FMI: Progetto Velocita’ al femminile, reazione critica della Presidente del Club Motocicliste.
3 mar 2010 Campionati Italiani Velocità, Team & Piloti: News, Think, pole… pole …
Pole … Pole …
Commentando il comunicato diffuso dalla FMI, relativo al progetto federale per la gestione dell’attivita’ sportiva delle ragazze nel settore velocita’ per il 2010, si faceva riferimento ad un persistente silenzio di Paola Furlan, la persona che per 10 anni si e’ occupata di gestire il settore. La risposta e’ arrivata attraverso un articolo pubblicato da Gpone.com. Un intervento duro, polemico, che denuncia la delusione per un evidente “accantonamento”. Ma anche per la poca consistenza del progetto federale. Un progetto, che e’ bene chiarire, non e’ arrivato come un fulmine a ciel sereno perche’ era stato annunciato con la Circolare Sportiva del luglio scorso, che prevedeva la cancellazione del campionato con la sostituzione di un trofeo “macedonia”. La FMI ha reso noto, attraverso un comunicato, il progetto 2010, indicando ufficiosamente anche chi ne sara’ la coordinatrice. Progetto calato dall’alto, piuttosto scarno e povero di idee e iniziative.
La Furlan, che ha le sue responsabilita’ per la crescita piuttosto modesta del movimento sportivo al femminile nelle corse in moto, ha gestito il movimento con molta autonomia (per la FMI era una scelta considerata liberatoria?) ed e’ stata “accantonata” dallo staff federale diventato ormai faro unico per il mondo della velocita’ nazionale. Le sue critiche possono essere lette come sfogo personale, al limite, come una tutela di interessi personali e della sua attiva struttura associativa, ma sarebbe un errore liquidarlo come “rottura di scatole”. Il movimento femminile e’ povero per quantita’ e qualita’ delle strutture interessate ed un atteggiamento piu’ “aperto” verso i soggetti piu’ attivi parrebbe scelta saggia. Forse per “conquistare” alla pratica dell’attivita’ sportiva in moto una quota significativa di ragazze, servirebbe un progetto innovativo, in grado di uscire da schemi che propongono, sostanzialmente, sole competizioni che vecchie e copia di iniziative costruite e gestite da sempre al maschile.
Purtroppo il progetto FMI 2010, sostanzialmente cambia poco, la scelta di “obbligare” le donne (se vogliono gareggiare con continuita’) ad entrare nel “calderone” dei tanti trofei nazionali, impreziositi da qualche premio speciale “rosa”, non le aiutera’ a crescere. Fara’ bruciare sogni ed entusiasmi, prosciugando risorse economiche nella ricerca di traguardi conseguibili solo a prezzo di una preparazione imposta sulle necessita’ dei soggetti interessati. I due eventi riservati e lo stage di un giorno sono poca cosa annunciati per il 2010, spossono essere considerati un punto di partire dopo l’azzeramento di quanto�era in essere? Criticare un tale progetto e’ fin troppo facile, perche’ alimente l’impressione di essere una scelta di “sopravvivenza” come si sta facendo con il anche campionato europeo, una scelta che non fa futuro! Paola Furlan fa polemica con la federazione e liquida la gara unica per l’assegnazione del titolo di Campione d’Italia con una commento bruciante ‘…un’unica “sveltina”… al posto di un vero campionato ‘. La presentazione ufficiale del progetto, in programma a Roma nell’ambito del Motodays il prossimo 12 marzo, dovrebbe chiarire molte delle perplessita’ che stanno alimentando alcune accese discussioni. A tal fine appare costruttiva la conclusione dell’articolo: ‘…confidando in una nuova fase di dialogo con le istituzioni’. Serve dare voce a chi, disposto a dare un contributo cerca l’occasione per manifestare interesse e presentare idee. In ogni caso la lettura dell’articolo di Paola Furlan e’ interessante perche’ testimonia di un malessere che non dovrebbe essere ignorato. Per leggere l’articolo CLICCARE su:
La stagione 2010 entra nel vivo, presentazioni e test al via.
22 gen 2010 Campionati Italiani Velocità, Campionato Mondiale Endurance, Campionato Mondiale Gran Prix, Think, pole… pole …, Trofei nazionali
L’Europa e’ tuttora preda del grande freddo che sta caratterizzando un inverno che si consuma fra molte incertezze ed altrettante speranze. Una situazione si puo’ leggere anche nel succedersi delle vicende che caratterizzano il mondo della moto. E’ di tutta evidenza che gl’addetti ai lavori sono ancora alle prese con una congiuntura economica, tuttora complicata. Il prezzo piu’ alto paiono pagarlo alcuni campionati nazionali importanti, ma anche le manifestazioni a dimensione mondiale non ne sono indenni. Le prime, e consuete, attivita’ d’inizo stagione sono le presentazioni ed i primi test, fasi iniziali dalle quali si possono trarre le prime concrete indicazioni.
