Le gare del fine settimana 03/05 Settembre
3 set 2010 Campionati Nazionali Esteri, Campionato Mondiale Gran Prix, Campionato Mondiale Superbike & Supersport, Gare del weekend, Trofei extranazionali, Trofei nazionali
Un fine settimana sovracarico di gare importanti con clou localizzato in Italia . a Misano Adriatico. Di grande rilievo anche la gara Superbike & Supersport in programma sulla pista tedesca del Nurburgring. Figurano nel calendario le gare valide i campionati nazionali di Francia, Usa, Canada ed Olanda. In Italia c’e’ la “consueta” concomitanza con l’evento mondiale di casa, si gareggia per diversi trofei a Franciacorta il nuovo “santuario” per della FMI.
CLICCARE sulle bandiere per accerede ai siti di riferimento.
Campionato del mondo MotoGp,#13 – Moto2 – 125gp e Red Bull Cup
Campionato del Mondo Superbike & Supersport,#11 – FIM Cup STK 1000 – Europeo STK 600 – Triumph Cup
Campionato Nazionale Francese,#6
Campionato Nazionale AMA Pro Road Racing,#09
Campionati Nazionali R.A.C.E. Superseries,#5 – Women’s Cup Challenge,#6
Campionato Nazionale Open Nederlands Kampioenschap,#10
Trofei nazionali: Trofeo MotoEstate,#4 ITA Ducati Desmo Challenge,#5 Dunlop Cup By G&G, #3 Tordis Cup 250GP,#5 Triunphh, #4
Tags: 125gp, Franciacorta, Le Mans, Misano World Circuit, Moto2, MotoGp, Nurburgring, Sbk, Supersport, Superstock 600 e 1000
Ducati lascia la SBK! Brutta notizia per il motorismo mondiale, Allergia per le nuove regole?
28 ago 2010 Campionato Mondiale Superbike & Supersport, Enti & Aziende, Think, pole… pole …
Pole … Pole …
La storia si ripete.
Ricorrendo alle mie esperienze ed ai ricordi di modesto “competitor” avversario della Rossa di Borgo Panigale aggiungo il mio commento ai tanti che si possono leggere volti ad interpretare le ragione del ritiro di Ducati dalla Superbike.
La clamorosa decisione presa dai vertici Ducati di ritirare la squadra ufficiale dal Campionato del Mondo Superbike non e’ giunta proprio come un fulmine a ciel sereno. I rumors erano stati numerosi, accentuati con il definirsi dell’accordo con Rossi e giustificati con variazioni regolamentare che la Casa di Borgo Panigale considerava penalizzanti. Le reazioni riportate dai media sono di stupore, con molto rammarico ed alcune critiche centrate ed altre gratuite.
Avendo vissuto e partecipato alla definizione ed all’avvio del Campionato del Mondo Superbike ho buona memoria della sua storia; dei fatti che hanno caratterizzato la prima parte ne sono stato un modesto protagonista, della seconda sono stato un attento osservatore. La Ducati lascia, se non rientra la decisione, fondamentalmente perche’ ritiene penalizzanti le modifiche regolamentari che sono state introdotte a far tempo dalla prossima stagione.�Una decisione che procura rammarico a che ha seguito le vicende del marchio bolognese, perche’ impoverira’ un campionato che, sul campo, si era conquistato una ottima credibilita’. Dispiace perche’ il motorismo italiano perdera’ un soggetto vincente e non e’ cosa da poco in un contesto che e’ diventato molto competitivo nello sport quanto in economia. Ducati anche in passato, quando gradiva variazioni regolamentari o si applicavano loro richieste, ha fatto balenare la minaccia del ritiro. La storia della Superbike e’ consultabile da chiunque e pur non essendo a conoscenza di segreti, appare evidente come Ducati abbia goduto dell’attenzione degli organismi preposti alla gestione dei campionati. Nel giorno che Ducati lascia ritrovo un ricordo indelebile, relativo al primo campionato SBK quando la FIM modifico’ il regolamento sportivo all’indomani della prima gara. Solo per la prima gara di Donnington fu applicata una regola che consegno’ a Marco Lucchinelli ed alla Ducati la vittoria mettendo fuorigioco Davide Tardozzi e la Bimota, i vincitori di gara 1 e fermati dal successo in gara 2 per scivolata a poche centinaia di metri dal traguardo. Rammento ancora l’imbarazzo di Mr. Ducati Brenni quando mi informo’ cha regola delle due manche con classifiche separate (come e’ sempre stato in seguito) sarebbe stata applicata solo dal secondo round; avevano vinto le pressione dei “potenti” del momento non lo sport. A Davide ed alla Bimota furono sottratti punti che alla fine risultarono decisivi per l’assegnazione del primo titolo. Ricordo questo fatto per segnalare che Ducati e’ sempre stata molto “attenta” a lle regole, in particolare alle loro interpretazioni dove la Casa bolognese e’ stata�attiva trovando interlocutori attenti. Pare avere avuto difficolta’ maggiori … dopo 22 anni!
