Dovizioso, un buon risultato per il ragazzo romagnolo e la Ducati che però lamenta l’abbandono per noie meccaniche di ha lasciato a piedi Andrea Iannone che però non ha dato l’impressione di poter lottare con i primi a dispetto della solita buona partenza. Mancato risultato anche per Danilo Petrucci (Ducati) ritirato per caduta al ritiro. Cal Crutchlow (Honda) è strato il miglio dei piloti satellite contro il connazionale Bradley Smith (Yamaha ), nella Top Ten anche Scott Redding la wild card Nakasuga e la Open di Hector Barberà.. Detto in classifica nel piccolo allungo di Vale su Lorenzo nella lotta per il titolo, si allarga il numero dei pretendenti al terzo gradino del podio iridato, con Marquez che ha allungato su Iannone ora a -25 e con Pedrosa che con i 25 punti di Motegi si porta a – 35

MOTO2 – Il francese Johann Zarco ha preso il via con il titolo di neo-Campione del Mondo già in tasca, ed ha festeggiato l’evento con una vittoria meritata, incassando il titolo iridato 2015 della classe Moto2 cui aveva dovuto rinunciare senza lotta finale Tito Rabat assente per infortunio in Giappone. Il pilota di Cannes ha vinto la gara con autorità superando il tedesco Jonas Folger, mentre al terzo posto si è piazzato l’altro tedesco Sandro Cortese, tornato sul podio dopo Brno 2014. Quarta e quinta posizione per i piloti malesi Azlan Shah , per la prima volta al traguardo nella Top 10 e Hafizh Syahrin. Poi il primo degli spagnoli Ricky Cardus e il primo degli italiani, Simone Corsi, autore di una bella rimonta e di accesi duelli che gli hanno consentito di precedere l’inglese Sam Lowes, punti preziosi per provare a riconquistare un posto nella top ten.. Ex campione del mondo Supersport. Marcel Schrotter e Randy Krummenacher vanno a formare il poker tedescco presente fra i primi 10 classificati. Solo 11° Alex Rins, il rookie spagnolo, in lotta per il podio per un lungo a metà gara ha perso inesorabilmente posizioni. Alle sue spalle il nostro Lorenzo Baldassarri (12°).

MOTO3 - Niccolò Antonelli (Honda) è passato per primo davanti alla bandiera a scacchi al termine dei 13 giri previsti in virtù del ritardo causato dalle cattive condizioni meteo. Il pilota 19enne di Cattolica ha conquistato la seconda vittoria della sua carriera, quarta volta sul podio negli ultimi 5 round. É stata una gara perfetta quella di Nicolò, condotta sempre al comando dal primo all’ultimo giro, il nostro pilota ha spinto fortissimo nelle fasi iniziali amministrando poi il vantaggio evitando il recupero di Miguel Oliveira (KTM). Terzo gradino del podio per il rookie Jorge Navarro (Honda) che ha approfittato della scivolata di Isaac Viñales (KTM) per soffiargli la posizione. Isaac ha chiuso in quarta posizione davanti a Zulfhami Khairuddin (Honda) e alla coppia dei rivali per il titolo. Danny Kent (Honda), è stato protagonista di una gran rimonta per rimediare ad una infelice partenza tanto da poter superate proprio nel giro finale il diretto concorrente per il titolo il nostro Enea Bastianini (Honda). Karel Hanika (KTM ), John Mc Phee (Honda) e Efren Vazquez (Honda) che hanno completato la Top 10. Gara da dimenticare per il poleman Romano Fenati (KTM), partito malissimo tanto da trovarsi in decima posizione alla fine del primo giro, alla terza tornata l’ascolano è poi scivolato, ha ripreso, ma con tanto ritardo è solo riuscito a riaccordarsi in fondo al gruppo, mestamente penultimo davanti alla ragazza spagnola Ana Carrasco. Per la conquista del titolo a Kent sarà sufficiente conservare 50 dei 56 punti di vantaggio con i quali arriverà in Australia. Più facile che sia insidiato il secondo posto di Bastianini da parte di Oliveira che gli deve recuperare 9 punti. Più indietro Fenati e Antonelli divisi da 6 punti in lotta per il terzo posto sul podio iridato

Intanto la Honda può mettere in bacheca il titolo costruttori per la Moto3..

Motegi: Motomondiale a – 4 round dalla conclusione, l’ora dei match point.

motegi_circuit-3Pronti per il primo dei tre gran premi asiatici prima del ritorno a Valencia (Spagna) per il gran finale. Si corre dal il week-end 09/11 ottobre appuntamento con Motul Grand Prix of Japan 2015 sulla pista di Motegi, impianto di proprietà della Honda. Le classifiche delle tre categorie presentano opportunità diverse. In moto GP la sfida è al calor bianco fra i due piloti della Yamaha, potrebbero lottare fino al passaggio sotto la bandiera a scacchi della gara valenciana per dirimere chi fra di loro sarà il nuoco campione del mondo. In Moto 2 e Moto3 ogni gara. A cominciare dalla prossima potrebbe essere quella del match point decisivo per le affermazioni di Zarco (Moto2) e Kent (Moto3)

IL CIRCUITO- Il motomondiale farà tappa in un impianto situato su un posto montano di grande bellezza, nel distretto di Kanto, il circuito giapponese di Twin Ring Motegi possiede un ovale di 2,5 km e una pista classica di una lunghezza di 4,8 km disegnata secondo le norme internazionali. Costruito dalla Honda come laboratorio di prove delle loro differenti produzioni nell’agosto 1997, il circuito di Twin Ring è diventato dal 1999 lo scenario di un Gran Premio del Campionato del Mondo. Il circuito di Motegi attrae durante l’anno gli amanti del motore, dato che il suo gigantesco recinto ospita il Museo Honda, che esibisce in maniera permanente moto e automobili da competizione di tutte le epoche. Inoltre, questo complesso sportivo si completa con una scuola guida, piste di dirt-trarck e go-kart, hotel, ristorante, negozi e altri servizi che impiegano attualmente 300 persone.

MOTOGP – I due piloti in gara per il titolo, l’italiano Valentino Rossi e lo spagnolo Jorge Lorenzo in Giappone, arrivano in Giappone divisi da soli 14 punti. Stati d’animo diversi, pensiero per altri avversari che potrebbero condizionare l’esito del loro confronto in inserendosi nella lotta per i traguardi parziali. I due spagnoli arriveranno leggermente ammaccati, per Marc Marquez un piccolo intervento al dito mignolo fratturato nella caduta al Motor Land di Aragon. Per Lorenzo un piccolo problema ad una spalla a causa di una caduta in allenamento. Entrambi minimizzano, vedremo fin dalle prove se è tutta pretattica. Valentino Rossi si presenta ancora da leader con un vantaggio che si è ridotto a sole 14 punti certamente non decisivo, in ogni caso da recuperare per l’avversario. Il nove-volte iridato sa bene di non potersi rilassare e che è quasi obbligato dare un segnale forte su un circuito dove ha già vinto due volte, l’ultima risale alla stagione 2008. Lorenzo è gasato e al Twin Ring si presenta come l’uomo da battere, visto che ha trionfato nelle ultime due edizioni. L’esito della sfida sarà condizionato anche da alcuni avversari, inanzi tutto Marc Marquez, matematicamente ancora in corsa ma il suo gap dai primi due è tale che solo un miracolo gli può far credere di poterlo fare. Dopo il quinto crash stagionale di Aragon più che ai 79 punti che lo dividono da Rossi penserà a “farsi perdonare” sulla pista dei “padroni” della Honda. Come il suo compagno di squadra Dani Pedrosa è destinato ad incidere con i suoi piazzamenti, nella gara scorsa Dani è stato d’aiuto per il connazionale. Pedrosa che vanta il maggior numero di successi a Motegi, primo in quattro occasioni e in tutte le classi (2 in MotoGP, 1 in 250cc e 1 in 125cc). Nella scorsa edizione concluse in quarta posizione. I piloti della Ducati sanno che a Motegi la casa di Borgo Panigale vanta quattro successi, l’ultimo con Casey Stoner nel 2010. Dovranno aver continuato la crescita per poter rinverdire il palmares con Andrea Dovizioso, poleman della scorsa edizione, poi quinto all’arrivo. Andrea Iannone si classificò subito dietro gareggiava con la moto satellite del team Pramac. il pilota abruzzese vanta due vittorie sul tracciato nipponico nelle classi in 125cc nel 2009 e Moto nel 2011. Difficile ipotizzare sorprese di testa a livello di titolo, Misano dovrebbe restare una variabile unica. Anche se Suzuki ha vinto a Motegi nel 1999 e nel 2000 ma con le quattro tempi il suo miglior risultato è stato un quinto posto con John Hopkins nel 2005. Come al solito sarà interessante seguire Danilo Petrucci in pista con la solita Ducati 2014 aggiornata. Nella categoria “Open” c’è lotta per il primato fra Loris Baz e Hector Barbera e il rookie Jack Miller al momento terzo. Per sostituire Karel Abraham infortunato ci sarà il pilota locale Kousuke Akiyoshi. Non mancheranno le abituali wild card giapponesi, nell’occasione saranno Takumi Takahashi sulla Honda e Katsuyuki Nakasuga con la Yamaha.

MOTO2 – Mancato l’obiettivo “conquista del titolo” nella scorsa gara sulla pista di Aragon, ​​il francese Zarco in Giappone avrà a disposizione il secondo match-point per conquistare il titolo di Campione del Mondo Moto2 2015. Se il pilota francese non ha brillato ad Aragon deludente quello di Aragon, a brillare è stato ‘Tito Rabat tornato al successo e riavvicinatosi alle testa della classifica. A quattro gare dal termine il divario tra i due pretendenti è di 78 punti. Ovviamente tutti i favori del pronostico sono per Zarco, il quale vanta un feeling speciale con il circuito nipponico dove nel 2011, conquistò la prima vittoria in carriera. Lo scorso anno in Moto2 il suo risultato sul tracciato nipponico fu il quarto posto. Rabat salito sul podio di Motegi per due volte negli ultimi tre anni, vorrà certamente congedarsi degnamente dalla classe intermedia. Ad impressionare ancora una volta positivamente ad Aragon, è stato anche il rookie Alex Rins, per lui il titolo è ormai andato, mentre ma può ancora inseguire la qualifica di ancora vice-Campione inseguendo il connazionale Rabat, deve recuperare 22 punti. In questa classe i ragazzi italiani ricoprono un ruolo non di primo piano, fatte salve alcune prestazioni di Franco Morbidelli fermato da un incidente, come sono stati gli infortuni a condizionare Simone Corsi. In crescita Lorenzo Baldassarri mentre sta compiendo l’apprendistato Federico Caricasulo, il sostituto di Morbidelli.

MOTO3 – Non si può che partire dal rocambolesco ultimo giro della gara di Aragon per commentare delusioni ed attesa dei protagonisti della categoria in arrivo a Motegi. Le fasi finali della gara scorsa ha registrato la messa fuori causa i pretendenti al titolo della categoria. A poche curve dall’arrivo Enea Bastianini è caduto a causa di un suo errore, a quel punto aveva consegnato a Danny Kent un enorme che avrebbe messo potenzialmente la parola fine alla lotta per il titolo. Ma, a poche centinaia di metri dal traguardo, l’inglese si è fatto disarcionare dalla sua moto, anche per lui niente punti, il primo “zero” della stagione con la conseguenza di rimettere le cose in parità. Il gap tra l’inglese e l’italiano è rimasto invariato (55 punti) alla vigilia della gara in Giappone dove, se Kent riuscirà a portare il suo vantaggio a 75 lunghezze a Motegi, sarà incoronato Campione del Mondo Moto3 2015. Kent vanta un buon feeling con il tracciato nipponico dove nel 2012 ottenne la prima pole position e la prima vittoria della carriera. Anche l’anno scorso centrò la pole, ma chiuse poi in sesta posizione. Bastianini cova un sogno quasi impossibile, ma il ragazzo di Rimini farà del suo meglio per ridurre il gap, perché non vorrà accantonare la speranza di lottare fino alla fine. Enea a ripetere a Motegi dovrà anche guardarsi le spalle da Miguel Oliveira, il portoghese, dopo la terza vittoria stagionale ad Aragon, è terzo con 20 punti da recuperare. Miguel a sua volta per difendere il piazzamento sul podio finale deve fare attenzione a Romano Fenati che darà il massimo per riprendersi la posizione in classifica, magari conquistando, per la prima volta il podio a Motegi; il suo miglior risultato in Giappone è un quinto posto del 2013. Attesi nelle posizioni di testa anche il velocissimo Nicolò Antonelli, e gli altri piloti italiani a cominciare da Francesco Bagnaia che può lottare per fare parte della top 10 iridata, Per tutti gli altri l’obiettivo è la zona punti: Andrea Locatelli, Andrea Migno, Lorenzo Dalla Porta e Stefano Manzi, Più difficile per Pagliani da poco assunto dal Team Italia in sostituzione di Ferrari. Ad ingrossare le fila dei piloti “scatenati” ci saranno anche i giapponesi Hiroki Ono e Tatsuki Suzuki stante il fatto che gareggeranno davanti al pubblico di casa per la prima volta come piloti titolari del Campionato del Mondo. 

 

Aragon: Lorenzo attacca, Rossi si difende, ma gli concede 9 punti. Fenati 3°

Motorland_AragonIl 14° Gran Prix del Motomondiale è stato disputato sotto il sole che splendente d’Aragona, nella landa si Spagna , piuttosto desertica, dove è stato costruito il MotorLand de Aragon. A dire il vero in mattinata c’è stata incertezza sulle condizioni meteo. Nel Gran Premio Movistar, non è stato assegnato il titolo della Moto2 dato che questo poteva essere un match ball, invece è matematico il trionfo di Yamaha in MotoGP. Gara molto belle, non una grande affluenza di pubblico, e per l’Italia solo due podi come terzi.

MOTOGPJorge Lorenzo (Yamaha) ha vinto il gran premio sponsorizzato dal marchio che con Rossi porta sulle carene (Movistar) davanti al compagno di team Dani Pedrosa e al suo rivale per il titolo Valentino Rossi. Grande assente, per una scivolata nei primi metri della corsa, per il campione in carica Marc Marquez. Lorenzo ha dominato fin dalla prima curva, solo Marc, per poco, ha dato la sensazione di poter tenere il suo passo, ma a prezzo di finire in terra e di cancellare definitivamente il sogno di poter difendere in extremis il titolo di Campione del Mondo. Valentino Rossi doveva correre in difesa, ma non è stato così. Partito sesto, come si trovava in griglia, ha dovuto attendere qualche giro per superare Iannone, e mettersi in scia a Dani Pedrosa fino a 5 giri dalla fine, quando ha tentato di superarlo. La tenacia del pilota spagnolo, aiutato da una Honda con un maggiore spunto ha impedito a vale di conquistare il secondo posto e di farsi avvicinare dal compagno di squadra con il quale sta lottando per il titolo. E’ stato un duello spettacolare, dove il pilota di Tavullia non ha fatto calcoli pur di non concedere il recupero di 9 punti al solo pilota che può impedirgli di conquistare una vittoria che avrebbe un sapore molto particolare. Facile pronosticare che le prossime gare possano essere infuocate, lo spagnolo , con i gesti ha cercato di irridere l’italiano, scimmiottando il disegno che questi porta sul casco da Misano, ma non è apparso molto simpatico, ma questa non è una novità. Le Ducati dopo prove controverse sono finite alle spalle dei mattatori, Andrea Iannone e Andrea Dovizioso , rispettivamente quarto e quinto davanti alla Suzuki di Aleix Espargarò e agli inglesi Cal Crutuchlow (Honda) e Bradley Smith (Yamaha) sono stati autori di due belle prestazioni, in particolare Iannone che ha dovuto fare i conti con una spalla lesionata. Peccato per Danilo Petrucci (Ducati) caduto mentre era in condizione di concludere ancora nella top ten. A terra anche Alex De Angelis.

L’ordine di arrivo della classe MotoGP™ a Aragon

Le classifiche Piloti & Costruttori

MOTO2 – Tito Rabat ha vinto, Il campione del mondo in carica si è afferma nel duello andato in scena fino agli metri della corsa con il connazionale Alex Rins , regalando spettacolo a tutti i tifosi spagnoli accorsi all’evento. Per Rabat si trattato del secondo centro stagionale dopo il successo colto al Mugello nello scorso maggio; il rookie invece collezionato l’ottavo podio di una stagione d’esordio fantastica. Sam Lowes ha fatto ritorno sul podio, terzo e bravo a portare la sua moto sul terzo gradino quarto posto per Jonas Folger, più staccati hanno chiuso Tom Luthi e il leader del mondiale Johann Zarco . Il francese considerato il suo piazzamento e quello di Rabat ha dovuto rimandare la conquista del titolo al prossimo round di Motegi. Classificati in sequenza italiani, due compagni di squadra, Simone Corsi e Lorenzo Baldassarri che hanno concluso rispettivamente la gara in nona e decima posizione. Ritirato Federico Fuligini. In classifica Zarco con 284 punti precede Rabat 2016 e Rins 184, a prescindere da qualunque risultato a Motegi il francese festeggerà il suo primo titolo iridato. Per gli italiani resta nella top ten (8°) Franco Morbidelli assente da alcune gare per un infortunio.

MOTO 3 - Un ultimo giro che ha proposto finale thriller, degno della spettacolo che la categoria cadetta Moto3 propone e round by round. Sul tracciato del MotorLand Aragon è stata vissuta una corsa entusiasmante per tutti i 20 giri previsti e decisa negli ultimi metri con l’esclusione dei due piloti più attesi che si stanno giocando il titolo mondiale. Ad aggiudicarsi il trionfo è Miguel Oliveira (KTM) alla terza vittoria stagionale per il pilota portoghese, un risultato che lo ha fatto risalire al terzo posto della classifica iridata. Enea Bastianini e Danny Kent portacolori della Honda. hanno sprecato una grande occasione, finendo a terra negli ultimi metri di una corsa forsennata. Il 17enne di Rimini, proprio nella sua chicane preferita alla curva 14, dove aveva compiuto degli straordinari sorpassi lungo tutto l’arco della corsa, ha esagerato, si è toccato con Brad Binder ed entrambi sono finiti nella ghiaia, ma l’italiano scoprirà poi di avere gettato al vento l’occasione per ridurre drasticamente il suo gap dalla testa della classifica. Il leader del mondiale invece è stato disarcionato dalla sua Honda alla curva 17, gettando anche lui al vento la possibilità di rafforzare il suo vantaggio , ma ha potuto consolarsi per fatto di lasciare Aragon con lo stesso vantaggio e con una gara in meno da disputare. Sul podio sono saliti anche Jorge Navarro (Honda) bravo a conquistare il secondo posto restando sempre attaccato alle prime posizioni. Sul podio anche Romano Fenati (KTM) favorito dalle tre cadute eccellenti, un terzo posto che in ogni caso ha confermato il suo buon feeling con il tracciato spagnolo, su cui aveva trionfato nella passata edizione. Una gara che ha visto gli italiani protagonisti nel gruppo di testa perché anche Nicolò Antonelli, giunto al sesto sposto e stato per diversi giri leader della corsa. Nel secondo gruppo che si era formato dopo i primi giri si sono messi in evidenza anche Andrea Migno 10° (KTM), Pecco Bagnaia 11° (Mahindra) e Stefano Manzi 12° (KTM); da sottolineare la prestazione di Maria Herrera (Husqvarna) che si è classificata 14. Molto indietro, nonostante i numerosi ritiri, gli italiani Tonucci (23°), Dalla Porta (24°) e (Pizzoli 26°). Ritirato Poggiali new entry del Team Italia, un debutto con prestazioni in linea con quelle proposte dall’uscente Ferrari.

Aragon: 14° round del motomondiale. Rossi contro gli spagnoli in casa loro per la 3° volta.

AragonPassa in archivio il Gran Premio di San Marino – Riviera di Rimini, caratterizzato dal caos della MotoGP ed già tempo di ragionare sul nuovo episodio dello scontro in atto per la conquista del titolo della classe regina. Appuntamento sul tracciato del Motor Land Aragon per disputare il Gran Premio Movistar de Aragon. Si torna in Spagna per il 14esimo round mondiale, il terzo dei quattro appuntamenti previsti dal calendario sulla penisola iberica. Primo o poi qualcuno di dovrà porre la domanda se è la scelta giusta … Dal 2010, primo anno in cui il circuito spagnolo ha ospitato una gara del campionato nel mondo, il tracciato si è rivelato terreno di caccia per gli spagnoli, che nella classe regina possono vantare 11 vittorie sulle 15 gare finora disputate tra tutte le tre classi del mondiale.

MOTOGP – A misano Marc Marquez (Honda) si è aggiudicato la vittoria in una delle gare più caotiche della storia del Campionato del Mondo. Con Jorge Lorenzo (Yamaha) tradito dalla troppa foga, che ha visto il suo compagno di squadra e rivale per il titolo Valentino Rossi, che a dispetto di una strategia incomprensibile, si è classificato quinta posizione ed ha portato il suo vantaggio a 23 punti. Si corre su uno dei due circuiti in calendario, insieme a quello americano di Austin, su quali Valentino Rossi non ha vinto mai fino ad ora. Vale ha un solo podio al suo attivo, terzo posto del 2013. L’anno scorso, è stato fermato da una caduta, mentre Jorge Lorenzo conquistò la vittoria in una gara segnata dal Flag-to-Flag. Lorenzo è salito sul podio in quattro delle cinque occasioni in cui ha corso ad Aragon, con il 4° posto del 2010 come peggior risultato. Marc Marquez può centrare la vittoria numero 50 della carriera, ma si trova a 53 punti da Rossi e la rincorsa appare complicata. Il Campione del Mondo MotoGP ad Aragon ha già vinto. nel 2011 in Moto2 e nel 2013 in MotoGP; l’anno scorso è caduto mentre era al comando. Stessa sorte è toccata al suo compagno di squadra Dani Pedrosa, opaco anche a Misano, ma ad Aragon può vantare una vittoria nel 2012 e due secondi posti nel biennio 2010-2011. Tre zeri per  Andrea Dovizioso (Ducati) il poco brillante esito che può vantare sulla pista spagnola: il suo miglior risultato è stato un terzo posto nel 2012, Anche Andrea Iannone (Ducati) lo scorso anno è finito fuori pista, prima aveva lottato per la vittoria già assaporata nel 2010 in Moto2. Iannone è uno degli tre piloti non-spagnoli ad aver trionfato sul tracciato aragonese, insieme a Casey Stoner (MotoGP, nel 2010 e 2011) e Romano Fenati (Moto3, nel 2014); a conferma che non è del tutto infondata la la diceria che a gareggiare sulla pista di casa si è avvantaggiati. Noi italiani contiamo di vedere ancora Danilo Petrucci (Ducati)), lottare fra i piloti della topo ten.

Nella categoria Open è Loris Baz (Yamaha) a guidare la speciale classifica dopo il quarto posto in condizioni miste a Misano. Il francese ha un vantaggio di 5 punti su Hector Barbera, con l’esordiente Jack Miller terzo a 16 punti.

MOTO2- Forse avverrà sulla pista spagnola del Motor Land di Aragon il passaggio del titolo fra lo spagnolo Tito Rabat ed il francese Johann Zarcò, uscito da Misano rafforzato nelle posizione di leader anche grazie alla sciagurata manovra Álex Rins che ha steso l’incolpevole Dominique Aegerter mettendo poi fine alla gara di entrambi Johan da quando ha conquistato la testa della classifica in Argentina, ha sempre incrementato il vantaggio sugli avversari nei round successivi e, con la vittoria ad Aragon, potrebbe eguagliare il record di successi che appartiene a Toni Elías dal 2010. Oltre ai record, il francese ha l’occasione per il primo match-point per laurearsi Campione del Mondo Moto2 2015. Sarà sufficiente che conquisti 7 punti in più del diretto inseguitore Tito Rabat. Certo che lo spagnolo non si arrenderà facilmente, ma un ruolo decisivo potrebbe giocarlo Alex Rins. Il rookie della Moto2 ha lasciato a misano molti sogni fermato dalla bandiera nera per essersi messo in lotta con i piloti di testa una volta doppiato. Nonostante lo zero in classifica, la matematica non condanna Rins che quindi potrà dire la sua al Motor Land. Non sarà ancora presente Franco Morbidelli che deve recuperare al meglio dalla frattura alla tibia e al perone. Gli italiani possono contare su Simone Corsi e Lorenzo Baldassarri molto positivi a Misano.

MOTO3 - Misano ha riproposto il leit motiv della categoria, con sei piloti in lotta per la vittoria sin davanti alla bandiera a scacchi. In Romagna una corsa decisa all’ultimo giro è stato il pilota riminese Bastianini (Honda) che si è imposto  Miguel Oliveira (KTM) al suo primo successo iridato in carriera. Festa romagnola completata da Nicolò Antonelli (Honda) terzo. Il 17enne italiano si trova adesso a 55 lunghezze dal leader Danny Kent (Honda), che a Misano ha vissuto un week end sfortunato. A cinque gare dalla fine della stagione, sono ancora molti i punti da assegnare e il Gran Premio de Aragón può costituire la svolta per il titolo. A sua volta, la Honda non vince il mondiale Costruttori nella categoria cadetta dal lontano 2001, traguardo ora a portata di mano se conquista almeno 11 punti sulla rivale KTM. Kent e al Motor Land cercherà la vittoria, ad Aragon è stato già terzo posto lo scorso anno. Il terzo posto in classifica se la giocano Romano Fenati (KTM) e Miguel Oliveira, separati da appena 5 punti. L’ascolano si affermò nella scorsa stagione scattando dalla tredicesima casella della griglia. Di recente ha raggiunto un accordo con il suo attuale team per disputare un’altra stagione in Moto3 nel 2016 e poi compiere il salto alla classe Moto2 nel 2017. Altri piloti italiani in gara saranno Francesco Bagnaia, il migliore dei piloti Mahindra, 8° a Misano e che può avanzare pretese da podio. A misano si sono messi in luce Lorenzo Dalla Porta sempre in crescita e 11°, Andrea Migno 13° e Stefano Manzi 1°, tutti al via della gara spagnola, come Alessandro Tonucci. Non ci sarà invece Matteo Ferrari che, a distanza dalla scomparsa del padre a “risolto consensualmente” il rapporto con il Team Italia squadra della Federazione Motociclistica Italiana. Per sostituire il ragazzo riminese sulle Mahindra è stato ingaggiato Manuel Poggiali, un ragazzo promettente, Campione d’Italia in carica della Moto3.

Misano: la “prima” di Enea Bastianini, Rossi non vince (5°) ma in classifica allunga

33-bastianini-enea__gp_2756_0.gallery_thumbnailUna giornata iniziata con un tiepido sole ha tradito i 100mila accorsi al Misano World Circuit, proprio al via della MotoGP sono incominciate a cadere le prime goccia di una pioggerellina che, caduta per una decina di minuti, ha influito in nodo decisivo sui risultati; benissimo per Marquez, bene per Rossi, malissimo per Lorenzo. Una settimana fa da Monza tutti di affannavano a dire che la formula 1 non poteva rinunciare al circuito brianzolo, la partecipazione l’entusiasmo del pubblico erano parsi (come sempre) incontenibili. Stesso discorso si potrebbe fare per Misano … almeno fino a che Rossi non si ritirerà.

MOTOGPMarc Marquez (Honda) ha vinto il Gran Premio Tim di San Marino e della Riviera di Rimini. Il campione in carica ha tagliato per primo il traguardo in una gara rocambolesca e condizionata dalla pioggia, nella quale si sono visti ben 2 cambi moto perché prima ha bagnato il tracciato inducendo la gran parte dei piloti a fare il cambio di moto. E quando è cessata Marc è stato il più lesto ad effettuare il secondo cambio, mentre Rossi e Lorenzo si marcavano. Sul podio con Marquez, premiati dal rischio di non aver effettuato alcun cambio, gli inglesi Brad Smith (Yamaha) e Scott Redding (Honda), come il quarto posto la Open del rookie Loris Baz (Yamaha ) che si sono presi la soddisfazione di mettersi alla spalle a precedere la M1 del leader del mondiale Valentino Rossi (Yamaha Moto). Ma Vale trova il modo di non rammaricarsi perché il suo compagno di squadra e diretto rivale per corsa al titolo, Jorge Lorenzo, è caduto a otto giri dalla fine. Forse, nella foga di staccare Rossi rimasto in pista per un giro in più, ha commesso un errore che pesa abbastanza nella lotta per il titolo. IL distacco del maiorchino è salito a 23 punti sul pesarese. Nulla è deciso e tanto meno compromesso, ma Valentino potrà gestire al meglio il piccolo vantaggio. Sesto per Danilo Petrucci (Ducati) ancora una volta davanti agli ufficiali Andrea Iannone e Andrea Dovizioso (Ducati) piloti ufficiali. Chiudono la Top 10 Dani Pedrosa e Aleix Espargarò. Disastro per Michele Pirro, autore del 5° tempo in qualifica, la sua ducati ha fatto Flop all’avvio del giro di schieramento, e ripartito con la seconda moto gommata da bagnato … troppo presto, poi il ritiro.

MOTO2 – Johann Zarco si è reso protagonista dio una prestazione maiuscola, andando a vincere un gara che lo ha visto dominare. Per il francese, si tratta del sesto successo stagionale che gli premette di eguagliare i connazionali Arnaud Vincent, Olivier Jacque e Christian Sarron a quota 7 in totale .Scattato dalla pole position, il 25enne di Cannes ha subito preso il comando della gara dopo essersi sbarazzato di Dominique Aegerter con una sportellata al limite ha preso la testa senza più lasciarla. Alex Rins, che seguiva Zarco e dava l’impressione di poter essere il più tenace avverari del leader, in una fase di sorpasso ha centrato l’incolpevole elvetico nelle prime battute della corsa compromettendo l’esito per entrambi. Poi, già doppiato, ha ostacolato Corsi e Folger che si stavano giocando il podio con Rabat. A nulla è servito l’intimazione di cedere 2 posizioni; dopo una tornata è arrivata la decisione della Race Direction di esporre ai suoi danni la bandiera nera. Piazza d’onore per Tito Rabat, campione del mondo in carica non è partito benissimo, ma e reso protagonista di una rimonta fatta di sorpassi decisi ma corretti culminata nel secondo gradino del podio a scapito del tenace Takaaki Nakagami. Giù dal podio il primo degli italiani. Simone Corsi che ha chiuso al quarto dopo essete stato a lungo in seconda posizione, prima di subire il ritorno dei rivali. Stoica anche la prestazione di Lorenzo Baldassarri che, nonostante la spalla messa male a causa della botta presa ieri, stringe i denti e conquista addirittura il suo miglior risultato in carriera con la settima posizione assoluta. Non brillanti gli altri piloti italiani in gara con Mattia Pasini 16 e Luca Marini 21; ritirato Federico Caricasulo (sostituto dell’infortunato Franco Morbidelli. Zarco consolida un primo posto in classifica con un vantaggio che lo rende irraggiungibile in barca alla matematica vantando un margine di 93 punti.

MOTO1 – Enea Bastianini (Honda) ha conquistato la prima vittoria in carriera, sul tracciato di casa del Misano World Circuit il 17enne di Rimini ha centrato il successo davanti a suoi tifosi ed ai 100mila affollato l’impianto. Un risultato meritato e a lungo inseguito, giunto alla 31ª presenza nel mondiale dopo aver ben impressionato nella scorsa stagione da rookie. Terzo al traguardo, Niccolò Antonelli (Honda) ha regalato un’altra soddisfazione al motociclismo italiano con il suo personale terzo podio consecutivo dopo la vittoria di Brno e il secondo posto di Silverstone. Tra i due si è inserito Miguel Oliveira (KTM ) a lungo in testa alla corsa e bravo a resistere e contenere gli attacchi della pattuglia tricolore completata da Romano Fenati (KTM) rimasto ai piedi del podio ma autore di una gara straordinaria fatta di sorpassi, incroci di traiettorie e risposte immediate lungo tutto l’arco dei 23 giri previsti. Sesto posto per il leader della classifica iridata Danny Kent (Honda)) alle prese con alcuni problemi tecnici e mai veramente in lotta per la vittoria. L’inglese ha dovuto altresì cedere una posizione in gara per aver ripetutamente utilizzato una porzione di pista oltre il cordolo. Buona gara quella di Pecco Bagnaia (Mahindra) conclusa in ottava posizione assoluta. Appena fuori dalla Top 10, ma bel piazzamento per Lorenzo Dalla Porta (Husqvarna) è autore di un’altra bella prestazione alla sua quarta presenza nel mondiale. Sono entrati nella classifica che assegna punti anche Andrea Migno e Stefano Manzi, rispettivamente al 13ª e 14ª posto. Sul fondo della classifica Alessandro Tonucci (22°) e Matteo Ferrari (23°). In classifica, Bastianini secondo (-55) e Fenati terzo (- 95) consolidano le loro posizioni dietro il leader Kent, che in virtù dei piazzamenti conquistati a Misano.

L’ordine di arrivo della classe Moto2™ a Misano

Le classifiche Piloti & Costruttori

Misano: il Gp di “San Marino & Riviera di Rimini” potrebbe diventare “la gara delle gare!

moto-gp-misano-2015Ci siamo, si corre sulla pista adriatica del Misano World Circuit il Gran Premio di San Marino e della Riviera di Rimini, tutto è pronto e, se il tempo non farà i capricci, gli organizzatori attendo un pubblico record di almeno 100mila spettatori. E potrebbero arrivare sperando nel terzo posto tutto italiano dopo quello del Qatar e di GP scorso a Silverstone. Archiviato il round inglese il motomondiale si fa rotta verso Misano che di fatto apre l’ultimo terzo della stagione 2015. Già si avvicina l’assegnazione del primo titolo di stagione in Moto2.

