Addio vecchio anno 2011 – Benvenuto anno 2012!!!
31 dic 2011 I think, pole… pole …
Il 31 dicembre, idealmente, si volta la pagina 2011 sulla quale ciascuno di noi a scritto i fatti che lo hanno interessato, direttamente o indirettamente. Allo stesso tempo prenderà avvio la scrittura di un altro capitolo, lungo 366 giorni (il nuovo anno è bisestile) sul foglio bianco che si titolo 2012.
Un elemento di continuità che in generale si può facilmente individuare nella contingenza economica e non solo, che attanaglia in mondo e, significativamente la nostra Italia.
Analisi significative sono e saranno offerte da eminenze dei vari settori, certo è che si chiude e si apre questo passaggio con poca euforia, con un’assenza grave di serenità ed ottimismo ed in ogni augurio ci dovrebbe essere l’auspicio che questo disagio possa essere superato al più presto.
Senza allargare troppo l’orizzonte e volendo comunque dare sfogo a preoccupazioni e speranze l’attenzione non può che manifestare punti di vista che scaturiscono possono essere forniti dal settore cui ci si sente più vicini: il settore motociclistico per quanto riguarda produzione, vendite e sport.
LA PRODUZIONE
Il 2011 ci ha costretti a fare i conti una grande crisi dell’industria che nel mezzo secolo trascorso ha dominato; i produttori giapponesi, europei e americani poco hanno fatto per anticipare l’invasione dei produttori di Cina e India forti di mercati domestici enormi e molto ricettivi, e capaci di aggredire i mercati africani e sudamericani.
Le aziende italiane si sono difese, ma il mercato nazionale in pochi anni ha registrato un calo di vendite vicino al 50%.
In Italia abbiamo assistito alla scomparsa di alcune aziende importanti quali Verdicchi e Malaguti, che proprio in questo periodo è in fase di smobilitazione dopo la chiusura. Poi la Yamaha che ha “neutralizzato” il settore produzione che operava a Gerno di Lesmo. Critica la situazione dell’organizzazione che si occupa della distribuzione dei motocicli, lo stato di crisi è serio e molto diffuso.
Il 2012 riporterà sul mercato la Moto Morini, mentre al momento non si intravedono segnali di svolte significative per quanto concerne il mercato europeo ed italiano.
SPORT
Il 2011, per quanto riguarda il settore velocità, quello cui motogames.it presta maggiore attenzione, è stato un anno che ha regalato grandi delusioni sportive, come la crisi di risultati della Ducati e di Valentino Rossi, la perdita del titolo Superbike da parte di Aprilia e Max Biaggi, delusioni in parte compensate dall’impresa della Ducati con il Team Altea. Delusioni da in Moto2 e Supersport, classi dalle quali ci si poteva attendere anche il primo titolo della loro storia.
Una stagione vissuta fra molte polemiche e qualche cattiveria fino a che, sulla pista di Sepang, non è accaduto l’irreparabile con la caduta fatale di Marco Simoncelli. Un eventi tragico, dolorassimo, del quale si sono impossessati i media determinando una cascata di emozioni mai registrate in precedenza, non solo per la scomparsa di un motociclista.
Sul piano prettamente sportivo, a fine stagione, si sono avvertiti gl’effetti della crisi economica che attanaglia il mondo con effetti anche sul mondo delle corse. Il ritiro da Superbike della Yamaha, con la scomparsa dalle moto ufficiali in Supersport, è stato il colpo più clamoroso; quello che potrebbe innescare processi di disimpegno molto seri, al pari di quello del ritiro della Suzuki (presente da 50 anni) dalla MotoGP. La fine d’anno ha portato un ultimo episodio preoccupante con il disimpegno di Petronas, l’ultimo sponsor importante che compariva sulle “spoglie” carenature delle Yamaha M1 di Jorge Lorenzo e Ben Spies. L’impressione che si stiano spegnendo diversi riflettori su questa classe, un effetto che potrebbe essere accentuato, speriamo non accelerato, anche dall’offuscamento della stella più splendente della categoria nell’ultimo decennio: Valentino Rosi.. Fra le notizie negative anche i sintomi le prime crisi finanziare degli autodromo, inclusi alcuni spagnoli. Si chiude anche una stagione che conferma una inadeguatezza di molte strutture che sono depositarie dei diritti e dei destini del settore velocità. Ma più in generale del mondo motociclistico.
