Marco Simoncelli
20 gen 2012 I think, pole… pole …, MotorMemory
Marco Simoncelli oggi – 20 gennaio - avrebbe compiuto 25 anni.
Il genetliaco del ragazzo di Coriano, che ha perso la vita sulla pista di Sepang a fine ottobre scorso, lo si sta celebrando in modi diversi. In parte con eventi che assicurano grande visibilità a seguito di iniziative con forte valenza mediatica, altri con riservatezza, magari solo con un pensiero affettuoso per il pilota ed il ragazzo che ha perso la vita facendo la cosa che più amava: correre in moto.
La titolazione del Palazzetto dello Sport di Coriano o la serata al 105 Stadium di Rimini, in compagnia di un nutrito gruppo di artisti comici, serata con finalità benefiche, sono testimonianze che onorano la memoria di Marco e accendere la passione dei tifosi del pilota e non solo.
Personalmente propendo per forme più riservate a misura d’uomo e prendo a prestito un pensiero pubblicato da Paolo Bologna su Facebook ; le condivido con partecipazione: “Oggi non farò gli Auguri a Marco, non ce n’è bisogno. Lo ricorderò ancora di più, mi mancherà ancora di più, e mi ricorderà gli altri amici che non ci sono più, vittime di quella passione che ho anche io sono gli angeli che abbiamo accanto”.
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Marco Simoncelli: Il ricordo non sia velato da polemiche
3 gen 2012 Campionati Mondiali MotoGp - Moto2 - Moto3, I think, pole… pole …
Domenica 25 dicembre, giorno di Natale, nel corso della rubrica dedicata a personaggi dello sport che Rai Uno propone settimanalmente, nel dopo TG1 della 20, ha messo in onda una intervista al padre di Paolo Simoncelli, il Campione motociclista deceduto da due mesi.
Ai più è apparsa come un’iniziativa a supporto della neonata Fondazione destinata a ricordare il ragazzo di Coriano. Ma la conversazione, nella coda, ha destato qualche stupore per un commento rivolto all’atteggiamento tenuto da Valentino Rossi nei confronti della famiglia Simoncelli. Parve un accenno polemico, ma i fatti ed il contesto evidentemente non aveva portato a riflettere sulla frase. Poi la frase è stata ripresa da La Stampa come dichiarazione facente parte di una intervista, a seguire è stati pubblicati diversi commenti. Molto equilibrato quello trovato sul blog di Yahoo Sport di Eurosport perché, in effetti, se le parole contano qualcosa, quelle pronunciate da Paolo Simoncelli “pesano”. Possono essere lette come accenno polemico.
L’esposizione mediatica che ha interessato la tragica vicenda conseguente al tremendo incidente di Sepang dell’ottobre scorso è stata inusuale, per quantità ed intensità; a contribuito ad alimentare un tributo di massa che in qualche modo ha stupito appassionati e non. Un fiume di parole ed immagini che ha contribuito, con piacere di tanti, ad alimentare l’omaggio rivolto al Campione. Un contesto che ha anche destato qualche perplessità in altri che, pur nutrendo dolore sincero, non si capacitavano bene per le dimensioni e l’intensità che si era impadronita del fatto luttuoso. Si è pianto in diretta, non solo durante i funerali e fra gl’addetti ai lavori più vicini al pilota o allo sport che praticava, ma perfino nelle trasmissioni più dispare di tutte le reti, anche in quelle caratterizzate da gossip.
La vita è corsa inarrestabile che, fatalmente, obbliga o soste brevi e ci costringe alla rincorsa di nuove vicende, spingendo per la consegna del ricordo di fatti vissuti anche se sono stati vissuti con grande intensità. Non l’oblio, ma il ricordo sereno, anche se ammantato dalla malinconia dovrebbe accompagnare questi processi
Con il passare delle settimane il clamore è sceso di livello, non cessato, perché ad onor del vero è tenuto vivo da iniziative diverse: libri, calendari, interviste, foto immagini sul web e da ultima la fondazione, ed altro.
La morte in diretta TV di una ragazzo poco più che ventenne, un corridore in moto, sport che più di altri accende la fantasia, un personaggio già molto noto nell’ambiente e non solo è stato gestito e fatto con “intensità” dai media. Certo il mancato contatto (neppure a Natale?) con la famiglia dell’amico, sia pure in presenza di tante dichiarazioni ammantate di amicizia e rimpianto e, fatto importante, l’inserimento della ragazza che stava con Marco nello staff della sua organizzazione, si dice all’insaputa della famiglia del pilota, potrebbero essere motivo sufficiente per alimentare qualche rammarico. Retorica, passione, umanità espressa con qualche eccesso, senza escludere qualche interesse, non suscitato polemiche, ecco perché l’accenno, sia pure molto soft, del padre di Marco nei confronti di Valentino può avere sorpreso chi queste vicende le ha vissute e continua farlo con grande serenità. Forse è già tempo che tutti rientrino nel loro ruolo abituale, rifuggendo dall’esposizione mediatica nel e per nome dello sfortunato pilota deceduto su una pista della lontana Malesia.
