Da Sepang prime indicazioni per la Moto1 “2012″. Tutto ok? Quasi per tutti … stando ai commenti finali.

Dai tre giorni di prove, sulla pista di Sepang (Malesia), che hanno aperto la stagione 2012, sono arrivate diverse indicazioni, ed un verdetto incontrovertibile: con i motori 1000cc saranno spazzati via la gran parte dei record d’ogni pista.  La prestazione di Casey Stoner lo certifica anche a dispetto di alcuni problemi cronici e del pensiero che lo portava in Svizzera, accanto alla moglie vicina al parto della prima figlia. Il campione del mondo ha fatto segnare un tempo di sei centesimi più veloce del record fatto registrare lo scorso febbraio con la 800, ma altri piloti hanno migliorato le loro vecchie prestazioni. Tanto lavoro per il gruppo Ducati che ha portato in pista la nuova moto per i due piloti ufficiali ed il collaudatore Battaini. Verificati in concreto i possibili problemi che CRT potranno evidenziare, con l’americano Colin Edwards con la sua Suter-Bmw più lento di cinque secondi rispetto a Stoner, ma per tutti gl’altri del gruppo (Silva, Pietri e Torres) il gap è stato di gran lunga molto più pesante. Sostanzialmente i test hanno confermato che al momento il poker più forte è ancora composto dal duo Honda Stoner /Pedrosa e da quello Yamaha Lorenzo/Spies, con i due ex iridati di classe grandi favoriti. Il duo Ducati Rossi/Hayden più indietro, con il primo a un secondo dal leader, un gap pesante ma recuperabile, a giudiziose del pilota e dello staff.

A fine test i piloti hanno rilasciato per testimoniare soddisfazione e speranze per la nuova stagione, pur con ragioni diverse.

Test Sepang, i tempi finali

1 Casey Stoner Honda 1:59.607 – 2 Jorge Lorenzo Yamaha 2:00.198 +0.591 – 3 Dani  Pedrosa 2:00.256 +0.649 – 4 Ben Spies Yamaha 2:00.495 +0.888 – 5 Valentino Ducati 2:00.824 +1.217 – 6 Hector Barbera Ducati 2:00.929 +1.322 – 7  Cal Crutchlow Yamaha  2:01.108 +1.501 – 8 Andrea Dovizioso Yamaha 3 2:01.257 +1.650 – 9 Alvaro Bautista Honda 2:01.384 +1.777 – 10 Nicky Hayden Ducati 2:01.729 +2.122 – 11 Stefan Bradl Honda 2:01.894 +2.287 – 12 Karel Abraham Ducati 2:02.218 +2.611 – 13 Katsuyuki Nakasuga Yamaha 2:02.334 +2.727 – 14 Franco Battaini Ducati 2:03.033 +3.426 – (poi le CRT) 15 Colin Edwards BMW-Suter 2:04.722 +5.115  – 16 Ivan Silva 2:08.225 +8.618 – 17 Robertino Pietri 2:09.640 +10.033 – 18 Jordi Torres 2:10.184 +10.577

E le CRT? Le moto che dovrebbero essere le proposte del futuro accusano ritardi  che partono da 5″.115  a salire. Responsi  sportivamente implacabili, ma difficilmente accettabili anche per la pericolosità. Si parla tanto di sicurezza e queste moto potrebbero davvero diventare un elemento di elevata pericolosità in questo 2012!

In sintesi i commenti dei protagonisti più attesi:

Valentino Rossi: soddisfatto dei riscontri avuti a Sepang, con la nuova Ducati GP12 con telaio perimetrale crede dio avere capito che moto si può andar forte e soprattutto ha ritrovato il feeling con l’avantreno che gli mancava dai tempi della Yamaha. Le Honda e Yamaha ufficiali sono apparse ancora  nettamente superiori,  ma la Ducati al primo test  rappresenta un bel punto di partenza.  Si dovrà lavorare per migliorare il comportamento della moto in accelerazione per fare un decisivo avvicinamento alle posizioni di vertice.

Casey Stoner: Il miglior tempo ed il nuovo record di Sepang, non si è certo sorpreso, ha utilizzato solo due dei tre giorni a disposizione, ed è saltato subito veloce. Dice di non sentirsi fisicamente a posto e di avere il pensiero  rivolto a sua moglie Adriana volendo assistere alla nascita di sua figlia, Contento della moto e pensa che ulteriormente migliorare eliminando il chattering adottando alcune modifiche al setting dell’ammortizzatore.

Dani Pedrosa: Alla fine si preso il terzo miglior tempo, con il team ha lavorato principalmente sulla frenata e sull’elettronica. Una tre giorni molto stancante, ma test molto interessanti per motore, telaio e gomme, le prove più complete fatto su questa moto fino ad oggi. Sono stati acquisti dati interessanti che saranno analizzati in vista del secondo test della stagione. Fra le altre cose da sistemare c’è ancora del chattering, difficile da risolvere, ma Honda sta lavorando sodo.  In ogni caso ho trovato questa moto fisicamente più impegnativa, si sente maggiormente la potenza nelle accelerazioni, la maggior velocità nelle frenate violente e anche il maggior peso.

Jorge Lorenzo: Soddisfatto di test che lo hanno conclusi con la sua Yamaha che si è aggiudicata il secondo tempo. Ha migliorato il suo record sulla pista di Sepang. Ha avuto la possibilità di provare molte innovazioni apportate alla sua moto, alcune hanno prodotto importanti miglioramenti. Sa che si dovrà migliorare ancora, in particolare l’elettronica che non è ancora perfetta; la moto ha molto potenziale e c’è ottimismo.

