Ezio Pirazzini è deceduto oggi a 86 anni nella sua Imola. Un pensiero per un indimenticabile Amico.
6 ago 2011 I think, pole… pole …, MotorMemory
L’uomo che con Lino Pizzo, Giambattista Marcheggiani e Pino Allievi, ha raccontato un pezzo la storia del motociclismo italiano e mondiale piu’ “romantico”, e’ deceduto oggi, dopo una lunga malattia. Molti piloti sono stati raccontati e gratificati dai suoi articoli, molti miti sono stati alimentati dal suo modo di raccontare lo sport non ancora preda delle immagini TV. Il motociclismo del nostro tempo offriva due scelte per viverlo: o c’eri a bordo pista o te lo raccontava lui, meglio loro! Lui aveva inventiva, fantasia e come gl’altri metteva tanta umanita’ nei suoi racconti con tutti, campioni e non. Anche la Bimota ha goduto sue amichevoli attenzioni. Ho avuto il piccolo previlegio di essergli amico, mi ha regalato molti dei suoi libri che conservo sulla mensola alle mie spalle nello studio. Come ho scritto poco tempo fa su Facebook, nello spazio del “La Rumagna de Mutor”, su uno dei quei volumi, Storia dei motomondiali – I giorni del Coraggio, mi ha lasciato una dedica: Al caro Morri “mondiale” di motociclismo e nei sentimenti“. Una testimonianza di stima e affetto che frequentemente mi capita di andare a rileggere. Oggi sei partito per un viaggio verso lidi da ciascuno di noi immaginati, ma sono certo che ci ritroveremo sulle strade di quel mondo, che spero migliore, per fare qualcuna delle lunge chiacchierate che hanno caratterizzato i nostri rapporti e nelle cene post gara o paddock di tutta Europa. Alla tua famiglia va il cordoglio piu’ fervido, a Te il piu’ semplice dei commiati: arrivederci Amico carissimo!
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Ezio Pirazzini: 1° anniversario della sua scomparsa, 06 Agosto 2010
6 ago 2011 I think, pole… pole …, MotorMemory
Pole … pole …
Ho avuto il piacere di conoscere e di godere della stima di Ezio Pirazzini, giornalista romagnolo, nato a Imola, di cui oggi ricorre il primo anniversario della sua scomparsa: 6 agosto 2010. Abbiamo condiviso un tratto di vita che si e’ caratterizzato per una grande vitalita’ del mondo motoristico mondiale. Ezio e’ stato un grande del giornalismo sportivo, per Il resto del Carlino nviato per le moto e la F1; per Motosprint un editorialista con gran seguito. Ha scritto molti e fra i suoi regali pi cari c’e’ “I giorni del coraggio”,con una dedica indimenticabile: ‘Al caro Morri “mondiale” di motociclismo e nei sentimenti’. Si e’ spento lentamente ed e’ forte il rammarico dinon aver potuto coltivare sino alla fine una cara amicizia. Grazie Ezio, per sempre, da parte da chi ha avuto il previlegio di conoscerti e si innamorato o fortificato la passione anche grazie ai tuoi scritti appasionati ed appassionanti. Resti nel nostro cuore e nella nostra mente. Piace riproporre una sua foto dove figura in compagnia di Checcosta ed Enzo Ferari. Giuseppe Morri
Dal sito di TELESANTERNO: Ezio Pirazzini – Il ricordo della figlia Gabriella
Sempre sulla scena, mai dietro le quinte, orgoglioso della sua citta’, del suo autodromo, del suo lavoro, del suo giornale, della sua Olivetti, dei suoi amici, del suo Checco Costa e del suo Enzo Ferrari, del suo incredibile premio “Ezio Pirazzini da vivo” che i colleghi piu’ cari per anni gli hanno organizzato.
“A contatto col mondo intero perche’ era commesso viaggiatore della carta”, cosi’ si definisce in terza persona nel suo unico romanzo, autobiografia celata, ma anche vero pezzo di cronaca d’Italia non solo sportiva, perche’ insieme ai pionieri delle due ruote, ai campioni della Formula Uno, alle Olimpiadi, ai personaggi, ci sono gli anni da partigiano, i suoi amici, le “olimpiadi” per finta in quella che un tempo in citta’ era il prato della Riva.
E proprio nel suo romanzo, che ho riletto in questo giorni, le ultime righe raccontano la sua morte, esattamente come poi e’ avvenuta. Lui si chiama Omero Sotutto (perche’ della sua grandeur non solo era consapevole ma ne faceva un vezzo) e scrive cosi: “Avverti anche una mano fredda che gli toccava la fronte. Forse era una ragazza d’Olimpia che lo cingeva con l’alloro. Poi tutto si allontano’ in una cortina di polvere, la stanza divento’ bianca poi scura: insufficienza cardiaca -senti dire- non c’e’ piu’ nulla da fare… E finalmente si addormento’ come sempre aveva desiderato e solo una volta veniva concesso. Neppure si accorse che saliva scale tortuose per andare a ritrovare Danny e gli altri suoi vecchi amici”.
