Phillip Island: Lista dei piloti iscritti al 1° round iridato Superbike & Supersport – 24/26 febbraio

Il ciclo di gare dei campionati del mondo Superbike e Supersport prenderà avvio  nell’ultimo week-end di febbraio (24-26) sulla pista di Phillip Island (Australia) dove i protagonisti troveranno quel caldo che è una chi di questi tempi in Europa è una chimera. Il programma prevede le due classi iridate, assenti FIM Cup 1000 e le Stock 600 dell’europeo. I test saranno preceduti dalla due gioni di tst in programma nei gioni 20-21 febbraio. Al round australiano è abbinata una prova del campionato nazionale australiano. Come primo atto è stato ufficializzato l’entry list dei piloti iscritti per il primo round della stagionale delle due classi.

– Poche le modifiche rispetto alla lista provvisoria comunicata a gennaio; due wild-card per David Johnson, in gara con una BMW S1000RR e un altro australiano, Bryan Staring, che al rientro in Europa gareggerà nella FIM Cup con la Kawasaki del Team Pedercini, sostituirà  l’infortunato Leandro Mercado. Cambio di denominazione per alcuni team: il Team  Roma Ducati diventa Team Red Devils Roma Ducati; il Team Crescent diventa Crescent Fixi Suzuki e il ParkinGO diventa e ParkinGO MTC Racing. Un cambio anche di numeri gara: Leon Camier (2) e per Mark Aitchison (18). Confermata la presenza italiana con 8 piloti con alcuni favoriti per la conquista del titolo

L’entry list del 1° round

2- Leon Camier – Crescent Fixi Suzuki – Suzuki GSX-R 1000
3- Max Biaggi – Aprilia Racing Team – Aprilia RSV4 Factory
4- Hiroshi Aoyama – Honda World Superbike Team – Honda CBR 1000RR
7- Carlos Checa – Althea Racing – Ducati 1198
17- Joan Lascorz – Kawasaki Racing Team – Kawasaki ZX-10R
18- Mark Aitchison – Grillini Progea Superbike Team – BMW S1000RR
19- Chaz Davies – ParkinGO MTC Racing – Aprilia RSV4 Factory
20- David Johnson – Rossair AEP Racing – BMW S1000RR
21- John Hopkins – Crescent Fixi Suzuki – Suzuki GSX-R 1000
33- Marco Melandri – BMW Motorrad Motorsport – BMW S1000RR
34- Davide GiuglianoAlthea Racing – Ducati 1198
35- Raffaele De RosaPro Ride Motorsports – Honda CBR 1000RR
44- David Salom – Team Pedercini – Kawasaki ZX-10R
50- Sylvain Guintoli – Team Effenbert Liberty Racing – Ducati 1198
58- Eugene Laverty – Aprilia Racing Team – Aprilia RSV4 Factory
59- Niccolò CanepaRed Devils Roma – Ducati 1198
65- Jonathan Rea – Honda World Superbike Team – Honda CBR 1000RR
66- Tom Sykes – Kawasaki Racing Team – Kawasaki ZX-10R
67- Bryan Staring – Team Pedercini – Kawasaki ZX-10R
84- Michel FabrizioBMW Motorrad Italia GoldBet SBK Team – BMW S1000RR
86- Ayrton BadoviniBMW Motorrad Italia GoldBet SBK Team – BMW S1000RR
87- Lorenzo ZanettiPATA Racing Team – Ducati 1198
91- Leon Haslam – BMW Motorrad Motorsport – BMW S1000RR
96- Jakub Smrz – Liberty Racing Team Effenbert – Ducati 1198
121- Maxime Berger – Team Effenbert Liberty Racing – Ducati 1198

– Boom confermato, da anni la griglia di partenza del mondiale Supersport non faceva registrare un numero così alto di iscritti; saranno già 31 a contendersi i primi punti del Mondiale Supersport 2012 a Phillip Island. Qualche variazione rispetto alla entry list ufficiosa divulgata a gennaio.  Qualche cambio con Jules Cluzel entrato PTR Honda, come PJ Jacobsen nella squadra Bogdanka Racing; per quanto riguarda la presenza italiana saranno 8 i piloti nel 1° round.  Entra il team Power Team by  Suriano con Alex Baldolini e Vittorio Iannuzzo, ritorna Luca Marconi con VFT Racing cher in questa occasione non schiera Giacomo Micheli. Previsti alcuni spostamenti fra piloti non di primo piano di provenienza Est Europa. Cambio della titolazione del team Ten Kate Honda diventato Ten Kate Racing Products

L’entry list del 1° round

3- Jed Metcher – RivaMoto Junior Team – Yamaha YZF R6
8- Andrea AntonelliTeam Lorini – Honda CBR 600RR
9- PJ Jacobsen – Bogdanka Racing – Honda CBR 600RR
10- Imre Toth – Racing Team Toth – Honda CBR 600RR
11- Sam Lowes – Bogdanka PTR Honda – Honda CBR 600RR
13- Dino LombardiTeam PATA by Martini – Yamaha YZF R6
16- Jules Cluzel – PTR Honda – Honda CBR 600RR
19- Pawel Szkopek – Bogdanka Racing – Honda CBR 600RR
20- Mathew Scholtz – Bogdanka PTR Honda – Honda CBR 600RR
22- Roberto TamburiniTeam Lorini – Honda CBR 600RR
23- Broc Parkes – Ten Kate Racing Products – Honda CBR 600RR
24- Eduard Blokhin – RivaMoto – Yamaha YZF R6
25- Alex BaldoliniPower Team by Suriano – Triumph Daytona 675
27- Thomas Caiani – Kuja Racing – Honda CBR 600RR
31- Vittorio IannuzzoPower Team by Suriano – Triumph Daytona 675
32- Sheridan Morais – Kawasaki DeltaFin Lorenzini – Kawasaki ZX-6R
33- Yves Polzer – Team MRC Austria – Yamaha YZF R6
34- Ronan Quarmby – PTR Honda – Honda CBR 600RR
38- Balazs Nemeth – Racing Team Toth – Honda CBR 600RR
40- Martin Jessopp – Riders PTR Honda – Honda CBR 600RR
52- Lukas Pesek – Prorace – Honda CBR 600RR
54- Kenan Sofuoglu – Kawasaki DeltaFin Lorenzini – Kawasaki ZX-6R
55- Massimo RoccoliBike Service – WTR Ten10 – Yamaha YZF R6
61- Fabio MenghiVFT Racing – Yamaha YZF R6
64- Joshua Day – Team Goeleven – Kawasaki ZX-6R
65- Vladimir Leonov – Yakhnich Motorsport – Yamaha YZF R6
69- Ondrej Jezek – SMS Racing – Honda CBR 600RR
73- Oleg Pozdneev – RivaMoto – Yamaha YZF R6
87- Luca MarconiVFT Racing – Yamaha YZF R6
98- Romain Lanusse – Kawasaki Intermoto Step – Kawasaki ZX-6R
99- Fabien Foret – Kawasaki Intermoto Step – Kawasaki ZX

Portimao: ultimo round con un poco di “stanca”. Le pole provvisorie per Checa (Sbk), Salom (SS), Petrucci (Stk1000) e Day (Stck600).