Ben Spies: Il quarto tempo Sepang ha soddisfatto il texano della Yamaha, una buona tre giorni, per fortuna non ci sono state conseguenze per la caduta, con la moto del tester, che gli ha fatto chiudere in anticipo i test.  Ha comunque avuto buone sensazioni e raccolto ottime indicazioni. Si conferma impaziente di tornare per la prossima tornata di test per vedere cosa ci sarà di nuovo.

Nicky Hayden: Ha dovuto concludere  in anticipo i test , dopo aver tentato di guidare con una fasciatura molto stretta della spalla sinistra dolorante, quella operata. Non avendo la forza necessaria per spingere forte, d’accordo con la squadra, ha preferito smettere in anticipo. Sarà però in sella a Jerez prima di tornare a Sepang a fine mese. A lui il microfono. Pur non girando in condizioni ottimali ha provato delle buone sensazioni con la nuova Ducati una moto realizzati in tempi tanto ridotti da avere  dell’incredibile. Buona e l’anteriore funziona bene ma con i cavalli in più da gestire, ma si deve trovare il modo di migliorare la trazione posteriore

Andrea Dovizioso. Reduce dalla frattura alla clavicola ha dovuto stingere i denti, lo ha fatto perché non perdere l’occasione di prendere confidenza con la M1, una moto per lui totalmente nuova. Alla fine seppur provato si è detto soddisfatto. Per il suo stato fisico ed ha ringraziato tutti coloro che lo hanno aiutato nel recupero in Italia rendendo possibile la sua presenza a Sepang. Nonostante le condizioni fisiche si è detto soddisfatto della crescita di confidenza  la moto considerando che deve cambiare lo stile di guida. Resta impaziente di provare ancora quando sarà quasi al meglio delle forze.

Colin Edwards: E’ stato nettamente il migliore delle CRT, ma il gap è stato enorme, anche nei confronti degli altri tre piloti in pista per la stessa categoria. Incertezze e perplessità si stanno accentuando per l’inserimento di queste moto nella griglia della Moto1, Le differenze rispetto ai prototipo MotoGp sono rilevanti, poi ci sono da verificare le differenze fra le stesse CRT e, infine, le diversità fra esperienze e qualità dei piloti. Un bel salto nel buio! Il pilota texano  che vanta grande esperienza in Superbike e MotoGP è in grado di fare ragionevoli considerazioni, guidando la Suter BMW CRT, sul potenziale di queste moto ibride. Un mezzo che non ha consentito di raggiungere buone prestazioni buone , ma lui pensa di poter migliorare controllando meglio il chattering e  altri componenti. Pensavo che al termine dei tre giorni di tempo fosse possibile essere più veloce di un paio di secondi. Il lavoro da fare è tanto  a cominciare dall’elettronica. Considera una bella avventura la stagione che si appresta affrontare in sella ad una CRT.

MotoGP: Ducati in pista, tre giorni per svezzare la nuova moto di Valentino Rossi.

Test blindatissimo per  la Ducati sul tracciato spagnolo di Jerez de la Frontiera, assenza di informazioni, e mnai velo fu più impenetrabile per un test di questo tipo. A fare commenti, davvero poco significativi, è stato l’amministratore delegato della Ducati  Gabriele, il quale ha tenuto a sottolineare che il lavoro di Checa e Battaini è volto principalmente alla messa a punto della moto che dovrebbe riportare Valentino Rossi stabilmente in zona podio. Ha parlato di segnali che sono confortanti, ma insufficienti per fare previsioni. Sostanzialmente non ha detto nulla e l’impressione è quella che il progetto sia in una fase interlocutoria, pertanto solo in occasione dei ai test di fine mese in Malesia sarà possibile fare le prime valutazioni sulla riuscita del nuovo mezzo. Certo è che la moto nuova è rimasta molto più tempo nel box che in pista dove ha girato a lungo la moto Superbike. Nei test in programma a Sepang, al caldo (a Jerez in questi giorni ha fatto freddo) saranno Rossi e Hayden a dover  portare al limite la moto e lo faranno con il confronto diretto con i mezzi dei concorrenti più diretti. La temperatura sarà importante perché influisce sul rendimento delle gomme e notoriamente, le Bridgestone montate sulle Ducati soffrono particolarmente condizioni non ottimali del clima. L’attesa è grande, per vedere in concreto i cambiamenti che sono stati apportati e per misurarne il poi il rendimento; la nuova 1000cc della Ducati è stata realizzata a tempo di record adottando  elettronica supercomplessa, tante cose nuove e la fase della messa a punto potrebbe risultare molto impegnativa, forse decisiva per l’andamento della nuova stagione per la casa di Borgo Panigale e per Valentino Rossi.

Ogni interpretazione sarebbe, al momento, figlia solo di sensazioni e lo stato di incertezza alimenta  speranze … e timori di delusioni.

Valencia: conclusa la due giorni di test MotoGp, al vertice la Honda con Pedrosa,Yamaha migliora, Ducati conferma (il gap abituale) e Rossi ottimista (d’obbligo?). CRT … altro mondo.

Trascorsi i due giorni di test ufficiali MotoGP sul circuito Ricardo Tormo di Valencia, si possono trarre le prime indicazioni in proiezione 2012, perché, a prescindere dal carattere di provvisorietà di prove cha hanno la finalità di sviluppare i mezzi, resta il fatto che l’esordio delle moto equipaggiate dai motori 1000cc fanno già comprendere le potenzialità che potremmo ritrovare in Qatar all’esordio stagionale. 

