Honda RS 125 GP Trophy: Matteo Ferrari festeggia la vittoria ospite di Italia in Miniatura.

Sabato 8 ottobre alle 14,30 presso il parco tematico “Italia in Miniatura” di Rimini sarà festeggiato Matteo Ferrari, il pilota riminese e che si è aggiudicato il trofeo Honda RS 125 GP Trophy. Matteo 14cenne è il pilota più giovane ad aggiudicarsi il trofeo, conquistato con una gara d’anticipo con i punti ottenuti salendo sei volte sul podio tre da primo classificato. L’Honda RS125 GP Trophy si aggiunge nel palmares del ragazzo riminese costellato dia tanti successi. Una carriera sportiva iniziata all’età di 5 anni, con una minimoto, che lo poi visto conquistare i titoli di Campione Italiano Junior A, Campione europeo, e del campionato Mini GP. Per il proseguimento dell’attività è previsto  un duplice impegno: partecipazione al  C.I.V. (Campionato Italiano Velocità) avendo alta possibilità di gareggiare nel Team Honda ufficiale Gresini e, se gli sponsor lo sosterranno, nel Campionato Velocità Europeo, anche per il 2012 in gara unica ad Albacete.

 Ferrari fa parte del bel gruppo di “pilotini” riminesi (e romagnoli) che nell’ambiente sono considerati delle “speranze” per il futuro della velocità italiana. Certo che il potenziale dovrà essere coltivato, perché per i prossimi confronti bisognerà andare oltre il potenziale medio, riscontrabile nella quindicina di piloti iscritti al monomarca Honda. Nel comunicato stampa che segnala la “manifestazione” si informa che ì famiglia ed amici gli hanno affibbiato il nik name  “Bigìn”, che tifa Valentino Rossi e che frequenta  la scuola dalle Maestre Pie. Chi vuole conoscere il potenziale “campione, può cogliere l’occasione offerta da Italia in Miniatura  incontrandolo nella Piazza Italia del parco tematico, attorniato dallo staff del suo team, da amici, insegnanti e compagni di scuola e certamente da tifosi e sostenitori. Nell’occasione sarà presentato in anteprima il nuovo casco “made in Rimini” che accompagnerà Bigìn sui circuiti del Campionato Italiano Velocità nel 2012. Per accedere al parco è previsto un biglietto unificato; adulti/ridotti 5 Euro, non valido per il giorno successivo. 

Il prossimo appuntamento in pista con Ferrari è previsto per il week-end 21/23 ottobre, per l’ottava round del CIV e settimo dell’Honda RS 125 GP Trophy, aggregato alla kermesse tricolore.

 Ufficio Stampa -  Italia in Miniatura  Ph. 0541 736736 Cell. 335 5612797

Ferrari Enzo

Dal libro: Mio Padre Enzo Ferrari.

Il 14 agosto del 1988 a Maranello muore Enzo Ferrari, il creatore della “rossa”, simbolo dell’Italia che vince, l’uomo che ha imposto il mito del cavallino rampante, il brand italiano più conosciuto nel mondo. Commendatore, cavaliere del Lavoro, due lauree honoris causa, una sequela di successi, nove vittorie al campionati del mondo, ma anche una vita costellata da grandi dolori e da continue perdite, in primo luogo quella del figlio primogenito Dino, malato di distrofia muscolare e scomparso prematuramente a 24 anni, nel 1956. Celebri anche le sue frasi negli anni riproposte in occasione di eventi topici nella storia, che prosegue, del motorismo mondiale.

Alberto Ascari

Alberto Ascari è deceduto il 26 maggio 1955, a 37 anni, vittima di un incidente sulla pista di Monza mentre provava la Ferrari dell’amico Eugenio Castellotti durante una sessione di prove. Lo schianto dopo tre giri e la morte fu istantanea. La dinamica dell’incidente non è mai stata ricostruita, dato che nessuno fu testimone dello schianto. Quattro giorni prima era stato protagonista di un incidente spettacolare, finendo nelle acque del porto di Montecarlo, durante il GP di Monaco. Uscito praticamente indenne, dopo pochi giorni non poté sfuggire all’appuntamento con il destino. Alberto, figlio Antonio Ascari anch’egli vittima di un incidente mentre stava conducendo il Gran Premio di Francia a Montlehry, aveva incominciato a gareggiare con le moto. Passò poi alle auto debuttando nella Mille Miglia nel 1940 alla guida della Ferrari T815. Dopo il conflitto mondiale, riparti con la Maserati. Con la Ferrari vinse 27 dei 35 GP e conquistò due titoli mondiali. Imponente la partecipazione al funerale, uno striscione recitava: “Accogli, o Signore, sul traguardo l’anima di Alberto Ascari.”

Musei Motori

MUSEI MOTORI: MOTOCICLI & AUTO

Culto della memoria per la storia della civilta’ dei motori.

Fra i tanti musei che sono sparsi in ogni contrada d’Italia, raccolte della memoria per opere d’arte o attivita’ d’ogni tipo dei nostri popoli, figurano musei dedicati al mondo dei motori.

La storia dei mezzi a motore e’ poco piu’ che centenaria, ma conta su un largo seguito di appassionati italiani o provenienti dall’estero.

Peccato che in Italiana non ci sia stato interesse per organizzare trofei nel contesto dei grandi impianti dove si disputano eventi sportivi con valenza mondiale.

In Italia sono particolarmente noti alcuni musei collegate alle Case. Il Museo Nazionale del Motociclo di Rimini ed il Museo di Giancarlo Morbidelli.

Per le auto e’ particolarmente interessante il Museo Ferrari.

Bimota story: Il palmares dell’azienda

Bimota Campione: Le vittorie ed i podi 1974/1992

Quasi 500 piloti hanno portato almeno una moto Bimota in Pista

Oltre 300 le gare vinte

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Le moto della BIMOTA sono arrivate con almeno una moto o ci sono state gare dove hanno gareggiato piloti in sella alle Bimota.

L’Azienda ha vinto le oltre 300 gare nel periodo 1974 al 1992.

Dalla prima gara vinta da Silvio Grassetti (con la YB1) a Zeltweg, per arrivare alla grande emozione del primo tito iridato Ufficiale, regalato da Jhon Ekerold il titolo della 350 cc con la YB3.

Poi un fantastico team nel 1987 ha conquistato con Virginio Ferrari il titolo mondiale della F1 “piegando” le moto ufficiali di J. Dunlop (Honda) e P. Iddom (Suzuki). Nell’ordine Bruno Leoni, Davide Tardozzi, Federico Martini, Virginio Ferrari, Massimo Bracconi.

La stagione successiva la stessa squadra, penalizzata dall’assenza di Virginio Ferrari (sostituito fa Mertens), non riusci nell’impresa di vincere il primo mondiale SBK. Un rammarico mai sopito perche’ era una conquista possibile, moto e squadra e piloti erano parsi all’altezza necessaria.

Molti titoli iridati e nazionali per le Case non furono assegnati alla Bimota perche’ i regolamenti prendevano in considerazioni solo i costruttori motore e ciclistica. dal 1980. Sul finire degli anni ’80 il regolamento e’ stato adeguato a quello della FMI che prevedeva il doppio nome quando diversi fossero stati i costruttori del veicolo.