Ayrton Badovini

Ayrton Badovini e’ uno dei migliori piloti italiani che ha sempre dovuto “guadagnarsi” il risultato a prezzo di rilevanti sacrifici, e la cui vita sportiva e’ stata determinata da eventi o incontri casuali. Per le qualita’ che possiede avrebbe meritato il successo che sta conquistando nel 2010 molto prima. Come tanti molti ragazzi ha incontrato la moto da bambino, con quelle minimoto che troppo spesso sono sottovalutate da chi (FMI) dovrebbe avere tutto l’interesse a curarle con attenzione e passione. A sette anni Ayrtom ha conquistato il titolo di Campione d’Italia poi, egli anni successivi, resto’ in vetta alle classifiche diventando, diverse volte, vice campione nazionale e dividendo vittorie con piloti come Simoncelli, Dovizioso, Corsi e Pasini.

Nel 2001 approdo’ alle ruote alte partecipando all’Aprilia Challenge, un campionato che in quest’ultimo decennio e’ mancato molto al motociclismo italiano. Il ragazzo di Biella, dove e’ nato nel 1986, ha gareggiato nella classe 125, terminando al quinto posto assoluto e terzo miglior esordiente. Un buon risultato utile per fargli guadagnare, nel 2002, la guida di una Ducati 748 nell’omonimo monomarca. Una stagione coronata da quattro pole position e due vittorie e conclusa con terzo assoluto e primo Under 23, pur potendo partecipare alla prima gara essendo ancora sedicenne, di pochi mesi sotto l’eta’ minima per gareggiare.

Nel 2003-2004 fece esperienza sui tracciati internazionali partecipando al Campionato Europeo Superstock 1000 in sella alla Ducati 999s, fino al 2005 dove ha guidato la MV Agusta F4 1000, partecipando Coppa del FIM chiudendo la stagione 12cesima posizione.

La stagione 2006 cambio’ team, ma sresto’ empre in sella alla MV Agusta F4 1000r per partecipare ancora alle gare della Coppa FIM Superstock 1000. Una stagione ottima, con sei podi consecutivi nelle prime sei gare ed un ottimo quarto posto finale.

Il 2007 fu una stagione poco fortunata; partito per 8 volte in prima fila e con diverse pole position, non gli riusci di conquistare nessuna vittoria, fu costretto sempre a “litigare con la malasorte “, con ritiri per guasti meccanici, oppure cadute senza colpa.., purtroppo fu una stagione da dimenticare.

Nel 2008, il passaggio al Campionato del Mondo Superbike in sella ad una Kawaski. L’inserimento, per 5 volte, fra i piloti partecipanti alla superpole ed i piazzamenti ripetuti in zona a punti, spesso anche come primo delle Kawasaki al traguardo, gli fece guadagnare buona considerazione. La migliore prestazione a Monza; in gara uno, dove per noie meccaniche dovette ritirarsi a pochi giri dal termine mentre si trovava nella top ten della corsa. Rivincita immediata in gara due con un ottimo nono posto conquistato davanti al pilota ufficiale della Kawasaki.

La stogione 2009, preparata con entusiasmo non ha corrisposto alle attese. Difficolta’ di budget del team non hanno consentito di effettuare i test precampionato. A seguire, nella sola giornata prove organizzata in Italia, su un tracciato di 1700m una caduta e la frattura di una spalla hanno imposto uno stop. Alla prima gara, ancora una caduta, forse figlia della scarsa preparazione, con la rottura del malleolo esterno del piede sinistro e l’impossibilita’ di gareggiare. Alle seconda gara due ritiri per noie tecniche. A Valencia ancora una caduta sulla parte dove gia’ si era procurato due fratture in via di guarigione. Ma il colpo basso lo ricevette dal team con sospensione dalla squadra a causa delle difficolta’ economiche team. Il fermo in Superbike fu superato con la partecipazione al Campionato del Mondo Endurance, un’esperienza coronata da uno splendido secondo in Germania. Il desiderio di rientrare nelle gare di velocita’ era prevalente, riusci di coronarlo grazie all’offerta per guidare un Aprilia ufficiale nelle gare finali della Coppa FIM Superstock 1000 di Imola e Magny Cours. La fiducia fu ripagata con la pole position, giro veloce in gara, nonche’ record della pista di categoria, e vittoria sono stati i risultati del gran premio a Imola, vittoria poi pero’ cancellata per un’irregolarita’ tecnica alla bulloneria di sostegno della carenature della moto. Un’ingenuita’ del team, poco influente sul risultato ma vietata dal regolamento. A Magny Cours, conquisto’ la prima fila, purtroppo non concluse la gara per una scivolata ad un giro dalla fine, mentre era in lotta per la terza posizione. Ma aveva dato ampie dimostrazioni delle sue capacita’.

