Ducati lascia la SBK! Brutta notizia per il motorismo mondiale, Allergia per le nuove regole?
28 ago 2010 Campionato Mondiale Superbike & Supersport, Enti & Aziende, Think, pole… pole …
Pole … Pole …
La storia si ripete.
Ricorrendo alle mie esperienze ed ai ricordi di modesto “competitor” avversario della Rossa di Borgo Panigale aggiungo il mio commento ai tanti che si possono leggere volti ad interpretare le ragione del ritiro di Ducati dalla Superbike.
La clamorosa decisione presa dai vertici Ducati di ritirare la squadra ufficiale dal Campionato del Mondo Superbike non e’ giunta proprio come un fulmine a ciel sereno. I rumors erano stati numerosi, accentuati con il definirsi dell’accordo con Rossi e giustificati con variazioni regolamentare che la Casa di Borgo Panigale considerava penalizzanti. Le reazioni riportate dai media sono di stupore, con molto rammarico ed alcune critiche centrate ed altre gratuite.
Avendo vissuto e partecipato alla definizione ed all’avvio del Campionato del Mondo Superbike ho buona memoria della sua storia; dei fatti che hanno caratterizzato la prima parte ne sono stato un modesto protagonista, della seconda sono stato un attento osservatore. La Ducati lascia, se non rientra la decisione, fondamentalmente perche’ ritiene penalizzanti le modifiche regolamentari che sono state introdotte a far tempo dalla prossima stagione.�Una decisione che procura rammarico a che ha seguito le vicende del marchio bolognese, perche’ impoverira’ un campionato che, sul campo, si era conquistato una ottima credibilita’. Dispiace perche’ il motorismo italiano perdera’ un soggetto vincente e non e’ cosa da poco in un contesto che e’ diventato molto competitivo nello sport quanto in economia. Ducati anche in passato, quando gradiva variazioni regolamentari o si applicavano loro richieste, ha fatto balenare la minaccia del ritiro. La storia della Superbike e’ consultabile da chiunque e pur non essendo a conoscenza di segreti, appare evidente come Ducati abbia goduto dell’attenzione degli organismi preposti alla gestione dei campionati. Nel giorno che Ducati lascia ritrovo un ricordo indelebile, relativo al primo campionato SBK quando la FIM modifico’ il regolamento sportivo all’indomani della prima gara. Solo per la prima gara di Donnington fu applicata una regola che consegno’ a Marco Lucchinelli ed alla Ducati la vittoria mettendo fuorigioco Davide Tardozzi e la Bimota, i vincitori di gara 1 e fermati dal successo in gara 2 per scivolata a poche centinaia di metri dal traguardo. Rammento ancora l’imbarazzo di Mr. Ducati Brenni quando mi informo’ cha regola delle due manche con classifiche separate (come e’ sempre stato in seguito) sarebbe stata applicata solo dal secondo round; avevano vinto le pressione dei “potenti” del momento non lo sport. A Davide ed alla Bimota furono sottratti punti che alla fine risultarono decisivi per l’assegnazione del primo titolo. Ricordo questo fatto per segnalare che Ducati e’ sempre stata molto “attenta” a lle regole, in particolare alle loro interpretazioni dove la Casa bolognese e’ stata�attiva trovando interlocutori attenti. Pare avere avuto difficolta’ maggiori … dopo 22 anni!
Ducati lascia perche’ si ritiene penalizzata dalle regole? L’accenno e’ molto velato nel comunicato ufficiale, ma piu’ chiaramente si evidenzia attraverso il il commento di Paolo Flamini della Infront Motor Sports attraverso le parole di Paolo Flammini, CEO dell’Azienda che organizza e gestisce il Mondiale Superbike”. Apprezzabile il progetto di restare in SBK con squadre private, … se i mezzi restino competitivi. Diversamente l’uscita di scena sara’ totale ed allora bastera’ il solo Valentino Rossi ad assicurarle il fascino di una regina della velocita’?
Giuseppe
Valentino Rossi & Yamaha, polemiche in vista?
18 ago 2010 Campionato Mondiale Gran Prix, Think, pole… pole …
Sara’ una transazione amichevole o dirompente quella che accompagnera’ la separazione di Valentino Rossi dalla Yamaha?
La settimana del post ferragosto si sta caratterizzando, parlando di motociclismo, per le tante interpretazioni attribuite alla conclusione, a fine stagione, della collaborazione fra Yamaha e Valentino Rossi. Un distacco che, stando alle prime avvisaglie, potrebbe alimentare tensioni e polemiche. Il pilota italiano e parte del suo staff che lo seguira’ in Ducati, qualche sospetto circa il trattamento che sara’ riservato al dottore per le molte gare (8) che sono ancora da disputare, lo hanno lasciato intendere. Francamente ci si dovrebbe sorprendere se cosi non fosse, Rossi non puo’ essersi nascosto che acquisto uno stato da separato in casa non ci possano essere cambiamenti di trattamento. In ballo non c’e’ solo la fiducia, ma la necessita’ di non fornire ad un pericoloso avversario gli sviluppi del mezzo che sara’ poi utilizzato nella prossima stagione per batterlo.