Ducati lascia perche’ si ritiene penalizzata dalle regole? L’accenno e’ molto velato nel comunicato ufficiale, ma piu’ chiaramente si evidenzia attraverso il il commento di Paolo Flamini della Infront Motor Sports attraverso le parole di Paolo Flammini, CEO dell’Azienda che organizza e gestisce il Mondiale Superbike”. Apprezzabile il progetto di restare in SBK con squadre private, … se i mezzi restino competitivi. Diversamente l’uscita di scena sara’ totale ed allora bastera’ il solo Valentino Rossi ad assicurarle il fascino di una regina della velocita’?
Giuseppe
Valentino Rossi & Yamaha, polemiche in vista?
18 ago 2010 Campionato Mondiale Gran Prix, Think, pole… pole …
Sara’ una transazione amichevole o dirompente quella che accompagnera’ la separazione di Valentino Rossi dalla Yamaha?
La settimana del post ferragosto si sta caratterizzando, parlando di motociclismo, per le tante interpretazioni attribuite alla conclusione, a fine stagione, della collaborazione fra Yamaha e Valentino Rossi. Un distacco che, stando alle prime avvisaglie, potrebbe alimentare tensioni e polemiche. Il pilota italiano e parte del suo staff che lo seguira’ in Ducati, qualche sospetto circa il trattamento che sara’ riservato al dottore per le molte gare (8) che sono ancora da disputare, lo hanno lasciato intendere. Francamente ci si dovrebbe sorprendere se cosi non fosse, Rossi non puo’ essersi nascosto che acquisto uno stato da separato in casa non ci possano essere cambiamenti di trattamento. In ballo non c’e’ solo la fiducia, ma la necessita’ di non fornire ad un pericoloso avversario gli sviluppi del mezzo che sara’ poi utilizzato nella prossima stagione per batterlo.
Rossi e’ stato per Yamaha un investimento proficuo perche’ ha riportato la seconda azienda motociclistica del mondo sul piu’ alto gradino del podio, dopo 12 anni d’assenza, ed ha contribuito in modo decisivo a farle la moto migliore, al momento, fra quelle che vediamo in pista. Ha contribuito certamente ad un recupero di risorse per la squadra corse attirando sponsor che hanno arricchito lui e dato supporto alla squadra, Piu’ ancora ha dato supporto alla politica commerciale dell’azienda, come ha sottolineato Carlo Florenzano domenica nel post gara. Il passaggio di Rossi alla Yamaha fece male alla Honda in termini commerciale, l’uscita l’avvantaggia perche’ il passaggio a ducati e’ poco influente trattandosi di una Casa di nicchia, poco influente nel contesto delle strategie di mercato. Le premesse sono tali che Yamaha farebbe bene gestire questa transazione con cautela, intanto trattando e definendo un intesa che la tuteli dalle chiacchiere a fronte di una liberatoria per il pilota affinche’ possa incominciare i test a conclusione del campionato, ottenendo in cambio l’uscita piu’ soft possibile. Yamaha e’ potente, ma Valentino con chi diventa “avversario” e’ spietato e non meno efficace nel demolire rispetto al costruire. In ogni caso le polemiche farebbero del male alla MotoGp ed al motociclismo in generale. Difficile dire quale piega prenderanno le cose, le prime avvisaglie non sono pero’ tranquillizzanti. Qualcuno dice che eventuali polemiche che avvelenassero l’ambiente potrebbe indurre Valentino ad affrttare il passaggio in F1. Se dovesse accadere avrebbe perderebbe tutto il mondo della motto …!