Sole ed una temperatura estiva sono l’habitat nel quale si disputa la prova conclusiva dei campionati del mondo Superbike e Supersport, dei quali già conosciamo in nome dei campioni. In pista anche i piloti della FIM Cup Superstock 1000 ed i partecipanti al Campionato dell’Europeo Stock 600. Sono presenti un buon numero di piloti, superiori alle medie abituali, con alcune interessanti presenze, piloti di ritorno che, in parte, non hanno più molto da dire.

Da rilevare che l’ultima gara della Superstock 600 non sarà disputata il sabato al termine di tutte le prove, ma la domenica prima del via di gara1 Superbike. IL primo turno di prove ufficiali hanno messo subito in evidenza la determinazione dei piloti che lottano per le posizioni di testa. Pole provvisoria per l’americano Day (Kawasaki), il secondo in classifica, Una bella prestazione per il pilota che contende all’australiano Metcher (Yamaha) il titolo, il quale forte dei 19 punti di vantaggio pare voler recitare il ruolo del controllore e si è fermato in settima posizione. Bene l’olandese VD Mark che potrebbe anche fare bingo e pareggiare il conto con il leader australiano. Buona prestazione anche da parte dello slovacco Krajci e del francese Lanusse. E i piloti italiani? Numerosi ma non troppo performanti.  Solo Beretta (9°) Yamaha è entrato nella top ten. Ottima prestazione di Cecchini (Triumph). Più indietro, nell’ordine, Russo (13°), Gamarino (15°), Morbidelli (20°), Monti (22°), Vitali (23°), Cocco (26°) e, incredibilmente Dino Lombardi (29°).

Grande equilibro, con pochi decimi che incidono sulla conquista di molte posizioni; sarà una corda durissima. Il titolo individuale è gia appannaggio dell’inglese Davies dalla corsa di Magny-Cours, eppure il portacolori della Yamaha non pare pago, oggi ha lottato molto per conquistare la pole provvisoria ottenendo la 4° piazza, La pole provvisoria la centra  Salom con la Kawasaki e il nostro Luca Scassa (Yamaha) è bruciato ancora per un’inezia (6 millesimi), Terzo Lowes a 13 millesimi poi Davies a +0.182s. I primi dieci piloti della classifica provvisoria hanno fatto segnare temi compresi di 1’46”; altri 11 nello spazio di 1’47”, e fra loro i nostri Massimo Roccoli 11° (Kawasaki), Roberto Tamburini 12° (Yamaha del Bike Service Racing Team, Vittorio Iannuzzo 13° (Kawasaki) e Danilo Dell’Omo 16° (Triumph). Più indietro Luca Marconi e Gianluca Vizziello con un tempo da 1’49”. Domani potremo assistere ad un secondo turno di prove scoppiettanti fidando sulle premesse che il primo evidenzia. Tutto da individuare la possibile top ten finale che interessa ai nostri Tamburini e Roccoli, mentre appare sempre più probabile la conquista del titolo marche da parte di Yamaha.

Si potrebbe dire “manca il gatto e i topi ballano”; il vincitore (in anticipo) del trofeo, il romano Giugliano premiato con la promozione in SBK. Oggi a vestire i panni del gatto è stato il più tenace avversario per il neo campione: Danilo Petrucci (Ducati), ha fatto sua la prima pole con un vantaggio “pauroso” (1”285) di vantaggio su Morais con la Kawasaki di Pedercini, terzo un ottimo Lorenzo Baroni con la Ducati. Il quarto, Andrea Antonelli (Honda) ha beccato oltre 2 secondi, ne diluvio dei distacchi nella topo ten hanno trovato posto Marco Bussolotti (Kawasaki) 5°, Fabio Massei (BMW) 7°, come Lorenzo Zanetti 11°, piuttosto deludente. Ancora Lorenzo Savadori 16° e Rosso 19°, sfortunato Nicolò Canepa rimasto ai box, pertanto senza tempi, nelle libere del mattino aveva ottenuto la terza miglior prestazione e lo sarebbe stata anche nel pomeriggio.

Rientra Max Biaggi, e questa è già una notizia che “accende” la Superbike e ci sono al via della gara conclusiva alcune wild card interessanti. Rientra in SBK Karl Muggeride (Honda), si riaffaccia il team Yoshimura con la Suzuki affidata a Waters; interessante il debutto del nostro Davide Giugliano con la Ducati del team Altea,; una gita premio per la vittoria nella FIM Cup. Presenti per sostituire degli infortunati anche gli spagnoli Javier Forse e Santiago Barragan. Prove che hanno evidenziato la superiorità di Carlos Checa e della Ducati, il fresco campione del mondo, stando l’ennesima prova di professionalità  dote che caratterizza lo spagnolo, ecco perchè si può credere alla voce di una principesca proposta  che gli sarebbe giunta da BMW. Vicende sportive e non, stanno ruotando in torno al suo mondo; molte inducono a considerarlo sul piede di partenza. Oggi ha preceduto un sempre più efficace Eugene Laverty, che per il dopo Yamaha parrebbe essere il candidato ideale in Aprilia per occupare il posto che Camier (oggi è caduto) libererà accanto a Max Biaggi. IL Campione romano si è fatto notare solo sul finire del turno ottenendo un buon 5° posto. Preceduto da Guintoli e Rea. Poco brillante Meandri 8° ma sempre lontano con i tempi dai primi. Il migliore con le BMW è stato Badovini, ma si è fermato in 11° posizione. Su questa pista dove a ripetizione sono state testate le moto tedesche ci si poteva attendere qualcosa di meglio; Haslam 13° poi Corser 15°.In ritardo Fabrizio che con la sua Suzuki sarebbe il primo degli esclusi dalla Superpole. Avendo iniziato parlando delle news entry o rientranti, non resta che segnalare che sono tutti sul fondo della classifica provvisoria, con Giugliano che è stato il migliore del gruppetto di 5.

Portimao: SBK e collegati, round conclusivo con poco da decidere, ma resta interessante, si discuterà molto di futuro.

Festa di commiato! Sulla pista portoghese di Portiamo, il prossimo fine settimana, si disputerà il round conclusivo del Campionato del Mondo 2011 per le classi Superbike e Supersport, della Coppa FIM Superstock 1000 e Campionato Europeo Superstock 600. Con i titoli tutti assegnati, tranne quello del campionato europeo il GP portoghese perde molta della sua attrattiva, pur trattandosi di un bell’impianto con un tracciato che valorizza mezzi e piloti. Oltre all’occasione per festeggiamenti e saluti conclusivi, si  assisterà an un supermarket per la formazione delle squadre 2012, e se si temono addii.