MOTO GP - La lotta per il titolo mondiale è sempre più avvincente, occhi oramai puntati sui compagni di squadra Valentino Rossi e Jorge Lorenzo, separati da appena 12 lunghezze. Ma il Dottore si trova sulla pista di casa, dove la scorsa stagione trionfò aggiudicandosi il primo dei due successi del 2014. Questa stagione vede n un Valentino diverso, più forte, più maturo, più costante: è l’unico pilota della classe regina a non essere incredibilmente mai sceso dal podio. Il nove-volte iridato si presenta pertanto, da leader della classifica e forte già di 4 vittorie: il numero più alto di successi per l’Italia dalla stagione 2009. Non a caso quello fu l’anno del 9º titolo iridato per il pesarese, che andò a segno in ben sei occasioni, senza dimenticare il centro di Andrea Dovizioso al Gran Premio di Gran Bretagna, primo e unico (finora) in MotoGP. E proprio in Inghilterra, ma stavolta sul diverso scenario di Silverstone, è maturato un altro dato interessante. Dopo la gara inaugurale della stagione in Qatar, la bandiera tricolore è tornata a sventolare su tutti e tre i gradini del podio. E, guarda caso, due di questi protagonisti sono stati ancora una volta Valentino e il forlivese Andrea in sella alla Ducati ufficiale cui si è aggiunto Danilo Petrucci su una moto satellite della Casa di Borgo Panigale. te. Eppure il dato rimane, con un podio tutto tricolore che in MotoGP mancava da Motegi 2006. Rossi si sente certamente sotto pressione, ma è sempre stato bravo a dominare l’ansia dell’attesa. Lorenzo qualche anno fa avrebbe potuto avere delle esitazioni, oggi sono due campioni in piena forma e certamente offriranno uno spettacolo esaltante. Altro protagonista atteso è certamente Marc Marquez con un Honda venuta a Misano per testate la moto con le quali fare un tentativo quasi disperato di provare un recupero sui due campioni della Yamaha. Senza trascurare Dani Pedrosa, Andrea Dovizioso e Andrea Iannone che certamente non si limiteranno a fare da spettatori. Ma sarà il duello fra Valentino e Lorenzo ad infiammare maggiormente il pubblico. Attesi dal pubblico italiano e sammarinese anche Danilo Petrucci, Alex De Angelis e Claudio Corti.

MOTO2 Ad influire in modo decisivo sui risultati del Gran Premio di Gran Bretagna è stata la pioggia, anche se ha smesso di cadere quando ormai i piloti erano ormai scesi in pista con pneumatici da bagnato. Il più bravo a spuntarla in queste particolari condizioni è stato Johann Zarco già leader della classifica. Ha conquistato una vittoria che gli ha permesso di estendere il suo vantaggio in classifica. Il francese è già al suo quinto centro stagionale ed ha accumulato un vantaggio di 85 punti sul rookie spagnolo Alex Rins giunto secondo nonostante il lato destro della sua gomma posteriore fosse completamente disintegrato. Con tale risultato Rins è balzato al secondo posto in Campionato, scavalcando di tre punti Tito Rabat campione uscente. Zarco è dunque proiettato verso il titolo, e a Misano potrebbe fare un passo decisivo. con la battaglia che si posta al Gran Premio TIM di San Marino e della Riviera di Rimini. Dovrà però fronteggiare un nugolo di avversari in grado di fare bene sulla pista adriatica. Pochi gli italiani in gara ed il più efficace in questa stagione è stato il marchigiano Franco Morbidelli, non potrà essere della partita a a causa di una frattura della tibia rimediata durante un allenamento in motocross. Ci sarà simone corso e ci saranno due wild card che , per ragioni note, interessano la comunicazione: Luca Marini il fratello (per madre) di Valentino Rossi, un rookie con poche esperienza poche chance. Poi Mattia Pasini, che sulla pista di casa (abita a pochi km dal circuito) cercherà di sfruttare l’ennesima occasione per un rientro definivo nel grande giro.

MOTO3Danny Kent ha colto una vittoria quasi storica. davanti al suo pubblico. Il 21enne inglese ha strabiliato sull’asfalto bagnato, divenendo inoltre il primo pilota britannico a conquistare la gara di casa nella categoria cadetta. Il successo lo ha proiettato in avanti di 70 punti su Enea Bastianini, che invece a Silverstone non ha finito la gara. Il vantaggio è ormai così ampio che a questo punto l’inglese può solo perdere il titolo. Anche se il suo miglior risultato a Misano fu un sesto posto in 125cc nel 2011. Le chance iridate per Bastianini sono diminuite, anche se la matematica ancora non lo condanna. Nella scorsa stagione a Misano il 17enne di Rimini chiuse con un incredibile quinto posto. Ad eccezione dell’ultimo round, il pilota romagnolo è sempre andato regolarmente a punti, anche se non ha ancora centrato la sua prima vittoria in campionato: sarà questo il suo obiettivo nel week end della gara di casa. A Silverstone Romano Fenati è stato in lotta per il podio, prima che la pioggia gli giocasse un brutto tiro, caduta e ripartenza.. Nonostante il dodicesimo posto finale, l’ascolano conserva la terza posizione in Campionato e l’onore di essere il primo pilota KTM. Quando mancano sei gare alle fine, la differenza che lo separa da Bastianini è di soli 28 punti: dato che mette un pizzico di pepe nella lotta per il ruolo vice-Campione. Nelle ultime due gare Niccolò Antonelli ha mostrato tutte le sue potenzialità. La vittoria di Brno, la prima della sua carriera, seguita dal terzo posto sotto il diluvio di Silverstone, sono delle buone premesse alla vigilia della gara di Misano. Anche per il 19 enne di Cattolica, ci sarà una motivazione in più per affermarsi nella gara di casa. Ma in gara ci saranno anche altri piloti locali, infatti provengono dal riminese anche Stefano Manzi, Andrea Migno e Matteo Ferrari che gareggerà anche per ricordare il padre, suo primo tifoso, deceduto lunedì scorso. Altri piloti in gara Andrea Locatelli, Lorenzo Dalla Porta e Alessandro Tonucci.. anche questa sarà una gara fra “ragazzi” assatanati.

 

Silverstone: solo il tricolore sul podio della MotoGP con Rossi, Petrucci e Dovizioso. Antonelli 3° in Moto3.

silverstone-500x335Per conquistare un titolo mondiale ci vuole bravura e una buona dose di fortuna, la pioggia di Silverstone ha sancito ancora una volta quanto sia importante questa combinazione. Valentino Rossi non può non averlo pensato al risveglio e più ancora salendo sul gradino più alto del podio, primo italiano a farlo dal lontano 1982 quando a vincere fu Franco Uncini.

MOTOGP - Il nove-volte iridato ha trionfato sulla pista dove non aveva mai vinto prima e si è riportato da solo in testa al Mondiale. Il tricolore è sventolato alto sul podio di Silverstone, al termine di una gara incredibile sotto diversi aspetti, che sembra aver impresso un segnale forte (e forse decisivo) a questa stagione. Valentino Rossi (Yamaha) si è aggiudicato l’Octo British Grand Prix 2015, trionfando in condizioni proibitive su un tracciato sul quale non aveva mai vinto prima. Scattato dalla seconda fila, al terzo giro il pesarese infila il suo compagno di squadra e diretto rivale in classifica, portandosi alla testa della corsa per non abbandonarla più fino alla bandiera a scacchi. Ma non si è trattata di una cavalcata in solitaria e, proprio per questo, la sua vittoria assume ancor più rilevanza. Il pilota della Yamaha, ha dovuto guardarsi dagli attacchi di Marc Marquez (Honda) che per otto giri è stato la sua ombra; poi un highside ha scaraventato a terra il campione del mondo in carica, alla fine ha saputo amministrare il vantaggio dal ritorno della coppia Ducati. Rossi ha cala il poker sul tavolo della stagione 2015, con la sua quarta vittoria (la 86ª della classe regina) che lo ha proiettato nuovamente in vetta alla classifica iridata verso la rincorsa al suo 10º titolo mondiale, con 12 lunghezze su Jorge Lorenzo. Impresa straordinaria di Danilo Petrucci (Ducati), il pilota di Terni, scattato dal 18esimo posto in griglia di partenza, si è conferma “mago della pioggia”, vista la sua nota sensibilità sull’asfalto bagnato, rendendosi autore di un’incredibile rimonta sotto il diluvio di Silverstone. La pioggia di Silverstone ha fatto rifiorire Andrea Dovizioso (Ducati) anche se superato da una moto “sorella”, quella di Petrucci, ma del 2014. Come nella gara inaugurale della stagione in Qatar, il podio si è tinto dei soli colori della bandiera italiana, Andrea Iannone, uno che sul bagnato è sempre andato, ha concluso solo in ottava posizione. Per gli spagnoli è stata giornata nera: nessuno di loro (Coppia Honda) sul podio; Marc Marquez che forse dice addio alla riconferma del titolo dopo il nullo di ieri a seguito della caduta; Jorge Lorenzo si dissolto sotto la pioggia , incapace di tenere il ritmo dei due fuggitivi che solo in parte ha tratto vantaggio dalle insidie che hanno tradito Marquez e alcuni comprimari. Doveva essere la sua giornata invece si ritrova distanziato di 12 punti da Rossi in una partita che è sempre più a due con il campione italiano per la conquista del titolo. Pedrosa è stato una comparsa incapace di contrastare anche un Lorenzo in difficoltà ha lasciato intendere a fine gara per problemi di visibilità causati dal casco (?) E’ stato un autentico festival delle cadute, tanto da condizionare molto l’ordine d’arrivo. Incredibile Jack Miller che in in frenata ha abbattendo l’incolpevole Cal Crutchlow mentre erano in corsa per le posizioni di rincalzo al duo di testa. con entrambi i piloti del team di Cecchinello.

Le classifiche Piloti & Costruttori

L’ordine di arrivo della classe MotoGP™ a Silverstone

MOTO 2 – Con una perentoria vittoria il francese Johann Zarco ha forse messo già le mani sul titolo 2015. Ha vinto con molta facilità l’Octo British Grand Prix ed ha portato il suo vantaggio in classifica a + 85 punti. Potrebbe essere solo questa la sintesi di un gara costellata di cadute e svarioni vari causati dal fondo stradale bagnato. Si è disperatamente difeso Tito Rabat, caduto e rialzatosi per continuare la gara, per concludere al terzo posto. Sul secondo gradino del podio il sempre più convincente Alex Rins che, in virtù di questo suo settimo podio nella sua stagione d’esordio, scavalca in classifica proprio il connazionale Rabat. Assente Franco Morbidelli a causa dei postumi dell’incidente patito girando con la moto da cross era fondate tutte su simone corsi le speranze di fare un buon risultato giovandosi anche di condizioni ambientali a lui gradite, purtroppo fino fuori gara come Lorenzo Baldassarri; inconsistente l’esordio del campione d’Italia della Supersport sulla moto di Morbidelli.

Le classifiche Piloti & Costruttori

L’ordine di arrivo della classe Moto2™ a Silverstone

MOTO 3 – Quinta stagionale per Silverstone Danny Kent (Honda), pilota inglese di sempre a vincere la gara sulla pista casa. Aveva detto che voleva regalare un grande spettacolo ai suoi connazionali e così è stato. Ha presto presto la testa della gara inseguito da tedesco Jakub Kornfeil (KYM) e hanno concluso nell’ordine. Alle loro spalle c’è stata grande lotta fra diversi componenti componenti di un groppo formato da piloti italiani. Alla fine è stato Niccolò Antonelli (Honda) a spuntarla, ha conquistato il suo secondo podio consecutivo dopo la vittoria di Brno. Incredibile la serie di caduti dei compagni di gara di Antonelli. A terra Romano Fenati (alla fine 12°) poi Francesco Bagnaia e Andrea Locatelli, infine Enea Bastianini. Ottimo il piazzamento di Lorenzo Dalla Porta (Husqvarna) è arrivato 8°. A punti (15°) anche Andrea Migno. Ritirati anche Stefano Manzi, Alessandro Tonucci e Matteo Ferrari; per il Team Italia … ha piovuto sul bagnato!

Le classifiche Piloti & Costruttori

L’ordine di arrivo della classe Moto3™ a Silverstone

Silverstone: per il Motomondiale un appuntamento quasi decisivo per molti duelli

silverstone-500x335Ultimo week-end di agosto con i piloti del Motomondiale in pista sul veloce tracciato inglese per disputare le gare dell’Octo British Grand Prix. La corsa inglese che si disputa fin dal 1949 in origine si teneva sul Tourist Trophy dell’Isola di Man, ma nel 1977 la manifestazione fu trasferita a Silverstone per motivi di sicurezza, dando vita al Gran Premio di Gran Bretagna. Dieci anni più tardi, l’evento venne trasferito a Donington Park e poi nuovamente a Silverstone, nel 2010.

MOTOGP – L’emozionante battaglia per la leadership del Campionato del Mondo si sposta nel Northampton (Regno Unito sul circuito di Silverstone. Alla dodicesima prova del Campionato del Mondo MotoGP si giunge così come era iniziata la stagione nel mese di marzo, con Rossi e Lorenzo a pari punti. Quando mancano solo 7 gare al termine i due compagni di squadra della Yamaha, sono infatti appaiati a quota 211 punti in vetta alla classifica iridata; il maiorchino però dalla sua può vantare ben 5 successi contro i 3 del pesarese, che però è l’unico pilota della classe regina a non esser mai sceso giù dal podio in questa stagione. Il Gran Premio di Gran Bretagna potrebbe dunque svolgere un ruolo decisivo nella lotta per il Campionato. Senza dimenticarci di Marc Marquez (Honda) anche se il Campione del Mondo è soltanto terzo in classifica a 52 punti dalla coppia di testa, due vittorie e due secondi posti nelle ultime quattro gare sono una conferma del fatto che il talento di Cervèra non ha intenzione di gettare la spugna. Nel 2014 fu proprio lo spagnolo ad aggiudicarsi la vittoria contro il connazionale Lorenzo e Rossi a chiudere il podio: se finisse così anche quest’anno, il maiorchino andrebbe da solo in testa. Rossi infatti è stato raggiunto in vetta dopo esser stato sempre leader in questa stagione per effetto della vittoria schiacciante colta da Lorenzo nell’ultimo appuntamento della Repubblica Ceca. Il nove-volte iridato ha centrato il successo in sette occasioni in Inghilterra (1 in 125cc, 1 in 250cc, 2 in 500cc e 3 in MotoGP) ma sempre sul circuito di Donington Park: per lui Silverstone rappresenta una sorta di tabù da sfatare. Jorge Lorenzo invece proprio con Silverstone può vantare un rapporto speciale: ha già vinto in tre occasioni in MotoGP ™ (2010, 2012 e 2013) e lo scorso anno chiuse secondo a soli sette decimi da Marquez. Inoltre, il 4 volte Campione del Mondo In Inghilterra non termina la gara alle spalle di Rossi dal 2011. Per il fuoriclasse italiano è importante in ogni caso restare a ridosso dell’avversario in vista della gara di Misano. Lo sperano anche gli organizzatori adriatici. Dani Pedrosa (Honda) spera di aver recuperato dall’infortunio al piede sinistro rimediato nel Gran Premio della Repubblica Ceca. Potrebbe giocare un ruolo intrigante nella lotta per il titolo. Andrea Iannone (Ducati) quarto nella classifica generale del Campionato del Mondo, il pilota di Vasto non mette Silverstone tra i suoi circuiti preferiti, visto che non ha mai conquistato risultati eclatanti. Il suo compagno di squadra, Andrea Dovizioso, ha l’onore di essere l’ultimo pilota a conquistare la vittoria a Donington Park: accadde nel 2009, quando il forlivese era in sella a una Honda. Da quando si è tornati a Silverstone, ha chiuso secondo in due occasioni. Attesa anche per la prestazione di Danilo Petrucci (Ducati) sempre molto positivo nelle ultime gare.

Anche nella classe ‘Open’ sarà lotta accesa fra tra lo spagnolo Hector Barberà (Ducati) con 20 punti, il francese Loris Baz (Yamaha) con 15 e l’australiano Jack Miller (Honda) a quota 12.

MOTO2 – Nelle stagioni precedenti si sono disputate diverse gare interessanti della classe intermedia sul circuito inglese. Johann Zarco sta dominando il Campionato del Mondo Moto2 e arriverà alla gara di Silverstone sicuro di sé: nel 2014 è scattato dalla pole position e ha chiuso appena fuori dal podio, in 4ª posizione; nel 2011 invece, quando il pilota di Cannes correva in 125cc, scattò dalla 3ª casella e concluse la gara al 2° posto. Quest’anno, la perfetta combinazione tra pilota, moto e squadra sta permettendo a Zarco di fare una stagione praticamente impeccabile. Tito Rabat, si presenterà all’appuntamento inglese da Campione del Mondo in carica, nonostante una prima parte di stagione segnata da errori e sfortune. Dopo aver recuperato dalla rottura della clavicola, lo spagnolo è tornato a mostrare il suo potenziale al Gran Premio della Repubblica Ceca, ma le sue possibilità di lottare per confermarsi sembrano essersi ridotte. I l rookie Alex Rins sta vivendo una stagione eccezionale e, nella classifica di Campionato, si trova ad un solo punto di distacco dal Campione uscente. L’ inglese di riferimento sarà Sam Lowes, lo scorso anno nel Gran Premio di casa terminò 7° in gara. Quest’anno ad Austin ha conquistato la sua prima vittoria; ma, dopo quel successo, ha dovuto affrontare difficoltà e numerose cadute durante le prove. Per l’Italia in pista tre piloti, ma sarà assente Franco Morbidelli vittima di un infortunio conseguenza di una caduta durante un allenamento con la moto da cross. Lo sostituirà Caricasulo. Atteso un “lampo” da parte di Simone Corsi e una crescita di Lorenzo Baldassarri.

MOTO3 - La categoria cadetta arriva a Silverstone dopo che due piloti hanno vinto per la prima volta negli ultimi due appuntamenti: Silvio Loi con il rocambolesco sviluppo della gara di Indianapolis e Nicolò Antonelli con la entusiasmante prestazione fornita a Brno. Ha fatto notizia il fatto che il leader della classifica Danny Kent (Honda) nelle due ultime gare non sia riuscito a salire sul podio. Ora il 21enne inglese cercherà di tornare in gran forma a Silverstone, davanti al pubblico di casa. Se vincesse, sarebbe il primo inglese a salire sul gradino più alto del podio della categoria cadetta, dopo il 3° posto di Bradlay Smith nel 2010 in 125cc. L’esito degli ultimi due appuntamenti ha giocato a favore di Enea Bastianini: il pilota romagnolo ha infatti macinato punti preziosi nella classifica generale e attualmente si trova a 45 lunghezze di distacco dal leader del Campionato. Nel 2014 si è classificato 3° a Silverstone ed è stato uno dei tre podi conseguiti nella sua stagione da rookie. Come sempre, la “Bestia” lotterà per conquistare la prima vittoria e puntare alla leadership in Moto. Il miglior pilota della KTM è il nostro Romano Fenati, attualmente terzo in classifica, non ha avuto una delle sue gare più facili. Il comportamento ritenuto scorretto dalla Commissione gara, gli è costata tre posizioni sullo schieramento di partenza a Brno. L’ascoltano così è scattato dalla 22ª casella e, nonostante la penalità, ha concluso la gara al 6° posto. Niccolò Antonelli, 19enne di pilota di Cattolica è riuscito a riportare il tricolore sul gradino più alto della categoria cadetta scattando dalla pole position: impresa che riuscita ad Andrea Iannone nel lontano 2009 al Gran Premio del Giappone in 125cc. Come d’abitudine fare pronostici in questa categoria è difficile, è la più spettacolare e quella che sta maggiormente gratificando gli appassionati con le sue appassionanti gare. Ci sono attese anche per un rientro fra i primi di Francesco Bagnaia, con un mezzo che forse non è fra i più performanti. Segnali di ripresa concreta sono attesi da parte di Migno compagno di squadra di Fenati nel team di Rossi, sprazzi poco significativi di Andrea Locatelli che, dopo due stagioni opache con il Team Italia non pare essersi smarrito. Un contesto che si può riconoscere a Matteo Ferrari e Stefano Manzi. Molto al disotto delle attese anche Alessandro Tonucci; per tutti l’occasione per un rilancio n vista dell’arrivo a Misano in settembre

Brno: il 12° round conferma Lorenzo (MotoGP) e Zarco (Moto2) e lancia Nicolò Antonelli (Moto). Prima vittoria iridata.

BrnoSulla pista di Brno nel Grand Prix České republiky 2015 , davanti ad un grande pubblico che sa accendersi ancora per la passione che nutre per il motociclismo, si sono disputate le tra gare del dodicesimo round mondiale.

Drammatica quanto esaltante la gara della Moto3 che ha regalato al nostro Antonelli il suo primo podio e la sua prima vittoria iridata. “Piatta” anche se disputata ad alti ritmi la gara della MotoGP con Lorenzo che ha dimostrato uno strapotere disarmante per tutti gli avversari. Nella Moto2 piloti italiani, i tre in gara, sono stati solo comprimari lontani dalle posizioni dei primi.

MOTOGPJorge Lorenzo (Yamaha) ha vinto al termine di una cavalcata trionfale. Sul podio lo hanno affiancato Marc Marquez (Honda) e il suo compagno di squadra Valentino Rossi. Per il maiorchino si tratta della quinta vittoria stagionale, ma soprattutto aggancia il pesarese in testa alla classifica iridata. Per Valentino Rossi è la quindicesima gara consecutiva che sale sul podio del motomondiale. Il terzo posto gli ha consentito di mantenere la testa della classifica, ma in coabitazione con Lorenzo, mentre Marquez ha scalato la classifica di soli 4 punti. Giù dal podio, le due Ducati GP15 di Andrea Iannone e Andrea Dovizioso , col forlivese infilato nell’ultima tornata dalla RC213V di Dani Pedrosa (Honda) e ancora alle spalle del compagno di team. Bradley Smith (Yamaha ) chiude 6° davanti alla coppia dei fratelli Pol (Yamaha) e Aleix Espargarò (Suzuki). Per la seconda gara consecutiva, Danilo Petrucci (Ducati) chiude la Top Ten davanti al proprio compagno di squadra Yonny Hernandez. Entrambi a terra alla Curva 11, proprio occupavano la 10ª posizione, Cal Crutchlow (Honda) e il rookie Maverick Viñales (Suzuki).

Le posizioni nella classifica generale: Lorenzo e Rossi p. 211, Marquez p. 159 e Iannone p. 142.

MOTO2 – Condizioni della pista perfette, caldo non era eccessivo e la pioggia non ha scombinato i setup dei piloti, un contesto che ha permesso al francese Johann Zarco di salire per la 5ª volta in questa stagione sul gradino più alto, la prima in assoluto sul circuito di Brno. Sul podio si è ritrovato con il campione oramai uscente Tito Rabat e il sempre più convincente rookie Alex Rins, sul podio per la terza volta consecutiva. Bella prestazione anche dell’altro rookie spagnolo Alex Marquez. Finalmente al traguardo Sam Lowes che ha preso il via in a 13° posizione, l’inglese ha dimostrato ancora una volta di essere forte in gara ed è risalito fino alla 5° posto. Franco Morbidelli è stato il migliore degli italiani; il romano ha chiudo al 10° posto, davanti a Simone Corsi, mentre Lorenzo Baldassarri si è ritirato al secondo giro.

Le posizioni nella classifica generale: Zarco p. 224, Rabat p. 154, Rins p.144, primo dei piloti italiani Morbidelli (8°) p. 84.

MOTO3 – Finalmente è arrivato il primo podio mondiale in carriera per il cattolichino Nicolò Antonelli (Honda), e che podio, è salito sul gradino più per il suo primo trionfo iridato. A diciannove anni questo potrebbe diventare il risultato della carriera dopo tanti piazzamenti o risultati poco foortunati.Il tricolore lo ha fatto sventolare anche il secondo qualificato, il sempre efficace Enea Bastianini (Honda ), bravo a recuperare dalla 15ª casella e portarsi nel gruppo di testa. Grazie al quinto podio stagionale, il 17enne di Rimini ha rosicchiato punti preziosi in classifica al leader Danny Kent (Honda), settimo alla fine e mai veramente all’attacco nei momenti conclusivi di questa corsa. Per la seconda volta in questo 2015, sale sul terzo gradino del podio Brad Binder (KTM) , il sudafricano si è fato valere in mezzo al solito plotone delle Honda e per una parte di gara ha guidato anche un gruppo compatto di 11 piloti insieme al suo team-mate Miguel Oliveira, soltanto ottavo al traguardo. Alle spalle del veterano Efren Vazquez (Honda) e il rookie Jorge Navarro (Honda), al 6° posto Romano Fenati (KTM) che ha fatto sperare nell’impresa lottando per il podio sino all’ultimo giro dopo esser scattato dalla 22ª posizione( ottava fila della griglia) anche per effetto della penalità comminatagli ieri dalla Race Direction. In zona punti anche Pecco Bagnaia (12°) seguito da connazionale Andrea Migno (13°). Lontani dalla zona punti Lorenzo Dalla Porta (19°), Matteo Ferrari (21°), Stefano Manzi (24°), Alessandro Tonucci (25°), Ritirato per caduta Andrea Locatelli. Nell’ordine d’arrivo mancano 9 piloti, alcuni di primo piano, difficile intravvedere risultati i crescita per i ragazzi del Team Italia come recita il solito comunicato stampa. Apprensione a inizio gara per una duplice caduta multipla che ha obbligato la Direzione Gara a esporre la bandiera rossa: alla Curva1 si sono stesi Suzuki, Ajo, Oettl, Danilo; mentre, pochi metri dopo, alla Curva3, Dalla Porta, Locatelli, Ono e Rodrigo. Quest’ultimo, inizialmente rimasto a terra privo di sensi, è stato soccorso dalle Medical Cars e dall’ambulanza, che lo ha trasportato prima al centro medico del circuito per un accertamento e quindi all’ospedale di Brno per una TAC.

Le posizioni nella classifica generale:Kent p. p.199, Bastianini p.154, Fenati p.122

Brno: Motomondiale in TV, diretta su SKY (pay) e Cielo (digitale)

BrnoFINE SETTIMANA DI FERRAGOSTO CON I PILOTI DEL MOTOMONDIALE IN PISTA SULLA PISTA DI BRNO, NELLA REPUBBLICA CECA.

I migliori piloti mondiali hanno preso parte ai Gran Premi disputati a Brno dal 1930. Fino al 1982 le competizioni si organizzavano nelle strade che attraversavano i dintorni della città ceca. L’iniziativa del Presidente T.G. Masaryk ha propiziato la costruzione di un vero e proprio circuito negli anni 80, con la speranza di organizzare una gara di Formula 1. Nel 1987, dopo vari anni di assenza nel calendario del Campionato del Mondo, è tornato a disputarsi il Gran Premio della Repubblica Ceca. Apprezzato sia dai piloti che dagli spettatori, il circuito di Brno serpeggia attraverso alcune colline boscose che offrono eccellenti posizioni per contemplare le evoluzioni delle moto. Lunga e sicura, con costanti cambiamenti in elevazione e ondulate curve, la pista di Brno possiede una grande varietà di difficoltà tecniche che mettono alla prova il talento dei piloti e degli ingegneri.

LA PROGRAMMAZIONE TV DI SKY

Giovedì 13 agosto
17:00 – Conferenza Stampa Piloti MotoGP
18:00 – Paddock Live Show

Venerdì 14 agosto
08.50 – Paddock Live
09:00 – Prove libere 1 Moto3
09.55 – Prove libere 1 MotoGP
10.55 – Prove libere 1 Moto2
11.40 – Paddock Live

13:00 – Paddock Live
13.10 – Prove libere 2 Moto3
14.05 – Prove libere 2 MotoGP
15.05 – Prove libere 2 Moto2
15.50 – Paddock Live
18.00 – Paddock Live Show

Sabato 15 Agosto
08.50 – Paddock Live
09.00 – Prove libere 3 Moto3
09.55 – Prove libere 3 MotoGP
10.55 – Prove libere 2 Moto2
11.40 – Paddock Live

12.15 – Paddock Live
12.35 – Qualifiche Moto3
13.30 – Prove libere 4 MotoGP
14.10 – Qualifiche MotoGP (differite alle 16.05, 18,30, 22.15 e 00.30)
15.05 – Qualifiche Moto2
15.50 – Paddock Live

Domenica 16 Agosto
08.30 – Paddock Live
08.40 – Warm up Moto3, Moto2 e MotoGP
11.00 – Gara Moto3 (differite 18:30, 23:30 e 5:00)
12.20 – Gara Moto2 (differite 20:00 e 2:00)
14.00 – Gara MotoGP (differite alle 17.00, 21.00, 00.00 )
15.00 – Paddock Live
15.45 – Paddock Live Ultimo Giro
19.00 – Race Anatomy MotoGP

Programmazione su Cielo TV DIRETTA (digitale terrestre)

Sabato 15 Agosto 2015
12:15 – Studio MotoGP
12:30 – Qualifiche GP di Germania

Domenica 16 Agosto 2015
10:40 – Studio MotoGP
11:00 – Gara Moto3
12:20 – Gara Moto2
14:00 – Gara MotoGP
14:50 – Studio MotoGP
23:00 – Gara MotoGP (Sintesi)

Brno: Motomondiale al 12° appuntamento, gare sempre più decisive.

BrnoLa nova sfida della MotoGP si consumerà Grand Prix České Republiky sulla pista di Brno, un tracciato considerato favorevole alle Honda rispetto alle Yamaha.

MOTOGP – Valentino Rossi (195 punti) guida la classifica iridata con 9 lunghezze di vantaggio su Jorge Lorenzo (186); più staccato, al terzo posto, Marc Marquez (139) quando mancano otto gare alla fine. I piloti Honda: hanno vinto le ultime quattro edizioni nella repubblica ceca. L’anno scorso Marquez interruppe la striscia vincente di 10 vittorie consecutive e a trionfare fu il suo compagno di squadra, Dani Pedrosa, seguito dalle Yamaha di Lorenzo e Rossi. Valentino Rossi da alcune gare Anche 12 mesi il “Dottore” conquistò il terzo gradino del podio, ma è lui il pilota più vincente dell’era MotoGP su questa pista con quattro vittorie. Vale da 14 GP consecutivi è sempre salito sul podio, ma domenica in partenza solo una vittoria sarebbe garanzia assoluta per mantenere la testa della classifica. In ogni caso a Marquez va riconosciuto il ruolo di favorito. Attesa anche per la Ducati con Andrea Iannone nelle ultime gare più veloce di Andrea Dovizioso e sul tracciato di Brno ha sempre offerto ottime prestazioni in tutte le categorie, Dovizioso dovrà porre rimedio, fortuna permettendo, alla sequenza degli ultimi risultati poco lusinghieri.

MOTO2 – Zarco arriva Brno con un ampio vantaggio, tanto da far pensare che oramai la lotta possa essere ristretta alla conquista del secondo posto. sarà decisivo per il secondo in classifica. Guida la classifica con 71 punti di vantaggio Alex Rins che domenica scorsa ha vinto la sua prima gara in Moto. Il rookie spagnolo è stato sempre molto e a Indy ha mostrato quali sono le sue capacita. . A contendergli il secondo posto, distanziato di soli tre punti, è il connazionale Campione uscente Tito Rabat . L’anno scorso è stato Tito Rabat ad aggiudicarsi la gara, ma in questa stagione il suo rendimento è molto altalenante. di Brno con 3 secondi di vantaggio; il 2015 non si sta rivelando altrettanto facile per lo spagnolo che, tra incidenti e infortuni, sta faticando a difendere il titolo. A parte la vittoria del 2014, il 26enne di Barcellona ha conseguito risultati contrastanti in Repubblica Ceca: un terzo posto in 125cc nel 2010 e negli altri Gran Premi è rimasto fuori dalla Top 5. Nel 2014 la vittoria di Brno è stata la prima di una tripletta per il Campione del Mondo in carica della classe intermedia. Terzo in classifica Thomas Luthi che su Rins deve recuperare 19 punti. A Indianapolis il nostro Franco Morbidelli ha conquistato il primo podio mondiale nella categoria, unico italiano in gara e chissà che l’appetito non venga mangiando?

MOTO3Domenica le condizioni della pista hanno permesso a giovani promesse del Campionato del Mondo di Moto3 come Livio Loi, John McPhee e Philipp Oettl di giocarsi tutto per tutto e di affrontare la gara con le slick, una decisione che gli ha portati a salire per la prima volta sul podio. I Top rider della categoria non hanno rischiato, perdendo invece tempo per il cambio gomme in corsa. Ma hanno percorso l’occasione anche piloti abitualmente lenti come i ragazzi del Team Italia. Un errore condiviso che chi li guida, I comunicati stampa sono un dimostrazione di equilibrismo per spigare risultati clamorosamente insufficienti, e le foto che postano (tutto il gruppo) su Fbk sanno più di gita scolastica che di un racing team. A Indy Per la prima volta nel 2015, Danny Kent non ha ottenuto alcun punto, ha impiegato oltre due minuti e mezzo per il cambio gomme, un minuto in più rispetto alla media degli altri piloti. Non è entrato nella zona punti, ma ha mantenuto 56 punti di vantaggio nella classifica del Campionato. Se si considera che proprio a Brno l’anno scorso salì per la prima volta sul podio la sua leadership non pare possa essere insidiata più di tanto. A trarre il maggior vantaggio dai risultati di Indy è stato Romano Fenati, arrivato in 4ª posizione ha conquistato punti preziosi per il Campionato salendo al terzo nella classifica generale; primo pilota della KTM. Enea Bastianini, secondo in classifica, che sul podio a Brno, nel 2014, stagione del suo debutto in Moto, ha colto una gran bel secondo non si accontenterà di un buon piazzamento e cercherà di nel paddock, battere Kent, passaggio obbligato se vuole riaprire i giochi per il titolo. Attese positive anche per le prestazioni di Nicolò Antonelli (magari per un podio che insegue da tempo) e per Francesco Bagnaia sfortunato nelle gara americana.