HONDA – La moto più avanti di tutte, ha ribadito la superiorità tecnica già messa in mostra sui mezzi equipaggiati con i motori da 800cc. Il pilota più veloce è stato lo spagnolo Dani Pedrosa con il tempo di cronometro 1’31.807, il compagno di squadra Casey Stoner si è “fermato” a 1’31.968, Honda si è avvalso anche del collaudatore Kousuke Akiyoshi. Intanto hanno ingaggiato Alvaro Bautista, affidandogli la moto che era destinata a Marco Simoncelli, lo spagnolo non ha perso tempo realizzando il primo contatto con la nuova moto. Presa di contatto con Stefan Bradl (Honda LCR).

YAMAHA – Non ha potuto avvalersi del prezioso supporto di Jorge Lorenzo, ha lavorato intensamente con Ben Spies che ha compiuto 75 giri (quasi il doppio dei piloti Honda) che ha ridotto, nelle fasi finali, il gap a 531 millesimi. Confortanti, da considerare sorprendenti, le prestazioni del team esterno Tech 3 con Cal Crutchlow che sorprende con il quarto tempo accusando un gap di 743 millesimi, e con Andrea Dovizioso, in quinta posizione, in fase di miglioramento ma distante 1”.449.

DUCATI – Assente Niky Hayden per infortunio, sostituito da Franco Battaini (molto lento e forse poco utile come tester) e, di fatto, casa bolognese ha affidato a Valentino Rossi il peso dei collaudi con poco supporto dai privati.  E’ stato portato avanti il lavoro di adattamento al nuovo telaio della Desmosedici, una base di partenza in vista dei prossimi test di Sepang. Rossi compiuto 62 giri ed il suo miglior un crono è stato di 1’33.332; un ritardo di 1”525. Il team Pramac Racing ha familiarizzato con lo spagnolo Hector Barberá, che è rimasto fedele a Ducati cambiando squadra.

Presa di contatto con Stefan Bradl (Honda LCR).

CRT – Il “migliore” in sella alle debuttanti moto derivate dalla serie ed accodate alla MotoGp, è stato lo spagnolo Carmelo Morales in sella combinato – telaio Suter e motore BMW. Migliore prestazione fissata a 1’35.981, +4”.104. altro iberico Ivan Silva in con la Inmotec (1’36.695). Con la Gapam c’era anche Federico Sandi, alla fine il più lento, incorso in una scivolata che ha portato la Direzione prove ad esporre la bandiera rossa, ma il pilota non ha riportato infortuni seri.  In pista anche un pilota della Moto2, Yonny Hernandez con la FTR/Kawasaki con tempi da …CRT. La sessione è stata brevemente interrotta da una bandiera rossa, quando Federico Sandi, pilota Gapam, è finito sull’asfalto fortunatamente senza conseguenze fisiche.

Tutti i piloti impegnati nei test di Valencia hanno potuto testare le nuove mescole Bridgestone per il 2012.

VALENTINO ROSSI – In chiusura della sessione di test posto fine mondiale 2011 “Vale” ha rilasciato commenti tendenzialmente positivi a dispetto della conferma di un gap nei confronti di Honda che lo sta perseguitando. Ha assicurato che il motore gli piace e che si guida meglio della precedente. Test importanti perché hanno consentito di raccogliere molti dati per il lavoro dei prossimi mesi, che saranno cruciali”.

Il Presidente della Ducati Del Torchio, intervistato da Sportal, ha definito un’annata sfortunata quella che si è conclusa, e confida nel 2012 con Valentino si possa fare meglio. Alcune cose non sono andate per il verso giusto, non lo si può negare, anche poca fortuna, come testimonia l’incolpevole caduta di tre piloti Ducati fin dal primo giro dell’ultimo Gp di Valencia. Dopo un anno di conoscenza reciproca, ci sono le condizioni per mettere a punto una moto che nel 2012 riporterà pilota e moto ad ottenere buoni risultati. Le voci che tendono ad avvalorare un divorzio anticipato fra Rossi e la Ducati sono state fermamente smentite, l’impegno è biennale, la stampa ricamato ci ricama sopra perché il pilota è deluso, si aspettava altri risultati, ma non è stato minato rapporto che resta solido e non ci sono problemi di sorta. Dichiarazioni molto precise, ma che difficilmente metteranno fine alla circolazione di rumors contrari.

MotoGp: prima giornata di test fra conferme (Honda), perplessità (Ducati) e delusione (CRT).

Prima giornata di test della MotoGp, in pista a Valencia con i motori da 1000cc, un cambio non pare aver scalfito la supremazia della Honda, se vogliamo cercare una sorpresa la possiamo trovare che al termine della prima giornata il più veloce è stato Dani Pedrosa con Casey Stoner al secondo posto. I test collettivi di Valencia sono dedicati allo sviluppo, ma e le prime indicazioni paiono confermare che le RC213V potrebbero essere le moto da battere nella prossima stagione. Vero è che l’assenza di Jorge Lorenzo sulla Yamaha lascia qualche speranza di competitività a qualcuno della concorrenza. Pedrosa ha messo a frutto il lavoro svolto nella prima giornata stabilendo, nel finale. il giro veloce con il tempo di 1’32″186. pochi centesimi di vantaggio sul Campione del Mondo australiano. I due “Honda” hanno compiuto circa 40 giri, molto meno degli altri piloti scesi in pista. La Yamaha paga l’assenza Lorenzo e pare aver perso il contatto con la Honda, Ben Spies pur risultando terzo ha concesso un secondo dal duo spagnolo / australiano. Non male il primo contatto del duo Tech 3 con la nuova  M1 con Cal Crutchlow quinto a +1″4 e il nuovo arrivo in Yamaha, Andrea Dovizioso, impegnato a fare la conoscenza con il nuovo mezzo. Durante la mattinata ha fatto qualche giro con la M1 800 Melissa Paris, moglie Josh Hayes – sostituto di Lorenzo-  giunto settimo nella gara di domenica scorsa.