Rossi e’ stato per Yamaha un investimento proficuo perche’ ha riportato la seconda azienda motociclistica del mondo sul piu’ alto gradino del podio, dopo 12 anni d’assenza, ed ha contribuito in modo decisivo a farle la moto migliore, al momento, fra quelle che vediamo in pista. Ha contribuito certamente ad un recupero di risorse per la squadra corse attirando sponsor che hanno arricchito lui e dato supporto alla squadra, Piu’ ancora ha dato supporto alla politica commerciale dell’azienda, come ha sottolineato Carlo Florenzano domenica nel post gara. Il passaggio di Rossi alla Yamaha fece male alla Honda in termini commerciale, l’uscita l’avvantaggia perche’ il passaggio a ducati e’ poco influente trattandosi di una Casa di nicchia, poco influente nel contesto delle strategie di mercato. Le premesse sono tali che Yamaha farebbe bene gestire questa transazione con cautela, intanto trattando e definendo un intesa che la tuteli dalle chiacchiere a fronte di una liberatoria per il pilota affinche’ possa incominciare i test a conclusione del campionato, ottenendo in cambio l’uscita piu’ soft possibile. Yamaha e’ potente, ma Valentino con chi diventa “avversario” e’ spietato e non meno efficace nel demolire rispetto al costruire. In ogni caso le polemiche farebbero del male alla MotoGp ed al motociclismo in generale. Difficile dire quale piega prenderanno le cose, le prime avvisaglie non sono pero’ tranquillizzanti. Qualcuno dice che eventuali polemiche che avvelenassero l’ambiente potrebbe indurre Valentino ad affrttare il passaggio in F1. Se dovesse accadere avrebbe perderebbe tutto il mondo della motto …!
Tags: Dorna, MotoGp, Rossi Valentino, Yamaha
Imola, 09 agosto, l’ultimo saluto per un “cantore” del motociclimo italiamo
9 ago 2010 MotoProtagonisti, Think, pole… pole …
Tanti gli amici del motorismo italiano e non. A cominciare dai colleghi del Carlino, il suo giornale, e degli altri quotidiani, televisioni e riviste dove comunque lui, Ezio Pirazzini, era diventato un mito. Il funerale di ‘Pirezio’, il cronista scomparso venerdi mattina a 86 anni. Un ultimo saluto come lui lui avrebbe voluto cosi, avrebbe voluto che fosse. Stamani, pur nel dolore di un’assenza pesante, tutti hanno ricordatoo il sorriso e i mille colori di Pirazzini mentre vicini, o idealmente, si stringeranno alla moglie Alba e alla figlia Gabriella. Le esequie si sono tenute nlla chiesa di Santa Maria dei Servi in piazza Mirri. Pirazzini non ha limitato il suo interesse solo alle auto o moto, ha collaborato con i piu’ importanti quotidiani e settimanali sportivi italiani. Come inviato ha seguito 5 Olimpiadi: Londra 1948, Helsinki 1952, Melbourne 1956, Roma 1960. Era�Monaco�presente anche a Monaco di Baviera nel 1972, quando i Feddayn attaccarono il Villaggio Olimpico, un evento�che Pirazzini ha raccontato in un libro-reportage. Uno dei tanti che ha scritto. Lo ricordano ancora presente in tantissimi autodromi per seguire migliaia di gare di moto e di auto. Era uno dei giornalisti apprezzati e stimato anche da Enzo Ferrari come dai tanti dei protagonista di oltre mezzo secolo di storia del motori. Il suo interesse per i “fatti” della vita lo ha portato a coltivare molti interessi, anche non sportivi. Ci restano i suoi libri. Li conserveremo con cura perche’ testimonieranno un tempo indimenticabile. Ciao Ezio! La motivazione per l’assegnazione della medaglia d’oro dell’Ordine dei giornalisti dell’Emilia Romagna.
Ezio Pirazzini
E’ nato ad Imola dove ha continuato a vivere sempre, girando il mondo. Prima redattore poi inviato speciale de il Resto del Carlino, ha collaborato con tutti i piu’ importanti quotidiani e settimanali sportivi italiani. Ha seguito, fra l’altro, cinque Olimpiadi dal vivo (Londra 1948, Helsinki 1952, Melbourne 1956, Roma 1960 e Monaco 1972, quella dell’attentato dei Feddayn cui ha dedicato un libro – reportage). Ha intervistato i piu’ noti personaggi e non soltanto sportivi (alle Universiadi di Mosca riusci a conversare con Arafat) gli sono servite per addentrarsi nei piu’ difficili meandri della narrativa. Con i suoi scritti ha inteso anche raccontare una storia di costume attraverso lo sport. Tanti i riconoscimenti, dal Premio USSI a Leader d’Opinione 1973, dal “Severo Boschi” al Due torri d’oro, al “Bancarella sport” come finalista
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Ezio Pirazzini è deceduto oggi a 86 anni nella sua Imola. Un pensiero per un indimenticabile Amico.
