Imola: L’autodromo Enzo e Dino Ferrari sempre nella bufera (fallimentare)

Sul sito 422race.com e’ riportate due interessanti interviste attraverso le quali si cerca di fare chiarezza sullo stato della per una vicenda che ha portato al fallimento di Formula Imola e condizionera’ il futuro dell’autodromo, forse la sua esistenza.

Imola, parla il curatore fallimentare (cliccare sul logo)

Intervista al dott. Fabrizio Carbone; estrapolando alcuni commenti emerge che alla domanda sull’entita’ dei debiti la risposta e’ stata molto precisa :“Il debito della societa’ e’ di molto superiore a quello uscito sui giornali. Solo verso i fornitori supera i 4 milioni…”Un’affermazione cui fanno seguito dettagliate spiegazioni su una facenda che si presenta con molte sfaccettature. In chiusura la domanda che tiene in ansia il mondo dei motori: “Quante possibilita’ pensa realisticamente che avra’ la societa’ di sopravvivere“? La risposta: “Non lo so. Il mio interesse e’ salvare l’azienda e la gestione a tutela dei creditori. Sulla societa’ non mi esprimo, non e’ affar mio e non e’ il mio compito, nel senso che la societa’ e’ attualmente fallita e cosi ci stiamo comportando. Io utilizzo le risorse che reputo indispensabili per proseguire, che consistono fondamentalmente nei dipendenti che c’erano prima, confermati tutti alle stesse condizioni – e questo e’ anche doveroso – e confermato il direttore (Walter Sciacca, ndr) che era da pochissimo in carica e sta lavorando molto bene, perche’ ha riempito di eventi, in modo ancora migliorabile, e di giornate di lavoro, tutto il 2010. E’ una persona che sta lavorando nel migliore dei modi e con il quale ci interfacciamo quotidianamente. Io ho interesse a tutelare i creditori e a tenere in vita l’autodromo al fine poi di cedere questa concessione al soggetto che, in base a un’asta competitiva, potra’ essere aggiudicatario”.

All’intervista rilasciata dal curatore fallimentare di Formula Imola hanno fatto seguito i commenti del curatore della Mis Mas dott. Gianluca Caimi.

Imola, la versione della Mis Mas (ciccare sul logo)

Per chi e’ interessato la lettura dell’intervista conferma lo stato confusionale (?) che ha alimentato e, purtroppo, pare accompagnare la vicenda, Proponiamo domana e risposta che hanno concluso l’intervista. “La fattura di un milione di euro presentata all’epoca da Mis Mas per l’inaugurazione di Imola non fu di entita’ eccessiva? Risposta: “Francamente, come ho detto piu’ volte ad altri suoi colleghi, questa societa’ non la conoscevo minimamente prima del 2 giugno, quando ho accettato quest’incarico. Per me e’ un incarico professionale, di portare – si spera – a compimento una liquidazione. Non so che tipo di inaugurazione abbiano fatto ne’ so dirle i costi normali di un concerto di Renga o di uno spettacolo del Cirque du Soleil, perche’ non me ne sono mai interessato. Fatto sta che questa prestazione c’e’ stata. I giudici, anche qua a Milano, quando noi abbiamo fatto la richiesta di decreto ingiuntivo, nel quale e’ stata fatta una richiesta di sospensione da parte di Formula Imola, la dott.ssa Barberis ha rigettato la provvisoria esecuzione e l’istanza di sospensione. Stessa cosa quando noi abbiamo fatto il pignoramento presso terzi, sempre davanti a un giudice di Milano, il dott. Blumetti: sono intervenuti i legali di Formula Imola e il giudice ha sostenuto che non ci fosse fondamento per cui lui non potesse dare esecuzione al pignoramento.” Ancora – La cosa curiosa e’ che la Norman 95, che all’epoca gestiva Formula Imola, fosse proprietaria anche del 40% di Mis Mas.
Io le rendo noto anche che Mis Mas ha chiesto il fallimento di Norman 95 nonche’ di Gladstone S.p.A., societa’ controllata da Norman 95. Questo giusto per chiarire che non ci sono rapporti di sudditanza. Mi sono mosso esattamente nello stesso modo nei confronti dei tre crediti che la societa’ in liquidazione vantava: Norman 95, Gladstone e Formula Imola.”

Una brutta vicenda che, stranamente, si sta trascinando con una evidente disattenzione dall’ambiente motoristico nazionale.

Mercato: Calo delle immatricolazioni a febbraio, maglia nera per le 600cc -35,5%.

Note tratte dalla consueta pubblicazione mensile di ANCMA.