Il “pezzo” pubblicato sul blog:
Una dichiarazione di Paolo Simoncelli al quotidiano la Stampa getta qualche ombra sul rapporto idilliaco fra il campione di Tavullia e la famiglia del Sic “Valentino? Non l’ho più visto né sentito. Non l’ho più sentito. Punto e a capo”.
Da quel maledetto 23 ottobre quando sul circuito di Sepang un destino crudele e beffardo si è portato via Marco Simoncelli, Valentino Rossi, il migliore amico in pista del Sic con il quale condivideva passioni e tanti momenti dentro e fuori dalla pista, non ha smesso mai di ricordare il campione corianese.
In tutte le interviste rilasciate e anche negli innumerevoli messaggi lanciati attraverso Twitter il Dottore ha sempre ricordato quanto senta la mancanza dell’amico. Una recente intervista rilasciata alla Stampa da Paolo Simoncelli però mette un po’ indubbio l’idillio fra il campione di Tavullia e la famiglia del Sic.
“Valentino? Non l’ho più visto né sentito. Non l’ho più sentito. Punto e a capo”. Una dichiarazione breve ma che lascia un po’ interdetti soprattutto alla luce anche del bel gesto di Valentino nei confronti di Kate Fretti, la fidanzata del Sic, che dall’inizio del nuovo anno lavorerà nell’azienda di comunicazione e marketing del nove volte campione del mondo la VR46. Dove sta la verità? Difficile dirlo sicuramente la speranza è che queste scaramucce vengano presto lasciate dietro alle spalle. Il Sic non ne sarebbe andato fiero.
Eurosport
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Addio vecchio anno 2011 – Benvenuto anno 2012!!!
31 dic 2011 I think, pole… pole …
Il 31 dicembre, idealmente, si volta la pagina 2011 sulla quale ciascuno di noi a scritto i fatti che lo hanno interessato, direttamente o indirettamente. Allo stesso tempo prenderà avvio la scrittura di un altro capitolo, lungo 366 giorni (il nuovo anno è bisestile) sul foglio bianco che si titolo 2012.
Un elemento di continuità che in generale si può facilmente individuare nella contingenza economica e non solo, che attanaglia in mondo e, significativamente la nostra Italia.
Analisi significative sono e saranno offerte da eminenze dei vari settori, certo è che si chiude e si apre questo passaggio con poca euforia, con un’assenza grave di serenità ed ottimismo ed in ogni augurio ci dovrebbe essere l’auspicio che questo disagio possa essere superato al più presto.
Senza allargare troppo l’orizzonte e volendo comunque dare sfogo a preoccupazioni e speranze l’attenzione non può che manifestare punti di vista che scaturiscono possono essere forniti dal settore cui ci si sente più vicini: il settore motociclistico per quanto riguarda produzione, vendite e sport.
LA PRODUZIONE
Il 2011 ci ha costretti a fare i conti una grande crisi dell’industria che nel mezzo secolo trascorso ha dominato; i produttori giapponesi, europei e americani poco hanno fatto per anticipare l’invasione dei produttori di Cina e India forti di mercati domestici enormi e molto ricettivi, e capaci di aggredire i mercati africani e sudamericani.
Le aziende italiane si sono difese, ma il mercato nazionale in pochi anni ha registrato un calo di vendite vicino al 50%.
In Italia abbiamo assistito alla scomparsa di alcune aziende importanti quali Verdicchi e Malaguti, che proprio in questo periodo è in fase di smobilitazione dopo la chiusura. Poi la Yamaha che ha “neutralizzato” il settore produzione che operava a Gerno di Lesmo. Critica la situazione dell’organizzazione che si occupa della distribuzione dei motocicli, lo stato di crisi è serio e molto diffuso.
Il 2012 riporterà sul mercato la Moto Morini, mentre al momento non si intravedono segnali di svolte significative per quanto concerne il mercato europeo ed italiano.
SPORT
Il 2011, per quanto riguarda il settore velocità, quello cui motogames.it presta maggiore attenzione, è stato un anno che ha regalato grandi delusioni sportive, come la crisi di risultati della Ducati e di Valentino Rossi, la perdita del titolo Superbike da parte di Aprilia e Max Biaggi, delusioni in parte compensate dall’impresa della Ducati con il Team Altea. Delusioni da in Moto2 e Supersport, classi dalle quali ci si poteva attendere anche il primo titolo della loro storia.
