Imola: L’autodromo Enzo e Dino Ferrari sempre nella bufera (fallimentare)

Sul sito 422race.com e’ riportate due interessanti interviste attraverso le quali si cerca di fare chiarezza sullo stato della per una vicenda che ha portato al fallimento di Formula Imola e condizionera’ il futuro dell’autodromo, forse la sua esistenza.

Imola, parla il curatore fallimentare (cliccare sul logo)

Intervista al dott. Fabrizio Carbone; estrapolando alcuni commenti emerge che alla domanda sull’entita’ dei debiti la risposta e’ stata molto precisa :“Il debito della societa’ e’ di molto superiore a quello uscito sui giornali. Solo verso i fornitori supera i 4 milioni…”Un’affermazione cui fanno seguito dettagliate spiegazioni su una facenda che si presenta con molte sfaccettature. In chiusura la domanda che tiene in ansia il mondo dei motori: “Quante possibilita’ pensa realisticamente che avra’ la societa’ di sopravvivere“? La risposta: “Non lo so. Il mio interesse e’ salvare l’azienda e la gestione a tutela dei creditori. Sulla societa’ non mi esprimo, non e’ affar mio e non e’ il mio compito, nel senso che la societa’ e’ attualmente fallita e cosi ci stiamo comportando. Io utilizzo le risorse che reputo indispensabili per proseguire, che consistono fondamentalmente nei dipendenti che c’erano prima, confermati tutti alle stesse condizioni – e questo e’ anche doveroso – e confermato il direttore (Walter Sciacca, ndr) che era da pochissimo in carica e sta lavorando molto bene, perche’ ha riempito di eventi, in modo ancora migliorabile, e di giornate di lavoro, tutto il 2010. E’ una persona che sta lavorando nel migliore dei modi e con il quale ci interfacciamo quotidianamente. Io ho interesse a tutelare i creditori e a tenere in vita l’autodromo al fine poi di cedere questa concessione al soggetto che, in base a un’asta competitiva, potra’ essere aggiudicatario”.

All’intervista rilasciata dal curatore fallimentare di Formula Imola hanno fatto seguito i commenti del curatore della Mis Mas dott. Gianluca Caimi.

Imola, la versione della Mis Mas (ciccare sul logo)

Per chi e’ interessato la lettura dell’intervista conferma lo stato confusionale (?) che ha alimentato e, purtroppo, pare accompagnare la vicenda, Proponiamo domana e risposta che hanno concluso l’intervista. “La fattura di un milione di euro presentata all’epoca da Mis Mas per l’inaugurazione di Imola non fu di entita’ eccessiva? Risposta: “Francamente, come ho detto piu’ volte ad altri suoi colleghi, questa societa’ non la conoscevo minimamente prima del 2 giugno, quando ho accettato quest’incarico. Per me e’ un incarico professionale, di portare – si spera – a compimento una liquidazione. Non so che tipo di inaugurazione abbiano fatto ne’ so dirle i costi normali di un concerto di Renga o di uno spettacolo del Cirque du Soleil, perche’ non me ne sono mai interessato. Fatto sta che questa prestazione c’e’ stata. I giudici, anche qua a Milano, quando noi abbiamo fatto la richiesta di decreto ingiuntivo, nel quale e’ stata fatta una richiesta di sospensione da parte di Formula Imola, la dott.ssa Barberis ha rigettato la provvisoria esecuzione e l’istanza di sospensione. Stessa cosa quando noi abbiamo fatto il pignoramento presso terzi, sempre davanti a un giudice di Milano, il dott. Blumetti: sono intervenuti i legali di Formula Imola e il giudice ha sostenuto che non ci fosse fondamento per cui lui non potesse dare esecuzione al pignoramento.” Ancora – La cosa curiosa e’ che la Norman 95, che all’epoca gestiva Formula Imola, fosse proprietaria anche del 40% di Mis Mas.
Io le rendo noto anche che Mis Mas ha chiesto il fallimento di Norman 95 nonche’ di Gladstone S.p.A., societa’ controllata da Norman 95. Questo giusto per chiarire che non ci sono rapporti di sudditanza. Mi sono mosso esattamente nello stesso modo nei confronti dei tre crediti che la societa’ in liquidazione vantava: Norman 95, Gladstone e Formula Imola.”

Una brutta vicenda che, stranamente, si sta trascinando con una evidente disattenzione dall’ambiente motoristico nazionale.

Mercato: Calo delle immatricolazioni a febbraio, maglia nera per le 600cc -35,5%.

Note tratte dalla consueta pubblicazione mensile di ANCMA.