Tags: Dorna, MotoGp, Rossi Valentino, Yamaha
Ayrton Badovini
11 ago 2010 MotoProtagonisti
Ayrton Badovini e’ uno dei migliori piloti italiani che ha sempre dovuto “guadagnarsi” il risultato a prezzo di rilevanti sacrifici, e la cui vita sportiva e’ stata determinata da eventi o incontri casuali. Per le qualita’ che possiede avrebbe meritato il successo che sta conquistando nel 2010 molto prima. Come tanti molti ragazzi ha incontrato la moto da bambino, con quelle minimoto che troppo spesso sono sottovalutate da chi (FMI) dovrebbe avere tutto l’interesse a curarle con attenzione e passione. A sette anni Ayrtom ha conquistato il titolo di Campione d’Italia poi, egli anni successivi, resto’ in vetta alle classifiche diventando, diverse volte, vice campione nazionale e dividendo vittorie con piloti come Simoncelli, Dovizioso, Corsi e Pasini.
Nel 2001 approdo’ alle ruote alte partecipando all’Aprilia Challenge, un campionato che in quest’ultimo decennio e’ mancato molto al motociclismo italiano. Il ragazzo di Biella, dove e’ nato nel 1986, ha gareggiato nella classe 125, terminando al quinto posto assoluto e terzo miglior esordiente. Un buon risultato utile per fargli guadagnare, nel 2002, la guida di una Ducati 748 nell’omonimo monomarca. Una stagione coronata da quattro pole position e due vittorie e conclusa con terzo assoluto e primo Under 23, pur potendo partecipare alla prima gara essendo ancora sedicenne, di pochi mesi sotto l’eta’ minima per gareggiare.
Nel 2003-2004 fece esperienza sui tracciati internazionali partecipando al Campionato Europeo Superstock 1000 in sella alla Ducati 999s, fino al 2005 dove ha guidato la MV Agusta F4 1000, partecipando Coppa del FIM chiudendo la stagione 12cesima posizione.
La stagione 2006 cambio’ team, ma sresto’ empre in sella alla MV Agusta F4 1000r per partecipare ancora alle gare della Coppa FIM Superstock 1000. Una stagione ottima, con sei podi consecutivi nelle prime sei gare ed un ottimo quarto posto finale.
Il 2007 fu una stagione poco fortunata; partito per 8 volte in prima fila e con diverse pole position, non gli riusci di conquistare nessuna vittoria, fu costretto sempre a “litigare con la malasorte “, con ritiri per guasti meccanici, oppure cadute senza colpa.., purtroppo fu una stagione da dimenticare.
Nel 2008, il passaggio al Campionato del Mondo Superbike in sella ad una Kawaski. L’inserimento, per 5 volte, fra i piloti partecipanti alla superpole ed i piazzamenti ripetuti in zona a punti, spesso anche come primo delle Kawasaki al traguardo, gli fece guadagnare buona considerazione. La migliore prestazione a Monza; in gara uno, dove per noie meccaniche dovette ritirarsi a pochi giri dal termine mentre si trovava nella top ten della corsa. Rivincita immediata in gara due con un ottimo nono posto conquistato davanti al pilota ufficiale della Kawasaki.
La stogione 2009, preparata con entusiasmo non ha corrisposto alle attese. Difficolta’ di budget del team non hanno consentito di effettuare i test precampionato. A seguire, nella sola giornata prove organizzata in Italia, su un tracciato di 1700m una caduta e la frattura di una spalla hanno imposto uno stop. Alla prima gara, ancora una caduta, forse figlia della scarsa preparazione, con la rottura del malleolo esterno del piede sinistro e l’impossibilita’ di gareggiare. Alle seconda gara due ritiri per noie tecniche. A Valencia ancora una caduta sulla parte dove gia’ si era procurato due fratture in via di guarigione. Ma il colpo basso lo ricevette dal team con sospensione dalla squadra a causa delle difficolta’ economiche team. Il fermo in Superbike fu superato con la partecipazione al Campionato del Mondo Endurance, un’esperienza coronata da uno splendido secondo in Germania. Il desiderio di rientrare nelle gare di velocita’ era prevalente, riusci di coronarlo grazie all’offerta per guidare un Aprilia ufficiale nelle gare finali della Coppa FIM Superstock 1000 di Imola e Magny Cours. La fiducia fu ripagata con la pole position, giro veloce in gara, nonche’ record della pista di categoria, e vittoria sono stati i risultati del gran premio a Imola, vittoria poi pero’ cancellata per un’irregolarita’ tecnica alla bulloneria di sostegno della carenature della moto. Un’ingenuita’ del team, poco influente sul risultato ma vietata dal regolamento. A Magny Cours, conquisto’ la prima fila, purtroppo non concluse la gara per una scivolata ad un giro dalla fine, mentre era in lotta per la terza posizione. Ma aveva dato ampie dimostrazioni delle sue capacita’.