Il 2012 lo incontriamo ricevendo segnali contrastanti, per la velocità mondiale segnerà l’avvio della gestione di MotoGP e Superbike, di fatto. Coordinata fondo Europeo di private equity Bridgepoint che ha stipulato un accordo per l’acquisizione da Jacobs Holding AG, Junkermann Group e Dr Martin Steinmeyer assicurandosi il controllo del 100% di Infront Sports & Media AG, uno dei principali operatori mondiali nel settore del marketing sportivo. Con questa operazione Dorna e Infront si ritrovano ad essere parte dello stesso gruppo di controllo. L’acquisizione ha ricevuto nei giorni scorsi l’approvazione della Autorità Antitrust europee, necessario stante l’accentramento che ha determinato. Un evento che potrebbe portare a determinazioni importanti, in particolare ad una possibile ristrutturazione dei campionati del mondo velocità con l’assemblaggio di una convergente miscelazione in solo eventi delle due classi. Al momento chi pare stare peggio, per quanto concerne livelli partecipazione e gestione costi pare essere proprio il mondiale della Dorna. Che per infoltire lo schieramento della MotoGP ha varato, non senza contrasti (poi rientrati …) ha varo la classe CRT, moto che riprendo la vecchia impostazione TT1 e riproducono in parte il progetto SBK, trovando moto di portare, all’esordio 9 moto. Moto che fin dal primo apparire non hanno convinto e tanto meno emozionato; nei fatti comporteranno solo gestioni confuse degli eventi, con molti doppiaggi e un frazionamento nella comunicazione, peraltro già molto incasinata e piuttosto piatta. Come già detto non ci sarà più la Suzuki, la Ducati se non dovesse ritrovare competitività insieme al pilota più titolato (Rossi) potrebbe andare incontro a decisioni imprevedibili e se dovesse andare in crisi la Yamaha … il processo di compattazione dovrebbe essere accelerato. Poi si dovrà pur risolvere il problema della classe monorotore Moto2 e della nascente Moto3, mezzi realizzati e gestiti da realtà tecniche artigianali.
La Superbike pare avere meno problemi, ha perso la Yamaha, marca in vari modi era sempre stata presente e protagonista del campionato, una marca pluridecorata (74 vittorie, 37 pole position, 251 podi) il cui abbandono potrebbe anche innestare un fattore “domino” se la crisi commerciale del settore dovesse confermarsi ancora per alcune stagioni. Presenta comunque un interessante schieramento della Case con piloti di buon livello. Da segnalare la possibile assenza del Team Alstare di Francesco Batta un team storico della classe, per altri team la prossima stagione potrebbe risultare decisiva per il loro divenire. Pare confermato il buon livello di partecipazione nella classe Supersport, anche se è di tutta evidenza che ci sarà un significativo scadimento di qualità, con il “secondo rientro” dell’ex campione turco Sofuoglu che si propone come favorito con le Kawasaki.
E il CIV? Conclusa una stagione che ha fornito buoni riscontri, per la nuova, almeno apparentemente, pare non fronteggiare contraccolpi significativi dal contesto economico nazionale, è possibile? Difficile crederlo, la comunicazione non pare recepire le serie lamentazioni del settore. All’indomani della manifestazione fieristica che si terrà a Verona, dove la FMI certamente sarà presente con diverse iniziative e quando, prevedibilmente, molti situazioni relative a team e piloti si paleseranno, si potranno fare delle valutazioni più precise.
Gennaio potrebbe già essere un mese caratterizzato da molte nuove importanti, auguriamoci che siano in maggioranza di segno positivo. E’ l’augurio che, dettato più dalla passione che dai ragionare, si può rivolgere al mondo della moto mondiale ed italiano. BUON 2012.
Tags: Moto2, motociclismo, Superbike, Supersport
E’ scomparso “Gibì”, Giovanbattista Marcheggiani.
20 set 2011 I think, pole… pole …, MotorMemory
Questa mattina, ho trovato su Motosprint una notizia che mi ha rattristato molto.
LA SCOMPARSA DI G.B. MARCHEGGIANI.