Esauriti gli incentivi il mercato torna a cadere: -7,4% per le immatricolazioni. Necessario e urgente un rinnovo degli incentivi per le due ruote. Solo 17.415 unita’ immatricolate (veicoli maggiori di 50cc) a febbraio 2010 (pari a -7,4%). Il dato negativo si confronta con un febbraio 2009 che gia’ presentava una forte flessione rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. In particolare il comparto scooter, che proviene da 11 mesi di risultati costantemente positivi, si ferma a 10.724 vendite (-4,9%); le moto con 6.691 pezzi segnano un -11%. In assenza di incentivi le previsioni sono negative. Nello stesso mese anche le registrazioni di 50cc subiscono un ulteriore calo con 3.979 vendite, pari -11,3%. Il primo bimestre dell’immatricolato (veicoli maggiori di 50cc) rimane positivo, grazie al buon andamento di gennaio: 37.754 veicoli (+8%). Significativa l’avanzata degli scooter con 24.695 vendite (+16,4%), mentre le moto con 13.059 unita’ evidenziano un -4,9%. Dei primi 30 modelli piu’ venduti a febbraio 23 sono scooter e 7 sono moto. Gli scooter di maggior successo si concentrano in 3 fasce di cilindrata: 150-200cc (+35,4%); 300-500cc (+29,3%) e 125cc (+16,6%). In trend negativo i 250cc (-29,3%) e gli scooter oltre 500cc (-18,1%). Per le moto si sviluppano le cilindrate medio-piccole fino a 500cc (+15,5%) e 125cc (+11,8%). Soffrono le 600cc (-35,5%) e fino a 750cc (-25,2%). Stabili fino a 1000cc (+1,9%) e in crescita le oltre 1000cc (+18%) che realizzano i volumi pi� rilevanti. La situazione dei segmenti vede sugli scudi le enduro stradali (+15,7%) e le supermotard (+20,6%); a scapito delle naked (-20,9%) e delle sportive (-15,7%). Il mercato totale delle 2 ruote a motore che deriva dalla somma dei veicoli maggiori di 50cc e dei ciclomotori arriva nel primo bimestre dell’anno a 45.863 unita’, pari al +5% rispetto sullo stesso periodo del 2009.

Regole: 2012 per la MotoGp – 2010:per la Moto2

La FIM ha approvato le proposte della Commissione Grand Prix concordate nel corso della riunione organizzata a Barcellona. Dettagli che completano il regolamento tecnico MotoGP in vigore a partire dal 2012. Presenti Carmelo Ezpeleta (CEO Dorna), Claude Danis (FIM), Herve’ Poncharal (IRTA) e Takanao Tsubouchi (MSMA), Ignacio Verneda (FIM Sports Director), Javier Alonso (Dorna) e Paul Butler (Segretario della riunione), il 17 febbraio ha deciso, all’unanimita’, di introdurre alcune modifiche al Campionato del Mondo MotoGP a partire dal 2012.

Dati gia’ conosciuti a parte (la categoria MotoGP correra’ con moto fino a 1000 centimetri cubici di cilindrata, 4 cilindri e un massimo diametro per cilindro di 81 millimetri), sono state assunte le seguenti decisioni relative al peso delle moto ed alla capacita’ massima dei serbatoi di benzina.

Le moto equipaggiate con motori fino a 1000cc di cilindrata dovranno avere un peso minimo di 153 kg.

Le moto equipaggiate con motori 800cc (attuali) dovranno presentare un peso minimo di 150kg.

Per quanto riguarda la capacita’ dei serbatoi e il numero dei motori utilizzabili state assunte le seguenti decisioni:

Per le moto appartenenti a team ufficiali capacita’ sara’ limitata a 21 litri – Il numero massimo dei motori che potrai essere utilizzato per ciascuna moto resta confermato: max 6 per stagione.

Per le moto appartenenti ai team, che saranno identificati con la sigla CTR (Claiming Rules Teams)e’ stato deciso che possono utilizzare serbatoi con capacita’ sara’ limitata a 24 litri – Il numero massimo dei motori che potrai essere utilizzato per ciascuna moto e’ stato fissato: max 12 per stagione.

Per quanto riguarda la Moto2 gli aggiornamenti del regolamento riguardano le specifiche e gli interventi relativi al motore

Confermato che il propulsore che dovra’ essere utilizzato in maniera integrale nella sola versione prodotta dal fornitore ufficiale (Honda).

Ogni modifica al design e alle specifiche del propulsore e le nuove tecnologie dovranno avere l’approvazione del fornitore e dell’organizzatore.

Testata del cilindro e disegno delle valvole, i meccanismi di quest’ultima e l’eventuale carburante alternativo, dovranno pero’ rispettare i principi della riduzione dei costi e del controllo degli stessi a lungo termine.

Il fornitore ufficiale, per migliorare affidabilita’ e funzionamento, potra’ modificare le specifiche.

I motori forniti ai team dovranno avere tutti� identiche specifiche e performance.

Specifiche misurate dal fornitore attraverso l’uso del dinamometro in condizioni standard dovranno restare nel range di tolleranza concordato fra fornitore ed organizzatori.

Precisata la procedura che consentira’ ri richiedere la verifica, ed eventuale sostituzione, del motore nel caso le performance risultino inferiori a quelle previste dal range stabilito.

Il team interessato dovra’ inoltrare una richiesta scritta al direttore tecnico e versare con un deposito di 20mila euro all’IRTA. Se il tecnico riterra’ fondata la richiesta informera’ la direzione gara affinche’ sia concessa l’autorizzazione per l’invio del matore al fornitore il quale, effettuati test accurati, inviera’ il resoconto al direttore tecnico.