Esauriti gli incentivi il mercato torna a cadere: -7,4% per le immatricolazioni. Necessario e urgente un rinnovo degli incentivi per le due ruote. Solo 17.415 unita’ immatricolate (veicoli maggiori di 50cc) a febbraio 2010 (pari a -7,4%). Il dato negativo si confronta con un febbraio 2009 che gia’ presentava una forte flessione rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. In particolare il comparto scooter, che proviene da 11 mesi di risultati costantemente positivi, si ferma a 10.724 vendite (-4,9%); le moto con 6.691 pezzi segnano un -11%. In assenza di incentivi le previsioni sono negative. Nello stesso mese anche le registrazioni di 50cc subiscono un ulteriore calo con 3.979 vendite, pari -11,3%. Il primo bimestre dell’immatricolato (veicoli maggiori di 50cc) rimane positivo, grazie al buon andamento di gennaio: 37.754 veicoli (+8%). Significativa l’avanzata degli scooter con 24.695 vendite (+16,4%), mentre le moto con 13.059 unita’ evidenziano un -4,9%. Dei primi 30 modelli piu’ venduti a febbraio 23 sono scooter e 7 sono moto. Gli scooter di maggior successo si concentrano in 3 fasce di cilindrata: 150-200cc (+35,4%); 300-500cc (+29,3%) e 125cc (+16,6%). In trend negativo i 250cc (-29,3%) e gli scooter oltre 500cc (-18,1%). Per le moto si sviluppano le cilindrate medio-piccole fino a 500cc (+15,5%) e 125cc (+11,8%). Soffrono le 600cc (-35,5%) e fino a 750cc (-25,2%). Stabili fino a 1000cc (+1,9%) e in crescita le oltre 1000cc (+18%) che realizzano i volumi pi� rilevanti. La situazione dei segmenti vede sugli scudi le enduro stradali (+15,7%) e le supermotard (+20,6%); a scapito delle naked (-20,9%) e delle sportive (-15,7%). Il mercato totale delle 2 ruote a motore che deriva dalla somma dei veicoli maggiori di 50cc e dei ciclomotori arriva nel primo bimestre dell’anno a 45.863 unita’, pari al +5% rispetto sullo stesso periodo del 2009.

FMI: Progetto Velocita’ al femminile, reazione critica della Presidente del Club Motocicliste.

Pole … Pole …

Commentando il comunicato diffuso dalla FMI, relativo al progetto federale per la gestione dell’attivita’ sportiva delle ragazze nel settore velocita’ per il 2010, si faceva riferimento ad un persistente silenzio di Paola Furlan, la persona che per 10 anni si e’ occupata di gestire il settore. La risposta e’ arrivata attraverso un articolo pubblicato da Gpone.com. Un intervento duro, polemico, che denuncia la delusione per un evidente “accantonamento”. Ma anche per la poca consistenza del progetto federale. Un progetto, che e’ bene chiarire, non e’ arrivato come un fulmine a ciel sereno perche’ era stato annunciato con la Circolare Sportiva del luglio scorso, che prevedeva la cancellazione del campionato con la sostituzione di un trofeo “macedonia”. La FMI ha reso noto, attraverso un comunicato, il progetto 2010, indicando ufficiosamente anche chi ne sara’ la coordinatrice. Progetto calato dall’alto, piuttosto scarno e povero di idee e iniziative.

La Furlan, che ha le sue responsabilita’ per la crescita piuttosto modesta del movimento sportivo al femminile nelle corse in moto, ha gestito il movimento con molta autonomia (per la FMI era una scelta considerata liberatoria?) ed e’ stata “accantonata” dallo staff federale diventato ormai faro unico per il mondo della velocita’ nazionale. Le sue critiche possono essere lette come sfogo personale, al limite, come una tutela di interessi personali e della sua attiva struttura associativa, ma sarebbe un errore liquidarlo come “rottura di scatole”. Il movimento femminile e’ povero per quantita’ e qualita’ delle strutture interessate ed un atteggiamento piu’ “aperto” verso i soggetti piu’ attivi parrebbe scelta saggia. Forse per “conquistare” alla pratica dell’attivita’ sportiva in moto una quota significativa di ragazze, servirebbe un progetto innovativo, in grado di uscire da schemi che propongono, sostanzialmente, sole competizioni che vecchie e copia di iniziative costruite e gestite da sempre al maschile.

Purtroppo il progetto FMI 2010, sostanzialmente cambia poco, la scelta di “obbligare” le donne (se vogliono gareggiare con continuita’) ad entrare nel “calderone” dei tanti trofei nazionali, impreziositi da qualche premio speciale “rosa”, non le aiutera’ a crescere. Fara’ bruciare sogni ed entusiasmi, prosciugando risorse economiche nella ricerca di traguardi conseguibili solo a prezzo di una preparazione imposta sulle necessita’ dei soggetti interessati. I due eventi riservati e lo stage di un giorno sono poca cosa annunciati per il 2010, spossono essere considerati un punto di partire dopo l’azzeramento di quantoera in essere? Criticare un tale progetto e’ fin troppo facile, perche’ alimente l’impressione di essere una scelta di “sopravvivenza” come si sta facendo con il anche campionato europeo, una scelta che non fa futuro! Paola Furlan fa polemica con la federazione e liquida la gara unica per l’assegnazione del titolo di Campione d’Italia con una commento bruciante ‘…un’unica “sveltina”… al posto di un vero campionato ‘. La presentazione ufficiale del progetto, in programma a Roma nell’ambito del Motodays il prossimo 12 marzo, dovrebbe chiarire molte delle perplessita’ che stanno alimentando alcune accese discussioni. A tal fine appare costruttiva la conclusione dell’articolo: ‘…confidando in una nuova fase di dialogo con le istituzioni’. Serve dare voce a chi, disposto a dare un contributo cerca l’occasione per manifestare interesse e presentare idee. In ogni caso la lettura dell’articolo di Paola Furlan e’ interessante perche’ testimonia di un malessere che non dovrebbe essere ignorato. Per leggere l’articolo CLICCARE su:

http://www.gpone.com/news/News.asp?NNews=6529

Regole: 2012 per la MotoGp – 2010:per la Moto2

La FIM ha approvato le proposte della Commissione Grand Prix concordate nel corso della riunione organizzata a Barcellona. Dettagli che completano il regolamento tecnico MotoGP in vigore a partire dal 2012. Presenti Carmelo Ezpeleta (CEO Dorna), Claude Danis (FIM), Herve’ Poncharal (IRTA) e Takanao Tsubouchi (MSMA), Ignacio Verneda (FIM Sports Director), Javier Alonso (Dorna) e Paul Butler (Segretario della riunione), il 17 febbraio ha deciso, all’unanimita’, di introdurre alcune modifiche al Campionato del Mondo MotoGP a partire dal 2012.

Dati gia’ conosciuti a parte (la categoria MotoGP correra’ con moto fino a 1000 centimetri cubici di cilindrata, 4 cilindri e un massimo diametro per cilindro di 81 millimetri), sono state assunte le seguenti decisioni relative al peso delle moto ed alla capacita’ massima dei serbatoi di benzina.

Le moto equipaggiate con motori fino a 1000cc di cilindrata dovranno avere un peso minimo di 153 kg.

Le moto equipaggiate con motori 800cc (attuali) dovranno presentare un peso minimo di 150kg.

Per quanto riguarda la capacita’ dei serbatoi e il numero dei motori utilizzabili state assunte le seguenti decisioni:

Per le moto appartenenti a team ufficiali capacita’ sara’ limitata a 21 litri – Il numero massimo dei motori che potrai essere utilizzato per ciascuna moto resta confermato: max 6 per stagione.

Per le moto appartenenti ai team, che saranno identificati con la sigla CTR (Claiming Rules Teams)e’ stato deciso che possono utilizzare serbatoi con capacita’ sara’ limitata a 24 litri – Il numero massimo dei motori che potrai essere utilizzato per ciascuna moto e’ stato fissato: max 12 per stagione.

Per quanto riguarda la Moto2 gli aggiornamenti del regolamento riguardano le specifiche e gli interventi relativi al motore

Confermato che il propulsore che dovra’ essere utilizzato in maniera integrale nella sola versione prodotta dal fornitore ufficiale (Honda).

Ogni modifica al design e alle specifiche del propulsore e le nuove tecnologie dovranno avere l’approvazione del fornitore e dell’organizzatore.

Testata del cilindro e disegno delle valvole, i meccanismi di quest’ultima e l’eventuale carburante alternativo, dovranno pero’ rispettare i principi della riduzione dei costi e del controllo degli stessi a lungo termine.

Il fornitore ufficiale, per migliorare affidabilita’ e funzionamento, potra’ modificare le specifiche.

I motori forniti ai team dovranno avere tutti� identiche specifiche e performance.

Specifiche misurate dal fornitore attraverso l’uso del dinamometro in condizioni standard dovranno restare nel range di tolleranza concordato fra fornitore ed organizzatori.

Precisata la procedura che consentira’ ri richiedere la verifica, ed eventuale sostituzione, del motore nel caso le performance risultino inferiori a quelle previste dal range stabilito.

Il team interessato dovra’ inoltrare una richiesta scritta al direttore tecnico e versare con un deposito di 20mila euro all’IRTA. Se il tecnico riterra’ fondata la richiesta informera’ la direzione gara affinche’ sia concessa l’autorizzazione per l’invio del matore al fornitore il quale, effettuati test accurati, inviera’ il resoconto al direttore tecnico.

Quando le prestazioni accertare risulteranno il linea con i parametri, il motore sara’ riconsegnato al team e potra’ essere utilizzato dalla gara successiva, e il deposito cauzionale non sara’ restituito al team.

Quando il motore non rispettera’ i parametri previsti il fornitore ne rendera’ disponibile un nuovo e la cauzione sara’ restituita al team.

Fra le parti comprese nella denominazione “motore”, quindi saranno soggette alla fornitura, figurano alcune parti esterne: air-box, filtro dell’aria, pompa del carburante e regolatore, corpi farfallati, collettori e tubi di aspirazione aria, iniettori primari e secondari, manicotti e i condotti della benzina. Fanno parte della lista anche le parti elettriche quali generatori, bobine di accensione e l’unita’ di controllo elettronico del motore. Compresi anche filtro dell’olio, liquido di raffreddamento e l’interruttore dell’olio ad alta pressione.

2010 in crisi le iscrizioni? Le impressioni tratte dalle info disponibli sui web side di campionati e trofei.

Forse e’ solo un’impressione, forse sono cambiati i tempi degli approcci, ma forse c’e’ in questa stagione ci sono maggiori difficolta’ nella raccolta di adesioni per formare le entry list di campionati e trofei. Non e’ la curiosita’ quella che spinge alla ricerca di dati utili per misurare la partecipazione alle competizioni della stagione 2010. Sono dati per fissare un punto di partenza per procedere con importanti considerazioni.