Giovanbattista Marcheggiani, un giornalista che ha tanto amato il motociclismo, una persona che ho tanto stimato, è deceduto ed il suo funerale si svolgerà oggi, 20 settembre 2011, alle ore 15,30 presso la Parrocchia di San Severino a Bologna. E’ stato, per lunghi anni, inviato del quotidiano sportivo “Stadio”, testata a cui era rimasto legato per tutta la carriera professionale, anche dopo la fusione col Corriere dello Sport. “Gibì”, com’era da tutti conosciuto, era nato a Corinaldo il 25 luglio 1925. Ha vissuto nell’era dei grandi giornalisti sportivi e con De Deo Ceccarelli, fu l’ideatore della pagina dei motori del quotidiano bolognese, una pagina che mi ha portato ad amare quel mondo. Un grande della “vecchia guardia” che aveva girato il mondo al seguito del motomondiale, senza mai trascurare le gare nazionali, considerate minori. Aveva raccontato l’epopea dei grandi campioni metà secolo scorso, gioito dei trionfi e sofferto per le grandi tragedie molto più frequenti a quel tempo. Ho avuto l’onore ed il piacere di poter godere della sua amicizia, di essere illuminato dalle sue considerazioni sempre attente e ragionevoli; sempre sobrio e propositivo. Fu lui a trasmettere da Rijeka, dalla reception del mitico motel posto in cima al circuito, il primo commento per la prima partecipazione della Bimota al motomondiale con “Kocis” Elementi. Quanti ricordi, quante conversazioni senza fine, nei paddock, o in un ristorante di qualche albergo, come a Magione nell’Hotel Le Vele in una serata trascorsa insieme a Stefano, alle prime esperienze in pista. Spesso ci siamo trovati allo stesso tavolo nelle serate invernali, ospiti in particolare dei Moto Club che sono stati protagonisti di quella grande epopea che fu la “Mototemporada romagnola”. Ho avuto la fortuna di condividere con “Gibì”, Pirazzini e Pizzo un’epoca indimenticabile; quando amicizia, rispetto e sano agonismo erano valori imprescindibili. E’ stato un grande amico anche di Renzo Pisolini e di Alberto Fantini. Tutti amici che spero di ritrovare, nel paddock celeste, magari per ricordare la passione condivisa nel passaggio terreno. Vicinanza e profondo cordoglio sono i sentimenti che desidero esternare alla moglie Milena e alle figlie Cinzia e Susi. Con commozione ….. ,un’affettuoso arrivederci all’amico ed al maestro di vita.
Giuseppe
Tags: G.B. Marcheggiani, motociclismo, motomondiale, Mototemporada
Ezio Pirazzini: 1° anniversario della sua scomparsa, 06 Agosto 2010
6 ago 2011 I think, pole… pole …, MotorMemory
Pole … pole …
Ho avuto il piacere di conoscere e di godere della stima di Ezio Pirazzini, giornalista romagnolo, nato a Imola, di cui oggi ricorre il primo anniversario della sua scomparsa: 6 agosto 2010. Abbiamo condiviso un tratto di vita che si e’ caratterizzato per una grande vitalita’ del mondo motoristico mondiale. Ezio e’ stato un grande del giornalismo sportivo, per Il resto del Carlino nviato per le moto e la F1; per Motosprint un editorialista con gran seguito. Ha scritto molti e fra i suoi regali pi cari c’e’ “I giorni del coraggio”,con una dedica indimenticabile: ‘Al caro Morri “mondiale” di motociclismo e nei sentimenti’. Si e’ spento lentamente ed e’ forte il rammarico dinon aver potuto coltivare sino alla fine una cara amicizia. Grazie Ezio, per sempre, da parte da chi ha avuto il previlegio di conoscerti e si innamorato o fortificato la passione anche grazie ai tuoi scritti appasionati ed appassionanti. Resti nel nostro cuore e nella nostra mente. Piace riproporre una sua foto dove figura in compagnia di Checcosta ed Enzo Ferari. Giuseppe Morri
Dal sito di TELESANTERNO: Ezio Pirazzini – Il ricordo della figlia Gabriella
Sempre sulla scena, mai dietro le quinte, orgoglioso della sua citta’, del suo autodromo, del suo lavoro, del suo giornale, della sua Olivetti, dei suoi amici, del suo Checco Costa e del suo Enzo Ferrari, del suo incredibile premio “Ezio Pirazzini da vivo” che i colleghi piu’ cari per anni gli hanno organizzato.
