Da Sepang prime indicazioni per la Moto1 “2012″. Tutto ok? Quasi per tutti … stando ai commenti finali.

Dai tre giorni di prove, sulla pista di Sepang (Malesia), che hanno aperto la stagione 2012, sono arrivate diverse indicazioni, ed un verdetto incontrovertibile: con i motori 1000cc saranno spazzati via la gran parte dei record d’ogni pista.  La prestazione di Casey Stoner lo certifica anche a dispetto di alcuni problemi cronici e del pensiero che lo portava in Svizzera, accanto alla moglie vicina al parto della prima figlia. Il campione del mondo ha fatto segnare un tempo di sei centesimi più veloce del record fatto registrare lo scorso febbraio con la 800, ma altri piloti hanno migliorato le loro vecchie prestazioni. Tanto lavoro per il gruppo Ducati che ha portato in pista la nuova moto per i due piloti ufficiali ed il collaudatore Battaini. Verificati in concreto i possibili problemi che CRT potranno evidenziare, con l’americano Colin Edwards con la sua Suter-Bmw più lento di cinque secondi rispetto a Stoner, ma per tutti gl’altri del gruppo (Silva, Pietri e Torres) il gap è stato di gran lunga molto più pesante. Sostanzialmente i test hanno confermato che al momento il poker più forte è ancora composto dal duo Honda Stoner /Pedrosa e da quello Yamaha Lorenzo/Spies, con i due ex iridati di classe grandi favoriti. Il duo Ducati Rossi/Hayden più indietro, con il primo a un secondo dal leader, un gap pesante ma recuperabile, a giudiziose del pilota e dello staff.

A fine test i piloti hanno rilasciato per testimoniare soddisfazione e speranze per la nuova stagione, pur con ragioni diverse.

Test Sepang, i tempi finali

1 Casey Stoner Honda 1:59.607 – 2 Jorge Lorenzo Yamaha 2:00.198 +0.591 – 3 Dani  Pedrosa 2:00.256 +0.649 – 4 Ben Spies Yamaha 2:00.495 +0.888 – 5 Valentino Ducati 2:00.824 +1.217 – 6 Hector Barbera Ducati 2:00.929 +1.322 – 7  Cal Crutchlow Yamaha  2:01.108 +1.501 – 8 Andrea Dovizioso Yamaha 3 2:01.257 +1.650 – 9 Alvaro Bautista Honda 2:01.384 +1.777 – 10 Nicky Hayden Ducati 2:01.729 +2.122 – 11 Stefan Bradl Honda 2:01.894 +2.287 – 12 Karel Abraham Ducati 2:02.218 +2.611 – 13 Katsuyuki Nakasuga Yamaha 2:02.334 +2.727 – 14 Franco Battaini Ducati 2:03.033 +3.426 – (poi le CRT) 15 Colin Edwards BMW-Suter 2:04.722 +5.115  – 16 Ivan Silva 2:08.225 +8.618 – 17 Robertino Pietri 2:09.640 +10.033 – 18 Jordi Torres 2:10.184 +10.577

E le CRT? Le moto che dovrebbero essere le proposte del futuro accusano ritardi  che partono da 5″.115  a salire. Responsi  sportivamente implacabili, ma difficilmente accettabili anche per la pericolosità. Si parla tanto di sicurezza e queste moto potrebbero davvero diventare un elemento di elevata pericolosità in questo 2012!

In sintesi i commenti dei protagonisti più attesi:

Valentino Rossi: soddisfatto dei riscontri avuti a Sepang, con la nuova Ducati GP12 con telaio perimetrale crede dio avere capito che moto si può andar forte e soprattutto ha ritrovato il feeling con l’avantreno che gli mancava dai tempi della Yamaha. Le Honda e Yamaha ufficiali sono apparse ancora  nettamente superiori,  ma la Ducati al primo test  rappresenta un bel punto di partenza.  Si dovrà lavorare per migliorare il comportamento della moto in accelerazione per fare un decisivo avvicinamento alle posizioni di vertice.

Casey Stoner: Il miglior tempo ed il nuovo record di Sepang, non si è certo sorpreso, ha utilizzato solo due dei tre giorni a disposizione, ed è saltato subito veloce. Dice di non sentirsi fisicamente a posto e di avere il pensiero  rivolto a sua moglie Adriana volendo assistere alla nascita di sua figlia, Contento della moto e pensa che ulteriormente migliorare eliminando il chattering adottando alcune modifiche al setting dell’ammortizzatore.

Dani Pedrosa: Alla fine si preso il terzo miglior tempo, con il team ha lavorato principalmente sulla frenata e sull’elettronica. Una tre giorni molto stancante, ma test molto interessanti per motore, telaio e gomme, le prove più complete fatto su questa moto fino ad oggi. Sono stati acquisti dati interessanti che saranno analizzati in vista del secondo test della stagione. Fra le altre cose da sistemare c’è ancora del chattering, difficile da risolvere, ma Honda sta lavorando sodo.  In ogni caso ho trovato questa moto fisicamente più impegnativa, si sente maggiormente la potenza nelle accelerazioni, la maggior velocità nelle frenate violente e anche il maggior peso.

Jorge Lorenzo: Soddisfatto di test che lo hanno conclusi con la sua Yamaha che si è aggiudicata il secondo tempo. Ha migliorato il suo record sulla pista di Sepang. Ha avuto la possibilità di provare molte innovazioni apportate alla sua moto, alcune hanno prodotto importanti miglioramenti. Sa che si dovrà migliorare ancora, in particolare l’elettronica che non è ancora perfetta; la moto ha molto potenziale e c’è ottimismo.

Ben Spies: Il quarto tempo Sepang ha soddisfatto il texano della Yamaha, una buona tre giorni, per fortuna non ci sono state conseguenze per la caduta, con la moto del tester, che gli ha fatto chiudere in anticipo i test.  Ha comunque avuto buone sensazioni e raccolto ottime indicazioni. Si conferma impaziente di tornare per la prossima tornata di test per vedere cosa ci sarà di nuovo.