Nel 2010 e’ storia di oggi, la sua ennesima partecipazione alla Coppa del Mondo FIM Superstock 1000 e’ stata favolosa, coronata da una cavalcata straordinaria in sella alla BMW ufficiale. Sette pole position, sette vittorie, giri veloci e punteggio pieno, Titolo conquistato con tre gare d’anticipo. Ora e’�sarebbe tempo che a questo straordinario pilota fosse data la possibilita’ di gareggiare in Superbike con una squadra ed una moto in grado di assecondare le sue qualita’ e le aspirazioni che cova

Imola, 09 agosto, l’ultimo saluto per un “cantore” del motociclimo italiamo

Tanti gli amici del motorismo italiano e non. A cominciare dai colleghi del Carlino, il suo giornale, e degli altri quotidiani, televisioni e riviste dove comunque lui, Ezio Pirazzini, era diventato un mito. Il funerale di ‘Pirezio’, il cronista scomparso venerdi mattina a 86 anni. Un ultimo saluto come lui lui avrebbe voluto cosi, avrebbe voluto che fosse. Stamani, pur nel dolore di un’assenza pesante, tutti hanno ricordatoo il sorriso e i mille colori di Pirazzini mentre vicini, o idealmente, si stringeranno alla moglie Alba e alla figlia Gabriella. Le esequie si sono tenute nlla chiesa di Santa Maria dei Servi in piazza Mirri. Pirazzini non ha limitato il suo interesse solo alle auto o moto, ha collaborato con i piu’ importanti quotidiani e settimanali sportivi italiani. Come inviato ha seguito 5 Olimpiadi: Londra 1948, Helsinki 1952, Melbourne 1956, Roma 1960. EraMonacopresente anche a Monaco di Baviera nel 1972, quando i Feddayn attaccarono il Villaggio Olimpico, un eventoche Pirazzini ha raccontato in un libro-reportage. Uno dei tanti che ha scritto. Lo ricordano ancora presente in tantissimi autodromi per seguire migliaia di gare di moto e di auto. Era uno dei giornalisti apprezzati e stimato anche da Enzo Ferrari come dai tanti dei protagonista di oltre mezzo secolo di storia del motori. Il suo interesse per i “fatti” della vita lo ha portato a coltivare molti interessi, anche non sportivi. Ci restano i suoi libri. Li conserveremo con cura perche’ testimonieranno un tempo indimenticabile. Ciao Ezio! La motivazione per l’assegnazione della medaglia d’oro dell’Ordine dei giornalisti dell’Emilia Romagna.

Ezio Pirazzini
E’ nato ad Imola dove ha continuato a vivere sempre, girando il mondo. Prima redattore poi inviato speciale de il Resto del Carlino, ha collaborato con tutti i piu’ importanti quotidiani e settimanali sportivi italiani. Ha seguito, fra l’altro, cinque Olimpiadi dal vivo (Londra 1948, Helsinki 1952, Melbourne 1956, Roma 1960 e Monaco 1972, quella dell’attentato dei Feddayn cui ha dedicato un libro – reportage). Ha intervistato i piu’ noti personaggi e non soltanto sportivi (alle Universiadi di Mosca riusci a conversare con Arafat) gli sono servite per addentrarsi nei piu’ difficili meandri della narrativa. Con i suoi scritti ha inteso anche raccontare una storia di costume attraverso lo sport. Tanti i riconoscimenti, dal Premio USSI a Leader d’Opinione 1973, dal “Severo Boschi” al Due torri d’oro, al “Bancarella sport” come finalista

Ezio Pirazzini è deceduto oggi a 86 anni nella sua Imola. Un pensiero per un indimenticabile Amico.