Una stagione vissuta fra molte polemiche e qualche cattiveria fino a che, sulla pista di Sepang, non è accaduto l’irreparabile con la caduta fatale di Marco Simoncelli. Un eventi tragico, dolorassimo, del quale si sono impossessati i media determinando una cascata di emozioni mai registrate in precedenza, non solo per la scomparsa di un motociclista.
Sul piano prettamente sportivo, a fine stagione, si sono avvertiti gl’effetti della crisi economica che attanaglia il mondo con effetti anche sul mondo delle corse. Il ritiro da Superbike della Yamaha, con la scomparsa dalle moto ufficiali in Supersport, è stato il colpo più clamoroso; quello che potrebbe innescare processi di disimpegno molto seri, al pari di quello del ritiro della Suzuki (presente da 50 anni) dalla MotoGP. La fine d’anno ha portato un ultimo episodio preoccupante con il disimpegno di Petronas, l’ultimo sponsor importante che compariva sulle “spoglie” carenature delle Yamaha M1 di Jorge Lorenzo e Ben Spies. L’impressione che si stiano spegnendo diversi riflettori su questa classe, un effetto che potrebbe essere accentuato, speriamo non accelerato, anche dall’offuscamento della stella più splendente della categoria nell’ultimo decennio: Valentino Rosi.. Fra le notizie negative anche i sintomi le prime crisi finanziare degli autodromo, inclusi alcuni spagnoli. Si chiude anche una stagione che conferma una inadeguatezza di molte strutture che sono depositarie dei diritti e dei destini del settore velocità. Ma più in generale del mondo motociclistico.
Il 2012 lo incontriamo ricevendo segnali contrastanti, per la velocità mondiale segnerà l’avvio della gestione di MotoGP e Superbike, di fatto. Coordinata fondo Europeo di private equity Bridgepoint che ha stipulato un accordo per l’acquisizione da Jacobs Holding AG, Junkermann Group e Dr Martin Steinmeyer assicurandosi il controllo del 100% di Infront Sports & Media AG, uno dei principali operatori mondiali nel settore del marketing sportivo. Con questa operazione Dorna e Infront si ritrovano ad essere parte dello stesso gruppo di controllo. L’acquisizione ha ricevuto nei giorni scorsi l’approvazione della Autorità Antitrust europee, necessario stante l’accentramento che ha determinato. Un evento che potrebbe portare a determinazioni importanti, in particolare ad una possibile ristrutturazione dei campionati del mondo velocità con l’assemblaggio di una convergente miscelazione in solo eventi delle due classi. Al momento chi pare stare peggio, per quanto concerne livelli partecipazione e gestione costi pare essere proprio il mondiale della Dorna. Che per infoltire lo schieramento della MotoGP ha varato, non senza contrasti (poi rientrati …) ha varo la classe CRT, moto che riprendo la vecchia impostazione TT1 e riproducono in parte il progetto SBK, trovando moto di portare, all’esordio 9 moto. Moto che fin dal primo apparire non hanno convinto e tanto meno emozionato; nei fatti comporteranno solo gestioni confuse degli eventi, con molti doppiaggi e un frazionamento nella comunicazione, peraltro già molto incasinata e piuttosto piatta. Come già detto non ci sarà più la Suzuki, la Ducati se non dovesse ritrovare competitività insieme al pilota più titolato (Rossi) potrebbe andare incontro a decisioni imprevedibili e se dovesse andare in crisi la Yamaha … il processo di compattazione dovrebbe essere accelerato. Poi si dovrà pur risolvere il problema della classe monorotore Moto2 e della nascente Moto3, mezzi realizzati e gestiti da realtà tecniche artigianali.
La Superbike pare avere meno problemi, ha perso la Yamaha, marca in vari modi era sempre stata presente e protagonista del campionato, una marca pluridecorata (74 vittorie, 37 pole position, 251 podi) il cui abbandono potrebbe anche innestare un fattore “domino” se la crisi commerciale del settore dovesse confermarsi ancora per alcune stagioni. Presenta comunque un interessante schieramento della Case con piloti di buon livello. Da segnalare la possibile assenza del Team Alstare di Francesco Batta un team storico della classe, per altri team la prossima stagione potrebbe risultare decisiva per il loro divenire. Pare confermato il buon livello di partecipazione nella classe Supersport, anche se è di tutta evidenza che ci sarà un significativo scadimento di qualità, con il “secondo rientro” dell’ex campione turco Sofuoglu che si propone come favorito con le Kawasaki.
E il CIV? Conclusa una stagione che ha fornito buoni riscontri, per la nuova, almeno apparentemente, pare non fronteggiare contraccolpi significativi dal contesto economico nazionale, è possibile? Difficile crederlo, la comunicazione non pare recepire le serie lamentazioni del settore. All’indomani della manifestazione fieristica che si terrà a Verona, dove la FMI certamente sarà presente con diverse iniziative e quando, prevedibilmente, molti situazioni relative a team e piloti si paleseranno, si potranno fare delle valutazioni più precise.
