Da Sepang prime indicazioni per la Moto1 “2012″. Tutto ok? Quasi per tutti … stando ai commenti finali.

Dai tre giorni di prove, sulla pista di Sepang (Malesia), che hanno aperto la stagione 2012, sono arrivate diverse indicazioni, ed un verdetto incontrovertibile: con i motori 1000cc saranno spazzati via la gran parte dei record d’ogni pista.  La prestazione di Casey Stoner lo certifica anche a dispetto di alcuni problemi cronici e del pensiero che lo portava in Svizzera, accanto alla moglie vicina al parto della prima figlia. Il campione del mondo ha fatto segnare un tempo di sei centesimi più veloce del record fatto registrare lo scorso febbraio con la 800, ma altri piloti hanno migliorato le loro vecchie prestazioni. Tanto lavoro per il gruppo Ducati che ha portato in pista la nuova moto per i due piloti ufficiali ed il collaudatore Battaini. Verificati in concreto i possibili problemi che CRT potranno evidenziare, con l’americano Colin Edwards con la sua Suter-Bmw più lento di cinque secondi rispetto a Stoner, ma per tutti gl’altri del gruppo (Silva, Pietri e Torres) il gap è stato di gran lunga molto più pesante. Sostanzialmente i test hanno confermato che al momento il poker più forte è ancora composto dal duo Honda Stoner /Pedrosa e da quello Yamaha Lorenzo/Spies, con i due ex iridati di classe grandi favoriti. Il duo Ducati Rossi/Hayden più indietro, con il primo a un secondo dal leader, un gap pesante ma recuperabile, a giudiziose del pilota e dello staff.

A fine test i piloti hanno rilasciato per testimoniare soddisfazione e speranze per la nuova stagione, pur con ragioni diverse.

Test Sepang, i tempi finali

1 Casey Stoner Honda 1:59.607 – 2 Jorge Lorenzo Yamaha 2:00.198 +0.591 – 3 Dani  Pedrosa 2:00.256 +0.649 – 4 Ben Spies Yamaha 2:00.495 +0.888 – 5 Valentino Ducati 2:00.824 +1.217 – 6 Hector Barbera Ducati 2:00.929 +1.322 – 7  Cal Crutchlow Yamaha  2:01.108 +1.501 – 8 Andrea Dovizioso Yamaha 3 2:01.257 +1.650 – 9 Alvaro Bautista Honda 2:01.384 +1.777 – 10 Nicky Hayden Ducati 2:01.729 +2.122 – 11 Stefan Bradl Honda 2:01.894 +2.287 – 12 Karel Abraham Ducati 2:02.218 +2.611 – 13 Katsuyuki Nakasuga Yamaha 2:02.334 +2.727 – 14 Franco Battaini Ducati 2:03.033 +3.426 – (poi le CRT) 15 Colin Edwards BMW-Suter 2:04.722 +5.115  – 16 Ivan Silva 2:08.225 +8.618 – 17 Robertino Pietri 2:09.640 +10.033 – 18 Jordi Torres 2:10.184 +10.577

E le CRT? Le moto che dovrebbero essere le proposte del futuro accusano ritardi  che partono da 5″.115  a salire. Responsi  sportivamente implacabili, ma difficilmente accettabili anche per la pericolosità. Si parla tanto di sicurezza e queste moto potrebbero davvero diventare un elemento di elevata pericolosità in questo 2012!

In sintesi i commenti dei protagonisti più attesi:

Valentino Rossi: soddisfatto dei riscontri avuti a Sepang, con la nuova Ducati GP12 con telaio perimetrale crede dio avere capito che moto si può andar forte e soprattutto ha ritrovato il feeling con l’avantreno che gli mancava dai tempi della Yamaha. Le Honda e Yamaha ufficiali sono apparse ancora  nettamente superiori,  ma la Ducati al primo test  rappresenta un bel punto di partenza.  Si dovrà lavorare per migliorare il comportamento della moto in accelerazione per fare un decisivo avvicinamento alle posizioni di vertice.

Casey Stoner: Il miglior tempo ed il nuovo record di Sepang, non si è certo sorpreso, ha utilizzato solo due dei tre giorni a disposizione, ed è saltato subito veloce. Dice di non sentirsi fisicamente a posto e di avere il pensiero  rivolto a sua moglie Adriana volendo assistere alla nascita di sua figlia, Contento della moto e pensa che ulteriormente migliorare eliminando il chattering adottando alcune modifiche al setting dell’ammortizzatore.

Dani Pedrosa: Alla fine si preso il terzo miglior tempo, con il team ha lavorato principalmente sulla frenata e sull’elettronica. Una tre giorni molto stancante, ma test molto interessanti per motore, telaio e gomme, le prove più complete fatto su questa moto fino ad oggi. Sono stati acquisti dati interessanti che saranno analizzati in vista del secondo test della stagione. Fra le altre cose da sistemare c’è ancora del chattering, difficile da risolvere, ma Honda sta lavorando sodo.  In ogni caso ho trovato questa moto fisicamente più impegnativa, si sente maggiormente la potenza nelle accelerazioni, la maggior velocità nelle frenate violente e anche il maggior peso.

Jorge Lorenzo: Soddisfatto di test che lo hanno conclusi con la sua Yamaha che si è aggiudicata il secondo tempo. Ha migliorato il suo record sulla pista di Sepang. Ha avuto la possibilità di provare molte innovazioni apportate alla sua moto, alcune hanno prodotto importanti miglioramenti. Sa che si dovrà migliorare ancora, in particolare l’elettronica che non è ancora perfetta; la moto ha molto potenziale e c’è ottimismo.

Ben Spies: Il quarto tempo Sepang ha soddisfatto il texano della Yamaha, una buona tre giorni, per fortuna non ci sono state conseguenze per la caduta, con la moto del tester, che gli ha fatto chiudere in anticipo i test.  Ha comunque avuto buone sensazioni e raccolto ottime indicazioni. Si conferma impaziente di tornare per la prossima tornata di test per vedere cosa ci sarà di nuovo.