Valentino Rossi, sesto posto a fine giornata, ha beccato  1″6s da Pedrosa, confermando il trend stagionale. Invertendo i fattori il prodotto non pare cambiare. Ha testato un modello sperimentale della GP12, dotato di telaio perimetrale, percorrendo 38 giri in mattinata. La nuova Ducati adotta una nuova ciclistica, realizzata con sue specifiche, dal telaista inglese FTR, il motore e’ il nuovo V4 da 1000cc. Nota stonata per la Ducati la frattura rimediata nella caduta di domenica scorsa da Niky Hayden, la fratturina allo scafoide della mano destra non pare richieda interventi operatori.   Karel Abraham e Hector Barbera’ provano in sella alla nuova moto. Dovrebbe essere Battaini a prendere il suo posto domani; il lavoro da fare sia ancora tanto.

Randy De Puniet ha provato Suzuki GSV-R 800 per valutarne il potenziale ed è parso ben impressionato, potrebbe essere lui a sostituire Alvaro Bautista se questi dovesse passare sulla Honda ufficiale del team di Gresini.

In pista anche le prime CRT,  la Inmotec affidata Ivan Silva che ha concluso con un gap superiore ai 5″ dalla vetta, 7” li ha beccati la Suter-BMW di Carmelo Morales e ancora più indietro la Gapam-BMW del team Grillini affidate Gianluca Nannelli e Federico Sandi.  Non sono  subito belle sensazioni quelle che procura questo primo contatto della categoria che dovrebbe rappresentare il divenire della classe regina.

Sepang: titoli più vicini all’assegnazione per le “cadute” degli inseguitori. Pole per Pedrosa, Luthi e Terol.

Molti i colpi di scena che si sono succeduti nei due turni prove del Malaysian Motorcycle Grand Prix, seconda giornata del 16° round mondiale a Sepang. Nella MotoGp per una caduta non sarà al via dell’ennesima gara della svolta per la sua carriera, mentre nelle prove ufficiali Valentino rossi ha collezionato la 12 caduta stagionale. In Moto2 altra corsa ad handicap per Marc Maequez che, per le conseguenze debella caduta nella FP1 non pare essere in condizione di guidare, solo pochi giri per lui per guadagnarsi la qualifica in ultima fila. Nella 125GP cade al primo giro il francese Johann Zarco, riprende ma non trova il bandolo della matassa e prenderà il via dalla 15° posizione.

Sempre più incombente l’ombra di Terol sul titolo che chiuderà il palmares di categoria.

Lo spagnolo Nicolas Terol (Aprilia) conquista la prima posizione in griglia per giocarsi e pare avere sempre più in mano la conquista del titolo, l’ultimo della storia di questa categoria. Problemi per l’unico rivale che potrebbe mettere in discussione il suo trionfo dello spagnolo, Johann Zarco (Derbi), prenderà il via dalla quinta fila. Accanto al leader ci sarà il compagno di team Hector Faubel e il tedesco Sandro Cortese. A Terol sarà sufficiente concludere la gara davanti a Zarco, indipendentemente dalla posizione, per conquistare il titolo con una gara d’anticipo. Solo la terza fila, peraltro interamente spagnola, per il leader dei rookes Maverick Viñales affiancato da Alberto Moncayo e Adrian Martin. Peggiorano rispetto ai risultati delle prove libere, le prestazioni dei piloti italiani: Alessandro Tonucci (21°), Luigi Marciano (25°), Manuel Tatasciore (3ì29°) e Marco Colandrea 32° e ultimo a chiudere lo schieramento.

Tutta arancione/nera la prima fila rigorosamente Honda Repsol. Nono Rossi che riduce il Gap e colleziona la 12° caduta stagionale.

Dani Pedrosa (Honda) si conferma velocissimo sul tracciato malese, chiude con la seconda pole stagionale, restando però molto lontano dalla prestazione record di Valentino Rossi fatta segnare nel 2009.  L’australiano Casey Stoner, evidentemente non appagato dalla conquista anticipata del titolo prova fino allo scadere del tempo ad aggiudicarsi la pole position, ma fallisce l’obiettivo per 29 millesimi. Veloce Andrea Dovizioso alla fine terzo, ma con un passo di gara molto interessante, a prescindere dal gap di +0.204s. Sorprendente Colin Edwards (Yamaha) che con il quarto tempo realizza il miglior piazzamento personale della stagione. Assente Jorge Lorenzo (a rischio anche la presenza a Valencia), in crisi Ben Spies (caduto due volte anche in questo turno) e nullo il collaudatore giapponese sostituto dello spagnolo campione mondiale uscente, è toccato all’americano, che a fine stagione passerà in un team CRT, tenere alti i valori della casa di Iwata.  In seconda (5°) prenderà il via Marco Simoncelli (Honda) che non ha dato la sensazione di potersi inserire nella lotta per le prime posizioni. A chiudere la seconda fila è Nicky Hayden (Ducati) con un gap di +0,710s. Dall’ultima posizione (9°) della terza fila partirà Valentino Rossi (Ducati), caduto a un quarto d’ora dal termine, rientrato in pista a tentato di migliorare in modo deciso, prendendo dei rischi, ma non ha pouto fare meglio dell’americano suo compagno di squadra. In quarta fila coppia si è piazzato Loris Capirossi. A chiudere lo schieramento Ben Spies il giapponese Katsuyuki Nakasuga, una accoppiata Yamaha (ufficiale) che sorprende.