L’uomo che con Lino Pizzo, Giambattista Marcheggiani e Pino Allievi, ha raccontato un pezzo la storia del motociclismo italiano e mondiale piu’ “romantico”, e’ deceduto oggi, dopo una lunga malattia. Molti piloti sono stati raccontati e gratificati dai suoi articoli, molti miti sono stati alimentati dal suo modo di raccontare lo sport non ancora preda delle immagini TV. Il motociclismo del nostro tempo offriva due scelte per viverlo: o c’eri a bordo pista o te lo raccontava lui, meglio loro! Lui aveva inventiva, fantasia e come gl’altri metteva tanta umanita’ nei suoi racconti con tutti, campioni e non. Anche la Bimota ha goduto sue amichevoli attenzioni. Ho avuto il piccolo previlegio di essergli amico, mi ha regalato molti dei suoi libri che conservo sulla mensola alle mie spalle nello studio. Come ho scritto poco tempo fa su Facebook, nello spazio del “La Rumagna de Mutor”, su uno dei quei volumi, Storia dei motomondiali – I giorni del Coraggio, mi ha lasciato una dedica: Al caro Morri “mondiale” di motociclismo e nei sentimenti“. Una testimonianza di stima e affetto che frequentemente mi capita di andare a rileggere. Oggi sei partito per un viaggio verso lidi da ciascuno di noi immaginati, ma sono certo che ci ritroveremo sulle strade di quel mondo, che spero migliore, per fare qualcuna delle lunge chiacchierate che hanno caratterizzato i nostri rapporti e nelle cene post gara o paddock di tutta Europa. Alla tua famiglia va il cordoglio piu’ fervido, a Te il piu’ semplice dei commiati: arrivederci Amico carissimo!

Renzo Pasolini e Jarno Saarinen – 20 maggio 1973 – il tragico incidente

Renzo Pasolini e Jarno Saarinen, sono stati piloti molto amati nel secolo scorso, il loro nome e’ tuttora citato spesso nei discorsi fra appassionati della motovelocita’. Domenica 20 maggio 1973, una calda giornata primaverile l’autodromo di Monza ospitava il Gran Premio delle Nazioni, erano le ore 15,31 e appena dopo il via della classe 250, due Campioni imboccarono l’ultima curva della loro vita terrena. Alla “curva grande”, Renzo Pasolini (35 anni) e Jarno Saarinen (28 anni) persero tragicamente la vita. Un groviglio pauroso di uomini e moto, in totale furono 17 piloti coinvolti e feriti lo furono anche Villa, Giansanti, Kanaya, Mortimer, Jansson, Palomo. I finlandese Jarno Saarinen, era l’astro del motociclismo mondiale, a Monza si apprestava a conquistare il titolo mondiale della classe 250 dopo tre vittorie consecutive. Per il riminese era la corsa del riscatto, dopo stagioni sfortunate la Harley Davidson bicilindrica 2T, raffreddata ad acqua, poteva diventare un mezzo capace fargli conquistare i traguardi che aveva dimostrato di valere. Poteva accadere, lo aveva dimostrato durante la mattinata nella 350 rimontando a oltre 200 km/k 10 secondi a Giacomo Agostini, fermato solo da un principio di grippaggio sul finire della gara. Piu’ volte “Paso” aveva dovuto fare i conti con la iella che quel pomeriggio gli tese l’ultimo agguato. Chi seguiva le gare in TV, commentate da Poltronieri, comprese anche da casa dalla cappa di silenzio scesa sui 100mila presenti nel parco della Villa Reali di Monza, vedendo i piloti tornare “contromano” verso la linea di partenza, che si era consumata una grande tragedia. Saarinen era deceduto sul colpo e la notizia fu immediata, Pasolini fu dichiarato gravissimo ma vivo prima di fermare il collegamento. A Rimini quella domenica si giocava una partita di calcio importante, ma quando le radioline diffusero la notizia che il Campione concittadino era deceduto il pubblico ammutoli e i giocatori, ignari di quanto stava accadendo apparvero disorientati. Quel giorno la Juventus vinse il campionato di calcio, ma in una terra dove la squadra torinese conta molti tifosi non ci furono festeggiamenti, c’era posto solo posto per il dolore. Un dolore che la citta’ avrebbe testimoniato nei giorni successivi. Prima d’allora mai tanta gente si era schierata lungo i cinque chilometri che dividono la chiesa della “Colonnella” dal cimitero. Mai piu’ e’ accaduto. Rimini rese onore al suo campione come grande avversario finnico che lo aveva accompagnato nell’ultimo tragico giro di pista. Da allora “Paso” riposa in un piccolo mausoleo di famiglia eretto dalla famiglia in unione con gli amministratori della citta’ ed il Moto Club che porta il suo nome. Onore, perpetuandone la memoria, a due “Cavalieri del Vento”, come sono stati definiti i piloti in una pubblicazione di un club del “La Rumagna de Mutor”!

Roberto Tamburini

Roberto Tamburini e’ nato a Rimini – Rivazzurra – il 15 gennaio 1991

E’ stato un grande protagonista fin da ragazzino quando, con la minimoto, vince il primo titolo nazionale a nove anni ed a 10 fa suo il primo alloro continentale. Lascia la categoria a fine 2003 con un palmares ricco di tre titoli di Campione d’Italia e altrettanti di Campione d’Europa. A tredici anni passa alle moto “con le ruote alte” nella 125Gp.