6 ago 2010 MotoProtagonisti, Think, pole… pole …
L’uomo che con Lino Pizzo, Giambattista Marcheggiani e Pino Allievi, ha raccontato un pezzo la storia del motociclismo italiano e mondiale piu’ “romantico”, e’ deceduto oggi, dopo una lunga malattia. Molti piloti sono stati raccontati e gratificati dai suoi articoli, molti miti sono stati alimentati dal suo modo di raccontare lo sport non ancora preda delle immagini TV. Il motociclismo del nostro tempo offriva due scelte per viverlo: o c’eri a bordo pista o te lo raccontava lui, meglio loro! Lui aveva inventiva, fantasia e come gl’altri metteva tanta umanita’ nei suoi racconti con tutti, campioni e non. Anche la Bimota ha goduto sue amichevoli attenzioni. Ho avuto il piccolo previlegio di essergli amico, mi ha regalato molti dei suoi libri che conservo sulla mensola alle mie spalle nello studio. Come ho scritto poco tempo fa su Facebook, nello spazio del “La Rumagna de Mutor”, su uno dei quei volumi, Storia dei motomondiali – I giorni del Coraggio, mi ha lasciato una dedica: Al caro Morri “mondiale” di motociclismo e nei sentimenti“. Una testimonianza di stima e affetto che frequentemente mi capita di andare a rileggere. Oggi sei partito per un viaggio verso lidi da ciascuno di noi immaginati, ma sono certo che ci ritroveremo sulle strade di quel mondo, che spero migliore, per fare qualcuna delle lunge chiacchierate che hanno caratterizzato i nostri rapporti e nelle cene post gara o paddock di tutta Europa. Alla tua famiglia va il cordoglio piu’ fervido, a Te il piu’ semplice dei commiati: arrivederci Amico carissimo!
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Campionato Europeo Superstock; perde interesse la classe che dovrebbe formare le nuove leve di piloti. Solo paliativi i rimedi proposti.
3 ago 2010 Campionati Europei Velocita', Think, pole… pole …
Pole … pole …
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E’ tempo di vacanze, ma per alcune questioni sarebbe tempo di lavorare molto intensamente perche’ il contesto, in prospettiva 2011, si presenta piuttosto preoccupante. I titoli di Campione Europeo Velocita’ per le classi 125GP, Supersport e Superstock 1000 da due anni sono assegnati in prova unica, a fine stagione, con una gara disputata sulla pista di Albacete. Organizzata da Dorna e, palesemente, favorevole ai piloti spagnoli. Solo il titolo Superstock 600 lo si assegna al termine di un ciclo di gare abbinate al mondiale Superbike. Parrebbe una condizione ideale per valorizzare la manifestazione. I quindici piloti schierati in griglia a Silverstone e pochi in piu’ di tutte le altre gare testimoniano invece una stato di crisi molto seria. Ci dobbiamo chiedere per chi e’ utile questo campionato per cogliere le sue ragioni d’essere.
Lo stato di crisi del Campionato Europeo Superstock 600 e’ evidente, non contestabile. Le cause sono molte e complesse. Nelle ultime settimane, dietro richiesta della Infront Motors Sports, la UEM ha deliberato una modifica al limite dell’eta’ dei piloti interessati a questa manifestazione. Decisione considerata necessaria perche’ le federazioni nazionali faticherebbero (?) a favorire la partecipazioni di piloti anche in dipendenza dei limiti attuali.
Dal 2011 il limite si sposta a 22 anni rispetto ai 20 attuali.
La risposta e ‘ adeguata, in grado di mettere una pezza al decadimento in atto? A scanso d’ogni equivoci dico:no!Francamente la questione appare piu’ complessa, premesso che non si evitare di prendere in considerazione l’evidente crisi dell’UEM, come organizzazione quanto per credibilita’. Ormai pare essere sinergica solo alle frustrate ambizioni di Dirigenti che sono emarginati in altri enti, il mezzo per continuare a girare l’Europa a carico del settore. La ragioni della crisi della Superstock 600 possono essere diverse, nessuna determinante, ma tutte concorrono a zavorrare il Campionato europeo.
Intanto incominci la Infront Motors Sports a credere in questo campionato, cessi di relegarlo nelle pieghe del programma in modo tale da evidenziarne la poca considerazione che gli riserva. Che senso puo’ aver avuto il riposizionare la gara a tarda ora del sabato e in chiusura del programma. Ad un campionato europeo deve essere riconosciuta una caratura ben superiore al modesto trofeo monomarca che ne ha occupato il posto. Evidente che non e’ stata una scelta dei valori sportivi.