Nel 2010 e’ storia di oggi, la sua ennesima partecipazione alla Coppa del Mondo FIM Superstock 1000 e’ stata favolosa, coronata da una cavalcata straordinaria in sella alla BMW ufficiale. Sette pole position, sette vittorie, giri veloci e punteggio pieno, Titolo conquistato con tre gare d’anticipo. Ora e’�sarebbe tempo che a questo straordinario pilota fosse data la possibilita’ di gareggiare in Superbike con una squadra ed una moto in grado di assecondare le sue qualita’ e le aspirazioni che cova
“SuperbikeTV” traccia lo scenario strategico della guerra tra MotoGp e Superbike
11 ago 2010 Campionato Mondiale Gran Prix, Campionato Mondiale Superbike & Supersport, Enti & Aziende
Il punto della situazione dalla voce dei protagonisti, tra candide ammissioni e clamorose rivelazioni.
Superbike TV contribuisce a rendere ancora piu’ caldo questo ferragosto con un ampio approfondimento dedicato alla guerra dichiarata dalla MotoGP alla Superbike. Nella puntata che andra’ in onda domani, giovedi 12 agosto, alle ore 20 su Odeon, non mancheranno sorprese e clamorose anticipazioni.
Ai microfoni di Superbike TV, il presidente della Federazione Internazionale del Motociclismo, Vito Ippolito, ha ricostruito i fatti salienti che hanno portato allo scontro diretto tra MotoGP e Superbike, tra Dorna e Infront. “La Federazione Internazione ha chiesto gia’ un anno e mezzo fa ai fabbricanti di fornire motori per altre squadre, non piu’ di tre o quattro piloti naturalmente”, spiega Vito Ippolito, ”in primo momento hanno detto di no, poi hanno detto di se’ e poi sono venuti con l’idea di andare verso motori di 1000 di cilindrata”.
Ma un vero e proprio regolamento per il 2012 di fatto non esiste, ci sono solamente delle indicazioni generali e la Federazione Internazionale ha optato per una posizione d’attesa: “la verita’ e’ che stiamo aspettando dai fabbricanti una versione definitiva di quello che vogliono fare con questi motori”. Nel disegnare il complesso quadro strategico, il Presidente della FIM non ha fatto mistero dell’intento finale: “Cio’ che vorremmo e’ che le case che sono in MotoGP e le Case che sono in Superbike continuino ad esserci e che magari alcune che sono in Superbike in questo momento vadano anche in MotoGP”.
Una situazione politica di stallo nella quale corre l’obbligo di ascoltare il parere dei tecnici. Gigi Dall’Igna, il responsabile del programma Superbike dell’Aprilia, spiega ai microfoni di Superbike TV quanto la RSV4 sia gia’ predisposta per competere con un regolamento per moto prototipo. “ Quando si parla di moto di quel tipo chiaramente il lavoro da fare e’ importante, ci sarebbero sicuramente da rivedere alcune cose, per esempio la testa potrebbe essere un po’ piu’ evoluta per riuscire ad aumentare un po’ la prestazione del motore, compreso il sistema di distribuzione, non parlo del comando della distribuzione, ma parlo del sistema della distribuzione”. Ma il papa’ della RSV4 ha le idee chiare e non usa mezza termini: ”con questo motore il telaio e’ gia’ un’ottima base di partenza, quindi da quel punto di vista sarebbe un’ottimizzazione da fare al contorno, perche’ forcellone, telaio e sospensioni mi sembrano gia’ di un buon livello”.