Nicky Hayden: Ha dovuto concludere  in anticipo i test , dopo aver tentato di guidare con una fasciatura molto stretta della spalla sinistra dolorante, quella operata. Non avendo la forza necessaria per spingere forte, d’accordo con la squadra, ha preferito smettere in anticipo. Sarà però in sella a Jerez prima di tornare a Sepang a fine mese. A lui il microfono. Pur non girando in condizioni ottimali ha provato delle buone sensazioni con la nuova Ducati una moto realizzati in tempi tanto ridotti da avere  dell’incredibile. Buona e l’anteriore funziona bene ma con i cavalli in più da gestire, ma si deve trovare il modo di migliorare la trazione posteriore

Andrea Dovizioso. Reduce dalla frattura alla clavicola ha dovuto stingere i denti, lo ha fatto perché non perdere l’occasione di prendere confidenza con la M1, una moto per lui totalmente nuova. Alla fine seppur provato si è detto soddisfatto. Per il suo stato fisico ed ha ringraziato tutti coloro che lo hanno aiutato nel recupero in Italia rendendo possibile la sua presenza a Sepang. Nonostante le condizioni fisiche si è detto soddisfatto della crescita di confidenza  la moto considerando che deve cambiare lo stile di guida. Resta impaziente di provare ancora quando sarà quasi al meglio delle forze.

Colin Edwards: E’ stato nettamente il migliore delle CRT, ma il gap è stato enorme, anche nei confronti degli altri tre piloti in pista per la stessa categoria. Incertezze e perplessità si stanno accentuando per l’inserimento di queste moto nella griglia della Moto1, Le differenze rispetto ai prototipo MotoGp sono rilevanti, poi ci sono da verificare le differenze fra le stesse CRT e, infine, le diversità fra esperienze e qualità dei piloti. Un bel salto nel buio! Il pilota texano  che vanta grande esperienza in Superbike e MotoGP è in grado di fare ragionevoli considerazioni, guidando la Suter BMW CRT, sul potenziale di queste moto ibride. Un mezzo che non ha consentito di raggiungere buone prestazioni buone , ma lui pensa di poter migliorare controllando meglio il chattering e  altri componenti. Pensavo che al termine dei tre giorni di tempo fosse possibile essere più veloce di un paio di secondi. Il lavoro da fare è tanto  a cominciare dall’elettronica. Considera una bella avventura la stagione che si appresta affrontare in sella ad una CRT.

MotoTest: avviati su molte piste le prove dei mezzi per la stagione 2012. Avviate anche le presentazioni.

Fine gennaio con cancelli pista aperti per i primi importanti test in preparazione della stagione 2012.

Sulla pista di Sepang (Malesia) sono scesi in pista i piloti della Moto1; un evento importante perchè segna  l’esordio e messa a confronto delle Moto1 con i motori 1000cc e le CRT (prototipi stile TT). Svelata la nuova Ducati totalmente reimpostata e lontana dai canoni tecnici che erano tradizionali per la Casa di Borgo Panigale. Viste in conformazione prossima a quella che vedremo in Qatar per Honda e Yamaha. I primi responsi delle prove, ma sarà bene attendere la conclusione dei test perché si prova con lavori in corso (molto incisivi), fanno intendere che Yamaha e Honda sono già su standard di eccellenza, migliorando i tempi record del circuito. Buona risposta della Ducati, anche  se i 7 decimi accusati da Rossi al termine della prima giornata non sono del tutto tranquillizzanti. La prima giornata di test è stata disertata da Stoner trattenuto in albergo da piccoli guai fisici e con Lorenzo e Dovizioso al rientro post infortunio. Anche un acquazzone ha influito sui risultati della prima giornata. La seconda giornata si è già aperta con il duo Yamaha Lorenzo & Spies davanti a tutti, poi Stoner & Pedrosa ed più indietro Rossi – Hayden, dunque per il momento ci sono riavvicinamenti ma non cambiamenti sostanziali rispetto alla scorsa stagione. Rossi si è detto, in caso, soddisfatto del primo contatto con la  nuova Desmosedici, disponibile con  due esemplari, solo per i piloti ufficiali. Al termine dei test malesi le prima considerazioni in proiezione futura. A Sepang, salvo rivoluzioni, si è evidenziato in modo impietoso, il gap che divide queste moto rispetto alla Moto1: 8 secondi che certio saranno ridotti, ma si prospetta una voragine fra i due gruppi di partenti. Anche i test dei tre piloti CRT impegnati a Valencia non sono molto incoraggianti in proposito. Ormai il tempo delle iposi si è consumato ed in breve avremo elementi per valutazioni più precise.

Annunci più concreti rispetto ai programmi che Bimota sta mettendo in cantiere, la Casa riminese pare puntare molto sul CIV dove sarà presente nella categoria Moto2 con la sua Bimota HB4 2012, intanto affidata al pilota  Robbin Harms per lo sviluppo, proveniente dalla Supesport mondiale.  Il  Bimota Research Development Department (definitivamente archiviato l’identificativo “Bimota Experience” tradizionale) ha organizzato una due test  con giorni di lavoro intensi per testare soluzione predisposte nell’ultimo periodo. Intanto Harms si è detto molto soddisfatto dell’inserimento in Bimota, a prescindere dal passaggio dalla competizione iridata ad un campionato nazionale, ma fiducioso per lo sviluppo della nuova moto. Ovvia la sua speranza, come della dirigenza aziendale, di poter fare qualche incorsione da wild card nel motomondiale di categoria.

Presentazione all’Autodromo di Monza dell’organizzazione del  BMW Motorrad Italia GoldBet SBK Team che sarè presente con  Ayrton Badovini e Michel Fabrizio nel Mondiale SBK. La squadra sarà prenderà parte ache alla FIM Cup Superstock 100 con il riconfermato francese  Sylvian Barrier e il neo acquisto Lorenzo Baroni. Quattro piloti, dei quali tre italiani, tutti con motivazioni diverse a cominciare da Fabrizio che deve rilanciarsi dopo una stagione opaca vissuta in sella alla Suzuki, al contrario Badovini deve consolidare le prestazioni interessanti fornite nel 2011, avvicinando maggiormente il podio in tutte le gare. Nella Superstock Baroni lascia la Ducati, il ragazzo romagnolo è alla ricerca del risultato importante un grado di  farlo proporre a livello dei ppiù accreditati candidati alla SBK. Il francese Barrier è da alcuni anni un protagonista della FIM Cup ma è stato più volte superato, buoni ultimi i nostri Badovini e Giugliano, per lui questa potrebbe risultare la stagione decisiva.   Serafino Foti, Direttore Sportivo del BMW Motorrad Italia GoldBet SBK Team che si è guadagnato stima nell’ambiente ha fatto intendere di avere ben chiari su quali obiettivi possono essere a portata dei suoi piloti. A Michel Fabrizio, già avuto in squadra chiede di esprimersi subito ai livelli di eccellenza già evidenziati nelle ultime stagioni; per Ayrton, da tre stagioni in BMW con la sua squadra chide (semplicemente) di migliorare. Al  confermato  Sylvian Barrier e a Lorenzo Baroni chiede invece di riconquistare il trofeo della Superstock 1000 già vinto nel 2010, ma che nel 2011 è stato un feudo della Ducati.