“A contatto col mondo intero perche’ era commesso viaggiatore della carta”, cosi’ si definisce in terza persona nel suo unico romanzo, autobiografia celata, ma anche vero pezzo di cronaca d’Italia non solo sportiva, perche’ insieme ai pionieri delle due ruote, ai campioni della Formula Uno, alle Olimpiadi, ai personaggi, ci sono gli anni da partigiano, i suoi amici, le “olimpiadi” per finta in quella che un tempo in citta’ era il prato della Riva.
E proprio nel suo romanzo, che ho riletto in questo giorni, le ultime righe raccontano la sua morte, esattamente come poi e’ avvenuta. Lui si chiama Omero Sotutto (perche’ della sua grandeur non solo era consapevole ma ne faceva un vezzo) e scrive cosi: “Avverti anche una mano fredda che gli toccava la fronte. Forse era una ragazza d’Olimpia che lo cingeva con l’alloro. Poi tutto si allontano’ in una cortina di polvere, la stanza divento’ bianca poi scura: insufficienza cardiaca -senti dire- non c’e’ piu’ nulla da fare… E finalmente si addormento’ come sempre aveva desiderato e solo una volta veniva concesso. Neppure si accorse che saliva scale tortuose per andare a ritrovare Danny e gli altri suoi vecchi amici”.
Cosi finisce il libro Dal rombo rosso al settembre nero, cui ha affidato la sua piu’ autentica memoria. E cosi cominciava: “I mondi finiscono e noi con loro, i libri rimangono per poterli descrivere”.Sono grata a tutti coloro che hanno fatto in modo che anche il lasciare questo mondo, sia stato per il mio papa’ giorno di abbracci e di stima e di ricordi, di rievocazioni col sapore della festa e una non celata goliardia nell’anima, quella che rende vere l’amicizia e la lealta’.
Sono grata a tutti coloro che lo hanno ricordato nella professione, raccontato col cuore, descritto con energia vitale. A suo modo ha dato tanto a tanti, e quei tanti oggi sono legati al suo ricordo: questo e’ il segno di una buona esistenza.
In ogni telefonata, in ogni messaggio, in ogni riga c’e’ il Pirezio piu’ vero, quello che e’ rimasto nel cuore piu’ profondo davvero, quello che ha insegnato il mestiere, che non si prendeva sul serio anche se forse era tra i giornalisti piu’ rigorosi. Per questo, in un mondo di “lupo che mangia lupo” tutti gli hanno voluto bene. Quel bene si e’ stretto intorno alla mia famiglia, oggi e in questi lunghi giorni.
Non sono piu’ gli anni ruggenti in cui ha ruggito mio padre, ma forse sarebbe bello riappropriarsi di quella forza, in cui lo scrivere diventa imperativo, e i fatti verita’.”
Tags: motociclismo, Mototemporada, Pirazzini
Dopo un anno di crisi a Febbraio il moto-mercato evidenzia il segno positivo.
5 mar 2011 Enti & Aziende
IL COMUNICATO DELL’ASSOCIAZIONE DEI COSTRUTTORI.