Con l’assegnazione dei Titoli di Campione del Mondo Superbike 2011, con una gara d’anticipo, piloti a Carlos Checa e marche alla Ducati; con Marco Meandri, alla gara conclusiva con la Yamaha (passerà alla BMW) e già matematicamente secondo, resta da seguire la lotta per il terzo gradino del podio iridato fra Eugene Laverty ed il campione uscente Max Biaggi rientrante dopo tre gare di assenza per infortunio, I due sono divisi da un punto e sono dati per compagni di squadra nel rinnovato team  ufficiale Aprilia. Il italiano  potrebe pensare di chiudere con una grande prestazione per dimostrare che lui resta ancora il migliore fra i piloti di categoria., che il confronto con lo spagnolo è solo rimandato all’anno prossimo. Ovvio il tentativo che tutti i piloti vogliano cogliere l’ultima occasione per cercare di supportare al meglio il rafforzamento nelle squadre o di trovarne di nuove, il mercato e’ in piena ebolizione. Fra i piloti dovranno traslocare c’è anche il nostro Michel Fabrizio, al termine di una stagione piuttosto opaca per colpa da condividere con la moto e qualche errore di troppo. Merita attenzione anche il debutto di Davide Giugliano, fresco del trionfo nel campionato STK 1000, in pista come  wildcard, un premio per la sua bella stagione da parte della squadra. Altro pilota italiano in gara  Ayrton Badovini (BMW) mentre sarà assente Roberto Rolfo infortunato. L’ultimo appuntamento vedrà il ritorno del team  Yoshimura Suzuki Racing 1000, con il pilota Josh Waters, senza destare particolare entusiasmi.

Sarà la gara per l’uscita di scena della Yamaha a dispetto del titolo piloti con l’inglese Chaz Davies, a meno che il ParkingGo non rilanci se non troverà una buona combinazione i Superbike. Alla casa di Iwata  resta da conquistare il titolo marche, in Portogallo parte con 12 punti di vantaggio sulla Honda.  Lotta accesa per il secondo e terzo posto, interessa due “veterani” come Foret (Honda) p. 144 e Parckers (Kawasaki) p. 136, con un possibile inserimento di Lowes (Honda) e Salom (Kawasaki) che partono da 129 punti.  Il primo dei delusi, il nostro Luca Scassa si prepara per una chiusura vincente, dopo il risultato di Magny-Cours.  Un campionato che era iniziato bene e che potrebbe finire bene, peccato che sia dtato deciso da un lungo “oscuramento” nella fase centrale. Anche Luca pare non rientrare nei piani della squadra per il 2012, dovrà trovare una sistemazione, come pare debbano fare Massimo Roccoli e Roberto Tamburini che hanno offerto buone prove ed hanno l’ultima opportunità per puntare al podio. Da capiere anche le scelte delle squadre, dal quasi annuncio di un ritorno Suzuki (Alstare) resta molto incerta la presenza Yamaha; la Kawasaki affiderà al team Lorenzini by Leoni la gestione della sqiadra di riferimento.

– Titlo piloti e marche assegnati a Davide Giugliano ed alla Ducati e il fresco vincitore migra per la gara conclusiva in Superbike e lascia che la definizione delle due posizioni sul podio al fianco del vincitore, lotta  circoscritta a Danilo Petrucci (Ducati) p. 144 e Lorenzo Zanetti (BMW) p. 137. Il campionato, ancor una volta, è stato caratterizzato dalla presenza di piloti italiani. I due protagonisti – Giugliano e Petrucci –  di questa edizione si preparano a passare i Superbike, un premio ampiamente meritato.

– Domenica scorsa sono stati assegnati i titolo europei – gara unica – sulla pista di Albacete per le classi 125gp (titolo all’italiano Romano Fenati), Supersport e Suspersport 1000 dove a brillare è stata la totale assenza di piloti italiani. A dispetto dei trionfalismi della FMI e di alcuni commentaroti la formula e la collocazione fissa sulla pista spagnola sono un escamotage utile a poche e di poco conto per i piloti. La storia sportiva delle precedenti edizioni lo testominiano. A portiamo, nel solo campionato assegnato col la formula “multipare” se lo contenderanno un pilota australiano Jed Metcher (Yamaha) e l’americano Jashua Day, il primo posto, potrebbe essere pareggiato dall’olandese Michael VD Masrck.  Italiani malinconicamente fuori dal podio iridato con Dino Lombardi (5°) ed il giovane Riccardo Russo (6°). In  questa classe “ondata” di partecipanti (42) ma anche in Supersport le Wild card sono particolarmente numerose.

Magny-Cours: Prestazioni da record per Rea (Sbk), Parkers (Supersport) e Petrucci (Superstock1000).

Circuit de Nevers – Magny Cours – Sole e temperatura ancora estiva per il primo week-end di ottobre allietano piloti, paddock ed il folto pubblico. Bella giornata, segnata da prestazioni di rilievo, in preparazione alla festa, che potrebbe scattare domani già alla conclusione di gara 1, per la conquista del titolo Superbike 2011 da parte di Carlos Checa, il primo con i colori spagnoli.

Superpole per Rea e la Honda, a tempo di record: 1’37.780.

Il pilota britannico Jonathan Rea  ha preceduto per poco più di un decimo Eugene Laverty (Yamaha) e lasciando più indietro il leader della classifica Carlos Checa (Ducati) piazzato in terza posizione con un distacco di oltre quattro decimi; oltre cinque decimi il gap accusato da Leon Camier (Aprilia), il pilota che completa la prima fila. Superpole dominata dai due piloti che si sono classificati per la fase 3 risparmiando due gomme da tempo. In realtà la seconda manche più emozionante è stata la seconda che ha presentato una lista di tempi eccezionale. Nella fase finale ha giocato un ruolo decisivo il materiale rimasto a disposizione. Dalla seconda fila partiranno, invece, Sylvain Guintoli (Ducati), Tom Sykes (Kawasaki), Leon Haslam (BMW) e Marco Melandri (Yamaha) piuttosto corrucciato. A sorpresa non è entrato fra otto migliori tempo Haga, (9°) ha “bruciato” la gomma da tempo trovando traffico com’era capitato nella prima fase a Ayton Badovini (BMW) sedicesimo e “vittima” di un lungo di Giuntoli. Molto deluso anche Michel Fabrizio (14°) in crisi con la moto, in ultima fila prenderà il via Roberto Rolfo con la Kawasaki. I tempi  durante i due gioni sono sempre stati molto ravvicinati e domeni dovremmo assiste a due belle gare.

Pole per Parkers e la Kawasaki che resistono, per soli 2 millesimi all’assalto di Scassa e della Yamaha: 1’41.395.