La gara collocata al gara sabato, in tarda serata, e’ scelta perdente per quanto concerne la comunicazione, a cominciare dalla modesta copertura televisiva, per passare al disinteresse quasi totale dei media, fatto salvo qualche blog.
Le federazioni sono disinteressate, se l’accusa e’ fondata si dovrebbero ricercare subito ragioni per motivarle. Innanzi tutto modificando e arricchendo la formula. Dimostrando un interesse maggiore e dedicando il tempo necessario si possono definire progetti molto interessanti. Ci vogliono idee e volonta’ di realizzare la mission.
Poca considerazione per questo campionato da parte delle Case, la crisi di vendite del settore, almeno in Italia, si va facendo drammatica e qualunque programma a breve o medio termine non puo’ prescindere da questo dato e dalla necessita’ di contenere i costi, tutti!
I costi per un campionato promozionale dovrebbero essere riconsiderati, la UEM prende danaro, la sola linfa che permette all’ente di esistere perche’ in tutti questi anni non ha saputo organizzarsi per vivere di risorse proprie e fintanto che Infront Motors Sport, insieme a Dorna, sara’ una delle pochi fonti cui attingere pensare di infastidire i due promotori sara’ impensabile.
La situazione e’ critica, alzare di due anni lo sbarramento dell’eta’ cambiera’ poco o nulla, intanto nel vortice della crisi paiono essere sempre piu’ investite anche le classi anche Supersport e Superstock 1000.
Ci dobbiamo preparare a griglie di 15/17 piloti in ogni classe? Temendo che in divenire possa essere questo lo scenario non sarebbe il caso di predisporre la riforma della scaletta per l’assegnazione dei punti … magari si dimostrera’ d’essere piu’ avanti della MotoGp.
Tags: Campionato Europeo Superstock 600, CIV, Superstock 600, UEM
E deceduto Luigi Esposito, Team Gimotors, un amico!
29 giu 2010 Think, pole… pole …
Pole … Pole …
Luigi D’Esposito, per tutti gl’amici Gigi, e deceduto oggi. E’stato un pilastro del mondo delle corse in Italia. Ha organizzato il suo primo team nel 1990 ed a quella stagione risalgono i nostri primi rapporti. I primi passi li ha mossi con Bimota e Silvano Martinetti. Solo pochi giorni addietro Silvano mi ha inviato un messaggio per chiedere di scrivere poche righe a Gigi perche’ voleva fare parte anche lui del Gruppo “Bimota old time”. Non ha fatto in tempo, il male ha vinto sulla sua tempra di lottatore, come aveva vinto quando gli aveva strappato l’adorata Marlisa nel 2007. Abbiamo discusso o condiviso molte cose, l’ultima iniziativa condivisa riguardava la promozione del progetto volto a far nascere un’Associazione dei Team. Nel 2010 mi era parso molto deluso e stanco. E’ uscito di scena in punta di piedi, ma il suo ricordo restera’ vivo fra quanti hanno avuto la possibilita’ di conoscerlo. Troppe parole possono diventare inopportune, il dolore consente solo di esprimere il cordoglio e la solidarieta’ ai famigliari. Un sentimento che penso di poter testimoniare anche a nome degli amici del Gruppo e di quelle persone con le quali abbiamo condiviso la passione per il marchio Bimota. Grazie, per sempre, Gigi!
Tags: Bimota, CIV, motociclismo, MV Agusta, Superstock 1000, Yamaha
Michel Rougerie: un Campione ed un amico che vive nel ricordo.
31 mag 2010 Team & Piloti: News, Think, pole… pole …
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Ricordo di un amico e di un grande pilota: Michel Rougerie
Il pomeriggio del 30 maggio 1981 durante la gara della 350 gp sulla pista di Rjeka seguivo quella gara dall’interno del tracciato dell’autodromo, a quei tempi una costruzione “spettrale, nella parte fra il rettifilo del traguardo e le due esse piu’ in basso cho visto mutare il destino di una campione!