Gennaio potrebbe già essere un mese caratterizzato da molte nuove importanti, auguriamoci che siano in maggioranza di segno positivo. E’ l’augurio che, dettato più dalla passione che dai ragionare, si può rivolgere al mondo della moto mondiale ed italiano. BUON 2012.
Tags: Moto2, motociclismo, Superbike, Supersport
Bimota: grandi opportunità offerte da Moto2 e CRT.
28 nov 2011 Campionati Italiani Velocità, Campionati Mondiali MotoGp - Moto2 - Moto3, Enti & Aziende, I think, pole… pole …
Pole … pole …
Fra le novità che l’EICMA 2011 ha proposto ai visitatori ed al mercato, si può inserire anche il “rientro” ufficiale della Bimota nella manifestazione milanese, presente con un suo stand e con l’esibizione della sua attuale gamma di modelli. Per l’azienda riminese (con sede legale spostata a Milano) pare sia in fase di attuazione un progetto di rilancio, operazione che la dovrebbe portare fuori dall’impasse degli ultimi che ha alimentato tante voci, non sempre positive. Voci che sono figlie anche da una comunicazione organica che tuttora pare essere un punto debole. Quando la comunicazione è scarsa o confusa, si forma l’humus per far prosperare le incertezze. Il sito internet non è mai stato un punto di forza della comunicazione Bimota, incompleto e poco aggiornato (ora in fase di rifacimento), non favorisce la conoscenza dei programmi generali o mirati, in particolare in ambito sportivo. In merito un rilevo di natura personale lo devo fare, perché la storia, molto semplificata, non rende merito a chi ha costruito lo zoccolo duro, che ha resistito nel tempo. Duro tanto da far vivere un marchio a dispetto dei tempi che sono seguiti, vissuti con molta meno incisività rispetto al primo periodo.
Dalla metà degli anni ’90 la dirigenza aziendale è stata oggetto di un turnover impressionante, le sorti dell’azienda sono state affidate a uomini che non parsi in sintonia con la tradizione, ne sono stati in grado di cambiarla con successo. I fatti testimoniano che si è fatto ricorso al frequente riscaldamento di progetti e impostazioni derivati dalla “prima fase”. L’affermazione del marchio deve essere ascritta alla “vecchia Bimota”, come lo sono anche i successi derivanti dalle innovazioni tecniche e stilistiche realizzate nei primi 20 anni di attività. Per quanto riguarda l’attività sportiva, i successi conquistati nel periodo ‘70 – ‘80 non sono neppure più stati avvicinati. Per chi ha maggiore conoscenza del settore non fa testo la casuale vittoria di una manche in Superbike degli anni ‘90.
Al momento pare emergere una gran voglia di rilancio, da realizzare anche attraverso un progetto volto ad ampliare la gamma, proponendo modelli e prezzi non abituali per la produzione Bimota.
La gamma proposta dei modelli BBX 250 – 300 – 400 – 450 – 508, dotata di motori 2T, molto francamente desta perplessità; sono strade già tentate con poco successo negli anni ‘90.
Un tentativo che potrebbe essere interpretato l’avvio di una resa che può portare all’accantonamento dei modelli in linea con la tradizione Bimota, ancorché solo rinnovati o migliorati, ma sempre rispettosi di una filosofia aziendale ben definita.
Se questo dovesse accadere, oltre al dispiacere personale nutrirei anche perplessità circa le reazioni dei mercati.
Bimota ha trascurato molto quella che nei primi 20 anni è stata la sua linfa vitale, quella che, ad esempio alimenta Ducati e ancora di più la Ferrari: le corse!
In occasione dell’’EICMA s’è palesato, anche se non sono “girate”molte comunicazioni ufficiali, l’ingresso dell’ex pilota spagnolo Ruben Xaus nella compagine aziendale di Bimota, dato per certo l’assunzione di compiti collegati all’attività sportiva, non sono stati ancora ben compresi ruolo e compiti nell’organigramma aziendale.
A Bimota è mancata la capacità di cogliere fin dalle fasi iniziali l’opportunità offerta dall’avvento della Moto2, troppo timido l’approccio, forse inadeguato l’investimento. Certo è che aziende ed artigiani con meno storia l’hanno superata mettendola temporaneamente fuorigioco.
La Moto2, come la CRT, sono due importanti opportunità sulle quali la Casa riminese potrebbe fondare un grande rilancio.
Le strade per accedere ai campionati del mondo di riferimento sono ben definite. A livello nazionale è già aperta quella della Moto2; proponendo un inserimento della CRT nella Superbike si potrebbe conquistare un’ulteriore opportunità. Sono norme regolamentari, discutibili e modificabili, in passato fu proprio Bimota ad ottenere l’ufficialità del riconoscimento per i motocicli combinati fra costruttore della ciclistica e quello del motore, queste due categorie sarebbero due opportunità da non trascurare.