Il bravissimo Roccoli non ha potuto difendere la pole conquista ieri, non ha potuto migliorare il suo tempo di eri ed è stato rimontatp da Broc Parkers che regala alla Kawsaki, ieri dominatrice, la prima posizione in griglia. I due piloti italiani meritano, in ogni modo, un grande applauso; Luca Scassa perché con la Yamaha ufficiale ha fallito l’obiettivo “pole” per un’inezia e Massimo Roccoli perchè ha confermato una gran bella  prima fila con il terzo tempo. A completare la prima fila ci sarà l’inglese Lowes con la Honda. I primi 9 piloti sono compresi nello spazio di un secondo. Con il leader della classifica Chaz Davies (Yamaha) in ottava posizione, precede Roberto Tamburini con la R6 del Bike Service Racing Team. Con poche aggiunte, questo dovrebbe risultare il gruppo che lotterà per il podio. Forse Davies terrà anche conto dell’andamento complessivo della gara e della sua posizione, per cercare di liquidare la pratica “conquista del titolo 2011” già sulla pista francese.  Gl’altri piloti italiani si sono piazzati nelle posizioni di centro dello schieramento: 14° Vittorio Iannuzzo (Kawasaki); 17° Danilo Dell’Omo (Triumph) e Danilo Marrancone 23° (Yamaha) rientrante nel mondiale dopo tre stagioni.

Pole per Petrucci e la Ducati, a tempo di record: 1’41.335.

Danilo Petrucci, non vincerà il titolo, ma sta dimostrando di essere bravo come il probabile vincitore Davide Giuliano, il leader romano della classifica ha ceduto la pole al ternano per soli 37 millesimi. Al terzo posto ancora Nicolò Canepa a completare un trio di Ducati. Il poker italiano in prima fila è formato da Lorenzo Zanetti (BMW). Partiranno in seconda fila Lorenzo Baroni (Ducati) e Lorenzo Savadori (Kawasaki), bella la prestazione dell’ex campione d’Italia della 125gp. Nella top ten Anche Andrea Antonelli con la Honda. Bene anche Fabio Masse (11°9 e Marco Bussolotti (12°)

Magny-Cours: pole provvisorie per Checa (Sbk), Roccoli (Supersport) traordinaria, Giugliano (Stock1000)

Sole e 26° di temperatura per la prima giornata di prove sulla pista di Magny-Cours. Nella mattinata c’è stato il primo turno di prove libere e dal primo pomeriggio il turno i qualifiche. Il 12° round del campionato Superbike risulterà, con pochi dubbi in proposito, quello decisivo per l’assegnazione del titolo. Il primo della categoria Superbike che un pilota spagnolo inserirà nel suo palmares ed in quello, già ricco, sua federazione: Carlos Checa.

Dino Lombardi (Yamaha) si è aggiudicato la pole position provvisoria con il tempo di 1’45.630, a meno di un secondo dal record della pista, avvicinato solo nei minuti finali dall’americano Joshua Day (Kawsaki) rimasto 62 millesimi. Molto più indietro il leader della classifica, l’australiano Metcher 10° a +0.778s e il francese Romain Lanusse 11° a +0.872s, entrambi in setta alle Yamaha R6. Ottima prestazione di Riccardo Cecchini (Triumph)in ottava posizione, seguito da Riccardo Russo, Cocco 14°, Beretta 15°, Gamarino 17°, e Monti 29° il piazzamento provvisorio degli altri piloti italiani

Massimo Roccoli (Kawasaki), grazie ad uno straordinario giro finale, ha fermato il cronometro sul tempo di 1’41.498, conquistando la pole provvisoria. Una prestazione che conferma lo straordinario rendimento messo in mostra fin dalla mattinata. Sono le Kawasaki a lottare per le prime posizioni, due le verdone che si piazzano spalle dell’italiano, ma distanziate di oltre mezzo secondo: Broc Parkers e David Salom. La velocità massima delle due Kawasaki è risultata sistematicamente da primato, insidiate saltuariamente dalle Honda. Meno efficaci sulla pista francese sono apparse le Yamaha, anche Luca Scassa con la migliore delle due ufficiali ha conquista un’ottima quarta piazza. Ottavo il leader della classifica, l’inglese Davies con l’altra Yamaha ufficiale, affiancato da Roberto Tamburini in sella alla R6 privata del Bike Service Racing Team di Rimini. Peccato che il ragazzo romagnolo abbia perso tre posizioni ancora negli istanti finali. Gli altri piloti italiani in gara sono al momento fuori dalla top ten: Vittorio Iannuzzo 15°, Danilo Dell’Omo 17° e Danilo Marrancone 27°, il pilota abruzzese ritorna nel mondiale dopo alcuni di attività ridotta.

Davide Giugliano, da laser forte, non controlla, ma impone il suo ritmo e conquista autorevolmente la pole provvisoria. Guida una prima fila tutta Ducati, seguito dal Danilo Petrucci, il ternano distanziato di solo 0.386s si conferma l’avversario più tenace. Terzo posto per il sempre più efficace Lorenzo Baroni a poco più di sei decimi; poi con oltre un secondo si è piazzato Nicolò Canepa. Ancora piloti italiani in seconda fila con Lorenzo Zanetti (5°) e Fabio Massei (6°) entrambi su BMW, Andrea Antonelli è ottavo, preceduto dal promettente tedesco della BMW Reiterberger. I piazzamenti degli altri piloti italiani:   Savadori 11°, Bussolotti 15° e Rosso 25°. Da rilevare chi il pilota francese Silvain Barrier, ufficiale BMW e miglior tempo nelle libere è rimasto senza tempi perché appiedato ad inizio turno come l’olandese Van Napel protagonista dell’IDM con la KMT, in Francia in gara con una Honda.

Carlos Checa Ducati, “il cannibale”, nel frenetico succedersi dei tempi durante i miniti conclusici lo spagnolo a tolto ai tifosi francesi la gioia di ricedere dopo tanto tempo un loro pilota al vertice di una qualifica, sia pure provvisoria, con Silvain Giuntoli. Una pole fatta segnare quando già da tempo sventolava la bandiera a scacchi e cercata con terminazione. Il francese è stato attaccato d un efficace Eugene Laverty (Yamaha) nello stesso giro finale, ma l’assalto e fallito per 12 millesimi, Il transalpino ha conservato il terzo posto con un gap di 89 millesimi. Molto veloci sul tracciato francese le Kawsaki di Sykes 4°. In uno schieramento che vede raggruppati nello spazio di un solo secondo 16 piloti, assente Max Biaggi, non hanno brillato i piloti italiani. Il migliore è stato Ayrton Badovini (BMW) oggi preceduto da Haslam e Corser. Sorprendente il piazzamento di Marco Melandri 14° a circa 7 decimi dalla testa, è stridente il contrasto con il compagno di team piazzato in seconda posizione. Sul fondo dello schieramento provvisorio, con 18 piloti al via, anche Michel Fabrizio 15° seguito da Camier 16° al 18° Roberto Rolfo.

Imola: grandi emozioni, in pole Checa (Sbk), Parkers (Supersport) e Giugliano (FIm Cup)

Una bella giornata ha favorito i piloti impegnati nei mondiali Superbike e Supersport, FIM Cup Stock 1000 e Campionato Europeo Stock 600.Imola in gran spolvero regala emozioni all’avanguardia degli appassionati che hanno visto sfide al calor bianco con una pioggia di record, favoriti anche dal rifacimento del manto stradale per larga parte del tracciato.