Le condizioni di salute di Marquez, uno dei due piloti in corsa per il titolo, decisive per l’esito delle prove ufficiali e (forse) della gara.

Lo spagnolo Marc Marquez, caduto ieri durante il primo turno di libere del GP di Sepang, pur essendo in via di miglioramento, lo hanno pesantemente condizionato. Il Campione del Mondo 125gp della scorsa stagione è sceso in pista al solo scopo di qualificarsi per la gara, purtroppo solo dall’ultima fila dello schieramento. Difficile che possa ripetere la miracolosa rimonta di Phillip Island, anche a causa delle precarie condizioni fisiche e su un tracciato che non favorisce i recuperi. Certo farà il possibile per non consentire al rivale tedesco, che prenderà il via dalla seconda posizione, di aggiudicarsi il titolo prima della gara finale di Valencia. Per Stefan Bradl, leader con soli 3 punti, l’infortunio al pilota spagnolo può rappresentare una liberazione nella rincorsa al titolo, ma non dovrà perdere la testa in una gara che potrebbe risultare più difficile di quanto le condizioni generali potrebbero far credere. Per la cronaca la pole è stata conquistata dal pilota svizzero Thomas Luthi, che si è aggiudicato la prima pole position in carriera in Moto2. Partenza dalla prima fila, con il terzo posto, per un ottimo Michele Pirro, nonostante sia incorso in una doppia caduta nel corso della sessione. Non tutti i piloti italiani hanno dato corpo alle premesse evidenziate nei turni di prove libere; Claudio Corti 8° e Mattia Pasini 10° hanno migliorato, mentre non hanno brillato Alex De Angelis (11°), Andrea Iannone (13°), Simone Corsi (14°) e Raffaele De Rosa (22°).

Sepang: 16° round mondiale, decisivo per i titoli delle classi Moto2 3 125gp?

Pochi giorni di pausa, il tempo di effettuare il trasferimento dei mezzi e delle persone e si torna in pista; ad ospitare il 16° round di questo interminabile campionato del mondo sarà l’impianto di Sepang. Contesto completamente diverso rispetto a quello vissuto all’isola australiana che ha ospitato lo scorso evento. Il circus iridato arriva in Malesia ad assegnazione avvenuta del campione del mondo 2011 della MotoGp. Non ci sarà invece il campione uscente ferito a Phillip Island, già assente domenica scorsa e, lo sarà anche a Valencia. Lo spagnolo sarà sostituito da 30enne Nakasuga, un esperto collaudatore e conoscitore della YZR-M1 e degli pneumatici Bridgestone,  corre nell’All Japan Road Racing Championship, nella classe JSB1000, occupando la terza posizione della classifica. Un puntello per la quantità sempre in bilico della MotoGP. Dunque una classe regina piuttosto dimessa, con poche motivazioni, tutte di secondo piano. Per fortuna la partita per il titolo e vivace nelle due restanti classi, ed in particolare e ci sono possibilità che possano decise proprio domenica. Una situazione che consente di immaginare scenari diversi.

 In cerca di motivi per accendere l’interesse sulla prossima gara.

Casey Stoner può andare a caccia di record, ne ha facoltà, e non sorprenderebbe, assente il suo avversario più coriaceo per gl’avversari poche speranze per il finale di stagione. Ormai si pensa alla stagione per cercare nuovi equilibri per proporre un campionato  con esiti meno predestinati. Simoncelli per Sepang pare prometta sfracelli e proclama di voler vincere la gara, magari fosse, ma di solito sbaglia molto proprio quando è carico a molla. Divertirà la lotta fra Dovizioso e Pedrosa per la conquista del terzo gradino del podio? Speriamo , anche se viene da pensare che in condizioni normali lo spagnolo potrebbe non incontrare grandi problemi per recuperare gli otto punti che lo dividono dall’italiano: Però uno dei nostri sul podio iridato farebbe piacere. Vivremo un altro capitolo della via crucis Rosi / Ducati. Qualcuno è arrivato a suggerire al nove volte campione del mondo di avviare la ricerca di una Honda per la prossima stagione. Senza arrivare a tanto, i contratti stipulati in tempi di vacche grasse possono essere molto convincenti, se Valentino si sta convincendo che il “supplizio” attuale potrebbe prolungarsi anche nella prossima stagione farebbe bene a riflettere molto bene sul rischio di ripetere una stagione come dqulla che si sta concludendo.

Lotta a due sul fino all’ultima bandiera a scacchi?

 La rimonta  effettuata da Marc Marquez domenica scorsa è stata, da diversi equiparata ad una vittoria. Forse lo è certo che la penalità che lo ha obbligato a prendere in via dal fondo dello schieramento avrebbe potuto stroncarlo. Invece la sua determinazione, che fa il paio con la mancata vittoria di Stefan Bradl suo unico  avversario nella corsa al titolo, lo hanno posto nella condizione poter mantenere nel mirino titolo. Il ragazzo spagnolo è, innegabilmente, il più bravo della categoria e il titolo lo meriterebbe più di tutti, ma allo stato, grazie ai tre punti di vantaggio, il match point lo gioca Bradl nel caso  dovesse essere lui  a vincere la gara. I due vanto ottime prestazioni nella gara disputata nel 2010 sul tracciato malese. Il tedesco, inMoto2, prese il via dalla 22° posizione della griglia e si qualificò 7º; lo spagnolo, nella classe 125gp, salì sul gradino più alto del podio partendo dalla pole. Per il terzo gradino del podio la lotta è ristretta al nostro Andrea Iannone ed al sammarinese Alex  De Angelis divisi alla vigilia della penultima a gara da otto punti a favore del primo. Attesa anche una reazione per una chiusura d’annata da protagonisti degli altri piloti italiani, in particolare di Simone Corsi.