Quando le prestazioni accertare risulteranno il linea con i parametri, il motore sara’ riconsegnato al team e potra’ essere utilizzato dalla gara successiva, e il deposito cauzionale non sara’ restituito al team.

Quando il motore non rispettera’ i parametri previsti il fornitore ne rendera’ disponibile un nuovo e la cauzione sara’ restituita al team.

Fra le parti comprese nella denominazione “motore”, quindi saranno soggette alla fornitura, figurano alcune parti esterne: air-box, filtro dell’aria, pompa del carburante e regolatore, corpi farfallati, collettori e tubi di aspirazione aria, iniettori primari e secondari, manicotti e i condotti della benzina. Fanno parte della lista anche le parti elettriche quali generatori, bobine di accensione e l’unita’ di controllo elettronico del motore. Compresi anche filtro dell’olio, liquido di raffreddamento e l’interruttore dell’olio ad alta pressione.

2010 in crisi le iscrizioni? Le impressioni tratte dalle info disponibli sui web side di campionati e trofei.

Forse e’ solo un’impressione, forse sono cambiati i tempi degli approcci, ma forse c’e’ in questa stagione ci sono maggiori difficolta’ nella raccolta di adesioni per formare le entry list di campionati e trofei. Non e’ la curiosita’ quella che spinge alla ricerca di dati utili per misurare la partecipazione alle competizioni della stagione 2010. Sono dati per fissare un punto di partenza per procedere con importanti considerazioni.

Nel campionato del mondo delle Gran Prix non paiono esserci particolari problemi ad eccezione della 125gp che non registra ancora partecipazioni a livello della stagione scorsa. Di rilievo l’adesione al progetto Moto2, pur registrando partecipazioni che allo stato non sono garanzia di qualita’.

Maggiori difficolta’ per i campionati 4T organizzati dalla Infront Motor Sports. Alla “interessante” situazione della Superbike, fa riscontro una crisi evidente della Supersport. A meno di 10 giorni dalle prime prove cronometrate del primo round solo 18 piloti figurano nelle start list ufficiale. Da notare che non figurano fra gli iscritti piloti in sella a motocicli Yamaha (la casa che con Crutclhow si e’ aggiudicata il titolo della scorsa stagione) e Suzuki, solo 2 le Kawasaki e fra le Honda figurano alcune Triumph che, per l’occasione, rilanciano l’anziano protagonista della classe, il francese Charpentier. Solo 4 i piloti in gara, due dei quali assistiti da team esteri e la ragazza Paola Cazzola. Non sono stati ancora resi noti gl’elenchi relativi a Superstock (1000 – Coppa FIM) e 600 (Europeo Superstock), i loro campionati inizieranno a Valencia a meta’ marzo.

La FMI ha pubblicato una lista di iscritti nelle 5 classi, aggiornata a oggi. A norma di regolamento potrebbero essere schierarsi in griglia 200 i piloti, alla data odierna sono 81 … i prenotati. Ricordiamo che questi piloti al momento hanno l’obbligo di corrispondere solo un acconto di 1000 euro e dovranno saldare la tassa d’iscrizione alla data del 28 febbraio p.v.. A quel momento si potranno avere idee piu’chiare, vero e’ che il campionato prendera’avvio il 18 aprile e il tempo per recuperare i ritardatari e’ molto, ma i numeri attuali costituiscono un segnale che sarebbe bene non ignorare.

Piu’ incerta pare essere la situazione delle adesioni raccolte dai tanti organizzatori di trofei nazionali. La Coppa Italia conta 26 prenotazioni, l’avvio e’ previsto per fine marzo e c’e’ tempo per completare almeno una griglia. Poche informazioni dagli altri organizzatori, stando alle notizie disponibili solo TuttomotoRacing (Dunlop) e’ vicino a completare le due griglie che ha previsto. Per tutti gl’altri numeri molto bassi (i pochi pubblicati), comunicazioni che i posti sono limitati ad una sola griglia anche da parte dei piu’ importanti, compresa la Yamaha prodiga di notizie nelle annate dove registrava numeri da Guinnes quanto abbottonata in questo inizio di stagione. Francamente l’impressione che si ricava e’ quello di crisi, sicuramente a fronte della grande offerta (per numero e varieta’) dell’offerta si rischia di fare i conti con una domanda in significativa contrazione.

Forse alla fine i conti torneranno, quelli sportivi e quelli economici (su questi ultimi la partecipazione influise pesantemente), ma allo stato sarebbe opportuno procedere con un aggiornamento dei siti web, la messa on line di info complete e messaggi promozionali in grado di destare interesse. In particolare tenendo conto che non sono state varate campagne promozionali a mezzo stampa. Su Motosprint, unica rivista a copertura nazionale, sono apparse alcune pagine, mo poca cosa rispetto a precedenti stagioni. Un atteggiamento contradittorio consideranto che questa e’ probablmente la stagione che dove la promozionele piu’ intensa sarebbe particolarmente utile. Il 28 marzo e’ in programma la prima gara della Coppa Italia e manifestazioni abbinate, e prima dovranno essere necessariamente consegnati i kit, l’auspicio e’ quello di vedere liste “lunghe” per tutte le iniziative. Ma qualche timore e’ legittimo esprimerlo.