Nel campionato del mondo delle Gran Prix non paiono esserci particolari problemi ad eccezione della 125gp che non registra ancora partecipazioni a livello della stagione scorsa. Di rilievo l’adesione al progetto Moto2, pur registrando partecipazioni che allo stato non sono garanzia di qualita’.

Maggiori difficolta’ per i campionati 4T organizzati dalla Infront Motor Sports. Alla “interessante” situazione della Superbike, fa riscontro una crisi evidente della Supersport. A meno di 10 giorni dalle prime prove cronometrate del primo round solo 18 piloti figurano nelle start list ufficiale. Da notare che non figurano fra gli iscritti piloti in sella a motocicli Yamaha (la casa che con Crutclhow si e’ aggiudicata il titolo della scorsa stagione) e Suzuki, solo 2 le Kawasaki e fra le Honda figurano alcune Triumph che, per l’occasione, rilanciano l’anziano protagonista della classe, il francese Charpentier. Solo 4 i piloti in gara, due dei quali assistiti da team esteri e la ragazza Paola Cazzola. Non sono stati ancora resi noti gl’elenchi relativi a Superstock (1000 – Coppa FIM) e 600 (Europeo Superstock), i loro campionati inizieranno a Valencia a meta’ marzo.

La FMI ha pubblicato una lista di iscritti nelle 5 classi, aggiornata a oggi. A norma di regolamento potrebbero essere schierarsi in griglia 200 i piloti, alla data odierna sono 81 … i prenotati. Ricordiamo che questi piloti al momento hanno l’obbligo di corrispondere solo un acconto di 1000 euro e dovranno saldare la tassa d’iscrizione alla data del 28 febbraio p.v.. A quel momento si potranno avere idee piu’chiare, vero e’ che il campionato prendera’avvio il 18 aprile e il tempo per recuperare i ritardatari e’ molto, ma i numeri attuali costituiscono un segnale che sarebbe bene non ignorare.

Piu’ incerta pare essere la situazione delle adesioni raccolte dai tanti organizzatori di trofei nazionali. La Coppa Italia conta 26 prenotazioni, l’avvio e’ previsto per fine marzo e c’e’ tempo per completare almeno una griglia. Poche informazioni dagli altri organizzatori, stando alle notizie disponibili solo TuttomotoRacing (Dunlop) e’ vicino a completare le due griglie che ha previsto. Per tutti gl’altri numeri molto bassi (i pochi pubblicati), comunicazioni che i posti sono limitati ad una sola griglia anche da parte dei piu’ importanti, compresa la Yamaha prodiga di notizie nelle annate dove registrava numeri da Guinnes quanto abbottonata in questo inizio di stagione. Francamente l’impressione che si ricava e’ quello di crisi, sicuramente a fronte della grande offerta (per numero e varieta’) dell’offerta si rischia di fare i conti con una domanda in significativa contrazione.

Forse alla fine i conti torneranno, quelli sportivi e quelli economici (su questi ultimi la partecipazione influise pesantemente), ma allo stato sarebbe opportuno procedere con un aggiornamento dei siti web, la messa on line di info complete e messaggi promozionali in grado di destare interesse. In particolare tenendo conto che non sono state varate campagne promozionali a mezzo stampa. Su Motosprint, unica rivista a copertura nazionale, sono apparse alcune pagine, mo poca cosa rispetto a precedenti stagioni. Un atteggiamento contradittorio consideranto che questa e’ probablmente la stagione che dove la promozionele piu’ intensa sarebbe particolarmente utile. Il 28 marzo e’ in programma la prima gara della Coppa Italia e manifestazioni abbinate, e prima dovranno essere necessariamente consegnati i kit, l’auspicio e’ quello di vedere liste “lunghe” per tutte le iniziative. Ma qualche timore e’ legittimo esprimerlo.

Calendario gare”velocita’ 2010″; ultimi inserimenti e aggiornamenti

La FMI ha ufficializzato le ultime modifiche apportate al calendaro delle manifestazioni 2010 organizzate in Italia. La variazione piu’ significativa riguarda l’inserimento del Trofeo Triumph (partira’ a giugno forse perche’ arriva ultimo e deve raccogliere un numero minimo di iscritti), una variazione che non rispetta le norme che la Circolare Sportiva evidenziava e che, pareva, dalla corrente stagione si volesse fosse rigorosamente rispettata. Dunque si incrementa il numero dei trofei, il tutto in una staggione che pare si stia confermando “difficile”. Le voci sono le piu’ disparate e nel caso la raccolta delle iscrizioni risultasse soddisfacente, sarebbe opportuno, pubblicare le start list. Non alimentare gl’elementi d’incertezza converrebbe a tutti.

Per verificare le variazioni cliccare sulla nostra pagina “MotorCalendari” o sul logo FMI.

Le gare piu’ interessanti del 2010, il programma settimana by settimana.

La scheda che proponiano riassume tutti gl’eventi motociclistici piu’ interessanti della stagione 2010, gare mondiali, nazionali, campionati extranazionale e trofei piu’ prestigiosi.

Per consultare la scheda e necessario cliccare su >ENTRA<

Presentazione ufficiale per la squadra “Aprilia Alitalia Racing Team”, sfida euroitaliana alle giapponesi.