A scendere in pista per primi sono piloti ed i team del circus mondiale ‘Superbike & Supersport’. Pare esserci ancora qualche problema per alcune squadre di privati,anche italiani, fanno fatica a completare il budget. Il prossimo fine settimana, la gran parte dei protagonisti dei due importanti eventi, si ritrovera’ sulla pista portoghese di Portimao per la prima tornata di test ufficiali. Sabato la Infront Motor Sports presentera’ ufficialmente la stagione e saranno ufficializzate le entry list. C’e’ curiosita’ per verificare se sara’ stata “recuperata” una presenza italiana piu’ consistente rispetto a quella che si e’ potuta fino ad ora accertare.
La MotoGp si ritrovera’ in Malesia, mentre i prototipi della Moto2 (ancora, tecnicamente, piuttosto estemporanei non disponendo di motori omologati) si incontrano con frequenza crescente, in particolare, sulle piste spagnole. Le incertezze sono inerenti la�definizione delle regole da completare e la partecipazione della squadra italiana SB (devono essere fugate molte perplessita’); per il resto tutto come e’ detto e scritto nel lungo dopo mondiale 2009. Ovviamente incertezze maggiori ci sono per gran parte delle classi di ‘complemento’: Moto2 e 125GP.
In Italia lo staff FMI, guidato da Alfredo Mastropasqua, ha presentato il progetto velocita’ messo a punto per programmare il futuro, almeno a medio termine, del settore velocita’.
Il pacco e’ stato confezionato con cura e presenta aspetti interessanti, anche perche’ supplisce all’approssimazione o all’immobilismo, di gran parte della struttura periferica. Qualche interrogativo permane, sempre a causa dell’apatia (nella ricerca dell’approfondimento e della chiarezza) che caratterizza molti degli addetti, per quanto riguarda l’applicazione di alcune delle decisioni che sono state ufficializzate. Regolamenti tecnici in primis. come la gestione sportivamente piu “morale” dei pneumaci dove e’ imposta la monogomma.
E’ molto significativo l’intervento attraverso il quale, come era gia’ apparso chiaro dai calendari, sara’ gestita, o controllata, l’organizzazione di tutte le formule: per titoli e/o per l’impostazione. Non c’e’ una ricerca di qualificazione dell’apparato federale, ma una scelta di accentramento del controllo di tutti gl’eventi che caratterizzano l’attivita’ nazionale. Prendendo in esame le ripartizioni settoriali delle proposte per le ‘ruote alte’ si possono ricavare interessanti considerazioni.
CIV – Positivo l’incremento di una gara attraverso un evento che prevede due partenze, sperabile che possa essere un punto di avvio per impostare in nostro campionato nazionale come gia’ lo sono altri imposti quelli di Inghilterra, Germania e Australia.
Positiva la riduzione della percentuale di scarto per�assegnare il tempo di qualifica, anche se i differenziali restano intorno agli 8/9 secondi su piste come il Mugello. Una decisione che dovrebbe favorire la scelta pro qualita’, scoraggiando i piloti piu’ “fermi”, ma con risorse economiche adeguate per ‘levarsi la voglia’ di gareggiare nella massima espressione agonistica nazionale. La promessa di una gara di ‘consolazione’ rischia di non scoraggiare adeguatamente gl’insufficienti che, per ragioni economiche, li si vorrebbe comunque presenti nella start list. Il loro contributo alla gestione economica merita considerazione? Da capire come sara’ organizzata e collocata la gara in programma gia’ piuttosto pieno.
Meno positivo il taglio del 50% del monte premi riservato ai piloti (10mila euro) per i quali nessuno pare aver chiesto delucidazioni; vero e’ che i costi sono rimasti sostanzialmente fermi, come tutta la dinamica dei costi nazionali. Si ha l’impressione che il contenimento possa essere finanziato dai tagli a danno anche dei piloti. L’incremento del monte premi nel 2009 (+ 80mila euro) era stato un punto di forza del programma di cambiamento della FMI. Ora si va sotto all’importo disponibile nel 2008.
In molti avevano sperato che la gestione FMI potesse, fra i riscontri positivi attesi, determinare anche il ritorno della Clinica Mobile nel paddock del CIV. In assenza di info in merito si deve desumere che, anche per la imminente stagione, non sara’ presente l’importante struttura. Caratterizzata anche dal ‘patrocinio’ federale,ormai opera sui circuiti dove a gareggiare sono solo pochi piloti italiani.
Bene anche l’ipotesi di contributi ai piloti migliori e piu’ giovani, sara’ importante operare scelte molto trasparenti per evitare i malumori che hanno fatto seguito a precedenti interventi similari.
Migliore il progetto relativo alla visibilita’ in TV, anche se si possono prevedere mugugni per la ripartizione delle classi ai due net-work interessati; Nuvolari (sempre necessario l’abbonamento a Sky) o Sport Italia (visibile anche sulla piattaforma digitale). In ogni caso un bel passo avanti (se sara’ confermato)�rispetto alla scorsa stagione. Un progetto che resta molto impegnativo.