Titolo assegnato in Malesia?

La pioggia in Australia avrebbe potuto compromettere seriamente la rincorsa al titolo iridato di Nicolas Terol, lo spagnolo si è difeso bene e, forte del vantaggio di 25 punti che può ancora vantare sul rivale, si prepara a festeggiare l’ultimo titolo posto in palio in questa categoria che, dal prossimo anno sarà sostituita dalla Moto3. L’unico avversario del pilota che corre per il team di Martinez,  è il francese Johann Zarco, domenica prossima dovrà avere in testa una sola idea: vincere, poi fare i conti a fine gara. Titolo a parte, nel prossimo fine settimana Terol potrebbe superare la soglia dei 1000 punti nella sua carriera 125, un obiettivo raggiunto da solo altri cinque piloti prima di lui. Il candidato per terzo posto sul podio iridato è il tedesco Sandro Cortese. Il rookie Maverick Viñales quasi sicuramente concluderà con il 4º posto la straordinaria stagione del debutto, anche se lo spagnolo matematicamente potrebbe ancora recuperare i sette punti che lo dividono dal terzo posto Cortese .Per i ragazzi italiani, fermo da tempo Grotzkyj l’obiettivo di entrare almeno in ua gara nella topo ten. Obbiettivo già sfiorato in due occasioni da Luigi Morciano.

Phillip Island: Casey Stoner Campione del Mondo MotoGp 2011. Il caso lo aiuta, ma a lui non serviva. De Angelis vince in Moto2.

La 16esima prova del MotoGP 2011, l’Australian Grand Prix, disputata sulla pista di Phillip Island ha offerto risultati interessanti e scontati per quanto concerne la MotoGp. Si cerca di glissare per questa classe esiste un problema molto serio prodotto dall’esiguo numero che si possono schierare in griglia. Qualche bizza del meteo ha inciso sul risultato finale, in particolare nella classe 125gp. Assegnato matematicamente il titolo MotoGp sono sempre più incerte le situazioni nelle due classi “minori”. Restano aperti i giochi nella Moto2 con Marquez che lmita i danni derivanti da una penalizzazione; Terol “fregato” dalla pioggia insidiato da Zarco.

Stoner vince e la Honda fa poker, mancano le Yamaha ufficiali (a terra i due piloti nelle prove). Ancora una caduta per Rossi e podio per Simoncelli e Dovizioso.

La classe “regina” ha il nuovo campione del mondo, l’australiano Casey Stoner! Con una griglia di partenza formata da sole 5 file (scarse), formata da 14 piloti, è stata disputata una gara che definire “inutile” equivale al fare una foto dello stato di fatto per questa classe. Intanto tutti i partenti erano certi di andare a punti (?) peccato che, causa anche la pioggia arrivata nei giri finali, i classificati siano stati solo 10 concorrenti. Strana sensazione per l’assenza delle due Yamaha ufficiali, con Lorenzo mezzo fuori gioco, anche per la prossima gara dalle ferite che si è procurato in una mettibile caduta nel giro finale delle prove libere. Spies, caduto nelle prove libere sabato, ha dato forfait per problemi d’equilibrio. E’ mancato anche Cudlin mandato in pista per sostituire l’infortunato Barberà. Casey Stoner, in una giornata perfetta per lui, favorito anche da casualità di cui non ha certo bisogno, ha vinto con una superiorità imbarazzante capeggiando una triade Honda completata dagli italiani Marco Simoncelli e Andrea Dovizioso. E Valentino Rossi con la Ducati? Un disastro, partito alle spalle dei piloti che contano ha compiuto l’impresa di recuperare il compagno di squadra Niky Hayden per poi provarci con Bautista con la Suzuki, ma l’operazione si è conclusa mestamente nella ghiaia, Guareschi continua rilasciare interviste raccontando sviluppi che non si materializzano, dando sempre più l’impressione di voler scaricare sul pilota tutte le responsabilità; insomma pare che da un momento all’altro possa essere scoperchiata la pentola con effetti che potrebbero diventare dirompenti. Altra passo verso un’uscita di scena piuttosto sbiadita di Loris Capirossi. Merita una segnalazione il 4º (solo) di Dani Pedrosa, poi tutto il resto è riservato alle comparse; un motivo d’interesse per le prossime sarà collegato al confronto fra Dovizioso e Pedrosa per la conquista del 3° posto finale. Classifica generale: Casey Stoner p.325 punti, Lorenzo p.260, Dovizioso p.212, Pedrosa p.208, Spies p.156, Simoncelli e Rossi p.139.

De Angelis torna alla vittoria. Marquez. Campione morale, qualunque possa essere l’esito finale di questo campionato

