MotoTest: avviati su molte piste le prove dei mezzi per la stagione 2012. Avviate anche le presentazioni.

Fine gennaio con cancelli pista aperti per i primi importanti test in preparazione della stagione 2012.

Sulla pista di Sepang (Malesia) sono scesi in pista i piloti della Moto1; un evento importante perchè segna  l’esordio e messa a confronto delle Moto1 con i motori 1000cc e le CRT (prototipi stile TT). Svelata la nuova Ducati totalmente reimpostata e lontana dai canoni tecnici che erano tradizionali per la Casa di Borgo Panigale. Viste in conformazione prossima a quella che vedremo in Qatar per Honda e Yamaha. I primi responsi delle prove, ma sarà bene attendere la conclusione dei test perché si prova con lavori in corso (molto incisivi), fanno intendere che Yamaha e Honda sono già su standard di eccellenza, migliorando i tempi record del circuito. Buona risposta della Ducati, anche  se i 7 decimi accusati da Rossi al termine della prima giornata non sono del tutto tranquillizzanti. La prima giornata di test è stata disertata da Stoner trattenuto in albergo da piccoli guai fisici e con Lorenzo e Dovizioso al rientro post infortunio. Anche un acquazzone ha influito sui risultati della prima giornata. La seconda giornata si è già aperta con il duo Yamaha Lorenzo & Spies davanti a tutti, poi Stoner & Pedrosa ed più indietro Rossi – Hayden, dunque per il momento ci sono riavvicinamenti ma non cambiamenti sostanziali rispetto alla scorsa stagione. Rossi si è detto, in caso, soddisfatto del primo contatto con la  nuova Desmosedici, disponibile con  due esemplari, solo per i piloti ufficiali. Al termine dei test malesi le prima considerazioni in proiezione futura. A Sepang, salvo rivoluzioni, si è evidenziato in modo impietoso, il gap che divide queste moto rispetto alla Moto1: 8 secondi che certio saranno ridotti, ma si prospetta una voragine fra i due gruppi di partenti. Anche i test dei tre piloti CRT impegnati a Valencia non sono molto incoraggianti in proposito. Ormai il tempo delle iposi si è consumato ed in breve avremo elementi per valutazioni più precise.

Annunci più concreti rispetto ai programmi che Bimota sta mettendo in cantiere, la Casa riminese pare puntare molto sul CIV dove sarà presente nella categoria Moto2 con la sua Bimota HB4 2012, intanto affidata al pilota  Robbin Harms per lo sviluppo, proveniente dalla Supesport mondiale.  Il  Bimota Research Development Department (definitivamente archiviato l’identificativo “Bimota Experience” tradizionale) ha organizzato una due test  con giorni di lavoro intensi per testare soluzione predisposte nell’ultimo periodo. Intanto Harms si è detto molto soddisfatto dell’inserimento in Bimota, a prescindere dal passaggio dalla competizione iridata ad un campionato nazionale, ma fiducioso per lo sviluppo della nuova moto. Ovvia la sua speranza, come della dirigenza aziendale, di poter fare qualche incorsione da wild card nel motomondiale di categoria.

Presentazione all’Autodromo di Monza dell’organizzazione del  BMW Motorrad Italia GoldBet SBK Team che sarè presente con  Ayrton Badovini e Michel Fabrizio nel Mondiale SBK. La squadra sarà prenderà parte ache alla FIM Cup Superstock 100 con il riconfermato francese  Sylvian Barrier e il neo acquisto Lorenzo Baroni. Quattro piloti, dei quali tre italiani, tutti con motivazioni diverse a cominciare da Fabrizio che deve rilanciarsi dopo una stagione opaca vissuta in sella alla Suzuki, al contrario Badovini deve consolidare le prestazioni interessanti fornite nel 2011, avvicinando maggiormente il podio in tutte le gare. Nella Superstock Baroni lascia la Ducati, il ragazzo romagnolo è alla ricerca del risultato importante un grado di  farlo proporre a livello dei ppiù accreditati candidati alla SBK. Il francese Barrier è da alcuni anni un protagonista della FIM Cup ma è stato più volte superato, buoni ultimi i nostri Badovini e Giugliano, per lui questa potrebbe risultare la stagione decisiva.   Serafino Foti, Direttore Sportivo del BMW Motorrad Italia GoldBet SBK Team che si è guadagnato stima nell’ambiente ha fatto intendere di avere ben chiari su quali obiettivi possono essere a portata dei suoi piloti. A Michel Fabrizio, già avuto in squadra chiede di esprimersi subito ai livelli di eccellenza già evidenziati nelle ultime stagioni; per Ayrton, da tre stagioni in BMW con la sua squadra chide (semplicemente) di migliorare. Al  confermato  Sylvian Barrier e a Lorenzo Baroni chiede invece di riconquistare il trofeo della Superstock 1000 già vinto nel 2010, ma che nel 2011 è stato un feudo della Ducati.