Il confronto fra le industrie dell’Europa e quelle del Giappone e’ uno dei “valori” del mondiale Superbike. Aprilia, Ducati e BMW sono in grado di vincere una sfida che e’ sportiva ed industriale allo stesso tempo. In particolare sono le due Case italiane ad avere le credenziali maggiori per puntare alla conquista dei titoli piloti e per marche dell’edizione 2010 del mondiale riservato alle derivate di serie. Dopo una breve parentesi inziale, molto brillante della piccola Bimota, e’ stata la Ducati a diventare la protagonista di questa manifestazione cogliendo il maggior numero di allori. Aprilia dopo un primo tentativo e’ tornata la stagione scorsa ed ha subito messo in mostra un potenziale. BMW non ha “sfondato”, ma ha i mezzi per farlo, in particolare ora che si e’ affidata ad un manager esperto e vincente quale e’ l’italiano Davide Tardozzi, sara’ certamente una protagonista piu’ incisiva nel corso dela stagione che andra’ ad iniziare il 28 febbraio. Per l’Italia l’obiettivo e’ anche quello di conquistare il primo titolo piloti in questa ultraventennale manifestazione. Le due Case italiane hanno nel loro organico i piloti per cogliere il risultato, l’Aprilia con Max Biaggi e la Ducati con Michel Fabrizio. A Madonna di Campidoglio si era presentata la squadra Ducati, ha fatto seguito la presentazione della BMW avvenuta nel contesto del “tempio/museo” della Casa tedesca a Monaco.

Ieri e’ toccato all’Aprilia che ha scelto un luogo particolare, l’Aeroporto Internazionale Leonardo da Vinci di Fiumicino. E’ stata presentata un armata tecnologica di grande spessore grazie alla convergenza d’interessi di tre grandi aziende italiane. Aprilia, del Gruppo Piaggio, ha optato per per importanti partnership, collegando al proprio marchio con quello di Alitalia, la compagnia di bandiera a guida del medesimo “capitano” (Roberto Colaninno) che torna protagonista di grandi sponsorizzazioni sportive. Non manca neppure il Gruppo ENI altra grande realta’ industriale italiana.

La squadra ha assunto il nome di “Aprilia Alitalia Racing Team” e la sua livrea e’ marcatamente “tricolore”.

Si prepara per una grande stagione Mondiale Superbike 2010, con l’obiettivo di puntare al titolo anche se si tratta di un team e di una moto che sono alla seconda stagione in un palcoscenico cosi prestigioso e competitivo. Nel corso della stagione 2009, prima stagione, e’ stata evidenziata una competitivita’ che – benche’ la moto fosse molto attesa e ci fosse grande interesse per il ritorno di Max in Aprilia dopo 12 anni – ha stupito tutti. Ora la sfida riparte. Tutti i migliori avversari (nel mondiale SBK sono presenti ben sette diversi costruttori che rappresentano l’eccellenza del motociclismo mondiale) attendono al varco la Aprilia RSV4 e i suoi piloti che non potranno piu’ sorprendere avversari ormai ben coscienti del valore della quattro cilindri veneta. D’altro lato il team potra’ contare su un anno di esperienze.

Per l’azienda di Noale, che non ha piu’ in organico Giampiero Sacchi, i commenti piu’ significativi sono stati rilasciati dai dirigenti che sono stati protagonisti dell’era vincente di Iavano Beggio, usciti dal gruppo negli anni della grande crisi e pian piano rientrati con la nuova gestione.

Maurizio Roman, Direttore Sviluppo e Strategie di Prodotto del Gruppo Piaggio: “Si creano spesso abbinamenti tra marchi e sponsor che hanno ben poco in comune, tra le attivita’ dei quali non vi e’ alcun nesso. Oggi siamo invece di fronte a uno di quei casi rari e fortunati di unione tra marchi che condividono molti valori. Condividono l’italianita’ e, prima di tutto, la sfida della tecnologia e dell’eccellenza. Dietro ci sono aziende che operano per elevare a massimi livelli brand prestigiosi, che hanno fatto la storia dei rispettivi comparti. Sin dagli albori la storia di Aprilia fu segnata dal logo della grande “A” tricolore, molto ispirato al simbolo grafico della compagnia di bandiera. Oggi siamo veramente orgogliosi che Alitalia riprenda sulle carene della splendida Aprilia RSV4 una storia di marchio impegnato nelle competizioni motoristiche del piu’ alto livello. Per Aprilia e’ un grande onore e una grande opportunita’ portare un marchio prestigioso come Alitalia e i valori che rappresenta in un contesto competitivo quale e’ il mondiale Superbike”.

Leo Francesco Mercanti, Responsabile Aprilia Racing & Sviluppo Prodotto: “C’e’ molto orgoglio nel presentare una stagione sportiva che vede riuniti tre importanti gruppi italiani in una competizione tecnologica del massimo livello, con tutti i piu’ grandi marchi del motociclismo mondiale sulla griglia di partenza. E’ una sfida non solo sportiva ma anche imprenditoriale e industriale, che coinvolge l’immagine di un Paese. Sentiamo la responsabilita’ e l’onore di portare nel mondo un pezzetto di Italia. Stiamo infatti parlando di marchi che hanno scritto pagine di storia del nostro motorismo: lo ha fatto Alitalia con fantastiche vittorie nei Rally, lo ha fatto il gruppo Eni-Agip con la Formula 1, naturalmente lo ha fatto – e continua a farlo – il Gruppo Piaggio. Abbiamo dunque una tradizione da rispettare; e’ un impegno duro che arriva dopo un 2009 nel quale Aprilia�e’ andata al di la’ delle aspettative confermandosi vincente con tre titoli iridati nel Motomondiale e sorprendendo tutti con i risultati in Superbike. Successi che giustificano ambizioni e aspettative; riuscire a rispettarle sara’ una grande sfida. E’ difficile fare previsioni a inizio stagione ma e’ certo che ci siamo preparati bene, lavorando tanto e migliorando su tutti i fronti. Tra poche settimane il circuito di Phillip Island ci dara’ i primi responsi”.