Dalle due moto sportive potrebbero derivare modelli stradali in grado di rinverdire vecchi fasti!
Misano World Circuit: forte la pressione mediatica affinchè assuma il nome del pilota romagnolo.
31 ott 2011 Campionati Mondiali MotoGp - Moto2 - Moto3, I think, pole… pole …
Misano World Circuit – Marco Simoncelli?
Tarda a rallentare la presa mediatica calata sulla triste vicenda che ha preso il via dopo il tragico incidente di Sepang, nel quale ha perso la vita Marco Simoncelli. Intanto in Romagna emergono delle perplessità per alcune iniziative che hanno preso spunto dalla carica emotiva che la vicenda ha generato. In particolare stanno emergendo pareri diversi dalla proposta di “dedicare” al pilota di Coriano il circuito di Misano Adriatico. Stando a quanto riporta Il Resto del Carlino sulla pagina locale, l’iniziativa incontrerebbe il favore del Nuovo Moto Club Renzo Pasolini di Rimini, sodalizio ricostituito nella città di “Paso” all’indomani della tragica caduta di Monza nel 1973, che coinvolse una decina di piloti e dove perse la vita anche Jarno Saarinen. Il Club riminese, che in origine contava più di mille soci, è stato presieduto a lungo da papà Massimo Pasolini e per un periodo anche dal fratello Paolo. Fra soci sempre molti piloti tesserati, tutti i migliori del riminese, fatto salvo il tre volte Campione del Mondo e pluri titolato Campione d’Italia Pier Paolo Bianchi, mentre era socio Marco Simoncelli. Paolo Pisolini, interpellato sull’argomento “titolazione dell’autodromo” a Simoncelli, avrebbe commentato: “Intitolare il circuito di Misano a Simoncelli? Se credono sia la cosa giusta lo facciano. Io non ne sarei geloso. Mi avrebbe fatto piacere se in passato avessero accolto la richiesta di intitolazione a Renzo. Oggi non voglio intromettermi. Se chi deve prendere questa decisione ritiene che sia la cosa giusta allora lo faccia, ma non segua l’emotività di questi giorni, rifletta serenamente sulla decisione da prendere. Renzo correva il altri tempi. Qui era un eroe che dava la paga a tutti, anche ad Agostini” Un eroe cui solo dopo molti anni dalla sua morte e grazie anche all’incessante pressione del compianto Alberto Fantini, il comune della sua città ha titolato una via a suo nome. Non paiono avere dubbi gli amici del sodalizio riminese che esprimono il loro punto di vista con un esplicito commento del Presidente: “Anche noi spingeremo per l’intitolazione del circuito a Marco. Non sarà una cosa facile, ma ci proveremo. Certo è che Marco rimarrà nella storia, e quanto sta accadendo a Coriano in questi ultimi giorni ha dell’incredibile. Non avrei pensato a nulla di simile”.
Stando a questa testimonianze si potrebbe pensare che, ove fosse impossibile titolare l’autodromo, il moto club riminese potrebbe decidere di onorare alla pari i due piloti ai quali legato per ragioni diverse? Renzo Pasolini, del quale ha assunto il nome da 38 anni, ed il cui ricordo è vivo più che mai nel cuore di tanti riminesi e non solo accostato a quello di Marco Simoncelli per il quale è stato detto “Marco era il futuro. Sarebbe diventato senz’ombra di dubbio campione del mondo”? Con queste certezza, considerata la grande vicinanza, testimoniata durante l’ultima settimana, anche attraverso la costante presenza davanti alle telecamere, parrebbe decisione conseguente. Difficile dire se condivisa all’unanimità. Certo è che i questi giorni abbiamo vissuto una vicenda tragica dal punto di vista umano, sulla quale, fatti salvi nuovi eventi eclatanti, i media non pare vogliano far scendere l’oblio. Una lettera al Direttore, pubblicata domenica scorsa, ha proposto una considerazione del vissuto di questa vicenda piuttosto controcorrente, certamente minoritaria, ma non per questo priva di argomenti fondati.
Tags: Misano World Circuit, MotoGp, Simoncelli
01 Novembre 2011: Civenna – commemorazione dei Centauri deceduti.
31 ott 2011 I think, pole… pole …, MotorMemory
Primo novembre, commemorazione dei centauri defunti.