A Valencia sono scesi in pista anche le Moto3, dei  Aspar e Speed Master con  mezzi Kalex/KTM, una 2 giorni di test  che avvia una messa a punto per prototipi inediti.  Alla fine Sandro Cortese è stato il più veloce davanti Luis Salom ed Hector Faubel, più indietro Nikklas Ajo, Zulfahmi Khairuddin, un altro iberico Alberto Moncayo. Soddisfatti i piloti, in particolare per il rendimento messo in mostra dai motori KTM. Valutazioni più attendibili si potranno fare la prossima settimana ragionando sulle prestazioni che emergeranno dalla tornati di test ufficiali  quando in pista scenderanno piloti con le diverse moto iscritte al campionato mondiale.

Motomondiali: curiosando fra le partecipazioni italiane.

Più squadre che piloti in gara nel 2012.

Nell’attesa che le start list mondiali, rese note come provvisorie, diventino definitive può essere interessante analizzare la rappresentanza italiana nelle 5 classi che assegnano titoli iridati. Prevedibile che al via dei due differenti campionati sia circa 150 piloti iscritti e 150, fra i last minute ci potrebbero essere alcuni italiani.

Intanto al momento i piloti italiani che hanno già formalizzato l’iscrizione a verie categorie iridate sono 26.

Analizzando la situazione italiana, su base regionale, si nota che sono 11 le regioni dalle quali risiedono i nostri piloti. Il numero maggiore appartiene alla Romagna con sei piloti, davanti al Lazio con quattro, poi Marche e Campania con tre. Più in dettaglio sono:

Romagna (6) – Andrea Dovizioso (MotoGp), Marco Melandri (Sbk), Massimo Roccoli, Fabio Menghi, Roberto Tamburini (Supersport)

Lazio (4) – Max Biaggi, Davide Giugliano (Sbk), Simone Corsi (Moto2), Luigi Marciano (Moto3)

Marche (3) – Valentino Rossi (MotoGp), Romano Fenati, Alessandro Tonucci (Moto3)

Campania (3) – Raffaele De Rosa (Sbk). Andrea Iannone (Moto2) Dino Lombardi (Supersport)

Umbria (2) – Danilo Petrucci (MotoGp-CRT), Andrea Antonellini (Supersport)

Lombardia (2) – Lorenzo Zanetti (Sbk), Claudio Corti (Moto2)

Piemonte (2) – Ayrton Badovini (Sbk), Roberto Rolfo (Moto2)

Abruzzo (1) – Andrea Iannone (Moto2)

Liguria (1) – Nicolò Canepa (Sbk)

Puglia (1) – Michele Pirro (MotoGp-CRT)

Toscana (1) – Giacomo Micheli (Supersport).

Evidente l’assenza di piloti dell’area nord est, una regione che non è protagonista di primo piano anche nel CIV; anche la Toscana non brilla, presente con un giovane proveniente dal Trofeo Yamaha R6 ammesso sulla scena mondiale in deroga al vincolo che prevede la preventiva partecipazione al CIV.

Le squadre italiane presenti nelle competizioni iridate sono:

Superbike (9): Aprilia Racing, Althea Racing, Pro Ride Motorsport, Team Pedercini, Team Ducati Roma, Pata Racing Team, Grillini Progea Superbike Team, BMW Motorrad Italia

Supersport (8): Bike Service by VTR Team 10, Kawasaki DeltaFin Lorenzini, Kuja Racing, Suriano Racing Team, Team Lorini, Team GoEleven,Team PATA by Martini, VFT Racing

MotoGP (3) : Ducati Team, Honda Gresini, Ioda Racing Project

Moto2 (5)  – Gresini Racing Moto2, Ioda Racing Project, Italtrans Racing Team, Speed Master, Technomag CIP

Moto3 (4) : Gresini Racing, Ioda Racing Project, Ongetta-Centro seta, Team Italia FMI,

Molte le squadre italiane, in particolare nella, in numero maggiore rispetto ai piloti, ne deriva che molti team hanno in organico piloti esteri, al contrario sono pochi i piloti italiani inseriti nelle squadre extranazionali.