Che il livello prestazionale della Superbike sia ormai molto vicino a quello della MotoGP non ci sono dubbi, neanche per Valentino Rossi, reduce da due test in sella alla Yamaha R1 di James Toseland. Al suo fianco, a raccogliere le impressioni, c’era Silvano Galbusera, responsabile tecnico del Team Yamaha Superbike: “Con l’ultimo test che abbiamo fatto con Valentino, lui ha detto che una buona differenza sono le gomme. Le Bridgestone sono molto piu’ stabili, la moto rimane molto piu’ ferma e riesce a spingere meglio, ha meno problemi di attesa nella percorrenza di curva”. Il tecnico brianzolo non ha dubbi, senza la variabile gomme “qualche decimo, oltre mezzo secondo potrebbe essere tolto”. Silvano Galbusera conosce molto bene le potenzialita’ di un motore derivato dalla serie: “un 1000 in queste condizioni puo’ andare forte, ci si puo’ spingere ancora oltre, pero’ andremmo incontro a costi piu’ elevati”. Una cosa e’ certa, senza vincoli di budget si puo’ fare molto meglio “e forse avvicinarci ancor di piu’ alla MotoGP”.
Francesco Batta, proprietario del Team Suzuki Alstare e profondo conoscitore del mondo delle corse, ritiene molto pericoloso l’avvicinamento tecnico della Superbike alla MotoGP. “Non e’ normale che Crutchlow giri come Spies, che Haslam giri piu’ forte di Capirossi… con delle moto derivate di serie non e’ normale. Il vero problema e’ che si devono mettere a tavola i diversi responsabili, FIM, Dorna e INFRONT, per trovare una soluzione”. La soluzione che propone Francesco Batta�e’ molto semplice, che la Superbike torni ad essere piu’ vicina alla serie.
La dimensione assunta oggi dalla Superbike e’ sicuramente soddisfacente per Aprilia e BMW, le quali hanno fatto convergere su questo campionato tutte le risorse, umane e finanziarie, a loro disposizione. Ma Davide Tardozzi, Team Manager della BMW Superbike, affida ai microfoni di Superbike TV una frase dai contorni sibillini: “non si pensa a niente altro in questo momento che alla Superbike e a vincere in questo campionato, dopodiche’ mai dire mai!”.
Insomma, la guerra tra MotoGP e Superbike si preannuncia senza esclusione di colpi. La Dorna sta conducendo un’azione a tutto campo, dove il regolamento 2012 rappresenta solo la punta dell’iceberg. Aprire ai motori derivati dalla serie e’ importante pero’ convincere le case a dirottare gli investimenti sulla MotoGP, ma la sensazione e’ che si voglia andare oltre, tentando la cosiddetta “spallata finale”. In questa direzione vanno interpretate, per esempio, le voci che giravano nel paddock di Silverstone relative alla rinuncia della Ducati al programma ufficiale Superbike, giustificato dalla concentrazione di risorse richiesto dall’arrivo di Valentino Rossi.
E sempre a proposito di Valentino Rossi, l’ennesima conferma indiretta del suo passaggio alla Ducati e’ arrivata da Maio Meregalli, Team Manager della Yamaha Superbike, il quale parlando del suo pupillo, Ben Spies, ha dichiarato: “penso che si meriti questo passaggio nella squadra ufficiale e penso che andra’ a finire cosi una volta che Valentino ufficializzera’ questo suo passaggio”. Il manager brianzolo, incalzato da Fabio Di Palma, e’ stato ancor piu’ esplicito sulle possibilita’ di vederlo il prossimo anno impegnato in MotoGP: “sarebbe un traguardo che vorrei prima o poi poter raggiungere… chiaramente mi fara’ trovare pronto qualora mi dovessero chiamare”.
La strategia della Dorna si arricchisce quindi di nuovi elementi, non ultimo quello di privare la Yamaha Superbike dei migliori uomini (oltre al talento di Cal Crutchlow, il manager Maio Meregalli ed il tecnico Silvano Galbusera).
Queste sono solo alcune gustose anticipazioni di quanto potremo vedere all’interno della puntata di Superbike TV in onda domani, giovedi 12 agosto, alle ore 20 su Odeon TV e ODEON24 (digitale terrestre e SKY 827) ed in replica alle ore 23.30 sulla sola ODEON24 (digitale terrestre e SKY 827).
SUPERBIKE TV tutti i giovedi alle ore 20 su Odeon TV e ODEON24 (digitale terrestre e SKY 827) ed in replica alle ore 23.30 su ODEON24 (digitale terrestre e SKY 827).