Tutti i tempi cliccando sul logo: http://sbk.perugiatiming.com/pdf_frame.asp?p_Round=ROUND&p_Anno=2011&p_Manifestazione=11&p_Gara=01

Carlos Checa ha disputato una Superpole straordinaria, il pilota spagnolo del team Althea Racing Ducati ha fatto segnare un tempo straordinario, tenendo conto lo ha realizzato utilizzando una gomma posteriore da gara. Ha dimostrato inequivocabilmente che senza imprevisti domani sera conquisterà il suo primo titolo iridato in Superbike. Sarà il primo anche per la Spagna.  Carlos ha preceduto di 0.078 millesimi un grande Jonathan Rea (Castrol Honda) e l’altrettanto grande Noriyuki Haga (PATA Racing Team Aprilia), tornato tra i migliori su un circuito che lo ha visto vincitore nel 2009. A completare la prima fila c’è Tom Sykes (Kawasaki Racing Team).  Il migliore degli italiani è stato Ayrton Badovini (BMW Motorrad Italia Superbike team) che partirà dalla seconda fila; da quella successiva si muoveranno Marco Melandri (Yamaha) non a suo agio sul tracciato imolese e Michel Fabrizio (team Suzuki Alstare) che ha lamentato problemi di assetto inaspettati dopo i riscontri realizzati nei turni di prova. Quarta fila, invece, per le wild card Federico Sandi (Althea Racing Ducati) e Alessandro Polita (Barni Racing Team Ducati), più indietro Matteo Baicco (19°) e Roberto Rolfo (21°)

Luca Scassa (team Yamaha ParkinGO) nei due turni odierni è andato fortissimo e solo nei minuti finali ha ceduto per 0.075 millesimi la pole Broc Parkes (Kawasaki Morocard.com) che negato la soddisfazione di partire dalla pole position davanti al pubblico di casa.  E’ stato un turno convulso, fermato due volte con bandiera rossa, poi nei giri finali i piloti hanno tirato fuori l’anima, e si sono capovolte situazioni e esperienza di partenze in prima fila. Alle spalle dei primi due, in prima fila si sono pezzati, Florian Marino (Hannspree Ten Kate Honda) e Chaz Davies (team Yamaha ParkinGO). In seconda fila prenderanno il via  Roberto Tamburini (Bike Service R.T. Yamaha) e Massimo Roccoli (Lorenzini by Leoni Kawasaki) partiranno dalla seconda fila. Due dei piloti che a tre minuti dal termine era in prima fila. Per Vittorio Iannuzzo 11° posizione, Stefano Cruciali 17°,  Danilo Dell’Omo 18° e Fabio Manghi 25°. Fra i piloti caduti anche Foret con la Honda.

Alla fine a spuntarla è stato il leader della classifica della FIM Cup Davide Giugliano (Altea Racing Ducati) relegando a quasi 4 decimi l’altro portacolori della Ducati, Danilo Petrucci. Poi la BMW Di Silvani Barrier e il bravo Lorenzo Baroni che inflaziona la prima fila con la terza Ducati. Seconda fila con Lorenzo Zanetti, Nicolò Canepa e Andrea Antonelli. Altri italiani nella top ten Edi La Marra e Michele Magnoni decimo. Altri piloti italiani: Lamborghini 11°, Savadori 13°, Massei 14°, Bussolotti 15°.

Imola: Entusiasmante la prima giornata di prove al Dino ed Enzo Ferrati. Pole per Rea, Scassa, Petrucci e Gregorini

La festa di Imola: sole e temperatura (25°) perfetta per una gara di moto, hanno contribuito a realizzare l’habitat ideale per alimentare le attese di risultati importanti. In pista mancherà Max Biaggi, un’assenza grave per l’Aprilia, a secondo forfait del pilota romano che non ha recuperato i postumi della frattura al piede conseguente all’incidente patito al Nurburgring. Mancherà ai tifosi ed a ad ogni appassionato che sarà sul tracciato dell’Autodromo Dino & Enzo Ferrari. In ogni caso non sono mancati spunti interessanti che, classe by classe, si possono trarre dalle prestazioni dei singoli piloti dopo il primo turno prove libere ed ufficiali.

POKER D’ASSI INTALIANO NELLE PRIMA FILA PROVVISORIA.

Giuliano Gregorini ha ottenuto la pole con un ottimo tempo 1’56,394, ha migliorato di quasi due decimi la sua pole del 2011 ed è molto vicino al tempo record di Danilo Peducci del 2009. Lo segue, ad oltre tre decimi Dino Lombardi molto più incisivo rispetto alla prova incolore disputata a Vallelunga nella del CIV. A seguire Nicola Morentino e Riccardo Russo, un quartetto racchiuso in meno di mezzo secondo. Tutta la prima fila con piloti in sella alle Yamaha R6. Sono al momento in seconda fila i due piloti che paiono avere dalla loro tutti i favori del pronostico per la conquista del titolo di Campioni d’Europa, l’australiano Metcher ed il francese Lanusse, con il nostro Francesco Cocco 8°, Bravi anche Franco Morbidelli (9°) e Luca Vitali (10°. Solo i primi 5 piloti sono scesi sotto il limite di 1’57.000. Altri italiani in gara: Monti (12°), Dittati (16°), Cecchini (18°), Gamarino (21°), Benini (27°) D’Andrea (30°) e Paratore (31°).

LUCA SCASSA SCATENATO, BENE ROBERTO TAMBURINI

Le prove del mattino sono state utilizzate per la messa a punto per posi scatenarsi nel turno di qualifiche, l’indiscusso protagonista è stato indubbiamente Luca Scassa che, in selle alle Yamaha che furono di Cal Cratchlow ha fatto segnare un buon 1’52375m molto distante dal campione inglese, ma in linea con la pole della scorsa stagione che fu appannaggio di Michele Pirro. Griglia molto compatta per quanto concerne la top ten con l’australiano della Kawasaki Brock Parkers, l’inglese leader del mondiale Chaz Davies (Yamaha) e la francese Fabian Foret con la Honda. In seconda fila lo svedese Lundh, caduto dopo aver concluso il suo giro “importante”, poi il francese Marino (Honda), settimo posto per Roberto Tamburini, anche oggi tra i migliori in assoluto ed al vertice fra quelli privati in sella alla Yamaha R6 del Bike Service Racing Team; in ottava posizione Salom ufficiale Kawasaki, marca che oggi ha ufficializzato di avere riconosciuto al Team Lorenzini by Leoni il mandato di squadre ufficiale per la prossima stagione. Potrebbe giovarsi di questa collaborazione Massimo Roccoli oggi 11° con la moto del team mantovano, ultimo fra i piloti scesi sotto al 1’53.00. Altri piloti italiani in gara: Vittorio Iannuzzo (13°), Stefano Cruciani (18°), Fabio Menghi (23°). Dopo aver provato in mattinata non preso parte alle prove ufficiali Luca Marconi non ancora ristabilito completamente dall’infortunio patito al Nurburgring.