Una decisione della giuria, che ha imposto al leader della classifica di schierarsi sul fondo della griglia di partenza è stato un ingrediente molto pepato per una gara emozionante fin sotto la bandiera a scacchi. I piccolo pilota spagnolo ha rischiato di vanificare le straordinaria rimonta che lo aveva portato, a suon di risultati, al vertice della classifica. L’incidente capitato nelle prove libere (tamponamento Wilairot) è stato punito dalla Giuria con una penalità che rischia di fare da supporto ad un buon pilota, Stefan Bradel, ma che sta conducendo un campionato tutto di rimessa.  Ieri il tedesco non ha colto l’occasione, per demerito suo perché non ha saputo vincere la gara superando un avversario, il bravo Alex De Angelis, che era in deficit tecnico, ma fornito di maggiore classe e, forse di cuore. Non ha tratto grande vantaggio dalla decisione della giuria perché una grande Marc Marquez è stato capace di rimontare circa 40 piloti per andare a conquistare il terzo posto alle spalle del tedesco. La lotta per il titolo è aperta, ma nella normalità delle cose dovrebbe essere lo spagnolo ad avere maggiori chance rispetto al tedesco. Alex De Angelis ha atteso un anno per ritrovare la vittoria sulla stessa dove aveva vinto la sua prima gara in Moto2. Autore di una buona gara è stato eccezionale nel giro finale. Fra i protagonisti anche un pilota italiano cui none è capitato spesso di mettersi in mostra durante la stagione, Claudio Corti ha disputato una gran gara e fino al giro finale ha conteso il terzi posto al rimontante Marquez. Non è stata una gran giornata per gl’altri piloti italiani, con Andrea Iannone che, dopo essere risalito in 5° posizione è poi retrocesso in 9°. Chiudono14º Michele Pirro, 15º Simone Corsi, 20° Raffaele De Rosa; caduto Mattia Pasini. Classifica generale: Bradl p.254, Marquez p.251, Iannone p.165, De Angelis p.157 e Corsi p. 127.

La pioggia mischia le carte, vince e Zarco accorcia il gap che lo divide da Terol.

Pioggerella al via, sufficiente a far modificare strategia a molti piloti, sulla griglia Zarco in pole decide di mantenere le slick, Terol con altri lo imitano, e nei giri sono molti i piloti che si trovano in grande difficoltà fra loro anche il leader Terol mentre fanno la differenza i piloti con le gomme da bagnato. Poi la pista si asciuga e le prestazioni subiscono variazioni decisive.  A Soffrire maggiormente la situazione è stato proprio lo spagnolo, che nella seconda parte di gara è stato costretto a rimontare una quindicina di piloti per limitare i danni dal francese che, al contrario, stava lottando per il podio. La pioggia riservava un ultimo “scherzo” inumidendo la pista a tre giri dalla fine e la Direzione di Gara decide di chiudere anticipatamente la prova della classe cadetta regalando così la vittoria numero 2 della stagione a Sandro Cortese, sul podio con Luis Salom e Johann Zarco. Sesto posto per Terol. Una decisione non condivisa da molto perché al via la corsa era stata dichiara “gara bagnata”! Cos’ vanno le cose, in questo campionato le regole sovente solo un’opinione: per i piloti italiani a punti solo Luigi Marciano (12°), poi Alessandro Tonucci (16°), Manuel Tatasciore (20°) e Marco Colandrea (24°). Classifica generale: Terol p.271 punti, Zarco p.246, Cortese p.205, Viñales p.198 e Faubel p.148.

Phillip Island: – 3 dalla conclusione, tempo di match ball per MotoGp e 125gp.

A meno tre gare dalla calata del sipario sull’edizione 2011 del Motomondiale, si stanno approssimando anche i momenti “topici” per la consacrazione dei campioni del mondo.  Il primo match ball è affidato al tracciato australiano di Phillip Island. La primavera australe farà offrirà lo scenario ideale per tre ragazzi, dal grande potenziale, di puntare alla conquista di un risultato che fa entrare nella storia del motociclismo. Detto dell’aspettativa principale non mancheranno motivi d’interesse anche per noi italiani, ovviamente nelle classi MotoGp e Moto2.  Sarà ancora una domenica che fin dalle prime ore ci regalerà emozioni.

La Honda ha schierato in questa stagione un autentico squadrone, non ha stravinto perché la Yamaha con Jorge Lorenzo ha opposto una tenace resistenza e, in parte, perché il suo secondo leader – Dani Pedrosa – è stato limitato da un infortunio.  Sta di fatto che Casey Stoner sulla pista di Phillip Island, dove si è sempre trovato bene, forte del vantaggio di 40 punti nella classifica generale, gli basteranno conquistare 10 punti in più di Jorge Lorenzo, il solo rivale che ancora lo può impensierire. Non potrà festeggiare vincendo se Lorenzo conquisterà un posto sul podio. Purtroppo per lui, come Motegi ha dimostrato, non basta essere il più forte per vincere e lo è un campione molto tenace.  Lotteranno per conquistare il terzo gradino del podio due piloti ufficiali Honda: il nostro Andrea Dovizioso e lo spagnolo Dani Pedrosa, divisi da un solo punto, con il primo che ha completato la rimonta del gap originato dalle sue assenze per infortunio. Dovizioso ha già annunciato che nella prossima stagione salirà sulla Yamaha del Tech 3. Attesi anche i piloti della squadra ufficiale Ducati che a Motegi, caduta a parte di Valentino Rossi sono parsi in fase di miglioramento. Valentino ha l’obiettivo di chiudere la stagione da protagonista, offrendo prove meno altalenanti e deludenti di quelle che hanno caratterizzato la sua prima stagione sulle moto di Borgo Panigale. Speranze? Poche, ma tanta voglia d’essere smentiti. Obiettivi similari anche per Marco Simoncelli, fresco di riconferma dalla Honda, ma che non può certo dirsi soddisfatto dei risultati ottenuti fino a questo momento, gli restano tre esami di riparazione. Intanto non mancano le voci relative ad alcuni cambi di casacca.