Imola, 09 agosto, l’ultimo saluto per un “cantore” del motociclimo italiamo
9 ago 2010 MotoProtagonisti, Think, pole… pole …
Tanti gli amici del motorismo italiano e non. A cominciare dai colleghi del Carlino, il suo giornale, e degli altri quotidiani, televisioni e riviste dove comunque lui, Ezio Pirazzini, era diventato un mito. Il funerale di ‘Pirezio’, il cronista scomparso venerdi mattina a 86 anni. Un ultimo saluto come lui lui avrebbe voluto cosi, avrebbe voluto che fosse. Stamani, pur nel dolore di un’assenza pesante, tutti hanno ricordatoo il sorriso e i mille colori di Pirazzini mentre vicini, o idealmente, si stringeranno alla moglie Alba e alla figlia Gabriella. Le esequie si sono tenute nlla chiesa di Santa Maria dei Servi in piazza Mirri. Pirazzini non ha limitato il suo interesse solo alle auto o moto, ha collaborato con i piu’ importanti quotidiani e settimanali sportivi italiani. Come inviato ha seguito 5 Olimpiadi: Londra 1948, Helsinki 1952, Melbourne 1956, Roma 1960. Era�Monaco�presente anche a Monaco di Baviera nel 1972, quando i Feddayn attaccarono il Villaggio Olimpico, un evento�che Pirazzini ha raccontato in un libro-reportage. Uno dei tanti che ha scritto. Lo ricordano ancora presente in tantissimi autodromi per seguire migliaia di gare di moto e di auto. Era uno dei giornalisti apprezzati e stimato anche da Enzo Ferrari come dai tanti dei protagonista di oltre mezzo secolo di storia del motori. Il suo interesse per i “fatti” della vita lo ha portato a coltivare molti interessi, anche non sportivi. Ci restano i suoi libri. Li conserveremo con cura perche’ testimonieranno un tempo indimenticabile. Ciao Ezio! La motivazione per l’assegnazione della medaglia d’oro dell’Ordine dei giornalisti dell’Emilia Romagna.
Ezio Pirazzini
E’ nato ad Imola dove ha continuato a vivere sempre, girando il mondo. Prima redattore poi inviato speciale de il Resto del Carlino, ha collaborato con tutti i piu’ importanti quotidiani e settimanali sportivi italiani. Ha seguito, fra l’altro, cinque Olimpiadi dal vivo (Londra 1948, Helsinki 1952, Melbourne 1956, Roma 1960 e Monaco 1972, quella dell’attentato dei Feddayn cui ha dedicato un libro – reportage). Ha intervistato i piu’ noti personaggi e non soltanto sportivi (alle Universiadi di Mosca riusci a conversare con Arafat) gli sono servite per addentrarsi nei piu’ difficili meandri della narrativa. Con i suoi scritti ha inteso anche raccontare una storia di costume attraverso lo sport. Tanti i riconoscimenti, dal Premio USSI a Leader d’Opinione 1973, dal “Severo Boschi” al Due torri d’oro, al “Bancarella sport” come finalista
Tags: Ezio Pirazzini
Ezio Pirazzini è deceduto oggi a 86 anni nella sua Imola. Un pensiero per un indimenticabile Amico.
6 ago 2010 MotoProtagonisti, Think, pole… pole …
L’uomo che con Lino Pizzo, Giambattista Marcheggiani e Pino Allievi, ha raccontato un pezzo la storia del motociclismo italiano e mondiale piu’ “romantico”, e’ deceduto oggi, dopo una lunga malattia. Molti piloti sono stati raccontati e gratificati dai suoi articoli, molti miti sono stati alimentati dal suo modo di raccontare lo sport non ancora preda delle immagini TV. Il motociclismo del nostro tempo offriva due scelte per viverlo: o c’eri a bordo pista o te lo raccontava lui, meglio loro! Lui aveva inventiva, fantasia e come gl’altri metteva tanta umanita’ nei suoi racconti con tutti, campioni e non. Anche la Bimota ha goduto sue amichevoli attenzioni. Ho avuto il piccolo previlegio di essergli amico, mi ha regalato molti dei suoi libri che conservo sulla mensola alle mie spalle nello studio. Come ho scritto poco tempo fa su Facebook, nello spazio del “La Rumagna de Mutor”, su uno dei quei volumi, Storia dei motomondiali – I giorni del Coraggio, mi ha lasciato una dedica: Al caro Morri “mondiale” di motociclismo e nei sentimenti“. Una testimonianza di stima e affetto che frequentemente mi capita di andare a rileggere. Oggi sei partito per un viaggio verso lidi da ciascuno di noi immaginati, ma sono certo che ci ritroveremo sulle strade di quel mondo, che spero migliore, per fare qualcuna delle lunge chiacchierate che hanno caratterizzato i nostri rapporti e nelle cene post gara o paddock di tutta Europa. Alla tua famiglia va il cordoglio piu’ fervido, a Te il piu’ semplice dei commiati: arrivederci Amico carissimo!