Pochi giri dopo la partenza uno dei piloti di testa, con la tuta gialla che diversi piloti francesi, sponsorizzati “Pernod”, indossavano cacce nella curva a destra prima della salita. In terra a bordo pista, traiettoria obbligata a dispetto della larghezza della pista. Poi il tentativo di rialzarsi e portati sul quel prato a meno di un metro, ma il gruppo degli inseguitori si avvento’ sulla circa, Vic Soussan, anche lui in giallo colpi il pilota caduto fra le gambe. Un botto sordo e cosi Michel Rougerie si separo’ dalla vita terrena! Uno degli uomini migliori che mi sia capitato di incontrare nel mondo delle corse. Un campione che contribuiti allo sviluppo della moto che mi avrebbe regalato in Bimota il primo titolo iridato da team manager. Cosi mori un amico, uno di quelli che usa dire: … si contano sul palmo di una mano! Un vecchio libro che mi e’ caro, da anni lo tengo in ufficio e dove ogni tanto cade l’occhio. Lo aveva scritto Michel insieme a Phillippe Debarle. Titolo eloquente per capire chi era Michel: “Rougerie la vie d’abord”. Lo ricevetti in regalo una sera a Parigi, a casa dei genitori e di Alan Prieur (uno dei piu’ grandi funamboli pardon “cascadeur” del mondo). Un regalo semplice come la dedica: “Pour messieur Morri. Merci puort tout et bravo pour Bimota. Avec toute mon amitie’!. Due anni dopo la tragedia, come in seguito capito’ ad Alain che la stessa sera mi aveva regalato un’altro libro dove in apertura si legge: “A toi, jeune fou temeraire, ou bien�a’ vous ses parents bientot resignes”. Erano due “Cavalieri del vento”, vissero da cavalieri e morirono facendo la cosa che piu’ amavano. Michel vive nel mio ricordo, e gli sono immensamente grato per l’amicizia che mi ha concesso.
Tags: 350gp, Bimota, Michel Rougerie, Rjeka
CIV: Alla vigilia della 1° gara del decennale
15 apr 2010 Think, pole… pole …
Pole … Pole …
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IL CIV DEL DECENNALE!
Avendo contribuito al rilancio del Campionato Italiano Velocita’, mi sento parte di questa manifestazione, ed alla vigilia della gara inaugurale dell’edizione 2010, mi piace fare qualche riflessione. Non sono piu’ un frequentatore “dal vivo”, ma seguo e mi informo da osservatore. Dieci anni segnano la vita delle persone e delle cose, e il “nuovo CIV” ha inciso e come sull’organizzazione del motociclismo italiano. Ha lasciato il segno su tutte la strutture che si sono occupate della gestione dei campionati nazionali nell’ultimo decennio, una scelta risultata decisiva per la loro sopravvivenza.Il 16/18 aprile, sul tracciato dell’autodromo Vallelunga e, almeno stando alle previsioni meteo, con una domenica di sole, sara’ tagliato il nastro ideale per l’avvio, decennale, della manifestazione. Nell’attesa delle prime prove mi piace fare delle riflessioni generali sul presente ed in prospettiva.
L’edizione che va a cominciare, evidenzia il rafforzamento dell’incidenza da parte dello staff federale in veste di “organzzatore”. Il progetto presenta aspetti innovativi, inframezzati da qualche intervento che si puo’ discutere. Non sfugge il grande sforzo promozionale in atto, ma sostanzialmente la manifestazione gia’ affermata e’ volata in alto nel contesto molto terra terra generale, poi ha dato l’impressione d’essre entrata in una fase di stallo. L’intervento federale, a dispetto del grande sforzo, non pare aver posto rimedio alle criticita’ di fondo. Voglio dire che il CIV e’ si una manifestazione importante, ma ancora non incide adeguatamente sulla formazione dei dei nostri piloti, tantomeno si e’ trasformatoa (fatti salvi casi sporadici) nel trampolino di lancio verso attivita’ internazionali. Non ha prodotto la svolta economica decisiva, con l’acquisizione di supporti economici significativi per l’organizzatore ed per le squadre che investono sul CIV. Il progetto si finanzia ancora (dopo 10 anni) principalmente con le tasse richieste ai soggetti che ne sono i protagonisti: piloti, squadre e aziende. La questione delle risorse economiche potrebbe diventare piu’ pressante, e’ la scomessa da vincere per scongiurare possibili crisi che potrebbero toccare anche l’Ente. Una scommessa/investimento che la FMI sta sostenendo attraverso un intervento diretto che dovra’ essere meglio definito e consolidato perche’, se e’ vero che l’offerta per il settore puo’ apparire allettante, e’ anche vero che in caso di insucesso esporebbe tutto il movimento a rischi dalle dimensioni imprevedibili. Una carenza che si avverte e’ la colleganza fra lo staff federale e molte strutture che potrebbero assumere ruoli decisivi. Dai moto club, sempre piu’ fuori dal gioco, passando per piloti non gestiti da una struttura sportiva efficiente nelle fasi si selezione e formazione, alle squadre prive di ruolo propositivo e operativo si evidenziano lacune che potrebbero mantenere in stallo il CIV. E’ in atto una manovra avvolge, volta a controllare e gestire tutto, ma resta da verificare se la dirigenza FMI e’ certa di disporre centri operativi con l’efficienza necessaria, risorse umane adeguate e strutture per effettuare gli opportuni controlli.