Nicky Hayden: Ha dovuto concludere  in anticipo i test , dopo aver tentato di guidare con una fasciatura molto stretta della spalla sinistra dolorante, quella operata. Non avendo la forza necessaria per spingere forte, d’accordo con la squadra, ha preferito smettere in anticipo. Sarà però in sella a Jerez prima di tornare a Sepang a fine mese. A lui il microfono. Pur non girando in condizioni ottimali ha provato delle buone sensazioni con la nuova Ducati una moto realizzati in tempi tanto ridotti da avere  dell’incredibile. Buona e l’anteriore funziona bene ma con i cavalli in più da gestire, ma si deve trovare il modo di migliorare la trazione posteriore

Andrea Dovizioso. Reduce dalla frattura alla clavicola ha dovuto stingere i denti, lo ha fatto perché non perdere l’occasione di prendere confidenza con la M1, una moto per lui totalmente nuova. Alla fine seppur provato si è detto soddisfatto. Per il suo stato fisico ed ha ringraziato tutti coloro che lo hanno aiutato nel recupero in Italia rendendo possibile la sua presenza a Sepang. Nonostante le condizioni fisiche si è detto soddisfatto della crescita di confidenza  la moto considerando che deve cambiare lo stile di guida. Resta impaziente di provare ancora quando sarà quasi al meglio delle forze.

Colin Edwards: E’ stato nettamente il migliore delle CRT, ma il gap è stato enorme, anche nei confronti degli altri tre piloti in pista per la stessa categoria. Incertezze e perplessità si stanno accentuando per l’inserimento di queste moto nella griglia della Moto1, Le differenze rispetto ai prototipo MotoGp sono rilevanti, poi ci sono da verificare le differenze fra le stesse CRT e, infine, le diversità fra esperienze e qualità dei piloti. Un bel salto nel buio! Il pilota texano  che vanta grande esperienza in Superbike e MotoGP è in grado di fare ragionevoli considerazioni, guidando la Suter BMW CRT, sul potenziale di queste moto ibride. Un mezzo che non ha consentito di raggiungere buone prestazioni buone , ma lui pensa di poter migliorare controllando meglio il chattering e  altri componenti. Pensavo che al termine dei tre giorni di tempo fosse possibile essere più veloce di un paio di secondi. Il lavoro da fare è tanto  a cominciare dall’elettronica. Considera una bella avventura la stagione che si appresta affrontare in sella ad una CRT.

MotoTest: avviati su molte piste le prove dei mezzi per la stagione 2012. Avviate anche le presentazioni.

Fine gennaio con cancelli pista aperti per i primi importanti test in preparazione della stagione 2012.

Sulla pista di Sepang (Malesia) sono scesi in pista i piloti della Moto1; un evento importante perchè segna  l’esordio e messa a confronto delle Moto1 con i motori 1000cc e le CRT (prototipi stile TT). Svelata la nuova Ducati totalmente reimpostata e lontana dai canoni tecnici che erano tradizionali per la Casa di Borgo Panigale. Viste in conformazione prossima a quella che vedremo in Qatar per Honda e Yamaha. I primi responsi delle prove, ma sarà bene attendere la conclusione dei test perché si prova con lavori in corso (molto incisivi), fanno intendere che Yamaha e Honda sono già su standard di eccellenza, migliorando i tempi record del circuito. Buona risposta della Ducati, anche  se i 7 decimi accusati da Rossi al termine della prima giornata non sono del tutto tranquillizzanti. La prima giornata di test è stata disertata da Stoner trattenuto in albergo da piccoli guai fisici e con Lorenzo e Dovizioso al rientro post infortunio. Anche un acquazzone ha influito sui risultati della prima giornata. La seconda giornata si è già aperta con il duo Yamaha Lorenzo & Spies davanti a tutti, poi Stoner & Pedrosa ed più indietro Rossi – Hayden, dunque per il momento ci sono riavvicinamenti ma non cambiamenti sostanziali rispetto alla scorsa stagione. Rossi si è detto, in caso, soddisfatto del primo contatto con la  nuova Desmosedici, disponibile con  due esemplari, solo per i piloti ufficiali. Al termine dei test malesi le prima considerazioni in proiezione futura. A Sepang, salvo rivoluzioni, si è evidenziato in modo impietoso, il gap che divide queste moto rispetto alla Moto1: 8 secondi che certio saranno ridotti, ma si prospetta una voragine fra i due gruppi di partenti. Anche i test dei tre piloti CRT impegnati a Valencia non sono molto incoraggianti in proposito. Ormai il tempo delle iposi si è consumato ed in breve avremo elementi per valutazioni più precise.

Annunci più concreti rispetto ai programmi che Bimota sta mettendo in cantiere, la Casa riminese pare puntare molto sul CIV dove sarà presente nella categoria Moto2 con la sua Bimota HB4 2012, intanto affidata al pilota  Robbin Harms per lo sviluppo, proveniente dalla Supesport mondiale.  Il  Bimota Research Development Department (definitivamente archiviato l’identificativo “Bimota Experience” tradizionale) ha organizzato una due test  con giorni di lavoro intensi per testare soluzione predisposte nell’ultimo periodo. Intanto Harms si è detto molto soddisfatto dell’inserimento in Bimota, a prescindere dal passaggio dalla competizione iridata ad un campionato nazionale, ma fiducioso per lo sviluppo della nuova moto. Ovvia la sua speranza, come della dirigenza aziendale, di poter fare qualche incorsione da wild card nel motomondiale di categoria.

Presentazione all’Autodromo di Monza dell’organizzazione del  BMW Motorrad Italia GoldBet SBK Team che sarè presente con  Ayrton Badovini e Michel Fabrizio nel Mondiale SBK. La squadra sarà prenderà parte ache alla FIM Cup Superstock 100 con il riconfermato francese  Sylvian Barrier e il neo acquisto Lorenzo Baroni. Quattro piloti, dei quali tre italiani, tutti con motivazioni diverse a cominciare da Fabrizio che deve rilanciarsi dopo una stagione opaca vissuta in sella alla Suzuki, al contrario Badovini deve consolidare le prestazioni interessanti fornite nel 2011, avvicinando maggiormente il podio in tutte le gare. Nella Superstock Baroni lascia la Ducati, il ragazzo romagnolo è alla ricerca del risultato importante un grado di  farlo proporre a livello dei ppiù accreditati candidati alla SBK. Il francese Barrier è da alcuni anni un protagonista della FIM Cup ma è stato più volte superato, buoni ultimi i nostri Badovini e Giugliano, per lui questa potrebbe risultare la stagione decisiva.   Serafino Foti, Direttore Sportivo del BMW Motorrad Italia GoldBet SBK Team che si è guadagnato stima nell’ambiente ha fatto intendere di avere ben chiari su quali obiettivi possono essere a portata dei suoi piloti. A Michel Fabrizio, già avuto in squadra chiede di esprimersi subito ai livelli di eccellenza già evidenziati nelle ultime stagioni; per Ayrton, da tre stagioni in BMW con la sua squadra chide (semplicemente) di migliorare. Al  confermato  Sylvian Barrier e a Lorenzo Baroni chiede invece di riconquistare il trofeo della Superstock 1000 già vinto nel 2010, ma che nel 2011 è stato un feudo della Ducati.