Si affida al team del riminese Massimo Mattoni, partecipa al CEV (campionato spagnolo) e coglie un ottimo 11cesimo titolo finale. Nel 2005, sempre nella competizione che assegna il titolo iberico, si classifica al sesto posto. Matteoni lo promuove fra i piloti della sua squadra impegnata nel motomondiale, presentando la sua squadra ad inizio stagione si spendeva per Roberto con un significativo commento: “Sono convinto che Roberto sia il giovane piu’ promettente del nostro vivaio. In varie occasioni ha dimostrato di possedere i numeri per emergere, come in occasione della prova del CIV a Misano dove ha dominato la gara con la naturalezza e la classe tipica dei campioni, la mia convinzione e’ quella che nel 2006 Roberto possa essere la vera sorpresa del campionato”. Il compagno di squadra nel 2006 e’ stato Alex Baldolini. Il Mattoni, Marco Melandri, Manuel Poggiali, Alex De Angelis, Mirko Giansanti, Toni Elias e Marco Simoncelli.

Roberto non ha avuto fortuna nei due anni vissuti nel motomondiale. Ha preso parte a 33 gare e non conquistato punti. Non colto subito dei risultati eclatanti e i riflettori si sono spenti rapidamente sul promettente ragazzo riminese che, con meno di 17 anni ha lasciato il circus iridato a fine 2007 dopo la gara disputata a Motegi, caratterizzata da una spettacolare caduta a dispetto delle buone prestazioni nelle qualifiche.

Un momento difficile, ma il suo futuro era gia cominciato mentre era in fase conclusiva l’esperienza iridata. Aveva incontrato Stefano Morri (altro riminese), ex pilota e contitolare della Bike Service, ma anche team manager dell’omonimo squadra corse. Il prestito di una moto per prendere confidenza con le potenti moto 4T fu il primo passo, fatto solo in amicizia e con stima reciproca.

Stefano non ha forzato il ragazzo, solo quando questi (famiglia compresa) si rese conto che non sarebbero arrivate chiamate, gli ha proposto un progetto che prevedeva un approccio molto serio (soft) a formule che il giovane pilota non conosceva. Un suo commento: “Sono di Rimini e mi fa molto piacere aiutare un giovane della mia citta’. Roberto deve ritrovare fiducia dopo le amarezze del mondiale. A novembre gli hanno chiuso la porta del Mondiale 125 ora noi gli apriamo quella dell’universo 4 Tempi. Il suo primo approccio con la nuova realta’ avverra’ in modo graduale con la partecipazione al Trofeo Yamaha, un campionato che ha lanciato in questi anni molti giovani. Appena avra’ maturato la necessaria esperienza potra’ salire su una Supersport”.

Contratto con il Bike Service per la stagione 2008, la squadra che aveva lanciato Massimo Roccoli, portato Diego Giugovaz al titolo europeo e rilanciato altri piloti fra i quali Ivan Goi, Gioele Pellino e che era protagonista del CIV con Danilo Marrancone.

Nel 2008 l’esordio con la Yamaha R6 nel trofeo R6 Cup che vedeva in gara 150 pilot. Tamburini ha saputo farsi valere con prestazioni alterne ed ha concluso la stagione con una vittoria nella Silver Cup6. Prende progressivamente confidenza con le moto 4T, in particolare impara ad utilizzare il freno motore modificando il comportamento in staccata. E’ un pilota istintivo ed molto bravo ad interpretare le gare.

Considerato maturo nel 2009 e’ passato al CIV nella neonata Stock 600 dove dopo una partenza incerta a causa di fattori ambientali, ha poi colto la prima vittoria il 23 agosto ha vinto la sua prima gara del CIV Superstock 600 sulla pista di Misano. Conquista altri podi ed il terzo posto finale e disputa due belle gare in qualita’ di wild card nel campionato europeo. Stefano Morri lo premia, convinto che il ragazzo ha raggiunto la giusta maturita’, affidandogli una Supersport che la squadra ha utilizzato durante la stagione. Esordio vincente sulla pista di Vallelunga.

Si sta preparando per disputare una bella stagione 2009, partecipera’ al Campionato Italiano (CIV) 2009 gareggiando nella classe Supersport con le Yamaha R6 e, con la squadra spere di avere chance per essere wild card nelle tre gare italiane. Obiettivo: occhi puntati sul podio tricolore!