Il ritiro dei numeri gara? Per l’onore, ma … a rischio business

Ultimo “ritiro” del numero di gara per l’onore è il “65” di Loris Capirossi giunto al termine della carriera. Il numero di gara che i piloti portano sulla moto è sempre stato  un elemento  particolarmente caratterizzante per dare visibilità all’atleta ed ha perso nel tempo la primaria la funzionalità dell’individuazione ai fini del controllo gara. Con  l’adozione dei trasponder, controllo elettronico del pilota in pista, il numero di gara ha assunto, ai fini del cronometraggio una modesta valenza, i cronometristi per interventi di “recupero” possono anche contare su immagini filmate “puntate sulle linea del traguardo. Il numero resta utile per gli operatori di servizio in pista per facilitare la individuazione  dei piloti da segnalare alla direzione gara, in particolare per eventuali irregolarità di comportamento. Il numero gara ha una importanza maggiore nelle gare minori dove gareggiano ragazzi che non sono noti per la loro caratterizzazione moto/abbigliamento, cosa che accade per i piloti partecipanti ai campionati maggiori. Per le gare minori anche la disponibilità delle immagini e più limitata, spesso ridotta alle immagini del circuito interno predisposto dai vari impianti. In passato aveva una grande valenza il numero 1, assegnato ai piloti campioni un carica per la stagione, con le accresciute necessità di visibilità i piloti, con il supporto dei vari consulenti, in particolare per i campioni che fanno tendenza, è stata fatta la scelta del numero fisso per la vita. Si è rinunciato anche al prestigio attributo alla presenza del numero sulla carena o sulla tuta (Giacomo Agostini ne fu un fautore). La FMI ne ha ripristinato l’uso obbligatorio nel CIV da parte del Campione in carica. Il numero è diventato occasione di business, chi non individua il “46” con Valentino Rossi? Un elemento, il numero di gara,  da merchandising, forse i numeri dei campioni sono diventati elementi registrati con registrazioni di proprietà. La personalizzazione del numero di gara si è affermata anche in altre discipline sportive, anche negli sport di squadra dove costituiva più una indicazione di ruolo che di persona.

Restando al mondo della moto la forte caratterizzazione ha alcune federazioni ad attribuire ai numeri una valenza  che tende a rafforzare il concetto di “appartenenza” del numero al pilota che se lo e’ attribuito per larga parte della carriera. Il “ritiro del numero di gara per piloti vittime di incidenti o per carriere particolarmente significative si sta affermando e con ogni probabilità la tendenza si incrementerà. Ovviamente il ritiro si limita alla squadra o campionato con il quale di identifica l’atleta. Cosi capita che un campione del mondo 2011 della Moto2 Stefan Bradl, passa di categoria, nella Moto2 con la Honda LCR e del vecchio numero, stante il ritiro del numero 65 deciso da FIM e Dorna del vecchio numero potrà mantenere solo il 6. Forse nel futuro ci saranno dispute per i numeri … e potrebbe non essere originate da interessi sportivi.

 
 
 
 

Addio vecchio anno 2011 – Benvenuto anno 2012!!!

Il 31 dicembre, idealmente, si volta la pagina 2011 sulla quale ciascuno di noi a scritto i fatti che lo hanno interessato, direttamente o indirettamente. Allo stesso tempo prenderà avvio la scrittura di un altro capitolo, lungo 366 giorni (il nuovo anno è bisestile) sul foglio bianco che si titolo 2012.

Un elemento di continuità che in generale si può facilmente individuare nella contingenza economica e non solo, che attanaglia in mondo e, significativamente la nostra Italia.

Analisi significative sono e saranno offerte da eminenze dei vari settori, certo è che si chiude e si apre questo passaggio con poca euforia, con un’assenza grave di serenità ed ottimismo ed in ogni augurio ci dovrebbe essere l’auspicio che questo disagio possa essere superato al più presto.

Senza allargare troppo l’orizzonte e volendo comunque dare sfogo a preoccupazioni e speranze l’attenzione non può che manifestare punti di vista che scaturiscono possono essere forniti dal settore cui ci si sente più vicini: il settore motociclistico per quanto riguarda produzione, vendite e sport.

LA PRODUZIONE

Il 2011 ci ha costretti a fare i conti una grande crisi dell’industria che nel mezzo secolo trascorso ha dominato; i produttori giapponesi, europei e americani poco hanno fatto per anticipare l’invasione dei produttori di Cina e India forti di mercati domestici enormi e molto ricettivi, e capaci di aggredire i mercati africani e sudamericani.

Le aziende italiane si sono difese, ma il mercato nazionale in pochi anni ha registrato un calo di vendite vicino al 50%.

In Italia abbiamo assistito alla scomparsa di alcune aziende importanti quali Verdicchi e Malaguti, che proprio in questo periodo è in fase di smobilitazione dopo la chiusura. Poi la Yamaha che ha “neutralizzato” il settore produzione che operava a Gerno di Lesmo. Critica la situazione dell’organizzazione che si occupa della distribuzione dei motocicli, lo stato di crisi è serio e molto diffuso.

Il 2012 riporterà sul mercato la Moto Morini, mentre al momento non si intravedono segnali di svolte significative per quanto concerne il mercato europeo ed italiano.