Calendario gare”velocita’ 2010″; ultimi inserimenti e aggiornamenti

La FMI ha ufficializzato le ultime modifiche apportate al calendaro delle manifestazioni 2010 organizzate in Italia. La variazione piu’ significativa riguarda l’inserimento del Trofeo Triumph (partira’ a giugno forse perche’ arriva ultimo e deve raccogliere un numero minimo di iscritti), una variazione che non rispetta le norme che la Circolare Sportiva evidenziava e che, pareva, dalla corrente stagione si volesse fosse rigorosamente rispettata. Dunque si incrementa il numero dei trofei, il tutto in una staggione che pare si stia confermando “difficile”. Le voci sono le piu’ disparate e nel caso la raccolta delle iscrizioni risultasse soddisfacente, sarebbe opportuno, pubblicare le start list. Non alimentare gl’elementi d’incertezza converrebbe a tutti.

Per verificare le variazioni cliccare sulla nostra pagina “MotorCalendari” o sul logo FMI.

Presentazione ufficiale per la squadra “Aprilia Alitalia Racing Team”, sfida euroitaliana alle giapponesi.

Il confronto fra le industrie dell’Europa e quelle del Giappone e’ uno dei “valori” del mondiale Superbike. Aprilia, Ducati e BMW sono in grado di vincere una sfida che e’ sportiva ed industriale allo stesso tempo. In particolare sono le due Case italiane ad avere le credenziali maggiori per puntare alla conquista dei titoli piloti e per marche dell’edizione 2010 del mondiale riservato alle derivate di serie. Dopo una breve parentesi inziale, molto brillante della piccola Bimota, e’ stata la Ducati a diventare la protagonista di questa manifestazione cogliendo il maggior numero di allori. Aprilia dopo un primo tentativo e’ tornata la stagione scorsa ed ha subito messo in mostra un potenziale. BMW non ha “sfondato”, ma ha i mezzi per farlo, in particolare ora che si e’ affidata ad un manager esperto e vincente quale e’ l’italiano Davide Tardozzi, sara’ certamente una protagonista piu’ incisiva nel corso dela stagione che andra’ ad iniziare il 28 febbraio. Per l’Italia l’obiettivo e’ anche quello di conquistare il primo titolo piloti in questa ultraventennale manifestazione. Le due Case italiane hanno nel loro organico i piloti per cogliere il risultato, l’Aprilia con Max Biaggi e la Ducati con Michel Fabrizio. A Madonna di Campidoglio si era presentata la squadra Ducati, ha fatto seguito la presentazione della BMW avvenuta nel contesto del “tempio/museo” della Casa tedesca a Monaco.

Ieri e’ toccato all’Aprilia che ha scelto un luogo particolare, l’Aeroporto Internazionale Leonardo da Vinci di Fiumicino. E’ stata presentata un armata tecnologica di grande spessore grazie alla convergenza d’interessi di tre grandi aziende italiane. Aprilia, del Gruppo Piaggio, ha optato per per importanti partnership, collegando al proprio marchio con quello di Alitalia, la compagnia di bandiera a guida del medesimo “capitano” (Roberto Colaninno) che torna protagonista di grandi sponsorizzazioni sportive. Non manca neppure il Gruppo ENI altra grande realta’ industriale italiana.

La squadra ha assunto il nome di “Aprilia Alitalia Racing Team” e la sua livrea e’ marcatamente “tricolore”.

Si prepara per una grande stagione Mondiale Superbike 2010, con l’obiettivo di puntare al titolo anche se si tratta di un team e di una moto che sono alla seconda stagione in un palcoscenico cosi prestigioso e competitivo. Nel corso della stagione 2009, prima stagione, e’ stata evidenziata una competitivita’ che – benche’ la moto fosse molto attesa e ci fosse grande interesse per il ritorno di Max in Aprilia dopo 12 anni – ha stupito tutti. Ora la sfida riparte. Tutti i migliori avversari (nel mondiale SBK sono presenti ben sette diversi costruttori che rappresentano l’eccellenza del motociclismo mondiale) attendono al varco la Aprilia RSV4 e i suoi piloti che non potranno piu’ sorprendere avversari ormai ben coscienti del valore della quattro cilindri veneta. D’altro lato il team potra’ contare su un anno di esperienze.

Per l’azienda di Noale, che non ha piu’ in organico Giampiero Sacchi, i commenti piu’ significativi sono stati rilasciati dai dirigenti che sono stati protagonisti dell’era vincente di Iavano Beggio, usciti dal gruppo negli anni della grande crisi e pian piano rientrati con la nuova gestione.