Stefano Cruciani

Stefano Cruciani e’ nato il 25 maggio 2009 a Macerata, coetaneo e corregionale (marchigiano) del pesarese Valentino Rossi, il pilota che ha dominato l’ultimo decennio nel motomondiale. La storia sportiva di Stefano si e’ incrociata, agli inizi, con quello “dottore” che, sul suo sito, racconta la conquista del suo primo titolo “confessando” quel che tutti hanno saputo … e taciuto: cioe’ che il suo primo titolo di fatto spettava a Stefano. Nel 1994 il Campionato Italiano Sport Promotion fu assegnato al termine di una vicenda contrasta che, iniziata in pista, si concluse nelle stanze della FMI in viale Tiziano a Roma. Sulla pista di Misano, al termine di una gara “tirata” aspramente fin sul traguardo con una toccata alla “brotapela” il titolo se lo era aggiudicato il maceratese. Inevitabili le polemiche, Cruciani fu squalificato dal D.G. Campana e riammesso dalla CTSN, l’ordine d’arrivo non modificato dalle presunte scorrettezze lo fu per una “incredibile” squalifica di Dellino, compagno di Valentino, per irregolarita’ tecniche (era stata scollegato il contatto con il motorino d’avviamento). Una squalifica consenti al pescarese di mantenere su Cruciani un minimo vantaggio sufficiente per aggiudicarsi il titolo. Stefano, con meno carisma rispetto al corregionale, non ha avuto una carriera facile, i suoi primi passi sono strati seguiti da Maurizio Sbaffoni dinamico presidente del Moto Club Sarnano che si era battuto con tanta rabbia per non piagarsi ad una ingiustizia mai provata, ma tanto sospettata. Purtroppo Stefano non seppe conservare quel rapporto d’amicizia ed ha vissuto diverse stagioni non al livello delle sue effettive potenzialita’. Ha fatto delle esperienze a livello internazionale nella 125 gp, ma tutte con poco costrutto. Il primo titolo importante, Campione d’Italia S.P. Oltre 600, lo conquista nel 2000. Si ripete nella classe Supersport (con autorita) nel 2001 con le Yamaha del Team Italia / Lorenzini by Leoni. Non rivince il titolo nel 2002 al termine di una stagione per certi versi trionfale, con tre successi ed un secondo posto, ma penalizzato da una squalifica tecnica a Vallelunga alla fine e’ “solo” secondo ed a fine stagione conclude la collaborazione con il team mantovano. Passa alla Kawasaki con la squadra di Bertocchi e nel biennio 20003/04 non ottiene risultati significativi. Si ripropone pero’ ai vertici nazionali nel 2005 con il terzo posto finale nella classe Supersport, sempre in sella alla “verdona” del team di Bulega. Nel 2006 passa alla Honda ma non gli riesce de entrare nella top ten (11) nazionale della “sua” classe Supersport. Nel 2007 si ritrova e conquista il titolo di vicempione alle spalle di Massimo Roccoli. Cambia categoria nel 2008, va in Superstock 1000 con la Ducati del Team Stop and Go e conquista il terzo posto vincendo anche la gara conclusiva. Nel 2009 torna sul gradino piu’ alto del podio, aggiudicandosi con chiara superiorita’ il titolo della Superstock 1000. Titolo che non puo’ difendere nel 2010, ha superato il limite d’eta’ imposto dalla FMI per la classe (30 anni mentre nella Coppa FIM il limite e’ fissato a 27 anni) Superstock 1000. Al termine della stagione, molto amareggiato, Stefano ha fatto intendere d’essere disposto a tornare a fare il piastrellista con il padre se non trovera’ una “guida” dignitosa. La merita e l’auguro e’ di trovare una sistemazione che gli consenta di restare protagonista del CIV e, magari, di puntare alla conquista di un podio iridato, lo meriterebbe per segnare un altro + nel palmares di una bella carriera, ma, ne siamo convinti, non all’altezza delle sue ottime qualita’.

Massimo Roccoli

Massimo Roccoli e’ nato a Villa Verucchio nell’entroterra di Rimini, il borgo nuovo di Verucchio borgo vecchio, il cui maniero, insieme a quello di Montebello che lo fronteggia, domina la valle che porta al Montefeltro.� Massimo e’ nato il 27 novembre 1984, il papa’ lo ha messo su una minimoto a soli 4 anni dove ha vinto tante gare, a 15 anni (1999) si e’ aggiudicato il titolo di Campione d’Italia nella classe Senior. Nello stesso anno fa le prime esperienze agonistiche con le “ruote alte” in sella ad un’Aprilia RS 125 nel Challenge Aprilia e vince la prima gara.