Più il tifo che la ragione, può far pendere il pronostico a favore dello spagnolo Marc Marquez o del tedesco Stefan Bradl, divisi da un solo punto a tre gare dal termine. Certo che la rimonta dello spagnolo qualcosa dovrebbe pur dire, senza i quattro risultati nulli d’inizio stagione, forse avrebbe già il titolo in tasca, dovendo fare un pronostico secco Marc si fa preferire. Entrambi i piloti sono scattati dalla pole position in sette occasioni quest’anno, ma è Marquez colui che può vantare risultati importanti in tempi recenti avendo chiuso sempre fra le prime due posizioni nelle ultime otto gare, sei delle quali come vincitore. Sarà lotta accesa e forse decisa anche dall’inserimento di “terzi” fra i quali potrebbero figurare anche alcuni piloti italiani.  Andrea Iannonne vuole il terzo posto finale, non riconosce la superiorità dei due in lotta per il titolo, sta disputando in crescendo la parte finale del campionato con tre podi nelle ultime cinque gare, compresa l’ultima vittoria in Giappone. Molto incisivi anche Alex De Angelis e Simone Corsi, però senza produrre le impressioni vincenti di Andrea. Ancora tre opportunità per un “lampo” da parte di Michele Pirro che non ha vissuto una stagione molto positiva. Molte le voci relative ai cambiamenti che riguardano piloti e squadre, in entrata ed in uscita, purtroppo non troppo buone per i piloti italiani che potrebbero vedere un calo di presenze.

A Motegi il francese Johann Zarco ha vinto la sua prima gara, sfatando quella che sembrava una maledizione, ha potuto limare il vantaggio del leader spagnolo Nico Terol cui sono 31 punti a tre round alla conclusione. Una serie di combinazioni potrebbero regala all’iberico la certezza del titolo, ma il pilota francese arriva in Australia in condizione di giocarsi al meglio tutte le residue possibilità di arrivare ad una miracolosa rimonta. Lo spagnolo è stato, per quanto ha fatto vedere fino ad ora, il più forte, ma ha commesso anche alcuni errori ed è rimasto vittima di qualche situazione sfortunata, dovrà stare in campana per non perdere un titolo che fin dalle prime gare è parso destinato a lui. Alle spalle dei due si è istallato una delle più belle realtà del vivaio spagnolo; Maverick Viñales che con un piazzamento fra i primi 4 nella gara del fine settimana, potrebbe stabilire un nuovo record di punti per un rookie nella classe 125. Il giovane talento spagnolo è a quota 190 punti, e attualmente il record è detenuto da Marco Melandri (202 punti nel 1998). La partecipazione italiana. Confermati i piloti del Team Italia Lugi Marciano ed Alessandro Tonucci, fa registrare la presenza di Marco Colandrea che sostituirà Francesco Mauriello per la restante parte della stagione. Si tratta di un ragazzo con poca esperienza e pochi risultati a supporto delle chance mondiale. Dopo la partecipazione di Luca Fabrizio un’altra operazione poco comprensibile. Manuel Tatasciore resta al posto dell’infortunato Simone Grotzkyj.

Althea Racing Srl prende le distanze da Ceramica Althea Spa

Con riferimento alle notizie circolate il merito alle indagini giudiziarie che interessano l’azienda Ceramica Altea Spa, ieri nel tardi pomeriggio, da parte dell’Althea Racing  srl è stato diffuso un comunicato ufficiale  per precisare la sua posizione nel contesto della vicenda. La squadra laziale si che si appresta a concludere domenica prossima, sulla pista portoghese di Portimao, una trionfale stagione sportiva 2011.

COMUNICATO STAMPA

Civita Castellana (Italia), martedi’ 11 ottobre 2011: In merito alle notizie apparse sugli organi di stampa afferente alla Ceramica Althea Spa, si tiene a precisare che il sottoscritto non è coinvolto in alcun indagine nè è stato destinatario di alcun avviso di garanzia.  Non c’è alcun coinvolgimento diretto od indiretto presente o futuro del fatto che coinvolga l’Althea Racing Srl, la quale è entità autonoma ed assolutamente distinta dalla Ceramica Althea Spa.  In ogni caso la direzione aziendale della Spa ha la più ampia fiducia dell’operato della magistratura, la quale certamente al termine dell’indagine appurerà la legittima operatività dell’Azienda.

Genesio Bevilacqua

Althea Racing Sr

Valentino Rossi “fratturato”, ma sarà in gara nel GP dell’Australia.

Il 2011 pare essere proprio l’ annus horribilis per il nove volte Campione del Mondo Valentino Rossi a cui pare non ne va da bene una.  Nella caduta a Motegi di domenica scorsa si fratturato il dito mignolo  della mano sinistra. Ne ha dato notizia la Ducati: “La caduta nel Gp del Giappone di domenica scorsa non è stata priva di conseguenze per Valentino Rossi, al contrario di quello che un primo controllo aveva diagnosticato: visto l’intensificarsi del dolore e del gonfiore alla mano sinistra, infatti, il pilota italiano martedì scorso si è sottoposto ad una ulteriore radiografia, che ha evidenziato un’infrazione all’altezza dell’artrodesi della prima e della seconda falange (effettuata in conseguenza alla caduta di Assen nel 1995) del quinto dito della mano sinistra. Non è in dubbio la partecipazione di Valentino Rossi al Gran Premio d’Australia del prossimo 16 ottobre“. L’intensificarsi del dolore e del gonfiore alla mano sinistra ha indotto il pilota a sottoporsi ad un’ulteriore radiografia, che ha evidenziato l’infrazione. Ennesimo inconveniente che non dovrebbe compromettere la sua presenza al GP d’Australia del 16 ottobre. Rossi riposerà per recuperare in vista  del round iridato di Phillip Island, intanto giovedì 6 ottobre Nicky Hayden proverà la GP12 a Jerez de La Frontera utilizzando l’ultimo degli otto giorni di test a disposizione.