Destare qualche perplessita’ la motivazione adotta per giustificare la poca attenzione per la Moto2, per i piloti italiani che andranno a gareggiare in Spagna e gli addetti ai lavori che dovranno investire per reggere la concorrenza estera non e ‘certo la migliore delee scelte. Bastera’ una stagione per dire se, chi ha sperato che la FMI si rendesse protagonista di un’iniziativa avanzata, aveva visto giusto.
Una ultima considerazione tratta dai report relativi alla presentazione di Verona e’ relativa alla norma per il�rilascio dei nulla osta per le gare internazionali titolate. Fosse vero che, finalmente, si procedera’ premiando solo il merito, evitando imbarazzanti situazioni come e’ accaduto la scorsa stagione quando alcuni piloti sono passati dai trofei monomarca alle gare mondiali. Solo una questione di risorse finanziarie disponibili, non sportive.
COPPA ITALIA: Resta il solito trofeo monomarca Aprilia, difficilmente l’inserimento, a margine, della 250 4T cambiera’ la situazione. Un trofeo che porta un titolo importante quale “Coppa Italia” non dovrebbe essere un contenitore di manifestazioni promozionale piu’ ampio? Fondamentalmente la prestigiosa sigla pare essere utile ai promotori dei trofei monomarca che, non potendo entrare nel CIV, possono vantare l’abbinamento come un titolo di prestigio, ampliandone il valore e la reale validita’.
COPPA FIM: Una sigla che comprende e completa il ciclo di manifestazioni promozionali piu’ disparate, sostanzialmente organizzati da strutture espressione di societa’ derivate da club e operatori diversi.
FEMMINILE: La proposta che e’ stata elaborata per le ragazze sa molto di ‘contentino’ perche’, lasciate per tutta la stagione sparse in vari trofei, dove e’ probabile possano essere relegate a ruoli molto marginali, fatte salve le solite eccezioni, per poi riunirle a fine stagione per un happening che assegnera’ un titolo da bacheca, poco utile per fare promozione, meno ancora per tentare di organizzare un percorso sportivo.
IN GENERALE: Team e piloti sono, in questo periodo, impegnati nella definizione degli accordi, anche se la FMI assicura di voler contrastare il sistema che obbliga i piloti ad essere portatori di ‘dote’ per avere una guida, cosi vanno le cose, un trend che nell’immediato (forse nemmeno nel medio termine) perche’ correre in moto costa tanto e ben poco e’ stato fatto per canalizzare risorse economiche verso in favore dei praticanti. Forse e’ anche tempo di riconsiderare l’organizzazione e la gestione delle squadre.
Squadre che, almeno per una parte, sono in impegnate nei test (costosi), organizzati su piste lontane (spagnole) per la messa a punto dei mezzi e la preparazione dei piloti. Il tutto nell’attesa di conoscere consistenza e qualita’ delle start list del CIV e dei trofei. I protagonisti della stagione 2010.
PAUSA: Temi che saranno ripresi, per quanto riguarda questo blog, dalla seconda settimana di febbraio. Avendo fatto la scelta di vivere le vicende della moto da ‘osservatore’ esterno, con passione,ma fuori dalla mischia, sara’ piacevole scoprire alla ripresa (grazie anche agli amici che sono prodighi d’informazioni) quanto sara’ accaduto. Ora e’ tempo di svernare al caldo.
2010: un nuovo anno o un anno nuovo? Auguri!!!
31 dic 2009 MotorCuriosity, Think, pole… pole …
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Buon anno, anno nuovo vita nuova! Sara’ capitato a tanti di pensare (o sperare) che svolte radicali possano accadere facendo fare, a Capodanno, un clic alla data: giorno, mese e anno segnati su un clalendario o di un qualsiasi segnatempo. Per formulare i migliori auspici, mentre stiamo entrando nel primo anno, del secondo decennio, del terzo millenio (pare iniziato ieri) ho pensato di prendere a prestito ulcune considerazioni da un “pezzo” di Lidia Ravera.