SPORT

Il 2011, per quanto riguarda il settore velocità, quello cui motogames.it presta maggiore attenzione, è stato un anno che ha regalato grandi delusioni sportive, come la crisi di risultati della Ducati e di Valentino Rossi, la perdita del titolo Superbike da parte di Aprilia e Max Biaggi, delusioni in parte compensate dall’impresa della Ducati con il Team Altea. Delusioni da in Moto2 e Supersport, classi dalle quali ci si poteva attendere anche il primo titolo della loro storia.

Una stagione vissuta fra molte polemiche e qualche cattiveria fino a che, sulla pista di Sepang, non è accaduto l’irreparabile con la caduta fatale di Marco Simoncelli. Un eventi tragico, dolorassimo, del quale si sono impossessati i media determinando una cascata di emozioni mai registrate in precedenza, non solo per la scomparsa di un motociclista.

Sul piano prettamente sportivo, a fine stagione, si sono avvertiti gl’effetti della crisi economica che attanaglia il mondo con effetti anche sul mondo delle corse. Il ritiro da Superbike della Yamaha, con la scomparsa dalle moto ufficiali in Supersport, è stato il colpo più clamoroso; quello che potrebbe innescare processi di disimpegno molto seri, al pari di quello del ritiro della Suzuki (presente da 50 anni) dalla MotoGP. La fine d’anno ha portato un ultimo episodio preoccupante con il disimpegno di Petronas, l’ultimo sponsor importante che compariva sulle “spoglie” carenature delle Yamaha M1 di Jorge Lorenzo e Ben Spies. L’impressione che si stiano spegnendo diversi riflettori su questa classe, un effetto che potrebbe essere accentuato, speriamo non accelerato, anche dall’offuscamento della stella più splendente della categoria nell’ultimo decennio: Valentino Rosi.. Fra le notizie negative anche i sintomi le prime crisi finanziare degli autodromo, inclusi alcuni spagnoli. Si chiude anche una stagione che conferma una inadeguatezza di molte strutture che sono depositarie dei diritti e dei destini del settore velocità. Ma più in generale del mondo motociclistico. 

Il 2012 lo incontriamo ricevendo segnali contrastanti, per la velocità mondiale segnerà l’avvio della gestione di MotoGP e Superbike, di fatto. Coordinata fondo Europeo di private equity Bridgepoint che ha stipulato un accordo per l’acquisizione da Jacobs Holding AG,   Junkermann Group e Dr Martin Steinmeyer assicurandosi il controllo del 100% di  Infront Sports & Media AG, uno dei principali operatori mondiali nel settore del marketing sportivo. Con questa operazione Dorna e Infront si ritrovano ad essere parte dello stesso gruppo di controllo. L’acquisizione ha ricevuto nei giorni scorsi l’approvazione della Autorità Antitrust europee, necessario stante l’accentramento che ha determinato. Un evento che potrebbe portare a determinazioni importanti, in particolare ad una possibile ristrutturazione dei campionati del mondo velocità con l’assemblaggio di una convergente miscelazione in solo eventi delle due classi. Al momento chi pare stare peggio, per quanto concerne livelli partecipazione e gestione costi pare essere proprio il mondiale della Dorna. Che per infoltire lo schieramento della MotoGP ha varato, non senza contrasti (poi rientrati …) ha varo la classe CRT, moto che riprendo la vecchia impostazione TT1 e riproducono in parte il progetto SBK, trovando moto di portare, all’esordio 9 moto.  Moto che fin dal primo apparire non hanno convinto e tanto meno emozionato; nei fatti comporteranno solo gestioni confuse degli eventi, con molti doppiaggi e un frazionamento nella comunicazione, peraltro già molto incasinata e piuttosto piatta. Come già detto non ci sarà più la Suzuki, la Ducati se non dovesse ritrovare competitività insieme al pilota più titolato (Rossi) potrebbe andare incontro a decisioni imprevedibili e se dovesse andare in crisi la Yamaha … il processo di compattazione dovrebbe essere accelerato. Poi si dovrà pur risolvere il problema della classe monorotore Moto2 e della nascente Moto3, mezzi realizzati e gestiti da realtà tecniche artigianali.

La Superbike pare avere meno problemi, ha perso la Yamaha, marca in vari modi era sempre stata presente e protagonista del campionato, una marca pluridecorata (74 vittorie, 37 pole position, 251 podi) il cui abbandono potrebbe anche innestare un fattore “domino” se la crisi commerciale del settore dovesse confermarsi ancora per alcune stagioni. Presenta comunque un interessante schieramento della Case con piloti di buon livello. Da segnalare la possibile assenza del Team Alstare di Francesco Batta un team storico della classe, per altri team la prossima stagione potrebbe risultare decisiva per il loro divenire.  Pare confermato il buon livello di partecipazione nella classe Supersport, anche se è di tutta evidenza che ci sarà un significativo scadimento di qualità, con il “secondo rientro” dell’ex campione turco Sofuoglu che si propone come favorito con le Kawasaki.