I piloti. Nella stagione 2009 Max Biaggi era molto atteso per il suo ritorno in Aprilia, la casa con la quale aveva conquistato tre mondiali consecutivi nella classe 250 dal ’94 al ‘96. Ora l’attesa e’ tutta per i risultati che sapra’ ottenere visto che la stagione di esordio ha messo in luce sia il potenziale della moto sia l’abilita’ del campione romano nel condurne lo sviluppo e nel portarla subito ai primi posti in gara, fino al trionfo di Brno.

Max Biaggi: “La presentazione di una nuova stagione, di una moto con colori nuovi, e’ sempre un momento emozionante per un pilota, e’ come assistere alla nascita di una creatura. Sara’ un onore e un onere portare sui circuiti di tutto il mondo marchi e colori cosi prestigiosi, un tricolore che rendera’ unici la moto e il team. E poi c’e’ un nuovo compagno di squadra: Leon viene da un campionato tosto come quello britannico e ha certamente i numeri per diventare quella spalla forte di cui io e il team abbiamo bisogno. Nella stagione 2009 Aprilia ha svolto un lavoro fantastico, da un punto di vista tecnico abbiamo fatto passi da gigante, merito di tutta la squadra e del lavoro che ha fatto progredire la debuttante RSV4 gara dopo gara. Il trionfo di Brno e’ stato soltanto il momento piu’ esaltante di una crescita continua. Certo siamo stati la grande sorpresa del mondiale 2009 e sono veramente contento dei risultati; nessuno ci avrebbe mai pronosticati cosi competitivi all’esordio, nessuno si sarebbe mai atteso un quarto posto finale. Eppure mi sento di dire che le soddisfazioni piu’ grandi devono ancora arrivare, non abbiamo ancora ottenuto il massimo, per me il massimo e’ solo la vittoria. Ora affrontiamo la stagione con maggiori conoscenze, con piu’ esperienza sui vari circuiti e con la consapevolezza del nostro valore”.

Accanto al quattro volte Campione del Mondo si schiera Leon Camier, inglese, 23 anni, alla sua prima stagione in SBK. Leon arriva col fresco titolo di Campione Britannico Superbike avendo dominato il campionato nazionale 2009 per moto derivate dalla serie con ben 18 vittorie su 26 gare disputate.

Leon Camier: “Far parte di questo team, entrare a far parte del progetto RSV4, e’ per me una opportunita’ incredibile. ll campionato sara’ molto duro e il livello di competitivita’ altissimo, ci sono piloti eccezionali e di grande esperienza. Per questo e’ fondamentale far parte di un team come Aprilia Alitalia, uno dei pochissimi che puo’ offrire al pilota opportunita’ straordinarie in termini di sviluppo della moto. La prima impressione che ho ricavato dalla RSV4 e’ stata fenomenale: un potenziale enorme, una moto velocissima. Ora, prima di tutto, devo fare molta esperienza per poter sfruttare questo potenziale che Aprilia mette a disposizione del pilota. Per me sara’ una grandissima sfida imparare a sviluppare la moto e farla crescere. Tutti vogliono vincere e tutti partono per vincere, ma il mio primo obiettivo sara’ capire la moto e migliorare costantemente le mie performance. Credo che abbiamo gia’ preso la direzione giusta nello sviluppo, ora l’obiettivo e’ proseguire in questa direzione e crescere insieme alla moto”. Comprensibile la scelta di affidare una moto ad un pilota di prestigio quale e’ il Campione SBK della BBS, eppure un poco di rimpianto per un’accoppiata tutta italiana e’ spiegabile, forse i nostri giovani Badovini e Scassa non avrebbero deluso.

La stagione 2010 entra nel vivo, presentazioni e test al via.

L’Europa e’ tuttora preda del grande freddo che sta caratterizzando un inverno che si consuma fra molte incertezze ed altrettante speranze. Una situazione si puo’ leggere anche nel succedersi delle vicende che caratterizzano il mondo della moto. E’ di tutta evidenza che gl’addetti ai lavori sono ancora alle prese con una congiuntura economica, tuttora complicata. Il prezzo piu’ alto paiono pagarlo alcuni campionati nazionali importanti, ma anche le manifestazioni a dimensione mondiale non ne sono indenni. Le prime, e consuete, attivita’ d’inizo stagione sono le presentazioni ed i primi test, fasi iniziali dalle quali si possono trarre le prime concrete indicazioni.