Non nutro interesse per la scrittrice, ma ho trovato interessanti le sue riflessioni sull’argomento. Scrive:”Siamo sempre la’, in bilico. A spostare l’aggettivo qualificativo piu’ agognato “nuovo”, al di qua o al di la’ del nome: (…) Un nuovo anno o un anno nuovo? Un anno in piu’, uguale a tutti gli altri, che si deposita sugli altri, ad aumentarne il peso…oppure un anno diverso, in cui cambiera’ davvero qualcosa…in noi stessi, negli altri, nel mondo… La speranza e’ sempre che l’aggettivo abbia ragione di posizionarsi dopo il nome. Che l’anno sia nuovo, che sia diverso, che si possa ricominciare. E’ il desiderio della pagina bianca. Per questo , per tutta la vita ho amato e odiato il capodanno. Ci arrivo sempre con i capelli lavati, il mio vestito migliore, un quaderno e una penna. Costringo chi incomincia l’anno con me a scrivere i suoi proponimenti sul mio quaderno. Tutti si scansano,da una ventina d’anni a questa parte. Da quando, cioe’, non sono piu’ giovane e quindi, ahime’, frequento gente non piu’ giovane. Fino a vent’anni fa la mia vitalita’ era considerata una risorsa. La mia incrollabile fede nella possibilita’/necessita’ di essere ogni anno migliori di come si era stati nell’anno trascorso, era condivisa, incoraggiata, invidiata. Adesso ricevo sorrisini imbarazzati: ancora con i proponimenti? ma su’, dai, una serata come tutte le altre. Si beve un po’ di piu’, si mangia un po’ di piu’, si spende un po’ di piu’…se proprio vuoi metterla sul rituale comprati un paio di mutande rosse…
Ieri sera e’ andata diversamente perche’ ero a cena e (…), quando ho estratto dalla borsa il quaderno e l’ho fatto girare tutti si sono applicati a scrivere. La padrona di casa ha scritto: “Gardez la capacite’ d’exister”…Ho provato una specie di senso di riconoscenza. Dove meno te l’aspetti, trovi qualcuno chi ti e’ simile…conservare la capacita’ di vivere…E’ questo il compito. E’ questo l’incarico per il nuovo anno. Resistere al tempo, alla rassegnazione, alla sensazione (terribile nel nostro paese) che ogni anno tutto vada un po’ peggio, la societa’ sia un po’ pi’u’ avvelenata. le relazioni interpersonali un po’ piu’ dure, un po’ piu’ fredde, un po’ piu’ superficiali, un po’ piu’ ciniche. Resistere…Ogni anno ricominciare come se fosse il primo iorno di scuola. Con i quaderni intonsi, il grembiulino pulito, e una insopprimibile voglia di studiare, di fare del proprio meglio, di promuoversi, di essere promossi, di andare avanti.(…)”
Un buon anno nuovo o nuovo anno che sia lo aspettano in tanti anche nel mondo della moto.
Chi si occupa della produzione, le grandi fabbriche o gli “accessoristi” di cui si parla poco, ma hanno le loro spine, e sono pungenti. E le strutture della distribuzione … anche.
A chi si occupa dell’attivita’ sportiva (velocita’), e si preoccupa del debutto della Moto2 o della possibile crisi della Supersport. O chi, in Italia, e’ in apprensione per il progressivo calo delle risorse finanziarie a disposizione dei praticanti a fronte del “holding” promossa dalla FMI per organizzare o controllare tutti gli eventi. Un intervento da non condannare a priori, perche’ potrebbe risultare la risposta adeguata per dare continuita’ un mondo che resta schierato con strategie da “armata brancaleone”. Saranno i fatti della prossima stagione a dare la misura dei “piu o meno” prodotti dal progetto federale.
Auguri per …un buon anno o anno nuovo? A discrezione o convenienza, auguri!!!
Giuseppe
Tags: CIV, FMI, MotoGp, mototrofei italiani, Superbike
Giustizia Sportiva? Diciotto mesi di squalifica per un contagiri irregolare in Coppa Italia.
16 dic 2009 Enti & Aziende, Think, pole… pole …
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“MotoCorse.com” ha messo online un servizio titolato “Giustizia imperfetta”, relativo a quanto pubblicato sul sito della Federazione Motociclistica Italiana fra i comunicati ufficiali con il titolo: “Decisioni deferimenti Giudice Unico”. In totale 14 delibere emesse dall’Avv.Tiberio Gullini (Giudice Unico Federale) nei confronti soggetti rinviati a giudizio dal Procuratore Federale Avv. Antonio De Girolamo. Un commento centrato sulla condanna inflitta al pilota napoletano Ciro Pizzo, un ragazzo non ancora maggiorenne (e’ del ‘92) considerato colpevole, stando la sensenza, di avere installato sulla sua moto un dispositivo irregolare. Al termine della gara di Coppa Italia (classe 125 Sport) al Mugello fu trovato sulla sua moto, durante i controlli post gara, un contagiri elettronico. Se i fatti sono quelli descritti nell’atto pubblicato, premesso che la squalifica con la conseguente esclusione dalla classifica di gara e pena abituale inflitta in decine di altri casi, non si puo’ che provare disagio per la gravita’ della pena che gli e’ stata comminata. Nel corso della stagione appena coinclusa, le squalifiche comminate al termine della gare a piloti trovati a fine gara con il motociclo non regolare sono numerose. In tanti casi con “manipolazioni” molto piu’ gravi, ad esempio pneumatici non omolgati, radiatori supplementari, liquido nei radiatori e altro, interventi in grado di incidere concretamente sulle prestazioni. Vantaggio che non si puo’ acquisire avendo montato un contagiri elettronico.
Perche’ ad un ragazzo che, magari ignaro dell’irregolarita’ che potrebbe essere stata commessa dal meccanico, e’ stata affibbiata, in aggiunta all’esclusione dalla classifica della gara, la sospensione dalle gare per durata di UN ANNO E SEI MESI?
La pena appare palesemente esagerata, a meno che non ci siano aggravanti non riportate nel verbale a spiegare l’aprezza della punizione. La procedura non ammetterebbe un tale “omissis” pertanto resta il fatto che l’intervento e’ esagerato.