Nel mese appena concluso si registrano 17.765 veicoli immatricolati pari al +1,4% .Nonostante il caro assicurazioni, l’aumento della benzina e la scarsita’ di reddito disponibile c’e’ un’inversione di tendenza che dimostra la vitalita’ del settore. I dati di vendita di febbraio sono leggermente in crescita, decisamente migliori rispetto al recente passato che per 12 mesi presentava pesanti cali. Il confronto con l’anno scorso e’ piu’ corretto, nonostante la possibile presenza di veicoli incentivati a fine 2009, che si potevano immatricolare fino a marzo 2010. I veicoli immatricolati sono stati 17.765 pari al +1,4% verso lo stesso mese del 2010. Si tratta del miglior risultato da un anno a questa parte. In particolare gli scooter realizzano 11.085 veicoli pari al +3%, mentre le moto vendute sono state 6.680, registrando un -1,2%. Il mese di febbraio pesa poco piu’ del 5% del totale annuo. Si attenua la negativita’ per i 50cc con 3.751 registrazioni -5,7%.“E’ importante questo primo segnale in controtendenza rispetto ai pesanti cali dell’anno scorso. – afferma Corrado Capelli, Presidente di Confindustria ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) – “Per intraprendere decisamente un percorso di crescita duraturo e’ ecessario che anche altre due variabili siano presenti: condizioni di credito al consumo favorevoli e tariffe assicurative calmierate. Purtroppo sembra che i costi assicurativi siano in salita in modo piu’ che proporzionale anche rispetto al mercato auto. Auspichiamo – prosegue Capelli – che almeno gli utenti che non provocano incidenti siano salvaguardati da aumenti francamente poco comprensibili. In alcune regioni del sud il costo dell’assicurazione e’ diventato proibitivo e si avvicina al prezzo dei veicoli piu’ economici. E’ chiaro che in questa situazione i potenziali clienti sono spaventati da costi di gestione fuori controllo. Non solo ma vi sono zone dove c’e’ chi circola con contrassegni falsi. Un maggior controllo spero possa favorire anche un equilibrio nei costi per le 2 ruote a motore. Direttamente correlato ai costi assicurativi – conclude il Presidente – il tema della sicurezza della circolazione; in questo caso sono le infrastrutture carenti che ci preoccupano e che sono concausa in circa un quarto degli incidenti.” L’analisi del mercato scooter per fascia di cilindrata evidenzia un recupero nel bimestre gen-feb per gli scooter tra 300-500cc che con 7.311 veicoli e un -7,6% sono il segmento piu’ consistente. Soffrono ancora le cilindrate minori come i 125cc, con 6.063 immatricolazioni (-21,3%), i 150-200cc con 3.845 pezzi (-40,9%) e i 250cc con 1.634 veicoli (-33,1%). Nel comparto moto continua la crescita dei modelli superiori ai 1000cc: 3.821 unita’ pari ad un +5,7% e con volumi piu’ contenuti anche le moto tra 300 e 500cc con 1.138 pezzi spuntano un +9,4% rispetto ai volumi del 2010. Stabili le vendite per le 800-1000cc 2.899 unita’, che registrano un -0,8%. Ancora in difficolta’ le 600cc con 880 veicoli pari al -34%, le 650-750cc con 1.954 mezzi si attestano al -21,7%. Infine le 125cc con 847 veicoli segnalano un -19,7%. L’evoluzione dei segmenti consolida al primo posto per volumi le enduro stradali con 3.889 moto (-0,6%), seguite dalle naked con 3.375 vendite (-14,5%) e dalle sportive con 1.323 unita’ (-36,4%); accelerazione per le custom con 1.285 pezzi (+14,2%); significativo incremento per le moto da turismo con 1.008 immatricolazioni (+37,7%); in contrazione le supermotard con 805 pezzi (-23,8%). Il comparto dei “cinquantini” nel primo bimestre arriva a 7.312 vendite pari al -9,8%. La totalita’ delle 2 ruote a motore (immatricolazioni + 50cc) raggiunge 38.488 veicoli, pari al -16,4% rispetto al medesimo bimestre del 2010.
Tags: ANCMA, motociclismo
E deceduto Luigi Esposito, Team Gimotors, un amico!
29 giu 2010 I think, pole… pole …
Pole … Pole …
Luigi D’Esposito, per tutti gl’amici Gigi, e deceduto oggi. E’stato un pilastro del mondo delle corse in Italia. Ha organizzato il suo primo team nel 1990 ed a quella stagione risalgono i nostri primi rapporti. I primi passi li ha mossi con Bimota e Silvano Martinetti. Solo pochi giorni addietro Silvano mi ha inviato un messaggio per chiedere di scrivere poche righe a Gigi perche’ voleva fare parte anche lui del Gruppo “Bimota old time”. Non ha fatto in tempo, il male ha vinto sulla sua tempra di lottatore, come aveva vinto quando gli aveva strappato l’adorata Marlisa nel 2007. Abbiamo discusso o condiviso molte cose, l’ultima iniziativa condivisa riguardava la promozione del progetto volto a far nascere un’Associazione dei Team. Nel 2010 mi era parso molto deluso e stanco. E’ uscito di scena in punta di piedi, ma il suo ricordo restera’ vivo fra quanti hanno avuto la possibilita’ di conoscerlo. Troppe parole possono diventare inopportune, il dolore consente solo di esprimere il cordoglio e la solidarieta’ ai famigliari. Un sentimento che penso di poter testimoniare anche a nome degli amici del Gruppo e di quelle persone con le quali abbiamo condiviso la passione per il marchio Bimota. Grazie, per sempre, Gigi!