TANTA ITALIA, COME SEMPRE, CON I DUE PIU’ FORTI DAVANTI A TUTTI.

Finale “quasi” giallo per la conquista della pole (1’51.046). Danilo Petrucci (Ducati) che ha scalzato il francese Silvani Barrier (BMW), rimasto al comando per tutto il turno (più veloce anche al mattino), a pochi minuti dalla conclusione del turno. Il transalpino è incorso anche in uno svarione nel giro finale quando tentava la replica ed è finito terzo.  Danilo Giugliano (Ducati) è passato pochi istanti prima che la Direzione Gara esponesse la bandiera che decretava la conclusione del turno, così ha potuto percorre un nuovo giro a “bocce ferme”, con tanti rossi nei controlli intermedi e solo nel tratto finale a perso le frazioni di tempo che hanno regalato il primato al ternano, ed il secondo posto al romano, per solo 0.158s. I primi tre hanno fatto segnare tempi Migliori di quelli fatti segnare in prova e gara da Ayrton Badovini che sono record ufficiali per la categoria. A conferma dell’italianità di questa classe, tanto da poter essere scambiata per una gara tricolore bis, un seconda fila composta tutta dai nostri Lorenzo Zanetti (BMW), Lorenzo Baroni (BMW), Andrea Antonelli (Honda) e Michele Magnoni (BMW); otto italiani nella top ten! Bene anche Massei (11°), La Marra (12°), Savadori (13); più indietro Lamborghini (16) e Rosso (23°). Sono scesi in pista 29 piloti.

REA (HONDA) BEFFA, NEI MINUTI FINALI, CHECA E LA DUCATI.

Carlos Checa (Ducati) pareva potesse dominare il turno di qualifiche, Jonathan Rea (Honda) a sei minuti dalla conclusione lo ha scalzato dal primo posto. Lo spagnolo ha replicato, sempre a suon di tempi record, controreplica dell’inglese a meno di tre minuti dal termine, due giri rabbiosi con piccoli cedimenti nel tratto finale non hanno consentito al leader della classifica di fare sua la pole provvisoria. Una gran bella prestazione per festeggiare il rientro da parte del pilota inglese. Un turno molto bello da parte dei sei piloti, tutti con una diversa (è mancata l’Aprilia) che sono scesi sotto il tempo fatto segnare in prova da Checa nel 2011. Grandi protagonisti, classificati nell’ordine, Leon Haslam (BMW), Michel Fabrizio (Suzuki), bravo e sfortunato perché ha potuto disputare più o meno, solo metà turno, Marco Meandri (Yamaha) che è tornato oggi, dopo molti anni, sul tracciato imolese, e sul vecchio limite Tom Sykes (Kawasaki) tutti racchiusi in meno di 8 decimi. Buone le prestazioni dei nostri: 11° Federico Sandi (Ducati), 12° Alessandro Polita (Ducati), 14° Ayrton Badovini. Più indietro 20° Matteo Baiocco e 21° Roberto Rolfo. Piuttosto deludenti Lascorz, Xaus, Laverty e Corser che sono sul finiti sul fondo della classifica.

Imola: e la festa va! Tanti i motivi d’interesse per due mondiali. Assente Biaggi. Previsto il bel tempo.

Ha preso avvio la “festa” per il Campionato Mondiale Superbike 2011 in programma, durante il prossimo fine settimana, all’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari di Imola, uno dei circuiti più ricchi di fascino e di atmosfera della storia del motociclismo. Piloti molto motivati, come tutto l’ambiente di questo circus alla vigilia di gare che assegneranno i titoli stagionali e per alcuni piloti team o case potrebbero rappresentare la passerella finale prima dell’uscita di scena. Numerosi gli eventi che caratterizzeranno l’evento, ma l’attesa più è mirata su alcuni aspetti ben definiti. Le condizioni meteo stanno dando una mano agli organizzatori ed il bel tempo dovrebbe durare tutta la settimana

Verso il l’assegnazione del del 24° titolo.

Carlos Checa (Althea Racing Ducati) parte con i favori del pronostico, memore della doppietta realizzata lo scorso anno nel giorno nel giorno che vide Max Biaggi festeggiare il primo titolo iridato un Superbike, il primo anche per un pilota italiano e per l’Aprilia. Con un vantaggio di 74 punti di vantaggio sul secondo pare che sia lui ad avere molte possibilità di festeggiare quest’anno per la prima conquista mondiale, il primo personale e per la Spagna.

Marco Melandri (Yamaha World Superbike Team) che si può pensare possa ancora credere di impedire la conquista iridata anticipata a Checa. Per il pilota italiano, che ha corso sul tracciato sul vecchio tracciato imolese nel 1999 con la 125 GP (vinse la gara), il principale obiettivo potrebbe essere quello della difesa del secondo posto finale. Confermandosi grande protagonista potrebbe poi decidere che scelta fra Yamaha e BMW per il prossimo campionato.

Max Biaggi (Aprilia – Alitalia Racing Team) e’ di questa mattina la conferma Campione del Mondo , infortunatosi al Nurburgring,   non potrà prendere parte alla gara di Imola.  Peccato, si complica la sua eventuale ricorsa al secondo posto, ma dovrebbe poter difendere il tezo nelle quattro manche finali.

Michel Fabrizio (Team Suzuki Alstare), vorrà certo fare di tutto per regalare al suo team la prima vittoria stagionale, che può vantare solo podio (3°) ottenuto a Monza, la potrebbe cogliere sulla pista dove nel 2009 conquistò un primo ed un terzo posto. Non ha ancora certezze per quanto riguarda la prossima stagione e tutto ciò che potrà fare di buono potrebbe giovargli molto.

Jonathan Rea (Castrol Honda) che ha vissuto una stagione sfortunata dopo la trionfale giornata di Assen, sarà impegnato, l’ennesima variazione regolamentare chi consentirà di utilizzare il dispositivo “ride by wire” sulla CBR 1000 RR, una novità dovrebbe garantire alle moto del Ten Kate essere un potenziale maggiorato.

Leon Haslam (BMW Motorrad Motorsports) sul tracciato imolese ha sempre disputato ottime gare, magari è stato poco fortunato, come capitò la scorsa stagione. Corre in un team che non si può dire soddisfatto dei risultati di questa stagione, e per questo circolano molte voci di cambiamenti. Si dice che sia in corso una trattativa con Melandri, accompagnato dal possibile rientro (sarebbe clamoroso) del team manager Davide Tardozzi. Un bel finale di stagione, a cominciare da domenica, potrebbe essere il modo migliore per … cominciare la stagione 2012.

Ayrton Badovini (BMW Motorrad Italia SBK Team) ha vinto la gara di Superstock 1000 nel 2010, con BMW della squadra italiana, dalla quale si aspetta la conferma con la speranza che le competitività del mzzo sia portata a livello delle moto vincenti.