A Valencia sono scesi in pista anche le Moto3, dei  Aspar e Speed Master con  mezzi Kalex/KTM, una 2 giorni di test  che avvia una messa a punto per prototipi inediti.  Alla fine Sandro Cortese è stato il più veloce davanti Luis Salom ed Hector Faubel, più indietro Nikklas Ajo, Zulfahmi Khairuddin, un altro iberico Alberto Moncayo. Soddisfatti i piloti, in particolare per il rendimento messo in mostra dai motori KTM. Valutazioni più attendibili si potranno fare la prossima settimana ragionando sulle prestazioni che emergeranno dalla tornati di test ufficiali  quando in pista scenderanno piloti con le diverse moto iscritte al campionato mondiale.

Phillip Island: – 3 dalla conclusione, tempo di match ball per MotoGp e 125gp.

A meno tre gare dalla calata del sipario sull’edizione 2011 del Motomondiale, si stanno approssimando anche i momenti “topici” per la consacrazione dei campioni del mondo.  Il primo match ball è affidato al tracciato australiano di Phillip Island. La primavera australe farà offrirà lo scenario ideale per tre ragazzi, dal grande potenziale, di puntare alla conquista di un risultato che fa entrare nella storia del motociclismo. Detto dell’aspettativa principale non mancheranno motivi d’interesse anche per noi italiani, ovviamente nelle classi MotoGp e Moto2.  Sarà ancora una domenica che fin dalle prime ore ci regalerà emozioni.

La Honda ha schierato in questa stagione un autentico squadrone, non ha stravinto perché la Yamaha con Jorge Lorenzo ha opposto una tenace resistenza e, in parte, perché il suo secondo leader – Dani Pedrosa – è stato limitato da un infortunio.  Sta di fatto che Casey Stoner sulla pista di Phillip Island, dove si è sempre trovato bene, forte del vantaggio di 40 punti nella classifica generale, gli basteranno conquistare 10 punti in più di Jorge Lorenzo, il solo rivale che ancora lo può impensierire. Non potrà festeggiare vincendo se Lorenzo conquisterà un posto sul podio. Purtroppo per lui, come Motegi ha dimostrato, non basta essere il più forte per vincere e lo è un campione molto tenace.  Lotteranno per conquistare il terzo gradino del podio due piloti ufficiali Honda: il nostro Andrea Dovizioso e lo spagnolo Dani Pedrosa, divisi da un solo punto, con il primo che ha completato la rimonta del gap originato dalle sue assenze per infortunio. Dovizioso ha già annunciato che nella prossima stagione salirà sulla Yamaha del Tech 3. Attesi anche i piloti della squadra ufficiale Ducati che a Motegi, caduta a parte di Valentino Rossi sono parsi in fase di miglioramento. Valentino ha l’obiettivo di chiudere la stagione da protagonista, offrendo prove meno altalenanti e deludenti di quelle che hanno caratterizzato la sua prima stagione sulle moto di Borgo Panigale. Speranze? Poche, ma tanta voglia d’essere smentiti. Obiettivi similari anche per Marco Simoncelli, fresco di riconferma dalla Honda, ma che non può certo dirsi soddisfatto dei risultati ottenuti fino a questo momento, gli restano tre esami di riparazione. Intanto non mancano le voci relative ad alcuni cambi di casacca.

Più il tifo che la ragione, può far pendere il pronostico a favore dello spagnolo Marc Marquez o del tedesco Stefan Bradl, divisi da un solo punto a tre gare dal termine. Certo che la rimonta dello spagnolo qualcosa dovrebbe pur dire, senza i quattro risultati nulli d’inizio stagione, forse avrebbe già il titolo in tasca, dovendo fare un pronostico secco Marc si fa preferire. Entrambi i piloti sono scattati dalla pole position in sette occasioni quest’anno, ma è Marquez colui che può vantare risultati importanti in tempi recenti avendo chiuso sempre fra le prime due posizioni nelle ultime otto gare, sei delle quali come vincitore. Sarà lotta accesa e forse decisa anche dall’inserimento di “terzi” fra i quali potrebbero figurare anche alcuni piloti italiani.  Andrea Iannonne vuole il terzo posto finale, non riconosce la superiorità dei due in lotta per il titolo, sta disputando in crescendo la parte finale del campionato con tre podi nelle ultime cinque gare, compresa l’ultima vittoria in Giappone. Molto incisivi anche Alex De Angelis e Simone Corsi, però senza produrre le impressioni vincenti di Andrea. Ancora tre opportunità per un “lampo” da parte di Michele Pirro che non ha vissuto una stagione molto positiva. Molte le voci relative ai cambiamenti che riguardano piloti e squadre, in entrata ed in uscita, purtroppo non troppo buone per i piloti italiani che potrebbero vedere un calo di presenze.

A Motegi il francese Johann Zarco ha vinto la sua prima gara, sfatando quella che sembrava una maledizione, ha potuto limare il vantaggio del leader spagnolo Nico Terol cui sono 31 punti a tre round alla conclusione. Una serie di combinazioni potrebbero regala all’iberico la certezza del titolo, ma il pilota francese arriva in Australia in condizione di giocarsi al meglio tutte le residue possibilità di arrivare ad una miracolosa rimonta. Lo spagnolo è stato, per quanto ha fatto vedere fino ad ora, il più forte, ma ha commesso anche alcuni errori ed è rimasto vittima di qualche situazione sfortunata, dovrà stare in campana per non perdere un titolo che fin dalle prime gare è parso destinato a lui. Alle spalle dei due si è istallato una delle più belle realtà del vivaio spagnolo; Maverick Viñales che con un piazzamento fra i primi 4 nella gara del fine settimana, potrebbe stabilire un nuovo record di punti per un rookie nella classe 125. Il giovane talento spagnolo è a quota 190 punti, e attualmente il record è detenuto da Marco Melandri (202 punti nel 1998). La partecipazione italiana. Confermati i piloti del Team Italia Lugi Marciano ed Alessandro Tonucci, fa registrare la presenza di Marco Colandrea che sostituirà Francesco Mauriello per la restante parte della stagione. Si tratta di un ragazzo con poca esperienza e pochi risultati a supporto delle chance mondiale. Dopo la partecipazione di Luca Fabrizio un’altra operazione poco comprensibile. Manuel Tatasciore resta al posto dell’infortunato Simone Grotzkyj.