Maurizio Roman, Direttore Sviluppo e Strategie di Prodotto del Gruppo Piaggio: “Si creano spesso abbinamenti tra marchi e sponsor che hanno ben poco in comune, tra le attivita’ dei quali non vi e’ alcun nesso. Oggi siamo invece di fronte a uno di quei casi rari e fortunati di unione tra marchi che condividono molti valori. Condividono l’italianita’ e, prima di tutto, la sfida della tecnologia e dell’eccellenza. Dietro ci sono aziende che operano per elevare a massimi livelli brand prestigiosi, che hanno fatto la storia dei rispettivi comparti. Sin dagli albori la storia di Aprilia fu segnata dal logo della grande “A” tricolore, molto ispirato al simbolo grafico della compagnia di bandiera. Oggi siamo veramente orgogliosi che Alitalia riprenda sulle carene della splendida Aprilia RSV4 una storia di marchio impegnato nelle competizioni motoristiche del piu’ alto livello. Per Aprilia e’ un grande onore e una grande opportunita’ portare un marchio prestigioso come Alitalia e i valori che rappresenta in un contesto competitivo quale e’ il mondiale Superbike”.

Leo Francesco Mercanti, Responsabile Aprilia Racing & Sviluppo Prodotto: “C’e’ molto orgoglio nel presentare una stagione sportiva che vede riuniti tre importanti gruppi italiani in una competizione tecnologica del massimo livello, con tutti i piu’ grandi marchi del motociclismo mondiale sulla griglia di partenza. E’ una sfida non solo sportiva ma anche imprenditoriale e industriale, che coinvolge l’immagine di un Paese. Sentiamo la responsabilita’ e l’onore di portare nel mondo un pezzetto di Italia. Stiamo infatti parlando di marchi che hanno scritto pagine di storia del nostro motorismo: lo ha fatto Alitalia con fantastiche vittorie nei Rally, lo ha fatto il gruppo Eni-Agip con la Formula 1, naturalmente lo ha fatto – e continua a farlo – il Gruppo Piaggio. Abbiamo dunque una tradizione da rispettare; e’ un impegno duro che arriva dopo un 2009 nel quale Aprilia�e’ andata al di la’ delle aspettative confermandosi vincente con tre titoli iridati nel Motomondiale e sorprendendo tutti con i risultati in Superbike. Successi che giustificano ambizioni e aspettative; riuscire a rispettarle sara’ una grande sfida. E’ difficile fare previsioni a inizio stagione ma e’ certo che ci siamo preparati bene, lavorando tanto e migliorando su tutti i fronti. Tra poche settimane il circuito di Phillip Island ci dara’ i primi responsi”.

I piloti. Nella stagione 2009 Max Biaggi era molto atteso per il suo ritorno in Aprilia, la casa con la quale aveva conquistato tre mondiali consecutivi nella classe 250 dal ’94 al ‘96. Ora l’attesa e’ tutta per i risultati che sapra’ ottenere visto che la stagione di esordio ha messo in luce sia il potenziale della moto sia l’abilita’ del campione romano nel condurne lo sviluppo e nel portarla subito ai primi posti in gara, fino al trionfo di Brno.

Max Biaggi: “La presentazione di una nuova stagione, di una moto con colori nuovi, e’ sempre un momento emozionante per un pilota, e’ come assistere alla nascita di una creatura. Sara’ un onore e un onere portare sui circuiti di tutto il mondo marchi e colori cosi prestigiosi, un tricolore che rendera’ unici la moto e il team. E poi c’e’ un nuovo compagno di squadra: Leon viene da un campionato tosto come quello britannico e ha certamente i numeri per diventare quella spalla forte di cui io e il team abbiamo bisogno. Nella stagione 2009 Aprilia ha svolto un lavoro fantastico, da un punto di vista tecnico abbiamo fatto passi da gigante, merito di tutta la squadra e del lavoro che ha fatto progredire la debuttante RSV4 gara dopo gara. Il trionfo di Brno e’ stato soltanto il momento piu’ esaltante di una crescita continua. Certo siamo stati la grande sorpresa del mondiale 2009 e sono veramente contento dei risultati; nessuno ci avrebbe mai pronosticati cosi competitivi all’esordio, nessuno si sarebbe mai atteso un quarto posto finale. Eppure mi sento di dire che le soddisfazioni piu’ grandi devono ancora arrivare, non abbiamo ancora ottenuto il massimo, per me il massimo e’ solo la vittoria. Ora affrontiamo la stagione con maggiori conoscenze, con piu’ esperienza sui vari circuiti e con la consapevolezza del nostro valore”.

Accanto al quattro volte Campione del Mondo si schiera Leon Camier, inglese, 23 anni, alla sua prima stagione in SBK. Leon arriva col fresco titolo di Campione Britannico Superbike avendo dominato il campionato nazionale 2009 per moto derivate dalla serie con ben 18 vittorie su 26 gare disputate.