A Valencia sono scesi in pista anche le Moto3, dei  Aspar e Speed Master con  mezzi Kalex/KTM, una 2 giorni di test  che avvia una messa a punto per prototipi inediti.  Alla fine Sandro Cortese è stato il più veloce davanti Luis Salom ed Hector Faubel, più indietro Nikklas Ajo, Zulfahmi Khairuddin, un altro iberico Alberto Moncayo. Soddisfatti i piloti, in particolare per il rendimento messo in mostra dai motori KTM. Valutazioni più attendibili si potranno fare la prossima settimana ragionando sulle prestazioni che emergeranno dalla tornati di test ufficiali  quando in pista scenderanno piloti con le diverse moto iscritte al campionato mondiale.

MotoGp: prima giornata di test fra conferme (Honda), perplessità (Ducati) e delusione (CRT).

Prima giornata di test della MotoGp, in pista a Valencia con i motori da 1000cc, un cambio non pare aver scalfito la supremazia della Honda, se vogliamo cercare una sorpresa la possiamo trovare che al termine della prima giornata il più veloce è stato Dani Pedrosa con Casey Stoner al secondo posto. I test collettivi di Valencia sono dedicati allo sviluppo, ma e le prime indicazioni paiono confermare che le RC213V potrebbero essere le moto da battere nella prossima stagione. Vero è che l’assenza di Jorge Lorenzo sulla Yamaha lascia qualche speranza di competitività a qualcuno della concorrenza. Pedrosa ha messo a frutto il lavoro svolto nella prima giornata stabilendo, nel finale. il giro veloce con il tempo di 1’32″186. pochi centesimi di vantaggio sul Campione del Mondo australiano. I due “Honda” hanno compiuto circa 40 giri, molto meno degli altri piloti scesi in pista. La Yamaha paga l’assenza Lorenzo e pare aver perso il contatto con la Honda, Ben Spies pur risultando terzo ha concesso un secondo dal duo spagnolo / australiano. Non male il primo contatto del duo Tech 3 con la nuova  M1 con Cal Crutchlow quinto a +1″4 e il nuovo arrivo in Yamaha, Andrea Dovizioso, impegnato a fare la conoscenza con il nuovo mezzo. Durante la mattinata ha fatto qualche giro con la M1 800 Melissa Paris, moglie Josh Hayes – sostituto di Lorenzo-  giunto settimo nella gara di domenica scorsa.

Valentino Rossi, sesto posto a fine giornata, ha beccato  1″6s da Pedrosa, confermando il trend stagionale. Invertendo i fattori il prodotto non pare cambiare. Ha testato un modello sperimentale della GP12, dotato di telaio perimetrale, percorrendo 38 giri in mattinata. La nuova Ducati adotta una nuova ciclistica, realizzata con sue specifiche, dal telaista inglese FTR, il motore e’ il nuovo V4 da 1000cc. Nota stonata per la Ducati la frattura rimediata nella caduta di domenica scorsa da Niky Hayden, la fratturina allo scafoide della mano destra non pare richieda interventi operatori.   Karel Abraham e Hector Barbera’ provano in sella alla nuova moto. Dovrebbe essere Battaini a prendere il suo posto domani; il lavoro da fare sia ancora tanto.

Randy De Puniet ha provato Suzuki GSV-R 800 per valutarne il potenziale ed è parso ben impressionato, potrebbe essere lui a sostituire Alvaro Bautista se questi dovesse passare sulla Honda ufficiale del team di Gresini.

In pista anche le prime CRT,  la Inmotec affidata Ivan Silva che ha concluso con un gap superiore ai 5″ dalla vetta, 7” li ha beccati la Suter-BMW di Carmelo Morales e ancora più indietro la Gapam-BMW del team Grillini affidate Gianluca Nannelli e Federico Sandi.  Non sono  subito belle sensazioni quelle che procura questo primo contatto della categoria che dovrebbe rappresentare il divenire della classe regina.

Sepang: 16° round mondiale, decisivo per i titoli delle classi Moto2 3 125gp?

Pochi giorni di pausa, il tempo di effettuare il trasferimento dei mezzi e delle persone e si torna in pista; ad ospitare il 16° round di questo interminabile campionato del mondo sarà l’impianto di Sepang. Contesto completamente diverso rispetto a quello vissuto all’isola australiana che ha ospitato lo scorso evento. Il circus iridato arriva in Malesia ad assegnazione avvenuta del campione del mondo 2011 della MotoGp. Non ci sarà invece il campione uscente ferito a Phillip Island, già assente domenica scorsa e, lo sarà anche a Valencia. Lo spagnolo sarà sostituito da 30enne Nakasuga, un esperto collaudatore e conoscitore della YZR-M1 e degli pneumatici Bridgestone,  corre nell’All Japan Road Racing Championship, nella classe JSB1000, occupando la terza posizione della classifica. Un puntello per la quantità sempre in bilico della MotoGP. Dunque una classe regina piuttosto dimessa, con poche motivazioni, tutte di secondo piano. Per fortuna la partita per il titolo e vivace nelle due restanti classi, ed in particolare e ci sono possibilità che possano decise proprio domenica. Una situazione che consente di immaginare scenari diversi.

 In cerca di motivi per accendere l’interesse sulla prossima gara.

Casey Stoner può andare a caccia di record, ne ha facoltà, e non sorprenderebbe, assente il suo avversario più coriaceo per gl’avversari poche speranze per il finale di stagione. Ormai si pensa alla stagione per cercare nuovi equilibri per proporre un campionato  con esiti meno predestinati. Simoncelli per Sepang pare prometta sfracelli e proclama di voler vincere la gara, magari fosse, ma di solito sbaglia molto proprio quando è carico a molla. Divertirà la lotta fra Dovizioso e Pedrosa per la conquista del terzo gradino del podio? Speriamo , anche se viene da pensare che in condizioni normali lo spagnolo potrebbe non incontrare grandi problemi per recuperare gli otto punti che lo dividono dall’italiano: Però uno dei nostri sul podio iridato farebbe piacere. Vivremo un altro capitolo della via crucis Rosi / Ducati. Qualcuno è arrivato a suggerire al nove volte campione del mondo di avviare la ricerca di una Honda per la prossima stagione. Senza arrivare a tanto, i contratti stipulati in tempi di vacche grasse possono essere molto convincenti, se Valentino si sta convincendo che il “supplizio” attuale potrebbe prolungarsi anche nella prossima stagione farebbe bene a riflettere molto bene sul rischio di ripetere una stagione come dqulla che si sta concludendo.

Lotta a due sul fino all’ultima bandiera a scacchi?