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Campionato Europeo Superstock; perde interesse la classe che dovrebbe formare le nuove leve di piloti. Solo paliativi i rimedi proposti.
3 ago 2010 Campionati Europei Velocita', Think, pole… pole …
Pole … pole …
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E’ tempo di vacanze, ma per alcune questioni sarebbe tempo di lavorare molto intensamente perche’ il contesto, in prospettiva 2011, si presenta piuttosto preoccupante. I titoli di Campione Europeo Velocita’ per le classi 125GP, Supersport e Superstock 1000 da due anni sono assegnati in prova unica, a fine stagione, con una gara disputata sulla pista di Albacete. Organizzata da Dorna e, palesemente, favorevole ai piloti spagnoli. Solo il titolo Superstock 600 lo si assegna al termine di un ciclo di gare abbinate al mondiale Superbike. Parrebbe una condizione ideale per valorizzare la manifestazione. I quindici piloti schierati in griglia a Silverstone e pochi in piu’ di tutte le altre gare testimoniano invece una stato di crisi molto seria. Ci dobbiamo chiedere per chi e’ utile questo campionato per cogliere le sue ragioni d’essere.
Lo stato di crisi del Campionato Europeo Superstock 600 e’ evidente, non contestabile. Le cause sono molte e complesse. Nelle ultime settimane, dietro richiesta della Infront Motors Sports, la UEM ha deliberato una modifica al limite dell’eta’ dei piloti interessati a questa manifestazione. Decisione considerata necessaria perche’ le federazioni nazionali faticherebbero (?) a favorire la partecipazioni di piloti anche in dipendenza dei limiti attuali.
Dal 2011 il limite si sposta a 22 anni rispetto ai 20 attuali.
La risposta e ‘ adeguata, in grado di mettere una pezza al decadimento in atto? A scanso d’ogni equivoci dico:no!Francamente la questione appare piu’ complessa, premesso che non si evitare di prendere in considerazione l’evidente crisi dell’UEM, come organizzazione quanto per credibilita’. Ormai pare essere sinergica solo alle frustrate ambizioni di Dirigenti che sono emarginati in altri enti, il mezzo per continuare a girare l’Europa a carico del settore. La ragioni della crisi della Superstock 600 possono essere diverse, nessuna determinante, ma tutte concorrono a zavorrare il Campionato europeo.
Intanto incominci la Infront Motors Sports a credere in questo campionato, cessi di relegarlo nelle pieghe del programma in modo tale da evidenziarne la poca considerazione che gli riserva. Che senso puo’ aver avuto il riposizionare la gara a tarda ora del sabato e in chiusura del programma. Ad un campionato europeo deve essere riconosciuta una caratura ben superiore al modesto trofeo monomarca che ne ha occupato il posto. Evidente che non e’ stata una scelta dei valori sportivi.
La gara collocata al gara sabato, in tarda serata, e’ scelta perdente per quanto concerne la comunicazione, a cominciare dalla modesta copertura televisiva, per passare al disinteresse quasi totale dei media, fatto salvo qualche blog.
Le federazioni sono disinteressate, se l’accusa e’ fondata si dovrebbero ricercare subito ragioni per motivarle. Innanzi tutto modificando e arricchendo la formula. Dimostrando un interesse maggiore e dedicando il tempo necessario si possono definire progetti molto interessanti. Ci vogliono idee e volonta’ di realizzare la mission.
Poca considerazione per questo campionato da parte delle Case, la crisi di vendite del settore, almeno in Italia, si va facendo drammatica e qualunque programma a breve o medio termine non puo’ prescindere da questo dato e dalla necessita’ di contenere i costi, tutti!