Indianapolis – programmazione TV per il round Motomondiale

Campionato Motogp_bannerMotomodiale in TV – gara di Indianapolis 2015 – Canali SKY & CIELO

Programma con orario italiano

PROGRAMMAZIONE SKY

Giovedì 6 Agosto 2015
18.00
* Conferenza Stampa Piloti MotoGP
19.00 * Paddock Live Show

Venerdì 7 Agosto 2015
14.50 * Paddock Live
15.00 *
Prove libere 1 Moto3
15.55 *
Prove libere 1 MotoGP
16.55 * prove libere 1 Moto2
17.45
* Paddock Live

19.00 * Paddock Live
19.10 * Prove libere 2 Moto3
20.05 * Prove libere 2 MotoGP
21.05 * Prove libere 2 Moto2
21.50 * Paddock Live

Sabato 8 Agosto 2015
14.50 *
Paddock Live
15.00 *
Prove libere 3 Moto3
15.55 *
Prove libere 3 MotoGP
16.55 *
Prove libere 2 Moto2
17.45 * Paddock Live

18.15 * Paddock Live
18.35 * Qualifiche Moto3
19.30 * Prove libere 4 MotoGP
20.10 * Qualifiche MotoGP
21.05 * Qualifiche Moto2
21.50 * Paddock Live
23.30 * Conferenza stampa qualifiche
00.00 * Paddock Live Show

Domenica 9 Agosto 2015
16.30 *
Warm up Moto3, Moto2 e MotoGP
17.00 *
Gara Moto3
18.20 *
Gara Moto2
20.00 *
Gara MotoGP
21.00 * Paddock Live
21.45 * Paddock Live Ultimo Giro
23.30 * Race Anatomy MotoGP

PROGRAMMAZIONE CIELO (IN CHIARO)

Sabato 8 agosto

18.15 * Studio MotoGP

18.35 * Moto3 Qualifiche (diretta)

20.05 * MotoGP Qualifiche (diretta)

21.05 * Moto2 Qualifiche (diretta)

Domenica 9 agosto

16,40 Studio MotoGP

17.00 Moto3 Gara (diretta)

17.50 Studio MotoGP

18.20 Moto2 Gara (diretta)

19.10 Studio MotoGP

20.00 MotoGP Gara (diretta)

20.50 Studio MotoGP

 

Sachsenring: sulla pista tedesca in trionfo Marquez, Simeon e Kent. Rossi sempre leader della MotoGp.

Campionato Motogp_bannerIl Grand Prix Deutschland, gara dello spartiacque per il campionato 2015, non ha riservato grandi sorprese, ma qualche novità c’è stata Il Sachsenring, circuito discutibile discusso quale teatro di eventi mondiali, ha visto trionfare, lo spagnolo Marquez (MotoGP), il Belga Simeon (Moto2) e l’inglese Kent (Moto3). Per i piloti italiani ci sono stati due podi, con i terzi post di Rossi e Bastianini.

MOTOGPMarc Marquez (Honda) voleva, avendo dimostrato in prova una grande superiorità. la seconda vittoria stagionale, un risultato conquistato su tracciato amico come quello tedesco ha preceduto nettamente il suo compagno di squadra Dani Pedrosa e il leader della classifica iridata Valentino Rossi (Yamaha Moto) che lo impegnato fino a tre giri dalla fine. posto per Jorge Lorenzo, il compagno di squadra di Rossi ed il vero sconfitto di giornata. Buon quinto posto per Andrea Iannone (Ducati) seguito dai due inglesi Bradley Smith (Yamaha) e Cal Crutchlow (Honda); A completare la top ten Pol Espargarò (Yamaha) e Danilo Petrucci (Ducati). Non disprezzabile il piazzamento ai marini del 10 migliori di Aleix Espargarò e Maverick Viñales (Suzuki). Fine settimana concluso male da Andrea Dovizioso finito in terra quando viaggiava intorno alla decima posizione. Rossi ha difeso la leadership del campionato allungando di 3 punti su Lorenzo, ma x concedendo 8 punti al vincitore di giornata Marquez, tutto sommato una buona giornata per lui. Il cambio di pilota non ha cambiato i risultati di Aprilia con Bautista 14° e Laverty 20°. Altro italiano fuori classifica il rientrante Claudio Corti.

La top five della classifica generale: 1 Valentino ROSSI p.179; 2 Jorge LORENZO p.166 ; 3 Andrea IANNONE p.118; 4 Marc MARQUEZ p.114; 5 Andrea DOVIZIOSO p.87.

MOTO2Xavier Simeon, pilota belga in sella alla moto del team Gresini ha conquistato il primo trionfo iridato nella categoria. Ha preceduto il leader del campionato in corso, il francese Johann Zarco e il rookie spagnolo Aleix Rins. Corsa condizionata dallo sfortunato contatto, all’ultima curva, che ha messo fuori causa Franco Morbidelli e Tito Rabat che erano in lotta per il terzo gradino del podio. Il pilota italiano era stato protagonista di una splendida corsa e stava difendendo la conquista del primo podio dall’attacco del campione del mondo spagnolo. Quarto posto Simone Corsi, seguito da Sam Lowes e Tom Luthi poi Takaaki Nakagami a precedere Lorenzo Baldassarri (8°), a chiudere la top-ten Julian Simon e Dominique Aegerter.

La top five della classifica generale: 1Johann ZARCOp.179; 2 Tito Rabat p.114 ; 3 Sam LOWES p.107; 4 Alex RINS p.103; 5 Thomas LUTHI p.99. Primo dei piloti italiani Morbidelli (8°) p.62.

MOTO3 – Implacabile l’inglese Danny Kent (Honda) che ha vinto davanti al compagno di squadra Efren Vazquez e al rivale più diretto in campionato Enea Bastianini (Honda). Ai piedi del podio, superati nella volata finale per il 3° posto dal connazionale, Romano Fenati (KTM) e Niccolò Antonelli (Honda). Sesto di piazza Jorge Navarro (Estrella Galicia 0,0), davanti a Brad Binder (Honda). I tre ragazzi italiani sono stati autori di una grande gara, battuti dal dominatore di stagione, meritevole di segnalazione la rimonta di Fenati. Top-ten completata da Alexis Masbou (Honda), Andrea Locatelli (Honda) con Niklas Ajo (KTM) a chiudere la Top 10. Per le moto della casa austriaca il round tedesco rappresenta una vera debacle. Molto più indietro tutti gli altri piloti italiano: Andrea Migno 21°, Stefano Manzi 22°, Alessandro Tonucci 24°, Matteo Ferrari 25°. Ritirato per noie al motore Francesco Bagnaia. Un contatto ha messo fuori gara le due ragazze spagnole in gara, Ana Carrasco e Maria Herrera.

La top five della classifica generale: 1 Danny KENT p.190; 2 Enea BASTIANINI p.124 ; 3 Miguel OLIVEIRA p.102; 4 Romano FENATI p.102; 5 Efren VASQUEZ p.96. Primo dei piloti italiani Morbidelli (8°) p.62.

In chiusura vale la pena di riportare le dichiarazioni che ha diffuso il Team Italia relative all’ennesima prestazione poco significativa da parte della squadra. Tutto colpa dei piloti se si vale la pena di continuare una percorso che non aiuta loro (forse nemmeno le famiglie) e non fa onore alla FMI?

Stefano Manzi (22à) La partenza è stata molto buona, mi sono ritrovato ventesimo alla conclusione del primo giro. Purtroppo da quel momento in avanti ho commesso diversi errori che mi hanno fatto perdere il contatto con il gruppetto di otto piloti a confronto per la zona punti. Nei curvoni veloci spesso finivo largo, fuori traiettoria, a maggior ragione qui al Sachsenring ci vuole davvero poco per perdere tanto tempo. Peccato perchè si poteva far meglio della ventiduesima posizione, vedremo pertanto di rifarci ad Indianapolis“.

Matteo Ferrari (25°)”Sono partito abbastanza bene e nei primi giri sono stato in grado di spingere più del solito. Da questo punto di vista abbiamo compiuto dei progressi rispetto alle precedenti gare. Sfortunatamente, intorno all’ottavo-nono giro, con l’usura delle gomme non sono più riuscito a mantenere lo stesso ritmo, ritrovandomi così a confronto con gli altri 5-6 piloti del mio gruppetto. Nel finale ho commesso un errorino che mi è costato un potenziale ventunesimo posto, in ogni caso un risultato non esaltante per le nostre aspettative. A prescindere dal piazzamento finale, nei tre giorni qui al Sachsenring abbiamo concretizzato dei significativi passi avanti in termini di feeling sul davanti, mentre resta ancora da individuare un giusto compromesso per trovare più grip al posteriore“.

Cristiano Migliorati (Direttore Sportivo) “Il nostro target era di improntare la gara con entrambi i piloti sul passo dell’1’28″, indispensabile per avvicinarci alla zona-punti. I nostri ragazzi hanno cercato di fare del loro meglio, ma a parte pochi giri su questo ritmo sono rimasti costantemente sull’1’29″. Nel corso della pausa estiva lavoreremo a pieno regime al fine di ripresentarci nel miglior modo possibile ad Indianapolis, sempre con l’obiettivo di avvicinare il nostro target di riferimento e performance in linea con la missione del nostro progetto”.

Il Motomondiale riprenderà (07-09 Agosto) a Indianapolis.

Assen: vincono Rossi (MotoGP), Zarco (Moto2) e Oliveira (Moto3).

assen_nLa grande folla, che come di consueto si è data appuntamento lungo il tracciato del TT Circuit Van Drenthe di Assen, nella Drenthe provincia dei paesi bassi, non è rimasta delusa.Il gran Premio diOlanda si disputa in questa località dal 1925, su un percorso modificato a più riprese, passato da impianto stradale a impianto fisso,ha regalato un sabato di festa, l’ultimo perché dal 2016 sarà disputalo l’ultima domenica di giugno. Lo spettacolo in pista è stato esaltante e alla fine delle tre gare sono state diffuse le note degli inni nazioni di Italia per Valentino Rosi (MotoGP); Francia per Johann Zarco (Moto2) e Portogallo per Miguel Oliveira (Moto3). Nel segno di un trend che vede sempre meno piloti spagnoli primeggiare, adAssen non ci sono state vittorie dei piloti iberici e solo tre hanno potuto salire la ripida scala che porta al podio.

MOTOGPValentino Rossi (Yamaha) si è aggiudicato il il Gran Primo di Olanda 2015, ha preceduto due spagnoli, il campione del mondo in carica Marc Marquez (Honda) Jorge Lorenzo suo compagno di team. Il nove volte iridato si è aggiudicato la vittoria al termine di un’accesa battaglia con Marc Marquez il campione in carica. Il finale di corsa si è tinto di giallo perché lo spagnolo, nel tentativo di sopravanzare l’italiano è entrato deciso nella chicane finale, una manovra che ha costretto entrambi i piloti ad un taglio, modesto quello di Marca più marcato quello di Valentino. Manovre rese inevitabile per non incorrere in una caduta, discutibile ed interpretabile a seconda del tifo, ma considerata ammissibile da parte della giuria. Per Rossi il successo è stato importante perché gli ha permesso di distanziare Lorenzo, oggi terzo al temine di una gara piuttosto incolore. Ora sono 10 i punti che dividono id due piloti del team Yamaha. Al quarto posto ha si è piazzato Andrea Iannone (Ducati); alle sue spalle, distanziato, che ha avuto la meglio sul gruppetto formato da Pol Espargarò (Yamaha), Cal Crutchlow (Honda), Bradley Smith (Yamaha) e uno “stranito” Dani Pedrosa giunto ottavo, davanti alle Suzuki dei connazionali Aleix Espargarò e Maverick Viñales. Fuori dalla Top ten Andrea Dovizioso (12°) preceduto anche da Danilo Petrucci. Malinconicamente ultimo Marco Melandri. Leader della classifica iridata Rossi p. 163, seguito da Lorenzo p.153 e Iannone p.107. Marquez 4° con soli 83 punti.

MOTO2Johann Zarco, si è aggiudicato la gara, Il poleman francese ha conquistato la terza vittoria stagionale, la seconda consecutiva dopo quella di Barcellona. Ha dovuto lottare duramente con il campione in carica, lo spagnolo Tito Rabat che gli ha concesso meno di otto decimi. A completare il podio, con il terso posto, è stato il talentuoso inglese Sam Lowes. Già campione del mondo Supersport. Quarto posto per il rookie Alex Rins che ha dato prova di essersi ripreso da periodo poco positivo mostrato nel recente passato. Ai piedi del podio lo svizzero Tom Luthi seguito da belga Xavier Siméon, dal tedesco Jonas Folger, capofila nelle fasi iniziali della gara corsa nelle fasi iniziali, a seguire il finlandese Mika Kallio e l’altro esordiente Alex Marquez. Simone Corsi è stato il migliore dei piloti italiani ma la sua posizione (10°) non può entusiasmare. Solo 19° Franco Morbidelli che ha preso il via dal fondo della griglia per scontare una penalità, Purtroppo anche nelle prove è parso in grave difficoltà, ritirato Lorenzo Baldassarri. La gara è stata interrotta con bandiera rossa dopo il primo start a causa dell’olio lasciato in pista dalla moto di Luis Salom. Leader della classifica iridata Zarco p.159, seguito da Rabat p.114 e Lowes p.97. Morbidelli 7° migliore degli italiani con 62 punti.

MOTO3 - Il portoghese Miguel Oliveira (KTM) ci ha preso gusto ed ha conquistato la seconda vittoria stagionale, dopo quella centrata al Mugello. Ha primeggiato sul gruppo di 7 piloti che per tutta la gara hanno lottato duramente, regalando innumerevoli sorpassi. Nel concitato finale, si sono conquistati un posto sul podio il giovanissimo rookie francese Fabio Quartararo (Honda) capace di mettersi dietro il leader della classifica iridata, l’inglese Danny Kent (Honda). Altro esordiente, Jorge Navarro. al quarto posto e primo spagnolo di giornata. A seguire la coppia italiana formata da Romano Fenati (KTM) e Enea Bastianini (Honda. Due piazzamenti dignitosi, che non hanno entusiasmato perchè ben altre erano le attese. In particolare per il poleman Bastianini). Settimo posto per il sudafricano Brad Binder (KTM) seguito dal giapponese compagno di team Karel Hanika. Poi 9° Niccolò Antonelli chiude in nona posizione dopo una rimonta nel finale resa necessari da un contatto con Maria Herrera, finita purtroppo a terra quando stava lottando per centrare la top ten. A punti altri ragazzi italiani: Francesco Bagnaia (11°) penalizzato anche da un contatto con il compagno di team Guevara; Andrea Migno (12°). Più indietro Stefano Manzi (22°) Matteo Ferrari (24°). Ritirato Andrea Locatelli. Classificati solo 28 dei 36 partiti e, guardando anche i distacchi, per alcuni dei nostri legittimo chiedersi … a che pro? Leader della classifica iridata Kent p. 165, seguito da Bastianini p.108 e Oliveira p.102.

Assen:fra Rossi & Lorenzo la sfida principe, ma per l’Italia ci sono attese in Moto3.

Aut_AssenLa stagione delle motociclismo sportivo snoda, quasi senza soluzione di continuità, gli appuntamenti “mondiali”. Siamo appena usciti dalla manifestazione del Misano World Circuit e l’attualità impone di prendere in considerazione il Gran Premo di Olanda sulla pista di Assen. Come da tradizione si corre sul tracciato di Assen il Bridgestone Dutch TT 2015, sarà disputato Sabato 27 giugno p.v..

Assen è la pista dove, sin dal primo anno del motomondiale nel 1949, si svolge il Gran Premio motociclistico d’Olanda. Impianto progettato in particolare per le 2 ruote, dove abitualmente non corrono le autovetture. Viene da sempre considerato uno dei più difficili del campionato, infatti ha il nomignolo di università delle 2 ruote, a causa delle sue medie velocistiche elevatissime. Nonostante le recenti modifiche che ne hanno alterato in parte la fama, il circuito mette tuttora a dura prova sia le moto che i piloti. Oggi, dopo molte modifiche la pista misura 4.555 m. Il rettilineo più lungo è di 970 m. La progressiva diminuzione della lunghezza del tracciato ha avuto come motivazione la sicurezza dei piloti, che corrono in un tracciato stretto, privo di grandi rettilinei e con molti curvoni veloci. L’ultima grande modifica è stata realizzata nel 2006 ed ha eliminato tutta la prima parte del circuito, molto veloce e particolare per un tracciato moderno, riducendo di quasi 1.500 m la lunghezza del tracciato. Il TT Circuit è l’unico circuito su cui si corre ininterrottamente una prova del motomondiale dal 1949. Prima dell’inaugurazione della pista definitiva, la gara si svolgeva su strade aperte al pubblico ed in omaggio a questo, la prova del mondiale è denominata Tourist Trophy, come la celebre corsa su strada dell’Isola di Man.

MOTOGP – Assen teatro ideale per tante sfide, ma sabato la più attesa sarà quella tra Valentino Rossi e Jorge Lorenzo in lotta per il primo posto della classifica iridata. I due compagni di squadra Yamaha si presentano sul leggendario tracciato divisi da appena 1 punto in favore del pesarese, col maiorchino che però è reduce da quattro vittorie di fila. Lorenzo ha stabilito il record di 103 giri consecutivi al comando; Rossi, dalla sua, ha ridotto il gap in gara dal suo team-mate, ma dovrà far meglio in qualifica. Dell’attuale griglia della MotoGP Rossi è il pilota più vincente sul tracciato olandese, per un totale di nove vittorie in tutte le classi (6 in MotoGP, 1 in 250cc, 1 in 125cc), l’ultima delle quali nel 2013. La sfida fra i due sarà al calor bianco, ma non esclude altri grandi protagonisti. Marc Marquez (Honda), il vincitore della scorsa edizione davanti ad Andrea Dovizioso, deve recuperare dopo i due passi falsi del Mugello e del Montmelò: il Campione del Mondo in carica si trova a 69 punti da Rossi. Come l’italiano ha trionfato in tutte le classi (1 in MotoGP, 2 in Moto2, 1 in 125cc). Per tornare a vincere ad Assen ha deciso di ritornare al telaio 2014 che sembra lavorare meglio con il nuovo forcellone. Il suo compagno di team, Dani Pedrosa, arriva ad Assen forte del primo podio stagionale, che ha segnato la sua ripresa dopo i problemi al braccio che l’avevano rallentato. L’anno scorso il pilota spagnolo salì sul podio, mentre ha vinto solo una volta su questo circuito: in 125cc nel 2002. Molto atteso il team Suzuki per verificare se le prestazioni evidenziate a Barcellona saranno confermate. Sono arrivati degli aggiornamenti al motore, provati alla due-giorni di test privati ad Aragon. Le caratteristiche della pista si adattano a quelle della moto di Hamamatsu e l’assenza di un lungo rettilineo dovrebbe ridurre il gap dalla concorrenza. Aleix Espargarò, in pole lo scorso anno con la Yamaha , cercherà di regalare la stessa soddisfazione alla casa giapponese, partita al palo l’ultima volta in Olanda nel 2010. Il compagno di squadra Maverick Viñales è determinato a migliorare il suo miglior risultato (6º posto al Montmelò) nella classe regina, su un tracciato sul quale ha già trionfato due volte (in 125cc nel 2011 e in Moto3 nel 2012), mentre l’anno scorso finì secondo in Moto2. Andrea Iannone (Ducati), sesto l’anno scorso avrà il compito di provare a chiudere il gap in classifica dalle Yamaha ufficiali. Nelle sette gare andate in archivio, il pilota di Vasto non è mai finito fuori dalla Top 6: soltanto Rossi e Lorenzo hanno fatto meglio. Il suo compagno di squadra Andrea Dovizioso dovrà assolutamente rimettersi in carreggiata dopo gli ultimi due ‘zero’ consecutivi. Dopo tre secondi posti di fila, il forlivese è infatti riuscito a salire solo una volta sul podio nelle ultime quattro gare. L’anno scorso finì secondo e quello fu il suo terzo podio in MotoGP in Olanda. Attenzione anche per Bradley Smith (Yamaha Tech3) miglior pilota satellite e attualmente sesto in classifica con 68 punti. Cal Crutchlow (Honda) è chiamato a rifarsi dopo le ultime tre battute d’arresto, a dispetto dell’ottimo passo mostrato. Per i tifosi italiani un occhio anche per Danilo Petrucci.

MOTO2 – Johann Zarco in questa stagione è sempre salito sul podio della classe intermedia, fatta eccezione per l’ottavo posto della gara inaugurale in Qatar, in cui fu rallentato da un inconveniente tecnico. Da quando ha assunto la leadership in campionato con la vittoria in Argentina, il francese ha incrementato il suo vantaggio in classifica in ciascuna delle gare successive. Ha accumulato un vantaggio di tutto rispetto: 40 punti. Ad insidiarlo ci proverà Tito Rabat che dopo un avvio a corrente alternata ha ritrovato quella costanza che lo ha incoronato Campione del Mondo Moto nel 2014, conquistando ben quattro podi consecutivi. Il suo miglior piazzamento al Dutch TT finora è stato un quarto posto nel 2012; Assen è uno dei due unici circuiti del calendario sui quali Rabat non è mai salito sul podio nella classe intermedia. L’anno scorso lo spagnolo cadde durante il giro di formazione, ma grazie all’arrivo della pioggia la partenza fu ritardata e il suo team riuscì a riparare in tempo la moto per consentirgli di partire dalla pole. Gara difficile nel 2014 anche per Sam Lowes, il pilota britannico infatti cadde due volte nello stesso giro prima di ritirarsi, dopo esser stato a lungo in lotta per il podio. Nelle ultime tre gare l’inglese ha concluso sempre in quarta posizione. Attualmente terzo in campionato, ha due punti di vantaggio su Thomas Luthi. Con il secondo posto nel round di Barcellona, Alex Rins ha finalmente ripreso a macinare punti, dopo tre ‘zero’ consecutivi. Il rookie spagnolo è salito sul podio di Assen nelle ultime due edizioni in Moto3. La pioggia dello scorso anno ha portato bene a Anthony West. Il veterano australiano ha ottenuto la sua seconda vittoria in carriera. Atteso un rilancio !importante per i piloti italiani Franco Morbidelli, Simone Corsi e Lorenzo Baldassarri; al momento solo il primo figura (7°9 nella top-ten iridata.

MOTO3 – Per la 67esima volta la pista di Assen ospita il GP d’Olanda, ma nessuno degli attuali piloti Moto3 ha mai vinto al Duch TT. L’inglese Danny Kent (Honda) a Barcellona ha conquistato la sua quarta vittoria stagionale, incrementando ulteriormente il vantaggio in classifica. Sul circuito olandese è già salito sul podio per la prima volta in carriera nell’edizione 2012, quando giunse terzo. In Catalunya abbiamo assistito alla prima pole position di Enea Bastianini (Honda), il pilota di Rimini ha mancato la conquista del primo successo iridato, in Olanda andrà ancora a caccia della sua prima vittoria nel Campionato del Mondo dove vanta già sei podi. L’anno scorso il suo GP d’Olanda si è concluso con un high-side al termine del primo giro. Nel 2013 fu Miguel Oliveira conquistare la prima pole per la Mahindra, prima di concludere in terza posizione. Il pilota portoghese, pilota ufficiale KTM, occupa il terzo posto in classifica con 77 punti, appena una lunghezza sopra il basco Efren Vazquez (Honda), compagno di squadra del leader Kent. Niccolò Antonelli (Honda) sta attraversando una fase positiva evidenziata dagli incoraggianti risultati delle ultime tre gare. L’anno scorso il pilota di Cattolica chiuse al quinto posto al GP d’Olanda, suo miglior risultato della stagione 2014. Antonelli è ancora a caccia del suo primo podio in Moto3, che a Barcellona ha mancato per soli 87 millesimi. Molto atteso anche un ritorno sul podio di Romano Fenati, 5° in classifica nonostante le prestazioni altalenanti. Altro italiano molto atteso è Francesco Bagnaia 9° nella classifica iridata, più indietro, ma con punti “mondiali” e decisi a fare bene ci sono Andrea Locatelli, Andrea Migno, e Matteo Ferrari. Ancora a caccia dei primi punti Alessandro Tonucci. Al Montmelò Maria Herrera ha conquistato il suo primo punto mondiale; la ragazza spagnola occupa la 26esima posizione in classifica.

Barcellona: nel GP di Spagna inno spagnolo (Lorenzo), francese (Zarco) e inglese (Kent).

montmelo_barcellonaIl Circuit de Barcelona-Catalunya ha ospitato un gran bel Gran Premio di Spagna, giornata soleggiata e con molto caldo, molto di più rispetto ai giorni di prova, Buona la cornice di pubblico che, ad onor del cero ha avuto pochi motivi per entusiasmarsi, se si eccettuata la prestazione esaltante di Lorenzo. Il messaggio che arriva dalla pista “catalana” è che per la Moto GP il duello per il titolo dovrebbe riguardare Lorenzo e Rossi, tanto netta è stata la superiorità della Coppia Yamaha. I maggiori favori li riscuote lo spagnolo, ma forse dovendo scommettere a sarebbe il caso di puntare su Rossi per far saltare il banco. Anche nelle altre classi Barcellona a contribuito a meglio definire i favoriti per la corsa al titolo: Zarco in Moto 2 e Kent in Moto3.

MOTOGPJorge Lorenzo (Yamaha) c’è riuscito. neanche nelle stagioni dei suoi titoli iridati, il maiorchino aveva mai centrato quattro vittorie consecutive in carriera prima d’ora. E’ successo per la prima volta in carriera, Jorge ha dato una nuova dimostrazione di forza, tanto fisica quanto psicologica. In sella a una M1 straordinaria, un segnale forte al campionato e soprattutto ai suoi rivali Rossi e Marquez. Il poker calato al Circuit de Barcelona-Catalunya non è l’unico record personale raggiunto. Lorenzo ha infatti eguagliato Mike Hailwood nel numero di 37 vittorie nella classe regina. Già che cera, ha infine infranto il numero delle tornate complessive condotte in testa alla corsa e che apparteneva a Casey Stoner. Anche oggi ha dominato dal primo all’ultimo giro: prima prendendo il largo e poi amministrando sul ritorno del suo compagno d squadra Valentino Rossi. Il pesarese, unico pilota della griglia della classe regina ad esser sempre salito sul podio in questi sette round già andati in archivio, mantiene la leadership della classifica iridata, seppur di 1 solo punto. Ormai sente il fiato sul collo dell’avversario. A Barcellona però il nove-volte iridato si è avvicinato tantissimo: tra due settimane ad Assen è attesa la sua risposta. Lorenzo e forte ma l’italiano ha dimostrato che “Vale” e che c’è! Fortunoso ma interessante il rimo podio del 2015 per Dani Pedrosa (Honda). Ha dimostrato sin dalle libere di essersi lasciato i noti problemi al braccio, anche se obbligato a passare dalle Q1, ha disputato una gara discreta, accorta e intelligente, ma lontano dal duo della Yamaha. Chi sembra essersi perso è Marc Marquez. Il campione del mondo in carica ha collezionato il suo terzo ‘zero’ stagionale, il secondo consecutivo, cadendo appena al terzo giro mentre era in seconda posizione dietro Lorenzo, arrivando impiccato alla staccata. Tanti, troppi errori, anche in prova a testare che forse e tempo per un suo reset totale. Ora i punti da Rossi sono 69: davvero tanti (esattamente la metà), persino per lui. Giù da podio ma ugualmente soddisfatto della sua performance, Andrea Iannone (Ducati): il pilota di Vasto, dopo qualifiche non impeccabili che l’avevano costretto a scattare dalla 12ª casella della griglia, in gara oggi ha dato tutto, ingaggiando un bel duello per avere la meglio su Bradley Smith (Yamaha) a quattro tornate dalla fine. Grazie a quest’importante quanto piazzamento, l’abruzzese scavalca il suo compagno di squadra Andrea Dovizioso, tradito dal controllo di trazione, ora è terzo in campionato. Week end da incorniciare per Maverick Viñales (Suzuki). Il rookie, dopo la prima fila in qualifica con cui ha regalato alla casa di Hamamatsu una storica doppietta che le mancava dal 1993, ha conquistato con il 6° posto il suo miglior piazzamento della stagione..

Nella categoria Open, per la prima volta quest’anno il miglior è stato il tedesco Stefan Bradl (Honda) davanti alla Ducati di Danilo Petrucci che ha disputato una buona gara.. Ottima l’impresa di Alvaro Bautista (Aprilia), il pilota spagnolo per la quarta volta ha regalato punti alla Casa di Noale. Una prestazione che fa da contraltare all’ennesima prestazione insufficiente di Marco Melandri. Il ritiro di Marquez per caduta non è stato l’unico. Otto moto non hanno visto il traguardo: tra queste, quelle dei fratelli Pol e Aleix Espargarò, Andrea Dovizioso e Cal Crutchlow..

La classifica generale vede al 1° posto Rossi (138 p.) seguito da Lorenzo (137 p.) e Iannone (94 p.).

MOTO2 – La classe di mezzo, stritolata fra la MotoGP e la Moto in crescita, ha offerto a Barcellona un ottimo spettacolo, con poca Italia. Anche se il “monomotore” Honda continua a non suscitare deliri di passione. Johann Zarco ha vinto la gara precedendo sul traguardo il rookie Alex Rins e il campione del mondo Tito Rabat frenato da un lungo nel giro finale.. Quarto l’inglese Sam Lowes, seguito da Luis Salom, Thomas Luthi e Jonas Folger. Gran bella rimonta di Franco Morbidelli, ottavo sul traguardo dopo esser partito dalla 23ª posizione in griglia. Il ragazzo italiano ha saputo ben difende la posizione conquistata dagli attacchi di Dominique Aegerter e Lorenzo Baldassarri che hanno completato la Top Ten. Solo 13° Simone Corsi, non pare essere neppure questa la sua stagione giusta.

La classifica generale vede al 1° posto Zarco (134 p.) seguito da Rabat (94 p.) e Lowes (80 p.). Meglio piazzato degli italiani 7° Morbidelli (72 p.).

MOTO3 – Volata a a sei per definire i posti sul podio. Sul podio un trio Honda con Danny Kent, già nettamente leader della classifica che ha vinto ed ha rafforzando la sua classifica. L’inglese ha avuto la meglio su Enea Bastianini per soli 35 millesimi a seguire lo spagnolo Efren Vazquez , a oltre mezzo secondo. Ottimo quarto posto per Niccolò Antonelli (Honda), che alla fine si è rammaricato per aver mancato il primo podio in carriera. E’ da qualche hanno che corre il ragazzo di Cattolica e in due interviste da Barcellona ha destato qualche impressione. Al mattino ha candidamente confessato di avere preso parte al warm-up senza sapere che la notte era caduta la pioggia sulla pista. A fine gara era molto rammaricato perché non era consapevole che la volata finale era quella conclusiva. Ha doti il ragazzo, ma deve diventare più vispo. Quinto il portoghese Miguel Oliveira (KTM) , il vincitore del Mugello e 6° Jorge Navarro (Honda). La volata de gruppo che inseguiva è stata appannaggio di Isaac Viñales (Husquarna) preceduto di pochissimo trio KTM: Romano Fenati, Brad Binder e Philipp Oettl. In zona punti anche Andrea Locatelli (13°) e 15° la ragazza spagnola Maria Herrera. Lontani dalle posizioni che contano gli altri ragazzi italiani: Alessandro Tonucci (17°) per uno che corre da anni non è un piazzamento esaltante. Francesco Bagnaia 18°, deludente e con troppi alti e bassi. Poi i due ragazzi del Team Italia, Matteo Ferrari 21° e Stefano Manzi 27°. Sicuri che per i due ragazzi riminesi questa esperienza si concluderà in modo positivo per il divenire della loro carriera. Andrea Migno è caduto, come Manzi ed ha concluso 28° , ultimo del partenti.

La classifica generale vede al 1° posto Kent (149 p.), seguito da Bastianini (98 p.) e Oliveira (77 p.).

Barcellona:7° round del Motomondiale, Rossi contro Lorenzo?

montmelo_barcellonaIl prossimo fine settimana vedrà i i piloti del Motomondiale impegnati nel 7° round stagionale. In programma il Gran Premio de Catalunya, sul circuito de Cataluña, un tracciato situato in via Mas Moreneta vicino a Montmelò, venti chilometri a nord-est di Barcellona, capitale della comunità autonoma della Catalogna. L’impianto è stato inaugurato in vista dei Giochi Olimpici del 1992, Ospita le gare del Motomondiale e il Gran Premio di Spagna di Formula1. Per le caratteristiche del tracciato e la mitezza del clima è uno dei circuiti più utilizzati per le prove delle scuderie in inverno e durante l’anno. Offre la possibilità di tre tacciati diversi:il circuito del Gran Premio ha una lunghezza di 4655 m, il circuito Nacional di 3067 m, e il circuito dell’Escuela di 1703 m. La pista è percorsa in senso orario. Il tracciato del circuito spagnolo è uno dei più apprezzati dai piloti per la sua articolazione e per i rettilinei che “chiudono” con curve sufficientemente ampie e veloci. Il rettilineo di partenza e d’arrivo è molto lungo e consente di raggiungere punte di velocità molto alte. Un contesto ideale per una gara dalla quale ci si attende che scaturiscano risultati confermativi o novità importanti.