Il raduno di Civenna cade, quest’anno, nel cinquantesimo anniversario della posa del monumento ai caduti del motociclismo. Sono numerose le vite ghermite a seguito di eventi luttuosi – sulle strade o in pista - che hanno coinvolto gl’utenti delle due ruote motorizzate, per la gran parte giovani. La storia del motociclismo sportivo. Nelle diverse discipline attraverso le quali si esplica attività sportiva in moto, sono stati oltre quasi 3mila coloro che hanno perso la vita a seguito di incidenti in prova o gara. Fra questi circa 50 le ragazze. I piloti italiani che figurano nel triste “memoriale” dei 100 anni di vita della Federazione Motociclistica Italiana, sono circa 200. Ciascuno con una storia sportiva ed umana alle spalle, da ricordare, quasi sempre poco nota, non ricordata. Poche le luci accese sulla conclusione sfortunata della loro vita e sempre molto rapidamente spese. La gran parte degli tragici eventi che hanno “segnato” la storia del motociclismo mondiale e italiano si è verificata nel secolo scorso, quando le condizioni ambientali presentavano livelli di sicurezza molto modesti. Condizioni mutate in meglio, ma non per tutte le piste o specialità; nei primi anni del 2000 in Italia i decessi, nelle varie specialità, sono stati 23. Perché i nome dei più restino nell’oblio piace citarli nell’anno che l’evento in programma a Civenna potrebbe accendersi di particolare interesse per la coincidenza con le attenzioni che ha destato il triste decesso di Marco Simoncelli, evento verso il quale i media non paiono allentare la presa.
A memoria di:
2001 – Stefano Ghidinelli (motocross)
2002 – Marco Romero (salita), Fabrizio Bruno (motocross), Luigi Paterno (velocità),
2003 – Moreno Paletto (salita), Paolo Bosetti (velocità), Roberto Tani (Velocità), Fabio Bonadeni (motocross),
2004 – Alessio Perilli (velocità), Lorenzo Michelazzi (supermotard), Umbro Giusti (velocità)
2005 – Andrea Timossi (motocross), Massimo Strada (Velocità), Gianni Renato Mattis (motocross), Fabrizio Meoni (Dakar), Umberto Giusti (velocità),
2007 – Flavio Calligaro (velocità),
2008 – Giovanni Olivieri (velocità),
2009 – Enzo Bianchi (enduro), Beatrice Bossini (velocità),
2010 – Giovanni Bicchierini (Velocità), Davide Crotti (Enduro),
2011 – Marco Simoncelli (velocità)
Martedì 1 Novembre a Civenna (CO) la consueta Commemorazione dei Defunti del Motociclismo si articolerà con il seguente programma:
Ore 08,30 Apertura della manifestazione, inizio distribuzione Medaglie commemorative.
Ore 10,30 S. Messa officiata dal vicario episcopale di Lecco.
Ore 12,00 Al termine della S. Messa, formazione del Corteo sino al Monumento dei Caduti del Motociclismo per la cerimonia commemorativa e la deposizione di fiori e corone.
Tags: Centauri defunti, Civenna, FMI
“Lazzarini. Storie di uomini, pensieri, vittorie, emozioni” di Enzo Lazzarini
29 ott 2011 I think, pole… pole …, MotorMemory
Fra le e-mail che ricevute oggi, ho trovato quella di Enzo Lazzarini, ex pilota, fratello del tre volte Campione del Mondo Eugenio: 1978, 1979 e 980. Mi ha cortesemente segnalato il libro che ha scritto e per raccontare la storia di una famiglia e dei primi anni della carriera agonistica di Eugenio, visto che tutti conoscono le gesta sportive e la sua carriera mondiale, ma pochi sanno come tutto è cominciato. Il libro racconta i primissimi anni dell’avventura che ha portato Eugenio ad una fulgida carriera agonistica, con la conquista, tra l’altro, dei tre titoli mondiali, otto secondi posti e quattro titoli italiani. Una grande vicenda sportiva, iniziata dopo che la carriera di Enzo in veste di pilota s’interruppe all’improvviso a causa di un drammatico incidente.
Enzo Lazzarini, che ha scritto un libro che è un simbolo della voglia di vincere anche a dispetto della sfortuna.
Nato nel novembre del ’49, nel ’68, seguendo l’esempio del fratello Eugenio, inizia l’attività in sportiva in moto con una Morbidelli 60 cc, un esordio incoraggiante coronato due ottimi piazzamentI: un 3° e 4° posto. Nel 1969 entrò a far parte del team ufficiale della MotoBi; nel campionato italiano vinse le prime due gare, Per scivolate o rotture del motore nelle altre gare fu costretto al ritiro, ma ebbe la soddisfazione di partire sempre in pole position. Alla fine colse il terzo posto nel tricolore di categoria. Il destino purtroppo era in agguato, capitò a fine stagione, mentre stava effettuando delle prove a Vallelunga. A tradirlo fu una frenata, Enzo malauguratamente finì contro il guard-rail, con esiti devastanti: amputazione di un arto ed impossibilità di salvare anche l’altro. Oggi, con due protesi, Enzo riesce a fare l’impossibile; l’aiuto principale gli viene lo trova nell’attività professionale. Un modo per blandire i rimpianti per quanto accaduto e per quanto non si è potuto realizzare, avendo memoria dei piacevoli ricordi per quelle imprese iniziali. Ovvio che una condizione così drammatica può portare a credere che sia il mondo addosso caderti addosso; ma a vincere fu il suo carattere di Enzo, che lo spinse a reagire, lo portò a prendersi la rivincita sul destino ingrato; a dare esempio e a stimolare altri, perché “ogni cosa che fai è un rapporto con te stesso”, purché la faccia. Così un campione si trasforma e continua.