 La rimonta  effettuata da Marc Marquez domenica scorsa è stata, da diversi equiparata ad una vittoria. Forse lo è certo che la penalità che lo ha obbligato a prendere in via dal fondo dello schieramento avrebbe potuto stroncarlo. Invece la sua determinazione, che fa il paio con la mancata vittoria di Stefan Bradl suo unico  avversario nella corsa al titolo, lo hanno posto nella condizione poter mantenere nel mirino titolo. Il ragazzo spagnolo è, innegabilmente, il più bravo della categoria e il titolo lo meriterebbe più di tutti, ma allo stato, grazie ai tre punti di vantaggio, il match point lo gioca Bradl nel caso  dovesse essere lui  a vincere la gara. I due vanto ottime prestazioni nella gara disputata nel 2010 sul tracciato malese. Il tedesco, inMoto2, prese il via dalla 22° posizione della griglia e si qualificò 7º; lo spagnolo, nella classe 125gp, salì sul gradino più alto del podio partendo dalla pole. Per il terzo gradino del podio la lotta è ristretta al nostro Andrea Iannone ed al sammarinese Alex  De Angelis divisi alla vigilia della penultima a gara da otto punti a favore del primo. Attesa anche una reazione per una chiusura d’annata da protagonisti degli altri piloti italiani, in particolare di Simone Corsi.

Titolo assegnato in Malesia?

La pioggia in Australia avrebbe potuto compromettere seriamente la rincorsa al titolo iridato di Nicolas Terol, lo spagnolo si è difeso bene e, forte del vantaggio di 25 punti che può ancora vantare sul rivale, si prepara a festeggiare l’ultimo titolo posto in palio in questa categoria che, dal prossimo anno sarà sostituita dalla Moto3. L’unico avversario del pilota che corre per il team di Martinez,  è il francese Johann Zarco, domenica prossima dovrà avere in testa una sola idea: vincere, poi fare i conti a fine gara. Titolo a parte, nel prossimo fine settimana Terol potrebbe superare la soglia dei 1000 punti nella sua carriera 125, un obiettivo raggiunto da solo altri cinque piloti prima di lui. Il candidato per terzo posto sul podio iridato è il tedesco Sandro Cortese. Il rookie Maverick Viñales quasi sicuramente concluderà con il 4º posto la straordinaria stagione del debutto, anche se lo spagnolo matematicamente potrebbe ancora recuperare i sette punti che lo dividono dal terzo posto Cortese .Per i ragazzi italiani, fermo da tempo Grotzkyj l’obiettivo di entrare almeno in ua gara nella topo ten. Obbiettivo già sfiorato in due occasioni da Luigi Morciano.

Phillip Island: Casey Stoner Campione del Mondo MotoGp 2011. Il caso lo aiuta, ma a lui non serviva. De Angelis vince in Moto2.

La 16esima prova del MotoGP 2011, l’Australian Grand Prix, disputata sulla pista di Phillip Island ha offerto risultati interessanti e scontati per quanto concerne la MotoGp. Si cerca di glissare per questa classe esiste un problema molto serio prodotto dall’esiguo numero che si possono schierare in griglia. Qualche bizza del meteo ha inciso sul risultato finale, in particolare nella classe 125gp. Assegnato matematicamente il titolo MotoGp sono sempre più incerte le situazioni nelle due classi “minori”. Restano aperti i giochi nella Moto2 con Marquez che lmita i danni derivanti da una penalizzazione; Terol “fregato” dalla pioggia insidiato da Zarco.

Stoner vince e la Honda fa poker, mancano le Yamaha ufficiali (a terra i due piloti nelle prove). Ancora una caduta per Rossi e podio per Simoncelli e Dovizioso.

La classe “regina” ha il nuovo campione del mondo, l’australiano Casey Stoner! Con una griglia di partenza formata da sole 5 file (scarse), formata da 14 piloti, è stata disputata una gara che definire “inutile” equivale al fare una foto dello stato di fatto per questa classe. Intanto tutti i partenti erano certi di andare a punti (?) peccato che, causa anche la pioggia arrivata nei giri finali, i classificati siano stati solo 10 concorrenti. Strana sensazione per l’assenza delle due Yamaha ufficiali, con Lorenzo mezzo fuori gioco, anche per la prossima gara dalle ferite che si è procurato in una mettibile caduta nel giro finale delle prove libere. Spies, caduto nelle prove libere sabato, ha dato forfait per problemi d’equilibrio. E’ mancato anche Cudlin mandato in pista per sostituire l’infortunato Barberà. Casey Stoner, in una giornata perfetta per lui, favorito anche da casualità di cui non ha certo bisogno, ha vinto con una superiorità imbarazzante capeggiando una triade Honda completata dagli italiani Marco Simoncelli e Andrea Dovizioso. E Valentino Rossi con la Ducati? Un disastro, partito alle spalle dei piloti che contano ha compiuto l’impresa di recuperare il compagno di squadra Niky Hayden per poi provarci con Bautista con la Suzuki, ma l’operazione si è conclusa mestamente nella ghiaia, Guareschi continua rilasciare interviste raccontando sviluppi che non si materializzano, dando sempre più l’impressione di voler scaricare sul pilota tutte le responsabilità; insomma pare che da un momento all’altro possa essere scoperchiata la pentola con effetti che potrebbero diventare dirompenti. Altra passo verso un’uscita di scena piuttosto sbiadita di Loris Capirossi. Merita una segnalazione il 4º (solo) di Dani Pedrosa, poi tutto il resto è riservato alle comparse; un motivo d’interesse per le prossime sarà collegato al confronto fra Dovizioso e Pedrosa per la conquista del 3° posto finale. Classifica generale: Casey Stoner p.325 punti, Lorenzo p.260, Dovizioso p.212, Pedrosa p.208, Spies p.156, Simoncelli e Rossi p.139.