La questione del funzionamento della�giustizia in ambito FMI e’ annosa, si trascina da lungo tempo, resta�un problema non risolto a cominciare dalla sua eccezzionale lentezza. La vicenda che riguarda Ciro Pizzo e’ una brutta storia che che non fa onore allo sport, e non mi riferisco al violazione del regolamento tecnico. Sperabile che la Presidenza e la CAF vogliano rivedere radicalmente la sentenza, un auspicio espresso da “MotoCorse” cui unisco il mio da vecchio sportivo. Per prendere visione della documentazione cliccare sul link: http://www.federmoto.it/linkclick.aspx?fileticket=aJ7DKuMPbUc%3d&tabid=261
Giuseppe
Tags: Coppa Italia, FMI, mototrofei italiani
Quando un cambio di persone non sarebbe solo … organizzazione.
1 dic 2009 Campionati Italiani Velocità, Think, pole… pole …
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Il “Programma Velocita’ 2010″ distribuito dalla FMI evidenzia un deciso passo in avanti nella ridefinizione della gestione di tutto il settore. Il controllo dell’Ente diventa “totale” con interventi che paiono ridefinire anche l’autonomia che si erano attribuita molti soggetti. Segnali di cambiamenti forti, che stando ai bene informati, potrebbero prevedere anche una ristrutturazione dello staff che ha l’incarico di realizzare il nuovo progetto CIV. Un rinnovamento dell’organico che potrebbe interessare l’ufficio stampa attraverso la sostituzione dei due personaggi “storici”. Dunque alla vigilia della decima edizione del CIV ci potrebbero essere avvicendamenti per i quali, a prescindere da ogni valutazione professionale, chi scrive ne sarebbe rammaricato; magari non sorpreso. Ascoltando le “voci” mi capita di ripercorrere con la mente il lungo percorso professionale fatto. Una collaborazione, che mi piace pensare, e’ stata caratterizzata da un rapporto anche amichevole. Ricordare a voce alta per rendere loro merito per gli oltre quindici anni che sono trascorsi dal primo incontro, favorito da una segnalazione di Carlo Fiorani. Nella veste di Presidente del Club Case Associate, organismo promosso da Ancma e Unrae in collaborazione con l’Avvocato Francesco Zerbi, mi fu affidato l’incarico di realizzare il progetto Assoluti d’Italia, che avevo presentato agli Enti interessati, rilanciare i campionati nazionali di tutte le specialita’ previste dalla FMI. In seguito collaborammo anche ad uno straordinario progetto relativo alla Sport Prodution. Gli affidai l’incarico di gestire la comunicazione confermandoli, insieme ad Alberto Fantini diventato mio partner, quando assumemmo l’incarico di gestire il “mitico” Challenge Aprilia proposto all’Azienda di Noale. Un rapporto che si e’ consolidato con il coinvolgimento nell’operazione CIV che, per quanto mi riguarda, si e’ conclusa ad ottobre 2004. Mi e’ stato riferito che potrebbe essere cambiato anche lo speaker. Devo ripetermi, mi rammariccherebbe anche questo cambio, perche’ il ragazzo (tale era quando lo conobbi) ne ha fatta di strada. Ho fatto la sua conoscenza, con l’inseparabile papa’, nella seconda meta’ degli anni ‘90 quando, da Presidente del Co. Re. Emilia Romagna, frequentavo le piste del motocross regionale. Lo apprezzai e decidemmo di portarlo nel Challenge Aprilia. Con piacere ne ho seguito la crescita professionale fino a diventare “la voce” di molti eventi mondiali, Formula 1 compresa.
Rammento il commiato dalle persone cui faccio riferimento, una sera di fine settembre, con tutto lo staff a tavola sulla terrazza di un ristorante, davanti al lago di Bracciano. Senza retorica, con il rispetto e l’amicizia che avevano caratterizzato i nostri rapporti li ringraziai per quanto mi avevano dato della loro professionalita’. Insieme avevamo realizzato dei gran bei progetti! Augurando loro una lunga permanenza in seno al CIV, pensavo che avrebbero potuto dare un ulteriore contributo alla crescita della manifestazione nella fase 2 prevista dal progetto. Negli ultimi cinque anni ci siamo incontrati, frequentati mai, forse per un’opportuno riserbo professionale. Non dispongo di elementi sufficienti per comprendere le ragioni per l’eventuale taglio, so pero’ che la loro uscita di scena mi farebbe sentire, umanamente, ancor piu’ distante da un mondo nel quale ho vissuto gran parte della mia vita, ma nel quale mi riconosco sempre meno. Anche se lo seguo con l’attenzione e la passione di sempre.
Giuseppe Morri
Tags: CIV
Dopo la pausa, ripensando alla domenica dei titoli.