Un ragazzino minuto ma sempre molto determinato che si avvia verso la stagione 2000, quella della svolta partecipando nella parte finale al Trofeo Inverno sulla pista di Binetto. Guida un’Aprilia RS 250 in versione Challenge; la moto e’ messa a disposizione da Stefano Morri che diventera’ poi il suo mentore e lui lo ripaga con una vittoria.

Nel 2001 entra nel neo costituito Team Bike Service organizzato da Stefano Morri e Damiano Evangelisti per supportare Massimo e Robertino Lunadei. due riminesi. E’ una gran bella stagione che vede vincere gare nel Challenge Aprilia ed in altri trofei nazionali.

Nel 2002 decide di fare il salto nella Supersport con una Kawasaki ma non vive una stagione significativa.

Nel 2003 ritorna nel Bike Service Racing Team, si rivela grande protagonista del Trofeo Yamaha R6, conquista i titolo al termine della stagione a suon di primi posti. Stefano Morri lo premia accordandosi con i responsabili del Team Lorenzini by Leoni per farlo gareggiare con la Supersport nella Mototemporada, e lui si aggiudica la gara.

L’anno successivo (2004) rientra nel Campionato Italiano Velocit� dove aveva esordito con poco successo nel 2002. Corre ancora per i colori del Bike Service Racing Team in sella ad una Yamaha R6 della squadra riminese. Stagione esaltante, che stupisce il mondo della velocit� nazionale. Massimo regala a se stesso ed alla squadra il terzo posto assoluto nel Campionato Italiano Velocit� (CIV) vincendo due gare e con un terzo posto, risultati valorizzati dalla conquista di tre pole position.

Il Team lo fa esordire come wild card in tre gare del Mondiale Supersport (Misano, Monza e Magny Cours); Roccoli li ripago’ conquistando i primi punti iridati classificandosi sempre ai limiti della top ten. Occasionale partecipazione anche al Campionato Europeo SuperStock 1000 nel round di fine stagione a Imola, gara conclusa con un sorprendente 4� posto.

Nel 2005, grazie anche alle buone relazioni fra i responsabili di Stefano e Damiano con Vanni Lorenzini entra nella squadra che corre con i colori del Team Italia. La classe dove lo destinano e la Superstock 1000 in sella ad una Yamaha R1 per partecipare al “quasi” campionato del mondo. Il ragazzo di Villa Verucchio parte alla grande con tre podi (vittoria nella seconda gara) ed il quinto posto finale. Il team lo gareggiare anche nella Superbike dove conquista un punto, ma i tempi non erano maturi; un’accelerazione che forse lo ha penalizzato nella classe dove e’ stato comunque un grande protagonista. E’ ancora vivo il ricordo delle lotte serrata con il pilota turco Ken Sofuoglu.

Nel 2006 torna nella classe Supersport, sempre con il Team Lorenzini by Leoni con le insegne del Team Italia.Conquista il primo titolo tricolore della classe, con una vittoria, tre secondi posti ed una ultima gara da “infarto”, si aggiudica il campionato precedendo il compagno di squadra Luca Vizziello.Nel Campionato del Mondo conquista un bellissimo sesto posto vincendo la gara di Misano; il primo trionfo iridato arriva sulla pista di casa. Il piazzamento finale lo consegue con una nutrita serie di piazzamenti in zona punti ed e’ il migliore dei piloti italiani.

Nel 2007 Massimo conferma la sua presenza nei campionati Supersport, una classe che lo vedra’ in veste di nelle stagioni a seguire. Rivince il Campionato Italiano con uno straordinario “filotto” di risultati: 4 vittorie e 2 secondi posti.Ancora sesto nel mondiale con un podio (quarto), risultando sempre il migliore degli italiani.

La stagione 2008 la FMI ritira l’appoggio al suo team mantovano di Lorenzini, Massimo ripaga la fiducia rinnovata conquistando il terzo titolo consecutivo di Campione d’Italia Superpost. Un successo che arriva al termine di un campionato incredibile. Vince 4 gare e fa un secondo, ma non partecipa alla gara di Vallelunga per un disguido regolamentare non considerato dalla squadra. Il suo piu’ tenace avversario e Danilo Marrancone il pilota della squadra del suo dell’amico e mentore Stefano Morri, prende un vantaggio di 25 punti, ma getta al vento la grande opportunita’ cadendo nella gara di Misano mentre stava lottando per la vittoria in quella gara con Massimo. Nel mondiale e’ dodicesimo preceduto da Nannelli e Vizziello dopo una stagione iridata meno efficace rispetto alle precedenti.