A scendere in pista per primi sono piloti ed i team del circus mondiale ‘Superbike & Supersport’. Pare esserci ancora qualche problema per alcune squadre di privati,anche italiani, fanno fatica a completare il budget. Il prossimo fine settimana, la gran parte dei protagonisti dei due importanti eventi, si ritrovera’ sulla pista portoghese di Portimao per la prima tornata di test ufficiali. Sabato la Infront Motor Sports presentera’ ufficialmente la stagione e saranno ufficializzate le entry list. C’e’ curiosita’ per verificare se sara’ stata “recuperata” una presenza italiana piu’ consistente rispetto a quella che si e’ potuta fino ad ora accertare.

La MotoGp si ritrovera’ in Malesia, mentre i prototipi della Moto2 (ancora, tecnicamente, piuttosto estemporanei non disponendo di motori omologati) si incontrano con frequenza crescente, in particolare, sulle piste spagnole. Le incertezze sono inerenti la�definizione delle regole da completare e la partecipazione della squadra italiana SB (devono essere fugate molte perplessita’); per il resto tutto come e’ detto e scritto nel lungo dopo mondiale 2009. Ovviamente incertezze maggiori ci sono per gran parte delle classi di ‘complemento’: Moto2 e 125GP.

In Italia lo staff FMI, guidato da Alfredo Mastropasqua, ha presentato il progetto velocita’ messo a punto per programmare il futuro, almeno a medio termine, del settore velocita’.

Il pacco e’ stato confezionato con cura e presenta aspetti interessanti, anche perche’ supplisce all’approssimazione o all’immobilismo, di gran parte della struttura periferica. Qualche interrogativo permane, sempre a causa dell’apatia (nella ricerca dell’approfondimento e della chiarezza) che caratterizza molti degli addetti, per quanto riguarda l’applicazione di alcune delle decisioni che sono state ufficializzate. Regolamenti tecnici in primis. come la gestione sportivamente piu “morale” dei pneumaci dove e’ imposta la monogomma.

E’ molto significativo l’intervento attraverso il quale, come era gia’ apparso chiaro dai calendari, sara’ gestita, o controllata, l’organizzazione di tutte le formule: per titoli e/o per l’impostazione. Non c’e’ una ricerca di qualificazione dell’apparato federale, ma una scelta di accentramento del controllo di tutti gl’eventi che caratterizzano l’attivita’ nazionale. Prendendo in esame le ripartizioni settoriali delle proposte per le ‘ruote alte’ si possono ricavare interessanti considerazioni.

CIV – Positivo l’incremento di una gara attraverso un evento che prevede due partenze, sperabile che possa essere un punto di avvio per impostare in nostro campionato nazionale come gia’ lo sono altri imposti quelli di Inghilterra, Germania e Australia.

Positiva la riduzione della percentuale di scarto per�assegnare il tempo di qualifica, anche se i differenziali restano intorno agli 8/9 secondi su piste come il Mugello. Una decisione che dovrebbe favorire la scelta pro qualita’, scoraggiando i piloti piu’ “fermi”, ma con risorse economiche adeguate per ‘levarsi la voglia’ di gareggiare nella massima espressione agonistica nazionale. La promessa di una gara di ‘consolazione’ rischia di non scoraggiare adeguatamente gl’insufficienti che, per ragioni economiche, li si vorrebbe comunque presenti nella start list. Il loro contributo alla gestione economica merita considerazione? Da capire come sara’ organizzata e collocata la gara in programma gia’ piuttosto pieno.

Meno positivo il taglio del 50% del monte premi riservato ai piloti (10mila euro) per i quali nessuno pare aver chiesto delucidazioni; vero e’ che i costi sono rimasti sostanzialmente fermi, come tutta la dinamica dei costi nazionali. Si ha l’impressione che il contenimento possa essere finanziato dai tagli a danno anche dei piloti. L’incremento del monte premi nel 2009 (+ 80mila euro) era stato un punto di forza del programma di cambiamento della FMI. Ora si va sotto all’importo disponibile nel 2008.

In molti avevano sperato che la gestione FMI potesse, fra i riscontri positivi attesi, determinare anche il ritorno della Clinica Mobile nel paddock del CIV. In assenza di info in merito si deve desumere che, anche per la imminente stagione, non sara’ presente l’importante struttura. Caratterizzata anche dal ‘patrocinio’ federale,ormai opera sui circuiti dove a gareggiare sono solo pochi piloti italiani.

Bene anche l’ipotesi di contributi ai piloti migliori e piu’ giovani, sara’ importante operare scelte molto trasparenti per evitare i malumori che hanno fatto seguito a precedenti interventi similari.

Migliore il progetto relativo alla visibilita’ in TV, anche se si possono prevedere mugugni per la ripartizione delle classi ai due net-work interessati; Nuvolari (sempre necessario l’abbonamento a Sky) o Sport Italia (visibile anche sulla piattaforma digitale). In ogni caso un bel passo avanti (se sara’ confermato)�rispetto alla scorsa stagione. Un progetto che resta molto impegnativo.

Destare qualche perplessita’ la motivazione adotta per giustificare la poca attenzione per la Moto2, per i piloti italiani che andranno a gareggiare in Spagna e gli addetti ai lavori che dovranno investire per reggere la concorrenza estera non e ‘certo la migliore delee scelte. Bastera’ una stagione per dire se, chi ha sperato che la FMI si rendesse protagonista di un’iniziativa avanzata, aveva visto giusto.