Tags: Bimota, CIV, motociclismo, MV Agusta, Superstock 1000, Yamaha
Nostalgia del CIV, Massimo Roccoli racconta: … sfumata un’opportunità e un sogno.
20 mar 2010 Campionati Italiani Velocità, MotorCuriosity
L’emittente ICARO TV giovedi 18 marzo ha mandato in onda un’intervista a Massimo Roccoli, intervistato da Pasquale Adorante nel corso dell’abituale puntata settimanale della (ormai ventennale) rubrica “Moto Club”. Il pilota romagnolo di Villa Verucchio (RN) ha commentato la prima gara del mondiale Supersport corsa a fine febbraio in Australia, Massimo ha chiuso quella gara in sesta posizione anche se ha dovuto gareggiare con la moto 2, ha confessato che non sarebbe stato possibile lottare con i tre piloti saliti sul podio, ma il quarto posto sarebbe stato possibile se il mezzo lo avesse assecondato a dovere.
In chiusura ha confessato un “sogno” coltivato fino a poche settimane prima dell’inizio del campionato.
Tornare nel CIV dove e’ stato Campione della classe Supersport per tre stagioni consecutive.
Massimo gareggia con il team Intermoto Czech della Repubblica Ceca, in sella ad una Honda, ha detto con semplicita’ che il team “ceco” si e’ rivelato il salvagente trovato a conclusione dell’ultima stagione disputata in sella alle Yamaha del team Lorenzini by Leoni. Una scelta che lo portato fuori dal giro tricolore dove per anni era stato grande protagonista.
Ha rivelato che nei mesi invernali ha coltivato con un gruppo di amici un progetto, un sogno, tornare al CIV con il team che lo aveva lanciato, il Bike Service di Rimini grazie ad un accordo di collaborazione con la sua attuale squadra.
La squadra riminese, che ha da tempo deciso di investire sul talentuoso 18enne concittadino Roberto Tamburini, confermato questo impegno primario, ha cercato di costruire le necessarie condizioni, senza nulla togliere al progetto “Tambu”. Per Massimo ci sarebbe l’opportunita’ di svolgere un’attivita’ intensa, propedeutica anche per le gare mondiali, dato che uno dei sui crucci deriva dal fatto di provare poco. Stimolato anche dalla possibilita’ di riconquistare un casco tricolore per la quarta volta.
Roccoli coltiva un sogno, regalare alla squadra che piu’ di tutti ha creduto in lui, che lo ha aiutato a diventare un pilota vincente consentendogli, senza preclusioni, di approdare ad una squadra impegnata nel mondiale, la gioia di un titolo tricolore.
Un traguardo mancato per poco nel 2004,ma con Roberto e Massimo in squadra, Stefano Morri ed il suo gruppo avrebbero potuto puntare ai titoli individuali e di squadra. Con evidente rammarico, il “piccolo” driver verucchiese ha confessato che il progetto si e’ rivelato non realizzabile, anche il team che lo supporta nel mondiale avrebbe avuto delle difficolt� a fornire le moto necessarie.
Roccoli, con la sincerita’ e la tranquillita’ che gli sono riconosciute, ha raccontato il suo sogno regalando un fremito a tanti appassionati riminesi e, certamente, anche a Stefano, Damiano, Massimo, Giorgio ed a tutti componenti del Bike Service Racing Team. Intanto conserva gelosemente il numero “55″ sulla carena della sua moto, un omaggio a Stefano che lo aveva portato anni prima sulle sue Bimota, e chissa che massimo quel numero non lo possa portare ancora su una Bimota … nella Moto2.
Tags: Bimota, Morri Stefano, motociclismo, Supersport, Yamaha