MOTOGP – Il leitmotiv ricorrente della vigilia è: chi riuscirà a fermare Jorge Lorenzo? Il campione spagnolo della Yamaha ha vinto le ultime tre gare di fila, risalendo al secondo posto nella classifica della classifica iridata, a solo sei lunghezze dal suo compagno di squadra Valentino Rossi. Sul tracciato del “Catalunya” il maiorchino ha trionfato in tre occasioni nella classe regina, mentre lo scorso anno concluse al quarto posto. Valentino Rossi è il pilota più vincente sulla pista di Barcellona da quando il Gran Premio è stato inserito nel calendario del Mondiale nel 1992 con nove vittorie al suo attivo in tutte le classi (1 in 125cc, 2 in 250cc, 1 in 500cc e 5 in MotoGP), l’ultima affermazione risale al 2009. Fino a questo momento della stagione, il pesarese si è dimostrato l’unico pilota in grado di salire sempre sul podio; Valentino però sa bene che se vuole continuare a guidare la classifica iridata dovrà dare fare di più per agguantare i primi posti. Marc Marquez sta attraversando la più grande crisi della sua carriera. Dopo un fine settimana da incubo al Mugello, con la seconda caduta della stagione, il campione del mondo e il suo staff pare stiano incontrando una serie di problemi con la Honda RC213V; al contrario avversari hanno fatto passi da gigante. Marquez, vincitore della passata edizione, non può che sperare di dare una svolta alla sua stagione con il sostegno del pubblico di casa e di ridurre il divario di 49 punti da Rossi in classifica. Il suo compagno di squadra Dani Pedrosa, quarto al Mugello, sarà alla ricerca di un ulteriore buon risultato: il pilota di Sabadell non manca qui l’appuntamento con il podio dal 2011. Andrea Iannone riparte dalla sua prima pole position e dal miglior risultato in MotoGP, ottenuto col secondo posto al Mugello. L’abruzzese, nel frattempo, ha avuto modo di recuperare dall’infortunio; sul circuito spagnolo ha già vinto in Moto2 nel 2012. Il suo compagno in Ducati, Andrea Dovizioso, vorrà sicuramente rifarsi dopo essere stato costretto al ritiro al Gran Premio d’Italia per un problema alla corona. Il forlivese ha assaporato già il successo sul circuito di Barcellona, vincendo la gara della 250cc nel 2006 e finendo terzo con la Yamaha in MotoGP nel 2012. Dovizioso è salito sul podio in quattro delle sei gare finora disputate in questa stagione ed occupa attualmente la terza posizione, a 25 punti da Rossi. Il team Suzuki ha annunciato un aggiornamenti del motore che dovrebbero aiutare i piloti Aleix Espargarò e Maverick Viñales a fare un altro importante step in avanti. La battaglia tra i team Satellite s’infiamma dopo il round Mugello, in cui l’inglese Cal Crutchlow è caduto a tre giri dalla fine, lasciando strada libera al connazionale Bradley Smith. Nella caduta, Crutchlow si è anche slogato la caviglia, e pertanto dovrà passare una visita medica prima di scendere in pista. Nella classe Open, Loris Baz  ha chiuso il gap con il leader della categoria, Hector Barberà. Il francese ‘vede’ infatti il rivale spagnolo a soli sei punti, dopo aver conquistato la vittoria al Mugello. Attesa anche per due piloti italiani, con Danilo Petrucci che aspira a migliorare le buone prestazioni più recenti, mentre non sarà presente Michele Pirro impegnato al Mugello con il CIV e non dovrebbe essere al via neppure Marco Melandri.

MOTO2 - La classe intermedia ha visto cinque vincitori diversi nelle ultime cinque edizioni del GP di Catalunya. Il campione in carica Tito Rabat nel 2014 conquistò pole e vittoria. L’ultima affermazione al Mugello, lo ha riportato sul gradino del podio, dopo il primo posto conquistato sempre in Italia, nel round di Misano Adriatico della scorsa stagione. Johann Zarco è stato autore di una buona prestazione al Mugello, circuito sul quale ha centrato il suo quinto podio stagionale consecutivo. La pista di Barcellona però lo ha visto ottenere dei risultati non impeccabili: nel 2011 tagliò per primo il traguardo in 125cc, ma gli venne poi comminata una penalità di 20 secondi per un sorpasso troppo azzardato. Continua in maniera altalenante il 2015 di Jonas Folger; il tedesco ha conquistato sì due vittorie, ma non è riuscito ad andare a punti in ben tre occasioni. Nel 2011 giunse terzo in 125cc in Catalunya, mentre l’anno scorso non riuscì a finire la gara in Moto. Una maggior costanza nei piazzamenti lo candiderebbe prepotentemente al titolo in una categoria dove c’è ancora grande equilibrio. All’inizio della stagione, Alex Rins sembrava destinato a essere un serio contendente all’iride, ma dopo gli ‘zeri’ in Francia e in Italia le sue ambizioni sono state rimaneggiate. Il rookie della classe Moto2 resta ad ogni modo un pilota molto competitivo: lo testimonia il suo sesto posto in classifica. Ben lontano invece l’altro esordiente, e suo ex compagno di squadra, Alex Marquez, soltanto 17º. Mugello amaro per i piloti italiani, pesano i ritiri di Franco Morbidelli e Simone Corsi, dignitoso il 10° posto di Lorenzo Baldassarri, piuttosto anonimo il 18° posto di Mattia Pasini, Per Morbidelli e corsi l’opportunità immediata di un rilancio a Barcellona.. L’anno scorso Mika Kallio ha concluso il GP di Catalunya appena giù dal podio, in quarta posizione. Il finlandese, quest’anno ha faticato un po’ più del dovuto ad adattarsi alla nuova moto. Quando finalmente sembrava aver imboccato la giusta direzione al Mugello, uno sfortunato incidente lo ha messo fuori causa.. Sam Lowes continuerà la sua sfida forte anche di una maggiore conoscenza dei circuiti che stanno consentendo all’inglese centrasse sempre la Top Five, eccetto in due occasioni.

MOTO3 – Nessun pilota dell’attuale griglia Moto3 ha mai vinto sul Circuit de Barcelona-Catalunya, un tracciato che negli ultimi 5 anni ha registrato il dominio dei piloti spagnoli. Nella prima parte di questa stagione le cose paiono andare andar diversamente. L’ultima vittoria spagnola risale infatti a quella dello scorso ottobre, ad opera di Efren Vazquez in Malesia. A sperare che il digiuno iberico continui, c’è sicuramente l’inglese Danny Kent, arriva in Spagna forte di 124 punti e di un vantaggio che è riuscito a incrementare, anche per via delle cadute di Fabio Quartararo e Efren Vazquez nelle ultime due gare. Ora a inseguirlo c’è Enea Bastianini, secondo a 78 punti. Secondo nell’edizione 2014, proprio in Catalunya il 17enne di Rimini conquistò il suo primo podio della carriera. Anche nell’ultimo round al Mugello, Bastianini ha mostrato un ritmo sostenuto finendo ancora una volta nella top ten, come sempre accaduto nelle sei gare andate in archivio in questo 2015. Miguel Oliveira è diventato il primo pilota portoghese a vincere un Gran Premio, e spera adesso di continuare questo trend anche a Barcellona. Sia lui che la KTM sembrano aver recuperato dopo il difficile inizio di stagione, caratterizzato anche da qualche incidente. In Catalunya, Oliveira salì sul terzo gradino del podio Moto3 nel 2012. Efren Vazquez e Isaac Viñales, rispettivamente quinto e sesto in classifica iridata, rappresentano la speranza della Spagna di continuare nella felice tradizione sul circuito di casa. Anche la pattuglia dei piloti italiani aspira ad esercitare il ruolo di primo piano che sta ricoprendo. Romano Fenati è terzo in classifica e si è dimostrato in crescita costante, così come Francesco Bagnaia,. Più incostante Nicolò Antonelli più veloce in prova e negli inizia di gare rispetto alle fasi centrali e finali. Lecito attendere prove in crescita anche dai giovanissimi Andrea Locatelli, Andrea Migno, Stefano Manzi e Matteo Ferrari (piloti del Team Italia sempre troppo lontani dalla zona punti.

Mugello: G.P. d’Italia senza vittorie italiane. I nostri piloti sul podio: Iannone (2°), Rossi e Fenati (3°).

mugello 2015 - 3La grande folla che si è data appuntamento ai margini della pista dell’Autodromo Internazionale del Mugello è stata gratificata da gare molto emozionanti.

Il Gran Premio d’Italia è risultato ancora una volta uno dei più grandi eventi motociclistici della stagione.

Non hanno vinto i gare i piloti italiani, ma in tre sono saliti del podio ed in due sono stati protagonisti di primo piano.

Intanto Valentino Rossi ha difeso, a denti stretti, il primo posto in classifica. Dovrà però diventare più competitivo se vorrà respingere l’assalto del compagno di Team Jorge Lorenzo.

MOTO3Miguel Oliveira (KTM) conquista la prima vittoria della stagione davanti a Danny Kent (Honda) e Romano Fenati (KTM). Il portoghese ha preceduto, con una volata mozzafiato, il leader della classifica iridata Kent e l’idolo di casa Fenati. La gara è stata molto avvincente con almeno una quindicina di piloti che dopo 2/3 di gara potevano aspirare ad un posto sul podio. Purtroppo ai piedi del podio, sono rimasti tre dei nostri ragazzi, divisi fra loro da una manciata di millesimi, gli alfieri tricolore Pecco Bagnaia 4° (Mahindra), Enea Bastianini 5° (Honda) e Niccolò Antonelli 6° (Honda). Settimo e primo degli spagnoli il giovanissimo Jorge Navarro (Honda) davanti al connazionale Isaac Viñales (Husqvarna) ed al francese Alexis Masbou (Honda). Purtroppo ancora a terra il rookie Fabio Quartararo, caduto a metà gara alla curva Bucine; forse caricato da troppe attese. I zona punti anche Andrea Locatelli 13° (ancora lontano dalle attese), poi 15° il giovanissimo riminese Andrea Migno. Qualificati nelle retrovie Alessandro Tonucci 19°, Matteo Ferrari 24°, e Antony Greppi 27° Ritirati Stefano Manzi e Marco Bezzecchi. Deludenti i ragazzi del Team Italia.

Nella classifica generale rafforza la posizione di leader Kent forte di 124 punti, precede Bastianini p. 78 e Fenati p. 67

MOTO2- Il campione del mondo in carica Tito Rabat ha vinto la gara davanti al francese Zarco e allo svizzero Aegerter. Lo spagnolo ha conquistato la sua prima vittoria del 2015 vincendo sul circuito del Mugello. Ha sul traguardo il leader della classifica Zarco ed il ritrovato lo svizzero Dominique Aegerter, che in pratica si è sostituito al connazionale Thomas Luthi ritirato a causa di una caduta. Quarto posto per il poleman Sam Lowes, in rimonta dopo un contatto all’inizio del secondo giro con Simone Corsi, poi ritiratosi nove tornate più tardi. Luis Salom si è aggiudicato la lotta per il 5º posto contro Xavier Siméon e Julian Simon (QMMF Racing). Come Corsi fuori gara, che Franco Morbidelli dopo un contatto con Alex Rins, che ha coinvolto anche Mika Kallio. E’ finito lungo, mentre era coinvolto in questa bagarre per le posizioni a ridosso dei primi, anche Lorenzo Baldassarri, bravo comunque a chiudere ugualmente decimo, preceduto da Sandro Cortese e Axel Pons. Solo 18° il rientrante Mattia Pasini.

Nella classifica generale primo posto per Zarco punti 109, seguito da Rabat p. 78 e Luthi p. 68. Morbidelli scala al 7° posto con p. 54.

MOTOGPJorge Lorenzo (Yamaha) si è aggiudicato la gara davanti agli idoli di casa Andrea Iannone (Ducati) ed al compagno di team Valentino Rossi. Quarto Dani Pedrosa (Honda), davanti alle Yamaha di Bradley Smith e Pol Espargarò. Settima posizione per Maverick Viñales (Suzuki) davanti a Michele Pirro, Danilo Petrucci e Yonny Hernandez (Ducati.). Si è ritirato Andrea Dovizioso (Ducati ) per noie al motore, forse danneggiato candendo nel warm-up? Clamorosa la scivolata di Marc Marquez (Honda), a sei giri dalla fine capace di rimontare molte posizioni subito al via e di lottare poi per il podio fino a che una scivolata lo ha messo fuori dai giochi a sei giri dalla conclusione della gara. Tristemente ultimo ancora una volta Marco Melandri. Caduti anche Aleix Espargarò, Cal Crutchlow, fuori gara anche Niky Hayden, Stefan Bradl, Jack Miller e Alex De Angelis.

Nella classifica generale Rossi ha conservato il 1° posto con punti 118 seguito da Lorenzo p. 112, Dovizioso p. 83, Iannone p. 81 e Marquez p. 69

 

Muggello: è l’ora del Gran Premio d’Italia 29/31 maggio.

mugello_italia2Ultimo week-end di maggio con il Mugello “capitale mondiale” della motovelocità., in programma il 6° round del Motomondiale con le classi MotoGP, Moto2 e Moto3: il GRAN PREMIO D’ITALIA

La pista toscana è diventata uno dei templi più “venerati” fra i circa 20 impianti che gravitano nell’area del Circus iridato.

La prima volta che il Mugello ospitò un Gran Premio fu nel 1976, si chiama GRAN PREMIO DELLE NAZIONI e prima di allora era toccato solo agli autodromi di Monza e Imola l’onore di ospitare i campioni del motociclismo mondiale.

Quel week-end 14/16 maggio è rimasto nel cuore di molti italiani perché nella gara della classe 250 perì Otello Buscherini ed in quella delle 350 Paolo Tordi, Il Mugello era ancora un impianto molto Spartano e le misure di sicurezza discutibili.

La gara della 500cc fu vinta da Barry Sheene con un margine risicato di 0.1 secondi da Phil Read, in una gara della durata di oltre 62 minuti. Era quello un momento in cui i piloti Suzuki hanno dominavano la classe regina; il primo pilota non-Suzuki al traguardo fu Waerum Borge Nielsen, decimo in sella a una Yamaha. La altre gare furono vinte da Angel Nieto (50cc) Pierpaolo Bianchi (125cc), Walter Villa (250cc) John Dodds (350cc).

Il layout del circuito del Mugello è rimasto sostanzialmente inalterato dal 1976, con la lunghezza ufficiale di 5,245 km.

Yamaha è stato il costruttore di maggior successo nell’era dei quattro tempi MotoGP al Mugello, con un totale di otto vittorie: cinque consecutive di Valentino Rossi dal 2004 al 2008, e altre 3 (sempre consecutive) di Jorge Lorenzo nel 2011, 2012 e 2013.

La vittoria dell’anno scorso di Marc Marquez è stato il quarto successo per la Honda nella classe regina MotoGP al Mugello, il primo dal 2010.

Solo 1 vittoria per la Ducati al Mugello, nel 2009 con Stoner; fu anche l’ultimo podio di un pilota di Borgo Panigale sul podio toscano

Il migliori risultato per Suzuki nell’era moderna MotoGP sono stati due quinti posti, ottenuti da John Hopkins nel 2007 e Loris Capirossi nel 2009.

I piloti Honda hanno conquistato la pole position al Mugello negli ultimi cinque anni. L’ultima pole non-Honda fu di Jorge Lorenzo nel 2009 su Yamaha.

I piloti Ducati sono scattati dalla pole al Mugello due volte: Sete Gibernau nel 2006 e Casey Stoner nel 2007.

Valentino Rossi è il pilota più vincente in tutte le classi al Mugello, con un totale di nove vittorie; una vittoria rispettivamente nelle classi 125cc e 250cc, quindi sette vittorie nella classe regina, cinque delle quali consecutive. L’ultima risale al 2008.

Nell’era moderna della MotoGP l’unico italiano a partire dalla pole nella classe regina è stato Valentino Rossi, che l’ha centrata in quattro occasioni: 2002, 2003, 2005 e 2008. Rossi è partito dalla pole anche nell’ultimo anno delle 500cc nel 2001.

Loris Capirossi è l’unico pilota italiano insieme a Rossi ad aver vinto la gara della classe regina al Mugello: nella 500cc nel 2000 dopo una lunga battaglia con i suoi connazionali Biaggi e Rossi, entrambi a terra nelle fasi finali.

La gara della MotoGP al Mugello nel 2004 fu la più breve di sempre nella classe regina. La gara è durata appena sei giri; interrotta a causa della pioggia, fu quindi riavviata in per i restanti giri in base ai regolamenti di allora.

Italia, Paesi Bassi e Gran Bretagna sono gli unici tre Paesi che hanno sempre ospitato un Gran Premio motociclistico in ogni anno da quando fu istituito il Campionato del Mondo nel 1949.

MOTOGPValentino Rossi si presenta davanti al pubblico amico con il merito di essere leader della classifica iridata con 102 punti; 15 di vantaggio su Jorge Lorenzo, 19 su Andrea Dovizioso e 33 su Marc Marquez. Salendo sul podio a Scarperia “Vale” resterebbe comunque leader, ma le sue ambizioni sono ben altre. Però le deve condividere con molti pretendenti a cominciare dal suo compagno di squadra Lorenzo, il maiorchino pare aver trovato condizioni ideali dopo una falsa partenza. Andrea Dovizioso pare avere in testa un’idea meravigliosa e la potrebbe anche realizzare: riportate la Ducati sul gradino di un podio che gli stato molto amico in passato. Condividerà il suo progetto con il compagno di squadra Andrea Iannone? In ogni caso sono una copia che non si può ignorare facendo pronostici. Poi c’è la coppia Honda, Moto che nelle ultime gare ha destato qualche perplessità, ma che ha avuto due settimane per rimediare e restituendo competitività e sicurezza al campione in carica, Marquez resta sempre il campione cui riescono cose impossibili. Per loro al rientro non è stato fortunato, ma il suo rendimento è parso a livello dei migliori, al Mugello ha l’occasione di dimostralo, è un tracciato sul quale si è sempre trovato abbastanza bene. Curiosità anche per vedere il comportamento delle Suzuki ufficiali alla gestione del team manager italiano Davide Brivio. Poche le chance per tutti gli altri, i tifosi italiani attendo una riconferma da top ten da Danilo Petrucci e una ripresa dignitosa da parte di Marco Melandri.

MOTO2 – I protagonisti della classe di mezzo (il monomotore Honda 600) hanno determinato nelle prima fase un grande equilibrio, testimoniato dai quattro vincitori nelle 5 gare disputate in questo inizio di stagione; Zarco è leader in virtù di un rendimento più costante che gli sta consentendo di, arrivare al Mugello in testa al Campionato forte di un bottino di 89 punti.. Le prime cinque gare del 2015 hanno visto quattro vincitori diversi imporsi nella classe Moto2: ultimo in ordine di tempo Thomas Luthi, a Le Mans. Solo in una occasione infatti, il pilota francese ha concluso giù dal podio: nelle gara inaugurale in Qatar, quando fu rallentato da un problema tecnico. Con la classifica più corta che mai e con tutto quest’equilibrio, la battaglia per il Campionato sembra destinata a durare sino alla fine. Prevedibile che sia molto accesa anche in Toscana. In Francia Tito Rabat ha continuato a migliorare, conquistando il secondo posto. L’anno scorso il Campione del Mondo al Mugello si aggiudicò pole e vittoria, facile scommettere che farà di tutto per riprovarci, anche per festeggiare al meglio il suo 150esimo Gran Premio. Rabat è attualmente l’unico pilota della classe Moto2 ad aver vinto al Mugello. Nel round francese si sono visti in difficoltà Jonas Folger e lo straordinario esordiente Alex Rins. Il tedesco, che vanta già 2 vittorie, è uscito di pista senza possibilità di rientrare in zona punti. La sua incostanza può costargli caro e dunque tornare in alto al Mugello per lui diviene fondamentale per non perdere troppo terreno dai primi della classe. Reduce dalla prima pole in carriera, Alex Rins ha dimostrato di essere un un serio pretendente al titolo. Ma una brutta partenza e una caduta mentre era in lotta nelle fasi finale con Franco Morbidelli e il suo compagno di squadra Luis Salom, gli hanno impedito di andare a punti, è capitato per la seconda volta consecutiva. Morbidelli, il pilota di categoria più atteso dagli italiani, si è reso autore di un’altra gara superlativa, regalando spettacolo nella battaglia vinta contro Rins e Salom. Il pilota marchigiano è certo impaziente di arrivare in condizione per disputare una gran gara sulla pista di casa. Ha l’opportunità e non gli farà difetto la speranza di migliore il suo personal score che sembra esser abbonato al quinto posto e magari festeggiare con il primo podio in carriera davanti ai propri tifosi. Un ‘altro pilota italiano molto atteso è Simone Corsi, il suo inizio di stagione è stato quasi disastroso, gareggiando davanti ai propri tifosi potrebbe ritrovare gli stimoli giusti. Farà il suo rientro in griglia anche Mattia Pasini, parteciperà da wild card nella gara di casa con il team Gresini. Il pilota di Rimini proprio al Mugello conquistò a Mugello la vittoria nella classe 250cc nel 2009. Senza aver nulla da perdere, Pasini potrebbe rendere la gara interessante per altri rivali e presentare le sue credenziali per un eventuale rientro a tempo pieno. Ovviamente i protagonisti attesi al Mugello sono molti, tanti fanno parte della pattuglia italiana. Fra tutti non può trascura il fortissimo (magari troppo irruento) Sam Lowes, l’ex campione del mondo Supersport occupa la quarta posizione in classifica, a soli tre punti da Folger. L’inglese vuole ripetere l’impresa del Texas e conquistare nuovamente la vittoria, dopo due gare fortemente condizionate dal rendimento degli pneumatici. Thomas Luthi che vanta dodici partenze al Mugello con un secondo posto in 125cc nel 2005, terzo in 250cc nel 2008 e ancora terzo nel 2012. La sua vittoria a Le Mans nell’ultimo GP lo potrebbe aver galvanizzato. Luis Salom arrivato secondo lo scorso anno al Mugello, suo miglior risultato nella sua stagione da rookie nella classe Moto2™. Due anni fa, Salom vinse la gara Moto3 al Mugello su Alex Rins e Maverick Viñales.

MOTO3 – I ragazzi italiani arrivano sulla pista di casa dopo averci regalato uno straordinario podio “tricolore” a Le Mans. Ovvio che siano molto attesi Romani Fenati, Enea Bastianini e Francesco Bagnaia hanno monopolizzato il podio a Le Mans. Ora il loro morale sarà stelle e il Mugello è sempre stato un round del Campionato celebre per lo spettacolo offerto con duelli esaltanti, quelli che anche i ragazzi italiani sono in grado di regalare. Nella passata stagione, l’arrivo della Moto3 è stato il più veloce di sempre, con i primi tre classificati racchiusi in 11 millesimi. La Moto3 si presenta al Mugello con un pilota in fuga, è l’inglese Danny Kent che, forte del 109 punti già conquistati, ha accumulato un vantaggio di 37 punti sul più diretto inseguitore, il nostro Bastianini. Il pilota di punta della Honda resta il favorito anche per questa gara per l’autorevolezza dimostrata fino ad ora, ma dovrà fare i conti con il consueto gruppo di assatanati. Fra i più determinati la schiera di piloti italiani con Fenati può vantare con il circuito del Mugello hanno una relazione felice e di lunga data, iniziata con il secondo posto del 2012 e rafforzatasi lo scorso anno con la sua terza vittoria stagionale. Non solo: la sua vittoria a Le Mans è stata la prima affermazione stagionale per la KTM, con la casa austriaca che ha finalmente interrotto il suo digiuno nei confronti della Honda, dominatrice delle prime quattro gare. Poi Bastianini che in Francia ha regalato un’altra strabiliante rimonta (dopo quella della gara inaugurale in Qatar), chiudendo secondo una gara che l’aveva visto scattare dalla 18ª casella dello schieramento. L’anno scorso al Mugello, l’allora rookie partì dalle retrovie e, disputando un’ottima gara, si era ritrovato nel gruppo di testa, salvo poi cadere nelle battute conclusive. Non sorprenderebbe vederlo sul gradino più alto del podio. Ed un posto fra l’élite lo insegue anche Bagnaia, e a Le Mans ha ottenuto il primo podio assoluto in carriera, regalando anche la prima soddisfazione stagionale alla Mahindra. Attesi per ragioni diverse anche Nicolò Antonelli, Andrea Locatelli, Matteo Ferrari, e Alessandro Tonucci che sul tracciato toscano hanno già offerto prestazioni di rilievo anche nelle gare del CIVV delle quali sono stati protagonisti, Curiosità anche per i giovanissimi riminesi Andrea Migno e Stefano Manzi, sono parte del gruppo di giovani piloti romagnoli impegnati in questa classe. Detto della posizione da leader in classifica di Danny Kent, che a Le Mans non è salito sul podio, ritrovare il passo che gli consente di continuare a dominare il campionato. Attesi gli acuti dell’esperto Efren Vazquez pilota di punta del gruppo di piloti spagnoli, di due piloti giovanissimi molto dotati, purtroppo nella gare iniziali sono incorsi in alti e bassi anche per loro errori, il riferimento e al talentuoso francese Fabio Quartararo lo spagnolo Jorge Navarro (alla prima sul tracciato toscano) ed il tedesco Brad Binder. Scontro fra piloti e fra case costruttrici con Honda che ha dominato le gare iniziali, ma a Le Mans ha ceduto il passo alla KTM apparsa in netta ripresa.

Tanti i presupposti per assistere ad una grande edizione del Gran Premio d’Italia.

Le Mans: podio della Moto 3 a tutto tricolore con Fenati, Bastianini e Bagnaia. MotoGP 2° Rossi e 3° Dovizioso. Buon 5° Morbidelli in Moto2.

le-mans- 7Quinto round del MOTOMONDIALE, Gran Premio di Francia, disputato sul tracciato di Le Mans, con  gare molto spettacolari e tanto pubblico.

Giornata molto positiva per i piloti italiano grazie ad un podio tutto italiano nella Moto3, ai piazzamenti (secondo e terzo) di Rossi e Dovizioso ed al buon quinto posto di Morbidelli.

Molto luccichio, ma qualche zona più opaca resta.

Prossimo Round al Mugello – Gran Premio d’Italia – 31 Maggio..

MOTOGPJorge Lorenzo (Yamaha) ha centrato la seconda vittoria stagionale, dando così continuità al risultato di Jerez Il maiorchino centra la sua seconda vittoria consecutiva e si è avvicinato sensibilmente in classifica al compagno di squadra Valentino Rossi. L’italiano è stato autore di una rabbiosa rimonta che gli ha fruttato il 2° posto finale, la conferma di leader iridato ed ha incrementato il vantaggio su Andrea Dovizioso (Ducati) e su Marc Marquez (Honda). Lorenzo ha preso la testa fin dal via portandosi dietro Dovizioso e Iannone, poi è arrivato Rossi a scompaginare le posizioni da podio. Bellissima la lotta, durata sino alla bandiera a scacchi, per il 4º posto tra Marc Marquez, attardato da un lungo ad inizio gara e Andrea Iannone, stoico nonostante il dolore alla spalla infortunata. In ogni caso Marc non è apparso nella migliore delle sue giornate. Piazzamenti di prestigio per il team francese Yamaha Tech3, con Bradley Smith e Pol Espargarò rispettivamente 6° e 7°. Maverick Viñales (Suzuki) torna nella Top Ten chiudendo nono tra le Desmosedici di Yonny Hernandez e Danilo Petrucci. Cadute per Dani Pedrosa e Scott Redding; problemi al cambio costringono Aleix Espargarò al ritiro. Solita gara inutile per Marco Melandri tristemente ultimo.

Nella classifica generale Rossi conserva 15 punti di vantaggio si Lorenzo, 19 su dovizioso e 33 su Marquez.

MOTO2 – Lo svizzero Thomas Luthi ha conquistato la prima vittoria del 2015 davanti a Tito Rabat e Johann Zarco. Morbidelli 5º dopo una lotta accesa. Lo svizzero ha tenuto un ritmo inavvicinabile per il campione del mondo Rabat e l’idolo di casa Zarco, i tre hanno preceduto l’inglese Sam Lowes e uno straordinario Franco Morbidelli capace di sbalordire tutti con un’altra grande prestazione che gli vale la 5ª piazza finale, conquistata dopo un’accesa bagarre con i due compagni di squadra Alex Rins e Luis Salom entrambi a terra. Julian Simon si guadagna la sesta posizione davanti a Nakagami, Siméon e Syharin, con Dominique Aegerter a chiudere la Top Ten.

Nella classifica generale Zarco conta 85 punti, seguito da Luthi – 21, Folger – 32, quinto Morbidelli a – 36.

MOTO3 – Podio tutto italiano nella classe “piccina” con un “ridestato” Romano Fenati (KTM) sul gradino più alto, davanti ai connazionali Ermanno Bastianini (Honda) e Francesco Bagnaia (Mahindra).Un podio tutto tricolore, dal quale è rimasto escluso l’inglese Danny Kent (Honda) autore di una straordinaria rimonta dalla 31ª posizione sulla griglia. Al quinto un altro italiano, Niccolò Antonelli (Honda), bravo a tenersi dietro Konrfeil (KTM), Viñales (Husquarna) e Oliveira (KTM), altro italiano a chiudere la top Andrea Migno (KTM). Efren Vazquez è caduto nei primi metri; scivolati anche i due compagni team Jorge Navarro e il poleman Fabio Quartararo, quest’ultimo proprio mentre era in lotta per il podio. Buon piazzamento (15°) per il giovanissimo Stefano Manzi (Mahindra), e solo 16° Andrea Locatelli che non riesce a ritrovare lo standard delle gare iniziali. Ritirati Ferrari 8 Un campionato sempre senza luci quello del riminese e Tonucci.

Nella classifica generale leader sempre Kent con 104 punti, seguito da Bastianini – 32, Vasquez – 44, quinto Fenati a – 54.

Le Mans: Gran Premio di Francia ed è già di tempo di rivincite o riscosse.

le-mans- 7Il prossimo week end, 15/17 maggio 2015, il Motomondiale farà tappa sul leggendario circuito di Le Mans per il Grand Prix de France. Le Mans ha ospitato per la prima volta un Gran Premio motociclistico nel lontano 1969 e, da allora, il Campionato del Mondo vi è tornato per 27 stagioni, le ultime 16 delle quali consecutive.

Evento che concomitante con la seconda prova del CIV (Campionato Italiano Velocità) a Vallelunga. E’ vero che non pare interessare a molti, ma con simili concomitanze il tutto i restringerà ai piloti iscritti e parentele. 

MOTO GP – Valentino Rossi (Yamaha), si si presenta leader della classifica iridata con 15 punti di vantaggio, ma non vince a Le Mans dal 2008. Il pesarese, che a Jerez ha conquistato il suo podio numero 200 della carriera, nonché l’ottavo di fila, può comunque vantare tre vittorie sul tracciato francese (2002, 2005, 2008), mentre l’anno scorso finì secondo. Il suo compagno di squadra Jorge Lorenzo, che ha letteralmente dominato l’intero weekend del GP di Spagna cogliendo la sua 34ª vittoria in MotoGP™, non gli renderà la vita facile. Il maiorchino si presenta rinato dopo un inizio difficile di stagione, e attualmente occupa la terza posizione in campionato, a soli 20 punti da Rossi. Inoltre, è uno dei piloti di maggior successo a Le Mans, con ben 4 affermazioni: uno in 250cc (2007) e tre in MotoGP™ (2009, 2010, 2012). Marc Marquez (Honda) non è mai sceso giù dal podio, quando è riuscito a concludere una gara a Le Mans. Il campione del mondo in carica, qui vittorioso nella passata stagione, ha avuto queste due settimane a disposizione per recuperare dalla frattura al dito; attualmente è quarto in classifica, a 26 punti da Valentino. A Le Mans dovrebbe finalmente fare il suo ritorno Dani Pedrosa, che ha dovuto saltare gli ultimi tre round a causa di un intervento chirurgico al braccio. Il pilota di Sabadell condivide con Lorenzo il numero di quattro vittorie sul circuito francese: uno in 125cc, due in 250cc, e il suo unico successo in MotoGP ™ del 2013. Andrea Dovizioso (Ducati ) cercherà di riprendersi della debacle andalusa a Le Mans, circuito sul quale è salito due volte sul podio (2010, 2011) nella classe MotoG. La Ducati non ha mai vinto a Le Mans, con Rossi ottenne l’ultimo podio nel 2012. Dovizioso conserva ancora il secondo posto in classifica (a -15 da Rossi) grazie a tre podi consecutivi nelle prime tre gare. Andrea Iannone vorrà rifarsi dell’errore commesso alla partenza di Jerez, che ha vanificato l’ottima qualifica che gli era valsa la prima fila e compromesso una gara in cui poteva dire la sua, ma che ha ugualmente onorato con una rimonta dalla undicesima alla sesta posizione, nonostante la configurazione da bagnato inserita. Le Mans attende anche il team ufficiale Suzuki, che ha fatto passi da gigante in questo inizio di stagione, spesso con entrambi i suoi piloti nella top ten. Aleix Espargarò lo scorso anno tagliò il traguardo al nono posto, mentre il suo compagno di squadra, il rookie Maverick Viñales, vinse qui la gara della Moto3 nel 2013. Pol Espargarò (Yamaha Tech3) lo scorso anno chiuse il GP di Francia al quarto posto, perdendo il podio per appena quattro decimi. Il suo compagno di squadra Bradley Smith invece arrivò a 20 secondi, tagliando il traguardo al 10° posto.

Danilo Petrucci dovrà vedersela con il colombiano Yonny Hernandez per definire la supremazia in seno al team Pramac, probabile che possano continuare la loro emozionante battaglia per entrare nella Top Ten, come quella vista a Jerez.

MOTO2 – Il leader della classifica mondiale Johann Zarco ha avuto un inizio di stagione straordinario, conquistando la vittoria in Argentina e diventando il primo pilota francese a vincere sia nella categoria cadetta che nella classe intermedia. La sua affermazione è stata la seconda di sempre per un pilota transalpino, dopo quella di Jules Cluzel a Silverstone 2010. si presenta sulla pista di casa con un due due piazzamenti a Le Mans al quinto posto. Sedici punti separano Zarco da Jonas Folger nella classifica iridata, con il tedesco che nel precedente round di Jerez ha messo a segno la sua seconda vittoria stagionale in quattro gare. In piena corsa per il titolo, potrebbe continuare a stupire anche in Francia. Ancora una volta, la famigerata curva 13 di Jerez è stato lo scenario di un finale thriller: a farne le spese è stato Alex Rins, che ha osato troppo. A parte quest’errore, il rookie si è ben adattato alla Moto2 e sta disputando una buona stagione d’esordio. Rins può già vantare un record a Le Mans: tre podi in tre edizioni a cui ha preso parte in Moto3. Tito Rabat a Jerez ha ottenuto il suo primo podio di questo difficile inizio 2015, e a Le Mans vi è salito solo una volta.

Per quanto riguarda i piloti itali c’è attesa per un rilancio, Franco Morbidelli pare essere inchiodato a cavallo della quinta posizione, la stessa che occupa nella classifica generale. Simone Corsi offre qualche sprazzo della sua passata competitività, sperabile che la ritrovi tutta sulla pista francese. A Baldassarri possiamo chiedere gare dignitose, non miracoli. Dovrebbe rientrare Mattia Pasini, curiosità per scoprire il suo standard attuale dopo la lunga sosta.