Restando all’edizione 2010 e’ stata sostanzialmente, confermata l’impostazione sportiva “tradizionale” con le modifiche apportate nel 2009, cinque titoli per cinque classi, con l’aggiunta del monomarca Yamaha. Confermata l’apertura ai piloti esteri, non apprezzata stando alla decina di piloti che l’hanno premiata (sono 39 nel CEV che schiera solo tre classi). Il giudiziono sulla composizione delle start list pone degli interrogativi, si continua, per evidenti necessita’ economiche, ad accettare iscrizioni di piloti che non hanno qualita’ per meritare la qualifica di protagonisti della piu’ importante manifestazione nazionale. Giocare in “serie A2 dovrebbe rappresentare un premio al merito. Non e’ stata fatta la scelta di considerare attuale l’inserimento, “sperimentale” della Moto2. Non avrebbe inciso per il numero e la qualita’ degli iteressati alla Supersport, lo si deduce stando agli iscritti dichiarati. Al contrario avrebbe posto il CIV a livello dei campionati piu’ dinamici e attenti al nuovo che avanza. Una novita’ che avrebbe fatto da supporto per alcune strutture (team e piccole aziende) e per qualche pilota con mire iridate.
Il calendario e’ interessante, in particolare se potra’ essere confermata la gara di Imola, ma oggettivamente ci sono rischi a causa della messa in stato di fallimento della societa’ di gestione. Imola in passato ha gia’ “tradito” il CIV, sperabile che la storia non si ripeta.
Sono importanti le novita’ relative alla comunicazione, sono stati effettuati cambiamenti radicali dello staff operativo nelle sale stampa, sostituito anche lo speaker. Cambiare puo’ essere utile, sperabile che non sia proposta l’anteprima vissuta a Misano; commento assente il sabato e “piatto” (troppo) la domenica.
Il progetto TV 2010 e’ molto intrigante, e’ un progetto da grande evento, ora si dovra’ dimostrare che il CIV e’ una manifestazione in grado di fare audience per 4/5 per non deludere le emittenti e gli appassionati.Il compattamento dei programmi con l’eliminazione dei tempi morti comprese le operazioni per la consegna dei premi parrebbe indispensabile. Personalmente propendo per la realizzazione di buoni servizi registrati, realizzati con montaggi accurati, tali da mettere in grande risalto immagini positive e prive di situazioni critiche come e’ capitato la scorsa stagione o in presenza di fasi di “stanca”. Il progetto TV 2010, riconfermo,lo reputo importante, pertanto lo ritengo meritevole d’attenzione affinche’ non si trasformi in un “incidente di percorso”. E’ un’operazione molto onerosa e se non producesse effetti ecnomici conseguenti:sponsor per l’organizzatore, team e piloti, si dovrebbe ritenere fallita la sua missione. Legittimo il timore che i costi possano rendere incompatibili per il futuro le dirette e se dovesse verificarsi un tale “rientro nei ranghi” si farebbe fare un passo indietro alla manifestazione, avendo bruciato risorse preziose.
Sono state cancellate, dopo una stagione “di prova” alcune iniziative volte a vivacizzare il paddock. Acclarata la difesa d’ufficio, resta il fatto che alcuni insucessi sono troppo evidenti per essere negati. Sono stati dei tentativi come appaiono quelli proposti per la stagione che si sta avviando, francamente il torneo di “calcio Balilla” fa sorridere. Desta qualche perplessita’, per ragioni piu’ significative in primis la sinergia pro CIV, il concorso per gli “smanettoni”, se congfermata. Un’iniziativa da considerare inutile, anzi dannosa per l’immagine dei motociclisti..
Al CIV, che prende avvio auguri per una stagione proficua, in grado di fugare timori (non sono gufate) di che teme che la manifestazione, pur avendo buone potenzialita’, sia a rischio di stallo.
Giuseppe
CIV: Critiche da un anonimo addetto ai lavori
30 mar 2010 Campionati Italiani Velocità, Think, pole… pole …
Pole … Pole …
Prendendo spunto da una lettera, che un addetto ai lavori ha inviato ai direttori di alcuni giornali, mi piace riportare alcune riflessioni sulla gestione dell Campionato Italiano Velocita’. Alla manifestazione presto una particolare attenzione, avendo ideato ed impostato il progetto. Considero interessante ogni trasformazione, allo stesso modo mi rammaricano per alcune involuzioni.
Motosprint, numero 13 (in edicola) pubblica, nelle Rubrica “Lettere” gestita dal Direttore Stefano Paragoni una lettera il cui titolo desta curiosita’: non si rilancia cosi’ il CIV.