Leon Camier: “Far parte di questo team, entrare a far parte del progetto RSV4, e’ per me una opportunita’ incredibile. ll campionato sara’ molto duro e il livello di competitivita’ altissimo, ci sono piloti eccezionali e di grande esperienza. Per questo e’ fondamentale far parte di un team come Aprilia Alitalia, uno dei pochissimi che puo’ offrire al pilota opportunita’ straordinarie in termini di sviluppo della moto. La prima impressione che ho ricavato dalla RSV4 e’ stata fenomenale: un potenziale enorme, una moto velocissima. Ora, prima di tutto, devo fare molta esperienza per poter sfruttare questo potenziale che Aprilia mette a disposizione del pilota. Per me sara’ una grandissima sfida imparare a sviluppare la moto e farla crescere. Tutti vogliono vincere e tutti partono per vincere, ma il mio primo obiettivo sara’ capire la moto e migliorare costantemente le mie performance. Credo che abbiamo gia’ preso la direzione giusta nello sviluppo, ora l’obiettivo e’ proseguire in questa direzione e crescere insieme alla moto”. Comprensibile la scelta di affidare una moto ad un pilota di prestigio quale e’ il Campione SBK della BBS, eppure un poco di rimpianto per un’accoppiata tutta italiana e’ spiegabile, forse i nostri giovani Badovini e Scassa non avrebbero deluso.

Dainese a “tutta Tunisia”, rammarico e perplessità per il decentramento della produzione.

Sta montando la querelle relativa alle vicende aziendali che riguardano un importante marchio italiano. Digitando ‘Dainese’ su qualunque motore di ricerca internet le notizie piu’ recenti non sono molto belle. Anche sulle pagine economiche di molti giornali italiani ci sono notizie che riguardano il gruppo Dainese (produzione tute e abbigliamentto per motociclisti e caschi AGV) per annuciare che l’azienda spostera’ (delocalizzera’?) la sua produzione in Tunisia e in Veneto lasciera’ solo i settori design, nuovi prodotti e modelli selezionati. Dunque un’altro duro colpo per il settore moto del nostro paese, perche’ la griffe e’ importante, ma reggera’ nel tempo con l’immagine (vera) di prodotto italiano? In Tunisia l’azienda veneta e’ gia’ attiva con uno stabilimento che occupa 500 addetti, non sorprende piu’ di tanto la decisioni di oggi, sono i programmi di ieri che forse era bene prenferli piu’ sul serio agendo di conseguenza.

Qualche giornale ha accostato questa vicenda a quella Yamaha dove, dopo mesi di serrato confronto con un folto gruppo di dipendenti e’ stato trovato l’accordo attraverso la cassa integrazione, di fatto una sospensiva a tempo dei licenziamenti. Il collegamento lo ha trovato nel fatto che entrambe sono interessate a Valentino Rossi -”La crisi colpisce le tute di Valentino Rossi” – ad esempio titola Il Resto del Carlino. Critiche, molto velate, affiorano per i costi che le operazioni di affiancamento a certi campioni richiedono e qualcuno pare domandarsi: “… in tempi di crisi come quelli che attraversiamo certi investimenti sono ancora giustificati?” La situazione impone realismo, Dainese, e’ certo che anche il mondo sportivo espresso in ambito motociclistico dovra’ rivedere�la gestione di molte operazioni, magari in attesa di tempi migliori. Pare che l’azienda veneta non abbia gradito il modo con il quale alcuni organi di stampa hanno trattato la vicenda, ma non e’ questo il tempo per esibire “code” di paglia. Probabilmente, come e’ accaduto con Yamaha, sull’argomento leggeremo ancora molto.

Motor Bike Expo di Verona, chiude un’altra edizione di successo.

Si conferma il “numero uno” dei saloni motociclistici italiani riservati agli appassionati piu puri e uno dei maggiori a livello internazionale il Motor Bike Expo di Verona che si e’ chiuso oggi con 100.000 presenze in tre giorni. Sette padiglioni, 72.000 metri quadrati di expo al coperto, 35.000 metri quadrati di aree esterne e oltre 700 marchi rappresentati, questi i numeri del Motor Bike Expo 2010.

La partecipazione delle maggiori aziende motociclistiche del pianeta, aggiunta a quella dei piu’ famosi customizer del mondo, ha richiamato anche quest’anno nel quartiere fieristico veronese decine di migliaia di appassionati che hanno potuto ammirare non solo quanto propone il mercato delle due ruote nel 2010 ma anche tutto cio’ che intorno ad esso gira.

Gl’eventi che hanno fatto da corollario alla manifestazione espositiva sono stati molto apprezzati dal grande publico. Momento clou della giornata di chiusura e’ stato la premiazione della Best in Show 2010, ovvero della moto custom piu’ bella del salone, assegnato alla Kosmo Drive realizzata da “Garage” 65 del viareggino Marco Cinquini che si e’�aggiudicato la partecipazione alla finale del campionato del mondo costruttori custom AMD.

Anche nella giornata conclusiva sono state affollatissime le aree esterne, dove si sono susseguiti spettacoli ed esibizioni, cosi come i padiglioni, all’interno dei quali oltre all’expo vera e propria si sono alternate premiazioni e presentazioni di campionati nazionali e trofei; fra queste molto affollata quella della Roadster Cup e del Trofeo Supertwins.