La grande festa che potrebbe essere l’ultima volta a Imola per diversi protagonisti di questo mondiale. Dopo l’abbandono di Toseland, potrebbe toccare Corser per il quale si parla di un ruolo da collaudatore in BMW, a Xaus ed a qualche altro piloto “minore”. Dopo il team Supersonic anche per qualche altro team la presenza nel paddock di Imola, almeno in SBK, potrebbe essere l’ultima

 Verso l’assegnazione del 13° titolo

A tre round dalla conclusione della stagione e la gara di Imola ha molte probabilità di essere decisiva per l’assegnazione del titolo mondiale di categoria. Un dato certo, non piacevole per i tifosi italiani deriva dalla certezza che anche questa stagione non regalerà il primo titolo iridato ad un pilota italiano. Da Imola, anche questa classe, potrebbe essere interessata da modifiche regolamentari concesse che potrebbero favorire molte marche, non la Yamaha.

Chaz Davies (Yamaha ParkinGO Team) con un vantaggio di 59 punti può tranquillamente controllare la situazione nelle prossime tre gare. Ma già dalla gara di Imola vincendo potrebbe avere combinazioni favorevoli per conquistare il titolo in anticipo. Certo che la Yamaha, investendo poco, sta per cogliere un risultato molto importante con il pilota inglese inserito nel team Italiano.

Luca Scassa (Yamaha ParkinGO Team) con la bruciante partenza aveva acceso speranze ed entusiasmi, fra gl’appassionati italiani, poi, per ragioni diverse, è arrivato un declino per certi versi inspiegabile ed il differenziale fra lui in compagno di squadra, sempre in sella alle Yamaha ufficiali, è diventato incolmabile. Il pilota di Arezzo arriva a Imola con diverse possibilità di tentare la conquista di un posto sul podio finale del Campionato del Mondo. Non sarà facile, ma se non tentasse la sua stagione si concluderebbe in modo molto deludente.

 David Salom (Kawasaki Motocard.com) a punti in tutte le gare ha conquistato solo due podi, per conservare il secondo posto in classifica insidiato dal francese Fabien Foret (Hannspree Ten Kate Honda) e Brock Parkers (Kawasaki Motocard.com) terzi e quarti nella classifica mondiale, due grandi delusi perché partiti con l’intento di conquistare il titolo.

Massimo Roccoli (Lorenzini by Leoni Kawasaki) il pilota romano, entrato fra i partenti quasi alla vigilia delle prima gara, sta ottenendo buoni risultati e punterà certamente ad una conclusione con un gran finale di stagione, incominciando con il migliorare il sesto posto della scorsa stagione ottenuto a Imola.

Roberto Tamburini (Bike Service R.T. Yamaha) partito con l’intento di conquistare un posto nella top ten iridata e, magari un podio nel corso della stagione, ha avuto alti e bassi ed ha patito una squalifica ad Assen piuttosto discutibile, al momento è decimo, ma fa parte di un pacchetto di “assatanati”. Il pilota in 7° posizione ha 62 punti mentre il 12° ne ha 58, dunque sei piloti racchiusi 5 punti per tre posti nella top ten. Per il ragazzo riminese un grande finale di stagione potrebbe risultare decisivo per gli sviluppi della sua carriera.

Imola: una pista, che da sempre, non lesina emozioni. Meeting mondiale in riva al Santerno.

L’Autodromo Dino & Enzo Ferrari di Imola ospiterà i round mondiali n° 11 del Campionato del Mondo Superbike, cui sono abbinati il n° 10° per la Supersport, il n° 8 per della FIM Cup Stock 1000 e il n°7 per il Campionato Europeo della Stock 600. In ogni caso sarà la terzultima prova stagionale per tutti.

La pista di Imola è stata reinserita nel calendario iridato Superbike dal 2009, dopo due anni di “trasferimento” a Vallelunga. Tracciato costruito a ridosso, a ridosso del fiume Santerno, negli ultimi anni è stata oggetto di molte modiche, non tutte considerate positive dai motociclisti, recentemente c’è stato un intervento sull’asfalto che dovrebbe aver posto un parziale rimedio al fondo molto ondulato. Le prestazioni sui 4959 metri potrebbero decidere l’assegnazione dei titoli anticipatamente, le previsioni meteo danno cielo sereno venerdì e sabato con qualche rischio di pioggia per la domenica.

 Carlos Checa, è fuor di dubbio il pilota che merita il titolo, solo 3 punti lo dividono dalla conquista matematica. Il suo vantaggio costruito in particolare attraverso 16 podi, primo per 11 volte e cinque volte 4° è tale che solo Marco Melandri, sempre matematicamente potrebbe coltivare speranze di rimonta … miracolosa.  Per lo spagnolo ci sono tutte le possibilità di festeggiare la conquista sulla pista più vicina alla sede della Ducati, che difficilmente conquisterà il vantaggio decisivo per aggiudicarsi il titolo marche. Per le posizioni da podio probabilmente mancherà il confronto Melandri contro Biaggi perché il romano non pare si sia ripreso dall’infortunio del Nurburgring; potrebbe favorire un inserimento di Laverty. A Imola si parlerà molto di 2012, le squadre stanno predisponendo cambiamenti “generazionali” e rilancio e molti piloti sono in bilico. E la crisi economica non aiuta …

A Chaz Davies potrebbe bastare un terzo posto per festeggiare in anticipo la conquista del titolo che, in ogni caso pare essere saldamente nelle sue mani. Prevedibile una lotta serrata per la conquista dei posti del podio iridato a fianco dell’inglese della Yamaha, in coda a quel gruppetto c’è anche Luca Scassa che ha vanificato, dopo le due vittorie iniziali, le speranze italiane di vedere finalmente un pilota italiano conquistare il primo titolo di categoria.  Lotteranno per restare e possibilmente risalire nella top ten anche Massimo Roccoli e Roberto Tamburini. Per il campionato Marche la Yamaha è in vantaggio, rischia di poter festeggiare solo nella gara conclusiva il ritorno alla vittoria del titolo marche.

Lotta tutta italiana per il titolo che non dovrebbe sfuggire al pilota romano Davide Giugliano che corre con la Ducati del Team Altea. Non ha un vantaggio di tutta sicurezza, 23 punti sono una buona dote, un qualsiasi errore del leader riaccenderebbe le speranze di Loranto Zanetti (BMW) capace di conquistare punti in tutte le gare. Difficile un recupero da parte del neo Campione d’Italia Danilo Petrucci, i due risultati nulli che la classifica evidenzia penalizzano gravemente il pilota ternano. Giugliano merita il titolo, che si avvia a coronare una stagione straordinaria che nelle 7 gare disputate ha lo visto vincere 4 volte e in due arrivare al secondo, con solo risultato nullo (caduta) a Silverstone mentre lottava per vincere anche quella gara. La classifica della FIM CUP evidenzia chiaramente la straripante presenza dei piloti italiani, sono 10 presenti nelle prime 15 posizioni. Sperabile che alcuni dei migliori possano trovare posto nella Superbike, possibilmente con moto in grado di supportali adeguatamente. E 23 sono i punti che dividono la Ducati, leader della classifica per le marche, dalla BMW che insegue. Sono le due marche delle moto utilizzate dai primi sette piloti in classifica.