Il 2009 si caratterizza per cambiamenti importanti nell’organizzazione della carriera di Massimo. Al termine della stagione 2008 lascia il team dove ha militato per quattro anni, per un breve tempo pare trovare delle difficolt� a definire un ingaggio con una buona squadra. Alla fine si accasa con un Team della Repubblica Ceca, il KL Intermoto Czech. Lascia anche la Yamaha R6 per la Honda CBR 600. Una scelta che lo obbliga a dare forfait nel campionato italiano. Cede il titolo senza poter lottare. Nel mondiale centra la top ten con il decimo posto, al termine di una stagione che lo riporta sul podio iridato (terzo a Misano) e con buoni piazzamenti, ma anche con qualche caduta di troppo mentre lottava con i primi come a Imola.

Nel 2010 gareggera’ ancora con il team Intermoto, con l’augurio di contare su una Honda sviluppata a livello di quella della squadra olandese Ten Kate, partirebbe alla pari con Michele Pirro che gli e’ succeduto nell’albo d’oro del tricolore. In ogni caso non potra’ riproporsi nel CIV, ma ormai il suo obiettivo dichiarato e’ quello di puntare, in tempi brevi, ai vertici della competizione iridata. Sulla moto porta da sempre il numero 55, un omaggio che massimo riserva al suo mentore Stefano Morri che quel numero’ utilizzo per gareggiare degli anni anni ‘80/90

Tifosi ed appassionati seguono il Campione romagnolo attraverso facebook: http://www.massimoroccoli.com/

Michele Pirro

Michele Pirro ha ufficializzato a Bari l’accordo raggiunto con la squadra olandese Ten Kate, considerata nell’ambiente Superbike/Supersport la squadra ufficiale Honda. Il “movimento” potrebbe rivelarsi fra i piu’ importanti fra quelli che interesseranno i piloti in proiezione  2010. Michele si trova nella condizione di puntare alla conquista del mondiale Supersport, un traguardo mai conquistato da un pilota italiano. E’ un pilota che nella sua regione, la Puglia, gode di un buon seguito, testimoniato spesso dalla presenza di “carovane” di piloti che lo hanno seguito sulle piste del CIV.

Michele Pirro e’ nato a San Giovanni Rotondo (FG) il 5 luglio 1986. La sua attivita’ nel mondo delle corse in moto e’ incominciata nel 2000 prende un indirizzo preciso nel 2001 con la partecipazione al Challenge Aprilia, il monomarca che fatto emerge una generazione di piloti molto bravi. Il ragazzo pugliese  ha messo in mostra subito un buon potenziale vincendo molte gare e contendendo la vittoria finale a Michel Fabrizio. La formazione come pilota e’ pero’ avvenuta in Romagna, con il Team RCGM di Cesena, citta’ dove il pilota ha fatto base per diversi anni. I due anni che seguono sono da considerare come una fase d’approccio e formazione, ottiene dei buoni risultati ma nulla d’eclatante.

Nel 2004 con un’Aprilia della squadra cesenate conquista il titolo di Campione d’Europa nella 125 Gp ed e’ vicecampione d’Italia, Risultati che lo fanno accasare con la squadra ufficiale della Malaguti, partecipa al campionato del mondo ma non vive stagione esaltante, come non lo e’ la stagione seguente disputata con un’Aprilia della squadra WTR Blazer (USA).

Nel 2007 cambia classe e passa sulle 4T, entra in Superstock, consigliato da Davide Brivio diventato suo manager. Entra a far parte della squadra mantovana Lorenzini by Leoni, gareggia con una Yamaha R1. Si aggiudica il titolo di Campione d’Italia ed e’ settimo nella Coppa Fim.

Sempre con la squadra che e’ legata a Yamaha Motor Italia, Michele nel 2008 riconquista il titolo tricolore della Superstock 1000 e il quinto posto nella Coppa Fim. Prova anche con la supersport del team, favorito da una forzata assenza del compagna di squadra Massimo Roccoli e si comporta molto bene, tanto da essere promosso in questa classe per la stagione successiva.

La scelta si dimostra azzeccata, perche’ nel 2009 conquista il titolo italiano, con netta superiorità e condivide con Roccoli il miglior piazzamento (a parita’ di punti) nella classifica iridata di classe.

Per il 2010 lo attende il gran salto, durante la presentazione ufficiale che c’e’ stata il 19 novembre a Bari Michele non ha nascosto entusiasmo e propositi. Felice per essere approdato in un team che leader nella classe Supersport, che ha abdicato al titolo nel 2009 cedendolo al “ciclone” Cal Crutchlow con la Yamaha. Prende il posto del due volte campione del mondo Andrei Pitt e gli fara’ compagnia il confermato ex campione del mondo 2007 Ken Sofuoglu.