E il CIV? Conclusa una stagione che ha fornito buoni riscontri, per la nuova, almeno apparentemente, pare non fronteggiare contraccolpi significativi dal contesto economico nazionale, è possibile? Difficile crederlo, la comunicazione non pare recepire le serie lamentazioni del settore. All’indomani della manifestazione fieristica che si terrà a Verona, dove la FMI certamente sarà presente con diverse iniziative e quando, prevedibilmente, molti situazioni relative a team e piloti si paleseranno, si potranno fare delle valutazioni più precise.

Gennaio potrebbe già essere un mese caratterizzato da molte nuove importanti, auguriamoci che siano in maggioranza di segno positivo. E’ l’augurio che, dettato più dalla passione che dai ragionare, si può rivolgere al mondo della moto mondiale ed italiano. BUON 2012.

MotorCalendari 2012: Le date delle motocorse in pista.

Cliccare sul logo per accedere ai calendari gare 2012.

Le date esposte potrebbero subire variazioni, possibili in particolare per i trofei nazionali, dove non sono da eludere inserimenti ritardati, è un classico.

Con l’inizio di dicembre sono stati comunicati i calendari dei campionati motoristici mondiali, settore velocità e di gran parte dei più importanti campionati nazionali di motociclismo.

A dispetto della crisi che incombe sul mondo, l’attività pare aver risentito poco della sfavorevole congiuntura ed il numero delle manifestazioni, in alcuni case è stato incrementato, per altre la situazione pare stabilizzata.

Ora non resta che la verifica del numero degli iscritti alle varie manifestazioni.

ITALIA – Stagione di conferme per il CIV che opta per la conferma della composizione ibrida, Supersport + Moto2 (con classifiche separate) estendendo la formula alla 125Gp + Moto3. Non tutti sono favorevoli, ma necessità che derivano dalle programmazioni degli eventi e dalla di ricercare formazioni nutrite per griglie.

Riconosciuta la qualifica di “campionato italiano” per le classi PreGp e SP.

Per quanto concerne i trofei, C’è una sostanziale conferma della situazione delle presenze registrate nella scorsa stagione. Non pare essere più della patita il monomarca Suzuki, peraltro poco “vissuto” nelle passate due edizioni, non ci sarà la Mototemporada, che i club Pisolini di Rimini E tordi di Cesena hanno pare abbiano sostituito con un trofeo dedicato ai due piloti di cui portano il nome. Tutte le gare sono previste a Misano. Cresce, per numero di gare (5), il trofeo riservato alle ragazze; disputeranno anche una gara abbinate al CIV (Vallelunga), e non sarà il solo evento abbinato. Con la Yamaha che punta solo sulla R6 Cup, forse con l’obiettivo di superare i 40 iscritti (2 gare) si libera molto spazio.

– Tornano le moto equipaggiate con motori da 1000cc. Altre novità: l’inserimento delle CRT in gara con la MotoGP (1), e la Moto3 che sostituirà la 125 Gp. Dunque sarà un campionato a tutto 4 Tempi, e con punte di avvicinamento alla Superbike per quanto riguarda la CRT, il cui regolamento è affine alla F1 degli anni ’80. La MotoGp deve fare i conti con la defezione della Suzuki e con una cronica scarsità di piloti, cui si aggiungerà la presenza sella CRT con moto che appaiono decisamente molto lente. Griglie piene per le altre due classi, il tutto esaurito lo si da per scontato.

– Anche la classe regina delle derivate di serie ha perso una Casa importante, la Yamaha, ma pare abbia trovato il modo di restare vicina ai 20 partenti. Ci sono le premesse per vivere un grande campionato. Attesa per vedere la lista degli inscritti in Supersport, solito abbinamento con Superstock 1000 e 600 e riproposizione della Junior Cup riservata alle 250 cc Kawasaki.

Per qwuanto concerne il Campionato del Mondo Endurance saranno solo 4 le gare valide, alle due tradionali 24 francesi se ne aggiunge un tedesca; confermata la 8 ore di Suzuke, cancellate le gare di Albacete e Dubai.

Da completare il programma europeo, per la stock 600 confermato l’abbinamento alla Superbike.

Hanno già comunicato i calendari dei campionati nazionali: Australia, Canada, Germania, Gran Bretagna, Spagna e Usa.

In ogni caso i tabulati di motogames.it saranno aggiornati settimanalmente.

Bimota: grandi opportunità offerte da Moto2 e CRT.