Motegi: Pole per Stoner (MotoGp) e Marquez (Moto2) implacabili; Zarco (125gp) minaccia Terol.

Finita la messa a punto è arrivato il momento dei tempi che contano, e il confronto è stato serrato in tutte le classi sulla pista del Twin Ring di Motegi per il Prix of Japan, 15º round del Campionato del Mondo MotoGP 2011.

Cielo coperto, ma senza minaccia di pioggia durante i turni prove.

L’attuale leader del Campionato Casey Stoner (Honda) non lascia scampo ai suoi avversari, con il tempo di 1’45.267, decima pole di questa stagione, straccia il record della pista che apparteneva a Lorenzo. Stabilisce così il nuovo numero record di pole conseguite da un pilota in una singola stagione nell’era dei motori quattro tempi. Il Campione del Mondo in carica Jorge Lorenzo (Yamaha) cerca di replicare con un tempo, che per qualche decimo migliora il suo vecchio record, ma deve accusare un ritardo dall’australiano di 256 millesimi. Partirà dalla prima fila anche Andrea Dovizioso (Honda), distanziato di 524 millesimi dal compagno di squadra. A sorpresa non va oltre la seconda fila Dani Pedrosa con quasi 7 decimi di ritardo, incalzato dal sempre positivo Ben Spies (Yamaha). Conquista l’ultima piazza della seconda fila Marco Simoncelli (Honda) con ultimo giro rabbioso, dopo due cadute e scalza dalla importante piazza Valentino Rossi (Ducati) scalato al settimo posto dello schieramento. Valentino può sognare, con qualche caso favorevole, si salire sul podio di Motegi già calpestato per nove occasioni nella massima categoria. Il suo gap (+1.200s) resta comunque in linea con i valori abituali in questa stagione, con un mix con qualche peggioramento degli altri; risulta il migliore, come dovrebbe essere sempre, il migliore con la Ducati.

Marc Marquez conquista l’ennesima pole position. Il Campione del Mondo 125cc spagnolo ha superato 193 millesimo lo svizzero Thomas Luthi, ma la piacevole sorpresa, che inverte la tendenza delle prove del venerdì, arriva dal nostro Andrea Iannone che ha accusato un ritardo di 356 millesimi. In seconda fila, dopo Bradley Smith (4°), e il giapponese Yuki Takahashi (5°) si è piazzato Simone Corsi con un ritardo di poco più di sei decimi. Alex De Angelis, settima posizione apre la terza fila dalla quale prenderà il via il leader attuale della classifica: Stefan Bradl. L’inglese innegabilmente soffre la straordinaria rimonta del campione spagnolo. Buona anche la decima posizione di Mattia Pasini, che su questa pista ha già vinto con la 125gp. Michele Pirro, 14° accusa un distacco di 1”015 pare essere nella condizione di fare una buona gara; evidente anche il miglioramento di Raffaele De rosa (20°) rispetto ai primi turni di libere. Le qualifiche hanno fatto registrare le cadute di Randy Krummenacher, Pol Espargaro, Max Neukirchner e Sergio Gadea.

Il francese Johann Zarco (Derbi) coltiva il sogno di poter conquistare il titolo iridato e mostra le sue intenzioni con un gran bel primo tempo in prova (1’57.888) che gli assegna la terza pole stagionale e il primo posto in griglia. Al suo fianco non ci sarà il leader della classifica, suo avversario diretto ma il compagno di squadra dell’avversario: Hector Faubel (Aprilia), distanziato di 242 millesimi. Nicolas Terol, maggiore indiziato per la conquista del titolo 2011 per gran parte del turno pare poter fare sua l’ennesima pole, ma alla conclusione deve difendere il terzo posto, comunque in prima fila della griglia, con un gap di 360 millesimi dal rivale che gli contende il titolo..Il giovane Maverick Viñales (Aprilia), il migliore nelle prove del venerdì e matematicamente Rookie of the Year, partirà dalla seconda fila tutta spagnola, Alberto Moncayo ed Efren. I due giovani piloti italiani del Team Italia FMI Alessandro Tonucci e Luigi Morciano, realizzano due belle prestazioni e prenderanno il quarta fila della griglia di partenza. Ennesima caduta, fortunatamente senza conseguenze, per lo spagnolo Luis Salom.

Motegi: superati i timori si pensa alla corsa. Tanti i motivi d’interesse.

Domenica 02 ottobre si disputa il Gran Premio, gara iniziale del poker che concluderà il Motomondiale 2011: si corre a Motegi. Le molte polemiche di questi mesi, per discutere se fosse il caso di andare in Giappone, paese colpito da un terribile terremoto, non hanno prodotto l’effetto “rifiuto di partecipare” ad una gara temuta per timori delle radiazioni. Alla fine a vincere sono state le realtà giapponesi convergenti con Dorna e FIM. A perdere, come sempre i team ed i piloti, ma questa non è una novità; il coltello dalla parte del manico quasi mai è stato nelle loro mani. Non sono i problemi di solidarietà ad essere in discussione, ma quelli economici capaci di spianare ogni e qualsiasi sentimento o timore. Evitata la sovrapposizione con la Superbike a causa del fuso orario in Giappone si gareggerà di prima mattina.

IL CANGURO PER I SALTI FINALI. ROSSI PER UNA RISCOSSA SPERATA DA MOLTI, MA Cui POCHI CREDONO.