De Angelis torna alla vittoria. Marquez. Campione morale, qualunque possa essere l’esito finale di questo campionato

Una decisione della giuria, che ha imposto al leader della classifica di schierarsi sul fondo della griglia di partenza è stato un ingrediente molto pepato per una gara emozionante fin sotto la bandiera a scacchi. I piccolo pilota spagnolo ha rischiato di vanificare le straordinaria rimonta che lo aveva portato, a suon di risultati, al vertice della classifica. L’incidente capitato nelle prove libere (tamponamento Wilairot) è stato punito dalla Giuria con una penalità che rischia di fare da supporto ad un buon pilota, Stefan Bradel, ma che sta conducendo un campionato tutto di rimessa.  Ieri il tedesco non ha colto l’occasione, per demerito suo perché non ha saputo vincere la gara superando un avversario, il bravo Alex De Angelis, che era in deficit tecnico, ma fornito di maggiore classe e, forse di cuore. Non ha tratto grande vantaggio dalla decisione della giuria perché una grande Marc Marquez è stato capace di rimontare circa 40 piloti per andare a conquistare il terzo posto alle spalle del tedesco. La lotta per il titolo è aperta, ma nella normalità delle cose dovrebbe essere lo spagnolo ad avere maggiori chance rispetto al tedesco. Alex De Angelis ha atteso un anno per ritrovare la vittoria sulla stessa dove aveva vinto la sua prima gara in Moto2. Autore di una buona gara è stato eccezionale nel giro finale. Fra i protagonisti anche un pilota italiano cui none è capitato spesso di mettersi in mostra durante la stagione, Claudio Corti ha disputato una gran gara e fino al giro finale ha conteso il terzi posto al rimontante Marquez. Non è stata una gran giornata per gl’altri piloti italiani, con Andrea Iannone che, dopo essere risalito in 5° posizione è poi retrocesso in 9°. Chiudono14º Michele Pirro, 15º Simone Corsi, 20° Raffaele De Rosa; caduto Mattia Pasini. Classifica generale: Bradl p.254, Marquez p.251, Iannone p.165, De Angelis p.157 e Corsi p. 127.

La pioggia mischia le carte, vince e Zarco accorcia il gap che lo divide da Terol.

Pioggerella al via, sufficiente a far modificare strategia a molti piloti, sulla griglia Zarco in pole decide di mantenere le slick, Terol con altri lo imitano, e nei giri sono molti i piloti che si trovano in grande difficoltà fra loro anche il leader Terol mentre fanno la differenza i piloti con le gomme da bagnato. Poi la pista si asciuga e le prestazioni subiscono variazioni decisive.  A Soffrire maggiormente la situazione è stato proprio lo spagnolo, che nella seconda parte di gara è stato costretto a rimontare una quindicina di piloti per limitare i danni dal francese che, al contrario, stava lottando per il podio. La pioggia riservava un ultimo “scherzo” inumidendo la pista a tre giri dalla fine e la Direzione di Gara decide di chiudere anticipatamente la prova della classe cadetta regalando così la vittoria numero 2 della stagione a Sandro Cortese, sul podio con Luis Salom e Johann Zarco. Sesto posto per Terol. Una decisione non condivisa da molto perché al via la corsa era stata dichiara “gara bagnata”! Cos’ vanno le cose, in questo campionato le regole sovente solo un’opinione: per i piloti italiani a punti solo Luigi Marciano (12°), poi Alessandro Tonucci (16°), Manuel Tatasciore (20°) e Marco Colandrea (24°). Classifica generale: Terol p.271 punti, Zarco p.246, Cortese p.205, Viñales p.198 e Faubel p.148.

Phillip Island: pochi piloti italiani protagonisti in Australia. A Stoner (MotoGp), De Angelis (Moto2) e Zarco (125gp) le pole.

MOTOGP: Implacabile Stoner, incomprensibile Rossi.

Le prove ufficiali di Phillp Island hanno confermato la netta superiorità di Casey Stoner e della Honda; l’australiano ha conquistato, la pole position del Gp d’Australia classe MotoGp con il tempo 1.29.975. Secondo tempo per Jorge Lorenzo (Yamaha), a + 0.473s, poi Marco Simoncelli (Honda) terzo a + 0,624s completa la prima fila. Il romagnolo, in tutti i turni, è sempre stato nelle prime posizioni e potrebbe mettere il podio nel mirino. Nota a margine per il “Sic”: sarebbe proprio il caso che assumesse un aspetto migliore …! Note dolenti: Valentino Rossi sta portando a termine un’altra stazione di una via crucis imbarazzante.  Il nove volte campione del mondo pare essere allo sbando, è pesante il ritardo da Stoner, oltre due secondi, come lo è la conseguente – tredicesima – posizione in griglia.  Risultato incomprensibile se confrontato a quello del suo compagno di squadra Niky Hayden, nono tempo, e più veloce di oltre un secondo, superato anche da Loris Capirossi. Impossibile non pensare che il pilota, come la stessa Ducati, non stia prendendo in considerazione soluzioni estreme. Prenderà il via dalla seconda fila Andrea Dovizioso (5° tempo) e dalla quarta Loris Capirossi (10° tempo) molte le cadute, per fortuna senza conseguenze.

MOTO2:Pasticcia Marquez, pasticcia il meteo con la pioggia, e Alex De Angelis si conferma il più veloce.

La moto 2 è quella che sulla pista australiana offre le maggiori incertezze, L’incidente che ha coinvolto ieri Marc Marquez, che nel giro di rallentamento ha tamponato Wilairot, potrebbe diventare l’evento decisivo per l’assegnazione del titolo mondiale. Lo spagnolo è stato penalizzato di un minuto e partirà dall’ultima posizione. Dovrà impegnarsi per compiere una rimonta che sa tanto impresa difficile. Se non ci riuscirà darà tedesco Stefan Bradl, che prenderà il via dalla seconda fila (8° tempo), la possibilità non solo di riprendersi la testa della classifica, ma di conquistare anche un buon margine di punti. Forse non vivremo le fasi emozionanti che il finale di campionato della Moto2 ci avrebbe potuto offrire. La pioggia ci ha messo lo zampino condizionando le prove ufficiali con la griglia partenza decisa nei minuti finali. Condizioni che non hanno impedito Alex De Angelis (tempo 1.34.574) di fare sua la pole e di confermarsi particolarmente veloce su un tracciato che lo già visto vincere nella scorsa stagione.  Il pilota sammarinese ha preceduto francese Mike Di Meglio (Tech3) e il giapponese Yuki Takahashi. Non esaltanti le prestazioni dei piloti italiani, sperabile un rovesciamento di prestazioni in gara com’è accaduto in Giappone.  Mattia Pasini è stato il migliore con decimo tempo. Michele Pirro (dodicesimo e Andrea Iannone addirittura sedicesimo. Poi Raffale Della Rosa diciannovesimo e Claudio Corti ventesimo, Simone Corsi addirittura ventiduesimo. Appare sempre più probabile un grande rimescolamento di team e piloti in questa classe, tanti sono quelli in uscita e fra loro pare ci siano molti italiani; in diversi si giocheranno il posto nelle ultime tre gare.