Con i fratelli ha aperto una Concessionaria di moto, di notte trasformata in piccolo reparto corse dalla quale sono uscite, nei primissimi anni ’70, prima la prodigiosa Lazzarini\Piovaticci125 monocilindrica, ed a seguire la sorprendente Piovaticci bicilindrica 250.
Insieme i ”Lazzarini” hanno superato i problemi economici e le difficoltà tecniche, il tutto affrontato con sana “follia”, passo dopo passo, senza mai fermarsi, fino ad ottenere una splendida vittoria nel Gran Premio d’Olanda 125 del 1973. Nel mezzo: il dolore, le preoccupazioni, i dubbi, le delusioni, il tormento, ma anche le gioie, i successi e le conquiste. In altre parole, la dimostrazione che con la volontà “giusta” nessun traguardo è impossibile.
Scrive Enzo: questo libro è avente voluto e creato per trasmettere questo messaggio: raccontare lo spirito di sacrificio in un motociclismo molto diverso da quello di oggi anche attraverso riflessioni personali che non pretendono di insegnare niente a nessuno, ma che per altri possono essere messaggi di speranza e di esempio per chiunque abbia nella vita problemi a prima vista impossibili da superare…
Una mia nota: personalmente ho conosciuto abbastanza bene Eugenio, meno Enzo, mentre ho avuto fra i miei piloti Giancarlo, purtroppo anche fermato fa una rovinosa caduta al Curvane di Misano mentre era in sella ad una Bimota KB2. Conoscendo questa famiglia, avendo visto quanto hanno realizzato nello sport e come operatori del settore, pur non avendo ancora letto il libro (che mi affetterò per comprarlo). Sono certo che sia una storia di vite “Straordinarie”. Grazie ad Enzo, Eugenio e Giancarlo.
Specifiche Tecniche del Volume: “LAZZARINI. Storie di uomini, pensieri, vittorie, emozioni” di Enzo Lazzarini
Formato: 14×22 cm – Pagine: 96 – Foto: 90 in b/n – Rilegato con sovraccoperta – Testo: italiano
Prezzo: € 18,00
In vendita presso Libreria dell’Automobile, Milano; oppure
Tags: CIV, Enzo Lazzarini e Eugenio Lazzarini, Morbidelli, motomondiale, Nada, Piovaticci
Marco Simoncelli: consegnato alla storia del motociclismo …
29 ott 2011 Campionati Mondiali MotoGp - Moto2 - Moto3, I think, pole… pole …
Ieri a Cesena (Rimini non dispone di un impianto) è stata cremata la salma di Marco Simoncelli nel cimitero di Tipano. Presenti i familiari, che hanno la conclusione, dell’operazione, con la partecipazione anche di alcuni tifosi che hanno voluto dare l’ultimo saluto al campione. Giovedì, nel tardo pomeriggio, l’arrivo del feretro da Coriano, scortato da un folto gruppo di motociclisti, era stato accolto da alcune centinaia di cesenati per un ultimo omaggio a Marco. Non è stata ufficializzata la destinazione finale delle ceneri del pilota. Intanto si è saputo che il rito funebre, diffuso da tre differenti reti televisive, ha fatto registrare un ascolto superiore ai 6 milioni. L’evento, molto sostenuto dai media, è stato vissuto con intensità. Intanto trova un certo sostegno l’idea di titolare con il nome del pilota di Coriano il Misano World Circuit, ricordando che è già stata titolata a Daijiro Kato la via d’accesso all’impianto milanese. Si tratta di un altro pilota, un ragazzo giapponese deceduto a seguito di una a Suzuka, purtroppo sempre su una Honda della squadra di Fausto Gresini. L’emozione dei giorni scorsi, come si evidenzia sui siti presente sul web si sta riducendo, importante che il sacrificio del ragazzo romagnolo non finisca archiviato come semplice fatalità, e il ricordo non diventi semplice routine.
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Marco Simoncelli, ultimo saluto …..