Il Campionato Europeo, l’unico assegnato al termine di un ciclo di gare, tutti gl’altri saranno assegnati in gara unica il 9 ottobre sulla pista di Albacete.  Per la conquista di questo titolo sussistono le maggiori incertezze. Il francese Romain Lanusse pareva avviato ad aggiudicarsi il titolo, ma nelle ultime tre gare ha bruciato tutto il vantaggio incappando in due risultati nulli ed un piazzamento in 4° posizione. Ne hanno tratto profitto alcuni avversari, primo fra tutti l’australiano Jed Metcher che ha conquistato la testa della classifica con un vantaggio di 7 punti che con tre risultati da conquistare sono davvero pochi. Non hanno colto l’occasione per avvicinare i primi due l’americano Joshua Day ed il nostro Dino Lombardi che nelle ultime due gare ha messo insieme solo 6 punti. Un atteggiamento poco incisivo messo in evidenza anche nel CIV dove rischia di non ci farsi sfuggire il titolo tricolore nella gara finale. In questa categoria non si assegnano titoli per marche, anche questa rapprenda un’occasione sprecata dalla dirigenza UEM.

Nurburgring: 1° posti per Checa (Sbk g.1), Davies (Supersport), Giugliano (Stk100). Con pista allagata Syckes (Sbk g.2) con pista

Il tracciato della pista tedesca, che solo in piccola parte utilizza il vecchio e leggendario tracciato stradale, ha riservato ai piloti della Superbike la sgradita sorpresa di una pioggia torrenziale durante la 2° gara, peccato perché n’è uscita una lotteria per una classe che doveva già fare i conti con l’assenza di Max Biaggi, impossibilitato a gareggiare in conseguenza della caduta capitagli venerdì quando un detrito scagliato dalla moto di un pilota che lo precedeva procurandogli il danno che lo ha indotto a dare forfait. Il pilota dell’Aprilia, in condizioni di normalità, sarebbe stato il solo a poter creare pensieri al sempre più leader del mondiale .

SUPERBIKE: GARA 1Carlos Checa (Ducati) è stato implacabile, ha preso un margine di sicurezza ed ha imposto il suo ritmo tagliando il traguardo con un buon margine su Marco Melandri (Yamaha) e Noriyuki Haga (Aprilia), che ha fatto ritorno sul podio gareggiando su una pista dove già in passato è stato protagonista. Quarto posto di Eugene Laverty (Yamaha) e buon quinto Leon Haslam (BMW) a Sylvain Guintoli (Ducati). Ayrton Badovini (BMW) a dispetto di prove sofferte ha concluso in nona posizione, mentre Michel Fabrizio (Suzuki), a lungo quinto, è scivolato alla fine in sedicesima posizione alle spalle di Roberto Rolfo (Kawasaki).

SUPERBIKE GARA 2 – Nurburgring quasi allagato fin dalla partenza, situazione che è andata peggiorando con il passare dei giri ed i continui scrosci di pioggia. La Direzione Gara ha atteso che fosse superato il limite del 75% dei giri previsti, poi è stata esposta la bandiera rossa, con la classifica valida al tredicesimo giro quando era in testa Tom Sykes (Kawasaki) che ha vinto davanti ai due piloti del team Effenbert – Liberty Racing, Sylvain Guintoli e Jakub Smrz. Peccato per Noriyuki Haga, in testa fin dai primi giri, è caduto mentre viaggiava con un notevolissimo vantaggio verso una vittoria quasi certa. Marco Melandri non si è rivelato molto efficace sul tracciato inondato d’acqua è stato prudente, è giunto 6°, preceduto anche dal compagno di team Laverty. Carlos Checa (Althea Racing) ha guidato con prudenza senza prendere rischi, è arrivato ottavo limitando il recupero di Melandri nel giorno che Biaggi deve incasellare due risultati nulli. In fondo a Imola si può giocare, come la Ducati, i match point per la conquista matematica del titolo, allora perché prendere rischi. Per Ayrton Badovini settimo posto mentre e per Roberto Rolfo è l’arrivo in zona punti 13°. Nella classifica generale Cecha sale a 376 punti, seguito da Melandri con p.302 e Max Biaggi fermo a p.181. Sono solo loro che, virtualmente (molto) tengono ancora viva la lotta per il titolo, almeno fino a Imola …

SUPERSPORT – La nona prova del Campionato Mondiale Supersport, disputata prima che Giove Pluvio si scatenasse sul tracciato del Nurburgring, è stata caratterizzata dai sorpassi fra Chaz Davies (Yamaha) e James Ellison (Honda), lotta che si è conclusa con la vittoria in volata a favore di Chaz. La quinta vittoria stagionale consegna, in pratica, a Davies un vantaggio nella classifica di campionato che lo rende irraggiungibile. Terzo sul podio del GP tedesco Sam Lowes (Honda). Luca Scassa (Yamaha) con una brutta partenza ha vanificato la possibilità di salire sul podio, invece è stato costretto prima a rimontare poi a lottare Massimo Roccoli (Kawasaki) 5° per difendere la posizione. A punti anche Roberto Tamburini (Bike Service R.T. Yamaha) 11° che è stato si penalizzato da molte traversie, ma francamente la posizione appare “anomala”. Per Vittorio Iannuzzo (Kawasaki) un 13° posto dignitoso. La classifica del Mondiale vede Davies con p. 171 seguito da David Salom p. 112 e Fabien Foret p. 111. Scassa 5° con p.96, Roccoli 9° con p.22, Tamburini 10° con p. 61.

FIM CUP SUPERSTOCK 1000Davide Giugliano (Ducati) è prontamente preso la rivincita sulla fortuna e gli avversari che lo avevano penalizzato a Silverstone. Ha vinto con grande autorità il GP della Germania al Nurburgring e, considerato lo stop imposto a Danilo Petrucci dal cedimento del motore della Sua Ducati, ha ristabilito distanze di tutto rispetto in classifica. Sylvain Barrier ha portato la BMW sul secondo gradino del podio, mancato dal compagno di team Lorenzo Zanetti che non è riuscito a superare nei giri finali, dopo una bella rimonta, il coriaceo Niccolò Canepa (Ducati). Molto sfortunata la gara di Danilo Petrucci mentre si trovava in seconda posizione, ma in questa gara pareva non poter insidiare Giugliano. Nell’ordine d’arrivo sono entrati nella top ten altri piloti italiani: Lorenzo Baroni (Ducati) quinto, Andrea Antonelli (Honda) settimo e Marco Bussolotti (Kawasaki) nono. Nella classifica di FIM Cup guida Giugliano con p. 140 seguito da Zanetti p.117, Petrucci p.94, Barrier p.85 e Canepa p.80.