Una lettera, per la quale il mittente ha richiesto l’anonimato, presumibilmente inviata da un team. La richiesta di rivelarsi costituisce gia’ una denuncia di relazioni non ottimali o paure presenti nel paddock? Un messaggio inviato per contestare aspetti della gestione CIV dalla scorsa stagione assunta in toto dalla FMI. Sono critiche che per larga parte degli addetti ai lavori manifestano nei colloqui privati, anzi riservati; con il timore originato dalle stesse ragioni per le quali e’ stato chiesto l’anonimato da colui che ha deciso di scrivere al Direttore la lettera cui si fa riferimento. E’ un segnale, modesto, testimonia un malessere che e’ presente di mondo CIV; sarebbe un errore considerarlo un caso isolato. L’edizione 2010, a dispetto delle dichiarazioni dello staff FMI, troppo spesso trionfali, lascia intravedere crepe la cui evoluzione non pare essere prevedibile. In ogni caso diritto di chiedere ed ottenere esaurienti chiarimenti dovrebbe essere rigorosamente rispettato perche’ il destinatario sono responsabili di un Ente sportivo che sarebbe tenuto a fornirli nella maniera piu’ esauriente. Il passaggio alla gestione dell’Ente e’ stata accompagnata da dichiarazioni condite di trionfalismi spesso risultati poi fuori luogo come i fatti hanno dimostrato. Ma per i flop che si sono succeduti i responsabili non hanno mai fornito spiegazioni, tanto meno c’e’ stato un mea culpa. Voltare pagina, passare disinvoltamente a nuove iniziative senza spiegare o fare autocritica e un atteggiamento che assume il significato di un chiaro: a voi che nun ve’ deve frega’! Ecco perche’ da parte dei piu’ attenti osservatori delle vicende del CIV, l’arrivo nelle redazioni dei giornali o dei siti webb delle lettere di critica, possono essere considerate una timida presa di coscienza per riprendere un’iniziativa che in FMI hanno pensato di aver sotterrato nella primavera del 2009 quando, con tanta arroganza, si spesero per stroncare l’iniziativa che mirava ad organizzare e responsabilizzare i team. Allora si penso’ che far attribuire alle squadre valenza di soggetti partecipativi alla gestione delle organizzazione degli eventi costituisse attentato alla sovranita’ federale, ma i problemi di ieri, quelli di oggi cui si aggiungeranno quelli prevedibili di domani metteranno a nudo che e’ stata persa un’occasione. Forse e’ stato solo rallentato un progetto irreversibile.
Merita rispetto la critica, contenuta nella lettera inviata a Motosprint, relativa alle spese sostenute nel 2009 per i comici di Zelig. A prescindere dall’entita’ dei costi quell’iniziativa e’ stata un “flop”, passata in archivio senza che nessuno si sia sentito in dovere di spiegare e scusarsi. E’ una critica al metodo di formazione dei progetti, prima ancora che ai costi che comporta la loro gestione.
Ma che dire dei “motoraduni” che dovevano portare motociclisti negli autodromi in occasione di ogni gara? Era stata creata una apposita sezione, con tanto di logo e responsabile del progetto, un’iniziativa naufragata miseramente. Sarebbe bastato, anche in questo caso, confrontare delle esperienze per capire l’inconsistenza delle “pensate”.
Che dire del progetto TV 2009, realizzato in collaborazione con un’emittente, poi tagliata (giustamente) dopo una sola stagione, in grado di mettere a disposizione un canale criptato e visibile dolo da poche decine di miglia di abbonati? I dati per fare le opportune valutazioni erano disponibili. Molto meglio il progetto 2010, se avra’ continuita’, cioe’ se le risorse che il CIV sta producendo lo potranno supportare. Timori originati anche dall’assenza di sponsor significativi. Questi progetti non dovrebbero essere condizionati dalle finanze dell’ordinaria gestione della Federazione, il progetto CIV dovrebbe avere una copertura finanzia autonoma. Lo prevedeva il programma iniziale ed era stato un obiettivo conseguito, escluso il primo, per gli otto anni di gestione affidata al promotore.
Che dire del taglio operato al monte premi da erogare ai piloti, e’ stato attuata una diminuzione di 99mila! Aumentato nel 2009, e presentato come elemento qualificante della “nuova “ gestione del CIV, e’ gia’ stato ridotto e portato ad un importo inferiore ai vecchi valori: senza fornire spiegazioni. I team mugugnano (come sempre) ma faticano ad avviare un dialogo, anche per le ragioni per le quali e’ priva di firma la missiva inviata al Direttore Saragoni.
La lamentazione per l’assenza della Clinica Mobile nei paddock del CIV sara’ certo spiegata con le stesse ragioni gia’ esposte dal Direttore: l’assistenza in essere e’ adeguata. E non lo e’ forse anche quella prevista per le gare mondiali dove e’ presente la struttura medica che per il suo funzionamento conta anche sul finanziamento della FMI? Un Campionato che lo staff definisce “mondiale”, dove gareggiano un mix di piloti esperti e molto competitivi, insieme con amatori e neofiti, non meriterebbe un’assistenza al top?