Una ultima considerazione tratta dai report relativi alla presentazione di Verona e’ relativa alla norma per il�rilascio dei nulla osta per le gare internazionali titolate. Fosse vero che, finalmente, si procedera’ premiando solo il merito, evitando imbarazzanti situazioni come e’ accaduto la scorsa stagione quando alcuni piloti sono passati dai trofei monomarca alle gare mondiali. Solo una questione di risorse finanziarie disponibili, non sportive.

COPPA ITALIA: Resta il solito trofeo monomarca Aprilia, difficilmente l’inserimento, a margine, della 250 4T cambiera’ la situazione. Un trofeo che porta un titolo importante quale “Coppa Italia” non dovrebbe essere un contenitore di manifestazioni promozionale piu’ ampio? Fondamentalmente la prestigiosa sigla pare essere utile ai promotori dei trofei monomarca che, non potendo entrare nel CIV, possono vantare l’abbinamento come un titolo di prestigio, ampliandone il valore e la reale validita’.

COPPA FIM: Una sigla che comprende e completa il ciclo di manifestazioni promozionali piu’ disparate, sostanzialmente organizzati da strutture espressione di societa’ derivate da club e operatori diversi.

FEMMINILE: La proposta che e’ stata elaborata per le ragazze sa molto di ‘contentino’ perche’, lasciate per tutta la stagione sparse in vari trofei, dove e’ probabile possano essere relegate a ruoli molto marginali, fatte salve le solite eccezioni, per poi riunirle a fine stagione per un happening che assegnera’ un titolo da bacheca, poco utile per fare promozione, meno ancora per tentare di organizzare un percorso sportivo.

IN GENERALE: Team e piloti sono, in questo periodo, impegnati nella definizione degli accordi, anche se la FMI assicura di voler contrastare il sistema che obbliga i piloti ad essere portatori di ‘dote’ per avere una guida, cosi vanno le cose, un trend che nell’immediato (forse nemmeno nel medio termine) perche’ correre in moto costa tanto e ben poco e’ stato fatto per canalizzare risorse economiche verso in favore dei praticanti. Forse e’ anche tempo di riconsiderare l’organizzazione e la gestione delle squadre.

Squadre che, almeno per una parte, sono in impegnate nei test (costosi), organizzati su piste lontane (spagnole) per la messa a punto dei mezzi e la preparazione dei piloti. Il tutto nell’attesa di conoscere consistenza e qualita’ delle start list del CIV e dei trofei. I protagonisti della stagione 2010.

PAUSA: Temi che saranno ripresi, per quanto riguarda questo blog, dalla seconda settimana di febbraio. Avendo fatto la scelta di vivere le vicende della moto da ‘osservatore’ esterno, con passione,ma fuori dalla mischia, sara’ piacevole scoprire alla ripresa (grazie anche agli amici che sono prodighi d’informazioni) quanto sara’ accaduto. Ora e’ tempo di svernare al caldo.

Dainese a “tutta Tunisia”, rammarico e perplessità per il decentramento della produzione.

Sta montando la querelle relativa alle vicende aziendali che riguardano un importante marchio italiano. Digitando ‘Dainese’ su qualunque motore di ricerca internet le notizie piu’ recenti non sono molto belle. Anche sulle pagine economiche di molti giornali italiani ci sono notizie che riguardano il gruppo Dainese (produzione tute e abbigliamentto per motociclisti e caschi AGV) per annuciare che l’azienda spostera’ (delocalizzera’?) la sua produzione in Tunisia e in Veneto lasciera’ solo i settori design, nuovi prodotti e modelli selezionati. Dunque un’altro duro colpo per il settore moto del nostro paese, perche’ la griffe e’ importante, ma reggera’ nel tempo con l’immagine (vera) di prodotto italiano? In Tunisia l’azienda veneta e’ gia’ attiva con uno stabilimento che occupa 500 addetti, non sorprende piu’ di tanto la decisioni di oggi, sono i programmi di ieri che forse era bene prenferli piu’ sul serio agendo di conseguenza.

Qualche giornale ha accostato questa vicenda a quella Yamaha dove, dopo mesi di serrato confronto con un folto gruppo di dipendenti e’ stato trovato l’accordo attraverso la cassa integrazione, di fatto una sospensiva a tempo dei licenziamenti. Il collegamento lo ha trovato nel fatto che entrambe sono interessate a Valentino Rossi -”La crisi colpisce le tute di Valentino Rossi” – ad esempio titola Il Resto del Carlino. Critiche, molto velate, affiorano per i costi che le operazioni di affiancamento a certi campioni richiedono e qualcuno pare domandarsi: “… in tempi di crisi come quelli che attraversiamo certi investimenti sono ancora giustificati?” La situazione impone realismo, Dainese, e’ certo che anche il mondo sportivo espresso in ambito motociclistico dovra’ rivedere�la gestione di molte operazioni, magari in attesa di tempi migliori. Pare che l’azienda veneta non abbia gradito il modo con il quale alcuni organi di stampa hanno trattato la vicenda, ma non e’ questo il tempo per esibire “code” di paglia. Probabilmente, come e’ accaduto con Yamaha, sull’argomento leggeremo ancora molto.