MOTO 3 – Piloti e team della categoria cadetta approdano in Francia dopo i test in Andalusia post Gran Premio di Spagna, disputati sulla pista di Jerez, che ha visto Danny Kent (Honda) centrare la terza vittoria di fila, con la famigerata ultima curva che è costata il podio al rookie Fabio Quartararo. Il pilota inglese ha finora dominato in questa stagione, finendo sempre sul podio in tutte le gare e guidando attualmente la classifica iridata con un vantaggio di 31 punti sul compagno di squadra Efren Vazquez. Nella Top Five del campionato c’è una sola KTM, quella di Brad Binder, la casa austriaca ha dato segni importanti di ripresa nella gara spagnola. E’ stato testato un nuovo telaio, ma né lo stesso Binder né il suo compagno di squadra Miguel Oliveira, hanno visto un miglioramento importante rispetto a quello attuale. Con un solo aggiornamento consentito dal Regolamento nel corso dell’intera stagione, individuare quello giusto, diviene fondamentale. I Due sono saliti sul podio a Jerez, dimostrando che comunque la KTM 2015 sta tornando competitiva. In occasione del test andaluso c’è stato il debutto dei nuovi pneumatici Dunlop che saranno utilizzati a Le Mans. Molti piloti hanno elogiato la nuova gomma, in particolare per il maggior grip al posteriore. Vedremo se ci saranno miglioramenti già da Le Mans. Nella scorsa stagione Isaac Viñales ha conquistato sulla pista francese il primo podio della carriera, lo spagnolo è inoltre l’unico pilota attualmente della classe Moto3 ad essere salito podio al circuito francese. Sarà un “Gran Premio di casa” importante per il vincitore della gara inaugurale in Qatar, Alexis Masbou. L’ultimo eroe locale in Moto3 ad aver trionfato sulla pista di casa è stato Louis Rossi nel 2012. Debutto in casa anche per Fabio Quartararo . Il rookie ha già dimostrato l’anno scorso, con una bella vittoria nella tappa del FIM CEV Repsol, di riuscire a gestire la pressione a Le Mans, davanti al proprio pubblico.

Per i piloti Italiani l’inizio di stagioni non è stato particolarmente brillante, la latitanza sul gradino più alto del podio di Romano Fenati non è stata compensata dagli altri ragazzi di casa nostra. Fare parete del gruppo nazionale più numeroso non è stato propedeutico. IL podio di Ermanno Bastianini conquistato nella gara d’esordio è rimasto un episodio isolato. Ci sono state belle prestazioni, con l’alternanza di più piloti, ma di Italia sul podio ne abbiamo vista davvero poca. Bastianini è anche il migliore dei nostri in classifica con il 4° posto a -44 dal leader. Tutti gli altri più lontani anche se in tre: fenati, Bagnaia e Locatelli sono ai margini della top ten, ma staccatissimo. Praticamente “invisibili” i piloti del Team Italia, ma non è una novità-

Orari TV Sky.

Venerdì 15 Maggio 2015

ore 9.00-9.40, Moto 3, Prove libere 1, diretta
ore 9.55-10.40, Moto GP, Prove libere 1, diretta
ore 10.55-11.40, Moto 2, Prove libere 1, diretta
ore 13.10-13.50, Moto 3, Prove libere 2, diretta
ore 14.05-14.50, Moto GP, Prove libere 2, diretta
ore 15.05-15.50, Moto 2, Prove libere 2, diretta

Sabato 16 Maggio 2015

ore 9.00-9.40, Moto 3, Prove libere 3, diretta
ore 9.55-10.40, Moto GP, Prove libere 3, diretta
ore 10.55-11.40, Moto 2, Prove libere 3, diretta
ore 12.35-13.15, Moto 3, Qualifiche, diretta
ore 13.30-14.00, Moto GP, Prove libere 4, diretta
ore 14.10-14.25, Moto GP, Qualifica 1, diretta
ore 14.35-14.50, Moto GP, Qualifica 2, diretta
ore 15.05-15.50, Moto 2, Qualifiche, diretta

Domenica 17 Maggio 2015

ore 8.40-9.00, Moto 3, Warm Up, diretta
ore 9.10-9.30, Moto 2, Warm Up, diretta
ore 9.40-10.00, Moto GP, Warm Up, diretta
ore 11.00, Moto 3, Gara, diretta
ore 12.20, Moto 2, Gara, diretta
ore 14.00, Moto GP, Gara, diretta GP Francia 2014

Orari TV Cielo.

Sabato 16 Maggio 2015

ore 17.15, Moto 3, Moto 2 e Moto GP, Qualifiche, differita

Domenica 17 Maggio 2015

ore 18.30, Moto 3, Gara, differita
ore 19.00, Moto 2, Gara, differita
ore 19.30, Moto GP, Gara, differita

Jerez de La Frontera: non solo Rossi contro Marquez sulla pista andalusa.

circuito-jerez-motogp-2010_14Riparte dall’Europa il lungo carosello delle gare del Motomondiale 2015.

Il prossimo fine settimana si gareggia sulla pista spagnola di Jerez nel Gran Premio di Spagna.

Uno dei numerosi appuntamenti che privilegiano gli impianti spagnoli. Un impianto collocato in una splendida regione, dove moto e turismo rappresentano uno splendido binomio.

MOTO GRAN PRIX – Si riparte dalla lotta a tre fra Valentino Rossi, Andrea Dovizioso e Marc Marquez che riprenderanno il loro duello per il Campionato del Mondo 2015. Sui 4,4 km del circuito andaluso di Jerez de la Frontera per il Gran Premio de España, è in programma la quarta prova del Campionato del Mondo. È la 29ª volta consecutiva che il tracciato ospita il Gran Premio motociclistico, dal suo debutto in calendario, avvenuto nel 1987. Valentino Rossi (Yamaha) si presenta con un vantaggio di sei punti in classifica sul connazionale Andrea Dovizioso (Ducati ) e 30 su Marc Marquez (Honda), quinto. Il duello tra Rossi e Marquez andato in scena nella precedente tappa in Argentina ha acceso gli animi degli appassionati. L’anno scorso a Jerez, Rossi e Marquez hanno lottato nella prima parte della gara, prima che il talento di Cervera andasse a cogliere la vittoria, con il pesarese secondo e Pedrosa terzo. Quest’anno il nove-volte iridato spera di fare ancora meglio, e magari, di aggiungere un altro successo al suo già impressionante bottino di ben 6 vittorie nella sola MotoGP. Traguardi che salgono a 8 se consideriamo le sue affermazioni anche nelle altri classi. sul circuito spagnolo. Insieme a Casey Stoner e Loris Capirossi, Valentino Rossi è uno dei 3 piloti non spagnoli a esser salito sul gradino più alto del podio nella classe regina a Jerez. Marquez vorrà sicuramente rovinargli la festa, anche perché vorrà ridurre il gap che accusa in classifica: divario che comunque non pare preoccupare il Campione del Mondo in carica, che recentemente ha ricordato che nel 2013 dopo 6 gare aveva lo stesso svantaggio dal suo compagno di squadra Pedrosa, e che nonostante tutto alla fine è riuscito a vincere il titolo.In ogni caso domenica sera sarà ancora un pilota italiano il leader della classifica iridata. Jorge Lorenzo, fuori dal podio nelle prime gare della stagione, potrà fare affidamento sul pubblico di casa per cercare la vittoria che ha Jerez ha già ottenuta nelle stagioni 2010 e 2011. Attualmente quarto in classifica, 29 punti dietro Rossi ma un punto sopra Marquez, il maiorchino è certamente consapevole che dovrà iniziare a vincere, se vuole avere qualche possibilità di lottare per il suo terzo titolo nella classe regina non può più concedere vantaggi agli avversari. La Ducati spera di continuare nel suo eccellente inizio di stagione, che ha visto Andrea Dovizioso conquistare 3 secondi posti consecutivi in sella alla nuova Desmosedici GP15. Il forlivese, 5º l’anno scorso, certamente sogna di regalare alla sua squadra quella vittoria che le manca dal 2010. Il suo team-mate Andrea Iannone, a Jerez vinse invece la gara della Moto2 nel 2011, ma nel pacchetto di testa pare essere quello più al limite. In Argentina Cal Crutchlow (Honda) ha centrato il suo primo podio della stagione, e già da questo Gran Premio di Spagna attende i primi aggiornamenti per la sua moto con specifiche factory. Il suo miglior risultato in terra andalusa è il 4º posto del 2012, mentre l’anno scorso con la Ducati fu costretto al ritiro. Il team Suzuki messo in mostra ottimi segnali di progresso in Texas quanto in Argentina, con Aleix Espargarò addirittura secondo nelle Q2 del Rio Hondo. La casa di Hamamatsu ha terminato le ultime due gare con entrambe le moto nella Top Ten e a Jerez i due piloti spagnoli potranno contare sul calore del pubblico di casa. Dopo il ritiro in Argentina, il colombiano Yonny Hernandez (Ducati) vorrà ben figurare a Jerez, circuito sul quale l’anno scorso riuscì ad andare a punti, mentre il suo compagno di squadra Danilo Petrucci vorrà lasciarsi alle spalle il brutto infortunio al polso occorsogli nella passata stagione nel corso del Warm Up. Nella classe ‘Open’, Hector Barberà guida provvisoriamente la classifica a quota 8 punti, con sole due lunghezze di vantaggio sul rookie australiano Jack Miller, miglior moto della sua categoria in Argentina. Attesi progressi anche da Aprilia, tanto da consentire a Marco Melandri di uscire sala palude dove pare essersi impantanato.

MOTO2 – La tappa argentina ha consegnato il successo a Johann Zarco, il terzo vincitore della Moto2 in altrettante gare. Il paddock della classe intermedia arriva a Jerez per il primo appuntamento europeo della stagione 2015 con i primi tre piloti del campionato divisi da soli 12 punti. Dopo la sua prima vittoria Johann Zarco si presenta leader con un bottino di 53 punti. Ma Jerez sarà un round importante non solo per lui, ma anche per i suoi immediati inseguitori Sam Lowes e Alex Rins e per Tito Rabat, che devono assolutamente recuperare il vantaggio concesso al francese. Prima del suo successo al Rio Hondo, Zarco era salito sul podio della Moto2 in sette occasioni, mentre il suo miglior risultato a Jerez è stato un terzo posto in 125cc nel 2011, quando contese il titolo a Nico Terol. Nello stesso anno, ottenne anche la sua prima vittoria assoluta nel Gran Premio di Motegi. Sam Lowes occupa la seconda posizione grazie alla vittoria di Austin e al podio del Rio Hondo. Nei test della pre-season a Jerez, le sue prestazioni in condizioni miste avevano ben impressionato. Le prime tre gare del Campionato hanno visto inoltre la progressione del rookie Alex Rins, secondo assoluto in Argentina dopo il terzo posto di Austin e il quarto del Qatar. Lo spagnolo si è già ritagliato il ruolo di off-sider, continuando a crescere in ogni weekend di gara. A Jerez però Rins non ha mai vinto e la sua miglior prestazione finora è stata il terzo posto dello scorso anno in Moto3. Il campione del mondo in carica Tito Rabat non ha avuto un inizio di stagione positivo, non riuscendo a salire sul podio in nessuna delle prime tre gare. Nel 2013 lo spagnolo però colse l’accoppiata pole e vittoria, per quello che fu anche il suo unico podio in terra andalusa in Moto2. L’anno scorso salirono sul podio Mika Kallio, Dominique Aegerter e Jonas Folger. Notevole l’attesa degli sportivi italiani per Franco Morbidelli che sempre più pare mature per conquistare un posto sul podio, cosa che potrebbe essere alla portata di Simone Corsi, mentre a Baldassarri si chiedere di confermare la presenza nella top-ten.

MOTO3 - al via della gara in Andalusia si presente con un vantaggio di 17 punti in classifica, l’inglese Danny Kent, sicuramente determinato a confermare la sua leadership. Tutti i piloti della classe Moto3 hanno già avuto modo di scendere in pista a Jerez nel corso dei test invernali, per cui anche i rookie non avranno grosse difficoltà per questo fine settimana. Le caratteristiche del tracciato andaluso dovrebbero restituire una lotta serrata nella categoria cadetta. Il margine di 10”3 con cui Danny Kent ha vinto in Argentina rappresenta il distacco più grande nella giovane storia della classe Moto£; per trovarne uno simile nella categoria cadetta si deve risalire al Gran Premio di Catalunya della 125cc, con Nico Terol vincitore nel 2011. Il leader del Campionato non hai mai ottenuto un podio a Jerez; anzi, il suo miglior piazzamento e un 11º posto nel 2014. Ma il Danny Kent che si sta palesando in questo inizio di stagione lo fa considerare come il è più forte e più veloce rispetto alle passate stagioni ed ai valori attuali. Il suo compagno di squadra Efren Vazquez, secondo in Argentina e secondo anche in classifica, proprio a Jerez salì sul podio l’anno scorso. Con 49 punti in campionato Vazquez si presenta come il rivale numero uno di Kent e certamente vorrà battere il compagno di squadra Con due vittorie a Jerez, Romano Fenati (KTM) è il pilota Moto che può vantare più successi a Jerez. In occasione della prima vittoria sul tracciato andaluso nel 2012, l’ascolano tagliò il traguardo con oltre 36 secondi di vantaggio su Luis Salom, con pista in condizioni miste. In Argentina, dopo esser stato retrocesso in ultima posizione in griglia dalla Race Direction, si è poi reso autore di una bella rimonta, conclusa con l’ottavo posto finale. Fabio Quartararo è impegnato con il suo processo di apprendistato nel Campionato del Mondo, forte del podio ottenuto già alla sua seconda gara a Austin. Il pilota francese conosce bene il tracciato e proprio qui potrebbe giocare un brutto scherzo alla concorrenza. La pattuglia italiana la più numeroso del motomondiale in questa categoria, detto di Fenati, presenta un gruppo di “ragazzini” molto promettenti ed in grado di fare bene. A cominciare da Enea Bastianini (Honda) che il podio (2° in Qatar) lo ha assaporato ed è terzo in classifica a soli 9 punti dal secondo, poi la schiera di ci è andato già a punto come Locatelli e Antonello (Honda) veloci ma troppe volte non hanno concluso la gara, Poi Bagnaia sempre vicino al gruppo di testa ma non ha avuto buoni spunti finali, A punti Anche Migno (KTM) compagno di Fenati che paga come il compagno per una moto che non figura nel lotto delle più competitive. I riminesi Migno e Ferrari che con le Mahindra hanno agguantato qualche punto, operazione non riuscita a Manzi e Tonucci sempre con la moto indiana. Che Jerez sia l’occasione per rinascere sportivamente anche per questi ragazzi?

Gra Premio d’Argentina: Capolavoro di Valentino Rossi, primi anche Zarco e Kent.

Valentino Rossi - Argentina 1985Si e corso in Argentina sulla pista dell’impianto Termas de Rio Hondo, davanti ad oltre 50mila persone. Ed abbiamo vissuto una straordinaria serata. A dispetto dei sui 36 anni il pluricampione del mondo ha dimostrato che il carisma che possiede è superiore a quello degli avversari, a tutti messi insieme. Ci sarà chi sta digrignando i denti, in Spagna, ma anche nel paese iberico non si potrà che riconoscere il valore di chi da oltre 15 anni impersona il meglio del motociclismo. Una giornata che si è conclusa ancora una volta senza piloti spagnoli sul gradino più alto del podio e solo motomondiale, un inversione di tendenza occasionale o di prospettiva. Cero che tre ragazzi sui gradini più bassi del podio è giusto che destino curiosità

MOTOGP – Trionfo per Rossi al Termas de Rio Hondo nel Gran Premio dell’Argentina.

Graziano Rossi (Yamaha) nove-volte iridato ha conquistato la seconda vittoria stagionale davanti ad Andrea Dovizioso (Ducati) Carl Crutchlow (Honda). Marc Marquez (Honda) campione in carica) è finito a terra dopo un contato con “Vale”. Prima, c’è stata una straordinaria rimonta il fuoriclasse italiano che si è regalato la vittoria n° 110 in carriera e che ha consolida la leadership nella classifica iridata nei confronti della coppia spagnola Marquez & Lorenzo. Il cronometro nelle qualifiche gli aveva dato torto, ma lui è parso sempre serene ripetendo che aveva delle “buone sensazioni”. Al via lo si è visto straordinariamente concentrato, come poche volte era capitato di vederlo. Neanche un piccolo contatto allo start ha potuto minare la sua determinazione. Ha continuato a crederci, anche quando aveva un plotone di top rider davanti a sé e Marc Marquez scappava già via a suon di giri veloci. Valentino non si è dato per vinto e, uno ad uno, ha passato senza appello i suoi avversari, dal suo compagno di squadra Jorge Lorenzo, passando per Crutchlow, fino alle due ducati di Iannone e Dovizioso ed stato inesorabile nel rimontare il fuoriclasse spagnolo e non si è fermato neanche quando lo ha ‘preso’. L’ha attaccato subito, e Marc si è fatto tradire dalla foga: prima appoggiandosi, poi toccando il posteriore della Yamaha nel successivo cambio di direzione. Una caduta che rapidamente ha sgombrato ogni possibile dubbio, sul fatto che Marquez sia caduto per un eccesso … di frustrazione. Andrea Dovizioso per la terza gara di fila su altrettanti appuntamenti, ha centrato il podio con la nuova Ducati. Il forlivese ha confermato il livello di competitività della GP15 ed consolidato la seconda posizione in classifica iridata, a soli 6 punti da Rossi. La festa per la Ducati sarebbe stata completa, si fosse ripetuto il podio della gara inaugurale in Qatar, sarebbe basto che Crutchlow non avesse superato Andrea Iannone proprio nell’ultima curva prima del traguardo. Per l’inglese è stata una piccola rivincita, Con un 7º e 10° posto conquistati rispettivamente da Aleix Espagarò e Maverick Vinales, per la seconda gara consecutiva a distanza di una sola settimana la Suzuki sta imponendosi come una gran bella realtà di questa edizione della GP, un bel ritorno. Se poi lo si paragona a quello di Aprilia … La lotta fra i piloti del gruppo ‘Open’ nell’occasione ha visto primeggiare il rookie Jack Miller, 12º al traguardo proprio davanti i diretti rivali della categoria, Hector Barberà, Loris Baz e Stefan Bradl. Le RS-GP di Bautista e Melandri hanno concluso appaiate in 19ª e 20ª posizione, Nella classifica generale Rossi è leader con p. 66, seguito da Dovizioso p. 60 e Iannone p. 40, poi la coppia spagnola Lorenzo p.37 e Marquez p.36. Per i prossimi gran premi, comunque vada scalzare un italiano dalla testa della classifica non sarà facile.

Rossi in questa stagione ha trovato anche una certa euforia nei post gara, simpatico il gesto di rendere omaggio all’Argentina indossando la maglietta delle nazionale di calcio con il nome ed il numero di Maradona. Casualmente con il numero 10 come 10 sono il titoli che raggiungerebbe il “Dottore” se dovesse laurearsi campione a fine stagione.

MOTO 2 – Johann Zarco vince e conquista la testa della classifica Mondiale

Il 24enne francese ha vinto la sua prima gara in Moto2, un risultato che gli ha fatto scalare la classifica di categoria fino al vertice. Al tentativo stagionale, dopo Qatar e del Texas, Johann Zarco ha conquistato al Termas de Rio Hondo un successo che il 24enne francese inseguiva da ben 3 stagioni, ma al quale solo dopo il passaggio nella struttura di Aki Ajo in questo 2015, aveva iniziato a dedicarsi con un diverso spirito. Per Zarco la soddisfazione è doppia, perché questo primo trionfo gli è valso la vetta della classifica iridata, ora condotta con 4 punti di vantaggio su Alex Rins. Il rookie spagnolo continua a stupire e, anche se ha dovuto lasciare la leadership proprio al francese, può dirsi soddisfatto per la progressione raggiunta in queste prime tre apparizioni nella categoria, con quarto, un terzo e un secondo posto da far invidia a qualsiasi altro esordiente. Il podio del Gran Premio de la Repubblica Argentina rispecchia in pieno la classifica mondiale, con Sam Lowes in terza posizione. L’inglese si ritrovato da solo a lottare contro il nugolo di Kalex che lo circondava, fino a subire a tre giri dalla fine il sorpasso decisivo di Rins; ma ha saputo stringere i denti e portare a casa punti preziosi per la classifica. Un’altra bella realtà che continua ad affermarsi nella classe intermedia la individua sempre più in Franco Morbidelli. Il pilota del team Italiano conquistato 5º posto, per la terza la stesso piazzamento consecutivo in altrettante gare, e si è issato al quarto posto in classifica. La sua è stata una gara esemplare, avendo preso il scattato dalla 22ª posizione nello schieramento. Miglior risultato di sempre in Moto2 anche per il marchigiano Lorenzo Baldassarri, ottavo al traguardo e unico pilota a regalare una gioia al suo team che non potuto contare sul risultato di Simone Corsi a causa della scivolata, forse per un piccolo errore. Fuori dalla Top Ten il campione del mondo Tito Rabat, con appena 17 punti in tre gare il suo bilancio si fa pesante. Se vuole difendere la sua corona, dovrà assolutamente invertire questa tendenza già dal prossimo round, la “sua” Jerez de la Frontera. Nella classifica generale Zarco p. 53, Rins p. 49, Lowes p. 41 e Morbidelli p. 33.

MOTO 3 – Kent incontenibile e sempre più leader

Il 21enne pilota inglese, con un terzo posto e due vittorie consecutive in tre round già disputati ha accumulato i punti necessari per scalare la classifica e prenderne la testa.La Moto3 che ha registrato il passaggio dei dei primi tre classificati della stagione 2014 (tutti passati alle classi superiori), ha già trovato un nuovo leader. È Danny Kent (Honda), 21enne di Chippenham, il pilota che si è ritagliato un posto da protagonista assoluto in questo incandescente inizio del Campionato del Mondo. Come appena 7 giorni or sono in Texas, anche in Argentina ha messo in atto una strategia molto decisa: scappare via dalle prime battute e lasciarsi gli avversari alle spalle onde evitare le pericolose bagarre, tipiche di questa categoria, specie nelle ultime battute. Dopo la pole position di Miguel Oliveira, che aveva riportato davanti la KTM, in pochi si sarebbero aspettati da lui un gara del genere. E non è un caso se il suo compagno di squadra, Efren Vazquez, in un sol colpo ha centrato il secondo posto in gara e (di conseguenza) il secondo posto nella classifica iridata. Sul circuito era atteso il riscatto delle KTM, la Casa austriaca si è dovuta accontentare del gradino del podio occupato dalla parente stretta “Husqvarna” di Isaac Viñales. Dopo la piazza d’onore di Austin, il rookie Fabio Quartararo ha conclusa in sesta posizione, invischiato negli ultimi metri nella bagarre contro le tre moto della struttura di Aki Ajo. Ha conquista in ogni caso 10 punti utili per issarsi al quarto posto in classifica, posizione di tutto rispetto per il quindicenne di Nizza, alla sua terza presenza nel Campionato del Mondo. Da rilevare la rimonta di Romano Fenati, che ha preso il via dall’ultima posizione in griglia a causa del litigio con Aio ( incredibile) nel wau-up, che gli è costata anche tre punti in classifica. È risalito fino all’ottava posizione. Da mangiarsi le mani, ora 5o punti di ritardo dalla testa della classifica. Ha preceduto il 17enne riminese Enea Bastianini, ora 3° in classifica. Bagnaia 11°. Più indietro Migno 17°, Manzi 18°, Ferrari 21° e Tonucci 25°. Altra gara disastrosa per Locatelli e Antonelli. Nella classifica Generale Kent e leader con 66 punti seguito da Vasquez p. 47. Bastianini p. 33, Quartararo p.30. Molto più indietro altri ragazzi italiani.

Assen: non delude la pista olandese. I primi posti per Rea, Sofuoglu, Savadori e Razgatlioglu.

assen_nIl week-end mondiale vissuto sulla TT Circuit Assen, lo storico impianto quello olandese, è stato entusiasmante, ad aggiudicarsi le vittorie, davanti ad un buon pubblico, sono stati piloti di sicuro valore. Poca gloria per i piloti italiani dove sono in palio i titoli mondiale: Superbike e Supersport. E’ andata meglio nella FIM Cup Superstock 1000 con tanti italiani davanti a tutti,è mancato solo Roberto Tamburini incappato in una rovinosa caduta; mentre nel Campionato Europeo Superstock il nostro alfiere di punta è stata battuto da un ragazzo turco che pare avere doti da fuoriclasse. Una vittoria spagnola nel trofeo promozionale Honda.

SUPERBIKE GARA 1 – Rea si conferma come Davies ottimo secondo posto, primo podio in SBK per l’esordiente Michael van der Mark.

La prima gara del quarto round ha regalato grandi emozioni, con un finale che ha visto Jonathan Rea (Kawasaki) prendere il largo grazie ad un incredibile giro in 1’35.889, nuovo record della pista, fatto segnare al penultimo passaggio della corsa. Un allungo che ha permesso al nordirlandese di vincere le resistenze di Chaz Davies (Ducati), secondo alla bandiera a scacchi. Per Rea si tratta del quinto successo su sette gare in stagione, un ruolino di marcia da dominatore, che in soli quattro round gli ha permesso di migliorare il suo record di vittorie in stagione e di portare a ben venti il numero di affermazioni nella categoria. Michael van der Mark (Honda), nonostante una difficile partenza, ha regalato ai tifosi di casa una prestazione eccezionale, chiudendo sul gradino più basso del podio dopo aver avuto la meglio su Leon Haslam (Aprilia), certamente il più deluso del poker di testa. Quinto posto per un Tom Sykes (Kawasaki) che pare soffrire in modo crescente la superiorità del collega Rea. Poca gloria per i piloti italiani, con ruoli di secondo piano; ritiro per Ayrton Badovini (BMW) per noie fisiche, 12° posto per Matteo Baiocco e 15° per Nicolò Canepa.

SUPERBIKE GARA 2 – Replica di Jonathan Rea per una perfetta replica del podio di gara1.

La seconda del round olandese non ha offerto lo stesso livello di spettacolo della prima, anche se ha riproposto un identico podio. Rea è stato autore della seconda doppietta stagionale dopo quella di Buriram, così ha portato a sei il numero di successi in stagione su otto gare Il pilota dell’Irlanda del Nord, ha eseguito un copione quasi identico a quello di gara 1, riuscendo a compiere lo strappo vincente nel finale della corsa, con un Chaz Davies deciso a tutto per riportare la Panigale R sul gradino più alto del podio, abile a conquistare la seconda posizione. Tifosi olandesi nuovamente in visibilio per Michael van der Mark ancora vincitore della battaglia per il terzo posto di nuovo contro Leon Haslam. Il pilota di Rotterdam è apparso a tratti in grado di lottare per il successo, ma un quasi contatto all’ultima variante con il posteriore della Ducati di Davies gli ha fatto perdere del tempo prezioso nel finale, nonostante il quasi miracolo compiuto nell’evitare la caduta. Ancora quinto posto per Tom Sykes che disputato una gara in calo ancora nella seconda metà della corsa dopo un inizio brillante. Tanti i segnali per una improbabile riconferma. Brutta caduta per Nico Terol, il pilota spagnolo dell’Althea Racing è stato trasportato al centro medico del circuito. La diagnosi per l’ex iridato 125cc parla di frattura al polso destro. Ritiri per Niccolò Canepa, ai limiti della top ten Baiocco (Ducati) 11° e Badovini (BMW) 12°. Nella classifica generale Rea e leader con 190 punti davanti ad Haslam 140 3 Davies 123.

SUPERSPORT – Ha vinto Sofuoglu davanti Cluzel dopo una volta fra “fumantini”..

Kenan Sofuoglu (Kawasaki) ha conquistato il secondo successo consecutivo al termine di una spettacolare battaglia con Jules Cluzel (MV Agusta) risoltasi, come spesso avviene al TT Circuit Assen, alla variante “Geert Timmer” poco prima della bandiera a scacchi. Con il francese finalmente non ostacolato dai problemi di tenuta del motore della sua F3 675, ha provato la manovra vincente, venendo però sopravanzato nuovamente nel cambio di direzione dal tre volte iridato. Costretto a finire largo per il contatto con il rivale, Cluzel ha comunque mantenuto la seconda piazza su un Kyle Smith (Honda) velocissimo ma anche autore di qualche errore di troppo. L’inglese ha avuto la meglio sull’americano PJ Jacobsen (Kawasaki). Roberto Rolfo (Honda) ha colto un buon quinto posto, davanti a Zanetti (MV Agusta), Lucas Mahias (Kawasaki), e gli altri connazionali Marco Faccani (Kawasaki), Alex Baldolini (MV Agusta) e Riccardo Russo (Honda). Ritiro per Ratthapark Wilairot di un contatto con caduta e Christian Gamarino. Nella classifica generale sta prendendo progressivamente il largo Sofuoglu salito a 80 punti, seguito da Jacobsen p. 55, Cluzel p.45 e Zanetti (5°) p. 4.

COPPA FIM SUPERSTOCK 1000 – Gara interrotta ed accorciata causa la caduta di Roberto Tamburini.

Lorenzo Savadori (Aprilia) è uscito vincitore dalla gara di nove giri della gara riservata alla Superstock 1000, coppa che alcuni commentatori si ostina a chiamare campionato del mondo). Colpo doppio perchè è diventato anche leader della classifica generale. Il ventiduenne pilota italiano ha chiuso con 2 secondi e quattro di vantaggio sul connazionale Raffaele de Rosa (Ducati), grazie ad un’ottima partenza della pole ed una condotta di gara perfetta. La gara ha vissuto di due partenza, a causa della caduta in pieno rettilineo di Roberto Tamburini (BMW), vincitore della gara di Aragon, la quale ha portato all’esposizione della bandiera rossa. Nonostante i tentativi di tornare in sella, il riminese ha dovuto rinunciare ala via causa dei problemi tecnici alla sua moto. Il podio è stato completato dal ceco Ondrej Jezek (Ducati), terzo a Fabio Massei (Ducati), quinto Kevin Calia (Aprilia) che ha avuto la meglio, sulla coppia di piloti Yamaha Kev Coghlan e Florian Marino. A causa di un contatto con Kevin Valk il due volte vincitore della STK1000 Sylvain Barrier (Yamaha) è stato costretto al ritiro. Nessun altro pilota italiano in zona punti. Nella classifica generale Savadori è primo con 45 punti, precede De rosa p. 33 mentre Tamburini penalizzato dal nullo resta a 25.

CAMPIONATO D’EUROPA STOCK 600 – Il giovanissimo pilota turco si conferma alla grande.

Toprak Razgatlioglu (Kawasaki) ha portato a quattro il numero di successi consecutivi in STK600 della sua carriera,  uno score che ha avuto inizio con la gara conclusiva della scosta stagione e arricchito dopo che ha tagliato per primo il traguardo nella gara di Assen, la terza del Campionato Europeo Superstock 600 2015. Il pilota della Kawasaki Puccetti Racing resta quindi a punteggio pieno nella competizione, grazie ad una condotta di gara esemplare, nonostante il suo modo irruente di stare in pista, che gli ha permesso di prendere il largo nel finale e di tagliare il traguardo con sette decimi di vantaggio sul pilota del Team Italia Ruben Rinaldi (Kawasaki), con il quale condivide la squadra. Il romagnolo è stato protagonista ancora di una serrata lotta con il pupillo di Kenan Sofuoglu. Nella battaglia per il podio si è inserito anche Niki Tuuli (Yamaha), un veterano che ha preceduto Hugo Clere (Yamaha). Risultati inferiore alle attese per Caricasulo (Honda) 7°, Tucci 9° e per Casalotti 11°; a punti anche Stirpe 13° e Zarcone 14°. Ritirato Vitali al 1° giro. Nella classifica generale leader, con bottino pieno, Razgatlioglu punti 75, Caricasulo secondo con 45 poi Rinaldi con 40 che paga il nullo di Aragon.

EUROPEAN UNIOR CUP – Seconda vittoria per lo spagnolo Javier Orellana

Orellana ha vinto la seconda gara di fila della European Junior Cup, powered by Honda disputata ad Assen, chiudendo quindi il round olandese a punteggio pieno, dopo aver avuto la meglio in volata sull’autore della pole Hannes Soomer e su Emanuele Pusceddu il quale, grazie al secondo terzo posto su altrettante gare, si trova a -18 dalla vetta in seconda posizione.

Termas de Río Hondo Circuit: Gran Premio d’Argentina (17/19 aprile) per MotoGp, Moto2 e Moto3.

Termas de Río Hondo CircuitSi corre sul circuito Termas de Río Hondo Circuit, che si trova a 6 km dalla città da cui proviene il nome, nella provincia di Santiago del Estero. E’ stato costruito in un’area di 150 ettari e inaugurato ufficialmente l’11 maggio 2008. Nel 2012 è iniziato il rinnovamento e l’ampliamento della struttura, allo scopo di trasformarla nel circuito più moderno, sicuro ed emozionante di tutta l’America Latina. Su questa tracciato è in programma, durante il week-end 17/19 aprile 2015 Gran Premio Red Bull de la República Argentina

MOTOGP – Marc Marquez In USA è tornato a calcare il gradino più alto del podio. Il Campione della Honda si è ripreso nel migliore dei modi dopo il GP Qatar ed è andato a vincere per la terza volta il Gran Premio delle Americhe di Austin, dominando sugli avversari. Al secondo posto Andrea Dovizioso su Ducati, che ha avuto la meglio nei confronti di Valentino Rossi con la Yamaha. Al quarto posto Jorge Lorenzo, bravo a sopravanzare nel finale la seconda Ducati GP15 di Andrea Iannone nonostante un weekend passato con l’influenza.

Il Campionato Piloti MotoGP vede Rossi in vetta alla Classifica grazie alla vittoria ottenuta nel GP Qatar di Losail e al terzo posto di Austin, forte di 41 punti. Al secondo posto Dovizioso con 40, al terzo Marquez a quota 36.