Casey Stoner arriva sul circuito di proprietà della Honda con una leadership rafforzata nella classifica generale, vantaggio salito a 44 punti sul Campione del Mondo in carica Jorge Lorenzo. L’australiano che aveva vinto la scorsa stagione a Motegi punterà a vincere? Vorrà farlo perché suo obiettivo abituale, ma anche perché vincendo in questa si potrà poi laureare campione sulla pista casalinga di Phillip Island. Ha tutti i pronostici dalla sua, ma deve temere gli spunti del compagno di squadra Dani Pedrosa e non demorderà lo spagnolo campione in uscita. Salvo imprevisti saranno ancora loro sui quali scommettere per la vittoria. Il gruppo “degli spero che almeno uno si fermi” per fare spazio sul podio a vari Dovizioso e Spies e forse Simoncelli. Poco speranze per il duo Ducati, difficile, anche se la speranza è sempre l’ultima a morire, che si possano vedere, già da questa gara, miglioramenti tecnici sostanziali delle moto che ha tanto deluso. Le 4 gare finali saranno utilizzate da molti piloti per conquistare meriti per accasamenti interessanti per la stagione 2012. Solo per questa gara la Honda schiera due piloti HRC “domestici”:  Kousuke Akiyoshi e Shinichi Itoh, tester della casa giapponese. Il primo, già in pista ad Assen quest’anno, correrà con i colori LCR Honda, mentre Itoh  salirà in sella ad una RC212V per il team Honda Racing. A Motegi mancherà Loris Capirossi causa di una lussazione alla spalla destra rimediata nella gara di Aragón. Una assenza che ha alimentato voci circa un anticipo del ritiro definitivo dalle corse previsto per fine stagione. Le voci che lo vorrebbero in SBK non si sono del tutto zittite, chissà.

MARQUEZ PER NON FERMARSI E BRADL PER ARGINARE IL “CICLONE” SPAGNOLO

Quattro gare per difendere il primato (Bradl), quattro gare per agguantare la testa della classifica (Marquez). Sarà il leit motiv del ciclo di gare che concluderanno il secondo campionato di questa categoria. I sei punti che dividono i due unici piloti rimasti in corsa per il titolo sono una inezia. Nel dopo gara di Aragón Bradl si è detto  penalizzato da un problema alla gomma posteriore, vero o no che sia  il tedesco avrà 4 occasioni per dimostrarsi migliore dello spagnolo  Campione del Mondo in carica della 125. Ricordiamo che Marquez, al debutto in Moto2 ha collezionato 4 risultati nulli ad inizio stagione, diversamente il campionato si sarebbe potuto chiudere in anticipo. Entrambi possono contare vittorie sulla pista giapponese in 125, Bradl nel 2008 e Marquez nella passata stagione. Non sarà meno accesa la lotta  per la conquista del terzo posto sul podio iridato; ne sono cinque: Andrea Iannone, Alex De Angelis, Simone Corsi, Bradley Smith e Thomas Lüthi, certamente procureranno emozioni nelle restanti gare. Su una pista di casa probabilmente saranno  protagonisti anche Yuki Takahashi, Tomoyoshi Koyama, e la wild card Takaaki Nakagami. E’ previsto anche il rientro del pilota turco Kenan Sofuoglu campione del Mondo Supersport in carica. Attese sorprese da qualche pilota italiano, anche se poco probabili.

TEROL / ZARCO VERSO LA RESA DEI CONTI FINALE. IL FRANCESE DOPO 7 SECONDI POSTI CERCA LA PRIMA VITTORIA.

Il 14º round parte con Nicolas Terol  saldamente in leader della classifica, il quale arriva avendo dato  l’ennesima dimostrazione di efficienza con la vittoria nella gara di casa.  Johann Zarco deve recuperare un gap di 36 punti per insidiare lo spagnolo, cosa non facile senza interventi casuali.  Saranno le ultime 4 gare che completeranno la storia di questa cilindra prima della sua definitiva uscita di scena, e dei motori a 2 Tempi. Tutti i piloti ne sono consapevoli e daranno il massimo per lasciare il “segno”, a cominciare dal 16cenne rookie Maverick Viñales che ha messo la barra sul terzo posto finale terzo posto finale, ma per centrare l’obiettivo dovrà controllare i tedeschi  Sandro Cortese e Jonas Folger e gli spagnoli con Efren Vazquez, Luis Salom. Parteciperanno alla gara anche cinque i giovani talenti giapponesi: Takehiro Yamamoto, Kikari Ookubo, Jun Ohnishi, Hyuga Watanabe e Syunya Mori, che sostituirà l’infortunato italiano Simone Grotzkyj. Accanto ai piloti del Team Italiana ci sarà il giovane Luca Fabrizio, fratello di Michel impegnato in SBK, passa dalla gara con la Moriwaki 250 (4° posto) disputata domenica scorsa a Imola al motomondiale, non sarà un salto azzardato? 

Aragon: trionfano i “soliti” Stoner (MotoGp), Marquez (Moto2) e Terol (125gp).

MOTOGP -  LEADER IMPLACABILE!

Casey Stoner (Honda) domina nel Gp di Aragon e vede sempre più vicino il secondo trionfo iridato. L’australiano della Honda, partito dalla pole position, non ha concesso chance ai rivali, con un’impressionante serie di giri veloci. Dietro al binomio Honda/Stoner  il compagno di squadra Daniel Pedrosa e il titolato uscente Jorge Lorenzo (Yamaha) che vede il suo gap in classifica a 44 punti, che quattro gare dalla fine ha indotto tutti gl’avversari, impressionati da tanta superiorità, a riconoscere il suo merito di fregiarsi del titolo. Non riesce di conquistare il podio a Marco Simoncelli anche a causa di un dritto, quando seguiva – con il fiatone – Lorenzo; quinto posto per Ben Spies. Caduto ad inizio gara Andrea Dovizioso durante il primo giro; Loris Capirossi conclude con una caduta (investito) ed una guaio alla spalla che gli impedirà di prendere parte alla gara di Motegi. Valentino Rossi, che parte dai box penalizzato di 10” per l’omologazione del settimo motore. Recupera qualche posizione, nel finale (dirà per un cedimento grave delle coperture) e chiude 10°. Francamente la situazione si fa facendo imbarazzante.