125 GRAN PRIX: Il francese Zarco non demorde, bene il nostro Marciano.

Johann Zarco (Derbi), votato all’inseguimento dello spagnolo Nicolas Terol, leader di classe, pare determinato a rendere la vita difficile al candidato più votato per la conquista del titolo.  Il transalpino è davvero in grande crescita e la pole conquistata anche in Australia conferma gl’ultimi risultati esaltati dalla vittoria in Giappone.  E’ alla quarta pole position, ha fermato il cronometro a 1.39.207, in prima fila troverà schierati i tedeschi Sandro Cortese (Aprilia) e Jonas Folger (Derbi). Partirà dalla seconda fila Terol (Aprilia) distanziato di quasi mezzo secondo, ma determinato a conservare quel vantaggio che lo metterebbero al riparo dell’arrembate avversario francese. Belle la prestazione di Luigi Marciano (11°) che dopo il buono messo in mostra in Giappone, da una conferma della crescente maturazione. Lodevoli anche le prestazioni di Alessandro Tonucci (1&°) e Manuel Tatasciore (22°) in particolare per i tempi fatti segnare. Qualificato in 31° posizione l’esordiente wild card Marco Colandrea.

Phillip Island: – 3 dalla conclusione, tempo di match ball per MotoGp e 125gp.

A meno tre gare dalla calata del sipario sull’edizione 2011 del Motomondiale, si stanno approssimando anche i momenti “topici” per la consacrazione dei campioni del mondo.  Il primo match ball è affidato al tracciato australiano di Phillip Island. La primavera australe farà offrirà lo scenario ideale per tre ragazzi, dal grande potenziale, di puntare alla conquista di un risultato che fa entrare nella storia del motociclismo. Detto dell’aspettativa principale non mancheranno motivi d’interesse anche per noi italiani, ovviamente nelle classi MotoGp e Moto2.  Sarà ancora una domenica che fin dalle prime ore ci regalerà emozioni.

La Honda ha schierato in questa stagione un autentico squadrone, non ha stravinto perché la Yamaha con Jorge Lorenzo ha opposto una tenace resistenza e, in parte, perché il suo secondo leader – Dani Pedrosa – è stato limitato da un infortunio.  Sta di fatto che Casey Stoner sulla pista di Phillip Island, dove si è sempre trovato bene, forte del vantaggio di 40 punti nella classifica generale, gli basteranno conquistare 10 punti in più di Jorge Lorenzo, il solo rivale che ancora lo può impensierire. Non potrà festeggiare vincendo se Lorenzo conquisterà un posto sul podio. Purtroppo per lui, come Motegi ha dimostrato, non basta essere il più forte per vincere e lo è un campione molto tenace.  Lotteranno per conquistare il terzo gradino del podio due piloti ufficiali Honda: il nostro Andrea Dovizioso e lo spagnolo Dani Pedrosa, divisi da un solo punto, con il primo che ha completato la rimonta del gap originato dalle sue assenze per infortunio. Dovizioso ha già annunciato che nella prossima stagione salirà sulla Yamaha del Tech 3. Attesi anche i piloti della squadra ufficiale Ducati che a Motegi, caduta a parte di Valentino Rossi sono parsi in fase di miglioramento. Valentino ha l’obiettivo di chiudere la stagione da protagonista, offrendo prove meno altalenanti e deludenti di quelle che hanno caratterizzato la sua prima stagione sulle moto di Borgo Panigale. Speranze? Poche, ma tanta voglia d’essere smentiti. Obiettivi similari anche per Marco Simoncelli, fresco di riconferma dalla Honda, ma che non può certo dirsi soddisfatto dei risultati ottenuti fino a questo momento, gli restano tre esami di riparazione. Intanto non mancano le voci relative ad alcuni cambi di casacca.

Più il tifo che la ragione, può far pendere il pronostico a favore dello spagnolo Marc Marquez o del tedesco Stefan Bradl, divisi da un solo punto a tre gare dal termine. Certo che la rimonta dello spagnolo qualcosa dovrebbe pur dire, senza i quattro risultati nulli d’inizio stagione, forse avrebbe già il titolo in tasca, dovendo fare un pronostico secco Marc si fa preferire. Entrambi i piloti sono scattati dalla pole position in sette occasioni quest’anno, ma è Marquez colui che può vantare risultati importanti in tempi recenti avendo chiuso sempre fra le prime due posizioni nelle ultime otto gare, sei delle quali come vincitore. Sarà lotta accesa e forse decisa anche dall’inserimento di “terzi” fra i quali potrebbero figurare anche alcuni piloti italiani.  Andrea Iannonne vuole il terzo posto finale, non riconosce la superiorità dei due in lotta per il titolo, sta disputando in crescendo la parte finale del campionato con tre podi nelle ultime cinque gare, compresa l’ultima vittoria in Giappone. Molto incisivi anche Alex De Angelis e Simone Corsi, però senza produrre le impressioni vincenti di Andrea. Ancora tre opportunità per un “lampo” da parte di Michele Pirro che non ha vissuto una stagione molto positiva. Molte le voci relative ai cambiamenti che riguardano piloti e squadre, in entrata ed in uscita, purtroppo non troppo buone per i piloti italiani che potrebbero vedere un calo di presenze.

A Motegi il francese Johann Zarco ha vinto la sua prima gara, sfatando quella che sembrava una maledizione, ha potuto limare il vantaggio del leader spagnolo Nico Terol cui sono 31 punti a tre round alla conclusione. Una serie di combinazioni potrebbero regala all’iberico la certezza del titolo, ma il pilota francese arriva in Australia in condizione di giocarsi al meglio tutte le residue possibilità di arrivare ad una miracolosa rimonta. Lo spagnolo è stato, per quanto ha fatto vedere fino ad ora, il più forte, ma ha commesso anche alcuni errori ed è rimasto vittima di qualche situazione sfortunata, dovrà stare in campana per non perdere un titolo che fin dalle prime gare è parso destinato a lui. Alle spalle dei due si è istallato una delle più belle realtà del vivaio spagnolo; Maverick Viñales che con un piazzamento fra i primi 4 nella gara del fine settimana, potrebbe stabilire un nuovo record di punti per un rookie nella classe 125. Il giovane talento spagnolo è a quota 190 punti, e attualmente il record è detenuto da Marco Melandri (202 punti nel 1998). La partecipazione italiana. Confermati i piloti del Team Italia Lugi Marciano ed Alessandro Tonucci, fa registrare la presenza di Marco Colandrea che sostituirà Francesco Mauriello per la restante parte della stagione. Si tratta di un ragazzo con poca esperienza e pochi risultati a supporto delle chance mondiale. Dopo la partecipazione di Luca Fabrizio un’altra operazione poco comprensibile. Manuel Tatasciore resta al posto dell’infortunato Simone Grotzkyj.

Motegi: Pole per Stoner (MotoGp) e Marquez (Moto2) implacabili; Zarco (125gp) minaccia Terol.