Ora è tempo di pensare al 3° round. La MotoGP torna in Argentina per la terza tappa del calendario 2015. Si tratta della 12ª visita in assoluto del Campionato del Mondo nel Paese sudamericano, la seconda consecutiva sul nuovo tracciato del Termas de Rio Hondo. Il primo GP d’Argentina si corse nel 1961 a Buenos Aires, tra l’altro prima gara in assoluto a disputarsi fuori dall’Europa. Marc Marquez (Honda) si presenterà carico e fiducioso dopo la convincente vittoria di domenica scorsa ottenuta al Gran Premio Red Bull di Americhe. Quella di Austin è stata la sua 20ª vittoria nella classe regina, eguagliando il traguardo del due volte Campione del Mondo 500cc Freddie Spencer. Valentino Rossi (Yamaha) arriva in Argentina da leader del mondiale, grazie al podio del Texas. Il pesarese ha 1 solo punto di vantaggio su Andrea Dovizioso (Ducati), reduce da due secondi posti in questo inizio di Campionato. Dopo aver lottato per la vittoria nella gara inaugurale in Qatar, la nuova GP15 ha mostrato di poter essere competitiva anche su una pista completamente diversa come quella di Austin; il forlivese però l’anno scorso in Argentina rimediò solo un modesto 9° posto. Meglio andò invece al suo attuale compagno di squadra Andrea Iannone, che concluse sesto in sella alla Ducati. Il pilota di Vasto, ora nel team ufficiale Ducati, ha tutte le carte in regola per poter migliorare ulteriormente. Neanche la bronchite ha fermato Jorge Lorenzo, alla fine 4º negli Stati Uniti: sicuramente il maiorchino si aspettava di più da se stesso, ma nonostante gli inconvenienti occorsogli in questi primi due round della stagione si trova a soli 15 punti dal suo team-mate. Continua la battaglia tra i piloti-satellite tra i connazionali Bradley Smith (Yamaha) e Cal Crutchlow (Honda), entrambi appaiati al 6º posto in classifica con 18 punti. Mentre il primo nel  2014 riuscì a star davanti al proprio compagno di squadra Pol Espargarò, il secondo vedrà il Termas de Rio Hondo per la prima volta in carriera, dopo essersi saltato la scorsa edizione per infortunio. Buon il clima nel team Suzuki dopo il piazzamento dei due piloti, Aleix Espargarò e Maverick Vinales, nella top ten della gara degli Stati Uniti. Nella categoria ‘Open’, Hector Barberà guida la speciale classifica ma dovrà ben guardarsi dalle Nicky Hayden e del debuttante Jack Miller. L’Aprilia affidata Racing Team Gresini si presenta confortata forte del primo punto iridato grazie al 15º posto ottenuto dallo spagnolo Alvaro Bautista; la casa di Noale questa volta spera di poter piazzare entrambi i piloti a punti, dopo che Marco Melandri a Austin è stato costretto al ritiro per problemi al cambio. La MotoGP scenderà in pista venerdì 17 aprile alle 09:55 ora locale (le 14:55 in Italia) per la prima sessione di prove libere.

MOTO2 – La classe intermedia torna in Argentina con il rookie sorprendentemente al comando della classifica iridata. Nel 2014 Tito Rabat ha dominato il Gran Premio Red Bull de la República Argentina dopo essere partito dalla pole, in una delle sue sette vittorie stagionali che gli hanno consegnato il titolo. Il campione in carica è però attualmente solo decimo in classifica, dopo il quarto posto di Austin e lo “zero” del Qatar. Lui e il suo compagno di squadra Alex Marquez sono alla ricerca del riscatto. Il terzo posto negli Stati Uniti, suo primo podio nella classe intermedia, ha così proiettato a sorpresa il rookie Alex Rins in testa alla classifica iridata. Lo spagnolo ha adottato finora un approccio calmo e costante, gravitando sempre nella top ten e arrivando a fine gara a ottenere una quarta e una terza posizione che gli consentono fino a questo momento di guardare tutti dall’alto in basso. L’Argentina è un buon ricordo anche per il suo team-mate Luis Salom, che l’anno scorso al Termas de Rio Hondo salì sul podio facendo registrare anche il giro più veloce in gara. Austin ha lasciato invece l’amaro in bocca a Xavier Simeòn, a causa del contatto con Johann Zarco che ha fatto finire la corsa del pilota belga nella ghiaia. Simeòn avrà la possibilità di risalire nuovamente sul podio questo weekend in Argentina, pista dove peraltro ha già concluso al secondo posto nella scorsa stagione, con Zarco che invece è rimasto a secco. La vittoria di Sam Lowes ad Austin ha confermato il potenziale già espresso nella gara inaugurale in Qatar e che l’inglese non era riuscito a concludere. Anche in Texas le cadute (tra libere e qualifiche) non sono mancate. Ora il 24enne di Lincoln sa di avere un pacchetto competitivo per poter puntare molto in alto. La Moto scenderà in pista venerdì alle 10:55 ora locale (le 15:55 in Italia) con la prima sessione di prove libere. Per l’Italia c’è attesa per il primo podio italiano stagionale contando, in particolare, sulle prestazioni di Franco Morbidelli.

MOTO 3 – Sarà Kent l’uomo da battere in Argentina? Molto probabile che possa essere l’inglese, autore della vittoria con più ampio margine in condizioni di asciutto nella classe Moto3, ad essereil favorito in Argentina. L’anno scorso il Gran Premio Red Bull de la República Argentina ci ha regalato una battaglia serrata nelle ultime tornate, con Romano Fenati che conquistava la sua prima vittoria della stagione. Con solo 8 punti al suo attivo in questa stagione, punta di diamante dello Sky Racing Team VR46 vorrà sicuramente rifarsi attaccando sin dalla prima curva. L’ascolano dovrà fare i conti con Danny Kent e con uno stuolo di avversari che nelle primo due gare lo hanno sopravanzato.Il leader del mondiale si è infatti mostrato come il pilota più costante e più competitivo in ciascuna delle sessioni finora disputate. L’inglese però non ha dei bei ricordi dell’Argentina, a causa del contatto con il suo ex-compagno di squadra Niklas Ajo. La gara di Austin ha visto il rookie Fabio Quartararo conquistare il suo primo podio in Moto3 podio ad appena 15 anni. Dopo il Circuit of The Americas, anche il Termas de Rio Hondo sarà una pista che il giovane francese non conosce e che dovrà imparare alla svelta. Tutto sommato qui i rivali avranno meno vantaggio rispetto a Losail e Austin, visto che su questo tracciato argentino si è corso per la prima volta nel 2014. KTM deve ancora conquistare un podio in questo 2015, dopo essere stata la casa dominatrice della categoria cadetta nelle stagioni precedenti. La delusione maggiore viene dal “doppio zero” di Miguel Oliveira, mentre il suo team-mate Brad Binder è appena settimo in campionato. Un incidente ha tolto a Pecco Bagnaia ha chiuso la possibilità di regalare un podio al costruttore indiano a Austin; se il giovane torinese riuscisse a esser più concreto, costituirebbe una seria minaccia per le prime tre posizioni. Mahindra da quest’anno ha incrementato il suo impegno nella mondiale, essendo presente con ben 9 moto sullo schieramento. Lo scorso anno in Argentina, Livio Loi centrò il quinto posto assoluto, suo miglior risultato di sempre, che cercherà di ripetere ora che è in sella alla competitiva Honda. Attesi anche i giovani piloti italiani , a cominciare dai duo del Team di Gresini Locatelli e Bastianini, poi la coppia de Team Italia Ferrari e Manzi, Migno che con il quale dovrebbe crescere il team di Valentino Rossi, del “privato” Tonucci. e Migno, Tonucci,. La Moto3 scenderà in pista venerdì alle 09:00 ora locale (le 14:00 in Italia) per la prima sessione di prove libere.

Circuit of The Americas di Austin: Marquez (MotoGP), Lowes (Moto2), Kent (Moto3) i vincitori.

circuit-of-the-americasGli USA sono una nazione dalle grandi contraddizioni, esagerata in tutto, nel bene come nel male. Ad Austin, in occasione dell’evento mondiale della MotoGP, ne abbiamo avuto esempio. Prima è stato necessaria una sosta per dare la caccia ad un cane randagio che ha fatto invasione di pista. Al momento del via, a procedura conclusa, altra lunga pausa per asciugare una pozzanghera, con pista asciutta, causata da una caduta dall’acqua che aveva preso a cadere dall’interstizio di uno scavalca pista. Per fortuna la gara della MotoGP ha fatto dimenticare l’accaduto extra sportivo. Interessanti episodi hanno caratterizzato le tre gare dal 2° round iridato sul tracciato texano di Austin.

MOTOGPMarc Marquez (Honda) ha vinto per il terzo anno consecutivo la gara della classe MotoGP sul Circuit of The Americas di Austin. Il campione del mondo in carica ha preso il comando della corsa al quinto giro, salutando ben presto la compagnia e tagliando il traguardo con 2″3 di vantaggio. Le qualifiche avevano fatto credere che il piccolo spagnolo potesse non avere vita facile, ma è stata speranza vana. Andrea Dovizioso (Ducati) ha conquista il secondo podio stagionale consecutivo dopo quello di due settimane fa a Losail, a conferma della competitività della nuovissima GP15. Apprezzabile anche il terzo posto di  Valentino Rossi (Yamaha, che grazie al piazzamento odierno, conserva la leadership della classifica iridata. Alle sue spalle il suo team-mate Jorge Lorenzo, bravo a gestire le gomme e ad avere la meglio a tre giri dalla fine sull’altra Desmosedici di Andrea Iannone. Nella Top Ten, chiusa da Danilo Petrucci (Ducati,si sono piazzate le due Suzuki di Aleix Espargarò e del rookie Maverick Viñales. Sempre male (disastrose) le Aprilia e buio pesto per Marco Melandri.

Valentino Rossi, con il terzo posto, ha difeso la Leadership della classifica generale, davanti a Dovizioso e Marquez.

MOTO 2 – L’inglese Sam Lowes ha conquistato la sua prima vittoria in Moto2 davanti al francese Johann Zarco e al rookie spagnolo Alex Rins. Lowes ha controllato a lungo Zarco ed a pochi ghiri dal termine ha preso la testa allungando inesorabilmente. Alle sue spalle il francese Zarco ha dovuto poi lottare con il poleman Xavier Simeon fino a che questi non è finito a terra a poche tornate dalla fine mentre i due erano in lottavano per la seconda posizione. La messa fuorigioco del belga ha avvantaggiato il rookie spagnolo Alex Rins terzo e già sul podio alla seconda gara nella categoria. In quarta posizione il campione del mondo Tito Rabat che dovuto lottare duramente per avere la meglio su Franco Morbidelli ; sesto Hafizh Syahrin, poi Anthony West e Julian Simon. Simone corsi, giunto 11°, non è stato particolarmente brillate. Caduta nelle fasi iniziali per Lorenzo Baldassarri. Il “debuttante” Rins si è ritrovato anche leader della classifica (corta) grazie ai buoni piazzamenti nelle prime due gare.

MOTO 3 – L’inglese del Danny Kent (Honda) vince la gara della categoria cadetta Moto3. Non benissimo dalla pole position, si è subito sbarazzato degli avversari, involandosi in solitaria verso il traguardo. Piazza d’onore alla sua seconda gara in assoluto nel Mondiale per il rookie Fabio Quartararo e per il primo degli spagnolo Efren Vazquez che ha completato un podio tutto Honda. Il vincitore della prima tappa in Qatar, Alexis Masbou è scivolato all’ultima curva, a tagliato il traguardo a piedi spingendo la moto, è rimasto fuori dalla zona punti. Quarto posto per Enea Bastianini, protagonista nel gruppo di testa come il suo sfortunato compagno di squadra Andrea Locatelli che ha chiuso in settima posizione, avendo prima evitato un clamoroso incidente con Miguel Oliveira, scivolatogli davanti nel corso dell’ottavo giro. Al quinto posto Brad Binder e sesto per John MacPhee, Nono per Romano Fenati (KTM) che per qualche giro ha dato l’impressione di poter fare parte del gruppo di testa, Un gruppo del quale hanno fatto parte Nicolò Antonelli (23°) e Francesco Bagnaia, poi finiti a terra. Buona prestazione per Andrea Miglio e a punti, grazie anche ai molti ritiri anche Matteo Ferrari (Mahindra) 15° e primo con la moto indiana.. L’esordiente Stefano Manzi si è classificato in 24esima posizione, preceduto di due posizioni da Alessandro Tonucci. Da rilevare i crescente predominio delle Honda. Se piazzate nelle prime sette posizioni. In difficoltà le KTM, peggio le Mahindra. Evidente il potenziale di molti giovani italiani, magari non tutti convincenti i mentori che hanno appresso.

Nella classifica generale ha preso la testa Kent con 41 punti, davanti a Bastianini che di punti ne ha messi insieme 33.

Prossima gara il 19 aprile in Argentina.

Circuit Of The Americas: 2° round del Motomondiale negli Stati Unti d’America in Texas.

circuit-of-the-americasIl prossimo fine settimana il motomondiale sarà di scena su un tracciato americano!

L’impianto vicino ad Austin, nel Texas (USA), una pista con una lunghezza di 5.513 km di pista e una capacità per 120.000 spettatori. Impianto completato 2012. Tra le sue caratteristiche figura una salita di 41 metri di dislivello con un’impressionante inclinazione al termine del rettilineo principale seguita da una curva a sinistra. Il circuito è uno dei più completi a livello di layout del Campionato, raccoglie varie caratteristiche di molti tracciati in giro per il mondo. È stato disegnato dal famoso architetto tedesco Hermann Tilke. La direzione di guida è antioraria e conta con un totale di 20 curve: 9 a destra e 11 a sinistra.

MOTO GP - Dopo l’emozionante gara inaugurale della stagione in Qatar, il Campionato del Mondo MotoGP si ritrova sulla pista americana, per il terzo anno consecutivo si torna sul Circuito delle Americhe, meglio conosciuto come COTA. Nelle due edizioni precedenti le Honda di Marquez e Pedrosa hanno dominato, piazzando una “doppietta”. In Qatar la Ducati ha confermato di essere tornata protagonista, scoprendosi nuovamente competitiva da quando l’ing. Gigi Dall’Igna ha lasciato Aprilia per approdare a Borgo Panigale alla fine del 2013. La nuova GP15 ha dimostrato di esser veloce non solo sul giro singolo, ma anche costante in gara, consentendo ai due Andrea (Dovizioso e Iannone) di salire sul podio. Duplice traguardo che ha fatto perdere subito alle Desmosedici della squadra ufficiale Ducati Team e di quella satellite Pramac Racing due litri di capacità dei loro serbatoi, passando immediatamente da 24 a 22 litri. Proprio ad Austin un anno fa, Dovizioso ottenne il suo primo podio in rosso. Valentino Rossi è stato al centro dei media di tutto il mondo dopo aver colto la vittoria sotto i riflettori del Losail International Circuit. Potrà confermarsi e bissare il successo anche a Austin? Il nove-volte iridato ha ancora la stessa fame di 20 stagioni fa, quando iniziò a correre nel Campionato del Mondo. Ma il suo miglior risultato al COTA finora è un modesto 6° posto nel 2013. Meglio sul circuito americano si è comportato il suo compagno di squadra Jorge Lorenzo; il maiorchino scenderà in pista in cerca del riscatto, dopo aver concluso giù dal podio in Qatar a causa di un problema al casco che gli ostruiva la visuale. Sarà chiamato a rifarsi anche il campione del mondo in carica Marc Marquez, soltanto quinto in Qatar dopo esser andato largo alla prima curva. Il talento di Cervera può vantare un feeling speciale con la pista, avendo vinto in entrambe le edizioni finora disputate: oltre a detenere il record del circuito e della pole, sempre qui nel 2013 ottenne anche la sua prima vittoria nella classe regina. Assente il suo compagno di squadra Dani Pedrosa, di recente operato per risolvere i problemi all’avambraccio che gli hanno impedito di esprimersi al meglio: al suo posto nel team Repsol Honda vi sarà Hiroshi Aoyama, che correrà a Austin e in Argentina. In Qatar si è assistito anche al ritorno in MotoGP della Suzuki, non senza qualche difficoltà (come era prevedibile attendersi) rispetto ai rivali dopo quattro anni di assenza dalle competizioni. La GSX-RR non ha mai girato ad Austin e sarà interessante vedere se Aleix Espargarò e Maverick Viñales sapranno prendere per mano il team Suzuki Ecstar e regalare le prime soddisfazioni alla casa di Hamamatsu. L’avventura con Honda è iniziata bene per Cal Crutchlow, primo tra i piloti-satellite in Qatar davanti al connazionale Bradley Smith. Anche l’inglese del Monster Yamaha Tech3 si è sempre ben comportato sul circuito americano, ma stavolta dovrà guardarsi le spalle dal suo team-mate Pol Espargarò. Vorrà invece dimenticare la sfortunata esperienza dello scorso anno l’altro britannico Scott Redding, ora in sella alla Honda RC213V-

Per quanto riguarda ‘Open’, Hector Barbera è stato il pilota di punta della categoria a Losail: lo spagnolo (la cui Desmosedici del team Avintia Racing non verrà interessata dalla norma sulla capacità del carburante) è certamente conscio della battaglia che lo attende con il rivale tedesco , Stefan Bradl. Dopo lo sfortunato debutto in Qatar, anche il rookie Jack Miller certamente pensa di rifarsi su un tacciato dove lo scorso anno si aggiudicò la vittoria nella classe Moto3. Prevedibile l’attesa del pubblico di casa per Nicky Hayden, alla sua 200ª presenza nella classe regina. Uno step tutto da vivere per il team Aprilia Racing Gresini sono attesi da un duro lavoro Marco Melandri e Alvaro Bautista.

Dopo il “triplete” italiano in Qatar c’è attesa fra gli appassionati italiani, sarebbe fantastico rivivere un’altra serata da da sogno, ma ci può accontentare anche di qualcosina di meno, almeno in due sul podio.

MOTO2 - La rocambolesca gara inaugurale della stagione in Qatar ha dato uno scossone ai pronostici mettendo fuori gioco i tre favoriti iniziali. Per l’intero weekend di Losail Johann Zarco, Sam Lowes e Tito Rabat avevano dettato il passo, salvo poi ritrovarsi in gara a dover dire addio ai loro sogni di gloria, con gli ultimi due addirittura non in grado di concludere la corsa. L’anno scorso in Texas proprio Zarco e Lowes fecero registrare due “zero”: motivo in più per cercare un pronto riscatto tanto per il francese, ora nella nuova struttura Ajo Motorsport, quanto per l’inglese, che sarà chiamato a confermare la sua competitività in sella alla Speed Up. Il campione del mondo Moto2 in carica Tito Rabat può vantare in Texas due secondi posti in altrettante edizioni. Interessante sarà vedere se il suo compagno di squadra Alex Marquez, riuscirà a ricalcare le orme del suo predecessore Maverick Viñales che (sempre da rookie, dopo il titolo della Moto3), ottenne sul Circuit of the Americas la prima vittoria nella classe intermedia. Jonas Folger si presenterà da leader della classifica iridata, grazie alla vittoria ottenuta in quel di Losail. Il weekend Texas dirà se il tedesco è maturato rispetto alla passata stagione e se sarà pronto a gestire la pressione. I connazionali Thomas Luthi e Dominique Aegerter continueranno a concentrarsi sulla loro moto, dopo che il meteo ha ostacolato quasi tutti i test invernali. In particolare, l’ex-Campione del Mondo 125cc, ha dichiarato dopo il podio del Qatar di aver imparato molte cose sulla sua Kalex proprio durante la gara; Aegerter invece può vantare sul circuito texano un quarto e un terzo posto: piazzamenti che lasciano ben sperare alla vigilia di quest’edizione 2015. Molta curiosità intorno all’altro esordiente Alex Rins, in grado nella prima gara della stagione di risalire dalla nona alla quarta posizione. Il rookie del team Paginas Amarillas HP 40 ha dimostrato di sapere andare forte in gara, ma ha già dichiarato di puntare alle prime due file in qualifica per poter lottare con i top rider fin dall’inizio. Per i Tre piloti italiani c’è attesa, in particolare per Simone Corsi a zero unti per la caduta dopo il contatto con Rabat.

MOTO3 – Dopo la corsa mozzafiato in Qatar risoltasi al fotofinish, i piloti della categoria cadetta stanno preparando la sfida per il secondo round. Dopo lo smacco ricevuto in Qatar dalla Honda con ben tre moto sul podio, la KTM vorrà a tutti i costi rifarsi ad Austin dove, proprio un anno fa sul Circuit of the Americas, dominò con Romano Fenati e Jack Miller, poi vincitore della corsa e candidato al titolo iridato sino all’ultima gara della stagione. In Qatar Alexis Masbou ha centrato l’en-plein con la pole position e la vittoria, la seconda in assoluto della sua carriera; il francese del team SAXOPRINT RTG ha tutta l’intenzione di continuare su questo trend in quello che sarà il suo ultimo anno nella categoria cadetta Moto3™. Dovrà però vedersela con il compagno di marca Enea Bastianini che su questo tracciato l’anno scorso colse i suoi primi punti iridati della carriera: l’italiano, battuto sul traguardo per soli 27 millesimi avrebbe meritato la vittoria a Losail, in cui si è reso autore di una straordinaria rimonta dopo delle disastrose qualifiche che l’avevano obbligato a scattare dalla 21ª posizione sulla griglia. La festa per la casa di Tokio è stata completata dalle prestazioni dei suoi tre piloti del team Leopard Racing: anche se Hiroki Ono non è riuscito a confermare in gara i buoni risultati delle libere e della qualifica, la squadra di Stefan Kiefer si è mostrata come la struttura più solida di quest’avvio di Campionato grazie al podio dell’inglese Danny Kent e al veterano spagnolo Efren Vazquez. Non devono essere sottovalutati gli outsider Francesco Bagnaia e Brad Binder. Entrambi sono stati i primi , rispettivamente con Mahindra e KTM a tagliare il traguardo a Losail chiudendo la Top Ten. Grande attesa anche attorno al compagno di squadra del sudafricano, Miguel Oliveira, chiamato al riscatto dopo il contatto alla prima curva che gli ha impedito di concludere a punti, quando era uno dei favoriti per la vittoria in Qatar. Romano Fenati dovrà cancellare l’amarezza del primo round della stagione, in cui è stato costretto al ritiro perché tradito dalla sua KTM all’ultimo giro. Il pilota ascolano dello Sky Racing VR46 avrà la sua occasione di rifarsi sulla pista texana, che nel 2014 l’ha visto salire sul secondo gradino del podio. Occhi puntati anche sul rookie Fabio Quartararo e sul suo compagno di squadra nel team Estrella Galizia 0,0 Jorge Navarro. Farà finalmente il suo debutto nel Campionato del Mondo Stefano Manzi, che circa una settimana fa in Qatar non aveva ancora raggiunto l’età minima per poter correre in Moto. Sulla griglia di partenza si rivedrà anche Ana Carrasco, reduce dalla frattura alla clavicola. I piloti italiani sono numerosi e per una parte di loro c’è stata una falsa partenza, in particolare per coloro che non possono accampare le giustificazioni che sono concesse agli esordienti. Vediamo se ci sarà modo di vincere la prima gara stagionale, e di aumentare le presenze sul podio, il gruppo pare avere nelle sue corde il potenziale per avere queste ambizioni.

Qatar – Loasil: esordio mondiale con tanta Italia e meno Spagna.

Loasil 1Luci accese per la prima del motomondiale 2015 nel deserto del Qatar. Il tracciato del Loasil ha ospitato la prima gara del Campionato del Mondo Gran Prix con risultati che in parte hanno sorpreso e per l’Italia è stata una bella giornata.

Nella Moto3 i nove ragazzi italiani ed i sette spagnoli sono stati battuti da un francese, ma le prestazioni di tre dei nostri ragazzi sono state di rilievo e molto incoraggianti per il proseguo del campionato. Nella Moto 2 conferma delle prestazioni da prime posizioni per franco Morbidelli, i nostri tre ragazzi dovranno superarsi per centrare il podio, intanto però possiamo ben figurare aspettando che salgano di categoria i ragazzini della cilindrata più piccola.

Stroaordinario il risultato della MotoGP, dopo 10 anni è tornato il podio tutto italiano, a conclusione di una gara eccezionale che ha salto i nostri piloti ed ha messo in chiaro che la Ducati … è tornata.

Per contratto non è stata una giornata straordinaria per i piloti spagnoli, si parte senza rispettare l’abituale (da molte stagioni) frequentazione in massa del podio e con almeno una vittoria. Ieri nella notte qatariota non sono echieggiate le note dell’inno spagnolo.

Ed a completare una evento poco felice per il motociclismo iberico, che in ogni caso si può consolare con diversi giovani rookie in Moro 2 e 3, a fine giornata l’annuncio che Dani Pedrosa potrebbe saltare la prossima gara in USA e forse oltre. Un grave problema all’avambraccio mette in discussione la sua partecipazione ai prossimi GP.

MOTO GP – Il tricolore sventola ha monopolizzato il podio del Losail International Circuit a conclusione della gara inaugurale della stagione 2015 che ha consegnato agli appassionati di tutto il mondo spettacolo, sorpassi e colpi di scena. In Qatar il motociclismo italiano è tornato a brillare nella classe regina, grazie a Valentino Rossi e alle straordinarie prestazioni delle Ducati di Andrea Dovizioso e Andrea Iannone. Il nove-volte iridato ha centrato la vittoria n° 109 nella gara inaugurale di quella che apre la sua ventesima partecipazione al Campionato del Mondo. Il pesarese della Yamaha ha saputo recuperare da una partenza non impeccabile, raggiungendo presto il terzetto di testa. A suon di giri veloci, si è fatto strada tra gli avversari, fino al duello finale che l’ha visto protagonista con Andrea Dovizioso. Il “Dovi”, come il suo compagno di squadra Andrea Iannone, hanno mostrato tutto il potenziale della GP15, prima Ducati interamente firmata dall’ing. Gigi Dall’Igna, capace di tener il passo dei top rider anche sulla distanza, e non solo sul giro secco grazie ai vantaggi offerti dalla gomma extra-soft. Jorge Lorenzo è rimasto ai piedi del podio, ha lottato alla pari con il trio italiano fino a pochi giri dalla fine, ma quando Rossi ha dato lo “strappone” per lui non c’è stato scampo. Marc Marquez, ha compromesso la sua corsa finendo pista alla prima curva, si è dovuto impegnare in una proibitiva rimonta dalla posizione di coda. In ogni caso fa sensazione il fatto che la sua corsa si sia conclusa con una incompiuta, mancando il ricongiungimento con il quartetto di testa, incapace di recuperare in una decina di giri gli ultimi tre secondi di gap. Esordio per la Suzuki con Aleix Espargarò e Maverick Viñales che hanno mancato la Top Ten, ma paiono aver aver imboccato la direzione giusta. L’Aprilia, con Marco Melandri, ha concluso in ultima posizione, il suo compagno Alvaro Bautista si è ritirato dopo il primo giro dopo un contatto con Marquez. C’è davvero tanto da lavorare per i tecnici della casa di Noale.

MOTO2 – I favoriti hanno fatto harakiri per errori di guida come Sam Lowes, incorso in una caduta che è parsa figlia della carenza di concentrazione. Poi Tito Rabat caduto dopo un contatto con Simone Corsi, entrambi caduti dopo un contatto prodotto da una foga da principianti. Infine Johann Zarco fermato da un guasto al cambio a tre giri dalla fine, una disdetta gli ha fatto perdere diverse posizioni. Ottavo sul traguardo, è stato l’unico dei favoriti a concludere a punti. Jonas Folger ha vinto perchè ha avuto il merito di essere al posto giusto nel momento giusto. senza dubbio l’uomo giusto al momento giusto. Il tedesco ha conquistato la sua terza vittoria in carriera, la prima in assoluto nella classe intermedia Moto 2. Xavier Simeon ha conquistato la piazza d’onore al termine di una buona gara e della perfetta messa a punto del suo mezzo. Sul terzo gradino del podio è salito un’altro expert della categoria, lo svizzero Thomas Luthi completando un podio senza piloti iberici. Il primo spagnolo è il rookie Alex Rins che ha mostrato di essersi inserito e adattato in pieno alla classe intermedia lottando a viso aperto con piloti più esperti. Più bravi dell’altro esordiente Alex Marquez (campione del mondo 2014 della Moto2)) che non è riuscito ad entrare nella Top Ten. Soddisfazione per il quinto posto di Franco Morbidelli autore di una ottima gara di testa, una conferma che il ragazzo marchigiano è un lottatore. Al 10° posto il corregionale di Franco, il 18enne Lorenzo Baldassarri , che ha portato a termine una buona prestazione.

MOTO 3 – Nella categoria la gara si è conclusa con un finale-thriller sin linea con le tradizioni. I giovani talenti del motociclismo mondiale hanno offerto uno spettacolo entusiasmante dal via fino all’arrivo. Prova di forza del numeroso gruppo di piloti Honda con 7 moto piazzate nei primi 8 posti. Bene anche la Mahindra cui non le rende giustizia il nono posto di Pecco Bagnaia rimasto invischiato bella bagarre del giro finale. Delusione per la KTM, penalizzata dalla scivolata di Miguel Oliveira in avvio di gara, il decimo posto del giovanissimo Brad Binder è poca cosa per la casa di Mattighofen. Ha vinto il francese Alexis Masbou che ha fatto il paio con la sua prima pole position della carriera. Ha preceduto il grande protagonista della serata è stato Enea Bastianini, il cui secondo posto vale come una vittoria, dato che ha preso il via dalla 21ª posizione in griglia. Il 17enne di Rimini con una moto perfetta ha dimostrato che il titolo di rookie della passata stagione era più che mai meritato. Solo 27 millesimi l’hanno separato dal trionfo. Sul terzo gradino del podio è salito Danny Kent l’inglese ha preceduto il compagno di squadra Efren Vazquez, il primo dei piloti spagnoli. Anche in questa categoria nessun pilota iberico sul podio, da non credere, ma si possono consolare con le prestazioni del giovanissimo Fabio Quartararo, il migliore dei rookie classificato al sesto posto assoluto e con Jorge Navarro Nicolò Antonelli (8°) e Franco Bagnaia (9°) sono stati protagonisti nel gruppo di testa, non sono stati fortunati ma hanno commesso piccoli errori che alla fine non hanno consentito piazzamenti migliori alla loro portata. Buona anche la prestazione di Andrea Locatelli appena fuori dalla Top Ten. Romano Fenati, costretto al ritiro per una noia meccanica della sua KTM all’ultimo giro, ma era fuori dalla zona punti e la sua gara è stata del tutto incolore. Tutti gli altri ragazzi sono oltre la 20° posizione, ancora poco significativa la presenza del Team Italia,

24 Agosto 1980: Jon Ekerold & Bimota Campioni del Mondo della classe 350 Gran Prix

ekerold-Cecotto_WC_80Per commentare, a 33 anni dalla conquista del titolo di Campioni del Mondo, l’incredibile impresa di Jon Ekerold, piace riprendere l’articolo di Ernesto Iommi pubblicato nel 2010 da GPone.com  a trenta anni dell’impresa del pilota Sud Africano. Sempre grazie Jon!!!!

Jon Ekerold  & Toni Mang

Portò la sua faccia col naso schiacciato da ex pugile sulla linea di partenza senza tradire la benché minima emozione. Sul volto la solita maschera col labbro inferiore così  increspato da tirare giù anche il sopracciglio.

Poteva essere il volto di un cecchino appostato nascosto fra le macerie in attesa del nemico. Non c’era alcuna luce, o lampo, visibile nei suoi occhi. Solo determinazione.

A fare contrasto con questa immagine lo seguiva la moglie con in braccio un bambino piccolo. Lui si sedette sulla Bimota-Yamaha rossa e bianca e la scritta Solitude che occupava l’intera carenatura era la concisa didascalia della scena, mentre Jon Ekerold abbracciava, con un unico abbraccio circolare moglie e figlio. Poi rimase solo  sulla linea di partenza. Mang ed Hansford da una parte, Baldé e Cecotto dall’altra. Fu allora che gli vedemmo fare una cosa che, poi, nessun altro mai ha più fatto sulla linea di partenza di una gara capace di assegnare un titolo mondiale: si accucciò sul serbatoio ed iniziò a dondolare la moto da una parte all’altra. Destra sinistra destra sinistra senza fermarsi per un tempo che apparve lunghissimo. Poi, come se non fosse mai accaduto, fu al fianco del la sua Bimota 350 nella posizione classica della spinta in un silenzio sempre irreale, il corpo atletico leggermente arcuato, già pieno di energia.

E il Gran Premio di Germania partì nel crepitio improvviso dei motori e nel fumo preceduto solo dal rumore del drappo scosso nel silenzio dallo sbandieratore che nessun semaforo potrà mai eguagliare.

Nurburgring, l’inferno verde. Ventidue chilometri ed ottocentotrentacinque metri da percorrersi sei volte per scoprire chi fra Toni e Jon, fra Mang ed Ekerold meritasse in quel  1980 il titolo di campione del mondo della 350.

Jon, con gli amici, era stato chiaro e nel suo tipico humor aveva detto di non aspettarsi che alcun altro se  lui uscisse per primo dall’ultima curva. “Se non sarò io, io non ci sarò”. Ma forse è solo una leggenda. Ma non pare essere una leggenda che durante la corsa Ekerold in più di una staccata decisiva non guardò davanti ma al suo fianco Mang per frenare una frazione di secondo dopo che questi avesse artigliato la leva del freno.

P2

8:32.27

-0 Toni

Lap 3

Segnalarono a Jon dal suo box a metà gara.  Poi fu

P1

8:27.48

+1 Toni

Lap 5

Quindi infine

P1

8:26.88

+2 Toni

LL

Non sono molti due secondi su più di 22 Km di tracciato e per questo Jon Ekerold tremò ed ebbe paura per l’intero, lunghissimo, giro mentre Toni Mang sfruttando la migliore accelerazione della sua Kawasaki gli mangiava decimi in ogni curva. Ma c’erano sempre le staccate per recuperare e comunque un ex pugile non sarebbe andato giù all’ultimo round  dopo esser rimasto in piedi fino a quel momento. Così, con una parte della mente che gridava vedendo il suo sogno di ragazzo vicino a realizzarsi resistette fino all’ultimo al desiderio di girarsi per guardare dove fosse il rivale. Doveva farlo, per evitare che Toni magari gli prendesse la scia ma tirò sino alla quinta marcia prima di voltare la testa e avendolo fatto troppo tardi poi frenò troppo presto tanto da essere costretto a far slittare la frizione per riportare il suo bicilindrico 350 a regime.