MOTO2 – INNO SPAGNOLO PER IL 1°; PODIO CON PAGGI ITALIANI

Marc Marquez  ha scritto un altro capitolo vincente nella storia di questo mondiale, lo  spagnolo vince anche ad Aragon con autorità e recupera punti preziosi al tedesco Stefan Bradl, arrivato solo sesto,  che ora può vantare solo 6 punti di vantaggio e vede sbiadirsi il sogno iridato. Marc ha ritrovato sul podio la coppia italiana Andrea Iannone (2°), e Simone Corsi che si sono giocati il piazzamento in volata con Alex De Angelis in sia. Dopo prove incerte il piazzamento è molto positivo, anche in vista dei piazzamenti finali nella classifica iridata. Detto dei meglio il commento relativo alle prestazioni degli altri piloti italiani è piuttosto deludente, nessuno in zona punti; 19° Claudio Corti, 22° Alex Baldolini; ritirati Michele Pirro e De Rosa. Ultima classifica la ragazza spagnola Elena Rossel.

125 GRAN PRIX – APRILIA CONQUISTA L’ULTIMO TITOLO IRIDATO DELLA CLASSE CHE SARA’ PENSIONATA A FINE STAGIONE.

Nicolas Terol vince la gara e rafforza la sua posizione di leader in classifica, un risultato che  consegna all’Aprila il titolo che figurerà come ultimo della categoria che dalla prossima stagione sarà sostituita dalla Moto3. Ha preceduto il rivale che gli contende il titolo, il francese Johann Zarco, lo o spagnolo vola verso il mondiale 125, forte di un vantaggio salito a 36 punti. Sul terzo gradino del podio il giovanissimo e sempre più convincente Maverick Viñales. Bene i due ragazzi del Team Italia FMI entrati in area punti con Luigi Marciano 12° e Alessandro Tonucci 14°; operazione che non riesce per poco a Manuel Tatasciore (17°) ed a Maurilllo ritirato. Classificati solo venti piloti

Aragon: Straripanti Stoner (Motogp) e Marquez (Moto2), sorpresa Faubel (125gp). Poca Italia fra i protagonisti.

MOTO GP – STONER NON DELUDE …. ROSSI E LA DUCATI SI!

Implacabile Casey Stoner, partirà anche domani con la pole position nel Gp di Argon con il tempo di 1’58.451, unico a tentare una difesa è stato Dani Pedrosa distanziato solo di +0.296s grazie ad un rabbioso finale di turno. Terzo Ben Spies, staccato di +0.704s. Poi l’apparentemente scoraggiato Jorge Lorenzo, che lamenta un ritardo di +0.819s. In seconda fila, accanto al Campione del Mondo uscente, partiranno i nostri Andrea Dovizioso e Marco Simoncelli. Ancora un deludente approccio, l’ennesimo, alla gara per Valentino Rossi, tredicesimo, staccato di un secondo e mezzo dal poleman e di tre decimi dal compagno Hayden, settimo. De Punite, decimo, sfugge al gruppo dei piloti Ducati relegati sul fondo dello schieramento. Loris Capirossi, ancora penultimo, si avvia a chiudere la sua carriera nell’oblio più assoluto.  Ogni illusione collegata alle modifiche che dovevano invertire il corso di una stagione ormai chiaramente fallimentare e’ svanita. Forse è già tempo di fare delle considerazioni molto serie perché si stanno sbriciolando due patrimoni italiani – ducati e Rossi, e sarebbe bene evitarlo, anche attraverso una separazione consensuale. Durante il turno di prove ufficiali sono scivolati Stoner e Rossi senza conseguenze

MOTO2 – MARQUEZ, IL PILOTA PIU’ FORTE DELLA CATEGORIA, SI CONFERMA. POCO BRILLANTI I PILOTI ITALIANI.

Secondo acuto spagnolo sulla pista di Argon con Marc Marquez che, dimostrando una superiorità disarmante, ha fatto sua la pole con il tempo di 1’53.296, davanti al connazionale Julian Simon a +0.684s, ed al britannico Scott Redding +0.708s. Quinto posto per il sammarinese Alex De Angelis seguito da leader della classifica iridata Stefan Bradl. Con un ritardo di oltre un secondo solo 10° il primo dei piloti italiani: Andrea Iannone. Poi Simone Corsi 12° seguito da Michele Pirro 13°; più indietro Claudio Corti 16°, Mattia Pasini 18°, Alex Baldolini 27 e Raffaele De Rosa 29°. In gara anche la spagnola Elena Rosel, ultima con un distacco di 5,510s.

125 GRAN PRIX – SORPRESA FAUBEL, TEROL TERZO. I RAGAZZI ITALIANI NELLE POSIZIONI SOLITE.

Hector Faubel (Aprilia), nel Gp di casa, vince il derby delle qualifiche con i connazionali Maverick Viñales e il leader del mondiale Nicolas Terol, con il tempo di 1’59.222. Apre la seconda fila il francese Johann Zarco (4°) in lotta per il titolo con Terol. Seguono L’inglese Danny Kent, lo spagnolo Luis Salon e il tedesco Sandro Cortese; i primi 7 racchiusi nello spazio di un secondo.  Il migliore tra i piloti italiani è stato nel turno di prove ufficiale, è stato Luigi Morciano (Aprilia) che ha chiuso in 19° posizione a +2.842s. Seguono Alessandro Tonucci (22°), Francesco Mauriello (25°) e Manuel Tatasciore in gara con la moto di Grotzkyj, in fortunato e, corrono voci, con problemi di budget.

Misano World Circuit: tris spagnolo con Lorenzo (MotoGp), Marquez (Moto2) e Terol (125gp)

Lo spagnolo Jorge Lorenzo, Campione del Mondo e la Yamaha dominano la MotoGp nel Gran Premio di San Marino e Riviera di Rimini; in un solo colpo tengono vivo il mondiale e mandano chiaro segnale a Stoner, e tutta l’armata Honda. Regola anche il conto aperto da qualche gara con Ben Spies. L’avere interrotto, in modo tanto “prepotente”, la striscia di successi di Casey Stoner fa capire che la corsa al mondiale resta tuttora aperta, anche l’australiano conserva tutti i favori del pronostico. Nella sua rincorsa al rivale australiano è stato aiutato da un alleato inatteso, quel Dani Pedrosa che si lamenta (giustamente) delle disgrazie patite che lo hanno estromesso dalla corsa per il titolo; che recrimina anche perché Stoner ha trovato pronta e vincente (meno convincente) la Honda con la quale stava per affondare il mondiale. Ora con i 9 punti persi in un sol colpo si sono riaccese molte speranza nel clan Yamaha, ma sarà in ogni caso dura recuperare 35 punti, servirebbe un finale di campionato da “tempesta perfetta” per spazzare via il sogno di Casey e della Honda di tornare primi nella MotoGP. Sorprendente, per franchezza e contenuto, la dichiarazione rilasciata da Stoner per spiegare il suo calo: stanchezza! Passeggera o frutto di mesi vissuti in tensione? Hanno lottato per la medaglia “di legno”, che tocca a chi resta ai piedi del podio, Marco Simoncelli (4°) che ha prevalso dopo due giri finali combattuti all’arma bianca con Andrea Dovizioso (5°) e con uno Spies (6°) meno incisivo del solito. I due italiani hanno lamentato limitazioni di potenza imposte dalla necessità di risparmiare benzina. Ma Pedrosa e Stoner il problema non lo avevano o dispongono di materiale diverso?