Finita la messa a punto è arrivato il momento dei tempi che contano, e il confronto è stato serrato in tutte le classi sulla pista del Twin Ring di Motegi per il Prix of Japan, 15º round del Campionato del Mondo MotoGP 2011.

Cielo coperto, ma senza minaccia di pioggia durante i turni prove.

L’attuale leader del Campionato Casey Stoner (Honda) non lascia scampo ai suoi avversari, con il tempo di 1’45.267, decima pole di questa stagione, straccia il record della pista che apparteneva a Lorenzo. Stabilisce così il nuovo numero record di pole conseguite da un pilota in una singola stagione nell’era dei motori quattro tempi. Il Campione del Mondo in carica Jorge Lorenzo (Yamaha) cerca di replicare con un tempo, che per qualche decimo migliora il suo vecchio record, ma deve accusare un ritardo dall’australiano di 256 millesimi. Partirà dalla prima fila anche Andrea Dovizioso (Honda), distanziato di 524 millesimi dal compagno di squadra. A sorpresa non va oltre la seconda fila Dani Pedrosa con quasi 7 decimi di ritardo, incalzato dal sempre positivo Ben Spies (Yamaha). Conquista l’ultima piazza della seconda fila Marco Simoncelli (Honda) con ultimo giro rabbioso, dopo due cadute e scalza dalla importante piazza Valentino Rossi (Ducati) scalato al settimo posto dello schieramento. Valentino può sognare, con qualche caso favorevole, si salire sul podio di Motegi già calpestato per nove occasioni nella massima categoria. Il suo gap (+1.200s) resta comunque in linea con i valori abituali in questa stagione, con un mix con qualche peggioramento degli altri; risulta il migliore, come dovrebbe essere sempre, il migliore con la Ducati.

Marc Marquez conquista l’ennesima pole position. Il Campione del Mondo 125cc spagnolo ha superato 193 millesimo lo svizzero Thomas Luthi, ma la piacevole sorpresa, che inverte la tendenza delle prove del venerdì, arriva dal nostro Andrea Iannone che ha accusato un ritardo di 356 millesimi. In seconda fila, dopo Bradley Smith (4°), e il giapponese Yuki Takahashi (5°) si è piazzato Simone Corsi con un ritardo di poco più di sei decimi. Alex De Angelis, settima posizione apre la terza fila dalla quale prenderà il via il leader attuale della classifica: Stefan Bradl. L’inglese innegabilmente soffre la straordinaria rimonta del campione spagnolo. Buona anche la decima posizione di Mattia Pasini, che su questa pista ha già vinto con la 125gp. Michele Pirro, 14° accusa un distacco di 1”015 pare essere nella condizione di fare una buona gara; evidente anche il miglioramento di Raffaele De rosa (20°) rispetto ai primi turni di libere. Le qualifiche hanno fatto registrare le cadute di Randy Krummenacher, Pol Espargaro, Max Neukirchner e Sergio Gadea.

Il francese Johann Zarco (Derbi) coltiva il sogno di poter conquistare il titolo iridato e mostra le sue intenzioni con un gran bel primo tempo in prova (1’57.888) che gli assegna la terza pole stagionale e il primo posto in griglia. Al suo fianco non ci sarà il leader della classifica, suo avversario diretto ma il compagno di squadra dell’avversario: Hector Faubel (Aprilia), distanziato di 242 millesimi. Nicolas Terol, maggiore indiziato per la conquista del titolo 2011 per gran parte del turno pare poter fare sua l’ennesima pole, ma alla conclusione deve difendere il terzo posto, comunque in prima fila della griglia, con un gap di 360 millesimi dal rivale che gli contende il titolo..Il giovane Maverick Viñales (Aprilia), il migliore nelle prove del venerdì e matematicamente Rookie of the Year, partirà dalla seconda fila tutta spagnola, Alberto Moncayo ed Efren. I due giovani piloti italiani del Team Italia FMI Alessandro Tonucci e Luigi Morciano, realizzano due belle prestazioni e prenderanno il quarta fila della griglia di partenza. Ennesima caduta, fortunatamente senza conseguenze, per lo spagnolo Luis Salom.

Motegi: superati i timori si pensa alla corsa. Tanti i motivi d’interesse.

Domenica 02 ottobre si disputa il Gran Premio, gara iniziale del poker che concluderà il Motomondiale 2011: si corre a Motegi. Le molte polemiche di questi mesi, per discutere se fosse il caso di andare in Giappone, paese colpito da un terribile terremoto, non hanno prodotto l’effetto “rifiuto di partecipare” ad una gara temuta per timori delle radiazioni. Alla fine a vincere sono state le realtà giapponesi convergenti con Dorna e FIM. A perdere, come sempre i team ed i piloti, ma questa non è una novità; il coltello dalla parte del manico quasi mai è stato nelle loro mani. Non sono i problemi di solidarietà ad essere in discussione, ma quelli economici capaci di spianare ogni e qualsiasi sentimento o timore. Evitata la sovrapposizione con la Superbike a causa del fuso orario in Giappone si gareggerà di prima mattina.

IL CANGURO PER I SALTI FINALI. ROSSI PER UNA RISCOSSA SPERATA DA MOLTI, MA Cui POCHI CREDONO.

Casey Stoner arriva sul circuito di proprietà della Honda con una leadership rafforzata nella classifica generale, vantaggio salito a 44 punti sul Campione del Mondo in carica Jorge Lorenzo. L’australiano che aveva vinto la scorsa stagione a Motegi punterà a vincere? Vorrà farlo perché suo obiettivo abituale, ma anche perché vincendo in questa si potrà poi laureare campione sulla pista casalinga di Phillip Island. Ha tutti i pronostici dalla sua, ma deve temere gli spunti del compagno di squadra Dani Pedrosa e non demorderà lo spagnolo campione in uscita. Salvo imprevisti saranno ancora loro sui quali scommettere per la vittoria. Il gruppo “degli spero che almeno uno si fermi” per fare spazio sul podio a vari Dovizioso e Spies e forse Simoncelli. Poco speranze per il duo Ducati, difficile, anche se la speranza è sempre l’ultima a morire, che si possano vedere, già da questa gara, miglioramenti tecnici sostanziali delle moto che ha tanto deluso. Le 4 gare finali saranno utilizzate da molti piloti per conquistare meriti per accasamenti interessanti per la stagione 2012. Solo per questa gara la Honda schiera due piloti HRC “domestici”:  Kousuke Akiyoshi e Shinichi Itoh, tester della casa giapponese. Il primo, già in pista ad Assen quest’anno, correrà con i colori LCR Honda, mentre Itoh  salirà in sella ad una RC212V per il team Honda Racing. A Motegi mancherà Loris Capirossi causa di una lussazione alla spalla destra rimediata nella gara di Aragón. Una assenza che ha alimentato voci circa un anticipo del ritiro definitivo dalle corse previsto per fine stagione. Le voci che lo vorrebbero in SBK non si sono del tutto zittite, chissà.