28 ott 2011 I think, pole… pole …, MotorMemory
Tanta gente, anche se molta meno di quella ipotizzata dai media che di questo tragico evento si sono impossessati, ha partecipato a Coriano in provincia di Rimini, ai funerali di Marco Simoncelli, morto domenica a Sepang. La bara del pilota, portata a spalla dagli amici, dagli uomini del suo team e da un gruppo di piloti, a spalla, in una staffetta lungo il breve percorso dalla camera ardente alla chiesa di paese. I chiesa, accanto alla bara, sono state sistemate le due moto che hanno segnato la sua vita sportiva: la Gilera 250 con la quale, nel 2008, Marco ha vinto il mondiale, poi la Honda del team Gresini sulla quale ha concluso il suo cammino terreno. Tante le parole dette e scritte in questi giorni, forse su tutte si è elevata l’omelia del Vescovo di Rimini, Francesco Lambiasi. Tanti i personaggi che hanno affollato la chiesa, autorità sportive come il Presidente FIM Vito Ippolito e quello della FMI Paolo Sesti, civili come il ministro Giorgia Meloni e i diversi sindaci della zona; del mondo dello sport come Alberto Tomba. Tanti i piloti, ex piloti ed addetti ai lavori, a cominciare da Valentino Ross che nell’incidente di domenica è stato parte involontaria, e’ apparso teso ed è entrato in scena solo dopo l’abbraccio ai genitori e per accompagnare la Honda di Marco sul sagrato della chiesa alla fine della cerimonia religiosa. Sguardi tristi e dopo “’l’andate in pace” che ha chiuso il rito celebrato dal vescovo ci sono stati gl’abbracci dei presenti, fra i quali sono stati notati Jorge Lorenzo, Loris Capirossi, Andrea Dovizioso, Simone Corsi, i dirigenti della Honda, il gruppo del team Gresini con l’ex pilota e ora team menage in passato già toccato da un grande dolore per l’incidente capitato a Kato. Il saluto finale è stato dato sulle note della canzone di Vasco Rossi dopo in sit in estemporaneo fuori dalla chiesa con la bara adagiata su un tappeto steso sul pavimento. Parole di commiato da alcuni amici e delle fidanzata, con il padre e la sorella seduti a terra fra la gente e con un contorno dei tanti giovani piloti del Nuovo Moto Club Renzo Pasolini di Rimini, il club cui era tesserato Marco. Poi il saluto estremo ed il silenzio è tornato sulla contrada romagnola nel convincimento generale che il ragazzo non sarà dimenticato, come purtroppo i ritmi imposti dalla la vita ha inciso su altri eventi dolorosi. Buona strada Marco …..
Marco Simoncelli: oggi (26/10) la camera ardente, domani (27/10) il rito funebre e la tumulazione.
26 ott 2011 Campionati Mondiali MotoGp - Moto2 - Moto3, I think, pole… pole …
Marco Simoncelli ha trascorso le ultime ore in famiglia, chiuso nella bara arrivata dalla Malesia, i genitori lo hanno voluto ancora nella loro casa al centro della sala.
Da oggi prendono avvio i riti che accompagneranno Marco alla tomba nel cimitero di Coriano.
Oggi 26 ottobre, camera ardente allestita nella biblioteca del Comune; aperta dalle ore 09,00 alle 22,00.
Domani, 27 ottobre, funerale religioso – ore 15,00 – nella Chiesa Parrocchiale Santa Maria Assunta.
Per il rito funebre sarà attivata la diretta televisiva da Sky e da Italia1.
La trasmissione televisiva potrebbe limitare l’affluenza, considerando anche le difficoltà ambientali che si potrebbero presentasi per accedere al piccolo paese situato sulle colline dalle quali si vede il mare di Rimini.
Prevedibile che la gran parte delle persone in arrivo possa essere fermata molto prima di arrivare al paese, con le auto indirizzate a parcheggi provvisori.
Nella chiesa, che può contenere alcune centinaia di persone, ad assistere al rito funebre celebrato dal Vescovo di Rimini, saranno ammessi i parenti stretti, autorità sportive e civili, colleghi e persone del suo entourage.
All’esterno della chiesa saranno allestiti dei maxischermi, e non sarà facile neppure dare l’ultimo saluto al feretro durante il percorso che porta al cimitero che si trova a poche centinaia di metri dall’uscita della chiesa.
Alla commozione e dolore profondo degli amici e di molti addetti ai lavori, come quello di tanti appassionati, si è aggiunto un trascinamento mediatico che ha interessato tutti gli organi d’informazione nazionale, con interventi di commentatori e tecnici “neofiti” che raramente si sono interessati alle vicende del mondo della moto.
Molti tifosi di Marco, sportivi ed appassionati di motociclismo, che volendo rifuggire dalla prevedibile calca, potrebbero optare per un omaggio da rendere oggi nella camera ardente o nei giorni successivi alla tumulazione, quando la galassia dei media lascerà Coriano e nel piccolo cimitero sarà possibile raccogliersi in silenzio per recitare una preghiera o per fare una carezza alla lapide che dividerà il campione dalla vita terrena.
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