Pole … pole …

Fra le novità che l’EICMA 2011 ha proposto ai visitatori ed al mercato, si può inserire anche il “rientro” ufficiale della Bimota nella manifestazione milanese, presente con un suo stand e con l’esibizione della sua attuale gamma di modelli.  Per l’azienda riminese (con sede legale spostata a Milano) pare sia in fase di attuazione un progetto di rilancio, operazione che la dovrebbe portare fuori dall’impasse degli ultimi che ha alimentato tante voci, non sempre positive. Voci che sono figlie anche da una comunicazione organica che tuttora pare essere un punto debole. Quando la comunicazione è scarsa o confusa, si forma l’humus per far prosperare le incertezze. Il sito internet non è mai stato un punto di forza della comunicazione Bimota, incompleto e poco aggiornato (ora in fase di rifacimento), non favorisce la conoscenza dei programmi generali o mirati, in particolare in ambito sportivo. In merito un rilevo di natura personale lo devo fare, perché la storia, molto semplificata, non rende merito a chi ha costruito lo zoccolo duro, che ha resistito nel tempo. Duro tanto da far vivere un marchio a dispetto dei tempi che sono seguiti, vissuti con molta meno incisività rispetto al primo periodo.

Dalla metà degli anni ’90 la dirigenza aziendale è stata oggetto di un turnover impressionante, le sorti dell’azienda sono state affidate a uomini che non parsi in sintonia con la tradizione, ne sono stati in grado di cambiarla con successo. I fatti testimoniano che si è fatto ricorso al frequente riscaldamento di progetti e impostazioni derivati dalla “prima fase”. L’affermazione del marchio deve essere ascritta alla “vecchia Bimota”, come lo sono anche i successi derivanti dalle innovazioni tecniche e stilistiche realizzate nei primi 20 anni di attività. Per quanto riguarda l’attività sportiva, i successi conquistati nel periodo ‘70 – ‘80 non sono neppure più stati avvicinati. Per chi ha maggiore conoscenza del settore non fa testo la casuale vittoria di una manche in Superbike degli anni ‘90.

Al momento pare emergere una gran voglia di rilancio, da realizzare anche attraverso un progetto volto ad ampliare la gamma, proponendo modelli e prezzi non abituali per la produzione Bimota.

La gamma proposta dei modelli BBX 250 – 300 – 400 – 450 – 508, dotata di motori 2T, molto francamente desta perplessità; sono strade già tentate con poco successo negli anni ‘90.

Un tentativo che potrebbe essere interpretato l’avvio di una resa che può portare all’accantonamento dei modelli in linea con la tradizione Bimota, ancorché solo rinnovati o migliorati, ma sempre rispettosi di una filosofia aziendale ben definita.

Se questo dovesse accadere, oltre al dispiacere personale nutrirei anche perplessità circa le reazioni dei mercati.

Bimota ha trascurato molto quella che nei primi 20 anni è stata la sua linfa vitale, quella che, ad esempio alimenta Ducati e ancora di più la Ferrari: le corse! 

In occasione dell’’EICMA s’è palesato, anche se non sono “girate”molte comunicazioni ufficiali, l’ingresso dell’ex pilota spagnolo Ruben Xaus  nella compagine aziendale di Bimota, dato per certo l’assunzione di compiti collegati all’attività sportiva, non sono stati ancora ben compresi ruolo e compiti nell’organigramma aziendale.

A Bimota è mancata la capacità di cogliere fin dalle fasi iniziali l’opportunità offerta dall’avvento della Moto2, troppo timido l’approccio, forse inadeguato l’investimento. Certo è che aziende ed artigiani con meno storia l’hanno superata mettendola temporaneamente fuorigioco.

La Moto2, come la CRT, sono due importanti opportunità sulle quali la Casa riminese potrebbe fondare un grande rilancio.

Le strade per accedere ai campionati del mondo di riferimento sono ben definite. A livello nazionale è già aperta quella della Moto2; proponendo un inserimento della CRT nella Superbike si potrebbe conquistare un’ulteriore opportunità. Sono norme regolamentari, discutibili e modificabili, in passato fu proprio Bimota ad ottenere l’ufficialità del riconoscimento per i motocicli combinati fra costruttore della ciclistica e quello del motore, queste due categorie sarebbero due opportunità da non trascurare.

Dalle due moto sportive potrebbero derivare modelli stradali in grado di rinverdire vecchi fasti!

Jerez de la Frontera:Ultimi test collettivi del 2011. Latitanti i piloti italiani.