Pubblico in delirio per il drifting auto-moto, con la sfida all’ultimo “cavallo” fra la Ford Mustang condotta da Graziano Rossi, papa’ di Valentino, e la Zaeta, una moto costruita per gli ovali con un rapporto peso potenza quasi uguale a uno e guidata da Marco Belli. Per la cronaca la piccola monocilindrica non ha affatto sfigurato rispetto alla potente sportiva a quattro ruote.

Appuntamento al 21, 22 e 23 gennaio 2011 per la terza edizione di Motor Bike Expo.

Il mercato delle moto:Record di immatricolazioni a dicembre. Al Gruppo Piaggio oltre il 30% del mercato.

(Roberto Colanninno – Piaggio)

La fine del 2008 e l’inizio del 2009 avevano gettato un’ombra cupa su futuro delle vendite di due ruote motorizzate nel nostro paese. A fine anno i numeri diffusi da ANCMA, Attraverso il puntale aggiornamento mensile, dicono che le cose sono andate meglio di qunanto non avessero previsto i piu’ ottimisti. Merito anche degli incentivi governativi, il mercato ha tenuto, ma le apprensioni non sono del tutto fugate perche’ la congiuntura economica non presenta ancora sceneri positivi consolidati. Intanto pero’ gli operatori del settore fanno bene a tirare un primo sospiro di sollievo. Chi sta meglio e’ il gruppo Piaggio, ha superato la soglia del 30% del mecato nazionale con un aumento di + 1,7 punti sui valori del 2008. Il gruppo ha incrementato, con valori diversi le sue quote in tutti i segnenti. L’associazione delle Case non perde l’occasuione per sollecitare la riconferma degli incentivi governativi, ma una strategia d’uscita dovra’ pur essere attuata.

Comunicato Ancma

Dicembre segna un record nelle immatricolazioni (2 ruote a motore maggiori di 50cc) degli scooter che in occasione della scadenza degli incentivi totalizzano 9.688 vendite pari al +50,1%. Al contrario le moto perdono volumi e si fermano a 3.024 pezzi (-36,4%). Il totale immatricolazioni, grazie al boom degli scooter, resta in positivo con 12.712 vendite, pari al +13,4%. Appaiono in ripresa anche i ciclomotori con 4.350 registrazioni, +7,6% rispetto a dicembre ’08. Questi risultati consentono di chiudere l’anno sostanzialmente sugli stessi volumi del 2008, confermando i veicoli immatricolati (superiori ai 50 cc) in 404.767 unita’ (+0,3%). Tuttavia il rapporto fra i segmenti del mercato e’ notevolmente cambiato: da un lato gli scooter hanno beneficiato in modo significativo degli incentivi, superando non solo i volumi del 2008 ma anche quelli del 2007. Con 295.422 mezzi venduti, infatti, gli scooter evidenziano un progresso del +10,8% e un peso del 73% sul totale immatricolato. Purtroppo le moto, toccate solo marginalmente dagli incentivi, non vanno oltre le 109.345 unita’ con un arretramento globale del 20,2%, che significa di fatto tornare ai volumi di 10 anni fa. I 50cc, nonostante il recupero dell’ultimo bimestre, mostrano un ridimensionamento significativo con 99.761 pezzi venduti e un -18,9% rispetto all’anno scorso. “Risulta evidente che senza le misure di sostegno alla domanda il mercato sarebbe stato in forte sofferenza – dichiara Corrado Capelli presidente di Confindustria Ancma - per questo motivo abbiamo la necessita’ di ripartire al piu’ presto con una campagna incentivi 2010, modulata attraverso una percentuale sui listini che valorizzi anche i veicoli che presentano maggiori contenuti, nella direzione di una maggior sicurezza e rispetto dell’ambiente. Per mantenere la struttura produttiva e’ indispensabile non far mancare il supporto alla categoria delle 2 ruote a motore. Sono ancora troppi i veicoli obsoleti, EURO zero ed EURO 1, che costituiscono il 60% del parco circolante e solo un contributo concreto all’acquisto puo’ accelerare il ricambio. Non vanno trascurate neppure le iniziative per facilitare l’acquisto degli strumenti di protezione come il casco e il paraschiena, omologati secondo le direttive europee, che proponiamo da tempo per la loro importanza tesa ad aumentare la sicurezza degli utenti”.

L’analisi delle cilindrate (riferita a tutto il 2009) conferma un trend consolidato per gli scooter 125cc che con 102.813 unita’ (+28,7%) sono leader nelle preferenze dei clienti, grazie ai costi di gestione competitivi e al fatto che si possono guidare con la patente B. Ottimi risultati anche per i 150-200cc con 70.447 pezzi (+28%). Il secondo segmento per importanza e’ quello delle cilindrate medio alte da 300 fino a 500cc che sviluppano 92.620 vendite (+23,2%). Perdono di importanza le 250cc, con 27.346 unita’ vendute (-47,6%). In caduta libera gli hyperscooter oltre 500cc, che con 2.196 veicoli (-50,1%) pesano solo lo 0.7% del totale scooter.
Nel comparto moto a soffrire sono soprattutto le cilindrate intermedie intorno ai 600cc (-26,5%) e fino a 750cc (-23,3%), mentre resistono meglio rispetto alla media di questo mercato le cilindrate oltre 750 e fino a 1000cc (-14,9%) e anche le maxi oltre 1000cc (-19,7%).La situazione dei segmenti penalizza le sportive (-35,3%) e, in misura minore, le enduro stradali (-23,4%). Andamento migliore della media del mercato per le naked (-12,8%) che pesano il 41% del totale moto. Infine aumentano la propria quota anche le custom -12,7% e le supermotard -15%. Complessivamente il totale 2 ruote a motore (somma delle vendite di veicoli superiori ai 50cc + i “cinquantini”) si ferma a 504.528 veicoli, -4,2% rispetto al 2008.