Motosprint, preannuncia, per la settimana prossima la pubblicazione della replica FMI all’anonimo contestatore, sperabile che non si riveli, con un bel “sono fatti nostri”, un fumogeno. Chi che avanza richiesta di chiarimenti non dovrebbe mai essere considerato un seccatore, esercita un diritto che gl’enti sportivi in ragione di obblighi, legali e morali, dovrebbe rispettare. La gestione del CIV e’ molto complessa, passa dalla raccolta delle tasse per le iscrizioni e gl’accrediti, da gestire nel rispetto delle regole, alle relazioni con gl’impianti e le complesse gestioni delle prove libere e affitto box.
Tags: associazione team, CIV, FMI
FMI: Progetto Velocita’ al femminile, reazione critica della Presidente del Club Motocicliste.
3 mar 2010 Campionati Italiani Velocità, Team & Piloti: News, Think, pole… pole …
Pole … Pole …
Commentando il comunicato diffuso dalla FMI, relativo al progetto federale per la gestione dell’attivita’ sportiva delle ragazze nel settore velocita’ per il 2010, si faceva riferimento ad un persistente silenzio di Paola Furlan, la persona che per 10 anni si e’ occupata di gestire il settore. La risposta e’ arrivata attraverso un articolo pubblicato da Gpone.com. Un intervento duro, polemico, che denuncia la delusione per un evidente “accantonamento”. Ma anche per la poca consistenza del progetto federale. Un progetto, che e’ bene chiarire, non e’ arrivato come un fulmine a ciel sereno perche’ era stato annunciato con la Circolare Sportiva del luglio scorso, che prevedeva la cancellazione del campionato con la sostituzione di un trofeo “macedonia”. La FMI ha reso noto, attraverso un comunicato, il progetto 2010, indicando ufficiosamente anche chi ne sara’ la coordinatrice. Progetto calato dall’alto, piuttosto scarno e povero di idee e iniziative.
La Furlan, che ha le sue responsabilita’ per la crescita piuttosto modesta del movimento sportivo al femminile nelle corse in moto, ha gestito il movimento con molta autonomia (per la FMI era una scelta considerata liberatoria?) ed e’ stata “accantonata” dallo staff federale diventato ormai faro unico per il mondo della velocita’ nazionale. Le sue critiche possono essere lette come sfogo personale, al limite, come una tutela di interessi personali e della sua attiva struttura associativa, ma sarebbe un errore liquidarlo come “rottura di scatole”. Il movimento femminile e’ povero per quantita’ e qualita’ delle strutture interessate ed un atteggiamento piu’ “aperto” verso i soggetti piu’ attivi parrebbe scelta saggia. Forse per “conquistare” alla pratica dell’attivita’ sportiva in moto una quota significativa di ragazze, servirebbe un progetto innovativo, in grado di uscire da schemi che propongono, sostanzialmente, sole competizioni che vecchie e copia di iniziative costruite e gestite da sempre al maschile.
Purtroppo il progetto FMI 2010, sostanzialmente cambia poco, la scelta di “obbligare” le donne (se vogliono gareggiare con continuita’) ad entrare nel “calderone” dei tanti trofei nazionali, impreziositi da qualche premio speciale “rosa”, non le aiutera’ a crescere. Fara’ bruciare sogni ed entusiasmi, prosciugando risorse economiche nella ricerca di traguardi conseguibili solo a prezzo di una preparazione imposta sulle necessita’ dei soggetti interessati. I due eventi riservati e lo stage di un giorno sono poca cosa annunciati per il 2010, spossono essere considerati un punto di partire dopo l’azzeramento di quanto�era in essere? Criticare un tale progetto e’ fin troppo facile, perche’ alimente l’impressione di essere una scelta di “sopravvivenza” come si sta facendo con il anche campionato europeo, una scelta che non fa futuro! Paola Furlan fa polemica con la federazione e liquida la gara unica per l’assegnazione del titolo di Campione d’Italia con una commento bruciante ‘…un’unica “sveltina”… al posto di un vero campionato ‘. La presentazione ufficiale del progetto, in programma a Roma nell’ambito del Motodays il prossimo 12 marzo, dovrebbe chiarire molte delle perplessita’ che stanno alimentando alcune accese discussioni. A tal fine appare costruttiva la conclusione dell’articolo: ‘…confidando in una nuova fase di dialogo con le istituzioni’. Serve dare voce a chi, disposto a dare un contributo cerca l’occasione per manifestare interesse e presentare idee. In ogni caso la lettura dell’articolo di Paola Furlan e’ interessante perche’ testimonia di un malessere che non dovrebbe essere ignorato. Per leggere l’articolo CLICCARE su:
http://www.gpone.com/news/News.asp?NNews=6529