Quel giro, nonostante l’errore, Jon lo fece in 8:25.93. Sarebbe partito in prima fila accanto a Randy Mamola nella 500, davanti a Kenny Roberts. Il mondiale era suo.

Mang, ancorché amareggiato, andò a fargli le congratulazioni, colto di sorpresa dal fatto che Jon non esplodesse dalla gioia. Ma Jon non poteva. Aveva invece l’amaro in bocca, in un misto di eccitazione e orgoglio represso che lui stesso in quell’attivo trovò difficile da comprendere. Solo dopo, nel relax della consapevolezza di aver raggiunto il suo obiettivo capì: il suo viaggio, iniziato molti anni prima da pilota privato era finito.

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FSM: Michelotti confermato Presidente per acclamazione, new entry nel Consiglio dell’ente del titano.

Amedeo Michelotti è stato confermato per acclamazione alla Presidenza della Federazione Sammarinese Motociclistica. Colonna portante della FSM da 20 anni, è al suo sesto mandato consecutivo. In questo ventennio il motociclismo bianco-azzurro è sempre stato ai vertici nel contesto internazionale sia in ambito sportivo che organizzativo.  Leggermente rinnovato il Consiglio Federale composto dai confermati Massimo Zani, Barbara Benedettini, Roberto Beleffi, Claudio Tonini, Alessandro Bindi e dalle new entry Luca De Angelis, Marianna Giannoni e Piero Lonfernini. Durante l’assemblea generale sono stati approvati all’unanimità i bilanci: sia quello consuntivo del 2012 che quello previsionale del 2013.

Ottima la partecipazione d’iscritti con molti appassionati ed alcuni piloti tra cui il top-rider del motomondiale Moto2 Alex De Angelis. Durante la serata il pensiero di tanti era rivolto ad Alex Zanotti, impegnato in Argentina alla Dakar. L’assemblea si è svolta in un clima di assoluta armonia, tranquillità ed amicizia tra tutti i tesserati, uniti dalla passione per il motociclismo.

La Federazione Sammarinese Motociclistica esprime la sua gratitudine al Rossano Comanducci, vice presidente uscente e membro del consiglio federale da vari decenni. Dopo tanti anni, ha scelto di non ricandidarsi per il direttivo ma siamo certi che continuerà a seguire con interesse e partecipazione l’attività federale.

La FSM rivolge un sentito ringraziamento anche a Virgilio De Biagi, un vero appassionato che accompagna regolarmente i ragazzini del cross sammarinese alle manifestazioni sportive sia in Italia che in Europa. La sua passione ed esperienza sono sempre preziose per la FSM

 
 

Nota: LA FSM, federazione molto attiva, ha contribuito  in modo decusivo per l’assegazione di eventi mondiali, assegnati al piccolo stato ed organizzati su impianti italiani.

Per il 2013 sarà un’operazione relativa solo al Campionato del Mondo MotoGp , evento che sarà oreganizzato sulla pista di Misano adriatico, mentre nello stesso impianto non sarà irganizzata la prova del momdiale Superbike.     

Phillip Island: penultimo round del motomondiale 2012. Pronostico iridato per Marquez

La giostra finale del Motomondiale vede il circus spostarsi velocemente dalla Malesia verso l’Australia, sul tracciato del Phillip Island, dove dal 26 al 26 ottobre si disputeranno le gare del penultimo round della stagione 2012.

Si va in un paese e su un circuito con gran fascino, dove la stagione propone una primavera che fa il paio con le prime nebbie dell’autunno italianp; in agguato sempre la pioggia che ha perseguitato il motomondiale in tanti eventi nel corso della stagione. Intanto domenica si torna all’ora legale e la levataccia per vedere la diretta TV sarà più pesante.

è un circuito per competizioni situato nella Regione di Victoria (Australia), costruito nel si snoda con un tracciato lungo 4448 m. Il motomondiale lo ha visto inserito nel suo calendario dal 1997. Un contesto ambientale e per la proposta tecnica di grande valore, spettacolare, che propone un susseguirsi di curve veloci e di ampio raggio spezzato solo da due tornantini, dove si possono ammirare audacissimi sorpassi. Il solo rettilineo degno di nota, è quello prospiciente i box, essendo in difesa si possono raggiungere velocità di punta molto elevate. Caratteristici i vari tratti vicini al mare, suggestivi e amati dai fotografi di tutto il mondo. Hanno fatto storia gl’impatti dei piloti con alcuni animali che si sono infilati nell’impianto, spesso gabbiani.

Per visionare la programmazione TV cliccare sul logo del circuito.

MOTOGP – Certa l’assenza in questa gara e con ogni probabilità a Valencia, di Ben Spies, caduto a Sepang rimediando fratture alle costole. Un brutto modo per concludere la collaborazione con la Yamaha, marca che gli ha permesso di aggiudicarsi il Campionato del Mondo Superbike.Ben è stato molto sfortunato per tutta la stagione e non ha inciso sull’esito del campionato, che vede il suo compagna Lorenzo in lotta per il titolo. Potrebbe aver compromesso l’esordio sulla Ducati nei test post Valencia. Gl’appassionati australiani aspettano Casey Stoner per il suo possibile ritorno alla vittoria, il modo migliore per salutarli mentre sta volgendo al termine la sua attività agonistica. Una sua vittoria potrebbe, per assurdo ridurre le possibilità della “quasi impossibile Rimonta” del compagno di marca (Honda) Dani Pedrosa nel confronti di Jorge Lorenzo (Yamaha). Appare di tutta evidenza che senza un evento straordinario in grado di produrre un risultato nullo Lorenzo difficilmente potrà essere superato, invece se il nullo capitasse a Pedrosa l’avversario conquisterebbe il titolo già in Australia. Appare problematica anche l’aspirazione di conquistare il terzo posto finale da parte di Andrea Dovizioso perché Casey Stoner è in crescita e pare avere possibilità di rintuzzare ogni attacco, sempre imprevisti permettendo. Più equilibrato appare il confronto Bautista – Rossi per il 5° posto finale, anche se lo spagnolo deve essere considerato favorito per lo standard raggiunto e il vantaggio di 6 punti su cui può cintare.

CRT – Resta sempre incerta la definizione del primato di categoria, con Espargarò che non può sentirsi al sicuro dall’attacco di De Punite, al momento è distanziato di tre punti.  Poche chance per i piloti italiani in gara di fare risultato in condizioni normali.

In ogni caso sarebbe opportuno modificare l’assegnazione dei punteggi per la MotoGP, e di attivare una classifica avulsa per la CRT, darebbe maggiore dignità alla categoria.

MOTO2 – Dopo la “frittata” di Marc Marquez a Sepang che, cadendo mentre l’avversario diretto Pol Espargarò, era molto indietro, aveva già in titolo in tasca. Non ha pregiudicato le sue chance, sono molte le combinazioni che fanno credere che possa aggiudicarti il titolo di Campione del mondo in Australi, per andare a Valentia per ricevere il saluto dei connazionali e testare la MotoGp che avrà in dotazione nella prossima stagione. Per l’Italia può essere interessante vedere se Iannone avrà risolto le questioni tecniche che dovrebbero essere causa del suo rendimento altalenante, inoltre l’abruzzese dovrebbe contenere l’assalto al terzo posto finale, che certamente gli portato dallo svizzero Luthi, che lo segue con un punto di ritardo; sarebbe un piazzamento di prestigio per lasciare la classe e passare alla MotoGp. Corsi cercherà ancora un podio, su un tracciato tecnico che lo dovrebbe favorire, lui che continuerà in questa categoria, dove nella prossima stagione i piloti potrebbero pochi, in particolare quelli in grado di lottare per le posizioni da podio, ritorno di Mattia Pasini a parte,

MOTO3 – Sandro Cortese ha “liquidato” la pratica titolo da campione autorevole aggiudicandosi gara e campionato a Sepang. Il ragazzo è bravo, ma c’è anche la sensazione che l’eccellenza della categoria sia posizionato su standard non elevatissimi. Una misura dei valori si potrà avere con i risultati che forniranno i molti piloti in procinto di passare in Moto2. In ogni caso la Moto3 non ha deluso, arrivati alla vigilia della gara di chiusura della stagione si deve dire che sul piano tecnico ha dato risposte migliori della Moto2, perché ha evitato di trasformarsi in un monorotore, ed i piloti hanno saputo garantire un spettacolo sempre interessante. Volendo individuare un flop si può pensare alla stagione di Maverik Vinàles che pare sia “costretto” al rientro dopo il poco spiegato abbandono team, che in ogni caso aveva lasciato la porta aperta per una “ricucitura” : probabilmente provvisoria., Dovrebbe rientratre . Sono stati bravi i giovanissimi rookies, per la gran parte provenienti dalla Red Bull Cup, più che dai campionati nazionale. Per l’Italia c’è stato un avvio da fuochi d’artificio, con molte esagerazioni (capita spesso in ambito nazionale) per i risultati di Romano Fenati. Il ragazzo del Team Italia si è comportato bene, anche se forse ha avuto qualche battuta a vuoto di troppo, il suo finale di stagione appare in calo, non senza responsabilità tecniche. Corre voce che lo staff FMI possa avergli fatto firmare un contratto biennale, sperabile che si sia pensato ad un suo inserimento in qualche top team perché se così non fosse il tempo che trascorrerà potrebbe non essere valorizzato al meglio. Intanto Romano ha ancora la possibilità di conquistare il 4° posto ed il titolo di miglio rookies, deve vedersela con due giovanissimi: lo spagnolo Rins e il britannico Kent. Attese conferme da Alessandro Tonucci, che a fine stagione cambierà team, e sta completando al meglio la sua stagione. Come Nicolò Antonelli, per il quale si dovrebbe trovare una soluzione per la questione del peso; in ogni gara si è sempre parlato sempre di tale argomento, a prescindere dal risultato. Da recuperare Marciano dopo la “sfortunata” esperienza con la Ioda. Nella categoria dovrebbero arrivare diversi giovani provenienti dal CIV, sarà una stagione impostata sul fare esperienza, ma paiono essere tutti ragazzi con molta fretta. Intanto non resta che aspettare prestazioni oltre la sufficienza per la gara di Phillip Islnd ed a seguire a Valencia.

Mosca & Brno: in Russia protagonisti Melandri (WSBK) e Sofuoglu (WSS); nella Repubblica Ceca lo sono stati Pedrosa (MotoGp), Marquez (Moto2) e Folger (Moto3).

Fine settimana con due grandi manifestazioni della velocità in moto. Vissute seguite attraverso la TV: La copertura dell’evento in programma s Mosca ha goduto di una discreta copertura attraverso Sky (superpole esclusa) mentre La 7 ha utilizzato la differita per la superpole gara 2, ovviamente ha ignorato la Supersport seguita, come le manche della superbike bene sal sito La7.it. a con quella in programma a Mosca che è stata trattata, Consueta e ampia copertura in diretta per le tre classi del Motomondiale attraverso le reti Mediaset.

Per quanto si è potuto vedere in TV ll pubblico russo non si è particolarmente “riscaldato” per l’arrivo dei mondiali Superbike e Supersport, Pochi problemi organizzativi, grazie anche a supporti “esterni” impegnati sulla pista russa per l’occasione.

Warm up effettuati con pista bagnata, ma tracciato che si è andato via asciugando, consentendo la disputa delle tre gare senza utilizzo di gomme da Bagnato.

Cliccare sulla foto per vedere i risultati,

SUPERBIKE GARA 1Tom Sykes (Kawasaki) si è aggiudicato il primo successo al debutto del Campionato Mondiale Superbike sulla nuova pista russa. Ha preso la testa della corsa al via su una pista infida e non ancora completamente asciutta, ed è rimasto al comando fino alla bandiera a scacchi capitalizzando in vantaggio conquistato nella prima fare. Il pilota britannico, cui la Kawasaki ha rinnovato il contratto per il 2013, ha potuto festeggiare il terzo successo in carriera, il secondo dell’annata. Tutta in rimonta la gara di Marco Melandri (BMW) che ha potuto recuperare solo quattro punti al leader Max Biaggi (Aprilia), autore anche lui di un buon recupero, giunto terzo approfittando di rallentamento del suo compagno di squadra Laverty, interpretabile anche come “gioco di squadra”. Sesto posto per Michel Fabrizio (BMW) in rimonta dalla quinta fila, ha preceduto Niccolò Canepa (Ducati) e Lorenzo Zanetti (Ducati) Ritirato Giugliano che nelle prime fasi della manche ha fatto parte del gruppo di testa.

SUPERBIKE GARA 2Marco Melandri (BMW) si è ritrovato a fine gara con due importanti risultati; ha vinto di forza la gara e si è issato in vetta alla classifica del Campionato Mondiale. Il primo risultato lo conquista di forza non dando scampo agli avversari restando al comando nella parte finale della manche. Il secondo, la conquista della testa della classifica iridata, lo ha realizzato con il contributo di Max Biaggi che, dopo i rischi presi in gara 1, nel corso del decimo giro è incorso in un “lungo” ed ha centrato Leon Haslam, i due finiti a terra, si sono rialzati incolumi, ma la loro gara si è conclusa nel peggiore dei modi. Marco, al decimo successo in Superbike, il sesto di questa fantastica stagione. Ha tratto il massimo profitto dai risultati conquistando con largo margine una leadership molto importante a tre gare dalla conclusione della stagione. Tom Sykes è risalito sul podio scambiando con l’italiano le posizioni di gara 1. Al terzo posto l’ottimo Chaz Davies (Aprilia), uscito indenne dall’incidente all’ultimo giro lo poteva coinvolgere con Eugene Laverty e Jonathan Rea (Honda). Carlos Checa, caduto in gara 1, dopo un contatto con Rea, ha concluso al quarto posto. Davide Giugliano è arrivato sesto e Ayrton Badovini (BMW) ottavo.

Nella classifica generale Meandri è leader con pt. 308,5 seguito da Biaggi pt. 290 e Sykes pt. 269,5; la conquista del titolo appare ormai affare loro.

SUPERSPORT – Con l’autorevole vittoria conquistata sul tracciato del Moscow Raceway il pilota turco Kenan Sofuoglu, con la Kawasaki team Lorenzini, nel decimo round del Mondiale Supersport potrebbe avere messo definitivamente le mani sul titolo, sarebbe il terzo trionfo. Il giovane francese Jules Cluzel (Honda), ha tentato di resistergli per oltre metà gara, poi si è rassegnato ed ha progressivamente mollato la ruota della verdona. Terzo posto per il pilota russo Vladimir Leonov (Yamaha), era attesa una gara allo spasimo da parte del 25enne moscovita che non ha deluso il suo pubblico. Penalizzato per partenza Sam Lowes (Honda), piazzati ma sempre più comprimari e meno protagonisti i due veterani Parkers e Foret, quest’ultimo ha dovuto dannarsi per resistere a migliore dei piloti italiani in questa gara, Andrea Antonelli (7°) che con la Yamaha del Bike Seriìvice R.T. lo aveva anche superato prima di un cambio di ritmo nel finale. Altri piloti in zona punti: Roberto Tamburini (9°), Alex Baldolini (11°9 e Luca Marconi (15°). Nella classifica generale Sofuoglu è leader con pt.173, seguito da Cluzel pt. 140 e Lowes pt.138, primo degli italiani Baldolini pt. 106.

Gran premio storico quello della Repubblica Ceca sulla pista di Brno, magari soffocato dalle troppe chiacchiere relative al mercato piloti, buona affluenza di pubblico, ma lontano di il pienone di recenti edizioni.

Cielo che durante la mattinata fa i capricci, la pioggia ha condizionato i warm-up e, in parte, la gara delle Moto3.

Ciccare sulla foto per vedere risultati e classifiche

MOTO GP – Jorge Lorenzo, dopo la prima curva, si è trovato Dani Pedrosa incollato alla sua ruota ed i due sono poi arrivati insieme al traguardo … con Dani che ha trovato il modo di superare il connazionale all’uscita dall’ultima curva. Il giro finale offerto dai due con il sorpasso di Lorenzo, superato nei giri precedenti, de il contro sorpasso di Pedrosa, hanno entusiasmato, riportando alla memoria altri episodi celebri.  Cal Crutchlow, trovatosi in terza posizione dopo le fasi iniziali la mantiene, distanziando progressivamente Andrea Dovizioso, apparso meno brillante rispetto alle gare precedenti. Ancora una giornata da dimenticare per Ben Spies finito ancora a terra con la sua Yamaha. Valentino Rossi, partito meglio del solito dalla seconda fila, è stato subito avvolto da una nuvola di fumo (del suo motore) che non la fatto fermare, ma ha contribuito a fargli realizzare la solita modesta prestazione, e non inganna il 7° posto. Con la terza vittoria stagionale, la 41esima in carriera, tenendo in debita considerazione che oggi si corre molto di più, Dani Pedrosa uguaglia Mike Hailwood per il numero di successi conquistati su Honda, dietro a Mick Doohan (54) e Jim Redman (45). Ma il risultato più importante sta nel fatto che ha ridotto a 13 punti il distacco che lo separa dal leader Jorge Lorenzo, a 6 gare dal termine la conquista del titolo è più che mai in discussione. Casey Stoner, assente a causa delle lesioni riportate ad Indianapolis, rimane terzo con 186 punti e potrebbe anche diventare un elemento £destabilizzante” rientrando nelle gare conclusive.

I team della MotoGp, Ducati esclusa, lunedì 27, saranno ancora in pista a Brno per una giornata di prove ufficiali. Honda effettuerà prove con Jonathan Rea destinato a sostituire Casey Stoner nei Gp dove l’australiano sarà assente. Dove darà forfait. Prove “private£ con le vari moto da parte di Loris Capirossi.

MOTO2 – Gara dichiarata asciutta e con i piloti meglio piazzati in classifica subito in testa, Corsa tirata con moti cambi di posizione e tentativi di fuga e qualche bella rimonta. Quando è iniziata la bagarre decisiva Jorge Marquez si portato su Luthi, seguito da Espargaró e Iannone, lo spagnolo leader della classifica mondiale è diventato imprendibile durante l’ultimo giro nonostante Luthi gli sia rimasto in scia fino all’ultimo istante. Lo svizzero ha conquistato il secondo e sul podio, mentre Espargaró il terzo, è stato costretto a concedere altri nove punti al connazionale, ora leader con 48 lunghezze. Quarto Andrea Iannone e quinto, al termine di una buona corsa Simone Corsi che ha preceduto Alex Se Angelis. A terra Claudio Corti.

MOTO3 – Gara dichiarata bagnata, ma con la maggioranza dei piloti che ha  preso il via con gomme “slick”. Prima fase prudente con alcuni piloti che si sono messi in luce avendo optato per gomme da bagnato, ma la loro occasionale apparizione è durata poco. Chi invece ha rischiato, pur avendo gomme da asciutto, è stato il tedesco Jonas Folger che ha dato ben presto l’impressione di poter resistere fino alla fine della gara, forte dei 10 secondi accumulati, alla rincorsa di Sandro Cortese e Maverick Viñales. Il gruppo impegnato  nella rincorsa al “fuggitivo” comprendeva anche Rins e Salom, i quattro hanno recuperato terreno, ma l’aggancio non è riuscito e Folger ha conquistato la seconda vittoria in carriera, la prima in Moto3. Volata mozzafiato per le altre posizioni, con Salom, fantastico nell’ultima curva che si classificatp secondo, bruciando Cortese, il tedesco con il terzo posto ha comunque incrementato il vantaggio in classifica, portandolo a 32 punti su Viñales, quarto e poco reattivo nel round disputato sulla pista della Repubblica Ceca. Per quanto ha riguardato i piloti italiani si deve evidenziare la bella rimonta di Romano Fenati che ha concluso in 8° posizione, mentre  il suo compagno di team Alessandro Tonucci si è classificato 10°. Nicolò Antonelli si è smarrito con il cambio dello stato della pista,  umida al via e si è classificato 23°.

Mosca & Brno: le pole dei due “motomondiali” in corso. Inseguono i piloti italiani.

Campionato del Mondo Superbike (11°) round) e  Supersport (10° round).

Cliccare sulla foto per vedere tutti i risultati.

Sulla pista di Mosca, nel corso delle Q2 della Superbike fa capolino la pioggia, ma non influisce sui tempi, fatte salve le esclusioni dalla Superpole dei nostri Michel Fabrizio e Ayton Badovini.

SBK – SUPERPOLE – I sedici qualificati, con Davide Giugliano che si è confermato leader anche dopo la Q2, una supremazia che conferma fino anche nelle che si fende bene anche nelle fasi 1 e 2 dei caroselli finali, purtroppo resta ai box nella contesa a otto e si qualifica in seconda fila in ottava posizione. La prima pole “russa” è stata conquistata da Carlos Checa (Ducati) con il tempo di 1’34.193 con un vantaggio 356 millesimi sullo “specialista: Tom Sykes (Kawasaki), terzo posto le Laverty (Aprilia), poi Haslam (BMW). Marco Melandri che vede il diretto avversario Max Biaggi partire dalla sua stessa fila, la seconda, lui dalla 5° e l’altro italiano dalla 7° posizione. Bene Canepa con la Ducati (10°), Zanetti (Ducati) 14° davanti al compagno di squadra Guintolì. Molto indietro partiranno Michel Fabbrizio (17°) e Ayton Badovini (18°), le due BMW della squadra italiana non sono parse molto efficaci.

Domani le gare alle ore10:00 Gara 1; ore 13:30 Gara2.

SUPERSPORT – Dieci piloti nello spazio di quasi in pilota, con il sempre più convincente Cluzel (Honda) in pole con il tempo di 1’37.347, seguito da leader della classifica Sofuoglu (Kawasaki) a soli 32 millesimi, poi Lowes e Parkers con altre Honda. Bella prestazione di Andrea Antonelli che ha portato la Yamaha R6 del Bike Service R.T. in ottava piazza, seconda fila della griglia. Ha preceduto, nell’ordine: Alex Baldolini (9°), Roberto Tamburini (11°), Vittorio Iannuzzo (13°). Fabio Menghi (19°), Dino Lombardi (20°), Luca Marconi (21°) e Danilo Marrancone.

Domani la gara prenderà il via alle ore 11:30

Mondiali MotoGp. Moto2, Moto3.

Cliccare sulla foto per vedere tutti i tempi.

La giornata che conclude il lavoro di messa a punto per i piloti del Motomondiale sul tracciato di Brno con le qualifiche per il Grand Prix Ceske Republiky, si apre senza problemi, anche se la minaccia della pioggia resta incombente. La formazione delle griglie rappresenta sempre il compendio di tre turni di prove molto intense.

MOTO3Maverick Viñales ha rinnovato la sfida con Sandro Cortese (il migliore nelle libere del mattino) conquistando la quinta pole stagionale e pareggiando i conti, almeno per questo aspetto con il tedesco. Il leader del mondiale chiude a 33 millesimi dal tempo dello spagnolo; domani partiranno quasi appaiati sulla griglia di partenza delle cilindrata “mini” del circus. Turno di prove movimentate per Romano Fenati, incorso in una caduta e tornato al box “imbuffalito” contro il francese Tossì, con un’apparizione televisiva che sarebbe meglio se la fosse risparmiata. Rientrato per un “disperato” giro finale si è dovuto accontentare della 13° posizione, preceduto da uno straordinario Nicolò Antonelli che si è assicurato un gran bel 4° posto. Bene anche Alessandro Tonucci 12º, Romano Fenati,  Michael Ruben Rinaldi 25º, Luigi Morciano 28º, Armando Pontone 31º. Ancora molte cadute: al primo giro per Riccardo Moretti che è rimasto senza tempi e fuori dal GP, poi  Alberto Moncayo, Brad Binder , Miguel Oliveira , Giulian Pedone e Alex Marquez (cade molto l’esordiente spagnolo).

MOTOGPJorge Lorenzo (Yamaha) , preoccupato dai nuvolosi, entra deciso e fa segnare subito il record della pista (1’55.799)  e il discorso per la pole si conclude presto, anche perché il più diretto avversario Dani Pedrosa (Honda)  quasi subito scivola, riprende, ma non è più molto incisivo, tanto da concludere in terza piazza a prezzo di un giro finale a “vita persa”.  Cal Crutchlow (Yamaha), a dispetto di una caduta, conquista il secondo posto in griglia . Seconda fila per Ben Spies e Andrea Dovizioso (rimasto con il motore muto nel giro finale), a completare un’armata Yamaha cui il solo predona tenterà di opporsi. Valentino Rossi (Ducati) prenderà il via dalla seconda fila e trova la miglior qualifica stagionale a 936 millesimi dalla vetta.

In CRT cadono Randy de Puniet e Michele Pirro, ma il francese (10º) è il migliore della categoria davanti ad Aleix Espargaró. Mattia Pasini (16°9 e Danilo Petrucci (19°).

MOTO2Pol Espargarò è stato l’unico pilota a bucare i 2’02, conquistando la pole position con un bel 2’01.953. Ha preceduto Thomas Luthi e Scott Redding che accusano un ritardo inferiori ai tre decimi e divisi tra loro da 4 millesimi. Marc Marquez non è stato particolarmente efficace e sorprende il suo quarto posto finale, con un ritardo di  quattro decimi dalla vetta. Partirà dalla seconda fila affiancato da due piloti italiani: Simone Corsi e Andrea Iannone con l’abruzzese  bravo a recuperare in fretta da una caduta ad inizio turno. Attardato Claudio Corti, 19º e più indietro Roberto Rolfo 27° e Alessandro Andreozzi 28°. Caduta spettacolare,  fortunatamente senza conseguenze, per Alex De Angelis, incolume e domani prenderà il via dalla sesta fila.

Brno & Mosca: prima giornata di pista per i due “motomondiali. Tempi e pole provvisorie.

Tutti i tempi cliccando sulla foto dell’autodromo.

Primi test per il Grand Prix Ceské Republiky in corso sulla pista della di Brno, si comincia con il cielo sereno e temperatura ideale per svolgere un buon lavoro da parte di tutti i piloti e squadre.

MOTO3 – FP1 – Jonas Folger è stato migliore nel primo turno di prove libere; dopo il primo podio stagionale sul tracciato di Brno ha fatto segnare il miglior tempo: 2’10.271.

MOTO3 – FP2 – Nel pomeriggio cambiano un po’ i valori in campo e nel secondo turno di prove libere. Sono in molti a migliorare il proprio crono personale anche se alla fine è Maverick Viñales ad avere ragione dei rivali grazie al crono di 2’09.480, precedendo il pilota di casa Jakub Kornfeil di 272 millesimi e Danny Kent di quasi mezzo secondo. Cortese, il leader del mondiale, si è fermato al 7° posto con un distacco di quasi un secondo dal rivale Viñales . Il primo degli italiani è stato Niccolò Antonelli più rapido anche del vincitore di Indy Luis Salom. Più indietro la coppia del Team Italia Romano Fenati 14° e Alessandro Tonucci !6° con ritardi vicini al secondo e mezzo.

MOTOGP – FP1 – Il forfait di Casey Stoner, insieme all’assenze note di Niky Hayden e Barberà hanno impoverito la categoria, Ma i presenti ha subito acceso interesse per gl’aspetti agonistici.  In una sessione non senza complicazioni Dani Pedrosa chiude vicinissimo alla barriera dell’1’57 (1’57.003) staccando il leader del mondiale Jorge Lorenzo per poco più di un decimo. Bella sfida per la terza posizione tra Andrea Dovizioso. Valentino Rossi sugli standard ormai abituali, 7° al oltre un secondo.

MOTOGP – FP2 – Dani Pedrosa (Honda) si riconferma con il tempo di 1’56.858. Per le Yamaha Factory di Ben Spies e Jorge Lorenzo non pare essere giornata. Il primo incorre nell’ennesima caduta stagionale, mentre il leader del mondiale è protagonista di una scivolata a 17 minuti dal termine. Entrambi piloti non riportano conseguenze. Jorge conclude comunque in seconda posizione, staccato di appena 53 millesimi di secondo, mentre in terza posizione si è piazzato Andrea (Yamaha) con meno di 2 decimi suI compagno di squadra Crutchlow. I due, considerata l’assenza di Stoner sono i candidati al terzo gradino del podio. Quinto tempo per Valentino Rossi, porta a meno di mezzo secondo dalla vetta la Ducati ufficiale, vicinissimo ai tempi di Dovizioso e Bradl. Aleix Espargaró è stato il migliore fra le CRT. Ancora molte cadute, a quelle dei piloti ufficiali Yamaha Alvaro Bautista, Hernandez e Aleix Espargaró.

MOTO2 – FP1 – Spettacolare anche a Brno la classe delle “600” motorizzate Honda. A fine turno oltre 13 piloti hanno chiuso racchiusi nello spazio di un secondo di distacco. Il più veloce di queste è stato Pol Espargaro con il tempo di 2’03.084. Seguito da Thomas Luthi con due decimi di ritardo e Simone Corsi che ha iniziato il fine settimana con un ottimo tempo in una stagione per ora priva di grandi soddisfazioni. Andrea Iannone, con il 5° tempo, precede il leader del mondiale Marc Marquez.

MOTO2 – FP2 – A Thomas Luthi sono bastati otto giri, meno di mezzo turno, per aggiudicarsi la migliore prestazione prima di finire in terra. Il suo miglior tempo è stato  2’03.103. Seconda posizione per Alex de Angelis che su questo tracciato difficilmente sbaglia. Il sammarinese sarà uno degli uomini da battere questo fine settimana insieme a Scott Redding e Simone Corsi. Il duello tra Pol Espargaró (5°) e Marc Marquez (6°) è vivo più che mai; meno di 4 decimi separano o due spagnoli dalla vetta.  Chiudono le prime 8 posizioni gli italiani Andrea Iannone (Speed Master) e Claudio Corti (Italtrans Racing), perfettamente recuperato dalla caduta di questa mattina.  Il tutno è stato un “festival” di cadute: Marcel Schrotter (Bimota), Axel Pons , Takaaki Nakagami  e Max Neukirchner che ha riportato la frattura del terzo metacarpo della mano destra.

 Cliccare sulla foto per vedere tutti tempi.

Nella mattinata, con due ore d’anticipo sull’orario italiano è cominciato i il Gran Premio della Russia sul nuovo Moscow Raceway, temperatura  ma condizioni per proseguire nella conoscenza del tracciato e con il probabile miglioramento dei tempi. Tocca alla Superport il primo ingresso in pista.

SUPERSPORT - Nel primo turno di prove libere sono i due giovani  protagonisti di primo piano della classe, in sella alle Honda, a prendersi i due migliori tempi: Sam Loves 1’38.396 e Cluzel più lento di 89 millesimi. Poi i “tosti” Kenan Sofuoglu e Broc Parkers. Ottimo piazzamento (7°) di Andrea Antoneli, il più veloce dei piloti italiani nel turno del mattino.

Nel  secondo turno di qualifica arriva la zampata dell’esperto pilota turco, impegnato a conquistare il terzo titolo di categoria. Kenan Sofuoglu (Kawasaki)  con il tempo di 1’37.875 a conquistato la pole, unico pilota a “bucare” il limite di 1’38. In una prima fila che alterna esperienza & giovinezza si sono collocati anche Sam  Lowes (Honda) , Broc Parkers (Honda) e a chiudere Clusel (Honda); buon quinto posto per il campione di casa Vladimir Leonov (Yamaha). I due meglio piazzati dei piloti italiani sono collocati in terza fina con Alex Baldolini (Triumph) 9° e  Andrea Antonelli (Yamaga – Bike Service R.T.) 12°; in quarta fila Roberto Tamburini (13°). Più indietro tutti gl’altri.

SUPERBIKE - Marco Melandri (BMW) è stato il più veloce nella sessione di prove libere. Il 30enne ravennate ha girato in 1’35.799, oltre mezzo secondo più forte di Chaz Davies (Aprilia),  La sessione è stata interrotta dopo appena cinque minuti per la doppia caduta di Loris Baz (Kawasaki) e Leon Camier (Suzuki), che ha riportato contusioni e abrasioni all’anca destra. Davide Giugliano (Ducati) con il terzo tempo si è messo alle spalle  Sylvain Guintoli (Ducati). Il campione del Mondo Carlos Checa (Ducati) sesto e Max Biaggi (Aprilia) soltanto 17°

Nel primo turno di qualifica è Davide Giugliano (Ducati), sempre più in evidenza, a far segnare il tempo che gli vale la pole provvisoria con il tempo  1’35.074; ha preceduto il compagno di squadra Carlos  Checa (Ducati) con un ritardo di 0.210 millesimi. Guintoli e Marco Meandri. Buon settimo tempo per Lorenzo Zanetti. Male Max Biaggi, che pare confermare le difficoltà del mattino (come il suo compagno di squadra) si trova in 13cesima posizione con oltre un seconda dal “concittadino” romano.

Bimota: in Moto2 il Desguaces La Torre Team, non conferma Roccoli e chiama Schrötter

Carla Caldarer e Ruben Xaus (direttore sportivo) di Bimota RDD (Bimota Research Development Department) ripresi in occasione di una prova con le Bimota, a Cartagena nell’inverno scorso.

In questi giorni, su tutti i media, la notizia giornalistica calda riguarda il passaggio di Valentino Rossi che non rinnoverebbe il contratto con Ducati per ritornare alla Yamaha. Un evento dato per scontato da tempo, cui manca l’ufficialità che dovrebbe arrivare entro una settimana. In ogni caso il “mercato” piloti è molto vivace e forse non fa sensazione una piccola vicenda che riguarda Bimota. Meglio, la squadra spagnola Desguaces La Torre Team che avrebbe ingaggiato il giovane pilota Marcel Schrötter  per fagli disputare le ultime otto gare del campionato. Il promettente ragazzino tedesco non ha avuto un buon impatto con la Moto3 iridata, forse anche a causa del materiale che gli è stato messo a disposizione. Ora passa in Moto2 salirà sulla Bimota HB4 della squadra spagnola, un mezzo che non si è dimostrato particolarmente efficace, anche se affidato alla guida di ottimi piloti. Inizio di stagione con spagnolo Angel Rodriguez, fortissimo prima di incorrere in una lunga squalifica, poi con Damian Cudlin, Campione del Mondo Endurance; al Mugello fu chiamo Massimo Roccoli e la sua esperienza risultò del tutto incolore. Ora arriva dalla Mahindra, e non possono esserci grandi attese. Ovviamente il pilota si è detto contento e fiducioso, come il team manager Perales  che cerca per la squadra una stabilità che possa consentire di progredire.