Nonostante il campionato deludente Valentino Rossi si è confermato il pilota più atteso dal pubblico di Misano, ad onor del vero meno folto che nelle passate edizioni (anche gli albergatori lamentano una scarsa affluenza): Il giallo ha dominato sui terrapieni e sulle tribune, molto meno evidente il rosso Ducati. Il Dottore ha ripagato i sui fans con una gara dignitosa, girando, pochi lo rilevano, più veloce di quanto non avesse fatto la Ducati la scorsa stagione. Spesso dimentichiamo che il male oscuro della Ducati per gran parte sta nel ridotto sviluppo del mezzo rispetto alla concorrenza.  Valentino nei primi giri, mentre cadeva qualche gocce di pioggia, ha perfino illuso di poter competere per il quarto posto, ma alla distanza, dopo che era stato ripreso e superato da Spies, ha ceduto ed è arrivato settimo. In tempi di magna anche questo piazzamento pare fare morale in Yamaha, in fondo Valentino si conferma uomo di punta della squadra in una giornata che ha visto cadere Hayden e ritirarsi Capirossi al passo d’addio con il pubblico italiano. Non hanno brillato molto neppure Barberà (9°), Abraham (12°) e De Puniet (14°). La ducati in settimana, sulla pista del Mugello proverà nuovi materiali, vedremo se servirà per incidere anche sulla moto 2011. In classifica guida Stoner p. 224, seguito da Lorenzo p.224, Dovizioso p.185 che potrebbe dovrà difendere la posizione da Pedrosa p.150, smettendo dichiarare che potrebbe superare Lorenzo palesemente più forte di lui. A seguire Spies p.135 che ha superato Rossi p.133.

MOTO2 – A Misano Stefan Bradl ha provato a scoraggiare Marc Marquez realizzando un gran tempo per aggiudicarsi la pole e lottando nel gruppo di testa per tutta la gara. Nei due giri finali in piccolo e bravissimo, spagnolo ha imposto la sua legge vincendo la sesta gara in Moto2, lui che è un esordiente. Stefan Bradl (2°) ha dovuto difendersi fino alla volata finale da generoso e combattivo Andrea Iannone arrivato terzo. Bella la rimonta di Alex De Angelis (4°), ma arrivato in coda al tre di testa non ha potuto interferire nella loro lotta. Ancora una prova con più ombre che luci da parte di tutti gl’altri piloti italiani. Simone Corsi alla fine ha dovuto fare buon viso al decimo posto che certo non lo soddisfa; peggio ha fatto il suo compagno di team Luca Pasini arrivato 17° e fuori dalla zona punti, dove è finito Michele Pirro 14° e Pasini. Il leader di classe nel CIV, Alessandro Andreozzi, si è piazzato 29°. Nella classifica generale Bradl con p.213 guida ancora con un margine di 23. Non si può sentire al sicuro perché Marquez ha un ritardo di soli 23 punti. A seguire si lotta solo per il terzo posto con i nostri Iannone 3° con p. 112, De Angelis 4° con p.109 e Corsi 6° con p.99.

125 GRAN PRIX – Il francese Johann Zarco partiva in pole con un tempo tale da far seriamente preoccupare Nicolas Terol, e il transalpino ha tenuto sulla corda lo spagnolo fin sulla linea del traguardo tagliata per primo per soli 22 millesimi, favorito forse anche dallo sconsiderato atteggiamento tenuto da Zarco in dirittura d’arrivo dove era entrato per primo. Il leader del Mondiale si è aggiudicato la settima vittoria stagionale, ed il suo vantaggio in classifica è salito 31 punti proprio su Zarco beffato nel finale e apparso, palesemente, meno esperto dell’avversario. Il francesino è la terza “beffa” che subisce e non è ancora riuscito a ad aggiudicarsi una gara che sarebbe anche la prima nel mondiale. A completare il podio ci ha pensato Vazquez, compagno di squadra Zarco, seguito da Cortese e Faubel. Per i piloti un piazzamento in zona punti (14°) di Luigi Morciano preceduto dal ceco Popov. Non distanti tutti, ma con distacchi superiori a 52 secondi a crescere, un gruppetto italiano: Kevin Calia (16°), Alessandro Tonucci (17°), Manuel Tatasciore (18°) e Alex Giorni (19°.Non ha preso parte alla gare, a causa di un infortunio, Simone Grotzkyj. Nella classifica generale i due di testa salgono, rispettivamente: Terol a p.216 e Zarco a p.186 con il primo che allunga di sei punti.

Prossima gara il 18 settembre ad Aragòn.

Indianapolis: In pole … i soliti noti Terol, Marquez e Stoner. Bene Corsi, 2° in Moto2. Disastro Rossi-Ducati.

Costanti miglioramenti sulla pista americana di Indianapolis da parte dei piloti impegnati nelle tre classi del motomondiale. La conferma delle pole da parte dei soli noti, una marcata presenza italiana in Moto 2, con Corsi sempre protagonista nei due giorni ed il disastro Rossi/Ducati dopo le attese alimentate nel terzo turno di libere. La pista conserva gli interrogativi, ma alcuni piloti hanno smesso di lamentarsi, quasi tutti i più veloci, certo che in gara lo sporco che resta fuori traiettoria ideale renderà problematici i sorpassi.