30 ott 2009 Think, pole… pole …
POLE … POLE …
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La pausa imprevista, coincidente con la conclusione di eventi di grande rilevanza, mi porta ad esprimere, con ritardo, commenti un poco fuori tempo, me ne dispaccio e spero che il “distacco” favorisca una disamina da cui ripartire per riprendere un dialogo che ha caratterizzato la stagione che va a concludersi.Dopo la domenica “iridata” ci sono stati i test SBK e le tante voci del “mercato” piloti, e sta arrivando la gara di Albacete che, in prova unica, assegnera’ i titoli continentali delle classi 125gp, Supersport e Stock 1000.Domenica 25 ottobre e’ stata una giornata straordinaria per la Yamaha che si e’ aggiudicata ben quattro titoli mondiali.
Nella MotoGp con Valentino Rossi e il titolo per le la Casa con una gara d’anticipo, nella Superbike con Ben Spies e Cal Crutchlow nella Supersport, hanno iscritto nel palmares dell’Azienda i loro trionfi iridati come poche domeniche addietro avevano fatto Tony Cairoli nel motocross e il Team Yamaha Austria nell’Endurance.Eppure la Casa di Iwata e’ scossa, come la gran parte del settorre, dalle conseguenze di una calo delle vendite preoccupante. Non c’e’ stato molto tempo di festeggiare per Yamaha Italia, che ha ospitato e gestito molte fasi che hanno consentito di realizzare i progetti sportivi vincenti; all’indomani degli ultimi trionfi sportivi e’ stato annunciato un taglio di personale che destinato ad�incidere anche sull’attivita’ sportiva che interessa piloti e team italiani.Si tratta aspetti dolorosi che caratterizzano, con modalita’ diversificate, la crisi economica in atto, nella MotoGp dopo il ritiro della Kawasaki ora le voci di abbandono a fine 2010 paiono interessare Suzuki.Una situazione difficile che valorizza i trionfi sportivi quali contributo all’attivita’di promozione del marchio e del prodotto “moto”.Valentino Rossi ha vinto il nono titolo iridato della sua straordinaria carriera, ha gareggiato in un contesto ambientale difficile sulla pista malese di Sepang, ed corso per vincere il titolo senza puntare sul risultato parziale, forse lo fara’ a Valencia per festeggiare la conclusione della stagione e per battere�quel Casey Stoner�che, senza l’empasse estivo, lo avrebbe certamente contrastare alla pari di Jorge Lorenzo. “Vale” non offerto una sceneggiata di grande effetto per la sua grande vittoria al suo quattordicesimo anno di attivita’.
In Portogallo l’americano Ben Spies ha conquistato, da rookie un titolo importante per la sua carriera e per la Yamaha, ha vinto bruciando sull’ultimo traguardo un troppo rinunciatario Noriyuki Haga, quasi un Raymond Poulidor campione del ciclimo, ma incapace di aggiudicarsi le vittorie importanti. La Ducati puo’ festeggiare l’ennesimo titolo per la Casa, me bastera’p er cancellare alcune perplessita’ suscitate dalla gestione della squadra nella fase finale del campionato.
Ha fatto il paio, mettendo fina all’egemonia Honda, con il titolo Sbk la conquista del titolo Supersport dell’inglese Cratchlow in sella alla R6, la moto con una grande vocazione sportiva, capacei di vincere con una moto “ufficiale” nella fase che si caratterizza per il progressivo abbando di piloti e team privati. Nel 2010 anche la Casa molladopo aver colto forse l’ultima opportunita’.
Altri eventi che hanno caratterizzato l’ultimo week-end e l’inizio settimana merita d’essere commentato l’abicazione di Marco Simoncelli, non ancora sancita matematicamente, ma che solo fatti straordinari potrebbero evitare. Il giovanissimo Hirosy Haoyama con la Honda curata dal team italiano Scott ha vinto la gara con autorevolezza e, praticamente, ha messo in riga le molte moto ufficiali di casa Piaggio. Il suo vantaggio in classifica ne fa il predestinato per entrare nel palmares della 250 gp come l’ultimo campione. Dalla prossima stagione spazio alla Moto2 della quale in questo momento si parla molto, nelle cui start list in tanti vorrebbero far parte ma che vivra’ certo un a prima stagione con qualche problema con la coda di polemiche che regolamenti ed interpretazioni fanno prevedere.
Invece a Porttimao, dove si e’ consumata una “beffa” per i nostri Marco Bussolotti e Danilo Petrucci nel campionato europeo Stock 600, spiegabile con le incertezze che i due ragazzi hanno messo in mostra, insieme ad indubbie qualiti n momenti cruciali della stagione, ha preso avvio con la prima tornata di test della stagione che verra’.
Nella Superbike s’e’ affacciata la nuova generazione di piloti che potrebbe caratterizzare le prossime stagioni, nella Supersport prare di leggere una situazione di tallo conseguente all’attesa di come si evolveranno i progetti orientati verso la Moto2. Di tutto cio’ ci sara’ tempo di parlare nel lungo periodo di motociclismo “parlato” che e’ prerogativa dei mesi invernali.
Per domenica primo novembre qualche attenzione sara’ rivolta alla gara in programma sulla pista di Alicante, preparata e gestita nella fase di selezione e definizione dei partecipanti con criteri quanto mai discutibili e con tanta approssimazione.