L’operazione, anche se poco considerate nell’ambiente, può fornire spunti per considerazioni allargate.

La Casa riminese avrebbe potuto cogliere l’occasione della Moto2 perché si trattava di una grande opportunità per rilanciare il marchio in ambito sportivo e, magari, per fare qualche buon affare vendendo ciclistiche; se fosse stata in grado di assicurare la competitività. In realtà le cose non sono andate, purtroppo, nel verso giusto, la moto è apparsa poco competitiva in campo nazionale ed internazionale fin dal suo apparire e lo sviluppo non ha recuperato il gap che la divideva dai mezzi migliori. L’arrivo dell’ex pilota Rubén Xaus, in veste di responsabile del settore sportivo dell’azienda, lasciava sottintendere la volontà di dare vita ad un progetto sportivo ben articolato. A dispetto dei proclami iniziali, con accenni a possibili ritorni in Superbike, non pare che il tutto sia rimasto a livello di buone intenzioni. Anche il programma “italiano” in Moto2, ad onor del vero poco significativo quel campionato, si è concluso ingloriosamente con l’uscita di scena Tommy Hearns e l’assenza dalle ultime gare. Vero è che i progetti sportivi di ampio sportivo richiedono, oltre a riserve umane fondamentali, grandi disponibilità economiche. IN altre stagioni la Bimota seppe vincere facendo miracoli con le poche risorse disponibili, gli anni che sono seguiti, meno ricchi dal punto di vista progettuale e con crescenti necessità economiche hanno prodotto poco e tutti i riferimenti per gl’anni duemila sono indirizzati ad una vittoria in Superbike tanto inattesa quanto fortunosa, capitata alla vigilia di una congiuntura aziendale drammatica. I tempi non sono dei migliori, ma forse uno staff giovane, con idee chiare e senza i trionfalismi d’occasione, capace di ricercare risorse minime potrebbe ritentare la scalata. Intanto incominciando ad essere vincente nei campionati nazionali, pista di decollo per spiccare il volo verso traguardi più ambiziosi.

Nota persnale: la Bimota, per la sua storia, l’attaccamento della sua gente e la passione degli appassionati sempre viva a dispetto di ogni avversità, meriterebbe di tornare al più presto nella circolo dei protagonisti.

Silverstone: decisvo il meteo, primi posti per Baz e Guintoli (SBK), Cluzel (Supersport), La Marra (Stk 1000) e Russo (Stk 600).

Sulla pista di Silverstone, dove la pioggia è stata ancora protagonista, alla presenza di pochi intimi (un vero flop) con il pubblico inglese pressochè preso in tot dagli eventi olimpici in corso a Londra, si sono disputate la gare del 10° appuntamento del Campionato del Mondo  Superbike e categorie collegate. Pubblico assente per  concomitanza con Olimpiade,  trascurando la crisi economica, ha pesato molto: Non si poteva proprio evitare?

Cliccando sul logo saranno visibili risultati e classfiche complete.

Cliccare sul logo SBK per vedere tutti i risultati e le classifice.

Gara 1 – Corsa dichiarata bagnata, ma tutti i piloti prendono il via con gomme slik. Ne è uscita una gara spettacolare con tanti colpi di scena da far perdere il conto, in ogni caso molto spettacolare. Ha vinto Loris Baz (Kawasaki), francese  19enne che ha colto il primo successo in carriera all’undicesima presenza in SBK; spettacolare il sorpasso operato ai danni di Michel Fabrizio (BMW) a due curve dalla fine. Loris Baz, ex Campione Europeo STK600 a soli sedici anni, era già salito sul podio (terzo) nel precedente round di Brno. Sul podio due piloti italiani, Michel  Fabrizio e Ayrton Badovini, piloti di BMW Motorrad Italia con Ayrton che subito dopo il traguardo ha perso il controllo della moto e cadendo ha coinvolto  Jonathan Rea (Honda) classificato dietro il 26enne piemontese. Per Badovini si tratta del primo piazzamento sul podio in carriera. Max Biaggi (Aprilia) ha corso con un atteggiamento cauto, ma ciò non glia impedito di  scivolare nel corso all’ultimo giro mentre si trovava in scia al gruppo di “indiavolati” che si giocava il podio Marco Melandri (BMW) con il settimo posto ha guadagnato nove punti riducendo il suo ritardo da Biaggi a 12 punti.

Gara 2 – La programmazione delle gare in questo campionato sta diventando sempre più problematica, anche gara 2 ha dovuto sottostare, prima con una rinvio della partenza per l’incombente arrivo della pioggia che ha indotto la D.G. la gara bagnata, con tutti i piloti che sono ripartiti con gomme da bagnato. Gra che pi è stata fermata con bandiera rossa quando, dopo 8 giri, i piloti hanno incominciato a cadere a ripetizione sulla pista per gran parte allagata. Subito la fuga si Sylvani Guintoli e Jakub Smerz con le Ducati e dopo due giri il loro vantaggio era salito a 10 secondi, in caccia sono usciti Baz e Davide Giugliano, ma l’italiano è caduto poco prima dell’aggancio, mentre Baz è caduto, dopo  la conquista della testa nel giro che cancellato dalla bandiera rossa, poco prima era caduto anche Smerz. Classifica redatta con il passaggio del giro precedente e assegnato dei 50% del punteggio.  Sylvain Guintoli (Ducati)  si aggiudica così la senca gara di stagione e in carriere, sempre con pista bagnata, precedendo il connazionale Loris Baz (Kawasaki) e podio completato da Jakub Smrz (Ducati), Dal “risico” di Silverstone, alla fine che ne esce meno peggio è  Marco Melandri (BMW) che con piazzamento ancora modesto (8°) ha potuto accorciare le distanze dal capofila Max Biaggi (Aprilia) classificato in 11° posizione. I due adesso italiani ci sono divisi da appena 10,5 punti.  Le prossime gare saranno “infuocate”, magari se la pioggia toglie la maledizione.

–  Una Hondata ha  investito il gruppo Kawasaki. Jules Cluzel si è preso il 9° round del Mondiale Supersport battendo allo sprint il britannico Sam Lowes. Ancora la bandiera rossa è stata esposta al primo giro per fermare la gara, questa volta  non per un incidente, ma per…. qualche goccia di pioggia. Alla ripartenza sono stati i piloti in sella alle Honda a dominare,  quattro piloti in “ fuga”; a Cluzel e Loews  si sono aggiunti Broc Parkes e il sudafricano Ronan Quarmby che anno concluso nell’ordine in terza e quarta posizione. Il migliore delle verdi Kawasaki è stato il turco Kenan Sofuoglu (5°), che dolorante mal ginocchio destro, ha difeso il primato in classifica  mantenendo 14 punti di vantaggio su Lowes e 28 su Cluzel. Migliore dei piloti italiani è stato ancora Alex Baldolini (Triumph) ottavo, era stato superato da Andrea Antonelli (Yamaha – Biservice Racing Team), autore di una bella rimonta. che è rimasto poi senza benzina nelle curve finali. Quattro i piloti italiani a cavallo della top ten, nell’irdine: Baldolini, Iannuzzo, Tamburini e Antonelli.

- Eddi La Marra (Ducati), con una gran gara, molto autorevole, e si è regalato i il primo successo in carriera, un risultato che gli consente di consolidare il primato in classifica. Per il 23enne laziale si tratta del quinto podio in sette gare. La Marra ha dato sfogo alla voglia di vincere del francese  Jeremy Guarnoni (Kawasaki), poi lo ha superato resistendo al suo tentativo di recupero nel giro finale.  in testa nelle prime battute e poi costantemente incollato alla scia del vincitore. Serrato il  confronto ruota a ruota pee il terzo gradino del podio andato l’australiano Brian Staring (Kawasaki) che in volata ha regolato  francese Sylvain Barrier (BMW).  Dopo sette round La Marra comanda la classifica con 119 punti davanti a Barrier 88, Staring 86 e Guaroni 82. Perde terreno invece Lorenzo Savadori (Barni Racing Team Italia Ducati), fermato da un problema tecnico nelle prime battute della gara. Come Baroni che no si è presentato al via.

- Ancora una mini gara per una categoria di questa manifestazione, causa di tutto ciò ancora la pioggia, bandiera rossa dopo due giri di una gara già ridotta a sette. Al via  piazzamenti rimescolati, in particolare per Riccardo Russo (Yamaha) il vincitore, e Michael vd Mark (Honda) che si sono ritrovati subito davanti, alla fine facilitati dalle caduta di Duwelz all’ultimo giro, ol pilota più veloce in pista e dalla partenza sbagliata di Kckson Lee (Kawasaki) autore di una rimonta che lo solo portato sul terzo gradino del podio, avrebbe potuto fare meglio se si fosse subito agganciato ai primi. Buoni piazzamenti per  Franco Morbidelli, Crhistian Gamarino e Luca Vitali classificati nell’ordine in settima, ottava e nona posizione. Caduta per Riccardo Cecchini a due giri dall’arrivo, era in 4° posizione e caduta anche Luca Salvatori, non una novità per i due ragazzi. In classifica Russo sale a 147 punti e ricupera vd Mark arrivato a 144.

Silverstone: la pioggia mescola le carte, ma le pole provvisorie sono di Sykes (Sbk), Cluzel (Supersport), Guarnoni (Stock 1000) e Davies (Stock 600).

Il decimo round del Campionato Mondiale Superbike, ha preso avvio sulla pista di Silverstone, purtroppo con il consueto incubo “pioggia” che ha graziato i piloti nel primo turno di prove libere, non li ha però risparmiati nel primo turno di qualifica.

In pista anche i piloti del mondiale Supersport e Superstock 600 & 1000.

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SUPERSTOCK 600 – Pole provvisoria per Matt Davies (Kawasaki), pilota australiano sedicenne, salito alla ribalta nell’Europeo Superstock 600, sulla pista di Silverstone, con il tempo di 2’31.473. La pista bagnata ha condizionato i risultati, ed i tempi sono stati nettamente superiori a quelli del mattino, che aveva visto Gauthier Duwelz (Yamaha) realizzare il miglior crono con il tempo di 2’16.336. Il leader della classifica europea, Michael van der Mark (Honda) è quarto ampiamente davanti al diretto avversario Riccardo Russo (Yamaha) scivolato all’inizio delle prove e soltanto ventunesimo alla fine. Buone prestazioni per un trio italiano composta da Luca Savadori (Yamaha) 6°, Christian Gamarino (Kawasaki) 7° e Luca Vitali (Yamaha) 8°. Per Franco Morbidelli, il dominatore dello scorso week-end dove si è aggiudicato due gare, in sella alla Yamaha del Bike Service Racing Team piazzamento in 13° posizione. Più indietro Cecchini 15° e non qualificato Cocco.

SUPERSPORT – Pole provvisoria per Jules Cluzel (Honda), il pilota francese è stato il più veloce nella prima sessione di qualifica del nono round del Mondiale Supersport. Sulla pista bagnata il 23enne francese ha girato in 2’23.241. La pista bagnata non ha consentito ai piloti di scendere sui limiti delle primo turno di prove libere, quando Sam Lowes ha girato il 2’09.811. L’inglese Sam Lowes della Honda in qualifica è secondo. Terzo e con un gap di un secondo il capoclassifica del Mondiale Kenan Sofuoglu (Kawasaki).  Alex Baldolini (Triumph) è stato l’autore di un ottimo quarto tempo il migliore degli italiani che non sono stati molto incisivi: Raffaele De Rosa (Honda) 16°, Luca Marconi (Yamaha) 17°, Vittorio Iannuzzo (Triumph) 21°, Andrea Antonellini (Yamaha – Bike Service R.T.) 22° e Roberto Tamburini 24° e ultimo dei qualificati. Allo stato sarebbero 7 piloti non qualificati che comprendono gl’italiani Manghi, Lombardi e Marrancone tornato nel mondiale con la Honda che ha Brno aveva guidato Roccoli con poca fortuna.

 SUPERSTOCK 1000 – Pole provvisoria per Jeremy Guarnoni (Kawasaki) il francese, in crescita costante, è stato il più veloce nella prima qualifica della Coppa FIM Superstock 1000 disputata su pista umida. Il 19enne francese ha girato in 2’18.265, oltre due secondi più veloce del connazionale Sylvain Barrier (BMW) che nelle libere aveva fatto segnare il tempo di 2’10.634. Il leader del campionato Eddi La Marra (Ducati), lo segue al terzo posto. Le condizioni della pista hanno consentito una certa anarchia di risultati, con il debuttante Leandro Mercado (Kawasaki) che si è regalato un bel quarto crono provvisorio, … , ma ad oltre cinque secondi da Guarnoni. Solo 14° tempo per Bryan Staring, l’australiano vittorioso nei due round precedenti ad Aragon e Brno con la Kawasaki. Nella top ten anche Lorenzo Savadori (Ducati) 8° e Marco Bussolotti (Ducati) 10.  Lorenzo Baroni non ripete in secondo posto del mattino ed 12°, Nove piloti non ha realizzato il tempo minimo di classifica, fra i quali Massei e Parziani.

 –  Pole provvisoria di Tom Sikes (Kawasaki), ti pareva, che non si è fatto impressionare dalle non perfette condizioni dell’asfalto chiazzato di umido e ha colto la prima posizione con il tempo di 2’06.115. Alle spalle dell’inglese lo spagnolo Carlos Checa (Ducati) che in mattinata, sempre con condizioni incerte del tracciato, aveva girato in 2’06.384, il migliore. In ogni caso un turno soprendente, in particolare per le prestazioni dei piloti italiani. Il migliore è stato Lorenzo Zanetti (Ducati) 8°, poi Ayrton Badovini (BMW), Marco meandri (BMW), primo inseguitore del leader della classifica, si è piazzato in 12esima posizione. Il rientrante Nicolò Canepa (14°). Michel Fabrizio (16°), infine il leader della classifica Max Biaggi che non preso rischi, ma si è fermato in 17esima posizione. Peggio Davide Giugliano 19° e 23° Norino Brignola.

Mugello: debutto in Moto2 per Massimo Roccoli in sella alla Bimota.

Massimo Roccoli in pista in pista con la Moto2 della riminese Bimota, esordio nel motomondiale per il pilota di Villa Verucchio. Nel CIV aveva già corso una gara con la moto del Ten Kate la scorsa stagione, un campionato che nelle due edizioni ha visto in gara più o meno 4 piloti. In quest’occasione sarà in gara con la Bimota HB4 2012 gestita dello Stop And Go Racing Team (oggi “Desguaces La Torre SAG”). Massimo è un pilota esperto, con una lunga militanza in Supersport, dove è stato volte campione d’Italia (2006, 2007, 2008) e con una vittoria e podi mondiali. Ha trovato l’intesa Eduardo Perales alla vigilia del Gran Premio d’Italia al Mugello in sostituzione di Damian Cudlin non sempre disponibile per impegni nel per i concomitanti impegni nel mondiale Endurance con BMW Motorrad France. Roccoli ha iniziato la stagione 2012 del Mondiale Supersport con una Yamaha della squadra riminese del Bike Service Racing Team, la stessa formazione con la quale si laureò campione della Yamaha R6 Cup nel 2003 ed esordì nella Supersport 2004 nazionale e mondiali conquistando brillanti risultati. Nella stagione corrente, dopo alcune gare ha. Consensualmente interrotto la collaborazione, il suo posto è stato preso da Andrea Antonelli, mentre Massimo ha guidato la Yamaha del pilota russo Leonov fornendo ottime prestazioni a Misano (WSS) e al Mugello (CIV). La Bimota, che nel mondiale Moto2 del 2012 è stata portata in pista prima dallo spagnolo Rodriguez (rientrava dopo due anni di squalifica), poi da Cudlin, per entrambi ci sono stati solo piazzamenti modesti. La Bimota aveva schierato, ufficialmente, nel CIV il danese Harms, ma non si sono presentati alle due gare disputate a giugno al Mugello.

Superbike & Supersport: le griglie per le gare mondiali della notte. Pesa il tragico incidente che ha segnato l’evento australiano.

Sulla pista australiana di Phillip  Island, dove è in coso di svolgimento il primo round iridato delle categorie Superbike e Supersport si è riproposta, cupa, l’ombra della morte. Ha ghermito un ragazzino di 17 anni, Oscar McIntyre, esordiente nella gara del campionato nazionale Supersport inframmezzate al programma del campionato del mondo.

Il tragico evento ha  determinato  cambiamenti di programma importanti; la cancellazione della Superpole per Superbike e lo slittamento dei tempi per Supersport.

Davanti a fatti così gravi, cui non farà certo seguito il clamore vissuto solo alcuni mesi addietro in Italia per la scomparsa di un nostro campione, è sempre difficile dare un senso ai commenti sportivi, ma è la legge della vita che corre sempre avanti.

Intanto c’è da segnalare che in pista sono scesi due piloti “miracolati”, ragazzi che in condizioni normali sarebbe forse in degenza ospedaliera, quantomeno a riposo obbligato imposto dai medici. Trattandosi di piloti sono stati autorizzati a scendere in pista, immaginiamo con qualche patema d’animo serio da parte dei responsabili dell’organizzazione perché in caso capitassero incidenti a loro, coinvolgendo anche altri piloti, il motociclismo si troverebbe al cento di accese polemiche.

Intanto a Phillip Island si è continuato a cadere e la lista degli infortunati si è allungata.

Cancellata la Superpole, la griglia di partenza delle due gare sarà formata  sulla base del miglior tempo fatto segnare da ciascun pilota nelle due sessioni di prove ufficiali.

Per la terza volta in carriera Tom Sykes (Kawasaki) prenderà il via da poleman,  grazie al tempo di 1’31.323 fatto segnare nel secondo turno, sessione che ha visto la quasi totalità dei piloti fare la prestazione migliore. Completeranno la prima fila, Max Biaggi (Aprilia), Carlos Checa (Ducati) e Jakub Smrz (Ducati) racchiusi nello spazio 0.480 decimi. In generale c’è stato grande equilibrio, ma Biaggi ha dato l’impressione d’essersi un poco nascosto, la sua moto è apparsa velocissima, la più veloce. Buone prestazioni quelle offerte da Sylvain Guintoli (Ducati) e Leon Camier (Suzuki), e grande prestazione del nostro Niccolò Canepa (Ducati) con uno straordinario 7° posto. Chiude la seconda fila Jonathan Rea (Honda) che, penalizzato da una caduta e dal regolamento che impone la disponibilità di una sola moto, non aver migliorato il tempo della Q1 quando era stato il migliore Giornata no per la Honda che vede il secondo pilota della squadra, Hiroshi Aoyama, solo 17esima posizione  Completano la top ten Maxime Berger (Ducati) in rimonta e Michel Fabrizio (BMW). Rispettivamente in 11° e 12° posizione si sono piazzati i due piloti vittime nei giorni precedenti di seri infortuni, gareggiano con importanti limitazioni, ma sono stati velocissimi Eugene Laverty (Aprilia) e Leon Haslam (BMW), quest’ultimo ha fatto meglio del compagno (sano) di squadra, il nostro Marco Melandri. Impietosamente deludente la prova del campione romagnolo.  Aveva entusiasmato  Davide Giugliano (Ducati) con il 3° posto in Q1, ma non si è migliorato quanto necessario per restare davanti. Partirà in terza fila con il 14° tempo, anche a causa di una scivolata, ma forse guadagnerà un posto perché il campione del mondo 2011 della supersport  Chaz Davies (Aprilia) seguito di una caduta si è fratturato un braccio.  Prestazione inferiore alle attese, finito lontano dal compagno di team Fabrizio, Ayrton Badovini (BMW Motorrad Italia), seguito dagli esordienti nella categoria da  Lorenzo Zanetti (Ducati) 20°  e Raffaele De Rosa (Honda) 24°. Onorevole prestazione per Kawasaki del team  Pedercini con l’australiano Bryan Staring (sostituto dell’infortunato Leandro Mercado) 18°  e David Salom 19°

Ciccare sul logo per vedere in dettaglio tutte le prestazioni.

E’ toccato ai piloti della Supersport scendere in pista a poco meno di tre ore dal tragico che è costato la vita al 17enne Oscar McIntyre.  Non deve essere stato facile e forse hanno vissuto in apnea i 45 minuti previste dal programma. Il turno si è animato verso la fine e la pole è stata appannaggio, con il tempo di 1’34.445 (più lento di 4 decimi rispetto al 2011) del veterano locale  Broc Parkes (Honda); ha preceduto di soli 16 millesimi Sam Lowes (Honda), ancora una Honda in terza posizione con il debuttante Jules Cluzel. Quarta posizione in griglia per Kenan Sofuoglu per il primo di tre Kawasaki che inseguo. La lotta per  la vittoria di tappa ed in proiezione il titolo potrebbe restringersi a queste marche ed a piloti delle prime due file. Segue Fabian Foret ed il secondi pilota del Team Lorenzini. Si è  confermato in seconda fila il debuttante in supersport Alex Baldolini con la Triumph del team Suriano. I terza fila si sono “sistematii due piloti italiani più attesi: Roberto Tamburini (Honda) 11cesimo e Massimo Roccoli (Yamaha). Il pilota del Bike Service-WTR Ten 10, che risente molto delle conseguenze per la caduta di lunedì, è incorso in un lungo nel giro che doveva portarlo a ridosso dei primi, in ogni caso i due ragazzi riminesi possono ottenere un buon piazzamento in gara. Vittorio Iannuzzo 1° con la seconda Triumph partirà in quarta fila.  Più staccati gli altri piloti italiani con Fabio Menghi in 18° Luca Marconi  23° (entrambi su Yamaha) posizione, poi Andrea Antonelli (Honda) 24° e  Dino Lombardi (Yamaha) 25°.

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Misano World Circuit: tris spagnolo con Lorenzo (MotoGp), Marquez (Moto2) e Terol (125gp)

Lo spagnolo Jorge Lorenzo, Campione del Mondo e la Yamaha dominano la MotoGp nel Gran Premio di San Marino e Riviera di Rimini; in un solo colpo tengono vivo il mondiale e mandano chiaro segnale a Stoner, e tutta l’armata Honda. Regola anche il conto aperto da qualche gara con Ben Spies. L’avere interrotto, in modo tanto “prepotente”, la striscia di successi di Casey Stoner fa capire che la corsa al mondiale resta tuttora aperta, anche l’australiano conserva tutti i favori del pronostico. Nella sua rincorsa al rivale australiano è stato aiutato da un alleato inatteso, quel Dani Pedrosa che si lamenta (giustamente) delle disgrazie patite che lo hanno estromesso dalla corsa per il titolo; che recrimina anche perché Stoner ha trovato pronta e vincente (meno convincente) la Honda con la quale stava per affondare il mondiale. Ora con i 9 punti persi in un sol colpo si sono riaccese molte speranza nel clan Yamaha, ma sarà in ogni caso dura recuperare 35 punti, servirebbe un finale di campionato da “tempesta perfetta” per spazzare via il sogno di Casey e della Honda di tornare primi nella MotoGP. Sorprendente, per franchezza e contenuto, la dichiarazione rilasciata da Stoner per spiegare il suo calo: stanchezza! Passeggera o frutto di mesi vissuti in tensione? Hanno lottato per la medaglia “di legno”, che tocca a chi resta ai piedi del podio, Marco Simoncelli (4°) che ha prevalso dopo due giri finali combattuti all’arma bianca con Andrea Dovizioso (5°) e con uno Spies (6°) meno incisivo del solito. I due italiani hanno lamentato limitazioni di potenza imposte dalla necessità di risparmiare benzina. Ma Pedrosa e Stoner il problema non lo avevano o dispongono di materiale diverso?

Nonostante il campionato deludente Valentino Rossi si è confermato il pilota più atteso dal pubblico di Misano, ad onor del vero meno folto che nelle passate edizioni (anche gli albergatori lamentano una scarsa affluenza): Il giallo ha dominato sui terrapieni e sulle tribune, molto meno evidente il rosso Ducati. Il Dottore ha ripagato i sui fans con una gara dignitosa, girando, pochi lo rilevano, più veloce di quanto non avesse fatto la Ducati la scorsa stagione. Spesso dimentichiamo che il male oscuro della Ducati per gran parte sta nel ridotto sviluppo del mezzo rispetto alla concorrenza.  Valentino nei primi giri, mentre cadeva qualche gocce di pioggia, ha perfino illuso di poter competere per il quarto posto, ma alla distanza, dopo che era stato ripreso e superato da Spies, ha ceduto ed è arrivato settimo. In tempi di magna anche questo piazzamento pare fare morale in Yamaha, in fondo Valentino si conferma uomo di punta della squadra in una giornata che ha visto cadere Hayden e ritirarsi Capirossi al passo d’addio con il pubblico italiano. Non hanno brillato molto neppure Barberà (9°), Abraham (12°) e De Puniet (14°). La ducati in settimana, sulla pista del Mugello proverà nuovi materiali, vedremo se servirà per incidere anche sulla moto 2011. In classifica guida Stoner p. 224, seguito da Lorenzo p.224, Dovizioso p.185 che potrebbe dovrà difendere la posizione da Pedrosa p.150, smettendo dichiarare che potrebbe superare Lorenzo palesemente più forte di lui. A seguire Spies p.135 che ha superato Rossi p.133.

MOTO2 – A Misano Stefan Bradl ha provato a scoraggiare Marc Marquez realizzando un gran tempo per aggiudicarsi la pole e lottando nel gruppo di testa per tutta la gara. Nei due giri finali in piccolo e bravissimo, spagnolo ha imposto la sua legge vincendo la sesta gara in Moto2, lui che è un esordiente. Stefan Bradl (2°) ha dovuto difendersi fino alla volata finale da generoso e combattivo Andrea Iannone arrivato terzo. Bella la rimonta di Alex De Angelis (4°), ma arrivato in coda al tre di testa non ha potuto interferire nella loro lotta. Ancora una prova con più ombre che luci da parte di tutti gl’altri piloti italiani. Simone Corsi alla fine ha dovuto fare buon viso al decimo posto che certo non lo soddisfa; peggio ha fatto il suo compagno di team Luca Pasini arrivato 17° e fuori dalla zona punti, dove è finito Michele Pirro 14° e Pasini. Il leader di classe nel CIV, Alessandro Andreozzi, si è piazzato 29°. Nella classifica generale Bradl con p.213 guida ancora con un margine di 23. Non si può sentire al sicuro perché Marquez ha un ritardo di soli 23 punti. A seguire si lotta solo per il terzo posto con i nostri Iannone 3° con p. 112, De Angelis 4° con p.109 e Corsi 6° con p.99.

125 GRAN PRIX – Il francese Johann Zarco partiva in pole con un tempo tale da far seriamente preoccupare Nicolas Terol, e il transalpino ha tenuto sulla corda lo spagnolo fin sulla linea del traguardo tagliata per primo per soli 22 millesimi, favorito forse anche dallo sconsiderato atteggiamento tenuto da Zarco in dirittura d’arrivo dove era entrato per primo. Il leader del Mondiale si è aggiudicato la settima vittoria stagionale, ed il suo vantaggio in classifica è salito 31 punti proprio su Zarco beffato nel finale e apparso, palesemente, meno esperto dell’avversario. Il francesino è la terza “beffa” che subisce e non è ancora riuscito a ad aggiudicarsi una gara che sarebbe anche la prima nel mondiale. A completare il podio ci ha pensato Vazquez, compagno di squadra Zarco, seguito da Cortese e Faubel. Per i piloti un piazzamento in zona punti (14°) di Luigi Morciano preceduto dal ceco Popov. Non distanti tutti, ma con distacchi superiori a 52 secondi a crescere, un gruppetto italiano: Kevin Calia (16°), Alessandro Tonucci (17°), Manuel Tatasciore (18°) e Alex Giorni (19°.Non ha preso parte alla gare, a causa di un infortunio, Simone Grotzkyj. Nella classifica generale i due di testa salgono, rispettivamente: Terol a p.216 e Zarco a p.186 con il primo che allunga di sei punti.

Prossima gara il 18 settembre ad Aragòn.

Misano: Vincono le gare del 5° round Sandi (Sbk/Aprilia), Popov (125gp/Aprilia), Tamburini (Supersport/Yamaha), Fanelli (Stk600/Honda) e Baiocco (Stk1000/Kawa).

Ancora una giornata di sole pieno e un gran caldo infuoca la pista di Misano disertata, purtroppo, dal pubblico.

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SUPERBIKE – Apre il programma la classe maggiore ed e’ una corsa con poca storia perche’ Federico Sandi (Aprilia), gia’ titolari della pole, parte in testa e ci resta per tutta la gara a conferma che la moto di Noale e’ ormai la piu’ efficace nella categoria. Borciani oggi quinto ha annunciato che il team Pata lascia la Ducati per utilizzare le Aprilia. Alle Spalle del rampollo della Famiglia Sandi c’e’ una lotta fratricida fra Alessandro Polita e Luca Conforti (sesso team) che tagliano il traguardo nell’ordine conquistando le altre due posizioni del podio. In difesa Cruciani che rintuzza Borciani. Bene Enrico Pasini (8) all’esordio con la Ducati. Il giro finale ha visto un mix fra primi e doppiati che non fa onore alla classe, buono che le posizioni erano definite. In classifica Polita rafforza il suo primato con 101 punti seguito da Cruciani 81�e Conforti 77.

125 GRAN PRIX – Vince facile il pilota ceco Miroslav Popov , favorito dalla caduta dell’esordiente Manuel Tatasciore che, dopo 7 giri guidava la corsa con quasi 4 secondi di vantaggio. Poi e’ caduto anche Lumina che lo seguiva da presso. Gara che si e’ ristretta alla posizioni da podio, con Tunucci che cadendo si e’ auto eliminato, mentre Fenati, autore di una spettacolare rimonta, ha raggiunto il compagno di squadra sul secondo gradino ed il piccolo Nicolo’ Antonelli ( di Cattolica) ha piegato la resistenza di Pontone e si e’ preso la terza posizione. Tutti i primi su Aprilia, ottimo quinto posto per la Rumi. Ora il pilota ceco ha accumulato punti importanti 94 contro i 70 di Pontone.

SUPERSPORTRoberto Tamburini con la Yamaha del Bike Service Racing Team oggi ha dimostrato quanto e’ cresciuto, Meda direbbe che ora fa un altro mestiere. Solo i nuvoloni comparsi a meta’ della 125gp, poi spazzati via da qualche follata di vento, potevano mischiare le carte a suo danno come era gia’ capitato a Monza ed al Mugello Il ragazzo riminese ha dimostrato che, almeno su questa pista, non ce ne’ per nessuno dei piloti italiani della categoria. Il vantaggio di 11 secondi in tranquillita’, il giro veloce e il passo dovrebbero far meditare chi, stando a quello che ha detto Sordi, avrebbe gia deciso di non dargli ‘opportunita’ di gareggiare in Moto2 con la Bimota, a settembre, sulla pista di casa. Autoritaria la sua rimonta in classifica, ed ora la partita per il titolo la si definira’ su due piste toste come Imola ed il Mugello. Ci sara’ da divertirsi. Al secondo posto Ilario Dionisi ed al Terzo l’intramontabile Cristiano Migliorati. Ferruccio Lamborghini ha tentato una rimonta dal sesto posto, ma un in traversata che poteva costargli la terza caduta nel week-end lo deve aver condizionato perche’ si e’ fatto rimontare finendo ottavo. Oggi ha concesso a tutti gl’avversari diretti per il titolo punti preziosi. In classifica guida con 87 punti, tamburi lo segue con 78 e Dionisi e’ 70.

SUPERSTOCK 600 – Gara molto combattuta e decisa all’ultimo gito. Interrotta al primo giro per una caduta di gruppo che ha intessato un nutrito gruppo di piloti fra i quali Gregorini e Colandrea del Bike Service Racing Team. Nova partenza e subito Fabio Massei (Yamaha), vincito delle 4 gare precedenti, prende la testa e non fa la “solita” differenza, lo rimontano un arrembante Davide Fanelli (Honda) che dopo alcuni tentativi prende la testa nel corso di un doppio sorpasso portato a Massei, entra Davide e si accoda Lorenzo Zanetti con la Yamaha. In classifica Massei sale a 116 punti, seguito da Zanetti con 80 punti.

SUPERSTOCK 1000 – Anche questa e’ condizionata dalla bandiera rossa, messa fuori dopo 4 giri per l’olio lasciato da Coloccu, in testa prima della rottura del motore. Ovviamento non riparte, la bagarre in testa e’ notevole, da percorrere 6 giri (ancora una volta gara accorciate) e risultato per somma di tempi fra le due mini manche. Vince Matteo Baiocco (Kawasaki) con un margine di 66 millesimi su Marco Bissolotti (Honda) e al terzo posto si piaxxa Luca Verdini (Honda), Ivan Goi incorre in un dritto, insegue ma non riesce ad andare oltre il settimo posto. In classifica Goi mantiene il comando con 87 punti incalzato da Verdini p.86, piu’ lontano Bussolotti 64.

MotoGp: il sorpasso dell’anno? A Laguna Seca, Rossi su Stoner

Il sorpasso su Casey Stoner votato ‘Best Move’ del 2008.

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Non sara’ probabilmente tra le manovre favorite del 2008 da Casey Stoner, ma il sorpasso di Valentino Rossi sull’australiano durante il Red Bull U.S. Grand Prix e’ stato citato continuamente come il migliore della passata edizione del Campionato del Mondo.

L’incredibile passaggio nella discesa del `cavatappi di Laguna Seca e’ tornato di scena questa settimana con l’annuncio dei vincitori del Terzo Annuale SPEED Performance Awards, per la categoria `Best Move. Rossi ha ricevuto circa 120 mila voti.Un video di accompagnamento permette di rivivere la battaglia 2008 tra Rossi e Stoner, incluso ovviamente il sorpasso dell’anno.