MARQUEZ PER NON FERMARSI E BRADL PER ARGINARE IL “CICLONE” SPAGNOLO

Quattro gare per difendere il primato (Bradl), quattro gare per agguantare la testa della classifica (Marquez). Sarà il leit motiv del ciclo di gare che concluderanno il secondo campionato di questa categoria. I sei punti che dividono i due unici piloti rimasti in corsa per il titolo sono una inezia. Nel dopo gara di Aragón Bradl si è detto  penalizzato da un problema alla gomma posteriore, vero o no che sia  il tedesco avrà 4 occasioni per dimostrarsi migliore dello spagnolo  Campione del Mondo in carica della 125. Ricordiamo che Marquez, al debutto in Moto2 ha collezionato 4 risultati nulli ad inizio stagione, diversamente il campionato si sarebbe potuto chiudere in anticipo. Entrambi possono contare vittorie sulla pista giapponese in 125, Bradl nel 2008 e Marquez nella passata stagione. Non sarà meno accesa la lotta  per la conquista del terzo posto sul podio iridato; ne sono cinque: Andrea Iannone, Alex De Angelis, Simone Corsi, Bradley Smith e Thomas Lüthi, certamente procureranno emozioni nelle restanti gare. Su una pista di casa probabilmente saranno  protagonisti anche Yuki Takahashi, Tomoyoshi Koyama, e la wild card Takaaki Nakagami. E’ previsto anche il rientro del pilota turco Kenan Sofuoglu campione del Mondo Supersport in carica. Attese sorprese da qualche pilota italiano, anche se poco probabili.

TEROL / ZARCO VERSO LA RESA DEI CONTI FINALE. IL FRANCESE DOPO 7 SECONDI POSTI CERCA LA PRIMA VITTORIA.

Il 14º round parte con Nicolas Terol  saldamente in leader della classifica, il quale arriva avendo dato  l’ennesima dimostrazione di efficienza con la vittoria nella gara di casa.  Johann Zarco deve recuperare un gap di 36 punti per insidiare lo spagnolo, cosa non facile senza interventi casuali.  Saranno le ultime 4 gare che completeranno la storia di questa cilindra prima della sua definitiva uscita di scena, e dei motori a 2 Tempi. Tutti i piloti ne sono consapevoli e daranno il massimo per lasciare il “segno”, a cominciare dal 16cenne rookie Maverick Viñales che ha messo la barra sul terzo posto finale terzo posto finale, ma per centrare l’obiettivo dovrà controllare i tedeschi  Sandro Cortese e Jonas Folger e gli spagnoli con Efren Vazquez, Luis Salom. Parteciperanno alla gara anche cinque i giovani talenti giapponesi: Takehiro Yamamoto, Kikari Ookubo, Jun Ohnishi, Hyuga Watanabe e Syunya Mori, che sostituirà l’infortunato italiano Simone Grotzkyj. Accanto ai piloti del Team Italiana ci sarà il giovane Luca Fabrizio, fratello di Michel impegnato in SBK, passa dalla gara con la Moriwaki 250 (4° posto) disputata domenica scorsa a Imola al motomondiale, non sarà un salto azzardato? 

Aragon: trionfano i “soliti” Stoner (MotoGp), Marquez (Moto2) e Terol (125gp).

MOTOGP -  LEADER IMPLACABILE!

Casey Stoner (Honda) domina nel Gp di Aragon e vede sempre più vicino il secondo trionfo iridato. L’australiano della Honda, partito dalla pole position, non ha concesso chance ai rivali, con un’impressionante serie di giri veloci. Dietro al binomio Honda/Stoner  il compagno di squadra Daniel Pedrosa e il titolato uscente Jorge Lorenzo (Yamaha) che vede il suo gap in classifica a 44 punti, che quattro gare dalla fine ha indotto tutti gl’avversari, impressionati da tanta superiorità, a riconoscere il suo merito di fregiarsi del titolo. Non riesce di conquistare il podio a Marco Simoncelli anche a causa di un dritto, quando seguiva – con il fiatone – Lorenzo; quinto posto per Ben Spies. Caduto ad inizio gara Andrea Dovizioso durante il primo giro; Loris Capirossi conclude con una caduta (investito) ed una guaio alla spalla che gli impedirà di prendere parte alla gara di Motegi. Valentino Rossi, che parte dai box penalizzato di 10” per l’omologazione del settimo motore. Recupera qualche posizione, nel finale (dirà per un cedimento grave delle coperture) e chiude 10°. Francamente la situazione si fa facendo imbarazzante.

MOTO2 – INNO SPAGNOLO PER IL 1°; PODIO CON PAGGI ITALIANI

Marc Marquez  ha scritto un altro capitolo vincente nella storia di questo mondiale, lo  spagnolo vince anche ad Aragon con autorità e recupera punti preziosi al tedesco Stefan Bradl, arrivato solo sesto,  che ora può vantare solo 6 punti di vantaggio e vede sbiadirsi il sogno iridato. Marc ha ritrovato sul podio la coppia italiana Andrea Iannone (2°), e Simone Corsi che si sono giocati il piazzamento in volata con Alex De Angelis in sia. Dopo prove incerte il piazzamento è molto positivo, anche in vista dei piazzamenti finali nella classifica iridata. Detto dei meglio il commento relativo alle prestazioni degli altri piloti italiani è piuttosto deludente, nessuno in zona punti; 19° Claudio Corti, 22° Alex Baldolini; ritirati Michele Pirro e De Rosa. Ultima classifica la ragazza spagnola Elena Rossel.

125 GRAN PRIX – APRILIA CONQUISTA L’ULTIMO TITOLO IRIDATO DELLA CLASSE CHE SARA’ PENSIONATA A FINE STAGIONE.

Nicolas Terol vince la gara e rafforza la sua posizione di leader in classifica, un risultato che  consegna all’Aprila il titolo che figurerà come ultimo della categoria che dalla prossima stagione sarà sostituita dalla Moto3. Ha preceduto il rivale che gli contende il titolo, il francese Johann Zarco, lo o spagnolo vola verso il mondiale 125, forte di un vantaggio salito a 36 punti. Sul terzo gradino del podio il giovanissimo e sempre più convincente Maverick Viñales. Bene i due ragazzi del Team Italia FMI entrati in area punti con Luigi Marciano 12° e Alessandro Tonucci 14°; operazione che non riesce per poco a Manuel Tatasciore (17°) ed a Maurilllo ritirato. Classificati solo venti piloti