Davide Tardozzi a Michel Fabrizio: “C’è un mondiale in ballo è il caso di consideralo…”
29 set 2009 Campionato Mondiale Superbike & Supersport, Think, pole… pole …
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A Imola, domenica scorsa, i giri finali di gara 2 sono stati seguiti anche con la curiosita’ di verificare se la Ducati fosse intervenuta per ordinate a Michel Fabrizio di invertire le posizioni con Haga. Operazione che avrebbe dato a Noriyuki la possibilita’ di conquistare nella classifica iridata 5 punti in piu’. Da un commento, rilasciato a Motosprint, si apprende che Davide Tardozzi aveva concordato con il pilota un “segnale” e che questi lo potrebbe aver ignorato o non visto perche’ poco evidente. Ora il manager dice che ritrovera’ la serenita’ solo dopo l’ultimo giro a Portimao, quando avra’ certezza che i punti “persi” da Haga non saranno decisivi per l’assegnazione del titolo iridato. E’ costellata di questi fatti la storia dello sport, di atleti che hanno “ceduto” la vittoria a un compagno di squadra per tutelare gl’interessi dell’azienda.
In qualche modo quanto e’ accaduto domenica scorsa riportata ad un episodio capitato piu’ di 20 anni addietro, nel 1998, sulla pista portoghese dell’Estoril, nella terzultima gara del primo campionato del mondo Superbike.
I piloti della squadra Bimota stavano lottando per vincere un titolo di un campionato che potenzialmente stavano dominando, ma messo in discussione una serie di casualita’, compresa la manipolazione del regolamento. Sulla pista lusitana, dalle prestazioni in prova c’era stata la conferma che i due piloti potevano fare “doppietta”. Di conseguenza i responsabili della squadra decisero di predisporre le strategie per rafforzare il�primato in classifica detenuto dal loro pilota meglio piazzato. Purtroppo solo uno dei piloti seppe esprimere la superiorita’ preventivata assumendo con autorita’ la testa della corsa, ma non era il leader della classifica. Il leader viaggiava in seconda posizione, abbastanza avvantaggiato su Marco Lucchinelli e Raimond Roche. Il contesto presentava una situazione utile per attuare, come previsto se necessaria, l’inversione delle posizioni. Difficile dimenticare quei minuti, l’indecisione dello staff chiamato ad esporre, al passaggio del pilota che “volava” verso la vittoria, la tabella nera con lo “0”: il segnale concordato. Fu necessario un intervento in extremis per rompere gl’indugi e, fra i fischi di una tribuna gremita da 10mila spettatori che aveva intuito la manovra, dare l’ordine chiedere l’inversione delle posizioni. Come in altre occasioni simili il pilota in testa alla corsa il suo “obbedisco” lo manifesto’ con platealita’, favorendo il sorpasso solo all’uscita dalla curva che immetteva sulla lunga dirittura d’arrivo. Primi e secondi, un risultato (sulla carta) trionfale per la squadra, ma non era ancora stata abbassata la bandiera e gia’ si avvertiva una tensione opprimente. Era stato privilegiato l’interesse della squadra, decisione comprensibile da parte di chi sapeva cosa poteva valere una vittoria nel campionato per il futuro dell’azienda. Poca comprensione da parte del mondo composito che frequenta, con funzioni diverse, l’ambiente delle corse. Non lo comprendeva certamente il papa’ del pilota “sacrificato” che, invece, appariva come il piu’ sereno, confessando che era dispiaciuto ma capiva. Problemi anche da parte dei “soloni” FIM che consideravano antisportivo il comportamento della squadra e minacciavano penalizzazioni, gli stessi cultori dell’etica sportiva che non avevano esitato a stravolgere le regole, imponendo norme applicate solo per la prima gara (favorevoli alla Ducati) e modificate a partire dalla seconda gara. Ma questa e’ un’altra storia che si e’ dipanata in un campionato disputato con un handicap iniziale imposto alla piu’ piccola, fino ad ora, delle case costruttrici che abbia potuto competere in SBK.
Non gioiva Davide Tardozzi, il vincitore di quella gara che aveva visto sacrificare la vittoria di Stephane Mertens per rafforzare la sua posizione in classifica, la prima del pilota belga in una competizione iridata. Il romagnolo e’ stato un pilota tosto cui piaceva lottare e vincere con i suoi mezzi. Reazioni forti che, prendendo a pretesto il poco vantaggio accumulato da Davide su Rymer e Roche, indussero il team a non ripetere l’operazione nella seconda manche. Una storia che non incise sull’esito finale del mondiale. Non fu vinto perche’ furono sprecate troppe opportunita’.
Quell’esperienza che segno’ l’animo di molti nel team Bimota protagonista di quel campionato. Episodi lontani, ricordi che si saranno sbiaditi nella mente e chissa’ se Davide Tardozzi domenica scorsa, per un attimo, ha avuto un fremito per una decisione, che a parti invertite, lo poteva portare con la mente indietro di vent’anni. Allora ritennero sbagliata la decisione presa all’Estoril, se alla fine quei punti fossero serviti a vincere chissa’ in quanti avrebbero cambiato opinione. Ma la decisione andava presa senza conoscere il finale della storia. Personalmente ridarei quell’ordine ma comprendo bene anche l’atteggiamento di Davide. Per questo a lui ed al suo staff auguro che, in ogni caso, quel piccolo spreco di punti non diventi decisivo.