Cosi finisce il libro Dal rombo rosso al settembre nero, cui ha affidato la sua piu’ autentica memoria. E cosi cominciava: “I mondi finiscono e noi con loro, i libri rimangono per poterli descrivere”.Sono grata a tutti coloro che hanno fatto in modo che anche il lasciare questo mondo, sia stato per il mio papa’ giorno di abbracci e di stima e di ricordi, di rievocazioni col sapore della festa e una non celata goliardia nell’anima, quella che rende vere l’amicizia e la lealta’.
Sono grata a tutti coloro che lo hanno ricordato nella professione, raccontato col cuore, descritto con energia vitale. A suo modo ha dato tanto a tanti, e quei tanti oggi sono legati al suo ricordo: questo e’ il segno di una buona esistenza.
In ogni telefonata, in ogni messaggio, in ogni riga c’e’ il Pirezio piu’ vero, quello che e’ rimasto nel cuore piu’ profondo davvero, quello che ha insegnato il mestiere, che non si prendeva sul serio anche se forse era tra i giornalisti piu’ rigorosi. Per questo, in un mondo di “lupo che mangia lupo” tutti gli hanno voluto bene. Quel bene si e’ stretto intorno alla mia famiglia, oggi e in questi lunghi giorni.
Non sono piu’ gli anni ruggenti in cui ha ruggito mio padre, ma forse sarebbe bello riappropriarsi di quella forza, in cui lo scrivere diventa imperativo, e i fatti verita’.”
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Imola, 09 agosto, l’ultimo saluto per un “cantore” del motociclimo italiamo
9 ago 2010 I think, pole… pole …, MotorMemory
Tanti gli amici del motorismo italiano e non. A cominciare dai colleghi del Carlino, il suo giornale, e degli altri quotidiani, televisioni e riviste dove comunque lui, Ezio Pirazzini, era diventato un mito. Il funerale di ‘Pirezio’, il cronista scomparso venerdi mattina a 86 anni. Un ultimo saluto come lui lui avrebbe voluto cosi, avrebbe voluto che fosse. Stamani, pur nel dolore di un’assenza pesante, tutti hanno ricordatoo il sorriso e i mille colori di Pirazzini mentre vicini, o idealmente, si stringeranno alla moglie Alba e alla figlia Gabriella. Le esequie si sono tenute nlla chiesa di Santa Maria dei Servi in piazza Mirri. Pirazzini non ha limitato il suo interesse solo alle auto o moto, ha collaborato con i piu’ importanti quotidiani e settimanali sportivi italiani. Come inviato ha seguito 5 Olimpiadi: Londra 1948, Helsinki 1952, Melbourne 1956, Roma 1960. Era�Monaco�presente anche a Monaco di Baviera nel 1972, quando i Feddayn attaccarono il Villaggio Olimpico, un evento�che Pirazzini ha raccontato in un libro-reportage. Uno dei tanti che ha scritto. Lo ricordano ancora presente in tantissimi autodromi per seguire migliaia di gare di moto e di auto. Era uno dei giornalisti apprezzati e stimato anche da Enzo Ferrari come dai tanti dei protagonista di oltre mezzo secolo di storia del motori. Il suo interesse per i “fatti” della vita lo ha portato a coltivare molti interessi, anche non sportivi. Ci restano i suoi libri. Li conserveremo con cura perche’ testimonieranno un tempo indimenticabile. Ciao Ezio! La motivazione per l’assegnazione della medaglia d’oro dell’Ordine dei giornalisti dell’Emilia Romagna.
Ezio Pirazzini
E’ nato ad Imola dove ha continuato a vivere sempre, girando il mondo. Prima redattore poi inviato speciale de il Resto del Carlino, ha collaborato con tutti i piu’ importanti quotidiani e settimanali sportivi italiani. Ha seguito, fra l’altro, cinque Olimpiadi dal vivo (Londra 1948, Helsinki 1952, Melbourne 1956, Roma 1960 e Monaco 1972, quella dell’attentato dei Feddayn cui ha dedicato un libro – reportage). Ha intervistato i piu’ noti personaggi e non soltanto sportivi (alle Universiadi di Mosca riusci a conversare con Arafat) gli sono servite per addentrarsi nei piu’ difficili meandri della narrativa. Con i suoi scritti ha inteso anche raccontare una storia di costume attraverso lo sport. Tanti i riconoscimenti, dal Premio USSI a Leader d’Opinione 1973, dal “Severo Boschi” al Due torri d’oro, al “Bancarella sport” come finalista
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