125 GRAN PRIXNico Terol (Aprilia) non abdica. Lo spagnolo, ha dominato le libere e in qualifica conquista la pole con un gran tempo relegando il secondo Sandro Cortese, ed il suo diretto avversario nella corsa al titolo ad oltre Johann Zarco, ad oltre 7 sette decimi. Al tredicesima posizione in griglia per il migliore dei piloti italiani, Simone Grotzkyj (+2”350), a seguire16° Luigi Morciano (+2”660); 22° Francesco Mauriello (+4”005); 25°  Alessandro Tonucci (+ 4”462)

MOTO2Marc Marquez, ultimo giro a vita persa. Non era stato particolarmente brillante durante i turni di prove libere, ma nel giro finale della qualifiche ha trovato lo spunto per beffare Simone Corsi un brillante per un solo millesimo. In prima fila anche Andrea Iannone (3°)  che pare proprio aver ritrovato la verve d’inizio stagione. Importante se fosse fondata la voce che non passerà più in MotoGp, ma che resterà in questa classe anche la prossima stagione. Partirà dalla seconda fila Mattia Pasini (6°), un segnale molto incoraggiante per lui e la squadra italiana. Decimo posto per Alex De Angelis con un ritardo di +0.826s, tanto in una classe dove si è gareggiato per tutta la stagione con griglie molto più compatte. Michele Pirro con il 13° posto ha fatto meglio del compagno di squadra giapponese, ma è molto lontano dai primi, a +1.009s, Meglio di quanto aveva fatto vedere nelle libere Raffaele De Rosa (19°), mentre sono eccessivamente indietro sono Claudio Corti (26°) e Alex Baldolini (32°).

MOTOGP Casey Stoner (Honda) incontenibile, il binomio Rossi & Ducati incomprensibile. Mentre il leder del mondiale inanellava giri da primato con continuità, è apparso evidente l’affanno di quelli che gli dovrebbero contendere vittoria della gara, e la conquista del secondo titolo iridato. Ha lasciato tutti interdetti il ritmo dell’australiano che ha rifilato un distacco inusitato al secondo l’americano Ben Spies con la Yamaha, +0,523s. Non giustificabile solo con il riproporsi di dolori alla spalla. Terzo posto ed ultimo posto in prima fila per Jorge Lorenzo che ha sofferto molto, ma alla fine ha rimediato alle molte difficoltà poste in evidenza nelle prove libere. Meno efficace del solito, sulla pista dove un anno fa ha trionfato, Dani Pedrosa, 4° a più di un secondo.  Si è difeso bene Andrea Dovizioso, partirà dalla quinta posizione in seconda fila, mentre Marco Simoncelli prenderà il via dalla terza fila, in settima posizione, superato anche da Edwards. Marco avrà al suo fianco (8°) Niky Hayden con la migliore delle Ducati. Un buon piazzamento che contrasta 14cesima posizione di Valentino Rossi, capace di superare solo Loris Capirossi l’ultimo dei piloti in sella alla con la Ducati e dei piloti in gara. Una nuova delusione Valentino Rossi, dopo l’onorevole performance del 3° turno di prove libere, sconcerta.  Scivolato a terra ad inizio turno ha perso totalmente concentrazione. Non ha saputo utilizzare la seconda moto, offrendo prestazione sconfortanti. Ha rimediato un tempo che gli evita di prendere il via dall’ultima fila, ma è stato penoso vederlo arrancare per un risultato tanto modesto. Francamente appare molto “povero” il materiale tecnico, ma molte perplessità le sta sollevando anche lo staff. Forse una parte non è in sintonia con il prodotto o con la direzione tecnica. L’organizzazione in pista non pare essere affidata a personalità adeguate. Buscarle pesantemente dal compagno di squadra è grave, essere messo in riga dei piloti dei team satellite proprio non ci sta. Vedremo oggi in gara, ma poche illusioni per Misano, poi potrebbe essere già tempo di “ribaltoni” nella squadra ufficiale di Borgo Panigale.

Brno: i test della MotoGp

Giornata “lavorativa” quella di ferragosto per i team ed i piloti della MotoGP sulla pista di Brno, all’indomani della disputa del Gran Premio della Repubblica Ceca. Honda e Yamaha hanno testato le “Mille” che useranno la prossima stagione, altri, Ducati in primi hanno lavorato per cercare di sviluppare le “ottocento” attuali. Le condizioni del tempo sono state favorevoli ed il lavoro molto intenso con un cronometraggio che non ha “coperto” tutte le tornate, pertanto tempi indicativi, eppure indicativi. Il miglior tempo fatto segnare durante il week-end era stato, nelle 1’56.328 di Dani Pedrosa (Honda). Jorge Lorenzo realizzando il sui migliori crono 1:56.253 (1000) e 1:56.727 (800). Il suo compagno di squadra Ben Spies ha realizzato 1:56.306 (1000) e 1:57.184 (800). I due piloti si sono concentrati molto sulla M1 che stanno utilizzando in campionato testando nuove parti del motore, una nuova carenatura e alcune componenti del telaio. A confermarsi mattatore e’ stato ancora il leader del campionato Casey Stoner che in sella alla Honda ha fatto segnare il miglior crono dell’intera sessione di test: 1:56.168 (1000). Meno efficace di lui Dani Pedrosa che sul prototipo ha testato differenti set-up, e dopo 37 giri il suo miglior crono e’ stato 1:57.264. Giornata intensa per Valentino Rossi e il suo team per tentare di portare la Desmosedici GP11.1 a livello delle vincenti Honda e Yamaha. Ha compiuto in totale 74 giri con il crono migliore fissato a 1:58.266, non eccezionale. Rossi ha testato differenti set-up e sperimentato nuove posture di guida. Anche il compagno di team Nicky Hayden si e’ dedicato prima alla GP11 per poi riservare attenzione alla GP11.1 per lui un buon crono: 1:57.533. Presente anche il team Marc VDS, occupato a portare avanti il lavoro sul prototipo Suter per il 2012. Mika Kallio ha fatto registrare un tempo sul giro di 2:00.144, raccogliendo informazioni utili al prosieguo dello sviluppo.

Tutti i migliori tempi indicativi della giornata: Casey Stoner Honda 1000 – 1:56.168; Jorge Lorenzo Yamaha 1000 – 1:56.253; Ben Spies Yamaha 1000 – 1:56.306; Dani Pedrosa Honda 10001:57.264; Nicky Hayden Ducati 1:57.533; Cal Crutchlow Yamaha Tech 3 1:57.591; Toni Elias Honda 1:57.903; Valentino Rossi Ducati 1:58.266; Loris Capirossi Ducati Pramac 1:58.387; Colin Edwards Yamaha Tech 1:58.492; Mika Kallio Sutter-BMW 2:00.144.