Giuseppe
Tags: Bimota, Davide Tardozzi, Fabrizio Michel
E’ morto un Amico, Renzo Catalucci
3 lug 2009 Think, pole… pole …
La notizia che da amici e da appassionati di moto non si vorrebbe mai ricevere, sapere di aver perso una persona amica ti toglie il respiro. Certo la vita continua, altri si faranno carico di portare avanti il testimone che Renzo ha generosamente sorretto per tanti anni, ma Vallelunga non sara’ piu’ la stessa. Buona strada Renzo … nell’attesa di rivederci nel paddock dell’infinito.
Condoglianze vicissime alla Famiglia ed agli Amici del Gentleme.’s Motor Club Roma.
Il comunicato del Club.
ARRIVEDERCI RENZO, AMATO PRESIDENTE
Il Gentlemen’s Motor Club di Roma saluta il suo Presidente Renzo Catalucci, storico Presidente del sodalizio romano, venuto a mancare questa mattina intorno alle ore sette, all’eta’ di 78 anni. Da tempo gravemente ammalato, negli ultimi tempi la sua situazione clinica era peggiorata ma, la passione per il mondo motociclistico lo ha sempre spinto ad andare avanti, presenziando sempre qualsiasi appuntamento sportivo svolto sul circuito “Piero Taruffi” di Vallelunga.I funerali si svolgeranno il giorno 4 Luglio alle ore 17:00 presso la Basilica Cattedrale di Santa Maria Assunta ad Orte.Personaggio noto nel mondo motociclistico, ricopriva da oltre vent’anni anni la carica di Presidente di uno dei piu’ importanti Motoclub d’Italia.E’ stato il Presidente della ricostruzione, dopo la morte di Ennio Giacobetti, fondatore del sodalizio romano. Sotto la presidenza di Renzo, il Gentlemen’s Motor Club di Roma e’ stato in grado di tener testa alle situazioni piu’ disparate, da quella amatoriale a quella iper professionistica del Mondiale, riuscendo a ricavare uno spazio nella stima e nel riconoscimento di tutti coloro che entravano in contatto. Il Presidente se n’e’ andato silenzioso e discreto com’era nel suo modo di essere. Appassionato vero ma anche amministratore oculato, capace di interpretare il tempo in cui si e’ mosso, lasciando sempre che lo spirito di servizio prevalesse sugli interessi piu’ materiali, riuscendo a preservare un’esperienza unica nel suo genere; lasciando vivo l’esempio di un modo di essere che non�e’ piu di questi tempi: quello di un uomo che si sente chiamato ad operare senza interessi personali di sorta, un Galantuomo di cui non solo il nostro mondo avrebbe bisogno. Un Galantuomo che, anche quando il tempo ed i malanni avevano scavato in lui solchi irrimediabili, sentiva la necessita’ ed il dovere di esserci e di continuare a dare il suo apporto. Renzo Catalucci assume la presidenza del Gentlemen’s Motor Club di Roma nel lontano 1988, dopo una breve parentesi del Dott. Notarianni subentrato al fondatore Ennio Giacobetti.Sotto la presidenza di Catalucci iniziano ad arrivare proposte originali, come ad esempio il 1* Ducati Day, una manifestazione di marca che il GMC lancio nel giugno del 1989, dando il la’ ad un percorso di crescita inarrestabile, culminato dapprima nell’organizzazione dei quattro Mondiali Endurance e giungendo al climax con i due appuntamenti del Mondiale SBK. Non ci sono parole adatte ad esprimere la sensazione di vuoto che la scomparsa dell’amatissimo Presidente Renzo Catalucci ha lasciato in tutti noi. Rimane forte il suo ricordo che alimenta in noi la voglia di continuare un cammino cosi oneroso e prestigioso portando nel cuore e nella testa quanto e’ stato fatto fino ad oggi, proseguendo quel che Renzo Catalucci, il Nostro Presidente Renzo, ha portato avanti: il momento ora di onorare la sua memoria fino in fondo.
Tags: Gentlemen's
Presentazione: pole … pole …
13 feb 2008 Think, pole… pole …

PRESENTAZIONE
Pole … Pole…
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Considerazioni personali di Giuseppe Morri, relative a fatti, persone, eventi sportivi ed altro.
Interventi che non avranno cadenze fisse, saranno determinante dai fatti che si presenteranno
E’un invito a ragionare, affinche ci muove con la calma che le varie situazioni richiedono.
Valutazioni e confronti sereni, ma sempre in guardia, forse non come suggerirebbe un Masai quando affronta il leone armato solo di una lancia, senza escludere qualche “scatto” perche’ il carattere resta quello ormai forgiato in anni di lotta in contesto da Davide contro Golia.
Giuseppe Morri
Tags: Giuseppe Morri