Sulla pista Jerez de la Frontera è proseguita la tornata di “lavori in corso”; si tratta di cogliere l’ultima sessione di test del 2011. Obiettivo la di raccolta dei dati necessari per lo sviluppo di mezzi  che ritroveremo certamente migliorati nei test di gennaio. In particolare sono state seguite le moto che potremmo ritrovare in gara nel 2001 in griglia con le Moto1. Una ventina i piloti che si sono alternati in pista, tutti molto occupati tranne la Ducati priva di Rossi a Monza per un rally, Hayden in fase di guarigione dopo l’intervento chirurgico e con Carlos Checa volato a Mosca per la presentazione della prossime (e prima) gara SBK in programma in Russia, è rimasto il solo Battaini a far girare le nuove moto. Nel mix di moto e prestazioni non ufficiali non è facile raccapezzarsi e dare certezza ai dati che circolano. Prestazioni che non offrono molte indicazioni, la migliore delle CRT è arrivata a sfiorare i tempi delle SBK con  Randy De Puniet (Aprilia) 1’41.5, più lento il duo BMW con  Marco Meandri  1’42.1 e Leon Haslam 1’42.5. Colin Edwards con la Suter-BMW è arrivato a 1’42.06, non male rispetto alle altre del gruppo incapaci di scendere sotto il limite di 1’44s. Il tempo di  Randy de Puniet sarebbe stato di circa tre secondi superiore  al giro veloce, fatto segnare nella scorsa gara iridata, da Jorge Lorenzo.  Più lenti della gran parte di Moto2 che hanno fatto segnare in diversi tempi da 1’43s. Si è messo particolarmente  in luce Scott Redding  che con la Kalex avrebbe fatto segnare un ottimo 1’42″9, seguito da  Pol Espargarò a un decimo e Tito Rabat a quattro. Bene anche l’esordiente Gino Rea (Moriwaki) con 1’43.9. Per la Super il più veloce è stato Alea De Angelis (1’44”0) mentre il campione del mondo della 125gp, Nico Terol (1’44”5), è stato più veloce del compagno di squadra Toni Elias, per il Campione del Mondo 2010 il tempo di 1’44”9.

Fra i piloti in pista si nota la scarsa presenza di piloti italiani, Meandri ed il sammarinese De Agelix e nient’altro, evidente testimonianza delle serie difficoltà che i nostri piloti stanno incontrando per trovare una moto da guidare nella prossima stagione. Una situazione che in generale, proiettata anche sull’attività nazionale, meriterà  d’essere valutata con attenzione.

SPAGNA: i campioni 2011 della velovità sono Rins (125gp), Torres (Moto2) e Silva (Extreme).

Sulla pista di Jerez si sono definite le classifiche che hanno laureato i tre Campioni 2011 della velocità Spagna, sono state necessarie le sette gare a calendario per decidere che dovesse fregiarsi del titolo.

La condizione della pista, bagnata, ha influenzato molte prestazioni.

 125GP/MOTO3: Concede il bis Miguel Oliveira, già vincitore della gara scorsa a Valencia. Una vittoria con una Moto3 che simboleggia una transizione dalla 125 2T alla 250$T, evento che è previsto per il mondiale e che sarà progressivamente adottata in tutti i campionati nazionali. Oliveira ha dominato la gara dall’inizio alla fine, una prestazione che potrebbe destare qualche allarme perché la Honda potrebbe presentarsi al via della stagione 2012 con netto vantaggio su tutta la concorrenza. La gara era però incentrata sul duello fra Alex Rins e Alex Marquez, ma il risultato di questo round è risultato ininfluente perché Marquez si è caduto e si è ritirato a un giro dalla conclusione quando aveva il titolo in mano a causa di una caduta a 4 giri dalla fine di Rins è arrivato ventesimo, gara che ha registrato 17 piloti non classificati, fra i quali anche il nostro Francesco Bagnaia. Per i colori italiani la bella soddisfazione di trovare sul podio il Campione d’Italia Nicolò Antonelli (2°)  e il giovane riminese Andrea Migno (3°), per Massimo Parziani un buon nono posto. Dunque gara con forti emozioni, ma alla fine è stato Alex Rins a laurearsi campione con il nostro Bagnaia in terza posizione. Da notare che, non risultando accreditata, non si cita Aprilia come costruttore.
MOTO2:  Gara fortemente condizionata dalla pioggia battente, e gara vinta dal pilota tedesco Lucas Mahist, davanti all’inglese Kevin  Coghlan e Dan Linfoot, con il candidato per la conquista del titolo Jordi Torres che si è limitato ad un attento controllo e con il nono posto a centrato l’obiettivo. Gara molto  spettacolare che vede il migliore dei piloti spagnoli Viñales Morales in quarta posizione. Le condizioni meteo hanno penalizzato, tra gl’altri, anche le due Bimota di Davind Salom (14°) e Juan Ramirez (17°). Migliore del piloti italiani il Campione d’Italia Alessandro Andreozzi (12°) poi Mattia Tarozzi (30°).