Si e’ detto consapevole della grande opportunita’ che gli viene offerta di gareggiare con delle Honda CBR 600 RR, velocissime e gestite con grande professionalita’. Ha rivolto parole di ringraziamenti vivissimi al team Lorenzini by Leoni per i tre anni molto positivi trascorsi insieme.

Positivi, e non potrebbe essere diversamente in sede di presentazione, i commenti di Ronald Ten Kate, lieto di avere in squadra un pilota veloce che ha bene impressionato nei primi test a Portiamo. Anche lui, come il pilota, ha in testa un idea precisa: la squadra vuole il titoli iridati piloti e marca del 2010.

Dunque un italiano per il quale tifare per il traguardo massimo di categoria, non difendera’ il titolo tricolore conquistato al termine della stagione 2009.

Naturale che, protagonista del motomercato, sia atteso da grande protagonista su tutte le piste iridate.Lo vedremo in pista con il suo numero:51! Il sito per seguirlo costantemente:http://www.michelepirro.it/

Cristiano Migliorati

Cristiano Migliorati, un pilota che a 41 anni compiuti, si conferma ai vertici del motociclismo nazionale. Ad inizio2009 gli avevano affiancato nel Team Puccetti, il vice Campione d’Italia 2008, Danilo Marrancone, a fine stagione e’ parso chiaro che lo aveva ampiamente superato tanto da guadagnarsi la riconferma mentre il compagno / avversario e’ gia’ stato sostituito da un giovane siciliano Alessio Palombo che, per inciso, farebbe bene a leggersi la storia di questo “intramontabile”.

Cristiano e’ nato a Brescia il 29 novembre del 2968; figlio di un pilota caratterialmente molto diverso dal padre, e’ stato un giovane di belle speranze ed e’ diventato un “matusa” di grande efficacia. Persona estroversa, simpatica e leale, ha avuto possibilita’ di gareggiare con molte squadre e tante moto lasciando sempre delle ottime impressioni. Davide Bulega, uno dei suoi molti team manager, lo ha definito come il pilota ideale per la correttezza. Tanti anni di carriera richiederebbero un libro per essere raccontati, ma una sintesi e’ doverosa per parlare di un pilota che si prepara per confermarsi protagonista del CIV 2010 (Campionato Italiano Velocita’). Della sua lunghissima partecipazione alle gare si trovano tracce già dal 1993 (con una Suzuki) ma e’ dal  1988 che le notizie si fanno piu’ precise. Nulla di clamoroso ma ottime prestazioni che nel 1994 gli consentiranno d’essere ingaggiato come pilota del motomondiale, prima nella classe 500 GP con una ROC Yamaha del team Pedercini e nell’anno seguente Harris. Seguono due stagioni nella classe 250Gp con la Honda e poi nella 250 indica; 4 stagioni per un totale di 67 partenze. Nel 1988 lascia le moto a 2T e passa alla Supersport   con la Ducati e centra subito un bel sesto posto, l’anno successivo passa alla Suzuki (ottavo) dove si fermera’ per due stagioni, infine passa alla Kawasaki con Bulega dove restera’ fino al 2007 ultima stagione del team Lightspeed, Una permanenza coronata da un terzo ed un quarto posto a dispetto di un 2005 caratterizzato da seri infortuni. Nel 2008 Entra nel team Puccetti Racing con la sempre “verde” Kawasaki e coglie un quarto e un secondo (ultima stagione) nel Campionato italiano sempre della Supersport. Partecipa come wild card a diverse gare mondiali  con prestazioni ottime. Dunque una buona carriera, senza grandi acuti, ma con una regolarita’ di risultati da protagonista. Ad un’eta’ che vede i colleghi passare a gare amatoriali o appendere in casco al chiodo lui si appresta a vivere un’altra stagione alla grande, Uno sprone e un monito per i giovani che paiono non trovare stimoli e grinta per diventare “campioni”, un esempio positivo e ogni volta che il suo numero “3” comparira’ in pista nessuno dimentichi che quel bravo pilota e’ un esempio di serieta’ e longevita’ sportiva.

Recentemente e’ stato fatto oggetto di un furto nella sua abitazione, nel magazzino conservava trofei, tute caschi e tanti oggetti collegati alla sua straordinaria carriera. Un furto con scarso valore venale ma con una valenza inestimabile sul piano sentimentale. Se chi ha commesso il furto ama le moto non puo’ che pensare di rendere a Cristiano i suoi cimeli. Cristiano non ha, ed e’ uno dei pochi piloti in attivita’, un proprio sito di riferimento.