I costi per un campionato promozionale dovrebbero essere riconsiderati, la UEM prende danaro, la sola linfa che permette all’ente di esistere perche’ in tutti questi anni non ha saputo organizzarsi per vivere di risorse proprie e fintanto che Infront Motors Sport, insieme a Dorna, sara’ una delle pochi fonti cui attingere pensare di infastidire i due promotori sara’ impensabile.
La situazione e’ critica, alzare di due anni lo sbarramento dell’eta’ cambiera’ poco o nulla, intanto nel vortice della crisi paiono essere sempre piu’ investite anche le classi anche Supersport e Superstock 1000.
Ci dobbiamo preparare a griglie di 15/17 piloti in ogni classe? Temendo che in divenire possa essere questo lo scenario non sarebbe il caso di predisporre la riforma della scaletta per l’assegnazione dei punti … magari si dimostrera’ d’essere piu’ avanti della MotoGp.
Tags: Campionato Europeo Superstock 600, CIV, Superstock 600, UEM
Unione Europea Motociclismo: Vincenzo Mazzi confermato Presidente.
9 lug 2010 Federazioni Sportive
La 16.ma Assemblea Generale dell’Unione Motociclistica Europea si�e’ conclusa in Portogallo, nella citta’ di Porto. Hanno preso parte ai lavori i delegati di 45 Federazioni motociclistiche nazionali. Presenti anche il Presidente venezuelano della FIM Vito Ippolito, ed il Presidente onorario FIM Francesco Zerbi ancora molto presente negli organismi internazionali. Fra le cariche istituzionali di rilievo ha partecipato il francese Jean Pierre Mougin Presidente onorario dell’Ente.
L’assemblea ha confermato Presidente UEM l’italiano Vincenzo Mazzi, gia’ Segretario Generale della FMI dell’era Zerbi. Confermato fra i vice presidenti Luigi Favarato, attuale Presidente del Comitato Regionale FMI Veneto. Impegnato anche nel gruppo che promuove le attivita’ delle nazioni interessate ai campionati Alpe Adria. Sono stati eletti anche Lamberto Poggi fra Revisori dei Conti e l’avvocato romano Rodolfo Romeo nella Commissione di Giustizia, che in passato ha ricoperto incarichi nel settore giustizia FMI.
La nomina dei membri delle diverse Commissioni e’ stata posposta al termine dell’attuale stagione di gare per evitare interferenze (?) con l’attivit� sportiva in corso.
L’Assemblea ha assunto una decisione piuttosto ?politica” non rituale per questo tipo di manifestazioni. discutendo del futuro della Federazione Motociclistica Internazionale le Federazioni europee hanno manifestato il chiaro intento di “contare di piu’”, cioe’ di essere determinanti (riporta il comunicato della FMI) per quanto concerne la politica federale. Volonta’ espressa candidando con largo anticipo attraverso una votazione il francese Jean Pierre Mougin, alla Presidenza. Un candidato da opporre all’uscente Vito Ippolito che ha gia’ comunicato da qualche tempo che si ricandidera’. In queste mosse si riconosce il “taglio” diplomatico di Vincenzo Mazzi “navigatore” esperto nelle vicende gestionali di UEM e FMI, molto meno incisivo per quanto concerne la gestione delle attivita’ sportive che passo dopo passo paiono volgere alla desertificazione. In ogni caso, considerando la Presidenza, la sede romana messa a disposizione della FMI il peso della nostra federazione pare essere a livello dell’interesse che manifesta: poco!
Roberto Tamburini grande esordio in Supersport. L’omaggio di Yamaha sul suo sito.
30 giu 2010 Campionato Mondiale Superbike & Supersport, Enti & Aziende, Team & Piloti: News
La Yamaha ha pubblicatoi, nell’area sportiva del suo sito, un bel servizio relativo all’impresa di Roberto Tamburini e del Bike Service Racing Team.
Roberto Tamburini, 18 anni, pilota della Yamaha Bike Service, ha preso parte come wild card all’ottavo round del Mondiale Supersport aMisano.
E’ stato un debutto fantastico: il pilota riminese ha ottenuto il terzo tempo in qualifica (prima fila!) ed in gara e’ arrivato quinto nonostante un “dritto” nella fase iniziale della corsa.
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Tags: Bike Service Racing Team, Supersport, Tamburini Roberto, Yamaha
