SUPERSTOK – EXTREME: I due piloti in corsa per il titolo, Silva e Barragán,  si sono controllati lasciando ad altri la corsa per la vittoria parziale regalando un podio completo alla BMW Javier Fores che ha conquistato la vittoria, seguito da Xavier Dell’Amor e Alberto Lopez. Santiago Barragan arrivato decimo, seguito da Ivan Silva,un piazzamento che lo fatto proclamare Campione della classe, il suo secondo titolo nazionale.
Il CEV Buckler 2012  avrà inizio da dove si è concluso quello dei questa stagione:  il 1 ° aprile 2012 sul Circuito de Jerez.

CEV: ultima, decisiva, gara a Jerez. Tre i titoli in palio, il nostro Bagnaia sarà 3° nella 125gp?

Il CEV Buckler 2011, campionato nazionale spagnolo, si concluderà sulla pista di Jerez de la Frontera, l’ultima gara sarà decisiva per l’assegnazione dei titoli: 125GP, Moto2 ed Estreme.

125 GP/Moto3 – Lotta fra Alex & Alex! Guida la classifica Alex Rins con un vantaggio di 12 punti su Alex Marquez (fratellino di Marc) si disputano il titolo al termine di una stagione che ha visto il primo vincere 2 gare ed andare sempre a podio a parte un ritiro. Il secondo ha vinto due gare, due volte è giunto secondo e due volte si è ritirato. Due piloti che posso essere considerati alla pari, e decisivo potrebbe risultare il doppio ritiro di Marquez. In ogni caso il motociclismo spagnolo avrà campione nazionale che sarà un degno successore di Maverick Viñales. A Jerez ritorno di seguire l’evoluzione della Moto3, quanto brillante prestazione offerta a Valencia, con pole, vittoria e giro veloce per Miguel Oliveira. Non c’è dubbio che il portoghese, al volante di una Honda, sarà nelle prime posizioni in pista di Jerez. In ogni caso, essendo una Moto3, qualunque sia il suo risultato non inciderà nella lotta per il titolo tra Rins e Márquez. Lotterà per il terzo posto finale, con ottime possibilità di conquistarlo l’italiano Francesco Bagnaia che ha svolto una intesa stagione sulle piste iberiche e nel CEV ha conquistato un primo ed un secondo posto. Un terzo posto anche per il Campione d’Europa di categoria Romano Fenati.

MOTO2Cadendo a Valencia, nella gara scorsa, Carmelo Morales ha concesso al suo compagno di squadra Jordi Torres di incrementare il suo vantaggio di 8 punti portandolo a 13. Ora per il protagonista del campionato e campione europeo Supersport 2010 la conquista del titolo si fa problematica. A metà classifica (16°) naviga il nostro Mattia Tarozzi. Figurano iscritti 42 piloti, un gran bel numero, e fra le novità figura anche il con il giovane tedesco Jonas Folger, pilota che partecipò al CIV nella classe 125gp.
STOCKSPORT EXTREMEIvan Silva Torres leader della classifica e vincitore delle ultime tre gare, ha accumulato un vantaggio di 13 punti sull’inossidabile Santiago Barragan. Entrambi i piloti, i soli che possono disputarsi il titolo, saranno alla guida delle Kawasaki. Tanti i piloti di federazione estere fra i 32 in gara

Valencia: 1° giornata dei test per la Moto2. Partecipazione ridotta.

In pista a Valencia pi piloti della Moto2, test che si concluderanno oggi, venerdì 19 novembre. Esordio per molti piloti più o meno noti, alcuni provenienti dalla “neo-cancellata” 125gp. Tempi ufficiosi, mancando un servizio di cronometraggio ufficiale.

Miglior tempo assegnato Pol Espargaro, sulla Kalex con un crono di 1’36”. Il migliore dei piloti italiani presenti è stato Andrea Iannone in gara anche nella prossima stagione con lo Speed Master gestito dal padre Regalino, ma utilizzerà una ciclistica FTR. In pista anche Claudio Corti che ha provato la Suter  e proverà anche la Kalex che si avvalso della “consulenza” di Roberto Locatelli, tornato ad indossare tuta e casco più per divertimento che per dare un reale contributo stante la sua limitata conoscenza delle 4T.  Test anche per il primo campione d’Italia Moto2 Alessandro Andreozzi. Il numero dei piloti e team italiani, molto limitato, potrebbe presagire difficoltà per mettere insieme i budget da parte delle squadre e per i ragazzi di conquistare posti in qualche team. Molti esordienti in pista a cominciare dal Campione del Mondo 125gp e dal vice: Nico Terol e Johann Zarco, meglio dello spagnolo.  Prime prove anche per Gino Rea con una Moriwaki del Team Gresini, buono il suo sesto tempo. A girato anche l’Aprilia RSV-4 Superbike guidata dal collaudatore Alex Hofmann. Per lui delle prove per i pneumatici Bridgestone, fondamentali per raccogliere le informazioni necessarie per progettare i telai delle CRT equipaggiate con il quattro cilindri italiano.

Intanto la FIM ha confermato prove libere per la MotoGp.