TOP 20 del mercato italiano (Gen-Dic 2009)

  1. APRILIA SCARABEO 50 2T (Scooter) 6.570

  2. MALAGUTI PHANTOM F12 LC (Scooter) 4.183
  3. YAMAHA AEROX (Scooter) 3.913
  4. PIAGGIO LIBERTY 50 RST 4T (Scooter) 3.858
  5. KYMCO AGILITY 50 R16 (Scooter) 3.252
  6. APRILIA SCARABEO 50 4T (Scooter) 2.639
  7. PIAGGIO LIBERTY 50 4T (Scooter) 2.621
  8. PIAGGIO VESPA LX 50 4V 4T (Scooter) 2.590
  9. APRILIA SR 50 R (Scooter) 2.581
  10. PIAGGIO ZIP 50 2T (Scooter) 2.565
  11. PIAGGIO VESPA LX 50 (Scooter) 2.541
  12. PIAGGIO NRG POWER DD (Scooter) 2.506
  13. YAMAHA BW’S (Scooter) 2.343
  14. KYMCO AGILITY 50 (Scooter) 2.163
  15. PIAGGIO LIBERTY 50 RST 2T (Scooter) 1.709
  16. GILERA RUNNER RST 50 (Scooter) 1.680
  17. MALAGUTI PHANTOM F12 AC (Scooter) 1.574
  18. PIAGGIO LIBERTY 50 2T (Scooter )1.563
  19. GARELLI TIESSE 50 4T (Scooter) 1.494
  20. APRILIA SCARABEO 50 4T 4V (Scooter) 1.140

Ducati ok! Lo assicura Andrea Bonomi, il manager alla guida del fondo che controlla la Casa bolognese.

Nella pagina economica del Il Resto del Carlimo del 29/12 e’ pubblicata una intervista al Dottor Andrea Bonomi, che fra le 15 imprese che controllate (29mila dipendenti e 4,7 miliardi di fatturato) vanta anche la “proprieta” della Ducati Motor Holding SpA. Il titolo del servizio: “Oggi Ducati e’ un bel bonsai. E saremo l’Audi delle due ruote“. Le risposte alle domande dell’intervistatore sono molto precise. interessanti, da motociclista quale fa intendere d’essere. I passaggi piu’ significativi.

Dove va la Ducati?:”Quando l’abbiamo rilevata dal fondo americano era di fatto una squadra corse con in piu’ un poderoso ufficio marketing; delle moto nessuno sembrava interessarsi: basarva fare moto decenti e i soliti clienti, piu’ o meno sempre gli stessi, sele compravano. Io, per esempio, ho una 900 MH Evolution e, sinceramente. detto da guidatore e’ quello che in gergo si definisce ‘un tronco’. Oggi�stiamo trasformando la Ducati nella Porsche delle due ruote…”.

E domani? “(…) trasformare la Ducati nell’Audi delle due ruote“.

Cioe’? “Oggi siamo un bonsai, con una clientela di nicchia; vendia 40mila moto e ci confrontiamo con i giapponesi che ne vendono milioni. In Cina vendiamo 74 moto l’anno, in India 8 …. Dobbiamo aprirci a nuovi mercati, pensando che la Ducati non deve ssere riservata solo agli smanettoni …”

Successi nnonostante la crisi? “Stiamo chiudendo il 2009 con buoni risultati, siamo balzati alla miglior quota di mercato (7,3%) a quota record nella storia della Ducati. Tutto questo mentre il mercato USA e’ si e’ contratto del 50% e quello spagnolo del 70% …”

Merito di chi? “Dei tanti che lavorano in azienda, in particolare di Del Torchio e di Domenicali, Noi abbiamo avuto il merito di fidarci degli uomini di Borgo Panigale. I consulenti di Porsche Consulting, che due anni fa la passarono ai raggi ics, conclusero che bisognava rivoltarla, abbandonando le corse in MotoGp e tagliando 400 posti di lavoro. Riducendo la produzione a pochi modelli sportivi. (…) Per fortuna noi non abbiamo preso tutto per oro colato, al contrario per certi versi stiamo facendo il contraruo”.

Non abbandonerete le corse? “Sarebbe assurdo con Casy Stoner in casa che e’ il miglior pilota del mondo“.

Dunque una professione di fede e di ottimismo nel mentre le difficolta’ di una congiuntura economica di crisi non pare ancora aver allentato la morsa.